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Tag Archivio per: saldo iva 2025

PARTITA IVA, PARTITA IVA ORDINARIA

Saldo IVA 2025: Scadenza 16 Marzo, Come Pagare con F24

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Il saldo IVA 2025 rappresenta uno degli appuntamenti fiscali più importanti per le partite IVA e i professionisti italiani. Entro il 16 marzo 2026, tutti i contribuenti tenuti al versamento dell’IVA devono effettuare il pagamento del saldo annuale relativo all’anno d’imposta 2025, utilizzando il modello F24. Questa scadenza riguarda chi presenta la dichiarazione IVA annuale e ha un debito residuo da versare dopo aver considerato gli acconti già pagati durante l’anno.

Ma chi deve pagare il saldo IVA? Come si calcola l’importo? Quali sono i codici tributo da utilizzare nel modello F24? E cosa succede se non si paga entro la scadenza? In questa guida completa rispondiamo a tutte queste domande, fornendo esempi pratici, tabelle riassuntive e le informazioni aggiornate per il 2025.

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella compilazione della dichiarazione IVA, nel calcolo del saldo e nella gestione degli adempimenti fiscali per la tua partita IVA. Scopri come evitare errori e sanzioni con il supporto dei nostri esperti.

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Indice dei contenuti

  1. Cos’è il Saldo IVA e Chi Deve Pagarlo
  2. Scadenza 16 Marzo 2026: Quando Pagare
  3. Come Calcolare il Saldo IVA 2025
  4. Come Compilare il Modello F24 per il Saldo IVA
  5. Codici Tributo F24 per il Saldo IVA
  6. Regimi Speciali: Forfettario, Agricolo, Esoneri
  7. Sanzioni per Ritardo o Omesso Versamento
  8. Ravvedimento Operoso: Come Regolarizzare
  9. Esempi Pratici di Calcolo
  10. Domande Frequenti

Cos’è il Saldo IVA e Chi Deve Pagarlo

Il saldo IVA è la differenza tra l’IVA a debito (incassata sulle vendite) e l’IVA a credito (pagata sugli acquisti) che emerge dalla dichiarazione IVA annuale. Se questa differenza è positiva, il contribuente deve versare la somma all’Agenzia delle Entrate tramite modello F24.

Devono pagare il saldo IVA 2025 tutti i titolari di partita IVA che:

  • Presentano la dichiarazione IVA annuale (modello IVA/2026 per l’anno 2025)
  • Hanno un debito IVA risultante dalla dichiarazione
  • Non rientrano in regimi speciali esonerati dall’IVA (come il regime forfettario)
  • Effettuano liquidazioni periodiche dell’IVA (mensili o trimestrali)

Chi è escluso dal pagamento del saldo IVA?

  • Regime forfettario: I contribuenti in regime forfettario non applicano l’IVA e quindi non devono versare né acconti né saldo IVA
  • Regime di vantaggio (ex minimi): Anche in questo caso non c’è obbligo di versamento IVA
  • Contribuenti con IVA a credito: Chi ha IVA a credito può richiedere il rimborso o riportare il credito negli anni successivi
  • Operazioni esenti IVA: Alcuni settori (sanità, istruzione, attività finanziarie) possono avere operazioni esenti

La normativa di riferimento è contenuta nel D.P.R. 633/1972 (legge IVA) e nelle successive modifiche, con particolare riferimento all’art. 1 del D.P.R. 435/2001 che disciplina i termini di versamento.

Scadenza 16 Marzo 2026: Quando Pagare

La scadenza per il saldo IVA 2025 è fissata al 16 marzo 2026. Questa data coincide con il termine per la presentazione della dichiarazione IVA annuale in modalità telematica.

Calendario delle scadenze IVA 2025-2026:

ScadenzaAdempimentoChi riguarda
16 marzo 2026Versamento saldo IVA 2025 + presentazione dichiarazione IVA/2026Tutti i contribuenti IVA ordinari
16 aprile 2026Scadenza prorogata per chi paga con maggiorazione 0,40%Contribuenti che scelgono la proroga
16 febbraio 2026Versamento secondo acconto IVA (riferito al 2026)Contribuenti con liquidazioni IVA trimestrali
27 dicembre 2025Versamento secondo acconto IVA (contribuenti mensili)Contribuenti con liquidazioni IVA mensili

Perché il 16 marzo? Questa scadenza è stabilita dall’art. 5-bis del D.P.R. 322/1998, che prevede che il saldo IVA debba essere versato contestualmente alla presentazione della dichiarazione annuale IVA. Il termine ordinario sarebbe il 28 febbraio, ma per chi trasmette telematicamente la dichiarazione (obbligo dal 2017), la scadenza è prorogata al 16 marzo.

Proroga con maggiorazione: È possibile differire il pagamento del saldo IVA di 30 giorni, portando la scadenza al 16 aprile 2026, applicando una maggiorazione dello 0,40% a titolo di interessi. Questa maggiorazione si calcola sull’importo del saldo da versare.

Differenze tra Contribuenti Mensili e Trimestrali

I contribuenti IVA possono scegliere tra liquidazione mensile o trimestrale:

  • Mensile: Le liquidazioni IVA vanno effettuate entro il 16 del mese successivo. Il saldo annuale si calcola considerando tutti i 12 mesi del 2025.
  • Trimestrale: Le liquidazioni IVA si fanno entro il 16 del secondo mese successivo al trimestre (es. IVA gennaio-marzo 2025 va versata entro 16 maggio 2025). Il saldo annuale considera i 4 trimestri.

Indipendentemente dalla periodicità, la scadenza del saldo IVA al 16 marzo è uguale per tutti.

Come Calcolare il Saldo IVA 2025

Il calcolo del saldo IVA si basa sulla differenza tra IVA a debito e IVA a credito, considerando anche eventuali acconti già versati durante l’anno.

Formula del calcolo:

Saldo IVA = (IVA a debito 2025) - (IVA a credito 2025) - (Acconti IVA versati nel 2025)

Vediamo nel dettaglio ogni componente:

1. IVA a Debito

L’IVA a debito è l’imposta applicata sulle vendite e prestazioni di servizi effettuate durante l’anno 2025. Si calcola sommando l’IVA fatturata ai clienti in tutte le fatture emesse.

Esempio: Un professionista ha emesso fatture per 50.000 euro + IVA 22% = 11.000 euro di IVA a debito.

2. IVA a Credito

L’IVA a credito è l’imposta pagata sugli acquisti di beni e servizi necessari per l’attività. Include l’IVA sulle fatture ricevute dai fornitori, purché inerenti all’attività professionale.

Esempio: Lo stesso professionista ha acquistato beni/servizi per 20.000 euro + IVA 22% = 4.400 euro di IVA a credito.

3. Acconti IVA Versati

Durante l’anno 2025, i contribuenti IVA hanno già versato due acconti IVA:

  • Primo acconto: Versato entro il 27 dicembre 2024, pari all’88% del debito IVA del periodo ottobre-novembre 2024 (per mensili) o del terzo trimestre 2024 (per trimestrali)
  • Secondo acconto: Versato entro il 27 dicembre 2025 (mensili) o 16 febbraio 2026 (trimestrali)

Esempio: Il professionista ha versato 3.000 euro di acconti IVA nel 2025.

Calcolo Finale

Riprendiamo l’esempio completo:

  • IVA a debito: 11.000 euro
  • IVA a credito: 4.400 euro
  • Acconti versati: 3.000 euro
Saldo IVA = 11.000 - 4.400 - 3.000 = 3.600 euro

Il professionista dovrà versare 3.600 euro entro il 16 marzo 2026.

Attenzione: Se il risultato è negativo, significa che il contribuente ha un credito IVA da riportare negli anni successivi o da chiedere a rimborso (secondo le condizioni previste dall’art. 30 D.P.R. 633/1972).

Come Compilare il Modello F24 per il Saldo IVA

Il pagamento del saldo IVA avviene esclusivamente tramite modello F24, che può essere compilato e trasmesso:

  • Online tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (Fisconline o Entratel)
  • Tramite home banking del proprio istituto di credito
  • Presso banche, Poste Italiane o intermediari abilitati (commercialisti, CAF)

Guida Passo-Passo alla Compilazione del F24

Sezione da compilare: “Erario” del modello F24

Campi obbligatori:

  1. Codice tributo: 6099 (saldo IVA) – vedi sezione successiva per tutti i codici
  2. Anno di riferimento: 2025 (anno d’imposta cui si riferisce il saldo)
  3. Importi a debito versati: L’importo del saldo IVA da pagare (es. 3.600,00)
  4. Codice ufficio: Lasciare vuoto (non necessario per IVA)
  5. Codice atto: Lasciare vuoto

Esempio di Compilazione F24

CampoValore
Codice tributo6099
Rateazione/regione/prov/mese rif.0101 (non rateizzato)
Anno di riferimento2025
Importi a debito versati3.600,00
Importi a credito compensati0,00 (se non si compensa con altri crediti)
TOTALE A3.600,00

Modalità di pagamento:

  • Versamento diretto: Si paga l’intero importo entro il 16 marzo 2026
  • Compensazione: È possibile compensare il debito IVA con eventuali crediti fiscali (IRPEF, IRES, contributi INPS) utilizzando il modello F24
  • Rateizzazione: NON è possibile rateizzare il saldo IVA (a differenza di imposte sui redditi o contributi)

Attenzione alla compensazione: La compensazione di crediti tributari superiori a 5.000 euro annui richiede l’apposizione del visto di conformità sulla dichiarazione (art. 35 D.Lgs. 241/1997) o la sottoscrizione da parte di un professionista abilitato.

Codici Tributo F24 per il Saldo IVA

L’Agenzia delle Entrate prevede codici tributo specifici per il versamento del saldo IVA, a seconda della tipologia di contribuente e della situazione fiscale.

Tabella completa dei codici tributo IVA:

CodiceDescrizioneQuando si usa
6099Saldo IVA annualeVersamento ordinario del saldo IVA risultante dalla dichiarazione annuale
6001IVA mensile (mese di gennaio)Liquidazione IVA periodica del primo mese
6002IVA mensile (febbraio)Liquidazione IVA mensile di febbraio
6003-6012IVA mensile (altri mesi)Un codice per ogni mese da marzo a dicembre
6031IVA primo trimestreLiquidazione IVA trimestrale gennaio-marzo
6032IVA secondo trimestreLiquidazione IVA trimestrale aprile-giugno
6033IVA terzo trimestreLiquidazione IVA trimestrale luglio-settembre
6034IVA quarto trimestreLiquidazione IVA trimestrale ottobre-dicembre
6035Acconto IVA (metodo storico)Versamento secondo acconto IVA
6036Acconto IVA (metodo previsionale)Versamento acconto con metodo previsionale
6037Acconto IVA (metodo da operazioni effettuate)Versamento acconto calcolato sulle operazioni reali
6098Interessi da saldo IVA dilazionatoInteressi per rateizzazione (NON applicabile al saldo IVA)

Codice 6099: il più utilizzato

Il codice tributo 6099 è quello standard per il versamento del saldo IVA annuale. Va utilizzato quando:

  • Si presenta la dichiarazione IVA annuale
  • Il risultato è un debito IVA da versare
  • Non si tratta di liquidazioni periodiche o acconti

Attenzione: Se stai versando un acconto IVA (secondo acconto per l’anno 2026), devi utilizzare i codici 6035, 6036 o 6037, NON il 6099.

Interessi per Versamento Posticipato (0,40%)

Se decidi di pagare il saldo IVA entro il 16 aprile 2026 invece del 16 marzo, devi applicare una maggiorazione dello 0,40% a titolo di interessi. Questa maggiorazione:

  • Si calcola sull’importo del saldo da versare
  • Va indicata nello stesso F24 con il codice tributo 6099
  • Si somma all’importo del saldo

Esempio: Saldo IVA di 3.600 euro con proroga al 16 aprile:

Interessi 0,40% = 3.600 × 0,0040 = 14,40 euro
Totale da versare = 3.600 + 14,40 = 3.614,40 euro

Regimi Speciali: Forfettario, Agricolo, Esoneri

Non tutti i titolari di partita IVA sono tenuti al versamento del saldo IVA. Alcuni regimi fiscali speciali prevedono l’esonero dagli obblighi IVA.

Regime Forfettario

I contribuenti che aderiscono al regime forfettario (Legge 190/2014, art. 1 commi 54-89) sono esonerati da IVA. Questo significa che:

  • Non addebitano IVA nelle fatture emesse ai clienti
  • Non detraggono IVA sugli acquisti
  • Non presentano la dichiarazione IVA
  • Non versano acconti né saldo IVA

Limiti del regime forfettario 2025:

  • Ricavi/compensi annui fino a 85.000 euro
  • Applicazione di coefficienti di redditività diversi per settore
  • Imposta sostitutiva del 15% o 5% (primi 5 anni di attività)

Attenzione: Se nel corso del 2025 superi il limite di 85.000 euro di ricavi, esci dal regime forfettario e dall’anno successivo (2026) dovrai applicare l’IVA ordinaria e versare acconti/saldo.

Regime di Vantaggio (ex Minimi)

Il regime di vantaggio per i contribuenti minimi (Legge 244/2007) è stato abolito dal 2016, ma chi vi rientrava può continuare fino alla scadenza naturale del quinquennio. Anche questo regime prevede l’esonero da IVA.

Regime Speciale Agricolo

Gli agricoltori in regime speciale IVA (art. 34 D.P.R. 633/1972) applicano percentuali di compensazione IVA forfettarie e possono avere semplificazioni negli adempimenti, ma restano tenuti al versamento del saldo IVA se risultante dalla dichiarazione.

Operazioni Esenti IVA

Alcuni settori effettuano operazioni esenti da IVA (art. 10 D.P.R. 633/1972):

  • Sanità e servizi socio-sanitari
  • Istruzione (scuole, università)
  • Attività finanziarie e assicurative
  • Locazioni immobiliari ad uso abitativo

Chi effettua solo operazioni esenti non versa IVA, ma non può nemmeno detrarla sugli acquisti. Chi ha operazioni miste (esenti e imponibili) deve calcolare la pro-rata di detrazione.

Esonero per Volume d’Affari Ridotto

Non esiste un esonero automatico dal saldo IVA per chi ha un volume d’affari ridotto. Anche con pochi euro di debito IVA, il versamento è obbligatorio. L’unica eccezione è per importi inferiori a 10,33 euro, che non vanno versati (importo minimo di versamento).

Sanzioni per Ritardo o Omesso Versamento

Il mancato o tardivo versamento del saldo IVA comporta l’applicazione di sanzioni amministrative e interessi moratori, come previsto dal D.Lgs. 471/1997.

Sanzioni per Omesso Versamento

Se non versi il saldo IVA entro il 16 marzo 2026, incorri nella sanzione del 30% dell’importo non versato (art. 13 D.Lgs. 471/1997).

Esempio: Saldo IVA di 3.600 euro non versato:

Sanzione = 3.600 × 30% = 1.080 euro

Questa sanzione si somma agli interessi moratori, calcolati al tasso legale (attualmente 2,5% annuo per il 2025) per ogni giorno di ritardo.

Riduzione delle Sanzioni con Ravvedimento Operoso

È possibile ridurre le sanzioni utilizzando il ravvedimento operoso (art. 13 D.Lgs. 472/1997), regolarizzando il pagamento spontaneamente prima di eventuali accertamenti. Vedi la sezione successiva per i dettagli.

Interessi Moratori

Gli interessi moratori si calcolano dal giorno successivo alla scadenza (17 marzo 2026) fino al giorno del pagamento effettivo, applicando il tasso legale annuo.

Formula interessi:

Interessi = (Importo dovuto × Tasso legale × Giorni di ritardo) / 36500

Esempio: Pagamento in ritardo di 30 giorni (saldo 3.600 euro, tasso legale 2,5%):

Interessi = (3.600 × 2,5 × 30) / 36500 = 7,40 euro

Conseguenze in Caso di Inadempienza Prolungata

Se il mancato pagamento del saldo IVA si protrae oltre i termini del ravvedimento operoso, l’Agenzia delle Entrate può procedere con:

  • Cartella di pagamento: Notifica dell’importo dovuto (saldo + sanzioni + interessi)
  • Iscrizione a ruolo: Riscossione coattiva tramite Agenzia delle Entrate-Riscossione
  • Fermo amministrativo di veicoli intestati
  • Ipoteca su beni immobili
  • Pignoramento di beni mobili, conti correnti, stipendi

Importante: Le sanzioni per omesso versamento IVA sono penalmente rilevanti se l’importo evaso supera i 250.000 euro per anno d’imposta (art. 10-ter D.Lgs. 74/2000), con pene detentive da 6 mesi a 2 anni.

Ravvedimento Operoso: Come Regolarizzare

Il ravvedimento operoso è lo strumento che consente di regolarizzare spontaneamente il mancato o tardivo versamento del saldo IVA, beneficiando di sanzioni ridotte.

L’art. 13 del D.Lgs. 472/1997 prevede diverse tipologie di ravvedimento a seconda dei giorni di ritardo:

Tipologie di Ravvedimento e Sanzioni Ridotte

Tipo ravvedimentoEntro quandoSanzione ridotta
SprintEntro 14 giorni dalla scadenza0,1% per ogni giorno di ritardo (max 1,4%)
BreveDal 15° al 30° giorno1,5% dell’importo dovuto
IntermedioDal 31° al 90° giorno1,67% dell’importo dovuto
LungoEntro il termine di presentazione della dichiarazione IVA dell’anno successivo3,75% dell’importo dovuto
LunghissimoOltre il termine dichiarazione, ma entro 2 anni4,29% dell’importo dovuto
Oltre 2 anniOltre 2 anni dalla scadenza5% dell’importo dovuto

Come Calcolare il Ravvedimento

Per regolarizzare il saldo IVA 2025 in ritardo, devi versare con F24:

  1. Importo del saldo IVA originario (codice tributo 6099)
  2. Sanzione ridotta (codice tributo 8904 – sanzioni pecuniarie IVA)
  3. Interessi legali (codice tributo 1991 – interessi sul ravvedimento)

Esempio pratico: Saldo IVA di 3.600 euro pagato con 20 giorni di ritardo (5 aprile 2026).

Si applica il ravvedimento breve (1,5%):

Sanzione ridotta = 3.600 × 1,5% = 54 euro
Interessi (20 gg, tasso 2,5%) = (3.600 × 2,5 × 20) / 36500 = 4,93 euro
Totale da versare = 3.600 + 54 + 4,93 = 3.658,93 euro

Codici Tributo per il Ravvedimento

Nel modello F24 per il ravvedimento operoso del saldo IVA, utilizza:

  • 6099: Importo del saldo IVA
  • 8904: Sanzioni pecuniarie per irregolarità IVA
  • 1991: Interessi sul ravvedimento per liquidazioni periodiche e dichiarazioni IVA

Quando NON è Possibile Ravvedersi

Il ravvedimento operoso non è ammesso se:

  • Hai già ricevuto una comunicazione di irregolarità (PVC, avviso bonario)
  • È stata notificata una cartella di pagamento
  • Sono iniziati accessi, ispezioni o verifiche da parte dell’Agenzia delle Entrate
  • Sono decorsi più di 5 anni dalla violazione (termine prescrizionale)

Consiglio: Se hai dimenticato di pagare il saldo IVA, procedi immediatamente con il ravvedimento operoso per limitare le sanzioni. Più tempo passa, più la sanzione aumenta (fino al 30% se non ti ravvedi).

Esempi Pratici di Calcolo

Vediamo alcuni casi concreti di calcolo e pagamento del saldo IVA 2025, con situazioni tipiche di diversi professionisti e imprese.

Esempio 1: Professionista con Liquidazione Mensile

Situazione: Commercialista con partita IVA in regime ordinario, liquidazione mensile.

  • IVA a debito 2025: 22.000 euro (fatture emesse ai clienti)
  • IVA a credito 2025: 6.500 euro (spese professionali, attrezzature, software)
  • Acconti IVA versati nel 2025: 8.000 euro

Calcolo saldo IVA:

Saldo IVA = 22.000 - 6.500 - 8.000 = 7.500 euro

Scadenza: 16 marzo 2026
Codice tributo F24: 6099
Importo da versare: 7.500 euro

Esempio 2: Piccola Impresa con Liquidazione Trimestrale

Situazione: Negozio di abbigliamento, liquidazione IVA trimestrale.

  • IVA a debito 2025: 55.000 euro (vendite al dettaglio)
  • IVA a credito 2025: 38.000 euro (acquisto merce, utenze, affitto)
  • Acconti IVA versati: 10.000 euro

Calcolo saldo IVA:

Saldo IVA = 55.000 - 38.000 - 10.000 = 7.000 euro

Opzione proroga: L’imprenditore decide di pagare il 16 aprile 2026 con maggiorazione 0,40%:

Interessi proroga = 7.000 × 0,40% = 28 euro
Totale da versare = 7.000 + 28 = 7.028 euro

Esempio 3: Contribuente in Regime Forfettario

Situazione: Grafico freelance in regime forfettario.

  • Ricavi 2025: 45.000 euro
  • Regime: Forfettario (coefficiente redditività 78%, imposta sostitutiva 15%)

Saldo IVA:

NON DOVUTO - Il regime forfettario è esente da IVA.
Non si presenta dichiarazione IVA e non si versa alcun saldo.

Il grafico verserà solo l’imposta sostitutiva sui redditi, ma nessun adempimento IVA.

Esempio 4: Professionista con Credito IVA

Situazione: Ingegnere che ha sostenuto investimenti importanti nel 2025.

  • IVA a debito 2025: 18.000 euro
  • IVA a credito 2025: 25.000 euro (acquisto attrezzature, auto aziendale)
  • Acconti IVA versati: 3.500 euro

Calcolo:

Saldo IVA = 18.000 - 25.000 - 3.500 = -10.500 euro (CREDITO)

Risultato: L’ingegnere ha un credito IVA di 10.500 euro. Può:

  • Riportarlo in compensazione negli anni successivi
  • Chiedere il rimborso se i requisiti sono soddisfatti (attività da almeno 2 anni, credito superiore a 2.582,28 euro)
  • Compensare con altri tributi (IRPEF, INPS) tramite F24

In questo caso NON si versa alcun saldo IVA.

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Domande Frequenti sul Saldo IVA 2025

Entro quando devo pagare il saldo IVA 2025?

Il saldo IVA 2025 deve essere versato entro il 16 marzo 2026. È possibile posticipare il pagamento al 16 aprile 2026 applicando una maggiorazione dello 0,40% a titolo di interessi.

Quale codice tributo devo usare per il saldo IVA?

Il codice tributo da utilizzare nel modello F24 per il versamento del saldo IVA annuale è il 6099. Nel campo anno di riferimento va indicato 2025.

Chi è esonerato dal pagamento del saldo IVA?

Sono esonerati dal saldo IVA i contribuenti in regime forfettario e in regime di vantaggio, poiché non applicano l’IVA. Anche chi ha un credito IVA risultante dalla dichiarazione non deve versare alcun saldo.

Cosa succede se pago il saldo IVA in ritardo?

Il mancato o ritardato pagamento comporta sanzioni del 30% dell’importo dovuto più interessi moratori. È possibile ridurre le sanzioni utilizzando il ravvedimento operoso, che prevede sanzioni ridotte dall’1% al 5% a seconda dei giorni di ritardo.

Posso rateizzare il saldo IVA?

No, il saldo IVA non è rateizzabile. Deve essere versato in un’unica soluzione entro il 16 marzo (o 16 aprile con maggiorazione). La rateizzazione è prevista solo per le imposte sui redditi, non per l’IVA.

Come si calcola il saldo IVA?

Il saldo IVA si calcola con la formula: IVA a debito – IVA a credito – Acconti già versati. Se il risultato è positivo, si deve versare quella somma. Se negativo, si ha un credito IVA da compensare o richiedere a rimborso.

Posso compensare il saldo IVA con altri crediti fiscali?

Sì, è possibile compensare il debito da saldo IVA con eventuali crediti fiscali (IRPEF, INPS, altre imposte) utilizzando il modello F24. Per compensazioni superiori a 5.000 euro annui è necessario il visto di conformità.


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    PARTITA IVA, PARTITA IVA ORDINARIA

    Saldo IVA 2025: Scadenza 16 Marzo, Come Pagare con F24

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    Il saldo IVA 2025 rappresenta uno degli appuntamenti fiscali più importanti per le partite IVA e i professionisti italiani. Entro il 16 marzo 2026, tutti i contribuenti tenuti al versamento dell’IVA devono effettuare il pagamento del saldo annuale relativo all’anno d’imposta 2025, utilizzando il modello F24. Questa scadenza riguarda chi presenta la dichiarazione IVA annuale e ha un debito residuo da versare dopo aver considerato gli acconti già pagati durante l’anno.

    Ma chi deve pagare il saldo IVA? Come si calcola l’importo? Quali sono i codici tributo da utilizzare nel modello F24? E cosa succede se non si paga entro la scadenza? In questa guida completa rispondiamo a tutte queste domande, fornendo esempi pratici, tabelle riassuntive e le informazioni aggiornate per il 2025.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella compilazione della dichiarazione IVA, nel calcolo del saldo e nella gestione degli adempimenti fiscali per la tua partita IVA. Scopri come evitare errori e sanzioni con il supporto dei nostri esperti.

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    Indice dei contenuti

    1. Cos’è il Saldo IVA e Chi Deve Pagarlo
    2. Scadenza 16 Marzo 2026: Quando Pagare
    3. Come Calcolare il Saldo IVA 2025
    4. Come Compilare il Modello F24 per il Saldo IVA
    5. Codici Tributo F24 per il Saldo IVA
    6. Regimi Speciali: Forfettario, Agricolo, Esoneri
    7. Sanzioni per Ritardo o Omesso Versamento
    8. Ravvedimento Operoso: Come Regolarizzare
    9. Esempi Pratici di Calcolo
    10. Domande Frequenti

    Cos’è il Saldo IVA e Chi Deve Pagarlo

    Il saldo IVA è la differenza tra l’IVA a debito (incassata sulle vendite) e l’IVA a credito (pagata sugli acquisti) che emerge dalla dichiarazione IVA annuale. Se questa differenza è positiva, il contribuente deve versare la somma all’Agenzia delle Entrate tramite modello F24.

    Devono pagare il saldo IVA 2025 tutti i titolari di partita IVA che:

    • Presentano la dichiarazione IVA annuale (modello IVA/2026 per l’anno 2025)
    • Hanno un debito IVA risultante dalla dichiarazione
    • Non rientrano in regimi speciali esonerati dall’IVA (come il regime forfettario)
    • Effettuano liquidazioni periodiche dell’IVA (mensili o trimestrali)

    Chi è escluso dal pagamento del saldo IVA?

    • Regime forfettario: I contribuenti in regime forfettario non applicano l’IVA e quindi non devono versare né acconti né saldo IVA
    • Regime di vantaggio (ex minimi): Anche in questo caso non c’è obbligo di versamento IVA
    • Contribuenti con IVA a credito: Chi ha IVA a credito può richiedere il rimborso o riportare il credito negli anni successivi
    • Operazioni esenti IVA: Alcuni settori (sanità, istruzione, attività finanziarie) possono avere operazioni esenti

    La normativa di riferimento è contenuta nel D.P.R. 633/1972 (legge IVA) e nelle successive modifiche, con particolare riferimento all’art. 1 del D.P.R. 435/2001 che disciplina i termini di versamento.

    Scadenza 16 Marzo 2026: Quando Pagare

    La scadenza per il saldo IVA 2025 è fissata al 16 marzo 2026. Questa data coincide con il termine per la presentazione della dichiarazione IVA annuale in modalità telematica.

    Calendario delle scadenze IVA 2025-2026:

    ScadenzaAdempimentoChi riguarda
    16 marzo 2026Versamento saldo IVA 2025 + presentazione dichiarazione IVA/2026Tutti i contribuenti IVA ordinari
    16 aprile 2026Scadenza prorogata per chi paga con maggiorazione 0,40%Contribuenti che scelgono la proroga
    16 febbraio 2026Versamento secondo acconto IVA (riferito al 2026)Contribuenti con liquidazioni IVA trimestrali
    27 dicembre 2025Versamento secondo acconto IVA (contribuenti mensili)Contribuenti con liquidazioni IVA mensili

    Perché il 16 marzo? Questa scadenza è stabilita dall’art. 5-bis del D.P.R. 322/1998, che prevede che il saldo IVA debba essere versato contestualmente alla presentazione della dichiarazione annuale IVA. Il termine ordinario sarebbe il 28 febbraio, ma per chi trasmette telematicamente la dichiarazione (obbligo dal 2017), la scadenza è prorogata al 16 marzo.

    Proroga con maggiorazione: È possibile differire il pagamento del saldo IVA di 30 giorni, portando la scadenza al 16 aprile 2026, applicando una maggiorazione dello 0,40% a titolo di interessi. Questa maggiorazione si calcola sull’importo del saldo da versare.

    Differenze tra Contribuenti Mensili e Trimestrali

    I contribuenti IVA possono scegliere tra liquidazione mensile o trimestrale:

    • Mensile: Le liquidazioni IVA vanno effettuate entro il 16 del mese successivo. Il saldo annuale si calcola considerando tutti i 12 mesi del 2025.
    • Trimestrale: Le liquidazioni IVA si fanno entro il 16 del secondo mese successivo al trimestre (es. IVA gennaio-marzo 2025 va versata entro 16 maggio 2025). Il saldo annuale considera i 4 trimestri.

    Indipendentemente dalla periodicità, la scadenza del saldo IVA al 16 marzo è uguale per tutti.

    Come Calcolare il Saldo IVA 2025

    Il calcolo del saldo IVA si basa sulla differenza tra IVA a debito e IVA a credito, considerando anche eventuali acconti già versati durante l’anno.

    Formula del calcolo:

    Saldo IVA = (IVA a debito 2025) - (IVA a credito 2025) - (Acconti IVA versati nel 2025)

    Vediamo nel dettaglio ogni componente:

    1. IVA a Debito

    L’IVA a debito è l’imposta applicata sulle vendite e prestazioni di servizi effettuate durante l’anno 2025. Si calcola sommando l’IVA fatturata ai clienti in tutte le fatture emesse.

    Esempio: Un professionista ha emesso fatture per 50.000 euro + IVA 22% = 11.000 euro di IVA a debito.

    2. IVA a Credito

    L’IVA a credito è l’imposta pagata sugli acquisti di beni e servizi necessari per l’attività. Include l’IVA sulle fatture ricevute dai fornitori, purché inerenti all’attività professionale.

    Esempio: Lo stesso professionista ha acquistato beni/servizi per 20.000 euro + IVA 22% = 4.400 euro di IVA a credito.

    3. Acconti IVA Versati

    Durante l’anno 2025, i contribuenti IVA hanno già versato due acconti IVA:

    • Primo acconto: Versato entro il 27 dicembre 2024, pari all’88% del debito IVA del periodo ottobre-novembre 2024 (per mensili) o del terzo trimestre 2024 (per trimestrali)
    • Secondo acconto: Versato entro il 27 dicembre 2025 (mensili) o 16 febbraio 2026 (trimestrali)

    Esempio: Il professionista ha versato 3.000 euro di acconti IVA nel 2025.

    Calcolo Finale

    Riprendiamo l’esempio completo:

    • IVA a debito: 11.000 euro
    • IVA a credito: 4.400 euro
    • Acconti versati: 3.000 euro
    Saldo IVA = 11.000 - 4.400 - 3.000 = 3.600 euro

    Il professionista dovrà versare 3.600 euro entro il 16 marzo 2026.

    Attenzione: Se il risultato è negativo, significa che il contribuente ha un credito IVA da riportare negli anni successivi o da chiedere a rimborso (secondo le condizioni previste dall’art. 30 D.P.R. 633/1972).

    Come Compilare il Modello F24 per il Saldo IVA

    Il pagamento del saldo IVA avviene esclusivamente tramite modello F24, che può essere compilato e trasmesso:

    • Online tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (Fisconline o Entratel)
    • Tramite home banking del proprio istituto di credito
    • Presso banche, Poste Italiane o intermediari abilitati (commercialisti, CAF)

    Guida Passo-Passo alla Compilazione del F24

    Sezione da compilare: “Erario” del modello F24

    Campi obbligatori:

    1. Codice tributo: 6099 (saldo IVA) – vedi sezione successiva per tutti i codici
    2. Anno di riferimento: 2025 (anno d’imposta cui si riferisce il saldo)
    3. Importi a debito versati: L’importo del saldo IVA da pagare (es. 3.600,00)
    4. Codice ufficio: Lasciare vuoto (non necessario per IVA)
    5. Codice atto: Lasciare vuoto

    Esempio di Compilazione F24

    CampoValore
    Codice tributo6099
    Rateazione/regione/prov/mese rif.0101 (non rateizzato)
    Anno di riferimento2025
    Importi a debito versati3.600,00
    Importi a credito compensati0,00 (se non si compensa con altri crediti)
    TOTALE A3.600,00

    Modalità di pagamento:

    • Versamento diretto: Si paga l’intero importo entro il 16 marzo 2026
    • Compensazione: È possibile compensare il debito IVA con eventuali crediti fiscali (IRPEF, IRES, contributi INPS) utilizzando il modello F24
    • Rateizzazione: NON è possibile rateizzare il saldo IVA (a differenza di imposte sui redditi o contributi)

    Attenzione alla compensazione: La compensazione di crediti tributari superiori a 5.000 euro annui richiede l’apposizione del visto di conformità sulla dichiarazione (art. 35 D.Lgs. 241/1997) o la sottoscrizione da parte di un professionista abilitato.

    Codici Tributo F24 per il Saldo IVA

    L’Agenzia delle Entrate prevede codici tributo specifici per il versamento del saldo IVA, a seconda della tipologia di contribuente e della situazione fiscale.

    Tabella completa dei codici tributo IVA:

    CodiceDescrizioneQuando si usa
    6099Saldo IVA annualeVersamento ordinario del saldo IVA risultante dalla dichiarazione annuale
    6001IVA mensile (mese di gennaio)Liquidazione IVA periodica del primo mese
    6002IVA mensile (febbraio)Liquidazione IVA mensile di febbraio
    6003-6012IVA mensile (altri mesi)Un codice per ogni mese da marzo a dicembre
    6031IVA primo trimestreLiquidazione IVA trimestrale gennaio-marzo
    6032IVA secondo trimestreLiquidazione IVA trimestrale aprile-giugno
    6033IVA terzo trimestreLiquidazione IVA trimestrale luglio-settembre
    6034IVA quarto trimestreLiquidazione IVA trimestrale ottobre-dicembre
    6035Acconto IVA (metodo storico)Versamento secondo acconto IVA
    6036Acconto IVA (metodo previsionale)Versamento acconto con metodo previsionale
    6037Acconto IVA (metodo da operazioni effettuate)Versamento acconto calcolato sulle operazioni reali
    6098Interessi da saldo IVA dilazionatoInteressi per rateizzazione (NON applicabile al saldo IVA)

    Codice 6099: il più utilizzato

    Il codice tributo 6099 è quello standard per il versamento del saldo IVA annuale. Va utilizzato quando:

    • Si presenta la dichiarazione IVA annuale
    • Il risultato è un debito IVA da versare
    • Non si tratta di liquidazioni periodiche o acconti

    Attenzione: Se stai versando un acconto IVA (secondo acconto per l’anno 2026), devi utilizzare i codici 6035, 6036 o 6037, NON il 6099.

    Interessi per Versamento Posticipato (0,40%)

    Se decidi di pagare il saldo IVA entro il 16 aprile 2026 invece del 16 marzo, devi applicare una maggiorazione dello 0,40% a titolo di interessi. Questa maggiorazione:

    • Si calcola sull’importo del saldo da versare
    • Va indicata nello stesso F24 con il codice tributo 6099
    • Si somma all’importo del saldo

    Esempio: Saldo IVA di 3.600 euro con proroga al 16 aprile:

    Interessi 0,40% = 3.600 × 0,0040 = 14,40 euro
    Totale da versare = 3.600 + 14,40 = 3.614,40 euro

    Regimi Speciali: Forfettario, Agricolo, Esoneri

    Non tutti i titolari di partita IVA sono tenuti al versamento del saldo IVA. Alcuni regimi fiscali speciali prevedono l’esonero dagli obblighi IVA.

    Regime Forfettario

    I contribuenti che aderiscono al regime forfettario (Legge 190/2014, art. 1 commi 54-89) sono esonerati da IVA. Questo significa che:

    • Non addebitano IVA nelle fatture emesse ai clienti
    • Non detraggono IVA sugli acquisti
    • Non presentano la dichiarazione IVA
    • Non versano acconti né saldo IVA

    Limiti del regime forfettario 2025:

    • Ricavi/compensi annui fino a 85.000 euro
    • Applicazione di coefficienti di redditività diversi per settore
    • Imposta sostitutiva del 15% o 5% (primi 5 anni di attività)

    Attenzione: Se nel corso del 2025 superi il limite di 85.000 euro di ricavi, esci dal regime forfettario e dall’anno successivo (2026) dovrai applicare l’IVA ordinaria e versare acconti/saldo.

    Regime di Vantaggio (ex Minimi)

    Il regime di vantaggio per i contribuenti minimi (Legge 244/2007) è stato abolito dal 2016, ma chi vi rientrava può continuare fino alla scadenza naturale del quinquennio. Anche questo regime prevede l’esonero da IVA.

    Regime Speciale Agricolo

    Gli agricoltori in regime speciale IVA (art. 34 D.P.R. 633/1972) applicano percentuali di compensazione IVA forfettarie e possono avere semplificazioni negli adempimenti, ma restano tenuti al versamento del saldo IVA se risultante dalla dichiarazione.

    Operazioni Esenti IVA

    Alcuni settori effettuano operazioni esenti da IVA (art. 10 D.P.R. 633/1972):

    • Sanità e servizi socio-sanitari
    • Istruzione (scuole, università)
    • Attività finanziarie e assicurative
    • Locazioni immobiliari ad uso abitativo

    Chi effettua solo operazioni esenti non versa IVA, ma non può nemmeno detrarla sugli acquisti. Chi ha operazioni miste (esenti e imponibili) deve calcolare la pro-rata di detrazione.

    Esonero per Volume d’Affari Ridotto

    Non esiste un esonero automatico dal saldo IVA per chi ha un volume d’affari ridotto. Anche con pochi euro di debito IVA, il versamento è obbligatorio. L’unica eccezione è per importi inferiori a 10,33 euro, che non vanno versati (importo minimo di versamento).

    Sanzioni per Ritardo o Omesso Versamento

    Il mancato o tardivo versamento del saldo IVA comporta l’applicazione di sanzioni amministrative e interessi moratori, come previsto dal D.Lgs. 471/1997.

    Sanzioni per Omesso Versamento

    Se non versi il saldo IVA entro il 16 marzo 2026, incorri nella sanzione del 30% dell’importo non versato (art. 13 D.Lgs. 471/1997).

    Esempio: Saldo IVA di 3.600 euro non versato:

    Sanzione = 3.600 × 30% = 1.080 euro

    Questa sanzione si somma agli interessi moratori, calcolati al tasso legale (attualmente 2,5% annuo per il 2025) per ogni giorno di ritardo.

    Riduzione delle Sanzioni con Ravvedimento Operoso

    È possibile ridurre le sanzioni utilizzando il ravvedimento operoso (art. 13 D.Lgs. 472/1997), regolarizzando il pagamento spontaneamente prima di eventuali accertamenti. Vedi la sezione successiva per i dettagli.

    Interessi Moratori

    Gli interessi moratori si calcolano dal giorno successivo alla scadenza (17 marzo 2026) fino al giorno del pagamento effettivo, applicando il tasso legale annuo.

    Formula interessi:

    Interessi = (Importo dovuto × Tasso legale × Giorni di ritardo) / 36500

    Esempio: Pagamento in ritardo di 30 giorni (saldo 3.600 euro, tasso legale 2,5%):

    Interessi = (3.600 × 2,5 × 30) / 36500 = 7,40 euro

    Conseguenze in Caso di Inadempienza Prolungata

    Se il mancato pagamento del saldo IVA si protrae oltre i termini del ravvedimento operoso, l’Agenzia delle Entrate può procedere con:

    • Cartella di pagamento: Notifica dell’importo dovuto (saldo + sanzioni + interessi)
    • Iscrizione a ruolo: Riscossione coattiva tramite Agenzia delle Entrate-Riscossione
    • Fermo amministrativo di veicoli intestati
    • Ipoteca su beni immobili
    • Pignoramento di beni mobili, conti correnti, stipendi

    Importante: Le sanzioni per omesso versamento IVA sono penalmente rilevanti se l’importo evaso supera i 250.000 euro per anno d’imposta (art. 10-ter D.Lgs. 74/2000), con pene detentive da 6 mesi a 2 anni.

    Ravvedimento Operoso: Come Regolarizzare

    Il ravvedimento operoso è lo strumento che consente di regolarizzare spontaneamente il mancato o tardivo versamento del saldo IVA, beneficiando di sanzioni ridotte.

    L’art. 13 del D.Lgs. 472/1997 prevede diverse tipologie di ravvedimento a seconda dei giorni di ritardo:

    Tipologie di Ravvedimento e Sanzioni Ridotte

    Tipo ravvedimentoEntro quandoSanzione ridotta
    SprintEntro 14 giorni dalla scadenza0,1% per ogni giorno di ritardo (max 1,4%)
    BreveDal 15° al 30° giorno1,5% dell’importo dovuto
    IntermedioDal 31° al 90° giorno1,67% dell’importo dovuto
    LungoEntro il termine di presentazione della dichiarazione IVA dell’anno successivo3,75% dell’importo dovuto
    LunghissimoOltre il termine dichiarazione, ma entro 2 anni4,29% dell’importo dovuto
    Oltre 2 anniOltre 2 anni dalla scadenza5% dell’importo dovuto

    Come Calcolare il Ravvedimento

    Per regolarizzare il saldo IVA 2025 in ritardo, devi versare con F24:

    1. Importo del saldo IVA originario (codice tributo 6099)
    2. Sanzione ridotta (codice tributo 8904 – sanzioni pecuniarie IVA)
    3. Interessi legali (codice tributo 1991 – interessi sul ravvedimento)

    Esempio pratico: Saldo IVA di 3.600 euro pagato con 20 giorni di ritardo (5 aprile 2026).

    Si applica il ravvedimento breve (1,5%):

    Sanzione ridotta = 3.600 × 1,5% = 54 euro
    Interessi (20 gg, tasso 2,5%) = (3.600 × 2,5 × 20) / 36500 = 4,93 euro
    Totale da versare = 3.600 + 54 + 4,93 = 3.658,93 euro

    Codici Tributo per il Ravvedimento

    Nel modello F24 per il ravvedimento operoso del saldo IVA, utilizza:

    • 6099: Importo del saldo IVA
    • 8904: Sanzioni pecuniarie per irregolarità IVA
    • 1991: Interessi sul ravvedimento per liquidazioni periodiche e dichiarazioni IVA

    Quando NON è Possibile Ravvedersi

    Il ravvedimento operoso non è ammesso se:

    • Hai già ricevuto una comunicazione di irregolarità (PVC, avviso bonario)
    • È stata notificata una cartella di pagamento
    • Sono iniziati accessi, ispezioni o verifiche da parte dell’Agenzia delle Entrate
    • Sono decorsi più di 5 anni dalla violazione (termine prescrizionale)

    Consiglio: Se hai dimenticato di pagare il saldo IVA, procedi immediatamente con il ravvedimento operoso per limitare le sanzioni. Più tempo passa, più la sanzione aumenta (fino al 30% se non ti ravvedi).

    Esempi Pratici di Calcolo

    Vediamo alcuni casi concreti di calcolo e pagamento del saldo IVA 2025, con situazioni tipiche di diversi professionisti e imprese.

    Esempio 1: Professionista con Liquidazione Mensile

    Situazione: Commercialista con partita IVA in regime ordinario, liquidazione mensile.

    • IVA a debito 2025: 22.000 euro (fatture emesse ai clienti)
    • IVA a credito 2025: 6.500 euro (spese professionali, attrezzature, software)
    • Acconti IVA versati nel 2025: 8.000 euro

    Calcolo saldo IVA:

    Saldo IVA = 22.000 - 6.500 - 8.000 = 7.500 euro

    Scadenza: 16 marzo 2026
    Codice tributo F24: 6099
    Importo da versare: 7.500 euro

    Esempio 2: Piccola Impresa con Liquidazione Trimestrale

    Situazione: Negozio di abbigliamento, liquidazione IVA trimestrale.

    • IVA a debito 2025: 55.000 euro (vendite al dettaglio)
    • IVA a credito 2025: 38.000 euro (acquisto merce, utenze, affitto)
    • Acconti IVA versati: 10.000 euro

    Calcolo saldo IVA:

    Saldo IVA = 55.000 - 38.000 - 10.000 = 7.000 euro

    Opzione proroga: L’imprenditore decide di pagare il 16 aprile 2026 con maggiorazione 0,40%:

    Interessi proroga = 7.000 × 0,40% = 28 euro
    Totale da versare = 7.000 + 28 = 7.028 euro

    Esempio 3: Contribuente in Regime Forfettario

    Situazione: Grafico freelance in regime forfettario.

    • Ricavi 2025: 45.000 euro
    • Regime: Forfettario (coefficiente redditività 78%, imposta sostitutiva 15%)

    Saldo IVA:

    NON DOVUTO - Il regime forfettario è esente da IVA.
    Non si presenta dichiarazione IVA e non si versa alcun saldo.

    Il grafico verserà solo l’imposta sostitutiva sui redditi, ma nessun adempimento IVA.

    Esempio 4: Professionista con Credito IVA

    Situazione: Ingegnere che ha sostenuto investimenti importanti nel 2025.

    • IVA a debito 2025: 18.000 euro
    • IVA a credito 2025: 25.000 euro (acquisto attrezzature, auto aziendale)
    • Acconti IVA versati: 3.500 euro

    Calcolo:

    Saldo IVA = 18.000 - 25.000 - 3.500 = -10.500 euro (CREDITO)

    Risultato: L’ingegnere ha un credito IVA di 10.500 euro. Può:

    • Riportarlo in compensazione negli anni successivi
    • Chiedere il rimborso se i requisiti sono soddisfatti (attività da almeno 2 anni, credito superiore a 2.582,28 euro)
    • Compensare con altri tributi (IRPEF, INPS) tramite F24

    In questo caso NON si versa alcun saldo IVA.

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    Domande Frequenti sul Saldo IVA 2025

    Entro quando devo pagare il saldo IVA 2025?

    Il saldo IVA 2025 deve essere versato entro il 16 marzo 2026. È possibile posticipare il pagamento al 16 aprile 2026 applicando una maggiorazione dello 0,40% a titolo di interessi.

    Quale codice tributo devo usare per il saldo IVA?

    Il codice tributo da utilizzare nel modello F24 per il versamento del saldo IVA annuale è il 6099. Nel campo anno di riferimento va indicato 2025.

    Chi è esonerato dal pagamento del saldo IVA?

    Sono esonerati dal saldo IVA i contribuenti in regime forfettario e in regime di vantaggio, poiché non applicano l’IVA. Anche chi ha un credito IVA risultante dalla dichiarazione non deve versare alcun saldo.

    Cosa succede se pago il saldo IVA in ritardo?

    Il mancato o ritardato pagamento comporta sanzioni del 30% dell’importo dovuto più interessi moratori. È possibile ridurre le sanzioni utilizzando il ravvedimento operoso, che prevede sanzioni ridotte dall’1% al 5% a seconda dei giorni di ritardo.

    Posso rateizzare il saldo IVA?

    No, il saldo IVA non è rateizzabile. Deve essere versato in un’unica soluzione entro il 16 marzo (o 16 aprile con maggiorazione). La rateizzazione è prevista solo per le imposte sui redditi, non per l’IVA.

    Come si calcola il saldo IVA?

    Il saldo IVA si calcola con la formula: IVA a debito – IVA a credito – Acconti già versati. Se il risultato è positivo, si deve versare quella somma. Se negativo, si ha un credito IVA da compensare o richiedere a rimborso.

    Posso compensare il saldo IVA con altri crediti fiscali?

    Sì, è possibile compensare il debito da saldo IVA con eventuali crediti fiscali (IRPEF, INPS, altre imposte) utilizzando il modello F24. Per compensazioni superiori a 5.000 euro annui è necessario il visto di conformità.


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    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti supporta nella compilazione della dichiarazione IVA, nel calcolo del saldo e nel versamento tramite F24. Evitiamo errori, sanzioni e ritardi.

    I nostri servizi includono:

    • Compilazione dichiarazione IVA annuale
    • Calcolo saldo e acconti IVA
    • Gestione F24 e invio telematico
    • Ravvedimento operoso per pagamenti in ritardo
    • Consulenza su compensazioni e crediti IVA
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