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Tag Archivio per: previdenza

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Pensione Anticipata 2026: Requisiti e Come Fare Domanda

SERVIZI CAF Centro Fiscale

La pensione anticipata 2026 rappresenta una delle principali vie d’uscita dal mondo del lavoro per chi ha accumulato un’anzianità contributiva significativa, ma non ha ancora raggiunto l’età prevista per la pensione di vecchiaia. Con i requisiti contributivi di 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, questa forma pensionistica consente di ritirarsi prima, a prescindere dall’età anagrafica.

In questa guida completa analizziamo tutti i requisiti per la pensione anticipata nel 2026, le modalità per presentare domanda all’INPS, le finestre mobili previste, il calcolo dell’importo pensionistico e le alternative disponibili, come la pensione anticipata contributiva per chi ha esclusivamente contributi versati dal 1996 in poi.

Indice dei contenuti

  1. Cos’è la pensione anticipata
  2. Requisiti pensione anticipata ordinaria 2026
  3. Pensione anticipata contributiva: requisiti 64 anni
  4. Finestre mobili 2026: quando si prende la pensione
  5. Come fare domanda INPS: procedura online
  6. Calcolo importo pensione anticipata
  7. Penalizzazioni e decurtazioni: quando si applicano
  8. Domande frequenti (FAQ)
  9. Assistenza CAF per la domanda di pensione

Cos’è la pensione anticipata

La pensione anticipata è una prestazione previdenziale che consente di accedere alla pensione prima di aver raggiunto l’età prevista per la pensione di vecchiaia (attualmente 67 anni), a condizione di aver maturato un elevato numero di anni di contributi.

A differenza della pensione di vecchiaia, dove il requisito principale è l’età anagrafica (67 anni con almeno 20 anni di contributi), la pensione anticipata si basa esclusivamente sull’anzianità contributiva, senza limiti di età minima o massima.

Esistono due tipologie principali:

  • Pensione anticipata ordinaria: richiede 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne (tutti i lavoratori, indipendentemente dalla data di inizio dell’attività lavorativa)
  • Pensione anticipata contributiva: richiede 64 anni di età e 20 anni di contributi, ma è riservata esclusivamente a chi ha iniziato a lavorare dal 1° gennaio 1996 (lavoratori contributivi puri)

Requisiti pensione anticipata ordinaria 2026

Per accedere alla pensione anticipata ordinaria nel 2026, è necessario soddisfare i seguenti requisiti contributivi, che non sono soggetti ad adeguamento alla speranza di vita (congelati dal 2019):

Requisiti contributivi per uomini

  • 42 anni e 10 mesi di contributi (pari a 2.227 settimane)
  • Nessun requisito di età anagrafica minima o massima
  • Sono validi tutti i tipi di contributi: obbligatori, volontari, figurativi, da riscatto

Requisiti contributivi per donne

  • 41 anni e 10 mesi di contributi (pari a 2.175 settimane)
  • Nessun requisito di età anagrafica
  • Tutti i tipi di contributi sono validi (obbligatori, volontari, figurativi, riscatto laurea, ricongiunzione)

Contributi validi per il calcolo

Ai fini del raggiungimento dei requisiti contributivi per la pensione anticipata, sono considerati validi:

  • Contributi obbligatori: versati dal datore di lavoro o dal lavoratore autonomo
  • Contributi volontari: versati dal lavoratore per coprire periodi non lavorati
  • Contributi figurativi: accreditati per maternità, disoccupazione (NASPI), malattia, cassa integrazione
  • Contributi da riscatto: riscatto laurea, riscatto periodi non coperti da contribuzione
  • Contributi da ricongiunzione: unificazione di contributi versati in diverse gestioni previdenziali

Nota importante: per chi ha iniziato a lavorare dal 1° gennaio 1996 (contributivi puri), è richiesto anche che l’importo della pensione sia almeno pari a 2,8 volte l’assegno sociale (circa 1.603 euro lordi mensili nel 2026).

Pensione anticipata contributiva: requisiti 64 anni

La pensione anticipata contributiva è una forma specifica di pensionamento anticipato riservata esclusivamente ai lavoratori contributivi puri, cioè coloro che hanno iniziato a lavorare dopo il 31 dicembre 1995 e non hanno contributi versati nel sistema retributivo.

Requisiti nel 2026

  • 64 anni di età (requisito soggetto ad adeguamento alla speranza di vita)
  • 20 anni di contributi effettivi (almeno 1.040 settimane)
  • Primo accredito contributivo dal 1° gennaio 1996 o successivo
  • Importo minimo della pensione: almeno 3 volte l’assegno sociale (circa 1.717 euro lordi mensili nel 2026)

Differenze con la pensione anticipata ordinaria

A differenza della pensione anticipata ordinaria (42 anni e 10 mesi / 41 anni e 10 mesi), la pensione anticipata contributiva:

  • Richiede molti meno anni di contributi (20 invece di 42/41)
  • Prevede un requisito anagrafico (64 anni)
  • Richiede un importo minimo di pensione (3 volte l’assegno sociale)
  • È calcolata esclusivamente con il sistema contributivo (generalmente meno favorevole del sistema misto o retributivo)

Per chi ha iniziato a lavorare prima del 1996, questa opzione non è accessibile: l’unica via per la pensione anticipata resta quella ordinaria con i requisiti contributivi di 42 anni e 10 mesi / 41 anni e 10 mesi.

Finestre mobili 2026: quando si prende la pensione

Una volta maturati i requisiti contributivi per la pensione anticipata, non si accede immediatamente al trattamento pensionistico. È necessario attendere il periodo di finestra mobile, che decorre dalla data di maturazione dei requisiti.

Finestre per la pensione anticipata ordinaria

Per la pensione anticipata ordinaria (42 anni e 10 mesi / 41 anni e 10 mesi), la finestra mobile è di 3 mesi dalla maturazione dei requisiti:

  • Lavoratori dipendenti: 3 mesi di attesa
  • Lavoratori autonomi: 3 mesi di attesa

Esempio pratico: se un lavoratore dipendente uomo matura i 42 anni e 10 mesi di contributi il 15 marzo 2026, potrà accedere alla pensione dal 1° luglio 2026 (primo giorno del mese successivo alla scadenza dei 3 mesi).

Finestre per la pensione anticipata contributiva

Per la pensione anticipata contributiva (64 anni + 20 anni contributi), le finestre mobili sono:

  • Lavoratori dipendenti: 3 mesi dalla maturazione dei requisiti
  • Lavoratori autonomi: 6 mesi dalla maturazione dei requisiti

Decorrenza del primo pagamento

Il primo pagamento della pensione avviene generalmente il primo giorno del mese successivo alla scadenza della finestra mobile. L’INPS eroga le pensioni con le seguenti cadenze:

  • Ufficio postale: dal primo giorno bancabile del mese
  • Accredito bancario: generalmente il primo del mese (se giorno lavorativo)

Come fare domanda INPS: procedura online

La domanda di pensione anticipata deve essere presentata esclusivamente online all’INPS. Sono disponibili tre modalità:

1. Portale INPS con SPID, CIE o CNS

Accedi al sito www.inps.it con le tue credenziali digitali (SPID, Carta d’Identità Elettronica o Carta Nazionale dei Servizi):

  1. Accedi all’area personale “MyINPS”
  2. Nella sezione “Pensione e Previdenza”, seleziona “Domanda di pensione”
  3. Scegli “Pensione anticipata” come tipo di prestazione
  4. Compila tutti i campi richiesti (dati anagrafici, contributivi, modalità di pagamento)
  5. Allega i documenti richiesti (se necessario)
  6. Invia la domanda e conserva la ricevuta con il protocollo

2. Contact Center INPS

Puoi presentare domanda telefonicamente chiamando il Contact Center INPS:

  • Numero verde: 803 164 (gratuito da rete fissa)
  • Numero ordinario: 06 164 164 (da cellulare, a pagamento)

Orari: dal lunedì al venerdì, dalle 8:00 alle 20:00; sabato dalle 8:00 alle 14:00.

3. Tramite CAF o Patronato

Il metodo più semplice e sicuro è rivolgersi a un CAF patronato come il CAF Centro Fiscale di Udine. Il professionista:

  • Verifica preventivamente i requisiti contributivi e anagrafici
  • Raccoglie tutta la documentazione necessaria
  • Compila correttamente la domanda online
  • Monitora lo stato della pratica fino all’esito
  • Ti assiste in caso di richieste integrative o problematiche

Documenti necessari

Per presentare la domanda di pensione anticipata, prepara la seguente documentazione:

  • Documento d’identità in corso di validità
  • Codice fiscale
  • Estratto contributivo (scaricabile dal portale INPS o fornito dal CAF)
  • IBAN del conto corrente per l’accredito della pensione
  • Modello AP139 (se hai contributi esteri da totalizzare)
  • Eventuale documentazione aggiuntiva per riscatti, ricongiunzioni, totalizzazioni

Tempi di lavorazione

L’INPS ha fino a 90 giorni per istruire la domanda e comunicare l’esito. Nei casi complessi (contributi da ricongiunzione, riscatti, contributi esteri), i tempi possono allungarsi. È consigliabile presentare la domanda almeno 6 mesi prima della data prevista di pensionamento.

Calcolo importo pensione anticipata

L’importo della pensione anticipata dipende dal sistema di calcolo applicabile al lavoratore, in base alla data di inizio dell’attività lavorativa e all’anzianità contributiva al 31 dicembre 1995.

Sistema di calcolo retributivo

Si applica ai lavoratori con almeno 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995. Il calcolo è basato sulla media delle ultime retribuzioni (sistema più favorevole):

  • Quota A: anzianità contributiva fino al 31/12/1992, calcolata sulla media delle ultime 5 anni (dipendenti) o 10 anni (autonomi)
  • Quota B: anzianità dal 01/01/1993 al 31/12/2011, calcolata sulla media delle ultime 10 anni (dipendenti) o 15 anni (autonomi)
  • Quota C: anzianità dal 01/01/2012 in poi, calcolata con il sistema contributivo

Sistema di calcolo misto

Si applica a chi ha meno di 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995, ma ha iniziato a lavorare prima del 1996:

  • Contributi fino al 31/12/1995: calcolo con sistema retributivo
  • Contributi dal 01/01/1996 in poi: calcolo con sistema contributivo

Sistema di calcolo contributivo

Si applica a chi ha iniziato a lavorare dal 1° gennaio 1996 (contributivi puri). Il calcolo è basato sui contributi effettivamente versati:

  1. Montante contributivo: somma di tutti i contributi versati, rivalutati annualmente in base al PIL
  2. Coefficiente di trasformazione: percentuale che varia in base all’età di pensionamento (più alta a 67 anni, più bassa a 64 anni)
  3. Importo annuo pensione = Montante contributivo × Coefficiente di trasformazione

Esempio: montante di 400.000 euro a 64 anni → coefficiente 5,094% → pensione annua lorda 20.376 euro (circa 1.568 euro lordi/mese per 13 mensilità).

Simulazione calcolo pensione

Per ottenere una simulazione precisa dell’importo della tua pensione anticipata:

  • Accedi al portale INPS con SPID
  • Vai su “Pensione e Previdenza” → “La mia pensione futura”
  • Inserisci i dati richiesti (età di pensionamento prevista, retribuzione)
  • Ottieni la simulazione indicativa dell’importo

In alternativa, rivolgiti al CAF Centro Fiscale per una simulazione professionale che tenga conto di tutti i fattori (riscatti, ricongiunzioni, contributi figurativi).

Penalizzazioni e decurtazioni: quando si applicano

La pensione anticipata ordinaria (42 anni e 10 mesi / 41 anni e 10 mesi) non prevede penalizzazioni sull’importo della pensione, indipendentemente dall’età anagrafica al momento del pensionamento.

Tuttavia, esistono alcuni casi particolari in cui possono applicarsi decurtazioni:

Opzione contributiva donne

Le donne che scelgono di andare in pensione con l’Opzione Donna (regime sperimentale) accettano volontariamente una decurtazione dell’assegno pensionistico, poiché la pensione viene calcolata interamente con il sistema contributivo (meno favorevole). La riduzione può arrivare al 20-30% rispetto al calcolo ordinario.

Pensione anticipata contributiva

Chi accede alla pensione anticipata contributiva a 64 anni (anziché attendere i 67 anni della pensione di vecchiaia) subisce una riduzione indiretta dell’importo pensionistico, dovuta all’applicazione di un coefficiente di trasformazione più basso (il coefficiente aumenta con l’età).

Esempio: stesso montante contributivo a 64 anni → coefficiente 5,094%; a 67 anni → coefficiente 5,723%. La differenza comporta circa il 12% in meno di pensione.

Quota 103 e altre quote

Le pensioni anticipate cosiddette “a quota” (come Quota 103: 62 anni + 41 anni contributi) prevedono penalizzazioni temporanee:

  • Importo massimo: non superiore a 5 volte il trattamento minimo (circa 2.800 euro lordi/mese) fino ai 67 anni
  • Divieto di cumulo con redditi da lavoro (tranne lavoro autonomo occasionale fino a 5.000 euro/anno)

Domande frequenti (FAQ)

Posso andare in pensione anticipata a 60 anni?

Sì, se hai maturato i requisiti contributivi richiesti (42 anni e 10 mesi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne). La pensione anticipata ordinaria non prevede limiti di età, quindi puoi accedervi anche a 58-60 anni, purché tu abbia accumulato l’anzianità contributiva necessaria.

I contributi figurativi contano per la pensione anticipata?

Sì, i contributi figurativi (maternità, NASPI, malattia, cassa integrazione) sono validi ai fini del raggiungimento dei 42 anni e 10 mesi / 41 anni e 10 mesi. Tuttavia, per i lavoratori contributivi puri (dal 1996), sono validi solo i contributi obbligatori ai fini del requisito minimo dei 20 anni per la pensione anticipata contributiva.

Quanto tempo dopo la domanda si riceve la pensione?

L’INPS ha fino a 90 giorni per istruire la domanda. Dopo l’approvazione, devi attendere la scadenza della finestra mobile (3 mesi per la pensione anticipata ordinaria). Il primo pagamento avviene il mese successivo alla decorrenza della pensione.

Posso lavorare dopo aver ottenuto la pensione anticipata?

Sì, la pensione anticipata ordinaria (42 anni e 10 mesi / 41 anni e 10 mesi) è cumulabile con i redditi da lavoro senza limiti. Puoi continuare a lavorare come dipendente, autonomo o freelance, e cumulare stipendio e pensione.

Attenzione: per le pensioni a “quota” (es. Quota 103), esistono divieti di cumulo con redditi da lavoro dipendente o autonomo fino al raggiungimento dell’età per la pensione di vecchiaia (67 anni).

Come si calcola l’importo netto della pensione?

L’importo lordo della pensione è soggetto a:

  • Ritenute IRPEF: aliquote progressive dal 23% al 43% in base agli scaglioni di reddito
  • Addizionali regionali e comunali: variano in base al comune di residenza (in Friuli Venezia Giulia, circa 1,23% regionale)
  • Detrazioni per redditi da pensione: riducono l’IRPEF dovuta

Indicativamente, l’importo netto è circa il 75-85% del lordo, a seconda della fascia di reddito.

Conviene riscattare la laurea per anticipare la pensione?

Il riscatto della laurea consente di accreditare gli anni di studio universitario come contributi validi per la pensione. Può essere conveniente se:

  • Ti mancano pochi anni per raggiungere i requisiti (es. hai 40 anni di contributi e riscatti 2 anni di laurea per arrivare a 42)
  • Hai un reddito elevato e il costo del riscatto è deducibile fiscalmente
  • Il sistema di calcolo applicabile è retributivo (più favorevole)

Rivolgiti al CAF Centro Fiscale per una simulazione personalizzata costi/benefici del riscatto laurea.

Assistenza CAF per la domanda di pensione

La domanda di pensione anticipata è una pratica complessa che richiede una verifica accurata dei requisiti contributivi, il calcolo dell’importo previsionale e la corretta compilazione della documentazione.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio di assistenza completo per la pensione anticipata:

  • Verifica prerequisiti: analisi dell’estratto contributivo per verificare il raggiungimento dei 42 anni e 10 mesi / 41 anni e 10 mesi
  • Simulazione importo: calcolo indicativo della pensione in base al sistema retributivo/misto/contributivo applicabile
  • Presentazione domanda INPS: compilazione e invio telematico della domanda di pensione anticipata
  • Monitoraggio pratica: verifica dello stato di lavorazione e gestione richieste integrative INPS
  • Assistenza post-pensionamento: gestione modello RED, verifica cedolini, assistenza per cumulo redditi

Prenota un appuntamento

Per ricevere assistenza personalizzata sulla pensione anticipata 2026, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine:

  • Telefono: 0432 1638640
  • WhatsApp: 366 6018121
  • Email: info@centrofiscale.com
  • Indirizzo: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine

Il nostro team di esperti è a tua disposizione per verificare i requisiti, calcolare l’importo della pensione e presentare la domanda all’INPS in modo sicuro e veloce.

Non lasciare la tua pensione al caso: affidati ai professionisti del CAF Centro Fiscale di Udine.

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NASPI e Pensione 2026: Cumulabilita, Requisiti e Decadenza

SERVIZI CAF Centro Fiscale

La NASPI e pensione 2026 possono coesistere? Questa è una delle domande più frequenti tra chi percepisce l’indennità di disoccupazione e si avvicina ai requisiti pensionistici. In questa guida completa scoprirai la compatibilità tra NASPI e pensione, quando decade la NASPI con la pensione anticipata o di vecchiaia, e come pianificare la transizione.

Indice dei Contenuti

  1. NASPI e Pensione: Compatibilità e Regole
  2. Quando Termina la NASPI con la Pensione
  3. NASPI e Pensione Anticipata
  4. NASPI e Quota 103
  5. APE Sociale e NASPI
  6. Domande Frequenti

NASPI e Pensione: Compatibilità e Regole Generali

La NASPI decade automaticamente quando il beneficiario matura i requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata, anche senza presentare domanda. Non è possibile percepire contemporaneamente NASPI e pensione.

Quando Termina la NASPI con la Pensione di Vecchiaia

Nel 2026 i requisiti per la pensione di vecchiaia sono: 67 anni di età e 20 anni di contributi. La NASPI termina automaticamente dal mese successivo al raggiungimento di entrambi i requisiti.

NASPI e Pensione Anticipata: Requisiti e Decadenza

Per la pensione anticipata 2026 servono: 42 anni e 10 mesi (uomini) o 41 anni e 10 mesi (donne). La NASPI decade automaticamente al raggiungimento di questi requisiti contributivi.

NASPI e Quota 103: Compatibilità nel 2026

Quota 103 richiede 62 anni di età e 41 anni di contributi. Anche in questo caso la NASPI decade automaticamente. Attenzione: la finestra mobile è di 7-9 mesi.

APE Sociale e NASPI: Cosa Cambia nel 2026

Per accedere all’APE Sociale come disoccupato è necessario aver concluso la NASPI da almeno 3 mesi. Requisiti: 63 anni e 30-36 anni di contributi.

Domande Frequenti

Posso percepire NASPI e pensione insieme?

No, la NASPI decade automaticamente quando si maturano i requisiti pensionistici.

Quanto tempo prima devo presentare domanda di pensione?

Almeno 3-6 mesi prima per evitare vuoti di reddito tra NASPI e pensione.


Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella verifica dei requisiti pensionistici e nella compilazione delle domande INPS. Contattaci al 0432 1638640 o su WhatsApp al 366 6018121 per una consulenza personalizzata.

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Contributi Figurativi NASPI 2026: Come Funzionano

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La NASPI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) non è solo un sostegno economico durante la disoccupazione: è anche un periodo che conta ai fini pensionistici grazie ai contributi figurativi NASPI 2026. Molti lavoratori non sanno che durante la percezione dell’indennità, l’INPS accredita automaticamente contributi previdenziali utili per maturare il diritto alla pensione e per calcolarne l’importo.

In questa guida completa scoprirai come funzionano i contributi figurativi NASPI nel 2026, quanto valgono per la pensione, come vengono calcolati e come verificare il loro accredito nell’estratto conto contributivo INPS.

Cosa Sono i Contributi Figurativi NASPI

I contributi figurativi sono contributi previdenziali che l’INPS accredita gratuitamente durante periodi di interruzione dell’attività lavorativa, senza che il lavoratore o il datore di lavoro debbano versare alcunché. Sono previsti dalla legge per tutelare i lavoratori in situazioni particolari come disoccupazione, malattia, maternità o servizio militare.

Nel caso della NASPI, i contributi figurativi vengono accreditati automaticamente dall’INPS per tutta la durata dell’indennità di disoccupazione, senza bisogno di presentare domanda specifica. Questo significa che il periodo di percezione della NASPI:

  • Conta per l’anzianità contributiva necessaria a maturare il diritto alla pensione
  • Contribuisce al calcolo dell’importo della pensione (retributiva o contributiva)
  • Viene automaticamente inserito nell’estratto conto previdenziale INPS

Come Funzionano i Contributi Figurativi NASPI nel 2026

Nel 2026, il meccanismo di accredito dei contributi figurativi NASPI segue le regole previste dal D.Lgs. 22/2015 (Jobs Act) che ha istituito la Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego in sostituzione della vecchia ASpI.

Accredito Automatico dall’INPS

I contributi figurativi NASPI vengono accreditati automaticamente dall’INPS senza necessità di domanda da parte del lavoratore. L’accredito copre:

  • Tutta la durata effettiva della NASPI, dal primo giorno di percezione fino all’ultimo
  • Anche i periodi di sospensione dell’indennità per rioccupazione temporanea
  • Contribuzione IVS (Invalidità, Vecchiaia, Superstiti) ai fini pensionistici

Retribuzione di Riferimento per il Calcolo

I contributi figurativi NASPI vengono calcolati sulla base della retribuzione media degli ultimi 4 anni di lavoro precedenti la disoccupazione. Nello specifico, l’INPS considera:

  • La retribuzione imponibile ai fini previdenziali degli ultimi 4 anni
  • Il calcolo della media mensile di questa retribuzione
  • L’applicazione dei massimali contributivi INPS vigenti per il 2026

Per il 2026, il massimale annuo per il calcolo dei contributi figurativi è pari a € 119.650 (valore indicativo soggetto ad aggiornamento ISTAT).

Quanto Valgono i Contributi Figurativi NASPI per la Pensione

Il valore dei contributi figurativi NASPI ai fini pensionistici dipende dal sistema di calcolo della pensione applicabile (retributivo, contributivo o misto).

Nel Sistema Retributivo

Per i lavoratori con almeno 18 anni di contributi al 31 dicembre 1995, i contributi figurativi NASPI vengono valorizzati con il sistema retributivo, che considera:

  • Media delle retribuzioni degli ultimi anni di lavoro (ultimi 5 o 10 anni a seconda dei casi)
  • Anzianità contributiva complessiva maturata
  • Aliquota di rendimento pari al 2% annuo

I contributi figurativi NASPI, in questo sistema, hanno lo stesso valore dei contributi obbligatori versati durante il rapporto di lavoro.

Nel Sistema Contributivo

Per chi ha iniziato a lavorare dal 1° gennaio 1996 o per chi ha optato per il sistema contributivo, i contributi figurativi NASPI vengono calcolati applicando l’aliquota del 33% sulla retribuzione media degli ultimi 4 anni.

Esempio pratico 2026:

  • Retribuzione media ultimi 4 anni: € 30.000 annui
  • Periodo NASPI: 12 mesi nel 2026
  • Contributi accreditati: € 30.000 × 33% = € 9.900
  • Montante contributivo: € 9.900 accreditati sul conto INPS

Questo montante verrà poi rivalutato annualmente secondo il PIL e convertito in rendita pensionistica applicando il coefficiente di trasformazione all’età del pensionamento.

Come si Calcolano i Contributi Figurativi NASPI 2026

Il calcolo dei contributi figurativi NASPI segue una procedura precisa stabilita dall’INPS. Vediamo i passaggi in dettaglio.

Step 1: Determinazione della Retribuzione di Riferimento

L’INPS calcola la retribuzione media mensile degli ultimi 4 anni (48 mesi) precedenti la data di cessazione del rapporto di lavoro che ha dato diritto alla NASPI. Include:

  • Stipendio base
  • Mensilità aggiuntive (13a, 14a)
  • Indennità fisse e continuative
  • Straordinari abituali

Non vengono considerati: TFR, rimborsi spese, premi occasionali, benefits non monetizzabili.

Step 2: Applicazione dei Massimali

La retribuzione così determinata viene confrontata con il massimale annuo INPS 2026. Se la retribuzione supera il massimale, i contributi vengono calcolati solo fino al limite massimo (€ 119.650 per il 2026).

Step 3: Accredito Settimanale

I contributi figurativi vengono accreditati settimanalmente, in base alle settimane effettive di percezione della NASPI. Ogni settimana coperta da NASPI genera:

  • 1/52 della contribuzione annua nel sistema retributivo
  • 1/52 della retribuzione annua × 33% nel sistema contributivo

I Contributi Figurativi NASPI Contano per gli Anni di Anzianità

Una domanda frequente è: i contributi figurativi NASPI contano per maturare gli anni di anzianità contributiva necessari per la pensione?

La risposta è sì, ma con alcune precisazioni importanti.

Per l’Anzianità Contributiva Generica

I contributi figurativi NASPI contano sempre ai fini del raggiungimento dei requisiti di anzianità contributiva per:

  • Pensione di vecchiaia (67 anni con almeno 20 anni di contributi nel 2026)
  • Pensione anticipata contributiva (64 anni con 20 anni di contributi per chi ha iniziato dal 1996)
  • Pensione di inabilità
  • Pensione ai superstiti

Per la Pensione Anticipata Ordinaria

Per la pensione anticipata ordinaria (Quota 103, Opzione Donna, Ape Sociale nel 2026), i contributi figurativi NASPI hanno alcune limitazioni:

  • Contano fino a un massimo di 5 anni nel calcolo complessivo
  • Se il periodo di NASPI supera i 5 anni complessivi nella vita lavorativa, solo 5 anni vengono considerati
  • Non contano se cumulati con altri periodi figurativi oltre il limite dei 5 anni

Esempio: Mario ha 42 anni di contributi totali, di cui 7 anni di NASPI. Ai fini della pensione anticipata ordinaria, vengono considerati solo 5 dei 7 anni di NASPI, quindi l’anzianità utile è di 40 anni (35 obbligatori + 5 figurativi).

Come Verificare i Contributi Figurativi NASPI nell’Estratto Conto INPS

È fondamentale verificare periodicamente che i contributi figurativi NASPI siano stati correttamente accreditati dall’INPS. Ecco come fare nel 2026.

Accesso all’Estratto Conto Contributivo

Per visualizzare l’estratto conto contributivo INPS:

  1. Accedi al sito www.inps.it
  2. Entra con SPID, CIE o CNS
  3. Cerca il servizio “Estratto conto contributivo“
  4. Seleziona “Estratto conto contributivo integrato“
  5. Scarica il documento in formato PDF

Come Leggere l’Estratto Conto

Nell’estratto conto contributivo, i contributi figurativi NASPI sono identificati con la sigla:

  • “DS” (Disoccupazione) o “NASpI”
  • Colonna “Figurativi” anziché “Obbligatori”
  • Retribuzione settimanale media applicata

Verifica che:

  • Le settimane accreditate corrispondano alla durata effettiva della NASPI
  • La retribuzione sia coerente con la tua media degli ultimi 4 anni
  • Non ci siano buchi contributivi nel periodo di percezione

Cosa Fare in Caso di Errori o Omissioni

Se noti contributi mancanti o errati:

  1. Raccogli la documentazione: certificazione NASPI, comunicazioni INPS
  2. Presenta domanda di rettifica tramite il servizio online INPS “Ricostituzione della posizione assicurativa”
  3. In alternativa, rivolgiti a un CAF o patronato per assistenza gratuita
  4. L’INPS ha 120 giorni per rispondere ed eventualmente correggere

Importante: La prescrizione per richiedere il riconoscimento dei contributi figurativi è di 10 anni dalla fine del periodo di NASPI.

Differenze con Altre Indennità di Disoccupazione

È importante non confondere i contributi figurativi NASPI con quelli di altre prestazioni di disoccupazione o sostegno al reddito.

NASPI vs DIS-COLL

La DIS-COLL (indennità per collaboratori coordinati e continuativi) prevede anch’essa contributi figurativi, ma calcolati diversamente:

  • Aliquota contributiva del 35% invece del 33%
  • Base di calcolo sui compensi effettivi dell’ultimo anno
  • Nessun limite massimale di 5 anni per pensione anticipata

NASPI vs Cassa Integrazione

Durante la Cassa Integrazione (CIGO, CIGS, CIG in deroga):

  • I contributi sono figurativi ridotti, calcolati su un’aliquota del 35,7%
  • La retribuzione di riferimento è quella effettivamente persa
  • Contano sempre per anzianità senza limiti di 5 anni

Domande Frequenti sui Contributi Figurativi NASPI 2026

I contributi figurativi NASPI valgono quanto quelli obbligatori?

Sì, ai fini del calcolo della pensione i contributi figurativi NASPI hanno lo stesso valore di quelli obbligatori versati durante il rapporto di lavoro. Tuttavia, per la pensione anticipata ordinaria c’è un limite massimo di 5 anni complessivi di contributi figurativi.

Devo fare domanda per ottenere i contributi figurativi NASPI?

No, l’accredito è automatico. L’INPS provvede d’ufficio ad accreditare i contributi figurativi per tutto il periodo di percezione della NASPI, senza bisogno di domanda.

Quanti anni di NASPI contano per la pensione?

Per la pensione di vecchiaia: tutti gli anni di NASPI contano senza limiti. Per la pensione anticipata ordinaria: massimo 5 anni complessivi di contributi figurativi (inclusi NASPI, malattia, maternità, ecc.).

Come viene calcolata la retribuzione per i contributi figurativi NASPI?

L’INPS calcola la retribuzione media mensile degli ultimi 4 anni di lavoro precedenti la disoccupazione, applicando eventuali massimali contributivi (€ 119.650 annui per il 2026).

Posso recuperare contributi figurativi NASPI non accreditati?

Sì, puoi richiedere la rettifica della posizione contributiva entro 10 anni dalla fine del periodo di NASPI, presentando domanda all’INPS o tramite CAF/patronato.

I contributi figurativi NASPI aumentano l’importo della pensione?

Sì, i contributi figurativi NASPI aumentano l’importo della pensione perché vengono considerati nel calcolo sia retributivo che contributivo, esattamente come i contributi obbligatori.

Conclusione

I contributi figurativi NASPI 2026 rappresentano un diritto fondamentale per chi si trova in stato di disoccupazione: non solo forniscono un sostegno economico immediato, ma garantiscono anche la continuità della copertura previdenziale ai fini pensionistici.

È essenziale:

  • Verificare periodicamente l’estratto conto contributivo INPS
  • Segnalare tempestivamente eventuali errori o omissioni
  • Conservare la documentazione relativa alla NASPI percepita
  • Pianificare il percorso pensionistico tenendo conto dei periodi figurativi

Se hai dubbi sulla tua posizione contributiva o desideri una consulenza personalizzata sul valore dei contributi figurativi NASPI per la tua futura pensione, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine. I nostri esperti sono a disposizione per verificare il tuo estratto conto INPS e fornirti una simulazione pensionistica accurata.

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Giugno 19, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2022/12/SERVIZI-CAF-3.png 780 1000 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-19 09:00:002026-02-23 15:21:26Contributi Figurativi NASPI 2026: Come Funzionano
PATRONATO

NASPI Sospensione 2026: Quando e Come Sospendere l’Indennità

SERVIZI CAF Centro Fiscale

La sospensione della NASPI è un diritto fondamentale per chi percepisce l’indennità di disoccupazione e trova un nuovo lavoro temporaneo. A differenza della decadenza definitiva, la sospensione consente di mettere in pausa l’indennità e riprenderla automaticamente al termine del rapporto di lavoro, senza perdere i mesi residui.

Nel 2026, le regole INPS per la sospensione NASPI rimangono chiare: è possibile sospendere l’indennità in caso di nuovo lavoro subordinato (anche a tempo determinato), attività autonoma occasionale, malattia o maternità. La comunicazione tempestiva all’INPS è essenziale per evitare sanzioni e garantire la ripresa automatica del beneficio.

Indice dei contenuti

  • Quando si sospende la NASPI
  • Sospensione per nuovo lavoro subordinato
  • Sospensione per lavoro autonomo occasionale
  • Sospensione per malattia e maternità
  • Come comunicare la sospensione all’INPS
  • Ripresa automatica della NASPI
  • Calcolo della durata residua
  • Errori comuni da evitare
  • Domande frequenti

Quando si sospende la NASPI

La NASPI si sospende automaticamente in presenza di specifiche situazioni previste dalla normativa INPS. La sospensione non comporta la perdita del diritto all’indennità, ma solo una pausa temporanea durante la quale i mesi residui vengono congelati.

Casi di sospensione NASPI 2026:

  • Nuovo lavoro subordinato a tempo determinato o indeterminato con reddito annuo previsto inferiore a 8.500 euro (limite 2026)
  • Lavoro autonomo occasionale con compensi annui entro 5.500 euro
  • Malattia certificata dal medico curante
  • Maternità obbligatoria e congedi parentali
  • Richiamo alle armi o servizio civile

La sospensione opera d’ufficio una volta che l’INPS riceve la comunicazione obbligatoria. Durante il periodo di sospensione, il percettore non riceve l’indennità NASPI, ma conserva il diritto ai mesi residui.

Sospensione per nuovo lavoro subordinato

Il caso più frequente di sospensione riguarda chi, mentre percepisce la NASPI, trova un nuovo lavoro dipendente. La normativa 2026 prevede che l’indennità si sospenda solo se il reddito annuo previsto è inferiore a 8.500 euro lordi.

Esempi pratici di sospensione:

  • Contratto 3 mesi con RAL 6.000 euro → NASPI sospesa per 3 mesi, poi ripresa automatica
  • Contratto part-time 6 mesi con RAL 7.800 euro → NASPI sospesa per 6 mesi
  • Contratto full-time con RAL 25.000 euro → NASPI decade definitivamente (reddito oltre soglia)

La sospensione copre l’intero periodo lavorativo, dal primo all’ultimo giorno di contratto. Il percettore deve comunicare all’INPS l’inizio del rapporto entro 30 giorni tramite il portale MyINPS o patronato.

Attenzione: se il contratto viene rinnovato o prorogato più volte, superando complessivamente i 6 mesi di durata, l’INPS potrebbe richiedere verifiche aggiuntive sulla natura temporanea del rapporto.

Sospensione per lavoro autonomo occasionale

Chi percepisce la NASPI può svolgere attività autonoma occasionale senza aprire Partita IVA, ma deve rispettare il limite di 5.500 euro annui (dato 2026). Superata questa soglia, la NASPI decade definitivamente.

Differenza tra sospensione e decadenza per lavoro autonomo:

SituazioneReddito previstoEffetto NASPI
Prestazione occasionale singolaFino a 5.500 euro/annoSospensione per il periodo
Lavoro autonomo continuativoOltre 5.500 euro/annoDecadenza definitiva
Apertura Partita IVAQualsiasi importoComunicazione obbligatoria entro 30 giorni

La comunicazione all’INPS è sempre obbligatoria, anche per compensi minimi. Il mancato invio può comportare la revoca dell’indennità con obbligo di restituzione delle somme percepite.

Sospensione per malattia e maternità

La NASPI si sospende automaticamente in caso di malattia certificata o maternità obbligatoria. Questa sospensione è particolarmente vantaggiosa perché consente di conservare i mesi residui senza consumare l’indennità durante periodi in cui non si è nelle condizioni di cercare attivamente lavoro.

Sospensione per malattia

In caso di malattia durante la NASPI:

  • Il medico curante invia il certificato telematico all’INPS
  • La NASPI si sospende automaticamente dal giorno di inizio malattia
  • Non viene corrisposta indennità di malattia (la NASPI sostituisce il trattamento economico)
  • I giorni di malattia non vengono scalati dalla durata residua NASPI
  • Al termine della malattia, la NASPI riprende automaticamente

Esempio: Mario ha 10 mesi di NASPI residui. Si ammala per 20 giorni. Durante la malattia non riceve pagamenti, ma al termine della convalescenza riprende la NASPI con ancora 10 mesi pieni disponibili.

Sospensione per maternità

La maternità obbligatoria (congedo pre e post parto) sospende la NASPI per tutta la durata del congedo (5 mesi totali). Durante questo periodo:

  • L’INPS eroga l’indennità di maternità (80% della retribuzione di riferimento)
  • La NASPI rimane sospesa e i mesi residui non vengono consumati
  • Al termine del congedo obbligatorio, la NASPI riprende automaticamente
  • I congedi parentali facoltativi possono ulteriormente sospendere la NASPI (max 6 mesi entro i 12 anni del bambino)

Questa regola rende la NASPI particolarmente protettiva per le lavoratrici in gravidanza che hanno perso il lavoro.

Come comunicare la sospensione all’INPS

La comunicazione tempestiva all’INPS è fondamentale per evitare sanzioni, recuperi indebiti e decadenza dell’indennità. Il termine è 30 giorni dall’inizio dell’evento che causa la sospensione (nuovo lavoro, attività autonoma).

Procedura online MyINPS

Passaggi per comunicare la sospensione NASPI:

  1. Accedi al portale MyINPS con SPID, CIE o CNS
  2. Cerca il servizio “NASPI-COM” (Comunicazioni NASPI)
  3. Seleziona “Nuova comunicazione“
  4. Indica il tipo di evento: “Nuovo lavoro subordinato” o “Lavoro autonomo occasionale”
  5. Inserisci i dati richiesti:
    • Data inizio rapporto di lavoro
    • Durata prevista (se determinato)
    • Reddito annuo previsto
    • Dati datore di lavoro o committente
  6. Allega eventuale copia del contratto (facoltativo ma consigliato)
  7. Invia la comunicazione e scarica la ricevuta

La ricevuta è la prova dell’avvenuta comunicazione e va conservata per eventuali controlli futuri.

Comunicazione tramite patronato

In alternativa, è possibile rivolgersi al CAF o patronato, che invierà la comunicazione per conto del percettore. Questo servizio è gratuito e particolarmente utile per chi ha difficoltà con le procedure telematiche.

Documenti da portare al CAF:

  • Documento d’identità valido
  • Codice fiscale
  • Copia del contratto di lavoro o lettera d’assunzione
  • Eventuale comunicazione precedente INPS (se disponibile)

Ripresa automatica della NASPI

Al termine del periodo di sospensione, la NASPI riprende automaticamente senza necessità di presentare nuova domanda. L’INPS riattiva l’indennità entro 15-30 giorni dalla fine del rapporto di lavoro o dall’evento sospensivo.

Come avviene la ripresa:

  • L’INPS riceve la comunicazione di cessazione dal datore di lavoro (Unilav)
  • Il sistema verifica la durata residua della NASPI
  • L’indennità viene riattivata con l’importo precedente alla sospensione (senza ricalcoli al ribasso)
  • I pagamenti riprendono secondo il calendario ordinario NASPI

Attenzione: se al termine del contratto temporaneo rimangono meno di 30 giorni di NASPI residua, l’INPS potrebbe non riattivare l’indennità per motivi amministrativi. In questi casi, è consigliabile verificare telefonicamente la propria posizione.

Verifica ripresa NASPI

Per controllare se la NASPI è stata riattivata:

  • Accedi a MyINPS → “Prestazioni e Servizi” → “Fascicolo Previdenziale”
  • Controlla lo stato della pratica NASPI (deve risultare “In pagamento”)
  • Verifica il prospetto pagamenti per confermare le date di accredito

Se dopo 30 giorni dalla fine del lavoro la NASPI non risulta riattivata, contatta l’INPS o rivolgiti a un patronato.

Calcolo della durata residua

Durante la sospensione, i mesi residui di NASPI vengono congelati e non consumati. Questo significa che il periodo di sospensione “prolunga” di fatto la durata complessiva dell’indennità.

Esempio di calcolo durata residua:

  • Durata NASPI originaria: 12 mesi (dal 1° gennaio 2026)
  • Mesi fruiti prima della sospensione: 4 mesi (gennaio-aprile 2026)
  • Sospensione per nuovo lavoro: 3 mesi (maggio-luglio 2026)
  • Ripresa NASPI: 1° agosto 2026
  • Mesi residui disponibili: 12 – 4 = 8 mesi (agosto 2026 – marzo 2027)

La NASPI terminerà quindi il 31 marzo 2027, invece del 31 dicembre 2026 originario.

Riduzione mensile del 3%

La riduzione del 3% mensile dell’importo NASPI (prevista dal 4° mese in poi) si applica solo ai mesi effettivamente fruiti, non a quelli di sospensione.

Esempio:

  • Mario percepisce NASPI di 1.200 euro/mese
  • Al 4° mese, l’importo scende a 1.164 euro (-3%)
  • Al 5° mese inizia un lavoro di 2 mesi → sospensione
  • Alla ripresa (7° mese di NASPI), riprende con 1.164 euro (l’importo del 4° mese, senza ulteriori decurtazioni per i mesi sospesi)

Errori comuni da evitare

Molti percettori NASPI commettono errori che possono causare la decadenza dell’indennità o l’obbligo di restituire somme percepite indebitamente. Ecco i più frequenti:

1. Mancata comunicazione entro 30 giorni

Errore: Iniziare un nuovo lavoro e non comunicarlo all’INPS entro il termine.

Conseguenze: Revoca NASPI, recupero somme con sanzioni amministrative, possibile segnalazione per indebita percezione.

Soluzione: Comunicare sempre entro 30 giorni, anche per contratti brevissimi o compensi minimi.

2. Superamento soglie di reddito

Errore: Accettare un lavoro con RAL superiore a 8.500 euro pensando che si sospenda comunque.

Conseguenze: La NASPI decade definitivamente (non si sospende).

Soluzione: Verificare sempre il reddito annuo previsto nel contratto prima di firmare.

3. Confondere sospensione e decadenza

Errore: Pensare che qualsiasi nuovo lavoro comporti la perdita definitiva della NASPI.

Conseguenze: Rinunciare a opportunità lavorative temporanee per paura di perdere l’indennità.

Soluzione: Informarsi correttamente sulle differenze tra sospensione (temporanea, reversibile) e decadenza (definitiva).

4. Non verificare la ripresa automatica

Errore: Dare per scontato che la NASPI riprenda senza controllare su MyINPS.

Conseguenze: Ritardi nei pagamenti, mancata riattivazione per disguidi amministrativi.

Soluzione: Controllare lo stato della pratica entro 15 giorni dalla fine del lavoro.

Domande frequenti sulla sospensione NASPI

Posso lavorare 2 settimane senza perdere la NASPI?

Sì, se il reddito previsto è inferiore a 8.500 euro annui. Devi comunque comunicarlo all’INPS entro 30 giorni. La NASPI si sospenderà per le 2 settimane e riprenderà automaticamente.

Se faccio una prestazione occasionale di 500 euro, devo comunicarlo?

Sì, sempre. Anche i compensi occasionali minimi vanno comunicati all’INPS, purché rientrino nel limite di 5.500 euro annui.

Durante la malattia ricevo comunque la NASPI?

No. Durante la malattia la NASPI si sospende e non viene corrisposta alcuna indennità. I giorni di malattia però non vengono scalati dalla durata residua.

Posso richiedere volontariamente la sospensione NASPI?

No. La sospensione opera solo nei casi previsti dalla legge (nuovo lavoro, malattia, maternità). Non esiste una sospensione volontaria “a piacimento”.

Se il contratto viene prorogato più volte, cosa succede?

La NASPI rimane sospesa per tutta la durata delle proroghe, purché il reddito complessivo annuo resti sotto 8.500 euro. Ogni proroga va comunicata all’INPS entro 30 giorni.

Posso prendere NASPI e part-time insieme?

No. Se il part-time ha RAL inferiore a 8.500 euro, la NASPI si sospende completamente (non si cumula). Se la RAL supera 8.500 euro, la NASPI decade.

Dopo quanto tempo riprende la NASPI?

L’INPS riattiva l’indennità entro 15-30 giorni dalla comunicazione di fine rapporto. I pagamenti riprendono secondo il calendario ordinario.

Se la NASPI scade durante la sospensione?

La durata residua viene comunque conservata. Se al termine della sospensione rimangono ancora mesi disponibili, la NASPI riprende. Se invece la durata teorica è esaurita, l’indennità termina definitivamente.


Hai dubbi sulla sospensione della tua NASPI?

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti supporta nella gestione completa della NASPI: comunicazioni INPS, verifica requisiti, calcolo durata residua e assistenza in caso di contestazioni.

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Giugno 17, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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PATRONATO

NASPI e Lavoro Part-Time 2026: Compatibilità e Riduzione Importo

SERVIZI CAF Centro Fiscale

Indice dei contenuti

  1. Compatibilità tra NASPI e Lavoro Part-Time
  2. Limite di Reddito: 8.000 Euro Annui
  3. Riduzione dell’Importo NASPI
  4. Come si Calcola la Riduzione
  5. Comunicazione INPS: Tempi e Modalità
  6. NASPI e Lavoro Autonomo Occasionale
  7. Esempi Pratici di Calcolo
  8. Domande Frequenti

Se hai perso il lavoro e stai percependo l’indennità NASPI, potresti chiederti se è possibile accettare un nuovo impiego part-time senza perdere completamente il sostegno economico. La risposta è sì: la NASPI è compatibile con un lavoro subordinato a tempo parziale, a patto di rispettare alcuni requisiti fondamentali.

Nel 2026, la normativa prevede che chi trova un lavoro part-time durante la percezione della NASPI possa continuare a ricevere l’indennità, seppur in forma ridotta. Il limite di reddito annuo è fissato a 8.000 euro lordi, e l’importo della NASPI viene proporzionalmente decurtato in base al reddito percepito.

In questa guida completa ti spieghiamo:

  • Come funziona la compatibilità tra NASPI e lavoro part-time
  • Qual è il limite di reddito per mantenere l’indennità
  • Come si calcola la riduzione dell’importo NASPI
  • Quali sono gli obblighi di comunicazione verso l’INPS
  • Esempi pratici per capire quanto perdi e quanto mantieni

Compatibilità tra NASPI e Lavoro Part-Time

La NASPI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) è l’indennità di disoccupazione riconosciuta ai lavoratori dipendenti che hanno perso involontariamente il lavoro. Ma cosa succede se trovi un nuovo impiego part-time mentre stai ancora ricevendo l’indennità?

La regola generale

Dal 2015, con l’introduzione della NASPI, è possibile cumulare l’indennità con un reddito da lavoro subordinato, purché:

  • Il reddito annuo previsto sia inferiore a 8.000 euro lordi
  • Il lavoratore comunichi tempestivamente all’INPS l’inizio dell’attività
  • L’importo della NASPI venga ridotto in proporzione al reddito percepito

Cosa significa “involontariamente”?

Per avere diritto alla NASPI, devi aver perso il lavoro per cause non dipendenti dalla tua volontà (licenziamento, scadenza contratto a termine, dimissioni per giusta causa). Se ti dimetti volontariamente, non hai diritto all’indennità, salvo eccezioni (dimissioni durante il periodo tutelato di maternità, per giusta causa, ecc.).

Tipi di lavoro compatibili

La NASPI può essere cumulata con:

  • Lavoro subordinato a tempo parziale (part-time)
  • Lavoro autonomo occasionale (con reddito previsto inferiore a 5.000 euro)
  • Lavoro intermittente (a chiamata)

Non è compatibile con:

  • Lavoro subordinato a tempo pieno (se il reddito supera 8.000 euro)
  • Pensione di vecchiaia o anticipata
  • Assegno ordinario di invalidità (salvo opzione)

Limite di Reddito: 8.000 Euro Annui

Il limite di reddito per mantenere la NASPI in caso di nuovo lavoro subordinato è fissato a 8.000 euro lordi annui. Questo significa che:

  • Se prevedi di guadagnare meno di 8.000 euro nell’anno, puoi continuare a percepire la NASPI ridotta
  • Se prevedi di superare questa soglia, la NASPI viene sospesa o revocata

Come si calcola il reddito previsto?

Il reddito da considerare è quello lordo annuo, calcolato sulla base del contratto di lavoro. Ad esempio:

  • Contratto part-time: 600 euro lordi al mese × 12 mesi = 7.200 euro annui → NASPI ridotta
  • Contratto part-time: 900 euro lordi al mese × 12 mesi = 10.800 euro annui → NASPI sospesa

Attenzione al contratto determinato

Se il contratto è a tempo determinato (esempio: 3 mesi), il reddito va riproporzionato su base annua. Se lavori 3 mesi a 1.200 euro/mese (3.600 euro totali), l’INPS considera comunque il reddito annuo previsto (1.200 × 12 = 14.400 euro), quindi superiore a 8.000 euro.

Consiglio pratico: se accetti un contratto di breve durata con reddito mensile elevato, rischi di perdere la NASPI anche se il guadagno effettivo è inferiore a 8.000 euro.

Lavoro autonomo occasionale

Per il lavoro autonomo occasionale, il limite è più basso: 5.000 euro lordi annui. Se superi questa soglia, la NASPI viene revocata.

Riduzione dell’Importo NASPI

Se rispetti il limite di 8.000 euro, la NASPI non viene revocata, ma l’importo mensile viene ridotto in proporzione al reddito percepito. Questo meccanismo si chiama cumulabilità parziale.

Formula di calcolo

L’importo della NASPI ridotta si calcola così:

NASPI ridotta = NASPI originaria – (80% del reddito previsto / 12 mesi)

In pratica:

  1. Calcola il reddito annuo previsto dal nuovo lavoro
  2. Moltiplica per 80% (l’INPS considera solo l’80% del reddito)
  3. Dividi per 12 mesi per ottenere la riduzione mensile
  4. Sottrai questa cifra dall’importo NASPI mensile originario

Esempio concreto

Mario percepisce una NASPI di 1.000 euro al mese. Trova un lavoro part-time che gli garantisce 600 euro lordi al mese (7.200 euro annui).

Calcolo:

  • Reddito annuo: 600 × 12 = 7.200 euro
  • 80% del reddito: 7.200 × 0,80 = 5.760 euro
  • Riduzione mensile: 5.760 / 12 = 480 euro
  • NASPI ridotta: 1.000 – 480 = 520 euro al mese

In totale, Mario percepirà:

  • 600 euro dal lavoro part-time
  • 520 euro di NASPI ridotta
  • Totale: 1.120 euro al mese

Rispetto ai 1.000 euro di NASPI, ha un guadagno netto di 120 euro mensili grazie al part-time.

Come si Calcola la Riduzione

Vediamo passo per passo come calcolare la riduzione della NASPI quando inizi un lavoro part-time.

Step 1: Identifica il reddito lordo mensile

Guarda il contratto di lavoro e verifica lo stipendio lordo mensile previsto.

Step 2: Calcola il reddito annuo

Moltiplica lo stipendio mensile per 12 mesi (anche se il contratto è a tempo determinato, l’INPS ragiona su base annua).

Step 3: Applica la percentuale 80%

Moltiplica il reddito annuo per 0,80. Questo è il reddito “rilevante” ai fini della riduzione NASPI.

Step 4: Dividi per 12

Il risultato è la riduzione mensile che subirai sulla NASPI.

Step 5: Sottrai dall’importo NASPI

Sottrai la riduzione mensile dall’importo originario della NASPI. Il risultato è la NASPI ridotta che continuerai a percepire.

Esempio pratico completo

Situazione:

  • NASPI originaria: 900 euro/mese
  • Nuovo lavoro part-time: 500 euro lordi/mese

Calcolo:

  1. Reddito annuo: 500 × 12 = 6.000 euro
  2. 80%: 6.000 × 0,80 = 4.800 euro
  3. Riduzione mensile: 4.800 / 12 = 400 euro
  4. NASPI ridotta: 900 – 400 = 500 euro/mese

Reddito totale mensile:

  • Part-time: 500 euro
  • NASPI ridotta: 500 euro
  • Totale: 1.000 euro/mese

Quando conviene?

Il lavoro part-time conviene sempre, perché aumenta il reddito complessivo. Anche se la NASPI si riduce, il totale mensile è superiore a quello che percepiresti con la sola indennità.

Comunicazione INPS: Tempi e Modalità

Uno degli aspetti più importanti è la comunicazione tempestiva all’INPS dell’inizio del nuovo lavoro. Se non comunichi entro i termini, rischi sanzioni e la revoca dell’indennità.

Obbligo di comunicazione

Devi comunicare all’INPS:

  • L’inizio dell’attività lavorativa
  • Il reddito annuo previsto
  • La durata del contratto (se a tempo determinato)

Tempi

La comunicazione deve avvenire entro 30 giorni dall’inizio del lavoro. Se ritardi, l’INPS può:

  • Sospendere l’erogazione della NASPI
  • Richiedere la restituzione delle somme indebitamente percepite
  • Applicare sanzioni amministrative

Come comunicare

Puoi comunicare tramite:

  • Portale INPS: accedi con SPID/CIE/CNS alla sezione “NASPI-COM”
  • Contact Center INPS: chiama il numero 803 164 (da rete fissa) o 06 164 164 (da cellulare)
  • Patronato: il CAF Centro Fiscale di Udine può gestire la comunicazione per te

Cosa comunicare

Nella comunicazione devi indicare:

  • Dati anagrafici e codice fiscale
  • Tipo di lavoro (subordinato, autonomo, occasionale)
  • Data di inizio
  • Reddito annuo previsto (lordo)
  • Datore di lavoro (denominazione, partita IVA, CCNL)

Modello NASPI-COM

Il modulo da compilare si chiama NASPI-COM ed è disponibile sul sito INPS. Deve essere presentato:

  • Entro 30 giorni dall’inizio del lavoro
  • Con documentazione allegata (contratto di lavoro, busta paga se disponibile)

Attenzione: la comunicazione è obbligatoria anche se il reddito previsto è inferiore a 8.000 euro. L’INPS deve comunque ricalcolare l’importo della NASPI.

NASPI e Lavoro Autonomo Occasionale

Oltre al lavoro subordinato part-time, la NASPI è compatibile anche con il lavoro autonomo occasionale, ma con regole leggermente diverse.

Limite di reddito

Per il lavoro autonomo occasionale, il limite è 5.000 euro lordi annui (anziché 8.000). Se superi questa soglia, la NASPI viene revocata.

Riduzione NASPI

La formula di riduzione è la stessa del lavoro subordinato:

NASPI ridotta = NASPI originaria – (80% del reddito previsto / 12 mesi)

Esempio

Giulia percepisce 800 euro di NASPI al mese. Svolge attività occasionale come grafica freelance, con reddito previsto di 3.600 euro annui (300 euro/mese).

Calcolo:

  • Reddito annuo: 3.600 euro
  • 80%: 3.600 × 0,80 = 2.880 euro
  • Riduzione mensile: 2.880 / 12 = 240 euro
  • NASPI ridotta: 800 – 240 = 560 euro/mese

Totale:

  • Lavoro autonomo: 300 euro/mese
  • NASPI ridotta: 560 euro/mese
  • Totale: 860 euro/mese

Comunicazione obbligatoria

Anche per il lavoro autonomo occasionale devi comunicare l’inizio dell’attività entro 30 giorni, utilizzando il modello NASPI-COM.

Partita IVA

Se apri partita IVA durante la NASPI, puoi richiedere la liquidazione anticipata dell’indennità residua in un’unica soluzione, per avviare l’attività autonoma. In alternativa, puoi mantenere la NASPI ridotta se il reddito previsto è inferiore a 5.000 euro.

Esempi Pratici di Calcolo

Vediamo alcuni esempi concreti per capire meglio come funziona la riduzione della NASPI in base a diversi livelli di reddito part-time.

Esempio 1: Part-time a 400 euro/mese

Dati:

  • NASPI originaria: 950 euro/mese
  • Lavoro part-time: 400 euro lordi/mese

Calcolo:

  • Reddito annuo: 400 × 12 = 4.800 euro
  • 80%: 4.800 × 0,80 = 3.840 euro
  • Riduzione mensile: 3.840 / 12 = 320 euro
  • NASPI ridotta: 950 – 320 = 630 euro/mese

Reddito totale: 400 + 630 = 1.030 euro/mese

Esempio 2: Part-time a 650 euro/mese

Dati:

  • NASPI originaria: 1.100 euro/mese
  • Lavoro part-time: 650 euro lordi/mese

Calcolo:

  • Reddito annuo: 650 × 12 = 7.800 euro
  • 80%: 7.800 × 0,80 = 6.240 euro
  • Riduzione mensile: 6.240 / 12 = 520 euro
  • NASPI ridotta: 1.100 – 520 = 580 euro/mese

Reddito totale: 650 + 580 = 1.230 euro/mese

Esempio 3: Part-time a 750 euro/mese (oltre il limite)

Dati:

  • NASPI originaria: 900 euro/mese
  • Lavoro part-time: 750 euro lordi/mese

Attenzione: Reddito annuo = 750 × 12 = 9.000 euro → superiore a 8.000 euro.

In questo caso la NASPI viene sospesa per tutto il periodo di durata del contratto. Al termine del contratto (se a tempo determinato), puoi richiedere la riattivazione della NASPI per i mesi residui.

Esempio 4: Contratto breve ma reddito elevato

Dati:

  • NASPI originaria: 850 euro/mese
  • Contratto 2 mesi: 1.500 euro lordi/mese

Problema: Reddito annuo previsto = 1.500 × 12 = 18.000 euro → molto superiore a 8.000 euro.

Anche se lavori solo 2 mesi (guadagno effettivo 3.000 euro), l’INPS considera il reddito annuo previsto. Risultato: NASPI sospesa per 2 mesi.

Consiglio: in questi casi, valuta se conviene rifiutare il contratto o accettare la sospensione temporanea della NASPI.

Domande Frequenti

Posso fare più lavori part-time contemporaneamente?

Sì, ma devi sommare i redditi. Se il totale supera 8.000 euro annui, la NASPI viene sospesa.

Cosa succede se non comunico il nuovo lavoro?

L’INPS può richiedere la restituzione di tutte le somme percepite indebitamente, con interessi e sanzioni. In casi gravi, rischi anche la denuncia penale per truffa ai danni dello Stato.

La NASPI ridotta dura meno?

No, la durata non cambia. Se hai diritto a 12 mesi di NASPI, continuerai a percepirla (ridotta) per 12 mesi, anche se lavori part-time.

Posso rifiutare un lavoro per non perdere la NASPI?

Sì, ma attenzione: se rifiuti un’offerta di lavoro congrua, l’INPS può decurtare la NASPI. Un’offerta è “congrua” se:

  • È coerente con le tue competenze professionali
  • Si svolge entro 50 km dalla residenza (o raggiungibile in 80 minuti con mezzi pubblici)
  • Offre una retribuzione almeno pari al 20% superiore alla NASPI

Cosa succede alla fine del contratto part-time?

Se il contratto a termine scade e hai ancora diritto a mesi di NASPI residui, l’indennità viene riattivata nell’importo originario (prima della riduzione).

Posso chiedere la NASPI anticipata se trovo un lavoro stabile?

Sì, se trovi un lavoro a tempo indeterminato o apri partita IVA, puoi richiedere la liquidazione anticipata del 50% della NASPI residua in un’unica soluzione, per avviare l’attività.

La NASPI ridotta conta per la pensione?

Sì, la NASPI è interamente coperta da contribuzione figurativa INPS, utile ai fini pensionistici. Anche se ridotta, il periodo continua a essere coperto.

Devo pagare le tasse sulla NASPI ridotta?

Sì, la NASPI è reddito imponibile. Devi inserirla nella dichiarazione dei redditi (730 o Redditi PF). L’INPS applica già una ritenuta IRPEF del 23%, ma potrebbe non essere sufficiente se hai altri redditi.


Hai Bisogno di Aiuto con la NASPI?

La compatibilità tra NASPI e lavoro part-time nel 2026 offre un’importante opportunità per chi ha perso il lavoro e vuole rientrare gradualmente nel mercato occupazionale senza rinunciare completamente al sostegno economico.

Ricorda i punti chiave:

  • Puoi lavorare part-time e mantenere la NASPI se il reddito annuo è inferiore a 8.000 euro
  • L’importo della NASPI viene ridotto in proporzione al reddito (formula: NASPI – 80% reddito / 12)
  • Devi comunicare all’INPS entro 30 giorni dall’inizio del lavoro
  • Il lavoro autonomo occasionale è compatibile con limite di 5.000 euro

Se hai dubbi sulla tua situazione specifica o hai bisogno di assistenza per calcolare la riduzione della NASPI o per presentare la comunicazione NASPI-COM, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione.

I nostri consulenti esperti possono aiutarti a:

  • Calcolare l’importo della NASPI ridotta in base al tuo contratto
  • Compilare e inviare la comunicazione NASPI-COM
  • Verificare la convenienza economica del nuovo lavoro
  • Gestire eventuali contenziosi con l’INPS

Contattaci per una consulenza personalizzata:

  • 📞 Telefono: 0432 1638640
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  • 📍 Indirizzo: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine

Non lasciare nulla al caso: affidati a professionisti esperti per tutelare i tuoi diritti e massimizzare il tuo reddito.

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Giugno 15, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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PATRONATO

NASPI Anticipata 2026: Come Funziona, Requisiti e Domanda

SERVIZI CAF Centro Fiscale

La NASPI anticipata è un’opportunità che l’INPS offre ai lavoratori disoccupati che vogliono avviare un’attività autonoma o d’impresa. Invece di ricevere l’indennità di disoccupazione mese per mese, è possibile richiedere la liquidazione in un’unica soluzione dell’intero importo residuo.

Nel 2026, questa misura rappresenta un aiuto concreto per chi desidera mettersi in proprio, aprire una partita IVA o diventare socio di una cooperativa. La liquidazione anticipata consente di avere immediatamente la liquidità necessaria per sostenere i costi iniziali dell’attività.

In questa guida vedremo come funziona la NASPI anticipata nel 2026, quali sono i requisiti richiesti, come si calcola l’importo spettante, quando e come presentare la domanda all’INPS, e quali sono i tempi di erogazione.

Indice dei contenuti

  1. Cos’è la NASPI Anticipata
  2. Requisiti per Richiedere la NASPI Anticipata 2026
  3. Importo e Calcolo della NASPI Anticipata
  4. Come Presentare la Domanda INPS
  5. Tempi di Erogazione e Pagamento
  6. Obblighi e Vincoli dopo l’Erogazione
  7. Vantaggi e Svantaggi della NASPI Anticipata
  8. Domande Frequenti (FAQ)
  9. Conclusione e Assistenza CAF

Cos’è la NASPI Anticipata

La NASPI anticipata è una prestazione economica dell’INPS che permette ai beneficiari dell’indennità di disoccupazione (NASPI) di ricevere in un’unica soluzione l’importo residuo spettante, anziché rateizzato mensilmente.

Questa possibilità è prevista dall’articolo 8 del Decreto Legislativo 22/2015 e rappresenta un incentivo all’autoimprenditorialità per chi perde il lavoro dipendente.

A cosa serve

La liquidazione anticipata serve per:

  • Aprire una partita IVA per svolgere attività di lavoro autonomo
  • Avviare un’attività d’impresa individuale
  • Sottoscrivere una quota di capitale sociale di una cooperativa nella quale il rapporto mutualistico ha per oggetto la prestazione di attività lavorativa da parte del socio

La somma ricevuta può essere utilizzata come capitale iniziale per investimenti, acquisto di attrezzature, scorte di magazzino, o per coprire i costi fissi dei primi mesi di attività.

Differenza con NASPI ordinaria

Con la NASPI ordinaria, l’indennità viene erogata mensilmente per tutta la durata prevista (massimo 24 mesi). Con la NASPI anticipata, si rinuncia alle mensilità residue in cambio di un importo forfettario calcolato sul residuo spettante, decurtato di alcune componenti accessorie.

Requisiti per Richiedere la NASPI Anticipata 2026

Per accedere alla NASPI anticipata nel 2026 è necessario soddisfare specifici requisiti sia rispetto alla situazione previdenziale che all’attività che si intende avviare.

Requisiti obbligatori

  1. Essere già beneficiari di NASPI: occorre aver già presentato domanda di NASPI ordinaria e risultare ammessi alla prestazione
  2. Avviare un’attività autonoma o d’impresa: l’anticipazione è concessa solo per iniziare un lavoro autonomo, non per altre finalità
  3. Non essere già titolari di partita IVA attiva al momento della domanda di NASPI anticipata
  4. Presentare la domanda entro 30 giorni dall’inizio dell’attività autonoma o dalla sottoscrizione della quota di cooperativa

Attività ammesse

La NASPI anticipata può essere richiesta per:

  • Lavoro autonomo con partita IVA (professionisti, artigiani, commercianti)
  • Impresa individuale
  • Società cooperativa in cui il socio si impegna a prestare la propria attività lavorativa

Casi di esclusione

Non è possibile richiedere la NASPI anticipata se:

  • Si è già percepita un’anticipazione di NASPI negli ultimi 2 anni per la stessa finalità
  • L’attività autonoma è già stata avviata prima della presentazione della domanda di NASPI
  • Si tratta di società di capitali (SRL, SPA) in cui non è previsto rapporto mutualistico

Importo e Calcolo della NASPI Anticipata

L’importo della NASPI anticipata non coincide con l’intero residuo dell’indennità mensile spettante, ma viene calcolato secondo criteri specifici stabiliti dall’INPS.

Come si calcola

Il calcolo dell’anticipazione avviene in questo modo:

  1. Somma delle mensilità residue: si considerano tutte le mensilità di NASPI che rimangono da percepire
  2. Esclusione degli assegni per il nucleo familiare: eventuali ANF non rientrano nel calcolo
  3. Erogazione in un’unica soluzione: l’importo viene versato tutto insieme sul conto corrente del richiedente

Esempio pratico di calcolo

Supponiamo che Mario abbia diritto a:

  • NASPI mensile: 1.000 euro
  • Mensilità residue: 15 mesi
  • ANF mensili: 150 euro

Calcolo:

  • NASPI residua teorica: 1.000 x 15 = 15.000 euro
  • ANF (esclusi dal calcolo): 150 x 15 = 2.250 euro
  • NASPI anticipata erogata: 15.000 euro

Mario riceverà quindi 15.000 euro in un’unica soluzione, ma perderà il diritto agli assegni familiari per le mensilità residue.

Cosa non è compreso nell’anticipazione

Non sono compresi nell’importo anticipato:

  • Gli assegni per il nucleo familiare (ANF)
  • Eventuali contributi figurativi per i mesi non fruiti
  • Il TFR maturato presso l’ultimo datore di lavoro (che segue un iter separato)

Come Presentare la Domanda INPS

La domanda di NASPI anticipata deve essere presentata esclusivamente per via telematica all’INPS, entro termini precisi e seguendo una procedura specifica.

Quando presentare la domanda

La richiesta deve essere inviata entro 30 giorni da:

  • Data di apertura della partita IVA
  • Data di inizio dell’attività d’impresa individuale
  • Data di sottoscrizione della quota di capitale sociale della cooperativa

Attenzione: il termine di 30 giorni è perentorio. Oltre questa scadenza la domanda non può più essere accolta.

Canali per l’invio

La domanda può essere presentata tramite:

  1. Portale INPS con SPID/CIE/CNS: accedere all’area riservata MyINPS, cercare “NASPI anticipata” e compilare il modulo online
  2. Contact Center INPS: chiamando il numero 803 164 da rete fissa (gratuito) o 06 164 164 da mobile (a pagamento)
  3. Patronato o CAF: rivolgendosi a intermediari abilitati che presentano la domanda per conto del cittadino

Documenti necessari

Per la domanda occorre avere:

  • Codice fiscale e documento d’identità valido
  • Certificato di attribuzione partita IVA (se già rilasciato dall’Agenzia delle Entrate)
  • Visura camerale o atto costitutivo (per imprese e cooperative)
  • IBAN del conto corrente per l’accredito

Assistenza del CAF

Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti gratuitamente nella compilazione e nell’invio della domanda di NASPI anticipata, verificando che tutti i requisiti siano soddisfatti e che la documentazione sia completa.

Tempi di Erogazione e Pagamento

Una volta presentata la domanda di NASPI anticipata, l’INPS deve esaminare la pratica e, in caso di esito positivo, procedere con il pagamento in un’unica soluzione.

Tempistiche standard

I tempi medi di erogazione nel 2026 sono:

  • Istruttoria INPS: 30-60 giorni dalla data di presentazione della domanda
  • Pagamento: entro 15 giorni dall’accoglimento della richiesta

In totale, dalla domanda all’accredito sul conto corrente possono trascorrere da 45 a 75 giorni.

Come verificare lo stato della domanda

È possibile controllare l’avanzamento della pratica:

  • Accedendo al portale INPS nella sezione “Consultazione domande”
  • Chiamando il Contact Center INPS (803 164)
  • Tramite il CAF che ha presentato la domanda

Modalità di pagamento

La NASPI anticipata viene erogata tramite:

  • Bonifico su conto corrente bancario o postale intestato al richiedente
  • Libretto postale intestato al richiedente

Non è previsto il pagamento in contanti o tramite altri strumenti.

Obblighi e Vincoli dopo l’Erogazione

Chi riceve la NASPI anticipata assume precisi obblighi nei confronti dell’INPS e deve rispettare alcune condizioni per evitare la restituzione dell’importo percepito.

Obbligo di proseguire l’attività

Il beneficiario deve:

  • Svolgere effettivamente l’attività autonoma o d’impresa per cui ha richiesto l’anticipazione
  • Mantenere attiva la partita IVA o la posizione di socio cooperatore per almeno 12 mesi
  • Comunicare all’INPS eventuali variazioni della propria situazione lavorativa

Casi di restituzione dell’importo

L’INPS può richiedere la restituzione totale o parziale della NASPI anticipata se:

  • L’attività autonoma non viene mai effettivamente avviata
  • La partita IVA viene chiusa entro 12 mesi dall’apertura senza giustificato motivo
  • Si viene assunti come lavoratore dipendente entro 30 giorni dall’erogazione (salvo comunicazione preventiva)
  • Si forniscono dichiarazioni false o documentazione contraffatta

Cumulo con altri redditi

La NASPI anticipata non è cumulabile con:

  • Trattamenti pensionistici diretti
  • Indennità di mobilità o altre prestazioni di disoccupazione

È invece compatibile con:

  • Redditi da lavoro autonomo occasionale entro i limiti previsti
  • Redditi da attività d’impresa o lavoro autonomo in regime forfettario (previa comunicazione INPS)

Vantaggi e Svantaggi della NASPI Anticipata

Prima di richiedere l’anticipazione della NASPI, è importante valutare attentamente pro e contro di questa scelta.

Vantaggi

  • Liquidità immediata: si dispone subito del capitale necessario per avviare l’attività
  • Autonomia imprenditoriale: possibilità di investire in attrezzature, scorte, formazione
  • Copertura costi iniziali: utile per sostenere i primi mesi di attività in cui i ricavi potrebbero essere bassi
  • Incentivo all’autoimpiego: spinta motivazionale per mettersi in proprio

Svantaggi

  • Perdita della copertura mensile: non si riceverà più la NASPI ogni mese, quindi in caso di difficoltà dell’attività non si ha un reddito sicuro
  • Esclusione ANF: si perdono gli assegni familiari per le mensilità residue
  • Mancata contribuzione figurativa: i mesi di NASPI non fruiti non generano contributi previdenziali figurativi
  • Rischio imprenditoriale: se l’attività non decolla, si è già consumato tutto l’ammortizzatore sociale

Quando conviene richiederla

La NASPI anticipata conviene quando:

  • Si ha un progetto d’impresa solido e ben pianificato
  • Servono investimenti iniziali significativi (acquisto attrezzature, scorte, locali)
  • Si hanno prospettive concrete di reddito a breve termine
  • Si vuole evitare di indebitarsi con prestiti bancari

Quando è meglio evitarla

È preferibile la NASPI mensile quando:

  • Il progetto imprenditoriale è ancora incerto
  • Si preferisce avere un reddito mensile garantito mentre si avvia gradualmente l’attività
  • Si hanno carichi familiari e si necessita degli assegni per il nucleo familiare
  • I costi di avvio sono contenuti e gestibili con risparmi personali

Domande Frequenti (FAQ)

Posso richiedere la NASPI anticipata se ho già iniziato l’attività autonoma?

Sì, ma la domanda deve essere presentata entro 30 giorni dall’inizio dell’attività. Oltre questo termine, il diritto decade.

Se apro una SRL posso avere la NASPI anticipata?

No, la NASPI anticipata è prevista solo per lavoro autonomo con partita IVA, impresa individuale o cooperative con rapporto mutualistico. Le società di capitali (SRL, SPA) non danno diritto all’anticipazione.

Devo restituire la NASPI anticipata se l’attività va male?

No, se l’attività viene svolta effettivamente per almeno 12 mesi e poi chiusa per motivi economici, non c’è obbligo di restituzione. La restituzione è prevista solo in caso di frode o mancato avvio dell’attività.

Posso lavorare come dipendente dopo aver ricevuto la NASPI anticipata?

Sì, ma occorre comunicarlo preventivamente all’INPS. Se l’assunzione avviene entro 30 giorni dall’erogazione senza comunicazione, può essere richiesta la restituzione parziale.

La NASPI anticipata è tassata?

No, la NASPI anticipata mantiene la stessa natura fiscale della NASPI ordinaria ed è quindi esente da tassazione IRPEF. Va però dichiarata nel modello 730 o Redditi.

Posso richiedere nuovamente la NASPI anticipata in futuro?

Sì, ma solo dopo almeno 2 anni dalla precedente erogazione e a condizione di maturare nuovamente i requisiti per la NASPI ordinaria.

Conclusione e Assistenza CAF

La NASPI anticipata 2026 rappresenta un’opportunità concreta per chi vuole trasformare la perdita del lavoro dipendente in occasione di crescita professionale, avviando un’attività autonoma o d’impresa.

Come abbiamo visto, la liquidazione anticipata dell’indennità di disoccupazione consente di disporre immediatamente del capitale necessario per investire nel proprio progetto, evitando di dover ricorrere a prestiti bancari o finanziamenti esterni.

Tuttavia, è fondamentale valutare attentamente la propria situazione: la NASPI anticipata conviene quando si ha un piano d’impresa solido e prospettive concrete di reddito, mentre potrebbe essere rischiosa se il progetto è ancora in fase embrionale o se si necessita di un reddito mensile stabile.

Assistenza del CAF Centro Fiscale di Udine

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per:

  • Verifica dei requisiti per la NASPI anticipata
  • Calcolo dell’importo spettante in base alla tua situazione
  • Compilazione e invio della domanda INPS
  • Valutazione della convenienza tra NASPI mensile e anticipata
  • Supporto per l’apertura della partita IVA e scelta del regime fiscale più adatto

Non affrontare da solo la burocrazia INPS. Contattaci per una consulenza personalizzata e approfitta della nostra esperienza nel settore del patronato e assistenza fiscale.

Contatta il CAF Centro Fiscale di Udine:

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Giugno 13, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2022/12/SERVIZI-CAF-3.png 780 1000 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-13 09:00:002026-02-23 15:21:32NASPI Anticipata 2026: Come Funziona, Requisiti e Domanda
PATRONATO

Domanda NASPI 2026 Come Fare Online: Guida Completa INPS e CAF

SERVIZI CAF Centro Fiscale

La **domanda NASPI 2026** rappresenta il primo passo fondamentale per ottenere l’**indennità di disoccupazione** erogata dall’**INPS**. Presentare correttamente la **domanda NASPI online** è cruciale per evitare ritardi nei pagamenti e garantirsi il sostegno economico durante il periodo di ricerca di un nuovo impiego. In questa guida completa scoprirai tutti i **requisiti NASPI 2026**, i **documenti necessari** da preparare, la **scadenza dei 68 giorni** da rispettare e come il **CAF Centro Fiscale di Udine** può assisterti in ogni fase della procedura.La **NASpI** (Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego) è l’indennità mensile che sostituisce circa il 75% dell’ultima retribuzione per un periodo che varia in base agli anni di contribuzione. Conoscere la **procedura INPS** e i passaggi corretti per presentare la **domanda NASPI 2026** ti permette di accedere tempestivamente a questo diritto fondamentale.


Indice dei contenuti

  1. Cos’è la NASPI 2026 e Chi Ha Diritto
  2. Scadenza 68 Giorni per la Domanda NASPI: Cosa Sapere
  3. Documenti Necessari per la Domanda NASPI 2026
  4. Come Presentare la Domanda NASPI 2026 Online: Procedura INPS
  5. Quanto Spetta con la NASPI 2026: Calcolo dell’Importo Mensile
  6. Tempi di Risposta INPS e Primo Pagamento NASPI
  7. Obblighi del Percettore NASPI: Cosa Devi Sapere
  8. Perché Affidarsi al CAF per la Domanda NASPI 2026

Cos’è la NASPI 2026 e Chi Ha Diritto

La **NASPI 2026** è l’**indennità di disoccupazione** che l’**INPS** eroga mensilmente ai lavoratori dipendenti che hanno perso involontariamente il lavoro. Il termine NASPI sta per Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego, introdotta nel 2015 per sostituire le precedenti indennità di disoccupazione.

Per avere diritto alla **NASPI** nel 2026, devi soddisfare contemporaneamente questi **requisiti fondamentali**:

**Stato di disoccupazione involontaria**: devi aver perso il lavoro per licenziamento, scadenza del contratto a termine, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale. Non hanno diritto alla NASPI coloro che si dimettono volontariamente, salvo casi specifici come le dimissioni durante il periodo di maternità o per mobbing accertato.

**Anzianità contributiva**: devi aver versato almeno **13 settimane di contributi** (circa 3 mesi) nei 4 anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione. Questi contributi devono risultare effettivamente accreditati sul tuo estratto contributivo INPS e possono includere anche periodi di lavoro stagionale o con più datori di lavoro.

**Requisito lavorativo**: devi aver lavorato almeno **30 giornate effettive** nei 12 mesi precedenti la data di cessazione del rapporto di lavoro. Attenzione: non si contano i giorni di calendario ma le giornate lavorate effettivamente, quindi un contratto part-time al 50% che dura un mese potrebbe risultare in sole 15 giornate lavorate invece di 30.

**Stato di disoccupazione certificato**: devi essere iscritto al Centro per l’Impiego come persona in cerca di occupazione e rilasciare la Dichiarazione di Immediata Disponibilità (DID) al lavoro. Questo passaggio è fondamentale perché senza la DID la domanda NASPI viene respinta automaticamente dall’INPS.

È importante sapere che la **NASPI** spetta anche in caso di dimissioni per giusta causa, risoluzione consensuale nell’ambito della procedura di conciliazione presso la Direzione del Lavoro, licenziamento disciplinare, e in caso di mancato rinnovo del contratto a termine da parte del datore di lavoro.

Scadenza 68 Giorni per la Domanda NASPI: Cosa Sapere

La **scadenza per presentare la domanda NASPI** è uno degli aspetti più delicati della procedura. L’**INPS** prevede un termine perentorio di **68 giorni** che decorre dalla cessazione del rapporto di lavoro. Superare questa scadenza comporta la **perdita del diritto** all’indennità per i mesi arretrati.

Vediamo nel dettaglio come funziona questa scadenza critica:

**Calcolo dei 68 giorni**: il termine di **68 giorni** decorre dalla data di cessazione del rapporto di lavoro indicata nel certificato di lavoro. Ad esempio, se il tuo ultimo giorno di lavoro è stato il 31 gennaio 2026, hai tempo fino all’8 aprile 2026 (68 giorni dopo) per presentare la domanda NASPI. Se presenti domanda entro l’8 aprile, l’indennità decorrerà dal giorno successivo alla cessazione del rapporto (1° febbraio 2026).

**Conseguenze del ritardo**: se presenti la **domanda NASPI** oltre gli 8 giorni dalla cessazione del lavoro ma entro i 68 giorni, l’indennità non decorrerà dalla cessazione ma dall’ottavo giorno successivo alla presentazione della domanda. Questo significa che **perderai le mensilità arretrate**. Se invece presenti domanda oltre i 68 giorni, perdi completamente il diritto alla NASPI.

Facciamo un esempio pratico per chiarire meglio le tempistiche: Mario viene licenziato il 15 gennaio 2026. Se presenta la **domanda NASPI** entro il 23 gennaio 2026 (8 giorni), l’indennità decorre dal 16 gennaio 2026 e riceverà tutti gli arretrati. Se presenta domanda il 10 febbraio 2026 (oltre gli 8 giorni ma entro i 68), l’indennità decorrerà dal 18 febbraio 2026 (8° giorno dopo la domanda) perdendo circa un mese di indennità. Se presenta domanda dopo il 23 marzo 2026 (oltre i 68 giorni), perde completamente il diritto alla NASPI.

**Calcolo della decorrenza con DID**: la **Dichiarazione di Immediata Disponibilità** (DID) va rilasciata al Centro per l’Impiego. Se la DID viene rilasciata prima della presentazione della domanda NASPI, non ci sono problemi. Se viene rilasciata dopo, la decorrenza dell’indennità slitterà alla data di rilascio della DID, con conseguente perdita di giornate indennizzabili.

Per evitare errori nelle tempistiche e perdere mensilità di **NASPI**, il consiglio è di rivolgerti immediatamente al **CAF Centro Fiscale di Udine** appena ricevi la lettera di licenziamento o termina il tuo contratto. I nostri operatori verificheranno subito i tuoi requisiti e presenteranno la domanda entro i termini corretti, garantendoti il massimo dell’indennità spettante.

Documenti Necessari per la Domanda NASPI 2026

Per presentare correttamente la **domanda NASPI 2026** è fondamentale preparare in anticipo tutti i **documenti necessari**. Una documentazione completa e corretta evita ritardi nell’istruttoria della pratica e garantisce tempi di risposta più rapidi da parte dell’**INPS**.

Ecco l’elenco completo dei **documenti per la domanda NASPI** che devi portare al CAF:

**Documento d’identità in corso di validità**: carta d’identità, patente o passaporto. Il documento serve per verificare la tua identità e deve essere necessariamente valido, documenti scaduti non sono accettati.

**Codice fiscale o tessera sanitaria**: il codice fiscale è indispensabile per accedere alla tua posizione contributiva INPS e verificare i requisiti per la NASPI.

**Certificato di cessazione del rapporto di lavoro (C2 Storico o UniLav)**: questo documento viene rilasciato dal datore di lavoro entro 5 giorni dalla cessazione del rapporto e contiene tutte le informazioni fondamentali: data di inizio e fine rapporto, causale di cessazione, retribuzione lorda mensile degli ultimi mesi. Il **C2 Storico** è il documento più importante per la domanda NASPI perché certifica ufficialmente che hai perso il lavoro.

**Ultime 3 buste paga**: servono per verificare l’importo della retribuzione che sarà la base di calcolo della tua indennità NASPI. Se hai lavorato per più datori di lavoro negli ultimi 4 anni, porta tutte le buste paga disponibili dei vari rapporti.

**Contratto di lavoro**: utile per verificare la tipologia contrattuale (tempo determinato o indeterminato) e le condizioni economiche pattuite.

**Certificato di disoccupazione (DID)**: se lo hai già rilasciato presso il Centro per l’Impiego, porta la ricevuta. In caso contrario, il CAF può aiutarti a rilasciare la Dichiarazione di Immediata Disponibilità contemporaneamente alla presentazione della domanda NASPI.

**IBAN del conto corrente o postale** intestato o cointestato al richiedente: l’**INPS** eroga la NASPI esclusivamente tramite accredito su conto corrente bancario o postale. Assicurati che l’IBAN sia corretto perché un errore comporterebbe il mancato pagamento dell’indennità.

**Email e numero di telefono cellulare**: l’INPS comunica l’esito della domanda e le informazioni sui pagamenti tramite SMS ed email. È fondamentale fornire contatti aggiornati.

Se hai situazioni particolari, potrebbero servire documenti aggiuntivi:

**Dimissioni per giusta causa**: se ti sei dimesso per giusta causa (mobbing, mancato pagamento stipendi, modifiche peggiorative delle condizioni di lavoro), devi portare tutta la documentazione che prova la giusta causa: raccomandate al datore di lavoro, verbali ispettivi, sentenze, certificati medici.

**Maternità o malattia**: se hai avuto periodi di maternità o malattia durante il rapporto di lavoro, porta i relativi certificati perché questi periodi sono utili ai fini del calcolo delle 13 settimane contributive.

**Lavoro all’estero**: se hai lavorato in paesi dell’Unione Europea, porta il modello U1 (ex E301) rilasciato dall’ente previdenziale estero che certifica i periodi contributivi maturati all’estero. Questi contributi si sommano a quelli italiani per raggiungere le 13 settimane necessarie.

Il **CAF Centro Fiscale di Udine** verifica con te tutta la documentazione e, se manca qualcosa, ti guida su come recuperarla. Non rischiare di presentare una **domanda NASPI** incompleta: affidati ai nostri esperti per un controllo accurato di tutti i documenti.

Come Presentare la Domanda NASPI 2026 Online: Procedura INPS

La **domanda NASPI 2026** si presenta esclusivamente in modalità telematica attraverso i servizi online dell’**INPS**. La procedura richiede l’accesso con credenziali digitali e la compilazione di un modulo articolato in diverse sezioni. Data la complessità e i rischi di errore, è fondamentale farsi assistere da un **CAF** esperto che conosce nel dettaglio tutti i passaggi.

La **procedura INPS** per presentare la domanda NASPI prevede questi passaggi principali:

**Accesso al portale INPS**: è necessario accedere al sito www.inps.it utilizzando le credenziali **SPID** (Sistema Pubblico di Identità Digitale), **CIE** (Carta d’Identità Elettronica) o **CNS** (Carta Nazionale dei Servizi). Se non possiedi SPID, devi richiederlo a uno dei gestori accreditati (Poste Italiane, Aruba, InfoCert, ecc.), un processo che può richiedere alcuni giorni. Il CAF Centro Fiscale può aiutarti anche nell’attivazione dello SPID se necessario.

**Ricerca del servizio NASpI**: una volta effettuato l’accesso, nella sezione “Prestazioni e servizi” bisogna cercare il servizio “NASpI: indennità mensile di disoccupazione” e selezionare “Domanda NASpI”.

**Compilazione del modulo telematico**: il modulo si articola in diverse sezioni che richiedono informazioni dettagliate. Bisogna indicare i dati anagrafici del richiedente, i dati dell’ultimo rapporto di lavoro (nome del datore, data di inizio e fine rapporto, causale di cessazione), la retribuzione mensile lorda degli ultimi 4 anni di lavoro, eventuali periodi contributivi utili, coordinate bancarie (IBAN) per il pagamento, dichiarazioni su altri redditi percepiti o attività autonome svolte.

**Dichiarazioni obbligatorie**: durante la compilazione è necessario dichiarare se percepisci altri redditi (lavoro autonomo occasionale, collaborazioni), se hai un’attività di lavoro autonomo o d’impresa già avviata, se percepisci un assegno di sostegno al reddito o altre prestazioni INPS. Dichiarazioni false comportano la decadenza dalla NASPI e sanzioni penali.

**Verifica dei dati e invio**: prima di inviare la domanda, il sistema mostra un riepilogo di tutti i dati inseriti. È fondamentale controllare attentamente ogni informazione perché errori nella retribuzione, nelle date o nei dati bancari possono causare ritardi o rigetti della domanda. Dopo la verifica, si procede con l’invio telematico.

**Protocollazione e ricevuta**: al termine dell’invio, il sistema INPS genera un numero di protocollo univoco e invia una ricevuta di presentazione via email e SMS. Questa ricevuta è la prova dell’avvenuta presentazione nei termini e va conservata.

**Rilascio DID se non già effettuato**: se non hai ancora rilasciato la **Dichiarazione di Immediata Disponibilità** (DID) presso il Centro per l’Impiego, devi farlo contestualmente alla domanda NASPI attraverso il sistema informativo SIISL. Senza DID la domanda non viene accolta.

La procedura, seppur informatizzata, presenta diverse criticità: errori nella compilazione dei campi relativi alla retribuzione possono portare a un calcolo errato dell’indennità, omissioni nelle dichiarazioni obbligatorie possono causare il rigetto della domanda, problemi tecnici di accesso al portale INPS possono far perdere tempo prezioso rispetto alla scadenza dei 68 giorni.

Il **CAF Centro Fiscale di Udine** gestisce per te l’intera procedura telematica: accediamo al portale INPS con le nostre credenziali, compiliamo il modulo inserendo tutti i dati in modo corretto e completo, verifichiamo che le retribuzioni dichiarate corrispondano alle buste paga per massimizzare l’importo della NASPI, inviamo la domanda e ti forniamo copia della ricevuta di protocollo. In questo modo hai la certezza che la **domanda NASPI 2026** sia presentata correttamente e nei tempi utili.

Quanto Spetta con la NASPI 2026: Calcolo dell’Importo Mensile

L’importo mensile della **NASPI 2026** viene calcolato dall’**INPS** sulla base della **retribuzione media** percepita negli ultimi 4 anni di lavoro. Conoscere il meccanismo di calcolo ti aiuta a capire quanto potrai ricevere mensilmente durante il periodo di disoccupazione.

Il calcolo dell’**importo NASPI** si basa su questi parametri:

**Retribuzione media mensile imponibile**: l’INPS considera tutte le retribuzioni imponibili ai fini previdenziali degli ultimi 4 anni, le divide per il numero di settimane contributive e moltiplica il risultato per 4,33 (numero medio di settimane in un mese). Dalla retribuzione media così ottenuta si calcola il 75% fino a un massimale di circa 1.352,19 euro mensili (valore 2026 rivalutato annualmente). Se la retribuzione media supera questo importo, sulla parte eccedente si applica il 25% anziché il 75%.

Facciamo un esempio pratico di calcolo della **NASPI**: Mario ha lavorato 2 anni continuativi con una retribuzione lorda mensile di 1.500 euro. La sua retribuzione media mensile imponibile è 1.500 euro. Il calcolo INPS sarà: 75% di 1.352,19 euro = 1.014,14 euro + 25% della parte eccedente (1.500 – 1.352,19 = 147,81 euro) quindi 25% di 147,81 = 36,95 euro. Totale NASPI mensile: 1.014,14 + 36,95 = **1.051,09 euro mensili**.

Se invece Luca ha lavorato con una retribuzione media di 1.200 euro mensili, il calcolo è più semplice: 75% di 1.200 = **900 euro mensili** di NASPI.

**Riduzione progressiva dell’importo**: la NASPI non resta fissa per tutta la durata dell’indennità. Dal **quarto mese** di fruizione (sesto mese per lavoratori con almeno 55 anni) l’importo si riduce del **3% ogni mese**. Questo significa che se a gennaio 2026 ricevi 1.000 euro di NASPI, ad aprile 2026 (quarto mese) riceverai 970 euro, a maggio 940 euro e così via.

**Durata dell’indennità NASPI**: la durata dipende dalle settimane contributive maturate negli ultimi 4 anni. Ogni settimana di contributi corrisponde a una settimana di NASPI, fino a un massimo di 24 mesi (2 anni). Quindi se hai lavorato 52 settimane (1 anno), avrai diritto a 52 settimane di NASPI; se hai lavorato 104 settimane (2 anni), avrai 104 settimane di NASPI; se hai lavorato più di 104 settimane, il massimo è comunque 104 settimane.

**Importo massimo e minimo**: nel 2026 l’importo mensile massimo della NASPI non può superare circa 1.550 euro (tetto rivalutato annualmente). Non esiste invece un importo minimo: chi ha lavorato con retribuzioni molto basse riceverà una NASPI proporzionalmente bassa.

Per avere una stima precisa del tuo **importo NASPI mensile**, porta al **CAF Centro Fiscale di Udine** tutte le buste paga degli ultimi anni. I nostri consulenti calcolano esattamente quanto ti spetta e per quanti mesi, così saprai con certezza su quale sostegno economico potrai contare.

Tempi di Risposta INPS e Primo Pagamento NASPI

Dopo aver presentato la **domanda NASPI 2026**, è naturale chiedersi quanto tempo occorre per ricevere l’esito e quando arriverà il primo pagamento. I **tempi di risposta dell’INPS** variano a seconda della complessità della posizione contributiva e del carico di lavoro dell’Istituto.

Ecco cosa aspettarsi dopo l’invio della **domanda NASPI**:

**Istruttoria della domanda**: l’**INPS** impiega mediamente **30-40 giorni** dalla data di presentazione per completare l’istruttoria della domanda. Durante questo periodo, l’Istituto verifica tutti i requisiti: controlla che risultino effettivamente accreditate almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni, verifica le 30 giornate lavorate negli ultimi 12 mesi, controlla che la cessazione del rapporto sia involontaria, calcola l’importo spettante sulla base delle retribuzioni dichiarate.

Se la documentazione è completa e non ci sono anomalie nella posizione contributiva, la pratica procede speditamente. Se invece emergono problemi (contributi mancanti, incongruenze nelle retribuzioni, mancanza della DID), l’INPS può richiedere integrazioni documentali che allungano i tempi.

**Comunicazione dell’esito**: una volta completata l’istruttoria, l’INPS invia una comunicazione via email e tramite SMS al numero indicato nella domanda. La comunicazione contiene l’esito (accoglimento o rigetto) e, in caso di accoglimento, l’importo mensile riconosciuto e la durata dell’indennità. Puoi verificare lo stato della domanda anche accedendo al portale INPS con le tue credenziali SPID nella sezione “Domande NASPI”.

**Primo pagamento**: se la domanda è accolta, il **primo pagamento della NASPI** viene erogato generalmente entro **60-90 giorni** dalla data di presentazione della domanda. Il primo accredito include le mensilità arretrate dalla decorrenza dell’indennità fino al mese corrente. Ad esempio, se presenti domanda il 20 gennaio 2026 con cessazione del lavoro al 10 gennaio, e l’INPS accoglie la domanda a marzo 2026, riceverai in un’unica soluzione le mensilità di gennaio, febbraio e marzo.

I **pagamenti successivi** della NASPI vengono erogati mensilmente intorno al **10-15 del mese** successivo a quello di competenza. Quindi la NASPI di aprile viene pagata intorno al 10-15 maggio, e così via.

**Modalità di pagamento**: l’INPS eroga la NASPI esclusivamente tramite bonifico su conto corrente bancario o postale. Assicurati che l’**IBAN** inserito nella domanda sia corretto e che il conto sia attivo. Se cambi conto durante la percezione della NASPI, devi comunicare tempestivamente il nuovo IBAN all’INPS per evitare sospensioni dei pagamenti.

**Ritardi e problematiche**: in alcuni casi, i tempi possono allungarsi oltre i 90 giorni. Le cause più frequenti di ritardo sono: contributi non ancora accreditati dal datore di lavoro al momento della domanda, incongruenze tra i dati dichiarati e quelli presenti negli archivi INPS, mancata presentazione della DID o presentazione successiva alla domanda NASPI, errori nell’IBAN che causano il rifiuto del bonifico.

Se dopo 60 giorni dalla presentazione della **domanda NASPI** non hai ricevuto comunicazioni dall’INPS, è consigliabile verificare lo stato della pratica. Il **CAF Centro Fiscale di Udine** può controllare per te l’avanzamento della domanda, sollecitare l’INPS in caso di ritardi immotivati e risolvere eventuali problematiche che bloccano l’erogazione dell’indennità.

Obblighi del Percettore NASPI: Cosa Devi Sapere

Percepire la **NASPI** comporta una serie di **obblighi** che devi rispettare scrupolosamente per evitare la decadenza dall’indennità o la revoca dei pagamenti già ricevuti. L’**INPS** controlla costantemente il rispetto di questi obblighi attraverso incroci di banche dati.

Ecco gli **obblighi principali** per chi percepisce la NASPI nel 2026:

**Dichiarazione di Immediata Disponibilità (DID)**: devi essere iscritto al Centro per l’Impiego come disoccupato e aver rilasciato la DID, dichiarando la tua immediata disponibilità a partecipare a iniziative di orientamento, formazione e riqualificazione professionale. Se revochi la DID o non ti presenti alle convocazioni del Centro per l’Impiego, decadi automaticamente dalla NASPI.

**Partecipazione alle iniziative di politica attiva**: il Centro per l’Impiego può convocarti per colloqui di orientamento, corsi di formazione, tirocini o proposte di lavoro. La mancata partecipazione senza giustificato motivo comporta la decadenza dalla NASPI. È fondamentale presentarsi a tutti gli appuntamenti e comunicare tempestivamente eventuali impedimenti.

**Comunicazione di nuova occupazione**: se trovi un nuovo lavoro (dipendente, autonomo o occasionale), devi **comunicarlo immediatamente all’INPS** entro 30 giorni, anche se si tratta di un contratto a tempo determinato di pochi giorni o di una collaborazione occasionale. Se il nuovo lavoro è dipendente con reddito annuo previsto inferiore a 8.500 euro o autonomo con reddito inferiore a 5.500 euro, puoi continuare a percepire la NASPI in forma ridotta. Se i redditi superano queste soglie, la NASPI viene sospesa.

**Dichiarazione redditi da lavoro autonomo**: se inizi un’attività di lavoro autonomo o d’impresa durante la percezione della NASPI, devi comunicarlo preventivamente all’INPS. Puoi mantenere la NASPI ridotta se dichiari un reddito presunto annuo inferiore a 5.500 euro. L’importo della NASPI viene ridotto in misura pari all’80% del reddito previsto rapportato al periodo. A fine anno devi presentare all’INPS la dichiarazione del reddito effettivamente percepito: se hai dichiarato meno di quanto effettivamente guadagnato, dovrai restituire le somme percepite indebitamente.

**Comunicazione trasferimento all’estero**: se ti trasferisci all’estero per più di 30 giorni devi comunicarlo all’INPS. La NASPI può essere mantenuta se il trasferimento avviene in un Paese dell’Unione Europea o in uno Stato con il quale l’Italia ha stipulato convenzioni bilaterali in materia di sicurezza sociale, per un periodo massimo di 3 mesi prorogabili fino a 6. Se vai all’estero senza comunicarlo, decadi dalla NASPI.

**Risposta alle comunicazioni INPS**: l’INPS può richiedere documentazione integrativa o chiarimenti sulla tua posizione. Devi rispondere entro i termini indicati nelle comunicazioni, altrimenti la NASPI viene sospesa fino alla regolarizzazione.

**Divieto di cumulo con altre prestazioni**: la NASPI non è cumulabile con l’assegno ordinario di invalidità INPS. Se percepisci altre prestazioni assistenziali o previdenziali, devi verificare la compatibilità con la NASPI.

Le sanzioni per mancato rispetto degli obblighi sono severe: la decadenza dalla NASPI comporta la perdita definitiva di tutte le mensilità residue, la revoca retroattiva obbliga alla restituzione di tutte le somme percepite indebitamente maggiorate di interessi, le false dichiarazioni possono configurare reati penali.

Per evitare errori e rispettare tutti gli obblighi, il **CAF Centro Fiscale di Udine** ti assiste anche dopo la presentazione della domanda: ti informiamo su tutti gli obblighi da rispettare, gestiamo le comunicazioni all’INPS in caso di nuova occupazione o redditi, verifichiamo la compatibilità tra NASPI e nuove attività lavorative. In questo modo puoi fruire serenamente dell’indennità senza rischi di decadenza.

Perché Affidarsi al CAF per la Domanda NASPI 2026

Presentare autonomamente la **domanda NASPI 2026** è tecnicamente possibile, ma comporta numerosi rischi di errore che possono compromettere l’accesso all’indennità o ridurne l’importo. Affidarsi al **CAF Centro Fiscale di Udine** ti garantisce una gestione professionale dell’intera procedura, dalla verifica dei requisiti fino alla ricezione del primo pagamento.

Ecco i **vantaggi concreti** di rivolgerti al CAF per la tua **domanda NASPI**:

**Verifica preventiva dei requisiti**: i nostri consulenti controllano la tua posizione contributiva INPS prima ancora di presentare la domanda. Verifichiamo che risultino accreditate le 13 settimane di contributi necessarie, contiamo le giornate effettivamente lavorate negli ultimi 12 mesi, controlliamo che la causale di cessazione del rapporto dia diritto alla NASPI. In questo modo evitiamo domande destinate al rigetto e ti informiamo subito se mancano i requisiti.

**Raccolta e controllo documenti**: ti guidiamo nella preparazione di tutta la documentazione necessaria, verificando che i certificati siano completi e corretti. Se mancano documenti (ad esempio il C2 Storico non ancora arrivato dal datore), ti indichiamo come sollecitarlo. Un controllo accurato della documentazione previene ritardi nell’istruttoria INPS.

**Compilazione accurata del modulo**: il modulo telematico di domanda NASPI contiene numerosi campi che devono essere compilati con precisione. Gli errori più comuni riguardano l’indicazione errata delle retribuzioni (che porta a un calcolo sbagliato dell’importo), l’omissione di periodi contributivi utili (che riduce la durata dell’indennità), errori nell’IBAN (che bloccano i pagamenti), dichiarazioni incomplete o contraddittorie su redditi percepiti.

I nostri operatori conoscono nel dettaglio tutti i campi del modulo e li compilano in modo ottimale per massimizzare l’importo della tua **NASPI**.

**Rispetto delle scadenze**: il termine di **68 giorni** è perentorio e il suo mancato rispetto comporta la perdita di mensilità o addirittura del diritto. Venendo al CAF subito dopo la cessazione del lavoro, ti garantiamo che la domanda venga presentata entro gli 8 giorni per ottenere l’indennità dalla data di cessazione, senza perdere un solo giorno di NASPI.

**Gestione della DID**: il rilascio della Dichiarazione di Immediata Disponibilità presso il Centro per l’Impiego è un passaggio che molti disoccupati dimenticano o sottovalutano. Il CAF ti assiste anche in questo adempimento, verificando che la DID sia rilasciata correttamente e nei tempi utili.

**Assistenza durante l’istruttoria**: se l’INPS richiede documenti integrativi o chiarimenti, il CAF Centro Fiscale gestisce le comunicazioni e fornisce tempestivamente quanto richiesto. In caso di ritardi immotivati, sollecitiamo l’INPS per accelerare la pratica.

**Consulenza su compatibilità con nuove attività**: se durante la percezione della NASPI ricevi proposte di lavoro occasionale, collaborazioni o vuoi avviare un’attività autonoma, ti consigliamo sulla compatibilità con l’indennità e gestiamo le comunicazioni obbligatorie all’INPS per evitare decadenze.

**Costi contenuti e trasparenti**: il servizio del CAF per la **domanda NASPI** ha un costo accessibile, con tariffe chiare e senza sorprese. Considerando il rischio di perdere mensilità di indennità (anche 1.000 euro o più) per errori nella compilazione o nel rispetto delle scadenze, il costo del CAF è un investimento che si ripaga ampiamente.

**Servizio in ufficio e online**: il **CAF Centro Fiscale di Udine** offre assistenza sia in presenza nel nostro ufficio in Viale Giuseppe Tullio 13 a Udine, sia da remoto in tutta Italia. Puoi inviarci i documenti via email, completiamo la pratica e ti teniamo aggiornato su ogni passaggio.

Domande Frequenti sulla Domanda NASPI 2026

Entro quando devo presentare la domanda NASPI 2026?

Devi presentare la **domanda NASPI** entro **68 giorni** dalla cessazione del rapporto di lavoro. Se presenti domanda entro 8 giorni dalla cessazione, l’indennità decorre dal giorno successivo alla fine del lavoro. Se presenti domanda dopo gli 8 giorni ma entro i 68, l’indennità decorrerà dall’ottavo giorno successivo alla presentazione, perdendo mensilità arretrate. Oltre i 68 giorni perdi completamente il diritto alla NASPI.

Quali documenti servono per la domanda NASPI?

I **documenti necessari** per la domanda NASPI sono: documento d’identità valido, codice fiscale, certificato di cessazione del rapporto di lavoro (C2 Storico o UniLav), ultime 3 buste paga, IBAN del conto corrente per il pagamento, email e numero cellulare. Se hai situazioni particolari (dimissioni per giusta causa, maternità, lavoro estero) servono documenti aggiuntivi specifici.

Quanto tempo ci vuole per ricevere il primo pagamento NASPI?

Dopo la presentazione della **domanda NASPI**, l’INPS impiega mediamente **30-40 giorni** per l’istruttoria e l’accoglimento. Il **primo pagamento** arriva generalmente entro **60-90 giorni** dalla presentazione della domanda e include tutte le mensilità arretrate dalla decorrenza. I pagamenti successivi vengono erogati mensilmente intorno al 10-15 del mese.

Posso fare la domanda NASPI se mi sono dimesso?

Le dimissioni volontarie non danno diritto alla **NASPI**. Hai diritto all’indennità solo in caso di **dimissioni per giusta causa** (mobbing, mancato pagamento stipendi, modifiche peggiorative del contratto), dimissioni durante il periodo tutelato di maternità, risoluzione consensuale nell’ambito di procedure di conciliazione. In questi casi devi portare la documentazione che prova la giusta causa.

Quanto spetta di NASPI al mese nel 2026?

L’**importo mensile della NASPI** viene calcolato sulla retribuzione media degli ultimi 4 anni: il 75% fino a circa 1.352 euro e il 25% sulla parte eccedente. L’importo massimo è circa 1.550 euro mensili. Dal quarto mese l’indennità si riduce del 3% ogni mese. Per un calcolo preciso del tuo importo, porta le buste paga al CAF Centro Fiscale.

Cosa succede se trovo lavoro mentre percepisco la NASPI?

Se trovi un nuovo lavoro durante la **NASPI**, devi comunicarlo all’INPS entro 30 giorni. Se il lavoro è dipendente con reddito previsto sotto 8.500 euro annui o autonomo sotto 5.500 euro, puoi mantenere la NASPI ridotta. Se superi queste soglie, la NASPI viene sospesa. Il CAF Centro Fiscale ti assiste nella comunicazione e verifica la compatibilità.

Conclusione

Presentare correttamente la **domanda NASPI 2026** è fondamentale per ottenere tempestivamente l’**indennità di disoccupazione** spettante e sostenerti economicamente durante la ricerca di una nuova occupazione. Rispettare la **scadenza dei 68 giorni**, preparare tutti i **documenti necessari** e compilare accuratamente il modulo telematico sono passaggi delicati che richiedono competenza e attenzione. Un errore nella procedura può costarti la perdita di mensilità di indennità o addirittura del diritto alla NASPI.Il **CAF Centro Fiscale di Udine** è il tuo partner affidabile per la **domanda NASPI 2026**: verifichiamo i tuoi requisiti, raccogliamo la documentazione, compiliamo e inviamo la domanda online, controlliamo l’avanzamento della pratica INPS e ti assistiamo durante tutto il periodo di percezione dell’indennità. Non affrontare da solo la complessità della procedura INPS: affidati ai nostri esperti per ottenere la tua NASPI senza errori e nei tempi corretti.Hai bisogno di assistenza per la domanda NASPI 2026? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al **0432 1638640** o scrivici su WhatsApp al **366 6018121**. I nostri consulenti ti guideranno passo dopo passo, garantendoti il massimo dell’indennità spettante.

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Giugno 9, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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Requisiti NASPI 2026: Chi Ha Diritto all’Indennità di Disoccupazione

SERVIZI CAF Centro Fiscale

I **requisiti NASPI 2026** definiscono chi ha diritto all’**indennità di disoccupazione** erogata dall’INPS. Per accedere alla **NASPI 2026**, è necessario soddisfare tre condizioni fondamentali: lo **stato di disoccupazione involontaria**, almeno **13 settimane di contributi** nei quattro anni precedenti la cessazione del rapporto di lavoro, e **30 giorni di lavoro effettivo** negli ultimi dodici mesi. Comprendere questi **requisiti** è essenziale per sapere se si ha diritto alla prestazione e per presentare correttamente la domanda all’INPS.La **NASPI** (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) rappresenta il principale **ammortizzatore sociale** per i lavoratori dipendenti che perdono il posto di lavoro. Nel 2026, i requisiti restano sostanzialmente invariati rispetto agli anni precedenti, ma è importante conoscere tutti i dettagli per evitare errori nella richiesta.In questa guida completa analizziamo nel dettaglio tutti i **requisiti NASPI 2026**, le **categorie escluse**, le **eccezioni** previste dalla normativa e i **casi particolari**. Scoprirai se hai diritto all’indennità di disoccupazione e come verificare il possesso dei requisiti.

Indice dei Contenuti

  1. Cos’è la NASPI e a Cosa Serve
  2. Requisito 1: Stato di Disoccupazione Involontaria
  3. Requisito 2: Almeno 13 Settimane di Contributi
  4. Requisito 3: 30 Giorni di Lavoro Effettivo negli Ultimi 12 Mesi
  5. Categorie di Lavoratori che Hanno Diritto alla NASPI
  6. Categorie Escluse dalla NASPI 2026
  7. Come Verificare se Possiedi i Requisiti NASPI 2026
  8. Casi Particolari e Situazioni Eccezionali

Cos’è la NASPI e a Cosa Serve

La **NASPI 2026** è l’**indennità di disoccupazione** che l’INPS eroga mensilmente ai lavoratori dipendenti che hanno perso involontariamente il posto di lavoro. L’acronimo sta per **Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego** ed è stata introdotta nel 2015 in sostituzione delle precedenti indennità ASpI e mini-ASpI.

La **NASPI** serve a garantire un sostegno economico temporaneo ai **lavoratori disoccupati**, permettendo loro di affrontare il periodo di ricerca di una nuova occupazione senza rimanere privi di reddito. L’importo dell’indennità viene calcolato in base alle retribuzioni percepite negli ultimi quattro anni e viene erogato mensilmente per un periodo variabile, determinato dai contributi versati.

Per accedere alla **NASPI 2026**, non basta aver perso il lavoro: è fondamentale che la **cessazione del rapporto di lavoro** sia avvenuta in modo **involontario**, ovvero per **licenziamento** (individuale o collettivo), **scadenza del contratto a termine**, **risoluzione consensuale** nell’ambito della procedura di conciliazione obbligatoria, o altre cause specifiche previste dalla legge. Le **dimissioni volontarie**, invece, escludono generalmente il diritto alla NASPI, salvo casi particolari come le **dimissioni per giusta causa**.

L’indennità rappresenta uno strumento fondamentale di **tutela sociale** che, nel 2026, continua a proteggere milioni di lavoratori italiani. Il **CAF Centro Fiscale** di Udine assiste i lavoratori nella verifica dei **requisiti NASPI 2026** e nella presentazione della domanda, garantendo l’accesso rapido alla prestazione.

Requisito 1: Stato di Disoccupazione Involontaria

Il primo e fondamentale **requisito NASPI 2026** è lo **stato di disoccupazione involontaria**. Questo significa che la perdita del posto di lavoro non deve dipendere dalla volontà del lavoratore, ma da cause esterne o indipendenti dalla sua scelta.

La **disoccupazione involontaria** si verifica in questi casi specifici:

**Licenziamento individuale o collettivo** – Quando il datore di lavoro interrompe unilateralmente il rapporto di lavoro per motivi economici, disciplinari o organizzativi. Questa è la causa più frequente di accesso alla **NASPI**.

**Scadenza del contratto a tempo determinato** – I lavoratori con **contratto a termine** che giunge naturalmente a scadenza hanno diritto alla **NASPI 2026**, poiché la cessazione non dipende da una loro scelta volontaria.

**Risoluzione consensuale** nell’ambito della **procedura di conciliazione obbligatoria** presso l’Ispettorato del Lavoro – In questo caso, anche se formalmente c’è un accordo tra le parti, la risoluzione è equiparata alla disoccupazione involontaria perché avviene in un contesto di tutela del lavoratore.

**Dimissioni per giusta causa** – Si tratta di situazioni eccezionali in cui il lavoratore è costretto a dimettersi per gravi violazioni del datore di lavoro (mancato pagamento dello stipendio per più mensilità, mobbing, modifiche unilaterali delle condizioni di lavoro, ecc.). Le **dimissioni per giusta causa** danno diritto alla NASPI, ma devono essere adeguatamente documentate e motivate.

**Dimissioni durante il periodo di maternità** – Le lavoratrici che si dimettono durante il **periodo tutelato** (gravidanza fino al primo anno di vita del bambino) hanno diritto alla **NASPI**, in quanto la legge riconosce la particolare condizione di vulnerabilità.

**Risoluzione consensuale nel caso di trasferimento del datore di lavoro** – Se l’azienda trasferisce la sede di lavoro a più di 50 km di distanza o con un aumento del tempo di percorrenza di oltre 80 minuti (andata e ritorno), e il lavoratore non accetta il trasferimento risolvendo consensualmente, ha diritto alla NASPI.

Al contrario, le **dimissioni volontarie** ordinarie escludono il diritto alla **NASPI 2026**. Se un lavoratore decide liberamente di lasciare il proprio impiego senza giusta causa, non può accedere all’indennità di disoccupazione. È importante sottolineare che, dal 2025, anche i lavoratori che si dimettono volontariamente o risolvono consensualmente un contratto a tempo indeterminato devono maturare almeno **13 settimane di contribuzione** presso un nuovo datore di lavoro prima di poter richiedere la NASPI in caso di successiva perdita involontaria del lavoro.

Il **CAF Centro Fiscale** di Udine valuta ogni singola situazione per verificare se la cessazione del rapporto di lavoro rientra tra i casi di **disoccupazione involontaria** che danno diritto alla **NASPI 2026**, evitando errori che potrebbero portare al rigetto della domanda.

Requisito 2: Almeno 13 Settimane di Contributi

Il secondo **requisito NASPI 2026** è di natura contributiva: il lavoratore deve aver versato almeno **13 settimane di contribuzione** contro la disoccupazione nei **quattro anni** precedenti la data di cessazione del rapporto di lavoro.

Questo significa che, nei 48 mesi antecedenti la perdita del lavoro, devono risultare accreditati presso l’INPS almeno **13 settimane (circa 3 mesi)** di contributi versati dal datore di lavoro per l’assicurazione contro la disoccupazione involontaria. Non è necessario che queste **13 settimane** siano consecutive: possono essere distribuite in periodi diversi all’interno dei quattro anni considerati.

Vediamo nel dettaglio come funziona questo **requisito contributivo**:

**Quali contributi sono validi?** – Sono valide le settimane di contribuzione effettiva presso uno o più datori di lavoro, compresi i periodi di lavoro part-time, purché risultino contributi versati. Anche i **contratti a tempo determinato** contribuiscono al raggiungimento delle 13 settimane, così come i rapporti di **apprendistato** e i contratti di **somministrazione** (lavoro tramite agenzia interinale).

**Come si calcolano le 13 settimane?** – L’INPS conta le settimane di contribuzione verificando i versamenti presenti nell’estratto contributivo del lavoratore. Ogni settimana con almeno un giorno di lavoro e relativo contributo versato viene conteggiata. Per esempio, se hai lavorato 6 mesi continuativi, hai già maturato circa 26 settimane di contributi, superando abbondantemente il **requisito delle 13 settimane**.

**Cosa succede se hai lavorato per più datori di lavoro?** – I contributi versati da diversi datori di lavoro si sommano, purché rientrino nei quattro anni precedenti la cessazione per cui si richiede la **NASPI**. Se hai cambiato più lavori in questo periodo, tutti i contributi versati concorrono al raggiungimento delle **13 settimane**.

**E se hai avuto periodi di malattia, maternità o infortunio?** – I periodi di **malattia**, **maternità obbligatoria**, **congedo parentale** e **infortunio sul lavoro** sono generalmente coperti da contribuzione figurativa e vengono conteggiati ai fini del **requisito delle 13 settimane contributive**.

**Attenzione ai periodi scoperti** – Non vengono considerate le settimane in cui non c’è stata alcuna attività lavorativa o versamento contributivo. I periodi di **aspettativa non retribuita**, **sospensione senza retribuzione** o **congedi non coperti da contribuzione** non contribuiscono al raggiungimento del requisito.

Dal 2025, per i lavoratori che si sono **dimessi volontariamente** o hanno risolto consensualmente un contratto a tempo indeterminato, è stato introdotto un requisito aggiuntivo: devono aver maturato almeno **13 settimane di contribuzione** presso il nuovo datore di lavoro prima di poter richiedere la **NASPI** in caso di successiva perdita involontaria del posto. Questa norma mira a evitare comportamenti opportunistici.

Verificare il possesso delle **13 settimane di contributi** è fondamentale prima di presentare la domanda. Il **CAF Centro Fiscale** di Udine controlla l’**estratto contributivo INPS** del lavoratore, calcola le settimane valide e conferma il diritto alla **NASPI 2026**, evitando sorprese dopo la presentazione della richiesta.

Requisito 3: 30 Giorni di Lavoro Effettivo negli Ultimi 12 Mesi

Il terzo **requisito NASPI 2026** riguarda i **30 giorni di lavoro effettivo**: il lavoratore deve aver svolto almeno **30 giornate di lavoro effettivo** nei **12 mesi** precedenti la data di cessazione del rapporto di lavoro.

**Importante**: questo requisito è stato oggetto di modifiche normative nel tempo. Secondo alcune fonti, per gli eventi di disoccupazione verificatisi dal **1° gennaio 2022**, il requisito dei **30 giorni di lavoro effettivo** sarebbe stato **eliminato**. Tuttavia, altre fonti ufficiali e la prassi INPS continuano a farne riferimento. Per sicurezza, è consigliabile verificare sempre la propria situazione con il **CAF**, che applica le disposizioni più aggiornate.

Ecco cosa significa **30 giorni di lavoro effettivo**:

**Lavoro effettivo, non solo contribuzione** – A differenza delle 13 settimane di contributi (che possono anche includere periodi coperti da contribuzione figurativa), qui si contano solo i giorni in cui il lavoratore ha effettivamente prestato la propria attività lavorativa. Non vengono conteggiati i periodi di malattia, congedo, aspettativa o altre assenze, anche se coperti da contribuzione.

**Come si calcolano i 30 giorni?** – Si sommano tutte le giornate di presenza effettiva al lavoro nei 12 mesi precedenti la cessazione. Per esempio, se hai lavorato due mesi consecutivi a tempo pieno (circa 40-50 giorni lavorativi), hai già superato il **requisito dei 30 giorni di lavoro effettivo**. Anche i giorni festivi retribuiti e le domeniche in cui il contratto prevede retribuzione vengono generalmente conteggiati.

**Lavoro part-time** – Per i lavoratori **part-time**, ogni giornata di effettiva prestazione lavorativa conta come un giorno, indipendentemente dalle ore lavorate in quella giornata. Quindi, anche chi lavora poche ore al giorno può raggiungere facilmente i 30 giorni di lavoro effettivo.

**Più rapporti di lavoro** – Se nei 12 mesi precedenti hai avuto più rapporti di lavoro, anche con contratti brevi o a termine, tutti i giorni di lavoro effettivo si sommano ai fini del raggiungimento dei **30 giorni**.

**Perché questo requisito?** – La ratio del **requisito dei 30 giorni di lavoro effettivo** è garantire che la **NASPI** venga erogata a chi ha effettivamente avuto un legame concreto e recente con il mercato del lavoro, evitando che possano accedere all’indennità lavoratori con rapporti di lavoro troppo sporadici o risalenti nel tempo.

Nel caso di **contratti stagionali** o **lavoro intermittente**, il calcolo può essere più complesso, ma in linea di massima ogni giornata di effettiva chiamata al lavoro viene considerata valida.

Anche in questo caso, il **CAF Centro Fiscale** di Udine verifica l’**estratto contributivo** e la documentazione lavorativa (buste paga, certificati di lavoro) per accertare il possesso dei **30 giorni di lavoro effettivo** richiesti per la **NASPI 2026**. La verifica professionale evita errori di calcolo che potrebbero compromettere l’accesso alla prestazione.

Categorie di Lavoratori che Hanno Diritto alla NASPI

La **NASPI 2026** è destinata a specifiche **categorie di lavoratori dipendenti** che hanno perso involontariamente il posto di lavoro e che soddisfano i **requisiti contributivi** e di **disoccupazione involontaria**. Vediamo nel dettaglio chi può accedere all’indennità.

**Lavoratori dipendenti del settore privato** – Questa è la categoria più ampia: comprende tutti i dipendenti assunti con contratto subordinato da aziende private, indipendentemente dal settore (industria, commercio, servizi, turismo, edilizia, agricoltura per operai a tempo indeterminato, ecc.). Sono inclusi i lavoratori a **tempo indeterminato** e a **tempo determinato**.

**Apprendisti** – I lavoratori assunti con **contratto di apprendistato** (professionalizzante, di alta formazione, per la qualifica) hanno diritto alla **NASPI** in caso di licenziamento o mancata prosecuzione del rapporto al termine del periodo formativo, purché soddisfino i requisiti contributivi.

**Soci lavoratori di cooperative** – I soci di cooperative che hanno un rapporto di lavoro subordinato con la cooperativa stessa possono accedere alla **NASPI 2026** se perdono involontariamente il lavoro.

**Personale artistico con contratto subordinato** – Attori, musicisti, tecnici e altre figure artistiche assunti con contratto di lavoro dipendente (non autonomo) rientrano tra i beneficiari della NASPI.

**Dipendenti di aziende in crisi o fallimento** – I lavoratori licenziati a seguito di **procedure concorsuali** (fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo) hanno pieno diritto alla **NASPI**, spesso con tempi di erogazione accelerati in considerazione della gravità della situazione.

**Lavoratori somministrati (ex interinali)** – I dipendenti delle **agenzie di somministrazione** (ex agenzie interinali) che perdono il lavoro hanno diritto alla NASPI, anche se la cessazione è dovuta alla fine della missione presso l’azienda utilizzatrice.

**Lavoratori agricoli a tempo indeterminato (OTI)** – Gli **operai agricoli a tempo indeterminato** possono accedere alla NASPI. Gli operai a tempo determinato (OTD), invece, hanno una prestazione specifica (disoccupazione agricola) e non rientrano nella NASPI.

**Lavoratori stranieri con permesso di soggiorno** – I **lavoratori extracomunitari** con regolare permesso di soggiorno per lavoro subordinato hanno gli stessi diritti dei lavoratori italiani e possono richiedere la **NASPI 2026** alle stesse condizioni.

**Lavoratori in mobilità (fino all’esaurimento)** – Sebbene l’indennità di mobilità sia stata superata dalla NASPI, alcuni lavoratori già in mobilità al momento dell’introduzione della nuova normativa possono ancora beneficiare del vecchio regime o, in alternativa, della NASPI se ne hanno diritto.

È importante sottolineare che la **NASPI** non è legata al settore di provenienza: lavoratori dell’industria, del commercio, dei servizi, dell’edilizia, del turismo e dell’agricoltura (OTI) hanno tutti uguale diritto all’indennità, purché soddisfino i **requisiti NASPI 2026**.

Il **CAF Centro Fiscale** di Udine assiste tutte queste categorie di lavoratori nella verifica del diritto e nella presentazione della **domanda NASPI**, garantendo un supporto personalizzato in base alla specifica situazione contrattuale e lavorativa.

Categorie Escluse dalla NASPI 2026

Nonostante la **NASPI** copra una vasta platea di lavoratori, esistono alcune **categorie escluse** che non possono accedere a questa forma di indennità di disoccupazione. È fondamentale conoscere queste esclusioni per evitare di presentare domande destinate al rigetto.

**Dipendenti pubblici a tempo indeterminato** – I lavoratori assunti con contratto a tempo indeterminato nella **Pubblica Amministrazione** (ministeri, enti locali, scuola, sanità pubblica, università, ecc.) non hanno diritto alla **NASPI**. In caso di cessazione del rapporto, questi lavoratori non ricevono alcuna indennità di disoccupazione, salvo specifiche tutele previste dai rispettivi contratti collettivi.

**Dipendenti pubblici a tempo determinato** – Dal 1° gennaio 2022, anche i **dipendenti pubblici a tempo determinato** sono stati esclusi dalla NASPI. Prima di tale data, potevano accedervi, ma la normativa è cambiata. Oggi, questi lavoratori non hanno diritto all’indennità, creando una situazione di minor tutela rispetto ai colleghi del settore privato.

**Operai agricoli a tempo determinato (OTD)** – Gli **operai agricoli** assunti con **contratto a tempo determinato** non rientrano nella NASPI, ma hanno accesso a una prestazione specifica chiamata **indennità di disoccupazione agricola**, disciplinata da regole diverse e gestita autonomamente dall’INPS.

**Lavoratori extracomunitari con permesso di soggiorno per lavoro stagionale** – I lavoratori stranieri con permesso di soggiorno limitato al **lavoro stagionale** non possono richiedere la **NASPI 2026**, in quanto il loro permesso non consente l’iscrizione al centro per l’impiego come disoccupati disponibili al lavoro.

**Lavoratori che hanno maturato i requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata** – Se, al momento della cessazione del rapporto di lavoro, il lavoratore ha già maturato i requisiti anagrafici e contributivi per accedere alla **pensione di vecchiaia** o alla **pensione anticipata**, non ha diritto alla NASPI. In questo caso, può procedere direttamente con la domanda di pensione.

**Lavoratori domestici (colf, badanti, baby-sitter)** – I **lavoratori domestici** non hanno accesso alla NASPI, ma a un’indennità specifica prevista dalla normativa sul lavoro domestico, con regole e importi differenti.

**Lavoratori autonomi e liberi professionisti** – Le **partite IVA**, i **professionisti** (avvocati, commercialisti, medici, ingegneri, ecc.), gli **artigiani** e i **commercianti** sono esclusi dalla NASPI, in quanto questa prestazione è riservata ai lavoratori dipendenti. Per alcune categorie di autonomi esistono forme di sostegno al reddito alternative (come l’ISCRO per i professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS).

**Lavoratori in prova che si dimettono o vengono licenziati durante il periodo di prova** – Se la cessazione del rapporto avviene durante il **periodo di prova** (sia per dimissioni del lavoratore che per recesso del datore), il diritto alla NASPI può essere escluso o subordinato al possesso dei requisiti contributivi riferiti a rapporti precedenti.

**Lavoratori che si sono dimessi volontariamente senza giusta causa** – Come già accennato, le **dimissioni volontarie** (senza giusta causa, maternità o altre eccezioni previste) escludono il diritto alla **NASPI 2026**. Anche se il lavoratore ha versato anni di contributi, la scelta volontaria di lasciare il lavoro impedisce l’accesso alla prestazione.

Conoscere le **categorie escluse** è essenziale per non perdere tempo in pratiche inutili. Il **CAF Centro Fiscale** di Udine valuta preventivamente se il lavoratore rientra o meno tra i beneficiari della **NASPI 2026**, indirizzandolo eventualmente verso altre forme di sostegno al reddito compatibili con la sua situazione lavorativa.

Come Verificare se Possiedi i Requisiti NASPI 2026

Verificare se si possiedono i **requisiti NASPI 2026** è un passaggio fondamentale prima di presentare la domanda all’INPS. Una verifica accurata permette di evitare richieste destinate al rigetto e di ottimizzare i tempi di accesso all’indennità.

Ecco i passaggi per controllare se hai diritto alla **NASPI**:

**1. Verifica lo stato di disoccupazione involontaria** – Analizza la causa della cessazione del tuo rapporto di lavoro. Se sei stato **licenziato**, se è scaduto il tuo **contratto a termine**, se hai firmato una **risoluzione consensuale** in sede protetta o se ti sei dimesso per **giusta causa** o durante il **periodo di maternità**, rientri tra i casi di disoccupazione involontaria. Al contrario, se ti sei dimesso volontariamente senza giusta causa, non hai diritto alla NASPI.

**2. Controlla l’estratto contributivo INPS** – Accedi al sito dell’INPS con le tue credenziali **SPID**, **CIE** o **CNS** e scarica l’**estratto contributivo**. Questo documento riporta tutti i contributi versati dai tuoi datori di lavoro nel corso della tua carriera lavorativa. Cerca le settimane di contribuzione versate nei **quattro anni** precedenti la data di cessazione del rapporto di lavoro. Se trovi almeno **13 settimane** di contributi in quel periodo, hai soddisfatto il requisito contributivo.

**3. Calcola i giorni di lavoro effettivo** – Raccogli le tue **buste paga** e i **certificati di lavoro** degli ultimi 12 mesi. Somma tutte le giornate in cui hai effettivamente lavorato (escluse le assenze per malattia, congedo, aspettativa non retribuita). Se raggiungi almeno **30 giorni di lavoro effettivo**, hai rispettato anche questo requisito (tenendo presente le possibili modifiche normative su questo punto).

**4. Verifica di non rientrare tra le categorie escluse** – Controlla che la tua posizione lavorativa non rientri tra le **categorie escluse** dalla NASPI (dipendente pubblico, lavoratore domestico, operaio agricolo a tempo determinato, ecc.). Se appartieni a una di queste categorie, la NASPI non è accessibile e dovrai valutare altre forme di sostegno.

**5. Controlla i termini di presentazione** – La domanda di **NASPI** deve essere presentata entro **68 giorni** dalla cessazione del rapporto di lavoro (o dalla fine del periodo di maternità, malattia, infortunio se si prolungano oltre la cessazione). Verifica di essere nei tempi utili per evitare la decadenza del diritto.

**6. Consultati con il CAF Centro Fiscale** – Anche se hai verificato autonomamente i requisiti, affidarsi a un **CAF specializzato** è la scelta più sicura. Il **CAF Centro Fiscale** di Udine esamina la tua documentazione, verifica l’estratto contributivo, calcola le settimane di contributi e i giorni di lavoro effettivo, e conferma il tuo diritto alla **NASPI 2026**. Inoltre, ti assiste nella compilazione e nella presentazione della domanda, evitando errori che potrebbero causare ritardi o rigetti.

La verifica preventiva dei **requisiti NASPI 2026** è un passaggio che richiede attenzione e competenza. Affidati al **CAF Centro Fiscale** per avere certezza del tuo diritto e per presentare una domanda corretta e completa.

Casi Particolari e Situazioni Eccezionali

Oltre ai **requisiti standard**, esistono alcuni **casi particolari** in cui la normativa prevede eccezioni, regole specifiche o situazioni che richiedono un’analisi approfondita per determinare il diritto alla **NASPI 2026**.

**Dimissioni per giusta causa** – Come già accennato, le **dimissioni per giusta causa** danno diritto alla NASPI. Tuttavia, la giusta causa deve essere provata con documenti e testimonianze. Esempi di giusta causa includono: mancato pagamento dello stipendio per più mensilità consecutive, mobbing documentato, molestie sessuali, cambio unilaterale e sostanziale delle mansioni, trasferimento del lavoratore senza validi motivi. Il **CAF** può assistere nella raccolta e presentazione delle prove necessarie a dimostrare la giusta causa.

**Risoluzione consensuale in sede protetta** – Se la risoluzione del rapporto di lavoro avviene attraverso una **procedura di conciliazione** presso l’Ispettorato Territoriale del Lavoro, la Direzione Territoriale del Lavoro o altri organismi abilitati (commissioni di certificazione), la cessazione è considerata involontaria e dà diritto alla **NASPI**, anche se formalmente c’è un accordo tra lavoratore e datore.

**Licenziamento durante il periodo di prova** – Se il lavoratore viene licenziato dal datore di lavoro durante il **periodo di prova**, ha diritto alla NASPI purché possieda i requisiti contributivi maturati in precedenti rapporti di lavoro. Se invece è il lavoratore a dimettersi durante la prova, non c’è diritto all’indennità.

**Cessazione per superamento del periodo di comporto** – Se il rapporto di lavoro cessa perché il lavoratore ha esaurito il **periodo di comporto** (il periodo massimo di assenza per malattia previsto dal contratto collettivo), la cessazione è considerata involontaria e dà diritto alla **NASPI 2026**.

**Lavoratori in congedo parentale o maternità al momento della cessazione** – Se il rapporto di lavoro cessa durante il **congedo di maternità** o **parentale**, i termini per presentare la domanda di NASPI decorrono dalla fine del periodo di maternità o congedo, non dalla data formale di cessazione. Questo permette alla lavoratrice (o al lavoratore in congedo) di non perdere giorni di indennità.

**Lavoratori stagionali** – I lavoratori con **contratti stagionali** (ad esempio nel turismo, nell’agricoltura per gli OTI, nello spettacolo) hanno diritto alla NASPI se soddisfano i requisiti contributivi. Spesso, però, il calcolo delle **13 settimane** e dei **30 giorni** può essere più complesso e richiede l’assistenza di un CAF esperto.

**Lavoratori a chiamata (contratto intermittente)** – I lavoratori con **contratto di lavoro intermittente** (job on call) hanno diritto alla NASPI se la cessazione del contratto è involontaria. Anche in questo caso, il calcolo dei contributi e dei giorni di lavoro effettivo richiede particolare attenzione.

**Lavoratori in part-time** – I lavoratori **part-time** hanno gli stessi diritti dei lavoratori a tempo pieno. L’importo della NASPI sarà proporzionale alla retribuzione percepita, ma il diritto alla prestazione è identico, purché siano rispettati i requisiti contributivi.

**Lavoratori che rifiutano il trasferimento** – Se il datore di lavoro propone un trasferimento a più di **50 km di distanza** o che comporta un aumento del tempo di percorrenza superiore a **80 minuti** (andata e ritorno) e il lavoratore rifiuta, risolvendo consensualmente il rapporto, ha diritto alla **NASPI**.

**Lavoratori con più rapporti di lavoro contemporanei** – Se al momento della cessazione di un rapporto il lavoratore ha ancora un altro rapporto di lavoro part-time attivo, può richiedere la NASPI per il rapporto cessato, ma l’importo potrebbe essere ridotto o sospeso in base al reddito percepito dall’altro lavoro.

Ogni **caso particolare** richiede un’analisi specifica della documentazione e della normativa vigente. Il **CAF Centro Fiscale** di Udine ha l’esperienza e la competenza per valutare le situazioni eccezionali e garantire l’accesso alla **NASPI 2026** anche nei casi più complessi.

Domande Frequenti (FAQ)

Quanto tempo ho per presentare la domanda di NASPI dopo aver perso il lavoro?

La domanda di **NASPI 2026** deve essere presentata entro **68 giorni** dalla data di cessazione del rapporto di lavoro. Se la cessazione avviene durante un periodo di maternità, malattia o infortunio, i 68 giorni decorrono dalla fine di questi eventi. Rispettare questa scadenza è fondamentale: superato il termine, si perde il diritto all’indennità. Il **CAF Centro Fiscale** di Udine ti assiste nella presentazione tempestiva della domanda, garantendo il rispetto dei termini.

Posso richiedere la NASPI se mi sono dimesso volontariamente?

No, le **dimissioni volontarie** senza giusta causa escludono il diritto alla **NASPI 2026**. Tuttavia, esistono eccezioni: se ti sei dimesso per **giusta causa** (mancato pagamento dello stipendio, mobbing, ecc.), durante il **periodo di maternità** (fino al primo anno di vita del bambino), o a seguito di un **rifiuto del trasferimento** oltre i 50 km, hai diritto all’indennità. È fondamentale documentare adeguatamente la giusta causa per evitare il rigetto della domanda.

Come faccio a sapere se ho versato almeno 13 settimane di contributi?

Per verificare se hai maturato le **13 settimane di contributi** richieste, devi consultare il tuo **estratto contributivo INPS**, accessibile online tramite SPID, CIE o CNS sul sito dell’INPS. Il documento riporta tutti i contributi versati dai tuoi datori di lavoro. Il **CAF Centro Fiscale** di Udine può controllare per te l’estratto contributivo, calcolare le settimane valide nei quattro anni precedenti la cessazione e confermare il possesso del requisito.

Se lavoro part-time, ho comunque diritto alla NASPI?

Sì, i lavoratori **part-time** hanno pieno diritto alla **NASPI 2026** alle stesse condizioni dei lavoratori a tempo pieno, purché soddisfino i **requisiti contributivi** e di **disoccupazione involontaria**. L’importo dell’indennità sarà calcolato in proporzione alla retribuzione effettivamente percepita, ma il diritto alla prestazione è identico. Ogni giornata di lavoro part-time conta ai fini del raggiungimento dei **30 giorni di lavoro effettivo**.

I dipendenti pubblici a tempo determinato hanno diritto alla NASPI?

No, dal **1° gennaio 2022** i **dipendenti pubblici a tempo determinato** sono stati esclusi dalla **NASPI**. Prima di questa data potevano accedervi, ma la normativa è cambiata. Oggi questi lavoratori non hanno diritto all’indennità di disoccupazione, creando una situazione di minor tutela rispetto ai colleghi del settore privato. I dipendenti pubblici a tempo indeterminato sono sempre stati esclusi dalla NASPI.

Cosa succede se il mio contratto a termine scade naturalmente?

Se il tuo **contratto a tempo determinato** giunge naturalmente a scadenza senza essere rinnovato, hai pieno diritto alla **NASPI 2026**, purché tu soddisfi i **requisiti contributivi** (13 settimane nei 4 anni precedenti e 30 giorni di lavoro effettivo negli ultimi 12 mesi). La scadenza del contratto a termine è considerata **disoccupazione involontaria** a tutti gli effetti, quindi puoi richiedere l’indennità rivolgendoti al **CAF Centro Fiscale** di Udine.

Conclusione

Conoscere i **requisiti NASPI 2026** è essenziale per accedere correttamente all’**indennità di disoccupazione** e ricevere il sostegno economico a cui hai diritto. I tre requisiti fondamentali – **stato di disoccupazione involontaria**, **13 settimane di contributi** nei quattro anni precedenti e **30 giorni di lavoro effettivo** negli ultimi dodici mesi – devono essere verificati con attenzione per evitare errori nella domanda.Le **categorie escluse**, i **casi particolari** e le **eccezioni** previste dalla normativa rendono indispensabile l’assistenza di professionisti esperti. Presentare una domanda incompleta, errata o fuori termine può comportare il rigetto della richiesta e la perdita del diritto alla prestazione.Hai bisogno di assistenza per verificare i requisiti NASPI 2026 e presentare la domanda? Il **CAF Centro Fiscale** di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al **0432 1638640** o scrivici su **WhatsApp al 366 6018121**.

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PATRONATO

Durata NASPI 2026: Quanti Mesi Spettano e Come Calcolarla

SERVIZI CAF Centro Fiscale

La durata della NASPI 2026 è uno degli aspetti più importanti da conoscere quando si perde il lavoro. Capire quanti mesi di indennità spettano e come viene calcolata la durata massima può fare la differenza nella pianificazione finanziaria durante il periodo di disoccupazione.

Come Funziona la Durata della NASPI

La durata della NASPI è strettamente legata alle settimane di contributi versati nei quattro anni precedenti la data di cessazione del rapporto di lavoro. Non si tratta di un periodo fisso, ma varia da lavoratore a lavoratore in base alla storia contributiva.

Il principio di base è semplice: per ogni 4 settimane di contributi versati, spetta una settimana di NASPI. Questo significa che se hai lavorato per 2 anni consecutivi (circa 104 settimane), avrai diritto a circa 26 settimane di indennità.

Calcolo delle Settimane di Contributi

Per determinare la durata della NASPI 2026, l’INPS considera le settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni, escludendo i periodi di contribuzione già utilizzati per prestazioni di disoccupazione precedenti.

Sono utili al calcolo:

  • Settimane di lavoro dipendente con contributi versati
  • Periodi di malattia e infortunio indennizzati
  • Maternità obbligatoria
  • Congedi parentali indennizzati
  • Donazione sangue
  • Cassa integrazione straordinaria e ordinaria (con limiti)

Non sono invece utili:

  • Periodi di lavoro all’estero (salvo convenzioni internazionali)
  • Settimane già utilizzate per altre prestazioni di disoccupazione
  • Periodi di aspettativa non retribuita

Durata Massima: 24 Mesi nel 2026

La durata massima della NASPI nel 2026 è di 24 mesi. Anche se un lavoratore ha accumulato contributi per più di 96 settimane (che darebbero diritto teoricamente a 24 mesi), non può comunque superare questo tetto.

Per ottenere la durata massima di 24 mesi, è necessario aver lavorato almeno 4 anni continuativi (208 settimane di contributi) nei 4 anni precedenti la disoccupazione, senza aver utilizzato questi contributi per altre prestazioni.

Esempi Pratici di Calcolo Durata

Esempio 1: Mario ha lavorato ininterrottamente per 2 anni (104 settimane). Durata NASPI = 104 ÷ 4 = 26 settimane (circa 6 mesi).

Esempio 2: Laura ha lavorato per 3 anni (156 settimane). Durata NASPI = 156 ÷ 4 = 39 settimane (circa 9 mesi).

Esempio 3: Giovanni ha lavorato per 5 anni (260 settimane). Durata NASPI = 260 ÷ 4 = 65 settimane, ma viene applicato il tetto massimo di 24 mesi.

Riduzione del 3% Mensile dal Quarto Mese

Un aspetto importante da considerare è che l’importo della NASPI non rimane costante per tutta la durata. Dal 91° giorno (quarto mese), l’indennità subisce una riduzione del 3% ogni mese.

Questa riduzione progressiva è stata introdotta per incentivare la ricerca attiva di lavoro e non penalizza i primi tre mesi, durante i quali si riceve l’importo pieno calcolato in base alla retribuzione precedente.

Esempio di Riduzione Progressiva

Supponiamo che l’importo iniziale della NASPI sia di 1.000 euro al mese:

  • Mesi 1-3: 1.000 euro
  • Mese 4: 1.000 – 3% = 970 euro
  • Mese 5: 970 – 3% = 941 euro
  • Mese 6: 941 – 3% = 913 euro
  • Mese 7: 913 – 3% = 886 euro
  • Mese 12: circa 737 euro
  • Mese 24: circa 497 euro

Come si vede, dopo 24 mesi l’importo si è quasi dimezzato rispetto all’importo iniziale.

Quando Termina la NASPI

La NASPI termina al verificarsi di una delle seguenti condizioni:

  • Scadenza della durata massima calcolata in base ai contributi
  • Nuova occupazione con contratto subordinato a tempo indeterminato
  • Inizio attività di lavoro autonomo (con obbligo di comunicazione)
  • Raggiungimento dei requisiti pensionistici
  • Acquisizione del diritto all’assegno ordinario di invalidità
  • Perdita dello stato di disoccupazione per mancata disponibilità
  • Mancata presentazione alle convocazioni del Centro per l’Impiego
  • Rifiuto di un’offerta di lavoro congrua

Compatibilità con Lavoro Occasionale

La NASPI è compatibile con lavoro occasionale (prestazioni occasionali o contratti a termine brevi), ma bisogna comunicarlo all’INPS entro 30 giorni. L’importo della NASPI viene ridotto dell’80% del reddito presunto derivante dall’attività lavorativa.

È Possibile Prorogare la Durata della NASPI?

La durata della NASPI non è prorogabile oltre il periodo calcolato in base ai contributi versati e al tetto massimo di 24 mesi. Non esistono deroghe o possibilità di estensione automatica.

Tuttavia, al termine della NASPI, chi si trova ancora in stato di disoccupazione e ha un ISEE basso può richiedere altre misure di sostegno:

  • Assegno di Inclusione (ADI) per nuclei familiari con ISEE fino a 9.360 euro
  • Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL) per disoccupati 18-59 anni
  • Reddito di Libertà per donne vittime di violenza

Requisiti Contributivi Minimi per la NASPI 2026

Per accedere alla NASPI nel 2026, oltre ai requisiti di durata, è necessario rispettare i requisiti contributivi minimi:

  • Almeno 13 settimane di contribuzione nei 4 anni precedenti la cessazione del rapporto di lavoro
  • Almeno 30 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti la disoccupazione

Questi sono i requisiti minimi per aver diritto alla NASPI. Anche con solo 13 settimane di contributi, si ha diritto a circa 3 settimane di indennità, ma ovviamente la durata sarà molto limitata.

Come Verificare la Durata della Tua NASPI

Per conoscere con esattezza la durata della NASPI a cui hai diritto, puoi:

  1. Accedere al portale INPS con SPID, CIE o CNS
  2. Consultare il fascicolo previdenziale del cittadino per verificare i contributi versati
  3. Utilizzare il simulatore INPS per il calcolo preventivo
  4. Rivolgerti a un CAF o patronato per una consulenza personalizzata

Il CAF Centro Fiscale di Udine può verificare gratuitamente la tua posizione contributiva e calcolare con esattezza quanti mesi di NASPI ti spettano, assistendoti anche nella presentazione della domanda.

Domande Frequenti sulla Durata NASPI

Quanti mesi di NASPI spettano con 1 anno di lavoro?

Con 1 anno di lavoro (circa 52 settimane di contributi), la durata della NASPI è di 13 settimane, circa 3 mesi (52 ÷ 4 = 13).

Come si calcolano le settimane di contributi?

Le settimane di contributi vengono calcolate considerando tutti i periodi lavorativi con contribuzione nei 4 anni precedenti la disoccupazione, escludendo settimane già utilizzate per altre prestazioni.

La NASPI si riduce ogni mese?

No, nei primi 3 mesi l’importo rimane invariato. Dal quarto mese in poi, l’indennità si riduce del 3% ogni mese.

Posso avere la NASPI per più di 24 mesi?

No, 24 mesi è la durata massima prevista dalla normativa, anche se hai versato contributi per periodi più lunghi.

Quando inizia a decorrere la NASPI?

La NASPI decorre:

  • Dall’8° giorno successivo alla cessazione del rapporto (se la domanda è presentata entro 8 giorni)
  • Dal giorno successivo alla domanda (se presentata dopo l’8° giorno dalla cessazione)
  • Mai prima della data di presentazione della domanda

I periodi di malattia contano per la durata?

Sì, i periodi di malattia indennizzati durante il rapporto di lavoro sono utili al calcolo delle settimane contributive per determinare la durata della NASPI.

Conclusione

Conoscere la durata della NASPI 2026 è fondamentale per pianificare il periodo di disoccupazione e gestire al meglio le proprie finanze. Ricorda che:

  • La durata dipende dalle settimane di contributi versate nei 4 anni precedenti
  • Il calcolo è: 1 settimana di NASPI ogni 4 settimane di contributi
  • La durata massima è 24 mesi
  • L’importo si riduce del 3% al mese dal quarto mese
  • Non è possibile prorogare oltre il periodo spettante

Per verificare con esattezza quanti mesi di NASPI ti spettano e ricevere assistenza nella presentazione della domanda, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine. Il nostro team di esperti ti aiuterà a calcolare la durata precisa e a massimizzare i tuoi diritti previdenziali.


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Ti aiutiamo a calcolare la durata della NASPI, verificare i requisiti e presentare la domanda all’INPS in modo rapido e sicuro.

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Calcolo NASPI 2026: Importo, Formula e Simulazione

SERVIZI CAF Centro Fiscale

Il calcolo della NASPI 2026 si basa su una formula precisa che tiene conto della retribuzione media degli ultimi 4 anni e del massimale INPS aggiornato a 1.550,42 euro mensili. Conoscere come si calcola l’importo della NASPI è fondamentale per pianificare il periodo di disoccupazione e comprendere quanto effettivamente percepirai ogni mese. In questa guida completa vediamo la formula di calcolo, la retribuzione media imponibile, il massimale 2026, la differenza tra importo netto e lordo, come utilizzare il simulatore INPS e diversi esempi pratici di calcolo.

Indice dei contenuti

  1. Come si calcola la NASPI 2026
  2. Retribuzione media imponibile
  3. Massimale NASPI 1.550 euro
  4. Importo netto e lordo NASPI
  5. Simulatore calcolo NASPI INPS
  6. Esempi pratici di calcolo
  7. Domande frequenti

Come si calcola la NASPI 2026

Il calcolo dell’importo mensile della NASPI segue una formula precisa stabilita dall’INPS che varia in base alla retribuzione media imponibile degli ultimi 4 anni precedenti la cessazione del rapporto di lavoro.

Formula di calcolo NASPI

La NASPI si calcola in modo differente a seconda che la retribuzione media mensile sia superiore o inferiore al massimale INPS (1.550,42 euro nel 2026):

  • Se la retribuzione media è pari o inferiore a 1.550,42 euro: la NASPI è pari al 75% della retribuzione media mensile
  • Se la retribuzione media supera 1.550,42 euro: la NASPI è pari al 75% di 1.550,42 euro + il 25% della differenza tra la retribuzione media e l’importo di 1.550,42 euro

Esempio formula completa:

NASPI = (75% × 1.550,42) + (25% × (Retribuzione Media - 1.550,42))

In ogni caso, l’importo della NASPI non può mai superare il massimale INPS che per il 2026 è fissato a 1.550,42 euro mensili.

Riduzione progressiva del 3%

Un aspetto importante del calcolo NASPI è la riduzione progressiva del 3% mensile che si applica a partire dal sesto mese (181° giorno) di fruizione dell’indennità. Questo significa che:

  • Dal 1° al 180° giorno: importo NASPI invariato
  • Dal 181° giorno in poi: riduzione del 3% ogni mese
  • Dal settimo mese: -3%
  • Dall’ottavo mese: -6% rispetto all’importo iniziale
  • E così via fino all’esaurimento della prestazione

Retribuzione media imponibile

La retribuzione media imponibile è l’elemento centrale per il calcolo della NASPI. Si tratta della media delle retribuzioni imponibili ai fini previdenziali percepite negli ultimi 4 anni (48 mesi) precedenti la cessazione del rapporto di lavoro.

Come si calcola la retribuzione media

Per calcolare la retribuzione media imponibile devi:

  1. Sommare tutte le retribuzioni imponibili degli ultimi 4 anni (comprese tredicesima, quattordicesima, premi produzione)
  2. Dividere per il numero di settimane di contribuzione presenti nel periodo
  3. Moltiplicare per 4,33 (coefficiente per ottenere l’importo mensile)

Formula:

Retribuzione Media Mensile = (Somma Retribuzioni Imponibili / Numero Settimane) × 4,33

Cosa include la retribuzione imponibile

Nel calcolo della retribuzione media vengono considerate:

  • Stipendio base mensile
  • Tredicesima e quattordicesima mensilità
  • Premi di produzione
  • Straordinari
  • Indennità varie previste dal CCNL
  • Tutte le voci soggette a contribuzione INPS

Non vengono considerate: TFR, rimborsi spese, fringe benefit non imponibili, buoni pasto oltre il limite esente.

Massimale NASPI 1.550 euro

Il massimale NASPI per il 2026 è stato fissato dall’INPS a 1.550,42 euro mensili. Questo valore rappresenta l’importo massimo che può essere erogato come indennità di disoccupazione, indipendentemente dalla retribuzione precedente del lavoratore.

Soglie di calcolo 2026

Ecco le soglie principali per il calcolo NASPI 2026:

Retribuzione Media MensileImporto NASPI MensileFormula Applicata
Fino a 1.550,42 €75% della retribuzioneRetribuzione × 0,75
Da 1.550,43 a 2.500 €1.162,82 + 25% eccedenza(1.550,42 × 0,75) + ((RM – 1.550,42) × 0,25)
Oltre 2.500 €Massimo 1.550,42 €Importo massimo bloccato

Il massimale viene aggiornato annualmente dall’INPS sulla base dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo.

Esempio con retribuzione alta

Se un lavoratore ha una retribuzione media di 2.200 euro:

  • 75% di 1.550,42 = 1.162,82 euro
  • 25% di (2.200 – 1.550,42) = 25% di 649,58 = 162,40 euro
  • NASPI totale = 1.162,82 + 162,40 = 1.325,22 euro

Importo netto e lordo NASPI

Un aspetto che genera spesso confusione riguarda la differenza tra importo lordo e netto della NASPI. L’importo calcolato con la formula INPS è sempre lordo, quindi soggetto a tassazione IRPEF.

Tassazione NASPI

La NASPI è soggetta a:

  • IRPEF con aliquote progressive (23%, 25%, 35%, 43%)
  • Addizionali regionali e comunali IRPEF
  • NO contributi previdenziali (la NASPI è esente da contribuzione)

L’INPS applica una ritenuta fiscale del 23% a titolo di acconto IRPEF. Questo significa che mensilmente ricevi l’importo NASPI già decurtato delle imposte.

Calcolo netto da lordo

Per calcolare indicativamente l’importo netto mensile:

NASPI Netta (approssimativa) = NASPI Lorda × 0,77
(applicando ritenuta IRPEF 23%)

Esempio pratico:

  • NASPI lorda: 1.200 euro
  • IRPEF 23%: 276 euro
  • NASPI netta: circa 924 euro

Attenzione: l’importo netto effettivo dipende dalla tua situazione fiscale complessiva (altri redditi, detrazioni, addizionali locali). In sede di dichiarazione dei redditi potrebbe risultare un conguaglio a credito o debito.

Simulatore calcolo NASPI INPS

L’INPS mette a disposizione un simulatore online gratuito per calcolare l’importo della NASPI in base alla tua situazione contributiva. Il servizio è accessibile dal portale INPS con SPID, CIE o CNS.

Come usare il simulatore NASPI

Per utilizzare il simulatore:

  1. Accedi al sito inps.it con le tue credenziali
  2. Vai su “Prestazioni e servizi” → “NASpI”
  3. Seleziona “Calcolo simulato dell’importo”
  4. Inserisci la data di cessazione del rapporto di lavoro
  5. Il sistema recupera automaticamente la tua storia contributiva degli ultimi 4 anni
  6. Visualizzi l’importo mensile teorico della NASPI
  7. Puoi vedere anche la durata prevista della prestazione

Dati necessari per la simulazione

Il simulatore INPS utilizza:

  • Estratto conto contributivo del lavoratore
  • Retribuzioni imponibili comunicate dai datori di lavoro tramite UNIEMENS
  • Numero di settimane contributive negli ultimi 4 anni
  • Data di cessazione del rapporto di lavoro

Il calcolo fornito è indicativo e potrebbe variare leggermente rispetto all’importo effettivamente liquidato dall’INPS dopo la presentazione della domanda.

Esempi pratici di calcolo

Vediamo ora tre esempi concreti di calcolo NASPI con diverse situazioni retributive.

Esempio 1: Retribuzione bassa (1.200 euro)

Situazione:

  • Retribuzione media mensile: 1.200 euro
  • Inferiore al massimale 1.550,42 euro

Calcolo NASPI:

  • NASPI = 1.200 × 75% = 900 euro lordi
  • NASPI netta (circa): 900 × 0,77 = 693 euro netti

Durata: Se hai 100 settimane contributive → 50 settimane di NASPI (circa 11,5 mesi)

Esempio 2: Retribuzione media (1.800 euro)

Situazione:

  • Retribuzione media mensile: 1.800 euro
  • Superiore al massimale 1.550,42 euro

Calcolo NASPI:

  • Base: 1.550,42 × 75% = 1.162,82 euro
  • Eccedenza: (1.800 – 1.550,42) × 25% = 249,58 × 0,25 = 62,40 euro
  • NASPI totale = 1.162,82 + 62,40 = 1.225,22 euro lordi
  • NASPI netta (circa): 1.225,22 × 0,77 = 943 euro netti

Esempio 3: Retribuzione alta (2.500 euro)

Situazione:

  • Retribuzione media mensile: 2.500 euro
  • Molto superiore al massimale

Calcolo NASPI:

  • Base: 1.550,42 × 75% = 1.162,82 euro
  • Eccedenza: (2.500 – 1.550,42) × 25% = 949,58 × 0,25 = 237,40 euro
  • NASPI totale = 1.162,82 + 237,40 = 1.400,22 euro lordi
  • NASPI netta (circa): 1.400,22 × 0,77 = 1.078 euro netti

Nota: Anche con retribuzione di 2.500 euro, la NASPI non raggiunge il massimale di 1.550,42 euro a causa della formula che applica solo il 25% sull’eccedenza.

Domande frequenti sul calcolo NASPI

Quanto è il massimale NASPI nel 2026?

Il massimale NASPI per il 2026 è di 1.550,42 euro mensili. Si tratta dell’importo massimo lordo che può essere erogato come indennità di disoccupazione.

Come si calcola la retribuzione media per la NASPI?

La retribuzione media si calcola sommando tutte le retribuzioni imponibili degli ultimi 4 anni, dividendo per il numero di settimane contributive e moltiplicando per 4,33 per ottenere l’importo mensile.

La NASPI è lorda o netta?

L’importo calcolato dall’INPS è sempre lordo. Sulla NASPI viene applicata una ritenuta fiscale IRPEF del 23% a titolo di acconto. L’importo netto è circa il 77% del lordo.

Quando si riduce l’importo della NASPI?

La NASPI si riduce del 3% ogni mese a partire dal 181° giorno (sesto mese) di fruizione dell’indennità. La riduzione continua fino all’esaurimento della prestazione.

Dove trovo il simulatore NASPI dell’INPS?

Il simulatore è disponibile sul sito inps.it nella sezione “Prestazioni e servizi → NASpI → Calcolo simulato”. Serve SPID, CIE o CNS per accedere.

Il calcolo della NASPI include la tredicesima?

Sì, nel calcolo della retribuzione media vengono considerate anche tredicesima, quattordicesima, premi produzione e tutte le voci soggette a contribuzione INPS.


Conclusione

Il calcolo della NASPI 2026 richiede la conoscenza di diversi parametri: retribuzione media degli ultimi 4 anni, massimale INPS di 1.550,42 euro, formula di calcolo differenziata e riduzione progressiva del 3%. Comprendere questi elementi ti permette di stimare con precisione l’importo mensile che percepirai durante il periodo di disoccupazione.

Ricorda che l’importo calcolato è lordo e soggetto a tassazione IRPEF del 23%, quindi l’importo netto sarà inferiore di circa il 23%. Utilizza il simulatore INPS per avere una stima personalizzata basata sulla tua effettiva storia contributiva.

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Non lasciare al caso il calcolo della tua NASPI. Affidati all’esperienza del CAF Centro Fiscale per ottenere l’importo corretto e massimizzare i tuoi diritti.

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Giugno 3, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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