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Tag Archivio per: patrimonio mobiliare ISEE

CAF, CRIPTOVALUTE

Criptovalute ISEE 2027: Guida Completa alla DSU

Dichiarazione redditi Criptovalute

Le criptovalute nell’ISEE 2027 non sono più una zona grigia: chi possiede Bitcoin, Ethereum, stablecoin o qualsiasi altra cripto-attività deve considerarle parte del patrimonio mobiliare del nucleo ai fini della DSU, accanto a conti correnti, depositi e titoli. A stabilirlo è la Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025, art. 1 c. 32), che ha incluso espressamente le giacenze in criptovalute nella componente patrimoniale rilevante ai fini dell’ISEE; le modalità operative di dettaglio sono affidate a un decreto del Ministero del Lavoro di concerto con il MEF, che aggiornerà il regolamento ISEE (DPCM 159/2013). Il tema riguarda molte più famiglie di quanto si immagini: non è prevista una soglia minima al di sotto della quale il patrimonio si può omettere, quindi anche poche centinaia di euro su un wallet o su un exchange entrano nella fotografia patrimoniale del nucleo.

In questa guida spieghiamo in modo semplice come si affronta la questione criptovalute ISEE 2027 dal punto di vista pratico: quali asset vanno dichiarati, come si valorizzano al 31 dicembre, cosa si intende per giacenza media, quali documenti servono e quali errori possono far saltare un’agevolazione. Se preferisci partire dalle basi, puoi leggere prima la nostra guida completa all’ISEE con soglie e documenti, poi tornare qui per la parte dedicata al patrimonio digitale.

Un chiarimento subito, perché è il dubbio più frequente: la DSU presentata nel 2027 non fotografa la situazione di oggi, ma quella al 31 dicembre del secondo anno precedente. Significa che per le criptovalute ISEE 2027 il riferimento è il patrimonio detenuto al 31 dicembre 2025. Ecco perché conviene organizzare i documenti adesso, con calma, invece di rincorrerli a gennaio.

Indice dei contenuti

  • Criptovalute ISEE 2027: perché ora il patrimonio digitale conta
  • Cosa si intende per patrimonio cripto ai fini ISEE
  • Come si calcola il valore delle criptovalute al 31 dicembre
  • Giacenza media delle criptovalute: cosa significa e come si ricava
  • Documenti da portare al CAF per le criptovalute nell’ISEE 2027
  • Errori comuni da evitare con le criptovalute nella DSU
  • Cosa succede se non dichiari le criptovalute nell’ISEE
  • Criptovalute ISEE 2027 a Udine: il supporto del CAF Centro Fiscale
  • Domande frequenti sulle criptovalute nell’ISEE 2027
  • Prepara ora la DSU 2027 con il CAF Centro Fiscale

Criptovalute ISEE 2027: perché ora il patrimonio digitale conta

Per anni le cripto-attività sono rimaste ai margini della dichiarazione ISEE: molti contribuenti le trattavano come un investimento “personale”, non riconducibile ai classici rapporti bancari. Con la Legge di Bilancio 2026 questa impostazione è stata superata in modo esplicito: l’art. 1 c. 32 della L. 199/2025 ha inserito le giacenze in valuta estera, in criptovalute e le rimesse di denaro all’estero fra le componenti patrimoniali che concorrono all’ISEE, mentre il comma 33 demanda a un decreto del Ministero del Lavoro e del MEF le regole attuative e le conseguenti modifiche al DPCM 159/2013. Le criptovalute sono quindi considerate a tutti gli effetti ricchezza mobiliare del nucleo familiare e come tali entrano nel calcolo dell’indicatore.

Facciamo un passo indietro sul significato di ISEE. È l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente: un numero che sintetizza redditi e patrimoni di tutta la famiglia, rapportati al numero dei componenti. Serve per accedere a bonus, agevolazioni, riduzioni di rette e prestazioni sociali. La DSU, cioè la Dichiarazione Sostitutiva Unica, è il modulo con cui si comunicano quei dati all’INPS. In parole semplici: la DSU è il documento che compili, l’ISEE è il risultato che ne esce.

Il punto è che l’ISEE pesa il patrimonio: a parità di reddito, una famiglia con 30.000 euro di risparmi ottiene un indicatore più alto di una famiglia senza patrimonio. Ignorare un portafoglio cripto significa quindi dichiarare una situazione economica diversa da quella reale. Da qui l’attenzione crescente ai controlli, resa possibile anche dallo scambio automatico di informazioni tra gli exchange e le amministrazioni fiscali europee.

Il tema criptovalute ISEE 2027 tocca due mondi che spesso non comunicano: quello fiscale (dichiarazione dei redditi, plusvalenze, monitoraggio) e quello assistenziale (bonus, rette, prestazioni sociali). Chi possiede cripto deve tenerne conto in entrambi, con criteri e documenti diversi.

Approfondimento correlato. Questa che stai leggendo è la guida pratica passo passo: cosa fare, come valorizzare le giacenze, quali documenti raccogliere. Se invece ti interessa il quadro normativo, cioè cosa ha stabilito la legge su saldo e giacenza media delle cripto-attività, leggi l’articolo dedicato ISEE e criptovalute: le novità della Legge di Bilancio su saldo e giacenza. I due contenuti sono complementari: uno spiega perché, l’altro spiega come.

Cosa si intende per patrimonio cripto ai fini ISEE

Quando parliamo di criptovalute ISEE 2027 non ci riferiamo solo al Bitcoin. La categoria delle cripto-attività è ampia e comprende tutto ciò che rappresenta un valore digitale trasferibile e memorizzato su registri distribuiti. Ai fini della DSU conta la sostanza economica: se al 31 dicembre quel valore era nella tua disponibilità, va dichiarato.

Rientrano quindi nel patrimonio mobiliare da indicare:

  • le criptovalute classiche come Bitcoin, Ethereum, Solana e simili;
  • le stablecoin (USDT, USDC e altre ancorate a una valuta), spesso dimenticate perché percepite come “contanti digitali”;
  • i saldi detenuti sugli exchange centralizzati, italiani o esteri;
  • le somme presenti su wallet personali, sia software sia hardware;
  • i token e gli NFT con un valore economico determinabile;
  • le cripto vincolate in staking, prodotti a rendimento o pool di liquidità.

Un dubbio ricorrente riguarda le cripto “bloccate”: se hai messo dei token in staking, cioè vincolati per ottenere una remunerazione, quel valore resta comunque tuo e continua a fare parte del patrimonio. Lo stesso vale per gli importi depositati su piattaforme estere: la sede dell’exchange non cambia l’obbligo, perché l’ISEE guarda a quanto possiede il nucleo familiare, ovunque si trovi.

Attenzione anche a un aspetto spesso trascurato: la DSU riguarda l’intero nucleo familiare, non solo chi presenta la domanda. Se tuo figlio maggiorenne convivente ha un conto su un exchange, o se il coniuge ha un wallet intestato a sé, quei valori vanno comunque considerati. Nel dubbio su chi sia “dentro” il nucleo, è un aspetto che verifichiamo insieme in sede di compilazione, perché sbagliare la composizione familiare falsa l’intero calcolo.

Come si calcola il valore delle criptovalute al 31 dicembre

Passiamo alla parte più operativa della gestione delle criptovalute ISEE 2027: la valorizzazione. Le cripto non hanno un “saldo” in euro come un conto corrente; hanno una quantità (ad esempio 0,15 BTC) che va convertita in euro a una data precisa. Quella data è il 31 dicembre dell’anno di riferimento, cioè il 31 dicembre 2025 per la DSU presentata nel 2027.

Il procedimento, semplificando, è questo:

  1. Individua tutte le posizioni aperte al 31 dicembre: ogni exchange, ogni wallet, ogni piattaforma.
  2. Annota la quantità di ciascuna cripto-attività detenuta a quella data.
  3. Converti ogni quantità in euro usando la quotazione rilevata alla stessa data.
  4. Somma i controvalori ottenuti: il totale è il valore del patrimonio cripto da riportare nella DSU.

Facciamo un esempio concreto. Immagina che Marco, residente a Udine, al 31 dicembre detenga 0,08 BTC su un exchange, 1,2 ETH su un wallet personale e 500 USDT lasciati fermi in attesa di reinvestire. Marco deve convertire in euro le tre posizioni alla data del 31 dicembre e sommarle: il risultato, poniamo 9.400 euro, è il valore che confluisce nel suo patrimonio mobiliare. Non può indicare solo il Bitcoin “perché è l’unico investimento vero”: anche gli USDT sono ricchezza.

La quotazione da usare è quella rilevabile da fonti attendibili e verificabili, tipicamente il valore riportato dalla piattaforma su cui detieni l’asset alla data del 31 dicembre. Il consiglio pratico è semplice: salva uno screenshot o un report ufficiale dell’exchange con data e controvalore in euro. Serve a dimostrare che il numero indicato non è stato inventato, in caso di controllo successivo.

E se ho venduto tutto prima di fine anno?

Se al 31 dicembre la posizione era già chiusa e i soldi erano tornati sul conto corrente, il valore cripto a quella data è zero, ma la liquidità va comunque dichiarata come saldo del conto. Il patrimonio non sparisce: cambia solo forma. È uno degli equivoci più diffusi ed è una delle ragioni per cui conviene farsi assistere nella compilazione.

Giacenza media delle criptovalute: cosa significa e come si ricava

Accanto al valore puntuale di fine anno, nella DSU compare un secondo dato: la giacenza media. Spieghiamola in parole semplici. La giacenza media è la “media” di quanto hai tenuto sul rapporto durante l’anno: si sommano i saldi giorno per giorno e si divide per i giorni dell’anno. Serve a evitare che chi svuota il conto il 30 dicembre risulti povero il 31.

Per i depositi e i conti correnti bancari e postali la regola è scritta nel regolamento ISEE (DPCM 159/2013, art. 5 c. 4 lett. a): si assume il valore più alto tra il saldo contabile al 31 dicembre e la giacenza media annua dello stesso anno. Per le altre forme di patrimonio mobiliare, invece, il regolamento chiede di norma il valore corrente alla stessa data. Per le criptovalute ISEE 2027 il criterio puntuale sarà fissato dal decreto attuativo della Legge di Bilancio 2026: in attesa di quel testo conviene farsi trovare pronti su entrambi i fronti, anche perché gli exchange non rilasciano una “giacenza media” certificata come fanno le banche e il valore in euro oscilla ogni giorno anche senza movimenti.

Da qui l’importanza di arrivare preparati. Cosa puoi fare fin da ora:

  • scaricare lo storico completo dei movimenti dell’anno da ogni exchange utilizzato;
  • conservare i report di rendicontazione annuale, se la piattaforma li mette a disposizione;
  • tenere traccia di depositi e prelievi significativi, con data e importo;
  • annotare i trasferimenti tra wallet propri, che non sono cessioni ma spostamenti;
  • salvare gli indirizzi pubblici dei wallet non custoditi, utili a ricostruire i saldi.

Con questi elementi il CAF è in grado di ricostruire una valorizzazione coerente e difendibile. La regola d’oro è la tracciabilità: qualunque criterio si adotti, deve essere documentato e replicabile. Un numero scritto “a memoria” è il modo più rapido per trovarsi in difficoltà a distanza di mesi.

Documenti da portare al CAF per le criptovalute nell’ISEE 2027

Veniamo alla checklist operativa. Per gestire correttamente le criptovalute nell’ISEE 2027 servono i documenti ordinari della DSU più una parte specifica dedicata al patrimonio digitale. La documentazione standard comprende documento d’identità e codice fiscale di tutti i componenti del nucleo, i dati reddituali dell’anno di riferimento, i dati del patrimonio immobiliare e i saldi e le giacenze medie dei rapporti finanziari al 31 dicembre.

Sul fronte cripto, invece, prepara:

  • l’elenco degli exchange e delle piattaforme utilizzate, anche se oggi non più attive;
  • l’estratto conto o report annuale di ciascuna piattaforma con il controvalore al 31 dicembre;
  • lo storico movimenti completo dell’anno di riferimento (acquisti, vendite, conversioni, prelievi);
  • l’indicazione delle quantità detenute per ogni cripto-attività al 31 dicembre;
  • la documentazione dei wallet personali, con saldo alla data e indirizzo pubblico;
  • gli eventuali contratti di staking o prodotti a rendimento in corso a fine anno.

Se hai già affrontato il tema in dichiarazione dei redditi, molto lavoro è fatto: chi ha compilato il Quadro W possiede quasi tutti i dati utili. In quel caso porta anche una copia della dichiarazione, così i valori restano coerenti tra i due adempimenti. Trovi un esempio concreto di ricostruzione nella nostra guida sulla dichiarazione dei redditi con Binance tra Quadro RW e RT.

Un suggerimento pratico: scarica i report prima di chiudere eventuali account. Molte piattaforme, una volta cessato il rapporto, rendono difficile o impossibile recuperare lo storico. Conservare i file in una cartella dedicata, divisa per anno, ti farà risparmiare ore di ricerche.

Errori comuni da evitare con le criptovalute nella DSU

Nella nostra esperienza quotidiana, gli errori sulle criptovalute ISEE 2027 si ripetono con una certa regolarità. Conoscerli in anticipo evita rettifiche, ISEE difformi e agevolazioni negate. Vediamo i più frequenti.

  • Dimenticare le stablecoin: sono considerate patrimonio a tutti gli effetti, anche se non le percepisci come investimento.
  • Dichiarare solo l’exchange principale, tralasciando piattaforme minori o wallet con importi ridotti: non esistono soglie sotto le quali si è esonerati.
  • Usare il valore sbagliato: si prende la quotazione al 31 dicembre dell’anno di riferimento, non quella del giorno in cui compili la DSU.
  • Confondere il prezzo di acquisto con il valore attuale: nell’ISEE conta quanto valeva a fine anno, non quanto l’hai pagata.
  • Escludere le cripto di altri componenti del nucleo familiare: la DSU riguarda tutta la famiglia.
  • Considerare i trasferimenti tra wallet propri come vendite, gonfiando o sgonfiando i conteggi.

C’è poi un errore più sottile, quasi sempre in buona fede: la incoerenza tra ISEE e dichiarazione dei redditi. Se in dichiarazione risulta un patrimonio cripto significativo e nella DSU non compare nulla, la contraddizione è evidente e facilmente intercettabile. Allineare i due documenti è una precauzione che costa poco e vale molto.

Infine, ricorda che un ISEE più alto non è sempre un problema: dipende dalla prestazione che vuoi richiedere. Meglio un indicatore corretto che un’agevolazione ottenuta e poi revocata, con l’obbligo di restituire quanto percepito.

Cosa succede se non dichiari le criptovalute nell’ISEE

Omettere le criptovalute nell’ISEE 2027 significa presentare una DSU incompleta. Le conseguenze si muovono su due piani distinti, che è bene tenere separati.

Sul piano assistenziale, se dai controlli emerge un patrimonio non dichiarato l’ISEE viene ricalcolato. Le prestazioni ottenute sulla base dell’indicatore errato possono essere revocate e gli importi già incassati richiesti indietro. Parliamo di bonus, contributi, riduzioni di rette scolastiche o universitarie, agevolazioni comunali. In più, la DSU è una dichiarazione sostitutiva, quindi una resa non veritiera può avere ricadute anche sul piano delle responsabilità del dichiarante.

Sul piano fiscale, il discorso è diverso e riguarda la dichiarazione dei redditi: chi non ha indicato le cripto-attività nel quadro dedicato al monitoraggio fiscale o non ha versato quanto dovuto sulle plusvalenze si espone a sanzioni specifiche, che possono però essere ridotte con il ravvedimento operoso, cioè la regolarizzazione spontanea prima dei controlli. Abbiamo trattato l’argomento nel dettaglio nella guida su criptovalute non dichiarate, sanzioni e ravvedimento operoso.

Da tenere presente un elemento che cambia lo scenario: con l’entrata a regime dello scambio automatico di dati tra le piattaforme e le autorità fiscali, le informazioni sui conti cripto degli utenti italiani viaggiano in modo strutturato. L’idea che “tanto non lo sanno” appartiene a una fase ormai superata. Se ti accorgi di avere posizioni pregresse non dichiarate, il momento giusto per sistemarle è prima, non dopo: prenota un appuntamento e valutiamo insieme la strada meno onerosa.

Criptovalute ISEE 2027 a Udine: il supporto del CAF Centro Fiscale

Gestire le criptovalute ISEE 2027 richiede una competenza che unisce due ambiti: la conoscenza della DSU e la capacità di leggere report di exchange e movimenti su blockchain. Non tutti i CAF hanno dimestichezza con il secondo aspetto: capita spesso che chi possiede cripto si senta rispondere “non sappiamo dove metterle”. Il CAF Centro Fiscale a Udine segue da anni il tema delle cripto-attività e lo integra nella compilazione della dichiarazione ISEE.

Come lavoriamo, in concreto:

  • raccogliamo ed esaminiamo i report degli exchange e i saldi dei wallet;
  • ricostruiamo la valorizzazione al 31 dicembre in modo documentato;
  • verifichiamo la coerenza con la dichiarazione dei redditi e con il quadro dedicato alle cripto;
  • compiliamo e trasmettiamo la DSU completa di tutto il patrimonio mobiliare;
  • ti indichiamo quali prestazioni e agevolazioni restano accessibili con il tuo indicatore.

Il servizio è disponibile sia in ufficio a Udine, in Viale Tullio 13, sia online in tutta Italia: molti clienti con patrimonio cripto ci contattano da fuori regione proprio per questa specializzazione. Per la parte più squisitamente fiscale delle cripto-attività, come il Quadro W e le plusvalenze, ci occupiamo anche del Modello Redditi presso il CAF Centro Fiscale di Udine, così da avere un unico interlocutore per entrambi gli adempimenti. Per conoscere i costi ti forniamo un preventivo personalizzato in base alla complessità della posizione.

Domande frequenti sulle criptovalute nell’ISEE 2027

Devo dichiarare le criptovalute nell’ISEE 2027 anche se ho pochi euro?

Sì. Per le criptovalute nell’ISEE 2027 non è prevista una soglia minima di esenzione: anche un saldo modesto su un exchange fa parte del patrimonio mobiliare del nucleo e va indicato nella DSU. Il calcolo dell’ISEE applica comunque una detrazione sul patrimonio mobiliare complessivo del nucleo, per cui su importi piccoli l’impatto sull’indicatore è generalmente trascurabile: resta però l’esigenza di dichiarare il dato in modo completo.

A quale anno si riferisce il patrimonio cripto nella DSU 2027?

La DSU considera il patrimonio al 31 dicembre del secondo anno precedente rispetto a quello di presentazione. Per una dichiarazione presentata nel 2027, quindi, il riferimento è il 31 dicembre 2025. È il motivo per cui i documenti vanno conservati con anticipo: quando arriva il momento di compilare, quei dati devono essere già disponibili.

Le criptovalute su exchange esteri vanno dichiarate nell’ISEE?

Sì. L’ISEE fotografa la situazione economica complessiva della famiglia, senza distinzione tra piattaforme italiane ed estere. Il patrimonio detenuto su exchange con sede all’estero rientra pienamente nel calcolo, così come le somme su wallet personali non collegati ad alcun intermediario.

Come faccio a calcolare la giacenza media delle criptovalute?

La giacenza media è la media dei saldi mantenuti durante l’anno. Gli exchange raramente la certificano come le banche, perciò, quando serve, va ricostruita partendo dallo storico dei movimenti e dai report annuali della piattaforma. È una delle operazioni più delicate: portando la documentazione al CAF Centro Fiscale la ricostruiamo insieme, con un criterio tracciabile e documentato.

Le criptovalute in staking contano nel patrimonio ISEE?

Sì. Anche se i token sono vincolati e non immediatamente disponibili, restano di tua proprietà e concorrono al patrimonio mobiliare. Vanno quindi valorizzati al 31 dicembre come le altre posizioni, insieme agli eventuali rendimenti già accreditati alla stessa data.

Un ISEE più alto per le cripto mi fa perdere i bonus?

Dipende dalle soglie della singola prestazione: alcune agevolazioni hanno limiti bassi, altre sono a scalare. Includere le criptovalute nell’ISEE 2027 può alzare l’indicatore, ma dichiarare il vero è l’unico modo per non rischiare revoche e restituzioni. In sede di appuntamento verifichiamo quali misure restano alla tua portata e se ha senso valutare l’ISEE corrente, la versione aggiornata in caso di variazioni rilevanti della situazione economica.

Prepara ora la DSU 2027 con il CAF Centro Fiscale

Affrontare le criptovalute ISEE 2027 all’ultimo momento, magari a gennaio con la fila per le domande di bonus già iniziata, è il modo più semplice per commettere errori. Organizzare oggi i report degli exchange, i saldi dei wallet e lo storico dei movimenti significa arrivare alla DSU con una posizione ordinata e un indicatore corretto fin dalla prima trasmissione.

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti affianca in tutto il percorso: analisi della documentazione cripto, valorizzazione del patrimonio al 31 dicembre, compilazione e invio della dichiarazione ISEE, verifica della coerenza con la dichiarazione dei redditi. Ti seguiamo in ufficio a Udine oppure online, con un preventivo personalizzato commisurato alla complessità della tua situazione.

Non lasciare che un wallet dimenticato comprometta un’agevolazione a cui hai diritto: Contattaci per fissare un appuntamento e affrontare la DSU 2027 con la certezza di aver dichiarato tutto nel modo giusto.

Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.


Hai bisogno di assistenza per l’ISEE con criptovalute? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio in Viale Tullio 13 che online in tutta Italia. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121 per un preventivo personalizzato e per fissare un appuntamento.

Settembre 4, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/Dichiarazione-redditi-Criptovalute.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-09-04 17:00:002026-09-03 07:57:08Criptovalute ISEE 2027: Guida Completa alla DSU

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