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congedo parentale 2025

Il congedo parentale 2026 rappresenta uno degli strumenti più importanti a disposizione dei genitori lavoratori dipendenti in Italia. Si tratta di un periodo di astensione facoltativa dal lavoro, riconosciuto sia alla madre che al padre, per prendersi cura del figlio nei primi anni di vita. Con le novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026, la normativa è stata ulteriormente potenziata: la retribuzione all’80% è stata confermata per 3 mesi e il limite di età del figlio è stato esteso fino a 14 anni. In questa guida completa scoprirai tutto quello che devi sapere su durata, retribuzione, come fare domanda all’INPS e le differenze con il congedo obbligatorio di maternità e paternità.

Indice dei contenuti

  1. Cos’è il congedo parentale e chi ne ha diritto
  2. Durata del congedo parentale 2026
  3. Retribuzione del congedo parentale: quanto si prende
  4. Novità congedo parentale 2026
  5. Congedo obbligatorio di maternità: i 5 mesi all’80%
  6. Congedo obbligatorio di paternità: 10 giorni al 100%
  7. Come fare domanda di congedo parentale INPS online
  8. Congedo parentale a ore: come funziona
  9. Impatto sui contributi pensionistici
  10. Tabella riepilogativa durata e retribuzione
  11. Differenze tra congedo di maternità e congedo parentale
  12. FAQ sul congedo parentale 2026

Cos’è il congedo parentale e chi ne ha diritto

Il congedo parentale (noto anche come “astensione facoltativa”) è il diritto di entrambi i genitori lavoratori dipendenti di assentarsi dal lavoro per prendersi cura del figlio. A differenza del congedo obbligatorio di maternità, che è un obbligo di legge, il congedo parentale è una scelta volontaria del genitore.

La normativa di riferimento è il Decreto Legislativo 151/2001 (Testo Unico sulla maternità e paternità), modificato più volte negli ultimi anni per ampliare le tutele.

Chi ha diritto al congedo parentale nel 2026

Hanno diritto al congedo parentale:

  • Lavoratori dipendenti (sia del settore pubblico che privato)
  • Madri e padri, anche contemporaneamente
  • Genitori adottivi e affidatari
  • Lavoratori agricoli a tempo determinato (con requisiti specifici)

Non hanno diritto al congedo parentale i lavoratori autonomi e i liberi professionisti con partita IVA, per i quali esistono tutele diverse e più limitate previste dalla propria cassa previdenziale.

Il congedo può essere fruito per ogni figlio fino al compimento dei 12 anni di età (o fino a 14 anni per la parte non retribuita, come vedremo più avanti con le novità 2026).

Durata del congedo parentale 2026: quanti mesi spettano

La durata del congedo parentale 2026 segue regole precise che è importante conoscere per pianificare al meglio l’assenza dal lavoro. Il periodo complessivo tra entrambi i genitori è di 10 mesi, che possono diventare 11 mesi in una condizione particolare.

Ripartizione tra madre e padre

Ecco come si suddivide il congedo parentale tra i due genitori:

  • Madre: massimo 6 mesi (continuativi o frazionati)
  • Padre: massimo 6 mesi (elevabili a 7 se ne fruisce almeno 3)
  • Totale tra i due genitori: massimo 10 mesi (elevabili a 11)
  • Genitore solo: massimo 10 mesi

Quando si arriva a 11 mesi? Se il padre lavoratore si astiene dal lavoro per un periodo continuativo o frazionato di almeno 3 mesi, il limite massimo complessivo dei genitori è elevato a 11 mesi. Questa norma è pensata per incentivare la partecipazione attiva dei padri alla cura dei figli.

Ad esempio, immagina che Marco e Laura abbiano un figlio di 2 anni. Laura ha già usato 5 mesi di congedo parentale. Marco decide di prendere 4 mesi. In questo caso, avendo Marco superato i 3 mesi, il tetto complessivo sale da 10 a 11 mesi, e la coppia può usufruire di tutti i 9 mesi (5+4) senza problemi.

Retribuzione del congedo parentale 2026: quanto si prende

La retribuzione durante il congedo parentale è una delle domande più frequenti tra i genitori. Nel 2026 il sistema prevede tre fasce di indennità, pagate dall’INPS:

Le tre fasce di indennità

  1. 3 mesi all’80% della retribuzione – Si tratta di un mese spettante alla madre (non trasferibile) + un mese spettante al padre (non trasferibile) + un ulteriore mese spettante a uno dei due genitori (trasferibile). Questi 3 mesi all’80% sono la grande novità confermata per il 2026.
  2. 6 mesi al 30% della retribuzione – I restanti mesi di congedo (fino al nono mese indennizzabile complessivo tra i genitori) sono retribuiti al 30%, ma solo fino ai 12 anni del bambino.
  3. Mesi restanti senza retribuzione – Eventuali mesi residui (fino al tetto di 10/11 mesi totali) non sono retribuiti, a meno che il reddito individuale del genitore non sia inferiore a 2,5 volte il trattamento minimo di pensione.

In pratica, se il tuo stipendio netto mensile è di 1.500 euro, durante i primi 3 mesi di congedo parentale riceverai circa 1.200 euro al mese (80%), mentre nei successivi mesi al 30% riceverai circa 450 euro al mese.

Come si calcola la retribuzione

L’indennità di congedo parentale si calcola sulla retribuzione media giornaliera del periodo di paga quadrisettimanale o mensile immediatamente precedente l’inizio del congedo. Il calcolo include:

  • Retribuzione base
  • Contingenza e scatti di anzianità
  • Ratei di tredicesima e quattordicesima
  • Esclusi: straordinari, premi variabili, indennità occasionali

Novità congedo parentale 2026: cosa cambia

La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto importanti novità per il congedo parentale, potenziando le tutele economiche per i genitori lavoratori. Ecco le principali modifiche rispetto al 2025:

Conferma dei 3 mesi all’80%

La misura introdotta sperimentalmente nel 2024 è stata resa strutturale. I 3 mesi retribuiti all’80% (invece del 30%) sono ora una garanzia permanente, non più soggetta a rinnovo annuale. Questo significa un aumento significativo dell’indennità per le famiglie: su uno stipendio medio di 1.800 euro lordi, la differenza tra 80% e 30% è di circa 900 euro al mese.

Estensione fino a 14 anni del figlio

Una delle novità più rilevanti del 2026 riguarda l’ampliamento della finestra temporale. Il congedo parentale non retribuito è fruibile fino al compimento dei 14 anni del figlio (in precedenza il limite era 12 anni). Questo permette ai genitori di poter contare su periodi di astensione anche quando i figli sono più grandi, ad esempio durante l’adolescenza.

Attenzione però: la parte retribuita (all’80% e al 30%) resta fruibile solo entro i 12 anni del bambino. L’estensione a 14 anni riguarda esclusivamente il periodo non indennizzato.

Riepilogo novità 2026

  • 3 mesi all’80% resi strutturali (non più sperimentali)
  • Estensione a 14 anni per la parte non retribuita
  • Congedo di paternità obbligatorio confermato a 10 giorni al 100%
  • Semplificazione della domanda online INPS
  • Maggiore flessibilità nella fruizione a ore

Congedo obbligatorio di maternità: i 5 mesi all’80%

Prima di approfondire il congedo parentale (facoltativo), è fondamentale distinguerlo dal congedo obbligatorio di maternità, che è un diritto irrinunciabile della lavoratrice.

Durata e modalità del congedo di maternità

Il congedo obbligatorio di maternità dura complessivamente 5 mesi e può essere fruito in due modalità:

  • Formula tradizionale (2+3): 2 mesi prima del parto + 3 mesi dopo il parto
  • Flessibilità (1+4): 1 mese prima del parto + 4 mesi dopo il parto (serve certificato medico che attesti l’assenza di rischi)
  • Opzione post-parto (0+5): tutti i 5 mesi dopo il parto (introdotta dalla Legge di Bilancio 2019, serve certificato medico)

Retribuzione del congedo di maternità

Durante il congedo obbligatorio di maternità, la lavoratrice riceve un’indennità pari all’80% della retribuzione media giornaliera. Molti contratti collettivi nazionali (CCNL) prevedono un’integrazione a carico del datore di lavoro fino al 100%, quindi è importante verificare cosa prevede il proprio contratto.

Chi ha diritto anche al bonus mamme lavoratrici può beneficiare di un ulteriore supporto economico durante questo periodo.

Congedo obbligatorio di paternità 2026: 10 giorni al 100%

Il congedo di paternità obbligatorio è un diritto relativamente recente, reso strutturale dal 2022. Nel 2026 le regole sono confermate e rafforzate.

Come funziona il congedo di paternità

  • Durata: 10 giorni lavorativi (20 in caso di parto gemellare)
  • Retribuzione: 100% della retribuzione
  • Quando: può essere fruito dai 2 mesi prima del parto fino ai 5 mesi successivi
  • Modalità: anche in modo non continuativo
  • Compatibilità: può essere fruito anche durante il congedo di maternità della madre

Il congedo di paternità è obbligatorio: il datore di lavoro non può negarlo e il padre è tenuto a fruirne. In caso di mancata concessione, il datore rischia sanzioni amministrative da 516 a 2.582 euro.

Questo congedo è indipendente dal congedo parentale facoltativo: i 10 giorni obbligatori non si scalano dai mesi di congedo parentale. Pertanto, un padre può usufruire di 10 giorni obbligatori + fino a 6 mesi (o 7) di congedo parentale facoltativo.

Come fare domanda di congedo parentale INPS online

La domanda di congedo parentale deve essere presentata all’INPS prima dell’inizio del periodo di astensione. Se presenti la domanda in ritardo, i giorni precedenti alla richiesta non saranno indennizzati.

Procedura online sul portale INPS

  1. Accedi al portale INPS (www.inps.it) con SPID, CIE o CNS
  2. Cerca il servizio “Domanda di congedo parentale”
  3. Seleziona “Congedo parentale” nella tipologia di domanda
  4. Inserisci i dati del figlio (nome, cognome, data di nascita, codice fiscale)
  5. Indica il periodo richiesto (data inizio e data fine)
  6. Specifica se vuoi il congedo a giornate intere o a ore
  7. Allega eventuale documentazione richiesta
  8. Invia la domanda e conserva il numero di protocollo

Canali alternativi per la domanda

Se non riesci a presentare la domanda online, puoi rivolgerti a:

  • Contact Center INPS: 803 164 (gratuito da fisso) o 06 164 164 (da mobile)
  • Patronato: il CAF Centro Fiscale di Udine può presentare la domanda per tuo conto gratuitamente, assistendoti nella compilazione e nel controllo di tutta la documentazione necessaria

Documenti necessari

  • SPID, CIE o CNS per l’accesso
  • Codice fiscale del figlio
  • Certificato di nascita o riconoscimento del figlio
  • Dichiarazione del datore di lavoro (per alcune tipologie contrattuali)
  • In caso di adozione: provvedimento di adozione o affidamento

Congedo parentale a ore: come funziona

Dal 2015, i genitori possono fruire del congedo parentale anche su base oraria, non solo a giornate intere. Questa modalità offre una flessibilità preziosa per chi vuole conciliare lavoro e cura dei figli senza rinunciare del tutto alla retribuzione.

Regole del congedo a ore

  • Misura minima: il congedo a ore spetta nella misura del 50% dell’orario giornaliero, salvo diverse previsioni del CCNL
  • Non frazionabile ulteriormente: non puoi chiedere, ad esempio, solo 1 ora se il tuo orario è di 8 ore (il minimo è 4 ore in quel caso)
  • Non cumulabile: nello stesso giorno non puoi cumulare congedo parentale a ore con permessi per allattamento o altri riposi
  • Retribuzione: segue le stesse regole del congedo a giornate (80% o 30% a seconda del mese utilizzato)

Il congedo a ore è particolarmente utile per chi lavora part-time o per chi vuole mantenere un collegamento con l’ambiente lavorativo pur dedicando più tempo al figlio.

Per la domanda online, nella procedura INPS selezionerai la voce “Fruizione a ore” e indicherai le ore giornaliere di congedo richieste.

Impatto del congedo parentale sui contributi pensionistici

Uno degli aspetti che preoccupa maggiormente i genitori è l’effetto del congedo parentale sulla futura pensione. Ecco cosa succede ai contributi previdenziali durante i periodi di astensione:

Copertura contributiva durante il congedo

  • Congedo obbligatorio di maternità (5 mesi): copertura contributiva piena al 100% con contributi figurativi. Non c’è nessun impatto negativo sulla pensione.
  • Congedo parentale retribuito (fino a 9 mesi): i periodi retribuiti (all’80% o al 30%) sono coperti da contribuzione figurativa, calcolata sulla retribuzione convenzionale (pari al 200% dell’assegno sociale). Questo significa che i contributi versati saranno inferiori a quelli normali, ma comunque validi per il diritto e il calcolo della pensione.
  • Congedo parentale non retribuito: i periodi non retribuiti sono coperti da contributi figurativi solo fino al sesto anno di vita del bambino. Dopo questa età, il periodo non è coperto automaticamente.

Come recuperare i contributi mancanti

Se hai periodi scoperti, puoi ricorrere al riscatto o alla contribuzione volontaria. Il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a verificare la tua situazione contributiva e valutare se conviene procedere con il riscatto dei periodi non coperti. Puoi approfondire il tema nella nostra guida alle pensioni 2026.

Tabella riepilogativa durata e retribuzione congedo parentale 2026

Per avere un quadro chiaro e immediato di tutte le tipologie di congedo a disposizione dei genitori nel 2026, ecco la tabella riepilogativa completa:

Tipologia di congedoDurataRetribuzioneEtà massima figlioChi ne ha diritto
Congedo obbligatorio maternità5 mesi80% (spesso integrato al 100% dal CCNL)Dalla nascitaMadre lavoratrice dipendente
Congedo obbligatorio paternità10 giorni (20 per gemelli)100%Entro 5 mesi dalla nascitaPadre lavoratore dipendente
Congedo parentale – 3 mesi all’80%3 mesi (1 madre + 1 padre + 1 alternativo)80%Entro 12 anniEntrambi i genitori
Congedo parentale – al 30%Fino a 6 mesi aggiuntivi (tot. 9 mesi indennizzabili)30%Entro 12 anniEntrambi i genitori
Congedo parentale – non retribuitoMesi residui fino a 10/11 totali0% (salvo basso reddito)Entro 14 anni (novità 2026)Entrambi i genitori

Nota importante: i mesi indicati si intendono come tetto complessivo tra entrambi i genitori. Ad esempio, se la madre usa 6 mesi di congedo parentale, il padre potrà usarne al massimo 4 (per arrivare al tetto di 10), oppure 5 se ha già usato almeno 3 mesi propri (tetto elevato a 11).

Differenze tra congedo di maternità e congedo parentale

Molti genitori confondono il congedo di maternità con il congedo parentale. Si tratta di due istituti diversi, con regole distinte:

CaratteristicaCongedo di maternitàCongedo parentale
NaturaObbligatorioFacoltativo
Chi ne fruisceSolo la madreMadre e/o padre
Durata5 mesiFino a 10/11 mesi (totale genitori)
Retribuzione80% (spesso 100% con CCNL)80% (3 mesi), 30% (6 mesi), 0%
QuandoPrima e dopo il partoDopo il congedo obbligatorio, entro 12/14 anni
DomandaObbligatoriaFacoltativa, su richiesta del genitore

In sostanza, il congedo di maternità è il periodo di astensione obbligatorio intorno al parto, mentre il congedo parentale è un diritto facoltativo aggiuntivo che si può usare nei mesi e anni successivi. I due periodi si sommano: una madre può fruire di 5 mesi obbligatori + fino a 6 mesi di congedo parentale facoltativo.

Se stai pianificando il ritorno al lavoro dopo la maternità, può essere utile anche valutare il bonus asilo nido 2026, che ti aiuta a coprire le spese per la cura del bambino quando riprendi l’attività lavorativa.

FAQ sul congedo parentale 2026

Il congedo parentale spetta anche ai genitori adottivi?

Sì, il congedo parentale spetta anche ai genitori adottivi e affidatari. Il periodo decorre dalla data di ingresso del minore in famiglia (o in Italia, per le adozioni internazionali). Le regole sulla durata e sulla retribuzione sono le stesse dei genitori biologici.

Posso prendere il congedo parentale se lavoro part-time?

Sì, il diritto al congedo parentale spetta a tutti i lavoratori dipendenti, inclusi quelli part-time. La retribuzione sarà calcolata proporzionalmente all’orario effettivo di lavoro. Se lavori 4 ore al giorno, il congedo a ore sarà di 2 ore (50% dell’orario).

Il datore di lavoro può rifiutare il congedo parentale?

No. Il congedo parentale è un diritto soggettivo del lavoratore. Il datore di lavoro non può rifiutarlo né subordinarlo a esigenze aziendali. Deve però essere comunicato con un preavviso di almeno 5 giorni (o 2 giorni per il congedo a ore).

Madre e padre possono prendere il congedo contemporaneamente?

Sì, la legge consente ai genitori di fruire del congedo parentale nello stesso periodo. Entrambi possono assentarsi contemporaneamente dal lavoro, purché non venga superato il tetto complessivo di 10 mesi (o 11). Questa possibilità è particolarmente utile nei primi mesi di vita del bambino.

Come si calcolano i 3 mesi all’80%?

I 3 mesi all’80% sono così ripartiti: 1 mese è riservato alla madre (non trasferibile al padre), 1 mese è riservato al padre (non trasferibile alla madre), e il terzo mese può essere usato da uno dei due genitori in alternativa. Se il padre non usa il suo mese riservato, quel mese non passa alla madre e viceversa.

Quanto tempo prima devo fare domanda all’INPS?

La domanda va presentata prima dell’inizio del periodo di congedo. Non c’è un termine minimo di legge, ma è consigliabile presentarla con almeno 15-30 giorni di anticipo per evitare ritardi nella lavorazione. Ricorda che i giorni di congedo fruiti prima della presentazione della domanda non vengono indennizzati.


Hai bisogno di assistenza per il congedo parentale?

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta gratuitamente con la domanda di congedo parentale all’INPS, il calcolo della retribuzione spettante e la verifica dei tuoi diritti. I nostri operatori di patronato sono specializzati in tutele per la maternità e paternità e possono seguirti in ogni passaggio.

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