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Tag Archivio per: detrazione elettrodomestici

CAF, RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA

Bonus Mobili ed Elettrodomestici 2026: Guida Completa a Detrazione, Tetto di Spesa e Requisiti

Bonus Mobili

Il bonus mobili 2026 è l’agevolazione fiscale che permette di detrarre parte della spesa sostenuta per acquistare mobili nuovi e grandi elettrodomestici destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione. È una delle detrazioni più richieste dalle famiglie italiane, ma anche una delle più fraintese: non basta comprare un divano o un frigorifero nuovo per avere diritto allo sconto fiscale, perché il bonus è collegato a precise condizioni su ristrutturazione, tetto di spesa, classi energetiche e modalità di pagamento. In questa guida vediamo passo dopo passo come funziona il bonus mobili ed elettrodomestici 2026, chi può richiederlo e quali errori evitare per non perdere il diritto alla detrazione.

Indice dei contenuti

  1. Cos’è il Bonus Mobili ed Elettrodomestici 2026
  2. Detrazione IRPEF: percentuale e tetto di spesa 2026
  3. Il vincolo della ristrutturazione: quali interventi danno diritto al bonus
  4. Cosa si può acquistare: mobili ammessi
  5. Grandi elettrodomestici: le classi energetiche minime richieste
  6. Come si detrae il bonus: ripartizione in 10 quote annuali
  7. Pagamenti tracciabili: come pagare per non perdere il bonus
  8. Documenti da conservare
  9. Errori tipici che fanno perdere il diritto al bonus
  10. Domande frequenti sul bonus mobili 2026
  11. Il CAF può aiutarti con il bonus mobili 2026

Cos’è il Bonus Mobili ed Elettrodomestici 2026

Il bonus mobili è una detrazione IRPEF, cioè uno sconto sulle imposte sui redditi dovute, riconosciuto a chi acquista mobili nuovi e grandi elettrodomestici ad alta efficienza energetica da destinare all’arredo di un immobile che è stato oggetto di un intervento di ristrutturazione edilizia. Non si tratta quindi di un bonus autonomo: è collegato a un altro beneficio fiscale, quello per le ristrutturazioni, e non può esistere senza di esso.

L’obiettivo della norma è duplice: da un lato sostenere chi ha già investito in lavori edilizi (rifacimento bagno, tinteggiatura, sostituzione impianti, e così via), dall’altro incentivare l’acquisto di elettrodomestici a basso consumo energetico, in continuità con le politiche di risparmio energetico che riguardano anche l’Ecobonus.

Detrazione IRPEF: percentuale e tetto di spesa 2026

Per il 2026 il bonus mobili riconosce una detrazione IRPEF del 50% delle spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici. Su questo aspetto la normativa non è cambiata rispetto agli anni precedenti: la percentuale di detrazione resta fissata al 50%.

Quello che invece è cambiato più volte negli anni è il tetto massimo di spesa su cui calcolare la detrazione. Per il 2026 il limite è fissato a 5.000 euro per singola unità immobiliare. Significa che il risparmio fiscale massimo ottenibile è di 2.500 euro (il 50% di 5.000 euro), da recuperare in dieci anni.

È importante conoscere l’evoluzione di questo tetto, perché online circolano ancora informazioni non aggiornate riferite agli anni passati:

AnnoTetto massimo di spesaRiferimento
202210.000 euroNormativa previgente
20238.000 euroLegge di Bilancio 2023 (L. 197/2022)
2024-20265.000 euroLegge di Bilancio 2024 (L. 213/2023), prorogata fino al 2026

Il tetto di spesa si applica per singola unità immobiliare: se possiedi più immobili oggetto di ristrutturazione, il limite di 5.000 euro vale separatamente per ciascuno di essi, a condizione che ognuno abbia i requisiti per accedere al bonus.

Il vincolo della ristrutturazione: quali interventi danno diritto al bonus

Il requisito che genera più dubbi riguarda il legame tra bonus mobili e lavori edilizi. La regola, prevista dall’articolo 16-bis del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi), è precisa: per usufruire del bonus mobili 2026 i lavori di ristrutturazione devono essere iniziati non prima del 1° gennaio dell’anno precedente a quello dell’acquisto dei mobili.

Tradotto in parole semplici: per gli acquisti effettuati nel 2026, i lavori di ristrutturazione devono essere stati iniziati a partire dal 1° gennaio 2025. Non conta la data di fine lavori, ma quella di inizio: puoi quindi acquistare mobili ed elettrodomestici anche mentre la ristrutturazione è ancora in corso, oppure dopo che è terminata, purché rientri in questa finestra temporale.

Non tutti gli interventi edilizi danno diritto al bonus mobili. Rientrano tra quelli validi, tra gli altri:

  • Manutenzione straordinaria su singole unità immobiliari residenziali
  • Restauro e risanamento conservativo
  • Ristrutturazione edilizia vera e propria
  • Interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria sulle parti comuni di edifici condominiali
  • Ricostruzione o ripristino dell’immobile danneggiato da eventi calamitosi, se è stato dichiarato lo stato di emergenza
  • Interventi finalizzati alla prevenzione di atti illeciti da parte di terzi

Non sono invece sufficienti la semplice manutenzione ordinaria su una singola unità abitativa (per esempio la sola tinteggiatura di un appartamento, senza altri lavori) o interventi che non rientrano tra quelli agevolabili dal bonus ristrutturazioni. Se hai dubbi sulla tipologia di lavori che hai fatto o che stai per fare, ti consigliamo di verificare con attenzione la nostra guida al Bonus Casa, che spiega nel dettaglio quali interventi sono ammessi al bonus ristrutturazioni e quindi, di conseguenza, al bonus mobili collegato.

Un caso particolare riguarda l’acquisto di mobili senza CILA: in alcune situazioni specifiche è possibile accedere al bonus anche senza la Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata. Abbiamo dedicato un approfondimento a questo tema nella guida Bonus Mobili Senza CILA 2026.

Cosa si può acquistare: mobili ammessi

Per quanto riguarda i mobili, la regola generale è che devono essere nuovi (non sono ammessi mobili usati o d’antiquariato) e destinati ad arredare l’immobile oggetto di ristrutturazione. Rientrano tra i mobili agevolabili, a titolo di esempio:

  • Letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli e sedie
  • Divani, poltrone e materassi
  • Apparecchi di illuminazione che costituiscono un necessario completamento dell’arredo

Sono invece esclusi, tra gli altri, porte, pavimentazioni, tende e tendaggi, oltre ad altri complementi di arredo che la normativa non considera mobili in senso stretto. L’elenco dettagliato di cosa rientra e cosa no, con tutte le categorie di prodotto, è disponibile nella nostra guida verticale Bonus mobili 2026: cosa rientra nella detrazione.

Grandi elettrodomestici: le classi energetiche minime richieste

Per i grandi elettrodomestici la regola è più stringente rispetto ai mobili: non basta che il prodotto sia nuovo, deve anche rispettare una classe energetica minima. La classe energetica è quella lettera, dalla A alla G secondo la nuova etichetta energetica europea, che trovi sull’etichetta obbligatoria applicata al prodotto e nella relativa scheda tecnica.

Per il 2026, in base alla normativa vigente, occorre rispettare almeno queste classi energetiche minime:

Tipo di elettrodomesticoClasse energetica minima richiesta
ForniClasse A
Lavatrici, lavasciuga e lavastoviglieClasse E
Frigoriferi e congelatoriClasse F

Per gli apparecchi che sul mercato non dispongono ancora di etichetta energetica obbligatoria (per esempio alcune piccole categorie di prodotto), è sufficiente che siano nuovi, senza vincoli di classe. Il consiglio pratico è sempre lo stesso: controlla l’etichetta energetica prima di acquistare e conserva la documentazione che la attesta, perché in caso di controllo dovrai poter dimostrare che l’elettrodomestico rispettava la classe minima richiesta al momento dell’acquisto.

Rientrano tra i grandi elettrodomestici agevolabili, oltre a quelli della tabella, anche piani cottura, apparecchi per il condizionamento e la ventilazione, stufe elettriche e apparecchiature per la sicurezza domestica. Se l’elettrodomestico incassato (per esempio un forno da incasso) non rispetta la classe energetica minima, quella parte di spesa va esclusa dal calcolo della detrazione.

Come si detrae il bonus: ripartizione in 10 quote annuali

Una volta calcolata la detrazione (50% della spesa, entro il tetto di 5.000 euro), l’importo non viene restituito in un’unica soluzione. La legge prevede infatti che la detrazione sia ripartita obbligatoriamente in 10 quote annuali di pari importo: non è possibile scegliere una rateizzazione diversa, né più breve né più lunga.

Facciamo un esempio pratico: se hai speso 5.000 euro per mobili ed elettrodomestici nel 2026, la detrazione totale sarà di 2.500 euro (il 50%). Questo importo verrà suddiviso in 10 quote da 250 euro l’una, da far valere una ogni anno nella dichiarazione dei redditi, a partire dall’anno di sostenimento della spesa fino al decimo anno successivo.

La detrazione va indicata nel quadro dedicato del modello 730 oppure nel corrispondente quadro del modello Redditi Persone Fisiche, a seconda di quale dichiarazione presenti. Va sempre incrociata correttamente con l’anno di sostenimento della spesa e con l’eventuale detrazione già in corso relativa alla ristrutturazione principale.

Pagamenti tracciabili: come pagare per non perdere il bonus

Uno degli aspetti su cui si perde più facilmente il diritto alla detrazione riguarda le modalità di pagamento. La normativa richiede infatti che i pagamenti avvengano esclusivamente con strumenti tracciabili:

  • Bonifico bancario o postale (anche non necessariamente il bonifico “parlante” tipico delle ristrutturazioni, ma è comunque la modalità più sicura e tracciabile)
  • Pagamento con carta di credito
  • Pagamento con carta di debito (bancomat)

Sono invece vietati i pagamenti in contanti, con assegno o con qualsiasi altro mezzo non tracciabile. Un pagamento effettuato nel modo sbagliato fa perdere la detrazione, anche se il mobile o l’elettrodomestico acquistato è perfettamente ammissibile per requisiti e caratteristiche. Non esiste possibilità di sanatoria successiva: se il pagamento non è tracciabile, quella spesa semplicemente non entra nel calcolo del bonus.

Attenzione anche ai pagamenti misti: se paghi in parte con carta e in parte in contanti (per esempio un acconto in contanti e il saldo con bonifico), solo la parte pagata con strumento tracciabile potrà essere portata in detrazione.

Documenti da conservare

Per non avere problemi in caso di controllo dell’Agenzia delle Entrate, è fondamentale conservare con cura tutta la documentazione relativa all’acquisto. In particolare occorre tenere:

  • Fatture o scontrini “parlanti” di acquisto, che riportino natura, qualità e quantità dei beni acquistati (uno scontrino generico che riporta solo l’importo non è sufficiente se non è accompagnato da altra documentazione che attesti questi elementi)
  • Ricevute dei bonifici bancari o postali, oppure gli estratti conto che attestano il pagamento con carta di credito o debito
  • Documentazione attestante la classe energetica degli elettrodomestici acquistati, in caso non risulti già dallo scontrino o dalla fattura
  • Documentazione relativa ai lavori di ristrutturazione collegati (comunicazione di inizio lavori quando prevista, fatture dei lavori edilizi, eventuali bonifici parlanti relativi alla ristrutturazione)

Questi documenti vanno conservati per tutto il periodo in cui hai diritto a fruire della detrazione (le 10 quote annuali) più il tempo utile per un eventuale controllo fiscale successivo. In pratica, è buona norma non disfarsene per almeno 10 anni dall’acquisto.

Errori tipici che fanno perdere il diritto al bonus

Sulla base delle richieste più frequenti che riceviamo, ecco gli errori più comuni che possono far perdere, in tutto o in parte, il diritto al bonus mobili:

  1. Acquistare i mobili prima dell’inizio della ristrutturazione: se i lavori edilizi non sono ancora iniziati (o non rientrano nella finestra temporale ammessa), l’acquisto non dà diritto al bonus, anche se poi i lavori vengono effettivamente fatti in seguito.
  2. Pagare in contanti o con assegno: come visto, è la causa più frequente di perdita del beneficio, spesso per piccoli acquisti che si pensa non “valgano la pena” di essere tracciati.
  3. Non verificare la classe energetica dell’elettrodomestico: acquistare un frigorifero o una lavatrice senza controllare l’etichetta energetica può portare a scoprire, solo in fase di dichiarazione dei redditi, che quella spesa non è detraibile.
  4. Superare il tetto di spesa senza saperlo: sommando più acquisti nel corso dell’anno si può superare inconsapevolmente il limite di 5.000 euro, con la conseguenza che la parte eccedente non genera alcuna detrazione.
  5. Confondere il tipo di intervento di ristrutturazione: pensare che qualsiasi lavoro in casa dia diritto al bonus, quando in realtà la semplice manutenzione ordinaria su una singola unità abitativa non rientra tra gli interventi ammessi.
  6. Non conservare la documentazione: perdere fatture, scontrini parlanti o ricevute di bonifico rende molto difficile dimostrare il diritto alla detrazione in caso di controllo, anche a distanza di anni.
  7. Confondere l’anno di riferimento del tetto di spesa: applicare per errore il tetto di un anno diverso (per esempio ricordare gli 8.000 euro del 2023 invece dei 5.000 euro validi per il 2026) porta a calcolare una detrazione sbagliata.

Domande frequenti sul bonus mobili 2026

Posso richiedere il bonus mobili senza aver fatto ristrutturazioni importanti?
No. Il bonus mobili è sempre collegato a un intervento di ristrutturazione edilizia (o manutenzione straordinaria) iniziato non prima del 1° gennaio dell’anno precedente all’acquisto. Senza questo requisito, l’acquisto di mobili o elettrodomestici non è agevolabile.

Il tetto di 5.000 euro è per persona o per immobile?
Il tetto di spesa è calcolato per singola unità immobiliare oggetto di ristrutturazione, non per persona. Se più persone dello stesso nucleo familiare convivono nello stesso immobile, il tetto resta comunque 5.000 euro complessivi per quell’unità immobiliare.

Posso pagare in più rate con carta di credito?
Sì, l’importante è che il pagamento avvenga tramite carta di credito o debito, bonifico bancario o postale. La rateizzazione concessa dal circuito della carta di credito non incide sulla tracciabilità del pagamento ai fini del bonus.

Cosa succede se non rispetto la classe energetica minima?
Se l’elettrodomestico acquistato non rispetta la classe energetica minima richiesta (A per i forni, E per lavatrici/lavasciuga/lavastoviglie, F per frigoriferi e congelatori), quella specifica spesa non può essere portata in detrazione, anche se il resto dell’acquisto (per esempio i mobili) rimane agevolabile.

Devo comunicare qualcosa all’ENEA per il bonus mobili?
No, a differenza di altri bonus casa legati al risparmio energetico (come l’Ecobonus), per il bonus mobili non è prevista alcuna comunicazione preventiva all’ENEA. È sufficiente conservare la documentazione fiscale e indicare la detrazione nella dichiarazione dei redditi.

Il CAF può aiutarti con il bonus mobili 2026

Tra tetto di spesa, requisiti sulla ristrutturazione collegata, classi energetiche degli elettrodomestici e obbligo di pagamento tracciabile, gestire correttamente il bonus mobili nella dichiarazione dei redditi richiede attenzione. Un errore nella compilazione del quadro dedicato, o una documentazione incompleta, può far perdere in parte o del tutto il diritto alla detrazione.

Il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a verificare se i tuoi acquisti rispettano tutti i requisiti, a raccogliere correttamente la documentazione necessaria e a inserire in modo corretto la detrazione nel tuo 730 o modello Redditi, così da non perdere nemmeno una delle 10 quote annuali a cui hai diritto. Contattaci per un preventivo personalizzato e senza impegno.

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Hai dubbi sui requisiti, sul tetto di spesa o su come inserire correttamente la detrazione nella tua dichiarazione dei redditi? Il nostro staff verifica la tua situazione e ti guida passo dopo passo.

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    Agosto 3, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2016/11/bonus-mobili-640x342.jpg 342 640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-08-03 10:00:002026-08-05 07:44:10Bonus Mobili ed Elettrodomestici 2026: Guida Completa a Detrazione, Tetto di Spesa e Requisiti
    CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

    Bonus Mobili 2026: Detrazione 50%, Importo Massimo 5.000 Euro, Requisiti e Come Ottenerlo

    Bonus Mobili

    Il bonus mobili 2026 è una delle agevolazioni fiscali più interessanti per chi sta ristrutturando casa. Si tratta di una detrazione IRPEF del 50% sulle spese sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici, fino a un importo massimo di 5.000 euro. In questa guida completa ti spieghiamo cos’è, quali sono i requisiti per ottenerlo, quali mobili ed elettrodomestici rientrano nell’agevolazione, come pagare correttamente e come inserire la detrazione nel modello 730/2026.

    Indice dei contenuti

    1. Cos’è il Bonus Mobili 2026
    2. Importo Massimo e Detrazione
    3. Requisiti per il Bonus Mobili 2026
    4. Quali Mobili Sono Ammessi
    5. Quali Elettrodomestici Sono Ammessi
    6. Come Pagare: Metodi di Pagamento Ammessi
    7. Documenti Necessari per la Detrazione
    8. Come Inserire il Bonus Mobili nel 730/2026
    9. Differenza tra Bonus Mobili e Bonus Ristrutturazione
    10. Esempi Pratici di Calcolo
    11. Errori Comuni da Evitare
    12. Domande Frequenti (FAQ)
    13. Assistenza del CAF Centro Fiscale

    Cos’è il Bonus Mobili 2026

    Il bonus mobili è un’agevolazione fiscale introdotta dall’articolo 16, comma 2, del D.L. 63/2013 e prorogata dalla Legge di Bilancio 2025 (Legge n. 207/2024) anche per il 2026. Consiste in una detrazione IRPEF del 50% sulle spese sostenute per l’acquisto di mobili nuovi e grandi elettrodomestici di classe energetica elevata, destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione edilizia.

    In parole semplici, se stai facendo lavori di ristrutturazione a casa tua, puoi ottenere un rimborso del 50% su quello che spendi per comprare mobili e grandi elettrodomestici nuovi, fino a un tetto di spesa di 5.000 euro. Questo rimborso avviene direttamente nella tua dichiarazione dei redditi 730, distribuito in 10 rate annuali di pari importo.

    È importante sottolineare che il bonus mobili non è un contributo a fondo perduto: si tratta di una detrazione dall’IRPEF, cioè riduce l’importo delle tasse che devi pagare. Per questo motivo, ne beneficia solo chi ha un reddito soggetto a IRPEF (non è utile, ad esempio, per chi è in regime forfettario, che paga un’imposta sostitutiva).

    Importo Massimo e Detrazione: Quanto Si Risparmia

    L’importo massimo di spesa detraibile per il bonus mobili 2026 è pari a 5.000 euro. Questo significa che la detrazione massima ottenibile è di 2.500 euro (il 50% di 5.000), ripartita in 10 rate annuali da 250 euro ciascuna.

    Ecco come è cambiato il tetto di spesa negli ultimi anni:

    AnnoImporto massimo di spesaDetrazione massima (50%)
    202116.000 euro8.000 euro
    202210.000 euro5.000 euro
    20238.000 euro4.000 euro
    20245.000 euro2.500 euro
    20255.000 euro2.500 euro
    20265.000 euro2.500 euro

    Il limite di 5.000 euro si riferisce alla singola unità immobiliare oggetto di ristrutturazione. Se stai ristrutturando due appartamenti diversi, puoi beneficiare del bonus mobili per ciascuno di essi, fino a 5.000 euro per immobile.

    Requisiti per il Bonus Mobili 2026

    Per ottenere il bonus mobili 2026 è necessario rispettare alcuni requisiti fondamentali. Il più importante è che l’acquisto dei mobili deve essere collegato a interventi di ristrutturazione edilizia.

    Requisito principale: la ristrutturazione

    Il bonus mobili spetta solo a chi ha in corso (o ha completato) lavori di ristrutturazione sull’immobile dove andranno i nuovi mobili o elettrodomestici. I lavori che danno diritto al bonus includono:

    • Manutenzione straordinaria su singole unità immobiliari (rifacimento bagno, sostituzione impianto elettrico o idraulico, installazione scala interna)
    • Restauro e risanamento conservativo (interventi su edifici storici o degradati)
    • Ristrutturazione edilizia vera e propria (demolizioni e ricostruzioni, modifiche strutturali)
    • Manutenzione ordinaria e straordinaria su parti comuni condominiali (tinteggiatura facciate, sostituzione portone, rifacimento tetto)

    Attenzione: la semplice manutenzione ordinaria su un singolo appartamento (come tinteggiare le pareti o sostituire i pavimenti senza modificare la struttura) non dà diritto al bonus mobili. Serve un intervento di manutenzione straordinaria come minimo.

    Tempistica: date dei lavori e degli acquisti

    Per il bonus mobili 2026, la data di inizio dei lavori di ristrutturazione deve essere non anteriore al 1° gennaio 2025. La data di inizio lavori deve risultare da eventuali abilitazioni amministrative (CILA, SCIA, permesso di costruire), comunicazione preventiva all’ASL o dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà.

    Importante: non è necessario che le spese per i mobili siano sostenute dopo quelle per la ristrutturazione. L’acquisto dei mobili può avvenire anche prima del pagamento dei lavori, purché i lavori siano già iniziati.

    Quali Mobili Sono Ammessi al Bonus Mobili

    Il bonus mobili copre l’acquisto di mobili nuovi (non usati) destinati ad arredare l’immobile oggetto di ristrutturazione. Ecco l’elenco completo:

    • Letti (singoli, matrimoniali, a castello, divani letto)
    • Armadi e guardaroba
    • Cassettiere e comò
    • Librerie e scaffalature
    • Scrivanie e tavoli
    • Sedie e poltrone
    • Comodini
    • Divani
    • Materassi
    • Credenze e madie
    • Cucine (la struttura e i mobili della cucina)
    • Mobili da bagno
    • Apparecchi di illuminazione che costituiscono arredo (lampadari, applique, piantane)

    Non sono ammessi: porte, pavimenti e rivestimenti (rientrano nella ristrutturazione), tende e complementi tessili, mobili usati o di seconda mano, oggetti di antiquariato.

    Quali Elettrodomestici Sono Ammessi e Classi Energetiche Minime

    Oltre ai mobili, il bonus copre anche l’acquisto di grandi elettrodomestici nuovi, purché rispettino determinate classi energetiche minime. Dal 1° marzo 2021 l’Unione Europea ha introdotto nuove etichette energetiche (da A a G).

    ElettrodomesticoClasse energetica minima
    Forni e forni a microondeClasse A
    LavatriciClasse E
    LavasciugaClasse E
    LavastoviglieClasse E
    AsciugatriciClasse A
    Frigoriferi e congelatoriClasse F
    Apparecchi di cottura (piani cottura)Nessuna classe richiesta
    Stufe elettriche e radiatoriNessuna classe richiesta
    Ventilatori e condizionatoriNessuna classe richiesta

    Consiglio pratico: prima di acquistare un grande elettrodomestico, verifica sempre l’etichetta energetica. Se la classe non rispetta il minimo richiesto, non potrai portare la spesa in detrazione. Conserva l’etichetta come prova.

    Come Pagare: Metodi di Pagamento Ammessi

    Per ottenere il bonus mobili 2026 è fondamentale pagare con i metodi corretti. L’Agenzia delle Entrate accetta esclusivamente i seguenti metodi di pagamento:

    • Bonifico bancario o postale (anche non “parlante”)
    • Carta di credito
    • Carta di debito (bancomat)
    • Finanziamento a rate, a condizione che la società finanziaria paghi con le modalità sopra indicate

    Non sono ammessi: contanti, assegni bancari o circolari, altri mezzi di pagamento non tracciabili.

    Nota importante: per il bonus mobili, a differenza del bonus ristrutturazione, non è obbligatorio utilizzare il “bonifico parlante” (quello con causale specifica, codice fiscale e partita IVA). Va bene anche un bonifico ordinario. La data del pagamento è quella che fa fede: per il bonifico conta la data di effettuazione, per la carta conta la data della transazione (non quella dell’addebito sul conto).

    Documenti Necessari per la Detrazione nel 730

    Per ottenere la detrazione nel 730/2026, devi conservare e presentare al CAF una serie di documenti. Ecco la checklist completa:

    • Fattura o scontrino fiscale di acquisto dei mobili/elettrodomestici, con indicazione della natura, qualità e quantità dei beni e i dati del compratore
    • Ricevuta del bonifico bancario o postale (se pagato con bonifico)
    • Ricevuta di avvenuta transazione con carta di credito/debito e relativo estratto conto
    • Documentazione della ristrutturazione: CILA, SCIA o permesso di costruire
    • Comunicazione all’ASL (se obbligatoria per il tipo di lavori)
    • Dichiarazione sostitutiva con data di inizio lavori e dati catastali dell’immobile
    • Etichetta energetica degli elettrodomestici

    Consiglio: crea una cartellina dedicata dove raccogliere tutti questi documenti man mano che fai gli acquisti. Al momento della dichiarazione dei redditi avrai tutto pronto.

    Come Inserire il Bonus Mobili nel 730/2026

    La detrazione per il bonus mobili si inserisce nel modello 730/2026 (relativo ai redditi 2025) nella sezione dedicata alle spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio:

    1. Le spese vanno indicate nel Quadro E, Sezione III C – “Spese per l’arredo degli immobili ristrutturati”
    2. Nella Riga E57 devi indicare il numero della riga della Sezione III A o III B dove hai indicato le spese di ristrutturazione collegate, e l’importo delle spese sostenute
    3. Il software calcola automaticamente la detrazione del 50% e la divide in 10 rate annuali

    Se utilizzi il 730 precompilato, l’Agenzia delle Entrate potrebbe aver già inserito alcune spese. È comunque consigliabile verificare e, se necessario, integrare i dati con l’aiuto di un professionista del CAF.

    Differenza tra Bonus Mobili e Bonus Ristrutturazione

    È fondamentale non confondere il bonus mobili con il bonus ristrutturazione, anche se sono strettamente collegati. Ecco le principali differenze:

    CaratteristicaBonus MobiliBonus Ristrutturazione
    OggettoMobili e grandi elettrodomesticiLavori di ristrutturazione edilizia
    Aliquota50%50% (prima casa 2025-2026) / 36% (altre)
    Tetto di spesa5.000 euro96.000 euro (2025) / variabile
    Rate annuali1010
    PagamentoBonifico ordinario o cartaBonifico parlante obbligatorio
    CollegamentoRichiede ristrutturazione in corsoAutonomo

    In sintesi: i due bonus sono complementari e si possono sommare. Puoi ottenere fino a 2.500 euro di detrazione per i mobili in aggiunta alla detrazione per i lavori di ristrutturazione.

    Esempi Pratici di Calcolo della Detrazione

    Esempio 1: Marco ristruttura il bagno

    Marco sta rifacendo il bagno (manutenzione straordinaria, lavori iniziati a marzo 2025). Acquista un mobile bagno sospeso (800 euro), una lavatrice classe E (600 euro) e un materasso nuovo (500 euro).

    Totale spesa: 1.900 euro | Detrazione 50%: 950 euro | Rata annuale: 95 euro per 10 anni

    Esempio 2: Laura arreda la cucina

    Laura ha ristrutturato la cucina (rifacimento impianti). Acquista cucina completa (3.200 euro), frigorifero classe F (700 euro), lavastoviglie classe E (500 euro) e forno classe A (400 euro).

    Totale spesa: 4.800 euro | Detrazione 50%: 2.400 euro | Rata annuale: 240 euro per 10 anni

    Esempio 3: Paolo supera il tetto

    Paolo acquista mobili per 7.000 euro. Poiché il tetto è 5.000 euro: importo detraibile 5.000 euro, detrazione 2.500 euro, rata annuale 250 euro per 10 anni. I restanti 2.000 euro non sono detraibili.

    Errori Comuni da Evitare

    Ecco gli errori più frequenti che possono farti perdere il diritto alla detrazione del bonus mobili:

    1. Pagare in contanti o con assegno: il pagamento deve essere tracciabile
    2. Acquistare mobili senza ristrutturazione: senza un intervento edilizio in corso, non hai diritto al bonus
    3. Non conservare i documenti: fatture, ricevute e CILA devono essere conservate per almeno 15 anni
    4. Comprare elettrodomestici con classe energetica troppo bassa: verifica sempre l’etichetta
    5. Superare il limite pensando di detrarre tutto: il tetto è 5.000 euro
    6. Acquistare mobili usati: il bonus vale solo per mobili nuovi
    7. Non collegare le spese alla pratica di ristrutturazione: nel 730 devi indicare il riferimento

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande Frequenti (FAQ) sul Bonus Mobili 2026

    Posso ottenere il bonus mobili senza ristrutturazione?

    No. Il bonus mobili è strettamente collegato a interventi di ristrutturazione edilizia. Senza una pratica di ristrutturazione in corso (almeno manutenzione straordinaria), non puoi accedere al bonus.

    Il bonus mobili vale anche per la seconda casa?

    Sì. Il bonus mobili si applica a qualsiasi immobile residenziale oggetto di ristrutturazione, incluse seconde case e case vacanza. Il limite di 5.000 euro vale per ogni singola unità immobiliare ristrutturata.

    Posso comprare i mobili prima di iniziare la ristrutturazione?

    No. La data di inizio dei lavori deve essere antecedente o coincidente con la data di acquisto dei mobili. Puoi però acquistare i mobili prima di aver pagato i lavori, purché i lavori siano già formalmente iniziati.

    Il materasso rientra nel bonus mobili?

    Sì. I materassi rientrano tra i beni ammessi al bonus mobili. Anche letti, divani letto e reti a doghe sono inclusi. Devono essere nuovi e il pagamento deve essere tracciabile.

    Come funziona il bonus mobili per chi ha una partita IVA forfettaria?

    Chi è in regime forfettario paga un’imposta sostitutiva e non l’IRPEF ordinaria. Poiché il bonus mobili è una detrazione IRPEF, i forfettari non possono beneficiarne direttamente. Tuttavia, se il forfettario ha anche altri redditi soggetti a IRPEF (lavoro dipendente, fabbricati), può sfruttare la detrazione su quei redditi.

    Cosa succede se cambio casa dopo aver ottenuto il bonus?

    Se vendi l’immobile ristrutturato, le rate residue della detrazione restano a te (non si trasferiscono al nuovo proprietario), a meno che non concordiate diversamente nell’atto di vendita. In caso di decesso, le rate si trasferiscono all’erede che conserva la detenzione dell’immobile.

    Hai Bisogno di Assistenza per il Bonus Mobili? Contatta il CAF Centro Fiscale

    Gestire correttamente la detrazione per il bonus mobili richiede attenzione ai documenti, ai metodi di pagamento e alla compilazione del 730. Se vuoi essere sicuro di non commettere errori e ottenere il massimo rimborso possibile, affidati ai professionisti del CAF Centro Fiscale di Udine.

    I nostri operatori ti aiuteranno a verificare che i tuoi acquisti rientrino nel bonus, controllare la documentazione necessaria, compilare correttamente il modello 730 con la detrazione e gestire il bonus in combinazione con la detrazione per ristrutturazione.

    Scrivici su WhatsApp: 366 6018121

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      Aprile 18, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2016/11/bonus-mobili-640x342.jpg 342 640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-18 08:00:002026-05-31 18:02:20Bonus Mobili 2026: Detrazione 50%, Importo Massimo 5.000 Euro, Requisiti e Come Ottenerlo

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