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Tag Archivio per: contributi ENPAV

PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, Veterinari

Partita IVA Veterinario 2026: Guida Completa ENPAV, Regime Fiscale e Fatturazione

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Aprire la partita IVA da veterinario nel 2026 significa scegliere tra regime forfettario e regime ordinario, iscriversi all’Ordine dei Medici Veterinari (FNOVI) e versare i contributi all’ENPAV, la cassa previdenziale dedicata. La professione veterinaria ha regole fiscali peculiari: il codice ATECO 75.00.00, il coefficiente di redditività al 78%, l’IVA ordinaria al 22% sulle prestazioni (a differenza dei medici umani) e l’esclusione dal Sistema Tessera Sanitaria.

Questa guida del CAF Centro Fiscale di Udine spiega ogni aspetto pratico: requisiti di laurea e abilitazione, iscrizione FNOVI, scelta del regime fiscale, ENPAV con riduzione neoiscritti, fatturazione B2C e B2B, detraibilità delle spese veterinarie per il cliente, autorizzazione ASL per l’ambulatorio, RC professionale obbligatoria e telemedicina veterinaria 2026. Con esempi pratici di calcolo tasse e contributi a 40K, 60K e 85K di fatturato.

Indice dei contenuti

  1. Chi è il veterinario libero professionista
  2. Requisiti per aprire partita IVA da veterinario
  3. Iscrizione all’Ordine dei Veterinari (FNOVI)
  4. Codice ATECO veterinario 75.00.00
  5. Regime forfettario veterinario 2026
  6. Regime ordinario veterinario
  7. ENPAV: la cassa previdenziale dei veterinari
  8. Riduzione contributi ENPAV neoiscritti
  9. IVA veterinario: aliquota 22%
  10. Detraibilità 19% spese veterinarie per il cliente
  11. Fatturazione veterinario: B2C e B2B
  12. Sistema Tessera Sanitaria: i veterinari sono esclusi
  13. Tariffario veterinario FNOVI
  14. Attrezzature ambulatorio veterinario
  15. Farmaci veterinari: registro obbligatorio
  16. RC professionale veterinario
  17. Autorizzazione ASL ambulatorio veterinario
  18. Telemedicina veterinaria 2026
  19. Esempi calcolo tasse veterinario
  20. Costi apertura ambulatorio veterinario
  21. Domande frequenti

Chi è il veterinario libero professionista

Il medico veterinario libero professionista è il laureato in Medicina Veterinaria abilitato all’esercizio della professione e iscritto all’Ordine provinciale dei Medici Veterinari, che esercita l’attività in proprio con partita IVA, in autonomia o all’interno di studi associati e cliniche veterinarie.

A differenza del veterinario dipendente del Servizio Sanitario Nazionale (ASL, IZS, Ministero della Salute) o convenzionato pubblico, il libero professionista:

  • Emette fatture con il proprio codice ATECO 75.00.00 (Servizi veterinari)
  • Versa contributi previdenziali all’ENPAV (non all’INPS Gestione Separata)
  • È responsabile civilmente e penalmente dell’atto medico veterinario
  • Sceglie autonomamente tariffe, orari e organizzazione dello studio
  • Deve dotarsi di RC professionale obbligatoria
  • Gestisce in proprio autorizzazione ASL, registro carico/scarico farmaci e adempimenti fiscali

Le aree di attività più comuni sono: animali da compagnia (pet, cani, gatti, esotici), animali da reddito (bovini, suini, ovicaprini, avicoli), equini, ispettore degli alimenti di origine animale, chirurgia, diagnostica per immagini (ecografia, radiologia), comportamentalista, omeopatia/agopuntura veterinaria.

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Requisiti per aprire partita IVA da veterinario

Per esercitare la professione di medico veterinario in Italia e aprire la partita IVA sono richiesti tre requisiti formativi fondamentali, regolati dal D.Lgs. 206/2007 di recepimento delle direttive europee sulle qualifiche professionali:

1. Laurea Magistrale in Medicina Veterinaria (LM-42)

La Laurea Magistrale a ciclo unico in Medicina Veterinaria (classe LM-42) ha durata di 5 anni e si conclude con il conseguimento del titolo di Dottore Magistrale in Medicina Veterinaria. È erogata dalle facoltà di Medicina Veterinaria delle università italiane (Bologna, Milano, Padova, Pisa, Napoli, Perugia, Torino, Bari, Camerino, Sassari, Teramo, Messina, Parma, Udine).

Il piano di studi include: anatomia, fisiologia e patologia animale, farmacologia, microbiologia, igiene degli alimenti, clinica medica e chirurgica, ostetricia e ginecologia veterinaria, ispezione degli alimenti, zootecnia. Il tirocinio pratico è obbligatorio negli ultimi anni.

2. Esame di Stato e abilitazione

Dopo la laurea è necessario sostenere l’Esame di Stato per l’abilitazione all’esercizio della professione di Medico Veterinario, organizzato dal MUR (Ministero dell’Università e della Ricerca) e svolto presso le sedi universitarie. L’esame prevede due prove scritte e una prova orale che certificano l’idoneità all’esercizio professionale autonomo.

3. Iscrizione all’Ordine dei Medici Veterinari

L’iscrizione all’Albo dell’Ordine provinciale dei Medici Veterinari è obbligatoria per esercitare la professione. Senza iscrizione all’Albo l’attività veterinaria costituisce esercizio abusivo della professione (art. 348 c.p.) ed è penalmente sanzionata.

Attenzione: sia l’apertura della partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate sia l’iscrizione ENPAV richiedono come prerequisito l’iscrizione all’Ordine provinciale. La sequenza corretta è: Laurea → Esame di Stato → Iscrizione Ordine FNOVI → Apertura P.IVA → Iscrizione ENPAV.

Iscrizione all’Ordine dei Veterinari (FNOVI)

La FNOVI (Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani) è l’ente che federa i 102 Ordini provinciali dei Medici Veterinari. Per esercitare bisogna iscriversi all’Ordine della provincia in cui si intende svolgere prevalentemente l’attività.

Documenti per iscrizione all’Ordine

  • Domanda di iscrizione in bollo (€ 16) sul modulo dell’Ordine provinciale
  • Certificato di laurea in Medicina Veterinaria (autocertificazione)
  • Certificato di abilitazione all’esercizio della professione
  • Documento di identità e codice fiscale
  • 2 fototessere per il tesserino professionale
  • Tassa annuale Ordine provinciale (variabile, generalmente 250-450 €)
  • Quota FNOVI nazionale (circa 75-90 € l’anno)

L’iscrizione comporta il rispetto del Codice Deontologico dei Medici Veterinari, l’obbligo di formazione ECM (Educazione Continua in Medicina veterinaria), la sottoposizione al potere disciplinare dell’Ordine e l’obbligo di stipulare la polizza RC professionale.

ECM Veterinaria

Ogni veterinario iscritto all’Albo deve acquisire 150 crediti ECM nel triennio (50 crediti l’anno) tramite corsi accreditati AGENAS. La formazione include eventi residenziali, FAD (formazione a distanza), formazione sul campo e auto-apprendimento documentato.

Codice ATECO veterinario 75.00.00

Il codice ATECO 75.00.00 (denominato “Servizi veterinari”) è il codice univoco utilizzato in Italia per inquadrare l’attività professionale del medico veterinario libero professionista. Va indicato nel modello AA9/12 (apertura partita IVA) all’Agenzia delle Entrate.

Cosa comprende l’ATECO 75.00.00

  • Cure mediche e chirurgiche per animali da compagnia e da reddito
  • Diagnostica veterinaria: ecografia, radiologia, analisi cliniche
  • Vaccinazioni e profilassi
  • Chirurgia veterinaria: sterilizzazioni, ortopedia, chirurgia d’urgenza
  • Servizi di emergenza e pronto soccorso veterinario
  • Visite a domicilio e attività ambulatoriale
  • Consulenze zooiatriche e perizie
  • Inseminazione artificiale e riproduzione assistita animale

Coefficiente di redditività

Per il regime forfettario il codice ATECO 75.00.00 è classificato come “Attività professionali” (gruppo 9, ultimo della tabella) con coefficiente di redditività del 78%. Significa che il 78% del fatturato è considerato reddito imponibile, mentre il 22% rimanente rappresenta il forfait di costi riconosciuti dal fisco.

Esempio: con un fatturato annuo di 50.000 € il reddito imponibile forfettario è 50.000 × 78% = 39.000 €, da cui si deducono i contributi ENPAV effettivamente versati prima di applicare l’aliquota d’imposta sostitutiva (5% o 15%).

Regime forfettario veterinario 2026

Il regime forfettario è il regime fiscale agevolato più conveniente per i veterinari neoiscritti che prevedono un fatturato annuo non superiore a 85.000 €. Sostituisce IRPEF, addizionali e IRAP con un’imposta sostitutiva del 15%, ridotta al 5% per i primi 5 anni di attività in presenza dei requisiti di “nuova attività”.

Requisiti del forfettario 2026

  • Ricavi/compensi non superiori a 85.000 € nell’anno precedente
  • Spese per lavoro dipendente e collaboratori non superiori a 20.000 €
  • Non aver percepito redditi da lavoro dipendente o assimilati superiori a 35.000 € nell’anno precedente (salvo cessazione del rapporto)
  • Non partecipare a società di persone, associazioni professionali o SRL controllate
  • Non esercitare attività prevalente verso datori di lavoro o ex datori degli ultimi 2 anni

Aliquota 5% startup per i veterinari

Per beneficiare dell’aliquota agevolata del 5% nei primi 5 anni occorre che:

  • Il veterinario non abbia esercitato attività professionale, artistica o d’impresa nei 3 anni precedenti
  • L’attività non costituisca mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta come dipendente o autonomo
  • Se l’attività precedente è di un altro soggetto, l’ammontare dei ricavi del periodo precedente non superi il limite forfettario

Attenzione neoabilitati: il tirocinio pratico durante il corso di laurea o l’attività di praticantato gratuito presso strutture veterinarie non costituiscono “attività professionale precedente” e non precludono l’aliquota 5%. Diversa la situazione per chi ha già esercitato come veterinario dipendente di una clinica e apre P.IVA per la stessa attività verso lo stesso datore: in tal caso si rischia la qualifica di “mera prosecuzione”.

Vantaggi del forfettario per veterinari

  • Tassazione sostitutiva bassa (5% o 15% invece di IRPEF progressiva 23-43%)
  • Esenzione IVA: il veterinario forfettario non addebita IVA in fattura ma non la detrae sugli acquisti
  • Esonero dichiarazione IVA, esterometro e LIPE
  • Non si applica ritenuta d’acconto alle fatture B2B
  • Gestione contabile semplificata (registro corrispettivi minimo)
  • Nessun ISA (Indici Sintetici di Affidabilità)

Limiti del forfettario per veterinari

  • Costi non deducibili: tranne i contributi ENPAV, tutte le spese (attrezzature, affitto, farmaci) sono coperte dal forfait 22%
  • IVA non detraibile sugli acquisti (rilevante per ecografi, ferri chirurgici, farmaci)
  • Soglia 85.000 €: superando 100.000 € si esce immediatamente; tra 85.001 e 100.000 € si esce dall’anno successivo
  • Il cliente impresa potrebbe preferire fornitori che addebitano IVA detraibile

Regime ordinario veterinario

Il regime ordinario semplificato diventa obbligatorio sopra gli 85.000 € di fatturato e conviene quando le spese reali sono superiori al forfait 22% (es. ambulatori con costi elevati di attrezzature, farmaci, personale). In ordinario:

  • Il reddito imponibile è fatturato meno costi effettivamente sostenuti e documentati
  • Si applica l’IRPEF progressiva (23-43%) più addizionali regionali e comunali
  • Si addebita IVA 22% in fattura e si detrae l’IVA sugli acquisti
  • Obbligo di tenuta libri IVA, registro incassi/pagamenti e dichiarazione IVA annuale
  • Si applica la ritenuta d’acconto del 20% sulle fatture verso sostituti d’imposta (allevamenti, aziende agricole con P.IVA)
  • Sono soggetti agli ISA (modello CG93U “Servizi veterinari”)

L’IRAP (3,9% sul valore della produzione) si applica solo se è presente autonoma organizzazione (collaboratori stabili, attrezzature di rilevante valore). Il singolo veterinario con un solo collaboratore di studio generalmente non è soggetto a IRAP.

ENPAV: la cassa previdenziale dei veterinari

L’ENPAV (Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza Veterinari) è l’ente di previdenza obbligatoria dedicato ai medici veterinari libero professionisti. È un ente di diritto privato regolato dal D.Lgs. 509/1994 e gestisce contribuzione, pensione di vecchiaia, pensione di anzianità, invalidità, reversibilità e prestazioni assistenziali.

L’iscrizione all’ENPAV è obbligatoria per ogni veterinario iscritto a un Ordine provinciale che eserciti, anche occasionalmente, la libera professione (titolare di partita IVA o anche solo prestazione occasionale rilevante).

Contributi ENPAV 2026

I contributi ENPAV si articolano in tre voci principali:

  • Contributo soggettivo: 16% del reddito netto professionale (con minimo annuo). Calcolato sul reddito IRPEF (o forfettario) dichiarato l’anno precedente
  • Contributo integrativo: 2% del fatturato (volume d’affari) addebitato in fattura al cliente. Da versare anche dai forfettari
  • Contributo di maternità: importo fisso annuo (circa 80-110 €), uguale per tutti gli iscritti

Contributo minimo ENPAV

L’ENPAV prevede un contributo soggettivo minimo annuo (intorno a 2.500 € nel 2026, soggetto a rivalutazione ISTAT) dovuto anche se il reddito è basso o nullo, salvo le riduzioni per neoiscritti. Il minimo si paga in quattro rate trimestrali (28 febbraio, 30 aprile, 31 luglio, 31 ottobre).

Se il 16% del reddito supera il minimo, la differenza si versa a conguaglio entro l’anno successivo, dopo la dichiarazione dei redditi. Esiste un massimale contributivo annuale oltre il quale il contributo soggettivo non aumenta.

Contributo integrativo 2% in fattura

Il contributo integrativo del 2% va sempre addebitato in fattura al cliente, anche dai forfettari. È una rivalsa obbligatoria che si somma al compenso e che il cliente paga direttamente al veterinario, il quale poi lo riversa all’ENPAV.

Esempio fattura forfettario:
Visita veterinaria: 60,00 €
Contributo integrativo ENPAV 2%: 1,20 €
Imposta di bollo (oltre 77,47 €): 0,00 €
Totale fattura: 61,20 €

Riduzione contributi ENPAV neoiscritti

Per agevolare l’avvio della professione, l’ENPAV prevede una riduzione del contributo soggettivo minimo nei primi anni di iscrizione. La misura varia in base ai regolamenti ENPAV vigenti, ma tipicamente:

  • Primi 3 anni di iscrizione: riduzione del minimo soggettivo (in genere al 50% o pagamento di una quota ridotta)
  • La riduzione può essere ulteriormente potenziata per veterinari under 35 al momento dell’iscrizione
  • La riduzione opera sul minimo: se il 16% del reddito effettivo supera comunque il minimo agevolato, si paga il 16% pieno
  • Il contributo integrativo 2% e il contributo di maternità non sono ridotti

Per accedere alla riduzione occorre presentare apposita domanda all’ENPAV con copia dell’iscrizione all’Albo provinciale. È opportuno verificare le aliquote aggiornate 2026 sul sito ufficiale ENPAV (enpav.it) o tramite il proprio commercialista, perché possono essere modificate annualmente da delibera del Consiglio di Amministrazione ENPAV.

Riscatto laurea ENPAV

L’ENPAV consente il riscatto degli anni di laurea (5 anni) per fini pensionistici. Il costo del riscatto è calcolato in base al reddito attuale e all’età. Le somme versate per il riscatto sono integralmente deducibili dal reddito IRPEF anche per i veterinari forfettari (limitatamente però al reddito forfettario imponibile).

IVA veterinario: aliquota 22%

A differenza dei medici umani (che applicano l’esenzione IVA art. 10 n. 18 DPR 633/1972 per le prestazioni sanitarie alla persona), il veterinario in regime ordinario applica l’IVA ordinaria al 22% sulle prestazioni professionali.

Il motivo è normativo: l’esenzione art. 10 si applica alle “prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione rese alla persona” e quindi si riferisce alla salute umana. Le cure agli animali, anche se erogate da medici abilitati, sono considerate servizi commerciali e scontano IVA piena.

Esempio fattura veterinario regime ordinario

Fattura n. 47/2026
Visita specialistica gatto: 80,00 €
Ecografia addominale: 60,00 €
Imponibile: 140,00 €
Contributo integrativo ENPAV 2%: 2,80 €
Subtotale: 142,80 €
IVA 22%: 31,42 €
Totale fattura: 174,22 €

IVA forfettario: nessun addebito

Il veterinario in regime forfettario non addebita IVA in fattura. La fattura riporta la dicitura: “Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, commi da 54 a 89, della Legge n. 190/2014. Operazione senza applicazione dell’IVA.”

Attenzione clientela B2B: chi fattura prevalentemente ad allevamenti, aziende agricole, canili, allevatori professionali, deve valutare bene la convenienza del forfettario. Tali clienti possono preferire fornitori che addebitano IVA detraibile (regime ordinario), perché in forfettario l’IVA “incorporata” rimane un costo per il cliente impresa che potrebbe ribaltarla sul prezzo richiesto.

Detraibilità 19% spese veterinarie per il cliente

Buona notizia per la clientela privata: le spese veterinarie sostenute per animali da compagnia e per cavalli sportivi (animali legalmente detenuti a scopo di compagnia o sport, non a scopo alimentare) sono detraibili al 19% nella dichiarazione dei redditi del proprietario, ai sensi dell’art. 15, comma 1, lett. c-bis del TUIR.

Limiti di detraibilità 2026

  • Tetto massimo: 550 € di spesa annua
  • Franchigia: 129,11 € (la detrazione si applica solo sulla parte eccedente questa soglia)
  • Detrazione effettiva massima: (550 – 129,11) × 19% = 79,97 € annui
  • Pagamento tracciabile obbligatorio (bonifico, carta, bancomat, app di pagamento, assegno)

Spese ammissibili

  • Visite e prestazioni del medico veterinario
  • Esami diagnostici, ecografie, radiografie
  • Interventi chirurgici e degenza
  • Farmaci veterinari (anche da banco) acquistati in farmacia o presso il veterinario

Animali esclusi dalla detrazione

  • Animali destinati all’allevamento, alla riproduzione e al consumo alimentare
  • Animali utilizzati per attività commerciali o agricole
  • Animali utilizzati per illeciti o non legalmente detenuti

Per il veterinario: per consentire al cliente la detrazione 19%, in fattura devono essere riportati nome e codice fiscale del proprietario e una descrizione idonea della prestazione. Il pagamento deve essere tracciato. Conviene incentivare i clienti a pagare con POS, bonifico o app: per loro è più agevole, e per il veterinario è più tutelante.

Fatturazione veterinario: B2C e B2B

La fatturazione del veterinario è prevalentemente B2C (verso privati con animale da compagnia) ma include anche una componente B2B (allevamenti, aziende agricole, allevatori professionali, canili, pensioni per animali, scuderie ippiche, zoo, parchi, associazioni sportive equestri).

Fatturazione elettronica obbligatoria 2026

Dal 1° gennaio 2024 anche i veterinari forfettari devono emettere fattura elettronica tramite Sistema di Interscambio (SDI), come tutti gli altri contribuenti P.IVA. La fattura elettronica si trasmette in formato XML al SDI dell’Agenzia delle Entrate, che la inoltra al destinatario tramite codice destinatario o PEC.

Fattura B2C (cliente privato con pet)

  • Indicare nome, cognome e codice fiscale del cliente proprietario dell’animale
  • Specificare la natura della prestazione (visita, vaccinazione, chirurgia, esami)
  • Indicare il nome dell’animale e la specie (utile per la storia clinica)
  • Codice destinatario: 0000000 (sette zeri) per privati senza PEC
  • Indicare modalità di pagamento (preferibile tracciabile per detraibilità 19%)

Fattura B2B (allevamento o azienda agricola)

  • Indicare partita IVA e codice fiscale del cliente impresa
  • Codice destinatario di 7 caratteri (canale telematico SDI) o PEC del cliente
  • Se regime ordinario: applicare ritenuta d’acconto 20% se il cliente è sostituto d’imposta
  • Se regime forfettario: nessuna ritenuta e dicitura art. 1 c. 54-89 L. 190/2014
  • Possibili agevolazioni IVA per allevamenti zootecnici (regime speciale agricoltura)

Imposta di bollo

Le fatture in regime forfettario o senza IVA, di importo superiore a 77,47 €, scontano l’imposta di bollo virtuale di 2 €. Va addebitata in fattura al cliente o trattenuta dal compenso e versata trimestralmente all’Agenzia delle Entrate tramite il portale Fatture e Corrispettivi.

Sistema Tessera Sanitaria: i veterinari sono esclusi

Una particolarità importante che distingue i veterinari da medici, dentisti, psicologi, fisioterapisti, infermieri e altre professioni sanitarie umane: i veterinari NON trasmettono al Sistema Tessera Sanitaria (STS) i dati delle proprie fatture.

Il Sistema TS è la piattaforma del MEF/Agenzia delle Entrate creata per la dichiarazione precompilata IRPEF: i professionisti sanitari che si occupano di salute umana inviano i dati delle prestazioni e degli importi pagati dai pazienti, e questi compaiono automaticamente nella precompilata come spese sanitarie detraibili.

Le spese veterinarie, pur essendo detraibili al 19% (entro 550 € e con franchigia), seguono un canale diverso:

  • Il proprietario dell’animale conserva la fattura veterinaria e la prova del pagamento tracciato
  • Le spese si inseriscono manualmente nel modello 730 al rigo E8/E10 (codice 29 “Spese veterinarie”)
  • Non sono precompilate e quindi richiedono attenzione del CAF o commercialista

Per il veterinario: non occorre richiedere alcuna abilitazione al Sistema TS, non occorre nessuna trasmissione delle fatture al MEF. Si tratta di una semplificazione operativa, ma occorre informare i clienti che dovranno consegnare le fatture al loro CAF o commercialista per fruire della detrazione 19%.

Tariffario veterinario FNOVI

Il tariffario professionale dei medici veterinari è stato abolito come obbligatorio dalla L. 248/2006 (decreto Bersani) e dal D.L. 1/2012, ma la FNOVI pubblica e aggiorna periodicamente indicazioni tariffarie di riferimento, utili come parametro di mercato e per le perizie giudiziali.

Tariffe orientative 2026 (esempi indicativi)

  • Visita generica ambulatoriale: 35-60 €
  • Visita specialistica: 60-120 €
  • Vaccinazione (singola): 25-50 € (esclusi farmaci)
  • Vaccinazione completa cucciolo: 80-150 €
  • Microchip e iscrizione anagrafe: 30-60 €
  • Sterilizzazione gatto/gatta: 100-250 €
  • Sterilizzazione cane/cagna: 200-500 € (in base al peso)
  • Ecografia: 50-120 €
  • Radiografia: 40-90 €
  • Esami del sangue (emocromo, biochimica): 40-100 €
  • Visita a domicilio: maggiorazione 30-50 €
  • Reperibilità notturna/festiva: maggiorazione 50-100%

Le tariffe variano in base a area geografica (zone metropolitane più alte), specializzazione del veterinario, complessità del caso clinico e tipo di animale. Per gli equini e gli animali esotici esistono tariffari specifici, generalmente superiori.

Attrezzature ambulatorio veterinario

L’avvio di un ambulatorio veterinario richiede investimenti significativi in attrezzature mediche e diagnostiche. Le principali categorie:

Attrezzature di base ambulatorio

  • Tavolo da visita regolabile in altezza, idrolavabile (800-2.500 €)
  • Lampada scialitica per illuminazione visite (300-1.500 €)
  • Stetoscopio, otoscopio, oftalmoscopio (300-800 € per kit)
  • Bilancia veterinaria (per pesare animali da 0 a 100 kg) (300-1.500 €)
  • Frigorifero per farmaci certificato (400-2.000 €)
  • Autoclave per sterilizzazione strumenti (1.500-5.000 €)
  • Microscopio binoculare per analisi citologiche (800-3.500 €)

Diagnostica per immagini

  • Ecografo veterinario: 8.000-30.000 € (in base alla qualità e alle sonde)
  • Apparecchio radiologico: 15.000-50.000 € (con autorizzazione ASL/ARPA)
  • Sviluppatrice digitale o CR: 8.000-25.000 €

Sala chirurgica

  • Tavolo chirurgico dedicato (1.500-5.000 €)
  • Lampada chirurgica a LED (800-3.500 €)
  • Apparecchio anestesia gassosa con vaporizzatore (3.000-12.000 €)
  • Monitor multiparametrico (ECG, SpO2, pressione) (1.500-6.000 €)
  • Set ferri chirurgici base + suture (1.000-3.000 €)
  • Elettrobisturi (800-3.500 €)

Importante per il regime forfettario: in forfettario i costi delle attrezzature NON sono deducibili. Sono coperti dal forfait 22% e l’IVA pagata sull’acquisto è un costo (non detraibile). Per ambulatori che richiedono investimenti importanti (ecografo, radiologico, sala chirurgica), il regime ordinario semplificato può risultare più conveniente: si deducono ammortamenti, leasing, manutenzioni e si detrae l’IVA al 22% sull’acquisto.

Farmaci veterinari: registro obbligatorio

I medici veterinari che detengono e somministrano farmaci nell’ambulatorio o presso le strutture dei clienti devono tenere il registro di carico-scarico dei farmaci veterinari, ai sensi del D.Lgs. 193/2006 (codice del farmaco veterinario) e del Regolamento UE 2019/6.

Registro carico-scarico

  • Da tenere presso lo studio in formato cartaceo o digitale (sistema VetInfo)
  • Annotazione di tutti i farmaci acquistati (carico) con fattura del fornitore
  • Annotazione di tutti i farmaci somministrati o ceduti (scarico) con dati paziente e proprietario
  • Da conservare per 5 anni e disponibile per controlli ASL/NAS

Ricetta veterinaria elettronica

Dal 16 aprile 2019 è obbligatoria la ricetta veterinaria elettronica (REV) per la prescrizione di tutti i farmaci veterinari (anche da banco). La REV viene generata e trasmessa al portale ministeriale VetInfo e alla farmacia tramite sistema informatico. Il veterinario deve essere registrato a VetInfo con CIE/CNS e firma digitale.

Scorte di farmaci

Per detenere scorte di farmaci nell’ambulatorio (es. anestetici, antibiotici, vaccini) occorre autorizzazione ASL con specifica per la tipologia di farmaci. Le scorte vanno conservate in armadio chiuso a chiave e annotate nel registro carico-scarico.

RC professionale veterinario

L’assicurazione di responsabilità civile professionale è obbligatoria per tutti i veterinari iscritti all’Ordine, ai sensi della L. 148/2011 (riforma delle professioni). La polizza copre i danni causati a terzi (proprietari, animali, strutture) nell’esercizio dell’attività professionale.

Cosa copre la polizza RC veterinaria

  • Errori diagnostici e terapeutici (malpractice veterinaria)
  • Danni materiali all’animale durante visita o intervento
  • Danni patrimoniali al proprietario (es. perdita animale di valore)
  • Spese legali per difesa civile e penale
  • Eventuale copertura postuma (claims made) per richieste successive alla cessazione

Costo polizza RC veterinaria

  • Veterinario neoiscritto animali da compagnia: 250-500 € l’anno
  • Veterinario chirurgo con sala operatoria: 600-1.500 € l’anno
  • Veterinario equino o grandi animali: 800-2.000 € l’anno
  • Massimali: tipici 500.000 – 2.000.000 € per sinistro

Il costo della polizza RC professionale è integralmente deducibile in regime ordinario semplificato. In regime forfettario rientra nel forfait 22% e non è deducibile separatamente.

Autorizzazione ASL ambulatorio veterinario

Per aprire un ambulatorio veterinario in locali aperti al pubblico è necessaria l’autorizzazione sanitaria rilasciata dall’ASL territorialmente competente, ai sensi della normativa regionale e dell’Accordo Stato-Regioni del 26/11/2003.

Tipologie di strutture veterinarie

  • Studio veterinario: locali per visita ambulatoriale, no chirurgia, no degenza, no diagnostica complessa. Requisiti minimi semplificati
  • Ambulatorio veterinario: visita, piccola chirurgia (extra-cavitaria), diagnostica di base. Requisiti più stringenti
  • Clinica veterinaria: visita, chirurgia maggiore, degenza limitata, diagnostica avanzata, presenza di personale
  • Ospedale veterinario: chirurgia complessa, terapia intensiva, degenza prolungata, reperibilità H24, équipe medica

Requisiti strutturali ambulatorio

  • Sala d’attesa separata dagli ambienti clinici
  • Locale visita con tavolo, lavabo con erogatore non manuale, pavimento e pareti lavabili
  • Locale per piccole procedure chirurgiche (se ambulatorio)
  • Servizi igienici per personale e clienti
  • Locale spogliatoio per il personale
  • Armadio farmaceutico chiudibile
  • Smaltimento rifiuti speciali sanitari (contratto con ditta specializzata)

Documenti per autorizzazione ASL

  • SCIA sanitaria al SUAP del Comune
  • Planimetria dei locali con destinazione d’uso
  • Relazione tecnica sui requisiti igienico-sanitari
  • Autocertificazione del Direttore Sanitario (può essere il veterinario stesso)
  • Iscrizione all’Ordine dei Medici Veterinari
  • Smaltimento rifiuti speciali: contratto con ditta autorizzata

Veterinario convenzionato con ASL

Il veterinario libero professionista convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale svolge attività di Sanità Pubblica Veterinaria su incarico ASL: profilassi obbligatorie, anagrafe canina, vigilanza sugli alimenti di origine animale. La convenzione segue regole specifiche di compatibilità con la libera professione e di compenso (Accordo Collettivo Nazionale dei veterinari convenzionati).

Telemedicina veterinaria 2026

La telemedicina veterinaria è stata definitivamente regolamentata dalle linee guida FNOVI ed è consentita per specifiche prestazioni. Nel 2026 è una realtà consolidata, particolarmente utile per follow-up, teleconsulto tra colleghi, controllo cronicità e second opinion.

Prestazioni di telemedicina veterinaria consentite

  • Televisita di follow-up: controllo post-operatorio, monitoraggio terapie croniche, valutazione esami a distanza
  • Teleconsulto: tra veterinari di base e specialisti per second opinion
  • Telecooperazione: assistenza in tempo reale durante procedure
  • Telemonitoraggio: controllo parametri (es. diabete, insufficienza renale) tramite dispositivi connessi
  • Teletriage: valutazione iniziale dell’urgenza prima di indirizzare a visita in presenza

Limiti della telemedicina veterinaria

  • La prima visita deve essere in presenza (non si può diagnosticare a distanza un nuovo paziente animale)
  • Le prestazioni manuali (palpazione, auscultazione, prelievi) non sono telemedicabili
  • Le prescrizioni di farmaci per nuove patologie richiedono visita in presenza
  • Vale il principio di responsabilità professionale: il veterinario decide se la telemedicina è clinicamente appropriata o se richiedere visita in presenza
  • Necessità di consenso informato specifico del proprietario per prestazioni di telemedicina

Aspetti fiscali della telemedicina veterinaria

Le prestazioni di telemedicina veterinaria sono fatturabili come prestazioni veterinarie ordinarie con codice ATECO 75.00.00, IVA 22% in regime ordinario o esenzione in forfettario, e contributo integrativo ENPAV 2%. Per il cliente sono detraibili al 19% come le prestazioni in presenza, sempre con pagamento tracciabile.

Esempi calcolo tasse veterinario

Tre scenari pratici di calcolo tasse e contributi per veterinario in regime forfettario, ipotesi neoiscritto con aliquota startup 5% e contributi ENPAV ridotti per neoiscritti (ipotesi minimo soggettivo agevolato 1.250 € + integrativo 2% + maternità 90 €).

Scenario 1: Fatturato 40.000 €

Calcolo regime forfettario (5% startup, neoiscritto ENPAV)

  • Fatturato annuo: 40.000 €
  • Reddito forfettario (78%): 31.200 €
  • Contributo ENPAV soggettivo (16% reddito = 4.992 € — supera il minimo agevolato): 4.992 €
  • Contributo ENPAV integrativo 2% (a carico cliente, neutro per il veterinario): 800 € (incassati e riversati)
  • Contributo maternità: 90 €
  • Reddito imponibile: 31.200 – 4.992 – 90 = 26.118 €
  • Imposta sostitutiva 5%: 1.305,90 €
  • Totale tasse + contributi (a carico veterinario): circa 6.388 €
  • Netto in tasca: 33.612 € (84% del fatturato)

Scenario 2: Fatturato 60.000 €

Calcolo regime forfettario (5% startup)

  • Fatturato annuo: 60.000 €
  • Reddito forfettario (78%): 46.800 €
  • Contributo ENPAV soggettivo (16% reddito): 7.488 €
  • Contributo ENPAV integrativo 2% (rivalsa cliente): 1.200 €
  • Contributo maternità: 90 €
  • Reddito imponibile: 46.800 – 7.488 – 90 = 39.222 €
  • Imposta sostitutiva 5%: 1.961,10 €
  • Totale tasse + contributi (a carico veterinario): circa 9.539 €
  • Netto in tasca: 50.461 € (84% del fatturato)

Scenario 3: Fatturato 85.000 € (limite forfettario)

Calcolo regime forfettario (5% startup)

  • Fatturato annuo: 85.000 €
  • Reddito forfettario (78%): 66.300 €
  • Contributo ENPAV soggettivo (16% reddito): 10.608 €
  • Contributo ENPAV integrativo 2% (rivalsa cliente): 1.700 €
  • Contributo maternità: 90 €
  • Reddito imponibile: 66.300 – 10.608 – 90 = 55.602 €
  • Imposta sostitutiva 5%: 2.780,10 €
  • Totale tasse + contributi (a carico veterinario): circa 13.478 €
  • Netto in tasca: 71.522 € (84% del fatturato)

Dopo il 5° anno (aliquota 15%): con fatturato 85.000 € il calcolo cambia: imposta sostitutiva 15% × 55.602 = 8.340 € (invece di 2.780 €). Il carico fiscale aumenta di circa 5.500 € l’anno e il netto in tasca scende a circa 66.062 € (78% del fatturato).

Costi apertura ambulatorio veterinario

L’investimento per aprire un ambulatorio veterinario nel 2026 varia significativamente in base al livello di servizi offerti. Stima realistica per nuovo studio:

Configurazione minima — Studio veterinario base (15.000-25.000 €)

  • Adeguamento locale (pavimenti, pareti lavabili, lavabi non manuali): 4.000-8.000 €
  • Tavolo da visita, lampada, stetoscopio, otoscopio: 2.000-4.000 €
  • Microscopio base, bilancia veterinaria: 1.500-3.500 €
  • Frigo farmaci, autoclave: 2.000-5.000 €
  • Software gestionale veterinario, fatturazione elettronica: 800-1.500 €/anno
  • Mobilio sala d’attesa, ufficio: 2.000-4.000 €
  • Insegna, cartelli, sito web: 1.500-3.000 €
  • RC professionale primo anno: 300-700 €
  • Iscrizione Ordine + ENPAV primi versamenti: 1.500-2.500 €

Configurazione media — Ambulatorio con piccola chirurgia (30.000-50.000 €)

  • Configurazione base + sala chirurgica
  • Apparecchio anestesia gassosa: 4.000-9.000 €
  • Monitor multiparametrico: 1.800-4.000 €
  • Ecografo entry level: 8.000-15.000 €
  • Strumenti chirurgici, set ferri, suture: 1.500-3.000 €
  • Adeguamenti sala chirurgica (autoclave dedicato, lampada): 3.000-6.000 €
  • Smaltimento rifiuti speciali, contratti: 500-1.200 €/anno

Configurazione completa — Clinica veterinaria (60.000-120.000 €)

  • Locali più ampi (sala chirurgica, degenza, diagnostica): canone affitto +50%
  • Ecografo professionale + sonde: 18.000-30.000 €
  • Apparecchio radiologico digitale: 25.000-50.000 €
  • Personale (assistente veterinario, ASA): 18.000-25.000 € lordi/anno per FTE
  • Software gestionale evoluto: 1.500-3.000 €/anno
  • Marketing e comunicazione iniziale: 3.000-8.000 €

Finanziamenti agevolati: per l’apertura di nuovi ambulatori veterinari sono accessibili strumenti come Resto al Sud (regioni Sud + Centro), ON-Oltre Nuove Imprese, Smart&Start Italia (per innovazione digitale), microcredito Invitalia e bandi regionali per giovani professionisti. Anche la Nuova Sabatini può finanziare l’acquisto di attrezzature diagnostiche con contributo in conto interessi.

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Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

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Domande frequenti

Posso aprire la partita IVA da veterinario in regime forfettario al 5%?

Sì, se si tratta di nuova attività (non esercitata nei 3 anni precedenti) e non costituisce mera prosecuzione di attività dipendente o autonoma precedente. Il tirocinio universitario non preclude il 5%. La verifica più attenta riguarda chi era veterinario dipendente di una clinica e apre P.IVA per fatturare alla stessa clinica: in tal caso si rischia la qualifica di “mera prosecuzione” e si applica il 15%.

I veterinari devono trasmettere le fatture al Sistema TS?

No. Il Sistema Tessera Sanitaria riguarda i professionisti sanitari della salute umana (medici, dentisti, infermieri, fisioterapisti, psicologi, logopedisti, ecc.). I veterinari sono esclusi dall’obbligo. Il cliente che vuole detrarre la spesa veterinaria al 19% deve conservare la fattura e inserirla manualmente nel 730 al codice 29 “Spese veterinarie”.

Le prestazioni veterinarie sono esenti IVA come quelle dei medici?

No. L’esenzione IVA art. 10 n. 18 DPR 633/1972 si applica alle “prestazioni sanitarie alla persona”, quindi solo alla salute umana. Le prestazioni veterinarie scontano IVA ordinaria 22% in regime ordinario. In regime forfettario non si applica IVA per la natura del regime, non per esenzione sanitaria.

Quanto pago di ENPAV come neoiscritto al primo anno?

Nei primi anni di iscrizione l’ENPAV applica una riduzione del minimo soggettivo (l’aliquota esatta è stabilita dai regolamenti annuali ENPAV). Si versano comunque il contributo integrativo 2% (rivalsa in fattura) e il contributo di maternità (circa 80-110 €). Verificare gli importi 2026 aggiornati su enpav.it o tramite commercialista.

Posso fare il veterinario libero professionista e dipendente ASL contemporaneamente?

Per il veterinario dipendente del SSN (ASL, IZS) la libera professione è regolata dall’incompatibilità del pubblico impiego: il dipendente a tempo pieno non può esercitare libera professione (salvo intramoenia se prevista) mentre il dipendente a tempo parziale al 50% o meno può esercitare attività libero-professionale in regime extramoenia, previa autorizzazione dell’amministrazione.

Devo fare l’autorizzazione ASL anche se faccio solo visite a domicilio?

Se l’attività è esclusivamente itinerante (visite presso il cliente o presso strutture terze) senza locali aperti al pubblico, l’autorizzazione sanitaria di struttura non è necessaria, ma servono comunque iscrizione Ordine, P.IVA, ENPAV, RC professionale e registrazione VetInfo per la ricetta elettronica. Se si detengono scorte di farmaci in auto o presso un domicilio, occorre comunque comunicazione/autorizzazione ASL specifica.

I costi dell’ecografo e del radiologico sono deducibili?

Solo in regime ordinario semplificato: si deducono come ammortamento (in genere 6-7 anni per attrezzature mediche) o tramite leasing. Si detrae anche l’IVA al 22% sull’acquisto. In regime forfettario tutti i costi (tranne i contributi ENPAV) sono coperti dal forfait 22% e non sono deducibili separatamente.

La mia polizza RC professionale è deducibile?

In regime ordinario sì, integralmente. In regime forfettario rientra nel forfait 22% e non si deduce separatamente. La RC è comunque obbligatoria per legge, indipendentemente dal regime fiscale.

Quanto detrae il mio cliente per le spese veterinarie del cane?

Il proprietario di un animale da compagnia detrae il 19% delle spese veterinarie per la parte eccedente i 129,11 € e fino a un tetto di 550 € l’anno. Detrazione massima effettiva: (550 – 129,11) × 19% = 79,97 € l’anno. Indispensabile pagamento tracciabile (POS, bonifico, app, assegno).

Posso fare telemedicina veterinaria anche per la prima visita?

No. Le linee guida FNOVI prescrivono che la prima visita a un nuovo paziente animale debba essere svolta in presenza. La telemedicina è ammessa per follow-up, controllo cronicità, teleconsulto, second opinion e teletriage di urgenza. La diagnosi a distanza di un nuovo paziente non è clinicamente né deontologicamente accettabile.

Apri la partita IVA da veterinario con il CAF Centro Fiscale di Udine

Aprire la partita IVA da medico veterinario richiede attenzione a numerosi aspetti specifici: scelta del regime fiscale ottimale (forfettario 5% startup vs ordinario), iscrizione Ordine FNOVI, gestione contributi ENPAV con riduzioni neoiscritti, autorizzazione ASL ambulatorio, registro carico-scarico farmaci, RC professionale, fatturazione elettronica B2C/B2B, IVA 22% e detraibilità 19% per i clienti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste i veterinari e tutti i professionisti sanitari del Friuli Venezia Giulia in:

  • Apertura partita IVA con codice ATECO 75.00.00 e scelta regime fiscale
  • Pratica iscrizione ENPAV e gestione contributi annuali
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  • Dichiarazione redditi e calcolo imposta sostitutiva
  • Consulenza fiscale per passaggio al regime ordinario quando conveniente
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Maggio 29, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-29 08:00:002026-05-31 22:22:23Partita IVA Veterinario 2026: Guida Completa ENPAV, Regime Fiscale e Fatturazione

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