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Tag Archivio per: contributi agricoli

NOTIZIE

Bonus carburanti agricoli 2026: domanda AGEA entro il 30 settembre sul SIAN

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Le imprese agricole hanno tempo fino al 30 settembre 2026 per presentare la domanda all’AGEA e ottenere il credito d’imposta sui bonus carburanti agricoli. La misura rimborsa il 20% delle spese sostenute per gasolio e benzina tra marzo e maggio 2026, con un tetto massimo di 50.000 euro per impresa. La procedura va completata online sul portale SIAN (Sistema Informativo Agricolo Nazionale), allegando le fatture di acquisto. Chi non rispetta la scadenza di settembre perde definitivamente il diritto al rimborso.

Indice dei contenuti

  • Cos’è il credito d’imposta carburanti agricoli
  • Chi può fare domanda all’AGEA
  • Quanto vale il bonus: 20% fino a 50.000 euro
  • Come presentare la domanda sul SIAN
  • Fatture e documenti da preparare
  • Utilizzo del credito in compensazione F24
  • Domande frequenti

Cos’è il credito d’imposta carburanti agricoli

Il bonus carburanti agricoli 2026 è un credito d’imposta introdotto per sostenere le imprese del settore agricolo di fronte al caro carburante. Si tratta di un rimborso parziale (20%) sulle spese di gasolio e benzina utilizzati per l’attività agricola nel periodo compreso tra il 1° marzo e il 31 maggio 2026.

La misura è prevista dall’articolo 8-ter del Decreto Legge 38/2026, convertito nella Legge 88/2026 e successivamente modificato dal DL 89/2026. Le regole operative sono contenute nel Decreto interministeriale MASAF-MEF n. 365846 del 27 luglio 2026, mentre la Circolare AGEA n. 64702 del 31 luglio 2026 chiarisce i requisiti per l’accesso alla misura.

In termini pratici: se un’azienda agricola ha speso 10.000 euro in carburante agevolabile (gasolio o benzina, al netto dell’IVA), il credito teorico è di 2.000 euro. L’importo finale dipenderà anche dal numero totale di domande ricevute e dalle risorse disponibili (90 milioni di euro stanziati).

Chi può fare domanda all’AGEA

Il bonus spetta alle imprese agricole, indipendentemente dalla forma giuridica (ditta individuale, società semplice, SRL agricola, cooperativa) e dal regime contabile adottato. Il requisito fondamentale è possedere la qualifica di agricoltore in attività ai sensi dell’articolo 4 del DM 23 dicembre 2022 n. 660087.

Secondo la Circolare AGEA n. 64702/2026, il requisito di agricoltore in attività si considera soddisfatto in presenza di almeno una delle seguenti condizioni:

  • L’impresa è iscritta nella sezione speciale del Registro delle imprese come impresa agricola attiva, piccolo imprenditore agricolo o coltivatore diretto
  • Il richiedente è iscritto alla previdenza sociale agricola INPS come coltivatore diretto, imprenditore agricolo professionale, colono o mezzadro
  • L’impresa ha una partita IVA attiva in campo agricolo (codice ATECO 01) e ha presentato la dichiarazione IVA annuale relativa all’anno precedente

Per le aziende con oltre il 50% delle superfici in zone montane o svantaggiate, o per chi ha avviato l’attività nel 2026 o negli ultimi mesi del 2025, è sufficiente avere una partita IVA agricola attiva.

Le imprese con volume d’affari non superiore a 7.000 euro possono documentare l’attività con dichiarazione di esenzione, autofatture, bollette doganali, fatture di acquisto o altra documentazione fiscale e contabile.

Quanto vale il bonus: 20% fino a 50.000 euro

Il credito d’imposta è pari al 20% della spesa ammissibile al netto dell’IVA, con un tetto massimo di 50.000 euro per impresa. Questo significa che per accedere al beneficio massimo occorre aver speso almeno 250.000 euro in carburanti agevolabili nel periodo marzo-maggio 2026 (una soglia raggiungibile solo da aziende agricole di grandi dimensioni).

Sono ammessi esclusivamente gasolio e benzina acquistati tra il 1° marzo e il 31 maggio 2026 e utilizzati per:

  • Alimentare mezzi impiegati nelle attività agricole (trattori, macchine operatrici, sollevatori telescopici ad uso agricolo, motopompe per irrigazione, gruppi elettrogeni nel ciclo produttivo)
  • Riscaldamento delle serre destinate alla coltivazione di piante orticole

Sono esclusi i carburanti per autovetture, mezzi da trasporto commerciale estranei all’attività agricola e attrezzature non direttamente impiegate nella produzione.

L’importo effettivamente riconosciuto potrebbe essere ridotto proporzionalmente: il fondo complessivo ammonta a 90 milioni di euro (89,8 milioni netti destinati ai crediti). Se le domande totali superano questa disponibilità, il rimborso percentuale viene abbassato in egual misura per tutti i beneficiari.

Come presentare la domanda sul SIAN entro il 30 settembre 2026

La domanda per il credito d’imposta sui bonus carburanti agricoli deve essere presentata entro il 30 settembre 2026 attraverso la procedura telematica del SIAN (Sistema Informativo Agricolo Nazionale). La procedura può essere avviata direttamente dall’impresa agricola oppure, tramite delega, da un Centro di Assistenza Agricola (CAA).

Le Istruzioni AGEA n. 72 del 5 agosto 2026 descrivono nel dettaglio i passaggi da seguire:

  1. Accedere alla procedura dedicata sul SIAN e verificare i dati dell’impresa acquisiti dal Fascicolo aziendale (che deve essere aggiornato prima dell’accesso)
  2. Indicare le spese sostenute per gasolio e benzina agevolabili nel periodo marzo-maggio 2026
  3. Allegare le fatture di acquisto in formato XML o PDF, verificando gli importi imponibili al netto dell’IVA
  4. Compilare le dichiarazioni relative all’impiego agricolo del carburante, agli eventuali altri aiuti ricevuti sugli stessi costi e alla conformità della documentazione
  5. Trasmettere la richiesta entro il 30 settembre 2026 e conservare la documentazione utilizzata

Attenzione: fino alla scadenza del 30 settembre è possibile presentare una nuova domanda in sostituzione di quella già trasmessa oppure rinunciare integralmente. La nuova istanza sostituisce completamente quella precedente e deve contenere tutti i dati aggiornati.

Fatture e documenti da preparare

Prima di accedere al SIAN è fondamentale raccogliere e verificare tutta la documentazione delle spese di carburante sostenute tra marzo e maggio 2026. AGEA accetta fatture in due formati:

  • Formato XML: il sistema acquisisce automaticamente i principali dati (numero, data, partita IVA del fornitore, importo imponibile)
  • Formato PDF: i dati devono essere inseriti manualmente (numero documento, data, partita IVA fornitore, importo imponibile al netto IVA)

Un caso speciale riguarda le fatture emesse dopo il 31 maggio 2026: possono essere ammesse se documentano carburante consegnato entro quella data. In questi casi il quadro B della domanda deve riportare numero e data del documento di trasporto o della bolla di consegna; se tale informazione non compare nella fattura, il documento deve essere allegato separatamente.

Se una fattura comprende carburanti agevolabili insieme ad altri beni o servizi, nella domanda va indicata solo la quota di spesa riferibile al gasolio o alla benzina ammessi al credito. La domanda include anche una dichiarazione sostitutiva sulla conformità delle fatture inserite.

La documentazione da conservare include in particolare: fatture di acquisto carburante, eventuali documenti di trasporto o bolle di consegna collegati, registri di utilizzo dei mezzi agricoli e qualsiasi altro documento attestante l’impiego del carburante nell’attività produttiva.

Utilizzo del credito in compensazione F24

Dopo la chiusura dello sportello del 30 settembre, AGEA effettua l’istruttoria e determina il credito spettante a ciascuna impresa. Il provvedimento di concessione deve essere adottato entro 20 giorni dal termine per la presentazione delle richieste, quindi entro il 20 ottobre 2026.

Il credito riconosciuto può essere utilizzato esclusivamente in compensazione tramite modello F24, a partire dal giorno successivo alla pubblicazione del provvedimento AGEA ed entro il 31 dicembre 2026. La quota non utilizzata entro fine anno non può essere trasferita agli esercizi successivi: si perde definitivamente.

Questo significa che le imprese che puntano a importi elevati devono pianificare due aspetti in parallelo: la completezza e correttezza della domanda AGEA (scadenza 30 settembre) e la capacità di utilizzare il credito in compensazione entro dicembre. Chi ha debiti fiscali o contributivi da versare tramite F24 — come accise, IVA, contributi INPS — potrà compensare senza difficoltà. Per chi ha posizioni fiscali in pareggio, potrebbe risultare più complesso esaurire il credito entro il 31 dicembre.

Per approfondire il tema dei carburanti, leggi anche: Carburanti: proroga dello sconto accise fino al 25 agosto 2026.

Domande frequenti

Entro quando scade la domanda AGEA per il bonus carburanti agricoli?

La domanda deve essere presentata sul portale SIAN entro il 30 settembre 2026. Non sono previste proroghe. Chi non invia la domanda entro questa data perde il diritto al credito d’imposta.

Chi può richiedere il credito d’imposta carburanti agricoli?

Possono fare domanda tutte le imprese agricole (ditte individuali, società semplici, SRL agricole, cooperative) in possesso della qualifica di agricoltore in attività ai sensi del DM 23 dicembre 2022 n. 660087. È sufficiente essere iscritti all’INPS agricola, avere partita IVA con ATECO 01 attiva, o risultare nel Registro delle imprese come impresa agricola.

Qual è l’importo massimo del bonus carburanti agricoli?

Il credito è pari al 20% della spesa ammissibile al netto IVA, con un tetto massimo di 50.000 euro per impresa. L’importo finale potrebbe essere ridotto proporzionalmente se il totale delle domande supera i 90 milioni di euro stanziati.

Come si usa il credito d’imposta ottenuto?

Il credito si utilizza esclusivamente in compensazione tramite modello F24, dal giorno successivo alla pubblicazione del provvedimento AGEA (atteso entro il 20 ottobre 2026) ed entro il 31 dicembre 2026. La quota non utilizzata entro fine anno va persa.

Le fatture dopo il 31 maggio sono ammesse?

Sì, le fatture emesse dopo il 31 maggio 2026 sono ammesse solo se documentano carburante consegnato entro quella data. In questo caso occorre allegare il documento di trasporto o la bolla di consegna e inserire i relativi dati nel quadro B della domanda.


Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

Agosto 25, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-08-25 18:42:002026-08-25 16:47:38Bonus carburanti agricoli 2026: domanda AGEA entro il 30 settembre sul SIAN
CAF

Requisiti Disoccupazione Agricola: Giornate e Contributi

disoccupazione agricola CAF Udine

I requisiti disoccupazione agricola rappresentano il primo ostacolo da superare per accedere a questa importante indennità economica. Se lavori nel settore agricolo e vuoi sapere se hai diritto al trattamento di disoccupazione agricola, devi conoscere nel dettaglio le condizioni stabilite dall’INPS: dalle giornate lavorative minime ai contributi versati, fino all’anzianità assicurativa richiesta. In questo articolo approfondiamo ogni singolo requisito, con esempi pratici e casi particolari, per aiutarti a capire se puoi fare domanda. Per una panoramica completa sulla prestazione, consulta la nostra guida alla disoccupazione agricola 2026.

Indice dei contenuti

  1. Chi può richiedere la disoccupazione agricola
  2. Il requisito delle 102 giornate: come funziona
  3. Anzianità assicurativa: i 2 anni di iscrizione
  4. Contributi agricoli e requisiti contributivi
  5. Requisiti specifici per OTD e OTI
  6. Casi particolari e deroghe
  7. Domande frequenti sui requisiti

Chi può richiedere la disoccupazione agricola

La disoccupazione agricola può essere richiesta da diverse categorie di lavoratori del settore agricolo. Il primo requisito fondamentale è appartenere a una delle seguenti tipologie: operai agricoli a tempo determinato (OTD), operai agricoli a tempo indeterminato (OTI) che hanno subito una riduzione dell’attività lavorativa, piccoli coloni e compartecipanti familiari iscritti negli elenchi nominativi.

Per rientrare tra i beneficiari, è indispensabile essere iscritti negli elenchi nominativi dei lavoratori agricoli tenuti dall’INPS. Questi elenchi vengono aggiornati sulla base delle comunicazioni effettuate dai datori di lavoro e rappresentano il documento ufficiale che attesta l’attività lavorativa nel settore. Senza l’iscrizione in questi elenchi, non è possibile accedere alla disoccupazione agricola, indipendentemente dal numero di giornate lavorate. Il CAF Centro Fiscale di Udine può verificare la tua posizione negli elenchi e segnalare eventuali anomalie da correggere prima della presentazione della domanda.

Il requisito delle 102 giornate: come funziona

Il requisito delle 102 giornate è probabilmente la condizione più importante e, allo stesso tempo, quella che genera più dubbi tra i lavoratori. Per accedere alla disoccupazione agricola, è necessario aver maturato almeno 102 giornate di lavoro agricolo nel corso del biennio che comprende l’anno di riferimento e l’anno precedente.

Facciamo un esempio concreto: se presenti domanda per la disoccupazione agricola relativa al 2025, le 102 giornate devono essere state maturate tra il 2024 e il 2025 complessivamente. Non è necessario che siano 102 in un solo anno: possono essere distribuite tra i due anni. Ad esempio, 50 giornate nel 2024 e 52 nel 2025 soddisfano il requisito.

È importante sottolineare che nel conteggio rientrano esclusivamente le giornate di lavoro agricolo effettivamente registrate negli elenchi nominativi. Le giornate di lavoro in altri settori non vengono conteggiate. Se hai lavorato anche come cameriere o operaio edile, quelle giornate non contribuiscono al raggiungimento delle 102. Per una verifica puntuale del tuo monte giornate, rivolgiti al CAF Centro Fiscale.

Anzianità assicurativa: i 2 anni di iscrizione

Il secondo requisito per la disoccupazione agricola riguarda l’anzianità assicurativa. Il lavoratore deve risultare iscritto negli elenchi nominativi dei lavoratori agricoli da almeno 2 anni alla data della domanda. Questo requisito serve a garantire che la prestazione venga riconosciuta a chi ha un legame stabile con il settore agricolo.

In termini pratici, se è il tuo primo anno di lavoro in agricoltura, non potrai accedere alla disoccupazione agricola per quell’anno. Dovrai attendere di aver maturato almeno un secondo anno di iscrizione negli elenchi. Questo non significa che devi aver lavorato continuativamente per 2 anni: è sufficiente che il tuo nome compaia negli elenchi nominativi per almeno 2 annualità, anche non consecutive in alcuni casi particolari.

L’anzianità assicurativa viene verificata dall’INPS al momento dell’elaborazione della domanda. Se non sei sicuro di quando sei stato iscritto per la prima volta negli elenchi, il CAF Centro Fiscale di Udine può controllare il tuo estratto contributivo e confermare se il requisito è soddisfatto.

Contributi agricoli e requisiti contributivi

Oltre alle giornate e all’anzianità, i requisiti della disoccupazione agricola includono anche aspetti legati ai contributi versati. I contributi per la disoccupazione agricola sono a carico del datore di lavoro e vengono calcolati sulla retribuzione effettivamente corrisposta al lavoratore. Il lavoratore, da parte sua, non deve versare contributi aggiuntivi per accedere alla prestazione.

Tuttavia, è fondamentale che i contributi agricoli risultino regolarmente versati dal datore di lavoro per le giornate dichiarate. In caso di omissione contributiva da parte del datore, il lavoratore potrebbe trovarsi in una situazione complicata: le giornate risultano negli elenchi ma i contributi non sono stati effettivamente versati. In questi casi, l’INPS potrebbe richiedere verifiche aggiuntive o ritardare il pagamento della disoccupazione agricola.

Il consiglio è sempre quello di verificare periodicamente il proprio estratto contributivo INPS per assicurarsi che tutto sia in ordine. Il CAF Centro Fiscale offre questo servizio di verifica come parte dell’assistenza per la domanda di disoccupazione agricola.

Requisiti specifici per OTD e OTI

I requisiti della disoccupazione agricola variano leggermente a seconda della tipologia contrattuale del lavoratore. Per gli operai agricoli a tempo determinato (OTD), il requisito principale è non aver raggiunto il numero massimo di giornate lavorabili nell’anno. In pratica, l’OTD ha diritto alla disoccupazione agricola per le giornate in cui non ha lavorato, a patto di aver soddisfatto il requisito delle 102 giornate nel biennio.

Per gli operai agricoli a tempo indeterminato (OTI), la situazione è diversa. L’OTI ha diritto alla disoccupazione agricola solo se ha subito una riduzione di attività lavorativa superiore al 30% rispetto alle giornate contrattualmente previste. Questa riduzione può essere dovuta a cause come intemperie stagionali, calo della produzione o sospensioni dell’attività aziendale.

  • OTD: 102 giornate nel biennio + 2 anni di iscrizione + giornate non lavorate nell’anno
  • OTI: 102 giornate nel biennio + 2 anni di iscrizione + riduzione attività superiore al 30%
  • Piccoli coloni: 102 giornate nel biennio + 2 anni di iscrizione + reddito entro i limiti
  • Compartecipanti familiari: stessi requisiti dei piccoli coloni

Casi particolari e deroghe

Esistono alcuni casi particolari in cui i requisiti per la disoccupazione agricola vengono valutati con criteri diversi. Un caso frequente riguarda i lavoratori che hanno svolto attività sia agricola che non agricola nello stesso anno. In questa situazione, solo le giornate di lavoro agricolo vengono considerate per il raggiungimento delle 102 giornate.

Un altro caso particolare riguarda i lavoratori che hanno iniziato l’attività agricola in corso d’anno. Se un lavoratore si è iscritto negli elenchi agricoli per la prima volta a luglio 2024, potrà iniziare a maturare il requisito dei 2 anni di anzianità solo da quella data. Tuttavia, le giornate lavorate nel 2024 (anche se poche) contribuiranno al conteggio delle 102 giornate nel biennio 2024-2025.

Inoltre, per i lavoratori che hanno beneficiato di periodi di maternità, malattia o infortunio, le relative giornate possono essere considerate ai fini del raggiungimento del requisito contributivo, a determinate condizioni. Se ti trovi in una situazione particolare, è fondamentale rivolgerti al CAF Centro Fiscale per un’analisi personalizzata della tua posizione. Ogni caso è diverso e solo un’attenta verifica può confermare se hai i requisiti per la disoccupazione agricola.

Domande frequenti sui requisiti

Le 102 giornate devono essere tutte nello stesso anno?

No, le 102 giornate si calcolano sul biennio (anno di riferimento + anno precedente). Possono essere distribuite liberamente tra i due anni, a patto che la somma totale raggiunga almeno 102.

Posso cumulare giornate agricole e non agricole?

No, per i requisiti della disoccupazione agricola contano esclusivamente le giornate di lavoro agricolo registrate negli elenchi nominativi. Le giornate in altri settori non vengono considerate.

Se ho lavorato solo 80 giornate quest’anno, posso fare domanda?

Dipende dalle giornate dell’anno precedente. Se nell’anno precedente hai lavorato almeno 22 giornate agricole, la somma raggiunge le 102 e il requisito è soddisfatto. Verifica con il CAF Centro Fiscale il tuo estratto contributivo per un conteggio preciso.

Come verifico se ho i requisiti?

Il modo più sicuro è rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine, che accede al tuo estratto contributivo INPS e verifica in pochi minuti se possiedi tutti i requisiti per la disoccupazione agricola: giornate, anzianità e contributi.

Verifica i tuoi requisiti con il CAF Centro Fiscale

Non sei sicuro di avere i requisiti per la disoccupazione agricola? Il CAF Centro Fiscale di Udine effettua una verifica completa della tua posizione contributiva, controllando giornate, anzianità e contributi versati. Il nostro servizio è disponibile sia in ufficio a Udine che online in tutta Italia. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

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    Giugno 1, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
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