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Tag Archivio per: attestazione riscatto laurea

CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

Riscatto di Laurea per la Pensione: Niente Decadenza Triennale INPS

riscatto anni laurea CAF Udine

Il riscatto di laurea per la pensione e’ uno degli strumenti piu’ utili per chi vuole anticipare l’uscita dal lavoro o aumentare l’importo del proprio assegno previdenziale. Eppure circolano ancora molte incertezze, e la piu’ diffusa e’ questa: “se non faccio domanda subito, perdo il diritto?”. La risposta e’ chiara: il riscatto di laurea non ha una scadenza triennale. La domanda puo’ essere presentata in qualsiasi momento della vita lavorativa, senza vincoli di tempo legati al conseguimento del titolo.

In questa guida aggiornata al 2026 spieghiamo come funziona il riscatto della laurea, quanto costa, quando conviene, e come il nostro patronato puo’ aiutarti a presentare la domanda in modo corretto e tempestivo.

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Cos’e’ il riscatto di laurea

Il riscatto di laurea e’ un istituto previdenziale che consente al lavoratore di acquistare, a titolo oneroso, la copertura contributiva relativa agli anni trascorsi all’universita’. In pratica, versando un importo all’INPS, il periodo di studio viene “trasformato” in contribuzione previdenziale utile sia per raggiungere il diritto alla pensione sia per aumentarne l’importo.

La normativa di riferimento e’ contenuta nell’articolo 2 del Decreto Legislativo n. 184/1997, modificato ed integrato da successive disposizioni, in particolare dalla Legge di Bilancio 2019 che ha introdotto il cosiddetto riscatto agevolato per i soggetti interamente nel sistema contributivo.

Il periodo riscattabile comprende:

  • La durata legale del corso di studi universitari (triennale, magistrale, vecchio ordinamento)
  • I diplomi universitari (di durata biennale o triennale)
  • Le specializzazioni post-laurea di durata almeno biennale
  • I dottorati di ricerca
  • I diplomi degli Istituti di Alta Formazione Artistica e Musicale (AFAM)

Non e’ riscattabile il periodo fuori corso: si tiene conto solo della durata legale del corso, non degli anni effettivi impiegati per laurearsi.

Nessuna decadenza triennale: il falso mito da sfatare

La domanda di riscatto della laurea non e’ soggetta ad alcun termine di decadenza triennale. Questa e’ la risposta netta che emerge dalla normativa vigente e che l’INPS ha confermato in piu’ occasioni attraverso le proprie circolari operative.

Il malinteso nasce probabilmente dalla confusione con altri istituti previdenziali (come alcune prestazioni a domanda) che prevedono termini di prescrizione. Per il riscatto di laurea, invece, il diritto rimane intatto per tutta la vita lavorativa dell’assicurato.

Che tu abbia conseguito la laurea a 23 anni e voglia fare domanda a 50, o che tu abbia quasi 60 anni e stia pianificando la pensione: puoi presentare la domanda in qualsiasi momento. L’unico requisito temporale e’ che tu sia ancora in attivita’ lavorativa (o almeno iscritto all’AGO – Assicurazione Generale Obbligatoria) oppure che tu possa presentare domanda come soggetto non iscritto ad alcuna forma previdenziale obbligatoria.

Cosa dice l’INPS: La domanda di riscatto puo’ essere presentata in qualsiasi momento della vita assicurativa, senza alcun termine di decadenza. Fonte: Circolare INPS n. 45/2021 e FAQ ufficiale INPS sul riscatto di laurea.

Chi puo’ fare domanda di riscatto della laurea

Possono chiedere il riscatto di laurea tutti i soggetti che soddisfano questi requisiti:

  • Aver conseguito il titolo di studio oggetto del riscatto (diploma universitario, laurea triennale, magistrale, vecchio ordinamento, dottorato di ricerca)
  • Essere iscritti all’Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO) gestita dall’INPS, oppure alle forme sostitutive, esclusive o esonerative della stessa
  • Non aver ancora maturato il diritto alla pensione (ovvero la domanda deve essere presentata prima che si consolidi il trattamento pensionistico)

La domanda puo’ essere presentata anche da soggetti che, al momento della domanda, non risultano ancora iscritti ad alcuna gestione previdenziale (i cosiddetti “non assicurati”). In questo caso il riscatto e’ possibile purche’ la persona consegua almeno 5 anni di contribuzione effettiva dopo il riscatto stesso.

Puo’ fare domanda anche un familiare per conto di un altro soggetto (es. i genitori per un figlio), ma solo se quest’ultimo non e’ ancora iscritto a nessuna forma previdenziale obbligatoria. In questo caso i contributi da riscatto vengono versati nella gestione previdenziale che sara’ poi competente quando il soggetto iniziera’ a lavorare.

Quanto costa il riscatto di laurea nel 2026

Il costo del riscatto di laurea dipende dal sistema di calcolo applicabile al lavoratore, determinato dalla sua anzianita’ contributiva al 31 dicembre 1995:

Sistema di calcoloChi riguardaCome si calcola il costo
Retributivo / MistoChi aveva contributi al 31/12/1995Aliquota contributiva x retribuzione imponibile degli ultimi 12 mesi x anni da riscattare
Contributivo puroChi ha iniziato a lavorare dopo il 1/1/1996Riscatto ordinario: aliquota x ultima retribuzione imponibile x anni; Riscatto agevolato: aliquota minima IVS x reddito minimo annuo artigiani/commercianti

Per chi e’ interamente nel sistema contributivo puro (primo contributo versato dopo il 31/12/1995), la Legge di Bilancio 2019 (L. 145/2018, art. 1, co. 188-189) ha introdotto il riscatto agevolato: il costo si calcola moltiplicando l’aliquota contributiva IVS in vigore per il reddito minimo imponibile degli artigiani e commercianti.

Nel 2026, il reddito minimale INPS artigiani/commercianti e’ pari a circa 18.555 euro annui. L’aliquota IVS artigiani e’ del 24,48%. Il costo agevolato per anno e’ quindi di circa 4.540 euro per ogni anno di corso universitario da riscattare.

Per una laurea triennale (3 anni) il costo agevolato si aggira intorno ai 13.620 euro, per una magistrale a ciclo unico quinquennale intorno ai 22.700 euro.

Tipo di laureaAnni riscattabiliCosto agevolato (stima 2026)Costo ordinario (es. reddito 35.000 euro)
Laurea triennale3 annicirca 13.600 eurocirca 26.000 euro
Laurea magistrale (2 anni)2 annicirca 9.100 eurocirca 17.300 euro
Laurea vecchio ordinamento (4 anni)4 annicirca 18.100 eurocirca 34.600 euro
Laurea magistrale a ciclo unico (5 anni)5 annicirca 22.700 eurocirca 43.300 euro
Dottorato di ricerca (3 anni)3 annicirca 13.600 eurocirca 26.000 euro

Nota: I costi ordinari sono calcolati su un reddito imponibile lordo di esempio di 35.000 euro. I valori effettivi variano in base alla retribuzione individuale e all’anno di domanda.

Deducibilita’ fiscale del riscatto di laurea

Uno dei vantaggi spesso sottovalutati del riscatto di laurea e’ il beneficio fiscale che ne deriva. I versamenti effettuati sono interamente deducibili dal reddito imponibile IRPEF ai sensi dell’articolo 10, comma 1, lettera e) del TUIR (DPR 917/1986).

Questo significa che, se versi 13.600 euro per riscattare 3 anni di laurea triennale, puoi portare l’intero importo in deduzione dal reddito nella dichiarazione dei redditi dell’anno in cui hai effettuato il versamento (o degli anni successivi se hai optato per il pagamento rateale).

Il risparmio fiscale dipende dall’aliquota marginale IRPEF applicabile:

Reddito lordo annuoAliquota marginale IRPEF 2026Risparmio su 13.600 euro versati
fino a 28.000 euro23%circa 3.128 euro
da 28.001 a 50.000 euro35%circa 4.760 euro
oltre 50.000 euro43%circa 5.848 euro

In pratica, per chi ha un reddito medio-alto, il costo netto del riscatto si riduce significativamente grazie alla deduzione fiscale. Il riscatto agevolato diventa quindi ancora piu’ conveniente quando si considera il risparmio IRPEF.

Se paghi a rate, la deduzione avviene pro-quota nell’anno di versamento di ciascuna rata. Il pagamento rateale e’ consentito fino a 120 rate mensili senza interessi, il che consente di distribuire la spesa e i benefici fiscali nel tempo.

Come presentare la domanda di riscatto laurea all’INPS

La domanda di riscatto di laurea si presenta all’INPS tramite uno dei seguenti canali:

  • Portale INPS online: accedendo con SPID, CIE o CNS al servizio “Riscatto di laurea” nella sezione Servizi per il Cittadino
  • Patronato autorizzato: il nostro ufficio di patronato a Udine puo’ presentare la domanda per tuo conto, gratuitamente
  • Contact center INPS: chiamando il numero 803 164 (da rete fissa, gratuito) o 06 164164 (da cellulare)

La procedura online sul portale INPS e’ stata semplificata negli ultimi anni. Una volta effettuato l’accesso, il sistema guida l’utente attraverso i passaggi principali:

  1. Selezione del titolo di studio da riscattare
  2. Indicazione dell’ateneo e degli anni accademici
  3. Scelta del sistema di calcolo (se applicabile: ordinario o agevolato)
  4. Indicazione della modalita’ di pagamento (in unica soluzione o a rate)
  5. Invio della domanda e ricezione del provvedimento di accoglimento con importo da versare

Dopo l’accoglimento della domanda, l’INPS emette il provvedimento di accoglimento con l’indicazione dell’importo da versare. Il pagamento avviene tramite modello F24 con i codici tributo specifici indicati dall’INPS nel provvedimento stesso.

Documenti necessari per la domanda

Per presentare la domanda di riscatto di laurea occorre avere a disposizione i seguenti documenti:

  • Documento di identita’ in corso di validita’ (carta d’identita’ o passaporto)
  • Codice fiscale
  • Certificato di laurea (con indicazione degli anni accademici di iscrizione e della data di conseguimento del titolo) oppure autocertificazione ai sensi del DPR 445/2000
  • Estratto contributivo INPS aggiornato (utile ma non obbligatorio, consigliato per verificare la propria posizione)
  • SPID, CIE o CNS per accedere al portale INPS online

Se la domanda viene presentata tramite patronato, il nostro operatore raccogliera’ tutta la documentazione necessaria e curera’ la trasmissione telematica in tuo nome. Il servizio e’ completamente gratuito per i nostri assistiti.

Hai bisogno di verificare la tua posizione contributiva prima di fare domanda? Leggi la nostra guida su come richiedere e leggere l’estratto contributivo INPS.

Riscatto agevolato vs riscatto ordinario: quando conviene quale

La scelta tra riscatto ordinario e riscatto agevolato dipende da diversi fattori. Ecco un confronto pratico:

CaratteristicaRiscatto OrdinarioRiscatto Agevolato
Chi puo’ usarloTutti gli iscritti AGOSolo contributivo puro (primo contributo dopo 1/1/1996)
Base di calcolo costoRetribuzione/reddito attualeMinimale INPS artigiani/commercianti
Costo tipico (laurea triennale)15.000-30.000 eurocirca 13.600 euro
Utilita’ per pensioneAumenta importo E anticipa dirittoAumenta importo E anticipa diritto
Deducibilita’ IRPEFSi’ (100% deducibile)Si’ (100% deducibile)
Pagamento ratealeFino a 120 rate mensiliFino a 120 rate mensili

Il riscatto agevolato conviene quasi sempre per i soggetti interamente nel contributivo puro, anche perche’ il costo fisso basato sul minimale e’ spesso inferiore al costo ordinario calcolato sulla retribuzione effettiva (soprattutto per chi ha redditi medio-alti).

Riscatto di laurea e pensione anticipata: come cambia la data

Uno degli obiettivi principali di chi valuta il riscatto di laurea e’ anticipare la data di pensionamento. Vediamo con un esempio concreto come il riscatto incide sui requisiti pensionistici nel 2026.

Esempio pratico:

  • Lavoratrice dipendente, nata nel 1975, laurea magistrale conseguita nel 2000 (5 anni di corso)
  • Ha iniziato a lavorare nel 2001, con primo contributo INPS nel 2001 (sistema contributivo puro)
  • Nel 2026 ha 25 anni di contributi effettivi
  • Senza riscatto: raggiunge i 42 anni e 10 mesi per la pensione anticipata nel 2043-2044
  • Con riscatto di 5 anni di laurea: raggiunge i 42 anni e 10 mesi nel 2038-2039, con un anticipo di circa 5 anni

Il riscatto quindi non solo aumenta l’importo dell’assegno (perche’ aggiunge anni di contribuzione al montante), ma puo’ significativamente anticipare il momento in cui si matura il diritto. Per chi e’ nel sistema contributivo puro, la pensione di vecchiaia ordinaria richiede 20 anni di contributi e 67 anni di eta’ (2026), mentre la pensione anticipata richiede 42 anni e 10 mesi (uomini) o 41 anni e 10 mesi (donne) a prescindere dall’eta’.

Vuoi verificare la tua posizione pensionistica attuale? Consulta la nostra guida completa sulle Pensioni 2026 e su Quota 103.

Riscatto di laurea e sistema misto o retributivo

Per chi aveva gia’ contributi prima del 31 dicembre 1995 (sistema misto o retributivo), il calcolo del riscatto e’ diverso e generalmente piu’ oneroso. Il costo si calcola applicando l’aliquota contributiva in vigore per il settore di appartenenza (ad esempio 33% per i lavoratori dipendenti) alla retribuzione imponibile degli ultimi 12 mesi, moltiplicato per gli anni da riscattare.

Esempio per lavoratore dipendente nel sistema misto:

  • Retribuzione lorda annua: 35.000 euro
  • Aliquota contributiva: 33%
  • Anni da riscattare: 4 (laurea vecchio ordinamento)
  • Costo totale: 35.000 x 33% x 4 = 46.200 euro

In questo caso il costo e’ significativo, ma va sempre valutato in relazione al beneficio pensionistico atteso e alla deduzione IRPEF ottenibile. Per i lavoratori nel sistema misto, il riscatto incide sulla quota retributiva della pensione, che viene calcolata con criteri piu’ generosi, rendendo spesso il riscatto molto conveniente sul lungo periodo.

Quando conviene e quando no: valutazione pratica

Il riscatto di laurea conviene generalmente quando:

  • Mancano pochi anni (3-5) al raggiungimento del diritto alla pensione anticipata: il vantaggio e’ massimo perche’ si anticipa concretamente il pensionamento
  • Si e’ nel sistema contributivo puro e si puo’ accedere al riscatto agevolato (costo contenuto)
  • Si ha un reddito elevato e si beneficia dell’aliquota marginale IRPEF piu’ alta (43%): il risparmio fiscale riduce notevolmente il costo netto
  • Si e’ abbastanza giovani da “ammortizzare” il costo con l’anticipo pensionistico: piu’ anni si anticipa la pensione, piu’ si percepisce l’assegno

Il riscatto di laurea e’ meno conveniente quando:

  • Si e’ molto lontani dalla pensione (piu’ di 15-20 anni) e il beneficio in termini di anticipo e’ marginale rispetto al costo
  • Si e’ nel sistema misto con retribuzione alta e il costo ordinario diventa molto elevato
  • Si prevede di cambiare gestione previdenziale (es. passare a una cassa professionale): il riscatto INPS rimane utile solo per la quota AGO
  • Si hanno gia’ maturato i requisiti minimi per la pensione e il riscatto serve solo ad aumentare l’importo: occorre fare un’analisi costi/benefici accurata

La valutazione di convenienza e’ sempre personalizzata. Ti consigliamo di rivolgerti al nostro patronato per una simulazione gratuita basata sulla tua specifica situazione contributiva e reddituale. Possiamo accedere al tuo estratto conto INPS e calcolare con precisione il beneficio atteso.

Riscatto di laurea: domande frequenti (FAQ)

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Il diritto al riscatto di laurea scade dopo 3 anni?

No. Il riscatto di laurea non e’ soggetto ad alcuna decadenza triennale ne’ a termini di prescrizione legati al conseguimento del titolo. La domanda puo’ essere presentata in qualsiasi momento della vita lavorativa, anche decenni dopo la laurea. Lo chiarisce la normativa vigente (D.Lgs. 184/1997) e lo conferma l’INPS nelle proprie guide operative.

Posso riscattare solo alcuni anni del corso?

Si’. Non e’ obbligatorio riscattare l’intera durata del corso. Puoi scegliere di riscattare un numero inferiore di anni (es. solo 2 anni su 5) per ridurre il costo, ottimizzando il risultato pensionistico in base al tuo obiettivo specifico (anticipo di pensionamento o solo aumento dell’importo).

Il riscatto di laurea agevolato e’ conveniente per tutti?

Il riscatto agevolato e’ accessibile solo a chi e’ interamente nel sistema contributivo puro (primo contributo versato dopo il 31/12/1995). Per questi lavoratori il costo fisso basato sul minimale INPS e’ spesso molto inferiore al costo ordinario. La convenienza effettiva dipende pero’ da quanti anni mancano alla pensione: piu’ sei vicino, piu’ conviene.

Posso pagare a rate il riscatto di laurea?

Si’. Il pagamento puo’ essere rateizzato fino a 120 rate mensili senza applicazione di interessi. Le rate si versano tramite modello F24 con i codici tributo indicati da INPS nel provvedimento di accoglimento. La rateizzazione non modifica la deducibilita’ fiscale: ogni rata versata nell’anno e’ deducibile nella dichiarazione dei redditi di quell’anno.

Cosa succede se cambio lavoro dopo il riscatto?

I contributi da riscatto rimangono nella gestione INPS in cui sono stati versati. Se cambi lavoro o datore di impresa, i contributi riscattati non si perdono: continuano a maturare nella tua posizione assicurativa INPS e concorrono al calcolo della pensione futura. In caso di passaggio a una cassa professionale (es. Cassa Forense, ENPAM), i contributi riscattati restano all’INPS e potranno eventualmente essere oggetto di totalizzazione o cumulo con la cassa professionale.

Il patronato puo’ aiutarmi a fare domanda?

Certamente. Il nostro patronato a Udine offre gratuitamente il servizio di presentazione della domanda di riscatto di laurea. I nostri operatori verificano la tua posizione contributiva, calcolano il costo preventivo, e curano tutta la procedura telematica con INPS. Puoi anche richiedere una simulazione per capire se e quando il riscatto conviene nel tuo caso specifico.

I debiti con l’INPS bloccano la domanda di riscatto?

In linea di principio, avere debiti con l’INPS non blocca formalmente la presentazione della domanda di riscatto. Tuttavia, e’ sempre consigliabile regolarizzare la propria posizione contributiva prima di procedere. Se hai debiti INPS in sospeso, puoi valutare il pagamento rateale fino a 60 rate prima di avviare il riscatto.

Giugno 11, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/riscatto-laurea.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-11 07:46:332026-06-11 07:15:47Riscatto di Laurea per la Pensione: Niente Decadenza Triennale INPS
CAF

Attestazioni Fiscali Riscatto INPS: Come Scaricarle Online 2026

Pensione 2026 INPS

Dal 2026 l’INPS ha reso disponibile un servizio online che semplifica notevolmente la vita di chi ha effettuato un riscatto contributivo o una ricongiunzione: è ora possibile scaricare direttamente le attestazioni degli oneri fiscali sostenuti, documenti fondamentali per ottenere detrazioni e deduzioni nella dichiarazione dei redditi (730 o modello Redditi PF).

Questa novità elimina la necessità di recarsi fisicamente agli sportelli INPS o di attendere l’invio postale dei certificati. In questa guida completa vedremo come accedere al portale, quali attestazioni scaricare, come utilizzarle nel 730 e quali benefici fiscali si possono ottenere. Il CAF Centro Fiscale di Udine è a disposizione per assistenza nella compilazione della dichiarazione con questi documenti.

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Indice dei contenuti

  1. Cosa Sono le Attestazioni Fiscali INPS
  2. Novità 2026: Servizio Online Attivo
  3. Chi Può Scaricare le Attestazioni
  4. Come Scaricare le Attestazioni: Guida Passo-Passo
  5. Cosa Contengono le Attestazioni
  6. Come Usare le Attestazioni nel 730 e nei Redditi
  7. Differenza tra Riscatto e Ricongiunzione
  8. Detrazioni e Deduzioni Fiscali Applicabili
  9. Scadenze da Ricordare per il 2026
  10. Domande Frequenti

Cosa Sono le Attestazioni Fiscali INPS

Le attestazioni fiscali INPS sono certificati ufficiali rilasciati dall’Istituto che documentano gli importi versati dai contribuenti per operazioni di riscatto contributivo o ricongiunzione dei periodi assicurativi. Questi documenti hanno un’importanza cruciale perché attestano le spese sostenute che possono essere portate in detrazione o deduzione nella dichiarazione dei redditi.

In particolare, le attestazioni riportano:

  • Importo totale dell’onere versato nell’anno fiscale di riferimento
  • Tipologia di operazione (riscatto laurea, riscatto periodi non coperti, ricongiunzione contributiva, ecc.)
  • Modalità di pagamento (rata unica, rateizzazione)
  • Rate versate nell’anno di competenza fiscale
  • Gestione previdenziale di riferimento (Fondo lavoratori dipendenti, Gestione separata, ecc.)

Secondo la normativa fiscale italiana, gli oneri per il riscatto contributivo sono detraibili al 19% se pagati dal diretto interessato, mentre quelli per la ricongiunzione sono generalmente deducibili dal reddito complessivo. La corretta attestazione di questi importi è quindi fondamentale per non perdere importanti benefici fiscali.

Novità 2026: Servizio Online Attivo

A partire da gennaio 2026, l’INPS ha digitalizzato completamente il servizio di rilascio delle attestazioni fiscali per riscatto e ricongiunzione. La novità principale è che non è più necessario:

  • Recarsi fisicamente agli sportelli INPS
  • Attendere l’invio postale del certificato cartaceo
  • Chiamare il contact center per richiedere il documento
  • Inviare richieste via PEC

Il nuovo servizio online consente di scaricare immediatamente l’attestazione in formato PDF, firmata digitalmente dall’INPS, direttamente dall’area riservata del portale. Questo rappresenta un notevole risparmio di tempo soprattutto nel periodo della dichiarazione dei redditi (da aprile a settembre), quando gli sportelli sono affollati.

Il servizio è accessibile 24 ore su 24, 7 giorni su 7, e permette di:

  • Scaricare attestazioni per anni fiscali precedenti (fino a 10 anni indietro)
  • Verificare lo stato dei pagamenti rateali
  • Consultare lo storico delle operazioni di riscatto/ricongiunzione
  • Ottenere duplicati in caso di smarrimento del documento originale

Secondo quanto comunicato dall’INPS tramite Messaggio n. 458 del 15 gennaio 2026, il servizio è disponibile per tutte le gestioni previdenziali (dipendenti, autonomi, gestione separata) e copre sia i riscatti ordinari che quelli agevolati (come il riscatto laurea agevolato per under 45).

Chi Può Scaricare le Attestazioni

Possono accedere al servizio di download delle attestazioni fiscali INPS tutti i cittadini che hanno presentato domanda e versato importi per:

Riscatto Contributivo

  • Riscatto laurea ordinario (periodi di studio universitario)
  • Riscatto laurea agevolato (per periodi dal 1996 in poi, con aliquota ridotta)
  • Riscatto periodi non coperti da contribuzione (massimo 5 anni)
  • Riscatto lavoro all’estero in Paesi non convenzionati
  • Riscatto servizio militare (per chi non ha già la copertura automatica)
  • Riscatto maternità fuori dal rapporto di lavoro

Ricongiunzione Contributiva

  • Ricongiunzione INPS (Legge 45/1990) tra diverse gestioni INPS
  • Ricongiunzione da Casse professionali verso INPS
  • Totalizzazione onerosa (quando si opta per il versamento dell’onere)

L’accesso al servizio richiede:

  1. SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) di livello 2 o superiore
  2. CIE (Carta d’Identità Elettronica) con PIN
  3. CNS (Carta Nazionale dei Servizi)

Non è più possibile accedere con le vecchie credenziali PIN INPS, che sono state dismesse dal 1° ottobre 2021. Chi non possiede ancora SPID può richiederlo gratuitamente presso diversi Identity Provider autorizzati (Poste, Aruba, Infocert, ecc.).

Come Scaricare le Attestazioni: Guida Passo-Passo

Ecco la procedura completa per scaricare le attestazioni fiscali dal portale INPS. Il processo richiede mediamente 5-10 minuti dalla prima volta, poi diventa molto più veloce.

Step 1: Accesso al Portale INPS

  1. Collegati al sito ufficiale www.inps.it
  2. Clicca sul pulsante “Entra in MyINPS” in alto a destra
  3. Seleziona il metodo di autenticazione (SPID, CIE o CNS)
  4. Completa il login con le tue credenziali

Step 2: Ricerca del Servizio

  1. Una volta dentro MyINPS, vai sulla barra di ricerca in alto
  2. Digita “Attestazioni fiscali riscatto” oppure “Certificazioni fiscali”
  3. Tra i risultati, seleziona “Attestazioni e Certificazioni Fiscali – Riscatto e Ricongiunzione”

Percorso alternativo: Prestazioni e Servizi → Tutti i servizi → Certificazioni → Attestazioni fiscali riscatto e ricongiunzione

Step 3: Selezione Anno Fiscale

  1. Nella schermata del servizio, seleziona l’anno fiscale per cui ti serve l’attestazione (es. 2025 per la dichiarazione 2026)
  2. Il sistema mostrerà tutte le operazioni attive per quell’anno (riscatti, ricongiunzioni)
  3. Se hai più domande attive, vedrai un elenco con i dettagli di ciascuna

Step 4: Download dell’Attestazione

  1. Clicca sulla pratica di tuo interesse
  2. Verifica che i dati visualizzati siano corretti (importo, rate versate, ecc.)
  3. Clicca sul pulsante “Scarica attestazione PDF”
  4. Il documento viene generato istantaneamente e salvato sul tuo dispositivo

L’attestazione scaricata è in formato PDF, firmata digitalmente dall’INPS, e ha piena validità legale. Non è necessario stamparla e farla timbrare fisicamente: il documento digitale è sufficiente per la dichiarazione dei redditi.

Cosa Fare in Caso di Problemi

Se riscontri difficoltà nel download:

  • Attestazione non presente: verifica di aver selezionato l’anno corretto e che almeno una rata sia stata versata in quell’anno
  • Errore nel caricamento: prova a svuotare la cache del browser o usa un browser diverso (Chrome, Firefox, Edge)
  • Documento non si apre: verifica di avere un lettore PDF aggiornato (Adobe Reader, browser integrato)
  • Dati errati: contatta il Contact Center INPS al 803 164 (da fisso) o 06 164 164 (da mobile)

Cosa Contengono le Attestazioni

Le attestazioni fiscali INPS per riscatto e ricongiunzione contengono tutte le informazioni necessarie per compilare correttamente la dichiarazione dei redditi. Vediamo nel dettaglio ogni sezione del documento.

Dati Anagrafici del Contribuente

  • Nome e cognome
  • Codice fiscale
  • Data e luogo di nascita
  • Residenza anagrafica

Dettagli dell’Operazione

  • Tipologia di riscatto o ricongiunzione (es. “Riscatto laurea L. 247/2007”, “Ricongiunzione L. 45/1990”)
  • Data di presentazione della domanda
  • Numero di protocollo della pratica
  • Gestione previdenziale interessata (FPLD, Gestione Separata, Commercianti, ecc.)
  • Periodo contributivo riscattato/ricongiunto (date esatte)

Informazioni Economiche

Questa è la sezione più importante per la dichiarazione dei redditi:

  • Importo totale dell’onere deliberato dall’INPS
  • Numero di rate concordate (se rateizzazione)
  • Importo di ciascuna rata
  • Rate versate nell’anno fiscale di riferimento (es. 2025)
  • Importo complessivo versato nell’anno (somma delle rate)
  • Modalità di pagamento (F24, bollettino MAV, RID, trattenuta su stipendio/pensione)
  • Date di versamento di ciascuna rata

Esempio Pratico

Attestazione tipo per riscatto laurea:

  • Contribuente: Mario Rossi, CF: RSSMRA80A01H501X
  • Tipologia: Riscatto laurea agevolato (L. 247/2007 art. 1 c. 77)
  • Periodo: 01/10/2015 – 30/09/2019 (4 anni accademici)
  • Onere totale: 21.680 euro
  • Rateizzazione: 120 rate mensili
  • Importo rata: 180,67 euro
  • Rate versate nel 2025: 12 rate (da gennaio a dicembre)
  • Importo totale 2025: 2.168 euro
  • Modalità: Addebito SDD su c/c bancario

Con questa attestazione, Mario potrà detrarre il 19% di 2.168 euro = 412 euro dall’IRPEF dovuta nella dichiarazione 2026 (anno d’imposta 2025).

Come Usare le Attestazioni nel 730 e nei Redditi

Una volta scaricata l’attestazione, è necessario utilizzarla correttamente nella dichiarazione dei redditi. La procedura cambia leggermente a seconda del tipo di operazione (riscatto o ricongiunzione) e del modello utilizzato (730 o Redditi PF).

Riscatto Contributivo nel Modello 730

Gli oneri per riscatto contributivo vanno inseriti nel quadro E – Oneri e spese, sezione I – Oneri detraibili:

  1. Individua il rigo E8-E10 – “Altri oneri detraibili”
  2. Inserisci il codice 32 (Contributi per riscatto periodi non coperti da contribuzione)
  3. Riporta l’importo versato nell’anno (dalla attestazione INPS)
  4. La detrazione del 19% viene calcolata automaticamente dal CAF o dal software

Importante: La detrazione è applicabile solo se il pagamento è stato effettuato dal diretto interessato (o dal coniuge, in alcuni casi). Se il riscatto è stato pagato da un genitore per il figlio, la detrazione spetta al genitore che ha sostenuto l’onere, purché il figlio sia fiscalmente a carico.

Riscatto Contributivo nel Modello Redditi PF

Nel modello Redditi (ex Unico):

  1. Vai al quadro RP – Oneri e spese
  2. Compila la sezione I – Spese per le quali spetta la detrazione d’imposta del 19%
  3. Rigo RP14 – Contributi previdenziali e assistenziali
  4. Inserisci l’importo e il codice identificativo 32

Ricongiunzione Contributiva: Deduzione dal Reddito

Gli oneri per ricongiunzione contributiva (Legge 45/1990) seguono una logica diversa: sono deducibili dal reddito complessivo, non detraibili. Questo li rende spesso più vantaggiosi, soprattutto per redditi elevati.

Nel modello 730:

  1. Quadro E, sezione IV – Oneri deducibili
  2. Rigo E26 – Contributi previdenziali e assistenziali
  3. Inserisci l’importo versato nell’anno
  4. L’importo viene sottratto dal reddito complessivo prima di calcolare le imposte

Nel modello Redditi PF:

  1. Quadro RP – Oneri e spese
  2. Sezione II – Oneri deducibili
  3. Rigo RP21 – Contributi previdenziali e assistenziali

Esempio Comparativo

Ipotizziamo un contribuente con reddito lordo 40.000 euro che ha versato 5.000 euro nell’anno:

  • Riscatto (detrazione 19%): risparmio fiscale = 5.000 × 19% = 950 euro
  • Ricongiunzione (deduzione): risparmio fiscale = 5.000 × aliquota marginale (es. 38%) = 1.900 euro

Come si vede, la deducibilità della ricongiunzione è più vantaggiosa per redditi medio-alti, mentre la detrazione del riscatto è fissa al 19% indipendentemente dal reddito.

Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella compilazione della dichiarazione e nel calcolo del risparmio fiscale effettivo in base alla tua situazione personale.

Differenza tra Riscatto e Ricongiunzione

Spesso si fa confusione tra riscatto contributivo e ricongiunzione contributiva. Vediamo le differenze principali per capire quale attestazione scaricare e come usarla.

Riscatto Contributivo

Il riscatto è l’operazione con cui si versano contributi per periodi non coperti da contribuzione obbligatoria. Serve a “comprare” anni di contributi che altrimenti non sarebbero conteggiati per la pensione.

Tipologie principali:

  • Riscatto laurea ordinario: per gli anni di studio universitario (laurea triennale, magistrale, dottorato)
  • Riscatto laurea agevolato: versione più economica per periodi dal 1996 in poi, calcolata con aliquota ridotta
  • Riscatto periodi scoperti: fino a 5 anni di “buchi” contributivi (es. lavoro irregolare, disoccupazione non indennizzata)
  • Riscatto lavoro estero: per attività lavorativa svolta in Paesi non convenzionati

Chi può richiederlo: Chiunque abbia almeno un contributo versato in una gestione INPS, anche solo una settimana di lavoro.

Beneficio fiscale: Detrazione 19% (come le spese mediche, universitarie, ecc.)

Ricongiunzione Contributiva

La ricongiunzione (Legge 45/1990) è l’operazione con cui si trasferiscono contributi già versati in una gestione previdenziale verso un’altra, per unificare la posizione contributiva.

Quando si usa:

  • Hai lavorato come dipendente e poi come professionista con Cassa privata (Avvocati, Commercialisti, Ingegneri, ecc.)
  • Hai contributi in diverse gestioni INPS (dipendenti, artigiani, commercianti, gestione separata)
  • Vuoi cumulare tutti i contributi in un’unica gestione per raggiungere prima la pensione

Differenza chiave: Nella ricongiunzione non “compri” anni nuovi, ma sposti anni già esistenti da una posizione all’altra. L’INPS calcola un onere di ricongiunzione che rappresenta la differenza tra i contributi già versati e quelli che avresti dovuto versare nella gestione di destinazione.

Beneficio fiscale: Deduzione integrale dal reddito (come i contributi versati per colf/badanti, previdenza complementare)

Tabella Riepilogativa

Ecco un confronto diretto:

CaratteristicaRiscattoRicongiunzione
Cosa faCopre periodi senza contributiUnifica contributi già versati
QuandoPeriodi scoperti (laurea, buchi lavorativi)Contributi in gestioni diverse
CostoVariabile (età, retribuzione, periodo)Riserva matematica (differenziale)
Vantaggio fiscaleDetrazione 19%Deduzione integrale
BeneficiariTutti (anche inoccupati)Chi ha già contributi in più gestioni
PagamentoRateizzabile fino a 120 rateRateizzabile fino a 120 rate

Detrazioni e Deduzioni Fiscali Applicabili

Comprendere correttamente il trattamento fiscale degli oneri per riscatto e ricongiunzione è fondamentale per massimizzare il risparmio fiscale. Vediamo nel dettaglio tutte le casistiche.

Detrazione 19% per Riscatto Contributivo

Il riscatto contributivo gode della detrazione IRPEF del 19% ai sensi dell’art. 10 del TUIR. Questa detrazione si applica:

  • Sull’importo effettivamente versato nell’anno fiscale (non sull’onere totale, ma solo sulle rate pagate)
  • Senza limiti di importo: a differenza di altre detrazioni (es. ristrutturazioni, spese mediche), non c’è un tetto massimo
  • Anche per pagamenti rateali: ogni anno si detrae il 19% delle rate versate in quell’anno

Esempio pratico:

Onere totale riscatto laurea: 30.000 euro
Rateizzazione: 10 anni (120 rate mensili)
Rata mensile: 250 euro
Importo annuo versato: 3.000 euro (12 rate × 250)

Risparmio fiscale annuo: 3.000 × 19% = 570 euro

Per 10 anni, risparmio fiscale totale: 570 × 10 = 5.700 euro

Deduzione Integrale per Ricongiunzione Contributiva

Gli oneri di ricongiunzione (Legge 45/1990 e successive) sono integralmente deducibili dal reddito complessivo, ai sensi dell’art. 10 comma 1 lett. e) del TUIR.

Questo significa che:

  • L’importo versato riduce il reddito imponibile
  • Il risparmio fiscale effettivo dipende dall’aliquota marginale IRPEF del contribuente
  • Per redditi elevati, il vantaggio è maggiore rispetto alla detrazione del riscatto

Esempio pratico:

Contribuente con reddito complessivo: 50.000 euro
Aliquota marginale: 38% (scaglione 28.001-50.000 euro)
Onere ricongiunzione versato nell’anno: 6.000 euro

Calcolo del risparmio:

  • Reddito imponibile senza deduzione: 50.000 euro
  • Reddito imponibile con deduzione: 50.000 – 6.000 = 44.000 euro
  • Risparmio IRPEF: 6.000 × 38% = 2.280 euro

Se lo stesso importo fosse stato per riscatto (detrazione 19%), il risparmio sarebbe stato solo: 6.000 × 19% = 1.140 euro

Riscatto Pagato da Terzi

Casistica frequente: genitori che pagano il riscatto laurea per i figli.

Regola generale:

  • Se il figlio è fiscalmente a carico (reddito < 2.840,51 euro, o < 4.000 euro se under 24), la detrazione spetta al genitore che ha sostenuto l’onere
  • Se il figlio non è a carico, nessuno può detrarre la spesa (né il genitore né il figlio)
  • Il pagamento deve risultare tracciabile (bonifico, carta di credito del genitore) per dimostrare chi ha sostenuto la spesa

Soluzione ottimale: Se il figlio lavora e non è a carico, meglio che il riscatto sia intestato e pagato direttamente dal figlio (che potrà detrarre il 19%), eventualmente con un prestito/regalo in denaro da parte dei genitori.

Cumulabilità con Altri Benefici

Le detrazioni per riscatto/ricongiunzione sono cumulabili con:

  • Detrazioni per familiari a carico
  • Detrazioni per spese mediche
  • Detrazioni per ristrutturazioni edilizie
  • Detrazioni per interessi mutuo prima casa
  • Bonus fiscali vari (bonus mobili, risparmio energetico, ecc.)

Nota importante: Se la somma di tutte le detrazioni supera l’IRPEF dovuta, l’eccedenza non viene rimborsata (a differenza dei bonus edilizi con sconto in fattura/cessione). Conviene quindi valutare con il CAF la distribuzione ottimale delle spese detraibili tra i coniugi, se entrambi lavorano.

Scadenze da Ricordare per il 2026

Per non perdere i benefici fiscali delle attestazioni INPS, è importante rispettare le scadenze della dichiarazione dei redditi e del download delle attestazioni stesse.

Scadenze Dichiarazione dei Redditi 2026

Per detrarre/dedurre gli oneri versati nel 2025, la dichiarazione va presentata nel 2026 con queste scadenze:

  • 730 precompilato: disponibile dal 30 aprile 2026 nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate
  • 730 tramite CAF/professionista: scadenza 30 settembre 2026
  • 730 autonomo (web o software): scadenza 30 settembre 2026
  • Modello Redditi PF: scadenza 30 novembre 2026 (versione telematica)

Consiglio: Presentare la dichiarazione entro giugno garantisce il rimborso IRPEF (se dovuto) già a luglio-agosto sullo stipendio/pensione (per il 730) o entro fine anno (per il modello Redditi).

Download Attestazioni INPS

Le attestazioni fiscali per l’anno 2025 sono disponibili sul portale INPS generalmente da fine gennaio 2026. L’INPS elabora i dati dei versamenti entro il 31 gennaio e rende disponibili le attestazioni entro metà febbraio.

Tempistiche consigliate:

  • Febbraio-Marzo: Scaricare le attestazioni e verificare che i dati siano corretti
  • Aprile: Consegnare la documentazione al CAF per la compilazione del 730
  • Maggio-Giugno: Controllare il 730 precompilato e integrarlo con i dati del riscatto/ricongiunzione (se non già presenti)

Versamento Rate Riscatto/Ricongiunzione

Per chi ha scelto la rateizzazione:

  • Le rate sono generalmente mensili (addebito automatico il giorno 15 di ogni mese)
  • È possibile saltare fino a 5 rate senza perdere il beneficio della rateizzazione (vanno però recuperate alla fine)
  • Il mancato pagamento di 6 rate consecutive comporta la decadenza dalla rateizzazione e l’obbligo di saldare l’intero residuo in un’unica soluzione

Attenzione: Anche se salti delle rate, nella dichiarazione dei redditi puoi detrarre/dedurre solo le rate effettivamente versate nell’anno. Se hai saltato rate, l’importo nell’attestazione sarà inferiore.

Scadenze Richiesta Riscatto/Ricongiunzione

Non ci sono scadenze fisse per presentare domanda di riscatto o ricongiunzione, ma:

  • Riscatto laurea agevolato: Richiedibile fino ai 45 anni di età
  • Ricongiunzione L. 45/1990: Richiedibile in qualsiasi momento, ma conviene farla almeno 5 anni prima della pensione per ammortizzare il costo
  • Riscatto periodi scoperti: Richiedibile entro certi limiti temporali (verificare con l’INPS)

Consiglio del CAF: Se stai valutando un riscatto, presentare domanda entro fine anno ti permette di iniziare a versare le rate dall’anno successivo e ottenere subito il beneficio fiscale nella dichiarazione dell’anno dopo.

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Domande Frequenti

Dove trovo le attestazioni fiscali INPS per il riscatto contributivo?

Le attestazioni fiscali INPS per riscatto e ricongiunzione sono disponibili nell’area riservata MyINPS sul sito www.inps.it. Accedi con SPID, CIE o CNS, cerca il servizio ‘Attestazioni fiscali riscatto e ricongiunzione’ e scarica il PDF per l’anno fiscale di tuo interesse. Il documento viene generato automaticamente ed è firmato digitalmente dall’INPS.

Quanto posso detrarre con il riscatto laurea nella dichiarazione dei redditi?

Con il riscatto laurea puoi detrarre il 19% degli importi effettivamente versati nell’anno fiscale. Non c’è un limite massimo di importo detraibile. Se ad esempio hai versato 3.000 euro in rate durante l’anno, potrai detrarre 570 euro dall’IRPEF dovuta (3.000 x 19%). La detrazione va indicata nel modello 730 al rigo E8-E10 con codice 32.

La ricongiunzione contributiva è detraibile o deducibile?

La ricongiunzione contributiva (Legge 45/1990) è integralmente deducibile dal reddito complessivo, non detraibile. Questo significa che l’importo versato riduce il reddito imponibile prima del calcolo delle imposte. Il risparmio fiscale effettivo dipende dalla tua aliquota marginale IRPEF (23%, 35%, 38% o 43%). Per redditi elevati, la deduzione è più vantaggiosa della detrazione del riscatto.

Posso detrarre il riscatto laurea pagato per mio figlio?

Puoi detrarre il riscatto laurea pagato per tuo figlio solo se questi è fiscalmente a tuo carico (reddito inferiore a 2.840,51 euro, oppure 4.000 euro se under 24). Il pagamento deve essere tracciabile (bonifico o carta di credito intestati a te). Se tuo figlio lavora e supera i limiti di reddito, nessuno potrà detrarre la spesa. In tal caso conviene che il riscatto sia intestato e pagato direttamente dal figlio.

Entro quando devo scaricare le attestazioni fiscali per il 730?

Le attestazioni fiscali INPS per l’anno precedente sono disponibili generalmente da fine gennaio. Per il 730 del 2026 (anno d’imposta 2025), scarica le attestazioni entro marzo-aprile per avere tempo di consegnarle al CAF o includerle nel 730 precompilato. La scadenza per presentare il 730 tramite CAF è il 30 settembre, ma conviene farlo entro giugno per ricevere eventuali rimborsi già a luglio-agosto.

Cosa succede se non pago le rate del riscatto contributivo?

Se salti fino a 5 rate del riscatto contributivo, puoi recuperarle alla fine del piano di rateizzazione senza perdere il beneficio. Se però non paghi 6 rate consecutive, decade la rateizzazione e l’INPS ti richiederà il saldo dell’intero importo residuo in un’unica soluzione. Nella dichiarazione dei redditi puoi detrarre solo le rate effettivamente versate nell’anno, quindi saltare rate riduce il beneficio fiscale di quell’anno.


Hai Bisogno di Assistenza per la Dichiarazione dei Redditi?

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a compilare correttamente il 730 o il modello Redditi PF includendo le attestazioni fiscali INPS per riscatto e ricongiunzione, massimizzando il tuo risparmio fiscale.

I nostri servizi:

  • Compilazione 730 e Modello Redditi con verifica detrazioni riscatto/ricongiunzione
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    Riscatto di Laurea per la Pensione: Niente Decadenza Triennale INPS

    riscatto anni laurea CAF Udine

    Il riscatto di laurea per la pensione e’ uno degli strumenti piu’ utili per chi vuole anticipare l’uscita dal lavoro o aumentare l’importo del proprio assegno previdenziale. Eppure circolano ancora molte incertezze, e la piu’ diffusa e’ questa: “se non faccio domanda subito, perdo il diritto?”. La risposta e’ chiara: il riscatto di laurea non ha una scadenza triennale. La domanda puo’ essere presentata in qualsiasi momento della vita lavorativa, senza vincoli di tempo legati al conseguimento del titolo.

    In questa guida aggiornata al 2026 spieghiamo come funziona il riscatto della laurea, quanto costa, quando conviene, e come il nostro patronato puo’ aiutarti a presentare la domanda in modo corretto e tempestivo.

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    Cos’e’ il riscatto di laurea

    Il riscatto di laurea e’ un istituto previdenziale che consente al lavoratore di acquistare, a titolo oneroso, la copertura contributiva relativa agli anni trascorsi all’universita’. In pratica, versando un importo all’INPS, il periodo di studio viene “trasformato” in contribuzione previdenziale utile sia per raggiungere il diritto alla pensione sia per aumentarne l’importo.

    La normativa di riferimento e’ contenuta nell’articolo 2 del Decreto Legislativo n. 184/1997, modificato ed integrato da successive disposizioni, in particolare dalla Legge di Bilancio 2019 che ha introdotto il cosiddetto riscatto agevolato per i soggetti interamente nel sistema contributivo.

    Il periodo riscattabile comprende:

    • La durata legale del corso di studi universitari (triennale, magistrale, vecchio ordinamento)
    • I diplomi universitari (di durata biennale o triennale)
    • Le specializzazioni post-laurea di durata almeno biennale
    • I dottorati di ricerca
    • I diplomi degli Istituti di Alta Formazione Artistica e Musicale (AFAM)

    Non e’ riscattabile il periodo fuori corso: si tiene conto solo della durata legale del corso, non degli anni effettivi impiegati per laurearsi.

    Nessuna decadenza triennale: il falso mito da sfatare

    La domanda di riscatto della laurea non e’ soggetta ad alcun termine di decadenza triennale. Questa e’ la risposta netta che emerge dalla normativa vigente e che l’INPS ha confermato in piu’ occasioni attraverso le proprie circolari operative.

    Il malinteso nasce probabilmente dalla confusione con altri istituti previdenziali (come alcune prestazioni a domanda) che prevedono termini di prescrizione. Per il riscatto di laurea, invece, il diritto rimane intatto per tutta la vita lavorativa dell’assicurato.

    Che tu abbia conseguito la laurea a 23 anni e voglia fare domanda a 50, o che tu abbia quasi 60 anni e stia pianificando la pensione: puoi presentare la domanda in qualsiasi momento. L’unico requisito temporale e’ che tu sia ancora in attivita’ lavorativa (o almeno iscritto all’AGO – Assicurazione Generale Obbligatoria) oppure che tu possa presentare domanda come soggetto non iscritto ad alcuna forma previdenziale obbligatoria.

    Cosa dice l’INPS: La domanda di riscatto puo’ essere presentata in qualsiasi momento della vita assicurativa, senza alcun termine di decadenza. Fonte: Circolare INPS n. 45/2021 e FAQ ufficiale INPS sul riscatto di laurea.

    Chi puo’ fare domanda di riscatto della laurea

    Possono chiedere il riscatto di laurea tutti i soggetti che soddisfano questi requisiti:

    • Aver conseguito il titolo di studio oggetto del riscatto (diploma universitario, laurea triennale, magistrale, vecchio ordinamento, dottorato di ricerca)
    • Essere iscritti all’Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO) gestita dall’INPS, oppure alle forme sostitutive, esclusive o esonerative della stessa
    • Non aver ancora maturato il diritto alla pensione (ovvero la domanda deve essere presentata prima che si consolidi il trattamento pensionistico)

    La domanda puo’ essere presentata anche da soggetti che, al momento della domanda, non risultano ancora iscritti ad alcuna gestione previdenziale (i cosiddetti “non assicurati”). In questo caso il riscatto e’ possibile purche’ la persona consegua almeno 5 anni di contribuzione effettiva dopo il riscatto stesso.

    Puo’ fare domanda anche un familiare per conto di un altro soggetto (es. i genitori per un figlio), ma solo se quest’ultimo non e’ ancora iscritto a nessuna forma previdenziale obbligatoria. In questo caso i contributi da riscatto vengono versati nella gestione previdenziale che sara’ poi competente quando il soggetto iniziera’ a lavorare.

    Quanto costa il riscatto di laurea nel 2026

    Il costo del riscatto di laurea dipende dal sistema di calcolo applicabile al lavoratore, determinato dalla sua anzianita’ contributiva al 31 dicembre 1995:

    Sistema di calcoloChi riguardaCome si calcola il costo
    Retributivo / MistoChi aveva contributi al 31/12/1995Aliquota contributiva x retribuzione imponibile degli ultimi 12 mesi x anni da riscattare
    Contributivo puroChi ha iniziato a lavorare dopo il 1/1/1996Riscatto ordinario: aliquota x ultima retribuzione imponibile x anni; Riscatto agevolato: aliquota minima IVS x reddito minimo annuo artigiani/commercianti

    Per chi e’ interamente nel sistema contributivo puro (primo contributo versato dopo il 31/12/1995), la Legge di Bilancio 2019 (L. 145/2018, art. 1, co. 188-189) ha introdotto il riscatto agevolato: il costo si calcola moltiplicando l’aliquota contributiva IVS in vigore per il reddito minimo imponibile degli artigiani e commercianti.

    Nel 2026, il reddito minimale INPS artigiani/commercianti e’ pari a circa 18.555 euro annui. L’aliquota IVS artigiani e’ del 24,48%. Il costo agevolato per anno e’ quindi di circa 4.540 euro per ogni anno di corso universitario da riscattare.

    Per una laurea triennale (3 anni) il costo agevolato si aggira intorno ai 13.620 euro, per una magistrale a ciclo unico quinquennale intorno ai 22.700 euro.

    Tipo di laureaAnni riscattabiliCosto agevolato (stima 2026)Costo ordinario (es. reddito 35.000 euro)
    Laurea triennale3 annicirca 13.600 eurocirca 26.000 euro
    Laurea magistrale (2 anni)2 annicirca 9.100 eurocirca 17.300 euro
    Laurea vecchio ordinamento (4 anni)4 annicirca 18.100 eurocirca 34.600 euro
    Laurea magistrale a ciclo unico (5 anni)5 annicirca 22.700 eurocirca 43.300 euro
    Dottorato di ricerca (3 anni)3 annicirca 13.600 eurocirca 26.000 euro

    Nota: I costi ordinari sono calcolati su un reddito imponibile lordo di esempio di 35.000 euro. I valori effettivi variano in base alla retribuzione individuale e all’anno di domanda.

    Deducibilita’ fiscale del riscatto di laurea

    Uno dei vantaggi spesso sottovalutati del riscatto di laurea e’ il beneficio fiscale che ne deriva. I versamenti effettuati sono interamente deducibili dal reddito imponibile IRPEF ai sensi dell’articolo 10, comma 1, lettera e) del TUIR (DPR 917/1986).

    Questo significa che, se versi 13.600 euro per riscattare 3 anni di laurea triennale, puoi portare l’intero importo in deduzione dal reddito nella dichiarazione dei redditi dell’anno in cui hai effettuato il versamento (o degli anni successivi se hai optato per il pagamento rateale).

    Il risparmio fiscale dipende dall’aliquota marginale IRPEF applicabile:

    Reddito lordo annuoAliquota marginale IRPEF 2026Risparmio su 13.600 euro versati
    fino a 28.000 euro23%circa 3.128 euro
    da 28.001 a 50.000 euro35%circa 4.760 euro
    oltre 50.000 euro43%circa 5.848 euro

    In pratica, per chi ha un reddito medio-alto, il costo netto del riscatto si riduce significativamente grazie alla deduzione fiscale. Il riscatto agevolato diventa quindi ancora piu’ conveniente quando si considera il risparmio IRPEF.

    Se paghi a rate, la deduzione avviene pro-quota nell’anno di versamento di ciascuna rata. Il pagamento rateale e’ consentito fino a 120 rate mensili senza interessi, il che consente di distribuire la spesa e i benefici fiscali nel tempo.

    Come presentare la domanda di riscatto laurea all’INPS

    La domanda di riscatto di laurea si presenta all’INPS tramite uno dei seguenti canali:

    • Portale INPS online: accedendo con SPID, CIE o CNS al servizio “Riscatto di laurea” nella sezione Servizi per il Cittadino
    • Patronato autorizzato: il nostro ufficio di patronato a Udine puo’ presentare la domanda per tuo conto, gratuitamente
    • Contact center INPS: chiamando il numero 803 164 (da rete fissa, gratuito) o 06 164164 (da cellulare)

    La procedura online sul portale INPS e’ stata semplificata negli ultimi anni. Una volta effettuato l’accesso, il sistema guida l’utente attraverso i passaggi principali:

    1. Selezione del titolo di studio da riscattare
    2. Indicazione dell’ateneo e degli anni accademici
    3. Scelta del sistema di calcolo (se applicabile: ordinario o agevolato)
    4. Indicazione della modalita’ di pagamento (in unica soluzione o a rate)
    5. Invio della domanda e ricezione del provvedimento di accoglimento con importo da versare

    Dopo l’accoglimento della domanda, l’INPS emette il provvedimento di accoglimento con l’indicazione dell’importo da versare. Il pagamento avviene tramite modello F24 con i codici tributo specifici indicati dall’INPS nel provvedimento stesso.

    Documenti necessari per la domanda

    Per presentare la domanda di riscatto di laurea occorre avere a disposizione i seguenti documenti:

    • Documento di identita’ in corso di validita’ (carta d’identita’ o passaporto)
    • Codice fiscale
    • Certificato di laurea (con indicazione degli anni accademici di iscrizione e della data di conseguimento del titolo) oppure autocertificazione ai sensi del DPR 445/2000
    • Estratto contributivo INPS aggiornato (utile ma non obbligatorio, consigliato per verificare la propria posizione)
    • SPID, CIE o CNS per accedere al portale INPS online

    Se la domanda viene presentata tramite patronato, il nostro operatore raccogliera’ tutta la documentazione necessaria e curera’ la trasmissione telematica in tuo nome. Il servizio e’ completamente gratuito per i nostri assistiti.

    Hai bisogno di verificare la tua posizione contributiva prima di fare domanda? Leggi la nostra guida su come richiedere e leggere l’estratto contributivo INPS.

    Riscatto agevolato vs riscatto ordinario: quando conviene quale

    La scelta tra riscatto ordinario e riscatto agevolato dipende da diversi fattori. Ecco un confronto pratico:

    CaratteristicaRiscatto OrdinarioRiscatto Agevolato
    Chi puo’ usarloTutti gli iscritti AGOSolo contributivo puro (primo contributo dopo 1/1/1996)
    Base di calcolo costoRetribuzione/reddito attualeMinimale INPS artigiani/commercianti
    Costo tipico (laurea triennale)15.000-30.000 eurocirca 13.600 euro
    Utilita’ per pensioneAumenta importo E anticipa dirittoAumenta importo E anticipa diritto
    Deducibilita’ IRPEFSi’ (100% deducibile)Si’ (100% deducibile)
    Pagamento ratealeFino a 120 rate mensiliFino a 120 rate mensili

    Il riscatto agevolato conviene quasi sempre per i soggetti interamente nel contributivo puro, anche perche’ il costo fisso basato sul minimale e’ spesso inferiore al costo ordinario calcolato sulla retribuzione effettiva (soprattutto per chi ha redditi medio-alti).

    Riscatto di laurea e pensione anticipata: come cambia la data

    Uno degli obiettivi principali di chi valuta il riscatto di laurea e’ anticipare la data di pensionamento. Vediamo con un esempio concreto come il riscatto incide sui requisiti pensionistici nel 2026.

    Esempio pratico:

    • Lavoratrice dipendente, nata nel 1975, laurea magistrale conseguita nel 2000 (5 anni di corso)
    • Ha iniziato a lavorare nel 2001, con primo contributo INPS nel 2001 (sistema contributivo puro)
    • Nel 2026 ha 25 anni di contributi effettivi
    • Senza riscatto: raggiunge i 42 anni e 10 mesi per la pensione anticipata nel 2043-2044
    • Con riscatto di 5 anni di laurea: raggiunge i 42 anni e 10 mesi nel 2038-2039, con un anticipo di circa 5 anni

    Il riscatto quindi non solo aumenta l’importo dell’assegno (perche’ aggiunge anni di contribuzione al montante), ma puo’ significativamente anticipare il momento in cui si matura il diritto. Per chi e’ nel sistema contributivo puro, la pensione di vecchiaia ordinaria richiede 20 anni di contributi e 67 anni di eta’ (2026), mentre la pensione anticipata richiede 42 anni e 10 mesi (uomini) o 41 anni e 10 mesi (donne) a prescindere dall’eta’.

    Vuoi verificare la tua posizione pensionistica attuale? Consulta la nostra guida completa sulle Pensioni 2026 e su Quota 103.

    Riscatto di laurea e sistema misto o retributivo

    Per chi aveva gia’ contributi prima del 31 dicembre 1995 (sistema misto o retributivo), il calcolo del riscatto e’ diverso e generalmente piu’ oneroso. Il costo si calcola applicando l’aliquota contributiva in vigore per il settore di appartenenza (ad esempio 33% per i lavoratori dipendenti) alla retribuzione imponibile degli ultimi 12 mesi, moltiplicato per gli anni da riscattare.

    Esempio per lavoratore dipendente nel sistema misto:

    • Retribuzione lorda annua: 35.000 euro
    • Aliquota contributiva: 33%
    • Anni da riscattare: 4 (laurea vecchio ordinamento)
    • Costo totale: 35.000 x 33% x 4 = 46.200 euro

    In questo caso il costo e’ significativo, ma va sempre valutato in relazione al beneficio pensionistico atteso e alla deduzione IRPEF ottenibile. Per i lavoratori nel sistema misto, il riscatto incide sulla quota retributiva della pensione, che viene calcolata con criteri piu’ generosi, rendendo spesso il riscatto molto conveniente sul lungo periodo.

    Quando conviene e quando no: valutazione pratica

    Il riscatto di laurea conviene generalmente quando:

    • Mancano pochi anni (3-5) al raggiungimento del diritto alla pensione anticipata: il vantaggio e’ massimo perche’ si anticipa concretamente il pensionamento
    • Si e’ nel sistema contributivo puro e si puo’ accedere al riscatto agevolato (costo contenuto)
    • Si ha un reddito elevato e si beneficia dell’aliquota marginale IRPEF piu’ alta (43%): il risparmio fiscale riduce notevolmente il costo netto
    • Si e’ abbastanza giovani da “ammortizzare” il costo con l’anticipo pensionistico: piu’ anni si anticipa la pensione, piu’ si percepisce l’assegno

    Il riscatto di laurea e’ meno conveniente quando:

    • Si e’ molto lontani dalla pensione (piu’ di 15-20 anni) e il beneficio in termini di anticipo e’ marginale rispetto al costo
    • Si e’ nel sistema misto con retribuzione alta e il costo ordinario diventa molto elevato
    • Si prevede di cambiare gestione previdenziale (es. passare a una cassa professionale): il riscatto INPS rimane utile solo per la quota AGO
    • Si hanno gia’ maturato i requisiti minimi per la pensione e il riscatto serve solo ad aumentare l’importo: occorre fare un’analisi costi/benefici accurata

    La valutazione di convenienza e’ sempre personalizzata. Ti consigliamo di rivolgerti al nostro patronato per una simulazione gratuita basata sulla tua specifica situazione contributiva e reddituale. Possiamo accedere al tuo estratto conto INPS e calcolare con precisione il beneficio atteso.

    Riscatto di laurea: domande frequenti (FAQ)

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    Il diritto al riscatto di laurea scade dopo 3 anni?

    No. Il riscatto di laurea non e’ soggetto ad alcuna decadenza triennale ne’ a termini di prescrizione legati al conseguimento del titolo. La domanda puo’ essere presentata in qualsiasi momento della vita lavorativa, anche decenni dopo la laurea. Lo chiarisce la normativa vigente (D.Lgs. 184/1997) e lo conferma l’INPS nelle proprie guide operative.

    Posso riscattare solo alcuni anni del corso?

    Si’. Non e’ obbligatorio riscattare l’intera durata del corso. Puoi scegliere di riscattare un numero inferiore di anni (es. solo 2 anni su 5) per ridurre il costo, ottimizzando il risultato pensionistico in base al tuo obiettivo specifico (anticipo di pensionamento o solo aumento dell’importo).

    Il riscatto di laurea agevolato e’ conveniente per tutti?

    Il riscatto agevolato e’ accessibile solo a chi e’ interamente nel sistema contributivo puro (primo contributo versato dopo il 31/12/1995). Per questi lavoratori il costo fisso basato sul minimale INPS e’ spesso molto inferiore al costo ordinario. La convenienza effettiva dipende pero’ da quanti anni mancano alla pensione: piu’ sei vicino, piu’ conviene.

    Posso pagare a rate il riscatto di laurea?

    Si’. Il pagamento puo’ essere rateizzato fino a 120 rate mensili senza applicazione di interessi. Le rate si versano tramite modello F24 con i codici tributo indicati da INPS nel provvedimento di accoglimento. La rateizzazione non modifica la deducibilita’ fiscale: ogni rata versata nell’anno e’ deducibile nella dichiarazione dei redditi di quell’anno.

    Cosa succede se cambio lavoro dopo il riscatto?

    I contributi da riscatto rimangono nella gestione INPS in cui sono stati versati. Se cambi lavoro o datore di impresa, i contributi riscattati non si perdono: continuano a maturare nella tua posizione assicurativa INPS e concorrono al calcolo della pensione futura. In caso di passaggio a una cassa professionale (es. Cassa Forense, ENPAM), i contributi riscattati restano all’INPS e potranno eventualmente essere oggetto di totalizzazione o cumulo con la cassa professionale.

    Il patronato puo’ aiutarmi a fare domanda?

    Certamente. Il nostro patronato a Udine offre gratuitamente il servizio di presentazione della domanda di riscatto di laurea. I nostri operatori verificano la tua posizione contributiva, calcolano il costo preventivo, e curano tutta la procedura telematica con INPS. Puoi anche richiedere una simulazione per capire se e quando il riscatto conviene nel tuo caso specifico.

    I debiti con l’INPS bloccano la domanda di riscatto?

    In linea di principio, avere debiti con l’INPS non blocca formalmente la presentazione della domanda di riscatto. Tuttavia, e’ sempre consigliabile regolarizzare la propria posizione contributiva prima di procedere. Se hai debiti INPS in sospeso, puoi valutare il pagamento rateale fino a 60 rate prima di avviare il riscatto.

    Giugno 11, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/riscatto-laurea.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-11 07:46:332026-06-11 07:15:47Riscatto di Laurea per la Pensione: Niente Decadenza Triennale INPS
    CAF

    Attestazioni Fiscali Riscatto INPS: Come Scaricarle Online 2026

    Pensione 2026 INPS

    Dal 2026 l’INPS ha reso disponibile un servizio online che semplifica notevolmente la vita di chi ha effettuato un riscatto contributivo o una ricongiunzione: è ora possibile scaricare direttamente le attestazioni degli oneri fiscali sostenuti, documenti fondamentali per ottenere detrazioni e deduzioni nella dichiarazione dei redditi (730 o modello Redditi PF).

    Questa novità elimina la necessità di recarsi fisicamente agli sportelli INPS o di attendere l’invio postale dei certificati. In questa guida completa vedremo come accedere al portale, quali attestazioni scaricare, come utilizzarle nel 730 e quali benefici fiscali si possono ottenere. Il CAF Centro Fiscale di Udine è a disposizione per assistenza nella compilazione della dichiarazione con questi documenti.

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    Indice dei contenuti

    1. Cosa Sono le Attestazioni Fiscali INPS
    2. Novità 2026: Servizio Online Attivo
    3. Chi Può Scaricare le Attestazioni
    4. Come Scaricare le Attestazioni: Guida Passo-Passo
    5. Cosa Contengono le Attestazioni
    6. Come Usare le Attestazioni nel 730 e nei Redditi
    7. Differenza tra Riscatto e Ricongiunzione
    8. Detrazioni e Deduzioni Fiscali Applicabili
    9. Scadenze da Ricordare per il 2026
    10. Domande Frequenti

    Cosa Sono le Attestazioni Fiscali INPS

    Le attestazioni fiscali INPS sono certificati ufficiali rilasciati dall’Istituto che documentano gli importi versati dai contribuenti per operazioni di riscatto contributivo o ricongiunzione dei periodi assicurativi. Questi documenti hanno un’importanza cruciale perché attestano le spese sostenute che possono essere portate in detrazione o deduzione nella dichiarazione dei redditi.

    In particolare, le attestazioni riportano:

    • Importo totale dell’onere versato nell’anno fiscale di riferimento
    • Tipologia di operazione (riscatto laurea, riscatto periodi non coperti, ricongiunzione contributiva, ecc.)
    • Modalità di pagamento (rata unica, rateizzazione)
    • Rate versate nell’anno di competenza fiscale
    • Gestione previdenziale di riferimento (Fondo lavoratori dipendenti, Gestione separata, ecc.)

    Secondo la normativa fiscale italiana, gli oneri per il riscatto contributivo sono detraibili al 19% se pagati dal diretto interessato, mentre quelli per la ricongiunzione sono generalmente deducibili dal reddito complessivo. La corretta attestazione di questi importi è quindi fondamentale per non perdere importanti benefici fiscali.

    Novità 2026: Servizio Online Attivo

    A partire da gennaio 2026, l’INPS ha digitalizzato completamente il servizio di rilascio delle attestazioni fiscali per riscatto e ricongiunzione. La novità principale è che non è più necessario:

    • Recarsi fisicamente agli sportelli INPS
    • Attendere l’invio postale del certificato cartaceo
    • Chiamare il contact center per richiedere il documento
    • Inviare richieste via PEC

    Il nuovo servizio online consente di scaricare immediatamente l’attestazione in formato PDF, firmata digitalmente dall’INPS, direttamente dall’area riservata del portale. Questo rappresenta un notevole risparmio di tempo soprattutto nel periodo della dichiarazione dei redditi (da aprile a settembre), quando gli sportelli sono affollati.

    Il servizio è accessibile 24 ore su 24, 7 giorni su 7, e permette di:

    • Scaricare attestazioni per anni fiscali precedenti (fino a 10 anni indietro)
    • Verificare lo stato dei pagamenti rateali
    • Consultare lo storico delle operazioni di riscatto/ricongiunzione
    • Ottenere duplicati in caso di smarrimento del documento originale

    Secondo quanto comunicato dall’INPS tramite Messaggio n. 458 del 15 gennaio 2026, il servizio è disponibile per tutte le gestioni previdenziali (dipendenti, autonomi, gestione separata) e copre sia i riscatti ordinari che quelli agevolati (come il riscatto laurea agevolato per under 45).

    Chi Può Scaricare le Attestazioni

    Possono accedere al servizio di download delle attestazioni fiscali INPS tutti i cittadini che hanno presentato domanda e versato importi per:

    Riscatto Contributivo

    • Riscatto laurea ordinario (periodi di studio universitario)
    • Riscatto laurea agevolato (per periodi dal 1996 in poi, con aliquota ridotta)
    • Riscatto periodi non coperti da contribuzione (massimo 5 anni)
    • Riscatto lavoro all’estero in Paesi non convenzionati
    • Riscatto servizio militare (per chi non ha già la copertura automatica)
    • Riscatto maternità fuori dal rapporto di lavoro

    Ricongiunzione Contributiva

    • Ricongiunzione INPS (Legge 45/1990) tra diverse gestioni INPS
    • Ricongiunzione da Casse professionali verso INPS
    • Totalizzazione onerosa (quando si opta per il versamento dell’onere)

    L’accesso al servizio richiede:

    1. SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) di livello 2 o superiore
    2. CIE (Carta d’Identità Elettronica) con PIN
    3. CNS (Carta Nazionale dei Servizi)

    Non è più possibile accedere con le vecchie credenziali PIN INPS, che sono state dismesse dal 1° ottobre 2021. Chi non possiede ancora SPID può richiederlo gratuitamente presso diversi Identity Provider autorizzati (Poste, Aruba, Infocert, ecc.).

    Come Scaricare le Attestazioni: Guida Passo-Passo

    Ecco la procedura completa per scaricare le attestazioni fiscali dal portale INPS. Il processo richiede mediamente 5-10 minuti dalla prima volta, poi diventa molto più veloce.

    Step 1: Accesso al Portale INPS

    1. Collegati al sito ufficiale www.inps.it
    2. Clicca sul pulsante “Entra in MyINPS” in alto a destra
    3. Seleziona il metodo di autenticazione (SPID, CIE o CNS)
    4. Completa il login con le tue credenziali

    Step 2: Ricerca del Servizio

    1. Una volta dentro MyINPS, vai sulla barra di ricerca in alto
    2. Digita “Attestazioni fiscali riscatto” oppure “Certificazioni fiscali”
    3. Tra i risultati, seleziona “Attestazioni e Certificazioni Fiscali – Riscatto e Ricongiunzione”

    Percorso alternativo: Prestazioni e Servizi → Tutti i servizi → Certificazioni → Attestazioni fiscali riscatto e ricongiunzione

    Step 3: Selezione Anno Fiscale

    1. Nella schermata del servizio, seleziona l’anno fiscale per cui ti serve l’attestazione (es. 2025 per la dichiarazione 2026)
    2. Il sistema mostrerà tutte le operazioni attive per quell’anno (riscatti, ricongiunzioni)
    3. Se hai più domande attive, vedrai un elenco con i dettagli di ciascuna

    Step 4: Download dell’Attestazione

    1. Clicca sulla pratica di tuo interesse
    2. Verifica che i dati visualizzati siano corretti (importo, rate versate, ecc.)
    3. Clicca sul pulsante “Scarica attestazione PDF”
    4. Il documento viene generato istantaneamente e salvato sul tuo dispositivo

    L’attestazione scaricata è in formato PDF, firmata digitalmente dall’INPS, e ha piena validità legale. Non è necessario stamparla e farla timbrare fisicamente: il documento digitale è sufficiente per la dichiarazione dei redditi.

    Cosa Fare in Caso di Problemi

    Se riscontri difficoltà nel download:

    • Attestazione non presente: verifica di aver selezionato l’anno corretto e che almeno una rata sia stata versata in quell’anno
    • Errore nel caricamento: prova a svuotare la cache del browser o usa un browser diverso (Chrome, Firefox, Edge)
    • Documento non si apre: verifica di avere un lettore PDF aggiornato (Adobe Reader, browser integrato)
    • Dati errati: contatta il Contact Center INPS al 803 164 (da fisso) o 06 164 164 (da mobile)

    Cosa Contengono le Attestazioni

    Le attestazioni fiscali INPS per riscatto e ricongiunzione contengono tutte le informazioni necessarie per compilare correttamente la dichiarazione dei redditi. Vediamo nel dettaglio ogni sezione del documento.

    Dati Anagrafici del Contribuente

    • Nome e cognome
    • Codice fiscale
    • Data e luogo di nascita
    • Residenza anagrafica

    Dettagli dell’Operazione

    • Tipologia di riscatto o ricongiunzione (es. “Riscatto laurea L. 247/2007”, “Ricongiunzione L. 45/1990”)
    • Data di presentazione della domanda
    • Numero di protocollo della pratica
    • Gestione previdenziale interessata (FPLD, Gestione Separata, Commercianti, ecc.)
    • Periodo contributivo riscattato/ricongiunto (date esatte)

    Informazioni Economiche

    Questa è la sezione più importante per la dichiarazione dei redditi:

    • Importo totale dell’onere deliberato dall’INPS
    • Numero di rate concordate (se rateizzazione)
    • Importo di ciascuna rata
    • Rate versate nell’anno fiscale di riferimento (es. 2025)
    • Importo complessivo versato nell’anno (somma delle rate)
    • Modalità di pagamento (F24, bollettino MAV, RID, trattenuta su stipendio/pensione)
    • Date di versamento di ciascuna rata

    Esempio Pratico

    Attestazione tipo per riscatto laurea:

    • Contribuente: Mario Rossi, CF: RSSMRA80A01H501X
    • Tipologia: Riscatto laurea agevolato (L. 247/2007 art. 1 c. 77)
    • Periodo: 01/10/2015 – 30/09/2019 (4 anni accademici)
    • Onere totale: 21.680 euro
    • Rateizzazione: 120 rate mensili
    • Importo rata: 180,67 euro
    • Rate versate nel 2025: 12 rate (da gennaio a dicembre)
    • Importo totale 2025: 2.168 euro
    • Modalità: Addebito SDD su c/c bancario

    Con questa attestazione, Mario potrà detrarre il 19% di 2.168 euro = 412 euro dall’IRPEF dovuta nella dichiarazione 2026 (anno d’imposta 2025).

    Come Usare le Attestazioni nel 730 e nei Redditi

    Una volta scaricata l’attestazione, è necessario utilizzarla correttamente nella dichiarazione dei redditi. La procedura cambia leggermente a seconda del tipo di operazione (riscatto o ricongiunzione) e del modello utilizzato (730 o Redditi PF).

    Riscatto Contributivo nel Modello 730

    Gli oneri per riscatto contributivo vanno inseriti nel quadro E – Oneri e spese, sezione I – Oneri detraibili:

    1. Individua il rigo E8-E10 – “Altri oneri detraibili”
    2. Inserisci il codice 32 (Contributi per riscatto periodi non coperti da contribuzione)
    3. Riporta l’importo versato nell’anno (dalla attestazione INPS)
    4. La detrazione del 19% viene calcolata automaticamente dal CAF o dal software

    Importante: La detrazione è applicabile solo se il pagamento è stato effettuato dal diretto interessato (o dal coniuge, in alcuni casi). Se il riscatto è stato pagato da un genitore per il figlio, la detrazione spetta al genitore che ha sostenuto l’onere, purché il figlio sia fiscalmente a carico.

    Riscatto Contributivo nel Modello Redditi PF

    Nel modello Redditi (ex Unico):

    1. Vai al quadro RP – Oneri e spese
    2. Compila la sezione I – Spese per le quali spetta la detrazione d’imposta del 19%
    3. Rigo RP14 – Contributi previdenziali e assistenziali
    4. Inserisci l’importo e il codice identificativo 32

    Ricongiunzione Contributiva: Deduzione dal Reddito

    Gli oneri per ricongiunzione contributiva (Legge 45/1990) seguono una logica diversa: sono deducibili dal reddito complessivo, non detraibili. Questo li rende spesso più vantaggiosi, soprattutto per redditi elevati.

    Nel modello 730:

    1. Quadro E, sezione IV – Oneri deducibili
    2. Rigo E26 – Contributi previdenziali e assistenziali
    3. Inserisci l’importo versato nell’anno
    4. L’importo viene sottratto dal reddito complessivo prima di calcolare le imposte

    Nel modello Redditi PF:

    1. Quadro RP – Oneri e spese
    2. Sezione II – Oneri deducibili
    3. Rigo RP21 – Contributi previdenziali e assistenziali

    Esempio Comparativo

    Ipotizziamo un contribuente con reddito lordo 40.000 euro che ha versato 5.000 euro nell’anno:

    • Riscatto (detrazione 19%): risparmio fiscale = 5.000 × 19% = 950 euro
    • Ricongiunzione (deduzione): risparmio fiscale = 5.000 × aliquota marginale (es. 38%) = 1.900 euro

    Come si vede, la deducibilità della ricongiunzione è più vantaggiosa per redditi medio-alti, mentre la detrazione del riscatto è fissa al 19% indipendentemente dal reddito.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella compilazione della dichiarazione e nel calcolo del risparmio fiscale effettivo in base alla tua situazione personale.

    Differenza tra Riscatto e Ricongiunzione

    Spesso si fa confusione tra riscatto contributivo e ricongiunzione contributiva. Vediamo le differenze principali per capire quale attestazione scaricare e come usarla.

    Riscatto Contributivo

    Il riscatto è l’operazione con cui si versano contributi per periodi non coperti da contribuzione obbligatoria. Serve a “comprare” anni di contributi che altrimenti non sarebbero conteggiati per la pensione.

    Tipologie principali:

    • Riscatto laurea ordinario: per gli anni di studio universitario (laurea triennale, magistrale, dottorato)
    • Riscatto laurea agevolato: versione più economica per periodi dal 1996 in poi, calcolata con aliquota ridotta
    • Riscatto periodi scoperti: fino a 5 anni di “buchi” contributivi (es. lavoro irregolare, disoccupazione non indennizzata)
    • Riscatto lavoro estero: per attività lavorativa svolta in Paesi non convenzionati

    Chi può richiederlo: Chiunque abbia almeno un contributo versato in una gestione INPS, anche solo una settimana di lavoro.

    Beneficio fiscale: Detrazione 19% (come le spese mediche, universitarie, ecc.)

    Ricongiunzione Contributiva

    La ricongiunzione (Legge 45/1990) è l’operazione con cui si trasferiscono contributi già versati in una gestione previdenziale verso un’altra, per unificare la posizione contributiva.

    Quando si usa:

    • Hai lavorato come dipendente e poi come professionista con Cassa privata (Avvocati, Commercialisti, Ingegneri, ecc.)
    • Hai contributi in diverse gestioni INPS (dipendenti, artigiani, commercianti, gestione separata)
    • Vuoi cumulare tutti i contributi in un’unica gestione per raggiungere prima la pensione

    Differenza chiave: Nella ricongiunzione non “compri” anni nuovi, ma sposti anni già esistenti da una posizione all’altra. L’INPS calcola un onere di ricongiunzione che rappresenta la differenza tra i contributi già versati e quelli che avresti dovuto versare nella gestione di destinazione.

    Beneficio fiscale: Deduzione integrale dal reddito (come i contributi versati per colf/badanti, previdenza complementare)

    Tabella Riepilogativa

    Ecco un confronto diretto:

    CaratteristicaRiscattoRicongiunzione
    Cosa faCopre periodi senza contributiUnifica contributi già versati
    QuandoPeriodi scoperti (laurea, buchi lavorativi)Contributi in gestioni diverse
    CostoVariabile (età, retribuzione, periodo)Riserva matematica (differenziale)
    Vantaggio fiscaleDetrazione 19%Deduzione integrale
    BeneficiariTutti (anche inoccupati)Chi ha già contributi in più gestioni
    PagamentoRateizzabile fino a 120 rateRateizzabile fino a 120 rate

    Detrazioni e Deduzioni Fiscali Applicabili

    Comprendere correttamente il trattamento fiscale degli oneri per riscatto e ricongiunzione è fondamentale per massimizzare il risparmio fiscale. Vediamo nel dettaglio tutte le casistiche.

    Detrazione 19% per Riscatto Contributivo

    Il riscatto contributivo gode della detrazione IRPEF del 19% ai sensi dell’art. 10 del TUIR. Questa detrazione si applica:

    • Sull’importo effettivamente versato nell’anno fiscale (non sull’onere totale, ma solo sulle rate pagate)
    • Senza limiti di importo: a differenza di altre detrazioni (es. ristrutturazioni, spese mediche), non c’è un tetto massimo
    • Anche per pagamenti rateali: ogni anno si detrae il 19% delle rate versate in quell’anno

    Esempio pratico:

    Onere totale riscatto laurea: 30.000 euro
    Rateizzazione: 10 anni (120 rate mensili)
    Rata mensile: 250 euro
    Importo annuo versato: 3.000 euro (12 rate × 250)

    Risparmio fiscale annuo: 3.000 × 19% = 570 euro

    Per 10 anni, risparmio fiscale totale: 570 × 10 = 5.700 euro

    Deduzione Integrale per Ricongiunzione Contributiva

    Gli oneri di ricongiunzione (Legge 45/1990 e successive) sono integralmente deducibili dal reddito complessivo, ai sensi dell’art. 10 comma 1 lett. e) del TUIR.

    Questo significa che:

    • L’importo versato riduce il reddito imponibile
    • Il risparmio fiscale effettivo dipende dall’aliquota marginale IRPEF del contribuente
    • Per redditi elevati, il vantaggio è maggiore rispetto alla detrazione del riscatto

    Esempio pratico:

    Contribuente con reddito complessivo: 50.000 euro
    Aliquota marginale: 38% (scaglione 28.001-50.000 euro)
    Onere ricongiunzione versato nell’anno: 6.000 euro

    Calcolo del risparmio:

    • Reddito imponibile senza deduzione: 50.000 euro
    • Reddito imponibile con deduzione: 50.000 – 6.000 = 44.000 euro
    • Risparmio IRPEF: 6.000 × 38% = 2.280 euro

    Se lo stesso importo fosse stato per riscatto (detrazione 19%), il risparmio sarebbe stato solo: 6.000 × 19% = 1.140 euro

    Riscatto Pagato da Terzi

    Casistica frequente: genitori che pagano il riscatto laurea per i figli.

    Regola generale:

    • Se il figlio è fiscalmente a carico (reddito < 2.840,51 euro, o < 4.000 euro se under 24), la detrazione spetta al genitore che ha sostenuto l’onere
    • Se il figlio non è a carico, nessuno può detrarre la spesa (né il genitore né il figlio)
    • Il pagamento deve risultare tracciabile (bonifico, carta di credito del genitore) per dimostrare chi ha sostenuto la spesa

    Soluzione ottimale: Se il figlio lavora e non è a carico, meglio che il riscatto sia intestato e pagato direttamente dal figlio (che potrà detrarre il 19%), eventualmente con un prestito/regalo in denaro da parte dei genitori.

    Cumulabilità con Altri Benefici

    Le detrazioni per riscatto/ricongiunzione sono cumulabili con:

    • Detrazioni per familiari a carico
    • Detrazioni per spese mediche
    • Detrazioni per ristrutturazioni edilizie
    • Detrazioni per interessi mutuo prima casa
    • Bonus fiscali vari (bonus mobili, risparmio energetico, ecc.)

    Nota importante: Se la somma di tutte le detrazioni supera l’IRPEF dovuta, l’eccedenza non viene rimborsata (a differenza dei bonus edilizi con sconto in fattura/cessione). Conviene quindi valutare con il CAF la distribuzione ottimale delle spese detraibili tra i coniugi, se entrambi lavorano.

    Scadenze da Ricordare per il 2026

    Per non perdere i benefici fiscali delle attestazioni INPS, è importante rispettare le scadenze della dichiarazione dei redditi e del download delle attestazioni stesse.

    Scadenze Dichiarazione dei Redditi 2026

    Per detrarre/dedurre gli oneri versati nel 2025, la dichiarazione va presentata nel 2026 con queste scadenze:

    • 730 precompilato: disponibile dal 30 aprile 2026 nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate
    • 730 tramite CAF/professionista: scadenza 30 settembre 2026
    • 730 autonomo (web o software): scadenza 30 settembre 2026
    • Modello Redditi PF: scadenza 30 novembre 2026 (versione telematica)

    Consiglio: Presentare la dichiarazione entro giugno garantisce il rimborso IRPEF (se dovuto) già a luglio-agosto sullo stipendio/pensione (per il 730) o entro fine anno (per il modello Redditi).

    Download Attestazioni INPS

    Le attestazioni fiscali per l’anno 2025 sono disponibili sul portale INPS generalmente da fine gennaio 2026. L’INPS elabora i dati dei versamenti entro il 31 gennaio e rende disponibili le attestazioni entro metà febbraio.

    Tempistiche consigliate:

    • Febbraio-Marzo: Scaricare le attestazioni e verificare che i dati siano corretti
    • Aprile: Consegnare la documentazione al CAF per la compilazione del 730
    • Maggio-Giugno: Controllare il 730 precompilato e integrarlo con i dati del riscatto/ricongiunzione (se non già presenti)

    Versamento Rate Riscatto/Ricongiunzione

    Per chi ha scelto la rateizzazione:

    • Le rate sono generalmente mensili (addebito automatico il giorno 15 di ogni mese)
    • È possibile saltare fino a 5 rate senza perdere il beneficio della rateizzazione (vanno però recuperate alla fine)
    • Il mancato pagamento di 6 rate consecutive comporta la decadenza dalla rateizzazione e l’obbligo di saldare l’intero residuo in un’unica soluzione

    Attenzione: Anche se salti delle rate, nella dichiarazione dei redditi puoi detrarre/dedurre solo le rate effettivamente versate nell’anno. Se hai saltato rate, l’importo nell’attestazione sarà inferiore.

    Scadenze Richiesta Riscatto/Ricongiunzione

    Non ci sono scadenze fisse per presentare domanda di riscatto o ricongiunzione, ma:

    • Riscatto laurea agevolato: Richiedibile fino ai 45 anni di età
    • Ricongiunzione L. 45/1990: Richiedibile in qualsiasi momento, ma conviene farla almeno 5 anni prima della pensione per ammortizzare il costo
    • Riscatto periodi scoperti: Richiedibile entro certi limiti temporali (verificare con l’INPS)

    Consiglio del CAF: Se stai valutando un riscatto, presentare domanda entro fine anno ti permette di iniziare a versare le rate dall’anno successivo e ottenere subito il beneficio fiscale nella dichiarazione dell’anno dopo.

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    Domande Frequenti

    Dove trovo le attestazioni fiscali INPS per il riscatto contributivo?

    Le attestazioni fiscali INPS per riscatto e ricongiunzione sono disponibili nell’area riservata MyINPS sul sito www.inps.it. Accedi con SPID, CIE o CNS, cerca il servizio ‘Attestazioni fiscali riscatto e ricongiunzione’ e scarica il PDF per l’anno fiscale di tuo interesse. Il documento viene generato automaticamente ed è firmato digitalmente dall’INPS.

    Quanto posso detrarre con il riscatto laurea nella dichiarazione dei redditi?

    Con il riscatto laurea puoi detrarre il 19% degli importi effettivamente versati nell’anno fiscale. Non c’è un limite massimo di importo detraibile. Se ad esempio hai versato 3.000 euro in rate durante l’anno, potrai detrarre 570 euro dall’IRPEF dovuta (3.000 x 19%). La detrazione va indicata nel modello 730 al rigo E8-E10 con codice 32.

    La ricongiunzione contributiva è detraibile o deducibile?

    La ricongiunzione contributiva (Legge 45/1990) è integralmente deducibile dal reddito complessivo, non detraibile. Questo significa che l’importo versato riduce il reddito imponibile prima del calcolo delle imposte. Il risparmio fiscale effettivo dipende dalla tua aliquota marginale IRPEF (23%, 35%, 38% o 43%). Per redditi elevati, la deduzione è più vantaggiosa della detrazione del riscatto.

    Posso detrarre il riscatto laurea pagato per mio figlio?

    Puoi detrarre il riscatto laurea pagato per tuo figlio solo se questi è fiscalmente a tuo carico (reddito inferiore a 2.840,51 euro, oppure 4.000 euro se under 24). Il pagamento deve essere tracciabile (bonifico o carta di credito intestati a te). Se tuo figlio lavora e supera i limiti di reddito, nessuno potrà detrarre la spesa. In tal caso conviene che il riscatto sia intestato e pagato direttamente dal figlio.

    Entro quando devo scaricare le attestazioni fiscali per il 730?

    Le attestazioni fiscali INPS per l’anno precedente sono disponibili generalmente da fine gennaio. Per il 730 del 2026 (anno d’imposta 2025), scarica le attestazioni entro marzo-aprile per avere tempo di consegnarle al CAF o includerle nel 730 precompilato. La scadenza per presentare il 730 tramite CAF è il 30 settembre, ma conviene farlo entro giugno per ricevere eventuali rimborsi già a luglio-agosto.

    Cosa succede se non pago le rate del riscatto contributivo?

    Se salti fino a 5 rate del riscatto contributivo, puoi recuperarle alla fine del piano di rateizzazione senza perdere il beneficio. Se però non paghi 6 rate consecutive, decade la rateizzazione e l’INPS ti richiederà il saldo dell’intero importo residuo in un’unica soluzione. Nella dichiarazione dei redditi puoi detrarre solo le rate effettivamente versate nell’anno, quindi saltare rate riduce il beneficio fiscale di quell’anno.


    Hai Bisogno di Assistenza per la Dichiarazione dei Redditi?

    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a compilare correttamente il 730 o il modello Redditi PF includendo le attestazioni fiscali INPS per riscatto e ricongiunzione, massimizzando il tuo risparmio fiscale.

    I nostri servizi:

    • Compilazione 730 e Modello Redditi con verifica detrazioni riscatto/ricongiunzione
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    • Assistenza download attestazioni INPS e verifica dati
    • Consulenza strategia previdenziale riscatto vs ricongiunzione
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      Attestazioni INPS 2026 Online: Riscatto, Ricongiunzioni e Rendite – Guida Completa

      Pensione 2026 INPS

      Le attestazioni INPS sono documenti ufficiali che certificano la presenza di contributi previdenziali versati o da versare per specifiche operazioni come il riscatto della laurea, la ricongiunzione contributiva o la costituzione di rendite vitalizie. Dal 2026, l’INPS ha potenziato i servizi online per richiedere e scaricare queste attestazioni direttamente dal portale MyINPS, semplificando notevolmente le procedure per i cittadini.

      Che tu debba riscattare periodi non coperti da contribuzione, riunificare posizioni contributive sparse tra diverse gestioni o certificare rendite previdenziali, conoscere le modalità corrette per ottenere l’attestazione INPS è fondamentale per non incorrere in ritardi o problemi burocratici. Questa guida ti accompagna passo dopo passo nel mondo delle attestazioni INPS 2026, spiegando quando servono, come richiederle online e quali documenti preparare.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine ti supporta nella richiesta di tutte le attestazioni INPS, verificando la tua posizione contributiva e assistendoti nell’invio delle domande telematiche. Contattaci per una consulenza personalizzata.

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      Indice dei contenuti

      1. Cosa Sono le Attestazioni INPS
      2. Tipi di Attestazioni INPS Disponibili
      3. Come Richiedere le Attestazioni INPS Online
      4. Riscatto Contributi: Cosa Puoi Attestare
      5. Ricongiunzione vs Totalizzazione: Quale Scegliere
      6. Rendite INPS: Quando Serve l’Attestazione
      7. Scadenze e Tempistiche 2026
      8. Documenti Necessari per la Richiesta
      9. Costi e Modalità di Pagamento

      Cosa Sono le Attestazioni INPS

      Le attestazioni INPS sono certificazioni ufficiali rilasciate dall’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale che documentano la situazione contributiva del lavoratore in relazione a specifiche operazioni previdenziali. Si tratta di documenti indispensabili per formalizzare domande di riscatto, ricongiunzione o per dimostrare l’esistenza di rendite vitalizie costituite presso l’INPS.

      A differenza di un semplice estratto contributivo (che elenca i contributi versati), l’attestazione certifica l’ammissibilità e il costo di operazioni specifiche come:

      • Riscatto di periodi non coperti: laurea, diploma universitario, periodi di aspettativa non retribuita, lavoro all’estero in paesi non convenzionati
      • Ricongiunzione contributiva: riunificazione di contributi versati in gestioni previdenziali diverse (INPS, casse professionali, ex INPDAP)
      • Totalizzazione contributiva: cumulo gratuito di contributi per maturare il diritto a pensione
      • Rendite vitalizie INPS: certificazione dell’esistenza di rendite costituite a favore del richiedente

      Le attestazioni hanno validità temporale limitata (generalmente 6-12 mesi) e devono essere aggiornate se nel frattempo intervengono modifiche alla situazione contributiva.

      Novità 2026: Procedura Completamente Telematica

      Dal 2026, l’INPS ha reso completamente digitale la richiesta di attestazioni, eliminando la necessità di recarsi fisicamente agli sportelli. Attraverso il portale MyINPS (accessibile con SPID, CIE o CNS), è possibile richiedere l’attestazione online compilando un form guidato, allegare documenti in formato PDF, monitorare lo stato di lavorazione della pratica in tempo reale e scaricare l’attestazione firmata digitalmente dall’INPS direttamente dal portale.

      I tempi di rilascio si sono ridotti mediamente a 30-45 giorni dalla presentazione della domanda completa, contro i 60-90 giorni necessari con la procedura cartacea.

      Tipi di Attestazioni INPS Disponibili

      L’INPS rilascia diverse tipologie di attestazioni in base all’operazione previdenziale richiesta. Vediamo nel dettaglio le principali.

      Attestazione Riscatto Contributi

      L’attestazione per riscatto contributi certifica la possibilità di valorizzare ai fini pensionistici periodi non coperti da contribuzione obbligatoria. Le casistiche più comuni sono il riscatto laurea (periodo del corso di studi universitario), il riscatto lavoro all’estero (periodi lavorati in paesi extra-UE senza convenzioni bilaterali) e il riscatto periodi non coperti (aspettative non retribuite, interruzioni lavorative documentate).

      L’attestazione indica la durata riscattabile (in anni, mesi, giorni), l’onere economico totale da versare all’INPS, la possibilità di rateizzazione (massimo 120 rate mensili senza interessi) e il risparmio fiscale ottenibile. Il costo del riscatto varia in base al sistema di calcolo della pensione (retributivo, misto o contributivo) e alla retribuzione percepita negli ultimi anni.

      Attestazione Ricongiunzione Contributiva

      L’attestazione per ricongiunzione contributiva (regolata dalla Legge 29/1979) certifica la possibilità di riunificare in un’unica gestione INPS tutti i contributi versati presso gestioni previdenziali diverse. È particolarmente utile per chi ha cambiato lavoro passando da dipendente pubblico a privato, o da lavoro subordinato ad autonomo.

      L’attestazione specifica le gestioni coinvolte, il totale dei contributi da ricongiungere (in anni e mesi), l’onere della ricongiunzione (calcolato secondo la riserva matematica) e la gestione di destinazione dove confluiranno tutti i contributi. La ricongiunzione è onerosa (costa mediamente il 50-70% dell’importo complessivo dei contributi da ricongiungere) ma permette di unificare tutta la carriera contributiva, evitando penalizzazioni nel calcolo della pensione.

      Attestazione Totalizzazione Contributi

      L’attestazione per totalizzazione (D.Lgs. 42/2006) certifica la possibilità di sommare gratuitamente i contributi presenti in gestioni diverse per raggiungere i requisiti minimi di pensione. A differenza della ricongiunzione, la totalizzazione è gratuita (nessun onere da versare), non unifica fisicamente i contributi (restano nelle gestioni originarie), richiede almeno 6 anni di contributi in ciascuna gestione da totalizzare e comporta il ricalcolo contributivo dell’intera pensione (penalizzazione del 20-30% rispetto al sistema retributivo).

      L’attestazione indica il montante contributivo complessivo e la data di maturazione del diritto a pensione con totalizzazione.

      Come Richiedere le Attestazioni INPS Online

      La richiesta delle attestazioni INPS avviene esclusivamente online attraverso il portale MyINPS. Ecco la procedura completa passo dopo passo.

      Step 1: Accesso al Portale MyINPS

      Per accedere al portale MyINPS è necessario uno dei seguenti strumenti di autenticazione: SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) di livello 2 o superiore, CIE (Carta d’Identità Elettronica) con PIN o CNS (Carta Nazionale dei Servizi) con lettore smart card.

      Collegati a www.inps.it e clicca su “Entra in MyINPS” in alto a destra. Seleziona il metodo di autenticazione preferito e inserisci le credenziali.

      Step 2: Ricerca del Servizio

      Una volta autenticato, utilizza la barra di ricerca del portale e digita “Attestazione riscatto contributi” per il riscatto laurea/periodi, “Attestazione ricongiunzione contributiva” per la ricongiunzione, “Attestazione totalizzazione” per la totalizzazione gratuita o “Attestazione rendita” per le rendite vitalizie. Alternativamente, naviga nel menu: Pensione e Previdenza → Domande Previdenziali → Attestazioni.

      Step 3: Compilazione del Modulo

      Il sistema ti presenterà un modulo guidato da compilare con dati anagrafici (verificati automaticamente dal sistema INPS), periodo da attestare (date inizio e fine del periodo da riscattare/ricongiungere), gestione previdenziale di interesse (dove vuoi far confluire i contributi), documenti da allegare (certificato di laurea, contratti di lavoro estero, dichiarazioni sostitutive) e modalità di pagamento preferita (unica soluzione o rateizzazione).

      Presta particolare attenzione alla sezione allegati: i documenti devono essere in formato PDF, con dimensione massima di 5 MB ciascuno. Per il riscatto laurea è obbligatorio allegare il certificato di laurea con votazione e data di conseguimento.

      Step 4: Invio della Domanda

      Dopo aver compilato tutti i campi obbligatori e verificato i dati inseriti, clicca su “Invia domanda”. Il sistema genererà una ricevuta di protocollazione con numero di protocollo univoco della domanda, data e ora di presentazione e riepilogo dei dati inseriti. Salva o stampa la ricevuta: ti servirà per monitorare lo stato della pratica e per eventuali comunicazioni con l’INPS.

      Step 5: Monitoraggio della Pratica

      Puoi verificare lo stato di avanzamento della tua richiesta accedendo a MyINPS → Le mie domande → Attestazioni. Gli stati possibili sono: In lavorazione (la domanda è stata acquisita), Documentazione integrativa richiesta (l’INPS ha bisogno di documenti aggiuntivi), Attestazione emessa (il documento è pronto per il download) o Domanda respinta (con motivazione dettagliata).

      I tempi medi di lavorazione sono 30-45 giorni per le attestazioni standard, fino a 60-90 giorni per quelle complesse (es. ricongiunzioni con più gestioni coinvolte).

      Step 6: Download dell’Attestazione

      Quando lo stato della pratica cambia in “Attestazione emessa”, puoi scaricare il documento cliccando su “Scarica PDF”. L’attestazione è firmata digitalmente dall’INPS, ha validità di 6-12 mesi dalla data di emissione, riporta un codice QR per la verifica online dell’autenticità e può essere utilizzata per presentare la domanda definitiva di riscatto/ricongiunzione o per pratiche con enti terzi.

      Riscatto Contributi: Cosa Puoi Attestare

      Il riscatto contributivo è l’istituto che permette di valorizzare ai fini pensionistici periodi non coperti da contribuzione obbligatoria. Vediamo nel dettaglio le casistiche riscattabili.

      Riscatto Laurea Ordinario

      Il riscatto ordinario del corso di studi (Legge 1338/1962 e D.Lgs. 184/1997) permette di riscattare il periodo del corso universitario che ha portato al conseguimento del titolo. Sono riscattabili la laurea triennale (massimo 3 anni), la laurea magistrale (2 anni aggiuntivi), la laurea a ciclo unico (5-6 anni: medicina, giurisprudenza, architettura), il dottorato di ricerca (3-4 anni) e il diploma universitario ante-riforma (2-3 anni).

      Non sono riscattabili i periodi di fuori corso (oltre la durata legale del corso), gli anni di studio già coperti da contribuzione (es. lavoro contemporaneo agli studi) e i corsi di laurea non portati a termine (senza conseguimento del titolo).

      Il costo del riscatto ordinario si calcola con il metodo della riserva matematica per chi ha contributi prima del 1996, ed è generalmente elevato (da 25.000 a 80.000 euro per 5 anni di laurea, in base all’età e alla retribuzione). L’onere è deducibile integralmente dal reddito IRPEF.

      Riscatto Laurea Agevolato (Pace Contributiva)

      Il riscatto agevolato (introdotto dal Decreto Legge 4/2019) è riservato ai lavoratori con primo contributo successivo al 31/12/1995 (sistema contributivo puro). Il costo fisso è di 5.775,73 euro per ogni anno riscattato (dato 2026, rivalutato annualmente), con un risparmio sostanziale del 70-80% rispetto al riscatto ordinario. La deducibilità fiscale è però limitata al 50% dell’onere (contro il 100% del riscatto ordinario) e il riscatto agevolato aumenta l’anzianità contributiva ma non il montante (nessun incremento dell’assegno pensionistico).

      Conviene il riscatto agevolato quando l’obiettivo è anticipare la pensione (es. Quota 103, pensione anticipata) raggiungendo prima i requisiti contributivi, anche a costo di non incrementare l’importo dell’assegno.

      Ricongiunzione vs Totalizzazione: Quale Scegliere

      Quando hai contributi in gestioni previdenziali diverse (es. INPS dipendenti + INPS artigiani, o INPS + ex INPDAP + Cassa Avvocati), devi scegliere tra ricongiunzione onerosa e totalizzazione gratuita. Vediamo le differenze.

      Ricongiunzione Contributiva (Legge 29/1979)

      La ricongiunzione onerosa riunifica fisicamente tutti i contributi in un’unica gestione. I vantaggi sono il calcolo retributivo/misto preservato (se hai contributi ante-1995, il sistema di calcolo favorevole viene mantenuto), il maggior importo pensione (eliminando le penalizzazioni da pro-rata, l’assegno risulta più alto del 20-30%) e la flessibilità nella scelta della gestione (puoi decidere dove far confluire tutti i contributi).

      Gli svantaggi sono il costo elevato (l’onere può raggiungere il 50-70% del valore complessivo dei contributi da ricongiungere, da 20.000 a 100.000+ euro), la rateizzazione massima 120 mesi (rate mensili elevate per chi ha oneri superiori a 50.000 euro) e i tempi lunghi (la pratica può richiedere 6-12 mesi per il completamento).

      Conviene la ricongiunzione quando hai contributi ante-1995 e vuoi preservare il calcolo retributivo, l’incremento dell’assegno pensionistico compensa l’onere entro 10-15 anni di pensione o puoi permetterti la spesa o l’importo delle rate.

      Totalizzazione Contributiva (D.Lgs. 42/2006)

      La totalizzazione gratuita somma virtualmente i contributi senza unificarli. I vantaggi sono il nessun costo (completamente gratuita), l’accesso alla pensione (permette di raggiungere i requisiti minimi sommando contributi altrimenti insufficienti) e la procedura semplificata (basta una domanda di pensione con totalizzazione).

      Gli svantaggi sono il calcolo interamente contributivo (anche i contributi ante-1995 vengono ricalcolati col metodo contributivo, con penalizzazione 20-30%), il requisito minimo (serve almeno 6 anni di contributi in ciascuna gestione da totalizzare) e le finestre di attesa (18 mesi dalla maturazione dei requisiti per pensione di vecchiaia, 21 mesi per anticipata).

      Conviene la totalizzazione quando hai solo contributi post-1995 (nessuna perdita dal ricalcolo contributivo), non puoi permetterti l’onere della ricongiunzione o l’obiettivo è andare in pensione prima possibile, anche con assegno ridotto.

      Simulazione Personalizzata: Affidati al CAF

      La scelta tra ricongiunzione e totalizzazione dipende dalla tua situazione contributiva specifica: anni di contributi, gestioni coinvolte, età, redditi. Il CAF Centro Fiscale di Udine effettua simulazioni comparative gratuite per aiutarti a scegliere l’opzione più vantaggiosa. Contattaci per un appuntamento.

      Rendite INPS: Quando Serve l’Attestazione

      L’attestazione di rendita INPS certifica l’esistenza e l’importo di rendite vitalizie costituite presso l’INPS. È richiesta in diverse situazioni.

      Rendite da Riscatto INAIL

      Le rendite INAIL per inabilità permanente conseguente a infortunio sul lavoro o malattia professionale possono essere trasferite all’INPS per gestione unitaria. L’attestazione certifica l’importo mensile della rendita INAIL in gestione INPS, la percentuale di invalidità riconosciuta, la rivalutazione annuale secondo gli indici ISTAT e la reversibilità ai superstiti in caso di decesso. Serve per pratiche bancarie (mutui, finanziamenti) come prova di reddito, o per dichiarazioni ISEE.

      Come Richiedere l’Attestazione di Rendita

      La richiesta segue la procedura standard online: accedi a MyINPS con SPID/CIE/CNS, cerca “Attestazione rendita vitalizia”, compila il modulo indicando il tipo di rendita e il periodo di riferimento, allega eventuale documentazione pregressa (verbali INAIL, contratti aziendali), invia la domanda e attendi 15-30 giorni per l’emissione. L’attestazione ha validità annuale e deve essere rinnovata se l’importo della rendita viene rivalutato.

      Scadenze e Tempistiche 2026

      Le attestazioni INPS non hanno scadenze specifiche di presentazione (puoi richiederle in qualsiasi momento), ma è importante rispettare alcune tempistiche per evitare ritardi.

      Tempi di Rilascio

      I tempi medi di emissione delle attestazioni nel 2026 sono: 30-40 giorni per attestazione riscatto laurea (se documentazione completa), 45-60 giorni per attestazione ricongiunzione (fino a 90 giorni se coinvolte 3+ gestioni), 30-45 giorni per attestazione totalizzazione e 15-30 giorni per attestazione rendita.

      Le tempistiche si allungano se l’INPS richiede documentazione integrativa: in questo caso ricevi una notifica nell’area riservata e hai 30 giorni per fornire i documenti mancanti, altrimenti la domanda decade.

      Validità dell’Attestazione

      Le attestazioni INPS hanno validità temporale limitata: 6-12 mesi dalla data di emissione per riscatto/ricongiunzione e 12 mesi (rinnovabile annualmente) per rendite. Se l’attestazione scade prima di presentare la domanda definitiva di riscatto o ricongiunzione, devi richiederne una nuova. L’onere economico viene ricalcolato in base alla nuova età e retribuzione.

      Quando Richiederla

      Per ottimizzare i tempi, richiedi l’attestazione almeno 3-4 mesi prima della scadenza per riscatto agevolato laurea (se hai pianificato di riscattare entro una certa data), 6-12 mesi prima del pensionamento se devi decidere tra ricongiunzione e totalizzazione o subito se hai bisogno dell’attestazione per pratiche bancarie o ISEE.

      Documenti Necessari per la Richiesta

      Per richiedere correttamente un’attestazione INPS, prepara in anticipo i seguenti documenti in formato digitale (PDF).

      Per Attestazione Riscatto Laurea

      Per l’attestazione riscatto laurea servono il certificato di laurea con indicazione della data di conseguimento, votazione e durata legale del corso, l’autocertificazione periodi lavorativi durante gli studi (se hai lavorato contemporaneamente), il documento d’identità in corso di validità e il codice fiscale. Se richiedi il riscatto agevolato (pace contributiva), l’INPS verifica automaticamente che il tuo primo contributo sia successivo al 31/12/1995.

      Per Attestazione Ricongiunzione

      Per l’attestazione ricongiunzione servono gli estratti contributivi di tutte le gestioni coinvolte (scaricabili da MyINPS o richiedibili alle casse professionali), i documenti identificativi delle posizioni assicurative (numeri di matricola, codici ente) e la dichiarazione sostitutiva di non aver già presentato domande di ricongiunzione precedenti.

      Per Attestazione Rendita

      Per l’attestazione rendita servono il verbale INAIL (se rendita da infortunio/malattia professionale), il contratto aziendale o documentazione TFR (se rendita da cessione quote) e l’ultima certificazione di rendita (se rinnovo attestazione).

      Costi e Modalità di Pagamento

      I costi delle operazioni attestate dall’INPS variano significativamente. Vediamo nel dettaglio.

      Quanto Costa Riscattare la Laurea

      Il costo del riscatto laurea dipende dal sistema di calcolo pensione (retributivo ante-1995 costa molto di più del contributivo post-1995), dalla retribuzione (per chi ha contributi ante-1995, l’onere è calcolato sulla retribuzione media degli ultimi 12 mesi) e dall’età al momento del riscatto (chi riscatta in giovane età paga meno).

      Esempi di costo riscatto 5 anni laurea (dati 2026): riscatto ordinario sistema retributivo, età 50 anni, RAL 35.000 euro: 65.000-75.000 euro; riscatto ordinario sistema contributivo, età 30 anni, RAL 25.000 euro: 28.000-32.000 euro; riscatto agevolato (pace contributiva): 28.878 euro (5.775,73 × 5 anni, dato fisso 2026). L’attestazione INPS riporta l’onere esatto calcolato sulla tua posizione specifica.

      Quanto Costa la Ricongiunzione

      Il costo della ricongiunzione si calcola con il metodo della riserva matematica, che stima il valore attuale dei contributi da trasferire. Dipende dal montante contributivo da ricongiungere, dall’età del richiedente e dalla differenza tra le aliquote delle gestioni coinvolte. Esempio: ricongiunzione di 10 anni di contributi da Cassa Avvocati (aliquota 14%) a INPS dipendenti (aliquota 33%) con montante 80.000 euro → onere stimato 45.000-55.000 euro. La totalizzazione, alternativa gratuita, non comporta costi ma penalizza l’importo della pensione del 20-30%.

      Modalità di Pagamento

      Una volta ricevuta l’attestazione con l’onere economico, puoi pagare in unica soluzione (bonifico bancario o F24 con codice tributo specifico indicato nell’attestazione) oppure con rateizzazione (fino a 120 rate mensili senza interessi per importi superiori a 10.000 euro). Il vantaggio fiscale del pagamento rateale è che puoi dedurre l’onere gradualmente negli anni, distribuendo il risparmio IRPEF. Con aliquota marginale 38%, un riscatto da 30.000 euro comporta risparmio fiscale di circa 11.400 euro in 10 anni.

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre tutte le pratiche INPS: NASPI, pensione, maternità, invalidità 104 e bonus famiglia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Conclusione

      Le attestazioni INPS 2026 rappresentano il primo passo fondamentale per valorizzare la tua posizione contributiva attraverso riscatto, ricongiunzione o totalizzazione. Grazie alla procedura completamente online introdotta quest’anno, richiedere e ottenere un’attestazione è diventato più semplice e veloce, con tempi medi ridotti a 30-45 giorni.

      Che tu debba riscattare la laurea per anticipare la pensione, ricongiungere contributi sparsi tra più gestioni o certificare una rendita INPS, conoscere le procedure corrette e avere un’attestazione aggiornata è indispensabile per pianificare il tuo futuro previdenziale senza sorprese.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine ti supporta in ogni fase: dalla verifica della tua posizione contributiva alla richiesta dell’attestazione online, fino alla simulazione comparativa tra ricongiunzione e totalizzazione per individuare la soluzione più vantaggiosa. Contattaci per una consulenza personalizzata.

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      Domande Frequenti sulle Attestazioni INPS

      Quanto tempo ci vuole per ottenere un’attestazione INPS nel 2026?

      I tempi medi sono 30-45 giorni per attestazioni standard (riscatto laurea, totalizzazione), fino a 60-90 giorni per ricongiunzioni complesse con più gestioni coinvolte. Le attestazioni di rendita sono più rapide: 15-30 giorni.

      L’attestazione INPS ha una scadenza?

      Sì, le attestazioni per riscatto e ricongiunzione hanno validità di 6-12 mesi dalla data di emissione. Se scade prima di presentare la domanda definitiva, devi richiederne una nuova con ricalcolo dell’onere.

      Posso richiedere l’attestazione senza SPID?

      No, dal 2026 l’accesso ai servizi INPS online richiede obbligatoriamente SPID, CIE o CNS. In alternativa, puoi rivolgerti a un CAF o patronato che presenta la domanda per tuo conto.

      Conviene di più il riscatto ordinario o agevolato della laurea?

      Il riscatto agevolato costa molto meno (5.775 euro/anno contro 6.000-15.000 euro/anno del riscatto ordinario) ma non aumenta l’importo della pensione, solo l’anzianità contributiva. Conviene per anticipare il pensionamento, mentre il riscatto ordinario conviene per aumentare l’assegno pensionistico.

      Posso rateizzare il costo del riscatto o della ricongiunzione?

      Sì, puoi rateizzare fino a 120 rate mensili senza interessi per importi superiori a 10.000 euro. Il pagamento rateale ti permette di spalmare la deduzione fiscale su più anni.

      La ricongiunzione è sempre conveniente rispetto alla totalizzazione?

      No, dipende dalla tua situazione. La ricongiunzione costa 50-70% del montante contributivo ma preserva il calcolo retributivo (+20-30% di pensione). La totalizzazione è gratuita ma ricalcola tutto col metodo contributivo. Conviene la ricongiunzione se hai contributi ante-1995 e l’incremento pensionistico ripaga l’onere entro 10-15 anni.

      Posso richiedere più attestazioni contemporaneamente?

      Sì, puoi presentare più domande di attestazione per operazioni diverse (es. riscatto laurea + ricongiunzione). Ogni domanda ha un proprio numero di protocollo e iter di lavorazione indipendente.


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      Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la richiesta di attestazioni INPS per riscatto laurea, ricongiunzione contributiva e totalizzazione. Verifichiamo la tua posizione e ti assistiamo nell’invio telematico.

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