Logopedisti, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, Professionisti SanitariPartita IVA Logopedista e Dietista 2026: Guida Completa al Nuovo Codice ATECO 86.99.09Aprire la partita IVA come logopedista e dietista nel 2026 significa fare i conti con una novità che molti colleghi (e non pochi siti web) non hanno ancora recepito: il codice ATECO corretto oggi è 86.99.09, non più il vecchio 86.90.29. Dal 1° gennaio 2025 è infatti entrata in vigore la nuova classificazione ATECO 2025, operativa per gli adempimenti dell’Agenzia delle Entrate dal 1° aprile 2025.Non è un dettaglio burocratico da poco: il codice ATECO è la “carta d’identità fiscale” della tua attività e influenza il coefficiente di redditività nel regime forfettario, i controlli dell’Agenzia delle Entrate e la coerenza della tua posizione. In questa guida trovi tutto quello che serve sapere sulla partita IVA per logopedista e dietista: codice ATECO aggiornato, contributi in Gestione Separata INPS, esenzione IVA delle prestazioni sanitarie e obblighi verso il Sistema Tessera Sanitaria. Con parole semplici, esempi concreti e senza gergo inutile.Indice dei contenutiPartita IVA logopedista e dietista 2026: cosa cambia davveroIl codice ATECO 2025 per logopedista e dietista è 86.99.09Da 86.90.29 a 86.99.09: la differenza tra il precedente ATECO 2007 e l’ATECO 2025Regime forfettario per la partita IVA di logopedista e dietistaContributi: la Gestione Separata INPS per logopedisti e dietistiIVA esente: come si fatturano le prestazioni sanitarieSistema Tessera Sanitaria: invio annuale e divieto di fattura elettronicaCome aprire la partita IVA da logopedista o dietistaGli errori più comuni da evitareDomande frequentiPartita IVA logopedista e dietista 2026: cosa cambia davveroChi apre oggi la partita IVA come logopedista e dietista si muove in uno scenario diverso rispetto a due o tre anni fa. I cambiamenti principali sono tre e vale la pena metterli subito in fila, perché sono esattamente i punti su cui circolano le informazioni più datate.Nuova classificazione ATECO 2025: il codice da indicare all’apertura è 86.99.09, mentre il vecchio 86.90.29 appartiene alla classificazione ATECO 2007 (aggiornamento 2022) ormai superata.Sistema Tessera Sanitaria con invio annuale: dal periodo d’imposta 2025 i dati delle spese sanitarie si trasmettono una volta l’anno, non più con cadenza semestrale.Soglie del regime forfettario confermate: 85.000 euro di ricavi e 35.000 euro di redditi da lavoro dipendente dell’anno precedente (non più 30.000).Per il resto, l’impianto resta quello che conosci: regime forfettario con imposta sostitutiva agevolata, contributi in Gestione Separata INPS e prestazioni sanitarie esenti IVA. Ma è proprio sui dettagli che si giocano gli errori più costosi, e una partita IVA per logopedista e dietista impostata male oggi si traduce in correzioni, comunicazioni e perdite di tempo domani. Il codice ATECO 2025 per logopedista e dietista è 86.99.09Partiamo dal dato più importante. Il codice ATECO da utilizzare nel 2026 per l’attività libero-professionale di logopedista e di dietista è il 86.99.09 – Altre attività paramediche indipendenti n.c.a. (la sigla “n.c.a.” significa semplicemente “non classificate altrove”, cioè una categoria residuale che raccoglie le professioni sanitarie senza una voce dedicata).Il riferimento arriva dalla nota ISTAT trasmessa alla FNO TSRM-PSTRP e ripresa dalla circolare 12/2025 della Federazione, che ha ricostruito il raccordo tra la vecchia e la nuova classificazione per tutte le professioni sanitarie dell’albo. Lo stesso codice 86.99.09 vale anche per podologo, ortottista, igienista dentale, TSRM e audioprotesista: non è quindi un codice “generico”, ma la casella corretta in cui il legislatore statistico ha collocato queste figure. Perché il codice ATECO conta più di quanto sembriIl codice ATECO non è una formalità. Determina il coefficiente di redditività nel regime forfettario (cioè la percentuale di incassi su cui si pagano le tasse), condiziona i controlli incrociati dell’Agenzia delle Entrate e compare in ogni documento della tua posizione fiscale. Un codice sbagliato può generare richieste di chiarimenti, applicazione di un coefficiente errato e, nei casi peggiori, il ricalcolo dell’imposta dovuta.Per logopedisti e dietisti il coefficiente di redditività è pari al 78%. Un’avvertenza tecnica utile: l’allegato 4 della legge sul forfettario è ancora scritto in ATECO 2007, quindi il coefficiente si individua guardando il codice 2007 corrispondente (86.90.29) finché non uscirà il decreto con i nuovi coefficienti. Il codice da comunicare all’apertura resta comunque quello ATECO 2025, cioè 86.99.09.Da 86.90.29 a 86.99.09: la differenza tra il precedente ATECO 2007 e l’ATECO 2025Questa è la sezione che ti permette di distinguere un’informazione aggiornata da una copiata da vecchie guide. Fino al 2025 la classificazione in vigore era l’ATECO 2007 (nella versione aggiornata al 2022) e il codice usato da logopedisti e dietisti era il 86.90.29 – Altre attività paramediche indipendenti n.c.a.. Dal 1° gennaio 2025 quella classificazione è stata sostituita dall’ATECO 2025, con piena operatività negli adempimenti fiscali dal 1° aprile 2025.In pratica: il vecchio 86.90.29 oggi si cita solo come riferimento storico. Se leggi un articolo o un preventivo che lo presenta come il codice “attuale” per la partita IVA di logopedista e dietista, quel contenuto non è aggiornato. La corrispondenza corretta è questa:ATECO 2007 (classificazione precedente, superata): 86.90.29 – Altre attività paramediche indipendenti n.c.a.ATECO 2025 (in vigore): 86.99.09 – Altre attività paramediche indipendenti n.c.a.Coefficiente di redditività forfettario: 78% in entrambi i casiFonte: nota ISTAT alla FNO TSRM-PSTRP, circolare 12/2025 Ho già la partita IVA con il vecchio codice: devo fare qualcosa?Domanda frequentissima tra chi ha aperto prima del 2025. La buona notizia è che la riclassificazione delle posizioni già esistenti è avvenuta d’ufficio: non serve una corsa allo sportello. Resta però possibile (e in alcuni casi consigliabile) presentare una variazione dati se il codice attribuito automaticamente non rappresenta correttamente l’attività che svolgi, per esempio quando affianchi prestazioni di natura diversa.Capire se la tua posizione è coerente richiede di leggere il tuo certificato di attribuzione e confrontarlo con l’attività reale. È una verifica rapida ma delicata: il CAF Centro Fiscale di Udine la esegue insieme a te e, se serve, predispone la comunicazione di variazione, così eviti di muoverti a tentoni su un adempimento che lascia traccia nei registri dell’Agenzia delle Entrate.Regime forfettario per la partita IVA di logopedista e dietistaLa quasi totalità di chi apre una partita IVA come logopedista e dietista sceglie il regime forfettario. Funziona così: non si tiene la contabilità delle spese una per una, ma si applica agli incassi un coefficiente di redditività fisso (per queste professioni il 78%). Su quella quota si pagano i contributi e l’imposta sostitutiva, cioè un’unica tassa che prende il posto di IRPEF, addizionali regionali e comunali.L’aliquota dell’imposta sostitutiva è del 15%, che scende al 5% per i primi cinque anni di attività se si rispettano i requisiti delle nuove iniziative produttive (in sintesi: non aver esercitato la stessa attività nei tre anni precedenti e non proseguire un’attività altrui). Per un neolaureato che apre lo studio, è una differenza molto concreta sul portafoglio. Limiti e soglie del forfettario nel 202685.000 euro di ricavi o compensi incassati nell’anno: è il tetto per restare nel regime100.000 euro: superata questa soglia si esce dal forfettario immediatamente, già nell’anno in corso20.000 euro: limite massimo di spese per lavoro dipendente e collaboratori35.000 euro: limite dei redditi da lavoro dipendente o assimilati percepiti nell’anno precedente per poter accedere al regime (valore valido per 2025 e 2026)Attenzione proprio a quest’ultima soglia: molte guide riportano ancora 30.000 euro, valore ormai superato. Per chi lavora part-time in una struttura sanitaria e affianca l’attività privata, la differenza tra 30.000 e 35.000 euro può decidere l’accesso stesso al regime agevolato.Un esempio pratico: Giulia, logopedistaImmagina che Giulia, logopedista al terzo anno di attività, incassi 30.000 euro in un anno. Il coefficiente di redditività 78% porta il reddito imponibile a 23.400 euro. Su questa base si calcolano prima i contributi in Gestione Separata INPS, che sono interamente deducibili, e solo sulla differenza si applica l’imposta sostitutiva del 5% (essendo nei primi cinque anni).Il meccanismo è lo stesso per una dietista: cambia solo il volume degli incassi. Il punto da ricordare è che nel forfettario le spese reali (affitto dello studio, materiale, corsi di aggiornamento) non si deducono: sono già considerate in modo forfettario in quel 22% che il coefficiente lascia fuori dalla tassazione. Capire se ti conviene davvero dipende da quanto spendi realmente, ed è una valutazione da fare numeri alla mano.Contributi: la Gestione Separata INPS per logopedisti e dietistiQui si concentra il secondo grande equivoco sulla partita IVA di logopedista e dietista. Non esiste una cassa previdenziale privata dedicata a queste due professioni: chi esercita come libero professionista versa i contributi alla Gestione Separata INPS, il fondo previsto per i lavoratori autonomi privi di una cassa di categoria (art. 2 comma 26 della L. 335/1995).Il principio generale da fissare è questo: l’iscrizione a una cassa professionale o alla Gestione Separata dipende dall’albo di appartenenza (per logopedisti e dietisti l’albo TSRM-PSTRP) e dall’esistenza di una cassa di categoria, non dal codice ATECO. È una precisazione importante perché circolano schede che collegano il codice ATECO alla cassa, generando confusione con enti come ENPAPI, ENPAP o ENPAB che riguardano altre professioni sanitarie. Aliquote e soglie della Gestione Separata nel 202626,07%: aliquota piena per il professionista senza altra copertura previdenziale obbligatoria24%: aliquota ridotta per chi è già assicurato presso un’altra gestione obbligatoria (ad esempio un dipendente part-time) o è titolare di pensione18.808 euro: minimale di reddito per l’accredito dell’anno contributivo completo122.295 euro: massimale oltre il quale non si versano ulteriori contributiI valori sono quelli fissati dalla circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026. I contributi si versano con F24 insieme alle imposte, secondo il classico meccanismo di saldo e acconti, e sono interamente deducibili dal reddito: è uno dei pochi “sconti” che il forfettario concede, e vale anche per te che applichi il coefficiente del 78%. Questi versamenti costruiscono nel tempo la tua futura pensione, quindi non vanno vissuti solo come un costo.La riduzione del 35% non esiste in Gestione SeparataÈ l’errore che vediamo più spesso, anche in consulenze ricevute altrove. La riduzione contributiva del 35% prevista per i forfettari (art. 1 comma 77 della L. 190/2014) è riservata esclusivamente ad artigiani e commercianti iscritti alle gestioni IVS dell’INPS. Chi versa alla Gestione Separata, come logopedisti e dietisti, non può richiederla: l’aliquota resta quella piena del 26,07% (o il 24% ridotto nei casi visti sopra).Perché è importante saperlo subito? Perché chi imposta il proprio budget contando su una riduzione inesistente si ritrova con acconti e saldi più pesanti del previsto. Meglio partire con numeri realistici: una partita IVA per logopedista e dietista ben pianificata mette da parte mese per mese la quota contributiva corretta.IVA esente: come si fatturano le prestazioni sanitarieLe prestazioni di logopedista e dietista rientrano tra le prestazioni sanitarie esenti IVA ai sensi dell’art. 10 n. 18 del DPR 633/1972, quando sono rese alla persona nell’esercizio della professione sanitaria e hanno finalità di diagnosi, cura o riabilitazione. In parole semplici: sulla parcella al paziente non si aggiunge il 22% di IVA, e in fattura si indica che l’operazione è esente ex art. 10 n. 18.L’esenzione IVA è pienamente compatibile con il regime forfettario: nel forfettario, infatti, l’IVA non si applica già per regola generale del regime. Il riferimento all’art. 10 n. 18 conserva però rilevanza pratica, per esempio quando si valuta l’assoggettamento a imposta di bollo sulle fatture di importo superiore a 77,47 euro e quando si documenta la natura sanitaria della prestazione ai fini della detrazione fiscale spettante al paziente.Un’attenzione in più merita l’attività del dietista: le prestazioni con finalità terapeutica e riabilitativa restano nel perimetro dell’esenzione, mentre attività diverse dalla cura della persona seguono regole proprie. Anche il logopedista deve prestare attenzione alle collaborazioni con enti e strutture, dove la fatturazione segue logiche differenti rispetto al privato. Sono i casi in cui conviene impostare correttamente il ciclo di fatturazione fin dal primo documento.Sistema Tessera Sanitaria: invio annuale e divieto di fattura elettronicaDietisti e logopedisti sono tra i soggetti tenuti all’invio dei dati al Sistema Tessera Sanitaria (il cosiddetto Sistema TS), l’archivio che alimenta la dichiarazione dei redditi precompilata dei pazienti e consente loro di portare in detrazione le spese sanitarie. L’elenco dei soggetti obbligati è definito dal DM 22 novembre 2019, che include espressamente anche altre figure come i biologi.La novità che devi conoscere riguarda la periodicità. Dal periodo d’imposta 2025 l’invio è diventato annuale ed entro il 31 gennaio dell’anno successivo (art. 5 del D.Lgs. 81/2025 e DM MEF del 29 ottobre 2025). Tradotto in pratica: per le prestazioni incassate nel 2026, la trasmissione va effettuata entro il 1° febbraio 2027, perché il 31 gennaio cade di domenica. Chi parla ancora di invio semestrale si riferisce a una regola superata. Perché non puoi emettere fattura elettronica ai pazientiIl secondo punto, spesso sottovalutato, è il divieto di fattura elettronica verso le persone fisiche per le prestazioni sanitarie. Non è più una proroga rinnovata di anno in anno: con l’art. 2 del D.Lgs. 81/2025 il divieto è diventato strutturale, a tutela della riservatezza dei dati sanitari. Verso i pazienti privati, quindi, si emette una fattura cartacea o in PDF fuori dal Sistema di Interscambio (SdI).È un errore che capita spesso a chi attiva un software di fatturazione senza configurarlo correttamente e inizia a inviare tutto allo SdI: le fatture sanitarie così trasmesse vanno gestite e sistemate, con un lavoro di rettifica che si poteva evitare. Ricorda invece che la fattura elettronica resta obbligatoria verso soggetti diversi dalle persone fisiche, ad esempio una struttura sanitaria o una società con cui collabori.Come aprire la partita IVA da logopedista o dietistaL’apertura della partita IVA per logopedista e dietista non prevede iscrizione alla Camera di Commercio, trattandosi di attività professionale e non d’impresa. I passaggi sostanziali sono comunque diversi e vanno eseguiti nell’ordine giusto, perché ogni scelta iniziale (codice ATECO, regime fiscale, data di inizio attività) condiziona gli anni successivi.Verifica dei requisiti per il regime forfettario, in particolare i redditi da lavoro dipendente dell’anno precedente e le eventuali cause ostativeAttribuzione del codice ATECO 2025 corretto, cioè 86.99.09 per entrambe le professioniPresentazione della dichiarazione di inizio attività all’Agenzia delle EntrateIscrizione alla Gestione Separata INPS, adempimento distinto e spesso dimenticatoAccreditamento al Sistema Tessera Sanitaria per la trasmissione annuale delle spese sanitarieImpostazione del ciclo di fatturazione corretto: esenzione art. 10 n. 18, imposta di bollo, nessun invio allo SdI verso i pazientiOgni passaggio richiede attenzione: un dato sbagliato nella dichiarazione di inizio attività o un’iscrizione previdenziale mancante producono conseguenze che emergono mesi dopo, tipicamente con una comunicazione dell’Agenzia delle Entrate o un avviso INPS. Per questo il CAF Centro Fiscale di Udine segue l’intera procedura di apertura della partita IVA per conto del professionista, dalla scelta del regime all’accreditamento al Sistema TS, con assistenza disponibile sia in ufficio sia online in tutta Italia.Gli errori più comuni da evitareNella gestione quotidiana di una partita IVA di logopedista e dietista ricorrono sempre gli stessi inciampi. Conoscerli in anticipo è il modo più semplice per non commetterli.Usare ancora il codice 86.90.29 come codice attuale: appartiene alla precedente classificazione ATECO 2007, superata dall’ATECO 2025Contare sulla riduzione contributiva del 35%: in Gestione Separata INPS non esisteInviare le fatture dei pazienti allo SdI: per le prestazioni sanitarie a persone fisiche è vietatoProgrammare invii semestrali al Sistema TS: dal 2025 la trasmissione è annualeDimenticare l’imposta di bollo da 2 euro sulle fatture esenti sopra 77,47 euroNon accantonare contributi e imposte mese per mese, ritrovandosi in difficoltà alle scadenze di giugno e novembreC’è poi un errore più sottile: scegliere il regime forfettario senza fare i conti. Per la maggior parte dei logopedisti e dei dietisti è la soluzione più vantaggiosa, perché le spese effettive sono contenute e il coefficiente 78% risulta sostenibile. Ma chi affitta uno studio ampio, assume collaboratori o investe molto in attrezzature potrebbe trovare più conveniente il regime ordinario semplificato, dove i costi si deducono per quanto realmente sostenuti. È una verifica che si fa sui numeri, non per abitudine. Domande frequenti sulla partita IVA di logopedista e dietistaQual è il codice ATECO 2026 per logopedista e dietista?Il codice corretto è 86.99.09 – Altre attività paramediche indipendenti n.c.a., previsto dalla classificazione ATECO 2025 in vigore dal 1° gennaio 2025. Il vecchio 86.90.29 apparteneva alla precedente ATECO 2007 e oggi si cita solo come riferimento storico. La corrispondenza è confermata dalla nota ISTAT ripresa dalla circolare 12/2025 della FNO TSRM-PSTRP.A quale cassa previdenziale si iscrive un logopedista o un dietista?Alla Gestione Separata INPS. Non esiste una cassa privata dedicata a queste professioni: l’iscrizione dipende dall’albo di appartenenza (TSRM-PSTRP) e dall’assenza di una cassa di categoria, non dal codice ATECO. Le aliquote 2026 sono 26,07% in via ordinaria e 24% per chi ha già un’altra copertura previdenziale obbligatoria.Posso chiedere la riduzione contributiva del 35% da forfettario?No. La riduzione del 35% prevista dall’art. 1 comma 77 della L. 190/2014 spetta solo ad artigiani e commercianti iscritti alle gestioni IVS INPS. Chi versa alla Gestione Separata, come logopedisti e dietisti, applica l’aliquota piena senza alcuno sconto.Le prestazioni di logopedia e dietistica sono soggette a IVA?No: sono esenti IVA ai sensi dell’art. 10 n. 18 del DPR 633/1972, trattandosi di prestazioni sanitarie rese alla persona con finalità di diagnosi, cura o riabilitazione. L’esenzione è compatibile con il regime forfettario. Sulle fatture esenti superiori a 77,47 euro va applicata l’imposta di bollo da 2 euro.Quando vanno inviati i dati al Sistema Tessera Sanitaria nel 2026?Dal periodo d’imposta 2025 l’invio è annuale, entro il 31 gennaio dell’anno successivo. Per le spese sanitarie del 2026 la scadenza è quindi il 1° febbraio 2027, perché il 31 gennaio cade di domenica. Il riferimento normativo è l’art. 5 del D.Lgs. 81/2025 insieme al DM MEF del 29 ottobre 2025.Devo emettere fattura elettronica ai pazienti?No. Per le prestazioni sanitarie rese a persone fisiche vige un divieto strutturale di fattura elettronica via SdI (art. 2 del D.Lgs. 81/2025): si emette fattura cartacea o in PDF. La fattura elettronica resta invece obbligatoria verso soggetti diversi dalle persone fisiche, come strutture sanitarie e società.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Apri la tua partita IVA da logopedista o dietista con il CAF Centro FiscaleImpostare correttamente la partita IVA di logopedista e dietista fin dal primo giorno ti evita anni di correzioni: codice ATECO 86.99.09, iscrizione alla Gestione Separata INPS, accreditamento al Sistema Tessera Sanitaria e un ciclo di fatturazione conforme all’esenzione IVA art. 10 n. 18. Il CAF Centro Fiscale di Udine si occupa di tutto: apertura, gestione annuale, calcolo di imposte e contributi, dichiarazione dei redditi. Assistenza disponibile sia in ufficio a Udine sia online in tutta Italia, con preventivo personalizzato in base alla tua situazione.Compila il modulo qui sotto per essere ricontattato, oppure prenota un appuntamento con i nostri operatori. Puoi anche scriverci su WhatsApp al 366 6018121 o chiamarci allo 0432 1638640.Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ Settembre 28, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-28 18:00:002026-09-22 09:51:08Partita IVA Logopedista e Dietista 2026: Guida Completa al Nuovo Codice ATECO 86.99.09
Logopedisti, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, Professionisti SanitariLogopedista: aprire la partita IVA nel 2026Aggiornamento del 4 settembre 2026 – RettificaUna versione precedente di questo articolo indicava erroneamente l’iscrizione obbligatoria all’ENPAPI per i logopedisti. Il logopedista libero professionista, privo di cassa di categoria, è iscritto alla Gestione Separata INPS (art. 2, comma 26, L. 335/1995): l’ENPAPI è riservato a infermieri, infermieri pediatrici e assistenti sanitari (interpello Min. Lavoro n. 1/2024). Aliquota 2026: 26,07% (circolare INPS n. 8/2026).Sei un logopedista e stai valutando di aprire la partita IVA nel 2026? Che tu voglia esercitare come libero professionista, avviare uno studio privato o affiancare il lavoro dipendente con l’attività autonoma, questa guida ti spiega tutto ciò che devi sapere: codice ATECO, regime fiscale, contributi INPS Gestione Separata e obblighi verso il sistema TS.Codice ATECO per il logopedistaIl codice ATECO corretto per l’attività di logopedista libero professionista è:Codice ATECODescrizioneCategoria86.90.21Attività dei logopedistiAttività sanitarie per la salute umanaIl codice 86.90.21 è specifico per i logopedisti ed è quello da indicare nella comunicazione di apertura partita IVA (modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate). Non confonderlo con il codice generico 86.90.29 (altri servizi sanitari), che è meno preciso ai fini classificatori e può creare problemi nei rapporti con il sistema sanitario.Regime fiscale: il forfettario conviene al logopedista?Il regime forfettario 2026 è la scelta naturale per la maggior parte dei logopedisti che iniziano l’attività o che hanno ricavi contenuti. I parametri chiave per i logopedisti sono:ParametroValoreSoglia ricavi per accesso 202685.000 euroCoefficiente di redditivita78%Aliquota imposta sostitutiva (start-up, primi 5 anni)5%Aliquota imposta sostitutiva (ordinaria)15%Contributi INPS Gestione Separata26,07% (riduzione del 35% su richiesta in regime forfettario)Come si calcola l’imposta: Su ricavi di esempio 40.000 euro, il reddito imponibile è 40.000 x 78% = 31.200 euro. L’imposta sostitutiva ordinaria è 31.200 x 15% = 4.680 euro. Nei primi 5 anni con agevolazione start-up: 31.200 x 5% = 1.560 euro.Quando NON conviene il forfettario: se il logopedista supera gli 85.000 euro di ricavi annui, oppure se ha spese professionali elevate (attrezzature, locazione studio, collaboratori) che nel regime ordinario sarebbero deducibili e abbatterebbero significativamente l’imponibile.Gestione Separata INPS: la previdenza del logopedista (non ENPAPI) I logopedisti che esercitano in forma autonoma non hanno una cassa di previdenza di categoria e si iscrivono alla Gestione Separata INPS, il regime residuale previsto dall’art. 2, comma 26, della Legge 335/1995 per i lavoratori autonomi privi di cassa. L’iscrizione è obbligatoria, gratuita e va fatta contestualmente all’apertura della partita IVA (portale INPS con SPID/CIE o tramite il CAF).Non l’ENPAPI: l’ENPAPI (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza della Professione Infermieristica) è riservato a infermieri, infermieri pediatrici e assistenti sanitari iscritti ai rispettivi albi. Logopedisti, fisioterapisti e le altre professioni sanitarie prive di cassa non vi rientrano: la Legge 3/2018 ha riordinato solo gli albi, senza incidere sugli obblighi previdenziali (interpello Ministero del Lavoro n. 1/2024).Contributi INPS Gestione Separata 2026 per logopedisti in regime forfettario:Aliquota: 26,07% sul reddito imponibile (ricavi x 78%) per chi non ha altra tutela pensionistica obbligatoria; 24% per pensionati o già assicurati altrove (circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026)Riduzione forfettari: 35% su richiesta (aliquota effettiva 16,95%, contributi accreditati in proporzione)Rivalsa 4%: facoltativa, addebitabile al cliente in fatturaNessun contributo minimo: si versa in proporzione al reddito, con saldo e primo acconto entro il 30 giugno e secondo acconto entro il 30 novembre (F24)I contributi versati sono deducibili dal reddito anche in regime forfettario. Verifica la tua posizione con il CAF, in particolare se svolgi anche lavoro dipendente.Sistema TS (Tessera Sanitaria): obblighi del logopedistaIl sistema Tessera Sanitaria (TS) è la piattaforma del Ministero dell’Economia gestita dalla Sogei che raccoglie le spese sanitarie ai fini della dichiarazione dei redditi precompilata. I logopedisti liberi professionisti hanno l’obbligo di trasmettere i dati delle prestazioni sanitarie erogate a pazienti privati.Quali dati trasmettereLe prestazioni sanitarie pagate dai pazienti che possono dare diritto alla detrazione del 19% in dichiarazione dei redditiLe prestazioni esenti IVA ai sensi dell’art. 10 DPR 633/72 (prestazioni di diagnosi, cura e riabilitazione)Le prestazioni soggette a ticket sanitarioQuando e come trasmettereTrasmissione mensile o semestrale (a seconda della tipologia di operatore)Accesso al portale Tessera Sanitaria con le credenziali del professionistaPer i logopedisti liberi professionisti: accreditamento come "esercente" nel sistema TSSanzioni per omessa trasmissione: da 100 a 50.000 euro per anno di imposta (art. 3 D.Lgs. 175/2014 e successive modifiche). L’adempimento è quindi critico e non va sottovalutato.Come aprire la partita IVA da logopedista: i passiPasso 1: Verifica i requisiti professionali (abilitazione e iscrizione all’Albo TSRM-PSTRP territoriale)Passo 2: Scegli il regime fiscale (forfettario o ordinario) con l’aiuto di un CAF o commercialistaPasso 3: Apri la partita IVA con modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate (anche online tramite FISCONLINE), indicando ATECO 86.90.21Passo 4: Iscriviti alla Gestione Separata INPS contestualmente all’inizio attivitàPasso 5: Accredita il tuo studio/attività nel sistema Tessera SanitariaPasso 6: Apri un conto corrente professionale dedicato (non obbligatorio ma fortemente consigliato)IVA per i logopedisti: le prestazioni sono esenti?Le prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione rese da logopedisti abilitati sono esenti IVA ai sensi dell’art. 10, comma 1, n. 18 del DPR 633/72, purché rese da professionisti in possesso della relativa abilitazione professionale. Le prestazioni meramente estetiche o non sanitarie potrebbero non godere dell’esenzione. Il regime forfettario, indipendentemente dall’esenzione IVA, non applica IVA sulle fatture (regime fuori campo IVA).Domande frequentiIl logopedista deve iscriversi all’Albo?Sì. I logopedisti devono iscriversi all’Albo TSRM-PSTRP (Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione) dell’Ordine territoriale. L’iscrizione all’Albo è requisito per l’esercizio legale della professione.Posso lavorare sia come dipendente che come libero professionista?Sì, con alcune limitazioni. Se lavori come dipendente del SSN, devi verificare l’incompatibilità con l’esercizio libero-professionale (disciplinata dai contratti collettivi del comparto sanità e dal D.Lgs. 165/2001 per il settore pubblico). Per il settore privato, le incompatibilità dipendono dal contratto individuale.Devo emettere scontrino o fattura ai pazienti?In regime forfettario devi emettere fattura elettronica (dal 2024 obbligatoria anche per i forfettari) o ricevuta fiscale. Le prestazioni sanitarie sono esenti IVA ma non esenti dall’obbligo di documentazione fiscale. La fattura deve riportare il numero di iscrizione all’Albo e la dicitura "Prestazione sanitaria esente IVA art. 10 DPR 633/72".ConclusioneAprire la partita IVA da logopedista nel 2026 è un percorso strutturato che richiede attenzione agli adempimenti fiscali (ATECO corretto, regime forfettario, fatturazione elettronica), previdenziali (Gestione Separata INPS) e sanitari (sistema TS). Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per l’apertura della partita IVA e la gestione degli adempimenti annuali per i professionisti sanitari. Prenota un appuntamento per una consulenza personalizzata.Luglio 6, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-06 08:30:002026-09-04 12:15:49Logopedista: aprire la partita IVA nel 2026