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Superbonus rinvio dieci anni: cosa cambia per imprese e professionisti

Di Andrea Damiani · 7 novembre 2026 · 6 minuti di lettura

Il superbonus rinvio dieci anni è previsto dall’articolo 37 del disegno di legge di bilancio 2027: la quota dei crediti da usare in compensazione nel 2027, relativa alle spese Superbonus sostenute nel 2023, verrebbe ripartita in dieci rate annuali di pari importo. Per imprese e professionisti che hanno acquistato questi crediti significa meno liquidità subito e tempi più lunghi per recuperarla. Il testo è ancora un disegno di legge: può cambiare in Parlamento.

In sintesi

  • L’articolo 37 del ddl di bilancio 2027 riguarda le quote 2027 dei crediti Superbonus nati da cessione o sconto in fattura per le spese 2023.
  • Ciascuna di queste quote verrebbe divisa in dieci rate annuali di pari importo.
  • Sono escluse le quote per cui è stata esercitata l’opzione dell’articolo 9, comma 4, del decreto-legge 176/2022.
  • Chi ha crediti in cassetto dovrà rivedere i tempi di utilizzo e la propria liquidità.
  • Finora è solo un disegno di legge: le regole definitive si sapranno dopo l’esame del Parlamento.

Che cosa prevede il rinvio in dieci anni del Superbonus?

Il Consiglio dei ministri n. 195 del 28 ottobre 2026 ha approvato il disegno di legge di bilancio 2027. Nel testo, l’articolo 37, comma 1, interviene sui crediti d’imposta nati dalle comunicazioni di cessione del credito o sconto in fattura (cioè quando il lavoro viene pagato con uno sconto sul prezzo, oppure la detrazione viene girata a un altro soggetto che poi la usa al posto del cittadino).

Normalmente chi ha un credito di questo tipo lo usa in compensazione, cioè lo scala dalle somme da versare con il modello F24, in quote annuali. La norma prevede una deroga all’articolo 121, comma 3, del decreto-legge 34/2020: la quota annuale utilizzabile nel 2027 per le spese sostenute nel 2023 per gli interventi dell’articolo 119 dello stesso decreto (il Superbonus) sarebbe a sua volta divisa in dieci rate annuali di pari importo.

Per un quadro generale sul calendario delle rate puoi leggere il nostro approfondimento sugli accrediti Superbonus nella manovra 2027, con le quote in dieci rate fino al 2036. Qui guardiamo invece alle conseguenze per chi opera nel settore.

Quali crediti sono interessati e quali restano fuori?

La disposizione non tocca tutti i crediti edilizi. Secondo il testo del disegno di legge, riguarda soltanto:

  • le quote annuali utilizzabili in compensazione nel 2027;
  • i crediti derivanti da comunicazioni di cessione o sconto in fattura;
  • le spese sostenute nel 2023;
  • gli interventi del Superbonus (articolo 119 del decreto-legge 34/2020).

Restano fuori le quote relative alle spese per le quali è stata esercitata l’opzione prevista dall’articolo 9, comma 4, del decreto-legge 176/2022. Chi ha un credito dubbio sul proprio inquadramento dovrebbe verificare con attenzione la comunicazione trasmessa all’Agenzia delle Entrate e la ripartizione scelta all’epoca.

Il testo non indica, nelle parti consultate, altre estensioni ad annualità diverse dal 2027 o a spese di anni diversi dal 2023: per questo conviene non generalizzare.

Come cambia la liquidità delle imprese che hanno acquistato i crediti?

Chi ha acquistato crediti Superbonus (imprese, ma anche banche e intermediari) li ha spesso messi a bilancio contando su un utilizzo in compensazione in tempi definiti. Se la quota del 2027 viene divisa in dieci rate, la parte compensabile nel 2027 si riduce a un decimo di quella quota e il resto scivola negli anni successivi.

Un esempio con numeri di fantasia: supponiamo che una quota annuale 2027 sia di 10.000 euro. Con la norma, nel 2027 si potrebbero compensare 1.000 euro, e gli altri importi in rate di uguale valore negli anni seguenti. Le imposte da versare nel 2027 resterebbero quindi più alte di quanto previsto, con un impatto sulla cassa.

Per le imprese che hanno costruito il proprio piano finanziario su quella compensazione, il rischio è dover coprire il vuoto con altre risorse: banca, rinvio di pagamenti, ridefinizione degli investimenti. Il testo non quantifica gli effetti sulle singole aziende: ogni caso dipende dall’importo dei crediti e dal loro anno di origine.

Quali effetti per le imprese edili che hanno praticato lo sconto in fattura?

Le imprese che hanno applicato lo sconto in fattura hanno anticipato il valore dei lavori ai committenti, ricevendo in cambio un credito d’imposta. Se lo hanno poi ceduto, il tema riguarda soprattutto il cessionario; se lo hanno tenuto, la loro compensazione 2027 sarebbe rallentata.

Per queste imprese il punto è la tenuta dei conti: fornitori, dipendenti e imposte si pagano con denaro vero, mentre il credito si recupera più lentamente. Aziende con margini sottili e crediti rilevanti potrebbero trovarsi con meno cassa disponibile proprio nell’anno interessato dalla norma.

Tra i possibili effetti vanno considerati anche i rapporti con banche e fornitori, che guardano la capacità di recuperare i crediti. Sono valutazioni di buon senso, non previsioni contenute nel testo di legge.

E per i professionisti che hanno ricevuto crediti in pagamento?

Anche progettisti, tecnici e altri professionisti possono aver accettato crediti come pagamento delle prestazioni sui cantieri Superbonus. Per loro il credito è una forma di compenso: se la quota 2027 si allunga in dieci rate, il compenso reale si incassa, in termini di minori imposte, più lentamente.

Diverso è il caso dei professionisti che hanno acquistato crediti a un prezzo inferiore al valore nominale: la tassazione della differenza è un tema a parte, trattato nel nostro approfondimento sui crediti dei bonus edilizi acquistati dai professionisti.

Chi ha un credito tra i propri attivi dovrebbe quindi rivedere la pianificazione dei versamenti 2027, evitando di contare su compensazioni che il testo, se approvato, ridurrebbe.

Il rinvio riguarda anche le detrazioni dei privati?

L’articolo 37 parla di crediti d’imposta derivanti da cessione o sconto, non delle detrazioni che i contribuenti scalano direttamente dalla dichiarazione dei redditi. Chi ha scelto di usare la detrazione in dichiarazione non ha, quindi, una modifica da questo articolo.

Nel disegno di legge ci sono altre norme sulle detrazioni edilizie, con ripartizione in dieci quote annuali per alcuni interventi, descritte nel nostro approfondimento sulle aliquote dell’ecobonus nella manovra 2027. Sono materie distinte, da non confondere con il rinvio dei crediti Superbonus.

Cosa succede ora e quando sarà definitivo?

Il disegno di legge deve essere esaminato da Camera e Senato e può essere modificato prima dell’approvazione definitiva. Solo dopo la pubblicazione della legge in Gazzetta Ufficiale le regole diventeranno vigenti. Fino ad allora l’articolo 37 resta una proposta del Governo.

Nel frattempo, imprese e professionisti con crediti Superbonus possono fare tre cose di buon senso:

  • ricostruire l’elenco dei crediti e dell’anno di spesa;
  • verificare per quali quote 2027 è stata esercitata l’opzione dell’articolo 9, comma 4, del decreto-legge 176/2022;
  • simulare l’effetto di una compensazione ridotta sulla cassa del 2027.

Aggiorneremo la notizia se il testo cambierà durante l’iter parlamentare.

Domande frequenti

Il Superbonus viene rinviato di dieci anni per tutti?

No. Secondo l’articolo 37 del disegno di legge di bilancio 2027, la ripartizione in dieci rate riguarda la quota 2027 dei crediti nati da cessione o sconto in fattura per le spese Superbonus sostenute nel 2023, con alcune esclusioni.

Chi è escluso dal rinvio in dieci rate?

Sono escluse le quote annuali relative alle spese per le quali è stata esercitata l’opzione dell’articolo 9, comma 4, del decreto-legge 176/2022.

La norma è già in vigore?

No, è contenuta in un disegno di legge approvato dal Consiglio dei ministri il 28 ottobre 2026. Diventerà efficace solo se approvata dal Parlamento e pubblicata in Gazzetta Ufficiale.

Il rinvio tocca le detrazioni in dichiarazione dei redditi?

L’articolo 37 riguarda i crediti d’imposta da cessione o sconto in fattura utilizzati in compensazione, non le detrazioni usate direttamente in dichiarazione.

Fonti

La norma, se approvata, sposterebbe in avanti il recupero di una parte dei crediti Superbonus. Conviene seguire l’esame parlamentare e le eventuali modifiche, consultando i comunicati del Governo e il testo definitivo in Gazzetta Ufficiale.

Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

Andrea Damiani

Mi chiamo Andrea Damiani e sono un imprenditore con una grande passione per la fiscalità, la finanza agevolata, gli investimenti e la formazione. Ho fondato il CAF Centro Fiscale e Click Day Italia per supportare privati e aziende nella gestione di pratiche fiscali complesse e…

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