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Partita IVA · Guida

Fatturazione elettronica ASD con partita IVA 2026: fatture esenti e al 22%, bollo e fatture alla PA

Di Team CAF Centro Fiscale · 4 novembre 2026 · 17 minuti di lettura
ASD OBBLIGHI FISCALI

La fatturazione elettronica ASD è obbligatoria dal 1° gennaio 2024 per tutte le associazioni e società sportive dilettantistiche con partita IVA in regime 398/91, qualunque sia l’importo dei proventi: ogni fattura deve passare dal Sistema di Interscambio (SdI). Nel 2026 nella stessa fattura possono convivere righe senza IVA (fuori campo o esenti) e righe al 22%, come le sponsorizzazioni. Se la parte senza IVA supera 77,47 euro serve il bollo da 2 euro, mentre per Comuni e scuole si usa il codice IPA di 6 caratteri, senza split payment.

In sintesi

  • Dal 1° gennaio 2024 tutte le ASD e SSD in regime 398/91 emettono fattura elettronica via SdI: è finito l’esonero per chi aveva proventi commerciali fino a 65.000 euro.
  • Le quote associative sono fuori campo IVA; i corrispettivi specifici dei soci per le attività istituzionali restano fuori campo fino al 1° gennaio 2036 (D.Lgs. 186/2025).
  • Sponsorizzazioni e pubblicità si fatturano con IVA al 22%; l’ASD in 398/91 ne versa il 50% grazie alla detrazione forfettaria.
  • Bollo da 2 euro quando la parte della fattura senza IVA supera 77,47 euro.
  • Alla PA: codice univoco ufficio IPA di 6 caratteri e niente split payment per chi è in 398/91 (circolari 6/E e 15/E del 2015).

Questo articolo fa parte della guida ASD: Guida sugli Obblighi Fiscali e Amministrativi, dove trovi tutti gli adempimenti delle associazioni sportive dilettantistiche.

Le ASD con partita IVA devono emettere la fattura elettronica nel 2026?

Sì. La fatturazione elettronica ASD è un obbligo pieno per le associazioni sportive dilettantistiche (ASD) e le società sportive dilettantistiche (SSD) che hanno aperto la partita IVA e hanno scelto il regime forfettario della legge 398/1991. Questo regime è un sistema semplificato pensato per lo sport dilettantistico: può usarlo chi, nel periodo d’imposta precedente, ha incassato da attività commerciali non più di 400.000 euro, e permette di calcolare IVA e imposte sui redditi in modo forfettario, cioè con percentuali fisse stabilite dalla legge.

In passato le cose erano diverse. L’art. 1, comma 3, del D.Lgs. 127/2015 esonerava dalla fattura elettronica le associazioni in 398/91 che nell’anno precedente avevano conseguito proventi commerciali fino a 65.000 euro. L’art. 18 del DL 36/2022 ha cancellato questo esonero, insieme a quelli per forfettari e minimi, con un percorso graduale: dal 1° luglio 2022 l’obbligo è scattato per chi nell’anno precedente aveva superato 25.000 euro di ricavi, dal 1° gennaio 2024 per tutti gli altri.

Nel 2026, quindi, non esistono più soglie di esonero: anche l’associazione che emette tre fatture di sponsorizzazione l’anno deve trasmetterle allo SdI in formato XML. Una fattura su carta o un PDF inviato per email non valgono come fattura: per il fisco la fattura elettronica si considera emessa quando viene trasmessa al Sistema di Interscambio.

Quando la fattura è sempre obbligatoria per l’ASD in 398/91

Il regime 398/91 prevede una semplificazione importante: per molti incassi commerciali, come il bar interno o i biglietti di una manifestazione, l’associazione è esonerata dall’obbligo di rilasciare scontrino o ricevuta (art. 2, comma 1, lettera hh, del DPR 696/1996). Ci sono però operazioni per cui la fattura elettronica resta sempre obbligatoria:

  • sponsorizzazioni, ad esempio il logo di un’azienda sulle divise o sul pullman della squadra;
  • prestazioni pubblicitarie, come cartelloni a bordo campo, striscioni o banner sul sito;
  • cessione o concessione dei diritti di ripresa televisiva e di trasmissione radiofonica.

In più, ogni volta che l’associazione emette una fattura, anche quando non sarebbe obbligata, questa deve essere elettronica. Diverso il caso dell’ASD che svolge solo attività istituzionale e ha soltanto il codice fiscale: non emette fatture, ma riceve comunque le fatture elettroniche dei fornitori.

Quali entrate dell’ASD sono fuori campo IVA e quali al 22%?

Prima di compilare una fattura elettronica ASD bisogna capire che tipo di entrata si sta documentando. Per il fisco le entrate di un’associazione sportiva si dividono in tre famiglie: le entrate istituzionali, che restano fuori dall’IVA; le entrate commerciali imponibili, che pagano l’IVA; e, in casi particolari, le operazioni esenti.

Quote associative e corrispettivi dei soci: fuori campo IVA fino al 2036

Le quote associative annuali non pagano un servizio: sono il contributo con cui il socio partecipa alla vita dell’associazione. Per questo sono fuori campo IVA in base all’art. 4, comma 4, del DPR 633/1972, il testo base dell’IVA. Fuori campo significa che l’operazione non interessa proprio l’IVA: niente fattura, basta una ricevuta interna.

Lo stesso articolo prevede la cosiddetta decommercializzazione: per le associazioni sportive dilettantistiche non sono commerciali neppure i corrispettivi specifici pagati da soci e associati per attività in linea con gli scopi istituzionali, come la quota del corso di nuoto pagata dal socio. Serve però uno statuto con le clausole richieste dalla legge. Questo regime doveva trasformarsi in un regime di esenzione IVA, ma l’art. 6 del D.Lgs. 186/2025 ha rinviato il passaggio al 1° gennaio 2036: fino ad allora queste somme restano fuori campo IVA.

Sponsorizzazioni, pubblicità e servizi ai non soci: IVA al 22%

Quando l’ASD vende un servizio sul mercato, l’entrata diventa commerciale. Il caso più frequente sono le sponsorizzazioni: un’azienda paga per avere il proprio marchio sulle maglie o sui cartelloni del campo. Sponsorizzazioni e pubblicità si fatturano con IVA ordinaria al 22%. Di regola sono commerciali anche i servizi offerti a chi non è socio, come un corso aperto al pubblico, salvo esenzioni specifiche da valutare caso per caso.

Facciamo un esempio. Supponiamo che una ASD di pallavolo di Udine riceva 2.000 euro da un’officina della zona per il logo sulle divise della stagione. La fattura elettronica ASD riporterà 2.000 euro di imponibile più 440 euro di IVA al 22%, per un totale di 2.440 euro.

Le operazioni esenti

Alcune operazioni possono essere esenti IVA, ad esempio in base all’art. 10 del DPR 633/1972 o a norme speciali. Esente significa che l’operazione rientra nel campo dell’IVA, ma la legge non fa applicare l’imposta. Quali prestazioni sportive siano esenti dipende da chi le riceve e da come sono organizzate: è un punto da verificare con il CAF prima di emettere la fattura, perché un’esenzione applicata per errore comporta IVA non versata e sanzioni.

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Come si compila una fattura elettronica ASD con righe esenti e al 22%?

Una fattura elettronica ASD può contenere righe con trattamenti IVA diversi. Ogni riga ha la sua aliquota: se l’IVA è al 22% si indica l’aliquota, se l’IVA è zero bisogna spiegare il motivo con il codice natura. Il codice natura è una sigla che dice allo SdI perché su quella riga l’imposta non c’è. Una riga con IVA a zero senza codice natura viene scartata dal Sistema di Interscambio.

Per un’associazione sportiva i casi più ricorrenti sono questi:

  • aliquota 22%: sponsorizzazioni, pubblicità e servizi commerciali imponibili;
  • N2.2 (non soggette, altri casi): operazioni fuori campo IVA eventualmente documentate in fattura;
  • N4 (esenti): operazioni esenti previste dalla legge;
  • N1 (escluse ex art. 15): ad esempio il rimborso di spese anticipate in nome e per conto del cliente.

Vediamo una fattura mista. La ASD emette fattura a un’azienda per una sponsorizzazione e, nello stesso documento, chiede il rimborso di una spesa pagata in nome e per conto dello sponsor per la stampa di uno striscione.

RigaDescrizioneImportoIVANatura
1Sponsorizzazione stagione sportiva1.500,00 €22% (330,00 €)–
2Rimborso spese anticipate in nome e per conto120,00 €0N1
3Imposta di bollo riaddebitata al cliente2,00 €0N1
Totale fattura1.952,00 €

Nell’esempio la parte senza IVA vale 120 euro: supera 77,47 euro, quindi serve il bollo da 2 euro. Se il rimborso fosse stato di 50 euro, il bollo non sarebbe stato dovuto. Per inviare la fattura servono anche i dati completi del cliente e il suo codice destinatario di 7 caratteri o, in alternativa, l’indirizzo PEC.

Quando si paga il bollo da 2 euro sulla fattura elettronica ASD?

L’imposta di bollo è una piccola tassa che colpisce alcuni documenti. Sulle fatture è dovuta nella misura di 2 euro quando il documento riporta importi senza IVA (fuori campo, esenti o esclusi) per più di 77,47 euro. Le righe al 22% non contano: una fattura con la sola sponsorizzazione e l’IVA esposta non paga il bollo.

Sulla fattura elettronica ASD il bollo non si paga con il contrassegno adesivo, ma in modo virtuale. Nel file XML si compila il campo Bollo virtuale con il valore SI e l’importo di 2 euro, e sul documento si annota che l’imposta è assolta ai sensi del DM 17 giugno 2014. Il versamento avviene poi ogni trimestre con il modello F24, sommando i bolli delle fatture elettroniche del periodo. I codici tributo sono:

  • 2521 per il primo trimestre;
  • 2522 per il secondo trimestre;
  • 2523 per il terzo trimestre;
  • 2524 per il quarto trimestre.

L’Agenzia delle Entrate calcola l’importo dovuto partendo dalle fatture trasmesse allo SdI. Conviene comunque controllare che il conteggio coincida con il proprio registro, perché un bollo dimenticato su una fattura si traduce in un versamento insufficiente. Il CAF verifica l’importo e prepara l’F24. Il bollo, infine, può restare a carico dell’associazione oppure essere riaddebitato al cliente, come nell’esempio della tabella.

Come si fattura a Comuni, scuole e pubbliche amministrazioni?

Molte associazioni sportive lavorano con la pubblica amministrazione: il Comune che affida un servizio legato a un impianto, la scuola che organizza un progetto di attività motoria. Anche in questi casi vale la fatturazione elettronica ASD, con alcune regole in più che è bene conoscere per non vedersi rifiutare la fattura.

Il codice univoco ufficio IPA

La PA non usa il codice destinatario di 7 caratteri delle aziende. Ogni ufficio ha un codice univoco ufficio di 6 caratteri, pubblicato nell’Indice delle Pubbliche Amministrazioni (IPA). Di solito è l’ente stesso a comunicarlo, nell’ordine o nella determina. Un codice sbagliato fa arrivare la fattura all’ufficio errato, che la rifiuta, e i tempi di pagamento si allungano.

Spesso l’ente chiede di riportare in fattura anche il CIG (codice identificativo di gara) e, per i progetti finanziati con fondi pubblici, il CUP (codice unico di progetto). Se la PA li comunica, vanno inseriti negli appositi campi del file XML: senza questi codici la fattura può essere bloccata.

Niente split payment per le ASD in regime 398/91

Lo split payment, o scissione dei pagamenti, è il meccanismo con cui la PA paga al fornitore solo l’imponibile e versa direttamente l’IVA all’Erario. Le circolari dell’Agenzia delle Entrate n. 6/E del 19 febbraio 2015 e n. 15/E del 13 aprile 2015 hanno chiarito che lo split payment non si applica alle operazioni dei soggetti in regime 398/91, perché si tratta di un regime speciale IVA con detrazione forfettaria. In fattura, quindi, non va indicata la scissione dei pagamenti.

Supponiamo che un Comune paghi a una ASD un servizio da 1.000 euro più IVA. L’ente versa all’associazione 1.220 euro, IVA compresa. L’associazione, a sua volta, versa all’Erario solo la propria quota di IVA calcolata in modo forfettario: 110 euro, cioè il 50% dei 220 euro, come vediamo nella prossima sezione.

Come funziona l’IVA forfettaria al 50% nel regime 398/91?

Il vantaggio più concreto del regime 398/91 riguarda proprio l’IVA delle fatture. L’associazione espone in fattura l’IVA al 22%, ma non la versa tutta: applica una detrazione forfettaria, cioè uno sconto fisso stabilito dalla legge al posto della normale detrazione dell’IVA pagata sugli acquisti. Il riferimento è l’art. 74, comma 6, del DPR 633/1972, richiamato per le associazioni sportive dall’art. 9 del DPR 544/1999.

In pratica l’ASD versa il 50% dell’IVA incassata sulle operazioni commerciali. Dal decreto semplificazioni del 2014 la detrazione del 50% vale anche per le sponsorizzazioni, per le quali in precedenza era del 10%: lo ricorda la circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 18/E del 1° agosto 2018. Per la cessione dei diritti di ripresa televisiva e di trasmissione radiofonica la detrazione è invece pari a un terzo dell’imposta.

Un esempio aiuta a capire. La ASD che fattura 10.000 euro di sponsorizzazioni incassa 2.200 euro di IVA e ne versa 1.100: gli altri 1.100 euro restano all’associazione. In cambio, l’ASD non può detrarre l’IVA che paga ai propri fornitori.

Attenzione a un equivoco frequente: la detrazione forfettaria riguarda la liquidazione dell’IVA, non la fattura. Nella fattura elettronica ASD l’IVA si indica sempre per intero, al 22%. Scrivere in fattura un’aliquota dell’11% o una dicitura del tipo “IVA al 50%” è un errore che costringe a emettere una nota di credito e a rifare il documento.

Quali errori evitare nella fatturazione elettronica ASD?

Nelle associazioni sportive la contabilità è spesso affidata a volontari: il tesoriere, un genitore, un dirigente che fa questo lavoro la sera. È normale che qualche errore sfugga. Ecco quelli che incontriamo più spesso nella fatturazione elettronica ASD:

  • emettere la fattura su carta o in PDF: dal 1° gennaio 2024 deve passare dallo SdI;
  • applicare l’IVA alle quote associative o ai corrispettivi istituzionali dei soci;
  • lasciare righe con IVA a zero senza codice natura, con lo scarto del file;
  • dimenticare il bollo da 2 euro quando la parte senza IVA supera 77,47 euro;
  • indicare lo split payment nelle fatture alla PA;
  • incassare o pagare in contanti somme da 1.000 euro in su.

L’ultimo punto merita una spiegazione. Per le associazioni in 398/91 i pagamenti e gli incassi da 1.000 euro in su devono passare da conti correnti bancari o postali intestati all’associazione o da altri strumenti tracciabili, come ricorda la circolare 18/E del 2018. Dal 2016 la violazione non fa più perdere le agevolazioni del regime, ma comporta la sanzione prevista dall’art. 11 del D.Lgs. 471/1997. Infine, va tenuto d’occhio il limite dei 400.000 euro di proventi commerciali: superarlo significa uscire dal regime forfettario dell’IVA e cambiare il modo di fatturare.

Il CAF Centro Fiscale di Udine segue associazioni sportive del Friuli Venezia Giulia e di tutta Italia: controlliamo statuto, regime IVA e impostazione delle fatture, così il tesoriere può concentrarsi sulla gestione della squadra.

Strumenti: quale software usare per la fatturazione elettronica ASD?

Per gestire la fatturazione elettronica ASD serve un programma che dialoghi con lo SdI e che conosca le regole del regime 398/91: righe con nature IVA diverse, bollo virtuale, fatture alla PA con codice IPA. Per trasparenza: Fatturazione Italia è il software progettato con il CAF Centro Fiscale ed è quello che consigliamo ai nostri clienti.

Per le associazioni esiste un piano ASD dedicato: costa 69 € + IVA l’anno (84,18 € IVA inclusa) e comprende 300 fatture l’anno. È pensato per le associazioni sportive dilettantistiche con partita IVA in regime 398/91 e si attiva tramite l’assistenza. Il prezzo è bloccato per 3 anni per contratto. Chi vuole provare il programma prima di decidere ha a disposizione 14 giorni di prova gratuita senza carta, che si svolgono sul piano Pro.

Tra le funzioni del software ci sono le fatture alla PA, il bollo a carico del cliente o di chi emette la fattura, la copia di cortesia via email dopo l’invio allo SdI e la conservazione a norma per 10 anni, con server in Italia. Si usa dal browser, senza installare nulla, e chi arriva da un altro programma può importare le fatture passate (da Aruba, Fatture in Cloud o Excel) con la numerazione che continua. Puoi approfondire su fatturazioneitalia.it.

Se preferisci confrontare più opzioni prima di scegliere, trovi la nostra recensione di Fatturazione Italia, il confronto tra i software di fatturazione economici e la panoramica sui software di fatturazione elettronica. Qualunque programma scegliate, l’importante è che il tesoriere sappia quali righe vanno al 22% e quali no: il software aiuta, ma l’inquadramento fiscale resta una scelta da fare con un consulente.

Domande frequenti sulla fatturazione elettronica ASD

Le ASD senza partita IVA devono emettere la fattura elettronica?

No. L’associazione che svolge solo attività istituzionale e ha soltanto il codice fiscale non emette fatture, ma riceve le fatture elettroniche dei fornitori. Se inizia attività commerciali, come le sponsorizzazioni, deve aprire la partita IVA e da quel momento fatturare elettronicamente tramite lo SdI.

Le quote associative vanno in fattura elettronica?

No. Le quote associative sono fuori campo IVA in base all’art. 4, comma 4, del DPR 633/1972: non si emette fattura, basta una ricevuta interna. Fuori campo restano anche i corrispettivi specifici dei soci per attività istituzionali, fino al 1° gennaio 2036 per effetto del D.Lgs. 186/2025.

Quanta IVA versa l’ASD in regime 398/91 su una sponsorizzazione?

In fattura l’IVA si indica sempre al 22%. L’associazione in regime 398/91 ne versa però il 50%, grazie alla detrazione forfettaria: su una sponsorizzazione da 1.000 euro più 220 euro di IVA, l’ASD versa 110 euro. Per i diritti di ripresa televisiva e radiofonica la detrazione è di un terzo.

Il bollo da 2 euro è dovuto sulle fatture di sponsorizzazione?

Su una fattura di sola sponsorizzazione con IVA al 22% il bollo non è dovuto. Diventa dovuto se nella stessa fattura ci sono importi senza IVA (fuori campo, esenti o esclusi) per più di 77,47 euro. Si paga in modo virtuale con F24 trimestrale, codici tributo da 2521 a 2524.

Le fatture dell’ASD al Comune hanno lo split payment?

No. Secondo le circolari dell’Agenzia delle Entrate n. 6/E e n. 15/E del 2015, lo split payment non si applica ai soggetti in regime 398/91. Il Comune paga l’intero importo IVA compresa e l’associazione versa la propria quota forfettaria. In fattura serve il codice univoco ufficio IPA di 6 caratteri.

Fonti

  • Decreto-legge 30 aprile 2022, n. 36, art. 18 (estensione della fattura elettronica a forfettari, minimi e soggetti in regime 398/91): normattiva.it
  • Decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127, art. 1, comma 3: normattiva.it
  • Decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, artt. 4, 10 e 74: normattiva.it
  • Decreto del Presidente della Repubblica 21 dicembre 1996, n. 696, art. 2, comma 1, lettera hh): normattiva.it
  • Decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1999, n. 544, art. 9: normattiva.it
  • Legge 16 dicembre 1991, n. 398: normattiva.it
  • Decreto legislativo 4 dicembre 2025, n. 186, art. 6 (Gazzetta Ufficiale n. 288 del 12 dicembre 2025): normattiva.it
  • Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze 17 giugno 2014 (assolvimento dell’imposta di bollo sui documenti informatici)
  • Agenzia delle Entrate, circolare n. 6/E del 19 febbraio 2015 (scissione dei pagamenti, regimi speciali come la legge 398/1991)
  • Agenzia delle Entrate, circolare n. 15/E del 13 aprile 2015 (scissione dei pagamenti): agenziaentrate.gov.it
  • Agenzia delle Entrate, circolare n. 18/E del 1° agosto 2018 (enti sportivi dilettantistici): agenziaentrate.gov.it

Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.


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