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Accrediti Superbonus nella manovra 2027: le quote del 2027 in dieci rate, fino al 2036

Di Andrea Damiani · 3 novembre 2026 · 5 minuti di lettura

Gli accrediti Superbonus nella manovra 2027 potrebbero slittare: l’articolo 37 del disegno di legge di bilancio prevede che la quota di credito utilizzabile in compensazione nel 2027, per le spese Superbonus sostenute nel 2023 e cedute o scontate in fattura, sia divisa in dieci rate annuali di pari importo. L’ultima cadrebbe quindi nel 2036. È una proposta, non ancora una legge.

In sintesi

  • La misura è nell’art. 37, comma 1, del disegno di legge di bilancio 2027, approvato dal Consiglio dei ministri il 28 ottobre 2026 e trasmesso alle Camere il 30 ottobre 2026.
  • Riguarda le quote 2027 dei crediti nati da cessione o sconto in fattura sulle spese Superbonus del 2023.
  • Quelle quote sarebbero suddivise in dieci rate annuali uguali.
  • Sono escluse le quote per cui era già stata scelta la ripartizione in dieci rate con il decreto-legge 176/2022.
  • Il Parlamento può modificare il testo: l’approvazione è attesa entro il 31 dicembre 2026.

Che cosa prevedono gli accrediti Superbonus nella manovra 2027?

Chi ha eseguito lavori con il Superbonus nel 2023 e ha scelto la cessione del credito o lo sconto in fattura non ha una detrazione nella dichiarazione dei redditi. Il credito d’imposta passa a chi lo acquista (impresa, banca, intermediario), che lo usa in compensazione: paga meno tasse e contributi con il modello F24, in quote annuali stabilite dalla legge.

L’articolo 37, comma 1, del disegno di legge di bilancio 2027 stabilisce che, in deroga all’articolo 121, comma 3, secondo periodo, del decreto-legge 34/2020, le quote annuali utilizzabili nel 2027 per questi crediti “sono a loro volta ripartite in dieci rate annuali di pari importo”. In pratica la quota che oggi spetta al 2027 non si userebbe tutta in quell’anno, ma verrebbe distribuita su dieci anni. Contando la prima rata nel 2027, l’ultima arriverebbe nel 2036 (è un calcolo dal testo, che non indica le singole annualità).

Quali crediti sono esclusi dal rinvio?

Il secondo periodo del comma 1 esclude le quote relative alle spese per le quali è stata esercitata l’opzione prevista dall’articolo 9, comma 4, del decreto-legge 176/2022. Quella norma, convertita dalla legge 6/2023, permetteva di usare in dieci rate annuali di pari importo i crediti derivanti da comunicazioni di cessione o sconto già inviate e non ancora utilizzati, con una comunicazione telematica all’Agenzia delle entrate.

Chi ha già fatto quella scelta, quindi, ha già un piano in dieci rate e non sarebbe toccato dalla nuova misura. Quali singole posizioni rientrino nell’esclusione dipende dal fatto che l’opzione sia stata davvero esercitata: il testo non lo chiarisce caso per caso.

Chi sarebbe interessato dal rinvio dei crediti Superbonus?

Riguarda i titolari dei crediti nati da cessione o sconto in fattura sulle spese 2023: cessionari, imprese che hanno anticipato lo sconto, banche e intermediari. Per loro la compensazione del 2027 sarebbe più leggera e il recupero si allungherebbe di nove anni.

Per chi ha fatto i lavori e ha già ceduto il credito o ottenuto lo sconto, il disegno di legge non dice nulla su effetti diretti. Non è possibile oggi dire che cosa cambierebbe per i singoli: dipende dal modo in cui il credito è stato ceduto e dal contratto con chi lo detiene.

Un esempio con cifre ipotetiche: se la quota 2027 di un credito fosse di 10.000 euro, il testo prevede che diventi 1.000 euro l’anno per dieci anni, invece di 10.000 euro in un solo anno. Non è un caso reale.

Da dove nasce la cifra dei 18 miliardi?

Alcune testate parlano di circa 18 miliardi di euro che slitterebbero negli anni successivi. Questa cifra non compare nel testo dell’articolo 37 né nel comunicato stampa del Consiglio dei ministri n. 195 del 28 ottobre 2026, che non cita il Superbonus. Per questo non la usiamo come dato: l’ordine di grandezza dovrebbe essere confermato dalla relazione tecnica ufficiale.

Si sa invece che il Governo indica la manovra complessiva in circa 26 miliardi nel 2027 e 27 miliardi nel 2028, ma quella cifra non è riferita a questa misura.

La norma è già in vigore e quando sarà definitiva?

No. Un disegno di legge è un testo del Governo che deve essere discusso, spesso modificato, e approvato da Camera e Senato. Il testo di bilancio è stato approvato dal Consiglio dei ministri n. 195 il 28 ottobre 2026 e trasmesso alle Camere il 30 ottobre 2026. Si parte dalla Camera e l’approvazione definitiva è attesa entro il 31 dicembre 2026, perché la legge deve valere dal 1° gennaio.

Nel passaggio l’articolo può cambiare, essere ritirato o riformulato. Non si sa ancora se ci saranno emendamenti sul Superbonus: finché il testo non è pubblicato in Gazzetta Ufficiale, la regola vigente resta quella dell’articolo 121 del decreto-legge 34/2020.

Il quadro generale della manovra è nella nostra guida sulla manovra 2027 tra Documento programmatico di bilancio e legge di bilancio. Per le pratiche sulle ristrutturazioni, come la comunicazione all’ENEA, c’è la pagina sulla comunicazione ENEA per le ristrutturazioni, come approfondimento.

Domande frequenti

Le rate dei crediti Superbonus slittano fino al 2036 per tutti?

No. Il disegno di legge riguarda solo la quota 2027 dei crediti da cessione o sconto in fattura sulle spese Superbonus del 2023, ed esclude le quote per cui era stata esercitata l’opzione dell’art. 9, comma 4, del decreto-legge 176/2022.

Il rinvio dei crediti Superbonus è già legge?

No, è una proposta contenuta nel disegno di legge di bilancio 2027. Diventa norma solo dopo l’approvazione del Parlamento e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Cambia qualcosa per chi ha già ceduto il credito o ottenuto lo sconto in fattura?

Il testo non prevede effetti diretti su chi ha fatto i lavori: la misura incide sui tempi di compensazione di chi detiene il credito. Gli effetti sui singoli casi non si conoscono finché il testo non sarà definitivo.

Fonti

Il passaggio successivo è l’esame parlamentare della manovra: solo il testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale dirà se l’articolo 37 resta e con quali modifiche. Le fonti da seguire sono il sito del Governo, il Parlamento e la Gazzetta Ufficiale.

Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

Andrea Damiani

Mi chiamo Andrea Damiani e sono un imprenditore con una grande passione per la fiscalità, la finanza agevolata, gli investimenti e la formazione. Ho fondato il CAF Centro Fiscale e Click Day Italia per supportare privati e aziende nella gestione di pratiche fiscali complesse e…

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