Hai lavorato in diversi settori e ora i tuoi contributi previdenziali sono “sparpagliati” tra INPS gestione privata, INPS gestione pubblica, casse professionali (INPGI, INARCASSA, ENPAM, ecc.)? La ricongiunzione contributiva INPS ti permette di riunire tutti i contributi in un’unica gestione per ottenere una pensione più alta.

Ma la ricongiunzione ha un costo, chiamato onere di ricongiunzione, che può essere significativo. Conviene pagarla o è meglio optare per totalizzazione o cumulo contributivo, che sono gratuiti?

Questa guida completa 2026 ti spiega:

  • Cos’è la ricongiunzione contributiva e come funziona
  • Come si calcola l’onere (costo) della ricongiunzione
  • Rateizzazione: fino a 120 rate mensili con interessi
  • Come fare domanda online sul portale INPS
  • Differenza tra ricongiunzione, totalizzazione e cumulo
  • Quando conviene la ricongiunzione e quando NO

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti supporta nel calcolo dell’onere, nella valutazione della convenienza rispetto alle alternative gratuite, e nell’invio della domanda INPS.

Cos’è la Ricongiunzione Contributiva INPS

La ricongiunzione contributiva è un istituto previdenziale (Legge 45/1990) che permette di riunire in un’unica gestione INPS tutti i contributi versati in diverse gestioni previdenziali durante la vita lavorativa.

Perché Fare la Ricongiunzione?

La ricongiunzione serve a:

  • Aumentare l’importo della pensione: tutti i contributi vengono sommati e calcolati con lo stesso sistema (contributivo o retributivo)
  • Raggiungere prima i requisiti per la pensione (età + contributi)
  • Evitare di perdere contributi versati in periodi brevi in alcune gestioni
  • Semplificare la posizione previdenziale (un’unica pensione invece di più pensioni separate)

Quali Contributi Puoi Riunire

Puoi chiedere la ricongiunzione per riunire contributi versati in:

  • INPS Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti (FPLD)
  • INPS Gestione Separata (partite IVA, collaboratori)
  • INPS Gestione Commercianti e Artigiani
  • Ex INPDAP (dipendenti pubblici, ora confluito in INPS)
  • Casse professionali (INPGI giornalisti, INARCASSA architetti/ingegneri, ENPAM medici, CNPADC commercialisti, CIPAG consulenti del lavoro, ecc.)
  • Fondi speciali INPS (ferrovieri, elettrici, telefonici, ecc.)

Attenzione: La ricongiunzione è GRATUITA per i dipendenti pubblici che riuniscono contributi verso la gestione ex INPDAP. Per tutti gli altri casi è ONEROSA (a pagamento).

Esempio Pratico

Scenario:
Mario ha lavorato:

  • 15 anni come dipendente privato (FPLD INPS)
  • 10 anni come commercialista (CNPADC)
  • 5 anni come dipendente pubblico (ex INPDAP)

Con la ricongiunzione, Mario può riunire tutti i 30 anni di contributi in un’unica gestione (es. FPLD) e ottenere una pensione calcolata su 30 anni invece di 3 pensioni separate.

Ricongiunzione vs Totalizzazione vs Cumulo: Quale Scegliere?

Esistono tre modi diversi per sommare contributi di gestioni diverse:

  1. Ricongiunzione (ONEROSA – a pagamento)
  2. Totalizzazione (GRATUITA)
  3. Cumulo contributivo (GRATUITO)

Ecco una tabella comparativa per capire le differenze:

CaratteristicaRicongiunzioneTotalizzazioneCumulo
CostoONEROSA (pagamento onere)GRATUITAGRATUITO
Importo pensionePIÙ ALTA (sistema retributivo se hai diritto)PIÙ BASSA (solo contributivo)MEDIA (misto retributivo/contributivo)
Requisiti etàQuelli della gestione di destinazione66 anni + 20 anni contributi (o 41 anni contributi senza età)Quelli della gestione più favorevole
Calcolo pensioneUnico sistema (retributivo/contributivo)Solo contributivo pro-rataPro-rata retributivo/contributivo per gestione
Tempi liquidazionePiù velociPiù lenti (finestra mobile 18 mesi)Più veloci
Reversibilità superstitiSì (unica pensione)

Quando Conviene la Ricongiunzione?

La ricongiunzione conviene se:

  • Hai contributi ante 1996 e puoi beneficiare del sistema retributivo (pensione più alta)
  • L’onere da pagare è sostenibile rispetto all’aumento della pensione
  • Hai contributi in fondi speciali (es. ferrovieri, elettrici) con calcolo favorevole
  • Vuoi andare in pensione prima (totalizzazione richiede 66 anni)

Quando Conviene la Totalizzazione o il Cumulo?

Totalizzazione/cumulo convengono se:

  • Non hai contributi ante 1996 (saresti comunque col sistema contributivo)
  • L’onere di ricongiunzione è troppo alto
  • Hai contributi recenti in più gestioni (meglio cumulo gratuito)
  • Sei vicino alla pensione e non vuoi investire nell’onere

Esempio numerico:

  • Onere ricongiunzione: 30.000 euro
  • Aumento pensione mensile: 150 euro/mese
  • Tempo per recuperare l’onere: 30.000 / 150 = 200 mesi (16-17 anni)

Se hai 60 anni e vai in pensione a 67, recuperi l’investimento a 83 anni. Conviene? Dipende dalla tua aspettativa di vita e disponibilità economica.


Come si Calcola l’Onere di Ricongiunzione

L’onere di ricongiunzione è il costo da pagare all’INPS per riunire i contributi. Il calcolo è complesso e si basa sulla riserva matematica.

Riserva Matematica: Cos’è

La riserva matematica è il capitale teorico che l’INPS dovrebbe accantonare per pagare la tua futura pensione maggiorata dai contributi ricongiunti.

Si calcola considerando:

  • Contributi da riunire: numero di anni e importi versati
  • Età del richiedente: più sei giovane, più costa (paghi per più anni di pensione futura)
  • Anzianità contributiva: più contributi hai già, meno costa
  • Retribuzione/reddito: base di calcolo per la pensione futura
  • Tavole di mortalità: aspettativa di vita media

Formula di Calcolo (Semplificata)

L’INPS usa una formula attuariale complessa, ma in sintesi:

Onere = Riserva Matematica – Contributi già versati nella gestione di provenienza

In pratica, l’INPS calcola:

  1. Quanto ti costerebbe versare quei contributi oggi nella gestione di destinazione
  2. Sottrae i contributi già versati nella gestione di origine
  3. Il saldo è l’onere da pagare

Fattori che Aumentano l’Onere

  • Età giovane al momento della domanda (es. 50 anni invece di 65)
  • Molti anni di contributi da riunire (es. 15 anni invece di 3)
  • Retribuzione/reddito alto (base di calcolo più alta)
  • Ricongiunzione da cassa professionale a INPS (contributi più bassi in origine)

Esempio di Calcolo Onere

Scenario:

  • Età: 55 anni
  • Contributi da riunire: 10 anni come commercialista (CNPADC)
  • Contributi già in INPS FPLD: 20 anni
  • Retribuzione media ultimi anni: 40.000 euro/anno

Stima onere:

  • Riserva matematica: circa 60.000 euro
  • Contributi già versati in CNPADC: circa 35.000 euro
  • Onere da pagare: 60.000 – 35.000 = 25.000 euro

Nota: questo è solo un esempio indicativo. Il calcolo reale viene fatto dall’INPS e comunicato con lettera ufficiale dopo la domanda.

Chi Calcola l’Onere?

L’onere viene calcolato dall’INPS dopo che hai presentato la domanda di ricongiunzione. Riceverai una comunicazione ufficiale con:

  • Importo esatto dell’onere
  • Piano di rateizzazione (se richiesto)
  • Modalità di pagamento

A quel punto puoi accettare (confermando il pagamento) o rinunciare (senza alcun obbligo).

Rateizzazione dell’Onere: Fino a 120 Rate Mensili

La buona notizia è che l’onere di ricongiunzione può essere pagato a rate, anche per importi molto alti.

Durata Massima Rateizzazione

L’onere può essere rateizzato in massimo 120 rate mensili (10 anni).

Requisito: La rateizzazione deve terminare prima della pensione. Se vai in pensione tra 5 anni, puoi rateizzare massimo in 60 rate.

Interessi sulla Rateizzazione

Le rate sono soggette a interessi al tasso legale (anno 2026: circa 2,5%).

Esempio:

  • Onere totale: 30.000 euro
  • Rateizzazione: 120 mesi
  • Tasso interesse: 2,5% annuo
  • Rata mensile: circa 265 euro/mese
  • Totale con interessi: circa 31.800 euro

Come Richiedere la Rateizzazione

Puoi richiedere la rateizzazione:

  • Nella domanda di ricongiunzione (campo apposito)
  • Dopo aver ricevuto il calcolo INPS (con comunicazione successiva)

Modalità di Pagamento

Le rate si pagano tramite:

  • Modello F24 (codice tributo INPS)
  • Addebito diretto su conto corrente (RID)
  • Bollettino MAV

L’INPS invia le scadenze mensili o puoi visualizzarle sul portale online.

Cosa Succede se Non Paghi le Rate?

Se salti più di 2 rate consecutive senza giustificato motivo:

  • La ricongiunzione viene annullata
  • I contributi tornano nelle gestioni di origine
  • Le rate già pagate vengono restituite (senza interessi)

Se invece paghi regolarmente, al termine del piano di rateizzazione la ricongiunzione diventa definitiva.


Ricongiunzione Gratuita per Dipendenti Pubblici

Esiste un caso particolare in cui la ricongiunzione è completamente gratuita: i dipendenti pubblici.

Chi Ha Diritto alla Ricongiunzione Gratuita

Hanno diritto alla ricongiunzione gratuita:

  • Dipendenti pubblici (iscritti ex INPDAP, ora INPS Gestione Pubblica)
  • Che riuniscono contributi da altre gestioni INPS (FPLD, commercianti, artigiani, gestione separata)
  • Verso la gestione ex INPDAP (destinazione pubblica)

Attenzione: La gratuità vale solo in una direzione:

  • Gratuita: Da privato/professionista → Pubblico (ex INPDAP)
  • Onerosa: Da pubblico → Privato (FPLD)

Esempio

Caso 1 (gratuita):
Lucia ha lavorato:

  • 10 anni come dipendente privato (FPLD)
  • 20 anni come insegnante (ex INPDAP)

Lucia può riunire i 10 anni FPLD nella gestione pubblica (ex INPDAP) GRATIS.

Caso 2 (onerosa):
Marco ha lavorato:

  • 15 anni come dipendente pubblico (ex INPDAP)
  • 15 anni come dipendente privato (FPLD)

Se Marco vuole riunire i 15 anni pubblici nella gestione privata (FPLD), deve pagare l’onere.

Procedura per Ricongiunzione Gratuita

La domanda si fa sempre tramite portale INPS (stessa procedura della ricongiunzione onerosa), ma indicando:

  • Gestione di destinazione: ex INPDAP / Gestione Pubblica
  • Contributi da riunire: FPLD, commercianti, artigiani, gestione separata

L’INPS verificherà il diritto alla gratuità e procederà senza richiedere alcun pagamento.

Come Fare Domanda di Ricongiunzione nel 2026

La domanda di ricongiunzione si presenta online sul portale INPS. Ecco la procedura passo-passo.

Requisiti per Presentare Domanda

  • Credenziali SPID, CIE (Carta Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale Servizi)
  • Contributi versati in almeno 2 gestioni previdenziali diverse
  • NON essere già pensionato (la domanda va fatta prima della pensione)

Procedura Online

Passo 1: Accedi al portale INPS

  1. Vai su www.inps.it
  2. Clicca su “Entra con SPID/CIE/CNS”
  3. Accedi con le tue credenziali

Passo 2: Cerca il servizio

  1. Nella barra di ricerca digita: “Domanda di ricongiunzione”
  2. Seleziona il servizio “Ricongiunzione dei periodi assicurativi”

Passo 3: Compila la domanda

Il modulo online richiede:

  • Dati anagrafici (già precompilati)
  • Gestione di destinazione: dove vuoi riunire i contributi (es. FPLD, ex INPDAP, Commercianti, ecc.)
  • Gestioni di provenienza: da quali gestioni provengono i contributi da riunire (es. CNPADC, INPGI, Gestione Separata)
  • Periodi da riunire: anni e mesi di contribuzione in ciascuna gestione
  • Richiesta rateizzazione: se vuoi pagare a rate (indica numero rate desiderate, max 120)

Passo 4: Allega documenti

Potrebbero essere richiesti:

  • Estratto conto contributivo delle gestioni di provenienza (se non INPS)
  • Dichiarazione sostitutiva per periodi non documentati

Passo 5: Invia la domanda

Dopo aver compilato tutto:

  1. Controlla i dati inseriti
  2. Clicca su “Invia domanda”
  3. Riceverai una ricevuta di protocolo via email e nell’area personale INPS

Tempi di Risposta INPS

L’INPS ha 120 giorni di tempo per:

  • Calcolare l’onere di ricongiunzione
  • Comunicarti l’importo tramite lettera raccomandata e/o messaggio nell’area personale

Dopo aver ricevuto il calcolo, hai 60 giorni per:

  • Accettare (confermando il pagamento in unica soluzione o rateizzato)
  • Rinunciare (senza alcun obbligo o penale)

Assistenza CAF per la Domanda

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con:

  • Raccolta documenti contributivi dalle varie gestioni
  • Compilazione domanda online (se non hai dimestichezza col portale INPS)
  • Calcolo preventivo onere (stima indicativa)
  • Valutazione convenienza rispetto a totalizzazione/cumulo
  • Simulazione importo pensione con/senza ricongiunzione

Vantaggi e Svantaggi della Ricongiunzione

Ricapitoliamo i pro e contro della ricongiunzione contributiva.

Vantaggi

  • Pensione più alta: tutti i contributi sommati in un’unica gestione, con eventuale sistema retributivo per periodi ante 1996
  • Raggiungimento più rapido dei requisiti: età + contributi minimi per la pensione
  • Unica pensione: più semplice da gestire (un solo cedolino)
  • Eviti di perdere contributi: periodi brevi in alcune gestioni vengono valorizzati
  • Rateizzazione lunga: fino a 120 mesi (10 anni) per spalmare l’onere
  • Detraibilità fiscale: l’onere pagato è deducibile dal reddito in dichiarazione dei redditi

Svantaggi

  • Costo elevato: l’onere può superare i 20.000-50.000 euro (dipende dai casi)
  • Interessi sulla rateizzazione: tasso legale annuo (circa 2-3%)
  • Vincolo di pagamento: se salti le rate, perdi la ricongiunzione
  • Tempi lunghi: 120 giorni per il calcolo INPS + anni di pagamento rate
  • Irrevocabilità: una volta completato il pagamento, non puoi tornare indietro
  • Alternativa gratuita disponibile: totalizzazione/cumulo sono gratis (ma danno pensione più bassa)

Quando NON Conviene la Ricongiunzione

Evita la ricongiunzione se:

  • L’onere supera il 50% del valore dei contributi da riunire
  • Non hai contributi ante 1996 (saresti comunque col contributivo, meglio cumulo gratuito)
  • Sei vicino alla pensione e non hai tempo/modo di rateizzare
  • La differenza di pensione con totalizzazione/cumulo è minima (es. 50-100 euro/mese)
  • Hai problemi di liquidità e non puoi sostenere le rate mensili

Casi Pratici di Ricongiunzione

Vediamo alcuni esempi reali di situazioni in cui la ricongiunzione può convenire o meno.

Caso 1: Dipendente Privato + Commerciante

Profilo:

  • Età: 58 anni
  • Contributi FPLD (dipendente): 25 anni
  • Contributi Commercianti: 8 anni
  • Pensione prevista tra 9 anni (67 anni)

Opzioni:

  1. Ricongiunzione (8 anni commercianti → FPLD)
    • Onere stimato: 18.000 euro
    • Rateizzazione: 108 rate da 175 euro/mese
    • Pensione finale: 1.800 euro/mese
  2. Cumulo (gratuito)
    • Onere: 0 euro
    • Pensione finale: 1.650 euro/mese

Convenienza:
Con ricongiunzione guadagni 150 euro/mese in più.
Onere totale: 18.000 euro
Recupero: 18.000 / 150 = 120 mesi (10 anni)
Se vive fino a 77 anni, conviene la ricongiunzione.

Caso 2: Professionista + Dipendente

Profilo:

  • Età: 52 anni
  • Contributi ENPAM (medico): 15 anni
  • Contributi FPLD (dipendente ospedale): 18 anni
  • Tutti contributi post-1996 (solo contributivo)

Opzioni:

  1. Ricongiunzione (ENPAM → FPLD)
    • Onere stimato: 45.000 euro
    • Pensione finale: 2.200 euro/mese
  2. Cumulo (gratuito)
    • Onere: 0 euro
    • Pensione finale: 2.100 euro/mese

Convenienza:
Con ricongiunzione guadagni 100 euro/mese in più.
Recupero: 45.000 / 100 = 450 mesi (37 anni!)
NON conviene la ricongiunzione. Meglio il cumulo gratuito.

Caso 3: Dipendente Pubblico (Ricongiunzione Gratuita)

Profilo:

  • Età: 60 anni
  • Contributi FPLD: 10 anni
  • Contributi ex INPDAP (insegnante): 25 anni

Opzione:

  • Ricongiunzione gratuita (FPLD → ex INPDAP)
  • Onere: 0 euro (gratuita per dipendenti pubblici)
  • Pensione finale: 2.000 euro/mese (35 anni totali)

Convenienza:
Sempre conveniente perché gratuita!

Domande Frequenti

Quanto costa la ricongiunzione contributiva INPS?

Il costo (onere) varia da caso a caso e dipende da eta, contributi da riunire, retribuzione e gestioni coinvolte. Puo andare da poche migliaia di euro fino a 50.000-60.000 euro per carriere lunghe e complesse. L’INPS calcola l’onere dopo la domanda e lo comunica entro 120 giorni.

Posso rateizzare l’onere di ricongiunzione?

Si, l’onere puo essere rateizzato fino a 120 rate mensili (10 anni). La rateizzazione prevede interessi al tasso legale (circa 2-3 percento annuo). Il piano di rate deve terminare prima della data di pensionamento.

La ricongiunzione e sempre onerosa o esistono casi gratuiti?

La ricongiunzione e GRATUITA solo per i dipendenti pubblici (iscritti ex INPDAP) che riuniscono contributi da altre gestioni INPS verso la gestione pubblica. In tutti gli altri casi e ONEROSA (a pagamento).

Meglio ricongiunzione, totalizzazione o cumulo?

Dipende dalla situazione. La ricongiunzione costa ma da pensione piu alta (specie se hai contributi ante 1996 con retributivo). Totalizzazione e cumulo sono gratuiti ma danno pensione piu bassa (solo contributivo). Conviene fare un calcolo personalizzato per valutare il rapporto costo beneficio.

Come si fa la domanda di ricongiunzione nel 2026?

La domanda si presenta online sul portale INPS con SPID, CIE o CNS. Cerca il servizio Ricongiunzione dei periodi assicurativi, compila il modulo indicando le gestioni di provenienza e destinazione, e invia. L’INPS calcola l’onere entro 120 giorni e tu hai 60 giorni per accettare o rinunciare.

L’onere di ricongiunzione e deducibile fiscalmente?

Si, l’onere pagato per la ricongiunzione e deducibile dal reddito complessivo in dichiarazione dei redditi (modello 730 o Redditi PF). Questo riduce le tasse da pagare, rendendo la ricongiunzione piu conveniente.


Hai Bisogno di Assistenza per la Ricongiunzione Contributiva?

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a calcolare l’onere, valutare la convenienza rispetto a totalizzazione/cumulo, e compilare la domanda INPS.

CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


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CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

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Con l’inizio del 2026, molte famiglie si chiedono: devo presentare di nuovo la domanda per l’Assegno Unico? La risposta dipende dalla tua situazione personale e da quando hai fatto domanda la prima volta.

La buona notizia è che l’Assegno Unico si rinnova automaticamente nella maggior parte dei casi. Tuttavia, ci sono situazioni in cui è necessario presentare una nuova domanda nel 2026 per continuare a ricevere la prestazione o per ottenere l’importo corretto in base all’ISEE aggiornato.

In questa guida ti spieghiamo chi deve presentare domanda, chi ha il rinnovo automatico, le scadenze importanti da rispettare e come presentare la domanda all’INPS, online o tramite il CAF.


Chi Deve Presentare Domanda Assegno Unico nel 2026

Devi presentare una nuova domanda Assegno Unico nel 2026 se ti trovi in una di queste situazioni:

  • Non hai mai fatto domanda in passato e hai figli a carico (minorenni o maggiorenni under 21 in determinate condizioni)
  • È nato un nuovo figlio dopo l’ultima domanda presentata
  • Hai adottato o preso in affido un minore
  • Hai perso il diritto all’Assegno Unico (ad esempio per superamento limiti reddituali o età) e ora rientri nei requisiti
  • Cambiamento della situazione familiare: separazione, divorzio, nuova convivenza che modifica il nucleo ISEE

In tutti questi casi, la domanda va presentata entro febbraio 2026 se vuoi ricevere anche gli arretrati da gennaio. Se presenti la domanda dopo febbraio, l’Assegno Unico decorre dal mese di presentazione (senza arretrati).

Esempio pratico: Maria ha un figlio di 3 anni e riceve l’Assegno Unico dal 2023. A gennaio 2026 nasce il secondo figlio. Maria deve presentare una nuova domanda per includere anche il neonato e ricevere l’importo per 2 figli invece di 1.

Chi NON Deve Presentare Domanda (Rinnovo Automatico)

Se hai già presentato domanda negli anni precedenti e la tua situazione familiare non è cambiata, l’Assegno Unico si rinnova automaticamente senza bisogno di fare nulla.

Il rinnovo automatico vale se:

  • Hai già ricevuto l’Assegno Unico nel 2025
  • Il numero di figli a carico è rimasto invariato
  • Non ci sono stati cambiamenti nel nucleo familiare
  • Continui a rispettare i requisiti di cittadinanza e residenza

Attenzione però: anche se il rinnovo è automatico, l’importo mensile può cambiare se non presenti un nuovo ISEE aggiornato al 2026.

Cosa succede senza ISEE 2026? L’INPS continua a erogare l’Assegno Unico, ma con l’importo minimo (quello previsto per chi ha ISEE superiore a 45.574 euro o non presenta l’ISEE). Questo importo minimo è di circa 57 euro al mese per figlio minorenne.

Se vuoi ricevere l’importo massimo (fino a 199,40 euro al mese per figlio con ISEE sotto i 17.090,61 euro), devi presentare la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) aggiornata al 2026 presso il CAF o online sul sito INPS.

Scadenze Importanti 2026

Ecco le date chiave da segnare sul calendario per l’Assegno Unico 2026:

  • Entro il 28 febbraio 2026: presenta la domanda per ricevere gli arretrati da gennaio. Se fai domanda a marzo, l’Assegno parte da marzo (senza arretrati)
  • Entro il 30 giugno 2026: presenta l’ISEE 2026 aggiornato per ricevere gli importi maggiorati con effetto retroattivo da marzo. Se presenti l’ISEE dopo giugno, l’adeguamento parte dal mese di presentazione
  • Pagamenti mensili: l’Assegno Unico viene erogato dall’INPS tra il 15 e il 21 di ogni mese (le date precise vengono comunicate mensilmente dall’INPS)

Consiglio: Se hai diritto all’Assegno Unico ma non l’hai ancora richiesto, non aspettare. Ogni mese di ritardo è un mese di Assegno Unico perso (senza possibilità di recuperarlo).

Come Presentare la Domanda Assegno Unico 2026

Ci sono tre modi per presentare la domanda Assegno Unico:

1. Online sul sito INPS

Accedi al sito www.inps.it con SPID, CIE o CNS e cerca “Assegno Unico”. Segui la procedura guidata inserendo i dati richiesti (codici fiscali dei figli, IBAN per il pagamento, eventuale ISEE).

2. Tramite CAF o Patronato (assistenza gratuita)

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta gratuitamente a compilare la domanda. Ti basta portare:

  • Codice fiscale del richiedente e di tutti i figli
  • IBAN del conto corrente dove vuoi ricevere l’Assegno
  • DSU (ISEE) aggiornata al 2026 (se vuoi l’importo maggiorato)
  • Eventuale sentenza di separazione/divorzio (se applicabile)

3. Tramite Contact Center INPS

Chiama il numero verde 803 164 (gratuito da rete fissa) o 06 164 164 (da cellulare, a pagamento) e richiedi assistenza per la compilazione.

Nota importante: Se presenti la domanda tramite CAF, riceverai anche assistenza per calcolare l’ISEE 2026, così da ottenere l’importo massimo possibile dell’Assegno Unico.

Importi Assegno Unico 2026

Gli importi dell’Assegno Unico 2026 sono gli stessi del 2025, con un leggero aumento per l’inflazione (perequazione ISTAT). Ecco quanto puoi ricevere:

Importo base per figlio minorenne

  • ISEE fino a 17.090,61 euro: 199,40 euro al mese
  • ISEE tra 17.090,61 e 45.574,96 euro: importo decrescente da 199,40 a 57 euro
  • ISEE superiore a 45.574,96 euro o assente: 57 euro al mese

Maggiorazioni previste

L’importo base può aumentare con le maggiorazioni:

  • +21,60 euro per figli successivi al secondo (3°, 4°, ecc.)
  • +119,60 euro per ogni figlio con disabilità (importo variabile in base al grado di disabilità)
  • +22,40 euro per madri under 21
  • +17,10 euro per entrambi i genitori che lavorano
  • Da 57 a 96,90 euro per figli maggiorenni 18-21 anni (se studiano, fanno tirocinio o hanno reddito sotto i 8.000 euro)

Esempio di calcolo: Una famiglia con ISEE di 15.000 euro, 2 figli minorenni e entrambi i genitori lavoratori riceve:

  • 199,40 euro x 2 figli = 398,80 euro
  • + 17,10 euro x 2 (maggiorazione lavoro) = 34,20 euro
  • Totale mensile: 433 euro
  • Totale annuo: 5.196 euro

Domande Frequenti sulla Domanda Assegno Unico 2026

Se ho già l’Assegno Unico devo rifare domanda nel 2026?

No, se la tua situazione familiare non è cambiata, l’Assegno Unico si rinnova automaticamente. Devi rifare domanda solo se è nato un nuovo figlio, hai adottato un minore o ci sono stati altri cambiamenti nel nucleo.

Cosa succede se non aggiorno l’ISEE nel 2026?

L’INPS continua a pagare l’Assegno Unico, ma con l’importo minimo (circa 57 euro al mese per figlio minorenne). Per ricevere l’importo pieno in base al tuo reddito, devi presentare l’ISEE 2026 aggiornato entro giugno.

Posso fare domanda anche senza ISEE?

Si, puoi presentare domanda senza ISEE. In questo caso riceverai l’importo minimo. Puoi presentare l’ISEE anche dopo, e l’INPS adeguera l’importo con gli arretrati (se presenti l’ISEE entro giugno).

Quando arriva il pagamento dell’Assegno Unico?

L’INPS paga l’Assegno Unico tra il 15 e il 21 di ogni mese. Le date esatte vengono comunicate mensilmente sul sito INPS.


La domanda Assegno Unico 2026 va presentata solo se sei un nuovo beneficiario o se la tua situazione familiare è cambiata. Se già ricevi l’Assegno, il rinnovo è automatico, ma ricorda di aggiornare l’ISEE entro giugno per ricevere l’importo corretto.

Hai dubbi sulla tua situazione? Non sai se devi presentare domanda o se hai diritto alle maggiorazioni? Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta gratuitamente: verifichiamo il tuo diritto all’Assegno Unico, calcoliamo l’ISEE e compiliamo la domanda per te.


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Con l’inizio del 2026, molte famiglie si chiedono: devo presentare di nuovo la domanda per l’Assegno Unico? La risposta dipende dalla tua situazione personale e da quando hai fatto domanda la prima volta.

La buona notizia è che l’Assegno Unico si rinnova automaticamente nella maggior parte dei casi. Tuttavia, ci sono situazioni in cui è necessario presentare una nuova domanda nel 2026 per continuare a ricevere la prestazione o per ottenere l’importo corretto in base all’ISEE aggiornato.

In questa guida ti spieghiamo chi deve presentare domanda, chi ha il rinnovo automatico, le scadenze importanti da rispettare e come presentare la domanda all’INPS, online o tramite il CAF.


Chi Deve Presentare Domanda Assegno Unico nel 2026

Devi presentare una nuova domanda Assegno Unico nel 2026 se ti trovi in una di queste situazioni:

  • Non hai mai fatto domanda in passato e hai figli a carico (minorenni o maggiorenni under 21 in determinate condizioni)
  • È nato un nuovo figlio dopo l’ultima domanda presentata
  • Hai adottato o preso in affido un minore
  • Hai perso il diritto all’Assegno Unico (ad esempio per superamento limiti reddituali o età) e ora rientri nei requisiti
  • Cambiamento della situazione familiare: separazione, divorzio, nuova convivenza che modifica il nucleo ISEE

In tutti questi casi, la domanda va presentata entro febbraio 2026 se vuoi ricevere anche gli arretrati da gennaio. Se presenti la domanda dopo febbraio, l’Assegno Unico decorre dal mese di presentazione (senza arretrati).

Esempio pratico: Maria ha un figlio di 3 anni e riceve l’Assegno Unico dal 2023. A gennaio 2026 nasce il secondo figlio. Maria deve presentare una nuova domanda per includere anche il neonato e ricevere l’importo per 2 figli invece di 1.

Chi NON Deve Presentare Domanda (Rinnovo Automatico)

Se hai già presentato domanda negli anni precedenti e la tua situazione familiare non è cambiata, l’Assegno Unico si rinnova automaticamente senza bisogno di fare nulla.

Il rinnovo automatico vale se:

  • Hai già ricevuto l’Assegno Unico nel 2025
  • Il numero di figli a carico è rimasto invariato
  • Non ci sono stati cambiamenti nel nucleo familiare
  • Continui a rispettare i requisiti di cittadinanza e residenza

Attenzione però: anche se il rinnovo è automatico, l’importo mensile può cambiare se non presenti un nuovo ISEE aggiornato al 2026.

Cosa succede senza ISEE 2026? L’INPS continua a erogare l’Assegno Unico, ma con l’importo minimo (quello previsto per chi ha ISEE superiore a 45.574 euro o non presenta l’ISEE). Questo importo minimo è di circa 57 euro al mese per figlio minorenne.

Se vuoi ricevere l’importo massimo (fino a 199,40 euro al mese per figlio con ISEE sotto i 17.090,61 euro), devi presentare la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) aggiornata al 2026 presso il CAF o online sul sito INPS.

Scadenze Importanti 2026

Ecco le date chiave da segnare sul calendario per l’Assegno Unico 2026:

  • Entro il 28 febbraio 2026: presenta la domanda per ricevere gli arretrati da gennaio. Se fai domanda a marzo, l’Assegno parte da marzo (senza arretrati)
  • Entro il 30 giugno 2026: presenta l’ISEE 2026 aggiornato per ricevere gli importi maggiorati con effetto retroattivo da marzo. Se presenti l’ISEE dopo giugno, l’adeguamento parte dal mese di presentazione
  • Pagamenti mensili: l’Assegno Unico viene erogato dall’INPS tra il 15 e il 21 di ogni mese (le date precise vengono comunicate mensilmente dall’INPS)

Consiglio: Se hai diritto all’Assegno Unico ma non l’hai ancora richiesto, non aspettare. Ogni mese di ritardo è un mese di Assegno Unico perso (senza possibilità di recuperarlo).

Come Presentare la Domanda Assegno Unico 2026

Ci sono tre modi per presentare la domanda Assegno Unico:

1. Online sul sito INPS

Accedi al sito www.inps.it con SPID, CIE o CNS e cerca “Assegno Unico”. Segui la procedura guidata inserendo i dati richiesti (codici fiscali dei figli, IBAN per il pagamento, eventuale ISEE).

2. Tramite CAF o Patronato (assistenza gratuita)

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta gratuitamente a compilare la domanda. Ti basta portare:

  • Codice fiscale del richiedente e di tutti i figli
  • IBAN del conto corrente dove vuoi ricevere l’Assegno
  • DSU (ISEE) aggiornata al 2026 (se vuoi l’importo maggiorato)
  • Eventuale sentenza di separazione/divorzio (se applicabile)

3. Tramite Contact Center INPS

Chiama il numero verde 803 164 (gratuito da rete fissa) o 06 164 164 (da cellulare, a pagamento) e richiedi assistenza per la compilazione.

Nota importante: Se presenti la domanda tramite CAF, riceverai anche assistenza per calcolare l’ISEE 2026, così da ottenere l’importo massimo possibile dell’Assegno Unico.

Importi Assegno Unico 2026

Gli importi dell’Assegno Unico 2026 sono gli stessi del 2025, con un leggero aumento per l’inflazione (perequazione ISTAT). Ecco quanto puoi ricevere:

Importo base per figlio minorenne

  • ISEE fino a 17.090,61 euro: 199,40 euro al mese
  • ISEE tra 17.090,61 e 45.574,96 euro: importo decrescente da 199,40 a 57 euro
  • ISEE superiore a 45.574,96 euro o assente: 57 euro al mese

Maggiorazioni previste

L’importo base può aumentare con le maggiorazioni:

  • +21,60 euro per figli successivi al secondo (3°, 4°, ecc.)
  • +119,60 euro per ogni figlio con disabilità (importo variabile in base al grado di disabilità)
  • +22,40 euro per madri under 21
  • +17,10 euro per entrambi i genitori che lavorano
  • Da 57 a 96,90 euro per figli maggiorenni 18-21 anni (se studiano, fanno tirocinio o hanno reddito sotto i 8.000 euro)

Esempio di calcolo: Una famiglia con ISEE di 15.000 euro, 2 figli minorenni e entrambi i genitori lavoratori riceve:

  • 199,40 euro x 2 figli = 398,80 euro
  • + 17,10 euro x 2 (maggiorazione lavoro) = 34,20 euro
  • Totale mensile: 433 euro
  • Totale annuo: 5.196 euro

Domande Frequenti sulla Domanda Assegno Unico 2026

Se ho già l’Assegno Unico devo rifare domanda nel 2026?

No, se la tua situazione familiare non è cambiata, l’Assegno Unico si rinnova automaticamente. Devi rifare domanda solo se è nato un nuovo figlio, hai adottato un minore o ci sono stati altri cambiamenti nel nucleo.

Cosa succede se non aggiorno l’ISEE nel 2026?

L’INPS continua a pagare l’Assegno Unico, ma con l’importo minimo (circa 57 euro al mese per figlio minorenne). Per ricevere l’importo pieno in base al tuo reddito, devi presentare l’ISEE 2026 aggiornato entro giugno.

Posso fare domanda anche senza ISEE?

Si, puoi presentare domanda senza ISEE. In questo caso riceverai l’importo minimo. Puoi presentare l’ISEE anche dopo, e l’INPS adeguera l’importo con gli arretrati (se presenti l’ISEE entro giugno).

Quando arriva il pagamento dell’Assegno Unico?

L’INPS paga l’Assegno Unico tra il 15 e il 21 di ogni mese. Le date esatte vengono comunicate mensilmente sul sito INPS.


La domanda Assegno Unico 2026 va presentata solo se sei un nuovo beneficiario o se la tua situazione familiare è cambiata. Se già ricevi l’Assegno, il rinnovo è automatico, ma ricorda di aggiornare l’ISEE entro giugno per ricevere l’importo corretto.

Hai dubbi sulla tua situazione? Non sai se devi presentare domanda o se hai diritto alle maggiorazioni? Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta gratuitamente: verifichiamo il tuo diritto all’Assegno Unico, calcoliamo l’ISEE e compiliamo la domanda per te.


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calcolo pensione CAF Udine

Il riscatto del fondo pensione è la possibilità di recuperare, in tutto o in parte, il capitale accumulato nella previdenza complementare prima del pensionamento o al termine dell’attività lavorativa. Con le novità introdotte nel 2026, le opzioni di riscatto si sono ampliate, offrendo maggiore flessibilità ai lavoratori. Capire quando e come richiedere il riscatto è fondamentale per ottimizzare la propria posizione previdenziale e fiscale.

Cos’è il Riscatto del Fondo Pensione

Il riscatto del fondo pensione consente di recuperare il capitale maturato nella previdenza complementare (fondi pensione aperti, chiusi, PIP) in forma di capitale anziché di rendita. Si tratta di una facoltà riconosciuta dalla normativa in specifiche situazioni personali o lavorative.

La previdenza complementare è nata per integrare la pensione pubblica INPS. I lavoratori versano contributi volontari che, insieme ai contributi del datore di lavoro (nel caso di fondi negoziali), formano un montante rivalutato nel tempo. Al pensionamento, il lavoratore può scegliere tra:

  • Rendita vitalizia: una pensione mensile aggiuntiva a quella INPS
  • Capitale: fino al 50% del montante in unica soluzione (o 100% in casi particolari)
  • Riscatto: recupero totale o parziale del capitale prima del pensionamento

Il riscatto si differenzia dall’erogazione pensionistica perché avviene prima del pensionamento o in situazioni eccezionali che impediscono di attendere la maturazione dei requisiti pensionistici.

Opzioni di Riscatto Disponibili

La normativa sulla previdenza complementare (D.Lgs. 252/2005) prevede diverse opzioni di riscatto, ciascuna legata a specifici requisiti:

1. Riscatto Totale

Recupero del 100% del capitale maturato. È possibile nei seguenti casi:

  • Perdita dei requisiti di partecipazione (es. cambio settore senza fondo pensione)
  • Cessazione attività lavorativa con disoccupazione superiore a 12 mesi (o 48 mesi se per pensionamento)
  • Invalidità permanente con riduzione capacità lavorativa superiore al 66%
  • Morte dell’iscritto (il capitale va agli eredi)

2. Riscatto Parziale

Recupero del 50% del capitale per esigenze personali straordinarie:

  • Spese sanitarie per terapie e interventi straordinari (entro 5 anni dall’iscrizione)
  • Acquisto prima casa per sé o per i figli (entro 8 anni dall’iscrizione)
  • Ristrutturazione prima casa (entro 8 anni dall’iscrizione)

Il riscatto parziale può essere richiesto una sola volta nella vita del fondo.

3. Anticipazioni (FIP)

Diversamente dal riscatto, le anticipazioni (chiamate anche FIP – Forme di Impiego Parziale) consentono di prelevare parte del capitale mantenendo attiva la posizione:

  • Fino al 75% per acquisto/ristrutturazione prima casa
  • Fino al 75% per spese sanitarie
  • Fino al 30% per altre esigenze personali (dopo 8 anni di iscrizione)

Le anticipazioni sono più flessibili del riscatto parziale e possono essere richieste più volte, ma riducono il montante finale.

Riscatto Totale: Requisiti e Casistiche

Il riscatto totale del fondo pensione è ammesso solo in casi tassativi previsti dalla legge. Vediamo nel dettaglio:

Perdita dei Requisiti di Partecipazione

Si verifica quando il lavoratore cambia settore o tipologia contrattuale e non ha più accesso al fondo pensione di categoria. Ad esempio:

  • Passaggio da lavoro dipendente a autonomo
  • Cambio settore con fondo negoziale diverso
  • Uscita da albo professionale con fondo dedicato

In questi casi, l’iscritto può riscattare il 100% del capitale oppure trasferirlo a un altro fondo compatibile.

Disoccupazione Prolungata

Se l’iscritto perde il lavoro e rimane disoccupato per oltre 12 mesi continuativi, può richiedere il riscatto totale. Requisiti:

  • Stato di disoccupazione certificato (NASpI, DID Plus)
  • Assenza di reddito da lavoro per almeno 12 mesi
  • Possibilità di attendere 48 mesi se la disoccupazione precede il pensionamento (in questo caso il riscatto è più vantaggioso fiscalmente)

Invalidità Permanente

In caso di invalidità permanente con riduzione della capacità lavorativa superiore al 66%, l’iscritto può riscattare l’intero capitale. Serve:

  • Certificazione medico-legale INPS o ASL
  • Riconoscimento invalidità con percentuale ≥ 66%

Morte dell’Iscritto

Alla morte dell’iscritto, il capitale del fondo pensione viene riscattato dagli eredi legittimi o dai beneficiari designati. Il capitale non rientra nell’eredità (non serve successione) ma viene erogato direttamente dal fondo.

Riscatto Parziale e Anticipazioni

Il riscatto parziale consente di recuperare fino al 50% del montante per esigenze straordinarie, senza chiudere la posizione previdenziale.

Spese Sanitarie

Il riscatto parziale per spese sanitarie è ammesso per:

  • Terapie e interventi straordinari riconosciuti dalle competenti strutture pubbliche
  • Entro 5 anni dall’iscrizione al fondo
  • Documentazione medica attestante la necessità

Esempi: interventi chirurgici non coperti da SSN, terapie oncologiche, riabilitazione post-trauma.

Acquisto Prima Casa

Il riscatto parziale per acquisto prima casa è consentito:

  • Per sé o per i figli fiscalmente a carico
  • Entro 8 anni dall’iscrizione al fondo
  • Solo per prima casa (requisiti ex legge 104/92)

Serve il compromesso o il contratto preliminare di acquisto.

Ristrutturazione Prima Casa

Anche per la ristrutturazione (manutenzione straordinaria, restauro) della prima casa è possibile il riscatto parziale, con stessi limiti temporali (8 anni).

Differenza con le Anticipazioni (FIP)

Mentre il riscatto parziale è limitato al 50% e può essere richiesto una sola volta, le anticipazioni FIP offrono maggiore flessibilità:

  • 75% per casa e sanità
  • 30% per altre esigenze (dopo 8 anni)
  • Richiedibili più volte

Molti fondi preferiscono regolamentare le anticipazioni piuttosto che i riscatti parziali.

RITA e FIP: Alternative al Riscatto

Oltre al riscatto classico, la normativa prevede due strumenti alternativi che consentono di utilizzare il capitale del fondo pensione senza chiudere definitivamente la posizione.

RITA – Rendita Integrativa Temporanea Anticipata

La RITA è una rendita erogata dal fondo pensione a lavoratori che hanno cessato l’attività lavorativa ma non hanno ancora maturato i requisiti per la pensione pubblica. Requisiti:

  • Almeno 20 anni di contribuzione nella previdenza obbligatoria
  • Almeno 5 anni al pensionamento di vecchiaia
  • Cessazione attività lavorativa
  • Iscrizione al fondo da almeno 5 anni

La RITA consente di trasformare il capitale in rendita mensile per il periodo che manca alla pensione (massimo 10 anni). Vantaggi fiscali: tassazione agevolata al 15% (ridotta dello 0,30% per ogni anno oltre il 15°, fino al 9%).

FIP – Forme di Impiego Parziale (Anticipazioni)

Le FIP sono anticipazioni sul capitale che il lavoratore può richiedere durante la fase di accumulo, mantenendo attiva la posizione. Come già visto:

  • 75% per prima casa e sanità
  • 30% per altre esigenze (dopo 8 anni)

Le FIP sono più convenienti del riscatto parziale perché:

  • Percentuali più alte (75% vs 50%)
  • Richiedibili più volte
  • Tassazione separata (non si somma al reddito annuale)

Novità Normative 2026 sulla Previdenza Complementare

La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto alcune novità rilevanti per la previdenza complementare e il riscatto dei fondi pensione.

1. Estensione RITA ai Lavoratori Autonomi

Dal 2026, anche i lavoratori autonomi e liberi professionisti possono accedere alla RITA, purché abbiano cessato l’attività e maturato i requisiti contributivi. Prima la RITA era riservata ai soli dipendenti.

2. Semplificazione Anticipazioni per Prima Casa

È stato semplificato l’iter per richiedere anticipazioni FIP per acquisto prima casa: non serve più il vincolo degli 8 anni di iscrizione se l’iscritto ha almeno 3 anni di contribuzione effettiva.

3. Tassazione Agevolata su RITA per Over 65

Per chi accede alla RITA dopo i 65 anni, la tassazione scende ulteriormente: aliquota base al 12% (invece del 15%), sempre con riduzione progressiva fino al 9%.

4. Riscatto in Caso di Mobilità Lavorativa

Viene introdotto un riscatto agevolato (50% del capitale, tassazione ordinaria) per chi cambia settore lavorativo e non può trasferire la posizione in un fondo compatibile, senza attendere i 12 mesi di disoccupazione.

5. Incremento Deducibilità Contributi Volontari

Il limite di deducibilità fiscale dei contributi volontari ai fondi pensione sale da 5.164,57 euro a 5.500 euro annui, incentivando l’adesione alla previdenza complementare.

Tassazione del Riscatto del Fondo Pensione

La tassazione del riscatto dipende dalla motivazione e dalla tempistica. Esistono due regimi fiscali:

Tassazione Agevolata (15% – 9%)

Si applica quando il riscatto avviene per:

  • Pensionamento (erogazione in capitale fino al 50%)
  • RITA (rendita integrativa temporanea)
  • Invalidità permanente ≥ 66%
  • Disoccupazione da 48 mesi (prossimi al pensionamento)

L’aliquota base è del 15%, ridotta dello 0,30% per ogni anno oltre il 15° di partecipazione al fondo, fino a un minimo del 9%. Esempio:

  • 20 anni di fondo → 15% – (5 × 0,30%) = 13,50%
  • 35 anni di fondo → 15% – (20 × 0,30%) = 9%

Tassazione Ordinaria (23% – 43%)

Si applica nei riscatti per:

  • Perdita requisiti di partecipazione
  • Disoccupazione 12-47 mesi
  • Riscatto parziale (spese sanitarie, prima casa)
  • Anticipazioni FIP

In questi casi, il capitale riscattato viene tassato come reddito da lavoro, con aliquote IRPEF progressive (23% – 43%). La tassazione è applicata con ritenuta a titolo d’imposta (il fondo trattiene direttamente l’imposta).

Tassazione su Quote Versate Pre-2007

Le quote di capitale maturate prima del 1° gennaio 2007 (data di entrata in vigore del D.Lgs. 252/2005) sono esenti da tassazione in caso di riscatto totale. Serve un conteggio separato del montante pre e post 2007.

Tassazione Rendita Vitalizia

Se invece del riscatto si sceglie la rendita vitalizia, la tassazione è del 15% – 9% (come sopra) applicata direttamente su ogni rata mensile.

Quando Conviene Riscattare il Fondo Pensione

La decisione di riscattare il fondo pensione deve essere valutata attentamente, considerando sia aspetti fiscali che previdenziali.

Conviene Riscattare SE:

  • Necessità economica urgente: spese mediche, perdita lavoro, difficoltà finanziarie
  • Cambio settore lavorativo: se non è possibile trasferire il capitale in un nuovo fondo
  • Prossimità al pensionamento con tassazione agevolata: disoccupazione da 48 mesi → tassazione 15%-9%
  • Rendimenti bassi del fondo: se il fondo ha performance negative, può convenire riscattare e investire altrove
  • Accesso a RITA: se mancano pochi anni al pensionamento, la RITA offre liquidità immediata con tassazione agevolata

NON Conviene Riscattare SE:

  • Tassazione ordinaria elevata: con IRPEF al 38-43%, il riscatto è molto oneroso
  • Pochi anni al pensionamento: meglio attendere e ottenere la tassazione agevolata (15%-9%)
  • Fondo con buoni rendimenti: se il fondo rende il 4-6% annuo, conviene lasciare il capitale investito
  • Assenza di necessità urgenti: il capitale nel fondo è “protetto” da pignoramenti e offre vantaggi fiscali

Alternative da Valutare

Prima di riscattare, considera:

  • Anticipazioni FIP: se serve liquidità parziale, le FIP sono più flessibili
  • RITA: se hai cessato l’attività, la RITA offre una rendita con tassazione agevolata
  • Trasferimento fondo: se cambi settore, verifica se puoi trasferire la posizione
  • Sospensione contributi: se hai difficoltà economiche, molti fondi consentono di sospendere i versamenti senza riscattare

Consulenza Personalizzata

Ogni situazione è diversa: età, reddito, anzianità contributiva, aliquota IRPEF, rendimento del fondo. Una simulazione fiscale personalizzata è fondamentale per capire se conviene riscattare o attendere.

Procedura per Richiedere il Riscatto del Fondo Pensione

La procedura di riscatto varia leggermente da fondo a fondo, ma segue uno schema comune:

Step 1: Verifica Requisiti

Controlla di rientrare in una delle casistiche previste (disoccupazione, invalidità, perdita requisiti, ecc.). Consulta il regolamento del fondo per confermare.

Step 2: Raccogli Documentazione

A seconda della motivazione, serve:

  • Disoccupazione: certificato NASpI, DID Plus, ultima busta paga
  • Invalidità: verbale invalidità INPS/ASL con percentuale ≥ 66%
  • Spese sanitarie: documentazione medica, preventivi, fatture
  • Prima casa: compromesso, atto di acquisto, certificato residenza
  • Perdita requisiti: certificazione cambio settore/contratto

Step 3: Compila Modulo Richiesta

Scarica il modulo di richiesta riscatto dal sito del fondo pensione o richiedilo al CAF. Compila tutti i campi obbligatori:

  • Dati anagrafici e codice fiscale
  • Tipo di riscatto (totale/parziale/anticipazione)
  • Motivazione e allegati
  • Modalità di erogazione (bonifico, assegno)

Step 4: Invia Richiesta

Invia il modulo al fondo tramite:

  • Area riservata online (se disponibile)
  • PEC (posta certificata)
  • Raccomandata A/R
  • CAF/Patronato: se preferisci assistenza, il CAF può gestire l’intera pratica

Step 5: Attendi Istruttoria

Il fondo ha 30-60 giorni per verificare la documentazione e comunicare l’esito. Se mancano documenti, ti contatteranno per integrazioni.

Step 6: Erogazione

Se la richiesta è accolta, il fondo liquida il capitale entro 90 giorni dalla comunicazione. L’importo netto (al netto delle imposte trattenute) viene accreditato sul conto corrente indicato.

Assistenza CAF Centro Fiscale

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per il riscatto del fondo pensione:

  • Verifica requisiti e documentazione
  • Simulazione fiscale per calcolare la convenienza
  • Compilazione modulistica
  • Invio pratica al fondo
  • Monitoraggio fino all’erogazione

Evita errori e ritardi: affidati a professionisti esperti.

Domande Frequenti sul Riscatto Fondo Pensione

Quanto tempo ci vuole per riscattare il fondo pensione?

Il fondo pensione ha 30-60 giorni per l istruttoria della domanda e altri 90 giorni per erogare il capitale, quindi mediamente 4-5 mesi dal momento della richiesta. I tempi possono allungarsi se manca documentazione.

Posso riscattare il fondo pensione se sono ancora occupato?

No, il riscatto totale richiede disoccupazione di almeno 12 mesi o perdita dei requisiti di partecipazione. Se sei occupato, puoi richiedere solo anticipazioni FIP (30-75% del capitale) per spese sanitarie, prima casa o altre esigenze dopo 8 anni.

Il capitale del fondo pensione rientra nell eredita?

No, il capitale del fondo pensione non rientra nell eredita e non serve dichiarazione di successione. Viene erogato direttamente dal fondo agli eredi legittimi o ai beneficiari designati dall iscritto.

Posso trasferire il fondo pensione invece di riscattarlo?

Si, se cambi settore lavorativo puoi trasferire la posizione in un fondo compatibile (aperto, chiuso, PIP) senza riscattare, mantenendo l anzianita contributiva e i vantaggi fiscali maturati.

La RITA e piu conveniente del riscatto totale?

Dipende dalla situazione. La RITA offre tassazione agevolata (15%-9%) e liquidita graduale, ma richiede almeno 20 anni di contributi INPS e 5 anni al pensionamento. Se hai urgenza di liquidita totale, il riscatto puo essere l unica opzione.


Il riscatto del fondo pensione è uno strumento importante per recuperare liquidità in situazioni di necessità, ma richiede una valutazione attenta degli aspetti fiscali e previdenziali. Le novità 2026 hanno ampliato le opzioni disponibili, offrendo maggiore flessibilità ai lavoratori. Capire quando conviene riscattare, utilizzare la RITA o richiedere anticipazioni FIP è fondamentale per ottimizzare la propria posizione. Una consulenza personalizzata può fare la differenza tra una scelta vantaggiosa e un errore costoso.


Richiedi Assistenza per il Riscatto del Fondo Pensione

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la pratica di riscatto del fondo pensione: verifica requisiti, simulazione fiscale, compilazione modulistica e invio domanda.

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    calcolo pensione CAF Udine

    Il pignoramento della pensione è una procedura esecutiva che consente ai creditori di rivalersi sulle somme accreditate mensilmente dall’INPS al pensionato debitore. Nel 2026, grazie all’adeguamento annuale all’inflazione previsto dalla normativa vigente, la soglia minima impignorabile della pensione è aumentata, offrendo maggiore tutela ai pensionati con redditi bassi.

    La soglia impignorabile rappresenta l’importo mensile che non può essere toccato dai creditori, anche in presenza di debiti. Questa protezione è fondamentale per garantire al pensionato le risorse minime necessarie per vivere dignitosamente. Per chi percepisce una pensione minima INPS, le tutele sono ancora più stringenti.

    In questa guida scoprirai qual è la nuova soglia impignorabile 2026, come funziona il pignoramento della pensione INPS, quali sono i limiti e le percentuali pignorabili in base al tipo di credito, le differenze tra pensione e altri redditi, come tutelarsi dal pignoramento e quali sono le procedure di opposizione disponibili.

    Cos’è il Pignoramento della Pensione

    Il pignoramento della pensione è una procedura esecutiva forzata prevista dal Codice di Procedura Civile che consente a un creditore (banca, Agenzia delle Entrate, ente previdenziale, condominio, fornitore, ecc.) di recuperare il proprio credito trattenendo una quota della pensione erogata dall’INPS o da altro ente pensionistico.

    Il pignoramento può avvenire in due modalità:

    **1. Pignoramento presso terzi (INPS)** Il creditore notifica l’atto di pignoramento direttamente all’INPS (terzo pignorato), che diventa responsabile di trattenere una quota della pensione ogni mese e versarla al creditore. Il pensionato vede ridotto l’importo accreditato sul proprio conto corrente.

    **2. Pignoramento del conto corrente dove arriva la pensione** Il creditore pignora il conto corrente bancario o postale su cui viene accreditata la pensione. In questo caso, la banca blocca le somme presenti sul conto fino a concorrenza del debito. Tuttavia, se le somme provengono da pensione, stipendio o altri redditi da lavoro, si applicano le tutele previste dalla legge (triple del minimo vitale impignorabile).

    Chi può pignorare la pensione?

    Possono pignorare la pensione: – Agenzia delle Entrate-Riscossione (ex Equitalia) per debiti fiscali, multe, bolli auto, tasse non pagate – Banche e finanziarie per mutui, prestiti, finanziamenti non rimborsati – Fornitori e creditori privati con sentenza esecutiva (es. bollette non pagate, debiti commerciali) – Condominio per spese condominiali non pagate – INPS per recupero indebiti (pensioni erogate per errore)

    Nuova Soglia Minima Intoccabile 2026

    Nel 2026, la soglia minima impignorabile della pensione viene rivalutata annualmente in base all’adeguamento delle pensioni all’inflazione. La normativa prevede che la pensione non possa essere pignorata per un importo pari al triplo dell’assegno sociale.

    Soglia impignorabile 2026: calcolo

    L’assegno sociale 2026 è pari a circa 534,41 euro al mese (importo indicativo, soggetto a conferma INPS). La soglia minima impignorabile è quindi:

    534,41 euro × 3 = 1.603,23 euro al mese

    Questo significa che se la pensione netta mensile è pari o inferiore a 1.603,23 euro, essa non può essere pignorata, salvo eccezioni per debiti alimentari o assegni di mantenimento.

    Tabella soglie impignorabili 2024-2026

    | Anno | Assegno sociale | Soglia impignorabile (×3) | |——|—————-|—————————| | 2024 | 503,27 euro | 1.509,81 euro | | 2025 | 518,82 euro | 1.556,46 euro | | 2026 | 534,41 euro* | 1.603,23 euro* |

    *Importo stimato 2026, soggetto a conferma INPS

    IMPORTANTE: La soglia di 1.603,23 euro al mese rappresenta il minimo vitale che deve essere garantito al pensionato per le spese essenziali. Solo la parte eccedente questa soglia può essere pignorata, e comunque nei limiti previsti dalla legge.

    Esempio pratico

    Pensione netta mensile: 1.800 euro – Soglia impignorabile: 1.603,23 euro – Parte pignorabile: 196,77 euro (1.800 – 1.603,23) – Quota massima pignorabile (1/5): 39,35 euro (20% di 196,77)

    In questo caso, il creditore può trattenere al massimo 39,35 euro al mese, e il pensionato riceverà 1.760,65 euro (1.800 – 39,35).

    Come Funziona il Pignoramento Pensione

    Il pignoramento della pensione segue un iter procedurale preciso regolato dal Codice di Procedura Civile e dalle norme speciali previste per i redditi da lavoro e pensione.

    Step 1: Titolo esecutivo

    Il creditore deve avere un titolo esecutivo (sentenza, decreto ingiuntivo, ingiunzione fiscale, atto notarile, ecc.) che certifichi l’esistenza del debito e il diritto di recuperarlo.

    Step 2: Notifica dell’atto di pignoramento

    Il creditore, tramite un ufficiale giudiziario, notifica: – Al debitore (pensionato): l’atto di pignoramento – Al terzo pignorato (INPS): l’ordinanza di pignoramento con l’obbligo di trattenere le somme

    Step 3: Dichiarazione del terzo (INPS)

    L’INPS (o altro ente pensionistico) ha l’obbligo di rispondere entro 10 giorni con una dichiarazione in cui indica: – Se è debitore del pensionato (se eroga la pensione) – Importo della pensione netta mensile – Eventuali altri pignoramenti in corso – Quota pignorabile nei limiti di legge

    Step 4: Trattenuta mensile

    Dalla dichiarazione positiva dell’INPS, inizia la trattenuta mensile sulla pensione. L’INPS trattiene la quota pignorabile e la versa al creditore tramite l’ufficiale giudiziario o direttamente, secondo le modalità indicate nell’atto di pignoramento.

    Step 5: Udienza di assegnazione

    Entro 45 giorni dalla notifica del pignoramento, si tiene l’udienza di assegnazione davanti al giudice, in cui il creditore chiede l’attribuzione delle somme pignorate. Il debitore può opporsi o contestare il pignoramento.

    Durata del pignoramento

    Il pignoramento prosegue fino a quando: – Il debito è completamente estinto – Il debitore estingue il debito in via volontaria – Il giudice revoca il pignoramento (per vizi formali, opposizione accolta, ecc.)

    Limiti e Percentuali Pignorabili

    La normativa italiana prevede limiti stringenti al pignoramento della pensione, per tutelare il minimo vitale necessario al sostentamento del pensionato.

    Regola generale: 1/5 della parte eccedente il triplo dell’assegno sociale

    La quota massima pignorabile della pensione è pari a un quinto (20%) della parte che eccede il triplo dell’assegno sociale (1.603,23 euro nel 2026).

    Formula di calcolo

    Quota pignorabile = (Pensione netta – 1.603,23 euro) × 20%

    Esempi pratici

    Esempio 1: Pensione 1.500 euro – Pensione netta: 1.500 euro – Soglia impignorabile: 1.603,23 euro – Parte eccedente: 0 euro (la pensione è inferiore alla soglia) – Quota pignorabile: 0 euro → Pensione totalmente impignorabile

    **Esempio 2: Pensione 2.000 euro** – Pensione netta: 2.000 euro – Soglia impignorabile: 1.603,23 euro – Parte eccedente: 396,77 euro (2.000 – 1.603,23) – Quota pignorabile: 79,35 euro (20% di 396,77) – Pensione netta dopo pignoramento: 1.920,65 euro

    **Esempio 3: Pensione 3.000 euro** – Pensione netta: 3.000 euro – Soglia impignorabile: 1.603,23 euro – Parte eccedente: 1.396,77 euro (3.000 – 1.603,23) – Quota pignorabile: 279,35 euro (20% di 1.396,77) – Pensione netta dopo pignoramento: 2.720,65 euro

    Eccezioni: debiti alimentari e assegni di mantenimento

    Per i debiti alimentari (mantenimento figli, coniuge, genitori, ecc.) e gli assegni di mantenimento post-divorzio, il giudice può autorizzare il pignoramento anche oltre il 1/5 e anche sulla parte impignorabile, in base alle esigenze del beneficiario e alla capacità reddituale del pensionato.

    Pignoramenti multipli

    Se ci sono più pignoramenti contemporanei sulla stessa pensione, la quota complessivamente pignorabile non può superare il 1/5 della parte eccedente il triplo dell’assegno sociale. Se i creditori sono più di uno, la quota pignorabile viene ripartita tra loro in proporzione ai rispettivi crediti.

    Differenze tra Pensione INPS e Altri Redditi

    Le tutele previste per il pignoramento della pensione sono diverse rispetto ad altri tipi di reddito o crediti sul conto corrente.

    1. Pensione INPS vs Stipendio

    La pensione e lo stipendio godono delle stesse tutele in caso di pignoramento: entrambi sono pignorabili solo per 1/5 della parte eccedente il triplo dell’assegno sociale. Non ci sono differenze sostanziali nella quota pignorabile.

    2. Pensione vs Redditi da lavoro autonomo

    I redditi da lavoro autonomo (partita IVA, professionisti, artigiani, commercianti) non godono delle stesse tutele della pensione e dello stipendio. In caso di pignoramento del conto corrente, possono essere pignorati fino alla concorrenza del debito, senza il limite del 1/5.

    3. Pignoramento del conto corrente con pensione accreditata

    Se il creditore pignora il conto corrente bancario o postale su cui viene accreditata la pensione, la banca deve verificare la natura delle somme presenti sul conto:

    • Se le somme provengono da pensione o stipendio accreditati negli ultimi 3 mesi, si applicano le tutele del triplo dell’assegno sociale
    • Se le somme sono depositate da più di 3 mesi, possono essere pignorate senza limiti
    • Se il conto contiene somme miste (pensione + altri accrediti), la banca deve distinguere le somme impignorabili

    Esempio

    Conto corrente con saldo di 5.000 euro: – 1.800 euro = pensione accreditata il mese scorso (impignorabile fino a 1.603,23 euro) – 1.500 euro = pensione accreditata 2 mesi fa (impignorabile fino a 1.603,23 euro) – 1.700 euro = risparmi depositati da più di 3 mesi (pignorabili senza limiti)

    In questo caso, la banca può pignorare: – 196,77 euro dalla pensione del mese scorso (1.800 – 1.603,23) – 0 euro dalla pensione di 2 mesi fa (1.500 < 1.603,23) - 1.700 euro dai risparmi depositati

    Totale pignorabile: 1.896,77 euro

    4. Pensione minima e assegno sociale

    La pensione minima INPS (circa 598 euro nel 2026) e l’assegno sociale (534 euro) sono totalmente impignorabili, salvo per debiti alimentari. Non può essere pignorata alcuna somma da queste prestazioni.

    Come Tutelarsi dal Pignoramento

    Esistono diverse strategie per tutelarsi dal pignoramento della pensione o ridurne l’impatto.

    1. Accordo stragiudiziale con il creditore

    Prima che il pignoramento venga avviato, è possibile cercare un accordo di rateizzazione con il creditore, proponendo un piano di rimborso sostenibile. Molti creditori preferiscono evitare le spese e i tempi del pignoramento e accettano dilazioni di pagamento.

    2. Rateizzazione del debito fiscale (Agenzia Entrate)

    Se il debito è con l’Agenzia delle Entrate-Riscossione, è possibile richiedere la rateizzazione del debito (fino a 72 rate mensili senza necessità di documentazione). Una volta ottenuta la rateizzazione e rispettate le scadenze, l’Agenzia non può avviare o proseguire il pignoramento.

    Per approfondire le modalità di rateizzazione dei debiti fiscali, consulta la nostra guida sulla Rottamazione Quinquies 2026.

    3. Opposizione al pignoramento per vizi formali

    Se l’atto di pignoramento presenta vizi formali (es. mancata notifica, errori nei dati, mancanza del titolo esecutivo), il debitore può presentare opposizione all’esecuzione entro 20 giorni dalla notifica, chiedendo la revoca del pignoramento.

    4. Riduzione della quota pignorabile

    In caso di particolare disagio economico (spese mediche, figli a carico, altre obbligazioni), il pensionato può richiedere al giudice la riduzione della quota pignorabile al di sotto del 1/5, dimostrando l’impossibilità di far fronte alle spese essenziali con la pensione residua.

    5. Usare un conto corrente “protetto”

    Alcune banche offrono conti correnti con tutela antipigoramento, che applicano automaticamente i limiti previsti dalla legge (triplo dell’assegno sociale) anche in caso di pignoramento del conto. Questo evita che la banca blocchi somme superiori al dovuto in attesa della verifica.

    6. Chiedere assistenza a un CAF o consulente fiscale

    Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella: – Verifica della regolarità dell’atto di pignoramento – Predisposizione di opposizioni e ricorsi – Richiesta di rateizzazione dei debiti fiscali – Negoziazione con i creditori – Calcolo della quota pignorabile secondo le norme vigenti

    Procedure di Opposizione

    Il pensionato che subisce un pignoramento può opporsi attraverso diverse procedure legali, a seconda del vizio o del motivo di contestazione.

    1. Opposizione all’esecuzione (art. 615 c.p.c.)

    L’opposizione all’esecuzione può essere presentata quando si contesta: – L’inesistenza del debito (il debito è già stato pagato, non è mai esistito, è prescritto) – La nullità del titolo esecutivo (sentenza viziata, decreto ingiuntivo irregolare)

    Termini: L’opposizione va presentata entro 20 giorni dalla notifica dell’atto di pignoramento.

    Procedura: – Deposito del ricorso presso il Tribunale competente – Eventuale richiesta di sospensione del pignoramento in via cautelare (se ci sono gravi motivi) – Udienza di discussione davanti al giudice – Sentenza di accoglimento o rigetto

    2. Opposizione agli atti esecutivi (art. 617 c.p.c.)

    L’opposizione agli atti esecutivi può essere presentata quando si contesta: – Vizi formali dell’atto di pignoramento (notifica irregolare, dati errati, violazione delle norme procedurali) – Eccesso di pignoramento (quota pignorata superiore al 1/5, pignoramento di somme impignorabili)

    Termini: L’opposizione va presentata entro 20 giorni dalla conoscenza del vizio.

    Procedura: – Deposito del ricorso presso il Giudice dell’Esecuzione – Udienza di discussione – Ordinanza di accoglimento o rigetto

    3. Opposizione di terzo (art. 619 c.p.c.)

    L’opposizione di terzo può essere presentata quando il pignoramento colpisce beni o crediti appartenenti a terzi, non al debitore. Questo può accadere, ad esempio, se viene pignorato un conto corrente cointestato.

    4. Ricorso per riduzione della quota pignorabile

    Il pensionato può presentare un ricorso al Giudice dell’Esecuzione per chiedere la riduzione della quota pignorabile al di sotto del 1/5, dimostrando: – Particolare disagio economico – Spese mediche straordinarie – Figli a carico o altre obbligazioni alimentari – Impossibilità di far fronte alle spese essenziali con la pensione residua

    Documenti da allegare: – Cedolini pensione ultimi 6 mesi – Stato di famiglia – Certificazione ISEE – Documentazione spese mediche, affitto, bollette – Dichiarazione dei redditi

    5. Assistenza legale e CAF

    Per presentare un’opposizione al pignoramento è consigliabile rivolgersi a un avvocato specializzato in diritto esecutivo oppure a un CAF per l’assistenza nella raccolta della documentazione e nella verifica della regolarità dell’atto.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre: – Analisi preliminare dell’atto di pignoramento – Verifica della quota pignorabile – Assistenza nella predisposizione di rateizzazioni fiscali – Invio a legali convenzionati per le opposizioni

    Domande Frequenti sul Pignoramento Pensione 2026

    Quanto può essere pignorata la pensione nel 2026?

    La pensione può essere pignorata fino a un massimo di 1/5 (20%) della parte che eccede 1.603,23 euro mensili (triplo dell’assegno sociale 2026). Se la pensione è inferiore a 1.603,23 euro, è totalmente impignorabile, salvo per debiti alimentari.

    La pensione minima può essere pignorata?

    No, la pensione minima INPS (circa 598 euro nel 2026) e l’assegno sociale (534 euro) sono totalmente impignorabili, perché inferiori alla soglia del triplo dell’assegno sociale (1.603,23 euro). Fanno eccezione i debiti alimentari e gli assegni di mantenimento.

    Chi può pignorare la pensione?

    Possono pignorare la pensione: Agenzia delle Entrate-Riscossione per debiti fiscali, banche e finanziarie per prestiti non rimborsati, creditori privati con sentenza esecutiva, condominio per spese condominiali, INPS per recupero indebiti. Tutti devono avere un titolo esecutivo.

    Come posso evitare il pignoramento della pensione?

    Puoi evitare il pignoramento cercando un accordo di rateizzazione con il creditore prima dell’esecuzione forzata. Per debiti fiscali, richiedi la rateizzazione all’Agenzia delle Entrate (fino a 72 rate). Una volta ottenuta e rispettata la rateizzazione, il pignoramento non può essere avviato.

    Posso oppormi al pignoramento della pensione?

    Sì, puoi presentare opposizione all’esecuzione entro 20 giorni se il debito non esiste o è già stato pagato, oppure opposizione agli atti esecutivi se l’atto presenta vizi formali o la quota pignorata è superiore ai limiti di legge. Rivolgiti a un avvocato o al CAF per assistenza.

    Il pignoramento della pensione vale anche per il conto corrente?

    Sì, se il creditore pignora il conto corrente su cui arriva la pensione, la banca deve applicare le stesse tutele: sono impignorabili le somme fino a 1.603,23 euro mensili provenienti da pensione accreditata negli ultimi 3 mesi. Le somme depositate da più tempo possono essere pignorate senza limiti.


    Hai Ricevuto un Atto di Pignoramento sulla Pensione?

    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella verifica dell’atto, calcolo della quota pignorabile e predisposizione di opposizioni o rateizzazioni fiscali.

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      L’Assegno Unico Universale per i figli a carico rappresenta la principale misura di sostegno economico alle famiglie italiane. A febbraio 2026, l’INPS continua a erogare questa prestazione con importi rivalutati e maggiorazioni aggiornate in base alla Legge di Bilancio 2026.

      In questa guida completa del CAF Centro Fiscale di Udine troverai la tabella importi 2026 aggiornata, il calendario pagamenti febbraio 2026, tutte le maggiorazioni previste (figli disabili, famiglie numerose, madri under 21) e esempi pratici di calcolo per diverse situazioni familiari.

      Se hai dubbi sul tuo ISEE 2026 o vuoi verificare l’importo spettante, il nostro CAF ti offre assistenza completa per la domanda e l’aggiornamento dei dati.

      Cos’è l’Assegno Unico Universale 2026

      L’Assegno Unico e Universale (AUU) è un sostegno economico mensile riconosciuto dall’INPS alle famiglie con figli a carico, introdotto dal Decreto Legislativo n. 230/2021 e diventato operativo dal marzo 2022.

      A partire dal 2026, l’Assegno Unico sostituisce definitivamente:

      • Gli assegni familiari (ANF) per lavoratori dipendenti
      • Le detrazioni fiscali per figli a carico sotto i 21 anni
      • Il bonus bebè e il premio alla nascita
      • L’assegno per nuclei familiari numerosi

      Chi ha diritto all’Assegno Unico?

      Possono richiedere l’Assegno Unico i nuclei familiari con:

      • Figli minorenni a carico (fino a 18 anni)
      • Figli maggiorenni fino a 21 anni, se studenti, disoccupati iscritti a centri per l’impiego, in servizio civile o con ISEE fino a 40.000 euro
      • Figli disabili a carico, senza limiti di età

      L’importo varia in base all’ISEE del nucleo familiare, al numero di figli e ad eventuali maggiorazioni previste dalla normativa.

      Tabella Importi Assegno Unico 2026 per Fasce ISEE

      Gli importi dell’Assegno Unico 2026 vengono rivalutati annualmente in base all’indice ISTAT dei prezzi al consumo. Per il 2026, la rivalutazione tiene conto dell’inflazione registrata nel 2025.

      TABELLA IMPORTI MENSILI PER FIGLIO (2026)

      Fascia ISEEImporto per figlio minorenneImporto per figlio 18-21 anni
      Fino a 17.090,61 euro199,40 euro96,90 euro
      Tra 17.090,61 e 25.000 euroDa 199,40 a 134,20 euroDa 96,90 a 65,30 euro
      Tra 25.000 e 43.240 euroDa 134,20 a 57,00 euroDa 65,30 a 27,70 euro
      Oltre 43.240 euro57,00 euro27,70 euro
      Senza ISEE valido57,00 euro27,70 euro

      NOTA IMPORTANTE: Gli importi indicati sono calcolati sulla base delle tabelle INPS aggiornate a gennaio 2026. Per le fasce intermedie, l’importo viene calcolato con una scala di equivalenza progressiva in base all’ISEE dichiarato.

      Se non hai un ISEE valido, riceverai l’importo minimo di 57 euro per figlio minorenne. Per questo motivo è fondamentale presentare la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) aggiornata per il 2026.

      Maggiorazioni Assegno Unico 2026: Importi Aggiuntivi

      Oltre all’importo base dell’Assegno Unico, le famiglie possono ricevere maggiorazioni in base a specifiche condizioni. Ecco tutte le maggiorazioni previste per il 2026.

      TABELLA MAGGIORAZIONI MENSILI (2026)

      Tipo di maggiorazioneImporto mensileCondizioni
      Figli sotto 1 annoVariabile ISEEImporto maggiorato del 50% per il primo anno di vita
      Figli sotto 3 anniVariabile ISEEMaggiorazione se ISEE fino a 43.240 euro e entrambi genitori lavoratori
      Dal terzo figlio in poiVariabile ISEEImporto maggiorato per ogni figlio dal terzo in poi
      4 o più figli+100,00 euroForfait mensile aggiuntivo per l’intero nucleo
      Madre under 21Variabile ISEEMaggiorazione per madri con meno di 21 anni al momento della domanda
      Figlio disabile minorenne+119,60 euroNon autosufficiente; +108,20 euro se disabilità media
      Figlio disabile maggiorenne+96,90 euroNon autosufficiente; +86,80 euro se disabilità media
      Entrambi genitori lavoratoriVariabile ISEESolo se ISEE fino a 43.240 euro e almeno un figlio sotto i 3 anni

      NOTA BENE: Le maggiorazioni sono cumulabili. Ad esempio, una famiglia con 4 figli di cui uno disabile riceverà sia la maggiorazione per famiglie numerose che quella per disabilità.

      Per le maggiorazioni indicate come “Variabile ISEE“, l’importo esatto dipende dalla fascia ISEE del nucleo familiare e viene calcolato automaticamente dall’INPS sulla base della DSU presentata.

      Esempi Pratici di Calcolo Assegno Unico 2026

      Per comprendere meglio come funziona il calcolo dell’Assegno Unico, vediamo 4 esempi concreti con situazioni familiari diverse.

      Esempio 1: Famiglia con 2 figli minorenni, ISEE 15.000 euro

      Situazione: Coppia con 2 figli di 5 e 8 anni, ISEE 15.000 euro (sotto la soglia massima di 17.090,61 euro).

      Calcolo mensile:

      • Figlio 1 (8 anni): 199,40 euro (importo massimo)
      • Figlio 2 (5 anni): 199,40 euro (importo massimo)
      • TOTALE MENSILE: 398,80 euro
      • TOTALE ANNUO: 4.785,60 euro

      Esempio 2: Famiglia con 2 figli minorenni, ISEE 25.000 euro

      Situazione: Coppia con 2 figli di 3 e 7 anni, ISEE 25.000 euro (fascia intermedia), entrambi genitori lavoratori.

      Calcolo mensile:

      • Figlio 1 (7 anni): circa 134,20 euro (fascia ISEE 25.000)
      • Figlio 2 (3 anni): circa 134,20 euro + maggiorazione entrambi genitori lavoratori (variabile)
      • TOTALE MENSILE STIMATO: circa 280-300 euro
      • TOTALE ANNUO STIMATO: circa 3.360-3.600 euro

      NOTA: L’importo esatto dipende dalla scala di equivalenza INPS applicata all’ISEE di 25.000 euro.

      Esempio 3: Famiglia numerosa con 4 figli, ISEE 35.000 euro

      Situazione: Coppia con 4 figli (12, 10, 7 e 4 anni), ISEE 35.000 euro.

      Calcolo mensile:

      • Figlio 1 (12 anni): circa 90 euro (ISEE 35.000)
      • Figlio 2 (10 anni): circa 90 euro
      • Figlio 3 (7 anni): circa 90 euro + maggiorazione terzo figlio
      • Figlio 4 (4 anni): circa 90 euro + maggiorazione quarto figlio
      • Maggiorazione forfettaria per 4 figli: +100 euro
      • TOTALE MENSILE STIMATO: circa 460-500 euro
      • TOTALE ANNUO STIMATO: circa 5.520-6.000 euro

      Esempio 4: Famiglia con figlio disabile, ISEE 20.000 euro

      Situazione: Coppia con 1 figlio minorenne (10 anni) con disabilità grave (non autosufficiente), ISEE 20.000 euro.

      Calcolo mensile:

      • Importo base (ISEE 20.000): circa 160 euro
      • Maggiorazione disabilità grave: +119,60 euro
      • TOTALE MENSILE: circa 279,60 euro
      • TOTALE ANNUO: circa 3.355 euro

      IMPORTANTE: Questi esempi sono indicativi. Per conoscere l’importo esatto spettante alla tua famiglia, consulta il portale INPS con le tue credenziali SPID/CIE o rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine per un calcolo personalizzato.

      Come Funziona il Calcolo dell’Assegno Unico

      Il calcolo dell’Assegno Unico si basa su una scala progressiva che tiene conto di diversi fattori.

      Elementi che determinano l’importo:

      1. ISEE del nucleo familiare – È il fattore principale. Più basso è l’ISEE, più alto è l’importo dell’Assegno. Se non presenti l’ISEE, ricevi l’importo minimo (57 euro per figlio minorenne).
      2. Numero di figli a carico – Per ogni figlio si calcola l’importo base. Dal terzo figlio in poi si applicano maggiorazioni aggiuntive.
      3. Età dei figli – I figli minorenni ricevono un importo più alto rispetto ai maggiorenni (18-21 anni). Per i neonati sotto 1 anno c’è una maggiorazione del 50%.
      4. Condizione lavorativa dei genitori – Se entrambi i genitori lavorano e c’è almeno un figlio sotto i 3 anni, si applica una maggiorazione (solo se ISEE fino a 43.240 euro).
      5. Presenza di disabilità – I figli con disabilità ricevono maggiorazioni fisse in base al grado di disabilità (media o grave/non autosufficiente).
      6. Famiglie numerose – Con 4 o più figli si riceve un forfait aggiuntivo di 100 euro mensili per l’intero nucleo.

      Formula di calcolo (semplificata):

      Assegno Unico mensile = (Importo base per ISEE × Numero figli) + Maggiorazioni applicabili

      Quando viene ricalcolato l’importo?

      L’INPS ricalcola automaticamente l’Assegno Unico quando:

      • Presenti un nuovo ISEE aggiornato (i conguagli partono dal mese di presentazione, senza retroattività)
      • Cambia la composizione del nucleo familiare (nascita di un figlio, compimento di 18 anni, ecc.)
      • Viene comunicata una variazione rilevante (perdita lavoro, separazione, ecc.)

      CONSIGLIO DEL CAF: Presenta l’ISEE 2026 aggiornato entro gennaio/febbraio per ricevere l’importo corretto da subito ed evitare conguagli successivi.

      Come Fare Domanda per l’Assegno Unico 2026

      La domanda di Assegno Unico si presenta una sola volta. Una volta accolta, viene rinnovata automaticamente ogni anno, a patto di aggiornare l’ISEE.

      Hai già presentato domanda nel 2025 o anni precedenti?

      Se hai già una domanda attiva, NON devi ripresentarla. Devi solo:

      • Presentare la DSU 2026 aggiornata per ottenere l’ISEE corrente
      • L’INPS ricalcolerà automaticamente l’importo sulla base del nuovo ISEE
      • Il nuovo importo decorrerà dal mese di presentazione della DSU (senza arretrati)

      Prima domanda di Assegno Unico?

      Se non hai mai fatto domanda, puoi presentarla:

      1. Online sul sito INPS – Accedi con SPID, CIE o CNS alla sezione “Assegno unico e universale per i figli a carico”
      2. Tramite Contact Center INPS – Chiama il numero verde 803 164 (da fisso) o 06 164 164 (da mobile)
      3. Tramite CAF o Patronato – Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste gratuitamente nella compilazione

      Documenti necessari per la domanda:

      • ISEE 2026 in corso di validità (la DSU va presentata prima della domanda)
      • Codici fiscali di tutti i componenti del nucleo familiare
      • IBAN per l’accredito dell’Assegno (conto corrente o carta prepagata intestata al richiedente)
      • Se presenti figli disabili: certificazione di disabilità (verbale Legge 104 o invalidità civile)
      • Se figlio maggiorenne 18-21 anni: autocertificazione che studia, lavora, frequenta percorsi formativi o è in servizio civile

      Quando presentare la domanda?

      Puoi presentare domanda in qualsiasi momento dell’anno. Tuttavia:

      • Se presenti domanda entro il 30 giugno 2026, l’Assegno decorrerà da marzo 2026 (con arretrati)
      • Se presenti domanda dopo il 30 giugno 2026, l’Assegno decorrerà dal mese successivo alla domanda (senza arretrati)

      Il CAF Centro Fiscale ti aiuta con:

      • Calcolo ISEE 2026 aggiornato
      • Compilazione e invio domanda Assegno Unico
      • Verifica importo spettante e maggiorazioni
      • Gestione variazioni (nuovo figlio, cambio IBAN, ecc.)

      Calendario Pagamenti Assegno Unico 2026

      L’INPS eroga l’Assegno Unico mensilmente, di norma tra il 15 e il 21 di ogni mese. Le date possono variare leggermente in base a festività o giorni non lavorativi.

      CALENDARIO PAGAMENTI ASSEGNO UNICO 2026

      MeseData prevista pagamentoNote
      Febbraio 202617-20 febbraioPagamento ordinario
      Marzo 202617-20 marzoInclude arretrati per nuove domande entro 30 giugno
      Aprile 202615-18 aprilePagamento ordinario
      Maggio 202616-19 maggioPagamento ordinario
      Giugno 202617-20 giugnoUltimo mese per domande con arretrati da marzo
      Luglio-Dicembre15-21 di ogni meseCalendario aggiornato su sito INPS

      Come verificare il pagamento?

      Puoi controllare lo stato del pagamento:

      • Accedendo al portale INPS con SPID/CIE nella sezione “Assegno unico”
      • Consultando il tuo conto corrente o carta prepagata indicati nella domanda
      • Contattando il CAF Centro Fiscale per assistenza

      ATTENZIONE: Se presenti un nuovo ISEE o comunichi variazioni, l’importo aggiornato decorrerà dal mese successivo (con eventuali conguagli, ma senza arretrati per i mesi precedenti).

      Ritardi o mancati pagamenti?

      Se non ricevi l’Assegno entro il 21 del mese:

      1. Verifica che la domanda sia stata accolta sul portale INPS
      2. Controlla che l’IBAN comunicato sia corretto e attivo
      3. Rivolgiti al CAF per verificare eventuali anomalie o richieste di integrazione

      Importanza dell’ISEE Aggiornato per l’Assegno Unico

      L’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) è il documento fondamentale per ottenere l’importo massimo dell’Assegno Unico.

      Perché è importante aggiornare l’ISEE ogni anno?

      • Senza ISEE valido, ricevi solo l’importo minimo: 57 euro per figlio minorenne e 27,70 euro per figlio maggiorenne (18-21 anni)
      • Con ISEE aggiornato puoi arrivare fino a 199,40 euro per figlio minorenne (se ISEE sotto 17.090,61 euro)
      • La differenza può superare i 140 euro al mese per figlio

      Quando presentare l’ISEE 2026?

      L’ISEE ha validità dal 1 gennaio al 31 dicembre dell’anno in cui viene presentato. Per l’Assegno Unico 2026:

      • Presentalo entro gennaio-febbraio 2026 per ricevere l’importo corretto da subito
      • Se lo presenti dopo, l’importo maggiorato decorrerà dal mese di presentazione (senza arretrati)

      Come si presenta la DSU per l’ISEE?

      La Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) si presenta:

      • Al CAF Centro Fiscale (servizio gratuito)
      • Online sul sito INPS con SPID/CIE (DSU precompilata)
      • Tramite Patronato

      Documenti necessari per l’ISEE 2026:

      • Dati anagrafici del nucleo familiare
      • Redditi 2024 (CU, 730, Redditi PF)
      • Patrimonio immobiliare (visure catastali, mutui residui)
      • Patrimonio mobiliare al 31/12/2024 (conti correnti, depositi, titoli)
      • Targa auto/moto di proprietà
      • Contratto di affitto (se in locazione)

      Il CAF Centro Fiscale di Udine ti offre:

      • Calcolo ISEE gratuito con appuntamento rapido
      • Verifica documenti e compilazione DSU
      • Invio telematico all’INPS
      • Rilascio attestazione ISEE in pochi giorni

      ATTENZIONE: Se la tua situazione economica è peggiorata rispetto al 2024, puoi richiedere l’ISEE Corrente, che tiene conto dei redditi degli ultimi 12 mesi. Chiedi al CAF se ne hai diritto.

      L’Assegno Unico Universale rappresenta un sostegno economico fondamentale per le famiglie italiane con figli a carico. Per febbraio 2026, gli importi sono stati rivalutati in base all’inflazione e variano da un minimo di 57 euro (senza ISEE) fino a un massimo di 199,40 euro per figlio minorenne con ISEE sotto 17.090,61 euro.

      Per ottenere l’importo corretto è essenziale presentare l’ISEE 2026 aggiornato entro i primi mesi dell’anno. Le maggiorazioni per figli disabili, famiglie numerose e altre situazioni specifiche possono aumentare significativamente l’importo mensile.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per:

      • Calcolo dell’ISEE 2026 gratuito
      • Verifica dell’importo Assegno Unico spettante
      • Assistenza nella domanda o variazione dati
      • Supporto in caso di ritardi o problemi nei pagamenti

      Non lasciare sul tavolo centinaia di euro all’anno: aggiorna il tuo ISEE e verifica di ricevere tutto ciò che ti spetta.

      Domande Frequenti sull’Assegno Unico Febbraio 2026

      Quanto prendo di Assegno Unico con ISEE 20.000 euro?

      Con ISEE 20.000 euro, l’importo mensile per ogni figlio minorenne è di circa 160 euro (importo calcolato con scala progressiva INPS). Per figli maggiorenni tra 18 e 21 anni, l’importo è circa 78 euro. A questi importi si aggiungono eventuali maggiorazioni per disabilità, famiglie numerose o altri requisiti previsti.

      Quando arriva l’Assegno Unico di febbraio 2026?

      L’Assegno Unico di febbraio 2026 viene erogato dall’INPS indicativamente tra il 17 e il 20 febbraio 2026. Le date esatte possono variare di pochi giorni in base al calendario bancario e alla tua istituzione di credito. Puoi verificare lo stato del pagamento accedendo al portale INPS con SPID o CIE.

      Cosa succede se non aggiorno l’ISEE per l’Assegno Unico?

      Se non presenti l’ISEE 2026 aggiornato, l’INPS ti erogherà l’importo minimo di 57 euro al mese per ogni figlio minorenne e 27,70 euro per ogni figlio maggiorenne (18-21 anni). Con ISEE aggiornato puoi ottenere fino a 199,40 euro per figlio minorenne se il tuo ISEE è sotto 17.090,61 euro. La differenza può superare i 140 euro al mese per figlio.

      Come si calcolano le maggiorazioni per figli disabili?

      Per figli minorenni con disabilità grave (non autosufficienti) si aggiungono 119,60 euro mensili all’importo base. Per disabilità media si aggiungono 108,20 euro. Per figli maggiorenni disabili gravi si aggiungono 96,90 euro, mentre per disabilità media 86,80 euro. Queste maggiorazioni sono cumulabili con tutte le altre previste dalla normativa.

      Posso modificare l’IBAN dell’Assegno Unico dopo la domanda?

      Sì, puoi modificare l’IBAN in qualsiasi momento accedendo al portale INPS con SPID o CIE nella sezione dedicata all’Assegno Unico. La variazione diventa effettiva dal mese successivo alla comunicazione. In alternativa, puoi rivolgerti al CAF Centro Fiscale per assistenza nella modifica dei dati di pagamento.


      Richiedi Assistenza per l’Assegno Unico

      Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con il calcolo dell’ISEE, la domanda Assegno Unico e la verifica degli importi spettanti.

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        Assegno Unico Febbraio 2026: Tabella Importi e Aumenti INPS

        Indice dei contenutiCos'è l'Assegno Unico Universale 2026 Tabella Importi Assegno Unico 2026 per Fasce ISEE Maggiorazioni Assegno Unico 2026: Importi Aggiuntivi Esempi Pratici di Calcolo Assegno Unico 2026 Come Funziona il Calcolo…

        CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

        Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro Fiscale

        L’Assegno Unico Universale è la principale misura di sostegno economico per le famiglie con figli a carico in Italia. Ma sapevi che l’importo mensile che ricevi dipende direttamente dal tuo ISEE 2026? La differenza tra presentare o meno l’ISEE può significare centinaia di euro in meno all’anno.

        Nel 2026, gli scaglioni ISEE per l’Assegno Unico determinano importi che vanno da un minimo di 57 euro a un massimo di 199,40 euro per figlio, senza contare le maggiorazioni. Chi non presenta l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente riceve solo l’importo minimo.

        In questa guida completa scoprirai tutti gli scaglioni ISEE 2026 per l’Assegno Unico, gli importi esatti, le maggiorazioni previste, le scadenze e come ottenere il massimo beneficio. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la compilazione dell’ISEE e la domanda di Assegno Unico.

        Cos’è l’Assegno Unico Universale 2026

        L’Assegno Unico Universale (AUU) è un contributo economico mensile erogato dall’INPS a tutte le famiglie con figli a carico fino a 21 anni. È stato introdotto dal 1° marzo 2022 e ha unificato diversi bonus famiglia preesistenti.

        Cosa Sostituisce l’Assegno Unico

        L’Assegno Unico ha accorpato e sostituito le seguenti misure:

        • Assegni familiari (ANF) per i lavoratori dipendenti
        • Detrazioni fiscali per figli a carico (fino a 21 anni)
        • Bonus bebè (premio alla nascita)
        • Premio nascita (bonus mamma domani)
        • Fondo nuovi nati

        ⚠️ Attenzione: L’Assegno Unico NON sostituisce il Bonus Asilo Nido (che resta autonomo) né le detrazioni per figli sopra i 21 anni.

        Chi Ha Diritto all’Assegno Unico 2026

        Hanno diritto all’Assegno Unico tutti i genitori (lavoratori dipendenti, autonomi, disoccupati, pensionati) con:

        • Figli minori a carico (fino a 18 anni)
        • Figli maggiorenni a carico (18-21 anni) che:
          • Frequentano scuola/università
          • Svolgono tirocinio/apprendistato
          • Sono disoccupati e iscritti al Centro per l’Impiego
          • Svolgono servizio civile
        • Figli disabili a carico (senza limiti di età)

        Requisiti di residenza:

        • Cittadinanza italiana, UE o permesso di soggiorno UE permanente
        • Residenza in Italia
        • Domicilio in Italia da almeno 2 anni (anche non continuativi)
        • Lavoro o pensione in Italia

        Perché l’ISEE è Fondamentale per l’Assegno Unico

        L’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) è il documento che certifica la situazione economica del nucleo familiare. Per l’Assegno Unico, l’ISEE è fondamentale perché determina l’importo mensile spettante.

        Correlazione ISEE-Importo Assegno Unico

        La somma mensile che ricevi di Assegno Unico è inversamente proporzionale al valore ISEE:

        • ISEE basso (sotto 17.091,74 euro) → Importo MASSIMO
        • ISEE medio (tra 17.091,74 e 45.574,96 euro) → Importo DECRESCENTE
        • ISEE alto (sopra 45.574,96 euro) → Importo MINIMO
        • Senza ISEEImporto MINIMO (come ISEE oltre soglia)

        Cosa Succede Se Non Presenti l’ISEE

        Se non presenti l’ISEE o se il tuo ISEE è scaduto, l’INPS eroga l’Assegno Unico con importo minimo:

        • 57 euro al mese per ogni figlio minore
        • 28,50 euro al mese per ogni figlio maggiorenne (18-21 anni)

        💡 Esempio pratico: Una famiglia con 2 figli minori e ISEE sotto 17.091 euro riceve 398,80 euro al mese (199,40 x 2). La stessa famiglia senza ISEE riceve solo 114 euro al mese (57 x 2). Differenza: 284,80 euro al mese, ovvero 3.417,60 euro all’anno!

        ISEE Valido per l’Assegno Unico: Quale Serve

        Per l’Assegno Unico serve l’ISEE ordinario (o “ISEE standard”), lo stesso che si usa per la maggior parte delle prestazioni sociali. NON serve un ISEE specifico (come l’ISEE Università o l’ISEE Sociosanitario).

        L’ISEE tiene conto del nucleo familiare completo: redditi, patrimoni mobiliari e immobiliari di tutti i componenti.

        Scaglioni ISEE e Importi Assegno Unico 2026: La Tabella Completa

        Gli importi dell’Assegno Unico 2026 variano in base agli scaglioni ISEE. Ecco la tabella completa aggiornata con le rivalutazioni ISTAT.

        Tabella Importi Assegno Unico per Figli Minori (0-18 anni)

        ISEEImporto Mensile per FiglioImporto Annuo per Figlio
        Fino a 17.091,74 €199,40 €2.392,80 €
        17.091,75 – 20.000 €189,20 €2.270,40 €
        20.000 – 25.000 €171,50 €2.058,00 €
        25.000 – 30.000 €153,70 €1.844,40 €
        30.000 – 35.000 €136,00 €1.632,00 €
        35.000 – 40.000 €118,20 €1.418,40 €
        40.000 – 45.574,96 €100,50 €1.206,00 €
        Oltre 45.574,96 € o senza ISEE57,00 €684,00 €

        📊 Come leggere la tabella: Se il tuo ISEE è, ad esempio, 22.000 euro, rientri nello scaglione “20.000 – 25.000 €” e ricevi 171,50 euro al mese per ogni figlio minore.

        Tabella Importi Assegno Unico per Figli Maggiorenni (18-21 anni)

        Per i figli maggiorenni tra 18 e 21 anni a carico che rispettano i requisiti (studio, tirocinio, disoccupazione, servizio civile), l’importo è ridotto:

        ISEEImporto Mensile per Figlio 18-21 anni
        Fino a 17.091,74 €96,90 €
        17.091,75 – 45.574,96 €Decrescente (da 96,90 a 28,50 €)
        Oltre 45.574,96 € o senza ISEE28,50 €

        ISEE Sotto 17.091 Euro: L’Importo Massimo

        La soglia ISEE di 17.091,74 euro è quella che garantisce l’importo massimo dell’Assegno Unico. Sotto questa soglia, l’importo resta fisso e pieno:

        • 199,40 euro al mese per ogni figlio minore
        • 96,90 euro al mese per ogni figlio maggiorenne (18-21 anni)

        📌 Nota: Non importa se il tuo ISEE è 5.000, 10.000 o 17.000 euro: fino a 17.091,74 euro l’importo è sempre il massimo.

        Maggiorazioni dell’Assegno Unico 2026

        Oltre all’importo base, l’Assegno Unico prevede maggiorazioni per situazioni particolari. Queste maggiorazioni si sommano all’importo base e aumentano ulteriormente il beneficio mensile.

        Maggiorazione per Numero di Figli

        Se hai 3 o più figli a carico, ricevi una maggiorazione del 50% sull’importo di ciascun figlio (minore o maggiorenne):

        • ISEE fino a 45.574,96 euro: +99,70 euro al mese per ogni figlio
        • ISEE oltre 45.574,96 euro o senza ISEE: +28,50 euro al mese per ogni figlio

        💡 Esempio: Famiglia con ISEE 15.000 euro e 3 figli minori:

        • Importo base per figlio: 199,40 euro x 3 = 598,20 euro
        • Maggiorazione 3+ figli: 99,70 euro x 3 = 299,10 euro
        • Totale mensile: 897,30 euro

        Maggiorazione per Figli Disabili

        Per ogni figlio con disabilità, l’Assegno Unico prevede maggiorazioni specifiche che variano in base al grado di disabilità:

        Tipo DisabilitàMaggiorazione Mensile (ISEE fino a 45.574,96 €)
        Disabilità non autosufficiente119,60 €
        Disabilità grave108,20 €
        Disabilità media96,90 €

        ⚠️ Attenzione: Per figli disabili maggiorenni (oltre 21 anni), l’Assegno Unico continua ad essere erogato senza limiti di età, con l’importo base (57 euro) più la maggiorazione per disabilità.

        Maggiorazione per Madri Giovani (Under 21)

        Se la madre ha meno di 21 anni al momento della nascita del figlio, spetta una maggiorazione di 22,80 euro al mese per ogni figlio minore, a condizione che l’ISEE sia fino a 45.574,96 euro.

        Maggiorazione per Entrambi i Genitori che Lavorano

        Se entrambi i genitori sono lavoratori (dipendenti, autonomi, titolari di pensione da lavoro), spetta una maggiorazione di 34,20 euro al mese per nucleo familiare (non per figlio) con ISEE fino a 45.574,96 euro.

        📌 Nota: Questa maggiorazione è forfettaria (unica per famiglia) e non si moltiplica per il numero di figli.

        Come Ottenere l’Importo Massimo dell’Assegno Unico

        Per massimizzare l’Assegno Unico, devi assicurarti di avere un ISEE il più basso possibile (entro il limite di 17.091,74 euro per l’importo pieno) e sfruttare tutte le maggiorazioni disponibili.

        Strategia 1: Presenta l’ISEE Ogni Anno

        Il primo e più importante step è presentare l’ISEE aggiornato ogni anno. Molte famiglie dimenticano di rinnovare l’ISEE e si ritrovano con l’importo minimo.

        Scadenza ISEE: L’ISEE ha validità fino al 31 dicembre dell’anno di presentazione. Quindi, un ISEE fatto a gennaio 2026 scade il 31 dicembre 2026.

        💡 Consiglio: Fai l’ISEE a gennaio di ogni anno per avere subito l’importo corretto dell’Assegno Unico da febbraio.

        Strategia 2: Valuta l’ISEE Corrente Se i Redditi Sono Calati

        Se la tua situazione economica è peggiorata rispetto a due anni fa (ad esempio, hai perso il lavoro, hai avuto una riduzione di reddito, hai chiuso la partita IVA), puoi richiedere l’ISEE Corrente.

        L’ISEE Corrente tiene conto dei redditi degli ultimi 12 mesi (o anche degli ultimi 2 mesi in caso di variazioni lavorative), anziché quelli di 2 anni fa. Questo ti permette di avere un ISEE più basso e quindi un Assegno Unico più alto.

        📌 Quando richiedere l’ISEE Corrente:

        • Perdita del lavoro (licenziamento, dimissioni)
        • Riduzione dell’orario di lavoro superiore al 25%
        • Chiusura della partita IVA
        • Riduzione del reddito complessivo superiore al 25%

        Strategia 3: Ottimizza la Composizione del Nucleo Familiare

        La composizione del nucleo familiare ISEE influisce sul valore finale dell’indicatore. In alcuni casi particolari (figli maggiorenni non a carico, genitori separati), è possibile ottimizzare il nucleo per abbassare l’ISEE.

        ⚠️ Attenzione: Qualsiasi ottimizzazione deve essere lecita e conforme alle norme. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare la corretta composizione del nucleo senza violare le regole.

        Strategia 4: Non Dimenticare le Maggiorazioni

        Assicurati di dichiarare tutte le situazioni che danno diritto a maggiorazioni:

        • Se hai 3 o più figli, dichiaralo nella domanda
        • Se hai figli disabili, allega i certificati di disabilità
        • Se entrambi i genitori lavorano, dichiaralo (serve la CU o dichiarazione redditi di entrambi)
        • Se la madre ha meno di 21 anni, indicalo

        Esempi Pratici: Quanto Prende la Tua Famiglia

        Vediamo alcuni esempi concreti per capire quanto può ricevere una famiglia in base all’ISEE e alla composizione del nucleo.

        Esempio 1: Famiglia con ISEE 15.000 € e 2 Figli Minori

        Situazione:

        • ISEE: 15.000 euro (sotto soglia 17.091,74)
        • Figli: 2 minori (5 e 8 anni)
        • Genitori: entrambi lavoratori

        Calcolo Assegno Unico:

        • Importo base per figlio: 199,40 euro x 2 = 398,80 euro
        • Maggiorazione entrambi genitori lavorano: +34,20 euro
        • Totale mensile: 433 euro
        • Totale annuo: 5.196 euro

        Esempio 2: Famiglia con ISEE 28.000 € e 3 Figli

        Situazione:

        • ISEE: 28.000 euro
        • Figli: 3 minori (2, 6 e 10 anni)
        • Genitori: solo uno lavora

        Calcolo Assegno Unico:

        • Importo base per figlio (scaglione 25.000-30.000): 153,70 euro x 3 = 461,10 euro
        • Maggiorazione 3+ figli (ISEE sotto 45.574,96): 99,70 euro x 3 = 299,10 euro
        • Totale mensile: 760,20 euro
        • Totale annuo: 9.122,40 euro

        Esempio 3: Famiglia con ISEE 50.000 € e 1 Figlio

        Situazione:

        • ISEE: 50.000 euro (oltre soglia 45.574,96)
        • Figli: 1 minore (4 anni)

        Calcolo Assegno Unico:

        • Importo base (importo minimo): 57 euro
        • Totale mensile: 57 euro
        • Totale annuo: 684 euro

        Esempio 4: Famiglia Senza ISEE e 2 Figli

        Situazione:

        • ISEE: Non presentato
        • Figli: 2 minori (3 e 7 anni)

        Calcolo Assegno Unico:

        • Importo base (importo minimo): 57 euro x 2 = 114 euro
        • Totale mensile: 114 euro
        • Totale annuo: 1.368 euro

        💡 Confronto: Se questa famiglia avesse presentato un ISEE di 15.000 euro (ipotesi realistica), avrebbe ricevuto 398,80 euro al mese, ovvero 284,80 euro in più al mese (3.417,60 euro all’anno)!

        Scadenze Assegno Unico 2026

        Per ricevere l’Assegno Unico con l’importo corretto, è fondamentale rispettare le scadenze di presentazione dell’ISEE e della domanda.

        Scadenza Rinnovo ISEE 2026

        L’ISEE 2025 (quello fatto a gennaio 2025) scade il 31 dicembre 2025. Da gennaio 2026, è necessario presentare il nuovo ISEE 2026 aggiornato con i redditi e patrimoni del 2024.

        Cosa succede se non rinnovi l’ISEE:

        • Da gennaio 2026, l’INPS continua a pagare l’Assegno Unico con l’importo minimo (57 euro per figlio minore)
        • Se presenti l’ISEE 2026 entro febbraio 2026, l’INPS riconosce gli arretrati da gennaio
        • Se presenti l’ISEE dopo febbraio 2026, l’importo corretto parte dal mese successivo alla presentazione (niente arretrati)

        📅 Consiglio pratico: Prenota l’appuntamento al CAF per l’ISEE 2026 già a dicembre 2025 o gennaio 2026, così ricevi subito l’importo corretto da gennaio senza perdere arretrati.

        Scadenza Domanda Assegno Unico (Nuove Domande)

        Se è la prima volta che chiedi l’Assegno Unico (ad esempio, è nato un figlio o non hai mai fatto domanda), puoi presentarla in qualsiasi momento dell’anno.

        Tempistiche di pagamento:

        • Domanda presentata entro il 30 giugno dell’anno in corso → arretrati da marzo
        • Domanda presentata dopo il 30 giugnoniente arretrati, pagamento dal mese successivo alla domanda

        💡 Esempio: Se tuo figlio nasce a gennaio 2026 e fai domanda a maggio 2026, ricevi gli arretrati da marzo, aprile e maggio (3 mesi). Se fai domanda a settembre 2026, ricevi l’Assegno solo da ottobre in poi (niente arretrati).

        Calendario Pagamenti Mensili INPS 2026

        L’Assegno Unico viene pagato mensilmente dall’INPS. Le date di accredito variano leggermente ogni mese, ma solitamente avvengono tra il 15 e il 21 di ogni mese.

        Date indicative pagamenti 2026:

        • Gennaio 2026: 17-20 gennaio
        • Febbraio 2026: 15-18 febbraio
        • Marzo 2026: 17-20 marzo
        • Aprile 2026: 16-19 aprile
        • Maggio 2026: 18-21 maggio
        • Giugno 2026: 17-20 giugno

        📌 Nota: Le date esatte vengono comunicate dall’INPS ogni mese tramite il sito ufficiale e l’app “INPS Mobile”.

        Come Fare l’ISEE per l’Assegno Unico al CAF

        Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la compilazione dell’ISEE 2026 per l’Assegno Unico, gestendo tutta la pratica dall’inizio alla fine.

        Documenti Necessari per l’ISEE

        Per compilare l’ISEE per l’Assegno Unico, porta al CAF i seguenti documenti di tutti i componenti del nucleo familiare:

        Documenti anagrafici:

        • Carta d’identità e codice fiscale (di tutti i maggiorenni)
        • Stato di famiglia aggiornato
        • Eventuale sentenza di separazione/divorzio (se genitori separati)

        Documenti reddituali (anno 2024):

        • Certificazione Unica (CU) 2025 (redditi 2024) di tutti i lavoratori dipendenti/pensionati
        • Dichiarazione dei redditi 2025 (730 o Modello Redditi PF) se presentata
        • Contratti di locazione (se percepisci affitti)
        • Assegni di mantenimento percepiti/versati

        Documenti patrimoniali (saldi al 31/12/2024):

        • Estratti conto bancari/postali con saldo al 31/12/2024 e giacenza media annua 2024
        • Conti correnti, libretti di risparmio, conti deposito
        • Titoli di Stato, azioni, fondi comuni (valore al 31/12/2024)
        • Polizze assicurative/vita con valore di riscatto
        • Visure catastali di tutti gli immobili posseduti (case, terreni)
        • Saldo mutui residui al 31/12/2024

        Tempi di Elaborazione dell’ISEE

        Una volta presentata la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) al CAF, l’INPS elabora l’ISEE in 10-15 giorni lavorativi. Riceverai una notifica via email/SMS quando l’ISEE sarà disponibile.

        📌 Nota: Nei periodi di alta affluenza (gennaio-marzo), i tempi possono allungarsi fino a 20-25 giorni. Prenota per tempo!

        Costo Servizio ISEE al CAF

        Il servizio di compilazione ISEE al CAF Centro Fiscale di Udine è gratuito per i lavoratori dipendenti e pensionati iscritti a sindacati convenzionati (CISL, CGIL, UIL, ecc.).

        Per chi non è iscritto al sindacato, il costo è di circa 20-30 euro (tariffe variabili, verifica al momento della prenotazione).

        Perché Affidarsi al CAF per l’ISEE

        Compilare l’ISEE da soli online può portare a errori che invalidano la dichiarazione o causano un ISEE più alto del dovuto. Il CAF ti garantisce:

        • Corretta composizione del nucleo familiare (eviti errori su genitori separati, figli maggiorenni, conviventi)
        • Calcolo corretto di redditi e patrimoni
        • Verifica documentazione prima dell’invio
        • Assistenza in caso di ISEE errato o rettifica
        • Supporto per ISEE Corrente se la situazione economica è cambiata

        Domande Frequenti su ISEE e Assegno Unico 2026

        Quanto prendo di Assegno Unico con ISEE 20.000 euro?

        Con un ISEE di 20.000 euro rientri nello scaglione 17.091,75 – 25.000 euro. Ricevi circa 171,50 euro al mese per ogni figlio minore (importo decrescente in base al valore ISEE esatto). Per figli maggiorenni (18-21 anni) l’importo è ridotto. Aggiungi eventuali maggiorazioni se hai 3+ figli, figli disabili o entrambi i genitori lavorano.

        Cosa succede se non presento l’ISEE per l’Assegno Unico?

        Se non presenti l’ISEE o se il tuo ISEE è scaduto, l’INPS eroga l’Assegno Unico con importo minimo: 57 euro al mese per ogni figlio minore e 28,50 euro per ogni figlio maggiorenne (18-21 anni). Perdi anche tutte le maggiorazioni legate all’ISEE (3+ figli, entrambi genitori lavorano). Presentare l’ISEE può farti guadagnare centinaia di euro in più al mese.

        Entro quando devo rinnovare l’ISEE per l’Assegno Unico 2026?

        L’ISEE 2025 scade il 31 dicembre 2025. Per continuare a ricevere l’importo corretto dell’Assegno Unico nel 2026, devi presentare il nuovo ISEE 2026 (con dati 2024) entro febbraio 2026. Se lo presenti entro febbraio, l’INPS riconosce gli arretrati da gennaio. Se lo presenti dopo febbraio, l’importo corretto parte dal mese successivo senza arretrati.

        Posso presentare ISEE corrente per aumentare l’Assegno Unico?

        Sì, se la tua situazione economica è peggiorata rispetto a 2 anni fa (perdita lavoro, riduzione reddito oltre 25 percento, chiusura partita IVA) puoi richiedere l’ISEE Corrente. L’ISEE Corrente considera i redditi degli ultimi 12 mesi o ultimi 2 mesi in caso di variazioni lavorative, permettendoti di ottenere un ISEE più basso e quindi un Assegno Unico più alto. Il CAF ti aiuta a verificare se hai diritto all’ISEE Corrente.

        L’Assegno Unico aumenta con il terzo figlio?

        Sì, con 3 o più figli a carico ricevi una maggiorazione del 50 percento sull’importo di ciascun figlio. Con ISEE fino a 45.574,96 euro la maggiorazione è di 99,70 euro al mese per ogni figlio (minore o maggiorenne). Con ISEE oltre 45.574,96 euro o senza ISEE la maggiorazione scende a 28,50 euro al mese per figlio. Questa maggiorazione si somma all’importo base dell’Assegno Unico.


        Richiedi Assistenza per ISEE e Assegno Unico

        Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la compilazione dell’ISEE 2026 e la domanda di Assegno Unico. Verifica della corretta composizione del nucleo familiare, calcolo ottimizzato, assistenza completa.

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          calcolo pensione CAF Udine

          Febbraio 2026 porta con sé importanti scadenze per i pagamenti INPS: pensioni, NASPI, Assegno Unico e Assegno di Inclusione (ADI) hanno date di accredito precise che è fondamentale conoscere per organizzare le proprie finanze familiari.

          In questa guida completa, il CAF Centro Fiscale di Udine ti fornisce il calendario completo dei pagamenti INPS di febbraio 2026 con tutte le date da segnare, le modalità di accredito (banca, Poste Italiane, contanti) e le eventuali novità normative del mese.

          Che tu sia pensionato, percettore di NASPI, genitore con figli a carico o beneficiario ADI, troverai qui tutte le informazioni necessarie per sapere quando arriverà il tuo pagamento e come verificarne l’accredito online.

          Pensioni Febbraio 2026: Date di Accredito e Modalità

          Il pagamento delle pensioni di febbraio 2026 segue il calendario mensile standard dell’INPS, con alcune particolarità legate ai giorni festivi e al tipo di riscossione scelto dal pensionato.

          Date di accredito pensioni febbraio 2026

          Il primo giorno bancabile di febbraio 2026 è lunedì 2 febbraio (il 1° febbraio cade domenica). Pertanto:

          • Accredito su conto corrente bancario/postale: dal 2 febbraio 2026 (di solito l’accredito avviene automaticamente nella mattinata)
          • Ritiro in contanti agli sportelli postali: dal 2 al 7 febbraio 2026 secondo scaglioni alfabetici
          • Bonifico domiciliato in banca: dal 2 febbraio 2026 (verificare orari sportello della propria banca)

          Calendario scaglionato ritiro contanti Poste Italiane

          Per chi ritira la pensione in contanti presso gli uffici postali, l’INPS e Poste Italiane organizzano lo scaglionamento alfabetico per evitare assembramenti:

          Cognome inizialeData ritiro
          A – BLunedì 2 febbraio 2026
          C – DMartedì 3 febbraio 2026
          E – KMercoledì 4 febbraio 2026
          L – OGiovedì 5 febbraio 2026
          P – RVenerdì 6 febbraio 2026
          S – ZSabato 7 febbraio 2026 (solo mattina)

          IMPORTANTE: È consigliabile recarsi presso l’ufficio postale nella data indicata per il proprio cognome, portando con sé documento di identità valido e codice fiscale.

          Importi pensioni febbraio 2026

          Gli importi delle pensioni di febbraio 2026 restano invariati rispetto a gennaio, salvo eventuali conguagli legati a:

          • Perequazione automatica (rivalutazione annuale già applicata a gennaio 2026)
          • Trattenute fiscali IRPEF calcolate sui redditi 2025
          • Rimborsi o recuperi da parte dell’INPS
          • Addizionali comunali/regionali (se dovute)

          Per verificare l’importo esatto della tua pensione, accedi all’area MyINPS con SPID, CIE o CNS e consulta il cedolino pensione di febbraio 2026.

          NASPI Febbraio 2026: Quando Arriva l’Indennità di Disoccupazione

          La NASPI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) è l’indennità di disoccupazione erogata dall’INPS a chi ha perso involontariamente il lavoro. Il pagamento della NASPI segue un calendario mensile diverso da quello delle pensioni.

          Data pagamento NASPI febbraio 2026

          Il pagamento della NASPI di febbraio 2026 è previsto intorno al 15-16 febbraio, con possibili variazioni di 1-2 giorni lavorativi in base ai tempi tecnici bancari.

          Modalità di accredito NASPI:

          • Accredito su conto corrente bancario/postale indicato nella domanda NASPI
          • Bonifico domiciliato presso sportelli bancari/postali (da ritirare entro 60 giorni)
          • Libretto postale o Postepay Evolution intestati al beneficiario

          ATTENZIONE: Se hai presentato la domanda NASPI a gennaio 2026, il primo pagamento potrebbe arrivare solo a fine febbraio o inizio marzo, poiché l’INPS impiega circa 30-45 giorni per l’istruttoria della pratica.

          Come verificare il pagamento NASPI

          1. Accedi a www.inps.it con SPID/CIE/CNS
          2. Vai su “Prestazioni e Servizi” → “Fascicolo previdenziale del cittadino”
          3. Seleziona “Pagamenti” per vedere l’elenco dei pagamenti NASPI ricevuti
          4. Controlla la voce “NASPI mese di competenza febbraio 2026” con data di accredito

          Il cedolino NASPI di febbraio 2026 è consultabile nell’area riservata circa 5-7 giorni prima del pagamento effettivo.

          Novità NASPI 2026

          A partire dal 1° gennaio 2026, sono entrate in vigore alcune modifiche normative sulla NASPI:

          • Massimale NASPI 2026: 1.550,42 euro mensili (per redditi superiori a 1.425,21 euro, si applica una riduzione del 25% sulla parte eccedente)
          • Decalage più rapido: la riduzione del 3% mensile parte dal sesto mese invece che dall’ottavo (novità Legge Bilancio 2026)
          • Controlli più stringenti sull’obbligo di accettare offerte di lavoro congrue

          Per maggiori dettagli sui nuovi importi NASPI 2026, consulta la nostra guida dedicata agli importi NASPI, CIG e AIS INPS 2026.

          Assegno Unico Febbraio 2026: Calendario Pagamenti per le Famiglie

          L’Assegno Unico Universale è il sostegno economico mensile erogato dall’INPS alle famiglie con figli a carico fino a 21 anni (o senza limiti di età per figli disabili).

          Date pagamento Assegno Unico febbraio 2026

          Il pagamento dell’Assegno Unico di febbraio 2026 è previsto nel periodo dal 17 al 21 febbraio 2026, con possibili variazioni in base a:

          • Data di presentazione della domanda (chi ha fatto domanda prima riceve il pagamento prima)
          • Modalità di pagamento scelta (IBAN bancario, postale, accredito su libretto)
          • Eventuali verifiche INPS su ISEE o dati anagrafici

          Calendario orientativo Assegno Unico febbraio 2026:

          • 17-18 febbraio: prime erogazioni per domande presentate entro dicembre 2025
          • 19-20 febbraio: seconda ondata pagamenti (domande gennaio 2026)
          • 21-22 febbraio: pagamenti residuali e conguagli

          Importo Assegno Unico febbraio 2026

          L’importo dell’Assegno Unico varia in base all’ISEE familiare e alle caratteristiche del nucleo (numero figli, presenza figli disabili, età dei figli, condizione lavorativa genitori).

          Importi base mensili per figlio (anno 2026):

          ISEE familiareImporto mensile per figlio minorenneImporto figlio 18-21 anni
          Fino a 17.090,61 euro199,40 euro96,90 euro
          Da 17.090,62 a 45.574,96 euroDa 57,00 a 199,40 euro (scala decrescente)Da 27,80 a 96,90 euro
          Oltre 45.574,96 euro o senza ISEE57,00 euro27,80 euro

          Maggiorazioni previste:

          • +105 euro per figli disabili (maggiorazione fissa indipendente da ISEE)
          • +94,40 euro per nuclei con 4 o più figli
          • +35 euro per figli sotto i 3 anni (solo con ISEE fino a 45.574,96 euro)
          • +35 euro per entrambi genitori lavoratori con figli sotto 3 anni (solo con ISEE fino a 45.574,96 euro)
          • +17,50 euro per madri under 21

          Come verificare il pagamento Assegno Unico

          1. Accedi a www.inps.it con SPID/CIE/CNS
          2. Vai su “Prestazioni e Servizi” → “Assegno Unico”
          3. Seleziona “Consultazione domande”
          4. Controlla lo stato della domanda e i pagamenti ricevuti

          Il dettaglio dell’importo pagato per febbraio 2026 sarà disponibile nell’area riservata circa 3-5 giorni dopo l’accredito.

          ISEE 2026 e Assegno Unico

          IMPORTANTE: Se non hai ancora presentato l’ISEE 2026, l’INPS continuerà a pagarti l’Assegno Unico con l’importo minimo (57 euro per figlio minorenne, 27,80 euro per figlio 18-21 anni).

          Per ottenere l’importo pieno in base al tuo reddito familiare, devi presentare la DSU (Dichiarazione Sostitutiva Unica) presso un CAF o direttamente online sul sito INPS. Una volta elaborato l’ISEE 2026, l’INPS ricalcolerà automaticamente l’Assegno Unico e ti pagherà gli arretrati da gennaio.

          ADI Febbraio 2026: Date Pagamento Assegno di Inclusione

          L’Assegno di Inclusione (ADI) è la misura di sostegno al reddito introdotta nel 2024 in sostituzione del Reddito di Cittadinanza, destinata a nuclei familiari con componenti fragili (disabili, minori, over 60, persone in condizione di svantaggio).

          Date pagamento ADI febbraio 2026

          Il pagamento dell’ADI di febbraio 2026 segue il calendario mensile standard dell’INPS, con erogazione prevista tra il 15 e il 27 febbraio 2026.

          Calendario orientativo ADI febbraio 2026:

          • 15-17 febbraio: prime erogazioni per beneficiari con domanda accolta da almeno 2 mesi
          • 18-22 febbraio: seconda ondata pagamenti (maggioranza beneficiari)
          • 23-27 febbraio: pagamenti residuali e nuove domande accolte a gennaio 2026

          ATTENZIONE: Se hai presentato la prima domanda ADI a gennaio 2026, il primo pagamento potrebbe arrivare solo a fine febbraio o inizio marzo, dopo l’istruttoria completa da parte dell’INPS e la convocazione presso il centro per l’impiego.

          Modalità di pagamento ADI

          L’ADI viene erogato tramite:

          • Carta Assegno di Inclusione (carta prepagata Poste Italiane ricaricabile mensilmente)
          • Bonifico bancario/postale per la quota destinata al pagamento dell’affitto (se prevista)

          La Carta ADI può essere utilizzata per:

          • Prelievo contante fino a 100 euro al mese per nucleo
          • Pagamenti con POS presso negozi, supermercati, farmacie
          • Utenze domestiche (bollette luce, gas, acqua)

          NON è possibile utilizzare la Carta ADI per acquistare:

          • Bevande alcoliche e prodotti da gioco
          • Beni di lusso
          • Servizi finanziari (pagamento rate prestiti, investimenti)

          Importi ADI febbraio 2026

          L’importo dell’ADI varia in base alla composizione del nucleo familiare e alla situazione reddituale:

          • Integrazione al reddito familiare fino a 6.000 euro annui (500 euro mensili) moltiplicati per la scala di equivalenza
          • Contributo affitto fino a 3.360 euro annui (280 euro mensili) se il nucleo vive in affitto
          • Scala di equivalenza: da 1 (single) a max 2,3 (nuclei numerosi con minori/disabili)

          Esempio calcolo ADI:

          Nucleo di 3 persone (madre, 2 figli minori) con scala di equivalenza 1,8 e reddito familiare zero:

          • ADI mensile: 500 euro × 1,8 = 900 euro
          • Contributo affitto (se in affitto): 280 euro
          • Totale mensile: 1.180 euro

          Come verificare il pagamento ADI

          1. Accedi a www.inps.it con SPID/CIE/CNS
          2. Vai su “Prestazioni e Servizi” → “Assegno di Inclusione”
          3. Seleziona “Consultazione domande”
          4. Controlla lo stato della domanda e visualizza i pagamenti ricevuti

          Per il saldo della Carta ADI, puoi:

          • Consultare l’app PostePay (se hai associato la carta)
          • Chiamare il numero verde Poste 800.00.33.22
          • Recarti presso un ufficio postale con la carta e un documento

          Novità ADI 2026

          La Legge di Bilancio 2026 ha confermato l’ADI senza modifiche sostanziali rispetto al 2025. Restano in vigore:

          • Obbligo di partecipazione ai percorsi di formazione/inserimento lavorativo presso i centri per l’impiego
          • Controlli rafforzati sulle condizioni di accesso (ISEE, patrimoni, residenza)
          • Decadenza immediata in caso di rifiuto di offerte di lavoro congrue

          Per approfondire requisiti e modalità di accesso, consulta la nostra guida ADI e SFL: riesame ISEE 2026.

          Novità INPS Febbraio 2026: Circolari e Scadenze Importanti

          Febbraio 2026 porta con sé alcune novità normative e scadenze amministrative importanti per i beneficiari di prestazioni INPS.

          Scadenza ISEE 2026

          Il 28 febbraio 2026 (ultimo giorno del mese) è una scadenza importante per chi vuole:

          • Ricevere arretrati Assegno Unico da gennaio: presentando l’ISEE entro febbraio, l’INPS ricalcola l’importo e paga gli arretrati di gennaio e febbraio
          • Confermare l’ADI per marzo 2026: senza ISEE aggiornato, l’ADI potrebbe essere sospeso
          • Accedere a bonus e agevolazioni (bonus bollette, bonus asilo nido, ecc.)

          CONSIGLIO: Prenota subito un appuntamento presso il CAF Centro Fiscale di Udine per compilare la DSU e ottenere l’ISEE 2026 aggiornato.

          Recupero crediti INPS su pensioni

          A febbraio 2026, l’INPS ha avviato il recupero di crediti non dovuti erogati nel 2025 su alcune tipologie di pensioni (pensioni di reversibilità, pensioni con integrazioni al minimo). Se il tuo cedolino di febbraio mostra importi inferiori al solito, verifica l’eventuale presenza di:

          • Trattenute per conguagli fiscali (IRPEF, addizionali)
          • Recupero somme non dovute (verifica nella sezione “Detrazioni e trattenute” del cedolino)
          • Sospensione provvisoria in attesa di verifiche reddituali

          In caso di dubbi, contatta il numero verde INPS 803.164 (da fisso) o 06.164164 (da mobile, a pagamento) per chiarimenti.

          Scadenze contributi INPS febbraio 2026

          Per lavoratori autonomi, artigiani e commercianti, febbraio porta con sé scadenze contributive:

          • 16 febbraio 2026: scadenza F24 per contributi fissi trimestrali INPS (prima rata trimestrale 2026)
          • 28 febbraio 2026: scadenza invio flussi Uniemens per datori di lavoro (contributi dipendenti gennaio 2026)

          Calendario scadenze INPS febbraio 2026

          DataScadenza
          2 febbraioAccredito pensioni su conto corrente
          2-7 febbraioRitiro pensioni in contanti (scaglioni alfabetici)
          15-16 febbraioPagamento NASPI
          16 febbraioScadenza F24 contributi INPS autonomi
          17-21 febbraioPagamento Assegno Unico
          15-27 febbraioPagamento ADI
          28 febbraioScadenza ISEE 2026 per arretrati (consigliato)
          28 febbraioScadenza Uniemens datori lavoro

          Come Verificare i Pagamenti INPS Online: Guida Passo Passo

          L’INPS mette a disposizione diversi strumenti online per verificare in autonomia lo stato dei pagamenti e consultare i cedolini. Ecco come fare.

          Accesso all’area riservata INPS

          Per accedere ai servizi online INPS devi avere:

          • SPID (Sistema Pubblico Identità Digitale) – il metodo più comune e veloce
          • CIE (Carta d’Identità Elettronica) con PIN attivato
          • CNS (Carta Nazionale Servizi) con lettore smartcard

          Procedura di accesso:

          1. Vai su www.inps.it
          2. Clicca su “Entra in MyINPS” (pulsante in alto a destra)
          3. Seleziona la modalità di accesso (SPID, CIE o CNS)
          4. Inserisci le tue credenziali e autorizza l’accesso

          Verifica cedolino pensione

          1. Accedi a MyINPS
          2. Vai su “Prestazioni e Servizi” → “Cedolino pensione”
          3. Seleziona il mese di competenza (febbraio 2026)
          4. Visualizza il cedolino in PDF con tutti i dettagli del pagamento

          Nel cedolino trovi:

          • Importo lordo pensione
          • Trattenute fiscali (IRPEF, addizionali regionali/comunali)
          • Trattenute sindacali (se iscritto a un sindacato)
          • Importo netto accreditato
          • Data prevista accredito

          Verifica pagamento NASPI

          1. Accedi a MyINPS
          2. Vai su “Prestazioni e Servizi” → “Fascicolo previdenziale del cittadino”
          3. Seleziona “Pagamenti”
          4. Cerca la voce “NASPI” con mese di competenza febbraio 2026

          Puoi anche consultare direttamente la sezione “NASPI” → “Consultazione domande” per vedere:

          • Stato della domanda (accolta, in lavorazione, respinta)
          • Importo mensile spettante
          • Durata residua NASPI (mesi rimanenti)
          • Storico pagamenti ricevuti

          Verifica pagamento Assegno Unico

          1. Accedi a MyINPS
          2. Vai su “Prestazioni e Servizi” → “Assegno Unico e Universale”
          3. Seleziona “Consultazione domande”
          4. Visualizza lo stato della domanda e i pagamenti ricevuti

          L’area riservata mostra:

          • Importo totale mensile per il nucleo familiare
          • Dettaglio importi per figlio
          • Maggiorazioni applicate (figli disabili, nuclei numerosi, ecc.)
          • ISEE utilizzato per il calcolo
          • Date accrediti mensili

          Verifica pagamento ADI

          1. Accedi a MyINPS
          2. Vai su “Prestazioni e Servizi” → “Assegno di Inclusione”
          3. Seleziona “Consultazione domande”
          4. Controlla lo stato della domanda e i dettagli pagamenti

          App INPS Mobile

          L’app INPS Mobile (disponibile per iOS e Android) permette di verificare velocemente i pagamenti da smartphone:

          1. Scarica l’app “INPS Mobile” da App Store o Google Play
          2. Accedi con SPID (metodo più semplice)
          3. Consulta la sezione “Pagamenti” per vedere tutti gli accrediti ricevuti

          Servizio SMS e notifiche push

          Puoi attivare il servizio di notifiche INPS per ricevere un SMS o una notifica push quando viene erogato un pagamento:

          1. Accedi a MyINPS
          2. Vai su “Impostazioni” → “Notifiche”
          3. Attiva le notifiche pagamenti via SMS o push
          4. Inserisci il tuo numero di cellulare (se non già presente)

          Il servizio è gratuito e molto utile per monitorare in tempo reale gli accrediti.

          Assistenza INPS

          Se hai problemi tecnici o dubbi sui pagamenti, puoi contattare:

          • Contact Center INPS: 803.164 (da fisso, gratuito) o 06.164164 (da mobile, a pagamento)
          • Servizio di prenotazione appuntamento: prenota online un appuntamento presso la sede INPS più vicina
          • CAF Centro Fiscale di Udine: assistenza completa su tutte le prestazioni INPS (pensioni, NASPI, Assegno Unico, ADI, ISEE)

          Domande Frequenti sui Pagamenti INPS Febbraio 2026

          Quando arriva la pensione di febbraio 2026?

          La pensione di febbraio 2026 viene accreditata su conto corrente bancario o postale a partire dal 2 febbraio 2026 (primo giorno bancabile del mese). Per il ritiro in contanti presso Poste Italiane, il calendario scaglionato va dal 2 al 7 febbraio secondo l’iniziale del cognome.

          In quale data viene pagata la NASPI di febbraio 2026?

          Il pagamento della NASPI di febbraio 2026 è previsto intorno al 15-16 febbraio, con accredito su conto corrente, bonifico domiciliato o libretto postale indicato nella domanda NASPI.

          Come verificare quando arriva l’Assegno Unico di febbraio 2026?

          Puoi verificare la data di pagamento dell’Assegno Unico accedendo all’area riservata MyINPS con SPID, CIE o CNS, sezione Assegno Unico → Consultazione domande. Il pagamento è previsto tra il 17 e il 21 febbraio 2026.

          Se non ho ancora l’ISEE 2026, ricevo comunque l’Assegno Unico a febbraio?

          Sì, l’INPS continua a pagare l’Assegno Unico anche senza ISEE 2026, ma con l’importo minimo (57 euro per figlio minorenne). Presentando l’ISEE entro febbraio, riceverai gli arretrati di gennaio e febbraio ricalcolati in base al tuo reddito.

          L’ADI di febbraio 2026 quando viene accreditato sulla carta?

          Il pagamento dell’Assegno di Inclusione (ADI) di febbraio 2026 viene erogato tra il 15 e il 27 febbraio sulla Carta ADI (carta prepagata Poste Italiane). La data esatta dipende dai tempi di lavorazione INPS della tua pratica.

          Come faccio a sapere se la mia pensione è stata accreditata?

          Puoi verificare l’accredito della pensione consultando il cedolino online nell’area MyINPS (sezione Cedolino pensione), controllando l’estratto conto bancario/postale, oppure attivando le notifiche SMS INPS che ti avvisano dell’avvenuto pagamento.

          Conoscere il calendario dei pagamenti INPS di febbraio 2026 ti permette di organizzare al meglio le finanze familiari, evitando sorprese e pianificando spese e scadenze con serenità.

          Che si tratti di pensione, NASPI, Assegno Unico o ADI, l’importante è verificare periodicamente lo stato dei pagamenti nell’area riservata MyINPS e assicurarsi di aver presentato tutta la documentazione necessaria (in particolare l’ISEE 2026 per ottenere gli importi pieni).

          Il nostro consiglio: Se non hai ancora fatto l’ISEE 2026, prenota subito un appuntamento presso il CAF Centro Fiscale di Udine. Presentando la DSU entro febbraio, potrai ricevere gli arretrati di gennaio e febbraio dell’Assegno Unico e continuare a percepire l’ADI senza interruzioni.

          Inoltre, se hai dubbi su importi ridotti, trattenute fiscali o conguagli INPS visibili sul cedolino, il nostro team di esperti è a tua disposizione per analizzare la tua posizione e aiutarti a risolvere eventuali anomalie.

          Non aspettare: contattaci oggi stesso per ricevere assistenza completa su tutte le prestazioni INPS.


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          Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con tutte le prestazioni INPS: compilazione ISEE 2026, domanda NASPI, Assegno Unico, ADI, verifica cedolini pensione e molto altro.

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            CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


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            NASPI 2025

            Gli importi NASpI 2026, le prestazioni CIG (Cassa Integrazione Guadagni) e l’AIS (Assegno di Integrazione Salariale) sono stati aggiornati dall’INPS con le circolari 2026 che stabiliscono i massimali mensili e i criteri di calcolo per tutte le prestazioni di sostegno al reddito.

            Che tu sia un lavoratore in NASpI, un dipendente in cassa integrazione o un’azienda che deve gestire le prestazioni INPS 2026, conoscere gli importi massimi mensili e le modalità di calcolo è fondamentale per pianificare il budget familiare o aziendale.

            In questa guida completa troverai tutte le tabelle aggiornate con gli importi NASpI 2026, i massimali CIG ordinaria e straordinaria, gli importi AIS per i dipendenti delle piccole aziende, e i massimali della disoccupazione agricola 2026.

            Panoramica Prestazioni INPS 2026

            L’INPS eroga diverse prestazioni di sostegno al reddito per lavoratori dipendenti che perdono il lavoro o subiscono una riduzione dell’orario. Le principali prestazioni con massimali 2026 sono:

            • NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego): indennità di disoccupazione per lavoratori dipendenti del settore privato
            • CIG Ordinaria (CIGO): cassa integrazione per eventi temporanei non imputabili all’impresa
            • CIG Straordinaria (CIGS): cassa integrazione per crisi aziendali, ristrutturazioni, riorganizzazioni
            • CIG in Deroga: cassa integrazione per aziende escluse dai trattamenti ordinari
            • AIS (Assegno di Integrazione Salariale): prestazione per dipendenti di aziende con 1-15 dipendenti
            • Disoccupazione Agricola (DS agricola): indennità per operai agricoli a tempo determinato

            Tutte queste prestazioni hanno massimali mensili che vengono rivalutati annualmente in base all’indice ISTAT dei prezzi al consumo. Per il 2026, i massimali sono stati aggiornati con circolare INPS n. X/2026.

            Importi NASpI 2026: Massimali Mensili

            La NASpI 2026 (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) è l’indennità mensile di disoccupazione che spetta ai lavoratori dipendenti del settore privato che perdono involontariamente il lavoro.

            Gli importi NASpI 2026 variano in base alla retribuzione media mensile degli ultimi 4 anni, ma esistono dei massimali mensili che non possono essere superati.

            Importo Massimo NASpI 2026

            Il massimale mensile NASpI 2026 è stato fissato dall’INPS a:

            PeriodoImporto Massimo MensileImporto Massimo Ridotto (dal 4° mese)
            NASpI 20261.550,42 euro1.457,89 euro (-3% al mese)
            NASpI 2025 (confronto)1.521,89 euro1.429,68 euro

            Nota importante: Dal quarto mese di fruizione della NASpI, l’importo si riduce del 3% ogni mese. Dal settimo mese (per beneficiari con più di 55 anni), la riduzione è sempre del 3% mensile.

            Come si Calcola l’Importo NASpI

            Il calcolo della NASpI si basa sulla retribuzione media mensile imponibile ai fini previdenziali degli ultimi 4 anni (48 mesi).

            Formula di calcolo NASpI 2026:

            1. Se la retribuzione media mensile è pari o inferiore a 1.425,21 euro:
              • NASpI = 75% della retribuzione media
            2. Se la retribuzione media mensile è superiore a 1.425,21 euro:
              • NASpI = 75% di 1.425,21 euro + 25% della differenza tra retribuzione e 1.425,21 euro
              • Massimo: 1.550,42 euro al mese

            Esempio pratico di calcolo NASpI 2026:

            Mario ha una retribuzione media mensile di 1.800 euro.

            • 75% di 1.425,21 euro = 1.068,91 euro
            • Differenza: 1.800 – 1.425,21 = 374,79 euro
            • 25% di 374,79 euro = 93,70 euro
            • NASpI totale = 1.068,91 + 93,70 = 1.162,61 euro al mese

            Dal quarto mese, l’importo si riduce del 3%: 1.162,61 – 3% = 1.127,73 euro.

            Importi CIG 2026: CIGO, CIGS e CIG in Deroga

            La Cassa Integrazione Guadagni (CIG) è una prestazione INPS che integra o sostituisce la retribuzione dei lavoratori dipendenti sospesi dal lavoro o con orario ridotto.

            Esistono tre tipologie principali di CIG, ciascuna con i propri importi massimi 2026:

            CIG Ordinaria (CIGO) 2026

            La CIG Ordinaria (CIGO) si applica in caso di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa per eventi temporanei non imputabili all’impresa o ai lavoratori (es. crisi di mercato, situazioni meteorologiche).

            Importo CIG Ordinaria 2026:

            • Integrazione salariale: 80% della retribuzione globale che sarebbe spettata per le ore di lavoro non prestate
            • Massimale mensile lordo: varia in base alla retribuzione di riferimento
            • Importo massimo per retribuzioni fino a 2.359,29 euro: 1.298,61 euro al mese
            • Importo massimo per retribuzioni superiori a 2.359,29 euro: 1.014,48 euro al mese

            Nota: L’importo effettivo della CIGO dipende dalle ore di sospensione e dalla retribuzione lorda del lavoratore.

            CIG Straordinaria (CIGS) 2026

            La CIG Straordinaria (CIGS) viene concessa per crisi aziendali, riorganizzazione aziendale, ristrutturazione o contratti di solidarietà.

            Importo CIG Straordinaria 2026:

            • Integrazione salariale: 80% della retribuzione globale
            • Massimali mensili identici alla CIGO:
              • Retribuzioni fino a 2.359,29 euro: 1.298,61 euro/mese
              • Retribuzioni superiori a 2.359,29 euro: 1.014,48 euro/mese

            CIG in Deroga 2026:

            La CIG in deroga si applica alle aziende non coperte dalla normativa ordinaria (es. aziende con meno di 15 dipendenti in alcuni settori). Gli importi 2026 sono gli stessi della CIGO e CIGS.

            Importi AIS 2026: Assegno di Integrazione Salariale

            L’Assegno di Integrazione Salariale (AIS) è una prestazione riservata ai dipendenti di aziende con 1-15 dipendenti che non rientrano nel campo di applicazione della CIG ordinaria.

            Importo AIS 2026:

            • Integrazione salariale: 80% della retribuzione globale che sarebbe spettata
            • Massimale mensile:
              • Retribuzioni fino a 2.359,29 euro: 1.298,61 euro/mese
              • Retribuzioni superiori a 2.359,29 euro: 1.014,48 euro/mese
            • Durata massima: 13 settimane in un biennio mobile

            L’AIS viene erogato direttamente dall’INPS al lavoratore, previa richiesta dell’azienda tramite il portale INPS.

            Chi ha diritto all’AIS 2026:

            • Dipendenti di aziende con 1-15 dipendenti (calcolati negli ultimi 6 mesi)
            • Settori: artigianato, commercio, turismo, trasporti, servizi
            • Cause: crisi aziendale, riorganizzazione, cessazione attività

            Disoccupazione Agricola 2026: Importi e Massimali

            La disoccupazione agricola è una prestazione INPS riservata agli operai agricoli a tempo determinato (OTD) e agli operai agricoli a tempo indeterminato (OTI) che hanno lavorato almeno 102 giornate nell’anno.

            Importi Disoccupazione Agricola 2026:

            • Importo giornaliero: 40% della retribuzione media giornaliera degli ultimi 2 anni
            • Massimale giornaliero 2026: 51,68 euro al giorno (per retribuzioni fino a 2.359,29 euro/mese)
            • Massimale giornaliero ridotto: 33,82 euro al giorno (per retribuzioni superiori a 2.359,29 euro/mese)
            • Durata: varia in base alle giornate lavorate (da 1/3 a 365 giorni)

            Esempio di calcolo disoccupazione agricola 2026:

            Luca, operaio agricolo OTD, ha lavorato 150 giorni nel 2025 con una retribuzione media di 60 euro/giorno.

            • Indennità giornaliera = 40% di 60 euro = 24 euro/giorno
            • Giorni indennizzabili = 150 giorni × 40% = 60 giorni
            • Importo totale = 24 euro × 60 giorni = 1.440 euro

            La disoccupazione agricola 2026 viene erogata in unica soluzione entro il 30 giugno 2027 per le domande relative all’anno 2026.

            Tabella Comparativa Massimali INPS 2026

            Ecco una tabella riepilogativa con tutti i massimali INPS 2026 per le principali prestazioni di sostegno al reddito:

            PrestazioneMassimale Mensile 2026Massimale Ridotto% su Retribuzione
            NASpI1.550,42 euro1.457,89 euro (dal 4° mese)75% (fino a 1.425,21€) + 25%
            CIG Ordinaria1.298,61 euro1.014,48 euro (retrib. >2.359,29€)80%
            CIG Straordinaria1.298,61 euro1.014,48 euro (retrib. >2.359,29€)80%
            AIS1.298,61 euro1.014,48 euro (retrib. >2.359,29€)80%
            Disoccup. Agricola51,68 euro/giorno33,82 euro/giorno (retrib. >2.359,29€)40%

            Note importanti sui massimali INPS 2026:

            • Tutti i massimali sono lordi e soggetti a trattenute IRPEF
            • La NASpI si riduce del 3% al mese dal quarto mese di fruizione
            • La CIG e l’AIS sono calcolate sulle ore di sospensione effettive
            • La disoccupazione agricola viene erogata in unica soluzione

            Domande Frequenti sugli Importi INPS 2026

            Qual è l’importo massimo della NASpI 2026?

            L’importo massimo mensile della NASpI 2026 è di 1.550,42 euro lordi al mese per i primi tre mesi. Dal quarto mese in poi, l’importo si riduce del 3% ogni mese, arrivando a 1.457,89 euro al quarto mese.

            Come si calcola l’importo della CIG 2026?

            La CIG 2026 (sia ordinaria che straordinaria) è pari all’80% della retribuzione globale che sarebbe spettata per le ore non lavorate. Il massimale mensile è di 1.298,61 euro per retribuzioni fino a 2.359,29 euro, e di 1.014,48 euro per retribuzioni superiori.

            Quanto dura l’Assegno di Integrazione Salariale (AIS)?

            L’AIS ha una durata massima di 13 settimane in un biennio mobile. È riservato ai dipendenti di aziende con 1-15 dipendenti che non rientrano nel campo di applicazione della CIG ordinaria.

            Qual è la differenza tra importo massimo NASpI e importo ridotto?

            L’importo massimo NASpI 2026 è di 1.550,42 euro per i primi tre mesi. Dal quarto mese, l’importo si riduce del 3% ogni mese. Quindi al quarto mese sarà 1.457,89 euro, al quinto mese 1.414,15 euro, e così via fino alla fine del periodo di indennità.

            Come funziona il massimale della disoccupazione agricola 2026?

            La disoccupazione agricola 2026 ha un massimale giornaliero di 51,68 euro (per retribuzioni fino a 2.359,29 euro/mese) o 33,82 euro (per retribuzioni superiori). L’importo giornaliero è pari al 40% della retribuzione media degli ultimi due anni, con un tetto massimo.

            Gli importi NASpI e CIG sono lordi o netti?

            Tutti gli importi delle prestazioni INPS (NASpI, CIG, AIS, disoccupazione agricola) sono lordi e soggetti a trattenute IRPEF. L’importo netto che riceverai dipende dal tuo scaglione fiscale e dalle detrazioni applicabili.

            Posso richiedere assistenza al CAF per il calcolo degli importi INPS?

            Sì, il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per il calcolo degli importi NASpI, CIG, AIS e disoccupazione agricola. Possiamo anche aiutarti a presentare le domande INPS e verificare l’esattezza dei pagamenti ricevuti.

            Conoscere gli importi NASpI 2026, i massimali CIG e le altre prestazioni INPS è fondamentale per pianificare il proprio budget familiare in caso di perdita del lavoro o riduzione dell’orario.

            Che tu debba richiedere la NASpI, la cassa integrazione, l’AIS o la disoccupazione agricola, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per fornirti assistenza completa:

            • Calcolo preciso dell’importo mensile spettante
            • Compilazione e invio della domanda INPS
            • Verifica dei requisiti contributivi
            • Assistenza in caso di rigetto o sospensione
            • Consulenza su compatibilità con lavoro occasionale

            Non lasciare al caso i tuoi diritti previdenziali. Affidati agli esperti del CAF Centro Fiscale per ottenere tutto ciò che ti spetta.


            Hai Bisogno di Assistenza per NASpI, CIG o Altre Prestazioni INPS?

            Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con il calcolo degli importi, la compilazione delle domande INPS e la verifica dei pagamenti.

            Oppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattato

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              CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


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