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Tag Archivio per: versamenti online INPS 2026

CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

Versamenti Volontari INPS, dal 2026 Saranno Solo Online: Come Eseguirli

Pensione 2026 INPS

Dal 1° gennaio 2026 i versamenti volontari INPS possono essere effettuati esclusivamente online: addio definitivo ai bollettini postali cartacei e al modello F24 presso gli sportelli fisici. La novità, introdotta con il Messaggio INPS n. 4050 del 19 dicembre 2025, rappresenta un cambiamento sostanziale per tutti i lavoratori che usano la contribuzione volontaria per colmare i buchi contributivi e raggiungere i requisiti pensionistici. In questa guida trovi tutto quello che devi sapere: chi può versare volontariamente, come fare domanda di autorizzazione, gli importi e le aliquote 2026, le scadenze trimestrali e i canali digitali da utilizzare.

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Indice dei contenuti

  1. Cosa sono i versamenti volontari INPS
  2. Novità 2026: pagamento esclusivamente online
  3. Chi può versare volontariamente: requisiti e categorie
  4. Come fare la domanda di autorizzazione INPS
  5. Come eseguire i versamenti online dal 2026
  6. Importi e aliquote 2026 per gestione
  7. Scadenze trimestrali: quando pagare
  8. Vantaggi e svantaggi dei contributi volontari
  9. Differenze con riscatto, pace contributiva e ricongiunzione
  10. Errori da evitare
  11. Domande frequenti

Cosa sono i versamenti volontari INPS

I versamenti volontari INPS (denominati anche contributi volontari) sono contributi previdenziali che il lavoratore paga autonomamente, di propria iniziativa, per coprire periodi in cui non ha svolto attività lavorativa e quindi non ha maturato contribuzione obbligatoria. Si tratta di uno strumento pensionistico fondamentale per chi ha avuto interruzioni di carriera, periodi di disoccupazione, lavoro part-time o attività non coperte da contribuzione INPS.

L'obiettivo principale è raggiungere il numero di anni contributivi necessari per accedere alla pensione oppure aumentare l'importo dell'assegno pensionistico. I contributi volontari confluiscono nella gestione previdenziale di appartenenza del lavoratore (Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti, Gestione Separata, Gestione Artigiani e Commercianti) e producono gli stessi effetti dei contributi obbligatori ai fini pensionistici.

Non si tratta di una soluzione per tutti: per poter versare volontariamente occorre essere stati preventivamente autorizzati dall'INPS e aver maturato una minima anzianità contributiva pregressa. L'autorizzazione ha effetto retroattivo dalla data della domanda e non si prescrive: una volta ottenuta, l'assicurato può versare in qualsiasi momento.

Novità 2026: pagamento esclusivamente online

Il cambiamento più significativo del 2026 riguarda le modalità di pagamento. Con il Messaggio INPS n. 4050 del 19 dicembre 2025, l'Istituto ha comunicato che, a partire dal 1° gennaio 2026, i versamenti dei contributi volontari devono essere effettuati esclusivamente attraverso canali telematici. Vengono definitivamente eliminati:

  • Bollettini postali cartacei (modello MAV e bollettino Freccia): non più accettati dagli uffici postali
  • Modello F24 in forma cartacea consegnato presso sportelli bancari o postali senza conto corrente
  • Pagamenti allo sportello INPS in contanti o assegno

La digitalizzazione forzata del processo rientra nel più ampio piano di modernizzazione dei servizi INPS avviato negli ultimi anni, in linea con le direttive del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e con la transizione al digitale della Pubblica Amministrazione. L'INPS ha gradualmente eliminato i canali cartacei per quasi tutti i versamenti contributivi: i versamenti volontari erano uno degli ultimi a non essere stati completamente digitalizzati.

Cosa cambia nella pratica? Gli assicurati autorizzati ai contributi volontari ricevono ogni trimestre il piano di versamento telematico attraverso il portale MyINPS o via email (se hanno attivato le notifiche). Il pagamento avviene esclusivamente tramite i canali digitali indicati nella sezione dedicata di questo articolo.

Chi può versare volontariamente: requisiti e categorie

Non tutti i lavoratori possono accedere ai versamenti volontari INPS. È necessario soddisfare specifici requisiti contributivi minimi che variano in base alla gestione previdenziale di appartenenza. Ecco le categorie ammesse e i requisiti:

Lavoratori dipendenti (FPLD)

Per i lavoratori iscritti al Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti, il requisito minimo è di 5 anni di contribuzione effettiva (260 settimane) oppure, per chi non ha raggiunto questo limite, almeno 3 anni di contribuzione nel quinquennio precedente la domanda. Sono ammessi sia i lavoratori che hanno interrotto temporaneamente il rapporto di lavoro, sia coloro che hanno cessato definitivamente l'attività.

Lavoratori autonomi (artigiani e commercianti)

Gli artigiani e i commercianti iscritti alle rispettive gestioni INPS possono richiedere l'autorizzazione ai versamenti volontari dopo aver maturato almeno 5 anni di iscrizione e contribuzione alla gestione di riferimento. L'autorizzazione è necessaria anche per chi ha cessato l'attività autonoma e desidera proseguire la contribuzione.

Iscritti alla Gestione Separata

I lavoratori iscritti alla Gestione Separata INPS (collaboratori, professionisti senza cassa, lavoratori occasionali) devono aver versato contributi per almeno 5 anni di contribuzione effettiva. La base imponibile per il calcolo dei contributi volontari viene determinata sulla media dei redditi imponibili degli ultimi 12 mesi di attività.

Casalinghe e casalinghi

Una categoria spesso trascurata ma importante: anche chi svolge lavoro di cura domestica non retribuito può iscriversi al Fondo di previdenza per le persone che svolgono lavoro di cura non retribuito (il cosiddetto "fondo casalinghe"), versando contributi volontari a partire da 25,82 euro al mese. Non è richiesta contribuzione pregressa per questa gestione specifica.

Attenzione: i periodi coperti da versamenti volontari non sono compatibili con periodi di lavoro subordinato o autonomo per i quali vige l'obbligo assicurativo. In altre parole, non puoi versare volontariamente per un periodo in cui hai lavorato e hai già contributi obbligatori.

Come fare la domanda di autorizzazione INPS

Prima di poter effettuare qualsiasi versamento, è obbligatorio ottenere l'autorizzazione dall'INPS. Senza autorizzazione preventiva, i versamenti non vengono riconosciuti ai fini pensionistici. Ecco la procedura passo per passo.

Procedura online (unica modalità dal 2026)

  1. Accedi al portale MyINPS su www.inps.it con SPID, CIE o CNS
  2. Vai alla sezione “Prestazioni e servizi” → “Servizi” → “Contributi volontari”
  3. Seleziona “Domanda di autorizzazione ai versamenti volontari”
  4. Compila il modulo indicando la gestione di appartenenza e i periodi da coprire
  5. Allega la documentazione richiesta (estratto contributivo, eventuale documentazione del periodo da coprire)
  6. Invia la domanda e attendi la comunicazione di accoglimento

L'INPS esamina la domanda e verifica il possesso dei requisiti. Se l'autorizzazione viene concessa, viene comunicata per iscritto all'assicurato. L'autorizzazione decorre dalla data di presentazione della domanda: è importante presentarla tempestivamente, poiché retroattivamente non potrai coprire periodi antecedenti alla data di protocollo della domanda (con alcune eccezioni per contribuzione figurativa).

Hai bisogno di assistenza per la domanda di autorizzazione? Il CAF Centro Fiscale di Udine supporta il patronato per la presentazione della domanda all'INPS, la verifica dei requisiti contributivi e la stima dei vantaggi pensionistici. Contattaci per una consulenza personalizzata.

Come eseguire i versamenti online dal 2026

Una volta ottenuta l'autorizzazione, ogni trimestre l'INPS mette a disposizione il piano di versamento telematico con gli importi dovuti. Dal 2026 i canali abilitati per il pagamento sono esclusivamente i seguenti.

Portale MyINPS

Il canale principale è il portale MyINPS (myinps.inps.it). Dopo l'accesso con SPID, CIE o CNS, nella sezione “Contributi volontari” → “Paga contributi volontari” trovi i bollettini trimestrali precompilati con gli importi esatti. Il pagamento avviene direttamente online tramite:

  • Carta di credito/debito (Visa, Mastercard, Maestro)
  • Bonifico bancario online
  • PagoPA (il sistema unificato di pagamento alla PA)

App IO

La app IO (il wallet digitale del cittadino per i servizi pubblici) consente di ricevere notifiche di scadenza e pagare i contributi volontari INPS direttamente dallo smartphone. Nella sezione “Pagamenti” dell'app trovi i bollettini INPS e puoi saldarli con carta o con il saldo prepagato dell'app. È il metodo più comodo per chi vuole gestire tutto da mobile.

PagoPA (canale bancario online)

In alternativa, puoi pagare tramite PagoPA attraverso il home banking della tua banca o posta, inserendo il codice di avviso che trovi nel piano di versamento. Quasi tutte le banche italiane supportano PagoPA: cerca la voce “Pagamenti PA” o “PagoPA” nell'area pagamenti del tuo internet banking. Anche Poste Italiane supporta il pagamento PagoPA tramite app BancoPosta o sito postepay.it.

Modello F24 online (ancora ammesso)

Il modello F24 rimane valido, ma solo nella versione telematica: tramite i servizi dell'Agenzia delle Entrate (F24 Web su Entratel/Fiscoline) oppure attraverso il proprio istituto bancario tramite home banking. Il codice tributo da utilizzare varia in base alla gestione di appartenenza. L'F24 cartaceo consegnato allo sportello è invece definitivamente abolito per questi versamenti dal 2026.

Cosa fare se non si è pratici di strumenti digitali? È possibile delegare un CAF, un patronato o un consulente a effettuare i pagamenti per proprio conto. Il CAF Centro Fiscale fornisce assistenza completa anche per la gestione dei pagamenti telematici dei contributi volontari.

Importi e aliquote 2026 per gestione

Il calcolo degli importi dei versamenti volontari 2026 dipende dalla gestione previdenziale di appartenenza, dalla retribuzione o reddito di riferimento e dall'aliquota contributiva applicabile. Vediamo i dettagli per ciascuna categoria.

Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti (FPLD)

Per i lavoratori dipendenti, la base di calcolo è la retribuzione media settimanale degli ultimi 12 mesi di lavoro retribuito (o degli ultimi 24 mesi se più favorevole). L'aliquota applicata è quella in vigore per i lavoratori dipendenti, pari al 33% della retribuzione imponibile. Tale aliquota, nei contributi obbligatori suddivisa tra datore e lavoratore, viene pagata interamente dall'assicurato nei versamenti volontari.

La retribuzione settimanale minima per il 2026, che rappresenta la base minima di calcolo, è aggiornata annualmente dall'INPS in base alla variazione del costo della vita. Per il 2026 la retribuzione convenzionale minima giornaliera è fissata in circa 51,83 euro (aggiornamento con circolare INPS inizio anno).

Gestione Artigiani

Per gli artigiani, i contributi volontari si calcolano applicando le stesse aliquote dei contributi obbligatori al reddito medio degli ultimi 12 mesi di attività. Le aliquote 2026 per la Gestione Artigiani sono:

  • 24% del reddito imponibile (quota IVS – Invalidità, Vecchiaia, Superstiti) per i titolari
  • Aliquota aggiuntiva dello 0,48% per la maternità e malattia
  • Minimale 2026: circa 3.983 euro trimestrali (contributo fisso sul minimale di reddito)

Gestione Commercianti

Per i commercianti, le aliquote 2026 sono lievemente superiori:

  • 24,48% del reddito imponibile (quota IVS) per i titolari
  • Aliquota aggiuntiva dello 0,48% per malattia
  • Minimale 2026: circa 4.054 euro trimestrali

Gestione Separata

Per gli iscritti alla Gestione Separata, l'aliquota per i versamenti volontari è quella applicata ai collaboratori e professionisti senza altra previdenza obbligatoria. Per il 2026 l'aliquota è del 26,23% (comprensiva di aliquota DIS-COLL e maternità). La base imponibile è la media dei redditi da lavoro degli ultimi 12 mesi di contribuzione effettiva.

Tabella riepilogativa delle aliquote 2026:

Gestione INPSAliquota IVS 2026Base di calcolo
Lavoratori dipendenti (FPLD)33%Retribuzione media settimanale ultimi 12/24 mesi
Artigiani24%Reddito medio ultimi 12 mesi
Commercianti24,48%Reddito medio ultimi 12 mesi
Gestione Separata26,23%Media redditi ultimi 12 mesi di contribuzione
Fondo casalingheFissoDa 25,82 a 51,65 euro al mese

Scadenze trimestrali: quando pagare

I versamenti volontari INPS hanno cadenza trimestrale. Ogni trimestre è riferito a un periodo specifico dell'anno e deve essere pagato entro una data precisa. Il rispetto delle scadenze è fondamentale: i versamenti effettuati fuori termine non vengono riconosciuti per i periodi corrispondenti.

Trimestre di riferimentoScadenza di pagamento
1° trimestre (gennaio-marzo)Entro il 30 giugno
2° trimestre (aprile-giugno)Entro il 30 settembre
3° trimestre (luglio-settembre)Entro il 31 dicembre
4° trimestre (ottobre-dicembre)Entro il 31 marzo dell'anno successivo

In sintesi, ogni versamento va effettuato entro il terzo mese successivo alla fine del trimestre di riferimento. Esempio pratico: il contributo per il primo trimestre 2026 (gennaio-marzo 2026) deve essere pagato entro il 30 giugno 2026.

Versamenti tardivi o parziali: se si salta un trimestre, non è possibile recuperarlo versando in un trimestre successivo. L'INPS valuta la continuità dei versamenti: periodi non coperti rimangono scoperti e non contribuiscono al maturare del diritto pensionistico. Tuttavia, non esiste un obbligo di versare ogni trimestre: l'autorizzazione non decade se si salta un periodo, ma ovviamente quel trimestre non sarà coperto contributivamente.

Vantaggi e svantaggi dei contributi volontari

Prima di decidere se conviene avviare i versamenti volontari INPS, è utile fare una valutazione costi-benefici onesta. Non sempre è la scelta più conveniente: dipende da età, situazione lavorativa, reddito e obiettivi pensionistici.

Vantaggi

  • Copertura dei buchi contributivi: permette di raggiungere i requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata colmando anni di contribuzione mancanti
  • Aumento dell'assegno pensionistico: più contributi equivalgono a una pensione più alta nel sistema contributivo
  • Deducibilità fiscale IRPEF: i contributi volontari versati all'INPS sono integralmente deducibili dal reddito imponibile IRPEF (art. 10, comma 1, lett. e) del TUIR). Ogni euro versato riduce l'imponibile fiscale, con un risparmio proporzionale alla tua aliquota marginale IRPEF
  • Nessun vincolo di versamento continuo: puoi saltare trimestri senza perdere l'autorizzazione
  • Cumulabilità con la NASPI: in molti casi compatibile con l'indennità di disoccupazione (verifica caso per caso con il CAF)

Svantaggi

  • Costo elevato: soprattutto per i dipendenti (aliquota 33%), il costo per coprire un anno intero può superare i 10.000 euro, a seconda della retribuzione di riferimento
  • Rendimento incerto: nel sistema contributivo il valore della pensione dipende dai coefficienti di trasformazione e dall'età di pensionamento. Versare oggi non garantisce un ritorno proporzionale
  • Non recupera periodi antecedenti la domanda: l'autorizzazione vale dalla data di presentazione, non può coprire periodi già passati
  • Alternativa al riscatto più costosa per alcuni periodi: per la laurea o il servizio militare, il riscatto agevolato può essere più conveniente
  • Digitalizzazione obbligatoria dal 2026: serve SPID o CIE attivo, o appoggiarsi a un intermediario abilitato

Consiglio del CAF: prima di avviare i versamenti volontari, è fondamentale richiedere all'INPS il proprio estratto contributivo aggiornato e farsi fare una simulazione pensionistica. In questo modo potrai valutare quanti anni mancano, quanto costerebbe la contribuzione volontaria e se alternative come la pensione anticipata siano più adatte alla tua situazione.

Differenze con riscatto, pace contributiva e ricongiunzione

I versamenti volontari non sono l'unico strumento per integrare la contribuzione previdenziale. È importante conoscere le differenze con gli altri istituti disponibili, per scegliere quello più adatto alla propria situazione.

Riscatto dei periodi

Il riscatto permette di far valere ai fini pensionistici periodi che non sono coperti da contribuzione obbligatoria ma che sono stati ufficialmente riconosciuti (es. anni di laurea, servizio militare, anni di aspettativa non retribuita). A differenza dei versamenti volontari:

  • Il riscatto riguarda periodi specifici e predefiniti, non periodi generici
  • Il costo del riscatto si calcola sulla retribuzione attuale moltiplicata per l'aliquota e gli anni da riscattare
  • Il riscatto della laurea ha una versione agevolata con aliquota ridotta per chi è nel sistema contributivo puro
  • È possibile rateizzare il pagamento del riscatto fino a 10 anni senza interessi

Pace contributiva (riscatto agevolato dei periodi vuoti)

La pace contributiva consente di riscattare, con un costo agevolato, i periodi di vuoto contributivo compresi tra il 1° gennaio 1996 e il 31 dicembre 2023, fino a un massimo di 5 anni. A differenza dei versamenti volontari:

  • Si possono coprire periodi già passati (retroattività totale fino a 5 anni, nel limite temporale previsto)
  • Il costo è calcolato con l'aliquota della gestione moltiplicata per il reddito dell'anno precedente
  • È detraibile al 50% dall'IRPEF (non deducibile, a differenza dei versamenti volontari)
  • Non richiede la stessa anzianità contributiva minima dei versamenti volontari

Ricongiunzione

La ricongiunzione è uno strumento per unificare contributi versati in diverse gestioni previdenziali (es. hai lavorato come dipendente e poi come autonomo, oppure hai contributi in una cassa professionale e nell'INPS). La ricongiunzione trasferisce tutti i contributi in un'unica gestione:

  • Può essere onerosa (a pagamento) o gratuita a seconda dei casi
  • Non aggiunge contributi: sposta quelli già esistenti da una gestione all'altra
  • È alternativa al cumulo contributivo gratuito (legge Fornero) che in molti casi è più conveniente

In estrema sintesi: i versamenti volontari coprono periodi futuri e vuoti recenti; il riscatto e la pace contributiva coprono periodi passati specifici; la ricongiunzione consolida contributi già esistenti. Spesso la strategia ottimale combina più strumenti. Affidati al CAF Centro Fiscale per una valutazione complessiva della tua posizione previdenziale, anche in vista della dichiarazione dei redditi 730 dove potrai dedurre i contributi versati.

Errori da evitare con i versamenti volontari INPS

Dalla nostra esperienza come CAF e patronato, ecco gli errori più frequenti che i lavoratori commettono nella gestione dei versamenti volontari INPS:

  1. Versare senza autorizzazione: i contributi versati prima di ottenere l'autorizzazione INPS non vengono riconosciuti. Presentate sempre prima la domanda
  2. Confondere la data di decorrenza: l'autorizzazione vale dalla data di presentazione della domanda, non da quando si inizia a versare. Ogni giorno di ritardo nella domanda è un periodo coperto in meno
  3. Versare per periodi già coperti da contribuzione obbligatoria: il versamento verrebbe rimborsato ma senza interessi, con perdita di tempo e burocrazia
  4. Non verificare la prescrizione dei periodi: in alcuni casi i periodi possono essere già prescritti (10 anni per le gestioni autonome)
  5. Dal 2026: tentare di pagare con bollettini cartacei: il pagamento non sarà accettato. Assicurati di avere SPID o CIE attivi prima delle scadenze trimestrali
  6. Non portare in deduzione i contributi volontari: molti dimenticano di indicarli nella dichiarazione dei redditi 730. Si perde un risparmio fiscale IRPEF importante
  7. Non fare una simulazione pensionistica prima: versare per anni scoprendo poi che non conviene è uno spreco di risorse. Richiedi prima una consulenza al CAF Centro Fiscale

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Domande Frequenti sui Versamenti Volontari INPS

Dal 2026 come si pagano i versamenti volontari INPS?

Dal 1 gennaio 2026 i versamenti volontari INPS si pagano esclusivamente online: tramite il portale MyINPS, l’app IO, il sistema PagoPA attraverso la propria banca online, oppure con modello F24 telematico. I bollettini postali cartacei e il modello F24 cartaceo agli sportelli non sono piu accettati. La modifica e stata introdotta con il Messaggio INPS n. 4050 del 19 dicembre 2025.

Quanti anni di contributi servono per l’autorizzazione ai versamenti volontari?

Per i lavoratori dipendenti (FPLD) servono almeno 5 anni di contribuzione effettiva (260 settimane), oppure almeno 3 anni nel quinquennio precedente la domanda. Per gli autonomi (artigiani e commercianti) servono 5 anni di iscrizione e contribuzione alla gestione. Per la Gestione Separata sono richiesti 5 anni di contribuzione effettiva.

I versamenti volontari INPS sono deducibili dal reddito?

Si, i contributi volontari versati all’INPS sono integralmente deducibili dal reddito imponibile IRPEF ai sensi dell’art. 10 del TUIR. Vanno indicati nella dichiarazione dei redditi (modello 730 o Redditi PF) nel quadro degli oneri deducibili. Il risparmio fiscale e proporzionale all’aliquota marginale IRPEF del contribuente.

Cosa succede se salto il pagamento di un trimestre?

L’autorizzazione rimane valida a tempo indeterminato. Semplicemente quel trimestre non sara coperto da contribuzione e non contribuira alla maturazione del diritto pensionistico. Non e possibile recuperare il trimestre saltato versando importi maggiori in seguito. L’autorizzazione non decade per omissione di versamenti.

Qual e la differenza tra versamenti volontari e riscatto della laurea?

I versamenti volontari coprono periodi di vuoto contributivo dalla data di autorizzazione in poi. Il riscatto della laurea permette di far valere gli anni di studio universitario come contribuzione, indipendentemente da quando si e conseguita. Il riscatto agevolato della laurea ha un costo ridotto per chi e nel sistema contributivo puro ed e rateizzabile. I due strumenti sono complementari, non alternativi.


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    11. Domande frequenti

    Cosa sono i versamenti volontari INPS

    I versamenti volontari INPS (denominati anche contributi volontari) sono contributi previdenziali che il lavoratore paga autonomamente, di propria iniziativa, per coprire periodi in cui non ha svolto attività lavorativa e quindi non ha maturato contribuzione obbligatoria. Si tratta di uno strumento pensionistico fondamentale per chi ha avuto interruzioni di carriera, periodi di disoccupazione, lavoro part-time o attività non coperte da contribuzione INPS.

    L'obiettivo principale è raggiungere il numero di anni contributivi necessari per accedere alla pensione oppure aumentare l'importo dell'assegno pensionistico. I contributi volontari confluiscono nella gestione previdenziale di appartenenza del lavoratore (Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti, Gestione Separata, Gestione Artigiani e Commercianti) e producono gli stessi effetti dei contributi obbligatori ai fini pensionistici.

    Non si tratta di una soluzione per tutti: per poter versare volontariamente occorre essere stati preventivamente autorizzati dall'INPS e aver maturato una minima anzianità contributiva pregressa. L'autorizzazione ha effetto retroattivo dalla data della domanda e non si prescrive: una volta ottenuta, l'assicurato può versare in qualsiasi momento.

    Novità 2026: pagamento esclusivamente online

    Il cambiamento più significativo del 2026 riguarda le modalità di pagamento. Con il Messaggio INPS n. 4050 del 19 dicembre 2025, l'Istituto ha comunicato che, a partire dal 1° gennaio 2026, i versamenti dei contributi volontari devono essere effettuati esclusivamente attraverso canali telematici. Vengono definitivamente eliminati:

    • Bollettini postali cartacei (modello MAV e bollettino Freccia): non più accettati dagli uffici postali
    • Modello F24 in forma cartacea consegnato presso sportelli bancari o postali senza conto corrente
    • Pagamenti allo sportello INPS in contanti o assegno

    La digitalizzazione forzata del processo rientra nel più ampio piano di modernizzazione dei servizi INPS avviato negli ultimi anni, in linea con le direttive del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e con la transizione al digitale della Pubblica Amministrazione. L'INPS ha gradualmente eliminato i canali cartacei per quasi tutti i versamenti contributivi: i versamenti volontari erano uno degli ultimi a non essere stati completamente digitalizzati.

    Cosa cambia nella pratica? Gli assicurati autorizzati ai contributi volontari ricevono ogni trimestre il piano di versamento telematico attraverso il portale MyINPS o via email (se hanno attivato le notifiche). Il pagamento avviene esclusivamente tramite i canali digitali indicati nella sezione dedicata di questo articolo.

    Chi può versare volontariamente: requisiti e categorie

    Non tutti i lavoratori possono accedere ai versamenti volontari INPS. È necessario soddisfare specifici requisiti contributivi minimi che variano in base alla gestione previdenziale di appartenenza. Ecco le categorie ammesse e i requisiti:

    Lavoratori dipendenti (FPLD)

    Per i lavoratori iscritti al Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti, il requisito minimo è di 5 anni di contribuzione effettiva (260 settimane) oppure, per chi non ha raggiunto questo limite, almeno 3 anni di contribuzione nel quinquennio precedente la domanda. Sono ammessi sia i lavoratori che hanno interrotto temporaneamente il rapporto di lavoro, sia coloro che hanno cessato definitivamente l'attività.

    Lavoratori autonomi (artigiani e commercianti)

    Gli artigiani e i commercianti iscritti alle rispettive gestioni INPS possono richiedere l'autorizzazione ai versamenti volontari dopo aver maturato almeno 5 anni di iscrizione e contribuzione alla gestione di riferimento. L'autorizzazione è necessaria anche per chi ha cessato l'attività autonoma e desidera proseguire la contribuzione.

    Iscritti alla Gestione Separata

    I lavoratori iscritti alla Gestione Separata INPS (collaboratori, professionisti senza cassa, lavoratori occasionali) devono aver versato contributi per almeno 5 anni di contribuzione effettiva. La base imponibile per il calcolo dei contributi volontari viene determinata sulla media dei redditi imponibili degli ultimi 12 mesi di attività.

    Casalinghe e casalinghi

    Una categoria spesso trascurata ma importante: anche chi svolge lavoro di cura domestica non retribuito può iscriversi al Fondo di previdenza per le persone che svolgono lavoro di cura non retribuito (il cosiddetto "fondo casalinghe"), versando contributi volontari a partire da 25,82 euro al mese. Non è richiesta contribuzione pregressa per questa gestione specifica.

    Attenzione: i periodi coperti da versamenti volontari non sono compatibili con periodi di lavoro subordinato o autonomo per i quali vige l'obbligo assicurativo. In altre parole, non puoi versare volontariamente per un periodo in cui hai lavorato e hai già contributi obbligatori.

    Come fare la domanda di autorizzazione INPS

    Prima di poter effettuare qualsiasi versamento, è obbligatorio ottenere l'autorizzazione dall'INPS. Senza autorizzazione preventiva, i versamenti non vengono riconosciuti ai fini pensionistici. Ecco la procedura passo per passo.

    Procedura online (unica modalità dal 2026)

    1. Accedi al portale MyINPS su www.inps.it con SPID, CIE o CNS
    2. Vai alla sezione “Prestazioni e servizi” → “Servizi” → “Contributi volontari”
    3. Seleziona “Domanda di autorizzazione ai versamenti volontari”
    4. Compila il modulo indicando la gestione di appartenenza e i periodi da coprire
    5. Allega la documentazione richiesta (estratto contributivo, eventuale documentazione del periodo da coprire)
    6. Invia la domanda e attendi la comunicazione di accoglimento

    L'INPS esamina la domanda e verifica il possesso dei requisiti. Se l'autorizzazione viene concessa, viene comunicata per iscritto all'assicurato. L'autorizzazione decorre dalla data di presentazione della domanda: è importante presentarla tempestivamente, poiché retroattivamente non potrai coprire periodi antecedenti alla data di protocollo della domanda (con alcune eccezioni per contribuzione figurativa).

    Hai bisogno di assistenza per la domanda di autorizzazione? Il CAF Centro Fiscale di Udine supporta il patronato per la presentazione della domanda all'INPS, la verifica dei requisiti contributivi e la stima dei vantaggi pensionistici. Contattaci per una consulenza personalizzata.

    Come eseguire i versamenti online dal 2026

    Una volta ottenuta l'autorizzazione, ogni trimestre l'INPS mette a disposizione il piano di versamento telematico con gli importi dovuti. Dal 2026 i canali abilitati per il pagamento sono esclusivamente i seguenti.

    Portale MyINPS

    Il canale principale è il portale MyINPS (myinps.inps.it). Dopo l'accesso con SPID, CIE o CNS, nella sezione “Contributi volontari” → “Paga contributi volontari” trovi i bollettini trimestrali precompilati con gli importi esatti. Il pagamento avviene direttamente online tramite:

    • Carta di credito/debito (Visa, Mastercard, Maestro)
    • Bonifico bancario online
    • PagoPA (il sistema unificato di pagamento alla PA)

    App IO

    La app IO (il wallet digitale del cittadino per i servizi pubblici) consente di ricevere notifiche di scadenza e pagare i contributi volontari INPS direttamente dallo smartphone. Nella sezione “Pagamenti” dell'app trovi i bollettini INPS e puoi saldarli con carta o con il saldo prepagato dell'app. È il metodo più comodo per chi vuole gestire tutto da mobile.

    PagoPA (canale bancario online)

    In alternativa, puoi pagare tramite PagoPA attraverso il home banking della tua banca o posta, inserendo il codice di avviso che trovi nel piano di versamento. Quasi tutte le banche italiane supportano PagoPA: cerca la voce “Pagamenti PA” o “PagoPA” nell'area pagamenti del tuo internet banking. Anche Poste Italiane supporta il pagamento PagoPA tramite app BancoPosta o sito postepay.it.

    Modello F24 online (ancora ammesso)

    Il modello F24 rimane valido, ma solo nella versione telematica: tramite i servizi dell'Agenzia delle Entrate (F24 Web su Entratel/Fiscoline) oppure attraverso il proprio istituto bancario tramite home banking. Il codice tributo da utilizzare varia in base alla gestione di appartenenza. L'F24 cartaceo consegnato allo sportello è invece definitivamente abolito per questi versamenti dal 2026.

    Cosa fare se non si è pratici di strumenti digitali? È possibile delegare un CAF, un patronato o un consulente a effettuare i pagamenti per proprio conto. Il CAF Centro Fiscale fornisce assistenza completa anche per la gestione dei pagamenti telematici dei contributi volontari.

    Importi e aliquote 2026 per gestione

    Il calcolo degli importi dei versamenti volontari 2026 dipende dalla gestione previdenziale di appartenenza, dalla retribuzione o reddito di riferimento e dall'aliquota contributiva applicabile. Vediamo i dettagli per ciascuna categoria.

    Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti (FPLD)

    Per i lavoratori dipendenti, la base di calcolo è la retribuzione media settimanale degli ultimi 12 mesi di lavoro retribuito (o degli ultimi 24 mesi se più favorevole). L'aliquota applicata è quella in vigore per i lavoratori dipendenti, pari al 33% della retribuzione imponibile. Tale aliquota, nei contributi obbligatori suddivisa tra datore e lavoratore, viene pagata interamente dall'assicurato nei versamenti volontari.

    La retribuzione settimanale minima per il 2026, che rappresenta la base minima di calcolo, è aggiornata annualmente dall'INPS in base alla variazione del costo della vita. Per il 2026 la retribuzione convenzionale minima giornaliera è fissata in circa 51,83 euro (aggiornamento con circolare INPS inizio anno).

    Gestione Artigiani

    Per gli artigiani, i contributi volontari si calcolano applicando le stesse aliquote dei contributi obbligatori al reddito medio degli ultimi 12 mesi di attività. Le aliquote 2026 per la Gestione Artigiani sono:

    • 24% del reddito imponibile (quota IVS – Invalidità, Vecchiaia, Superstiti) per i titolari
    • Aliquota aggiuntiva dello 0,48% per la maternità e malattia
    • Minimale 2026: circa 3.983 euro trimestrali (contributo fisso sul minimale di reddito)

    Gestione Commercianti

    Per i commercianti, le aliquote 2026 sono lievemente superiori:

    • 24,48% del reddito imponibile (quota IVS) per i titolari
    • Aliquota aggiuntiva dello 0,48% per malattia
    • Minimale 2026: circa 4.054 euro trimestrali

    Gestione Separata

    Per gli iscritti alla Gestione Separata, l'aliquota per i versamenti volontari è quella applicata ai collaboratori e professionisti senza altra previdenza obbligatoria. Per il 2026 l'aliquota è del 26,23% (comprensiva di aliquota DIS-COLL e maternità). La base imponibile è la media dei redditi da lavoro degli ultimi 12 mesi di contribuzione effettiva.

    Tabella riepilogativa delle aliquote 2026:

    Gestione INPSAliquota IVS 2026Base di calcolo
    Lavoratori dipendenti (FPLD)33%Retribuzione media settimanale ultimi 12/24 mesi
    Artigiani24%Reddito medio ultimi 12 mesi
    Commercianti24,48%Reddito medio ultimi 12 mesi
    Gestione Separata26,23%Media redditi ultimi 12 mesi di contribuzione
    Fondo casalingheFissoDa 25,82 a 51,65 euro al mese

    Scadenze trimestrali: quando pagare

    I versamenti volontari INPS hanno cadenza trimestrale. Ogni trimestre è riferito a un periodo specifico dell'anno e deve essere pagato entro una data precisa. Il rispetto delle scadenze è fondamentale: i versamenti effettuati fuori termine non vengono riconosciuti per i periodi corrispondenti.

    Trimestre di riferimentoScadenza di pagamento
    1° trimestre (gennaio-marzo)Entro il 30 giugno
    2° trimestre (aprile-giugno)Entro il 30 settembre
    3° trimestre (luglio-settembre)Entro il 31 dicembre
    4° trimestre (ottobre-dicembre)Entro il 31 marzo dell'anno successivo

    In sintesi, ogni versamento va effettuato entro il terzo mese successivo alla fine del trimestre di riferimento. Esempio pratico: il contributo per il primo trimestre 2026 (gennaio-marzo 2026) deve essere pagato entro il 30 giugno 2026.

    Versamenti tardivi o parziali: se si salta un trimestre, non è possibile recuperarlo versando in un trimestre successivo. L'INPS valuta la continuità dei versamenti: periodi non coperti rimangono scoperti e non contribuiscono al maturare del diritto pensionistico. Tuttavia, non esiste un obbligo di versare ogni trimestre: l'autorizzazione non decade se si salta un periodo, ma ovviamente quel trimestre non sarà coperto contributivamente.

    Vantaggi e svantaggi dei contributi volontari

    Prima di decidere se conviene avviare i versamenti volontari INPS, è utile fare una valutazione costi-benefici onesta. Non sempre è la scelta più conveniente: dipende da età, situazione lavorativa, reddito e obiettivi pensionistici.

    Vantaggi

    • Copertura dei buchi contributivi: permette di raggiungere i requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata colmando anni di contribuzione mancanti
    • Aumento dell'assegno pensionistico: più contributi equivalgono a una pensione più alta nel sistema contributivo
    • Deducibilità fiscale IRPEF: i contributi volontari versati all'INPS sono integralmente deducibili dal reddito imponibile IRPEF (art. 10, comma 1, lett. e) del TUIR). Ogni euro versato riduce l'imponibile fiscale, con un risparmio proporzionale alla tua aliquota marginale IRPEF
    • Nessun vincolo di versamento continuo: puoi saltare trimestri senza perdere l'autorizzazione
    • Cumulabilità con la NASPI: in molti casi compatibile con l'indennità di disoccupazione (verifica caso per caso con il CAF)

    Svantaggi

    • Costo elevato: soprattutto per i dipendenti (aliquota 33%), il costo per coprire un anno intero può superare i 10.000 euro, a seconda della retribuzione di riferimento
    • Rendimento incerto: nel sistema contributivo il valore della pensione dipende dai coefficienti di trasformazione e dall'età di pensionamento. Versare oggi non garantisce un ritorno proporzionale
    • Non recupera periodi antecedenti la domanda: l'autorizzazione vale dalla data di presentazione, non può coprire periodi già passati
    • Alternativa al riscatto più costosa per alcuni periodi: per la laurea o il servizio militare, il riscatto agevolato può essere più conveniente
    • Digitalizzazione obbligatoria dal 2026: serve SPID o CIE attivo, o appoggiarsi a un intermediario abilitato

    Consiglio del CAF: prima di avviare i versamenti volontari, è fondamentale richiedere all'INPS il proprio estratto contributivo aggiornato e farsi fare una simulazione pensionistica. In questo modo potrai valutare quanti anni mancano, quanto costerebbe la contribuzione volontaria e se alternative come la pensione anticipata siano più adatte alla tua situazione.

    Differenze con riscatto, pace contributiva e ricongiunzione

    I versamenti volontari non sono l'unico strumento per integrare la contribuzione previdenziale. È importante conoscere le differenze con gli altri istituti disponibili, per scegliere quello più adatto alla propria situazione.

    Riscatto dei periodi

    Il riscatto permette di far valere ai fini pensionistici periodi che non sono coperti da contribuzione obbligatoria ma che sono stati ufficialmente riconosciuti (es. anni di laurea, servizio militare, anni di aspettativa non retribuita). A differenza dei versamenti volontari:

    • Il riscatto riguarda periodi specifici e predefiniti, non periodi generici
    • Il costo del riscatto si calcola sulla retribuzione attuale moltiplicata per l'aliquota e gli anni da riscattare
    • Il riscatto della laurea ha una versione agevolata con aliquota ridotta per chi è nel sistema contributivo puro
    • È possibile rateizzare il pagamento del riscatto fino a 10 anni senza interessi

    Pace contributiva (riscatto agevolato dei periodi vuoti)

    La pace contributiva consente di riscattare, con un costo agevolato, i periodi di vuoto contributivo compresi tra il 1° gennaio 1996 e il 31 dicembre 2023, fino a un massimo di 5 anni. A differenza dei versamenti volontari:

    • Si possono coprire periodi già passati (retroattività totale fino a 5 anni, nel limite temporale previsto)
    • Il costo è calcolato con l'aliquota della gestione moltiplicata per il reddito dell'anno precedente
    • È detraibile al 50% dall'IRPEF (non deducibile, a differenza dei versamenti volontari)
    • Non richiede la stessa anzianità contributiva minima dei versamenti volontari

    Ricongiunzione

    La ricongiunzione è uno strumento per unificare contributi versati in diverse gestioni previdenziali (es. hai lavorato come dipendente e poi come autonomo, oppure hai contributi in una cassa professionale e nell'INPS). La ricongiunzione trasferisce tutti i contributi in un'unica gestione:

    • Può essere onerosa (a pagamento) o gratuita a seconda dei casi
    • Non aggiunge contributi: sposta quelli già esistenti da una gestione all'altra
    • È alternativa al cumulo contributivo gratuito (legge Fornero) che in molti casi è più conveniente

    In estrema sintesi: i versamenti volontari coprono periodi futuri e vuoti recenti; il riscatto e la pace contributiva coprono periodi passati specifici; la ricongiunzione consolida contributi già esistenti. Spesso la strategia ottimale combina più strumenti. Affidati al CAF Centro Fiscale per una valutazione complessiva della tua posizione previdenziale, anche in vista della dichiarazione dei redditi 730 dove potrai dedurre i contributi versati.

    Errori da evitare con i versamenti volontari INPS

    Dalla nostra esperienza come CAF e patronato, ecco gli errori più frequenti che i lavoratori commettono nella gestione dei versamenti volontari INPS:

    1. Versare senza autorizzazione: i contributi versati prima di ottenere l'autorizzazione INPS non vengono riconosciuti. Presentate sempre prima la domanda
    2. Confondere la data di decorrenza: l'autorizzazione vale dalla data di presentazione della domanda, non da quando si inizia a versare. Ogni giorno di ritardo nella domanda è un periodo coperto in meno
    3. Versare per periodi già coperti da contribuzione obbligatoria: il versamento verrebbe rimborsato ma senza interessi, con perdita di tempo e burocrazia
    4. Non verificare la prescrizione dei periodi: in alcuni casi i periodi possono essere già prescritti (10 anni per le gestioni autonome)
    5. Dal 2026: tentare di pagare con bollettini cartacei: il pagamento non sarà accettato. Assicurati di avere SPID o CIE attivi prima delle scadenze trimestrali
    6. Non portare in deduzione i contributi volontari: molti dimenticano di indicarli nella dichiarazione dei redditi 730. Si perde un risparmio fiscale IRPEF importante
    7. Non fare una simulazione pensionistica prima: versare per anni scoprendo poi che non conviene è uno spreco di risorse. Richiedi prima una consulenza al CAF Centro Fiscale

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    Domande Frequenti sui Versamenti Volontari INPS

    Dal 2026 come si pagano i versamenti volontari INPS?

    Dal 1 gennaio 2026 i versamenti volontari INPS si pagano esclusivamente online: tramite il portale MyINPS, l’app IO, il sistema PagoPA attraverso la propria banca online, oppure con modello F24 telematico. I bollettini postali cartacei e il modello F24 cartaceo agli sportelli non sono piu accettati. La modifica e stata introdotta con il Messaggio INPS n. 4050 del 19 dicembre 2025.

    Quanti anni di contributi servono per l’autorizzazione ai versamenti volontari?

    Per i lavoratori dipendenti (FPLD) servono almeno 5 anni di contribuzione effettiva (260 settimane), oppure almeno 3 anni nel quinquennio precedente la domanda. Per gli autonomi (artigiani e commercianti) servono 5 anni di iscrizione e contribuzione alla gestione. Per la Gestione Separata sono richiesti 5 anni di contribuzione effettiva.

    I versamenti volontari INPS sono deducibili dal reddito?

    Si, i contributi volontari versati all’INPS sono integralmente deducibili dal reddito imponibile IRPEF ai sensi dell’art. 10 del TUIR. Vanno indicati nella dichiarazione dei redditi (modello 730 o Redditi PF) nel quadro degli oneri deducibili. Il risparmio fiscale e proporzionale all’aliquota marginale IRPEF del contribuente.

    Cosa succede se salto il pagamento di un trimestre?

    L’autorizzazione rimane valida a tempo indeterminato. Semplicemente quel trimestre non sara coperto da contribuzione e non contribuira alla maturazione del diritto pensionistico. Non e possibile recuperare il trimestre saltato versando importi maggiori in seguito. L’autorizzazione non decade per omissione di versamenti.

    Qual e la differenza tra versamenti volontari e riscatto della laurea?

    I versamenti volontari coprono periodi di vuoto contributivo dalla data di autorizzazione in poi. Il riscatto della laurea permette di far valere gli anni di studio universitario come contribuzione, indipendentemente da quando si e conseguita. Il riscatto agevolato della laurea ha un costo ridotto per chi e nel sistema contributivo puro ed e rateizzabile. I due strumenti sono complementari, non alternativi.


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