CAF, IMU, TASI E MODELLO F24Rottamazione cartelle comunali 2026: TARI, IMU, multe – come funzionaLa rottamazione delle cartelle comunali 2026 e una misura distinta dalla rottamazione statale (cartelle Agenzia delle Entrate-Riscossione): mentre quella nazionale ha scadenze e regole definite per legge, la rottamazione a livello locale dipende dalla decisione autonoma di ogni singolo Comune, che puo (o non puo) deliberare la propria definizione agevolata dei tributi locali.In questa guida spieghiamo la differenza tra le due rottamazioni, cosa si puo rottamare a livello comunale (TARI, IMU, multe stradali e altro), come funziona la procedura e cosa fare se il proprio Comune non ha ancora aderito.Indice dei contenutiRottamazione statale vs rottamazione comunale: le differenze fondamentaliCosa si puo rottamare con la rottamazione comunaleCosa NON si puo rottamare con la rottamazione comunaleCome funziona la procedura: dalla delibera alla domandaCosa si risparmia: sanzioni e aggio eliminati, capitale da pagareQuali Comuni hanno aderito alla rottamazione 2024-2026Decadenza: cosa succede se non si pagaCosa fare se il proprio Comune non ha aderitoDomande frequenti sulla rottamazione cartelle comunaliConclusione: come verificare la situazione e agireRottamazione statale vs rottamazione comunale: le differenze fondamentaliE essenziale capire la differenza tra le due tipologie prima di procedere:CaratteristicaRottamazione Statale (AdER)Rottamazione ComunaleEnte gestoreAgenzia delle Entrate-RiscossioneSingolo Comune (o concessionario locale)Base normativaArt. 1 L. 197/2022 e successiveDelibera comunale autonomaTributi coinvoltiIRPEF, IVA, contributi INPS, tributi erarialiTARI, IMU, addizionale comunale, multe localiObbligatorietaValida su tutto il territorio nazionaleSolo nei Comuni che deliberano l’adesioneScadenza domandaFissata dalla legge nazionaleFissata dalla delibera del singolo ComunePer la rottamazione delle cartelle statali (quelle gestite dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione per IRPEF, IVA, contributi) leggi la nostra guida alla rottamazione cartelle 2026 (AdER). Cosa si puo rottamare con la rottamazione comunaleQuando un Comune delibera la propria rottamazione, i tributi e le entrate locali potenzialmente inclusi sono:TARI (Tassa sui Rifiuti): la tassa annuale per la raccolta e smaltimento dei rifiuti, tra le entrate locali piu diffuse nelle cartelle in scadutoIMU su immobili diversi dalla prima casa: seconde case, immobili affittati, immobili commerciali (la prima casa e esente IMU tranne le categorie di lusso A/1, A/8, A/9)Sanzioni amministrative comunali: multe della Polizia Locale e Municipale per infrazioni al Codice della Strada, violazioni regolamenti comunaliAddizionale comunale IRPEF: quote di addizionale non versate e finite in ruoloCOSAP/TOSAP: canone o tassa per l’occupazione di suolo pubblicoImposta di soggiorno omessa: per strutture ricettive che non hanno versato l’imposta ai ComuniRette comunali non pagate: in alcuni casi anche servizi scolastici, mense, asili nido comunali (dipende dalla delibera) Cosa NON si puo rottamare con la rottamazione comunaleAnche in presenza di delibera comunale, alcune entrate restano escluse:Prima casa IMU esente: non c’e IMU su prima casa (categorie catastali diverse da A/1, A/8, A/9) quindi non c’e nulla da rottamare su questo fronteSanzioni penali: le sanzioni di natura penale non rientrano nelle definizioni agevolateContributi previdenziali: INPS e contributi previdenziali restano di competenza stataleTributi erariali: IVA, IRPEF, IRES, imposta di registro restano ad AdEREntrate non tributarie prive di provvedimento: alcune entrate patrimoniali potrebbero non rientrare a seconda della deliberaCome funziona la procedura: dalla delibera alla domandaIl meccanismo della rottamazione comunale segue questi passaggi:Delibera di adesione del Comune: il Consiglio Comunale approva una delibera che stabilisce l’adesione alla rottamazione, i tributi inclusi, le annualita coperte e le condizioniPubblicazione bando e modulistica: il Comune pubblica il bando con scadenze, modulo di domanda e istruzioni sul proprio sito istituzionalePresentazione istanza del contribuente: il contribuente presenta domanda di definizione agevolata entro la scadenza indicata, specificando le cartelle o i debiti da definireComunicazione dell’importo da pagare: il Comune (o il concessionario) comunica l’importo ridotto dovuto (capitale e interessi legali, senza sanzioni e aggio)Pagamento: in unica soluzione o a rate secondo le condizioni della delibera (massimo 5 anni in molti casi)Estinzione del debito: a pagamento completato, il debito si estingue e la cartella viene annullata Cosa si risparmia: sanzioni e aggio eliminati, capitale da pagareCon la rottamazione comunale tipicamente si paga:Capitale dovuto: l’importo originario del tributo non pagato – obbligatorioInteressi di mora ridotti: generalmente gli interessi legali (non quelli di mora maggiorati) – dipende dalla deliberaSi risparmia invece su:Sanzioni tributarie: completamente stralciate (possono rappresentare il 30% o piu del debito)Aggio di riscossione: la percentuale trattenuta dal concessionario (circa 3%)Interessi di mora aggiuntivi: in molte delibere eliminati o ridotti agli interessi legaliEsempio pratico: una cartella TARI con debito originario di 800 euro, sanzione del 30% (240 euro) e interessi di mora potrebbe ridursi a circa 820-850 euro totali con la rottamazione invece degli oltre 1.100 euro del debito pieno. Quali Comuni hanno aderito alla rottamazione 2024-2026La rottamazione delle cartelle comunali ha visto diverse ondate di adesioni negli ultimi anni. Tra i casi piu rilevanti in Italia:Roma Capitale: ha approvato diversi piani di definizione agevolata per TARI, sanzioni e tributi locali tramite Roma Capitale EntrateMilano: ha avviato procedure di definizione agevolata per i propri tributi locali tramite il concessionario localeBari: ha deliberato misure di saldo agevolato per tributi locali in scadutoComuni medi e piccoli: molti capoluoghi di provincia hanno deliberato rottamazioni proprie negli anni 2023-2025 in seguito all’esempio delle misure nazionaliCome verificare per il proprio Comune: la fonte piu aggiornata e il sito istituzionale del Comune (sezione Tributi o Entrate). Cerca “definizione agevolata” o “rottamazione tributi locali” con l’anno di riferimento.Decadenza: cosa succede se non si pagaLa rottamazione comunale decade se il contribuente non paga nei termini stabiliti dalla delibera. In caso di decadenza:Il debito torna nella sua interezza originaria (capitale + sanzioni + interessi)Non e possibile richiedere una nuova rottamazione per gli stessi debiti (in genere)Il Comune riprende l’attivita di riscossione ordinariaPossono essere avviate procedure esecutive (fermo amministrativo, iscrizione ipotecaria, pignoramento)La rata massima prevista nei piani rateali delle rottamazioni comunali e tipicamente di 5 anni (60 rate mensili), ma alcune delibere prevedono soluzioni piu brevi (12 o 24 rate). Verificare sempre le condizioni specifiche della delibera comunale. Cosa fare se il proprio Comune non ha aderitoSe il tuo Comune non ha deliberato la rottamazione locale, hai comunque alcune opzioni per gestire i debiti tributari locali:Rateizzazione ordinaria: molti Comuni consentono di rateizzare i debiti tributari anche senza rottamazione, su richiesta del contribuente. Verificare il regolamento delle entrate comunaliRavvedimento operoso: per tributi non ancora in cartella ma con omissioni dichiarative, il ravvedimento permette di regolarizzare con sanzioni ridotteSaldo e stralcio parziale: in alcuni casi i Comuni accettano accordi transattivi per debiti di importo elevatoVerifica prescrizione: le cartelle TARI si prescrivono in 5 anni dalla notifica (orientamento giurisprudenziale consolidato); l’IMU in 5 anni dall’accertamento. Se la cartella e molto vecchia, verificare con un consulenteAttendere nuove misure: il Parlamento ha piu volte esteso o reintrodotto rottamazioni nazionali che hanno incluso anche tributi localiPer approfondire la Rottamazione Quinquies e le sue estensioni ai Comuni: Rottamazione Quinquies estesa ai Comuni: tutti i tributi locali che rientrano.Domande frequenti sulla rottamazione cartelle comunaliLa rottamazione comunale vale anche per l’IMU sulla prima casa?No. La prima casa (categorie catastali diverse da A/1, A/8, A/9) e esente da IMU. Non ci sono quindi cartelle IMU sulla prima casa da rottamare. L’IMU rottamabile riguarda solo gli immobili diversi dalla prima casa: seconde case, box non pertinenziali, immobili commerciali, terreni agricoli in alcune zone.Come faccio a sapere se ho cartelle comunali in scaduto?Puoi verificare contattando direttamente l’ufficio tributi del tuo Comune, oppure tramite il concessionario locale della riscossione. Alcune cartelle comunali vengono pero affidate ad AdER: in questo caso sono visibili anche nell’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione.Le multe stradali rientrano nella rottamazione comunale?Dipende dalla delibera. Molte rottamazioni comunali includono le sanzioni amministrative del Codice della Strada (multe Polizia Locale e Municipale) che sono finite in cartella. Non rientrano invece le contravvenzioni non ancora in ruolo o quelle di competenza di altri enti.Posso rottamare anche le cartelle TARI degli anni passati?Si, a condizione che le cartelle rientrino nelle annualita coperte dalla delibera comunale. Generalmente le rottamazioni comunali coprono cartelle notificate fino a una data specifica (es. entro il 31 dicembre 2023). Verificare sempre l’atto deliberativo del proprio Comune.Conclusione: come verificare la situazione e agireLa rottamazione cartelle comunali 2026 e un’opportunita concreta per chi ha debiti tributari locali (TARI, IMU, multe) in scaduto, ma richiede di verificare caso per caso se il proprio Comune ha deliberato l’adesione. I passi consigliati:Verifica se hai cartelle comunali in scaduto (ufficio tributi o sito Comune)Controlla se il tuo Comune ha deliberato la rottamazione nel 2025-2026Se si: presenta domanda entro la scadenza indicata dalla deliberaSe no: valuta rateizzazione ordinaria, ravvedimento o attendi nuove misure nazionaliIl CAF Centro Fiscale di Udine offre consulenza fiscale per verificare la situazione debitoria, distinguere tra cartelle statali e comunali e assistere nella presentazione delle domande di definizione agevolata. Contattaci per un appuntamento.Giugno 30, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/ROTTAMAZIONE-QUINQUIES-2026.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-30 11:00:002026-07-03 07:54:32Rottamazione cartelle comunali 2026: TARI, IMU, multe – come funziona
IMU, TASI E MODELLO F24Tributi locali tra modifiche attuate e prospettive di riformaIl sistema dei tributi locali in Italia sta vivendo una stagione di profondo cambiamento. Tra modifiche già attuate con la riforma fiscale (Legge delega n. 111/2023) e prospettive di riforma ancora aperte, l’intero impianto delle entrate comunali e regionali e sotto la lente del legislatore. IMU, TARI, addizionali IRPEF, imposta di soggiorno e canone unico patrimoniale: ognuno di questi tributi e oggi al centro di un dibattito che intreccia esigenze di gettito, semplificazione amministrativa e tutela del contribuente.In questa guida aggiornata al 2026 analizziamo lo stato dell’arte: cosa è già cambiato, cosa sta per cambiare e quali sono i nodi ancora da sciogliere. Un quadro indispensabile per cittadini, professionisti, amministratori e operatori CAF che ogni giorno si confrontano con la fiscalità locale.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiIl quadro generale dei tributi locali nel 2026IMU 2026: aliquote, scadenze e novitàTARI 2026: il nuovo metodo ARERA (MTR-2)Addizionale comunale e regionale IRPEFImposta di soggiorno: novità 2026Canone unico patrimoniale (ex TOSAP/COSAP)La riforma fiscale dei tributi locali (L. 111/2023)Prospettive: super-IMU, IRPEF locale e nuova riscossioneTabella riassuntiva scadenze 2026Caso pratico: calcolo IMU + TARI per famiglia tipoDomande frequentiIl quadro generale dei tributi locali nel 2026I tributi locali rappresentano la principale fonte di finanziamento autonomo di Comuni, Province e Regioni. Secondo i dati IFEL-ANCI relativi all’ultimo monitoraggio della finanza locale, le entrate tributarie comunali superano i 40 miliardi di euro annui, con IMU e TARI che insieme coprono oltre il 60% del gettito.I principali tributi locali vigenti nel 2026 sono:IMU (Imposta Municipale Propria) – L. 160/2019 art. 1 c. 738-783TARI (Tassa sui Rifiuti) – L. 147/2013 art. 1 c. 639 e ss.Addizionale comunale IRPEF – D.Lgs. 360/1998Addizionale regionale IRPEF – D.Lgs. 446/1997 art. 50Imposta di soggiorno – D.Lgs. 23/2011 art. 4Canone unico patrimoniale – L. 160/2019 art. 1 c. 816-836 (ha sostituito TOSAP, COSAP, ICP, CIMP)IRAP (per le Regioni) – D.Lgs. 446/1997IPT (Imposta Provinciale di Trascrizione)RC Auto provincialeL’asse portante della riforma fiscale 2023-2026 e la Legge delega 9 agosto 2023, n. 111, pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 189 del 14 agosto 2023. L’articolo 14 della legge delega contiene i principi e i criteri direttivi specifici per i tributi regionali e locali. I decreti attuativi sono in corso di emanazione e quelli relativi alla riscossione hanno trovato concretizzazione nel D.Lgs. 29 luglio 2024, n. 110. IMU 2026: aliquote, scadenze e novitàL’IMU resta il tributo locale per eccellenza e nel 2026 conferma il suo impianto consolidato con la Legge 160/2019 (commi 738-783). Si tratta di un’imposta patrimoniale dovuta da proprietari di immobili (e titolari di diritti reali) sul valore catastale rivalutato moltiplicato per i coefficienti di legge.Aliquote IMU 2026Tipologia immobileAliquota baseAliquota massima comunaleFabbricati ordinari (no abit. principale)0,86%1,14% (con maggiorazione 0,08%)Abitazione principale lusso (A/1, A/8, A/9)0,50%0,60%Fabbricati rurali strumentali0,10%azzerabile dai ComuniImmobili categoria D0,86% (quota Stato 0,76%)1,06%Terreni agricoli (non esenti)0,76%1,06%Aree fabbricabili0,86%1,06%Scadenze IMU 2026Acconto IMU 2026: 16 giugno 2026 (50% imposta annua calcolata con aliquote 2025)Saldo IMU 2026: 16 dicembre 2026 (conguaglio sulla base delle aliquote deliberate dal Comune per il 2026)Dichiarazione IMU 2026: entro il 30 giugno 2027 per le variazioni intervenute nel 2026Esenzioni e principali agevolazioniAbitazione principale non di lusso: esenteTerreni agricoli ubicati in Comuni montani e parzialmente montani (circolare MEF n. 9/1993): esentiColtivatori diretti e IAP iscritti alla previdenza agricola: esenti per i terreni di loro proprietàImmobili in comodato gratuito a genitori/figli: riduzione 50% base imponibile (con condizioni)Immobili a canone concordato (L. 431/1998): riduzione 25% dell’impostaPensionati esteri (AIRE) titolari di pensione estera: nel 2026 non e prevista la riduzione del 50% (abrogata dal 2023)Codici tributo F24 per IMU3912 – Abitazione principale (categorie di lusso)3913 – Fabbricati rurali strumentali3914 – Terreni agricoli3916 – Aree fabbricabili3918 – Altri fabbricati3925 – Immobili categoria D (quota Stato)3930 – Immobili categoria D (quota Comune)Novità IMU 2026Tra le novità rilevanti per il 2026 segnaliamo l’obbligo per i Comuni di pubblicare le delibere sulle aliquote IMU entro il 14 ottobre 2026 sul Portale del Federalismo Fiscale del MEF, con efficacia retroattiva al 1° gennaio. Se la delibera non viene pubblicata entro tale termine, si applicano le aliquote dell’anno precedente. Resta confermato anche l’obbligo di compilazione del prospetto delle aliquote secondo il decreto MEF 7 luglio 2023, requisito sostanziale per la validita della delibera. TARI 2026: il nuovo metodo ARERA (MTR-2)La TARI (Tassa sui Rifiuti) finanzia integralmente il servizio di gestione dei rifiuti urbani. Dal 2020 e l’ARERA (Autorita di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) a fissare il Metodo Tariffario Rifiuti. Nel 2026 e pienamente operativo il MTR-2 (Metodo Tariffario per il secondo periodo regolatorio 2022-2025, con proroga e aggiornamento al 2026 ai sensi della deliberazione ARERA 389/2023/R/rif).Cos’e il MTR-2 e cosa cambiaPEF (Piano Economico Finanziario) pluriennale: l’ente territorialmente competente (di norma l’Ente di Governo dell’Ambito – EGA) approva un PEF su base pluriennaleLimite alla crescita tariffaria: parametro di contenimento basato su inflazione + recupero produttivita + qualitaQualita del servizio: con la deliberazione ARERA 15/2022/R/rif (TQRIF) sono fissati standard qualitativi vincolanti su reclami, sportello, raccoltaTrasparenza tariffaria: con la deliberazione 444/2019/R/rif sono obbligatori contenuti minimi del documento di riscossione (avviso TARI)Calcolo TARI: parte fissa e parte variabileLa TARI si compone di:Parte fissa: copre costi del servizio (spazzamento, lavaggio strade, costi generali). Parametro: superficie calpestabile in mq.Parte variabile: copre costi di raccolta e smaltimento. Parametro: numero componenti nucleo familiare (utenze domestiche) o coefficienti potenziali di produzione (utenze non domestiche)Tributo provinciale: 5% (modificabile dalla Provincia, da 1% a 5%) della TARI base, art. 19 D.Lgs. 504/1992Scadenze TARI 2026Le scadenze TARI non sono fissate per legge a livello nazionale: ogni Comune (con regolamento) decide il numero e la cadenza delle rate. Tipicamente si articolano in 2-4 rate con prima scadenza tra aprile e maggio e ultima a novembre/dicembre 2026. La normativa nazionale (art. 15-bis D.L. 34/2019) impone almeno due rate annuali a scadenza semestrale.Riduzioni TARI ricorrentiCompostaggio domestico: riduzione fino al 30% della parte variabileAbitazione tenuta a disposizione (non residenza): riduzione a quota fissa unica (varia per Comune)Distanza dal punto di raccolta > 1 km: riduzione tra 30% e 60%Famiglie disagiate (bonus sociale rifiuti): introdotto con DPCM 21/2023, riconosciuto in automatico tramite ISEE entro la soglia stabilitaBonus sociale rifiuti 2026Il bonus sociale rifiuti e riconosciuto in automatico ai nuclei familiari con ISEE non superiore a 9.530 euro (o 20.000 euro con almeno 4 figli a carico). L’agevolazione consiste in una riduzione tariffaria del 25% ed e gestita dal SGAte (Sistema di Gestione delle Agevolazioni sulle Tariffe Energetiche) integrato con ARERA. Per riceverlo basta presentare la DSU ISEE aggiornata: i CAF come Centro Fiscale di Udine seguono la procedura completa. Addizionale comunale e regionale IRPEFLe addizionali IRPEF (comunale e regionale) costituiscono una quota di prelievo aggiuntiva sul reddito complessivo IRPEF di residenti in un determinato territorio. Sono dovute da tutti i contribuenti tenuti a presentare la dichiarazione dei redditi o titolari di reddito di lavoro dipendente/pensione (trattenuta direttamente dal sostituto d’imposta).Addizionale regionale IRPEF 2026Aliquota base: 1,23% (D.Lgs. 446/1997 art. 50)Aliquota massima: 3,33% (sino al 2026), con possibilita di differenziazione per scaglioniFriuli Venezia Giulia: aliquota ridotta per i redditi piu bassi (variabile per scaglione), 1,23% sugli scaglioni superiori, secondo legge regionale di stabilita aggiornata annualmenteLa Legge di Bilancio 2024 (L. 213/2023, art. 1 c. 7-bis) ha introdotto il riallineamento degli scaglioni dell’addizionale regionale ai nuovi scaglioni IRPEF nazionali (3 scaglioni: 23%, 35%, 43%). Le Regioni hanno tempo fino al 15 maggio 2026 per allineare le proprie aliquote agli scaglioni nazionali, pena il ricorso allo scaglione di salvaguardia.Addizionale comunale IRPEF 2026Aliquota massima: 0,8% (D.Lgs. 360/1998 art. 1 c. 3-bis)Soglia esenzione: i Comuni possono stabilire una soglia di reddito al di sotto della quale l’addizionale non si applicaAcconto: 30% dell’addizionale dovuta sull’anno precedente, versato entro il termine del saldo IRPEF (30 giugno o 16 luglio con maggiorazione 0,40%)Saldo: versato in 9 rate da marzo a novembre dell’anno successivo (per dipendenti e pensionati)Codici tributo F24 addizionali3801 – Addizionale regionale (autoliquidazione)3844 – Addizionale comunale (saldo)3843 – Addizionale comunale (acconto) Imposta di soggiorno: novità 2026L’imposta di soggiorno e disciplinata dall’art. 4 del D.Lgs. 23/2011. Possono istituirla i Comuni capoluogo di Provincia, le Unioni di Comuni e i Comuni inclusi negli elenchi regionali delle localita turistiche o citta d’arte. L’importo varia tra 0 e 5 euro per persona/notte, modulato in base alla categoria della struttura ricettiva.Comuni con tassi più elevati nel 2026I Comuni a maggior pressione turistica (Roma, Venezia, Firenze, Milano) hanno strutturato tariffe articolate fino al massimale di 5 euro/notte per le strutture di lusso (con maggiorazioni straordinarie a Roma per il Giubileo 2025 e per Venezia con il contributo di accesso di 5 euro/giorno per turisti pendolari (in via sperimentale), introdotto con deliberazione del Consiglio Comunale n. 11/2024 e confermato nel 2026).Obblighi del gestore della strutturaRiscossione: il gestore della struttura agisce come responsabile d’imposta (D.L. 34/2020, art. 180)Dichiarazione: presentazione telematica entro il 30 giugno dell’anno successivo (Modello 21)Versamento: solitamente trimestrale o quadrimestrale, varia per ComuneSanzioni: in caso di omessa riscossione, sanzione amministrativa pari al 30% dell’imposta non versata (art. 13 D.Lgs. 471/1997)Riforma in corso: ipotesi tetti differenziatiNell’ambito della riforma fiscale e in discussione l’introduzione di tetti massimi differenziati per categoria di Comune (con un range fino a 25 euro/notte per le citta ad altissima pressione turistica) e l’obbligo di destinazione vincolata del gettito a infrastrutture turistiche, mobilita sostenibile e tutela del patrimonio. Il decreto attuativo e atteso entro fine 2026 secondo il calendario indicato dal MEF.Canone unico patrimoniale (ex TOSAP/COSAP)Il canone unico patrimoniale, introdotto dall’art. 1 c. 816-836 della Legge 160/2019 e operativo dal 1° gennaio 2021, ha unificato in un unico prelievo:TOSAP (Tassa per l’Occupazione di Spazi e Aree Pubbliche)COSAP (Canone per l’Occupazione di Spazi e Aree Pubbliche)Imposta Comunale sulla Pubblicita (ICP)Canone per l’Installazione dei Mezzi Pubblicitari (CIMP)Canone per le concessioni nei mercati (canone mercatale)Chi paga il canone unicoSono soggetti al canone unico:Esercenti che occupano suolo pubblico (dehors, plateatici, tavolini, espositori)Soggetti che effettuano scavi su suolo pubblico (utility, telecom)Soggetti che installano insegne, manifesti, cartelloni pubblicitariOperatori dei mercati e fiereOperatori delle attivita ambulantiTariffe e modalita di calcoloLe tariffe del canone unico sono stabilite con regolamento comunale e si articolano in:Tariffa standard annua: parametrata in euro/mq per le occupazioni permanentiTariffa standard giornaliera: per occupazioni temporanee (mercati, eventi)Coefficiente di valutazione economica della disponibilita del bene pubblicoCoefficiente di tipologia di attivita svoltaPer il 2026, secondo i dati IFEL aggiornati, le tariffe medie comunali oscillano tra 30 e 70 euro/mq/anno per occupazioni permanenti in zone centrali di Comuni capoluogo, con maggiorazioni per le aree di pregio storico-artistico. La riforma fiscale dei tributi locali (L. 111/2023)La Legge delega 9 agosto 2023, n. 111 (Delega al Governo per la riforma fiscale) all’articolo 14 contiene principi e criteri direttivi per la riforma dei tributi regionali, provinciali e comunali. Il termine per l’esercizio della delega e stato prorogato dalla Legge 213/2023 (Legge di Bilancio 2024) e successivamente esteso.Principi guida della riformaSemplificazione e razionalizzazione del sistema dei tributi locali, con accorpamento di prelievi sovrappostiMaggiore autonomia tributaria degli enti locali nel rispetto della CostituzioneCodificazione in un unico Testo Unico dei tributi locali, da emanarsi nei prossimi anniTutela del contribuente con riduzione degli adempimenti e contenziosoRazionalizzazione del catasto (rinviata a successiva riforma)Riforma della riscossione locale (gia attuata in parte dal D.Lgs. 110/2024)Decreti attuativi gia emanati o in cantiereD.Lgs. 209/2023: Fiscalita internazionaleD.Lgs. 219/2023: Statuto del contribuenteD.Lgs. 220/2023: Contenzioso tributarioD.Lgs. 110/2024: Riforma della riscossione (incluso il riordino dell’agente nazionale)Decreto attuativo tributi locali: in fase di approvazione finale presso il Consiglio dei MinistriCosa cambia subito per i contribuentiSebbene il Testo Unico dei tributi locali sia ancora in itinere, alcune modifiche operative sono gia state attuate:Dilazione fino a 84 rate per debiti tributari locali iscritti a ruolo e affidati ad Agenzia delle Entrate-Riscossione (D.Lgs. 110/2024)Termine unico per il versamento delle entrate locali con F24Riduzione termini di prescrizione per alcuni tributi accessoriMaggiore trasparenza degli atti di accertamentoCompensazione automatica tra debiti e crediti dello stesso enteProspettive: super-IMU, IRPEF locale e nuova riscossioneSul tavolo della riforma fiscale ci sono ancora diverse ipotesi che potrebbero cambiare radicalmente il volto dei tributi locali nei prossimi anni:1. Super-IMU (o IMU unica)Si tratta dell’ipotesi – allo studio in sede tecnica – di accorpare in un unico prelievo immobiliare l’IMU e l’eventuale residuo di altri prelievi su immobili (con la possibile inclusione di una quota TARI per la parte fissa). L’obiettivo dichiarato sarebbe la semplificazione della tassazione patrimoniale con un unico avviso bonario annuale. La proposta e oggetto di confronto con ANCI e IFEL e non ha ancora forma di disegno di legge.2. IRPEF locale unificataAlcuni studi tecnici (Banca d’Italia, Ufficio Parlamentare di Bilancio) hanno proposto l’unificazione delle due addizionali IRPEF (comunale e regionale) in un’unica “sovrimposta locale”, semplificando il calcolo per il contribuente e razionalizzando la riscossione. Si tratta tuttavia di un’ipotesi tecnica, non ancora tradotta in atti normativi.3. Nuova riscossione enti localiIl D.Lgs. 110/2024 ha gettato le basi per un sistema di riscossione piu efficiente. Sono attesi ulteriori decreti correttivi nel 2026 per:Discarico automatico dopo 5 anni delle cartelle non riscosse (in via sperimentale gia avviato)Sistema unico di gestione delle entrate locali tramite piattaforma nazionaleStrumenti deflattivi potenziati (accertamento con adesione, conciliazione)Notifica digitale obbligatoria tramite SEND (Servizio Notifiche Digitali) per privati che hanno aderito4. Riforma del catastoLa riforma del catasto, pilastro storico della tassazione immobiliare, e stata rinviata a successivi interventi normativi. Resta tuttavia un nodo aperto: gli attuali valori catastali sono in molti casi disallineati rispetto ai valori di mercato. Una loro revisione comporterebbe effetti significativi su IMU, imposte di registro, ipotecaria, catastale, ISEE e altre prestazioni assistenziali. Tabella riassuntiva scadenze 2026TributoAdempimentoScadenza 2026IMUAcconto16 giugno 2026IMUSaldo16 dicembre 2026IMUDichiarazione variazioni 202530 giugno 2026TARIRate (variabili per Comune)2-4 rate aprile-dicembre 2026Addizionale comunale IRPEFAcconto 30% (autonomi)30 giugno 2026 (o 16 luglio +0,40%)Addizionale regionale IRPEFSaldo (autonomi)30 giugno 2026Imposta di soggiornoDichiarazione annuale30 giugno 2026 (per anno 2025)Canone unicoVersamento (variabile per Comune)31 marzo 2026 (in linea di massima)Delibere comunali aliquotePubblicazione MEF14 ottobre 2026Caso pratico: calcolo IMU + TARI per famiglia tipoScenario: famiglia di 4 componenti residente a Udine, proprietaria della prima casa (categoria A/3, rendita catastale 600 euro) e di una seconda casa al mare (A/3, rendita 450 euro), entrambe in Friuli Venezia Giulia.IMU prima casa (Udine)L’abitazione principale categoria A/3 e esente IMU (non e di lusso). IMU dovuta: 0 euro.IMU seconda casaBase imponibile: 450 × 1,05 (rivalutazione) × 160 (coeff. A/3) = 75.600 euroAliquota Comune (ipotesi 1,06%): 75.600 × 1,06% = 801,36 euroAcconto 16/06/2026 (50%): 400,68 euroSaldo 16/12/2026 (50%): 400,68 euroTARI prima casa (Udine, ipotesi 90 mq)Parte fissa: 90 mq × tariffa fissa 1,15 euro/mq = 103,50 euroParte variabile (4 componenti): 235,00 euro (tariffa indicativa)Totale TARI base: 338,50 euroTributo provinciale 5%: 16,93 euroTARI 2026 totale: circa 355,43 euroAddizionali IRPEF (ipotesi reddito complessivo 30.000 euro)Addizionale regionale FVG (aliquota 1,23%): 30.000 × 1,23% = 369,00 euroAddizionale comunale Udine (aliquota 0,8% ipotetica): 30.000 × 0,8% = 240,00 euroTOTALE tributi locali stimato per la famiglia: circa 1.765 euro/anno. Si ricordi che le aliquote sono indicative: per il calcolo reale sono necessarie le delibere comunali aggiornate (pubblicate sul Portale del Federalismo Fiscale del MEF). 📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la verifica della tua posizione fiscale e la gestione delle pratiche di definizione agevolata. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande frequenti1. Quando scadono IMU e TARI nel 2026?L’acconto IMU scade il 16 giugno 2026 e il saldo il 16 dicembre 2026. La TARI non ha scadenze fisse nazionali: dipende dal regolamento comunale, con almeno due rate semestrali (D.L. 34/2019).2. Cosa cambia con la riforma fiscale dei tributi locali?La Legge delega 111/2023 e i decreti attuativi (D.Lgs. 110/2024 per la riscossione) introducono semplificazione, dilazione fino a 84 rate, termine unico di versamento con F24 e maggiore trasparenza degli atti. Il Testo Unico dei tributi locali e in fase di approvazione.3. L’abitazione principale paga IMU nel 2026?No, l’abitazione principale non di lusso (cioe diversa dalle categorie A/1, A/8, A/9) e esente IMU. Per gli immobili A/1, A/8, A/9 si applica l’aliquota base dello 0,50% (modificabile dai Comuni fino allo 0,60%) con detrazione di 200 euro.4. Cos’e il MTR-2 e cosa cambia per la TARI?Il MTR-2 e il Metodo Tariffario Rifiuti definito da ARERA che disciplina la determinazione della TARI nel periodo 2022-2025, con proroga al 2026 (Deliberazione ARERA 389/2023/R/rif). Introduce PEF pluriennale, limiti alla crescita tariffaria e standard di qualita del servizio (TQRIF, Delibera 15/2022/R/rif).5. Si possono dilazionare i debiti per tributi locali?Si. Con il D.Lgs. 110/2024 e possibile chiedere la dilazione fino a 84 rate mensili (7 anni) per debiti tributari locali iscritti a ruolo e affidati ad Agenzia delle Entrate-Riscossione, in linea con le nuove regole della riscossione nazionale. La rateazione e concessa in via amministrativa, senza necessita di documentare la difficolta economica fino a soglie definite.6. Cos’e il canone unico patrimoniale e chi lo paga?Il canone unico patrimoniale (L. 160/2019 c. 816-836) ha sostituito dal 2021 TOSAP, COSAP, ICP e CIMP. E dovuto da chi occupa suolo pubblico (dehors, plateatici, scavi), installa pubblicita (insegne, cartelloni) o opera nei mercati.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Hai bisogno di assistenza sui tributi locali?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti supporta in tutte le fasi:Calcolo IMU e predisposizione modelli F24Verifica avvisi TARI e gestione contestazioniDomanda bonus sociale rifiuti tramite ISEECalcolo addizionali IRPEF in dichiarazione 730Rateizzazione debiti tributari localiRicorsi e assistenza in contenzioso tributario📍 Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine📞 0432 1638640 | WhatsApp 366 6018121✉️ info@centrofiscale.comFonti normative e ufficiali consultate: Legge 160/2019; Legge 147/2013; Legge 111/2023 (Gazz. Uff. n. 189/2023); D.Lgs. 110/2024; D.Lgs. 446/1997; D.Lgs. 360/1998; D.Lgs. 23/2011; Deliberazione ARERA 389/2023/R/rif; Deliberazione ARERA 15/2022/R/rif; Deliberazione ARERA 444/2019/R/rif; Portale del Federalismo Fiscale MEF (finanze.gov.it); IFEL-ANCI (fondazioneifel.it); circolare MEF n. 9/1993.Maggio 22, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/imu.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-22 18:44:562026-05-31 17:46:21Tributi locali tra modifiche attuate e prospettive di riforma