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Tag Archivio per: TARI 2026

CAF, IMU, TASI E MODELLO F24

Rottamazione cartelle comunali 2026: TARI, IMU, multe – come funziona

ROTTAMAZIONE QUINQUIES 2026

La rottamazione delle cartelle comunali 2026 e una misura distinta dalla rottamazione statale (cartelle Agenzia delle Entrate-Riscossione): mentre quella nazionale ha scadenze e regole definite per legge, la rottamazione a livello locale dipende dalla decisione autonoma di ogni singolo Comune, che puo (o non puo) deliberare la propria definizione agevolata dei tributi locali.

In questa guida spieghiamo la differenza tra le due rottamazioni, cosa si puo rottamare a livello comunale (TARI, IMU, multe stradali e altro), come funziona la procedura e cosa fare se il proprio Comune non ha ancora aderito.

Indice dei contenuti

  1. Rottamazione statale vs rottamazione comunale: le differenze fondamentali
  2. Cosa si puo rottamare con la rottamazione comunale
  3. Cosa NON si puo rottamare con la rottamazione comunale
  4. Come funziona la procedura: dalla delibera alla domanda
  5. Cosa si risparmia: sanzioni e aggio eliminati, capitale da pagare
  6. Quali Comuni hanno aderito alla rottamazione 2024-2026
  7. Decadenza: cosa succede se non si paga
  8. Cosa fare se il proprio Comune non ha aderito
  9. Domande frequenti sulla rottamazione cartelle comunali
  10. Conclusione: come verificare la situazione e agire

Rottamazione statale vs rottamazione comunale: le differenze fondamentali

E essenziale capire la differenza tra le due tipologie prima di procedere:

CaratteristicaRottamazione Statale (AdER)Rottamazione Comunale
Ente gestoreAgenzia delle Entrate-RiscossioneSingolo Comune (o concessionario locale)
Base normativaArt. 1 L. 197/2022 e successiveDelibera comunale autonoma
Tributi coinvoltiIRPEF, IVA, contributi INPS, tributi erarialiTARI, IMU, addizionale comunale, multe locali
ObbligatorietaValida su tutto il territorio nazionaleSolo nei Comuni che deliberano l’adesione
Scadenza domandaFissata dalla legge nazionaleFissata dalla delibera del singolo Comune

Per la rottamazione delle cartelle statali (quelle gestite dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione per IRPEF, IVA, contributi) leggi la nostra guida alla rottamazione cartelle 2026 (AdER).

Cosa si puo rottamare con la rottamazione comunale

Quando un Comune delibera la propria rottamazione, i tributi e le entrate locali potenzialmente inclusi sono:

  • TARI (Tassa sui Rifiuti): la tassa annuale per la raccolta e smaltimento dei rifiuti, tra le entrate locali piu diffuse nelle cartelle in scaduto
  • IMU su immobili diversi dalla prima casa: seconde case, immobili affittati, immobili commerciali (la prima casa e esente IMU tranne le categorie di lusso A/1, A/8, A/9)
  • Sanzioni amministrative comunali: multe della Polizia Locale e Municipale per infrazioni al Codice della Strada, violazioni regolamenti comunali
  • Addizionale comunale IRPEF: quote di addizionale non versate e finite in ruolo
  • COSAP/TOSAP: canone o tassa per l’occupazione di suolo pubblico
  • Imposta di soggiorno omessa: per strutture ricettive che non hanno versato l’imposta ai Comuni
  • Rette comunali non pagate: in alcuni casi anche servizi scolastici, mense, asili nido comunali (dipende dalla delibera)

Cosa NON si puo rottamare con la rottamazione comunale

Anche in presenza di delibera comunale, alcune entrate restano escluse:

  • Prima casa IMU esente: non c’e IMU su prima casa (categorie catastali diverse da A/1, A/8, A/9) quindi non c’e nulla da rottamare su questo fronte
  • Sanzioni penali: le sanzioni di natura penale non rientrano nelle definizioni agevolate
  • Contributi previdenziali: INPS e contributi previdenziali restano di competenza statale
  • Tributi erariali: IVA, IRPEF, IRES, imposta di registro restano ad AdER
  • Entrate non tributarie prive di provvedimento: alcune entrate patrimoniali potrebbero non rientrare a seconda della delibera

Come funziona la procedura: dalla delibera alla domanda

Il meccanismo della rottamazione comunale segue questi passaggi:

  1. Delibera di adesione del Comune: il Consiglio Comunale approva una delibera che stabilisce l’adesione alla rottamazione, i tributi inclusi, le annualita coperte e le condizioni
  2. Pubblicazione bando e modulistica: il Comune pubblica il bando con scadenze, modulo di domanda e istruzioni sul proprio sito istituzionale
  3. Presentazione istanza del contribuente: il contribuente presenta domanda di definizione agevolata entro la scadenza indicata, specificando le cartelle o i debiti da definire
  4. Comunicazione dell’importo da pagare: il Comune (o il concessionario) comunica l’importo ridotto dovuto (capitale e interessi legali, senza sanzioni e aggio)
  5. Pagamento: in unica soluzione o a rate secondo le condizioni della delibera (massimo 5 anni in molti casi)
  6. Estinzione del debito: a pagamento completato, il debito si estingue e la cartella viene annullata

Cosa si risparmia: sanzioni e aggio eliminati, capitale da pagare

Con la rottamazione comunale tipicamente si paga:

  • Capitale dovuto: l’importo originario del tributo non pagato – obbligatorio
  • Interessi di mora ridotti: generalmente gli interessi legali (non quelli di mora maggiorati) – dipende dalla delibera

Si risparmia invece su:

  • Sanzioni tributarie: completamente stralciate (possono rappresentare il 30% o piu del debito)
  • Aggio di riscossione: la percentuale trattenuta dal concessionario (circa 3%)
  • Interessi di mora aggiuntivi: in molte delibere eliminati o ridotti agli interessi legali

Esempio pratico: una cartella TARI con debito originario di 800 euro, sanzione del 30% (240 euro) e interessi di mora potrebbe ridursi a circa 820-850 euro totali con la rottamazione invece degli oltre 1.100 euro del debito pieno.

Quali Comuni hanno aderito alla rottamazione 2024-2026

La rottamazione delle cartelle comunali ha visto diverse ondate di adesioni negli ultimi anni. Tra i casi piu rilevanti in Italia:

  • Roma Capitale: ha approvato diversi piani di definizione agevolata per TARI, sanzioni e tributi locali tramite Roma Capitale Entrate
  • Milano: ha avviato procedure di definizione agevolata per i propri tributi locali tramite il concessionario locale
  • Bari: ha deliberato misure di saldo agevolato per tributi locali in scaduto
  • Comuni medi e piccoli: molti capoluoghi di provincia hanno deliberato rottamazioni proprie negli anni 2023-2025 in seguito all’esempio delle misure nazionali

Come verificare per il proprio Comune: la fonte piu aggiornata e il sito istituzionale del Comune (sezione Tributi o Entrate). Cerca “definizione agevolata” o “rottamazione tributi locali” con l’anno di riferimento.

Decadenza: cosa succede se non si paga

La rottamazione comunale decade se il contribuente non paga nei termini stabiliti dalla delibera. In caso di decadenza:

  • Il debito torna nella sua interezza originaria (capitale + sanzioni + interessi)
  • Non e possibile richiedere una nuova rottamazione per gli stessi debiti (in genere)
  • Il Comune riprende l’attivita di riscossione ordinaria
  • Possono essere avviate procedure esecutive (fermo amministrativo, iscrizione ipotecaria, pignoramento)

La rata massima prevista nei piani rateali delle rottamazioni comunali e tipicamente di 5 anni (60 rate mensili), ma alcune delibere prevedono soluzioni piu brevi (12 o 24 rate). Verificare sempre le condizioni specifiche della delibera comunale.

Cosa fare se il proprio Comune non ha aderito

Se il tuo Comune non ha deliberato la rottamazione locale, hai comunque alcune opzioni per gestire i debiti tributari locali:

  • Rateizzazione ordinaria: molti Comuni consentono di rateizzare i debiti tributari anche senza rottamazione, su richiesta del contribuente. Verificare il regolamento delle entrate comunali
  • Ravvedimento operoso: per tributi non ancora in cartella ma con omissioni dichiarative, il ravvedimento permette di regolarizzare con sanzioni ridotte
  • Saldo e stralcio parziale: in alcuni casi i Comuni accettano accordi transattivi per debiti di importo elevato
  • Verifica prescrizione: le cartelle TARI si prescrivono in 5 anni dalla notifica (orientamento giurisprudenziale consolidato); l’IMU in 5 anni dall’accertamento. Se la cartella e molto vecchia, verificare con un consulente
  • Attendere nuove misure: il Parlamento ha piu volte esteso o reintrodotto rottamazioni nazionali che hanno incluso anche tributi locali

Per approfondire la Rottamazione Quinquies e le sue estensioni ai Comuni: Rottamazione Quinquies estesa ai Comuni: tutti i tributi locali che rientrano.

Domande frequenti sulla rottamazione cartelle comunali

La rottamazione comunale vale anche per l’IMU sulla prima casa?

No. La prima casa (categorie catastali diverse da A/1, A/8, A/9) e esente da IMU. Non ci sono quindi cartelle IMU sulla prima casa da rottamare. L’IMU rottamabile riguarda solo gli immobili diversi dalla prima casa: seconde case, box non pertinenziali, immobili commerciali, terreni agricoli in alcune zone.

Come faccio a sapere se ho cartelle comunali in scaduto?

Puoi verificare contattando direttamente l’ufficio tributi del tuo Comune, oppure tramite il concessionario locale della riscossione. Alcune cartelle comunali vengono pero affidate ad AdER: in questo caso sono visibili anche nell’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Le multe stradali rientrano nella rottamazione comunale?

Dipende dalla delibera. Molte rottamazioni comunali includono le sanzioni amministrative del Codice della Strada (multe Polizia Locale e Municipale) che sono finite in cartella. Non rientrano invece le contravvenzioni non ancora in ruolo o quelle di competenza di altri enti.

Posso rottamare anche le cartelle TARI degli anni passati?

Si, a condizione che le cartelle rientrino nelle annualita coperte dalla delibera comunale. Generalmente le rottamazioni comunali coprono cartelle notificate fino a una data specifica (es. entro il 31 dicembre 2023). Verificare sempre l’atto deliberativo del proprio Comune.

Conclusione: come verificare la situazione e agire

La rottamazione cartelle comunali 2026 e un’opportunita concreta per chi ha debiti tributari locali (TARI, IMU, multe) in scaduto, ma richiede di verificare caso per caso se il proprio Comune ha deliberato l’adesione. I passi consigliati:

  1. Verifica se hai cartelle comunali in scaduto (ufficio tributi o sito Comune)
  2. Controlla se il tuo Comune ha deliberato la rottamazione nel 2025-2026
  3. Se si: presenta domanda entro la scadenza indicata dalla delibera
  4. Se no: valuta rateizzazione ordinaria, ravvedimento o attendi nuove misure nazionali

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre consulenza fiscale per verificare la situazione debitoria, distinguere tra cartelle statali e comunali e assistere nella presentazione delle domande di definizione agevolata. Contattaci per un appuntamento.

Giugno 30, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/ROTTAMAZIONE-QUINQUIES-2026.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-30 11:00:002026-07-03 07:54:32Rottamazione cartelle comunali 2026: TARI, IMU, multe – come funziona
IMU, TASI E MODELLO F24

Tributi locali tra modifiche attuate e prospettive di riforma

calcolo imu CAF Udine

Il sistema dei tributi locali in Italia sta vivendo una stagione di profondo cambiamento. Tra modifiche già attuate con la riforma fiscale (Legge delega n. 111/2023) e prospettive di riforma ancora aperte, l’intero impianto delle entrate comunali e regionali e sotto la lente del legislatore. IMU, TARI, addizionali IRPEF, imposta di soggiorno e canone unico patrimoniale: ognuno di questi tributi e oggi al centro di un dibattito che intreccia esigenze di gettito, semplificazione amministrativa e tutela del contribuente.

In questa guida aggiornata al 2026 analizziamo lo stato dell’arte: cosa è già cambiato, cosa sta per cambiare e quali sono i nodi ancora da sciogliere. Un quadro indispensabile per cittadini, professionisti, amministratori e operatori CAF che ogni giorno si confrontano con la fiscalità locale.

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Indice dei contenuti

  1. Il quadro generale dei tributi locali nel 2026
  2. IMU 2026: aliquote, scadenze e novità
  3. TARI 2026: il nuovo metodo ARERA (MTR-2)
  4. Addizionale comunale e regionale IRPEF
  5. Imposta di soggiorno: novità 2026
  6. Canone unico patrimoniale (ex TOSAP/COSAP)
  7. La riforma fiscale dei tributi locali (L. 111/2023)
  8. Prospettive: super-IMU, IRPEF locale e nuova riscossione
  9. Tabella riassuntiva scadenze 2026
  10. Caso pratico: calcolo IMU + TARI per famiglia tipo
  11. Domande frequenti

Il quadro generale dei tributi locali nel 2026

I tributi locali rappresentano la principale fonte di finanziamento autonomo di Comuni, Province e Regioni. Secondo i dati IFEL-ANCI relativi all’ultimo monitoraggio della finanza locale, le entrate tributarie comunali superano i 40 miliardi di euro annui, con IMU e TARI che insieme coprono oltre il 60% del gettito.

I principali tributi locali vigenti nel 2026 sono:

  • IMU (Imposta Municipale Propria) – L. 160/2019 art. 1 c. 738-783
  • TARI (Tassa sui Rifiuti) – L. 147/2013 art. 1 c. 639 e ss.
  • Addizionale comunale IRPEF – D.Lgs. 360/1998
  • Addizionale regionale IRPEF – D.Lgs. 446/1997 art. 50
  • Imposta di soggiorno – D.Lgs. 23/2011 art. 4
  • Canone unico patrimoniale – L. 160/2019 art. 1 c. 816-836 (ha sostituito TOSAP, COSAP, ICP, CIMP)
  • IRAP (per le Regioni) – D.Lgs. 446/1997
  • IPT (Imposta Provinciale di Trascrizione)
  • RC Auto provinciale

L’asse portante della riforma fiscale 2023-2026 e la Legge delega 9 agosto 2023, n. 111, pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 189 del 14 agosto 2023. L’articolo 14 della legge delega contiene i principi e i criteri direttivi specifici per i tributi regionali e locali. I decreti attuativi sono in corso di emanazione e quelli relativi alla riscossione hanno trovato concretizzazione nel D.Lgs. 29 luglio 2024, n. 110.

IMU 2026: aliquote, scadenze e novità

L’IMU resta il tributo locale per eccellenza e nel 2026 conferma il suo impianto consolidato con la Legge 160/2019 (commi 738-783). Si tratta di un’imposta patrimoniale dovuta da proprietari di immobili (e titolari di diritti reali) sul valore catastale rivalutato moltiplicato per i coefficienti di legge.

Aliquote IMU 2026

Tipologia immobileAliquota baseAliquota massima comunale
Fabbricati ordinari (no abit. principale)0,86%1,14% (con maggiorazione 0,08%)
Abitazione principale lusso (A/1, A/8, A/9)0,50%0,60%
Fabbricati rurali strumentali0,10%azzerabile dai Comuni
Immobili categoria D0,86% (quota Stato 0,76%)1,06%
Terreni agricoli (non esenti)0,76%1,06%
Aree fabbricabili0,86%1,06%

Scadenze IMU 2026

  • Acconto IMU 2026: 16 giugno 2026 (50% imposta annua calcolata con aliquote 2025)
  • Saldo IMU 2026: 16 dicembre 2026 (conguaglio sulla base delle aliquote deliberate dal Comune per il 2026)
  • Dichiarazione IMU 2026: entro il 30 giugno 2027 per le variazioni intervenute nel 2026

Esenzioni e principali agevolazioni

  • Abitazione principale non di lusso: esente
  • Terreni agricoli ubicati in Comuni montani e parzialmente montani (circolare MEF n. 9/1993): esenti
  • Coltivatori diretti e IAP iscritti alla previdenza agricola: esenti per i terreni di loro proprietà
  • Immobili in comodato gratuito a genitori/figli: riduzione 50% base imponibile (con condizioni)
  • Immobili a canone concordato (L. 431/1998): riduzione 25% dell’imposta
  • Pensionati esteri (AIRE) titolari di pensione estera: nel 2026 non e prevista la riduzione del 50% (abrogata dal 2023)

Codici tributo F24 per IMU

  • 3912 – Abitazione principale (categorie di lusso)
  • 3913 – Fabbricati rurali strumentali
  • 3914 – Terreni agricoli
  • 3916 – Aree fabbricabili
  • 3918 – Altri fabbricati
  • 3925 – Immobili categoria D (quota Stato)
  • 3930 – Immobili categoria D (quota Comune)

Novità IMU 2026

Tra le novità rilevanti per il 2026 segnaliamo l’obbligo per i Comuni di pubblicare le delibere sulle aliquote IMU entro il 14 ottobre 2026 sul Portale del Federalismo Fiscale del MEF, con efficacia retroattiva al 1° gennaio. Se la delibera non viene pubblicata entro tale termine, si applicano le aliquote dell’anno precedente. Resta confermato anche l’obbligo di compilazione del prospetto delle aliquote secondo il decreto MEF 7 luglio 2023, requisito sostanziale per la validita della delibera.

TARI 2026: il nuovo metodo ARERA (MTR-2)

La TARI (Tassa sui Rifiuti) finanzia integralmente il servizio di gestione dei rifiuti urbani. Dal 2020 e l’ARERA (Autorita di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) a fissare il Metodo Tariffario Rifiuti. Nel 2026 e pienamente operativo il MTR-2 (Metodo Tariffario per il secondo periodo regolatorio 2022-2025, con proroga e aggiornamento al 2026 ai sensi della deliberazione ARERA 389/2023/R/rif).

Cos’e il MTR-2 e cosa cambia

  • PEF (Piano Economico Finanziario) pluriennale: l’ente territorialmente competente (di norma l’Ente di Governo dell’Ambito – EGA) approva un PEF su base pluriennale
  • Limite alla crescita tariffaria: parametro di contenimento basato su inflazione + recupero produttivita + qualita
  • Qualita del servizio: con la deliberazione ARERA 15/2022/R/rif (TQRIF) sono fissati standard qualitativi vincolanti su reclami, sportello, raccolta
  • Trasparenza tariffaria: con la deliberazione 444/2019/R/rif sono obbligatori contenuti minimi del documento di riscossione (avviso TARI)

Calcolo TARI: parte fissa e parte variabile

La TARI si compone di:

  • Parte fissa: copre costi del servizio (spazzamento, lavaggio strade, costi generali). Parametro: superficie calpestabile in mq.
  • Parte variabile: copre costi di raccolta e smaltimento. Parametro: numero componenti nucleo familiare (utenze domestiche) o coefficienti potenziali di produzione (utenze non domestiche)
  • Tributo provinciale: 5% (modificabile dalla Provincia, da 1% a 5%) della TARI base, art. 19 D.Lgs. 504/1992

Scadenze TARI 2026

Le scadenze TARI non sono fissate per legge a livello nazionale: ogni Comune (con regolamento) decide il numero e la cadenza delle rate. Tipicamente si articolano in 2-4 rate con prima scadenza tra aprile e maggio e ultima a novembre/dicembre 2026. La normativa nazionale (art. 15-bis D.L. 34/2019) impone almeno due rate annuali a scadenza semestrale.

Riduzioni TARI ricorrenti

  • Compostaggio domestico: riduzione fino al 30% della parte variabile
  • Abitazione tenuta a disposizione (non residenza): riduzione a quota fissa unica (varia per Comune)
  • Distanza dal punto di raccolta > 1 km: riduzione tra 30% e 60%
  • Famiglie disagiate (bonus sociale rifiuti): introdotto con DPCM 21/2023, riconosciuto in automatico tramite ISEE entro la soglia stabilita

Bonus sociale rifiuti 2026

Il bonus sociale rifiuti e riconosciuto in automatico ai nuclei familiari con ISEE non superiore a 9.530 euro (o 20.000 euro con almeno 4 figli a carico). L’agevolazione consiste in una riduzione tariffaria del 25% ed e gestita dal SGAte (Sistema di Gestione delle Agevolazioni sulle Tariffe Energetiche) integrato con ARERA. Per riceverlo basta presentare la DSU ISEE aggiornata: i CAF come Centro Fiscale di Udine seguono la procedura completa.

Addizionale comunale e regionale IRPEF

Le addizionali IRPEF (comunale e regionale) costituiscono una quota di prelievo aggiuntiva sul reddito complessivo IRPEF di residenti in un determinato territorio. Sono dovute da tutti i contribuenti tenuti a presentare la dichiarazione dei redditi o titolari di reddito di lavoro dipendente/pensione (trattenuta direttamente dal sostituto d’imposta).

Addizionale regionale IRPEF 2026

  • Aliquota base: 1,23% (D.Lgs. 446/1997 art. 50)
  • Aliquota massima: 3,33% (sino al 2026), con possibilita di differenziazione per scaglioni
  • Friuli Venezia Giulia: aliquota ridotta per i redditi piu bassi (variabile per scaglione), 1,23% sugli scaglioni superiori, secondo legge regionale di stabilita aggiornata annualmente

La Legge di Bilancio 2024 (L. 213/2023, art. 1 c. 7-bis) ha introdotto il riallineamento degli scaglioni dell’addizionale regionale ai nuovi scaglioni IRPEF nazionali (3 scaglioni: 23%, 35%, 43%). Le Regioni hanno tempo fino al 15 maggio 2026 per allineare le proprie aliquote agli scaglioni nazionali, pena il ricorso allo scaglione di salvaguardia.

Addizionale comunale IRPEF 2026

  • Aliquota massima: 0,8% (D.Lgs. 360/1998 art. 1 c. 3-bis)
  • Soglia esenzione: i Comuni possono stabilire una soglia di reddito al di sotto della quale l’addizionale non si applica
  • Acconto: 30% dell’addizionale dovuta sull’anno precedente, versato entro il termine del saldo IRPEF (30 giugno o 16 luglio con maggiorazione 0,40%)
  • Saldo: versato in 9 rate da marzo a novembre dell’anno successivo (per dipendenti e pensionati)

Codici tributo F24 addizionali

  • 3801 – Addizionale regionale (autoliquidazione)
  • 3844 – Addizionale comunale (saldo)
  • 3843 – Addizionale comunale (acconto)

Imposta di soggiorno: novità 2026

L’imposta di soggiorno e disciplinata dall’art. 4 del D.Lgs. 23/2011. Possono istituirla i Comuni capoluogo di Provincia, le Unioni di Comuni e i Comuni inclusi negli elenchi regionali delle localita turistiche o citta d’arte. L’importo varia tra 0 e 5 euro per persona/notte, modulato in base alla categoria della struttura ricettiva.

Comuni con tassi più elevati nel 2026

I Comuni a maggior pressione turistica (Roma, Venezia, Firenze, Milano) hanno strutturato tariffe articolate fino al massimale di 5 euro/notte per le strutture di lusso (con maggiorazioni straordinarie a Roma per il Giubileo 2025 e per Venezia con il contributo di accesso di 5 euro/giorno per turisti pendolari (in via sperimentale), introdotto con deliberazione del Consiglio Comunale n. 11/2024 e confermato nel 2026).

Obblighi del gestore della struttura

  • Riscossione: il gestore della struttura agisce come responsabile d’imposta (D.L. 34/2020, art. 180)
  • Dichiarazione: presentazione telematica entro il 30 giugno dell’anno successivo (Modello 21)
  • Versamento: solitamente trimestrale o quadrimestrale, varia per Comune
  • Sanzioni: in caso di omessa riscossione, sanzione amministrativa pari al 30% dell’imposta non versata (art. 13 D.Lgs. 471/1997)

Riforma in corso: ipotesi tetti differenziati

Nell’ambito della riforma fiscale e in discussione l’introduzione di tetti massimi differenziati per categoria di Comune (con un range fino a 25 euro/notte per le citta ad altissima pressione turistica) e l’obbligo di destinazione vincolata del gettito a infrastrutture turistiche, mobilita sostenibile e tutela del patrimonio. Il decreto attuativo e atteso entro fine 2026 secondo il calendario indicato dal MEF.

Canone unico patrimoniale (ex TOSAP/COSAP)

Il canone unico patrimoniale, introdotto dall’art. 1 c. 816-836 della Legge 160/2019 e operativo dal 1° gennaio 2021, ha unificato in un unico prelievo:

  • TOSAP (Tassa per l’Occupazione di Spazi e Aree Pubbliche)
  • COSAP (Canone per l’Occupazione di Spazi e Aree Pubbliche)
  • Imposta Comunale sulla Pubblicita (ICP)
  • Canone per l’Installazione dei Mezzi Pubblicitari (CIMP)
  • Canone per le concessioni nei mercati (canone mercatale)

Chi paga il canone unico

Sono soggetti al canone unico:

  • Esercenti che occupano suolo pubblico (dehors, plateatici, tavolini, espositori)
  • Soggetti che effettuano scavi su suolo pubblico (utility, telecom)
  • Soggetti che installano insegne, manifesti, cartelloni pubblicitari
  • Operatori dei mercati e fiere
  • Operatori delle attivita ambulanti

Tariffe e modalita di calcolo

Le tariffe del canone unico sono stabilite con regolamento comunale e si articolano in:

  • Tariffa standard annua: parametrata in euro/mq per le occupazioni permanenti
  • Tariffa standard giornaliera: per occupazioni temporanee (mercati, eventi)
  • Coefficiente di valutazione economica della disponibilita del bene pubblico
  • Coefficiente di tipologia di attivita svolta

Per il 2026, secondo i dati IFEL aggiornati, le tariffe medie comunali oscillano tra 30 e 70 euro/mq/anno per occupazioni permanenti in zone centrali di Comuni capoluogo, con maggiorazioni per le aree di pregio storico-artistico.

La riforma fiscale dei tributi locali (L. 111/2023)

La Legge delega 9 agosto 2023, n. 111 (Delega al Governo per la riforma fiscale) all’articolo 14 contiene principi e criteri direttivi per la riforma dei tributi regionali, provinciali e comunali. Il termine per l’esercizio della delega e stato prorogato dalla Legge 213/2023 (Legge di Bilancio 2024) e successivamente esteso.

Principi guida della riforma

  • Semplificazione e razionalizzazione del sistema dei tributi locali, con accorpamento di prelievi sovrapposti
  • Maggiore autonomia tributaria degli enti locali nel rispetto della Costituzione
  • Codificazione in un unico Testo Unico dei tributi locali, da emanarsi nei prossimi anni
  • Tutela del contribuente con riduzione degli adempimenti e contenzioso
  • Razionalizzazione del catasto (rinviata a successiva riforma)
  • Riforma della riscossione locale (gia attuata in parte dal D.Lgs. 110/2024)

Decreti attuativi gia emanati o in cantiere

  • D.Lgs. 209/2023: Fiscalita internazionale
  • D.Lgs. 219/2023: Statuto del contribuente
  • D.Lgs. 220/2023: Contenzioso tributario
  • D.Lgs. 110/2024: Riforma della riscossione (incluso il riordino dell’agente nazionale)
  • Decreto attuativo tributi locali: in fase di approvazione finale presso il Consiglio dei Ministri

Cosa cambia subito per i contribuenti

Sebbene il Testo Unico dei tributi locali sia ancora in itinere, alcune modifiche operative sono gia state attuate:

  • Dilazione fino a 84 rate per debiti tributari locali iscritti a ruolo e affidati ad Agenzia delle Entrate-Riscossione (D.Lgs. 110/2024)
  • Termine unico per il versamento delle entrate locali con F24
  • Riduzione termini di prescrizione per alcuni tributi accessori
  • Maggiore trasparenza degli atti di accertamento
  • Compensazione automatica tra debiti e crediti dello stesso ente

Prospettive: super-IMU, IRPEF locale e nuova riscossione

Sul tavolo della riforma fiscale ci sono ancora diverse ipotesi che potrebbero cambiare radicalmente il volto dei tributi locali nei prossimi anni:

1. Super-IMU (o IMU unica)

Si tratta dell’ipotesi – allo studio in sede tecnica – di accorpare in un unico prelievo immobiliare l’IMU e l’eventuale residuo di altri prelievi su immobili (con la possibile inclusione di una quota TARI per la parte fissa). L’obiettivo dichiarato sarebbe la semplificazione della tassazione patrimoniale con un unico avviso bonario annuale. La proposta e oggetto di confronto con ANCI e IFEL e non ha ancora forma di disegno di legge.

2. IRPEF locale unificata

Alcuni studi tecnici (Banca d’Italia, Ufficio Parlamentare di Bilancio) hanno proposto l’unificazione delle due addizionali IRPEF (comunale e regionale) in un’unica “sovrimposta locale”, semplificando il calcolo per il contribuente e razionalizzando la riscossione. Si tratta tuttavia di un’ipotesi tecnica, non ancora tradotta in atti normativi.

3. Nuova riscossione enti locali

Il D.Lgs. 110/2024 ha gettato le basi per un sistema di riscossione piu efficiente. Sono attesi ulteriori decreti correttivi nel 2026 per:

  • Discarico automatico dopo 5 anni delle cartelle non riscosse (in via sperimentale gia avviato)
  • Sistema unico di gestione delle entrate locali tramite piattaforma nazionale
  • Strumenti deflattivi potenziati (accertamento con adesione, conciliazione)
  • Notifica digitale obbligatoria tramite SEND (Servizio Notifiche Digitali) per privati che hanno aderito

4. Riforma del catasto

La riforma del catasto, pilastro storico della tassazione immobiliare, e stata rinviata a successivi interventi normativi. Resta tuttavia un nodo aperto: gli attuali valori catastali sono in molti casi disallineati rispetto ai valori di mercato. Una loro revisione comporterebbe effetti significativi su IMU, imposte di registro, ipotecaria, catastale, ISEE e altre prestazioni assistenziali.

Tabella riassuntiva scadenze 2026

TributoAdempimentoScadenza 2026
IMUAcconto16 giugno 2026
IMUSaldo16 dicembre 2026
IMUDichiarazione variazioni 202530 giugno 2026
TARIRate (variabili per Comune)2-4 rate aprile-dicembre 2026
Addizionale comunale IRPEFAcconto 30% (autonomi)30 giugno 2026 (o 16 luglio +0,40%)
Addizionale regionale IRPEFSaldo (autonomi)30 giugno 2026
Imposta di soggiornoDichiarazione annuale30 giugno 2026 (per anno 2025)
Canone unicoVersamento (variabile per Comune)31 marzo 2026 (in linea di massima)
Delibere comunali aliquotePubblicazione MEF14 ottobre 2026

Caso pratico: calcolo IMU + TARI per famiglia tipo

Scenario: famiglia di 4 componenti residente a Udine, proprietaria della prima casa (categoria A/3, rendita catastale 600 euro) e di una seconda casa al mare (A/3, rendita 450 euro), entrambe in Friuli Venezia Giulia.

IMU prima casa (Udine)

L’abitazione principale categoria A/3 e esente IMU (non e di lusso). IMU dovuta: 0 euro.

IMU seconda casa

  • Base imponibile: 450 × 1,05 (rivalutazione) × 160 (coeff. A/3) = 75.600 euro
  • Aliquota Comune (ipotesi 1,06%): 75.600 × 1,06% = 801,36 euro
  • Acconto 16/06/2026 (50%): 400,68 euro
  • Saldo 16/12/2026 (50%): 400,68 euro

TARI prima casa (Udine, ipotesi 90 mq)

  • Parte fissa: 90 mq × tariffa fissa 1,15 euro/mq = 103,50 euro
  • Parte variabile (4 componenti): 235,00 euro (tariffa indicativa)
  • Totale TARI base: 338,50 euro
  • Tributo provinciale 5%: 16,93 euro
  • TARI 2026 totale: circa 355,43 euro

Addizionali IRPEF (ipotesi reddito complessivo 30.000 euro)

  • Addizionale regionale FVG (aliquota 1,23%): 30.000 × 1,23% = 369,00 euro
  • Addizionale comunale Udine (aliquota 0,8% ipotetica): 30.000 × 0,8% = 240,00 euro

TOTALE tributi locali stimato per la famiglia: circa 1.765 euro/anno. Si ricordi che le aliquote sono indicative: per il calcolo reale sono necessarie le delibere comunali aggiornate (pubblicate sul Portale del Federalismo Fiscale del MEF).

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Domande frequenti

1. Quando scadono IMU e TARI nel 2026?

L’acconto IMU scade il 16 giugno 2026 e il saldo il 16 dicembre 2026. La TARI non ha scadenze fisse nazionali: dipende dal regolamento comunale, con almeno due rate semestrali (D.L. 34/2019).

2. Cosa cambia con la riforma fiscale dei tributi locali?

La Legge delega 111/2023 e i decreti attuativi (D.Lgs. 110/2024 per la riscossione) introducono semplificazione, dilazione fino a 84 rate, termine unico di versamento con F24 e maggiore trasparenza degli atti. Il Testo Unico dei tributi locali e in fase di approvazione.

3. L’abitazione principale paga IMU nel 2026?

No, l’abitazione principale non di lusso (cioe diversa dalle categorie A/1, A/8, A/9) e esente IMU. Per gli immobili A/1, A/8, A/9 si applica l’aliquota base dello 0,50% (modificabile dai Comuni fino allo 0,60%) con detrazione di 200 euro.

4. Cos’e il MTR-2 e cosa cambia per la TARI?

Il MTR-2 e il Metodo Tariffario Rifiuti definito da ARERA che disciplina la determinazione della TARI nel periodo 2022-2025, con proroga al 2026 (Deliberazione ARERA 389/2023/R/rif). Introduce PEF pluriennale, limiti alla crescita tariffaria e standard di qualita del servizio (TQRIF, Delibera 15/2022/R/rif).

5. Si possono dilazionare i debiti per tributi locali?

Si. Con il D.Lgs. 110/2024 e possibile chiedere la dilazione fino a 84 rate mensili (7 anni) per debiti tributari locali iscritti a ruolo e affidati ad Agenzia delle Entrate-Riscossione, in linea con le nuove regole della riscossione nazionale. La rateazione e concessa in via amministrativa, senza necessita di documentare la difficolta economica fino a soglie definite.

6. Cos’e il canone unico patrimoniale e chi lo paga?

Il canone unico patrimoniale (L. 160/2019 c. 816-836) ha sostituito dal 2021 TOSAP, COSAP, ICP e CIMP. E dovuto da chi occupa suolo pubblico (dehors, plateatici, scavi), installa pubblicita (insegne, cartelloni) o opera nei mercati.

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Fonti normative e ufficiali consultate: Legge 160/2019; Legge 147/2013; Legge 111/2023 (Gazz. Uff. n. 189/2023); D.Lgs. 110/2024; D.Lgs. 446/1997; D.Lgs. 360/1998; D.Lgs. 23/2011; Deliberazione ARERA 389/2023/R/rif; Deliberazione ARERA 15/2022/R/rif; Deliberazione ARERA 444/2019/R/rif; Portale del Federalismo Fiscale MEF (finanze.gov.it); IFEL-ANCI (fondazioneifel.it); circolare MEF n. 9/1993.

Maggio 22, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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