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Tag Archivio per: scadenze inps 2026

NOTIZIE

Scadenze Fiscali Aprile 2026: Il Calendario Completo

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Il mese di aprile 2026 è ricco di scadenze fiscali importanti per contribuenti, imprese e professionisti. Dalle ritenute IRPEF alla dichiarazione IVA annuale, passando per il 730 precompilato e la rottamazione quinquies: ecco il calendario completo con tutte le date da non dimenticare.

Indice dei Contenuti

  1. 10 Aprile: Contributi Colf e Badanti
  2. 16 Aprile: Ritenute, IVA e Contributi INPS
  3. 20 Aprile: Comunicazione POS
  4. 30 Aprile: Dichiarazione IVA, 730 e Rottamazione
  5. Riepilogo in Tabella
  6. Consigli per Non Dimenticare le Scadenze
  7. Domande Frequenti

10 Aprile 2026: Contributi Colf e Badanti

La prima scadenza significativa di aprile riguarda i datori di lavoro domestico. Entro il 10 aprile 2026 è obbligatorio versare i contributi INPS per colf, badanti e baby sitter relativi al primo trimestre 2026 (gennaio-marzo).

  • Chi deve pagare: tutti i datori di lavoro domestico (famiglie che impiegano colf, badanti, baby sitter)
  • Periodo di competenza: 1° trimestre 2026 (gennaio-febbraio-marzo)
  • Come pagare: tramite Avviso di pagamento PagoPA, generabile dal Portale dei Pagamenti INPS o dall’app INPS Mobile
  • Importo: variabile in base alla retribuzione oraria effettiva e al numero di ore lavorate nel trimestre

Sanzioni per ritardo: in caso di pagamento oltre il 10 aprile, si applicano sanzioni civili pari al tasso BCE + 5,5 punti percentuali, calcolate per ogni giorno di ritardo.

16 Aprile 2026: Ritenute, IVA e Contributi INPS

Il 16 aprile 2026 è la data più densa di adempimenti fiscali del mese. Ecco tutto quello che scade:

Ritenute IRPEF e addizionali

  • Sostituti d’imposta: versamento delle ritenute IRPEF operate a marzo 2026 su stipendi, compensi, provvigioni
  • Addizionali regionali e comunali: versamento delle rate delle addizionali trattenute in busta paga
  • Codici tributo: 1001 (retribuzioni), 1040 (compensi lavoro autonomo), 1038 (provvigioni)

IVA mensile

  • Contribuenti mensili: versamento dell’IVA a debito relativa al mese di marzo 2026
  • Codice tributo: 6003 (IVA versamento mensile marzo)
  • Modalità: tramite modello F24 telematico

Contributi INPS

  • Gestione separata: versamento dei contributi sui compensi corrisposti nel mese di marzo
  • Dipendenti: versamento dei contributi previdenziali sulle retribuzioni di marzo

20 Aprile 2026: Comunicazione POS

Entro il 20 aprile 2026, i prestatori di servizi di pagamento (banche, istituti di pagamento, Poste) devono trasmettere all’Agenzia delle Entrate la comunicazione relativa alle operazioni effettuate con carte di debito, credito e prepagate nel mese precedente.

Questa scadenza non riguarda direttamente i contribuenti, ma è funzionale al contrasto all’evasione fiscale: l’Agenzia delle Entrate incrocia i dati POS con le dichiarazioni IVA per verificare la coerenza dei ricavi dichiarati.

30 Aprile 2026: Dichiarazione IVA, 730 Precompilato e Rottamazione

Il 30 aprile 2026 concentra diverse scadenze cruciali:

Dichiarazione IVA annuale 2025

  • Obbligo: presentazione telematica della dichiarazione IVA annuale relativa al periodo d’imposta 2025
  • Chi deve presentarla: tutti i soggetti IVA (imprese, professionisti, società) salvo casi di esonero specifici
  • Modalità: esclusivamente in via telematica, direttamente o tramite intermediario abilitato
  • Modello: Modello IVA 2026 (approvato dall’Agenzia delle Entrate)

730 Precompilato 2026: apertura

  • Data apertura: dal 30 aprile 2026 l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione il modello 730 precompilato
  • Accesso: tramite il sito dell’Agenzia delle Entrate con SPID, CIE o CNS
  • Nota: dal 30 aprile si può solo consultare. Le modifiche e l’invio saranno possibili a partire da metà maggio

Rottamazione Quinquies

  • Scadenza domanda: il 30 aprile 2026 è il termine per presentare la domanda di adesione alla rottamazione quinquies delle cartelle esattoriali
  • Cartelle ammesse: cartelle affidate all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023
  • Vantaggi: pagamento del solo capitale e delle spese di notifica, senza sanzioni, interessi di mora e aggio

Bonus Giovani Under 35

  • Scadenza: 30 aprile 2026 per le domande di esonero contributivo per assunzioni di giovani under 35 a tempo indeterminato
  • Beneficio: esonero totale dei contributi previdenziali (esclusi premi INAIL) fino a 500 euro mensili per 24 mesi

Riepilogo: Tutte le Scadenze di Aprile 2026

DataAdempimentoChi
10 aprileContributi INPS colf e badanti (1° trimestre)Datori lavoro domestico
16 aprileRitenute IRPEF e addizionaliSostituti d’imposta
16 aprileIVA mensile (marzo 2026)Contribuenti IVA mensili
16 aprileContributi INPS dipendentiDatori di lavoro
16 aprileContributi Gestione SeparataCommittenti
20 aprileComunicazione operazioni POSPrestatori servizi pagamento
30 aprileDichiarazione IVA annuale 2025Soggetti IVA
30 aprile730 Precompilato (consultazione)Contribuenti
30 aprileRottamazione quinquies (domanda)Contribuenti con cartelle
30 aprileBonus giovani under 35 (domanda)Datori di lavoro

Consigli per Non Dimenticare le Scadenze

  • Calendario digitale: imposta promemoria automatici almeno 5 giorni prima di ogni scadenza
  • F24 telematico: prepara i modelli F24 con anticipo e programmali per il pagamento alla data giusta
  • Professionista di fiducia: affidati a un commercialista o al CAF per non rischiare sanzioni
  • Verifica cassetto fiscale: controlla periodicamente il tuo cassetto fiscale su agenziaentrate.gov.it per eventuali comunicazioni

Domande Frequenti sulle Scadenze Fiscali Aprile 2026

Cosa succede se pago dopo il 16 aprile?

Per i versamenti F24, il ritardo comporta l’applicazione di sanzioni e interessi. Puoi utilizzare il ravvedimento operoso per ridurre la sanzione: entro 14 giorni la sanzione è dello 0,1% per ogni giorno di ritardo; entro 30 giorni è dell’1,5%; entro 90 giorni è dell’1,67%.

La dichiarazione IVA si può presentare dopo il 30 aprile?

La dichiarazione IVA presentata entro 90 giorni dalla scadenza (entro il 29 luglio 2026) è considerata “tardiva” con sanzione ridotta di 25 euro (con ravvedimento). Oltre i 90 giorni è considerata omessa.

Quando posso inviare il 730 precompilato?

Dal 30 aprile 2026 il 730 precompilato sarà disponibile in sola consultazione. L’invio sarà possibile indicativamente da metà maggio 2026. La scadenza per l’invio del 730 è il 30 settembre 2026.

Come funziona la rottamazione quinquies?

La rottamazione quinquies consente di pagare le cartelle esattoriali versando solo il capitale e le spese di notifica, senza sanzioni e interessi. La domanda va presentata entro il 30 aprile 2026 sul sito dell’Agenzia delle Entrate – Riscossione. Il pagamento può essere in unica soluzione o rateizzato fino a 18 rate trimestrali.

Non rischiare di dimenticare una scadenza fiscale! Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste nella gestione di tutti gli adempimenti di aprile 2026. Contattaci al 0432 1638640 o su WhatsApp al 366 6018121 per una consulenza. Viale Giuseppe Tullio 13, scala B, Udine.

Marzo 30, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-03-30 08:19:442026-03-30 08:19:44Scadenze Fiscali Aprile 2026: Il Calendario Completo
PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

Contributi INPS 2026 Artigiani e Commercianti: Nuovi Minimi, Tabelle e Scadenze

contributi INPS artigiani e commercianti, regime forfettario


Indice dei contenuti

  1. Aumenti Contributi INPS 2026: Cosa Cambia per Artigiani e Commercianti
  2. Tabella Minimali Contributivi 2026 Artigiani
  3. Tabella Minimali Contributivi 2026 Commercianti
  4. Confronto Minimali 2025 vs 2026: Quanto Aumentano i Contributi
  5. Come Si Calcolano i Contributi INPS: Aliquote e Formule
  6. Scadenze Versamento Trimestrale 2026: Calendario Completo
  7. Esempi Pratici di Calcolo Contributi
  8. Come Versare: Modello F24 e Codici Tributo
  9. Esoneri e Riduzioni Contributive 2026
  10. Domande Frequenti sui Contributi INPS

Dal 1° gennaio 2026 sono entrati in vigore i nuovi minimali contributivi INPS per artigiani e commercianti, con aumenti significativi rispetto all’anno precedente. Le aliquote contributive rimangono invariate al 24% per il reddito eccedente il minimale, ma i contributi fissi obbligatori da versare sono cresciuti in linea con l’adeguamento ISTAT e le rivalutazioni previste dalla Legge di Bilancio 2026.

In questa guida completa aggiornata al 2026, il CAF Centro Fiscale di Udine ti spiega nel dettaglio:

  • I nuovi minimali contributivi 2026 per artigiani e commercianti
  • Le tabelle complete con tutti gli importi aggiornati
  • Il confronto 2025-2026 per capire quanto aumentano i contributi
  • Le scadenze di versamento trimestrale e i codici tributo F24
  • Esempi pratici di calcolo per diverse fasce di reddito
  • Gli esoneri e riduzioni disponibili per alcune categorie

Che tu sia un artigiano iscritto alla gestione INPS o un commerciante con partita IVA, questa guida ti aiuterà a comprendere esattamente quanto dovrai versare nel 2026 e come calcolare correttamente i tuoi contributi previdenziali.

Aumenti Contributi INPS 2026: Cosa Cambia per Artigiani e Commercianti

I contributi INPS per artigiani e commercianti si compongono di due parti:

  1. Contributo fisso sul reddito minimale (indipendente dal reddito effettivo, fino a un certo limite)
  2. Contributo proporzionale sul reddito eccedente (24% dell’eccedenza rispetto al minimale)

Per il 2026, le principali novità riguardano:

Reddito Minimale 2026

Il reddito minimale annuo su cui si calcolano i contributi fissi è stato adeguato all’inflazione ISTAT e alle rivalutazioni previste dalla normativa previdenziale. Per il 2026, il reddito minimale è fissato a:

  • 17.504 euro annui (incremento rispetto ai 17.193 euro del 2025)

Questo significa che anche se il tuo reddito effettivo è inferiore a questa soglia, dovrai comunque versare i contributi calcolati sul minimale. Se invece il tuo reddito supera i 17.504 euro, pagherai i contributi fissi sul minimale più il 24% sull’eccedenza (fino al massimale).

Massimale Contributivo 2026

Il massimale contributivo, ovvero il tetto oltre il quale non si versano ulteriori contributi proporzionali, è stato anch’esso rivalutato per il 2026:

  • 89.461 euro annui (rispetto agli 87.997 euro del 2025)

Chi supera questo reddito versa contributi sul minimale + 24% fino al massimale, ma non paga contributi aggiuntivi sulla parte eccedente gli 89.461 euro.

Aliquote Contributive 2026 (invariate)

Le aliquote contributive restano confermate per il 2026:

Tipo ContributoAliquota 2026
Contributo IVS (Invalidità, Vecchiaia, Superstiti)24%
Contributo maternitàIncluso nel 24%
Aliquota ridotta under 2122,35%

Nota importante: L’aliquota del 24% si applica solo al reddito eccedente il minimale di 17.504 euro. Sul reddito minimale si versa un contributo fisso che vedremo nelle tabelle seguenti.

Tabella Minimali Contributivi 2026 Artigiani

Gli artigiani iscritti alla gestione INPS versano contributi in base al proprio reddito d’impresa. Ecco la tabella completa dei minimali 2026:

Contributi Fissi Artigiani 2026

CategoriaReddito MinimaleContributo Annuo FissoContributo Trimestrale
Artigiani con più di 21 anni17.504 euro4.201 euro1.050,25 euro
Artigiani under 2117.504 euro3.912 euro978 euro
Coadiuvanti/Coadiutori under 2117.504 euro3.912 euro978 euro
Collaboratori over 2117.504 euro4.201 euro1.050,25 euro

Come leggere la tabella:

  • Contributo annuo fisso: è l’importo minimo da versare in un anno, calcolato applicando l’aliquota del 24% (o 22,35% per under 21) al reddito minimale di 17.504 euro
  • Contributo trimestrale: è la rata da versare ogni trimestre (contributo annuo diviso 4)

Calcolo Contributo Eccedente Minimale

Se il tuo reddito d’impresa supera 17.504 euro, oltre al contributo fisso dovrai versare il 24% sull’eccedenza.

Formula:

Contributo totale = Contributo fisso (4.201 euro) + [(Reddito - 17.504) x 24%]

Esempio: Artigiano con reddito di 35.000 euro:

  • Contributo fisso: 4.201 euro
  • Eccedenza: 35.000 – 17.504 = 17.496 euro
  • Contributo su eccedenza: 17.496 x 24% = 4.199 euro
  • Contributo totale annuo: 8.400 euro

Tabella Minimali Contributivi 2026 Commercianti

I commercianti iscritti alla gestione INPS seguono le stesse regole degli artigiani, con minimali e aliquote identiche. La distinzione è solo amministrativa, in base al codice ATECO dell’attività.

Contributi Fissi Commercianti 2026

CategoriaReddito MinimaleContributo Annuo FissoContributo Trimestrale
Commercianti con più di 21 anni17.504 euro4.201 euro1.050,25 euro
Commercianti under 2117.504 euro3.912 euro978 euro
Coadiuvanti familiari17.504 euro4.201 euro1.050,25 euro

Chi deve iscriversi come commerciante?

  • Esercenti attività di commercio al dettaglio (negozi, e-commerce)
  • Commercio all’ingrosso
  • Agenzie di servizi (immobiliari, viaggi, intermediazione)
  • Attività di ristorazione e somministrazione (bar, ristoranti)
  • Rappresentanti e agenti di commercio

La distinzione tra artigiani e commercianti è importante ai fini della registrazione presso la Camera di Commercio, ma non influisce sugli importi contributivi INPS.

Confronto Minimali 2025 vs 2026: Quanto Aumentano i Contributi

Analizziamo nel dettaglio quanto sono aumentati i contributi INPS nel passaggio dal 2025 al 2026:

Tabella Comparativa Minimali e Contributi

Elemento20252026Aumento% Variazione
Reddito minimale17.193 euro17.504 euro+311 euro+1,81%
Contributo annuo fisso (24%)4.126 euro4.201 euro+75 euro+1,82%
Contributo trimestrale1.031,50 euro1.050,25 euro+18,75 euro+1,82%
Massimale contributivo87.997 euro89.461 euro+1.464 euro+1,66%

Impatto Concreto per Redditi Diversi

Vediamo quanto aumenta la spesa contributiva per diverse fasce di reddito:

Reddito d’ImpresaContributi 2025Contributi 2026Aumento Annuo
15.000 euro (sotto minimale)4.126 euro4.201 euro+75 euro
25.000 euro6.000 euro6.100 euro+100 euro
35.000 euro8.400 euro8.499 euro+99 euro
50.000 euro12.000 euro12.200 euro+200 euro
70.000 euro16.800 euro17.100 euro+300 euro
90.000 euro (oltre massimale)21.000 euro21.370 euro+370 euro

Nota: Gli importi sono arrotondati. L’aumento è proporzionale al reddito: chi guadagna di più paga di più in valore assoluto, ma la percentuale resta costante.

Cause dell’Aumento 2026

L’incremento dei contributi INPS 2026 è dovuto a:

  • Rivalutazione ISTAT: adeguamento all’inflazione 2025 (+1,8% circa)
  • Legge di Bilancio 2026: aggiornamento automatico dei minimali previdenziali
  • Obiettivi di sostenibilità INPS: garantire equilibrio tra contributi versati e prestazioni erogate

Come Si Calcolano i Contributi INPS: Aliquote e Formule

Il calcolo dei contributi INPS per artigiani e commercianti può sembrare complesso, ma seguendo pochi passaggi diventa semplice. Vediamo le formule e le modalità di calcolo.

Formula Generale di Calcolo

Il calcolo dipende da dove si colloca il tuo reddito rispetto al minimale e al massimale:

Caso 1: Reddito Inferiore al Minimale (< 17.504 euro)

Contributo annuo = 4.201 euro (fisso)

Anche se il reddito è basso o nullo, il contributo minimo è dovuto. Unica eccezione: esoneri specifici (vedi sezione dedicata).

Caso 2: Reddito tra Minimale e Massimale (17.504 – 89.461 euro)

Contributo annuo = 4.201 euro + [(Reddito - 17.504) x 24%]

Esempio: Commerciante con reddito di 40.000 euro:

  • Contributo fisso: 4.201 euro
  • Eccedenza: 40.000 – 17.504 = 22.496 euro
  • Contributo su eccedenza: 22.496 x 24% = 5.399 euro
  • Totale: 4.201 + 5.399 = 9.600 euro annui

Caso 3: Reddito Superiore al Massimale (> 89.461 euro)

Contributo annuo = 4.201 euro + [(89.461 - 17.504) x 24%]
                 = 4.201 + 17.270 = 21.471 euro (contributo massimo)

Chi supera il massimale non paga contributi aggiuntivi sull’eccedenza.

Aliquote Ridotte per Under 21

Gli artigiani e commercianti con meno di 21 anni beneficiano di un’aliquota ridotta del 22,35% invece del 24%:

Contributo fisso under 21 = 17.504 x 22,35% = 3.912 euro/anno

Risparmio annuo: 4.201 – 3.912 = 289 euro

L’aliquota ridotta si applica fino al compimento del 21° anno di età.

Reddito da Considerare per il Calcolo

Il reddito su cui calcolare i contributi è quello determinato secondo le regole fiscali:

  • Regime ordinario: reddito d’impresa (ricavi – costi) dichiarato nel Modello Redditi
  • Regime forfettario: reddito imponibile forfettario (ricavi x coefficiente di redditività)

Esempio regime forfettario: Artigiano con ricavi 50.000 euro e coefficiente 67%:

  • Reddito imponibile: 50.000 x 67% = 33.500 euro
  • Contributi INPS: 4.201 + [(33.500 – 17.504) x 24%] = 8.040 euro

Scadenze Versamento Trimestrale 2026: Calendario Completo

I contributi INPS per artigiani e commercianti si versano in quattro rate trimestrali a cadenza fissa. Ecco il calendario completo per il 2026:

Calendario Scadenze Trimestrali 2026

TrimestreScadenzaImporto Minimo (>21 anni)Importo Minimo (under 21)
1° Trimestre (gennaio-marzo)16 maggio 20261.050,25 euro978 euro
2° Trimestre (aprile-giugno)20 agosto 20261.050,25 euro978 euro
3° Trimestre (luglio-settembre)16 novembre 20261.050,25 euro978 euro
4° Trimestre (ottobre-dicembre)16 febbraio 20271.050,25 euro978 euro

Note importanti:

  • Se la scadenza cade di sabato o festivo, slitta al primo giorno lavorativo successivo
  • Gli importi indicati sono minimi (contributo sul reddito minimale diviso 4)
  • Se il reddito supera il minimale, i versamenti trimestrali sono acconti da conguagliare l’anno successivo

Acconto e Saldo Contributivo

Il sistema di versamento dei contributi INPS per artigiani e commercianti funziona in acconto e saldo:

Durante il 2026: Versamenti Trimestrali (Acconto)

Nelle quattro scadenze trimestrali versi acconti calcolati:

  • Sul reddito minimale se non hai ancora dichiarato il reddito definitivo
  • Oppure in base al reddito dell’anno precedente se già noto

Giugno 2027: Saldo in Dichiarazione dei Redditi

Quando presenti la dichiarazione dei redditi 2027 (per i redditi 2026), calcoli:

  • Contributo dovuto in base al reddito effettivo 2026
  • Acconti già versati nei quattro trimestri
  • Saldo (differenza da pagare o credito da recuperare)

Esempio pratico:

  • Reddito effettivo 2026: 30.000 euro
  • Contributi dovuti: 4.201 + [(30.000 – 17.504) x 24%] = 7.200 euro
  • Acconti versati (4 rate): 4 x 1.050,25 = 4.201 euro
  • Saldo da pagare a giugno 2027: 7.200 – 4.201 = 2.999 euro

Sanzioni per Ritardato Pagamento

Il mancato o ritardato versamento dei contributi comporta:

  • Interessi di mora: calcolati giorno per giorno dal giorno di scadenza
  • Sanzioni amministrative: fino al 30% dell’importo non versato
  • Cartella esattoriale: l’INPS notifica le somme dovute con aggravio di ulteriori costi

Consiglio: Se hai difficoltà economiche, contatta tempestivamente l’INPS o il CAF per valutare piani di rateizzazione prima che scadano i termini.

Esempi Pratici di Calcolo Contributi

Vediamo alcuni casi concreti per capire esattamente quanto si paga in contributi INPS nel 2026:

Esempio 1: Artigiano Idraulico con Reddito Minimo

Dati:

  • Reddito d’impresa 2026: 12.000 euro (sotto il minimale)
  • Età: 35 anni (aliquota ordinaria 24%)
  • Gestione: Artigiani INPS

Calcolo contributi:

Anche se il reddito è sotto il minimale di 17.504 euro, deve comunque versare il contributo fisso:

  • Contributo annuo: 4.201 euro
  • Rate trimestrali: 1.050,25 euro x 4
  • Incidenza sul reddito: 4.201 / 12.000 = 35% (molto alta perché sotto minimale)

Esempio 2: Commerciante E-commerce Forfettario

Dati:

  • Ricavi 2026: 60.000 euro
  • Regime forfettario, coefficiente redditività: 40%
  • Reddito imponibile: 60.000 x 40% = 24.000 euro
  • Età: 28 anni

Calcolo contributi:

  • Contributo fisso: 4.201 euro
  • Eccedenza minimale: 24.000 – 17.504 = 6.496 euro
  • Contributo su eccedenza: 6.496 x 24% = 1.559 euro
  • Contributo totale annuo: 4.201 + 1.559 = 5.760 euro
  • Incidenza sul reddito: 5.760 / 24.000 = 24%

Esempio 3: Giovane Artigiano Under 21 con Agevolazioni

Dati:

  • Reddito d’impresa 2026: 18.000 euro
  • Età: 20 anni (aliquota ridotta 22,35%)
  • Prima attività avviata nel 2025

Calcolo contributi:

  • Contributo fisso (aliquota ridotta): 17.504 x 22,35% = 3.912 euro
  • Eccedenza minimale: 18.000 – 17.504 = 496 euro
  • Contributo su eccedenza: 496 x 22,35% = 111 euro
  • Contributo totale annuo: 3.912 + 111 = 4.023 euro
  • Risparmio rispetto ad aliquota ordinaria: 289 euro/anno

Esempio 4: Artigiano con Reddito Alto (vicino al massimale)

Dati:

  • Reddito d’impresa 2026: 80.000 euro
  • Età: 45 anni

Calcolo contributi:

  • Contributo fisso: 4.201 euro
  • Eccedenza minimale: 80.000 – 17.504 = 62.496 euro
  • Contributo su eccedenza: 62.496 x 24% = 14.999 euro
  • Contributo totale annuo: 4.201 + 14.999 = 19.200 euro
  • Incidenza sul reddito: 19.200 / 80.000 = 24%

Riepilogo Comparativo

CasoRedditoContributi AnnuiIncidenza %
Esempio 1 (sotto minimale)12.000 euro4.201 euro35%
Esempio 2 (forfettario)24.000 euro5.760 euro24%
Esempio 3 (under 21)18.000 euro4.023 euro22,35%
Esempio 4 (alto reddito)80.000 euro19.200 euro24%

Osservazione: L’incidenza percentuale sui redditi sopra il minimale è costante al 24%, mentre chi ha redditi bassi subisce un’incidenza molto più alta a causa del contributo fisso obbligatorio.

Come Versare: Modello F24 e Codici Tributo

I contributi INPS per artigiani e commercianti si versano tramite modello F24 con codici tributo specifici. Vediamo come compilarlo correttamente.

Codici Tributo F24 per Artigiani

Codice TributoDescrizioneQuando si Usa
AR01Contributi IVS artigiani – Quota fissaVersamento trimestrale sul minimale
AR02Contributi IVS artigiani – Quota eccedenteSaldo su redditi oltre il minimale
AR03Contributi IVS artigiani – MaternitàContributo maternità (già incluso nell’aliquota 24%)

Codici Tributo F24 per Commercianti

Codice TributoDescrizioneQuando si Usa
CM01Contributi IVS commercianti – Quota fissaVersamento trimestrale sul minimale
CM02Contributi IVS commercianti – Quota eccedenteSaldo su redditi oltre il minimale
CM03Contributi IVS commercianti – MaternitàContributo maternità (già incluso nell’aliquota 24%)

Come Compilare il Modello F24

Vediamo passo per passo la compilazione del modello F24 per i contributi trimestrali:

Sezione da Compilare: INPS

I contributi artigiani e commercianti vanno nella sezione INPS del modello F24 (non nella sezione Erario).

Campi da Compilare

  1. Codice tributo: AR01 (artigiani) o CM01 (commercianti)
  2. Matricola INPS: il tuo numero di matricola (10 cifre)
  3. Periodo di riferimento: trimestre di competenza (es. 01 per 1° trimestre)
  4. Anno di riferimento: 2026
  5. Importo a debito: 1.050,25 euro (o 978 euro se under 21)

Esempio Compilazione (Artigiano 1° Trimestre 2026)

Sezione INPS
- Codice tributo: AR01
- Matricola INPS: 1234567890
- Periodo: 01 (gennaio-marzo)
- Anno: 2026
- Importo a debito: 1.050,25 euro

Modalità di Pagamento

Puoi versare il modello F24 tramite:

  • Home banking: la maggior parte delle banche consente il pagamento F24 online
  • Sportello bancario/postale: presentando il modello compilato (per importi < 1.000 euro anche in contanti)
  • Servizi telematici Agenzia Entrate: tramite Entratel o Fisconline
  • Intermediario abilitato: CAF o commercialista possono gestire i versamenti per te

Consiglio: Se non sei sicuro della compilazione, rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine. Ti aiuteremo a calcolare gli importi corretti e compilare i modelli F24.

Esoneri e Riduzioni Contributive 2026

In alcuni casi è possibile ottenere esoneri o riduzioni dei contributi INPS. Vediamo le principali agevolazioni disponibili nel 2026:

Esonero per Nuove Attività Giovanili (fino a 35 anni)

I giovani artigiani e commercianti che avviano una nuova attività possono beneficiare di uno sconto contributivo del 50% per i primi 3 anni, a condizione che:

  • Abbiano meno di 35 anni al momento dell’apertura della partita IVA
  • Non abbiano mai svolto attività artigianale/commerciale in precedenza
  • Il reddito non superi determinate soglie

Importo ridotto:

  • Contributo annuo: 4.201 / 2 = 2.100,50 euro
  • Contributo trimestrale: 525,12 euro

Come richiederlo: Compilare il modulo di domanda all’INPS entro 90 giorni dall’apertura della partita IVA.

Riduzione per Pensionati Attivi

Gli artigiani e commercianti già pensionati che continuano a lavorare possono richiedere l’esonero parziale o totale dei contributi IVS, mantenendo solo il contributo maternità.

Requisiti:

  • Essere titolare di pensione di vecchiaia o anticipata
  • Continuare a svolgere attività artigianale/commerciale

Contributo ridotto: circa 200-300 euro/anno (solo maternità)

Sospensione per Maternità/Paternità

Le artigiane e commercianti in maternità possono richiedere la sospensione dei contributi per i periodi di:

  • Congedo di maternità: 5 mesi (2 prima + 3 dopo il parto)
  • Congedo parentale: fino a 6 mesi (facoltativo)

Durante questi periodi, non sono dovuti i contributi fissi. La copertura contributiva è garantita dall’INPS.

Riduzione per Coadiuvanti Familiari

I coadiuvanti e coadiutori familiari (es. moglie che aiuta il marito artigiano) beneficiano di contributi ridotti:

  • Aliquota: 21% invece del 24%
  • Contributo annuo fisso: circa 3.670 euro

Rateizzazione per Difficoltà Economiche

Se hai difficoltà a pagare i contributi, puoi richiedere all’INPS un piano di rateizzazione:

  • Fino a 24 mesi per importi sotto i 10.000 euro
  • Fino a 72 mesi per importi superiori
  • Interessi agevolati rispetto a sanzioni e more

Importante: La rateizzazione va richiesta prima della scadenza per evitare sanzioni.

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Domande Frequenti sui Contributi INPS 2026

1. Quanto costa al mese la contribuzione INPS per artigiani e commercianti nel 2026?

Il contributo mensile minimo (calcolando la rata trimestrale divisa 3) è di circa 350 euro al mese per chi ha più di 21 anni. Questo importo sale se il reddito supera il minimale di 17.504 euro annui.

2. Devo pagare i contributi INPS anche se non ho guadagnato nulla?

Sì, il contributo minimo è sempre dovuto, anche se l’attività non ha prodotto reddito. L’unica eccezione sono casi di sospensione/cessazione dell’attività comunicati all’INPS.

3. Posso dedurre i contributi INPS dalla dichiarazione dei redditi?

Sì, i contributi INPS versati sono interamente deducibili dal reddito d’impresa, riducendo la base imponibile IRPEF (o imposta sostitutiva se sei in regime forfettario).

4. Se pago in ritardo i contributi INPS, cosa succede?

Il ritardo comporta interessi di mora calcolati giornalmente e sanzioni fino al 30% dell’importo dovuto. Inoltre, l’INPS può emettere una cartella esattoriale con ulteriori aggravi di spese.

5. I contributi INPS danno diritto alla pensione?

Sì, i contributi versati come artigiano o commerciante sono utili ai fini pensionistici e danno diritto a:

  • Pensione di vecchiaia (67 anni con almeno 20 anni di contributi)
  • Pensione anticipata (42 anni e 10 mesi di contributi per uomini, 41 anni e 10 mesi per donne)
  • Pensione di invalidità e pensione ai superstiti

6. Come faccio a sapere la mia matricola INPS?

La matricola INPS è un codice di 10 cifre che ti viene assegnato al momento dell’iscrizione alla gestione artigiani o commercianti. Puoi trovarla:

  • Nella comunicazione INPS di iscrizione
  • Accedendo al sito INPS con SPID nell’area “Fascicolo previdenziale”
  • Chiedendo al tuo CAF o commercialista

7. Cosa succede se chiudo la partita IVA a metà anno?

Se chiudi l’attività in corso d’anno, i contributi si calcolano proporzionalmente ai mesi di attività. Ad esempio, se chiudi il 30 giugno, dovrai versare metà del contributo annuo (6 mesi su 12).

Importante: Devi comunicare la cessazione all’INPS entro 30 giorni per interrompere l’obbligo contributivo.

8. Posso versare i contributi in un’unica soluzione annuale invece che trimestralmente?

No, l’INPS richiede obbligatoriamente il versamento trimestrale alle scadenze fisse. Non è possibile versare tutto insieme a inizio o fine anno. Il mancato rispetto delle scadenze comporta sanzioni.


Hai Bisogno di Aiuto con i Contributi INPS?

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti supporta nella gestione dei contributi INPS per artigiani e commercianti:

  • Calcolo preciso dei contributi in base al tuo reddito effettivo
  • Compilazione modelli F24 con i codici tributo corretti
  • Verifica posizione contributiva e controllo eventuali scoperti
  • Richiesta esoneri e riduzioni per giovani, pensionati, maternità
  • Piani di rateizzazione in caso di difficoltà economiche
  • Assistenza in caso di cartelle INPS e contenziosi
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      Febbraio 11, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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      NOTIZIE

      Contributi INPS Lavoratori Domestici 2026: Scadenze e Modalità di Pagamento

      Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

      Indice dei contenuti

      1. Scadenze Trimestrali Contributi INPS 2026
      2. Modalità di Pagamento Contributi INPS 2026
      3. Come Calcolare i Contributi INPS Dovuti
      4. Differenze tra Rapporto a Ore e Convivente
      5. Sanzioni per Ritardi o Mancato Pagamento
      6. Come Accedere al Cassetto Previdenziale INPS

      I contributi INPS per lavoratori domestici 2026 devono essere versati con cadenza trimestrale dalle famiglie che hanno assunto colf, badanti o altri collaboratori domestici. La normativa prevede scadenze precise e diverse modalità di pagamento (PagoPA, F24, MAV) per garantire la regolarità contributiva. Il mancato versamento comporta sanzioni e la perdita di tutele previdenziali per il lavoratore. Vediamo nel dettaglio come funziona il pagamento dei contributi INPS nel 2026, quali sono le scadenze trimestrali, come si calcolano gli importi dovuti e quali strumenti utilizzare per restare in regola.

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      Scadenze Trimestrali Contributi INPS 2026

      Il versamento dei contributi INPS per lavoratori domestici segue un calendario trimestrale con quattro scadenze annuali. Ogni trimestre copre tre mesi di lavoro e il pagamento deve essere effettuato entro il 10 del mese successivo alla chiusura del trimestre.

      Le scadenze 2026 sono:

      • 10 aprile 2026: pagamento contributi per il trimestre gennaio-febbraio-marzo 2026
      • 10 luglio 2026: pagamento contributi per il trimestre aprile-maggio-giugno 2026
      • 10 ottobre 2026: pagamento contributi per il trimestre luglio-agosto-settembre 2026
      • 10 gennaio 2027: pagamento contributi per il trimestre ottobre-novembre-dicembre 2026

      È fondamentale rispettare queste scadenze per evitare sanzioni e garantire la copertura previdenziale del lavoratore. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio di promemoria e assistenza nella gestione contributiva per non perdere mai una scadenza.

      Modalità di Pagamento Contributi INPS 2026

      L’INPS mette a disposizione tre modalità principali per il versamento dei contributi INPS lavoratori domestici 2026. La scelta dipende dalle preferenze del datore di lavoro e dagli strumenti a disposizione.

      PagoPA è la piattaforma digitale unificata dei pagamenti verso la Pubblica Amministrazione. Permette di pagare i contributi INPS tramite:

      • Home banking del proprio istituto
      • App IO
      • Sportelli ATM abilitati
      • Ricevitorie e tabaccherie convenzionate

      Il pagamento tramite PagoPA è immediato, sicuro e genera automaticamente la ricevuta di pagamento. Il datore di lavoro accede al cassetto previdenziale INPS con le proprie credenziali (SPID, CIE o CNS), visualizza l’importo dovuto e procede al pagamento.

      Modello F24 è il metodo tradizionale utilizzato da chi preferisce pagare tramite bonifico bancario o presso uno sportello bancario/postale. Il modello F24 va compilato con i codici tributo specifici per i lavoratori domestici e l’importo calcolato per il trimestre di riferimento.

      Bollettino MAV viene inviato dall’INPS direttamente all’indirizzo del datore di lavoro domestico registrato. Il bollettino contiene già l’importo precompilato e può essere pagato presso qualsiasi sportello bancario o postale, oppure tramite home banking inserendo il codice MAV.

      Il CAF Centro Fiscale può gestire il pagamento per conto del datore di lavoro, garantendo la corretta compilazione e il versamento puntuale dei contributi INPS.

      Come Calcolare i Contributi INPS Dovuti

      Il calcolo dei contributi INPS per lavoratori domestici 2026 si basa su tabelle contributive aggiornate annualmente dall’INPS. L’importo varia in base a:

      • Tipologia di rapporto: lavoratore a ore o convivente
      • Retribuzione oraria effettiva del lavoratore
      • Ore lavorate nel trimestre
      • Fasce di retribuzione oraria stabilite dall’INPS

      Per i lavoratori a ore, i contributi si calcolano moltiplicando le ore lavorate nel trimestre per l’aliquota contributiva oraria corrispondente alla fascia di retribuzione. L’INPS prevede diverse fasce, generalmente da un minimo di circa 1,50 euro a un massimo di 2,50 euro di contributi per ogni ora lavorata.

      Per i lavoratori conviventi (come le badanti che vivono presso la famiglia), il calcolo avviene su base forfettaria mensile, con importi fissi trimestrali che dipendono dalla qualifica (assistente a persone autosufficienti o non autosufficienti) e dal livello contrattuale.

      Il cassetto previdenziale INPS per i datori di lavoro domestico mostra automaticamente l’importo dovuto per ogni trimestre, facilitando il calcolo. Tuttavia, è importante verificare la correttezza dei dati inseriti (ore lavorate, retribuzione) per evitare errori che potrebbero portare a versamenti insufficienti o sanzioni.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza nel calcolo corretto dei contributi, considerando le specificità di ogni rapporto di lavoro domestico e garantendo il rispetto della normativa vigente.

      Differenze tra Rapporto a Ore e Convivente

      La distinzione tra lavoratore domestico a ore e lavoratore convivente è fondamentale per il calcolo dei contributi INPS, poiché cambiano sia l’importo che le modalità contributive.

      Il lavoratore a ore (come una colf che lavora alcune ore al giorno o alla settimana) prevede:

      • Contributi calcolati su base oraria
      • Importo variabile in base alle ore effettivamente lavorate
      • Necessità di registrare con precisione le ore nel trimestre
      • Retribuzione oraria che determina la fascia contributiva applicabile

      Il lavoratore convivente (come una badante che vive presso la famiglia assistita) prevede:

      • Contributi calcolati su base forfettaria mensile
      • Importo fisso trimestrale indipendente dalle ore (il convivente ha contratto full-time per definizione)
      • Calcolo semplificato senza necessità di conteggiare le ore
      • Importi generalmente più elevati rispetto al rapporto a ore, ma con copertura previdenziale più ampia

      Ad esempio, per una badante convivente che assiste una persona non autosufficiente, l’INPS applica un contributo trimestrale fisso di circa 800-900 euro (variabile in base al livello contrattuale). Per una colf a ore che lavora 20 ore settimanali, il contributo trimestrale sarà di circa 500-600 euro, calcolato sulle ore effettive.

      Queste differenze incidono anche sulle tutele previdenziali del lavoratore: il convivente matura generalmente contributi pensionistici più rapidamente grazie alla continuità del rapporto.

      Per gestire correttamente queste distinzioni e scegliere la tipologia contrattuale più adatta, il CAF Centro Fiscale fornisce consulenza personalizzata alle famiglie.

      Sanzioni per Ritardi o Mancato Pagamento

      Il mancato o ritardato pagamento dei contributi INPS per lavoratori domestici comporta conseguenze importanti sia per il datore di lavoro che per il lavoratore stesso.

      Sanzioni per il datore di lavoro:

      • Sanzione civile: pari al 40% dei contributi non versati, ridotta al 2,5% annuo se il pagamento avviene entro 12 mesi dalla scadenza
      • Sanzione amministrativa: in caso di omissione contributiva prolungata, da 1.000 a 8.000 euro per ogni lavoratore
      • Rischio penale: nei casi più gravi, l’omissione contributiva può configurare il reato di evasione contributiva

      Conseguenze per il lavoratore:

      • Perdita di copertura INPS: assenze ingiustificate del datore possono compromettere le tutele (malattia, maternità, disoccupazione)
      • Riduzione della pensione futura: i periodi scoperti non vengono conteggiati ai fini pensionistici
      • Impossibilità di richiedere prestazioni: senza contributi regolari, il lavoratore non può accedere a indennità e sussidi INPS

      L’INPS controlla periodicamente la regolarità contributiva e invia solleciti di pagamento. Se il datore di lavoro non regolarizza entro i termini, scatta l’iscrizione a ruolo e il recupero forzoso tramite Agenzia Entrate-Riscossione.

      Per evitare queste conseguenze, è essenziale rispettare le scadenze trimestrali e versare sempre l’importo corretto. Il CAF Centro Fiscale di Udine può gestire tutta la parte contributiva per conto della famiglia, garantendo puntualità e correttezza nei versamenti.

      Come Accedere al Cassetto Previdenziale INPS

      Il cassetto previdenziale INPS per datori di lavoro domestici è uno strumento online essenziale per gestire i contributi INPS 2026. Permette di visualizzare tutti i dati del rapporto di lavoro, calcolare gli importi dovuti e scaricare i bollettini di pagamento.

      Per accedere al cassetto previdenziale servono:

      • SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale)
      • CIE (Carta d’Identità Elettronica)
      • CNS (Carta Nazionale dei Servizi)

      Una volta autenticato sul sito INPS (www.inps.it), il datore di lavoro domestico accede alla sezione dedicata ai contributi per collaboratori domestici. Il cassetto mostra:

      • Dati del lavoratore registrato (nome, codice fiscale, data assunzione)
      • Importi contributivi dovuti per ogni trimestre
      • Scadenze di pagamento evidenziate
      • Storico dei versamenti effettuati
      • Bollettini MAV precompilati da scaricare
      • Possibilità di pagare direttamente tramite PagoPA

      Il cassetto previdenziale permette anche di modificare i dati del rapporto (ad esempio, se cambiano le ore lavorate) e di comunicare variazioni come cessazione, sospensione o trasformazione del contratto.

      Molte famiglie trovano complessa la navigazione del portale INPS e preferiscono affidarsi a un professionista. Il CAF Centro Fiscale accede al cassetto previdenziale per conto del datore di lavoro (con delega), gestisce tutti gli adempimenti e fornisce assistenza costante per qualsiasi problematica contributiva.

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      Domande Frequenti sui Contributi INPS Lavoratori Domestici

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      Quando scadono i contributi INPS per lavoratori domestici nel 2026?

      Le scadenze trimestrali 2026 sono: 10 aprile (trimestre gen-mar), 10 luglio (apr-giu), 10 ottobre (lug-set), 10 gennaio 2027 (ott-dic 2026).

      Quanto costano i contributi INPS per una badante convivente?

      Per una badante convivente, i contributi INPS trimestrali sono circa 800-900 euro, a seconda del livello contrattuale e della qualifica (assistenza a persone autosufficienti o non autosufficienti).

      Come si pagano i contributi INPS per colf e badanti?

      I contributi INPS si possono pagare tramite PagoPA (online o app IO), modello F24 presso banca o posta, o bollettino MAV precompilato inviato dall’INPS.

      Cosa succede se non pago i contributi INPS per lavoratori domestici?

      Il mancato pagamento comporta sanzioni dal 2,5% al 40% dei contributi dovuti, oltre a possibili sanzioni amministrative da 1.000 a 8.000 euro. Il lavoratore perde le tutele previdenziali.

      Come si calcolano i contributi INPS per colf a ore?

      I contributi per colf a ore si calcolano moltiplicando le ore lavorate nel trimestre per l’aliquota oraria (circa 1,50-2,50 euro per ora) in base alla fascia di retribuzione applicata.

      Il pagamento dei contributi INPS per lavoratori domestici 2026 richiede attenzione alle scadenze trimestrali e la corretta applicazione delle tabelle contributive. Le famiglie possono scegliere tra diverse modalità di pagamento (PagoPA, F24, MAV) e devono distinguere tra rapporto a ore e convivente per calcolare l’importo dovuto. Il mancato versamento comporta sanzioni significative e compromette le tutele del lavoratore. Per gestire con serenità tutti gli adempimenti contributivi ed evitare errori, il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio completo di assistenza nella gestione dei rapporti di lavoro domestico.


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      Guida Completa Colf e Badanti 2026

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