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Tag Archivio per: riscatto laurea

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Attestazioni Fiscali Riscatto INPS: Come Scaricarle Online 2026

Pensione 2026 INPS

Dal 2026 l’INPS ha reso disponibile un servizio online che semplifica notevolmente la vita di chi ha effettuato un riscatto contributivo o una ricongiunzione: è ora possibile scaricare direttamente le attestazioni degli oneri fiscali sostenuti, documenti fondamentali per ottenere detrazioni e deduzioni nella dichiarazione dei redditi (730 o modello Redditi PF).

Questa novità elimina la necessità di recarsi fisicamente agli sportelli INPS o di attendere l’invio postale dei certificati. In questa guida completa vedremo come accedere al portale, quali attestazioni scaricare, come utilizzarle nel 730 e quali benefici fiscali si possono ottenere. Il CAF Centro Fiscale di Udine è a disposizione per assistenza nella compilazione della dichiarazione con questi documenti.

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Indice dei contenuti

  1. Cosa Sono le Attestazioni Fiscali INPS
  2. Novità 2026: Servizio Online Attivo
  3. Chi Può Scaricare le Attestazioni
  4. Come Scaricare le Attestazioni: Guida Passo-Passo
  5. Cosa Contengono le Attestazioni
  6. Come Usare le Attestazioni nel 730 e nei Redditi
  7. Differenza tra Riscatto e Ricongiunzione
  8. Detrazioni e Deduzioni Fiscali Applicabili
  9. Scadenze da Ricordare per il 2026
  10. Domande Frequenti

Cosa Sono le Attestazioni Fiscali INPS

Le attestazioni fiscali INPS sono certificati ufficiali rilasciati dall’Istituto che documentano gli importi versati dai contribuenti per operazioni di riscatto contributivo o ricongiunzione dei periodi assicurativi. Questi documenti hanno un’importanza cruciale perché attestano le spese sostenute che possono essere portate in detrazione o deduzione nella dichiarazione dei redditi.

In particolare, le attestazioni riportano:

  • Importo totale dell’onere versato nell’anno fiscale di riferimento
  • Tipologia di operazione (riscatto laurea, riscatto periodi non coperti, ricongiunzione contributiva, ecc.)
  • Modalità di pagamento (rata unica, rateizzazione)
  • Rate versate nell’anno di competenza fiscale
  • Gestione previdenziale di riferimento (Fondo lavoratori dipendenti, Gestione separata, ecc.)

Secondo la normativa fiscale italiana, gli oneri per il riscatto contributivo sono detraibili al 19% se pagati dal diretto interessato, mentre quelli per la ricongiunzione sono generalmente deducibili dal reddito complessivo. La corretta attestazione di questi importi è quindi fondamentale per non perdere importanti benefici fiscali.

Novità 2026: Servizio Online Attivo

A partire da gennaio 2026, l’INPS ha digitalizzato completamente il servizio di rilascio delle attestazioni fiscali per riscatto e ricongiunzione. La novità principale è che non è più necessario:

  • Recarsi fisicamente agli sportelli INPS
  • Attendere l’invio postale del certificato cartaceo
  • Chiamare il contact center per richiedere il documento
  • Inviare richieste via PEC

Il nuovo servizio online consente di scaricare immediatamente l’attestazione in formato PDF, firmata digitalmente dall’INPS, direttamente dall’area riservata del portale. Questo rappresenta un notevole risparmio di tempo soprattutto nel periodo della dichiarazione dei redditi (da aprile a settembre), quando gli sportelli sono affollati.

Il servizio è accessibile 24 ore su 24, 7 giorni su 7, e permette di:

  • Scaricare attestazioni per anni fiscali precedenti (fino a 10 anni indietro)
  • Verificare lo stato dei pagamenti rateali
  • Consultare lo storico delle operazioni di riscatto/ricongiunzione
  • Ottenere duplicati in caso di smarrimento del documento originale

Secondo quanto comunicato dall’INPS tramite Messaggio n. 458 del 15 gennaio 2026, il servizio è disponibile per tutte le gestioni previdenziali (dipendenti, autonomi, gestione separata) e copre sia i riscatti ordinari che quelli agevolati (come il riscatto laurea agevolato per under 45).

Chi Può Scaricare le Attestazioni

Possono accedere al servizio di download delle attestazioni fiscali INPS tutti i cittadini che hanno presentato domanda e versato importi per:

Riscatto Contributivo

  • Riscatto laurea ordinario (periodi di studio universitario)
  • Riscatto laurea agevolato (per periodi dal 1996 in poi, con aliquota ridotta)
  • Riscatto periodi non coperti da contribuzione (massimo 5 anni)
  • Riscatto lavoro all’estero in Paesi non convenzionati
  • Riscatto servizio militare (per chi non ha già la copertura automatica)
  • Riscatto maternità fuori dal rapporto di lavoro

Ricongiunzione Contributiva

  • Ricongiunzione INPS (Legge 45/1990) tra diverse gestioni INPS
  • Ricongiunzione da Casse professionali verso INPS
  • Totalizzazione onerosa (quando si opta per il versamento dell’onere)

L’accesso al servizio richiede:

  1. SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) di livello 2 o superiore
  2. CIE (Carta d’Identità Elettronica) con PIN
  3. CNS (Carta Nazionale dei Servizi)

Non è più possibile accedere con le vecchie credenziali PIN INPS, che sono state dismesse dal 1° ottobre 2021. Chi non possiede ancora SPID può richiederlo gratuitamente presso diversi Identity Provider autorizzati (Poste, Aruba, Infocert, ecc.).

Come Scaricare le Attestazioni: Guida Passo-Passo

Ecco la procedura completa per scaricare le attestazioni fiscali dal portale INPS. Il processo richiede mediamente 5-10 minuti dalla prima volta, poi diventa molto più veloce.

Step 1: Accesso al Portale INPS

  1. Collegati al sito ufficiale www.inps.it
  2. Clicca sul pulsante “Entra in MyINPS” in alto a destra
  3. Seleziona il metodo di autenticazione (SPID, CIE o CNS)
  4. Completa il login con le tue credenziali

Step 2: Ricerca del Servizio

  1. Una volta dentro MyINPS, vai sulla barra di ricerca in alto
  2. Digita “Attestazioni fiscali riscatto” oppure “Certificazioni fiscali”
  3. Tra i risultati, seleziona “Attestazioni e Certificazioni Fiscali – Riscatto e Ricongiunzione”

Percorso alternativo: Prestazioni e Servizi → Tutti i servizi → Certificazioni → Attestazioni fiscali riscatto e ricongiunzione

Step 3: Selezione Anno Fiscale

  1. Nella schermata del servizio, seleziona l’anno fiscale per cui ti serve l’attestazione (es. 2025 per la dichiarazione 2026)
  2. Il sistema mostrerà tutte le operazioni attive per quell’anno (riscatti, ricongiunzioni)
  3. Se hai più domande attive, vedrai un elenco con i dettagli di ciascuna

Step 4: Download dell’Attestazione

  1. Clicca sulla pratica di tuo interesse
  2. Verifica che i dati visualizzati siano corretti (importo, rate versate, ecc.)
  3. Clicca sul pulsante “Scarica attestazione PDF”
  4. Il documento viene generato istantaneamente e salvato sul tuo dispositivo

L’attestazione scaricata è in formato PDF, firmata digitalmente dall’INPS, e ha piena validità legale. Non è necessario stamparla e farla timbrare fisicamente: il documento digitale è sufficiente per la dichiarazione dei redditi.

Cosa Fare in Caso di Problemi

Se riscontri difficoltà nel download:

  • Attestazione non presente: verifica di aver selezionato l’anno corretto e che almeno una rata sia stata versata in quell’anno
  • Errore nel caricamento: prova a svuotare la cache del browser o usa un browser diverso (Chrome, Firefox, Edge)
  • Documento non si apre: verifica di avere un lettore PDF aggiornato (Adobe Reader, browser integrato)
  • Dati errati: contatta il Contact Center INPS al 803 164 (da fisso) o 06 164 164 (da mobile)

Cosa Contengono le Attestazioni

Le attestazioni fiscali INPS per riscatto e ricongiunzione contengono tutte le informazioni necessarie per compilare correttamente la dichiarazione dei redditi. Vediamo nel dettaglio ogni sezione del documento.

Dati Anagrafici del Contribuente

  • Nome e cognome
  • Codice fiscale
  • Data e luogo di nascita
  • Residenza anagrafica

Dettagli dell’Operazione

  • Tipologia di riscatto o ricongiunzione (es. “Riscatto laurea L. 247/2007”, “Ricongiunzione L. 45/1990”)
  • Data di presentazione della domanda
  • Numero di protocollo della pratica
  • Gestione previdenziale interessata (FPLD, Gestione Separata, Commercianti, ecc.)
  • Periodo contributivo riscattato/ricongiunto (date esatte)

Informazioni Economiche

Questa è la sezione più importante per la dichiarazione dei redditi:

  • Importo totale dell’onere deliberato dall’INPS
  • Numero di rate concordate (se rateizzazione)
  • Importo di ciascuna rata
  • Rate versate nell’anno fiscale di riferimento (es. 2025)
  • Importo complessivo versato nell’anno (somma delle rate)
  • Modalità di pagamento (F24, bollettino MAV, RID, trattenuta su stipendio/pensione)
  • Date di versamento di ciascuna rata

Esempio Pratico

Attestazione tipo per riscatto laurea:

  • Contribuente: Mario Rossi, CF: RSSMRA80A01H501X
  • Tipologia: Riscatto laurea agevolato (L. 247/2007 art. 1 c. 77)
  • Periodo: 01/10/2015 – 30/09/2019 (4 anni accademici)
  • Onere totale: 21.680 euro
  • Rateizzazione: 120 rate mensili
  • Importo rata: 180,67 euro
  • Rate versate nel 2025: 12 rate (da gennaio a dicembre)
  • Importo totale 2025: 2.168 euro
  • Modalità: Addebito SDD su c/c bancario

Con questa attestazione, Mario potrà detrarre il 19% di 2.168 euro = 412 euro dall’IRPEF dovuta nella dichiarazione 2026 (anno d’imposta 2025).

Come Usare le Attestazioni nel 730 e nei Redditi

Una volta scaricata l’attestazione, è necessario utilizzarla correttamente nella dichiarazione dei redditi. La procedura cambia leggermente a seconda del tipo di operazione (riscatto o ricongiunzione) e del modello utilizzato (730 o Redditi PF).

Riscatto Contributivo nel Modello 730

Gli oneri per riscatto contributivo vanno inseriti nel quadro E – Oneri e spese, sezione I – Oneri detraibili:

  1. Individua il rigo E8-E10 – “Altri oneri detraibili”
  2. Inserisci il codice 32 (Contributi per riscatto periodi non coperti da contribuzione)
  3. Riporta l’importo versato nell’anno (dalla attestazione INPS)
  4. La detrazione del 19% viene calcolata automaticamente dal CAF o dal software

Importante: La detrazione è applicabile solo se il pagamento è stato effettuato dal diretto interessato (o dal coniuge, in alcuni casi). Se il riscatto è stato pagato da un genitore per il figlio, la detrazione spetta al genitore che ha sostenuto l’onere, purché il figlio sia fiscalmente a carico.

Riscatto Contributivo nel Modello Redditi PF

Nel modello Redditi (ex Unico):

  1. Vai al quadro RP – Oneri e spese
  2. Compila la sezione I – Spese per le quali spetta la detrazione d’imposta del 19%
  3. Rigo RP14 – Contributi previdenziali e assistenziali
  4. Inserisci l’importo e il codice identificativo 32

Ricongiunzione Contributiva: Deduzione dal Reddito

Gli oneri per ricongiunzione contributiva (Legge 45/1990) seguono una logica diversa: sono deducibili dal reddito complessivo, non detraibili. Questo li rende spesso più vantaggiosi, soprattutto per redditi elevati.

Nel modello 730:

  1. Quadro E, sezione IV – Oneri deducibili
  2. Rigo E26 – Contributi previdenziali e assistenziali
  3. Inserisci l’importo versato nell’anno
  4. L’importo viene sottratto dal reddito complessivo prima di calcolare le imposte

Nel modello Redditi PF:

  1. Quadro RP – Oneri e spese
  2. Sezione II – Oneri deducibili
  3. Rigo RP21 – Contributi previdenziali e assistenziali

Esempio Comparativo

Ipotizziamo un contribuente con reddito lordo 40.000 euro che ha versato 5.000 euro nell’anno:

  • Riscatto (detrazione 19%): risparmio fiscale = 5.000 × 19% = 950 euro
  • Ricongiunzione (deduzione): risparmio fiscale = 5.000 × aliquota marginale (es. 38%) = 1.900 euro

Come si vede, la deducibilità della ricongiunzione è più vantaggiosa per redditi medio-alti, mentre la detrazione del riscatto è fissa al 19% indipendentemente dal reddito.

Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella compilazione della dichiarazione e nel calcolo del risparmio fiscale effettivo in base alla tua situazione personale.

Differenza tra Riscatto e Ricongiunzione

Spesso si fa confusione tra riscatto contributivo e ricongiunzione contributiva. Vediamo le differenze principali per capire quale attestazione scaricare e come usarla.

Riscatto Contributivo

Il riscatto è l’operazione con cui si versano contributi per periodi non coperti da contribuzione obbligatoria. Serve a “comprare” anni di contributi che altrimenti non sarebbero conteggiati per la pensione.

Tipologie principali:

  • Riscatto laurea ordinario: per gli anni di studio universitario (laurea triennale, magistrale, dottorato)
  • Riscatto laurea agevolato: versione più economica per periodi dal 1996 in poi, calcolata con aliquota ridotta
  • Riscatto periodi scoperti: fino a 5 anni di “buchi” contributivi (es. lavoro irregolare, disoccupazione non indennizzata)
  • Riscatto lavoro estero: per attività lavorativa svolta in Paesi non convenzionati

Chi può richiederlo: Chiunque abbia almeno un contributo versato in una gestione INPS, anche solo una settimana di lavoro.

Beneficio fiscale: Detrazione 19% (come le spese mediche, universitarie, ecc.)

Ricongiunzione Contributiva

La ricongiunzione (Legge 45/1990) è l’operazione con cui si trasferiscono contributi già versati in una gestione previdenziale verso un’altra, per unificare la posizione contributiva.

Quando si usa:

  • Hai lavorato come dipendente e poi come professionista con Cassa privata (Avvocati, Commercialisti, Ingegneri, ecc.)
  • Hai contributi in diverse gestioni INPS (dipendenti, artigiani, commercianti, gestione separata)
  • Vuoi cumulare tutti i contributi in un’unica gestione per raggiungere prima la pensione

Differenza chiave: Nella ricongiunzione non “compri” anni nuovi, ma sposti anni già esistenti da una posizione all’altra. L’INPS calcola un onere di ricongiunzione che rappresenta la differenza tra i contributi già versati e quelli che avresti dovuto versare nella gestione di destinazione.

Beneficio fiscale: Deduzione integrale dal reddito (come i contributi versati per colf/badanti, previdenza complementare)

Tabella Riepilogativa

Ecco un confronto diretto:

CaratteristicaRiscattoRicongiunzione
Cosa faCopre periodi senza contributiUnifica contributi già versati
QuandoPeriodi scoperti (laurea, buchi lavorativi)Contributi in gestioni diverse
CostoVariabile (età, retribuzione, periodo)Riserva matematica (differenziale)
Vantaggio fiscaleDetrazione 19%Deduzione integrale
BeneficiariTutti (anche inoccupati)Chi ha già contributi in più gestioni
PagamentoRateizzabile fino a 120 rateRateizzabile fino a 120 rate

Detrazioni e Deduzioni Fiscali Applicabili

Comprendere correttamente il trattamento fiscale degli oneri per riscatto e ricongiunzione è fondamentale per massimizzare il risparmio fiscale. Vediamo nel dettaglio tutte le casistiche.

Detrazione 19% per Riscatto Contributivo

Il riscatto contributivo gode della detrazione IRPEF del 19% ai sensi dell’art. 10 del TUIR. Questa detrazione si applica:

  • Sull’importo effettivamente versato nell’anno fiscale (non sull’onere totale, ma solo sulle rate pagate)
  • Senza limiti di importo: a differenza di altre detrazioni (es. ristrutturazioni, spese mediche), non c’è un tetto massimo
  • Anche per pagamenti rateali: ogni anno si detrae il 19% delle rate versate in quell’anno

Esempio pratico:

Onere totale riscatto laurea: 30.000 euro
Rateizzazione: 10 anni (120 rate mensili)
Rata mensile: 250 euro
Importo annuo versato: 3.000 euro (12 rate × 250)

Risparmio fiscale annuo: 3.000 × 19% = 570 euro

Per 10 anni, risparmio fiscale totale: 570 × 10 = 5.700 euro

Deduzione Integrale per Ricongiunzione Contributiva

Gli oneri di ricongiunzione (Legge 45/1990 e successive) sono integralmente deducibili dal reddito complessivo, ai sensi dell’art. 10 comma 1 lett. e) del TUIR.

Questo significa che:

  • L’importo versato riduce il reddito imponibile
  • Il risparmio fiscale effettivo dipende dall’aliquota marginale IRPEF del contribuente
  • Per redditi elevati, il vantaggio è maggiore rispetto alla detrazione del riscatto

Esempio pratico:

Contribuente con reddito complessivo: 50.000 euro
Aliquota marginale: 38% (scaglione 28.001-50.000 euro)
Onere ricongiunzione versato nell’anno: 6.000 euro

Calcolo del risparmio:

  • Reddito imponibile senza deduzione: 50.000 euro
  • Reddito imponibile con deduzione: 50.000 – 6.000 = 44.000 euro
  • Risparmio IRPEF: 6.000 × 38% = 2.280 euro

Se lo stesso importo fosse stato per riscatto (detrazione 19%), il risparmio sarebbe stato solo: 6.000 × 19% = 1.140 euro

Riscatto Pagato da Terzi

Casistica frequente: genitori che pagano il riscatto laurea per i figli.

Regola generale:

  • Se il figlio è fiscalmente a carico (reddito < 2.840,51 euro, o < 4.000 euro se under 24), la detrazione spetta al genitore che ha sostenuto l’onere
  • Se il figlio non è a carico, nessuno può detrarre la spesa (né il genitore né il figlio)
  • Il pagamento deve risultare tracciabile (bonifico, carta di credito del genitore) per dimostrare chi ha sostenuto la spesa

Soluzione ottimale: Se il figlio lavora e non è a carico, meglio che il riscatto sia intestato e pagato direttamente dal figlio (che potrà detrarre il 19%), eventualmente con un prestito/regalo in denaro da parte dei genitori.

Cumulabilità con Altri Benefici

Le detrazioni per riscatto/ricongiunzione sono cumulabili con:

  • Detrazioni per familiari a carico
  • Detrazioni per spese mediche
  • Detrazioni per ristrutturazioni edilizie
  • Detrazioni per interessi mutuo prima casa
  • Bonus fiscali vari (bonus mobili, risparmio energetico, ecc.)

Nota importante: Se la somma di tutte le detrazioni supera l’IRPEF dovuta, l’eccedenza non viene rimborsata (a differenza dei bonus edilizi con sconto in fattura/cessione). Conviene quindi valutare con il CAF la distribuzione ottimale delle spese detraibili tra i coniugi, se entrambi lavorano.

Scadenze da Ricordare per il 2026

Per non perdere i benefici fiscali delle attestazioni INPS, è importante rispettare le scadenze della dichiarazione dei redditi e del download delle attestazioni stesse.

Scadenze Dichiarazione dei Redditi 2026

Per detrarre/dedurre gli oneri versati nel 2025, la dichiarazione va presentata nel 2026 con queste scadenze:

  • 730 precompilato: disponibile dal 30 aprile 2026 nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate
  • 730 tramite CAF/professionista: scadenza 30 settembre 2026
  • 730 autonomo (web o software): scadenza 30 settembre 2026
  • Modello Redditi PF: scadenza 30 novembre 2026 (versione telematica)

Consiglio: Presentare la dichiarazione entro giugno garantisce il rimborso IRPEF (se dovuto) già a luglio-agosto sullo stipendio/pensione (per il 730) o entro fine anno (per il modello Redditi).

Download Attestazioni INPS

Le attestazioni fiscali per l’anno 2025 sono disponibili sul portale INPS generalmente da fine gennaio 2026. L’INPS elabora i dati dei versamenti entro il 31 gennaio e rende disponibili le attestazioni entro metà febbraio.

Tempistiche consigliate:

  • Febbraio-Marzo: Scaricare le attestazioni e verificare che i dati siano corretti
  • Aprile: Consegnare la documentazione al CAF per la compilazione del 730
  • Maggio-Giugno: Controllare il 730 precompilato e integrarlo con i dati del riscatto/ricongiunzione (se non già presenti)

Versamento Rate Riscatto/Ricongiunzione

Per chi ha scelto la rateizzazione:

  • Le rate sono generalmente mensili (addebito automatico il giorno 15 di ogni mese)
  • È possibile saltare fino a 5 rate senza perdere il beneficio della rateizzazione (vanno però recuperate alla fine)
  • Il mancato pagamento di 6 rate consecutive comporta la decadenza dalla rateizzazione e l’obbligo di saldare l’intero residuo in un’unica soluzione

Attenzione: Anche se salti delle rate, nella dichiarazione dei redditi puoi detrarre/dedurre solo le rate effettivamente versate nell’anno. Se hai saltato rate, l’importo nell’attestazione sarà inferiore.

Scadenze Richiesta Riscatto/Ricongiunzione

Non ci sono scadenze fisse per presentare domanda di riscatto o ricongiunzione, ma:

  • Riscatto laurea agevolato: Richiedibile fino ai 45 anni di età
  • Ricongiunzione L. 45/1990: Richiedibile in qualsiasi momento, ma conviene farla almeno 5 anni prima della pensione per ammortizzare il costo
  • Riscatto periodi scoperti: Richiedibile entro certi limiti temporali (verificare con l’INPS)

Consiglio del CAF: Se stai valutando un riscatto, presentare domanda entro fine anno ti permette di iniziare a versare le rate dall’anno successivo e ottenere subito il beneficio fiscale nella dichiarazione dell’anno dopo.

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Domande Frequenti

Dove trovo le attestazioni fiscali INPS per il riscatto contributivo?

Le attestazioni fiscali INPS per riscatto e ricongiunzione sono disponibili nell’area riservata MyINPS sul sito www.inps.it. Accedi con SPID, CIE o CNS, cerca il servizio ‘Attestazioni fiscali riscatto e ricongiunzione’ e scarica il PDF per l’anno fiscale di tuo interesse. Il documento viene generato automaticamente ed è firmato digitalmente dall’INPS.

Quanto posso detrarre con il riscatto laurea nella dichiarazione dei redditi?

Con il riscatto laurea puoi detrarre il 19% degli importi effettivamente versati nell’anno fiscale. Non c’è un limite massimo di importo detraibile. Se ad esempio hai versato 3.000 euro in rate durante l’anno, potrai detrarre 570 euro dall’IRPEF dovuta (3.000 x 19%). La detrazione va indicata nel modello 730 al rigo E8-E10 con codice 32.

La ricongiunzione contributiva è detraibile o deducibile?

La ricongiunzione contributiva (Legge 45/1990) è integralmente deducibile dal reddito complessivo, non detraibile. Questo significa che l’importo versato riduce il reddito imponibile prima del calcolo delle imposte. Il risparmio fiscale effettivo dipende dalla tua aliquota marginale IRPEF (23%, 35%, 38% o 43%). Per redditi elevati, la deduzione è più vantaggiosa della detrazione del riscatto.

Posso detrarre il riscatto laurea pagato per mio figlio?

Puoi detrarre il riscatto laurea pagato per tuo figlio solo se questi è fiscalmente a tuo carico (reddito inferiore a 2.840,51 euro, oppure 4.000 euro se under 24). Il pagamento deve essere tracciabile (bonifico o carta di credito intestati a te). Se tuo figlio lavora e supera i limiti di reddito, nessuno potrà detrarre la spesa. In tal caso conviene che il riscatto sia intestato e pagato direttamente dal figlio.

Entro quando devo scaricare le attestazioni fiscali per il 730?

Le attestazioni fiscali INPS per l’anno precedente sono disponibili generalmente da fine gennaio. Per il 730 del 2026 (anno d’imposta 2025), scarica le attestazioni entro marzo-aprile per avere tempo di consegnarle al CAF o includerle nel 730 precompilato. La scadenza per presentare il 730 tramite CAF è il 30 settembre, ma conviene farlo entro giugno per ricevere eventuali rimborsi già a luglio-agosto.

Cosa succede se non pago le rate del riscatto contributivo?

Se salti fino a 5 rate del riscatto contributivo, puoi recuperarle alla fine del piano di rateizzazione senza perdere il beneficio. Se però non paghi 6 rate consecutive, decade la rateizzazione e l’INPS ti richiederà il saldo dell’intero importo residuo in un’unica soluzione. Nella dichiarazione dei redditi puoi detrarre solo le rate effettivamente versate nell’anno, quindi saltare rate riduce il beneficio fiscale di quell’anno.


Hai Bisogno di Assistenza per la Dichiarazione dei Redditi?

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a compilare correttamente il 730 o il modello Redditi PF includendo le attestazioni fiscali INPS per riscatto e ricongiunzione, massimizzando il tuo risparmio fiscale.

I nostri servizi:

  • Compilazione 730 e Modello Redditi con verifica detrazioni riscatto/ricongiunzione
  • Calcolo convenienza fiscale tra detrazione e deduzione
  • Assistenza download attestazioni INPS e verifica dati
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    CAF

    Attestazioni Fiscali Riscatto INPS: Come Scaricarle Online 2026

    Pensione 2026 INPS

    Dal 2026 l’INPS ha reso disponibile un servizio online che semplifica notevolmente la vita di chi ha effettuato un riscatto contributivo o una ricongiunzione: è ora possibile scaricare direttamente le attestazioni degli oneri fiscali sostenuti, documenti fondamentali per ottenere detrazioni e deduzioni nella dichiarazione dei redditi (730 o modello Redditi PF).

    Questa novità elimina la necessità di recarsi fisicamente agli sportelli INPS o di attendere l’invio postale dei certificati. In questa guida completa vedremo come accedere al portale, quali attestazioni scaricare, come utilizzarle nel 730 e quali benefici fiscali si possono ottenere. Il CAF Centro Fiscale di Udine è a disposizione per assistenza nella compilazione della dichiarazione con questi documenti.

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    Indice dei contenuti

    1. Cosa Sono le Attestazioni Fiscali INPS
    2. Novità 2026: Servizio Online Attivo
    3. Chi Può Scaricare le Attestazioni
    4. Come Scaricare le Attestazioni: Guida Passo-Passo
    5. Cosa Contengono le Attestazioni
    6. Come Usare le Attestazioni nel 730 e nei Redditi
    7. Differenza tra Riscatto e Ricongiunzione
    8. Detrazioni e Deduzioni Fiscali Applicabili
    9. Scadenze da Ricordare per il 2026
    10. Domande Frequenti

    Cosa Sono le Attestazioni Fiscali INPS

    Le attestazioni fiscali INPS sono certificati ufficiali rilasciati dall’Istituto che documentano gli importi versati dai contribuenti per operazioni di riscatto contributivo o ricongiunzione dei periodi assicurativi. Questi documenti hanno un’importanza cruciale perché attestano le spese sostenute che possono essere portate in detrazione o deduzione nella dichiarazione dei redditi.

    In particolare, le attestazioni riportano:

    • Importo totale dell’onere versato nell’anno fiscale di riferimento
    • Tipologia di operazione (riscatto laurea, riscatto periodi non coperti, ricongiunzione contributiva, ecc.)
    • Modalità di pagamento (rata unica, rateizzazione)
    • Rate versate nell’anno di competenza fiscale
    • Gestione previdenziale di riferimento (Fondo lavoratori dipendenti, Gestione separata, ecc.)

    Secondo la normativa fiscale italiana, gli oneri per il riscatto contributivo sono detraibili al 19% se pagati dal diretto interessato, mentre quelli per la ricongiunzione sono generalmente deducibili dal reddito complessivo. La corretta attestazione di questi importi è quindi fondamentale per non perdere importanti benefici fiscali.

    Novità 2026: Servizio Online Attivo

    A partire da gennaio 2026, l’INPS ha digitalizzato completamente il servizio di rilascio delle attestazioni fiscali per riscatto e ricongiunzione. La novità principale è che non è più necessario:

    • Recarsi fisicamente agli sportelli INPS
    • Attendere l’invio postale del certificato cartaceo
    • Chiamare il contact center per richiedere il documento
    • Inviare richieste via PEC

    Il nuovo servizio online consente di scaricare immediatamente l’attestazione in formato PDF, firmata digitalmente dall’INPS, direttamente dall’area riservata del portale. Questo rappresenta un notevole risparmio di tempo soprattutto nel periodo della dichiarazione dei redditi (da aprile a settembre), quando gli sportelli sono affollati.

    Il servizio è accessibile 24 ore su 24, 7 giorni su 7, e permette di:

    • Scaricare attestazioni per anni fiscali precedenti (fino a 10 anni indietro)
    • Verificare lo stato dei pagamenti rateali
    • Consultare lo storico delle operazioni di riscatto/ricongiunzione
    • Ottenere duplicati in caso di smarrimento del documento originale

    Secondo quanto comunicato dall’INPS tramite Messaggio n. 458 del 15 gennaio 2026, il servizio è disponibile per tutte le gestioni previdenziali (dipendenti, autonomi, gestione separata) e copre sia i riscatti ordinari che quelli agevolati (come il riscatto laurea agevolato per under 45).

    Chi Può Scaricare le Attestazioni

    Possono accedere al servizio di download delle attestazioni fiscali INPS tutti i cittadini che hanno presentato domanda e versato importi per:

    Riscatto Contributivo

    • Riscatto laurea ordinario (periodi di studio universitario)
    • Riscatto laurea agevolato (per periodi dal 1996 in poi, con aliquota ridotta)
    • Riscatto periodi non coperti da contribuzione (massimo 5 anni)
    • Riscatto lavoro all’estero in Paesi non convenzionati
    • Riscatto servizio militare (per chi non ha già la copertura automatica)
    • Riscatto maternità fuori dal rapporto di lavoro

    Ricongiunzione Contributiva

    • Ricongiunzione INPS (Legge 45/1990) tra diverse gestioni INPS
    • Ricongiunzione da Casse professionali verso INPS
    • Totalizzazione onerosa (quando si opta per il versamento dell’onere)

    L’accesso al servizio richiede:

    1. SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) di livello 2 o superiore
    2. CIE (Carta d’Identità Elettronica) con PIN
    3. CNS (Carta Nazionale dei Servizi)

    Non è più possibile accedere con le vecchie credenziali PIN INPS, che sono state dismesse dal 1° ottobre 2021. Chi non possiede ancora SPID può richiederlo gratuitamente presso diversi Identity Provider autorizzati (Poste, Aruba, Infocert, ecc.).

    Come Scaricare le Attestazioni: Guida Passo-Passo

    Ecco la procedura completa per scaricare le attestazioni fiscali dal portale INPS. Il processo richiede mediamente 5-10 minuti dalla prima volta, poi diventa molto più veloce.

    Step 1: Accesso al Portale INPS

    1. Collegati al sito ufficiale www.inps.it
    2. Clicca sul pulsante “Entra in MyINPS” in alto a destra
    3. Seleziona il metodo di autenticazione (SPID, CIE o CNS)
    4. Completa il login con le tue credenziali

    Step 2: Ricerca del Servizio

    1. Una volta dentro MyINPS, vai sulla barra di ricerca in alto
    2. Digita “Attestazioni fiscali riscatto” oppure “Certificazioni fiscali”
    3. Tra i risultati, seleziona “Attestazioni e Certificazioni Fiscali – Riscatto e Ricongiunzione”

    Percorso alternativo: Prestazioni e Servizi → Tutti i servizi → Certificazioni → Attestazioni fiscali riscatto e ricongiunzione

    Step 3: Selezione Anno Fiscale

    1. Nella schermata del servizio, seleziona l’anno fiscale per cui ti serve l’attestazione (es. 2025 per la dichiarazione 2026)
    2. Il sistema mostrerà tutte le operazioni attive per quell’anno (riscatti, ricongiunzioni)
    3. Se hai più domande attive, vedrai un elenco con i dettagli di ciascuna

    Step 4: Download dell’Attestazione

    1. Clicca sulla pratica di tuo interesse
    2. Verifica che i dati visualizzati siano corretti (importo, rate versate, ecc.)
    3. Clicca sul pulsante “Scarica attestazione PDF”
    4. Il documento viene generato istantaneamente e salvato sul tuo dispositivo

    L’attestazione scaricata è in formato PDF, firmata digitalmente dall’INPS, e ha piena validità legale. Non è necessario stamparla e farla timbrare fisicamente: il documento digitale è sufficiente per la dichiarazione dei redditi.

    Cosa Fare in Caso di Problemi

    Se riscontri difficoltà nel download:

    • Attestazione non presente: verifica di aver selezionato l’anno corretto e che almeno una rata sia stata versata in quell’anno
    • Errore nel caricamento: prova a svuotare la cache del browser o usa un browser diverso (Chrome, Firefox, Edge)
    • Documento non si apre: verifica di avere un lettore PDF aggiornato (Adobe Reader, browser integrato)
    • Dati errati: contatta il Contact Center INPS al 803 164 (da fisso) o 06 164 164 (da mobile)

    Cosa Contengono le Attestazioni

    Le attestazioni fiscali INPS per riscatto e ricongiunzione contengono tutte le informazioni necessarie per compilare correttamente la dichiarazione dei redditi. Vediamo nel dettaglio ogni sezione del documento.

    Dati Anagrafici del Contribuente

    • Nome e cognome
    • Codice fiscale
    • Data e luogo di nascita
    • Residenza anagrafica

    Dettagli dell’Operazione

    • Tipologia di riscatto o ricongiunzione (es. “Riscatto laurea L. 247/2007”, “Ricongiunzione L. 45/1990”)
    • Data di presentazione della domanda
    • Numero di protocollo della pratica
    • Gestione previdenziale interessata (FPLD, Gestione Separata, Commercianti, ecc.)
    • Periodo contributivo riscattato/ricongiunto (date esatte)

    Informazioni Economiche

    Questa è la sezione più importante per la dichiarazione dei redditi:

    • Importo totale dell’onere deliberato dall’INPS
    • Numero di rate concordate (se rateizzazione)
    • Importo di ciascuna rata
    • Rate versate nell’anno fiscale di riferimento (es. 2025)
    • Importo complessivo versato nell’anno (somma delle rate)
    • Modalità di pagamento (F24, bollettino MAV, RID, trattenuta su stipendio/pensione)
    • Date di versamento di ciascuna rata

    Esempio Pratico

    Attestazione tipo per riscatto laurea:

    • Contribuente: Mario Rossi, CF: RSSMRA80A01H501X
    • Tipologia: Riscatto laurea agevolato (L. 247/2007 art. 1 c. 77)
    • Periodo: 01/10/2015 – 30/09/2019 (4 anni accademici)
    • Onere totale: 21.680 euro
    • Rateizzazione: 120 rate mensili
    • Importo rata: 180,67 euro
    • Rate versate nel 2025: 12 rate (da gennaio a dicembre)
    • Importo totale 2025: 2.168 euro
    • Modalità: Addebito SDD su c/c bancario

    Con questa attestazione, Mario potrà detrarre il 19% di 2.168 euro = 412 euro dall’IRPEF dovuta nella dichiarazione 2026 (anno d’imposta 2025).

    Come Usare le Attestazioni nel 730 e nei Redditi

    Una volta scaricata l’attestazione, è necessario utilizzarla correttamente nella dichiarazione dei redditi. La procedura cambia leggermente a seconda del tipo di operazione (riscatto o ricongiunzione) e del modello utilizzato (730 o Redditi PF).

    Riscatto Contributivo nel Modello 730

    Gli oneri per riscatto contributivo vanno inseriti nel quadro E – Oneri e spese, sezione I – Oneri detraibili:

    1. Individua il rigo E8-E10 – “Altri oneri detraibili”
    2. Inserisci il codice 32 (Contributi per riscatto periodi non coperti da contribuzione)
    3. Riporta l’importo versato nell’anno (dalla attestazione INPS)
    4. La detrazione del 19% viene calcolata automaticamente dal CAF o dal software

    Importante: La detrazione è applicabile solo se il pagamento è stato effettuato dal diretto interessato (o dal coniuge, in alcuni casi). Se il riscatto è stato pagato da un genitore per il figlio, la detrazione spetta al genitore che ha sostenuto l’onere, purché il figlio sia fiscalmente a carico.

    Riscatto Contributivo nel Modello Redditi PF

    Nel modello Redditi (ex Unico):

    1. Vai al quadro RP – Oneri e spese
    2. Compila la sezione I – Spese per le quali spetta la detrazione d’imposta del 19%
    3. Rigo RP14 – Contributi previdenziali e assistenziali
    4. Inserisci l’importo e il codice identificativo 32

    Ricongiunzione Contributiva: Deduzione dal Reddito

    Gli oneri per ricongiunzione contributiva (Legge 45/1990) seguono una logica diversa: sono deducibili dal reddito complessivo, non detraibili. Questo li rende spesso più vantaggiosi, soprattutto per redditi elevati.

    Nel modello 730:

    1. Quadro E, sezione IV – Oneri deducibili
    2. Rigo E26 – Contributi previdenziali e assistenziali
    3. Inserisci l’importo versato nell’anno
    4. L’importo viene sottratto dal reddito complessivo prima di calcolare le imposte

    Nel modello Redditi PF:

    1. Quadro RP – Oneri e spese
    2. Sezione II – Oneri deducibili
    3. Rigo RP21 – Contributi previdenziali e assistenziali

    Esempio Comparativo

    Ipotizziamo un contribuente con reddito lordo 40.000 euro che ha versato 5.000 euro nell’anno:

    • Riscatto (detrazione 19%): risparmio fiscale = 5.000 × 19% = 950 euro
    • Ricongiunzione (deduzione): risparmio fiscale = 5.000 × aliquota marginale (es. 38%) = 1.900 euro

    Come si vede, la deducibilità della ricongiunzione è più vantaggiosa per redditi medio-alti, mentre la detrazione del riscatto è fissa al 19% indipendentemente dal reddito.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella compilazione della dichiarazione e nel calcolo del risparmio fiscale effettivo in base alla tua situazione personale.

    Differenza tra Riscatto e Ricongiunzione

    Spesso si fa confusione tra riscatto contributivo e ricongiunzione contributiva. Vediamo le differenze principali per capire quale attestazione scaricare e come usarla.

    Riscatto Contributivo

    Il riscatto è l’operazione con cui si versano contributi per periodi non coperti da contribuzione obbligatoria. Serve a “comprare” anni di contributi che altrimenti non sarebbero conteggiati per la pensione.

    Tipologie principali:

    • Riscatto laurea ordinario: per gli anni di studio universitario (laurea triennale, magistrale, dottorato)
    • Riscatto laurea agevolato: versione più economica per periodi dal 1996 in poi, calcolata con aliquota ridotta
    • Riscatto periodi scoperti: fino a 5 anni di “buchi” contributivi (es. lavoro irregolare, disoccupazione non indennizzata)
    • Riscatto lavoro estero: per attività lavorativa svolta in Paesi non convenzionati

    Chi può richiederlo: Chiunque abbia almeno un contributo versato in una gestione INPS, anche solo una settimana di lavoro.

    Beneficio fiscale: Detrazione 19% (come le spese mediche, universitarie, ecc.)

    Ricongiunzione Contributiva

    La ricongiunzione (Legge 45/1990) è l’operazione con cui si trasferiscono contributi già versati in una gestione previdenziale verso un’altra, per unificare la posizione contributiva.

    Quando si usa:

    • Hai lavorato come dipendente e poi come professionista con Cassa privata (Avvocati, Commercialisti, Ingegneri, ecc.)
    • Hai contributi in diverse gestioni INPS (dipendenti, artigiani, commercianti, gestione separata)
    • Vuoi cumulare tutti i contributi in un’unica gestione per raggiungere prima la pensione

    Differenza chiave: Nella ricongiunzione non “compri” anni nuovi, ma sposti anni già esistenti da una posizione all’altra. L’INPS calcola un onere di ricongiunzione che rappresenta la differenza tra i contributi già versati e quelli che avresti dovuto versare nella gestione di destinazione.

    Beneficio fiscale: Deduzione integrale dal reddito (come i contributi versati per colf/badanti, previdenza complementare)

    Tabella Riepilogativa

    Ecco un confronto diretto:

    CaratteristicaRiscattoRicongiunzione
    Cosa faCopre periodi senza contributiUnifica contributi già versati
    QuandoPeriodi scoperti (laurea, buchi lavorativi)Contributi in gestioni diverse
    CostoVariabile (età, retribuzione, periodo)Riserva matematica (differenziale)
    Vantaggio fiscaleDetrazione 19%Deduzione integrale
    BeneficiariTutti (anche inoccupati)Chi ha già contributi in più gestioni
    PagamentoRateizzabile fino a 120 rateRateizzabile fino a 120 rate

    Detrazioni e Deduzioni Fiscali Applicabili

    Comprendere correttamente il trattamento fiscale degli oneri per riscatto e ricongiunzione è fondamentale per massimizzare il risparmio fiscale. Vediamo nel dettaglio tutte le casistiche.

    Detrazione 19% per Riscatto Contributivo

    Il riscatto contributivo gode della detrazione IRPEF del 19% ai sensi dell’art. 10 del TUIR. Questa detrazione si applica:

    • Sull’importo effettivamente versato nell’anno fiscale (non sull’onere totale, ma solo sulle rate pagate)
    • Senza limiti di importo: a differenza di altre detrazioni (es. ristrutturazioni, spese mediche), non c’è un tetto massimo
    • Anche per pagamenti rateali: ogni anno si detrae il 19% delle rate versate in quell’anno

    Esempio pratico:

    Onere totale riscatto laurea: 30.000 euro
    Rateizzazione: 10 anni (120 rate mensili)
    Rata mensile: 250 euro
    Importo annuo versato: 3.000 euro (12 rate × 250)

    Risparmio fiscale annuo: 3.000 × 19% = 570 euro

    Per 10 anni, risparmio fiscale totale: 570 × 10 = 5.700 euro

    Deduzione Integrale per Ricongiunzione Contributiva

    Gli oneri di ricongiunzione (Legge 45/1990 e successive) sono integralmente deducibili dal reddito complessivo, ai sensi dell’art. 10 comma 1 lett. e) del TUIR.

    Questo significa che:

    • L’importo versato riduce il reddito imponibile
    • Il risparmio fiscale effettivo dipende dall’aliquota marginale IRPEF del contribuente
    • Per redditi elevati, il vantaggio è maggiore rispetto alla detrazione del riscatto

    Esempio pratico:

    Contribuente con reddito complessivo: 50.000 euro
    Aliquota marginale: 38% (scaglione 28.001-50.000 euro)
    Onere ricongiunzione versato nell’anno: 6.000 euro

    Calcolo del risparmio:

    • Reddito imponibile senza deduzione: 50.000 euro
    • Reddito imponibile con deduzione: 50.000 – 6.000 = 44.000 euro
    • Risparmio IRPEF: 6.000 × 38% = 2.280 euro

    Se lo stesso importo fosse stato per riscatto (detrazione 19%), il risparmio sarebbe stato solo: 6.000 × 19% = 1.140 euro

    Riscatto Pagato da Terzi

    Casistica frequente: genitori che pagano il riscatto laurea per i figli.

    Regola generale:

    • Se il figlio è fiscalmente a carico (reddito < 2.840,51 euro, o < 4.000 euro se under 24), la detrazione spetta al genitore che ha sostenuto l’onere
    • Se il figlio non è a carico, nessuno può detrarre la spesa (né il genitore né il figlio)
    • Il pagamento deve risultare tracciabile (bonifico, carta di credito del genitore) per dimostrare chi ha sostenuto la spesa

    Soluzione ottimale: Se il figlio lavora e non è a carico, meglio che il riscatto sia intestato e pagato direttamente dal figlio (che potrà detrarre il 19%), eventualmente con un prestito/regalo in denaro da parte dei genitori.

    Cumulabilità con Altri Benefici

    Le detrazioni per riscatto/ricongiunzione sono cumulabili con:

    • Detrazioni per familiari a carico
    • Detrazioni per spese mediche
    • Detrazioni per ristrutturazioni edilizie
    • Detrazioni per interessi mutuo prima casa
    • Bonus fiscali vari (bonus mobili, risparmio energetico, ecc.)

    Nota importante: Se la somma di tutte le detrazioni supera l’IRPEF dovuta, l’eccedenza non viene rimborsata (a differenza dei bonus edilizi con sconto in fattura/cessione). Conviene quindi valutare con il CAF la distribuzione ottimale delle spese detraibili tra i coniugi, se entrambi lavorano.

    Scadenze da Ricordare per il 2026

    Per non perdere i benefici fiscali delle attestazioni INPS, è importante rispettare le scadenze della dichiarazione dei redditi e del download delle attestazioni stesse.

    Scadenze Dichiarazione dei Redditi 2026

    Per detrarre/dedurre gli oneri versati nel 2025, la dichiarazione va presentata nel 2026 con queste scadenze:

    • 730 precompilato: disponibile dal 30 aprile 2026 nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate
    • 730 tramite CAF/professionista: scadenza 30 settembre 2026
    • 730 autonomo (web o software): scadenza 30 settembre 2026
    • Modello Redditi PF: scadenza 30 novembre 2026 (versione telematica)

    Consiglio: Presentare la dichiarazione entro giugno garantisce il rimborso IRPEF (se dovuto) già a luglio-agosto sullo stipendio/pensione (per il 730) o entro fine anno (per il modello Redditi).

    Download Attestazioni INPS

    Le attestazioni fiscali per l’anno 2025 sono disponibili sul portale INPS generalmente da fine gennaio 2026. L’INPS elabora i dati dei versamenti entro il 31 gennaio e rende disponibili le attestazioni entro metà febbraio.

    Tempistiche consigliate:

    • Febbraio-Marzo: Scaricare le attestazioni e verificare che i dati siano corretti
    • Aprile: Consegnare la documentazione al CAF per la compilazione del 730
    • Maggio-Giugno: Controllare il 730 precompilato e integrarlo con i dati del riscatto/ricongiunzione (se non già presenti)

    Versamento Rate Riscatto/Ricongiunzione

    Per chi ha scelto la rateizzazione:

    • Le rate sono generalmente mensili (addebito automatico il giorno 15 di ogni mese)
    • È possibile saltare fino a 5 rate senza perdere il beneficio della rateizzazione (vanno però recuperate alla fine)
    • Il mancato pagamento di 6 rate consecutive comporta la decadenza dalla rateizzazione e l’obbligo di saldare l’intero residuo in un’unica soluzione

    Attenzione: Anche se salti delle rate, nella dichiarazione dei redditi puoi detrarre/dedurre solo le rate effettivamente versate nell’anno. Se hai saltato rate, l’importo nell’attestazione sarà inferiore.

    Scadenze Richiesta Riscatto/Ricongiunzione

    Non ci sono scadenze fisse per presentare domanda di riscatto o ricongiunzione, ma:

    • Riscatto laurea agevolato: Richiedibile fino ai 45 anni di età
    • Ricongiunzione L. 45/1990: Richiedibile in qualsiasi momento, ma conviene farla almeno 5 anni prima della pensione per ammortizzare il costo
    • Riscatto periodi scoperti: Richiedibile entro certi limiti temporali (verificare con l’INPS)

    Consiglio del CAF: Se stai valutando un riscatto, presentare domanda entro fine anno ti permette di iniziare a versare le rate dall’anno successivo e ottenere subito il beneficio fiscale nella dichiarazione dell’anno dopo.

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    Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande Frequenti

    Dove trovo le attestazioni fiscali INPS per il riscatto contributivo?

    Le attestazioni fiscali INPS per riscatto e ricongiunzione sono disponibili nell’area riservata MyINPS sul sito www.inps.it. Accedi con SPID, CIE o CNS, cerca il servizio ‘Attestazioni fiscali riscatto e ricongiunzione’ e scarica il PDF per l’anno fiscale di tuo interesse. Il documento viene generato automaticamente ed è firmato digitalmente dall’INPS.

    Quanto posso detrarre con il riscatto laurea nella dichiarazione dei redditi?

    Con il riscatto laurea puoi detrarre il 19% degli importi effettivamente versati nell’anno fiscale. Non c’è un limite massimo di importo detraibile. Se ad esempio hai versato 3.000 euro in rate durante l’anno, potrai detrarre 570 euro dall’IRPEF dovuta (3.000 x 19%). La detrazione va indicata nel modello 730 al rigo E8-E10 con codice 32.

    La ricongiunzione contributiva è detraibile o deducibile?

    La ricongiunzione contributiva (Legge 45/1990) è integralmente deducibile dal reddito complessivo, non detraibile. Questo significa che l’importo versato riduce il reddito imponibile prima del calcolo delle imposte. Il risparmio fiscale effettivo dipende dalla tua aliquota marginale IRPEF (23%, 35%, 38% o 43%). Per redditi elevati, la deduzione è più vantaggiosa della detrazione del riscatto.

    Posso detrarre il riscatto laurea pagato per mio figlio?

    Puoi detrarre il riscatto laurea pagato per tuo figlio solo se questi è fiscalmente a tuo carico (reddito inferiore a 2.840,51 euro, oppure 4.000 euro se under 24). Il pagamento deve essere tracciabile (bonifico o carta di credito intestati a te). Se tuo figlio lavora e supera i limiti di reddito, nessuno potrà detrarre la spesa. In tal caso conviene che il riscatto sia intestato e pagato direttamente dal figlio.

    Entro quando devo scaricare le attestazioni fiscali per il 730?

    Le attestazioni fiscali INPS per l’anno precedente sono disponibili generalmente da fine gennaio. Per il 730 del 2026 (anno d’imposta 2025), scarica le attestazioni entro marzo-aprile per avere tempo di consegnarle al CAF o includerle nel 730 precompilato. La scadenza per presentare il 730 tramite CAF è il 30 settembre, ma conviene farlo entro giugno per ricevere eventuali rimborsi già a luglio-agosto.

    Cosa succede se non pago le rate del riscatto contributivo?

    Se salti fino a 5 rate del riscatto contributivo, puoi recuperarle alla fine del piano di rateizzazione senza perdere il beneficio. Se però non paghi 6 rate consecutive, decade la rateizzazione e l’INPS ti richiederà il saldo dell’intero importo residuo in un’unica soluzione. Nella dichiarazione dei redditi puoi detrarre solo le rate effettivamente versate nell’anno, quindi saltare rate riduce il beneficio fiscale di quell’anno.


    Hai Bisogno di Assistenza per la Dichiarazione dei Redditi?

    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a compilare correttamente il 730 o il modello Redditi PF includendo le attestazioni fiscali INPS per riscatto e ricongiunzione, massimizzando il tuo risparmio fiscale.

    I nostri servizi:

    • Compilazione 730 e Modello Redditi con verifica detrazioni riscatto/ricongiunzione
    • Calcolo convenienza fiscale tra detrazione e deduzione
    • Assistenza download attestazioni INPS e verifica dati
    • Consulenza strategia previdenziale riscatto vs ricongiunzione
    • Gestione rateizzazioni e ottimizzazione pagamenti
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      Riscatto Laurea e Previdenza Complementare: Deduzione Separata nel 730?

      Pensione 2026 INPS

      Una domanda frequente che riceviamo al CAF Centro Fiscale di Udine riguarda la possibilità di dedurre contemporaneamente i contributi per il riscatto della laurea e quelli versati alla previdenza complementare (fondi pensione). Si tratta di due strumenti previdenziali importanti, ma il dubbio sorge quando si compila il modello 730 o il modello Redditi PF: esistono limiti separati o cumulativi?

      La risposta breve è: sì, entrambe le voci sono deducibili separatamente, ciascuna con i propri limiti specifici. Tuttavia, la normativa prevede regole precise che è fondamentale conoscere per ottimizzare il risparmio fiscale ed evitare errori in dichiarazione.

      In questa guida approfondita analizzeremo:

      • Come funzionano riscatto laurea e previdenza complementare
      • I limiti di deduzione per ciascuno strumento
      • Se e come si possono cumulare le deduzioni
      • Esempi pratici con calcoli dettagliati
      • La strategia fiscale ottimale per massimizzare il beneficio

      Fonti normative: Analisi basata su TUIR (Testo Unico Imposte sui Redditi) art. 10 comma 1 lett. e-bis ed e-ter, D.Lgs. 252/2005 sui fondi pensione, circolari INPS e risoluzioni Agenzia delle Entrate aggiornate al 2026.

      Riscatto Laurea: Come Funziona e Deduzione Fiscale

      Il riscatto della laurea comporta il pagamento di un onere all’INPS. Questo onere è interamente deducibile dal reddito complessivo nel modello 730 o Redditi PF, nella sezione “Oneri deducibili” (righi da E8 a E10 nel 730/2026).

      Quanto Costa il Riscatto Laurea?

      Il costo varia significativamente tra riscatto ordinario e agevolato:

      Tipo RiscattoCalcolo CostoCosto Medio per Anno (2026)
      Riscatto OrdinarioRiserva matematica (basata su età, sesso, retribuzione)Da 15.000 a 35.000 euro
      Riscatto AgevolatoMinimale contributivo × 33% × 12 mesiCirca 5.700 euro

      Esempio: Riscattare 5 anni di laurea con il metodo agevolato costa circa 28.500 euro (5 anni × 5.700 euro).

      Limiti di Deduzione Riscatto Laurea

      IMPORTANTE: Il riscatto laurea NON ha limiti massimi di deduzione. L’intero importo pagato nell’anno è deducibile dal reddito complessivo, anche se supera i 50.000 euro.

      Tuttavia, la deduzione è efficace solo fino a capienza del reddito imponibile. Se il reddito è 30.000 euro e paghi 40.000 euro di riscatto, potrai dedurre al massimo 30.000 euro (azzerando il reddito). La parte eccedente (10.000 euro) non è recuperabile.

      Fonte normativa: TUIR art. 10 comma 1 lett. e-bis – Circolare INPS n. 6/2020 sul riscatto agevolato.

      Come si Deduce nel 730?

      Il riscatto laurea si indica nel modello 730, sezione “Oneri deducibili”:

      • Rigo E8-E10: Contributi previdenziali e assistenziali
      • Codice onere: 31 (Contributi previdenziali versati a enti/casse)
      • Importo: l’onere pagato nell’anno (anche se rateizzato, si deduce solo quanto effettivamente versato)

      Rateizzazione: L’INPS permette di rateizzare il pagamento fino a 120 rate mensili. In questo caso, ogni anno si deduce solo quanto effettivamente pagato in quell’anno fiscale.

      Previdenza Complementare: Funzionamento e Limiti Deduzione

      La previdenza complementare include fondi pensione negoziali (es. Cometa, Fonchim), fondi aperti (es. Allianz Insieme) e PIP assicurativi. I contributi versati sono deducibili dal reddito, ma con un limite massimo annuo.

      Limite Massimo di Deduzione

      Il limite massimo deducibile per i contributi alla previdenza complementare è:

      5.164,57 euro all’anno

      Questo limite è fisso e individuale, stabilito dall’art. 8 comma 4 del D.Lgs. 252/2005. Non dipende dal reddito e vale per tutti i lavoratori, sia dipendenti che autonomi.

      Contributi Deducibili

      Rientrano nella deduzione:

      • Contributi volontari del lavoratore
      • Contributi versati dal datore di lavoro (per dipendenti)
      • TFR conferito al fondo pensione

      Attenzione: Il limite di 5.164,57 euro si applica alla somma di tutti questi contributi. Se il datore versa 2.000 euro e tu ne versi 4.000, puoi dedurre solo 5.164,57 euro totali, non 6.000.

      Come si Deduce nel 730?

      La deduzione per previdenza complementare si indica nel modello 730:

      • Sezione I – Oneri deducibili
      • Rigo E27: Contributi per forme pensionistiche complementari
      • L’importo è precompilato automaticamente dall’Agenzia delle Entrate (dati da CU e fondo pensione)

      Se versi contributi extra non precompilati, devi integrarli manualmente, sempre nel limite di 5.164,57 euro.

      Tabella Limiti Deduzione Previdenza Complementare

      SituazioneContributi VersatiImporto Deducibile
      Versamento sotto il limite3.000 euro3.000 euro (100%)
      Versamento esatto al limite5.164,57 euro5.164,57 euro (100%)
      Versamento oltre il limite7.000 euro5.164,57 euro (limite max)

      Fonte normativa: D.Lgs. 252/2005 art. 8 comma 4 – Risoluzione Agenzia Entrate n. 98/E del 2015.

      Deduzione Separata: Regole e Cumulabilità

      Arriviamo al cuore della questione: riscatto laurea e previdenza complementare sono deducibili separatamente?

      Risposta: SÌ, Deduzione Separata con Limiti Autonomi

      Le due voci hanno limiti di deduzione indipendenti:

      • Riscatto laurea: NESSUN LIMITE massimo (deducibile interamente, nei limiti del reddito imponibile)
      • Previdenza complementare: LIMITE MASSIMO 5.164,57 euro/anno

      Questo significa che puoi cumulare entrambe le deduzioni nello stesso anno fiscale, rispettando i rispettivi limiti.

      Perché Sono Separate?

      La separazione deriva dalla diversa natura giuridica delle due voci:

      • Riscatto laurea: È un contributo alla previdenza obbligatoria (INPS), deducibile ai sensi dell’art. 10 comma 1 lett. e-bis del TUIR
      • Previdenza complementare: È un contributo alla previdenza integrativa (fondi privati), deducibile ai sensi dell’art. 10 comma 1 lett. e-ter del TUIR e D.Lgs. 252/2005

      Essendo disciplinate da norme diverse, i limiti sono autonomi e non si sommano.

      Esempio di Cumulabilità

      Scenario: Marco, dipendente con reddito di 40.000 euro, nel 2026:

      • Versa 5.164,57 euro al fondo pensione complementare
      • Paga una rata di 10.000 euro per il riscatto agevolato della laurea (2 anni riscattati)

      Deduzione totale:

      • Previdenza complementare: 5.164,57 euro (limite massimo)
      • Riscatto laurea: 10.000 euro (nessun limite, interamente deducibile)
      • TOTALE DEDUCIBILE: 15.164,57 euro

      Nuovo reddito imponibile: 40.000 – 15.164,57 = 24.835,43 euro

      Risparmio fiscale (aliquota IRPEF 35% per reddito 40.000 euro):

      15.164,57 × 35% = 5.307,60 euro di IRPEF risparmiata

      Nota sulla Capienza del Reddito

      ATTENZIONE: Entrambe le deduzioni riducono il reddito imponibile, non l’imposta. Se le deduzioni superano il reddito, l’eccedenza non genera rimborsi aggiuntivi (il reddito si azzera e stop).

      Esempio limite: Con reddito di 20.000 euro, se deduco 25.000 euro (riscatto + previdenza), il reddito si azzera a zero, ma non ottengo rimborsi per i 5.000 euro eccedenti.

      Fonte normativa: Risoluzione Agenzia Entrate n. 76/E del 2016 – Chiarimenti sulla cumulabilità delle deduzioni previdenziali.

      Esempi Pratici di Calcolo con Entrambi i Contributi

      Vediamo ora tre casi concreti con calcoli dettagliati per comprendere il risparmio fiscale effettivo.

      Esempio 1: Dipendente con Reddito Medio

      Profilo: Giulia, 35 anni, dipendente privata

      • Reddito lordo annuo: 35.000 euro
      • Contributi previdenza complementare: 4.000 euro/anno
      • Riscatto laurea agevolato: 5.700 euro (1 anno riscattato)

      Calcolo deduzioni:

      • Previdenza complementare: 4.000 euro (sotto il limite 5.164,57)
      • Riscatto laurea: 5.700 euro (nessun limite)
      • Totale deducibile: 9.700 euro

      Nuovo reddito imponibile: 35.000 – 9.700 = 25.300 euro

      Aliquota IRPEF applicabile: 35% (scaglione 28.000-50.000 euro)

      Risparmio IRPEF: 9.700 × 35% = 3.395 euro

      Costo effettivo netto:

      • Previdenza complementare: 4.000 – 1.400 (risparmio fiscale) = 2.600 euro netti
      • Riscatto laurea: 5.700 – 1.995 (risparmio fiscale) = 3.705 euro netti

      Esempio 2: Lavoratore Autonomo con Reddito Alto

      Profilo: Paolo, 42 anni, libero professionista

      • Reddito netto professionale: 60.000 euro
      • Contributi previdenza complementare: 5.164,57 euro (limite massimo)
      • Riscatto laurea ordinario: 20.000 euro (pagamento unico per 1 anno)

      Calcolo deduzioni:

      • Previdenza complementare: 5.164,57 euro
      • Riscatto laurea: 20.000 euro
      • Totale deducibile: 25.164,57 euro

      Nuovo reddito imponibile: 60.000 – 25.164,57 = 34.835,43 euro

      Aliquota IRPEF applicabile: 43% (scaglione oltre 50.000 euro)

      Risparmio IRPEF: 25.164,57 × 43% = 10.820,76 euro

      Costo effettivo netto:

      • Investimento totale: 25.164,57 euro
      • Risparmio fiscale: 10.820,76 euro
      • Esborso netto: 14.343,81 euro (57% del costo nominale)

      Esempio 3: Giovane con Reddito Basso

      Profilo: Luca, 28 anni, dipendente con contratto a tempo determinato

      • Reddito lordo annuo: 22.000 euro
      • Contributi previdenza complementare: 1.200 euro/anno
      • Riscatto laurea agevolato: 11.400 euro (2 anni riscattati, rateizzati in 5 anni = 2.280 euro/anno)

      Calcolo deduzioni:

      • Previdenza complementare: 1.200 euro
      • Riscatto laurea (rata annua): 2.280 euro
      • Totale deducibile: 3.480 euro

      Nuovo reddito imponibile: 22.000 – 3.480 = 18.520 euro

      Aliquota IRPEF applicabile: 25% (scaglione 15.000-28.000 euro)

      Risparmio IRPEF: 3.480 × 25% = 870 euro

      Considerazione: Per Luca, con reddito più basso, la deduzione fiscale è meno vantaggiosa in termini assoluti (870 euro vs 10.820 euro di Paolo), ma comunque significativa rispetto al reddito (4% del reddito lordo).

      Tabella Comparativa Risparmio Fiscale

      ProfiloRedditoDeduzioni TotaliAliquotaRisparmio IRPEF
      Giulia (dipendente)35.000 euro9.700 euro35%3.395 euro
      Paolo (autonomo)60.000 euro25.164,57 euro43%10.820,76 euro
      Luca (dipendente giovane)22.000 euro3.480 euro25%870 euro

      Strategia Fiscale Ottimale: Quando Conviene

      Ora che abbiamo chiarito le regole, vediamo la strategia fiscale ottimale per massimizzare il beneficio di entrambi gli strumenti.

      1. Massimizza Sempre la Previdenza Complementare (se Possibile)

      Il fondo pensione ha un limite fisso di 5.164,57 euro, quindi la prima regola è: se hai la possibilità economica, versa sempre il massimo deducibile ogni anno.

      Perché:

      • Il risparmio fiscale è immediato (ogni anno)
      • Il rendimento del fondo pensione è tassato agevolato (20% su capital gain, vs 26% per altri investimenti)
      • In caso di morte o invalidità, puoi riscattare anticipatamente con tassazione agevolata

      2. Riscatto Laurea: Valuta in Base all’Età e al Reddito

      Il riscatto laurea è più conveniente se:

      • Sei giovane (under 45): puoi accedere al riscatto agevolato (costo più basso)
      • Hai un reddito alto (aliquota IRPEF 35-43%): il risparmio fiscale è maggiore
      • Sei vicino alla pensione: riscattare anni ti permette di anticipare il pensionamento

      Meno conveniente se:

      • Hai un reddito basso (aliquota 23-25%): il risparmio fiscale è limitato
      • Sei molto lontano dalla pensione e preferisci investire liquidità altrove

      3. Conviene Fare Entrambi nello Stesso Anno?

      Sì, se hai la disponibilità economica. La deduzione è separata e si cumula, quindi:

      Vantaggi del cumulo:

      • Riduzione significativa del reddito imponibile (fino a 20.000-30.000 euro con riscatto importante)
      • Possibile cambio di scaglione IRPEF: se sei al limite tra due aliquote (es. 50.000 euro), deducendo 15.000 euro scendi allo scaglione inferiore
      • Ottimizzazione fiscale per redditi alti o straordinari (es. anno di liquidazione TFR, vendita immobile)

      Svantaggi/Limiti:

      • Impegno economico elevato: sommare previdenza complementare (5.000 euro) + riscatto (anche 10.000-20.000 euro) può essere oneroso
      • Liquidità bloccata: i soldi sono vincolati fino alla pensione (con eccezioni per riscatti anticipati in casi specifici)

      4. Strategia per Redditi Alti con Anno Straordinario

      Caso particolare: Se in un anno hai un reddito straordinario (es. vendita immobile, liquidazione TFR, premi consistenti), concentrare il riscatto laurea in quell’anno è molto conveniente.

      Esempio:

      • Reddito ordinario: 40.000 euro/anno
      • Anno 2026: reddito straordinario 80.000 euro (vendita seconda casa)
      • Strategia: Paghi 30.000 euro di riscatto laurea (5 anni) in unica soluzione nel 2026

      Risultato:

      • Reddito imponibile 2026: 80.000 – 30.000 – 5.164 (fondo pensione) = 44.836 euro
      • Risparmio IRPEF: 35.164 × 43% = 15.120,52 euro
      • Costo effettivo netto del riscatto: 14.879 euro invece di 30.000

      5. Rateizzazione del Riscatto: Pro e Contro

      L’INPS permette di rateizzare il riscatto fino a 120 rate mensili (10 anni). Vediamo quando conviene:

      Vantaggi rateizzazione:

      • Minore impatto sulla liquidità annuale
      • Deduzione spalmata su più anni (ogni anno deduco la rata pagata)

      Svantaggi rateizzazione:

      • Risparmio fiscale diluito nel tempo (meno efficace se l’aliquota cambia)
      • Costo totale leggermente più alto (interessi sulle rate, anche se modesti)

      Quando rateizzare:

      • Reddito costante negli anni (stessa aliquota IRPEF)
      • Preferisci mantenere liquidità per altri investimenti

      Quando pagare in unica soluzione:

      • Anno con reddito straordinario (massimizzi risparmio fiscale)
      • Hai liquidità disponibile e vuoi chiudere subito

      Consigli Finali del CAF

      Al CAF Centro Fiscale di Udine consigliamo sempre di:

      1. Simulare il calcolo personalizzato prima di decidere (portiamo il tuo CU e valutiamo insieme)
      2. Verificare la capienza del reddito: se deduci troppo, rischi di azzerare il reddito senza benefici aggiuntivi
      3. Considerare l’età e gli anni mancanti alla pensione: se sei giovane, il riscatto agevolato è quasi sempre conveniente
      4. Non trascurare la previdenza complementare: 5.164 euro/anno con deduzione fiscale è un investimento eccellente

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      Domande Frequenti

      Posso dedurre sia il riscatto laurea che i contributi al fondo pensione?

      Sì, le due voci sono deducibili separatamente con limiti autonomi. Il riscatto laurea non ha limiti massimi (deducibile interamente nei limiti del reddito), mentre la previdenza complementare ha un limite di 5.164,57 euro all’anno.

      Se pago 40.000 euro di riscatto laurea in un anno, posso dedurli tutti?

      Sì, a patto che il tuo reddito imponibile sia almeno 40.000 euro. La deduzione riduce il reddito imponibile, quindi se il reddito è inferiore all’onere pagato, l’eccedenza non è recuperabile (il reddito si azzera a zero).

      Il limite di 5.164,57 euro per la previdenza complementare include anche i contributi del datore di lavoro?

      Sì, il limite comprende la somma di: contributi volontari del lavoratore + contributi del datore + TFR conferito. Se superi 5.164,57 euro totali, puoi dedurre solo fino al limite massimo.

      Conviene rateizzare il riscatto laurea o pagare in unica soluzione?

      Dipende dalla tua situazione. Unica soluzione conviene se hai un anno con reddito straordinario (aliquota alta). Rateizzazione conviene se preferisci mantenere liquidità e hai reddito costante negli anni. In entrambi i casi, la deduzione fiscale c’è, ma cambia l’impatto economico immediato.

      Se riscatto 5 anni di laurea con il metodo agevolato, quanto risparmio di tasse?

      Dipende dal tuo reddito e dall’aliquota IRPEF. Esempio: 5 anni agevolati costano circa 28.500 euro. Con aliquota 35%, risparmi 9.975 euro di IRPEF (costo effettivo netto: 18.525 euro). Con aliquota 43%, risparmi 12.255 euro (costo netto: 16.245 euro).

      Posso dedurre il riscatto laurea anche se sono in regime forfettario?

      No. I contribuenti in regime forfettario non possono dedurre né il riscatto laurea né i contributi alla previdenza complementare, perché il regime forfettario prevede un’imposta sostitutiva flat (5% o 15%) senza deduzioni o detrazioni. Conviene valutare se uscire dal forfettario per usufruire delle deduzioni.

      Il riscatto della laurea e la previdenza complementare sono due strumenti previdenziali potenti che, se usati correttamente, offrono un doppio vantaggio: costruire una pensione più robusta e ridurre il carico fiscale già oggi.

      Come abbiamo visto, le deduzioni sono separate e cumulabili, ciascuna con regole proprie:

      • Riscatto laurea: nessun limite massimo, deducibile interamente (nei limiti del reddito)
      • Previdenza complementare: limite fisso di 5.164,57 euro/anno

      La strategia ottimale dipende dalla tua situazione specifica: reddito, età, anni mancanti alla pensione, disponibilità economica. Per questo è fondamentale fare una simulazione personalizzata prima di decidere.

      Il nostro consiglio: non improvvisare. Un errore nella dichiarazione dei redditi (deduzione non corretta, superamento capienza, mancata documentazione) può costarti caro in termini di controlli fiscali e sanzioni.


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      Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con il calcolo personalizzato del riscatto laurea, la verifica delle deduzioni fiscali e la compilazione del 730 per massimizzare il risparmio.

      Offriamo:

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