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Tag Archivio per: prestazioni INPS

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Indennità di Accompagnamento 2026: Importo, Requisiti e Novità INPS

invalidità CAF Udine

L’indennità di accompagnamento 2026 è una prestazione economica erogata dall’INPS a favore di persone con disabilità grave che necessitano di assistenza continua per compiere gli atti quotidiani della vita. Si tratta di un sostegno economico fondamentale per invalidi civili totali che versano in condizioni di non autosufficienza, garantendo un aiuto concreto alle famiglie che assistono persone con gravi limitazioni funzionali. L’importo mensile dell’indennità di accompagnamento per il 2026 è pari a 531,76 euro, erogato per 12 mensilità senza alcun requisito reddituale o anagrafico. Rispetto agli anni precedenti, la perequazione automatica ha determinato un incremento dell’importo per adeguare la prestazione al costo della vita. Le novità 2026 riguardano anche la procedura di accertamento sanitario, con una maggiore digitalizzazione del processo di visita medica di verifica e nuove modalità per la domanda telematica. In questa guida completa analizziamo tutti gli aspetti dell’indennità di accompagnamento INPS 2026: dai requisiti sanitari alle incompatibilità, dalla domanda online alle visite di revisione, fino ai casi particolari per minori e anziani.

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Indice dei contenuti

  1. Cos’è l’Indennità di Accompagnamento INPS
  2. Importo Indennità di Accompagnamento 2026: Quanto Spetta
  3. Requisiti per Ottenere l’Indennità di Accompagnamento 2026
  4. Come Presentare Domanda di Indennità di Accompagnamento 2026
  5. Compatibilità dell’Indennità di Accompagnamento con Altre Prestazioni
  6. Incompatibilità dell’Indennità di Accompagnamento: Quando Si Perde
  7. Visite di Revisione e Accertamento Sanitario
  8. Indennità di Accompagnamento per Minori
  9. Indennità di Accompagnamento per Anziani
  10. Novità 2026 sull’Indennità di Accompagnamento

Cos’è l’Indennità di Accompagnamento INPS

L’indennità di accompagnamento è una prestazione assistenziale prevista dalla Legge 11 febbraio 1980, n. 18 e successive modifiche, destinata a cittadini italiani o stranieri regolarmente soggiornanti che si trovano in condizioni di totale inabilità per causa di minorazioni fisiche o psichiche. A differenza dell’assegno ordinario di invalidità o della pensione di invalidità civile, l’indennità di accompagnamento non è legata alla capacità lavorativa ma esclusivamente alla necessità di assistenza continua per svolgere gli atti quotidiani della vita ordinaria (alimentarsi, vestirsi, igiene personale, deambulare). La prestazione è erogata a persone che, a causa della loro condizione di salute, risultano impossibilitate a deambulare autonomamente senza l’aiuto permanente di un accompagnatore, oppure che necessitano di assistenza continua per compiere gli atti quotidiani elementari.

È importante sottolineare che l’indennità di accompagnamento 2026 è riconosciuta indipendentemente dall’età del richiedente e senza limiti di reddito: non viene applicata alcuna soglia ISEE o verifica patrimoniale. L’INPS eroga la prestazione per 12 mensilità all’anno, senza tredicesima, a partire dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda telematica. La natura assistenziale dell’indennità la rende compatibile con l’attività lavorativa (sia dipendente che autonoma) e con altre prestazioni previdenziali come la pensione di vecchiaia o l’assegno sociale. Tuttavia, esistono alcune incompatibilità che vedremo in dettaglio più avanti.

Differenza tra Indennità di Accompagnamento e Pensione di Invalidità

Molti confondono l’indennità di accompagnamento con la pensione di invalidità civile, ma si tratta di due prestazioni diverse con requisiti e finalità distinte. La pensione di invalidità civile è riconosciuta a persone con una riduzione della capacità lavorativa superiore al 74%, richiede un limite di reddito (per il 2026 circa 5.725 euro annui) e l’importo è inferiore (circa 333 euro mensili per 13 mensilità). Al contrario, l’indennità di accompagnamento richiede il riconoscimento dell’invalidità civile al 100% più l’impossibilità di deambulare o la necessità di assistenza continua, non ha limiti di reddito e l’importo 2026 è pari a 531,76 euro per 12 mensilità. Un’altra differenza sostanziale riguarda la compatibilità con l’attività lavorativa: mentre la pensione di invalidità è incompatibile con redditi superiori a una certa soglia, l’indennità di accompagnamento può essere percepita anche da chi lavora, purché la condizione sanitaria sia effettivamente quella prevista dalla normativa.

Importo Indennità di Accompagnamento 2026: Quanto Spetta

L’importo dell’indennità di accompagnamento per il 2026 è stato fissato a 531,76 euro mensili, erogati per 12 mensilità (niente tredicesima). Questo valore rappresenta un incremento rispetto al 2025, quando l’importo era di 527,16 euro, grazie alla perequazione automatica che adegua le prestazioni assistenziali all’aumento del costo della vita rilevato dall’ISTAT. L’indennità di accompagnamento INPS viene accreditata direttamente sul conto corrente o sulla carta prepagata del beneficiario (oppure su libretto postale) con cadenza mensile, generalmente entro il primo giorno del mese o nei giorni immediatamente successivi.

L’importo annuo complessivo per il 2026 ammonta quindi a 6.381,12 euro (531,76 euro × 12 mesi), somma che viene erogata senza alcuna tassazione: l’indennità di accompagnamento è infatti esente da IRPEF e non concorre alla formazione del reddito imponibile ai fini fiscali. È fondamentale ricordare che l’importo è fisso e uguale per tutti i beneficiari: non esistono variazioni legate all’età, al reddito, alla composizione del nucleo familiare o alla regione di residenza. Il pagamento parte dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda (o dalla data indicata nel verbale della commissione medica se successiva) e continua fino a quando permangono i requisiti sanitari.

In caso di ricovero a carico dello Stato (ospedale, RSA, casa di cura) per un periodo superiore a 29 giorni continuativi, l’indennità viene sospesa a partire dal trentesimo giorno. Anche il decesso del beneficiario determina la cessazione del diritto dal mese successivo.

Perequazione e Adeguamento dell’Importo

Ogni anno l’importo dell’indennità di accompagnamento viene rivalutato in base all’indice dei prezzi al consumo rilevato dall’ISTAT, attraverso il meccanismo della perequazione automatica. Per il 2026, l’incremento è stato dell’1,6% rispetto all’anno precedente, portando l’importo mensile da 523,83 euro (valore base 2024) a 531,76 euro. Questa rivalutazione garantisce che il potere d’acquisto della prestazione resti costante nel tempo, proteggendo i beneficiari dall’inflazione. Le variazioni vengono comunicate dall’INPS tramite circolare ufficiale pubblicata generalmente a gennaio di ogni anno, con effetto retroattivo dal 1° gennaio. Nel caso in cui il pagamento di gennaio avvenga prima della pubblicazione della circolare con i nuovi importi, l’INPS provvede a erogare i conguagli dovuti nei mesi successivi.

Requisiti per Ottenere l’Indennità di Accompagnamento 2026

Per avere diritto all’indennità di accompagnamento 2026, il richiedente deve soddisfare requisiti sanitari specifici accertati dalla commissione medica ASL integrata da un medico INPS. I requisiti obbligatori sono i seguenti: riconoscimento dell’invalidità civile al 100% (totale inabilità) più almeno una delle due condizioni aggiuntive: impossibilità di deambulare autonomamente senza l’aiuto permanente di un accompagnatore, oppure necessità di assistenza continua per compiere gli atti quotidiani della vita. Per “atti quotidiani della vita” si intendono le attività elementari come alimentarsi, lavarsi, vestirsi, spostarsi all’interno dell’abitazione, gestire le necessità fisiologiche.

La giurisprudenza ha chiarito che non è necessario che sussistano entrambe le condizioni (impossibilità di deambulare + necessità di assistenza continua): è sufficiente che ne ricorra anche solo una. Oltre ai requisiti sanitari, sono richiesti anche requisiti amministrativi: essere cittadino italiano o cittadino dell’Unione Europea regolarmente iscritto all’anagrafe, oppure cittadino extracomunitario in possesso del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo; avere residenza stabile e abituale in Italia (la prestazione non è esportabile all’estero); essere iscritto all’anagrafe comunale. A differenza di altre prestazioni assistenziali, non sono previsti limiti di età (possono richiederla sia minori che anziani) e non sono previsti limiti di reddito o requisiti ISEE: l’indennità di accompagnamento viene riconosciuta anche a persone con patrimoni elevati o redditi consistenti, purché sussistano i requisiti sanitari.

Come Presentare Domanda di Indennità di Accompagnamento 2026

La domanda di indennità di accompagnamento 2026 segue una procedura telematica in due fasi obbligatorie: certificato medico introduttivo e domanda amministrativa. Il primo passo consiste nel recarsi da un medico certificatore abilitato dall’INPS (il medico di famiglia o uno specialista iscritto nell’elenco INPS) che compilerà il certificato medico SS3 attestante la patologia e le condizioni di salute del paziente. Il certificato viene trasmesso telematicamente all’INPS e il medico rilascia al paziente il codice identificativo del certificato, necessario per la fase successiva. Il certificato ha una validità di 90 giorni: entro questo termine deve essere presentata la domanda amministrativa, altrimenti il certificato scade e occorre rifarlo.

La procedura richiede competenze tecniche e la compilazione di numerosi campi: il CAF Centro Fiscale di Udine si occupa di gestire l’intera pratica, dalla compilazione del certificato medico alla presentazione della domanda, fino al monitoraggio dell’iter. Una volta trasmessa la domanda, l’INPS convoca il richiedente a visita medica presso la commissione ASL integrata da un medico INPS. La visita può avvenire presso la sede della commissione oppure, in caso di impossibilità di trasporto, a domicilio del paziente (occorre barrare l’apposita casella nella domanda e allegare certificazione medica che attesti l’intrasportabilità). Durante la visita di accertamento, la commissione esamina la documentazione medica presentata (referti, esami, cartelle cliniche) e valuta le condizioni di salute del richiedente per verificare se sussistono i requisiti per l’indennità di accompagnamento.

Al termine della visita, viene redatto un verbale con l’esito: accoglimento (con eventuale data di decorrenza e revisione), rigetto, o rinvio per approfondimenti. Il verbale viene inviato all’INPS che, se positivo, dispone l’erogazione della prestazione a partire dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda o dalla data indicata nel verbale se diversa.

Compatibilità dell’Indennità di Accompagnamento con Altre Prestazioni

Una delle caratteristiche distintive dell’indennità di accompagnamento 2026 è la sua ampia compatibilità con altre prestazioni economiche e attività lavorative. L’indennità di accompagnamento è compatibile con: attività lavorativa (sia dipendente che autonoma), pensione di vecchiaia, pensione di anzianità, assegno sociale, pensione ai superstiti (reversibilità), assegno ordinario di invalidità (AOI), rendita INAIL per infortunio sul lavoro, rendita INAIL per malattia professionale, indennità di disoccupazione NASpI, indennità di mobilità, bonus e agevolazioni (Assegno Unico, Bonus bebè, ecc.), indennità di frequenza per i minori.

Questo significa che una persona può percepire contemporaneamente l’indennità di accompagnamento e lo stipendio derivante da un rapporto di lavoro, oppure l’indennità insieme alla pensione di vecchiaia o all’assegno sociale. Non è richiesta alcuna comunicazione all’INPS circa l’eventuale avvio di un’attività lavorativa: l’indennità di accompagnamento viene comunque erogata, purché permangano i requisiti sanitari.

Compatibilità con l’Assegno Unico e Universale

L’indennità di accompagnamento è pienamente compatibile con l’Assegno Unico e Universale per i figli a carico. Anzi, nel caso di minori con disabilità titolari di indennità di accompagnamento, l’importo dell’Assegno Unico viene maggiorato con una quota aggiuntiva che varia in base all’ISEE del nucleo familiare e al grado di disabilità del minore. Per i minori con disabilità grave (tra cui rientra chi percepisce l’indennità di accompagnamento), la maggiorazione dell’Assegno Unico può arrivare fino a 119 euro mensili aggiuntivi rispetto all’importo base.

Incompatibilità dell’Indennità di Accompagnamento: Quando Si Perde

Nonostante l’ampia compatibilità con altre prestazioni, esistono alcune incompatibilità assolute che comportano la sospensione o la perdita dell’indennità di accompagnamento. La prestazione è incompatibile con: ricovero a totale carico dello Stato (ospedali, RSA, case di cura) per un periodo superiore a 29 giorni continuativi – in questo caso l’indennità viene sospesa dal trentesimo giorno di ricovero; analoghe prestazioni erogate per invalidità contratte per causa di guerra, lavoro o servizio (il beneficiario deve scegliere quale delle due prestazioni percepire, non può cumularle); percezione dell’indennità di accompagnamento per ciechi civili assoluti (chi è già titolare di questa prestazione non può percepire anche l’indennità di accompagnamento ordinaria).

Per quanto riguarda il ricovero, è importante distinguere le diverse casistiche: se il ricovero è a pagamento (privato o convenzionato con retta a carico del paziente o della famiglia), l’indennità di accompagnamento continua a essere erogata senza interruzioni; se il ricovero è in struttura a totale carico dello Stato (SSN, SSR) ma per un periodo inferiore ai 30 giorni, l’indennità continua regolarmente; solo se il ricovero a totale carico dello Stato supera i 29 giorni continuativi, l’indennità viene sospesa dal trentesimo giorno. La sospensione non è definitiva: al momento delle dimissioni dalla struttura, l’indennità di accompagnamento riprende regolarmente.

Visite di Revisione e Accertamento Sanitario

Il riconoscimento dell’indennità di accompagnamento non è sempre definitivo: nella maggior parte dei casi, il verbale della commissione medica prevede una data di revisione, cioè una nuova visita medica programmata per verificare la permanenza dei requisiti sanitari. La revisione viene fissata quando la commissione ritiene che le condizioni di salute del beneficiario possano migliorare nel tempo (ad esempio dopo interventi chirurgici, terapie riabilitative, stabilizzazione di patologie evolutive). Solo nei casi di patologie irreversibili e stabilizzate (es. amputazioni, cecità assoluta, patologie degenerative in stadio avanzato) il verbale può essere definitivo senza revisione.

L’INPS invia al beneficiario, con congruo preavviso, la convocazione a visita di revisione presso la commissione medica. Il mancato presentarsi alla visita senza giustificato motivo comporta la sospensione immediata dell’indennità di accompagnamento. Se la persona è impossibilitata a presentarsi per gravi motivi di salute, deve comunicarlo tempestivamente allegando certificazione medica che attesti l’intrasportabilità: in questo caso la visita verrà effettuata a domicilio. Durante la visita di revisione, la commissione esamina nuovamente la documentazione medica aggiornata e valuta se permangono le condizioni di impossibilità di deambulare o di necessità di assistenza continua.

Indennità di Accompagnamento per Minori

Anche i minori (bambini e adolescenti fino al compimento del 18° anno di età) possono avere diritto all’indennità di accompagnamento se affetti da patologie gravi che comportano impossibilità di deambulare autonomamente o necessità di assistenza continua per compiere gli atti quotidiani della vita adeguati alla loro età. La valutazione per i minori tiene conto delle capacità funzionali tipiche della fascia di età: non si può pretendere che un neonato o un bambino piccolo sia autonomo, quindi la commissione valuta se il minore necessita di un’assistenza superiore rispetto a quella normalmente richiesta da un bambino della stessa età sano.

Per i minori, l’indennità di accompagnamento è compatibile con l’indennità di frequenza, altra prestazione assistenziale riconosciuta ai minori con difficoltà persistenti a svolgere le funzioni proprie dell’età: in questi casi, il beneficiario percepisce entrambe le prestazioni. Tuttavia, l’indennità di frequenza (circa 333 euro mensili per il 2026, erogata solo durante i mesi di frequenza scolastica o centri riabilitativi) è molto inferiore rispetto all’indennità di accompagnamento, quindi conviene sempre verificare se il minore ha i requisiti per quest’ultima.

Indennità di Accompagnamento per Anziani

Gli anziani rappresentano una quota significativa dei beneficiari dell’indennità di accompagnamento, soprattutto a causa di patologie degenerative legate all’età come demenza senile, Alzheimer, Parkinson, gravi patologie cardiovascolari o ortopediche che compromettono l’autonomia. Per gli anziani valgono gli stessi requisiti previsti per la popolazione generale: invalidità civile al 100% più impossibilità di deambulare o necessità di assistenza continua per gli atti quotidiani della vita. Molto frequentemente, gli anziani con demenza avanzata ottengono il riconoscimento dell’indennità di accompagnamento in quanto, pur essendo fisicamente in grado di camminare, necessitano di assistenza continua e sorveglianza costante per evitare di mettere in pericolo se stessi o altri.

L’indennità di accompagnamento per anziani è compatibile con la pensione di vecchiaia, la pensione di reversibilità e con qualsiasi altra forma di reddito pensionistico: non ci sono limiti di reddito o riduzioni dell’importo. Anche gli anziani ricoverati in RSA hanno diritto all’indennità, purché il ricovero non sia totalmente gratuito a carico dello Stato (nella maggior parte dei casi la retta è parzialmente o totalmente a carico della famiglia). Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste le famiglie nella raccolta della documentazione medica, nella compilazione della domanda e nel monitoraggio dell’iter fino all’erogazione della prestazione.

Novità 2026 sull’Indennità di Accompagnamento

Le novità 2026 in materia di indennità di accompagnamento riguardano principalmente tre aspetti: aggiornamento dell’importo, digitalizzazione delle procedure e semplificazione delle visite di revisione. Come già indicato, l’importo mensile 2026 è stato rivalutato a 531,76 euro grazie alla perequazione automatica che tiene conto dell’inflazione rilevata dall’ISTAT. Sul fronte della digitalizzazione, l’INPS ha potenziato il portale MyINPS introducendo nuove funzionalità per il monitoraggio in tempo reale dello stato della domanda: i cittadini possono verificare autonomamente a che punto è l’iter, quando è fissata la visita medica, se il verbale è stato emesso e validato.

È stata inoltre introdotta la possibilità di allegare documentazione sanitaria direttamente online (referti, esami, cartelle cliniche in formato PDF) senza necessità di consegnarli fisicamente il giorno della visita, velocizzando l’istruttoria. Per quanto riguarda le visite di revisione, l’INPS ha avviato un progetto pilota di verifica documentale per alcune categorie di beneficiari con patologie stabilizzate: in questi casi, se la documentazione medica aggiornata conferma la permanenza dei requisiti, la revisione può essere effettuata senza necessità di nuova visita fisica presso la commissione, riducendo i disagi per il beneficiario e i tempi di lavorazione.

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Domande Frequenti sull’Indennità di Accompagnamento

Quanto è l’importo dell’indennità di accompagnamento nel 2026?

L’importo dell’indennità di accompagnamento per il 2026 è di 531,76 euro mensili, erogati per 12 mensilità (niente tredicesima), per un totale annuo di 6.381,12 euro. L’importo è esente da IRPEF e non concorre alla formazione del reddito imponibile.

L’indennità di accompagnamento è compatibile con il lavoro?

Sì, l’indennità di accompagnamento è pienamente compatibile con l’attività lavorativa, sia dipendente che autonoma. Non è richiesta alcuna comunicazione all’INPS in caso di avvio di un’attività lavorativa, purché permangano i requisiti sanitari di impossibilità di deambulare o necessità di assistenza continua.

Si perde l’indennità di accompagnamento se si viene ricoverati in RSA?

L’indennità di accompagnamento viene sospesa solo se il ricovero in RSA è totalmente gratuito e a carico dello Stato per un periodo superiore a 29 giorni continuativi. Se la retta è a carico del paziente o della famiglia (anche parzialmente), l’indennità continua a essere erogata regolarmente.

Quali sono i requisiti per ottenere l’indennità di accompagnamento?

I requisiti sono: riconoscimento dell’invalidità civile al 100 percento, più almeno una delle due condizioni: impossibilità di deambulare autonomamente senza l’aiuto di un accompagnatore, oppure necessità di assistenza continua per compiere gli atti quotidiani della vita. Non ci sono limiti di età né di reddito.

L’indennità di accompagnamento è compatibile con la pensione di invalidità?

Sì, l’indennità di accompagnamento è compatibile con la pensione di invalidità civile e con l’assegno ordinario di invalidità AOI. È possibile percepire entrambe le prestazioni contemporaneamente senza alcuna decurtazione.

Come si presenta la domanda di indennità di accompagnamento?

La domanda si presenta in due fasi: prima occorre ottenere un certificato medico introduttivo da un medico certificatore INPS, poi si presenta la domanda amministrativa telematica tramite il portale MyINPS con SPID, tramite Contact Center INPS oppure rivolgendosi a un CAF o patronato. Il CAF Centro Fiscale di Udine gestisce l’intera pratica dall’inizio alla fine.

Quanto tempo ci vuole per ottenere l’indennità di accompagnamento?

Dall’invio della domanda al primo pagamento trascorrono mediamente 4-6 mesi in situazioni standard. I tempi comprendono: 30-90 giorni per la convocazione a visita medica, 60 giorni per la validazione del verbale da parte dell’INPS, e fino a 120 giorni per il primo accredito comprensivo di eventuali arretrati.


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  2. Importo Indennità di Accompagnamento 2026: Quanto Spetta
  3. Requisiti per Ottenere l’Indennità di Accompagnamento 2026
  4. Come Presentare Domanda di Indennità di Accompagnamento 2026
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Cos’è l’Indennità di Accompagnamento INPS

L’indennità di accompagnamento è una prestazione assistenziale prevista dalla Legge 11 febbraio 1980, n. 18 e successive modifiche, destinata a cittadini italiani o stranieri regolarmente soggiornanti che si trovano in condizioni di totale inabilità per causa di minorazioni fisiche o psichiche. A differenza dell’assegno ordinario di invalidità o della pensione di invalidità civile, l’indennità di accompagnamento non è legata alla capacità lavorativa ma esclusivamente alla necessità di assistenza continua per svolgere gli atti quotidiani della vita ordinaria (alimentarsi, vestirsi, igiene personale, deambulare). La prestazione è erogata a persone che, a causa della loro condizione di salute, risultano impossibilitate a deambulare autonomamente senza l’aiuto permanente di un accompagnatore, oppure che necessitano di assistenza continua per compiere gli atti quotidiani elementari.

È importante sottolineare che l’indennità di accompagnamento 2026 è riconosciuta indipendentemente dall’età del richiedente e senza limiti di reddito: non viene applicata alcuna soglia ISEE o verifica patrimoniale. L’INPS eroga la prestazione per 12 mensilità all’anno, senza tredicesima, a partire dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda telematica. La natura assistenziale dell’indennità la rende compatibile con l’attività lavorativa (sia dipendente che autonoma) e con altre prestazioni previdenziali come la pensione di vecchiaia o l’assegno sociale. Tuttavia, esistono alcune incompatibilità che vedremo in dettaglio più avanti.

Differenza tra Indennità di Accompagnamento e Pensione di Invalidità

Molti confondono l’indennità di accompagnamento con la pensione di invalidità civile, ma si tratta di due prestazioni diverse con requisiti e finalità distinte. La pensione di invalidità civile è riconosciuta a persone con una riduzione della capacità lavorativa superiore al 74%, richiede un limite di reddito (per il 2026 circa 5.725 euro annui) e l’importo è inferiore (circa 333 euro mensili per 13 mensilità). Al contrario, l’indennità di accompagnamento richiede il riconoscimento dell’invalidità civile al 100% più l’impossibilità di deambulare o la necessità di assistenza continua, non ha limiti di reddito e l’importo 2026 è pari a 531,76 euro per 12 mensilità. Un’altra differenza sostanziale riguarda la compatibilità con l’attività lavorativa: mentre la pensione di invalidità è incompatibile con redditi superiori a una certa soglia, l’indennità di accompagnamento può essere percepita anche da chi lavora, purché la condizione sanitaria sia effettivamente quella prevista dalla normativa.

Importo Indennità di Accompagnamento 2026: Quanto Spetta

L’importo dell’indennità di accompagnamento per il 2026 è stato fissato a 531,76 euro mensili, erogati per 12 mensilità (niente tredicesima). Questo valore rappresenta un incremento rispetto al 2025, quando l’importo era di 527,16 euro, grazie alla perequazione automatica che adegua le prestazioni assistenziali all’aumento del costo della vita rilevato dall’ISTAT. L’indennità di accompagnamento INPS viene accreditata direttamente sul conto corrente o sulla carta prepagata del beneficiario (oppure su libretto postale) con cadenza mensile, generalmente entro il primo giorno del mese o nei giorni immediatamente successivi.

L’importo annuo complessivo per il 2026 ammonta quindi a 6.381,12 euro (531,76 euro × 12 mesi), somma che viene erogata senza alcuna tassazione: l’indennità di accompagnamento è infatti esente da IRPEF e non concorre alla formazione del reddito imponibile ai fini fiscali. È fondamentale ricordare che l’importo è fisso e uguale per tutti i beneficiari: non esistono variazioni legate all’età, al reddito, alla composizione del nucleo familiare o alla regione di residenza. Il pagamento parte dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda (o dalla data indicata nel verbale della commissione medica se successiva) e continua fino a quando permangono i requisiti sanitari.

In caso di ricovero a carico dello Stato (ospedale, RSA, casa di cura) per un periodo superiore a 29 giorni continuativi, l’indennità viene sospesa a partire dal trentesimo giorno. Anche il decesso del beneficiario determina la cessazione del diritto dal mese successivo.

Perequazione e Adeguamento dell’Importo

Ogni anno l’importo dell’indennità di accompagnamento viene rivalutato in base all’indice dei prezzi al consumo rilevato dall’ISTAT, attraverso il meccanismo della perequazione automatica. Per il 2026, l’incremento è stato dell’1,6% rispetto all’anno precedente, portando l’importo mensile da 523,83 euro (valore base 2024) a 531,76 euro. Questa rivalutazione garantisce che il potere d’acquisto della prestazione resti costante nel tempo, proteggendo i beneficiari dall’inflazione. Le variazioni vengono comunicate dall’INPS tramite circolare ufficiale pubblicata generalmente a gennaio di ogni anno, con effetto retroattivo dal 1° gennaio. Nel caso in cui il pagamento di gennaio avvenga prima della pubblicazione della circolare con i nuovi importi, l’INPS provvede a erogare i conguagli dovuti nei mesi successivi.

Requisiti per Ottenere l’Indennità di Accompagnamento 2026

Per avere diritto all’indennità di accompagnamento 2026, il richiedente deve soddisfare requisiti sanitari specifici accertati dalla commissione medica ASL integrata da un medico INPS. I requisiti obbligatori sono i seguenti: riconoscimento dell’invalidità civile al 100% (totale inabilità) più almeno una delle due condizioni aggiuntive: impossibilità di deambulare autonomamente senza l’aiuto permanente di un accompagnatore, oppure necessità di assistenza continua per compiere gli atti quotidiani della vita. Per “atti quotidiani della vita” si intendono le attività elementari come alimentarsi, lavarsi, vestirsi, spostarsi all’interno dell’abitazione, gestire le necessità fisiologiche.

La giurisprudenza ha chiarito che non è necessario che sussistano entrambe le condizioni (impossibilità di deambulare + necessità di assistenza continua): è sufficiente che ne ricorra anche solo una. Oltre ai requisiti sanitari, sono richiesti anche requisiti amministrativi: essere cittadino italiano o cittadino dell’Unione Europea regolarmente iscritto all’anagrafe, oppure cittadino extracomunitario in possesso del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo; avere residenza stabile e abituale in Italia (la prestazione non è esportabile all’estero); essere iscritto all’anagrafe comunale. A differenza di altre prestazioni assistenziali, non sono previsti limiti di età (possono richiederla sia minori che anziani) e non sono previsti limiti di reddito o requisiti ISEE: l’indennità di accompagnamento viene riconosciuta anche a persone con patrimoni elevati o redditi consistenti, purché sussistano i requisiti sanitari.

Come Presentare Domanda di Indennità di Accompagnamento 2026

La domanda di indennità di accompagnamento 2026 segue una procedura telematica in due fasi obbligatorie: certificato medico introduttivo e domanda amministrativa. Il primo passo consiste nel recarsi da un medico certificatore abilitato dall’INPS (il medico di famiglia o uno specialista iscritto nell’elenco INPS) che compilerà il certificato medico SS3 attestante la patologia e le condizioni di salute del paziente. Il certificato viene trasmesso telematicamente all’INPS e il medico rilascia al paziente il codice identificativo del certificato, necessario per la fase successiva. Il certificato ha una validità di 90 giorni: entro questo termine deve essere presentata la domanda amministrativa, altrimenti il certificato scade e occorre rifarlo.

La procedura richiede competenze tecniche e la compilazione di numerosi campi: il CAF Centro Fiscale di Udine si occupa di gestire l’intera pratica, dalla compilazione del certificato medico alla presentazione della domanda, fino al monitoraggio dell’iter. Una volta trasmessa la domanda, l’INPS convoca il richiedente a visita medica presso la commissione ASL integrata da un medico INPS. La visita può avvenire presso la sede della commissione oppure, in caso di impossibilità di trasporto, a domicilio del paziente (occorre barrare l’apposita casella nella domanda e allegare certificazione medica che attesti l’intrasportabilità). Durante la visita di accertamento, la commissione esamina la documentazione medica presentata (referti, esami, cartelle cliniche) e valuta le condizioni di salute del richiedente per verificare se sussistono i requisiti per l’indennità di accompagnamento.

Al termine della visita, viene redatto un verbale con l’esito: accoglimento (con eventuale data di decorrenza e revisione), rigetto, o rinvio per approfondimenti. Il verbale viene inviato all’INPS che, se positivo, dispone l’erogazione della prestazione a partire dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda o dalla data indicata nel verbale se diversa.

Compatibilità dell’Indennità di Accompagnamento con Altre Prestazioni

Una delle caratteristiche distintive dell’indennità di accompagnamento 2026 è la sua ampia compatibilità con altre prestazioni economiche e attività lavorative. L’indennità di accompagnamento è compatibile con: attività lavorativa (sia dipendente che autonoma), pensione di vecchiaia, pensione di anzianità, assegno sociale, pensione ai superstiti (reversibilità), assegno ordinario di invalidità (AOI), rendita INAIL per infortunio sul lavoro, rendita INAIL per malattia professionale, indennità di disoccupazione NASpI, indennità di mobilità, bonus e agevolazioni (Assegno Unico, Bonus bebè, ecc.), indennità di frequenza per i minori.

Questo significa che una persona può percepire contemporaneamente l’indennità di accompagnamento e lo stipendio derivante da un rapporto di lavoro, oppure l’indennità insieme alla pensione di vecchiaia o all’assegno sociale. Non è richiesta alcuna comunicazione all’INPS circa l’eventuale avvio di un’attività lavorativa: l’indennità di accompagnamento viene comunque erogata, purché permangano i requisiti sanitari.

Compatibilità con l’Assegno Unico e Universale

L’indennità di accompagnamento è pienamente compatibile con l’Assegno Unico e Universale per i figli a carico. Anzi, nel caso di minori con disabilità titolari di indennità di accompagnamento, l’importo dell’Assegno Unico viene maggiorato con una quota aggiuntiva che varia in base all’ISEE del nucleo familiare e al grado di disabilità del minore. Per i minori con disabilità grave (tra cui rientra chi percepisce l’indennità di accompagnamento), la maggiorazione dell’Assegno Unico può arrivare fino a 119 euro mensili aggiuntivi rispetto all’importo base.

Incompatibilità dell’Indennità di Accompagnamento: Quando Si Perde

Nonostante l’ampia compatibilità con altre prestazioni, esistono alcune incompatibilità assolute che comportano la sospensione o la perdita dell’indennità di accompagnamento. La prestazione è incompatibile con: ricovero a totale carico dello Stato (ospedali, RSA, case di cura) per un periodo superiore a 29 giorni continuativi – in questo caso l’indennità viene sospesa dal trentesimo giorno di ricovero; analoghe prestazioni erogate per invalidità contratte per causa di guerra, lavoro o servizio (il beneficiario deve scegliere quale delle due prestazioni percepire, non può cumularle); percezione dell’indennità di accompagnamento per ciechi civili assoluti (chi è già titolare di questa prestazione non può percepire anche l’indennità di accompagnamento ordinaria).

Per quanto riguarda il ricovero, è importante distinguere le diverse casistiche: se il ricovero è a pagamento (privato o convenzionato con retta a carico del paziente o della famiglia), l’indennità di accompagnamento continua a essere erogata senza interruzioni; se il ricovero è in struttura a totale carico dello Stato (SSN, SSR) ma per un periodo inferiore ai 30 giorni, l’indennità continua regolarmente; solo se il ricovero a totale carico dello Stato supera i 29 giorni continuativi, l’indennità viene sospesa dal trentesimo giorno. La sospensione non è definitiva: al momento delle dimissioni dalla struttura, l’indennità di accompagnamento riprende regolarmente.

Visite di Revisione e Accertamento Sanitario

Il riconoscimento dell’indennità di accompagnamento non è sempre definitivo: nella maggior parte dei casi, il verbale della commissione medica prevede una data di revisione, cioè una nuova visita medica programmata per verificare la permanenza dei requisiti sanitari. La revisione viene fissata quando la commissione ritiene che le condizioni di salute del beneficiario possano migliorare nel tempo (ad esempio dopo interventi chirurgici, terapie riabilitative, stabilizzazione di patologie evolutive). Solo nei casi di patologie irreversibili e stabilizzate (es. amputazioni, cecità assoluta, patologie degenerative in stadio avanzato) il verbale può essere definitivo senza revisione.

L’INPS invia al beneficiario, con congruo preavviso, la convocazione a visita di revisione presso la commissione medica. Il mancato presentarsi alla visita senza giustificato motivo comporta la sospensione immediata dell’indennità di accompagnamento. Se la persona è impossibilitata a presentarsi per gravi motivi di salute, deve comunicarlo tempestivamente allegando certificazione medica che attesti l’intrasportabilità: in questo caso la visita verrà effettuata a domicilio. Durante la visita di revisione, la commissione esamina nuovamente la documentazione medica aggiornata e valuta se permangono le condizioni di impossibilità di deambulare o di necessità di assistenza continua.

Indennità di Accompagnamento per Minori

Anche i minori (bambini e adolescenti fino al compimento del 18° anno di età) possono avere diritto all’indennità di accompagnamento se affetti da patologie gravi che comportano impossibilità di deambulare autonomamente o necessità di assistenza continua per compiere gli atti quotidiani della vita adeguati alla loro età. La valutazione per i minori tiene conto delle capacità funzionali tipiche della fascia di età: non si può pretendere che un neonato o un bambino piccolo sia autonomo, quindi la commissione valuta se il minore necessita di un’assistenza superiore rispetto a quella normalmente richiesta da un bambino della stessa età sano.

Per i minori, l’indennità di accompagnamento è compatibile con l’indennità di frequenza, altra prestazione assistenziale riconosciuta ai minori con difficoltà persistenti a svolgere le funzioni proprie dell’età: in questi casi, il beneficiario percepisce entrambe le prestazioni. Tuttavia, l’indennità di frequenza (circa 333 euro mensili per il 2026, erogata solo durante i mesi di frequenza scolastica o centri riabilitativi) è molto inferiore rispetto all’indennità di accompagnamento, quindi conviene sempre verificare se il minore ha i requisiti per quest’ultima.

Indennità di Accompagnamento per Anziani

Gli anziani rappresentano una quota significativa dei beneficiari dell’indennità di accompagnamento, soprattutto a causa di patologie degenerative legate all’età come demenza senile, Alzheimer, Parkinson, gravi patologie cardiovascolari o ortopediche che compromettono l’autonomia. Per gli anziani valgono gli stessi requisiti previsti per la popolazione generale: invalidità civile al 100% più impossibilità di deambulare o necessità di assistenza continua per gli atti quotidiani della vita. Molto frequentemente, gli anziani con demenza avanzata ottengono il riconoscimento dell’indennità di accompagnamento in quanto, pur essendo fisicamente in grado di camminare, necessitano di assistenza continua e sorveglianza costante per evitare di mettere in pericolo se stessi o altri.

L’indennità di accompagnamento per anziani è compatibile con la pensione di vecchiaia, la pensione di reversibilità e con qualsiasi altra forma di reddito pensionistico: non ci sono limiti di reddito o riduzioni dell’importo. Anche gli anziani ricoverati in RSA hanno diritto all’indennità, purché il ricovero non sia totalmente gratuito a carico dello Stato (nella maggior parte dei casi la retta è parzialmente o totalmente a carico della famiglia). Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste le famiglie nella raccolta della documentazione medica, nella compilazione della domanda e nel monitoraggio dell’iter fino all’erogazione della prestazione.

Novità 2026 sull’Indennità di Accompagnamento

Le novità 2026 in materia di indennità di accompagnamento riguardano principalmente tre aspetti: aggiornamento dell’importo, digitalizzazione delle procedure e semplificazione delle visite di revisione. Come già indicato, l’importo mensile 2026 è stato rivalutato a 531,76 euro grazie alla perequazione automatica che tiene conto dell’inflazione rilevata dall’ISTAT. Sul fronte della digitalizzazione, l’INPS ha potenziato il portale MyINPS introducendo nuove funzionalità per il monitoraggio in tempo reale dello stato della domanda: i cittadini possono verificare autonomamente a che punto è l’iter, quando è fissata la visita medica, se il verbale è stato emesso e validato.

È stata inoltre introdotta la possibilità di allegare documentazione sanitaria direttamente online (referti, esami, cartelle cliniche in formato PDF) senza necessità di consegnarli fisicamente il giorno della visita, velocizzando l’istruttoria. Per quanto riguarda le visite di revisione, l’INPS ha avviato un progetto pilota di verifica documentale per alcune categorie di beneficiari con patologie stabilizzate: in questi casi, se la documentazione medica aggiornata conferma la permanenza dei requisiti, la revisione può essere effettuata senza necessità di nuova visita fisica presso la commissione, riducendo i disagi per il beneficiario e i tempi di lavorazione.

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Domande Frequenti sull’Indennità di Accompagnamento

Quanto è l’importo dell’indennità di accompagnamento nel 2026?

L’importo dell’indennità di accompagnamento per il 2026 è di 531,76 euro mensili, erogati per 12 mensilità (niente tredicesima), per un totale annuo di 6.381,12 euro. L’importo è esente da IRPEF e non concorre alla formazione del reddito imponibile.

L’indennità di accompagnamento è compatibile con il lavoro?

Sì, l’indennità di accompagnamento è pienamente compatibile con l’attività lavorativa, sia dipendente che autonoma. Non è richiesta alcuna comunicazione all’INPS in caso di avvio di un’attività lavorativa, purché permangano i requisiti sanitari di impossibilità di deambulare o necessità di assistenza continua.

Si perde l’indennità di accompagnamento se si viene ricoverati in RSA?

L’indennità di accompagnamento viene sospesa solo se il ricovero in RSA è totalmente gratuito e a carico dello Stato per un periodo superiore a 29 giorni continuativi. Se la retta è a carico del paziente o della famiglia (anche parzialmente), l’indennità continua a essere erogata regolarmente.

Quali sono i requisiti per ottenere l’indennità di accompagnamento?

I requisiti sono: riconoscimento dell’invalidità civile al 100 percento, più almeno una delle due condizioni: impossibilità di deambulare autonomamente senza l’aiuto di un accompagnatore, oppure necessità di assistenza continua per compiere gli atti quotidiani della vita. Non ci sono limiti di età né di reddito.

L’indennità di accompagnamento è compatibile con la pensione di invalidità?

Sì, l’indennità di accompagnamento è compatibile con la pensione di invalidità civile e con l’assegno ordinario di invalidità AOI. È possibile percepire entrambe le prestazioni contemporaneamente senza alcuna decurtazione.

Come si presenta la domanda di indennità di accompagnamento?

La domanda si presenta in due fasi: prima occorre ottenere un certificato medico introduttivo da un medico certificatore INPS, poi si presenta la domanda amministrativa telematica tramite il portale MyINPS con SPID, tramite Contact Center INPS oppure rivolgendosi a un CAF o patronato. Il CAF Centro Fiscale di Udine gestisce l’intera pratica dall’inizio alla fine.

Quanto tempo ci vuole per ottenere l’indennità di accompagnamento?

Dall’invio della domanda al primo pagamento trascorrono mediamente 4-6 mesi in situazioni standard. I tempi comprendono: 30-90 giorni per la convocazione a visita medica, 60 giorni per la validazione del verbale da parte dell’INPS, e fino a 120 giorni per il primo accredito comprensivo di eventuali arretrati.


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Indennità e Prestazioni INPS 2026: Guida Completa ai Requisiti

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Indice dei contenuti

  • NASPI: Indennità di Disoccupazione
  • Indennità di Malattia INPS
  • Indennità di Maternità e Paternità
  • Assegno Unico e Universale per i Figli
  • Invalidità Civile e Assegno di Accompagnamento
  • Pensioni di Vecchiaia e Anticipata: Requisiti 2026
  • Come il CAF Ti Assiste con le Domande INPS

L’INPS eroga numerose indennità e prestazioni a sostegno di lavoratori, famiglie e pensionati. Conoscere i requisiti e le modalità di richiesta è fondamentale per accedere tempestivamente a questi diritti.

In questa guida aggiornata al 2026 vediamo le principali prestazioni INPS disponibili: dalla NASPI all’indennità di malattia, dall’Assegno Unico alle prestazioni di invalidità. Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella compilazione e invio delle domande.

NASPI: Indennità di Disoccupazione

La NASPI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) è l’indennità di disoccupazione erogata dall’INPS ai lavoratori dipendenti che perdono involontariamente il lavoro.

Requisiti NASPI 2026

  • Almeno 13 settimane di contribuzione negli ultimi 4 anni
  • 30 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti
  • Perdita involontaria del lavoro (no dimissioni volontarie, salvo giusta causa)
  • Stato di disoccupazione certificato

Importo e Durata

L’importo mensile NASPI è pari al 75% della retribuzione media fino a 1.352 euro (2026), più il 25% della differenza oltre tale soglia. La durata varia da un minimo di 4 mesi a un massimo di 24 mesi, in base ai contributi versati.

Come Richiedere la NASPI

La domanda NASPI deve essere presentata entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro, esclusivamente online tramite il portale INPS o tramite CAF o patronato.

Indennità di Malattia INPS

L’indennità di malattia è una prestazione economica erogata dall’INPS ai lavoratori dipendenti impossibilitati a lavorare per motivi di salute.

Chi ne ha Diritto

Hanno diritto all’indennità di malattia:

  • Operai settore industria, commercio, servizi
  • Lavoratori dello spettacolo
  • Lavoratori marittimi
  • Disoccupati e sospesi dal lavoro

I dipendenti pubblici e gli impiegati privati ricevono invece l’indennità direttamente dal datore di lavoro.

Importo e Documenti

L’importo giornaliero è pari al 50% della retribuzione per i primi 20 giorni, e al 66,66% dal 21° giorno in poi (per operai). È necessario il certificato medico inviato telematicamente dal medico curante entro 2 giorni dall’inizio della malattia.

Indennità di Maternità e Paternità

Le indennità di maternità e paternità coprono i periodi di congedo obbligatorio per i genitori lavoratori.

Congedo di Maternità

La madre lavoratrice ha diritto a 5 mesi di congedo obbligatorio (generalmente 2 mesi prima del parto e 3 dopo, con possibilità di flessibilità). L’indennità è pari all’80% della retribuzione media giornaliera.

Congedo di Paternità

Il padre lavoratore ha diritto a 10 giorni di congedo obbligatorio retribuito al 100%, da fruire entro i primi 5 mesi di vita del bambino.

Come Fare Domanda

La domanda di maternità va presentata all’INPS prima dei 2 mesi precedenti la data presunta del parto, tramite portale INPS o CAF.

Assegno Unico e Universale per i Figli

L’Assegno Unico e Universale è la principale misura di sostegno economico per le famiglie con figli a carico, introdotta dal 2022 e confermata per il 2026.

Requisiti

  • Essere cittadino italiano o UE residente in Italia
  • Avere figli a carico fino a 21 anni (senza limiti di età per figli disabili)
  • Essere soggetto al pagamento IRPEF

Importi ISEE 2026

L’importo mensile varia in base all’ISEE familiare:

  • ISEE fino a 17.090 euro: importo massimo di circa 189 euro/figlio
  • ISEE da 17.090 a 45.574 euro: importo decrescente proporzionale
  • ISEE oltre 45.574 euro o senza ISEE: importo minimo di 54 euro/figlio

Sono previste maggiorazioni per figli under 3, famiglie numerose (4+ figli), genitori lavoratori, figli disabili.

Come Richiederlo

La domanda Assegno Unico si presenta online sul portale INPS o tramite CAF, con validità annuale e rinnovo automatico previa presentazione di ISEE aggiornato.

Invalidità Civile e Assegno di Accompagnamento

Le prestazioni di invalidità civile sono erogate dall’INPS a cittadini con ridotta capacità lavorativa o impossibilità a deambulare autonomamente.

Tipologie di Prestazioni

  • Pensione di invalidità civile: per invalidi civili al 100% con età 18-67 anni e reddito basso
  • Assegno mensile di assistenza: per invalidi civili parziali (74-99%) in età lavorativa
  • Indennità di accompagnamento: per invalidi totali non autosufficienti, senza limiti di reddito
  • Indennità di frequenza: per minori invalidi che frequentano scuole o terapie

Requisiti Sanitari

È necessario il riconoscimento dell’invalidità da parte di una commissione medica ASL. La percentuale di invalidità riconosciuta determina il tipo di prestazione spettante.

Procedura di Domanda

La domanda prevede:

  1. Certificato medico introduttivo da medico abilitato
  2. Domanda INPS online entro 90 giorni dal certificato
  3. Visita medica presso commissione ASL
  4. Verbale sanitario con esito e percentuale

Pensioni di Vecchiaia e Anticipata: Requisiti 2026

Nel 2026 i requisiti per accedere alle pensioni restano sostanzialmente invariati rispetto al 2025.

Pensione di Vecchiaia

  • Età: 67 anni (confermata)
  • Contributi: minimo 20 anni

Pensione Anticipata Ordinaria

  • 42 anni e 10 mesi di contributi (uomini)
  • 41 anni e 10 mesi di contributi (donne)
  • Senza limiti di età

Quota 103 (2026)

Confermata la misura sperimentale Quota 103:

  • Età minima: 62 anni
  • Contributi: minimo 41 anni
  • Applicazione del sistema contributivo

Restano attive anche le APE Sociale, Opzione Donna e altre misure per categorie specifiche.

Come il CAF Ti Assiste con le Domande INPS

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per tutte le pratiche INPS:

Servizi Offerti

  • Compilazione domande NASPI, maternità, Assegno Unico
  • Calcolo ISEE per prestazioni a sostegno del reddito
  • Assistenza domande invalidità civile
  • Simulazione pensioni e verifica requisiti
  • Ricorsi e contestazioni verbali INPS
  • Monitoraggio stato pratiche

Perché Affidarsi al CAF

Presentare le domande tramite CAF garantisce:

  • Compilazione corretta senza errori che potrebbero ritardare l’erogazione
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Domande Frequenti sulle Indennità INPS

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Posso richiedere la NASPI se mi dimetto?

No, la NASPI spetta solo in caso di perdita involontaria del lavoro. Le dimissioni volontarie escludono il diritto, salvo dimissioni per giusta causa (mancato pagamento stipendio, molestie, trasferimento sede).

L’Assegno Unico sostituisce gli assegni familiari?

Si, l’Assegno Unico ha sostituito dal marzo 2022 gli assegni al nucleo familiare (ANF), le detrazioni per figli a carico under 21, e il bonus bebe. E l’unica misura universale per le famiglie con figli.

L’indennita di accompagnamento e compatibile con la pensione?

Si, l’indennita di accompagnamento e compatibile con qualsiasi reddito (pensione, lavoro) perche non ha limiti reddituali. Spetta esclusivamente in base al requisito sanitario di totale inabilita e non autosufficienza.

Quanto tempo ci vuole per ricevere la NASPI dopo la domanda?

Generalmente l’INPS eroga il primo pagamento NASPI entro 30-60 giorni dalla domanda. Il pagamento avviene mensilmente entro il 15 del mese successivo a quello di competenza.


Le indennità e prestazioni INPS rappresentano un sostegno fondamentale per lavoratori, famiglie e persone fragili. Conoscere i requisiti e le scadenze è essenziale per non perdere diritti acquisiti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per compilare e inviare tutte le domande INPS, garantendo tempestività, correttezza e assistenza continua. Prenota oggi stesso il tuo appuntamento e scopri quali prestazioni puoi richiedere.


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