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Tag Archivio per: premi di risultato

CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Quadro C 730/2026: redditi lavoro dipendente, bonus IRPEF e casi particolari

Dichiarazione dei redditi 730

Il quadro C del Modello 730/2026 è la sezione dedicata ai redditi di lavoro dipendente, assimilati e pensione. Si tratta del quadro più compilato in assoluto, perché riguarda la maggior parte dei contribuenti italiani che devono dichiarare i propri redditi all’Agenzia delle Entrate.

In questa guida completa scoprirai come si compila il quadro C del 730/2026 sezione per sezione, quali importi inserire, come funzionano il Bonus IRPEF e il Trattamento Integrativo, la detassazione dei premi di risultato e l’imposta sostitutiva sulle mance per il settore turistico-alberghiero. Troverai esempi pratici, tabelle riassuntive con gli scaglioni IRPEF aggiornati e le scadenze ufficiali per il 2026.

Il Modello 730/2026 si riferisce ai redditi percepiti nel 2025 (anno d’imposta 2025) e la scadenza per l’invio definitivo è fissata al 30 settembre 2026. Vediamo nel dettaglio come orientarsi tra righi, sezioni e casi particolari del quadro C.

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Cos’è il quadro C del Modello 730/2026 e a cosa serve

Il quadro C del Modello 730/2026 raccoglie tutti i redditi che, ai fini fiscali, vengono trattati come “redditi di lavoro dipendente”. Comprende quindi non solo lo stipendio del lavoratore subordinato, ma anche le pensioni, le indennità sostitutive (come la Cassa Integrazione o la NASPI) e una serie di redditi assimilati, come quelli da collaborazione coordinata e continuativa.

La struttura del quadro è organizzata in sette sezioni, ognuna dedicata a una tipologia specifica di reddito o di ritenuta. Ecco la mappa generale:

  • Sezione I (righi C1–C3): redditi di lavoro dipendente, assimilati e pensioni
  • Sezione II (righi C4–C5): altri redditi assimilati senza detrazione
  • Sezione III (righi C9–C11): ritenute IRPEF e addizionali regionali/comunali
  • Sezione IV (rigo C12): ritenute per lavori socialmente utili
  • Sezione V (righi C14–C15): Bonus IRPEF (ex Bonus Renzi 100 euro) e Trattamento Integrativo
  • Sezione VI (rigo C4 specifico): detassazione premi di risultato
  • Sezione VII: opzione imposta sostitutiva sulle mance (settore turistico-alberghiero)

Tutti i dati da inserire nel quadro C provengono dalla Certificazione Unica (CU) che il datore di lavoro o l’ente pensionistico (INPS) consegna entro il 16 marzo di ogni anno. Per il 730/2026, dovrai utilizzare la CU 2026, riferita ai redditi 2025.

Sezione I: Redditi di lavoro dipendente, assimilati e pensione (righi C1–C3)

La Sezione I è il cuore del quadro C. Qui devi indicare i redditi che danno diritto alla detrazione per lavoro dipendente o pensione. La compilazione richiede attenzione perché ogni rigo ha un codice specifico (colonna 1) che identifica il tipo di reddito.

Rigo C1: tipologia di reddito

Nel rigo C1 devi indicare:

  • Colonna 1 (Tipologia reddito): un codice numerico che identifica il tipo di reddito:
    • Codice 1: reddito di pensione
    • Codice 2: reddito di lavoro dipendente o assimilato per il quale è stata riconosciuta la detrazione
    • Codice 3: compensi percepiti da lavoratori socialmente utili (LSU) in regime agevolato
    • Codice 4: redditi di lavoro dipendente prestato all’estero in zone di frontiera (frontalieri)
  • Colonna 2 (Indeterminato/Determinato): codice 1 se contratto a tempo indeterminato, codice 2 se a tempo determinato
  • Colonna 3 (Reddito): l’importo del reddito percepito, così come risulta dal punto 1 (o 2 per i pensionati) della CU 2026

Esempio pratico: Marco è un impiegato a tempo indeterminato e nel 2025 ha percepito uno stipendio lordo di 28.500 euro (punto 1 della CU). Compilerà il rigo C1 inserendo: colonna 1 = “2”, colonna 2 = “1”, colonna 3 = “28.500”.

Righi C2 e C3: ulteriori redditi

I righi C2 e C3 seguono la stessa logica del C1 e servono a indicare ulteriori redditi di lavoro dipendente o pensione percepiti nel 2025. Sono utili nei casi in cui hai cambiato datore di lavoro durante l’anno o percepisci più redditi contemporaneamente (ad esempio uno stipendio e una pensione).

Attenzione: se hai ricevuto più CU dallo stesso sostituto d’imposta, devi sommare gli importi e inserirli in un unico rigo, salvo che le condizioni di lavoro siano cambiate (es. passaggio da tempo determinato a indeterminato).

Sezione II: Altri redditi assimilati (righi C4–C5)

La Sezione II ospita i redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente per i quali NON spetta la detrazione prevista dall’art. 13 del TUIR (DPR 917/1986). Si tratta di una categoria residuale che include casistiche specifiche.

Tra i redditi che vanno inseriti in questa sezione troviamo:

  • Assegni periodici percepiti dal coniuge in caso di separazione legale, divorzio o annullamento del matrimonio (esclusi quelli per il mantenimento dei figli)
  • Assegni periodici alla cui produzione non concorrono attualmente né capitale né lavoro (es. rendite vitalizie)
  • Compensi per cariche elettive (consiglieri comunali, regionali, parlamentari) e per l’esercizio di pubbliche funzioni
  • Indennità giudiziarie e compensi corrisposti dallo Stato a giudici tributari, di pace, esperti del tribunale di sorveglianza

Nei righi C4 e C5 devi indicare:

  • Colonna 1 (Reddito): l’importo lordo del reddito percepito

Da non confondere con le collaborazioni coordinate e continuative (Co.Co.Co.) che, dal 2001, sono assimilate a tutti gli effetti ai redditi di lavoro dipendente e vanno quindi inserite nella Sezione I (rigo C1, codice 2).

Sezione III: Ritenute IRPEF e addizionali (righi C9–C11)

La Sezione III è dedicata all’indicazione delle ritenute fiscali già subite sui redditi dichiarati nelle Sezioni I e II. Si tratta di un passaggio cruciale perché determina se sei a credito (rimborso) o a debito (pagamento) nei confronti dell’Erario.

Rigo C9: Ritenute IRPEF

Nel rigo C9 devi inserire il totale delle ritenute IRPEF subite, che troverai al punto 21 della CU 2026. Le ritenute IRPEF sono l’imposta sui redditi delle persone fisiche trattenuta direttamente dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico ogni mese e versata all’Erario per tuo conto.

Rigo C10: Ritenute Addizionale Regionale

Nel rigo C10 indichi le ritenute per l’addizionale regionale all’IRPEF, riportate al punto 22 della CU 2026. L’aliquota dell’addizionale regionale varia da regione a regione (in base alla Delibera del Consiglio Regionale) e si applica al reddito imponibile dell’anno precedente.

Rigo C11: Ritenute Addizionale Comunale (saldo + acconto)

Il rigo C11 richiede due valori distinti:

  • Colonna 1: acconto addizionale comunale 2025 (punto 26 della CU)
  • Colonna 2: saldo addizionale comunale 2024 + eventuale acconto 2025 trattenuto (punti 27 e 29 della CU)

L’addizionale comunale, come quella regionale, è determinata dal Comune di residenza al 1° gennaio dell’anno di riferimento.

Sezione IV: Ritenute per lavori socialmente utili (rigo C12)

La Sezione IV è una sezione molto specifica, dedicata ai lavoratori impiegati in attività socialmente utili (LSU) che hanno raggiunto l’età pensionabile.

I compensi percepiti dai lavoratori LSU che hanno raggiunto l’età pensionabile godono di un regime fiscale agevolato: sono assoggettati a una ritenuta a titolo d’imposta del 23% (con franchigia agevolata). Nel rigo C12 vanno indicate le ritenute IRPEF e le addizionali regionali specificamente operate su questi compensi.

Questa sezione interessa una platea ristretta di contribuenti, ma è importante compilarla correttamente per evitare doppie tassazioni. Per maggiori informazioni puoi consultare le istruzioni ufficiali dell’Agenzia delle Entrate.

Sezione V: Bonus IRPEF e Trattamento Integrativo (righi C14–C15)

La Sezione V è una delle più importanti del quadro C, perché determina il diritto al Trattamento Integrativo (l’evoluzione del cosiddetto “Bonus Renzi” da 100 euro mensili) e all’eventuale Bonus IRPEF aggiuntivo.

Cos’è il Trattamento Integrativo

Il Trattamento Integrativo è una somma erogata mensilmente in busta paga ai lavoratori dipendenti con un reddito complessivo annuo fino a 15.000 euro. L’importo massimo erogabile è di 1.200 euro annui (pari a 100 euro mensili), riconosciuto in proporzione al periodo di lavoro nell’anno.

Il Trattamento Integrativo è disciplinato dall’articolo 1 del D.L. 3/2020, convertito in Legge 21/2020, e successivamente modificato dalla Legge di Bilancio 2022 (L. 234/2021) e dalla riforma fiscale del 2024 (DLgs 216/2023).

Estensione fino a 28.000 euro: casi particolari

Per i redditi tra 15.001 e 28.000 euro, il Trattamento Integrativo spetta solo se l’imposta lorda calcolata sui redditi da lavoro dipendente e assimilati è superiore al totale delle detrazioni per lavoro dipendente, familiari a carico e altre spese detraibili. In questo caso, l’importo è pari alla differenza (max 1.200 euro).

Compilazione dei righi C14 e C15

Nel rigo C14 (Bonus IRPEF) e nel rigo C15 (Trattamento Integrativo) devi indicare:

  • Colonna 1 (Codice): “1” se il sostituto d’imposta ha erogato il bonus/trattamento, “2” se NON l’ha erogato pur spettando
  • Colonna 2 (Importo): l’importo del bonus erogato (punto 391/392 della CU 2026 per il Trattamento Integrativo)

Esempio pratico – Recupero del Trattamento Integrativo: Anna è una collaboratrice domestica che ha lavorato presso più famiglie nel 2025 senza che nessuno le abbia erogato il Trattamento Integrativo (i datori di lavoro domestico non sono sostituti d’imposta). Il suo reddito complessivo è di 12.000 euro. Nel 730/2026 compilerà il rigo C15 con codice “2” e importo “0” per richiedere il rimborso del Trattamento Integrativo non erogato, che riceverà come credito in dichiarazione.

Restituzione del Trattamento Integrativo

Attenzione al caso opposto: se hai ricevuto il Trattamento Integrativo in busta paga ma in dichiarazione risulti non averne diritto (ad esempio perché hai superato la soglia di reddito), dovrai restituirlo. La somma verrà calcolata e inserita automaticamente nel debito IRPEF del 730/2026.

Sezione VI: Detassazione premi di risultato

La Sezione VI riguarda la detassazione dei premi di risultato, un’agevolazione fiscale prevista per i lavoratori del settore privato che ricevono somme variabili legate a incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza e innovazione.

Come funziona la detassazione

I premi di risultato, fino a un importo lordo di 3.000 euro annui (elevati a 4.000 euro in caso di coinvolgimento paritetico dei lavoratori nell’organizzazione del lavoro), sono assoggettati a un’imposta sostitutiva del 5% dell’IRPEF e delle addizionali regionali e comunali.

L’aliquota agevolata al 5% per il 2025 è stata confermata dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) ed è stata prorogata anche per il triennio 2025-2027.

Requisiti per accedere alla detassazione

  • Reddito da lavoro dipendente nell’anno precedente non superiore a 80.000 euro
  • Il premio deve essere previsto da un contratto collettivo aziendale o territoriale depositato presso l’Ispettorato Territoriale del Lavoro
  • Erogazione collegata a parametri oggettivi e misurabili di incremento di produttività, redditività, qualità o efficienza

In alternativa, il lavoratore può scegliere di convertire il premio (in tutto o in parte) in servizi di welfare aziendale (buoni pasto, asili nido, polizze sanitarie, contributi previdenza complementare), che sono completamente esentasse.

Compilazione del rigo C4 per la detassazione

Le informazioni sui premi di risultato vanno riportate nel rigo C4, utilizzando i dati indicati ai punti 571-580 della CU 2026:

  • Colonna 1: somme tassate con imposta sostitutiva del 5%
  • Colonna 2: somme tassate ordinariamente (se hai rinunciato all’agevolazione)
  • Colonna 3: ritenute operate
  • Colonna 4: benefit di welfare in sostituzione del premio
  • Colonne 5-7: opzione di tassazione (sostitutiva o ordinaria), utile se la scelta del datore di lavoro non è quella più conveniente

Sezione VII: Imposta sostitutiva sulle mance (settore turistico-alberghiero)

La Sezione VII è stata introdotta recentemente dalla Legge di Bilancio 2023 (L. 197/2022, art. 1 commi 58-62) e riguarda esclusivamente i lavoratori del settore turistico-alberghiero e della ristorazione.

Come funziona la tassazione agevolata delle mance

Le mance percepite dai lavoratori del settore privato di strutture ricettive e di somministrazione di pasti e bevande sono qualificate come redditi di lavoro dipendente, ma possono essere assoggettate a un’imposta sostitutiva del 5% dell’IRPEF e delle addizionali.

Limiti e requisiti

  • L’agevolazione si applica fino al 25% del reddito percepito nel periodo d’imposta per le prestazioni di lavoro
  • Il lavoratore non deve aver percepito redditi da lavoro dipendente superiori a 75.000 euro nell’anno precedente (soglia confermata dalla Legge di Bilancio 2025, L. 207/2024, che ha esteso e potenziato la misura)
  • Il lavoratore può comunque rinunciare alla tassazione sostitutiva e optare per quella ordinaria, se più conveniente

Esempio pratico: Luca lavora come cameriere in un ristorante e nel 2025 ha percepito uno stipendio di 18.000 euro e mance per 3.500 euro. Il 25% del reddito è pari a 4.500 euro, quindi le mance rientrano interamente nel limite e sono tassate al 5% (175 euro di imposta sostitutiva), invece che con l’aliquota IRPEF ordinaria (805 euro, calcolando il 23% su 3.500 euro). Risparmio: 630 euro.

Scaglioni IRPEF 2025 per la dichiarazione 2026: tabella riassuntiva

Per calcolare l’imposta dovuta sui redditi indicati nel quadro C, è fondamentale conoscere gli scaglioni IRPEF 2025. Dal 2024, infatti, gli scaglioni sono passati da quattro a tre (DLgs 216/2023, riforma fiscale Meloni), e questa modifica è stata resa strutturale dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024).

Scaglione di redditoAliquota IRPEFImposta da pagare
Fino a 28.000 euro23%23% del reddito
Da 28.001 a 50.000 euro35%6.440 € + 35% sulla parte eccedente 28.000 €
Oltre 50.000 euro43%14.140 € + 43% sulla parte eccedente 50.000 €

Esempio di calcolo IRPEF lordo: Su un reddito imponibile di 35.000 euro l’IRPEF lorda è pari a:

  • 23% × 28.000 = 6.440 euro (sul primo scaglione)
  • 35% × 7.000 = 2.450 euro (sulla parte eccedente i 28.000 euro fino a 35.000)
  • IRPEF lorda totale = 8.890 euro

A questo importo si applicano poi le detrazioni (per lavoro dipendente, per familiari a carico, per spese sanitarie, ecc.) per ottenere l’IRPEF netta effettivamente dovuta.

Detrazione per lavoro dipendente 2025

La detrazione per i redditi di lavoro dipendente è regolata dall’art. 13 del TUIR ed è stata aggiornata nel 2024:

  • Per redditi fino a 15.000 euro: detrazione fissa di 1.955 euro (con minimo garantito non inferiore a 690 euro o 1.380 euro per i contratti a tempo determinato)
  • Per redditi tra 15.001 e 28.000 euro: detrazione decrescente con formula proporzionale
  • Per redditi tra 28.001 e 50.000 euro: detrazione ulteriormente ridotta
  • Oltre 50.000 euro: detrazione azzerata

La cosiddetta “no tax area” per i lavoratori dipendenti è stata portata a 8.500 euro di reddito complessivo: chi guadagna meno non paga IRPEF (allineamento con la no tax area dei pensionati).

Casi particolari: dipendenti pubblici, residenti esteri, frontalieri, sportivi

Dipendenti pubblici

I dipendenti delle pubbliche amministrazioni compilano il quadro C esattamente come i dipendenti privati, indicando i redditi al punto 1 della CU. Una specificità riguarda il conguaglio di fine anno: il sostituto d’imposta pubblico effettua il conguaglio entro il 28 febbraio dell’anno successivo, e gli effetti possono comparire nella CU 2026.

Residenti all’estero che lavorano in Italia

I soggetti non residenti che hanno percepito redditi di lavoro dipendente in Italia non possono utilizzare il Modello 730. Devono presentare il Modello Redditi PF. L’unica eccezione: i lavoratori italiani residenti in Stati di confine (frontalieri) che mantengono la residenza fiscale in Italia.

Frontalieri

I lavoratori frontalieri (residenti in Italia che lavorano stabilmente all’estero in zone di confine) godono di una franchigia di esenzione IRPEF aggiornata, di norma indicata dalla Legge di Bilancio dell’anno. Il reddito viene comunque indicato nel quadro C con il codice 4 nella colonna 1 e l’importo che eccede la franchigia è soggetto a tassazione ordinaria.

Per il Friuli Venezia Giulia, regione particolarmente interessata dal lavoro frontaliero con Slovenia e Austria, la disciplina ha specificità ulteriori che richiedono assistenza qualificata. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre consulenza specialistica per i frontalieri della regione.

Sportivi dilettanti

I compensi degli sportivi dilettanti sono stati radicalmente riformati dal DLgs 36/2021 (Riforma dello Sport), entrato pienamente in vigore dal 1° luglio 2023. Ora i compensi sportivi sono assimilati ai redditi di lavoro dipendente e:

  • Fino a 15.000 euro annui sono esenti da imposizione
  • L’eccedenza è soggetta a tassazione ordinaria nel quadro C

Scadenze e termini di presentazione del 730/2026

Le date da ricordare per il Modello 730/2026 (riferito ai redditi 2025) sono:

DataAdempimento
30 aprile 2026Disponibilità del 730 precompilato sul sito Agenzia delle Entrate (in precedenza era il 15 aprile)
15 giugno 2026Termine per primi conguagli e rimborsi via sostituto d’imposta (per chi presenta entro maggio)
30 settembre 2026Scadenza invio definitivo del 730/2026
25 ottobre 2026Termine per la presentazione del 730 integrativo
30 novembre 2026Scadenza Modello Redditi PF (per chi non può usare il 730)

L’apertura del precompilato è stata spostata dal 15 al 30 aprile a partire dal 2026, per consentire all’Agenzia delle Entrate di disporre di più tempo per la verifica dei dati trasmessi da banche, datori di lavoro ed enti previdenziali.

Errori comuni nel quadro C e come correggerli

Compilare correttamente il quadro C è fondamentale per evitare problemi con l’Agenzia delle Entrate. Ecco gli errori più frequenti e come rimediare.

Errori più comuni

  • Inserire l’importo netto invece del lordo: nel rigo C1 va inserito sempre il reddito lordo (punto 1 della CU), non il netto in busta paga
  • Dimenticare di richiedere il Trattamento Integrativo: se hai diritto al bonus ma il datore di lavoro non l’ha erogato, devi compilare il rigo C15 con codice “2”
  • Confondere ritenute IRPEF e addizionali: ogni voce ha un rigo dedicato (C9, C10, C11). Riportare i valori in righi errati può generare errori di calcolo
  • Non sommare più CU dello stesso datore: se hai ricevuto più CU dallo stesso sostituto, gli importi vanno sommati
  • Indicare i redditi del coniuge: nel quadro C vanno solo i tuoi redditi, anche nel 730 congiunto (il coniuge ha una colonna separata)

730 integrativo: come correggere a favore del contribuente

Se ti accorgi di aver dimenticato detrazioni o deduzioni che ti spettavano (a tuo favore), puoi presentare un 730 integrativo entro il 25 ottobre 2026. È utilizzabile esclusivamente per modifiche che aumentano il credito o riducono il debito. Va presentato esclusivamente tramite un CAF o un professionista abilitato (intermediario fiscale).

730 correttivo e dichiarazione integrativa nel Modello Redditi PF

Per le correzioni che aumentano il debito o quelle effettuate dopo il 25 ottobre 2026, non è possibile presentare un 730 integrativo. Bisogna ricorrere al Modello Redditi PF integrativo entro il 31 dicembre del quinto anno successivo (in regime di ravvedimento operoso, con sanzioni e interessi ridotti progressivamente in base alla tempestività della correzione).

730 precompilato: cosa controllare nel quadro C

Il 730 precompilato messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate il 30 aprile 2026 contiene già i dati del quadro C preimpostati grazie alle informazioni trasmesse dai sostituti d’imposta. Tuttavia, è sempre opportuno verificare:

  • Che tutti i datori di lavoro abbiano trasmesso la CU (le CU non trasmesse non saranno nel precompilato)
  • Che gli importi delle ritenute corrispondano a quelli effettivamente subiti
  • Che il codice tipologia reddito (colonna 1 del rigo C1) sia corretto
  • Che il Trattamento Integrativo sia stato correttamente erogato (o richiesto)
  • Che i premi di risultato siano stati assoggettati all’imposta sostitutiva del 5% se vi avete diritto

Affidati al CAF Centro Fiscale di Udine per il tuo 730/2026

Il quadro C del Modello 730/2026 è composto da numerose sezioni e richiede attenzione ai dettagli: un errore può costare caro in termini di rimborsi mancati o di accertamenti futuri. Affidarsi a un CAF qualificato significa avere la certezza di:

  • Compilazione corretta di tutti i righi e codici
  • Massimizzazione del credito (rimborsi più alti possibili)
  • Recupero del Trattamento Integrativo non erogato
  • Verifica dei calcoli su scaglioni IRPEF e detrazioni
  • Assistenza in caso di controllo o richiesta di documenti da parte dell’Agenzia delle Entrate
  • Apposizione del visto di conformità, indispensabile per rimborsi superiori a 4.000 euro

Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste ogni anno migliaia di contribuenti del Friuli Venezia Giulia nella compilazione del Modello 730, con particolare specializzazione su casistiche complesse come frontalieri Italia-Slovenia/Austria, redditi esteri e casi particolari di Trattamento Integrativo.

Prenota un appuntamento online per la compilazione del tuo 730/2026 o vieni a trovarci direttamente in sede a Udine. Ti aspettiamo per offrirti un servizio professionale, rapido e a un costo trasparente.

Domande frequenti sul quadro C del 730/2026

Posso compilare il quadro C se ho solo redditi da pensione?

Sì, anche i pensionati compilano il quadro C utilizzando il codice “1” nella colonna 1 del rigo C1. Il reddito di pensione va riportato dal punto 1 (o 2, in casi specifici) della CU 2026 ricevuta dall’INPS o dall’ente previdenziale.

Cosa succede se non ho ricevuto la CU dal datore di lavoro?

Il datore di lavoro è obbligato a consegnare la CU entro il 16 marzo. Se non l’hai ricevuta, contatta il datore o l’INPS. In ultima istanza, puoi richiedere all’Agenzia delle Entrate una copia della CU trasmessa al sistema fiscale, oppure ricostruire i redditi dalle buste paga, segnalando l’anomalia.

Il Trattamento Integrativo spetta anche con la NASPI?

Sì. La NASPI è un reddito di lavoro dipendente assimilato e quindi rientra nel quadro C, dando diritto al Trattamento Integrativo a condizione che il reddito complessivo annuo non superi i 15.000 euro (o, in alcuni casi, i 28.000 euro con i parametri della “capienza fiscale” sopra descritta).

Devo dichiarare le mance se sono cameriere?

Sì, le mance sono redditi imponibili e vanno dichiarate. Se lavori in una struttura del settore turistico-alberghiero o di ristorazione, fino al 25% del reddito da lavoro le mance possono essere assoggettate all’imposta sostitutiva del 5% (Legge di Bilancio 2025), che è generalmente molto più vantaggiosa della tassazione ordinaria.

Posso correggere il 730 dopo averlo presentato?

Sì. Per correzioni a tuo favore (più rimborso o meno debito), puoi presentare il 730 integrativo entro il 25 ottobre 2026. Per correzioni a sfavore (più debito), devi utilizzare il Modello Redditi PF integrativo entro il 31 dicembre del quinto anno successivo, con eventuali sanzioni ridotte tramite ravvedimento operoso.

Le collaborazioni coordinate e continuative vanno nel quadro C?

Sì. I redditi delle Co.Co.Co. sono assimilati al lavoro dipendente e vanno indicati nella Sezione I del quadro C (di norma rigo C1 con codice “2”), dando diritto alla detrazione per lavoro dipendente prevista dall’art. 13 del TUIR.

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Fonti ufficiali e riferimenti normativi

  • DPR 22 dicembre 1986 n. 917 (TUIR – Testo Unico Imposte sui Redditi), artt. 49–52 e art. 13
  • DLgs 30 dicembre 2023 n. 216 – Riforma fiscale (riduzione scaglioni IRPEF da 4 a 3)
  • L. 30 dicembre 2024 n. 207 (Legge di Bilancio 2025) – Conferma strutturale aliquote IRPEF, proroga detassazione premi di risultato e tassazione agevolata mance
  • D.L. 5 febbraio 2020 n. 3 convertito in L. 21/2020 – Trattamento Integrativo
  • L. 29 dicembre 2022 n. 197 (Legge di Bilancio 2023), art. 1 commi 58-62 – Imposta sostitutiva mance settore turistico-alberghiero
  • DLgs 28 febbraio 2021 n. 36 – Riforma dello Sport
  • Agenzia delle Entrate – Istruzioni Modello 730/2026
  • Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana
Maggio 25, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-25 07:25:432026-05-25 07:35:09Quadro C 730/2026: redditi lavoro dipendente, bonus IRPEF e casi particolari
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Dichiarazione dei redditi 730

Indice dei contenuti

  1. Cos’è la Detassazione dei Premi di Risultato
  2. Chi Può Beneficiare della Detassazione
  3. Quando il Datore Non Applica la Detassazione
  4. Come Recuperare nel 730/2026: Procedura
  5. Esempio Pratico di Risparmio Fiscale
  6. Scadenze per il Recupero

Se hai ricevuto un premio di risultato nel 2025 e il tuo datore di lavoro non ha applicato la detassazione, puoi recuperare l’agevolazione fiscale nella dichiarazione dei redditi 730/2026. La detassazione dei premi di risultato consente di pagare un’imposta sostitutiva del 5% invece dell’IRPEF ordinaria, con un risparmio significativo per i lavoratori dipendenti.

In questa guida, il CAF Centro Fiscale di Udine spiega come funziona la detassazione, chi può beneficiarne e come recuperarla nel modello 730 se non è stata applicata correttamente in busta paga.

Cos’è la Detassazione dei Premi di Risultato

La detassazione dei premi di risultato è un’agevolazione fiscale che permette ai lavoratori dipendenti di pagare un’imposta sostitutiva del 5% invece delle aliquote IRPEF ordinarie (che possono arrivare fino al 43%) sui premi di produttività erogati dal datore di lavoro.

I premi di risultato sono somme aggiuntive legate al raggiungimento di obiettivi di produttività, redditività o qualità definiti in accordi aziendali o territoriali. La detassazione si applica su importi fino a 3.000 euro annui (4.000 euro per aziende con coinvolgimento paritetico dei lavoratori).

Requisiti fondamentali:

  • Reddito da lavoro dipendente non superiore a 80.000 euro nell’anno precedente
  • Premio previsto da contrattazione collettiva aziendale o territoriale
  • Collegamento del premio a incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza o innovazione

Chi Può Beneficiare della Detassazione

Possono accedere alla detassazione dei premi di risultato i lavoratori dipendenti del settore privato che soddisfano questi criteri:

  1. Limite di reddito: reddito di lavoro dipendente dell’anno precedente (2024 per i premi 2025) non superiore a 80.000 euro
  2. Contratto collettivo: il premio deve essere previsto da accordi aziendali o territoriali depositati presso la Direzione Territoriale del Lavoro
  3. Legame con risultati: il premio deve essere collegato a obiettivi misurabili di produttività, qualità o efficienza

Esclusi dalla detassazione:

  • Dirigenti (salvo specifiche eccezioni)
  • Lavoratori con reddito superiore a 80.000 euro
  • Premi non collegati a obiettivi (premi discrezionali, aumenti fissi, mensilità aggiuntive)

Quando il Datore Non Applica la Detassazione

In alcuni casi, il datore di lavoro potrebbe non applicare l’imposta sostitutiva del 5% in busta paga, tassando il premio con le aliquote IRPEF ordinarie. Questo può accadere per:

  • Errore amministrativo o mancata conoscenza della normativa
  • Incertezza sui requisiti (ad esempio, dubbi sul rispetto del limite di reddito)
  • Mancata verifica della presenza di accordi aziendali validi
  • Scelta prudenziale del datore per evitare contestazioni

In questi casi, il lavoratore ha diritto a recuperare la differenza tra l’imposta ordinaria pagata e l’imposta sostitutiva del 5%, presentando la dichiarazione dei redditi 730/2026.

Come Recuperare nel 730/2026: Procedura

Per recuperare la detassazione non applicata dal datore di lavoro, è necessario seguire questa procedura:

1. Verificare i requisiti
Controlla di avere tutti i requisiti:

  • Reddito 2024 sotto 80.000 euro
  • Premio previsto da contratto aziendale
  • Collegamento con obiettivi di produttività

2. Raccogliere la documentazione
Serve:

  • Certificazione Unica (CU) rilasciata dal datore (disponibile entro marzo 2026)
  • Contratto integrativo aziendale o accordo territoriale che prevede il premio
  • Busta paga con indicazione del premio e della tassazione applicata
  • Dichiarazione del datore che attesta il collegamento del premio agli obiettivi

3. Compilare il modello 730/2026
Nel quadro C del 730, alla colonna 5 (“Somme per premi di risultato”), va indicato:

  • L’importo del premio tassato ordinariamente
  • La richiesta di applicazione retroattiva dell’imposta sostitutiva del 5%

4. Calcolo del rimborso
L’Agenzia delle Entrate ricalcola l’imposta applicando l’aliquota del 5% e restituisce la differenza con il rimborso 730 o in compensazione.

Il CAF Centro Fiscale di Udine verifica i requisiti, acquisisce la documentazione e compila il 730 per massimizzare il recupero.

Esempio Pratico di Risparmio Fiscale

Caso concreto:

Mario ha percepito nel 2025:

  • Reddito annuo: 35.000 euro
  • Premio di risultato: 2.000 euro

Il datore ha tassato il premio con IRPEF ordinaria (aliquota marginale 35% + addizionali), per un totale di circa 750 euro di imposte sul premio.

Con la detassazione nel 730/2026:

  • Imposta sostitutiva 5%: 2.000 × 5% = 100 euro
  • Risparmio fiscale: 750 – 100 = 650 euro

Mario recupera 650 euro nel rimborso del 730/2026.

Altro esempio (premio massimo):

Lucia, reddito 40.000 euro, ha ricevuto premio di 3.000 euro tassato ordinariamente (aliquota 35%):

  • Imposte pagate: circa 1.050 euro
  • Imposte con detassazione: 3.000 × 5% = 150 euro
  • Risparmio: 900 euro

Il risparmio medio per chi recupera la detassazione varia tra 600 e 1.200 euro, a seconda dell’importo del premio e dell’aliquota IRPEF marginale.

Scadenze per il Recupero

Per recuperare la detassazione dei premi 2025, le scadenze sono:

  • Entro marzo 2026: il datore rilascia la Certificazione Unica con i dati dei premi erogati
  • Dal 30 aprile 2026: inizio periodo per presentare il 730/2026
  • Entro 30 settembre 2026: scadenza ordinaria per il 730/2026 precompilato
  • Entro 15 ottobre 2026: scadenza per chi presenta il 730 tramite CAF o professionista
  • Entro 31 ottobre 2026: scadenza per Redditi Persone Fisiche (in alternativa al 730)

Attenzione: il recupero deve essere richiesto entro i termini di presentazione della dichiarazione. Se non viene indicato nel 730/2026, il diritto alla detassazione si perde (salvo presentare dichiarazione integrativa entro i termini di decadenza).

Domande Frequenti sulla Detassazione Premi

Posso recuperare la detassazione anche se il datore l’ha tassata ordinariamente?

Si, se hai i requisiti (reddito sotto 80.000 euro, premio da contratto aziendale, collegamento con produttivita) puoi recuperare la detassazione nel 730/2026, anche se il datore ha applicato IRPEF ordinaria in busta paga.

Serve l’autorizzazione del datore per recuperare nel 730?

No, non serve autorizzazione, ma e utile avere una dichiarazione del datore che attesta il collegamento del premio agli obiettivi di produttivita previsti dal contratto aziendale.

Il CAF puo verificare se ho diritto alla detassazione?

Si, il CAF Centro Fiscale verifica i requisiti, esamina la CU e il contratto aziendale, e compila il 730 per recuperare correttamente l’agevolazione.

Se non presento il 730, perdo la detassazione?

Si, se non richiedi il recupero nella dichiarazione dei redditi entro le scadenze, l’imposta ordinaria gia applicata resta definitiva e non puoi piu recuperare la differenza.

La detassazione dei premi di risultato è un’agevolazione importante che permette di risparmiare fino a 1.000 euro o più sulle imposte. Se il tuo datore di lavoro non l’ha applicata in busta paga, puoi recuperarla nel 730/2026 seguendo la procedura corretta.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per:

  • Verificare i requisiti di accesso
  • Acquisire la documentazione necessaria
  • Compilare il 730 con il recupero della detassazione
  • Massimizzare il rimborso fiscale

Non perdere questa opportunità di risparmio: contatta il CAF Centro Fiscale per la tua dichiarazione dei redditi.

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Flat Tax Busta Paga 2026: Adempimenti per Premi e Bonus

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La flat tax in busta paga 2026 rappresenta un’importante agevolazione fiscale per i lavoratori dipendenti che percepiscono premi di risultato e bonus produttività. L’imposta sostitutiva al 5% consente di ridurre significativamente il carico fiscale rispetto alla normale tassazione IRPEF progressiva. Tuttavia, l’applicazione della flat tax richiede il rispetto di specifici adempimenti fiscali sia da parte del datore di lavoro che del lavoratore dipendente. In questa guida approfondita analizziamo tutti gli obblighi, le scadenze e le procedure per beneficiare correttamente della tassazione agevolata.

Indice dei contenuti

  • Cos’è la Flat Tax in Busta Paga
  • Requisiti per Accedere alla Flat Tax al 5%
  • Adempimenti del Datore di Lavoro
  • Adempimenti del Lavoratore Dipendente
  • Tabella Riepilogativa Adempimenti e Scadenze
  • Esempi Pratici di Calcolo
  • Fringe Benefit e Flat Tax 2026
  • Sanzioni per Mancato Rispetto degli Adempimenti
  • Novità e Conferme per il 2026
  • Domande Frequenti

Cos’è la Flat Tax in Busta Paga

La flat tax in busta paga è un’imposta sostitutiva del 5% applicabile su specifiche voci retributive erogate ai lavoratori dipendenti del settore privato. Introdotta per incentivare la produttività aziendale, questa tassazione agevolata sostituisce l’ordinaria aliquota IRPEF progressiva (che può arrivare fino al 43%).

La normativa di riferimento è contenuta nell’articolo 1, comma 182, della Legge 28 dicembre 2015, n. 208 (Legge di Stabilità 2016), successivamente modificata e prorogata dalle Leggi di Bilancio successive, inclusa la Legge di Bilancio 2026.

Beneficiari:

  • Lavoratori dipendenti del settore privato
  • Con reddito da lavoro dipendente dell’anno precedente non superiore a 80.000 euro
  • Impiegati presso aziende che applicano contratti collettivi aziendali o territoriali

Voci retributive agevolabili:

  • Premi di risultato legati a incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza e innovazione
  • Somme erogate sotto forma di partecipazione agli utili dell’impresa
  • Fringe benefit (entro specifici limiti annuali)

Requisiti per Accedere alla Flat Tax al 5%

Per beneficiare della tassazione agevolata al 5%, devono essere soddisfatti contemporaneamente i seguenti requisiti:

Requisiti del Lavoratore

Il lavoratore dipendente deve:

  • Avere un reddito da lavoro dipendente non superiore a 80.000 euro nell’anno precedente (2025 per la flat tax 2026)
  • Essere titolare di rapporto di lavoro dipendente nel settore privato (escluso pubblico impiego)
  • Prestare attività lavorativa presso l’azienda che eroga il premio

Requisiti del Premio

Il premio o bonus deve:

  • Essere previsto da contratti collettivi aziendali o territoriali
  • Essere collegato a obiettivi di produttività, redditività, qualità, efficienza o innovazione misurabili e verificabili
  • Essere erogato in esecuzione di quanto stabilito dal contratto collettivo
  • Non superare il limite annuale di 3.000 euro (o 4.000 euro per aziende con forme di coinvolgimento paritetico dei lavoratori)

Requisiti dell’Azienda

Il datore di lavoro deve:

  • Aver stipulato contratti collettivi aziendali o territoriali che prevedono l’erogazione di premi di risultato
  • Aver depositato il contratto presso la Direzione Territoriale del Lavoro (DTL) competente, tramite la piattaforma telematica ministeriale
  • Rispettare gli obblighi contributivi e assicurativi

Adempimenti del Datore di Lavoro

Il datore di lavoro ha specifici obblighi per applicare correttamente la flat tax sui premi erogati:

1. Deposito del Contratto Collettivo

Il contratto aziendale o territoriale che prevede i premi di risultato deve essere depositato telematicamente presso la Direzione Territoriale del Lavoro tramite il portale del Ministero del Lavoro (SINTESI – Sistema Informativo Nazionale Contrattazione di Secondo Livello).

Scadenza: Il deposito deve avvenire prima dell’erogazione del premio. Senza deposito preventivo, la flat tax non è applicabile.

2. Verifica dei Requisiti del Lavoratore

Prima di applicare l’imposta sostitutiva, il datore deve verificare che:

  • Il lavoratore abbia dichiarato un reddito 2025 inferiore a 80.000 euro
  • Il lavoratore non abbia superato il limite di 3.000 euro (o 4.000 euro) di premi nell’anno

Modalità: Richiesta di autodichiarazione al lavoratore (modulo scritto) in cui attesta il possesso dei requisiti reddituali.

3. Applicazione dell’Imposta Sostitutiva

In sede di erogazione del premio, il datore di lavoro deve:

  • Calcolare l’imposta sostitutiva del 5% sulla somma lorda erogata
  • Trattenere l’imposta e versarla all’Erario tramite modello F24
  • Indicare correttamente il premio nel cedolino paga con codice specifico

4. Versamento dell’Imposta Sostitutiva

L’imposta trattenuta deve essere versata con modello F24 utilizzando il codice tributo 1053 (“Ritenute su somme erogate per incremento della produttività – Art. 1, comma 182, L. n. 208/2015”).

Scadenza: Stesso termine previsto per le ritenute fiscali ordinarie (16 del mese successivo all’erogazione).

5. Certificazione Unica (CU)

Il datore di lavoro deve indicare nella Certificazione Unica 2027 (relativa ai redditi 2026):

  • L’importo dei premi erogati con tassazione agevolata (punto 451)
  • L’imposta sostitutiva trattenuta (punto 452)

Scadenza CU 2027: 16 marzo 2027 (consegna al lavoratore e invio telematico all’Agenzia delle Entrate).

Adempimenti del Lavoratore Dipendente

Anche il lavoratore ha obblighi e adempimenti da rispettare:

1. Autodichiarazione Redditi Anno Precedente

Il lavoratore deve rilasciare al datore di lavoro una dichiarazione sostitutiva di atto notorio in cui attesta:

  • Di aver percepito nel 2025 un reddito da lavoro dipendente non superiore a 80.000 euro
  • Di essere in possesso dei requisiti per beneficiare della tassazione agevolata

Termine: Prima dell’erogazione del premio (consigliato: entro gennaio 2026 se il premio è previsto a inizio anno).

2. Verifica in Dichiarazione dei Redditi

Nella dichiarazione dei redditi 2027 (modello 730/2027 o Redditi PF 2027), il lavoratore deve:

  • Verificare la corretta indicazione dei premi tassati con flat tax (precompilati dalla CU)
  • Controllare che l’imposta sostitutiva sia stata correttamente applicata

Attenzione: Se il reddito complessivo 2025 risulta superiore a 80.000 euro, il lavoratore dovrà:

  • Comunicarlo al datore di lavoro entro il 28 febbraio 2026
  • Ricalcolare l’imposta dovuta con aliquota IRPEF ordinaria
  • Versare la differenza con ravvedimento operoso

3. Monitoraggio del Limite Annuale

Il lavoratore deve tenere traccia dell’ammontare dei premi percepiti:

  • Limite base: 3.000 euro annui
  • Limite maggiorato: 4.000 euro (se l’azienda ha coinvolgimento paritetico)

Oltre questi limiti, l’eccedenza viene tassata con aliquote IRPEF ordinarie.

Tabella Riepilogativa Adempimenti e Scadenze

SoggettoAdempimentoScadenzaModalità
Datore di LavoroDeposito contratto collettivoPrima erogazione premioPiattaforma SINTESI (Ministero Lavoro)
LavoratoreAutodichiarazione redditi 2025Prima erogazione premioDichiarazione scritta al datore
Datore di LavoroTrattenuta imposta sostitutiva 5%Momento erogazione premioCedolino paga
Datore di LavoroVersamento F24 (cod. 1053)16 del mese successivoModello F24 telematico
LavoratoreComunicazione eventuale superamento 80.000€28 febbraio 2026Comunicazione scritta al datore
Datore di LavoroCertificazione Unica 202716 marzo 2027Consegna al lavoratore + invio telematico
LavoratoreDichiarazione redditi 202730 settembre 2027 (730) o 30 novembre 2027 (Redditi PF)730 o Redditi PF online/CAF

Esempi Pratici di Calcolo

Vediamo alcuni casi concreti per comprendere il funzionamento della flat tax in busta paga.

Esempio 1: Dipendente con Reddito 2025 di 35.000 Euro

Situazione:

  • Reddito 2025: 35.000 euro (sotto la soglia 80.000)
  • Premio produttività erogato a marzo 2026: 2.500 euro
  • Contratto collettivo aziendale depositato

Calcolo tassazione agevolata:

  • Premio lordo: 2.500 euro
  • Imposta sostitutiva 5%: 2.500 × 5% = 125 euro
  • Premio netto: 2.500 – 125 = 2.375 euro

Confronto con tassazione ordinaria IRPEF (aliquota marginale 35%):

  • IRPEF (35%): 2.500 × 35% = 875 euro
  • Addizionali regionali/comunali: circa 60 euro
  • Totale imposte ordinarie: 935 euro
  • Premio netto ordinario: 1.565 euro

Risparmio fiscale: 935 – 125 = 810 euro (circa 32% di risparmio)

Esempio 2: Dipendente con Reddito 2025 di 75.000 Euro

Situazione:

  • Reddito 2025: 75.000 euro (sotto la soglia 80.000)
  • Premio produttività: 3.000 euro (limite massimo)

Calcolo flat tax:

  • Imposta sostitutiva 5%: 3.000 × 5% = 150 euro
  • Premio netto: 2.850 euro

Confronto con tassazione ordinaria (aliquota marginale 43%):

  • IRPEF (43%): 3.000 × 43% = 1.290 euro
  • Addizionali: circa 90 euro
  • Totale imposte ordinarie: 1.380 euro
  • Premio netto ordinario: 1.620 euro

Risparmio fiscale: 1.380 – 150 = 1.230 euro (circa 43% di risparmio)

Esempio 3: Dipendente con Reddito 2025 di 85.000 Euro (Fuori Soglia)

Situazione:

  • Reddito 2025: 85.000 euro (OLTRE la soglia 80.000)
  • Premio produttività: 2.000 euro

⚠️ ATTENZIONE: La flat tax NON è applicabile

Il premio viene tassato con aliquota IRPEF ordinaria:

  • IRPEF (43%): 2.000 × 43% = 860 euro
  • Addizionali: circa 60 euro
  • Premio netto: 1.080 euro

Il lavoratore deve comunicare al datore entro il 28 febbraio 2026 il superamento della soglia reddituale.

Fringe Benefit e Flat Tax 2026

Oltre ai premi di risultato, la flat tax al 5% può essere applicata anche ai fringe benefit, con regole specifiche.

Limiti Fringe Benefit 2026

La Legge di Bilancio 2026 ha confermato i seguenti limiti di esenzione:

  • Lavoratori senza figli a carico: 1.000 euro annui
  • Lavoratori con figli a carico: 2.000 euro annui

Definizione figli a carico: Figli fiscalmente a carico ai sensi dell’art. 12 TUIR (reddito complessivo non superiore a 2.840,51 euro, o 4.000 euro per figli under 24).

Tipologie di Fringe Benefit Agevolabili

Rientrano nei fringe benefit:

  • Auto aziendale ad uso promiscuo
  • Buoni carburante
  • Buoni acquisto (voucher spesa)
  • Rimborso utenze domestiche (luce, gas, acqua, internet)
  • Rimborso affitto o mutuo prima casa
  • Servizi di welfare aziendale

Applicazione della Flat Tax sui Fringe Benefit

Se il valore dei fringe benefit supera la soglia di esenzione, l’eccedenza può essere tassata:

  • Con flat tax al 5% se rientra nei limiti dei premi di risultato (3.000/4.000 euro complessivi)
  • Con aliquota IRPEF ordinaria oltre i limiti

Esempio pratico:

  • Lavoratore con 2 figli a carico
  • Fringe benefit 2026: buoni spesa per 2.800 euro
  • Soglia esenzione: 2.000 euro
  • Eccedenza tassabile: 800 euro

L’eccedenza di 800 euro può essere tassata al 5% se:

  • Il lavoratore ha reddito 2025 sotto 80.000 euro
  • Non ha già percepito 3.000 euro di premi di risultato
  • L’azienda ha un contratto collettivo che prevede la tassazione agevolata

Sanzioni per Mancato Rispetto degli Adempimenti

Il mancato rispetto degli adempimenti può comportare sanzioni fiscali e amministrative:

Sanzioni per il Datore di Lavoro

1. Mancato deposito del contratto collettivo:

  • La flat tax non è applicabile
  • Obbligo di applicare aliquote IRPEF ordinarie
  • Possibile recupero a tassazione da parte dell’Agenzia delle Entrate
  • Sanzione amministrativa da 250 a 1.500 euro (art. 18 D.Lgs. 276/2003)

2. Mancato versamento dell’imposta sostitutiva:

  • Sanzione del 30% dell’importo non versato (riducibile al 15% con ravvedimento operoso)
  • Interessi di mora

3. Errata compilazione della Certificazione Unica:

  • Sanzione da 258 a 2.065 euro per ogni CU errata (art. 4 D.Lgs. 471/1997)
  • Ridotta a 1/3 se regolarizzata entro 60 giorni dalla scadenza

Sanzioni per il Lavoratore

1. Falsa autodichiarazione del reddito:

  • Recupero a tassazione dell’importo con aliquota IRPEF ordinaria
  • Sanzione dal 100% al 200% della maggiore imposta dovuta
  • Interessi di mora
  • Eventuali profili penali per dichiarazione mendace

2. Mancata comunicazione superamento soglia 80.000 euro:

  • Sanzione amministrativa da 250 a 2.000 euro
  • Recupero della differenza d’imposta con sanzioni e interessi

Novità e Conferme per il 2026

La Legge di Bilancio 2026 (L. 30 dicembre 2025, n. 207) ha introdotto alcune novità importanti:

Conferme per il 2026

  • Aliquota flat tax al 5% confermata
  • Soglia reddituale 80.000 euro invariata
  • Limite premi 3.000/4.000 euro confermato
  • Fringe benefit 1.000/2.000 euro confermati

Novità 2026

1. Semplificazione deposito contratti

Dal 1° gennaio 2026, la piattaforma SINTESI è stata aggiornata per rendere più veloce il deposito dei contratti collettivi. Ora è possibile:

  • Depositare contratti tramite modulo semplificato
  • Ottenere la ricevuta di deposito in tempo reale
  • Verificare online lo stato del deposito

2. Estensione ai lavoratori a tempo parziale

Confermata la piena applicabilità della flat tax anche ai lavoratori part-time, senza riduzioni proporzionali dei limiti.

3. Maggiore controllo dell’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate ha annunciato un piano di controlli rafforzati per il 2026-2027 sui premi di risultato, con focus su:

  • Verifica della corrispondenza tra contratti depositati e premi erogati
  • Controllo delle autodichiarazioni dei lavoratori
  • Riscontro dei limiti reddituali tramite incrocio banche dati

Domande Frequenti sulla Flat Tax Busta Paga

Chi può beneficiare della flat tax in busta paga al 5%?

Possono beneficiare della flat tax al 5% i lavoratori dipendenti del settore privato con reddito da lavoro dipendente dell’anno precedente non superiore a 80.000 euro, che percepiscono premi di risultato o bonus produttività previsti da contratti collettivi aziendali o territoriali.

Qual è il limite massimo di premi tassabili con flat tax nel 2026?

Il limite massimo è di 3.000 euro annui per la generalità dei lavoratori, che sale a 4.000 euro per i dipendenti di aziende che applicano forme di coinvolgimento paritetico dei lavoratori nell’organizzazione del lavoro.

Il datore di lavoro deve depositare il contratto collettivo prima di erogare i premi?

Sì, il deposito del contratto collettivo presso la Direzione Territoriale del Lavoro tramite piattaforma SINTESI è obbligatorio e deve avvenire prima dell’erogazione del premio. Senza deposito preventivo la flat tax non è applicabile.

Cosa succede se il lavoratore supera la soglia di 80.000 euro di reddito?

Se il reddito da lavoro dipendente dell’anno precedente supera 80.000 euro, il lavoratore non può beneficiare della flat tax al 5%. Deve comunicarlo al datore di lavoro entro il 28 febbraio e il premio verrà tassato con le aliquote IRPEF ordinarie.

I fringe benefit possono essere tassati con flat tax al 5%?

Sì, l’eccedenza dei fringe benefit oltre le soglie di esenzione (1.000 o 2.000 euro a seconda della presenza di figli a carico) può essere tassata con flat tax al 5%, purché rientrino complessivamente nei limiti dei premi di risultato (3.000 o 4.000 euro) e siano rispettati tutti i requisiti.

Entro quando va versata l’imposta sostitutiva del 5%?

L’imposta sostitutiva trattenuta dal datore di lavoro deve essere versata con modello F24 (codice tributo 1053) entro il 16 del mese successivo a quello di erogazione del premio, seguendo le stesse scadenze delle ritenute fiscali ordinarie.

La flat tax si applica anche ai dipendenti pubblici?

No, la flat tax al 5% su premi di risultato è riservata esclusivamente ai lavoratori dipendenti del settore privato. I dipendenti pubblici seguono regole diverse per la tassazione dei premi e degli incentivi.

Conclusioni

La flat tax in busta paga 2026 rappresenta un’importante opportunità di risparmio fiscale sia per i lavoratori dipendenti che per le aziende che vogliono incentivare la produttività. Tuttavia, il corretto godimento dell’agevolazione richiede il rispetto scrupoloso degli adempimenti e delle scadenze da parte di entrambe le parti del rapporto di lavoro.

Il datore di lavoro deve curare il deposito del contratto collettivo, verificare i requisiti dei lavoratori, applicare correttamente l’imposta sostitutiva e compilare con precisione la Certificazione Unica. Il lavoratore, dal canto suo, deve fornire un’autodichiarazione veritiera sul proprio reddito e comunicare tempestivamente eventuali superamenti della soglia degli 80.000 euro.

Con le novità 2026 e i controlli rafforzati dell’Agenzia delle Entrate, è ancora più importante affidarsi a professionisti esperti per evitare errori che potrebbero comportare sanzioni e recuperi fiscali.


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