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Tag Archivio per: manovra 2026

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Manovra, incentivi lavoro e decontribuzioni: quali bonus vuole confermare il Governo

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Con l’avvicinarsi della stagione della manovra di bilancio, il Governo torna a ragionare sugli incentivi al lavoro, sulle decontribuzioni e sui bonus assunzioni che potrebbero trovare spazio nella Legge di Bilancio 2027. Secondo le indiscrezioni riportate da QuiFinanza e da altri organi di stampa, l’esecutivo punta a confermare e in alcuni casi rafforzare le misure già in vigore nel 2026, con un occhio di riguardo per le categorie più fragili: donne, giovani e lavoratori del Mezzogiorno.

In questo articolo facciamo il punto su quali agevolazioni sono attualmente attive, quali potrebbero essere prorogate e cosa cambia per datori di lavoro e lavoratori.

Indice dei contenuti

  • Lo scenario attuale: cosa cambia con la manovra
  • Decontribuzioni: le misure che il Governo vuole prorogare
  • Bonus assunzioni: donne, giovani e categorie svantaggiate
  • Fringe benefit e welfare aziendale
  • Incentivi per il settore privato nel 2026
  • Cosa aspettarsi dalla Legge di Bilancio 2027
  • Domande frequenti

Lo scenario attuale: cosa cambia con la manovra

L’autunno è tradizionalmente il periodo in cui il Governo presenta la Legge di Bilancio, il provvedimento che definisce le risorse e le politiche economiche per l’anno successivo. Per il 2027, il dibattito è già aperto e il capitolo lavoro è tra i più discussi.

Negli ultimi anni, l’esecutivo ha puntato molto sulle decontribuzioni — riduzioni dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro o del lavoratore — come strumento per incentivare le assunzioni e sostenere il potere d’acquisto dei dipendenti. Queste misure, però, hanno spesso carattere temporaneo: devono essere rinnovate di anno in anno nella manovra.

Il tema centrale, dunque, è capire quali bonus e incentivi sopravviveranno alla Legge di Bilancio 2027 e se ci saranno novità per alcune categorie di lavoratori e datori di lavoro.

Decontribuzioni: le misure che il Governo vuole prorogare

Tra le misure che l’esecutivo punta a confermare nella manovra 2027, spiccano le decontribuzioni per i lavoratori dipendenti con redditi medio-bassi. Si tratta di sgravi sui contributi previdenziali che, in sostanza, aumentano il netto in busta paga senza che il datore di lavoro debba spendere di più.

Tra le misure più attese:

  • Taglio del cuneo fiscale contributivo per i lavoratori dipendenti con redditi fino a circa 40.000 euro annui, che ha già caratterizzato le ultime leggi di bilancio e che il Governo vuole stabilizzare.
  • Decontribuzione Sud: incentivi per le assunzioni nelle regioni del Mezzogiorno, sottoposta a verifica di compatibilità con le norme europee sugli aiuti di Stato.
  • Sgravi per assunzioni a tempo indeterminato: la proroga degli incentivi contributivi per i datori di lavoro che assumono a tempo indeterminato, in particolare per i lavoratori che percepiscono un salario inferiore a determinate soglie.

Va detto che alcune di queste misure dipendono dalla disponibilità di risorse nel bilancio pubblico e dalla compatibilità con i vincoli europei di finanza pubblica: non è detto che tutte trovino conferma nella forma attuale.

Bonus assunzioni: donne, giovani e categorie svantaggiate

Un capitolo importante riguarda i bonus assunzioni mirati a specifiche categorie di lavoratori. Il Governo ha storicamente riservato sgravi contributivi più generosi alle aziende che assumono soggetti considerati più lontani dal mercato del lavoro.

Tra le misure che potrebbero essere confermate o potenziate:

  • Bonus assunzioni donne: sgravi contributivi per i datori di lavoro che assumono donne in settori o aree geografiche dove il tasso di occupazione femminile è più basso. La misura ha l’obiettivo di ridurre il divario di genere nel mercato del lavoro.
  • Incentivi per i giovani under 35: agevolazioni per le aziende che assumono giovani senza un impiego stabile, soprattutto con contratti a tempo indeterminato.
  • Incentivi per percettori di reddito di cittadinanza o assegno di inclusione: sgravi per chi assume lavoratori che beneficiano di misure di sostegno al reddito, con l’obiettivo di favorire la reintegrazione nel mercato del lavoro.

Per usufruire di questi incentivi, i datori di lavoro devono generalmente rispettare alcune condizioni: mantenere i livelli occupazionali, non aver effettuato licenziamenti nei mesi precedenti, e gestire correttamente le pratiche INPS. Il supporto di un consulente del lavoro o di un CAF può essere prezioso per verificare i requisiti e presentare correttamente le richieste.

Fringe benefit e welfare aziendale

Un altro strumento che il Governo potrebbe confermare o adattare riguarda i fringe benefit, cioè i benefici extra-salariali che le aziende possono riconoscere ai dipendenti in modo parzialmente o totalmente esente da tassazione.

Nelle ultime leggi di bilancio, la soglia di esenzione fiscale dei fringe benefit è stata innalzata rispetto al limite ordinario di 258,23 euro previsto dal TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi). In particolare, sono stati previsti limiti più alti per i lavoratori con figli a carico.

Tra i beni e servizi che rientrano nel perimetro dei fringe benefit figurano:

  • Buoni spesa e buoni carburante
  • Rimborso delle utenze domestiche (luce, gas, acqua)
  • Rimborso di canoni di locazione o rate del mutuo per la prima casa
  • Polizze assicurative e previdenza complementare

La proroga o meno di queste soglie elevate dipenderà dalle risorse disponibili in manovra e dall’orientamento politico dell’esecutivo sul welfare aziendale.

Incentivi per il settore privato nel 2026

Accanto alle misure di carattere contributivo, il Governo ha introdotto negli anni anche incentivi fiscali per le imprese che investono nella formazione e nella crescita professionale dei lavoratori. Tra queste:

  • Crediti d’imposta per la formazione 4.0: agevolazioni per le aziende che investono nella formazione del personale su tecnologie digitali e industria 4.0.
  • Piano Transizione 5.0: incentivi per gli investimenti in beni strumentali legati alla transizione energetica e digitale, con ricadute occupazionali.
  • Incentivi per l’apprendistato: sgravi contributivi per le aziende che assumono con contratto di apprendistato, particolarmente favorevoli per i giovani under 30.

Queste misure, però, richiedono spesso documentazione specifica e il rispetto di condizioni tecniche che è bene verificare prima di procedere con le assunzioni o gli investimenti.

Cosa aspettarsi dalla Legge di Bilancio 2027

Mentre il testo definitivo della manovra sarà presentato entro il 15 ottobre 2026 (termine per il disegno di legge di bilancio), le voci raccolte indicano alcune priorità del Governo:

  • Conferma e stabilizzazione del taglio del cuneo fiscale: da temporaneo a strutturale, per dare certezza ai lavoratori e alle aziende.
  • Sostegno alle assunzioni nel settore privato, con attenzione alle aree del Sud e alle categorie svantaggiate.
  • Possibile revisione del sistema dei fringe benefit, con una razionalizzazione delle soglie di esenzione.
  • Nessun taglio alle misure per i giovani: il Governo ha più volte dichiarato l’intenzione di mantenere incentivi specifici per l’occupazione giovanile.

È importante ricordare che fino all’approvazione definitiva della legge (solitamente entro il 31 dicembre), le misure rimangono in attesa di conferma e possono subire modifiche significative durante l’iter parlamentare.

Per approfondire, leggi anche: Misure per i Giovani nella Manovra 2026: Tutte le Novità

Domande frequenti

Cosa si intende per decontribuzione?

La decontribuzione è una riduzione dei contributi previdenziali che normalmente vengono versati all’INPS dal datore di lavoro o dal lavoratore. In pratica, chi ne beneficia paga meno contributi, con effetti positivi sulla busta paga o sul costo del lavoro per le aziende.

Il taglio del cuneo fiscale sarà confermato nel 2027?

Il Governo ha dichiarato l’intenzione di confermare e stabilizzare il taglio del cuneo fiscale contributivo, ma la conferma definitiva arriverà solo con l’approvazione della Legge di Bilancio 2027, attesa entro fine 2026.

Quali lavoratori possono beneficiare del bonus assunzioni?

Gli incentivi all’assunzione sono generalmente rivolti a categorie specifiche: donne in aree o settori con bassa occupazione femminile, giovani under 35, percettori di misure di sostegno al reddito come l’Assegno di Inclusione, e lavoratori nelle regioni del Mezzogiorno.

Cosa sono i fringe benefit?

I fringe benefit sono benefici aggiuntivi rispetto allo stipendio che le aziende possono riconoscere ai dipendenti: buoni spesa, rimborso utenze domestiche, polizze assicurative. Entro certi limiti di valore, non sono tassati né per il lavoratore né per l’azienda.

Quando verrà approvata la Legge di Bilancio 2027?

Il disegno di legge di bilancio deve essere presentato dal Governo entro il 15 ottobre dell’anno precedente. L’approvazione definitiva da parte del Parlamento avviene solitamente entro il 31 dicembre 2026, per entrare in vigore dal 1° gennaio 2027.


Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

Agosto 24, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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Forfettari 2026: Chi Guadagna e Chi Perde con le Nuove Regole della Manovra

regime forfettario partita iva

Indice dei contenuti

  1. I Vincitori: Chi Guadagna con le Nuove Regole
  2. I Perdenti: Chi Viene Penalizzato
  3. Requisiti e Limiti Aggiornati 2026
  4. Cosa Fare Ora
  5. Domande Frequenti

La Legge di Bilancio 2026 porta novità significative per i forfettari. Mentre alcuni contribuenti beneficeranno di agevolazioni, altri vedranno restringersi l’accesso al regime agevolato. Vediamo chi sono i vincitori e i perdenti.

I Vincitori: Chi Guadagna con le Nuove Regole

La Manovra 2026 premia alcune categorie di forfettari con vantaggi concreti:

1. Giovani under 35 con aliquota 5%

Confermata e ampliata la flat tax agevolata al 5% per i primi 5 anni di attività. La novità: ora vale anche per chi apre nel 2026 con ricavi previsti fino a 85.000 euro.

Un giovane professionista under 35 che avvia un’attività può risparmiare migliaia di euro rispetto al regime ordinario.

2. Professionisti con spese documentate

Introdotta una deduzione forfettaria del 3% per spese di aggiornamento professionale certificate, fino a 2.500 euro annui. Beneficiano soprattutto consulenti, formatori e professionisti tecnici.

Esempio: con 50.000 euro di ricavi, la deduzione vale 1.500 euro, riducendo l’imposta di circa 225 euro.

3. Artigiani e commercianti con investimenti

Nuovo bonus del 20% sugli investimenti in macchinari e attrezzature fino a 20.000 euro. L’agevolazione riduce l’imposta sostitutiva dovuta.

Un artigiano che investe 15.000 euro in attrezzature ottiene un credito di 3.000 euro da scontare dall’imposta.

I Perdenti: Chi Viene Penalizzato

Non tutti i forfettari traggono vantaggio dalle novità:

1. Chi supera i 100.000 euro di ricavi

Il nuovo limite anti-elusione scatta a 100.000 euro (prima 85.000). Superata questa soglia, si decade automaticamente dal regime forfettario dal 1° gennaio dell’anno successivo, passando al regime ordinario con aliquote IRPEF fino al 43%.

Chi fattura tra 85.000 e 100.000 euro deve prestare massima attenzione per evitare la decadenza improvvisa.

2. Chi ha rapporti con datori di lavoro recenti

Stretta sui forfettari che lavorano con ex datori di lavoro. La causa di esclusione ora vale per 3 anni (prima 2) dalla cessazione del rapporto. Colpisce soprattutto ex dipendenti diventati consulenti.

Chi lavora prevalentemente con l’ex datore di lavoro rischia la riqualificazione del rapporto come dipendenza mascherata.

3. Forfettari con collaboratori

Ridotto il limite di spesa per collaboratori e dipendenti: da 20.000 a 15.000 euro lordi annui. Chi supera questa cifra deve passare al regime ordinario.

Un forfettario con un collaboratore part-time a 1.500 euro/mese supera il limite e decade dal regime.

Requisiti e Limiti Aggiornati 2026

Ecco il quadro completo dei requisiti per accedere al regime forfettario nel 2026:

Limiti di ricavi

  • Massimo 85.000 euro annui per restare nel regime
  • Massimo 100.000 euro (nuova soglia di decadenza automatica)

Cause di esclusione

  • Partecipazione a società di persone, associazioni o imprese familiari
  • Controllo (diretto o indiretto) di SRL o SPA
  • Spese per dipendenti/collaboratori superiori a 15.000 euro
  • Ricavi da ex datore di lavoro per 3 anni

Aliquote applicate

  • 5% per under 35 nei primi 5 anni
  • 15% per tutti gli altri forfettari

Cosa Fare Ora

Se sei un forfettario o stai valutando di aprire Partita IVA nel 2026, questi sono i passi da seguire:

Verifica i requisiti aggiornati

Controlla se rientri nei nuovi limiti, soprattutto per collaboratori e rapporti con ex datori di lavoro. Un errore può costarti la decadenza dal regime.

Valuta le opportunità

Se sei under 35 o prevedi investimenti, potresti beneficiare delle nuove agevolazioni. Calcola il risparmio effettivo con un CAF.

Pianifica il passaggio al regime ordinario

Se prevedi di superare i 100.000 euro, preparati per tempo al cambio di regime: liquidazioni IVA, contabilità ordinaria, commercialista.

Le nuove regole del regime forfettario 2026 premiano i giovani professionisti e chi investe, ma penalizzano chi supera certi limiti o ha rapporti con ex datori. La valutazione va fatta caso per caso.

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Domande Frequenti sui Forfettari 2026

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Posso restare forfettario se supero gli 85.000 euro?

Si, fino a 100.000 euro di ricavi annui puoi restare nel regime forfettario per l’anno in corso. Superati i 100.000 euro, decadi automaticamente dal 1 gennaio dell’anno successivo e devi passare al regime ordinario.

La flat tax al 5% vale anche per chi apre nel 2026?

Si, la flat tax agevolata al 5% per under 35 vale anche per chi apre Partita IVA nel 2026, purche si rispettino i requisiti: eta inferiore a 35 anni e ricavi previsti entro 85.000 euro annui.

Quanto posso spendere per collaboratori nel 2026?

Il limite massimo di spesa per dipendenti e collaboratori nel regime forfettario 2026 e di 15.000 euro lordi annui. Superata questa cifra, si decade dal regime e si passa al regime ordinario.

Posso lavorare con il mio ex datore di lavoro?

Dal 2026 non puoi lavorare prevalentemente con l’ex datore di lavoro per 3 anni dalla cessazione del rapporto (prima erano 2 anni). Se lo fai, non puoi accedere o perdi il regime forfettario.

Come funziona il bonus investimenti per forfettari?

Il bonus investimenti 2026 per forfettari prevede un credito del 20% sugli acquisti di macchinari e attrezzature fino a 20.000 euro. Il credito si detrae dall’imposta sostitutiva dovuta, riducendo il carico fiscale.


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Gennaio 9, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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Legge di Bilancio 2026 Approvata: Tutte le Novità su IRPEF, Pensioni, Bonus e Famiglie

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Indice dei contenuti

  1. Approvazione della Legge di Bilancio 2026
  2. IRPEF 2026: nuova aliquota al 33% con esempi di risparmio
  3. Novità in busta paga: premi e buoni pasto
  4. Bonus Mamme 2026: da 40 a 60 euro al mese
  5. Novità ISEE 2026: casa esclusa dal calcolo
  6. Carta Dedicata a Te e bonus scuola
  7. Pensioni 2026: requisiti e novità
  8. Rottamazione Quinquies: rate in 9 anni
  9. Bonus casa 2026: cosa resta e cosa cambia
  10. TFR e previdenza complementare
La Legge di Bilancio 2026 è stata approvata definitivamente il 30 dicembre 2025 dalla Camera dei Deputati con 216 voti favorevoli. La manovra da 22 miliardi di euro porta novità importanti per le famiglie italiane: dalla riduzione delle tasse sul lavoro al potenziamento dei bonus per genitori e figli. In questa guida analizziamo tutte le misure che impatteranno sul tuo portafoglio dal 1° gennaio 2026, con esempi pratici per capire quanto risparmierai.

Approvazione della Legge di Bilancio 2026

Il Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha dichiarato: “Lo sforzo fatto si concentra sui redditi medio-bassi“. La manovra 2026 rappresenta un intervento mirato a sostenere il potere d’acquisto delle famiglie italiane, con particolare attenzione a:
  • Lavoratori dipendenti con redditi fino a 50.000 euro
  • Famiglie con figli attraverso bonus potenziati
  • Nuclei con ISEE basso con nuove agevolazioni
  • Pensionati con aumenti delle pensioni minime

IRPEF 2026: nuova aliquota al 33% con esempi di risparmio

La novità più attesa della Legge di Bilancio 2026 è la riduzione dell’aliquota IRPEF per il secondo scaglione di reddito. L’aliquota passa dal 35% al 33% per i redditi compresi tra 28.000 e 50.000 euro.

Le nuove aliquote IRPEF 2026

Scaglione di redditoAliquota 2025Aliquota 2026
Fino a 28.000 euro23%23%
Da 28.001 a 50.000 euro35%33%
Oltre 50.000 euro43%43%

Esempi pratici: quanto risparmi?

Ecco alcuni esempi concreti di risparmio annuo in base al tuo reddito lordo:
Reddito lordo annuoRisparmio IRPEF 2026Risparmio mensile
30.000 euro40 euro/anno3,33 euro/mese
35.000 euro140 euro/anno11,67 euro/mese
40.000 euro240 euro/anno20 euro/mese
45.000 euro340 euro/anno28,33 euro/mese
50.000 euro440 euro/anno36,67 euro/mese
Esempio pratico – Mario, impiegato: Mario guadagna 40.000 euro lordi all’anno. Nel 2025 pagava il 35% sulla quota tra 28.000 e 40.000 euro (12.000 euro), ovvero 4.200 euro. Nel 2026 pagherà il 33%, ovvero 3.960 euro. Risparmio: 240 euro all’anno, circa 20 euro in più al mese in busta paga.Attenzione – Redditi alti: Chi guadagna oltre 200.000 euro annui non beneficerà del taglio: il risparmio teorico di 440 euro viene annullato da una riduzione equivalente delle detrazioni fiscali (escluse le spese sanitarie).

Novità in busta paga: premi e buoni pasto

Tassazione agevolata al 5% sugli aumenti contrattuali

Se il tuo contratto collettivo è stato rinnovato tra il 2024 e il 2026 e guadagni meno di 33.000 euro, gli aumenti retributivi derivanti dal rinnovo saranno tassati solo al 5% invece dell’aliquota ordinaria.Esempio pratico – Lucia, commessa: Lucia guadagna 25.000 euro. Il suo CCNL è stato rinnovato e prevede un aumento di 100 euro al mese (1.200 euro/anno). Invece di pagare il 23% di IRPEF (276 euro), pagherà solo il 5% (60 euro). Risparmio: 216 euro all’anno.

Premi di produttività tassati all’1%

I premi di risultato fino a 5.000 euro annui saranno tassati con un’imposta sostitutiva dell’1% (prima era il 5%). Se la tua azienda eroga premi di produttività, il vantaggio fiscale è notevole.Esempio: Un premio di 3.000 euro verrà tassato con soli 30 euro di imposta (invece di 150 euro). Risparmio: 120 euro.

Buoni pasto: soglia esentasse a 10 euro

La soglia giornaliera esentasse per i buoni pasto sale da 8 a 10 euro. Se ricevi buoni pasto elettronici da 10 euro per 22 giorni lavorativi al mese, il beneficio esentasse è ora completo.

Bonus Mamme 2026: da 40 a 60 euro al mese

Il Bonus Mamme viene potenziato in modo significativo. L’importo mensile passa da 40 a 60 euro, per un totale di 720 euro all’anno.

Chi può richiedere il Bonus Mamme 2026

  • Mamme lavoratrici dipendenti o autonome
  • Con ISEE fino a 40.000 euro
  • Con almeno 2 figli a carico (di cui almeno uno sotto i 10 anni)
Esempio pratico – Giulia, mamma di 2 figli: Giulia lavora part-time come segretaria e ha un ISEE familiare di 28.000 euro. Ha due figli di 4 e 8 anni. Dal 2026 riceverà 60 euro al mese (720 euro/anno) direttamente in busta paga come riduzione dei contributi previdenziali.

Confronto Bonus Mamme 2025 vs 2026

Caratteristica20252026
Importo mensile40 euro60 euro
Importo annuo480 euro720 euro
Limite ISEE40.000 euro40.000 euro
Figli richiestiAlmeno 2Almeno 2

Novità ISEE 2026: casa esclusa dal calcolo

Dal 2026 cambiano le regole per il calcolo dell’ISEE. La novità più importante riguarda la prima casa di proprietà: non verrà più conteggiata nel patrimonio immobiliare.

Cosa cambia nel calcolo ISEE 2026

  • Prima abitazione esclusa dal patrimonio immobiliare
  • Soglia di esclusione: fino a 91.500 euro di valore catastale
  • Soglia maggiorata per chi vive in grandi città: fino a 120.000 euro
  • Scala di equivalenza più favorevole per famiglie numerose
Esempio pratico – Famiglia Rossi: La famiglia Rossi ha un reddito di 35.000 euro e una casa di proprietà del valore catastale di 80.000 euro. Nel 2025 la casa veniva conteggiata nell’ISEE, aumentandolo. Nel 2026 la casa sarà esclusa, con un ISEE più basso e maggiore accesso a bonus e agevolazioni.Impatto pratico: Un ISEE più basso significa poter accedere a:
  • Assegno Unico più alto
  • Bonus nido
  • Riduzioni sulle tasse universitarie
  • Agevolazioni per le bollette (bonus sociale)

Carta Dedicata a Te e bonus scuola

Carta Dedicata a Te: 500 euro per la spesa

Viene rifinanziata per il 2026 e 2027 la “Carta dedicata a te“, un contributo di 500 euro per l’acquisto di beni alimentari di prima necessità.Requisiti:
  • ISEE non superiore a 15.000 euro
  • Non essere già beneficiari di altri sostegni al reddito (es. Reddito di Cittadinanza, NASPI)

Bonus libri per le scuole superiori

Le famiglie con ISEE fino a 30.000 euro potranno beneficiare del bonus libri comunale per l’acquisto dei testi scolastici per le scuole superiori. L’importo varia in base al Comune di residenza.

Contributo scuole paritarie: fino a 1.500 euro

Novità assoluta: le famiglie con ISEE fino a 30.000 euro che scelgono le scuole paritarie potranno ricevere un contributo fino a 1.500 euro per:
  • Scuole medie paritarie
  • Primo biennio delle scuole superiori paritarie

Congedi potenziati per i genitori

La manovra potenzia anche:
  • Congedo parentale: aumenta l’indennità all’80% per un mese aggiuntivo
  • Congedo per malattia dei figli: esteso fino ai 12 anni di età del bambino

Pensioni 2026: requisiti e novità

Requisiti pensione 2026

Tipo di pensioneRequisiti 2026
Pensione di vecchiaia67 anni di età + 20 anni di contributi
Pensione anticipata uomini42 anni e 10 mesi di contributi + 3 mesi finestra
Pensione anticipata donne41 anni e 10 mesi di contributi + 3 mesi finestra
APE Sociale63 anni e 5 mesi + 30/36 anni contributi (prorogata)

Cosa scompare nel 2026

Attenzione: Dal 1° gennaio 2026 non saranno più disponibili:
  • Quota 103 (62 anni + 41 contributi): ABOLITA
  • Opzione Donna (35 anni contributi): NON RINNOVATA

Aumento pensioni minime

Le pensioni minime aumentano di 20 euro al mese, pari a 260 euro all’anno. L’aumento riguarda i pensionati con assegni minimi in condizioni economiche disagiate.

Rottamazione Quinquies: rate in 9 anni

La Legge di Bilancio 2026 conferma la Rottamazione Quinquies, la nuova definizione agevolata delle cartelle esattoriali.

Come funziona la Rottamazione Quinquies

  • Debiti ammessi: carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione fino al 31 dicembre 2023
  • Cosa si paga: solo il capitale dovuto, SENZA sanzioni e interessi di mora
  • Rateazione: pagamento in unica soluzione oppure in 54 rate bimestrali (9 anni)
Esempio pratico – Marco con cartelle: Marco ha una cartella da 10.000 euro di cui 6.000 euro di capitale, 2.500 euro di sanzioni e 1.500 euro di interessi. Con la Rottamazione Quinquies pagherà solo 6.000 euro, risparmiando 4.000 euro. Potrà pagare in 54 rate da circa 111 euro ciascuna.

Bonus casa 2026: cosa resta e cosa cambia

Bonus ristrutturazioni

Tipo di immobileDetrazione 2026Tetto spesa
Abitazione principale50%96.000 euro
Altri immobili36%96.000 euro
Esempio: Se spendi 50.000 euro per ristrutturare la tua prima casa, potrai detrarre il 50% (25.000 euro) in 10 anni, ovvero 2.500 euro all’anno dalla dichiarazione dei redditi.

Altri bonus confermati

  • Ecobonus: prorogato per interventi di efficienza energetica
  • Sismabonus: prorogato per interventi antisismici
  • Bonus mobili: detrazione 50% fino a 5.000 euro di spesa

Superbonus 110%: addio definitivo

Il Superbonus 110% termina definitivamente, con l’unica eccezione dei cantieri nelle zone colpite dai terremoti del 2009 e 2016.

TFR e previdenza complementare

Dal 1° luglio 2026 scatta l’adesione automatica alla previdenza complementare per i neoassunti del settore privato.

Come funziona il silenzio-assenso TFR

  1. Al momento dell’assunzione, il lavoratore ha 60 giorni per decidere
  2. Se non esprime scelta, il TFR andrà automaticamente al fondo pensione
  3. Se vuole tenerlo in azienda, deve comunicarlo esplicitamente
Vantaggio fiscale: Il limite di deducibilità dei contributi versati alla previdenza complementare sale a 5.300 euro all’anno.

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Domande Frequenti sui Bonus

Come faccio a sapere quali bonus posso richiedere?

I bonus disponibili dipendono dalla tua situazione economica (ISEE), composizione familiare e tipo di spesa. Il CAF Centro Fiscale analizza la tua situazione e individua tutte le agevolazioni spettanti.

Quali documenti servono per richiedere i bonus?

Generalmente servono: ISEE in corso di validita, documento d’identita, codice fiscale e documentazione specifica. Il nostro CAF ti indica esattamente cosa portare.

Posso richiedere piu bonus contemporaneamente?

Si, molti bonus sono cumulabili. Ad esempio puoi avere Assegno Unico, Bonus Nido e detrazioni per spese scolastiche. Il CAF verifica la compatibilita tra le diverse agevolazioni.

Approfondimenti

  • ISEE 2026
  • Dichiarazione Redditi
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Dicembre 31, 2025/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2025-12-31 18:35:112026-05-30 00:53:14Legge di Bilancio 2026 Approvata: Tutte le Novità su IRPEF, Pensioni, Bonus e Famiglie

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