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Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

La Legge di Bilancio 2026 ha confermato l’impianto generale del regime forfettario, introducendo alcune modifiche puntuali che ogni partita IVA deve conoscere. Nessuna rivoluzione, ma aggiustamenti che incidono sui limiti, sulle cause ostative e sugli adempimenti dichiarativi del 2026.

In questa guida del CAF Centro Fiscale di Udine trovi tutte le novita confermate per il 2026, le aspettative non andate a buon fine, le aliquote aggiornate e gli esempi pratici di calcolo delle imposte. La fonte normativa principale e la Legge di Bilancio 2026 (legge 30 dicembre 2025, n. 207), integrata dalle ultime risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate e dalle circolari INPS sui contributi.

Indice dei contenuti

  1. Cosa cambia nel regime forfettario nel 2026
  2. Limite ricavi 85.000 euro: confermato
  3. Limite 30.000 euro reddito da lavoro dipendente
  4. Aliquota 5% startup: requisiti e cause ostative
  5. Aliquota 15% standard e coefficienti di redditivita
  6. Limite spese personale ridotto a 20.000 euro
  7. Limite investimenti strumentali e fattura elettronica
  8. Novita aspettate ma non confermate
  9. Impatto pratico per categorie di professionisti
  10. Calcolo tasse 2026: esempi pratici
  11. Cosa cambia nella dichiarazione dei redditi 2026
  12. Adempimenti 2026: scadenze e modelli
  13. Aliquote contributive INPS 2026
  14. FAQ

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Cosa cambia nel regime forfettario nel 2026

La Legge di Bilancio 2026 non ha stravolto il regime forfettario: la struttura introdotta dalla legge 190/2014 e le modifiche del 2023-2024 restano l’ossatura di base. Le novita riguardano principalmente:

  • Conferma del limite ricavi a 85.000 euro (non e stato innalzato a 100.000 come ipotizzato in alcune bozze)
  • Conferma del limite 30.000 euro di reddito da lavoro dipendente come causa ostativa
  • Conferma dell’aliquota agevolata 5% per i primi 5 anni di nuova attivita
  • Riduzione del limite spese personale da 30.000 a 20.000 euro lordi (gia in vigore dal 2025, riconfermato per il 2026)
  • Adeguamento del Modello Redditi PF 2026 con quadro LM aggiornato
  • Esonero esterometro riconfermato per i forfettari

Le aliquote contributive INPS Gestione Separata, Artigiani e Commercianti restano invariate rispetto al 2025. Anche le cause ostative strutturali (partecipazione in societa di persone, controllo SRL, ex datore di lavoro) sono confermate senza modifiche.

Limite ricavi 85.000 euro: confermato per il 2026

Il limite di ricavi e compensi per accedere e mantenere il regime forfettario resta a 85.000 euro annui. La Legge di Bilancio 2026 ha smentito l’ipotesi (circolata in fase di discussione parlamentare) di un innalzamento a 100.000 euro.

Resta in vigore il meccanismo della doppia soglia introdotto dalla Legge di Bilancio 2023:

SogliaEffettoQuando esce dal regime
Ricavi fino a 85.000 euroPermanenza nel forfettarioNessuna uscita
Ricavi tra 85.001 e 100.000 euroUscita ordinariaDall’anno successivo
Ricavi oltre 100.000 euroUscita immediataDallo stesso anno: ricalcolo IVA su tutte le fatture

Esempio pratico: un consulente forfettario fattura nel 2026 per 87.000 euro. Resta nel regime per tutto il 2026, ma dal 1 gennaio 2027 passa al regime ordinario o semplificato. Se invece fattura 105.000 euro, esce immediatamente: deve ricalcolare l’IVA su tutte le fatture emesse nell’anno e applicare l’IRPEF a scaglioni.

Limite 30.000 euro di reddito da lavoro dipendente

Il limite di 30.000 euro di reddito da lavoro dipendente o assimilato percepito nell’anno precedente resta una causa ostativa per accedere o restare nel regime forfettario. Confermato dalla Legge di Bilancio 2026 senza modifiche.

La causa ostativa non si applica se il rapporto di lavoro dipendente e cessato. Quindi un dipendente che ha guadagnato 35.000 euro nel 2025 e si e licenziato nel dicembre 2025 puo aprire una P.IVA in regime forfettario nel 2026.

Attenzione: il limite si calcola sul reddito imponibile da lavoro dipendente (rigo C5 del 730 o RC del modello Redditi), non sul lordo in busta paga. Anche pensioni e indennita NASPI rientrano nel calcolo.

Aliquota 5% startup: requisiti e cause ostative

La Legge di Bilancio 2026 conferma l’aliquota agevolata del 5% per i primi 5 anni di nuova attivita. Era circolata l’ipotesi di un’estensione a 7 anni: non e stata accolta.

I requisiti per accedere al 5% sono:

  • Nuova attivita effettiva: il contribuente non deve aver svolto, nei 3 anni precedenti, attivita artistica, professionale o d’impresa, anche in forma associata o familiare
  • No prosecuzione: l’attivita non deve costituire mera prosecuzione di altra precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo (esclusa la pratica obbligatoria per esercitare la professione)
  • Limite ricavi prosecuzione: se l’attivita e prosecuzione di una precedente, l’ammontare dei ricavi nell’anno precedente deve essere stato inferiore al limite forfettario

Causa ostativa specifica del 5%: non si puo applicare l’aliquota agevolata se il contribuente fattura prevalentemente al proprio ex datore di lavoro (o a soggetti riconducibili). Il riferimento e l’ultimo biennio di lavoro dipendente.

Esempio: un grafico licenziatosi a giugno 2025 apre P.IVA forfettaria a luglio 2025. Se nel 2026 oltre il 50% del fatturato proviene dall’ex azienda, perde il 5% e applica il 15%. La verifica si fa anno per anno.

Aliquota 15% standard e coefficienti di redditivita

L’aliquota standard del 15% resta invariata anche per il 2026. Si applica:

  • A chi non ha i requisiti per il 5%
  • Dopo i primi 5 anni di attivita per chi era partito con il 5%
  • A chi rientra dopo essere uscito dal regime

I coefficienti di redditivita per categoria ATECO sono confermati senza modifiche dalla Legge di Bilancio 2026:

CategoriaCoefficienteEsempi
Industrie alimentari e bevande40%Pasticcerie, gelaterie
Commercio all’ingrosso e dettaglio40%Negozi, e-commerce
Commercio ambulante alimentari40%Mercati alimentari
Commercio ambulante altri prodotti54%Mercati abbigliamento
Costruzioni e immobili86%Edilizia, agenzie immobiliari
Intermediari del commercio62%Procacciatori d’affari, agenti
Attivita di servizi alberghieri e ristorazione40%B&B, ristoranti, bar
Attivita professionali, scientifiche, tecniche78%Avvocati, commercialisti, ingegneri, consulenti
Altre attivita economiche67%Categorie residuali

Il coefficiente serve per calcolare il reddito imponibile forfettario: si applica ai ricavi/compensi e si ottiene la base su cui calcolare prima i contributi INPS e poi l’imposta sostitutiva (5% o 15%).

Limite spese personale ridotto a 20.000 euro

Una delle modifiche piu rilevanti gia introdotta dalla Legge di Bilancio 2025 e confermata per il 2026 e la riduzione del limite di spese per personale e collaboratori dai precedenti 30.000 euro ai nuovi 20.000 euro lordi annui.

Si tratta di una causa ostativa: chi nell’anno precedente ha sostenuto spese per personale superiori a 20.000 euro lordi non puo accedere o restare nel regime forfettario.

Il calcolo dei 20.000 euro include:

  • Lavoro dipendente: stipendi lordi pagati a dipendenti
  • Co.co.co.: collaborazioni coordinate e continuative
  • Lavoro accessorio: voucher, prestazioni occasionali
  • Utili da partecipazione agli associati con apporto di solo lavoro
  • Prestazioni di lavoro effettuate dall’imprenditore o suoi familiari (per imprese familiari)

Non si conteggiano le prestazioni occasionali pure (sotto 5.000 euro l’anno) e le consulenze professionali con P.IVA.

Esempio: un artigiano forfettario con un dipendente part-time da 18.000 euro lordi annui resta nel regime. Se assume un secondo collaboratore, supera i 20.000 e l’anno successivo esce dal forfettario.

Limite investimenti strumentali e fattura elettronica

Il limite di 20.000 euro per gli investimenti in beni strumentali nei 3 anni precedenti resta invariato per il 2026. La verifica si fa al lordo degli ammortamenti, considerando il costo di acquisto.

Cosa rientra nel calcolo:

  • Beni strumentali nuovi e usati di proprieta
  • Beni in locazione finanziaria (al valore di acquisto)
  • Leasing operativo e noleggio: si conteggia il canone annuo
  • Auto: 50% del valore per uso promiscuo

Sulla fatturazione elettronica, dal 2024 e obbligatoria per tutti i forfettari senza eccezioni: la storica esenzione e definitivamente terminata. Ogni fattura deve essere emessa in formato XML tramite il Sistema di Interscambio (SDI) dell’Agenzia delle Entrate.

Resta confermato l’esonero dall’esterometro (comunicazione operazioni transfrontaliere) per i forfettari sotto la soglia di 25.000 euro di ricavi nell’anno precedente. Sopra questa soglia, l’obbligo si estende e va effettuata la trasmissione XML al SDI per le operazioni con l’estero.

Sul bollo virtuale per le fatture sopra 77,47 euro la gestione resta trimestrale: l’Agenzia delle Entrate genera l’avviso F24 e il pagamento avviene entro il 30 del mese successivo a ciascun trimestre.

Novita aspettate ma non confermate dalla Legge di Bilancio 2026

Durante l’iter parlamentare erano state ipotizzate diverse modifiche al regime forfettario. Nessuna di queste e stata accolta nel testo finale della Legge di Bilancio 2026:

  • Innalzamento del limite a 100.000 euro: respinto. Il tetto resta a 85.000 euro
  • Estensione dell’aliquota 5% a 7 anni: respinta. Restano 5 anni
  • Riduzione delle aliquote contributive INPS Gestione Separata: non prevista. Aliquote invariate
  • Sgravio contributivo strutturale per nuovi forfettari: non confermato (resta solo il taglio del 50% per artigiani e commercianti, prorogato fino al 2026)
  • Nuovo coefficiente per influencer e creator digitali: non introdotto. Si applica il 78% (codice ATECO 73.11.02 o similari)

L’unica conferma rilevante a favore dei forfettari artigiani e commercianti e la proroga della riduzione contributiva del 35% sui contributi INPS, che resta in vigore per il 2026 su richiesta da inoltrare entro il 28 febbraio 2026.

Impatto pratico per categorie di professionisti

Professionisti (coefficiente 78%)

Avvocati, commercialisti, ingegneri, architetti, psicologi, consulenti: nessuna modifica diretta. Il coefficiente 78% resta invariato. Chi e iscritto a Cassa Professionale (Cassa Forense, Inarcassa, ENPAP, ecc.) versa secondo i regolamenti delle rispettive casse, mentre chi e in Gestione Separata INPS applica le aliquote 26,07% / 24%.

Artigiani e commercianti (coefficiente 40%)

Per artigiani e commercianti la riduzione del limite spese personale a 20.000 euro e la novita piu impattante. Una bottega che impiega un dipendente e un collaboratore familiare puo facilmente superare la soglia. La riduzione contributiva del 35% resta confermata anche per il 2026.

Influencer, content creator e digital workers

Nessuna novita specifica. Si applicano le regole generali. Il codice ATECO piu utilizzato e il 73.11.02 (attivita di influencer e creator) con coefficiente 78%. La causa ostativa “ex datore di lavoro” puo riguardare chi era prima dipendente e ora lavora come freelance per la stessa azienda.

Calcolo tasse 2026: due esempi pratici

Esempio 1: consulente con 30.000 euro di compensi (5% startup)

Consulente al primo anno di attivita, codice ATECO professionale (78%), iscritto a Gestione Separata INPS:

Compensi lordi 202630.000 euro
Coefficiente redditivita 78%23.400 euro
Contributi INPS Gestione Separata 26,07%6.100 euro
Reddito imponibile (23.400 – 6.100)17.300 euro
Imposta sostitutiva 5%865 euro
Totale tasse + contributi6.965 euro
Netto annuo23.035 euro

Esempio 2: professionista con 60.000 euro di compensi (15% standard)

Stesso profilo, sesto anno di attivita (decade il 5%), 60.000 euro di compensi:

Compensi lordi 202660.000 euro
Coefficiente redditivita 78%46.800 euro
Contributi INPS Gestione Separata 26,07%12.200 euro
Reddito imponibile (46.800 – 12.200)34.600 euro
Imposta sostitutiva 15%5.190 euro
Totale tasse + contributi17.390 euro
Netto annuo42.610 euro

I valori sono indicativi. Per un calcolo personalizzato considerando contributi gia versati, deduzioni e situazioni specifiche, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine per una consulenza dedicata.

Cosa cambia nella dichiarazione dei redditi 2026 (per redditi 2025)

Il Modello Redditi PF 2026 (per i redditi prodotti nel 2025) presenta alcuni adeguamenti tecnici nei quadri rilevanti per i forfettari.

Quadro LM (regime forfettario)

Il quadro LM e stato aggiornato per recepire le verifiche sul nuovo limite spese personale di 20.000 euro. La sezione I (regime forfettario) richiede l’indicazione di:

  • Codice ATECO e coefficiente di redditivita
  • Ricavi/compensi 2025
  • Reddito determinato forfettariamente
  • Contributi previdenziali deducibili
  • Imposta sostitutiva (5% o 15%)
  • Acconti versati

Quadro RW (monitoraggio attivita estere e crypto)

Anche i forfettari devono compilare il quadro RW se detengono cryptovalute, conti esteri, immobili all’estero o altre attivita finanziarie estere. La novita 2026 riguarda l’IVAFE su crypto e l’aliquota dell’imposta sostitutiva sulle plusvalenze (33% dal 2026).

Quadro RT (capital gain)

Il quadro RT serve per dichiarare plusvalenze su cessioni di partecipazioni, titoli e crypto. Il regime forfettario e separato: il quadro LM non assorbe le plusvalenze finanziarie, che vanno tassate autonomamente.

Adempimenti 2026: scadenze e modelli

Gli adempimenti 2026 per i forfettari sono semplificati ma non assenti. Ecco la mappa completa:

AdempimentoQuandoNote
Versamenti F24 (saldo 2025 + acconto 2026)30 giugno 2026 (rateizzabile)Codice tributo 1790 (5%) o 1791 (15%)
Modello Redditi PF 202630 ottobre 2026 (telematico)Quadro LM obbligatorio
LIPE (liquidazioni IVA periodiche)NON DOVUTAForfettari esonerati
Modello 77031 ottobre 2026SOLO se sostituti d’imposta (con dipendenti)
Certificazione Unica (CU)31 marzo 2026SOLO se sostituti d’imposta
Bollo virtuale fattureTrimestraleAvviso automatico Agenzia Entrate
Comunicazione esterometroTrimestrale (se obbligati)Esonero sotto 25.000 euro ricavi

Il forfettario non ha l’obbligo di presentare il modello IVA annuale, le LIPE, lo spesometro e la dichiarazione IRAP. Resta esonerato anche dagli ISA (Indici Sintetici di Affidabilita).

Aliquote contributive INPS 2026 (invariate)

Le aliquote contributive INPS per il 2026 restano allineate a quelle del 2025. Confermate dalla Legge di Bilancio e dalla circolare INPS di inizio anno:

GestioneAliquota 2026Note
Gestione Separata – professionisti senza altra cassa26,07%25% IVS + 1,07% prestazioni
Gestione Separata – pensionati o gia coperti24%Senza aliquota aggiuntiva
Artigiani24,48%Riduzione 35% per forfettari su richiesta
Commercianti24,48% + 0,48 indennitaRiduzione 35% per forfettari su richiesta

Per artigiani e commercianti forfettari, la riduzione contributiva del 35% e prorogata fino al 2026 e va richiesta entro il 28 febbraio 2026 tramite il portale “Cassetto Previdenziale per Artigiani e Commercianti”.

FAQ – Domande frequenti

1. Il limite di 85.000 euro sara aumentato a 100.000 euro nel 2026?

No. La Legge di Bilancio 2026 ha confermato il limite a 85.000 euro. La soglia di 100.000 euro resta come “uscita immediata” con ricalcolo IVA, non come nuovo tetto di accesso.

2. L’aliquota 5% per le startup e stata estesa a 7 anni?

No. Resta confermata per i primi 5 anni di nuova attivita. L’estensione a 7 anni era stata ipotizzata in fase di discussione parlamentare ma non e entrata nel testo finale.

3. Come si calcolano i 20.000 euro di limite spese personale?

Si sommano dipendenti (lordo busta paga), co.co.co., voucher di lavoro accessorio, utili agli associati con apporto di solo lavoro e prestazioni di familiari nelle imprese familiari. Non si conteggiano consulenze con P.IVA e prestazioni occasionali sotto 5.000 euro.

4. Devo emettere fattura elettronica anche se sono forfettario?

Si. Dal 2024 la fatturazione elettronica e obbligatoria per tutti i forfettari, senza eccezioni di soglia. L’emissione avviene tramite il Sistema di Interscambio (SDI) dell’Agenzia delle Entrate.

5. Posso restare nel forfettario se ho 32.000 euro di reddito da pensione?

No. La pensione rientra nei redditi da lavoro dipendente o assimilati ai fini della causa ostativa. Sopra i 30.000 euro non e possibile applicare il regime forfettario.

6. Devo presentare LIPE o modello IVA come forfettario?

No. I forfettari sono esonerati da LIPE, modello IVA annuale, spesometro, ISA e IRAP. Devono solo presentare il Modello Redditi PF con quadro LM e versare imposta sostitutiva e contributi.

7. Quando si paga il bollo virtuale sulle fatture forfettarie?

Trimestralmente: l’Agenzia delle Entrate genera l’avviso F24 entro il 15 del secondo mese successivo a ciascun trimestre. Il pagamento va fatto entro il 30 dello stesso mese. Si applica alle fatture sopra 77,47 euro non soggette a IVA.

Hai bisogno di assistenza per il regime forfettario 2026?

Il regime forfettario resta uno strumento conveniente per partite IVA con ricavi entro 85.000 euro, ma le novita 2026 (limite spese personale, fattura elettronica obbligatoria, adempimenti dichiarativi) richiedono una pianificazione attenta per evitare uscite forzate o errori in dichiarazione.

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Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Sei davanti al bivio fiscale piu importante della tua vita da partita IVA: regime forfettario o contabilita semplificata? La scelta sbagliata puo costarti migliaia di euro all’anno in tasse e adempimenti inutili. In questa guida completa 2026 troverai il confronto definitivo punto per punto, tre esempi numerici concreti e una tabella decisionale per capire in cinque minuti quale regime fa per te.

Il regime forfettario, con la sua aliquota sostitutiva del 5% o 15% e gli adempimenti minimi, sembra sempre la scelta piu conveniente. In realta esistono situazioni specifiche in cui la contabilita semplificata, pur con IVA al 22% e IRPEF a scaglioni 23-43%, permette di pagare meno tasse e gestire meglio l’attivita. Vediamo insieme tutti i dettagli.

Indice dei contenuti

  1. Cos’e il regime forfettario 2026 (riepilogo veloce)
  2. Cos’e la contabilita semplificata 2026
  3. Confronto punto per punto: tabella completa
  4. Quando conviene il regime forfettario
  5. Quando conviene la contabilita semplificata
  6. Esempio 1: consulente 50K compensi, 5K costi
  7. Esempio 2: consulente 50K compensi, 25K costi
  8. Esempio 3: artigiano 70K compensi, 30K costi
  9. Come passare da forfettario a semplificata
  10. Come passare da semplificata a forfettario
  11. Casi particolari: startup, sportivi, professioni
  12. Tabella decisionale: scegli in 5 minuti
  13. Domande frequenti (FAQ)

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Cos’e il regime forfettario 2026 (riepilogo veloce)

Il regime forfettario e il regime fiscale agevolato pensato per piccole partite IVA, professionisti e ditte individuali. Introdotto dalla Legge di Stabilita 2015 e modificato negli anni, nel 2026 mantiene le caratteristiche principali consolidate dalle ultime riforme.

Caratteristiche principali del forfettario 2026

  • Limite ricavi/compensi: 85.000 euro (annui, ragguagliati ad anno se inizi attivita in corso d’anno)
  • Aliquota sostitutiva 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti di nuova attivita (no mera prosecuzione, niente attivita uguale nei 3 anni precedenti)
  • Aliquota sostitutiva 15% dal sesto anno o se non rispetti i requisiti startup
  • Coefficiente di redditivita per categoria ATECO (dal 40% al 86%): determina la base imponibile in modo forfettario
  • NO IVA in fattura: non addebiti IVA al cliente e non puoi detrarre quella sugli acquisti
  • NO ritenuta d’acconto: il cliente non ti trattiene il 20% (con dichiarazione esplicita)
  • Costi NON deducibili: paghi le tasse sul forfettario indipendentemente dai costi reali sostenuti
  • Adempimenti minimi: niente registri IVA, niente LIPE, niente dichiarazione IVA

Coefficienti di redditivita per categoria

Categoria attivitaCoefficienteEsempio ATECO
Industrie alimentari e bevande40%10.xx, 11.xx
Commercio all’ingrosso e dettaglio40%45-46-47.xx
Commercio ambulante alimentari40%47.81
Commercio ambulante altri prodotti54%47.82-47.89
Costruzioni e immobiliare86%41-43, 68.xx
Intermediari del commercio62%46.1x
Servizi alloggio e ristorazione40%55-56.xx
Attivita professionali (avvocati, commercialisti, ingegneri)78%69-71-74.xx
Altre attivita economiche67%varie

Esempio pratico: un consulente con codice ATECO professionale (coefficiente 78%) che fattura 50.000 euro avra una base imponibile forfettaria di 39.000 euro (50.000 x 78%), indipendentemente dai costi reali sostenuti. Questo e il punto cruciale del confronto con la semplificata.

Cos’e la contabilita semplificata 2026

La contabilita semplificata e il regime contabile naturale per imprese individuali e societa di persone che superano i limiti del forfettario ma restano entro soglie precise. E “semplificata” rispetto alla contabilita ordinaria (obbligatoria oltre certi limiti), ma comporta comunque adempimenti significativi.

Caratteristiche principali della semplificata 2026

  • Limite ricavi servizi: 500.000 euro annui (oltre, scatta la contabilita ordinaria)
  • Limite ricavi commercio: 800.000 euro annui (oltre, scatta la contabilita ordinaria)
  • Tassazione IRPEF a scaglioni: 23% fino a 28.000 euro, 35% da 28.001 a 50.000 euro, 43% oltre 50.000 euro (scaglioni 2026)
  • Addizionali regionali e comunali: dall’1,23% al 3,33% circa (variano per regione/comune)
  • IVA ordinaria: applichi il 22% (o aliquote ridotte 4%, 5%, 10% per beni specifici) e detrai quella sugli acquisti
  • Costi DEDUCIBILI: deduci tutti i costi inerenti l’attivita (materie prime, affitti, utenze, consulenze, carburante, etc.)
  • Ammortamenti beni strumentali: deduci il costo dei beni strumentali (computer, auto, macchinari) in piu anni secondo coefficienti ministeriali
  • Tenuta registri IVA (acquisti, vendite, corrispettivi) e Modello Redditi PF
  • Adempimenti: dichiarazione IVA annuale, LIPE trimestrali, F24 mensile o trimestrale, esterometro

Principio di cassa o competenza?

Dal 2017 la contabilita semplificata applica il principio di cassa (con alcune eccezioni). Significa che ricavi e costi rilevano nell’anno in cui sono effettivamente incassati o pagati, non nell’anno in cui maturano. Questo e un vantaggio per chi gestisce cantieri o consulenze pluriennali.

Confronto punto per punto: tabella completa

Ecco la tabella di confronto definitiva tra regime forfettario e contabilita semplificata. Tienila a portata di mano: e il riassunto piu utile dell’intera guida.

CaratteristicaRegime forfettarioContabilita semplificata
Limite ricavi/compensi85.000 euro500K servizi / 800K commercio
TassazioneSostitutiva 5% (startup) o 15%IRPEF scaglioni 23-35-43% + addizionali
Costi deducibiliNO (forfait per coefficiente)SI (tutti i costi inerenti)
AmmortamentiNOSI (beni strumentali)
IVANO (non addebiti, non detrai)SI 22% (o aliquote ridotte)
Ritenuta d’accontoNO (con dichiarazione)SI 20% per professionisti
AdempimentiMinimi (no LIPE, no dich. IVA)Medi (LIPE, IVA, esterometro)
Detrazioni IRPEFNO (no IRPEF da detrarre)SI (figli, coniuge, ristrutturazioni)
AccontiSI (giugno + novembre)SI (giugno + novembre)
BilanciNONO (semplificata, non ordinaria)
F24TrimestraleMensile o trimestrale (volume)
Fattura elettronicaSI (obbligatoria 2024+)SI (obbligatoria)
ISA (indici affidabilita)NOSI
Contributi INPSRiduzione 35% opzionale (artigiani/commercianti)Standard senza riduzione

Quando conviene il regime forfettario

Il forfettario e oggettivamente piu conveniente in queste situazioni specifiche:

  • Compensi sotto 85.000 euro: e l’unico modo per accedervi, oltre il limite il regime decade automaticamente
  • Pochi costi inerenti: se i tuoi costi reali sono inferiori al complemento del coefficiente (es: per coeff. 78%, costi sotto il 22% del fatturato), il forfait ti fa risparmiare
  • Attivita di servizi/professionali pure: consulenza, coaching, formazione, servizi digitali con minime spese vive
  • Cliente prevalente B2C: se vendi a privati o forfettari, l’IVA al 22% sarebbe un sovrapprezzo che il cliente non recupera
  • Vita semplice fiscale: niente registri IVA, niente LIPE, niente dichiarazione IVA, contabilita gestibile con foglio excel
  • Riduzione contributi INPS 35%: artigiani e commercianti possono optare per il taglio dei contributi minimi (~1.300 euro/anno risparmiati)
  • Niente ritenuta d’acconto: liquidita immediata, niente attesa rimborsi a credito

Regola pratica: se hai costi inferiori al 25-30% del fatturato e fatturi sotto 85K, nel 90% dei casi il forfettario e la scelta migliore.

Quando conviene la contabilita semplificata

La contabilita semplificata, nonostante l’IRPEF a scaglioni e gli adempimenti maggiori, conviene oggettivamente in queste situazioni:

  • Compensi sopra 85.000 euro: il forfettario e impossibile, scegli tra semplificata e ordinaria (sotto i limiti, semplificata)
  • Costi importanti: se i costi reali superano il forfait del coefficiente (es: oltre 22% per coeff. 78%, oltre 14% per coeff. 86%), la deducibilita ti fa risparmiare
  • Acquisto beni strumentali: macchinari, auto aziendali, attrezzature professionali con IVA significativa che recuperi
  • Cliente prevalente B2B: aziende e P.IVA ordinarie che recuperano l’IVA, quindi il 22% non pesa
  • Necessita detrazioni IRPEF: figli a carico (950 euro per figlio), coniuge a carico (~800 euro), ristrutturazioni 50%, ecobonus 65%, spese mediche
  • Magazzino e rimanenze: per chi vende prodotti, la deducibilita dei costi di acquisto e fondamentale
  • Investimenti pluriennali: ammortamenti deducibili su 5-8 anni per beni strumentali importanti
  • Compensazioni F24: crediti IRPEF, IVA o contributi compensabili con altre imposte

Regola pratica: se hai costi superiori al 30-40% del fatturato e/o famiglia con detrazioni significative, fai sempre la doppia simulazione con il tuo CAF prima di scegliere.

Esempio 1: consulente 50K compensi, 5K costi

Profilo: consulente informatico, ATECO 62.02.00 (coefficiente 78%), Gestione Separata INPS, compensi annui 50.000 euro, costi reali 5.000 euro (laptop, software, formazione).

Calcolo regime forfettario

  • Imponibile forfettario: 50.000 x 78% = 39.000 euro
  • Contributi INPS Gestione Separata (26,07%): 39.000 x 26,07% = 10.167 euro (deducibili)
  • Base imponibile dopo contributi: 39.000 – 10.167 = 28.833 euro
  • Imposta sostitutiva 15%: 28.833 x 15% = 4.325 euro
  • Totale tasse + contributi: 14.492 euro
  • Reddito netto: 50.000 – 5.000 (costi reali) – 14.492 = 30.508 euro

Calcolo contabilita semplificata

  • Reddito imponibile: 50.000 – 5.000 (costi reali) = 45.000 euro
  • Contributi INPS Gestione Separata (26,07%): 45.000 x 26,07% = 11.732 euro (deducibili)
  • Base imponibile IRPEF: 45.000 – 11.732 = 33.268 euro
  • IRPEF: 23% su 28.000 = 6.440 + 35% su 5.268 = 1.844 = 8.284 euro
  • Addizionali regionali/comunali (~2%): 33.268 x 2% = 665 euro
  • Totale tasse + contributi: 20.681 euro
  • Reddito netto: 50.000 – 5.000 – 20.681 = 24.319 euro

Risultato Esempio 1: il forfettario fa risparmiare 6.189 euro all’anno. Con costi bassi e fatturato sotto 85K, il regime agevolato e nettamente piu conveniente. Anche considerando l’IVA al 22% (non addebitata in forfettario), per clienti B2C il vantaggio e ancora maggiore.

Esempio 2: consulente 50K compensi, 25K costi

Profilo: stesso consulente ATECO 62.02.00, ma con costi reali elevati: 25.000 euro (ufficio in affitto, collaboratori esterni, attrezzature, viaggi, formazione intensiva). Coniuge a carico, 1 figlio a carico.

Calcolo regime forfettario

  • Imponibile forfettario: 50.000 x 78% = 39.000 euro (i costi reali NON contano)
  • Contributi INPS: 10.167 euro
  • Imposta sostitutiva 15%: 4.325 euro
  • Totale tasse + contributi: 14.492 euro (uguale all’esempio 1!)
  • Reddito netto: 50.000 – 25.000 (costi reali) – 14.492 = 10.508 euro

Calcolo contabilita semplificata

  • Reddito imponibile: 50.000 – 25.000 = 25.000 euro
  • Contributi INPS (26,07% su 25K): 25.000 x 26,07% = 6.518 euro
  • Base imponibile IRPEF: 25.000 – 6.518 = 18.482 euro
  • IRPEF lorda 23%: 4.251 euro
  • Detrazioni: coniuge ~690 + figlio ~950 + lavoro autonomo ~1.000 = -2.640 euro
  • IRPEF netta: 4.251 – 2.640 = 1.611 euro
  • Addizionali (~2%): 370 euro
  • Totale tasse + contributi: 8.499 euro
  • Reddito netto: 50.000 – 25.000 – 8.499 = 16.501 euro

Risultato Esempio 2: la semplificata fa risparmiare 5.993 euro all’anno! Quando i costi reali superano largamente il forfait (qui 50% vs 22%) e ci sono detrazioni familiari, il regime ordinario torna nettamente piu conveniente. Inoltre la semplificata permette di recuperare l’IVA sui 25K di costi (~5.500 euro) se i clienti sono B2B.

Esempio 3: artigiano 70K compensi, 30K costi

Profilo: artigiano edile, ATECO 43.32.00 (coefficiente 86%), iscritto Gestione Artigiani INPS, ricavi 70.000 euro, costi reali 30.000 euro (materiali, mezzo, attrezzature, sub-appalti). Single, no detrazioni familiari.

Calcolo regime forfettario

  • Imponibile forfettario: 70.000 x 86% = 60.200 euro
  • Contributi Gestione Artigiani fissi minimi: ~4.300 euro
  • Contributi eccedenti il minimale (24% su quota oltre 18.555 euro): (60.200 – 18.555) x 24% = ~10.000 euro
  • Totale contributi INPS: ~14.300 euro
  • Base imponibile dopo contributi: 60.200 – 14.300 = 45.900 euro
  • Imposta sostitutiva 15%: 45.900 x 15% = 6.885 euro
  • Totale tasse + contributi: 21.185 euro
  • Reddito netto: 70.000 – 30.000 – 21.185 = 18.815 euro

Calcolo contabilita semplificata

  • Reddito imponibile: 70.000 – 30.000 = 40.000 euro
  • Contributi Gestione Artigiani: ~4.300 minimi + 24% su (40.000 – 18.555) = ~9.450 = ~13.750 euro
  • Base imponibile IRPEF: 40.000 – 13.750 = 26.250 euro
  • IRPEF 23%: 6.038 euro
  • Detrazione lavoro autonomo: ~-1.100 euro
  • IRPEF netta: 4.938 euro
  • Addizionali (~2%): 525 euro
  • Totale tasse + contributi: 19.213 euro
  • Reddito netto: 70.000 – 30.000 – 19.213 = 20.787 euro

Risultato Esempio 3: la semplificata fa risparmiare 1.972 euro all’anno, ma con adempimenti molto piu pesanti. Bisogna inoltre considerare l’IVA al 22% sui materiali (recuperata in semplificata, costo netto in forfettario): per 30K di costi con IVA al 10-22%, sono altri 3.000-6.600 euro di vantaggio per la semplificata. In sintesi: con coefficiente alto 86% e costi importanti, la semplificata vince anche economicamente.

Come passare da forfettario a semplificata

Il passaggio dal regime forfettario alla contabilita semplificata puo avvenire per scelta volontaria o per fuoriuscita obbligatoria (superamento limite 85.000 euro o cause di esclusione).

Procedura passo passo

  1. Comportamento concludente: dal 1 gennaio dell’anno scelto, inizi ad addebitare IVA in fattura e tieni i registri IVA. Non e necessaria una comunicazione preventiva ad AdE
  2. Comunicazione in dichiarazione IVA: nel quadro VO della dichiarazione IVA dell’anno successivo, comunichi l’opzione per il regime ordinario/semplificato
  3. Apertura registri IVA: registro acquisti, registro vendite o corrispettivi, eventuale registro beni ammortizzabili (se opti per esso)
  4. Iscrizione VIES: se hai clienti o fornitori UE, iscrizione tramite ANR/3 o quadro AA9 (telematicamente)
  5. Versamenti F24: passi da trimestrale a mensile/trimestrale a seconda del volume d’affari
  6. Vincolo triennale: l’opzione vincola per almeno 3 anni, salvo modifica normativa

Fuoriuscita obbligatoria per superamento 85K

Se nel corso dell’anno superi i ricavi/compensi di 85.000 euro:

  • Tra 85.001 e 100.000 euro: esci dal forfettario dall’anno successivo
  • Oltre 100.000 euro: esci nello stesso anno, devi addebitare IVA da quel momento e ricalcolare l’IVA sulle fatture gia emesse oltre soglia

Come passare da semplificata a forfettario

Il passaggio inverso, dalla semplificata al forfettario, e possibile solo se rispetti tutti i requisiti al 31 dicembre dell’anno precedente.

Requisiti per accedere al forfettario

  • Ricavi/compensi anno precedente sotto 85.000 euro
  • Spese per lavoro dipendente/collaboratori sotto 20.000 euro lordi
  • Niente partecipazione in societa di persone, associazioni professionali, srl in regime di trasparenza
  • Niente rapporto di lavoro dipendente con redditi superiori a 30.000 euro (limite 2026, salvo modifiche)
  • Niente attivita prevalente verso ex datore di lavoro nei 2 anni precedenti

Procedura

  1. Verifica requisiti al 31/12 dell’anno precedente
  2. Dal 1 gennaio applichi il regime forfettario, smetti di addebitare IVA
  3. Comunicazione in dichiarazione IVA dell’anno successivo (quadro VO)
  4. Rettifica IVA detratta: dovrai versare l’IVA detratta sui beni strumentali ancora in ammortamento, proporzionalmente agli anni residui
  5. Magazzino: se hai rimanenze, le valuti al costo e nel forfettario non sono piu deducibili

Attenzione: se sei uscito dal forfettario per superamento dei 100.000 euro, devi attendere requisiti rispettati per almeno un anno intero prima di rientrare. La pianificazione qui e fondamentale.

Casi particolari: startup, sportivi, professioni

Aliquota 5% startup forfettario

Il vantaggio dell’aliquota 5% per i primi 5 anni di attivita e enorme rispetto a qualsiasi alternativa. Esempio concreto: consulente con 50.000 euro di compensi e coefficiente 78%:

  • Forfettario aliquota 5%: imponibile 28.833 x 5% = 1.442 euro di tasse
  • Forfettario aliquota 15%: 4.325 euro di tasse
  • Semplificata IRPEF 23%+addizionali: oltre 8.500 euro di tasse

Nei primi 5 anni il forfettario startup batte qualsiasi altro regime, salvo casi estremi di costi altissimi e detrazioni familiari multiple.

Riforma sport: regole diverse

Per istruttori, allenatori e collaboratori sportivi dilettantistici, la Riforma dello Sport (D.Lgs. 36/2021 e modifiche) prevede regole specifiche:

  • Compensi sportivi dilettantistici esenti fino a 15.000 euro annui (non concorrono al limite forfettario)
  • Tra 15.000 e 50.000 euro: tassazione progressiva specifica
  • Oltre 50.000 euro: tassazione ordinaria con possibilita di forfettario se P.IVA
  • Contributi INPS Gestione Separata sport con aliquote agevolate per i primi anni

Professioni con cassa autonoma

Avvocati (Cassa Forense), medici (ENPAM), ingegneri/architetti (Inarcassa), psicologi (ENPAP), geometri (CIPAG), commercialisti (CNPADC) hanno contributi alla cassa professionale calcolati sul reddito IRPEF (semplificata) o sul forfettario (regime agevolato), con minimali specifici. Per questi professionisti il calcolo conviene/non conviene dipende anche dal contributo soggettivo e integrativo della cassa, che varia molto tra ordini.

Tabella decisionale: scegli in 5 minuti

Usa questa tabella decisionale rapida per orientarti. Rispondi alle domande in ordine: la prima risposta “no” tipicamente determina la scelta.

DomandaSe SISe NO
Fatturato sotto 85.000 euro?Forfettario possibileSemplificata obbligatoria
Costi sotto il complemento del coefficiente?Forfettario convieneValuta semplificata
Cliente prevalente B2C?Forfettario conviene (no IVA)Valuta semplificata (IVA neutra B2B)
Sei nei primi 5 anni di attivita (startup)?Forfettario 5% imbattibileValuta entrambi i regimi
Hai famiglia con detrazioni IRPEF?Valuta semplificata (detrazioni)Forfettario va bene
Investi in beni strumentali con IVA?Semplificata conviene (recuperi IVA)Forfettario va bene
Vuoi vita fiscale semplice?Forfettario sempre meglioSemplificata accettabile
Hai dipendenti con costi oltre 20K?Forfettario impossibileForfettario possibile

Regola d’oro finale

Non scegliere mai sull’istinto. Fai sempre fare al tuo CAF o commercialista una doppia simulazione numerica con i tuoi dati reali: fatturato previsto, costi previsti, situazione familiare, tipo di clienti. La differenza puo essere di migliaia di euro all’anno e cambia con il variare delle aliquote IRPEF, dei coefficienti e delle soglie.

Domande frequenti (FAQ)

Posso passare ogni anno da un regime all’altro?

No. L’opzione per la semplificata vincola per almeno 3 anni. Per il forfettario, l’accesso e libero ma ogni anno occorre verificare i requisiti. La pianificazione pluriennale e fondamentale.

Cosa succede se sforo gli 85.000 euro a meta anno?

Dipende dall’importo. Se ti fermi tra 85.001 e 100.000 euro, esci dal forfettario dall’anno successivo. Se superi 100.000 euro, esci nello stesso anno, con obbligo di addebitare IVA da quel momento e regolarizzare. La gestione e complessa, fatti seguire da un CAF.

In semplificata posso dedurre l’auto?

Si, ma con limiti: 20% del costo deducibile per autovetture (40% per agenti/rappresentanti), entro un tetto di 18.075,99 euro come valore di acquisto. L’IVA e detraibile al 40%. Per veicoli commerciali (autocarri) la deducibilita e al 100%.

I contributi INPS sono uguali nei due regimi?

L’aliquota e identica (26,07% Gestione Separata, ~24% Artigiani/Commercianti oltre minimale). Cambia la base imponibile: nel forfettario calcoli i contributi sul reddito forfettario (es. 78% del fatturato), in semplificata sul reddito reale (fatturato meno costi). Solo artigiani e commercianti forfettari possono optare per la riduzione contributiva del 35%.

In forfettario posso fatturare a clienti UE?

Si, ma serve l’iscrizione al VIES. Per beni: cessione intracomunitaria non imponibile (no IVA, no aliquota). Per servizi B2B: reverse charge (cliente UE applica IVA del suo paese). Servizi B2C: applichi IVA italiana se sotto 10.000 euro/anno UE, altrimenti OSS. La gestione operativa resta semplice ma servono adempimenti specifici.

La detrazione del 50% per ristrutturazione si applica al forfettario?

No, perche le detrazioni IRPEF richiedono il pagamento di IRPEF da cui scalarle. Il forfettario paga imposta sostitutiva, non IRPEF, quindi non puo usare le detrazioni (50% ristrutturazioni, 65% ecobonus, spese mediche, etc.). La semplificata puo. Questo e un fattore decisivo per chi ha ristrutturazioni in corso o spese mediche significative.

Come faccio a sapere quale regime conviene a me?

L’unico modo affidabile e una simulazione numerica con dati reali: fatturato previsto, costi reali, situazione familiare, contributi INPS/cassa. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre questa simulazione gratuita: fissa un appuntamento, porta dati 2025 e proiezioni 2026, e in 30 minuti hai una risposta precisa con i numeri di tasse e contributi nei due scenari.

Conclusione: la scelta giusta dipende dai numeri

La scelta tra regime forfettario e contabilita semplificata non ha una risposta universale. Dipende dal tuo fatturato, dai costi reali, dal coefficiente di redditivita della tua categoria, dal tipo di clienti, dalla tua situazione familiare e dagli investimenti pianificati.

Sintesi finale:

  • Forfettario: ideale se sotto 85K, pochi costi, vita fiscale semplice, primi 5 anni di attivita
  • Semplificata: ideale se sopra 85K (obbligatoria), costi importanti, B2B, detrazioni familiari, investimenti pluriennali

Per una simulazione personalizzata gratuita e capire quale regime conviene davvero alla tua attivita nel 2026, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine: i nostri consulenti ti aiuteranno a scegliere il regime fiscale piu vantaggioso, gestire eventuali passaggi e ottimizzare tasse, contributi e adempimenti.

Articolo aggiornato a maggio 2026 sulla base della normativa vigente. Le aliquote, i coefficienti e le soglie sono soggette a modifiche legislative. Verifica sempre con il tuo consulente prima di prendere decisioni operative.

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Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Aprire la partita IVA come copywriter, consulente SEO o digital marketer nel 2026 è la scelta naturale per chi vive di scrittura, ottimizzazione sui motori di ricerca o gestione di campagne pubblicitarie online. La buona notizia è che parliamo di professioni non regolamentate, senza obbligo di iscrizione ad albi o casse private: bastano competenze, portfolio e la corretta apertura della posizione fiscale. La cattiva notizia è che proprio l’assenza di un albo rende la giungla delle scelte (codice ATECO, cassa previdenziale, regime fiscale, contrattualistica con clienti italiani ed esteri) particolarmente complessa.

In questa guida completa del CAF Centro Fiscale di Udine ti spieghiamo tutto quello che devi sapere per aprire e gestire la partita IVA come professionista del marketing digitale: dai codici ATECO 73.11.02 e affini, al regime forfettario con coefficiente 78%, dalla Gestione Separata INPS alle tariffe di mercato 2026, dalla fatturazione di retainer e performance fee alla gestione di clienti esteri e affiliate marketing. Trovi anche tre simulazioni di calcolo tasse a 25.000, 45.000 e 70.000 euro di fatturato annuo.

Indice dei contenuti

  1. I profili professionali del marketing digitale
  2. Professione non regolamentata: cosa significa davvero
  3. Requisiti pratici: portfolio, casi studio e certificazioni
  4. Codice ATECO copywriter: 73.11.02 e 90.03.09
  5. Codice ATECO consulente SEO: 73.11.02 e 70.21.00
  6. Codice ATECO digital marketer: 73.11.02
  7. Regime forfettario: coefficiente 78% e limiti 2026
  8. Gestione Separata INPS: 26,07% o 24%
  9. Diritto d’autore e work for hire sui contenuti
  10. Tariffe copywriter 2026: a parola, articolo, pillar
  11. Tariffe consulente SEO 2026: audit e retainer
  12. Tariffe digital marketer 2026: progetto e fee
  13. Fatturazione B2B: retainer e performance fee
  14. Performance fee e revenue share: come fatturarle
  15. Clienti esteri e fatturazione internazionale
  16. Tools indispensabili: deducibilità nel forfettario
  17. Affiliate marketing e partnership: trattamento fiscale
  18. Drop servicing: lecito? Implicazioni fiscali
  19. Attribuzione e UTM tracking: best practice contrattuali
  20. Esempi di calcolo tasse: 25K, 45K e 70K
  21. Personal branding: LinkedIn, Twitter e blog
  22. Come trovare i primi clienti
  23. Errori comuni da evitare
  24. Domande frequenti (FAQ)

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I profili professionali del marketing digitale

Il marketing digitale è un universo composto da decine di figure professionali che spesso si sovrappongono. Quando apri partita IVA è importante avere chiaro quale profilo (o quale combinazione di profili) intendi esercitare, perché da questo dipendono codice ATECO, contratti tipo, e modalità di fatturazione.

Famiglia copywriter

  • SEO copywriter: scrive articoli ottimizzati per motori di ricerca, blog post, pillar page, schede prodotto e-commerce.
  • Content writer: produce contenuti editoriali (articoli, white paper, case study, newsletter) anche non SEO-driven.
  • Copywriter pubblicitario: headline, payoff, copy per landing page, ADS, email di vendita, script video.
  • Ghostwriter: scrive a nome di altri (libri, post LinkedIn di founder, articoli firmati da CEO).
  • UX writer: microcopy, label, messaggi di errore e tutorial dentro app e siti web.

Famiglia SEO

  • Consulente SEO: figura trasversale che si occupa di audit, strategia, keyword research, on-page e link building.
  • SEO specialist on-page: tag title, meta description, struttura URL, schema markup, velocità del sito.
  • SEO specialist off-page / link builder: outreach, guest posting, digital PR per backlink di qualità.
  • Technical SEO: audit tecnici, crawl budget, Core Web Vitals, indicizzazione JavaScript, hreflang.
  • Local SEO: ottimizzazione Google Business Profile, citazioni locali, schema LocalBusiness.

Famiglia digital marketing

  • Digital strategist: definisce strategia complessiva, KPI, funnel, attribuzione.
  • Performance marketer / PPC specialist: Google Ads, Meta Ads, LinkedIn Ads, TikTok Ads.
  • Social media advertiser: focalizzato su campagne ADS social (Meta, TikTok, X).
  • Email marketing specialist: automation, segmentazione, drip campaign, deliverability.
  • Growth hacker: approccio sperimentale e data-driven a tutto il funnel (acquisizione, attivazione, retention).
  • CRO specialist: Conversion Rate Optimization, A/B test, ottimizzazione landing page.
  • Marketing automation specialist: HubSpot, ActiveCampaign, Klaviyo, Salesforce.

Nella pratica quasi nessun freelance fa solo una di queste cose: il SEO copywriter spesso fa anche keyword research, il digital strategist scrive le creatività delle ADS, il performance marketer ottimizza le landing. Quando apri partita IVA conviene scegliere un codice ATECO sufficientemente ampio per coprire tutte le attività che fatturi.

Professione non regolamentata: cosa significa davvero

Copywriter, consulente SEO e digital marketer sono professioni non regolamentate ai sensi della Legge 4/2013. Tradotto:

  • Nessun albo professionale (a differenza di avvocati, commercialisti, medici, architetti).
  • Nessuna cassa previdenziale privata obbligatoria: si versano i contributi alla Gestione Separata INPS.
  • Nessun esame di Stato richiesto per esercitare.
  • Nessuna laurea obbligatoria: autodidatti, diplomati e laureati possono operare allo stesso titolo.
  • Nessuna marca da bollo da apporre alle fatture (mancando l’albo, le fatture non superano il bollo da 2 euro tipico delle prestazioni occasionali sopra 77,47 euro… ma resta dovuto sulle fatture forfettarie sopra tale soglia).

Esistono associazioni professionali riconosciute dal MIMIT che rilasciano attestazioni di qualità (es. AssoCopywriter, AssoSEO, IAB Italia, AICEL): l’iscrizione è volontaria, può aiutare nel posizionamento di mercato ma non è un obbligo fiscale né legale.

Requisiti pratici: portfolio, casi studio e certificazioni

L’assenza di un albo non significa assenza di requisiti. Per essere assunti come freelance dai clienti servono prove tangibili di competenza. Ecco cosa contano davvero nel 2026.

Portfolio

È il documento numero uno per qualsiasi creativo digitale. Deve contenere:

  • Per copywriter: 5-10 esempi di copy reali (articoli, landing, email, post social) con metriche se possibile.
  • Per SEO: progetti con grafici Search Console (impressioni, click, CTR, posizione media) prima/dopo, possibilmente anonimizzati per riservatezza.
  • Per digital marketer: report di campagne ADS con CTR, CPA, ROAS, scalabilità del budget.

Casi studio

Più potenti del semplice portfolio: narrazione strutturata di un progetto reale (problema, strategia, esecuzione, risultato). Un buon case study include numeri verificabili, durata del progetto, ruolo specifico del freelance e (se possibile) testimonianza del cliente. Pubblicarli sul proprio sito personale è una strategia SEO efficace per attrarre nuovi lead.

Certificazioni

Le certificazioni più richieste dai clienti italiani nel 2026:

  • Google Ads Certifications: Search, Display, Video, Shopping, Apps, Measurement (gratis, valide 12 mesi).
  • Google Analytics 4 Certification: obbligatoria di fatto per chi gestisce reportistica.
  • Meta Blueprint: Media Buying Professional, Media Planning Professional (a pagamento, ~150 USD per esame).
  • HubSpot Academy: Inbound Marketing, Content Marketing, SEO, Email Marketing (gratis).
  • SEMrush Academy / Ahrefs Academy: certificazioni gratuite di SEO e content marketing.
  • LinkedIn Marketing Labs: per chi gestisce ADS B2B.
  • Google Search Central / Bing Webmaster: per technical SEO.

Non sono titoli legali ma fortissimi segnali di credibilità in fase commerciale, soprattutto con clienti aziendali e agenzie.

Codice ATECO copywriter: 73.11.02 e 90.03.09

Per il copywriter esistono di fatto due codici ATECO utilizzabili (riferimento ATECO 2025, in vigore da gennaio 2025):

  • 73.11.02 – Conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari: il più indicato per chi scrive copy pubblicitario, copy per ADS, sales letter, email marketing, landing page. Coefficiente forfettario 78% (categoria professioni).
  • 90.03.09 – Altre creazioni artistiche e letterarie: indicato per ghostwriter, scrittori di libri, sceneggiatori, autori che lavorano in regime di diritto d’autore. Coefficiente forfettario 78%.

Per la maggior parte dei copywriter freelance che fatturano articoli SEO, blog post e copy per aziende il codice 73.11.02 è la scelta ottimale: è ampio, copre attività di marketing comunicazionale e si adatta sia alla scrittura sia alla consulenza copy.

Il codice 90.03.09 diventa interessante quando una parte del lavoro è in diritto d’autore (libri, opere letterarie, contenuti editoriali con cessione diritti): consente di emettere ricevute ex art. 53 TUIR con tassazione agevolata, ma fuori dal forfettario richiede gestione contabile più complessa.

Codice ATECO consulente SEO: 73.11.02 e 70.21.00

Per il consulente SEO i codici utilizzabili sono:

  • 73.11.02 – Conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari: coerente perché la SEO è ormai considerata branca del marketing digitale. Coefficiente 78%.
  • 70.21.00 – Pubbliche relazioni e comunicazione: indicato per chi affianca alla SEO attività di digital PR, link building basato su outreach giornalistico, brand reputation. Coefficiente 78%.
  • 62.02.00 – Consulenza nel settore delle tecnologie dell’informatica: alternativa per chi fa molta technical SEO (audit tecnici, schema markup, performance) e meno content/PR. Coefficiente 67% (meno conveniente in forfettario).

La scelta tipica del consulente SEO freelance è il 73.11.02, che permette di fatturare sia consulenze SEO sia content writing sia gestione campagne ADS senza dover aprire codici secondari.

Approfondiamo questo aspetto nella nostra guida sulla partita IVA per sviluppatori e programmatori, che condivide molte logiche fiscali simili (Gestione Separata, clienti esteri, codici ATECO 62.x).

Codice ATECO digital marketer: 73.11.02

Per il digital marketer puro (performance, social ADS, email marketing, growth hacking) il codice di riferimento è il 73.11.02 – Conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari. È il codice più sicuro, ampio e correttamente classificato come professione (coefficiente forfettario 78%).

Codici secondari utili in casi specifici:

  • 73.20.00 – Ricerche di mercato e sondaggi di opinione: per chi fa molta market research, customer interview, ricerca quantitativa.
  • 74.90.99 – Altre attività professionali NCA: codice generico, utile come secondario quando si offrono attività miste.
  • 62.09.09 – Altre attività dei servizi connessi alle tecnologie dell’informatica NCA: per chi fa marketing automation pesantemente integrato con sistemi software.

Il consiglio del CAF: aprire la partita IVA con un codice principale (73.11.02) e, se serve, aggiungere codici secondari in un secondo momento. Cambiare codice ATECO è gratuito e si fa con il modello AA9/12 trasmesso dall’Agenzia delle Entrate.

Regime forfettario: coefficiente 78% e limiti 2026

Per copywriter, SEO e digital marketer il regime forfettario è quasi sempre la scelta vincente, almeno nei primi anni di attività. I parametri 2026:

  • Limite ricavi: 85.000 euro annui di compensi incassati (cassa, non competenza).
  • Coefficiente di redditività: 78% per i codici ATECO 73.11.02, 70.21.00, 90.03.09 (categoria professioni).
  • Aliquota imposta sostitutiva: 5% per i primi 5 anni (start-up), poi 15%.
  • Esclusione IVA: non si addebita IVA in fattura, non si detrae IVA sugli acquisti.
  • Esclusione IRAP, ISA, studi di settore: nessun obbligo.
  • Fatturazione elettronica: obbligatoria dal 2024 per tutti i forfettari.
  • Soglia 100.000 euro: superando questa soglia in corso d’anno si esce immediatamente dal forfettario, con applicazione IVA dalla fattura successiva.

Coefficiente 78% in pratica

Il coefficiente di redditività significa che lo Stato presume che il 78% del fatturato sia reddito imponibile (e il restante 22% siano costi forfettari, deducibili senza fattura). Esempio pratico:

  • Fatturato annuo: 40.000 euro
  • Reddito imponibile forfettario: 40.000 × 78% = 31.200 euro
  • Da questo si sottraggono i contributi INPS effettivamente versati nell’anno
  • Sul risultato si calcola l’imposta sostitutiva 5% o 15%

Per chi ha pochi costi reali (e i digital sono tipicamente asset light, con costi limitati a software, hosting e formazione) il forfettario è enormemente vantaggioso rispetto al regime ordinario semplificato.

Requisiti di accesso e cause di esclusione

Non puoi accedere al forfettario se nell’anno precedente hai percepito redditi da lavoro dipendente o pensione superiori a 30.000 euro. Inoltre sono esclusi:

  • Chi partecipa contemporaneamente a società di persone, associazioni professionali o SRL controllate che esercitano la stessa attività.
  • Chi fattura in modo prevalente (oltre il 50%) verso il proprio attuale o ex datore di lavoro (negli ultimi 2 anni).
  • Chi è residente all’estero (salvo eccezioni UE/SEE).

Gestione Separata INPS: 26,07% o 24%

Mancando una cassa professionale privata, il copywriter, il consulente SEO e il digital marketer versano i contributi previdenziali alla Gestione Separata INPS. Le aliquote 2026:

  • 26,07% per professionisti senza altra copertura previdenziale (caso tipico del freelance puro).
  • 24% per chi ha un’altra forma di previdenza obbligatoria (es. lavoratore dipendente part-time + freelance).

I contributi si calcolano sul reddito imponibile forfettario (78% del fatturato) e si versano in 4 rate con scadenze 30 giugno, 31 luglio (saldo + 1° acconto) e 30 novembre (2° acconto), tramite modello F24.

Massimale e minimale 2026

  • Massimale contributivo 2026: circa 119.650 euro (oltre questa soglia non si versa contribuzione).
  • Minimale di reddito 2026: circa 18.555 euro (sotto questa soglia, l’anno conta come parziale ai fini pensionistici).

Rivalsa 4% INPS in fattura

Chi è iscritto alla Gestione Separata può addebitare in fattura una rivalsa del 4% a titolo di contributo previdenziale. È una facoltà, non un obbligo, ma in B2B viene quasi sempre applicata. La rivalsa concorre alla formazione del fatturato e quindi anche del reddito imponibile (e dei contributi).

Diritto d’autore e work for hire sui contenuti

Una zona grigia spesso ignorata da copywriter alle prime armi: chi possiede i diritti sull’articolo o sul copy che ho scritto?

La regola generale italiana (Legge 633/1941 sul diritto d’autore) è che il diritto morale resta sempre dell’autore (non si può rinunciare alla paternità dell’opera). I diritti patrimoniali (sfruttamento economico) sono invece negoziabili: possono essere ceduti, concessi in licenza o trasferiti integralmente al committente.

Work for hire (clausola tipica)

Nel marketing digitale lo standard è il work for hire: il committente paga il copywriter e acquisisce tutti i diritti patrimoniali sui contenuti prodotti. In pratica:

  • Il cliente può pubblicare l’articolo, modificarlo, ripubblicarlo, tradurlo, riadattarlo.
  • Il copywriter non può rivendere lo stesso testo ad altri clienti.
  • Il copywriter può citare il lavoro nel proprio portfolio (a meno di clausole NDA esplicite).

Clausola contrattuale consigliata

Conviene inserire nel contratto (o nel preventivo accettato per iscritto) una clausola del tipo:

«Con il pagamento del corrispettivo pattuito, il professionista cede al committente tutti i diritti patrimoniali di sfruttamento economico relativi ai contenuti consegnati, ai sensi degli artt. 12 e seguenti della Legge 633/1941. Resta in capo al professionista il diritto morale d’autore. Il professionista si riserva il diritto di citare il lavoro svolto nel proprio portfolio professionale, salvo diverso accordo scritto.»

Quando trattenere i diritti

In alcuni casi conviene non cedere tutti i diritti patrimoniali, soprattutto se l’opera è ad alto valore (libri, white paper esclusivi, format editoriali ricorrenti). In questi casi si negozia una licenza non esclusiva con limiti geografici e temporali.

Tariffe copywriter 2026: a parola, articolo, pillar

Le tariffe del copywriter freelance in Italia variano enormemente in base a esperienza, nicchia e tipo di cliente. I range di mercato 2026:

Tariffa a parola

  • Junior (0-2 anni): 0,03 – 0,08 euro a parola
  • Mid (2-5 anni): 0,08 – 0,15 euro a parola
  • Senior (5+ anni): 0,15 – 0,30 euro a parola
  • Specialista verticale (B2B tech, finance, medical): 0,30 – 0,80 euro a parola

Tariffa a articolo / blog post

  • Articolo standard (800-1.200 parole): 50 – 300 euro
  • Articolo SEO ottimizzato (1.500-2.500 parole): 200 – 600 euro
  • Pillar page / guida completa (3.000-5.000 parole): 300 – 1.500 euro
  • White paper / e-book: 500 – 3.000 euro
  • Sales letter / VSL script: 500 – 5.000 euro

Tariffa per copy pubblicitario

  • Headline + payoff: 100 – 800 euro
  • Landing page (copy completo): 300 – 2.500 euro
  • Sequence email (5-7 email): 500 – 3.000 euro
  • Script video (60-90 sec): 200 – 1.500 euro

Il consiglio: migrare il prima possibile dal pricing a parola al pricing a progetto o per output. La tariffa a parola scoraggia la sintesi e premia il riempimento, due cose che il copywriting moderno detesta.

Tariffe consulente SEO 2026: audit e retainer

Per il consulente SEO il modello economico tipico è misto: progetti spot (audit, keyword research) + retainer mensile per attività continuativa.

Servizi spot

  • SEO audit completo: 300 – 1.500 euro (sito piccolo); 1.500 – 8.000 euro (e-commerce o portali)
  • Keyword research: 200 – 800 euro (basico); 800 – 3.000 euro (research avanzata con cluster)
  • Audit tecnico (technical SEO): 500 – 3.000 euro
  • Audit competitor: 300 – 1.500 euro
  • Migrazione SEO (cambio dominio/CMS): 1.500 – 10.000 euro

Retainer mensile

  • Small business (PMI locale): 500 – 1.500 euro/mese
  • Mid-market (e-commerce, B2B nazionale): 1.500 – 3.500 euro/mese
  • Enterprise / progetti complessi: 3.000 – 10.000 euro/mese

Link building

  • Outreach a guest post: 100 – 500 euro a link (in base ad autorevolezza testata)
  • Pacchetti link building mensili: 1.000 – 5.000 euro/mese
  • Digital PR (link su testate giornalistiche): 500 – 5.000 euro a link

Tariffe digital marketer 2026: progetto e fee

Per il digital marketer / performance marketer i modelli tipici 2026:

Setup e progetti

  • Setup account ADS (Google/Meta/LinkedIn): 500 – 2.500 euro
  • Strategia digitale completa (con go-to-market): 1.500 – 10.000 euro
  • Funnel marketing (mappatura + landing + email + ADS): 3.000 – 15.000 euro
  • Setup marketing automation (HubSpot/ActiveCampaign): 1.000 – 8.000 euro

Fee mensile gestione campagne

  • Small (budget media < 5.000 euro/mese): 800 – 1.500 euro/mese
  • Medium (5.000 – 30.000 euro/mese): 1.500 – 4.000 euro/mese
  • Large (> 30.000 euro/mese): 4.000 – 10.000 euro/mese o % sul budget speso (10-15%)

Modello a percentuale sullo spend

Tipico delle agenzie e di alcuni performance marketer senior: 10-20% del budget pubblicitario gestito, con minimo mensile garantito. Funziona bene quando il budget supera i 10.000 euro/mese; sotto, la fee fissa è più equa per entrambe le parti.

Fatturazione B2B: retainer e performance fee

I clienti tipici di copywriter, SEO e digital marketer sono aziende italiane (B2B), agenzie di comunicazione (sub-fornitura) o startup. La fatturazione si articola in tre formati principali.

Fattura a progetto chiuso

Tipica per un singolo deliverable: un articolo, un audit SEO, una landing page. Modalità consigliate:

  • Acconto 30-50% alla firma del preventivo
  • Saldo alla consegna del deliverable
  • Per progetti sopra 5.000 euro: SAL (Stato Avanzamento Lavori) 30% – 30% – 40%

Retainer mensile

Modello a quota fissa mensile per attività continuative (gestione SEO, gestione ADS, content writing ricorrente). La fattura si emette sempre lo stesso giorno (es. 1° del mese) per tutta la durata del rapporto. Il contratto deve specificare:

  • Durata minima (3-6-12 mesi)
  • Preavviso di disdetta (tipicamente 30-60 giorni)
  • Pacchetto ore o output incluso
  • Tariffa oraria oltre il pacchetto
  • Escalation per attività urgenti / fuori orario

Performance fee

Componente variabile legata a risultati (vedi paragrafo dedicato). La fattura performance si emette al raggiungimento del KPI documentato in modo trasparente (export Google Analytics, Search Console, CRM).

Performance fee e revenue share: come fatturarle

Le performance fee e le revenue share sono modelli sempre più richiesti, soprattutto da startup e PMI con budget limitato. Vanno gestite con attenzione contrattuale e fiscale.

Schemi tipici

  • Bonus su risultato: retainer base + premio una tantum al raggiungimento di un KPI (es. +1.000 euro se traffico organico cresce del 50%).
  • Revenue share: percentuale sul fatturato generato dalle attività di marketing (es. 5-15% sulle vendite tracciate).
  • Profit share: percentuale sull’utile (più rischiosa, richiede accesso a contabilità del cliente).
  • CPL/CPA: tariffa per lead o per acquisizione cliente (tipico nei lead-gen).

Aspetti fiscali

Dal punto di vista fiscale tutte queste forme sono compensi professionali regolarmente fatturati con codice ATECO 73.11.02 (e ricadono nel forfettario al 78% di redditività). L’importante è:

  • Definire metodo di calcolo chiaro e verificabile nel contratto (fonte dei dati, periodo di misurazione, chi calcola).
  • Tracking trasparente: condividere dashboard di Analytics, dashboard ADS, accesso al CRM in modalità lettura.
  • Tetto massimo opzionale (per evitare extreme upside non sostenibili dal cliente).
  • Periodicità di fatturazione performance fee: trimestrale è il compromesso più equo.

Attenzione al limite forfettario

Le performance fee possono far esplodere il fatturato in modo imprevisto: una campagna che esplode può portare fee a 5 cifre in un mese. Tieni sempre monitorato il contatore degli 85.000 euro (e soprattutto della soglia critica 100.000): se rischi di superarla, anticipa l’uscita dal forfettario per evitare di trovarti scoperto su IVA non addebitata.

Clienti esteri e fatturazione internazionale

Sempre più copywriter, SEO e digital marketer italiani fatturano a clienti esteri, soprattutto in lingua inglese. La logica è la stessa già descritta nelle nostre guide per sviluppatori e programmatori e per web designer e grafici: ti rinviamo a quelle pagine per il dettaglio operativo. Sintetizziamo qui i punti chiave per il marketing.

Cliente UE B2B

  • Iscrizione obbligatoria al VIES per fatturare con regola del reverse charge.
  • Fattura senza IVA con dicitura: «Inversione contabile – art. 7-ter DPR 633/1972 – Reverse charge».
  • Compilazione elenchi INTRASTAT (servizi resi) entro il giorno 25 del mese successivo se la soglia trimestrale supera i 50.000 euro.
  • Forfettari: la fattura va comunque trasmessa via SDI con codice destinatario XXXXXXX.

Cliente UE B2C (privato consumatore)

I forfettari italiani non addebitano IVA nemmeno verso B2C UE (la regola è tipica del regime). Indicare in fattura: «Operazione non soggetta a IVA – regime forfettario art. 1 commi 54-89 Legge 190/2014».

Cliente extra-UE (USA, UK, Svizzera, etc.)

  • Fattura senza IVA, dicitura: «Operazione non soggetta – art. 7-ter DPR 633/1972».
  • Nessun reverse charge applicabile (il committente extra-UE non è soggetto IVA italiana).
  • Per gli USA: tipicamente il cliente chiede di compilare il modulo W-8BEN (certificazione di residenza fiscale italiana per evitare withholding tax).
  • Tassazione integrale in Italia (vige il principio di residenza fiscale).

Pagamenti in valuta estera

Quando vieni pagato in USD, GBP o altra valuta:

  • La fattura va emessa in valuta concordata, riportando anche il controvalore in euro al cambio del giorno (cambio BCE).
  • Il forfettario tassa quanto effettivamente incassato in euro, quindi attenzione alle differenze cambio.
  • I conti multivaluta tipo Wise, Revolut Business o Intesa Sanpaolo MultiCurrency aiutano molto.
  • Le commissioni di cambio e bonifico non sono deducibili in forfettario (è la logica del 22% di costi forfettari).
Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
Pubblicato su Google
Jacqueline B.
06/08/2026
Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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Maura Masutto
06/08/2026
Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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Issam Elhefnawi
31/07/2026
Molto gentile
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Sibongile Moyana
30/07/2026
Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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Sabrina Cirina
23/07/2026
Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
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robert poletto
17/07/2026
Fantastici
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Geanina Gaita
16/07/2026
Molto bravi e disponibili Mi sono sempre trovata molto bene Consigliato

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