NOTIZIEPensione e lavoro autonomo: la dichiarazione dei redditi da comunicare all’INPSChi percepisce una pensione e svolge anche un’attività da lavoro autonomo deve comunicare all’INPS i redditi prodotti nel 2025 solo se la sua pensione è ancora soggetta al divieto di cumulo. Lo chiarisce il messaggio INPS n. 3281 del 15 ottobre 2026, che individua i pensionati tenuti alla dichiarazione reddituale. Il termine indicato per i redditi 2025 è il 2 novembre 2026.Indice dei contenutiChi deve comunicare all’INPS i redditi da lavoro autonomo?Quali pensioni sono interessate dal cumulo con il lavoro autonomo?Entro quando va presentata la dichiarazione reddituale?Cosa si rischia se la dichiarazione non viene presentata?Domande frequentiFontiIn sintesiAtto: messaggio INPS n. 3281 del 15 ottobre 2026.Chi: titolari di pensione con decorrenza entro il 2025 ancora soggetti al divieto di cumulo con i redditi da lavoro autonomo.Cosa: dichiarazione dei redditi da lavoro autonomo prodotti nel 2025.Quando: entro il 2 novembre 2026.Come: online, con il servizio INPS «RED Precompilato» e identità digitale (SPID almeno di livello 2, CNS, CIE o eIDAS).Chi deve comunicare all’INPS i redditi da lavoro autonomo?L’obbligo riguarda i titolari di pensione con decorrenza entro il 2025 che risultano ancora soggetti al divieto di cumulo con i redditi da lavoro autonomo. Con “divieto di cumulo” si intende il limite per cui alcune pensioni non possono essere sommate, in tutto o in parte, ai guadagni di un’attività autonoma. Non tutti i pensionati che lavorano in proprio, quindi, devono presentare la dichiarazione reddituale: il messaggio serve proprio a distinguere chi è tenuto e chi no.Un esempio: Marco è andato in pensione nel 2024 e nel 2025 ha incassato compensi da una piccola attività autonoma. Se la sua pensione rientra tra quelle ancora soggette al divieto di cumulo, deve comunicare quei redditi all’INPS. Se invece la sua pensione è cumulabile, l’obbligo non scatta. Per sapere in quale caso si trova serve verificare la tipologia di pensione e la sua decorrenza. Quali pensioni sono interessate dal cumulo con il lavoro autonomo?Il perimetro è definito dal messaggio n. 3281, che specifica anche i casi di esclusione. Il criterio generale è quello della decorrenza della pensione entro il 2025 e della permanenza del divieto di cumulo. Sono esclusi, perché la loro pensione è interamente cumulabile con i redditi da lavoro autonomo, i titolari di pensione di vecchiaia (anche liquidata con il sistema contributivo), di pensione di anzianità e di prepensionamento, di pensione o assegno di invalidità con decorrenza entro il 31 dicembre 1994 e di pensione o assegno di invalidità con almeno 40 anni di contributi. L’obbligo riguarda quindi, tipicamente, i titolari di pensione o assegno di invalidità che non rientrano in queste esclusioni; regole specifiche valgono per i trattamenti di inabilità e di privilegio della Gestione dipendenti pubblici e per le pensioni di invalidità INPGI.Conta quindi prima di tutto la natura della pensione. C’è poi una soglia: i titolari di pensione o assegno di invalidità non sono in concreto soggetti al divieto se nel 2025 hanno conseguito redditi da lavoro autonomo non superiori a 7.844,20 euro, pari al trattamento minimo. Il testo integrale dell’atto, consultabile sul sito dell’INPS, elenca le categorie coinvolte e quelle escluse. Entro quando va presentata la dichiarazione reddituale?Per i redditi prodotti nel 2025 la scadenza è fissata al 2 novembre 2026. Coincide con il termine della dichiarazione dei redditi per il periodo d’imposta 2025: la scadenza ordinaria del 31 ottobre 2026 cade di sabato e slitta a lunedì 2 novembre. La comunicazione avviene online, accedendo con identità digitale (SPID almeno di livello 2, CNS, CIE di livello 3 o eIDAS) al servizio INPS «RED Precompilato» e selezionando la «Campagna RED 2026 anno reddito richiesto 2025». Con la stessa procedura va resa anche la dichiarazione a preventivo dei redditi autonomi che si prevede di conseguire nel 2026, sulla quale l’INPS applica trattenute provvisorie poi conguagliate. Si tratta di un adempimento ravvicinato: chi rientra tra i soggetti obbligati ha pochi giorni a disposizione. Cosa si rischia se la dichiarazione non viene presentata?La dichiarazione serve all’INPS per verificare se la pensione sia stata pagata in misura corretta rispetto ai redditi autonomi percepiti. Chi è obbligato e non presenta la dichiarazione rischia una sanzione pesante: in base all’articolo 10, comma 8-bis, del D.Lgs. 503/1992, deve versare all’ente previdenziale una somma pari all’importo annuo della pensione percepita nell’anno a cui si riferisce la dichiarazione, trattenuta direttamente sulle rate di pensione.Più in generale, i controlli reddituali dell’INPS sono sempre più incrociati con le banche dati fiscali. Un tema affine, che riguarda le prestazioni collegate all’ISEE, è approfondito nella guida ai controlli ISEE dell’INPS sull’assegno unico. Domande frequentiTutti i pensionati con partita IVA devono presentare la dichiarazione?No. Deve presentarla chi ha una pensione con decorrenza entro il 2025 ancora soggetta al divieto di cumulo con i redditi da lavoro autonomo.Quali redditi vanno dichiarati?I redditi da lavoro autonomo prodotti nel 2025, al netto dei contributi previdenziali e assistenziali e al lordo delle ritenute fiscali.Qual è il termine per la comunicazione?Il 2 novembre 2026, termine della dichiarazione dei redditi per il periodo d’imposta 2025 (la scadenza ordinaria del 31 ottobre cade di sabato).Serve un’identità digitale?Sì: per accedere al servizio online «RED Precompilato» dell’INPS servono SPID (almeno di livello 2), CNS, CIE di livello 3 o eIDAS. FontiINPS, Messaggio n. 3281 del 15 ottobre 2026 (cumulo della pensione con i redditi da lavoro autonomo: dichiarazione reddituale): inps.itQuesto articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Ottobre 20, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-10-20 07:00:002026-10-18 22:23:27Pensione e lavoro autonomo: la dichiarazione dei redditi da comunicare all’INPS
NOTIZIEBonus 500 Euro Partite IVA, Domande “In Lavorazione”: Cosa Controlla INPS?A settembre 2026 migliaia di titolari di partita IVA che hanno presentato domanda per il bonus 500 euro collegato al Decreto Coesione si ritrovano con lo stato della pratica ancora fermo su “in lavorazione”. Una situazione che genera comprensibile preoccupazione, soprattutto perché l’INPS aveva annunciato l’avvio dei pagamenti già nei mesi scorsi. In questo articolo spieghiamo che cosa significa realmente questo stato, quali verifiche sta effettuando l’Istituto e cosa può fare chi si trova con la domanda in lavorazione.Prima di entrare nel dettaglio dei controlli, è utile ricordare a cosa si riferisce questa misura e chi può richiederla, per poi capire perché tante domande restano sospese prima dell’esito definitivo.Indice dei contenutiCos’è il bonus 500 euro per le partite IVACosa significa “domanda in lavorazione” su INPSI controlli INPS sulle domande in lavorazioneTempi indicativi e verifica dello stato della domandaCosa fare se la domanda resta bloccataCos’è il bonus 500 euro per le partite IVAIl bonus 500 euro partite IVA nasce nell’ambito del Decreto Coesione (articolo 21 del decreto-legge 7 maggio 2024, n. 60), la misura pensata per sostenere l’avvio di nuove attività da parte dei giovani. Il contributo, pari a 500 euro al mese per un massimo di 36 mesi ed esente IRPEF, è destinato a chi ha aperto la partita IVA o avviato un’impresa in un arco temporale definito, trovandosi in stato di disoccupazione al momento dell’avvio e operando in uno dei settori individuati come strategici.Con un successivo messaggio (messaggio INPS n. 270 del 27 gennaio 2026), l’INPS ha chiarito che il bonus spetta anche ai liberi professionisti con partita IVA, non solo alle imprese in senso stretto. Per questa platea è stata aperta una finestra straordinaria per la presentazione delle domande tra la fine di gennaio e i primi giorni di marzo 2026. Proprio l’ampliamento della platea e i tempi ristretti spiegano, almeno in parte, il volume elevato di pratiche che l’INPS sta ancora esaminando.Chi segue anche altre misure di sostegno al reddito può consultare il nostro approfondimento sui pagamenti INPS di ottobre 2026, utile per avere un quadro generale del calendario dell’Istituto. Cosa significa “domanda in lavorazione” su INPSNel linguaggio delle procedure INPS, lo stato “in lavorazione” indica che la domanda è stata acquisita correttamente dal sistema ma non ha ancora concluso l’istruttoria. Non significa automaticamente un problema: molte pratiche restano in questo stato per il tempo fisiologico necessario ai controlli incrociati con le banche dati previdenziali, fiscali e anagrafiche. Solo una parte delle domande in lavorazione, quindi, nasconde effettivamente un’anomalia da risolvere.Il punto critico, per il bonus 500 euro partite IVA, è che i tempi si sono allungati oltre le attese iniziali. L’INPS aveva infatti indicato l’estate come periodo di avvio dei pagamenti, ma a settembre molte richieste risultano ancora sospese, il che ha spinto l’Istituto a fornire chiarimenti ufficiali sulle cause del rallentamento. I controlli INPS sulle domande in lavorazioneCon un messaggio dedicato pubblicato a giugno 2026 (messaggio INPS n. 1955 del 10 giugno 2026), l’INPS ha individuato due situazioni principali che tengono le domande in lavorazione più a lungo del previsto. Si tratta di verifiche automatiche che incrociano i dati dichiarati dal richiedente con quanto risulta nelle banche dati previdenziali.Iscrizione a una Cassa previdenziale esterna all’INPS: per i professionisti iscritti a una cassa di categoria (ad esempio ordini professionali con cassa autonoma), l’Istituto deve prima acquisire l’esito del controllo sulla regolarità contributiva, un passaggio che richiede tempo aggiuntivo perché coinvolge un ente terzo.Contributi versati alla Gestione Separata senza iscrizione formale: quando un richiedente ha effettuato versamenti alla Gestione Separata ma dal sistema non risulta regolarmente iscritto a quella gestione, l’INPS deve chiarire la discordanza prima di poter definire la pratica.Accanto a queste due casistiche specifiche, restano validi i controlli ordinari che l’INPS effettua su qualsiasi prestazione di questo tipo: verifica dei requisiti reddituali dichiarati, controllo dell’effettiva apertura della partita IVA nel periodo previsto, riscontro dello stato di disoccupazione al momento dell’avvio dell’attività ed eventuale incompatibilità con altre misure di sostegno già percepite dallo stesso soggetto. Se la documentazione presentata risulta incompleta o incoerente, l’INPS può richiedere integrazioni documentali, che allungano ulteriormente i tempi di definizione. Tempi indicativi e verifica dello stato della domandaPer le prestazioni non pensionistiche gestite dall’INPS, i tempi di istruttoria variano in base alla complessità della pratica e al numero di domande da esaminare in un dato periodo. In via generale, per pratiche che richiedono controlli incrociati con altri enti (come le casse previdenziali esterne) i tempi possono estendersi indicativamente tra i 30 e i 90 giorni, ma si tratta di un ordine di grandezza orientativo: i tempi effettivi dipendono dal singolo caso e dal carico di lavoro degli uffici territoriali.Chi ha presentato la domanda per il bonus 500 euro può consultare l’esito accedendo con la propria identità digitale (SPID, CIE o CNS) all’area riservata del sito INPS, nella sezione dedicata all’incentivo del Decreto Coesione. In quella sezione l’Istituto rende visibile lo stato aggiornato della pratica e, in caso di esito negativo, il motivo del rigetto. È consigliabile controllare periodicamente anche il proprio fascicolo previdenziale e la casella di posta elettronica certificata (PEC), poiché eventuali richieste di integrazione documentale vengono comunicate proprio attraverso questi canali.Va inoltre ricordato che l’INPS, in comunicazioni successive, ha segnalato la chiusura delle lavorazioni relative ad altre mensilità del bonus, con i pagamenti in arrivo sui conti correnti nei giorni successivi. Un segnale che lascia intendere come l’Istituto stia progressivamente smaltendo l’arretrato, pur con tempistiche non uniformi tra le diverse platee di beneficiari. Cosa fare se la domanda resta bloccataQuando una domanda in lavorazione per il bonus 500 euro partite IVA supera i tempi indicativi senza alcun aggiornamento, la prima cosa da fare è verificare con attenzione il proprio fascicolo previdenziale online, controllando se siano presenti richieste di documenti integrativi non ancora notate. È utile anche verificare la propria posizione contributiva, in particolare per chi è iscritto a una cassa previdenziale di categoria diversa dall’INPS, poiché come visto è proprio questa la casistica più frequente di rallentamento.In presenza di dubbi sulla propria posizione contributiva o sull’iscrizione alla Gestione Separata, è possibile richiedere chiarimenti direttamente ai canali di assistenza INPS (contact center o area riservata MyINPS). Chi si occupa anche di altre pratiche legate a controlli INPS può trovare utile il nostro approfondimento sui controlli INPS sull’Assegno Unico, che segue una logica di verifica simile a quella applicata al bonus partite IVA.Le informazioni riportate in questo articolo sono aggiornate a settembre 2026 e si basano sulle comunicazioni ufficiali dell’INPS disponibili a questa data. Data la complessità della materia e il susseguirsi di aggiornamenti da parte dell’Istituto, si raccomanda di verificare sempre lo stato della propria pratica direttamente sul portale INPS (MyINPS) prima di trarre conclusioni definitive sulla propria posizione.FontiDecreto-legge 7 maggio 2024, n. 60 (Decreto Coesione), art. 21, convertito dalla legge 4 luglio 2024, n. 95 (Normattiva)Messaggio INPS n. 270 del 27 gennaio 2026 (domanda dei liberi professionisti dal 31 gennaio al 2 marzo 2026)Messaggio INPS n. 1955 del 10 giugno 2026 (conclusione dell’istruttoria, domande in attesa di regolarità contributiva, riesame)Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Ottobre 7, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Bonus-Partita-IVA-Under-35.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-07 07:00:002026-09-29 07:31:11Bonus 500 Euro Partite IVA, Domande “In Lavorazione”: Cosa Controlla INPS?
CAFCertificazione Unica Lavoratori Autonomi e Provvigioni 2026: Guida CompletaLa Certificazione Unica per lavoratori autonomi è il documento fiscale fondamentale che attesta i compensi erogati e le ritenute d’acconto versate ai professionisti, collaboratori occasionali e percettori di provvigioni. Nel 2026, con le nuove scadenze e i controlli sempre più stringenti dell’Agenzia delle Entrate, è essenziale comprendere quando la CU deve essere rilasciata, cosa contiene e come utilizzarla correttamente nella dichiarazione dei redditi.A differenza della Certificazione Unica per il lavoro dipendente, la CU per autonomi presenta particolarità legate alla natura del rapporto (occasionale o abituale), alla presenza di ritenute IRPEF del 20% e alla gestione dei contributi previdenziali. Questa guida completa analizza tutti gli aspetti: chi deve rilasciarla, i contenuti obbligatori, le scadenze 2026, le sanzioni per omissioni e come utilizzare correttamente la CU nel 730 o modello Redditi PF.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiCos’è la Certificazione Unica per Lavoratori AutonomiChi Deve Rilasciare la Certificazione Unica ai Lavoratori AutonomiDifferenze tra Lavoro Autonomo Occasionale e AbitualeRedditi da Provvigioni e Certificazione UnicaScadenze 2026 per il Rilascio della Certificazione UnicaContenuto della Certificazione Unica per Lavoratori AutonomiCome Usare la Certificazione Unica nella Dichiarazione dei RedditiErrori Comuni nella Certificazione Unica e Come CorreggerliSanzioni per Mancato o Tardivo Rilascio della Certificazione UnicaCos’è la Certificazione Unica per Lavoratori AutonomiLa Certificazione Unica (CU) per lavoratori autonomi è il documento fiscale previsto dall’articolo 4 del D.P.R. 322/1998 che attesta:Compensi lordi erogati nell’anno d’imposta precedenteRitenute d’acconto IRPEF operate dal sostituto d’imposta (20%)Addizionali regionali e comunali trattenute (se applicabili)Contributi previdenziali versati alla Gestione Separata INPS o alla Cassa professionaleLa CU sostituisce il vecchio CUD ed è obbligatoria per tutti i committenti (sostituti d’imposta) che hanno corrisposto compensi soggetti a ritenuta d’acconto del 20% a:Professionisti con partita IVA (avvocati, commercialisti, architetti, consulenti)Collaboratori occasionali senza partita IVA (entro i 5.000 euro annui)Agenti e rappresentanti che percepiscono provvigioniPercettori di diritti d’autoreAmministratori di società che non sono dipendentiLa CU è essenziale per il lavoratore autonomo perché:Documenta le ritenute subite, che costituiscono un credito d’imposta da recuperare in dichiarazioneServe per compilare il 730 o il modello Redditi PF (quadri D e RE)Certifica i contributi previdenziali versati, utili per il calcolo della pensioneÈ richiesta per accedere a bonus e agevolazioni legate al reddito (ISEE, assegno unico, ecc.)Secondo la circolare INPS n. 12/2022, la CU deve riportare anche i contributi alla Gestione Separata INPS versati dal committente per i collaboratori occasionali e i professionisti senza Cassa. Chi Deve Rilasciare la Certificazione Unica ai Lavoratori AutonomiL’obbligo di rilasciare la Certificazione Unica grava sul sostituto d’imposta, cioè sul committente che ha erogato compensi soggetti a ritenuta d’acconto. Sono obbligati a rilasciare la CU:1. Imprese e societàTutte le società di capitali (SRL, SPA, SAPA), le società di persone (SNC, SAS) e le ditte individuali che hanno corrisposto compensi a:Professionisti con partita IVACollaboratori occasionaliAgenti e rappresentantiConsulenti esterni2. Enti pubbliciComuni, Regioni, Università, ASL e altri enti della Pubblica Amministrazione che hanno conferito incarichi professionali o di collaborazione occasionale.3. Professionisti con dipendenti o collaboratoriI professionisti (studi legali, di commercialisti, medici) che hanno assunto praticanti, stagisti o collaboratori occasionali devono rilasciare la CU per i compensi erogati.4. CondominiGli amministratori di condominio devono rilasciare la CU ai professionisti (es. idraulici, elettricisti, manutentori) che hanno effettuato prestazioni occasionali per conto del condominio, se le ritenute sono state operate.5. Privati cittadini (casi limitati)I privati sono obbligati a rilasciare la CU solo se hanno versato contributi INPS per il collaboratore occasionale. Se il compenso è inferiore a 5.000 euro e non sono dovuti contributi, il privato non deve rilasciare la CU (fonte: risoluzione Agenzia Entrate n. 76/E/2016).EsclusioniNon sono tenuti a rilasciare la CU:I committenti che hanno erogato compensi a professionisti in regime forfettario (che non subiscono ritenute d’acconto)Chi ha corrisposto rimborsi spese non soggetti a tassazioneLe associazioni sportive dilettantistiche per i compensi a collaboratori sportivi (fino a 15.000 euro annui esentasse) Differenze tra Lavoro Autonomo Occasionale e AbitualeLa distinzione tra lavoro autonomo occasionale e abituale è fondamentale per comprendere gli obblighi fiscali e previdenziali, e di conseguenza il contenuto della Certificazione Unica.Lavoro Autonomo OccasionaleSi definisce occasionale l’attività svolta in modo sporadico e non continuativo, senza organizzazione di mezzi e vincolo di subordinazione. Caratteristiche:Non richiede partita IVA (fino a 5.000 euro annui complessivi da tutti i committenti)Ritenuta d’acconto del 20% applicata dal committenteContributi INPS alla Gestione Separata (33% nel 2026) dovuti solo se il compenso supera i 5.000 euro annui da un singolo committenteNon c’è iscrizione alla Camera di CommercioIl compenso va dichiarato nel quadro D (redditi diversi) del modello Redditi PF o nel quadro D del 730Esempio pratico: Un ingegnere dipendente svolge una consulenza occasionale per un’azienda, ricevendo 3.000 euro lordi. L’azienda applica la ritenuta del 20% (600 euro) e versa il netto (2.400 euro). Non sono dovuti contributi INPS perché sotto i 5.000 euro. La CU attesterà 3.000 euro di compenso e 600 euro di ritenute.Lavoro Autonomo AbitualeÈ considerato abituale il lavoro autonomo svolto in modo continuativo, organizzato e professionale. Caratteristiche:Richiede partita IVA (apertura obbligatoria entro 30 giorni dall’inizio attività)Ritenuta d’acconto del 20% (salvo regime forfettario, che ne è esente)Contributi previdenziali obbligatori:Cassa professionale per gli iscritti agli Ordini (avvocati, commercialisti, ingegneri, ecc.)Gestione Separata INPS (aliquota 26,07% nel 2026) per i professionisti senza CassaIl reddito va dichiarato nel quadro RE (redditi da lavoro autonomo) del modello Redditi PFObbligo di fatturazione elettronica (salvo regime forfettario sotto i 25.000 euro fino al 30/06/2022, poi obbligatoria per tutti)Tabella comparativa:CaratteristicaOccasionaleAbitualePartita IVANo (fino a 5.000 €/anno)Sì, obbligatoriaRitenuta d’acconto20%20% (no se forfettario)Contributi INPSSolo oltre 5.000 € (33%)Sempre (26,07% GS o Cassa)Quadro dichiarazioneD (redditi diversi)RE (lavoro autonomo)ContinuitàSporadicaAbitualeLa Cassazione (sentenza n. 4072/2020) ha chiarito che la differenza tra occasionale e abituale non dipende solo dal numero di prestazioni, ma dalla professionalità, organizzazione e continuità dell’attività. Redditi da Provvigioni e Certificazione UnicaI redditi da provvigioni sono compensi variabili legati alle vendite o risultati commerciali ottenuti da agenti, rappresentanti, promotori finanziari e mediatori. Questi redditi hanno un trattamento fiscale specifico nella Certificazione Unica.Chi percepisce provvigioniAgenti di commercio con partita IVA (monomandatari o plurimandatari)Rappresentanti che vendono prodotti per conto di aziendePromotori finanziari (ex agenti assicurativi, consulenti bancari)Mediatori immobiliari (agenti immobiliari)Procacciatori d’affari senza organizzazione stabileRitenuta d’acconto sulle provvigioniLe provvigioni sono soggette a ritenuta d’acconto del 20% (o 23% in alcuni casi specifici, come i diritti d’autore). La ritenuta si applica sull’imponibile netto, cioè al netto di eventuali contributi previdenziali a carico della casa mandante.Esempio calcolo provvigione:Provvigione lorda: 10.000 euroContributi ENASARCO a carico mandante (50% di 3%): 150 euroImponibile per ritenuta: 10.000 – 150 = 9.850 euroRitenuta d’acconto 20%: 9.850 × 20% = 1.970 euroNetto percepito: 10.000 – 150 – 1.970 = 7.880 euroContributi previdenzialiGli agenti e rappresentanti sono iscritti all’ENASARCO (Ente Nazionale Assistenza Agenti e Rappresentanti di Commercio). I contributi sono ripartiti:50% a carico dell’agente50% a carico della casa mandanteL’aliquota contributiva ENASARCO varia in base al minimale e massimale annuo. Nel 2026:Minimale: 432 euro/anno (50% agente, 50% mandante)Massimale: 8.526 euro/annoAliquota: 14,65% per monomandatari (17% per plurimandatari)La Certificazione Unica per provvigioni deve indicare:Importo lordo delle provvigioni (punto 1 CU – redditi da lavoro autonomo)Contributi ENASARCO a carico mandante (punto 4 CU)Ritenute IRPEF operate (punto 5 e 6 CU)Addizionali regionali e comunali (se versate in acconto)Come si dichiarano le provvigioniLe provvigioni vanno dichiarate nel quadro RE del modello Redditi PF, nella sezione dedicata ai redditi da lavoro autonomo. Il reddito imponibile si calcola:Provvigioni lorde – Contributi ENASARCO – Spese inerenti = Reddito nettoLe spese deducibili per gli agenti includono:Carburante e pedaggi (se non in regime forfettario)Ammortamento auto aziendaleAffitto ufficio/depositoTelefono e internetSpese di rappresentanza (entro limiti)Secondo la circolare Agenzia Entrate n. 8/E/2017, gli agenti monomandatari possono dedurre le spese anche se operano in regime ordinario, mentre chi è in regime forfettario applica l’abbattimento forfettario del 33% (coefficiente di redditività 67%). Scadenze 2026 per il Rilascio della Certificazione UnicaLe scadenze per il rilascio della Certificazione Unica nel 2026 (riferita ai redditi 2025) sono stabilite dal D.M. 4 dicembre 2020 e successive modifiche. È fondamentale rispettarle per evitare sanzioni.Scadenza ordinaria: 16 marzo 2026Entro il 16 marzo 2026 (lunedì), i sostituti d’imposta devono:Consegnare la CU al percipiente (lavoratore autonomo, collaboratore, agente)Trasmettere telematicamente la CU all’Agenzia delle Entrate (solo le CU ordinarie, non sintetiche)La consegna può avvenire:In formato cartaceo (consegna a mano con ricevuta)Via email (PEC o email ordinaria con conferma di lettura)Tramite area riservata del cassetto fiscale (se il percipiente è abilitato)Importante: La CU deve essere firmata digitalmente dal sostituto d’imposta o dal suo delegato (CAF, commercialista) se trasmessa telematicamente.Scadenza per CU sintetiche: 31 marzo 2026Le Certificazioni Uniche sintetiche (quelle che non devono essere trasmesse all’Agenzia delle Entrate perché i dati sono già noti) devono essere consegnate al percipiente entro il 31 marzo 2026. Rientrano in questa categoria:CU per pensioni erogate da enti previdenziali (già comunicate dall’ente)CU per compensi da banche e intermediari finanziari (già segnalati in Anagrafe Tributaria)Per i lavoratori autonomi e provvigioni, la scadenza rimane il 16 marzo 2026.Trasmissione telematica: modalitàI sostituti d’imposta devono trasmettere le CU telematicamente tramite:Entratel (per intermediari abilitati: commercialisti, CAF, consulenti del lavoro)Desktop telematico (per aziende di medie/grandi dimensioni)Sistema di Interscambio (SDI) (solo per le CU ordinarie dal 2024)Il file da trasmettere è in formato XML conforme alle specifiche tecniche pubblicate dall’Agenzia delle Entrate (provvedimento n. 294308/2021).Calendario completo 2026ScadenzaAdempimentoDestinatari16 marzo 2026Consegna CU ordinarieLavoratori autonomi, agenti, collaboratori16 marzo 2026Trasmissione telematica all’AdEAgenzia delle Entrate31 marzo 2026Consegna CU sintetichePensionati, percettori di rendite finanziarie31 ottobre 2026Invio dichiarazione Redditi PFProfessionisti e autonomi con quadro RE30 novembre 2026Termine per 730 integrativoLavoratori con CU tardivaNota: Se la scadenza cade di sabato o festivo, slitta al primo giorno lavorativo successivo (articolo 2963 Codice Civile).Proroga o sospensioneIn caso di eventi eccezionali (calamità naturali, emergenze sanitarie), il Governo può disporre la proroga delle scadenze fiscali tramite Decreto del MEF. Nel 2020-2021, ad esempio, le scadenze furono prorogate per l’emergenza COVID-19. Contenuto della Certificazione Unica per Lavoratori AutonomiLa Certificazione Unica per lavoratori autonomi è articolata in diverse sezioni. È fondamentale conoscere il contenuto per verificare la correttezza dei dati e utilizzarla correttamente nella dichiarazione dei redditi.FrontespizioContiene i dati identificativi di sostituto d’imposta e percipiente:Dati del sostituto: denominazione, codice fiscale, partita IVA, indirizzoDati del percipiente: cognome, nome, codice fiscale, data e luogo di nascita, residenzaAnno di riferimento: 2025 (per CU rilasciata nel 2026)Tipo CU: ordinaria o sinteticaSezione 1: Dati fiscaliRiporta i compensi erogati e le ritenute operate:PuntoDescrizioneEsempio1Ammontare lordo corrisposto15.000 euro2Ritenute IRPEF operate (20%)3.000 euro3Addizionale regionale IRPEF trattenuta150 euro4Addizionale comunale IRPEF trattenuta75 euro5Contributi previdenziali a carico percipiente3.900 euro (26,07% GS)6Contributi previdenziali a carico committente200 euro (ENASARCO mandante)Attenzione: Il punto 1 riporta l’imponibile fiscale, che può differire dall’importo fatturato se ci sono contributi previdenziali non imponibili.Sezione 2: Dati previdenzialiIndica i contributi versati alla Gestione Separata INPS o ad altre Casse:Codice Ente: GS (Gestione Separata), ENASARCO, ENPAM, Cassa Forense, ecc.Imponibile contributivo: base di calcolo dei contributiAliquota applicata: 26,07% per GS, 14,65% per ENASARCO, variabile per Casse professionaliContributi versati: importo totale versato (quota committente + quota percipiente)Esempio Gestione Separata INPS (2026):Compenso lordo: 20.000 euroAliquota GS: 26,07% (se non iscritto ad altra Cassa e non pensionato)Contributi totali: 20.000 × 26,07% = 5.214 euroQuota committente: 5.214 × 55% = 2.868 euro (versata dal committente)Quota percipiente: 5.214 × 45% = 2.346 euro (trattenuta dal compenso)Sezione 3: AnnotazioniEventuali note esplicative o codici specifici:Codice 1: compensi non soggetti a ritenuta (es. forfettari)Codice 2: ritenute sospese per eventi eccezionaliCodice 7: compensi a soggetti non residentiCasistiche particolari1. Professionista in regime forfettarioSe il percipiente è in regime forfettario, la CU non viene rilasciata perché non subisce ritenute d’acconto. Il professionista deve solo conservare le fatture emesse.2. Collaboratore occasionale sotto 5.000 euroSe il compenso annuo da un singolo committente è inferiore a 5.000 euro:Non sono dovuti contributi INPSLa CU riporta solo compenso e ritenuta IRPEF (20%)Il percipiente dichiara il reddito nel quadro D (redditi diversi)3. Agente monomandatario ENASARCOLa CU deve riportare:Provvigioni lorde (punto 1)Contributi ENASARCO mandante (punto 6)Contributi ENASARCO agente (punto 5, trattenuti)Ritenuta IRPEF calcolata su (provvigioni – contributi mandante)Secondo il provvedimento Agenzia Entrate n. 9217/2022, dal 2023 le CU devono riportare anche il codice fiscale dell’ente previdenziale per consentire controlli incrociati con le posizioni contributive.Come Usare la Certificazione Unica nella Dichiarazione dei RedditiLa Certificazione Unica è il documento base per compilare la dichiarazione dei redditi. Vediamo come utilizzarla nel modello 730 e nel modello Redditi PF.CU nel modello 730Il 730 può essere utilizzato dai lavoratori autonomi solo per i redditi occasionali (quadro D – redditi diversi). I professionisti con partita IVA devono obbligatoriamente usare il modello Redditi PF.Quadro D – Redditi diversi (collaborazioni occasionali):Righi D4/D5: Indicare i compensi da lavoro autonomo occasionaleColonna 1: Codice 1 (redditi da attività occasionale)Colonna 2: Importo lordo percepito (dalla CU, punto 1)Colonna 4: Ritenute IRPEF subite (dalla CU, punto 2)Rigo D6: Indicare eventuali spese deducibili sostenute per l’attività occasionale (massimo 25% del compenso)Esempio compilazione 730:Compenso lordo CU: 4.500 euroRitenute subite: 900 euro (20%)Spese deducibili documentate: 300 euroReddito imponibile: 4.500 – 300 = 4.200 euroIl reddito imponibile (4.200 euro) concorrerà alla formazione del reddito complessivo su cui calcolare IRPEF e addizionali. Le ritenute subite (900 euro) saranno portate in detrazione e potrebbero generare un credito a rimborso se superiori all’IRPEF dovuta.CU nel modello Redditi PFI professionisti con partita IVA devono utilizzare il quadro RE (redditi da lavoro autonomo) del modello Redditi PF.Quadro RE – Redditi da lavoro autonomo:Sezione I – Determinazione del reddito:RE1: Compensi percepiti nell’anno (somma delle CU + fatture incassate)RE2: Plusvalenze patrimoniali (se applicabili)RE3: Rimanenze finali (per attività commerciali)RE4: Totale ricavi/compensiSezione II – Costi deducibili:RE5-RE20: Spese per acquisto beni, collaboratori, auto, ufficio, consulenze, ecc.RE21: Contributi previdenziali obbligatori (da CU, punto 5)RE22: Altre speseSezione III – Reddito netto:RE23: Reddito/perdita (ricavi – costi)Importante: I contributi previdenziali riportati nella CU (punto 5) sono interamente deducibili dal reddito professionale, riducendo la base imponibile IRPEF.Quadro RN – Ritenute subiteLe ritenute d’acconto certificate dalla CU vanno indicate nel quadro RN (calcolo IRPEF e altre imposte):RN20-RN23: Ritenute da lavoro autonomo (sommare tutte le CU ricevute, punto 2)RN24-RN27: Acconti IRPEF versati nell’anno precedenteRN28: Altre ritenute a titolo d’accontoLe ritenute costituiscono un credito d’imposta che riduce l’IRPEF dovuta. Se le ritenute superano l’imposta dovuta, si genera un credito a rimborso o da utilizzare in compensazione.Addizionali regionali e comunaliSe la CU riporta addizionali IRPEF trattenute (punti 3 e 4), queste vanno indicate nel quadro RN:RN30: Addizionale regionale trattenutaRN37: Addizionale comunale trattenutaNota: Per i lavoratori autonomi, le addizionali sono generalmente versate in autoliquidazione (tramite F24) e non trattenute dal committente, salvo casi particolari.Controlli e verifichePrima di inviare la dichiarazione, verificare sempre:Coerenza tra CU e dichiarazione: i compensi dichiarati devono corrispondere alle CU ricevuteRitenute correttamente riportate: sommare tutte le CU e verificare il totaleContributi previdenziali dedotti: devono coincidere con quanto versato e certificatoCodice fiscale committente corretto: per consentire controlli incrociati dell’Agenzia delle EntrateL’Agenzia delle Entrate esegue controlli automatici incrociando le CU trasmesse dai committenti con le dichiarazioni dei percipienti. Eventuali incongruenze generano comunicazioni di irregolarità (cosiddette lettere di compliance). Errori Comuni nella Certificazione Unica e Come CorreggerliGli errori nella Certificazione Unica sono frequenti e possono causare problemi nella dichiarazione dei redditi. Vediamo i più comuni e come correggerli.1. Importo del compenso erratoErrore: Il committente ha indicato un importo inferiore o superiore a quello effettivamente corrisposto.Conseguenze:Dichiarazione incompleta o sovrastimataRitenute non corrispondenti ai compensiPossibili sanzioni per infedele dichiarazioneSoluzione:Contattare immediatamente il committente e richiedere la CU sostitutivaIl committente deve inviare una CU rettificativa all’Agenzia delle Entrate (codice evento “S” per sostitutiva)Se il committente non collabora, conservare la documentazione probante (fatture, bonifici) e dichiarare l’importo corretto, annotando la difformità nella dichiarazione2. Ritenute non operate o operate in misura errataErrore: Il committente non ha applicato la ritenuta del 20% o l’ha calcolata male.Esempio: Compenso 10.000 euro, ritenuta applicata 1.500 euro (15%) invece di 2.000 euro (20%).Conseguenze:Il percipiente perde il credito d’imposta sulle ritenute non operateIl committente è solidalmente responsabile per le imposte non trattenutePossibili sanzioni per il sostituto d’imposta (dal 20% al 50% delle ritenute non versate)Soluzione:Richiedere al committente di regolarizzare le ritenute tramite ravvedimento operosoIl committente deve versare le ritenute mancanti con sanzioni ridotte (articolo 13 D.Lgs. 472/1997)Emettere CU sostitutiva con le ritenute corretteSe il committente non regolarizza, il percipiente può segnalare l’omissione all’Agenzia delle Entrate (modulo di compliance)3. Contributi previdenziali errati o mancantiErrore: La CU non riporta i contributi INPS versati o riporta importi sbagliati.Conseguenze:Perdita della deduzione fiscale sui contributiPosizione contributiva INPS non aggiornataProblemi futuri per il calcolo della pensioneSoluzione:Verificare l’estratto conto contributivo INPS (accessibile dal sito INPS con SPID)Se i contributi sono stati versati ma non indicati in CU, richiedere CU sostitutivaSe i contributi non sono stati versati dal committente, segnalare all’INPS tramite PEC o sportello. L’INPS può recuperarli dal committente con sanzioni e interessi4. Codice fiscale erratoErrore: Il committente ha indicato un codice fiscale sbagliato del percipiente (errore di battitura).Conseguenze:La CU viene attribuita a un soggetto diversoIl percipiente corretto non ha la CU nel cassetto fiscaleImpossibilità di utilizzare il 730 precompilatoSoluzione:Richiedere CU sostitutiva con codice fiscale correttoIl committente deve annullare la CU errata (codice evento “A” per annullamento) e trasmetterne una nuova5. CU non pervenuta entro la scadenzaErrore: Il committente non consegna la CU entro il 16 marzo.Conseguenze:Il percipiente non può compilare correttamente la dichiarazioneRischio di omessa o infedele dichiarazioneImpossibilità di accedere al 730 precompilato con dati completiSoluzione:Sollecitare il committente via PEC o raccomandata A/RSe il committente non risponde, inviare una diffida formale con termine di 15 giorniIn ultima istanza, segnalare l’inadempienza all’Agenzia delle Entrate tramite segnalazione online (servizio “Segnala un illecito fiscale”)Dichiarare comunque i compensi percepiti utilizzando la documentazione disponibile (fatture, bonifici, F24 dei contributi)Secondo la risoluzione Agenzia Entrate n. 110/E/2018, il percipiente che non riceve la CU può comunque presentare la dichiarazione indicando i compensi effettivamente percepiti e le ritenute documentate, allegando copia delle fatture e dei bonifici.CU sostitutiva: come funzionaLa Certificazione Unica sostitutiva corregge errori materiali della CU originaria. Il committente deve:Compilare una nuova CU con i dati correttiIndicare nel frontespizio codice evento “S” (sostitutiva)Trasmettere telematicamente all’Agenzia delle Entrate entro 5 giorni dalla correzioneConsegnare al percipiente la CU correttaLa CU sostitutiva sostituisce integralmente quella precedente. Il percipiente deve utilizzare solo l’ultima versione.CU annullativaSe la CU è stata emessa per errore (es. doppia emissione), il committente deve:Compilare una CU con codice evento “A” (annullamento)Trasmettere telematicamente l’annullamentoEventualmente emettere una nuova CU corretta (con codice “O” ordinaria) Sanzioni per Mancato o Tardivo Rilascio della Certificazione UnicaIl mancato o tardivo rilascio della Certificazione Unica comporta sanzioni amministrative a carico del sostituto d’imposta. È importante conoscere le conseguenze per sollecitare correttamente il committente inadempiente.Sanzioni per omesso rilascio (D.Lgs. 471/1997, art. 4)Il sostituto d’imposta che non rilascia la CU è soggetto a una sanzione da 258 a 2.065 euro per ogni CU omessa (importi aggiornati al 2026).Aggravanti:Se l’omissione riguarda più di 50 CU, la sanzione può arrivare fino a 51.645 euroSe l’omissione è reiterata (plurimi anni), l’Agenzia delle Entrate può applicare sanzioni cumulateRiduzione con ravvedimento operoso:Se il sostituto d’imposta si accorge dell’errore e provvede spontaneamente al rilascio tardivo, può beneficiare della riduzione delle sanzioni:Tempistica ravvedimentoRiduzione sanzioneSanzione ridottaEntro 90 giorni dalla scadenza1/10 del minimo (ravvedimento sprint)25,80 euroEntro 1 anno dalla scadenza1/9 del minimo28,67 euroEntro 2 anni dalla scadenza1/8 del minimo32,25 euroOltre 2 anni1/7 del minimo36,86 euroEsempio: Un’azienda dimentica di rilasciare la CU a un collaboratore entro il 16 marzo 2026. Se regolarizza entro il 14 giugno 2026 (90 giorni), paga 25,80 euro invece di 258-2.065 euro.Sanzioni per omessa trasmissione telematica (D.Lgs. 471/1997, art. 4)Se il sostituto d’imposta consegna la CU al percipiente ma non la trasmette telematicamente all’Agenzia delle Entrate, è soggetto a una sanzione da 258 a 2.065 euro.Nota: La trasmissione telematica è obbligatoria per le CU ordinarie (lavoro autonomo, provvigioni), mentre le CU sintetiche (pensioni, rendite) possono essere solo consegnate al percipiente senza trasmissione.Sanzioni per dati errati o incompleti (D.Lgs. 471/1997, art. 11)Se la CU contiene dati inesatti o incompleti (es. importi sbagliati, codice fiscale errato), il sostituto d’imposta può essere sanzionato con una sanzione da 258 a 2.065 euro.Tuttavia, se l’errore è di modesta entità (es. errore di pochi euro), l’Agenzia delle Entrate applica il principio di proporzionalità e può non sanzionare o applicare la sanzione minima.Sanzioni per ritenute non versateSe il sostituto d’imposta ha operato le ritenute ma non le ha versate all’Erario, le sanzioni sono molto più severe:Sanzione amministrativa: dal 20% al 50% delle ritenute non versate (D.Lgs. 471/1997, art. 13)Interessi moratori: calcolati dal giorno successivo alla scadenza del versamentoResponsabilità penale: se l’importo non versato supera 10.000 euro per periodo d’imposta, scatta il reato di omesso versamento di ritenute (art. 10-bis D.Lgs. 74/2000), punito con reclusione da 6 mesi a 2 anniEsempio: Un’azienda ha trattenuto 15.000 euro di ritenute d’acconto da lavoratori autonomi nel 2025 ma non le ha versate. Sanzioni:Sanzione amministrativa (minimo 20%): 3.000 euroInteressi moratori (2% annuo per 1 anno): 300 euroDenuncia penale (importo > 10.000 euro)Responsabilità solidale del percipienteIn caso di omesso versamento delle ritenute, l’Agenzia delle Entrate può rivalersi sul percipiente per recuperare le imposte non versate dal sostituto d’imposta (articolo 35, D.P.R. 600/1973).Il percipiente può però:Dimostrare di aver subito la ritenuta (es. bonifico netto ricevuto)Rivalersi sul committente per il recupero delle somme pagateSecondo la Cassazione (sentenza n. 18626/2019), la responsabilità solidale del percipiente è limitata ai casi in cui ha concorso nell’evasione o era a conoscenza dell’omesso versamento.Come tutelare il percipientePer evitare di subire conseguenze dall’inadempienza del committente, il lavoratore autonomo deve:Conservare le fatture emesse e i bonifici ricevuti (prova del compenso netto percepito)Verificare che le ritenute siano state versate controllando il cassetto fiscale (sezione “Versamenti”)Sollecitare il committente per il rilascio della CU entro la scadenzaSegnalare all’Agenzia delle Entrate eventuali omissioni o irregolaritàIn caso di accertamento fiscale, il percipiente può dimostrare la buona fede allegando la documentazione e chiedendo lo sgravio delle sanzioni applicategli solidalmente.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione della Certificazione Unica e del Modello 730/Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti sulla Certificazione Unica per Lavoratori AutonomiChi deve rilasciare la Certificazione Unica ai lavoratori autonomi?La CU deve essere rilasciata dal sostituto d’imposta, cioè dal committente che ha erogato compensi soggetti a ritenuta d’acconto del 20%. Sono obbligati: imprese, società, enti pubblici, professionisti con collaboratori, amministratori di condominio. I privati sono obbligati solo se hanno versato contributi INPS per il collaboratore.Entro quando deve essere rilasciata la CU 2026?La Certificazione Unica 2026 (redditi 2025) deve essere rilasciata entro il 16 marzo 2026 per i lavoratori autonomi, collaboratori e agenti. Entro la stessa data deve essere trasmessa telematicamente all’Agenzia delle Entrate. Le CU sintetiche (pensioni, rendite) hanno scadenza 31 marzo 2026.Un professionista in regime forfettario riceve la CU?No. I professionisti in regime forfettario non subiscono ritenute d’acconto, quindi il committente non deve rilasciare la Certificazione Unica. Il forfettario conserva solo le fatture emesse e dichiara i compensi incassati nel modello Redditi PF.Cosa fare se la CU contiene dati errati?Contattare immediatamente il committente e richiedere una CU sostitutiva (codice evento S). Il committente deve correggere l’errore, trasmettere la nuova CU all’Agenzia delle Entrate entro 5 giorni e consegnarla al percipiente. Se il committente non collabora, dichiarare l’importo corretto allegando la documentazione probante (fatture, bonifici).Quali sanzioni rischia chi non rilascia la CU?Il sostituto d’imposta che non rilascia la CU è soggetto a una sanzione da 258 a 2.065 euro per ogni CU omessa. Se l’omissione riguarda oltre 50 certificazioni, la sanzione può arrivare fino a 51.645 euro. Con il ravvedimento operoso entro 90 giorni la sanzione si riduce a 25,80 euro.Come si usano le ritenute della CU nella dichiarazione dei redditi?Le ritenute d’acconto certificate dalla CU (punto 2) vanno indicate nel quadro RN del modello Redditi PF o nei righi dedicati del 730. Costituiscono un credito d’imposta che riduce l’IRPEF dovuta. Se le ritenute superano l’imposta, si ottiene un rimborso o un credito da utilizzare in compensazione.Hai Bisogno di Assistenza per la Dichiarazione dei Redditi?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la compilazione della dichiarazione dei redditi, la verifica della Certificazione Unica e la gestione delle ritenute d’acconto per lavoratori autonomi e collaboratori.Contattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATICAF, RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA Detrazione Edilizia Pluriennale: Quando la Prima Rata Omessa si Perde o si Recupera Hai sostenuto spese per la ristrutturazione della tua casa nel 2025 e hai diritto alla detrazione fiscale del 50% (36% se l'immobile non è la tua abitazione principale), ma ti sei accorto di non aver inserito la prima rata nel modello 730/2026.… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/03/detrazioni-fiscali-per-ristrutturazione-edilizia.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-13 16:00:002026-10-07 17:38:15Detrazione Edilizia Pluriennale: Quando la Prima Rata Omessa si Perde o si RecuperaCAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI Chiusura Partita IVA a Udine: Quando e Come Farla Chiudere la partita IVA è una decisione importante che richiede attenzione ai tempi, ai costi e alle procedure burocratiche. 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È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleOttobre 20, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/Cu-e-770.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-07 13:27:492026-05-31 16:17:59Certificazione Unica Lavoratori Autonomi e Provvigioni 2026: Guida Completa
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NOTIZIEPensione e lavoro autonomo: la dichiarazione dei redditi da comunicare all’INPSChi percepisce una pensione e svolge anche un’attività da lavoro autonomo deve comunicare all’INPS i redditi prodotti nel 2025 solo se la sua pensione è ancora soggetta al divieto di cumulo. Lo chiarisce il messaggio INPS n. 3281 del 15 ottobre 2026, che individua i pensionati tenuti alla dichiarazione reddituale. Il termine indicato per i redditi 2025 è il 2 novembre 2026.Indice dei contenutiChi deve comunicare all’INPS i redditi da lavoro autonomo?Quali pensioni sono interessate dal cumulo con il lavoro autonomo?Entro quando va presentata la dichiarazione reddituale?Cosa si rischia se la dichiarazione non viene presentata?Domande frequentiFontiIn sintesiAtto: messaggio INPS n. 3281 del 15 ottobre 2026.Chi: titolari di pensione con decorrenza entro il 2025 ancora soggetti al divieto di cumulo con i redditi da lavoro autonomo.Cosa: dichiarazione dei redditi da lavoro autonomo prodotti nel 2025.Quando: entro il 2 novembre 2026.Come: online, con il servizio INPS «RED Precompilato» e identità digitale (SPID almeno di livello 2, CNS, CIE o eIDAS).Chi deve comunicare all’INPS i redditi da lavoro autonomo?L’obbligo riguarda i titolari di pensione con decorrenza entro il 2025 che risultano ancora soggetti al divieto di cumulo con i redditi da lavoro autonomo. Con “divieto di cumulo” si intende il limite per cui alcune pensioni non possono essere sommate, in tutto o in parte, ai guadagni di un’attività autonoma. Non tutti i pensionati che lavorano in proprio, quindi, devono presentare la dichiarazione reddituale: il messaggio serve proprio a distinguere chi è tenuto e chi no.Un esempio: Marco è andato in pensione nel 2024 e nel 2025 ha incassato compensi da una piccola attività autonoma. Se la sua pensione rientra tra quelle ancora soggette al divieto di cumulo, deve comunicare quei redditi all’INPS. Se invece la sua pensione è cumulabile, l’obbligo non scatta. Per sapere in quale caso si trova serve verificare la tipologia di pensione e la sua decorrenza. Quali pensioni sono interessate dal cumulo con il lavoro autonomo?Il perimetro è definito dal messaggio n. 3281, che specifica anche i casi di esclusione. Il criterio generale è quello della decorrenza della pensione entro il 2025 e della permanenza del divieto di cumulo. Sono esclusi, perché la loro pensione è interamente cumulabile con i redditi da lavoro autonomo, i titolari di pensione di vecchiaia (anche liquidata con il sistema contributivo), di pensione di anzianità e di prepensionamento, di pensione o assegno di invalidità con decorrenza entro il 31 dicembre 1994 e di pensione o assegno di invalidità con almeno 40 anni di contributi. L’obbligo riguarda quindi, tipicamente, i titolari di pensione o assegno di invalidità che non rientrano in queste esclusioni; regole specifiche valgono per i trattamenti di inabilità e di privilegio della Gestione dipendenti pubblici e per le pensioni di invalidità INPGI.Conta quindi prima di tutto la natura della pensione. C’è poi una soglia: i titolari di pensione o assegno di invalidità non sono in concreto soggetti al divieto se nel 2025 hanno conseguito redditi da lavoro autonomo non superiori a 7.844,20 euro, pari al trattamento minimo. Il testo integrale dell’atto, consultabile sul sito dell’INPS, elenca le categorie coinvolte e quelle escluse. Entro quando va presentata la dichiarazione reddituale?Per i redditi prodotti nel 2025 la scadenza è fissata al 2 novembre 2026. Coincide con il termine della dichiarazione dei redditi per il periodo d’imposta 2025: la scadenza ordinaria del 31 ottobre 2026 cade di sabato e slitta a lunedì 2 novembre. La comunicazione avviene online, accedendo con identità digitale (SPID almeno di livello 2, CNS, CIE di livello 3 o eIDAS) al servizio INPS «RED Precompilato» e selezionando la «Campagna RED 2026 anno reddito richiesto 2025». Con la stessa procedura va resa anche la dichiarazione a preventivo dei redditi autonomi che si prevede di conseguire nel 2026, sulla quale l’INPS applica trattenute provvisorie poi conguagliate. Si tratta di un adempimento ravvicinato: chi rientra tra i soggetti obbligati ha pochi giorni a disposizione. Cosa si rischia se la dichiarazione non viene presentata?La dichiarazione serve all’INPS per verificare se la pensione sia stata pagata in misura corretta rispetto ai redditi autonomi percepiti. Chi è obbligato e non presenta la dichiarazione rischia una sanzione pesante: in base all’articolo 10, comma 8-bis, del D.Lgs. 503/1992, deve versare all’ente previdenziale una somma pari all’importo annuo della pensione percepita nell’anno a cui si riferisce la dichiarazione, trattenuta direttamente sulle rate di pensione.Più in generale, i controlli reddituali dell’INPS sono sempre più incrociati con le banche dati fiscali. Un tema affine, che riguarda le prestazioni collegate all’ISEE, è approfondito nella guida ai controlli ISEE dell’INPS sull’assegno unico. Domande frequentiTutti i pensionati con partita IVA devono presentare la dichiarazione?No. Deve presentarla chi ha una pensione con decorrenza entro il 2025 ancora soggetta al divieto di cumulo con i redditi da lavoro autonomo.Quali redditi vanno dichiarati?I redditi da lavoro autonomo prodotti nel 2025, al netto dei contributi previdenziali e assistenziali e al lordo delle ritenute fiscali.Qual è il termine per la comunicazione?Il 2 novembre 2026, termine della dichiarazione dei redditi per il periodo d’imposta 2025 (la scadenza ordinaria del 31 ottobre cade di sabato).Serve un’identità digitale?Sì: per accedere al servizio online «RED Precompilato» dell’INPS servono SPID (almeno di livello 2), CNS, CIE di livello 3 o eIDAS. FontiINPS, Messaggio n. 3281 del 15 ottobre 2026 (cumulo della pensione con i redditi da lavoro autonomo: dichiarazione reddituale): inps.itQuesto articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Ottobre 20, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-10-20 07:00:002026-10-18 22:23:27Pensione e lavoro autonomo: la dichiarazione dei redditi da comunicare all’INPS
NOTIZIEBonus 500 Euro Partite IVA, Domande “In Lavorazione”: Cosa Controlla INPS?A settembre 2026 migliaia di titolari di partita IVA che hanno presentato domanda per il bonus 500 euro collegato al Decreto Coesione si ritrovano con lo stato della pratica ancora fermo su “in lavorazione”. Una situazione che genera comprensibile preoccupazione, soprattutto perché l’INPS aveva annunciato l’avvio dei pagamenti già nei mesi scorsi. In questo articolo spieghiamo che cosa significa realmente questo stato, quali verifiche sta effettuando l’Istituto e cosa può fare chi si trova con la domanda in lavorazione.Prima di entrare nel dettaglio dei controlli, è utile ricordare a cosa si riferisce questa misura e chi può richiederla, per poi capire perché tante domande restano sospese prima dell’esito definitivo.Indice dei contenutiCos’è il bonus 500 euro per le partite IVACosa significa “domanda in lavorazione” su INPSI controlli INPS sulle domande in lavorazioneTempi indicativi e verifica dello stato della domandaCosa fare se la domanda resta bloccataCos’è il bonus 500 euro per le partite IVAIl bonus 500 euro partite IVA nasce nell’ambito del Decreto Coesione (articolo 21 del decreto-legge 7 maggio 2024, n. 60), la misura pensata per sostenere l’avvio di nuove attività da parte dei giovani. Il contributo, pari a 500 euro al mese per un massimo di 36 mesi ed esente IRPEF, è destinato a chi ha aperto la partita IVA o avviato un’impresa in un arco temporale definito, trovandosi in stato di disoccupazione al momento dell’avvio e operando in uno dei settori individuati come strategici.Con un successivo messaggio (messaggio INPS n. 270 del 27 gennaio 2026), l’INPS ha chiarito che il bonus spetta anche ai liberi professionisti con partita IVA, non solo alle imprese in senso stretto. Per questa platea è stata aperta una finestra straordinaria per la presentazione delle domande tra la fine di gennaio e i primi giorni di marzo 2026. Proprio l’ampliamento della platea e i tempi ristretti spiegano, almeno in parte, il volume elevato di pratiche che l’INPS sta ancora esaminando.Chi segue anche altre misure di sostegno al reddito può consultare il nostro approfondimento sui pagamenti INPS di ottobre 2026, utile per avere un quadro generale del calendario dell’Istituto. Cosa significa “domanda in lavorazione” su INPSNel linguaggio delle procedure INPS, lo stato “in lavorazione” indica che la domanda è stata acquisita correttamente dal sistema ma non ha ancora concluso l’istruttoria. Non significa automaticamente un problema: molte pratiche restano in questo stato per il tempo fisiologico necessario ai controlli incrociati con le banche dati previdenziali, fiscali e anagrafiche. Solo una parte delle domande in lavorazione, quindi, nasconde effettivamente un’anomalia da risolvere.Il punto critico, per il bonus 500 euro partite IVA, è che i tempi si sono allungati oltre le attese iniziali. L’INPS aveva infatti indicato l’estate come periodo di avvio dei pagamenti, ma a settembre molte richieste risultano ancora sospese, il che ha spinto l’Istituto a fornire chiarimenti ufficiali sulle cause del rallentamento. I controlli INPS sulle domande in lavorazioneCon un messaggio dedicato pubblicato a giugno 2026 (messaggio INPS n. 1955 del 10 giugno 2026), l’INPS ha individuato due situazioni principali che tengono le domande in lavorazione più a lungo del previsto. Si tratta di verifiche automatiche che incrociano i dati dichiarati dal richiedente con quanto risulta nelle banche dati previdenziali.Iscrizione a una Cassa previdenziale esterna all’INPS: per i professionisti iscritti a una cassa di categoria (ad esempio ordini professionali con cassa autonoma), l’Istituto deve prima acquisire l’esito del controllo sulla regolarità contributiva, un passaggio che richiede tempo aggiuntivo perché coinvolge un ente terzo.Contributi versati alla Gestione Separata senza iscrizione formale: quando un richiedente ha effettuato versamenti alla Gestione Separata ma dal sistema non risulta regolarmente iscritto a quella gestione, l’INPS deve chiarire la discordanza prima di poter definire la pratica.Accanto a queste due casistiche specifiche, restano validi i controlli ordinari che l’INPS effettua su qualsiasi prestazione di questo tipo: verifica dei requisiti reddituali dichiarati, controllo dell’effettiva apertura della partita IVA nel periodo previsto, riscontro dello stato di disoccupazione al momento dell’avvio dell’attività ed eventuale incompatibilità con altre misure di sostegno già percepite dallo stesso soggetto. Se la documentazione presentata risulta incompleta o incoerente, l’INPS può richiedere integrazioni documentali, che allungano ulteriormente i tempi di definizione. Tempi indicativi e verifica dello stato della domandaPer le prestazioni non pensionistiche gestite dall’INPS, i tempi di istruttoria variano in base alla complessità della pratica e al numero di domande da esaminare in un dato periodo. In via generale, per pratiche che richiedono controlli incrociati con altri enti (come le casse previdenziali esterne) i tempi possono estendersi indicativamente tra i 30 e i 90 giorni, ma si tratta di un ordine di grandezza orientativo: i tempi effettivi dipendono dal singolo caso e dal carico di lavoro degli uffici territoriali.Chi ha presentato la domanda per il bonus 500 euro può consultare l’esito accedendo con la propria identità digitale (SPID, CIE o CNS) all’area riservata del sito INPS, nella sezione dedicata all’incentivo del Decreto Coesione. In quella sezione l’Istituto rende visibile lo stato aggiornato della pratica e, in caso di esito negativo, il motivo del rigetto. È consigliabile controllare periodicamente anche il proprio fascicolo previdenziale e la casella di posta elettronica certificata (PEC), poiché eventuali richieste di integrazione documentale vengono comunicate proprio attraverso questi canali.Va inoltre ricordato che l’INPS, in comunicazioni successive, ha segnalato la chiusura delle lavorazioni relative ad altre mensilità del bonus, con i pagamenti in arrivo sui conti correnti nei giorni successivi. Un segnale che lascia intendere come l’Istituto stia progressivamente smaltendo l’arretrato, pur con tempistiche non uniformi tra le diverse platee di beneficiari. Cosa fare se la domanda resta bloccataQuando una domanda in lavorazione per il bonus 500 euro partite IVA supera i tempi indicativi senza alcun aggiornamento, la prima cosa da fare è verificare con attenzione il proprio fascicolo previdenziale online, controllando se siano presenti richieste di documenti integrativi non ancora notate. È utile anche verificare la propria posizione contributiva, in particolare per chi è iscritto a una cassa previdenziale di categoria diversa dall’INPS, poiché come visto è proprio questa la casistica più frequente di rallentamento.In presenza di dubbi sulla propria posizione contributiva o sull’iscrizione alla Gestione Separata, è possibile richiedere chiarimenti direttamente ai canali di assistenza INPS (contact center o area riservata MyINPS). Chi si occupa anche di altre pratiche legate a controlli INPS può trovare utile il nostro approfondimento sui controlli INPS sull’Assegno Unico, che segue una logica di verifica simile a quella applicata al bonus partite IVA.Le informazioni riportate in questo articolo sono aggiornate a settembre 2026 e si basano sulle comunicazioni ufficiali dell’INPS disponibili a questa data. Data la complessità della materia e il susseguirsi di aggiornamenti da parte dell’Istituto, si raccomanda di verificare sempre lo stato della propria pratica direttamente sul portale INPS (MyINPS) prima di trarre conclusioni definitive sulla propria posizione.FontiDecreto-legge 7 maggio 2024, n. 60 (Decreto Coesione), art. 21, convertito dalla legge 4 luglio 2024, n. 95 (Normattiva)Messaggio INPS n. 270 del 27 gennaio 2026 (domanda dei liberi professionisti dal 31 gennaio al 2 marzo 2026)Messaggio INPS n. 1955 del 10 giugno 2026 (conclusione dell’istruttoria, domande in attesa di regolarità contributiva, riesame)Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Ottobre 7, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Bonus-Partita-IVA-Under-35.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-07 07:00:002026-09-29 07:31:11Bonus 500 Euro Partite IVA, Domande “In Lavorazione”: Cosa Controlla INPS?
CAFCertificazione Unica Lavoratori Autonomi e Provvigioni 2026: Guida CompletaLa Certificazione Unica per lavoratori autonomi è il documento fiscale fondamentale che attesta i compensi erogati e le ritenute d’acconto versate ai professionisti, collaboratori occasionali e percettori di provvigioni. Nel 2026, con le nuove scadenze e i controlli sempre più stringenti dell’Agenzia delle Entrate, è essenziale comprendere quando la CU deve essere rilasciata, cosa contiene e come utilizzarla correttamente nella dichiarazione dei redditi.A differenza della Certificazione Unica per il lavoro dipendente, la CU per autonomi presenta particolarità legate alla natura del rapporto (occasionale o abituale), alla presenza di ritenute IRPEF del 20% e alla gestione dei contributi previdenziali. Questa guida completa analizza tutti gli aspetti: chi deve rilasciarla, i contenuti obbligatori, le scadenze 2026, le sanzioni per omissioni e come utilizzare correttamente la CU nel 730 o modello Redditi PF.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiCos’è la Certificazione Unica per Lavoratori AutonomiChi Deve Rilasciare la Certificazione Unica ai Lavoratori AutonomiDifferenze tra Lavoro Autonomo Occasionale e AbitualeRedditi da Provvigioni e Certificazione UnicaScadenze 2026 per il Rilascio della Certificazione UnicaContenuto della Certificazione Unica per Lavoratori AutonomiCome Usare la Certificazione Unica nella Dichiarazione dei RedditiErrori Comuni nella Certificazione Unica e Come CorreggerliSanzioni per Mancato o Tardivo Rilascio della Certificazione UnicaCos’è la Certificazione Unica per Lavoratori AutonomiLa Certificazione Unica (CU) per lavoratori autonomi è il documento fiscale previsto dall’articolo 4 del D.P.R. 322/1998 che attesta:Compensi lordi erogati nell’anno d’imposta precedenteRitenute d’acconto IRPEF operate dal sostituto d’imposta (20%)Addizionali regionali e comunali trattenute (se applicabili)Contributi previdenziali versati alla Gestione Separata INPS o alla Cassa professionaleLa CU sostituisce il vecchio CUD ed è obbligatoria per tutti i committenti (sostituti d’imposta) che hanno corrisposto compensi soggetti a ritenuta d’acconto del 20% a:Professionisti con partita IVA (avvocati, commercialisti, architetti, consulenti)Collaboratori occasionali senza partita IVA (entro i 5.000 euro annui)Agenti e rappresentanti che percepiscono provvigioniPercettori di diritti d’autoreAmministratori di società che non sono dipendentiLa CU è essenziale per il lavoratore autonomo perché:Documenta le ritenute subite, che costituiscono un credito d’imposta da recuperare in dichiarazioneServe per compilare il 730 o il modello Redditi PF (quadri D e RE)Certifica i contributi previdenziali versati, utili per il calcolo della pensioneÈ richiesta per accedere a bonus e agevolazioni legate al reddito (ISEE, assegno unico, ecc.)Secondo la circolare INPS n. 12/2022, la CU deve riportare anche i contributi alla Gestione Separata INPS versati dal committente per i collaboratori occasionali e i professionisti senza Cassa. Chi Deve Rilasciare la Certificazione Unica ai Lavoratori AutonomiL’obbligo di rilasciare la Certificazione Unica grava sul sostituto d’imposta, cioè sul committente che ha erogato compensi soggetti a ritenuta d’acconto. Sono obbligati a rilasciare la CU:1. Imprese e societàTutte le società di capitali (SRL, SPA, SAPA), le società di persone (SNC, SAS) e le ditte individuali che hanno corrisposto compensi a:Professionisti con partita IVACollaboratori occasionaliAgenti e rappresentantiConsulenti esterni2. Enti pubbliciComuni, Regioni, Università, ASL e altri enti della Pubblica Amministrazione che hanno conferito incarichi professionali o di collaborazione occasionale.3. Professionisti con dipendenti o collaboratoriI professionisti (studi legali, di commercialisti, medici) che hanno assunto praticanti, stagisti o collaboratori occasionali devono rilasciare la CU per i compensi erogati.4. CondominiGli amministratori di condominio devono rilasciare la CU ai professionisti (es. idraulici, elettricisti, manutentori) che hanno effettuato prestazioni occasionali per conto del condominio, se le ritenute sono state operate.5. Privati cittadini (casi limitati)I privati sono obbligati a rilasciare la CU solo se hanno versato contributi INPS per il collaboratore occasionale. Se il compenso è inferiore a 5.000 euro e non sono dovuti contributi, il privato non deve rilasciare la CU (fonte: risoluzione Agenzia Entrate n. 76/E/2016).EsclusioniNon sono tenuti a rilasciare la CU:I committenti che hanno erogato compensi a professionisti in regime forfettario (che non subiscono ritenute d’acconto)Chi ha corrisposto rimborsi spese non soggetti a tassazioneLe associazioni sportive dilettantistiche per i compensi a collaboratori sportivi (fino a 15.000 euro annui esentasse) Differenze tra Lavoro Autonomo Occasionale e AbitualeLa distinzione tra lavoro autonomo occasionale e abituale è fondamentale per comprendere gli obblighi fiscali e previdenziali, e di conseguenza il contenuto della Certificazione Unica.Lavoro Autonomo OccasionaleSi definisce occasionale l’attività svolta in modo sporadico e non continuativo, senza organizzazione di mezzi e vincolo di subordinazione. Caratteristiche:Non richiede partita IVA (fino a 5.000 euro annui complessivi da tutti i committenti)Ritenuta d’acconto del 20% applicata dal committenteContributi INPS alla Gestione Separata (33% nel 2026) dovuti solo se il compenso supera i 5.000 euro annui da un singolo committenteNon c’è iscrizione alla Camera di CommercioIl compenso va dichiarato nel quadro D (redditi diversi) del modello Redditi PF o nel quadro D del 730Esempio pratico: Un ingegnere dipendente svolge una consulenza occasionale per un’azienda, ricevendo 3.000 euro lordi. L’azienda applica la ritenuta del 20% (600 euro) e versa il netto (2.400 euro). Non sono dovuti contributi INPS perché sotto i 5.000 euro. La CU attesterà 3.000 euro di compenso e 600 euro di ritenute.Lavoro Autonomo AbitualeÈ considerato abituale il lavoro autonomo svolto in modo continuativo, organizzato e professionale. Caratteristiche:Richiede partita IVA (apertura obbligatoria entro 30 giorni dall’inizio attività)Ritenuta d’acconto del 20% (salvo regime forfettario, che ne è esente)Contributi previdenziali obbligatori:Cassa professionale per gli iscritti agli Ordini (avvocati, commercialisti, ingegneri, ecc.)Gestione Separata INPS (aliquota 26,07% nel 2026) per i professionisti senza CassaIl reddito va dichiarato nel quadro RE (redditi da lavoro autonomo) del modello Redditi PFObbligo di fatturazione elettronica (salvo regime forfettario sotto i 25.000 euro fino al 30/06/2022, poi obbligatoria per tutti)Tabella comparativa:CaratteristicaOccasionaleAbitualePartita IVANo (fino a 5.000 €/anno)Sì, obbligatoriaRitenuta d’acconto20%20% (no se forfettario)Contributi INPSSolo oltre 5.000 € (33%)Sempre (26,07% GS o Cassa)Quadro dichiarazioneD (redditi diversi)RE (lavoro autonomo)ContinuitàSporadicaAbitualeLa Cassazione (sentenza n. 4072/2020) ha chiarito che la differenza tra occasionale e abituale non dipende solo dal numero di prestazioni, ma dalla professionalità, organizzazione e continuità dell’attività. Redditi da Provvigioni e Certificazione UnicaI redditi da provvigioni sono compensi variabili legati alle vendite o risultati commerciali ottenuti da agenti, rappresentanti, promotori finanziari e mediatori. Questi redditi hanno un trattamento fiscale specifico nella Certificazione Unica.Chi percepisce provvigioniAgenti di commercio con partita IVA (monomandatari o plurimandatari)Rappresentanti che vendono prodotti per conto di aziendePromotori finanziari (ex agenti assicurativi, consulenti bancari)Mediatori immobiliari (agenti immobiliari)Procacciatori d’affari senza organizzazione stabileRitenuta d’acconto sulle provvigioniLe provvigioni sono soggette a ritenuta d’acconto del 20% (o 23% in alcuni casi specifici, come i diritti d’autore). La ritenuta si applica sull’imponibile netto, cioè al netto di eventuali contributi previdenziali a carico della casa mandante.Esempio calcolo provvigione:Provvigione lorda: 10.000 euroContributi ENASARCO a carico mandante (50% di 3%): 150 euroImponibile per ritenuta: 10.000 – 150 = 9.850 euroRitenuta d’acconto 20%: 9.850 × 20% = 1.970 euroNetto percepito: 10.000 – 150 – 1.970 = 7.880 euroContributi previdenzialiGli agenti e rappresentanti sono iscritti all’ENASARCO (Ente Nazionale Assistenza Agenti e Rappresentanti di Commercio). I contributi sono ripartiti:50% a carico dell’agente50% a carico della casa mandanteL’aliquota contributiva ENASARCO varia in base al minimale e massimale annuo. Nel 2026:Minimale: 432 euro/anno (50% agente, 50% mandante)Massimale: 8.526 euro/annoAliquota: 14,65% per monomandatari (17% per plurimandatari)La Certificazione Unica per provvigioni deve indicare:Importo lordo delle provvigioni (punto 1 CU – redditi da lavoro autonomo)Contributi ENASARCO a carico mandante (punto 4 CU)Ritenute IRPEF operate (punto 5 e 6 CU)Addizionali regionali e comunali (se versate in acconto)Come si dichiarano le provvigioniLe provvigioni vanno dichiarate nel quadro RE del modello Redditi PF, nella sezione dedicata ai redditi da lavoro autonomo. Il reddito imponibile si calcola:Provvigioni lorde – Contributi ENASARCO – Spese inerenti = Reddito nettoLe spese deducibili per gli agenti includono:Carburante e pedaggi (se non in regime forfettario)Ammortamento auto aziendaleAffitto ufficio/depositoTelefono e internetSpese di rappresentanza (entro limiti)Secondo la circolare Agenzia Entrate n. 8/E/2017, gli agenti monomandatari possono dedurre le spese anche se operano in regime ordinario, mentre chi è in regime forfettario applica l’abbattimento forfettario del 33% (coefficiente di redditività 67%). Scadenze 2026 per il Rilascio della Certificazione UnicaLe scadenze per il rilascio della Certificazione Unica nel 2026 (riferita ai redditi 2025) sono stabilite dal D.M. 4 dicembre 2020 e successive modifiche. È fondamentale rispettarle per evitare sanzioni.Scadenza ordinaria: 16 marzo 2026Entro il 16 marzo 2026 (lunedì), i sostituti d’imposta devono:Consegnare la CU al percipiente (lavoratore autonomo, collaboratore, agente)Trasmettere telematicamente la CU all’Agenzia delle Entrate (solo le CU ordinarie, non sintetiche)La consegna può avvenire:In formato cartaceo (consegna a mano con ricevuta)Via email (PEC o email ordinaria con conferma di lettura)Tramite area riservata del cassetto fiscale (se il percipiente è abilitato)Importante: La CU deve essere firmata digitalmente dal sostituto d’imposta o dal suo delegato (CAF, commercialista) se trasmessa telematicamente.Scadenza per CU sintetiche: 31 marzo 2026Le Certificazioni Uniche sintetiche (quelle che non devono essere trasmesse all’Agenzia delle Entrate perché i dati sono già noti) devono essere consegnate al percipiente entro il 31 marzo 2026. Rientrano in questa categoria:CU per pensioni erogate da enti previdenziali (già comunicate dall’ente)CU per compensi da banche e intermediari finanziari (già segnalati in Anagrafe Tributaria)Per i lavoratori autonomi e provvigioni, la scadenza rimane il 16 marzo 2026.Trasmissione telematica: modalitàI sostituti d’imposta devono trasmettere le CU telematicamente tramite:Entratel (per intermediari abilitati: commercialisti, CAF, consulenti del lavoro)Desktop telematico (per aziende di medie/grandi dimensioni)Sistema di Interscambio (SDI) (solo per le CU ordinarie dal 2024)Il file da trasmettere è in formato XML conforme alle specifiche tecniche pubblicate dall’Agenzia delle Entrate (provvedimento n. 294308/2021).Calendario completo 2026ScadenzaAdempimentoDestinatari16 marzo 2026Consegna CU ordinarieLavoratori autonomi, agenti, collaboratori16 marzo 2026Trasmissione telematica all’AdEAgenzia delle Entrate31 marzo 2026Consegna CU sintetichePensionati, percettori di rendite finanziarie31 ottobre 2026Invio dichiarazione Redditi PFProfessionisti e autonomi con quadro RE30 novembre 2026Termine per 730 integrativoLavoratori con CU tardivaNota: Se la scadenza cade di sabato o festivo, slitta al primo giorno lavorativo successivo (articolo 2963 Codice Civile).Proroga o sospensioneIn caso di eventi eccezionali (calamità naturali, emergenze sanitarie), il Governo può disporre la proroga delle scadenze fiscali tramite Decreto del MEF. Nel 2020-2021, ad esempio, le scadenze furono prorogate per l’emergenza COVID-19. Contenuto della Certificazione Unica per Lavoratori AutonomiLa Certificazione Unica per lavoratori autonomi è articolata in diverse sezioni. È fondamentale conoscere il contenuto per verificare la correttezza dei dati e utilizzarla correttamente nella dichiarazione dei redditi.FrontespizioContiene i dati identificativi di sostituto d’imposta e percipiente:Dati del sostituto: denominazione, codice fiscale, partita IVA, indirizzoDati del percipiente: cognome, nome, codice fiscale, data e luogo di nascita, residenzaAnno di riferimento: 2025 (per CU rilasciata nel 2026)Tipo CU: ordinaria o sinteticaSezione 1: Dati fiscaliRiporta i compensi erogati e le ritenute operate:PuntoDescrizioneEsempio1Ammontare lordo corrisposto15.000 euro2Ritenute IRPEF operate (20%)3.000 euro3Addizionale regionale IRPEF trattenuta150 euro4Addizionale comunale IRPEF trattenuta75 euro5Contributi previdenziali a carico percipiente3.900 euro (26,07% GS)6Contributi previdenziali a carico committente200 euro (ENASARCO mandante)Attenzione: Il punto 1 riporta l’imponibile fiscale, che può differire dall’importo fatturato se ci sono contributi previdenziali non imponibili.Sezione 2: Dati previdenzialiIndica i contributi versati alla Gestione Separata INPS o ad altre Casse:Codice Ente: GS (Gestione Separata), ENASARCO, ENPAM, Cassa Forense, ecc.Imponibile contributivo: base di calcolo dei contributiAliquota applicata: 26,07% per GS, 14,65% per ENASARCO, variabile per Casse professionaliContributi versati: importo totale versato (quota committente + quota percipiente)Esempio Gestione Separata INPS (2026):Compenso lordo: 20.000 euroAliquota GS: 26,07% (se non iscritto ad altra Cassa e non pensionato)Contributi totali: 20.000 × 26,07% = 5.214 euroQuota committente: 5.214 × 55% = 2.868 euro (versata dal committente)Quota percipiente: 5.214 × 45% = 2.346 euro (trattenuta dal compenso)Sezione 3: AnnotazioniEventuali note esplicative o codici specifici:Codice 1: compensi non soggetti a ritenuta (es. forfettari)Codice 2: ritenute sospese per eventi eccezionaliCodice 7: compensi a soggetti non residentiCasistiche particolari1. Professionista in regime forfettarioSe il percipiente è in regime forfettario, la CU non viene rilasciata perché non subisce ritenute d’acconto. Il professionista deve solo conservare le fatture emesse.2. Collaboratore occasionale sotto 5.000 euroSe il compenso annuo da un singolo committente è inferiore a 5.000 euro:Non sono dovuti contributi INPSLa CU riporta solo compenso e ritenuta IRPEF (20%)Il percipiente dichiara il reddito nel quadro D (redditi diversi)3. Agente monomandatario ENASARCOLa CU deve riportare:Provvigioni lorde (punto 1)Contributi ENASARCO mandante (punto 6)Contributi ENASARCO agente (punto 5, trattenuti)Ritenuta IRPEF calcolata su (provvigioni – contributi mandante)Secondo il provvedimento Agenzia Entrate n. 9217/2022, dal 2023 le CU devono riportare anche il codice fiscale dell’ente previdenziale per consentire controlli incrociati con le posizioni contributive.Come Usare la Certificazione Unica nella Dichiarazione dei RedditiLa Certificazione Unica è il documento base per compilare la dichiarazione dei redditi. Vediamo come utilizzarla nel modello 730 e nel modello Redditi PF.CU nel modello 730Il 730 può essere utilizzato dai lavoratori autonomi solo per i redditi occasionali (quadro D – redditi diversi). I professionisti con partita IVA devono obbligatoriamente usare il modello Redditi PF.Quadro D – Redditi diversi (collaborazioni occasionali):Righi D4/D5: Indicare i compensi da lavoro autonomo occasionaleColonna 1: Codice 1 (redditi da attività occasionale)Colonna 2: Importo lordo percepito (dalla CU, punto 1)Colonna 4: Ritenute IRPEF subite (dalla CU, punto 2)Rigo D6: Indicare eventuali spese deducibili sostenute per l’attività occasionale (massimo 25% del compenso)Esempio compilazione 730:Compenso lordo CU: 4.500 euroRitenute subite: 900 euro (20%)Spese deducibili documentate: 300 euroReddito imponibile: 4.500 – 300 = 4.200 euroIl reddito imponibile (4.200 euro) concorrerà alla formazione del reddito complessivo su cui calcolare IRPEF e addizionali. Le ritenute subite (900 euro) saranno portate in detrazione e potrebbero generare un credito a rimborso se superiori all’IRPEF dovuta.CU nel modello Redditi PFI professionisti con partita IVA devono utilizzare il quadro RE (redditi da lavoro autonomo) del modello Redditi PF.Quadro RE – Redditi da lavoro autonomo:Sezione I – Determinazione del reddito:RE1: Compensi percepiti nell’anno (somma delle CU + fatture incassate)RE2: Plusvalenze patrimoniali (se applicabili)RE3: Rimanenze finali (per attività commerciali)RE4: Totale ricavi/compensiSezione II – Costi deducibili:RE5-RE20: Spese per acquisto beni, collaboratori, auto, ufficio, consulenze, ecc.RE21: Contributi previdenziali obbligatori (da CU, punto 5)RE22: Altre speseSezione III – Reddito netto:RE23: Reddito/perdita (ricavi – costi)Importante: I contributi previdenziali riportati nella CU (punto 5) sono interamente deducibili dal reddito professionale, riducendo la base imponibile IRPEF.Quadro RN – Ritenute subiteLe ritenute d’acconto certificate dalla CU vanno indicate nel quadro RN (calcolo IRPEF e altre imposte):RN20-RN23: Ritenute da lavoro autonomo (sommare tutte le CU ricevute, punto 2)RN24-RN27: Acconti IRPEF versati nell’anno precedenteRN28: Altre ritenute a titolo d’accontoLe ritenute costituiscono un credito d’imposta che riduce l’IRPEF dovuta. Se le ritenute superano l’imposta dovuta, si genera un credito a rimborso o da utilizzare in compensazione.Addizionali regionali e comunaliSe la CU riporta addizionali IRPEF trattenute (punti 3 e 4), queste vanno indicate nel quadro RN:RN30: Addizionale regionale trattenutaRN37: Addizionale comunale trattenutaNota: Per i lavoratori autonomi, le addizionali sono generalmente versate in autoliquidazione (tramite F24) e non trattenute dal committente, salvo casi particolari.Controlli e verifichePrima di inviare la dichiarazione, verificare sempre:Coerenza tra CU e dichiarazione: i compensi dichiarati devono corrispondere alle CU ricevuteRitenute correttamente riportate: sommare tutte le CU e verificare il totaleContributi previdenziali dedotti: devono coincidere con quanto versato e certificatoCodice fiscale committente corretto: per consentire controlli incrociati dell’Agenzia delle EntrateL’Agenzia delle Entrate esegue controlli automatici incrociando le CU trasmesse dai committenti con le dichiarazioni dei percipienti. Eventuali incongruenze generano comunicazioni di irregolarità (cosiddette lettere di compliance). Errori Comuni nella Certificazione Unica e Come CorreggerliGli errori nella Certificazione Unica sono frequenti e possono causare problemi nella dichiarazione dei redditi. Vediamo i più comuni e come correggerli.1. Importo del compenso erratoErrore: Il committente ha indicato un importo inferiore o superiore a quello effettivamente corrisposto.Conseguenze:Dichiarazione incompleta o sovrastimataRitenute non corrispondenti ai compensiPossibili sanzioni per infedele dichiarazioneSoluzione:Contattare immediatamente il committente e richiedere la CU sostitutivaIl committente deve inviare una CU rettificativa all’Agenzia delle Entrate (codice evento “S” per sostitutiva)Se il committente non collabora, conservare la documentazione probante (fatture, bonifici) e dichiarare l’importo corretto, annotando la difformità nella dichiarazione2. Ritenute non operate o operate in misura errataErrore: Il committente non ha applicato la ritenuta del 20% o l’ha calcolata male.Esempio: Compenso 10.000 euro, ritenuta applicata 1.500 euro (15%) invece di 2.000 euro (20%).Conseguenze:Il percipiente perde il credito d’imposta sulle ritenute non operateIl committente è solidalmente responsabile per le imposte non trattenutePossibili sanzioni per il sostituto d’imposta (dal 20% al 50% delle ritenute non versate)Soluzione:Richiedere al committente di regolarizzare le ritenute tramite ravvedimento operosoIl committente deve versare le ritenute mancanti con sanzioni ridotte (articolo 13 D.Lgs. 472/1997)Emettere CU sostitutiva con le ritenute corretteSe il committente non regolarizza, il percipiente può segnalare l’omissione all’Agenzia delle Entrate (modulo di compliance)3. Contributi previdenziali errati o mancantiErrore: La CU non riporta i contributi INPS versati o riporta importi sbagliati.Conseguenze:Perdita della deduzione fiscale sui contributiPosizione contributiva INPS non aggiornataProblemi futuri per il calcolo della pensioneSoluzione:Verificare l’estratto conto contributivo INPS (accessibile dal sito INPS con SPID)Se i contributi sono stati versati ma non indicati in CU, richiedere CU sostitutivaSe i contributi non sono stati versati dal committente, segnalare all’INPS tramite PEC o sportello. L’INPS può recuperarli dal committente con sanzioni e interessi4. Codice fiscale erratoErrore: Il committente ha indicato un codice fiscale sbagliato del percipiente (errore di battitura).Conseguenze:La CU viene attribuita a un soggetto diversoIl percipiente corretto non ha la CU nel cassetto fiscaleImpossibilità di utilizzare il 730 precompilatoSoluzione:Richiedere CU sostitutiva con codice fiscale correttoIl committente deve annullare la CU errata (codice evento “A” per annullamento) e trasmetterne una nuova5. CU non pervenuta entro la scadenzaErrore: Il committente non consegna la CU entro il 16 marzo.Conseguenze:Il percipiente non può compilare correttamente la dichiarazioneRischio di omessa o infedele dichiarazioneImpossibilità di accedere al 730 precompilato con dati completiSoluzione:Sollecitare il committente via PEC o raccomandata A/RSe il committente non risponde, inviare una diffida formale con termine di 15 giorniIn ultima istanza, segnalare l’inadempienza all’Agenzia delle Entrate tramite segnalazione online (servizio “Segnala un illecito fiscale”)Dichiarare comunque i compensi percepiti utilizzando la documentazione disponibile (fatture, bonifici, F24 dei contributi)Secondo la risoluzione Agenzia Entrate n. 110/E/2018, il percipiente che non riceve la CU può comunque presentare la dichiarazione indicando i compensi effettivamente percepiti e le ritenute documentate, allegando copia delle fatture e dei bonifici.CU sostitutiva: come funzionaLa Certificazione Unica sostitutiva corregge errori materiali della CU originaria. Il committente deve:Compilare una nuova CU con i dati correttiIndicare nel frontespizio codice evento “S” (sostitutiva)Trasmettere telematicamente all’Agenzia delle Entrate entro 5 giorni dalla correzioneConsegnare al percipiente la CU correttaLa CU sostitutiva sostituisce integralmente quella precedente. Il percipiente deve utilizzare solo l’ultima versione.CU annullativaSe la CU è stata emessa per errore (es. doppia emissione), il committente deve:Compilare una CU con codice evento “A” (annullamento)Trasmettere telematicamente l’annullamentoEventualmente emettere una nuova CU corretta (con codice “O” ordinaria) Sanzioni per Mancato o Tardivo Rilascio della Certificazione UnicaIl mancato o tardivo rilascio della Certificazione Unica comporta sanzioni amministrative a carico del sostituto d’imposta. È importante conoscere le conseguenze per sollecitare correttamente il committente inadempiente.Sanzioni per omesso rilascio (D.Lgs. 471/1997, art. 4)Il sostituto d’imposta che non rilascia la CU è soggetto a una sanzione da 258 a 2.065 euro per ogni CU omessa (importi aggiornati al 2026).Aggravanti:Se l’omissione riguarda più di 50 CU, la sanzione può arrivare fino a 51.645 euroSe l’omissione è reiterata (plurimi anni), l’Agenzia delle Entrate può applicare sanzioni cumulateRiduzione con ravvedimento operoso:Se il sostituto d’imposta si accorge dell’errore e provvede spontaneamente al rilascio tardivo, può beneficiare della riduzione delle sanzioni:Tempistica ravvedimentoRiduzione sanzioneSanzione ridottaEntro 90 giorni dalla scadenza1/10 del minimo (ravvedimento sprint)25,80 euroEntro 1 anno dalla scadenza1/9 del minimo28,67 euroEntro 2 anni dalla scadenza1/8 del minimo32,25 euroOltre 2 anni1/7 del minimo36,86 euroEsempio: Un’azienda dimentica di rilasciare la CU a un collaboratore entro il 16 marzo 2026. Se regolarizza entro il 14 giugno 2026 (90 giorni), paga 25,80 euro invece di 258-2.065 euro.Sanzioni per omessa trasmissione telematica (D.Lgs. 471/1997, art. 4)Se il sostituto d’imposta consegna la CU al percipiente ma non la trasmette telematicamente all’Agenzia delle Entrate, è soggetto a una sanzione da 258 a 2.065 euro.Nota: La trasmissione telematica è obbligatoria per le CU ordinarie (lavoro autonomo, provvigioni), mentre le CU sintetiche (pensioni, rendite) possono essere solo consegnate al percipiente senza trasmissione.Sanzioni per dati errati o incompleti (D.Lgs. 471/1997, art. 11)Se la CU contiene dati inesatti o incompleti (es. importi sbagliati, codice fiscale errato), il sostituto d’imposta può essere sanzionato con una sanzione da 258 a 2.065 euro.Tuttavia, se l’errore è di modesta entità (es. errore di pochi euro), l’Agenzia delle Entrate applica il principio di proporzionalità e può non sanzionare o applicare la sanzione minima.Sanzioni per ritenute non versateSe il sostituto d’imposta ha operato le ritenute ma non le ha versate all’Erario, le sanzioni sono molto più severe:Sanzione amministrativa: dal 20% al 50% delle ritenute non versate (D.Lgs. 471/1997, art. 13)Interessi moratori: calcolati dal giorno successivo alla scadenza del versamentoResponsabilità penale: se l’importo non versato supera 10.000 euro per periodo d’imposta, scatta il reato di omesso versamento di ritenute (art. 10-bis D.Lgs. 74/2000), punito con reclusione da 6 mesi a 2 anniEsempio: Un’azienda ha trattenuto 15.000 euro di ritenute d’acconto da lavoratori autonomi nel 2025 ma non le ha versate. Sanzioni:Sanzione amministrativa (minimo 20%): 3.000 euroInteressi moratori (2% annuo per 1 anno): 300 euroDenuncia penale (importo > 10.000 euro)Responsabilità solidale del percipienteIn caso di omesso versamento delle ritenute, l’Agenzia delle Entrate può rivalersi sul percipiente per recuperare le imposte non versate dal sostituto d’imposta (articolo 35, D.P.R. 600/1973).Il percipiente può però:Dimostrare di aver subito la ritenuta (es. bonifico netto ricevuto)Rivalersi sul committente per il recupero delle somme pagateSecondo la Cassazione (sentenza n. 18626/2019), la responsabilità solidale del percipiente è limitata ai casi in cui ha concorso nell’evasione o era a conoscenza dell’omesso versamento.Come tutelare il percipientePer evitare di subire conseguenze dall’inadempienza del committente, il lavoratore autonomo deve:Conservare le fatture emesse e i bonifici ricevuti (prova del compenso netto percepito)Verificare che le ritenute siano state versate controllando il cassetto fiscale (sezione “Versamenti”)Sollecitare il committente per il rilascio della CU entro la scadenzaSegnalare all’Agenzia delle Entrate eventuali omissioni o irregolaritàIn caso di accertamento fiscale, il percipiente può dimostrare la buona fede allegando la documentazione e chiedendo lo sgravio delle sanzioni applicategli solidalmente.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione della Certificazione Unica e del Modello 730/Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande Frequenti sulla Certificazione Unica per Lavoratori AutonomiChi deve rilasciare la Certificazione Unica ai lavoratori autonomi?La CU deve essere rilasciata dal sostituto d’imposta, cioè dal committente che ha erogato compensi soggetti a ritenuta d’acconto del 20%. Sono obbligati: imprese, società, enti pubblici, professionisti con collaboratori, amministratori di condominio. I privati sono obbligati solo se hanno versato contributi INPS per il collaboratore.Entro quando deve essere rilasciata la CU 2026?La Certificazione Unica 2026 (redditi 2025) deve essere rilasciata entro il 16 marzo 2026 per i lavoratori autonomi, collaboratori e agenti. Entro la stessa data deve essere trasmessa telematicamente all’Agenzia delle Entrate. Le CU sintetiche (pensioni, rendite) hanno scadenza 31 marzo 2026.Un professionista in regime forfettario riceve la CU?No. I professionisti in regime forfettario non subiscono ritenute d’acconto, quindi il committente non deve rilasciare la Certificazione Unica. Il forfettario conserva solo le fatture emesse e dichiara i compensi incassati nel modello Redditi PF.Cosa fare se la CU contiene dati errati?Contattare immediatamente il committente e richiedere una CU sostitutiva (codice evento S). Il committente deve correggere l’errore, trasmettere la nuova CU all’Agenzia delle Entrate entro 5 giorni e consegnarla al percipiente. Se il committente non collabora, dichiarare l’importo corretto allegando la documentazione probante (fatture, bonifici).Quali sanzioni rischia chi non rilascia la CU?Il sostituto d’imposta che non rilascia la CU è soggetto a una sanzione da 258 a 2.065 euro per ogni CU omessa. Se l’omissione riguarda oltre 50 certificazioni, la sanzione può arrivare fino a 51.645 euro. Con il ravvedimento operoso entro 90 giorni la sanzione si riduce a 25,80 euro.Come si usano le ritenute della CU nella dichiarazione dei redditi?Le ritenute d’acconto certificate dalla CU (punto 2) vanno indicate nel quadro RN del modello Redditi PF o nei righi dedicati del 730. Costituiscono un credito d’imposta che riduce l’IRPEF dovuta. Se le ritenute superano l’imposta, si ottiene un rimborso o un credito da utilizzare in compensazione.Hai Bisogno di Assistenza per la Dichiarazione dei Redditi?Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la compilazione della dichiarazione dei redditi, la verifica della Certificazione Unica e la gestione delle ritenute d’acconto per lavoratori autonomi e collaboratori.Contattaci su WhatsAppOppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattatoIl tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640ARTICOLI CORRELATICAF, RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA Detrazione Edilizia Pluriennale: Quando la Prima Rata Omessa si Perde o si Recupera Hai sostenuto spese per la ristrutturazione della tua casa nel 2025 e hai diritto alla detrazione fiscale del 50% (36% se l'immobile non è la tua abitazione principale), ma ti sei accorto di non aver inserito la prima rata nel modello 730/2026.… https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/03/detrazioni-fiscali-per-ristrutturazione-edilizia.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-13 16:00:002026-10-07 17:38:15Detrazione Edilizia Pluriennale: Quando la Prima Rata Omessa si Perde o si RecuperaCAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI Chiusura Partita IVA a Udine: Quando e Come Farla Chiudere la partita IVA è una decisione importante che richiede attenzione ai tempi, ai costi e alle procedure burocratiche. 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È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰 Pubblicato su Google paolino servidio 03/09/2026 Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio. Pubblicato su Google Lady 01/09/2026 Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie Pubblicato su Google Giulia Guida 25/08/2026 Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti. Pubblicato su Google Paola Zilli 07/08/2026 Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia. Pubblicato su Google Jacqueline B. 06/08/2026 Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza! Pubblicato su Google Maura Masutto 06/08/2026 Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi! Pubblicato su Google Issam Elhefnawi 31/07/2026 Molto gentile Pubblicato su Google Sibongile Moyana 30/07/2026 Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità. Pubblicato su Google Sabrina Cirina 23/07/2026 Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison Leggi tutte le recensioni del nostro CAF Centro FiscaleAprile 7, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/Cu-e-770.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-07 13:27:492026-05-31 16:17:59Certificazione Unica Lavoratori Autonomi e Provvigioni 2026: Guida Completa
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