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Tag Archivio per: imposta sostitutiva CPB

CAF, PARTITA IVA

Sanatoria Partite IVA 2026: Emendamento per Riaprire il Ravvedimento CPB

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Una nuova sanatoria per le partite IVA torna al centro del dibattito parlamentare. Un emendamento presentato in sede di conversione di uno dei decreti fiscali in discussione punta a riaprire i termini del ravvedimento speciale collegato al Concordato Preventivo Biennale (CPB), dando una seconda possibilità ai contribuenti che non hanno aderito entro la scadenza ordinaria del 16 marzo 2026 oppure che hanno aderito ma non hanno versato per intero la prima rata. L’obiettivo politico dichiarato è duplice: sanare le annualità d’imposta dal 2018 al 2022 per i soggetti ISA che decidono di entrare nel CPB 2024-2025, e al tempo stesso fare cassa con un’imposta sostitutiva ridotta rispetto alla tassazione ordinaria.

In questa guida operativa il CAF Centro Fiscale di Udine spiega in modo chiaro che cos’è il ravvedimento speciale CPB, perché si parla di “riapertura”, chi può accedervi, come si calcola l’imposta sostitutiva, quali sono le aliquote previste, come si compila il modello F24 e quali sono le possibili nuove scadenze ipotizzate dall’emendamento. Trovi anche esempi pratici di calcolo, una tabella riepilogativa per voto ISA e una FAQ con le risposte ai dubbi più frequenti dei contribuenti che ci contattano allo sportello.

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Indice dei contenuti

  1. Cos’è il ravvedimento speciale CPB e perché si parla di sanatoria
  2. L’emendamento di riapertura: contenuti e iter parlamentare
  3. Chi può aderire alla sanatoria delle partite IVA
  4. Annualità coperte e cause ostative
  5. Aliquote dell’imposta sostitutiva in base al voto ISA
  6. Come si calcola la base imponibile del ravvedimento
  7. Esempio pratico di calcolo per un professionista
  8. Scadenze di versamento e rateazione F24
  9. Codici tributo F24 e modalità di compilazione
  10. Vantaggi, rischi e convenienza del ravvedimento speciale
  11. Gli errori più comuni da evitare
  12. Assistenza del CAF Centro Fiscale di Udine
  13. Domande frequenti

Cos’è il ravvedimento speciale CPB e perché si parla di sanatoria

Il ravvedimento speciale CPB è una misura fiscale introdotta dall’articolo 2-quater del Decreto Legge 9 agosto 2024 n. 113 (il cosiddetto “Decreto Omnibus”, convertito con modificazioni dalla Legge 7 ottobre 2024 n. 143). Si tratta, in sostanza, di una sanatoria riservata alle partite IVA che applicano gli Indici Sintetici di Affidabilità fiscale (ISA) e che decidono di aderire al Concordato Preventivo Biennale 2024-2025.

In parole semplici: chi aderisce al CPB può “chiudere i conti” con il Fisco per le annualità precedenti pagando un’imposta sostitutiva una tantum sul reddito d’impresa o di lavoro autonomo e sul valore della produzione netta IRAP. In cambio, ottiene una protezione dagli accertamenti fiscali per le annualità sanate, con alcune importanti eccezioni che vedremo più avanti.

La norma ha avuto un’accoglienza inferiore alle aspettative del Governo. Per questo motivo, già una prima riapertura era stata disposta con il Decreto Legge 19 ottobre 2024 n. 155 (Decreto Fiscale collegato alla Manovra 2025), che aveva spostato il termine per aderire e pagare la prima rata. Oggi, a maggio 2026, si discute di una seconda finestra di adesione, perché molti contribuenti — anche per scarsa informazione o per timore di pagare troppo — hanno lasciato passare le precedenti scadenze.

L’emendamento di riapertura: contenuti e iter parlamentare

L’emendamento per la riapertura del ravvedimento CPB nasce dall’esigenza di rispondere a tre problemi concreti emersi nei primi mesi del 2026:

  • Adesioni inferiori al previsto: molte partite IVA non hanno aderito al CPB 2024-2025 entro il 31 ottobre 2024 e di conseguenza non hanno potuto attivare nemmeno il ravvedimento speciale.
  • Calcoli complessi sul reddito storico: la base imponibile del ravvedimento dipende dai redditi ISA degli anni precedenti, e molti contribuenti si sono trovati a dover rifare i conti a ridosso della scadenza.
  • Decadenze formali: alcuni soggetti che avevano aderito hanno saltato il versamento della prima rata del 31 marzo 2025, decadendo automaticamente dal beneficio.

L’emendamento, nelle versioni rese note dagli organi di stampa specializzata, prevede in linea di massima quattro misure:

  1. Una nuova finestra temporale per aderire al ravvedimento speciale CPB, ipotizzata a cavallo della seconda metà del 2026.
  2. La possibilità di riammettere chi è decaduto dal beneficio per omesso versamento della prima rata, dietro pagamento di una piccola maggiorazione.
  3. La conferma del meccanismo di calcolo dell’imposta sostitutiva basato sul voto ISA e sul reddito storico, senza modifiche sostanziali alle aliquote.
  4. L’estensione del ravvedimento speciale ai contribuenti in regime forfettario che hanno aderito al CPB sperimentale 2024 (oggi limitato all’annualità 2024 per i forfettari).

L’iter è ancora in corso. Per questo motivo invitiamo i contribuenti a non assumere decisioni definitive sulla base delle bozze in discussione, ma ad attendere la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del testo definitivo. Nel frattempo, è utile prepararsi raccogliendo la documentazione necessaria e simulando il costo dell’eventuale adesione.

Chi può aderire alla sanatoria delle partite IVA

La sanatoria partite IVA tramite ravvedimento CPB non è aperta a tutti: il legislatore l’ha riservata a una platea ben precisa. Possono aderire i contribuenti che, contemporaneamente, soddisfano le seguenti condizioni:

  • Sono soggetti ISA (cioè applicano gli Indici Sintetici di Affidabilità nelle dichiarazioni dei redditi).
  • Hanno aderito (o aderiranno, se passa la riapertura) al Concordato Preventivo Biennale per le annualità 2024-2025.
  • Non hanno cause di esclusione automatica (ad esempio, condanne per determinati reati tributari nei dieci anni precedenti).

Cosa significa essere “soggetti ISA”

Gli Indici Sintetici di Affidabilità fiscale (ISA) sono lo strumento con cui l’Agenzia delle Entrate misura il grado di “affidabilità fiscale” di imprese e lavoratori autonomi. Ogni anno, in dichiarazione dei redditi, il contribuente ISA riceve un voto da 1 a 10: più alto è il voto, più premiale è il trattamento fiscale (in termini, ad esempio, di esoneri da visto di conformità o di riduzione dei termini di accertamento). Sono soggetti ISA gli esercenti attività d’impresa o di lavoro autonomo con ricavi o compensi fino a 5.164.569 euro annui, con esclusione dei forfettari (per i quali esiste un CPB specifico e semplificato).

Chi resta escluso anche dopo la riapertura

Anche se l’emendamento dovesse passare, restano esclusi dalla sanatoria:

  • I contribuenti che non hanno presentato la dichiarazione dei redditi per una o più delle annualità da sanare (in questo caso si parla di omessa dichiarazione, fattispecie non rimediabile con il ravvedimento speciale).
  • Coloro che hanno ricevuto processi verbali di constatazione (PVC), schemi di atto di accertamento o atti impositivi per le annualità che si intenderebbero sanare e che non sono ancora stati definiti.
  • I soggetti con cause ostative di natura penale previste dal D.Lgs. 74/2000.

Annualità coperte e cause ostative

Il ravvedimento speciale CPB copre cinque annualità d’imposta: 2018, 2019, 2020, 2021 e 2022. Sono escluse le annualità 2023 e successive, che restano accertabili con le ordinarie regole del ravvedimento operoso o tramite gli istituti deflativi del contenzioso. Il senso dell’operazione è quello di consentire al contribuente che sceglie di “fare pace” con il Fisco aderendo al CPB di chiudere anche eventuali pendenze del passato pagando un’imposta proporzionalmente ridotta.

Sconto specifico per le annualità Covid

Per le annualità 2020 e 2021, che hanno risentito pesantemente della pandemia, la legge prevede una riduzione del 30% dell’imposta sostitutiva dovuta. Questo riconoscimento tiene conto del fatto che, in quegli anni, l’affidabilità fiscale misurata dagli ISA è stata influenzata dagli effetti economici del Covid-19 e dai correttivi straordinari approvati dal MEF.

Cause ostative che fanno decadere la protezione

Anche dopo il pagamento dell’imposta sostitutiva, la protezione dagli accertamenti non è assoluta: decade nei seguenti casi:

  • Decadenza dal Concordato Preventivo Biennale (ad esempio per omesso versamento dell’acconto CPB o per cessazione dell’attività).
  • Applicazione di misure cautelari personali o reali, oppure notifica di provvedimenti che comportano l’esercizio dell’azione penale per i reati tributari più gravi.
  • Mancato pagamento, anche parziale, delle rate del ravvedimento (per chi sceglie la rateazione).

Aliquote dell’imposta sostitutiva in base al voto ISA

Il cuore tecnico della sanatoria partite IVA è il meccanismo di calcolo dell’imposta sostitutiva, che varia in funzione del voto ISA ottenuto in ciascuna annualità da sanare. L’aliquota colpisce sia l’imposta sostitutiva sui redditi (IRPEF/IRES + addizionali) sia, separatamente, una sostitutiva sull’IRAP.

Aliquote sull’imposta sostitutiva dei redditi

Voto ISA dell’annualitàAliquota imposta sostitutiva redditi
ISA pari a 1010%
ISA da 8 a meno di 1012%
ISA inferiore a 815%

Aliquote sull’imposta sostitutiva IRAP

Voto ISA dell’annualitàAliquota imposta sostitutiva IRAP
ISA pari a 103,9%
ISA da 8 a meno di 103,9%
ISA inferiore a 83,9%

L’aliquota IRAP è dunque fissa al 3,9%, indipendentemente dal voto ISA. La progressività del prelievo opera solo sulla parte “redditi”, che è anche quella che pesa di più sul costo complessivo della sanatoria.

Importo minimo dovuto

Per ciascuna delle annualità sanate, l’imposta sostitutiva sui redditi non può comunque essere inferiore a 1.000 euro, anche nel caso in cui il contribuente non abbia conseguito redditi imponibili o abbia chiuso in perdita. Questo importo minimo è una clausola di salvaguardia: serve a evitare adesioni “simboliche” con esborsi irrisori.

Come si calcola la base imponibile del ravvedimento

La base imponibile dell’imposta sostitutiva non coincide con il reddito d’impresa o di lavoro autonomo dichiarato nell’annualità: è un valore “incrementato” che dipende dal voto ISA. La logica è quella di chiedere un’imposta proporzionale all’incremento teorico del reddito che il Fisco avrebbe potuto contestare in sede di accertamento.

  • Per ISA 10: incremento del 5% del reddito dichiarato.
  • Per ISA 9: incremento del 10% del reddito dichiarato.
  • Per ISA 8: incremento del 20% del reddito dichiarato.
  • Per ISA 7: incremento del 30% del reddito dichiarato.
  • Per ISA 6: incremento del 40% del reddito dichiarato.
  • Per ISA inferiore a 6: incremento del 50% del reddito dichiarato.

Sull’incremento così determinato si applica l’aliquota dell’imposta sostitutiva sui redditi prevista per quel voto ISA (10%, 12% o 15%). Analogo meccanismo opera per l’IRAP, dove però la base imponibile di riferimento è il valore della produzione netta dichiarato in dichiarazione IRAP per l’annualità da sanare.

Esempio pratico di calcolo per un professionista

Immaginiamo il caso di Marco, ingegnere con partita IVA in regime ordinario semplificato. Marco è soggetto ISA, ha aderito al CPB 2024-2025 e vuole valutare la convenienza del ravvedimento speciale per l’annualità 2022. In quell’anno ha dichiarato:

  • Reddito di lavoro autonomo: 60.000 euro.
  • Voto ISA conseguito: 8,5.
  • IRAP: nessuna, in quanto privo di autonoma organizzazione.

Il calcolo del ravvedimento per il 2022 di Marco si svolge in tre passaggi:

  1. Incremento del reddito: con voto ISA 8,5, applicando il coefficiente di incremento previsto per la fascia ISA 8 (cioè 20%, essendo i coefficienti applicati per voto pieno arrotondato per difetto secondo la prassi operativa più diffusa) → 60.000 x 20% = 12.000 euro di base imponibile incrementale.
  2. Aliquota applicabile: 12% (fascia ISA 8-10) → 12.000 x 12% = 1.440 euro.
  3. Confronto con minimo: 1.440 euro è superiore al minimo di 1.000 euro, quindi è dovuta la cifra calcolata. Marco verserà 1.440 euro per sanare il 2022.

Se Marco decidesse di estendere la sanatoria a tutte e cinque le annualità (2018-2022) — supponendo redditi e voti ISA paragonabili — il costo complessivo si aggirerebbe attorno ai 6.000-8.000 euro. Una cifra significativa, ma da confrontare con il rischio (concreto, per soggetti ISA medio-bassi) di un accertamento ordinario che potrebbe ricostruire ricavi superiori e applicare aliquote IRPEF marginali fino al 43%, oltre a sanzioni dal 90% al 180% dell’imposta evasa.

Variante: l’annualità 2020 con sconto Covid

Se la stessa annualità 2020 avesse generato un’imposta sostitutiva di 1.440 euro, lo sconto Covid del 30% ridurrebbe l’importo a circa 1.008 euro. Tuttavia, scattando il minimo di 1.000 euro, il contribuente verserebbe comunque 1.008 euro (di fatto sopra soglia). Il minimo opera quindi come “pavimento” che limita l’effetto agevolativo dello sconto Covid sulle posizioni meno onerose.

Scadenze di versamento e rateazione F24

Il versamento dell’imposta sostitutiva può essere effettuato in un’unica soluzione oppure in rate mensili. La normativa originaria prevedeva un massimo di 24 rate mensili di pari importo, con applicazione di interessi al tasso legale e con prima rata a marzo 2025. Le riaperture successive — e quella oggi all’esame del Parlamento — riprogrammano le scadenze, ma mantengono la struttura del piano di ammortamento.

Il punto cruciale è che il mancato pagamento anche di una sola rata comporta la decadenza dalla sanatoria, con conseguente perdita della protezione dagli accertamenti per tutte le annualità sanate, salvo il riconoscimento del versato come acconto sulle imposte ordinariamente dovute. È quindi essenziale, prima di optare per il ravvedimento, valutare con realismo la propria sostenibilità finanziaria sui prossimi 24 mesi.

Possibile nuovo calendario con l’emendamento

Le bozze dell’emendamento ipotizzano un calendario di questo tipo (da confermare con il testo definitivo pubblicato in Gazzetta Ufficiale):

  • Nuova finestra di adesione: aperta nella seconda metà del 2026 (i tempi precisi dipendono dalla data di pubblicazione della legge di conversione del decreto in cui l’emendamento si innesta).
  • Prima rata o pagamento unico: collocato in prossimità della chiusura della nuova finestra di adesione.
  • Rateazione: confermata la possibilità di rateizzare fino a 24 mesi.
  • Riammissione decaduti: per chi è decaduto, possibilità di rientrare versando le rate arretrate maggiorate di interessi e di una piccola sanzione “di rientro”.

Codici tributo F24 e modalità di compilazione

Il versamento avviene tramite modello F24 in modalità telematica (F24 web, Entratel/Fisconline o tramite intermediario abilitato). Per i versamenti del ravvedimento speciale CPB l’Agenzia delle Entrate ha istituito appositi codici tributo dedicati tramite specifica risoluzione pubblicata nell’autunno 2024. I codici tributo sono distinti per tipologia:

  • Un codice tributo dedicato all’imposta sostitutiva sui redditi e relative addizionali per i soggetti ISA che applicano l’art. 2-quater D.L. 113/2024.
  • Un codice tributo dedicato all’imposta sostitutiva IRAP per i medesimi soggetti.
  • Un codice tributo distinto per i contribuenti in regime forfettario che hanno aderito al CPB sperimentale 2024.

Nel modello F24 il contribuente deve indicare, per ciascun codice tributo, l’anno di riferimento dell’annualità sanata (es. 2018, 2019, 2020, 2021 o 2022) e, in caso di rateazione, il numero della rata e il numero totale delle rate (es. “0124” per la prima di 24 rate). È fondamentale prestare attenzione alla corretta indicazione dell’anno: errori nella compilazione possono determinare imputazioni sbagliate e generare avvisi bonari evitabili.

Compensazione con crediti d’imposta

L’imposta sostitutiva del ravvedimento speciale CPB è compensabile orizzontalmente in F24 con altri crediti d’imposta nel rispetto delle regole ordinarie sulle compensazioni (visto di conformità sopra i 5.000 euro per i crediti tributari, tetti di compensazione annuali, eventuali sospensioni per debiti iscritti a ruolo superiori a 100.000 euro). Per i contribuenti che hanno crediti IRPEF, IRES o IVA inutilizzati, la compensazione è una leva utile per ridurre l’esborso di cassa.

Vantaggi, rischi e convenienza del ravvedimento speciale

Prima di firmare l’adesione, occorre fare un bilancio onesto di pro e contro. Il ravvedimento speciale CPB non è una scelta neutra: ha un costo certo immediato (l’imposta sostitutiva) a fronte di un beneficio probabilistico (la riduzione del rischio di accertamento). Ecco una sintesi.

I principali vantaggi

  • Aliquote agevolate (10%, 12% o 15%) molto inferiori alle aliquote IRPEF marginali (fino al 43%) e alle addizionali regionali e comunali.
  • Sterilizzazione del rischio accertamento per le annualità sanate, salvo le cause ostative residuali.
  • Rateazione fino a 24 mesi, utile per chi non può sostenere l’esborso in un’unica soluzione.
  • Compensabilità in F24 con altri crediti d’imposta.
  • Effetto premiale sul rating fiscale: chi aderisce dimostra cooperazione con l’Amministrazione finanziaria, elemento utile in ottica di tax compliance pluriennale.

I rischi da considerare

  • Esborso certo anche in caso di posizione fiscale corretta: chi non ha nulla da temere paga comunque, e questo è il principale motivo di disaffezione verso lo strumento.
  • Decadenza per omesso versamento: la perdita anche di una sola rata azzera il beneficio per tutte le annualità.
  • Decadenza dal CPB: la sanatoria è legata all’adesione al Concordato Preventivo Biennale. Se il contribuente decade dal CPB, perde anche gli effetti del ravvedimento speciale.
  • Eccezioni alla protezione: l’accertamento resta possibile in caso di reati tributari gravi, frode fiscale, e in alcuni casi di reddito non dichiarato emerso da fonti esterne (es. indagini finanziarie).

Quando il ravvedimento conviene davvero

In termini molto pragmatici, il ravvedimento speciale CPB è particolarmente conveniente per:

  • Partite IVA con voti ISA medio-bassi (sotto 8) e redditi storici significativi, che hanno una probabilità di accertamento più elevata.
  • Contribuenti con annualità a rischio di prescrizione “imminente”: il ravvedimento “blinda” il passato.
  • Soggetti che vogliono pianificare il futuro fiscale ripartendo da un foglio pulito, magari in vista di un’operazione straordinaria (cessione d’azienda, ingresso di soci, accesso al credito bancario).

Al contrario, è meno conveniente per chi ha sempre dichiarato in modo trasparente, ha voti ISA elevati (9-10) e nessun elemento di rischio: in questi casi l’imposta sostitutiva diventa di fatto un “premio” pagato per un’assicurazione poco utile.

Gli errori più comuni da evitare

Nel primo anno di applicazione della norma abbiamo visto, presso lo sportello del CAF Centro Fiscale di Udine, ricorrere alcuni errori tipici. Eccoli, perché la riapertura non si trasformi in una nuova occasione persa.

  • Aderire senza simulare il costo: il calcolo dell’imposta sostitutiva, soprattutto su cinque annualità, richiede attenzione. Procedere senza una simulazione precisa rischia di portare a sorprese di cassa.
  • Confondere il ravvedimento speciale con il ravvedimento operoso ordinario: sono due istituti diversi. Il ravvedimento operoso ordinario sana errori specifici dichiarati spontaneamente; il ravvedimento speciale CPB è una sanatoria forfettaria che copre tutte le annualità incluse, indipendentemente dalla presenza di errori.
  • Saltare il versamento di una rata: come detto, fa decadere l’intera sanatoria. Impostare reminder e domiciliazioni bancarie è fondamentale.
  • Non valutare le cause ostative: aderire avendo già un PVC o un atto in corso significa, in concreto, pagare senza ottenere protezione su quegli atti.
  • Trascurare l’effetto sul CPB: la decadenza dal CPB (es. per omesso versamento dell’acconto annuale) compromette anche il ravvedimento. Tenere insieme i due adempimenti è la regola d’oro.

Assistenza del CAF Centro Fiscale di Udine

Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste le partite IVA del territorio nell’analisi della convenienza del ravvedimento speciale CPB, nella simulazione del costo per ogni annualità, nella compilazione dei modelli F24 e nella gestione delle rate. Offriamo:

  • Check-up preliminare gratuito della posizione ISA degli ultimi cinque anni.
  • Calcolo personalizzato dell’imposta sostitutiva con due scenari di pagamento (unica soluzione vs rateazione).
  • Predisposizione e invio telematico dei modelli F24.
  • Monitoraggio delle scadenze e dei pagamenti, con alert su eventuali rate in scadenza.
  • Consulenza integrata sul Concordato Preventivo Biennale 2024-2025 e sulle adesioni future.

Per fissare un appuntamento, è possibile contattare il CAF tramite il sito centrofiscale.com o chiamando i recapiti pubblicati. Per gli aspetti più tecnici legati alla disciplina, restiamo in attesa del testo definitivo dell’emendamento e ne pubblicheremo un aggiornamento dedicato non appena la legge sarà in Gazzetta Ufficiale.

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Domande frequenti sulla sanatoria partite IVA e il ravvedimento CPB

Posso aderire alla sanatoria senza essere nel Concordato Preventivo Biennale?

No. Il ravvedimento speciale CPB è strutturalmente collegato all’adesione al Concordato Preventivo Biennale 2024-2025: chi non aderisce al CPB non può accedere alla sanatoria. L’emendamento in discussione punta proprio a permettere a chi non aveva aderito al CPB di farlo ora, riaprendo entrambi i termini.

Quali annualità posso sanare con il ravvedimento speciale?

Le annualità d’imposta dal 2018 al 2022 incluse. Le annualità più recenti non rientrano nella sanatoria e devono essere gestite con gli ordinari istituti del ravvedimento operoso, dell’accertamento con adesione o degli altri strumenti deflativi del contenzioso.

Sono in regime forfettario: posso accedere alla sanatoria?

Il regime forfettario ha un proprio Concordato Preventivo Biennale sperimentale limitato al solo 2024 e una versione di ravvedimento speciale dedicata. L’emendamento in discussione potrebbe estenderne l’operatività o riaprirne i termini. Suggeriamo ai forfettari di valutare la propria posizione caso per caso con l’assistenza del CAF.

Cosa succede se salto una rata?

Il mancato pagamento, anche parziale, di una rata fa decadere la sanatoria su tutte le annualità incluse. Il versato resta acquisito a titolo di acconto sulle imposte ordinariamente dovute, ma il contribuente perde la protezione dagli accertamenti. Per questo è essenziale pianificare con cura la rateazione.

L’imposta sostitutiva è deducibile dal reddito?

No. L’imposta sostitutiva del ravvedimento speciale CPB non è deducibile né dal reddito d’impresa né dal reddito di lavoro autonomo. Si tratta di un costo “puro” che il contribuente sopporta in cambio della chiusura delle pendenze passate.

Se sono stato escluso dal CPB perché ho cessato l’attività, posso comunque sanare?

La cessazione dell’attività è una delle cause di decadenza dal CPB e, di conseguenza, dal ravvedimento speciale. In presenza di cessazione intervenuta dopo l’adesione, la posizione va valutata caso per caso, perché possono esserci profili di tutela dei versamenti già effettuati. Consigliamo di rivolgersi al CAF per un’analisi puntuale della situazione.

Aggiornamento: la pagina sarà aggiornata non appena il testo definitivo dell’emendamento sulla sanatoria delle partite IVA e del ravvedimento speciale CPB verrà pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Per non perdere gli aggiornamenti, iscriviti alla newsletter del CAF Centro Fiscale di Udine.

Maggio 27, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-27 13:10:272026-05-27 12:33:19Sanatoria Partite IVA 2026: Emendamento per Riaprire il Ravvedimento CPB

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