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Multa sul contante: si applica sempre la legge più favorevole?

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Chi riceve una multa per aver superato il limite all’uso del contante si chiede spesso se possa beneficiare di una normativa successiva più favorevole rispetto a quella in vigore al momento della violazione. La domanda non è teorica: negli ultimi anni il limite al contante è cambiato più volte, e questo ha aperto la strada a contenziosi su quale disciplina sanzionatoria debba essere effettivamente applicata. Un caso recente, arrivato fino in Cassazione, aiuta a fare chiarezza sul principio della legge più favorevole in materia di sanzioni antiriciclaggio legate ai trasferimenti di denaro contante.

Capire come funziona questo meccanismo è utile non solo per chi ha già ricevuto una contestazione, ma anche per chi vuole semplicemente conoscere i confini entro cui è consentito muovere denaro contante senza incorrere in sanzioni.

Indice dei contenuti

  1. Il limite all’uso del contante: la normativa attuale
  2. Come funzionano le sanzioni per violazione del limite
  3. Il principio della legge più favorevole (favor rei) nelle sanzioni amministrative
  4. Cosa cambia in pratica per chi ha ricevuto la multa
  5. Domande frequenti sulla multa per uso di contante

Il limite all’uso del contante: la normativa attuale

La disciplina che regola i trasferimenti di denaro contante tra soggetti privati è contenuta nel D.Lgs. 231/2007, il testo normativo antiriciclaggio che, tra le altre cose, fissa la soglia oltre la quale è vietato pagare o incassare in contanti. Dal 1° gennaio 2023 il limite all’uso del contante in Italia è stato fissato a 5.000 euro: per importi pari o superiori a tale soglia, il trasferimento di denaro deve avvenire tramite intermediari abilitati (banche, Poste, istituti di pagamento), pena l’applicazione di una sanzione amministrativa.

Nel corso degli ultimi anni la soglia è stata modificata più volte dal legislatore, passando da importi più bassi a importi più alti e viceversa, a seconda degli orientamenti di politica economica dei diversi governi che si sono succeduti. Proprio questa successione di norme nel tempo è all’origine della questione giuridica di cui si è occupata la Cassazione: quale regola si applica quando, tra il momento della violazione e il momento della decisione, la legge sul limite al contante è cambiata?

Come funzionano le sanzioni per violazione del limite

La violazione del limite all’uso del contante, disciplinata dall’articolo 49 del D.Lgs. 231/2007, comporta l’irrogazione di una sanzione amministrativa pecuniaria, il cui importo viene determinato caso per caso in base a diversi criteri: l’entità della somma trasferita irregolarmente, la eventuale reiterazione della condotta e le circostanze concrete dell’operazione contestata. Non si tratta quindi di un importo fisso uguale per tutti, ma di una sanzione modulata dall’autorità competente (in genere il Ministero dell’Economia e delle Finanze, tramite la Ragioneria Territoriale dello Stato).

Per rendere l’idea della portata che possono raggiungere queste sanzioni, nel caso esaminato di recente dalla Cassazione era stata contestata una sanzione di importo molto elevato, nell’ordine di oltre centomila euro, a fronte di movimentazioni di denaro contante per diversi milioni di euro avvenute senza il tramite di intermediari abilitati. Si tratta ovviamente di un caso limite, riferito a un’operazione di importo molto elevato, ma è utile per comprendere come il sistema sanzionatorio sia proporzionato all’entità della violazione. Come già evidenziato in altri approfondimenti sul tema delle multe a importi variabili, il legislatore tende sempre più spesso a costruire sistemi sanzionatori flessibili, capaci di adattarsi alla gravità della singola condotta.

Il principio della legge più favorevole (favor rei) nelle sanzioni amministrative

Qui entra in gioco il cuore della questione: si applica sempre la legge più favorevole anche alle sanzioni amministrative in materia di contante? La risposta, secondo l’orientamento consolidato, è tendenzialmente sì. Il D.Lgs. 231/2007, all’articolo 69 (introdotto dal D.Lgs. 90/2017), prevede infatti che, se dopo la violazione entra in vigore una normativa più favorevole al trasgressore, questa debba essere applicata dal giudice, anche senza che la parte interessata lo abbia espressamente richiesto. È il cosiddetto principio del favor rei, mutuato dal diritto penale ma esteso, con alcuni adattamenti, anche al sistema delle sanzioni amministrative in materia di antiriciclaggio.

Con la sentenza n. 15245/2026, depositata il 20 maggio, la Corte di Cassazione ha però precisato un aspetto fondamentale: non basta confrontare in astratto il minimo e il massimo edittale delle due norme (quella vigente al momento del fatto e quella sopravvenuta) per stabilire quale sia più favorevole. È necessaria una valutazione in concreto del regime sanzionatorio complessivamente più vantaggioso per il trasgressore, tenendo conto di tutti gli elementi del caso specifico. Su questa base, la Cassazione ha cassato la decisione della Corte d’appello, rinviando la causa per una nuova valutazione più puntuale.

Cosa cambia in pratica per chi ha ricevuto la multa

Per chi ha ricevuto una multa per uso di contante oltre soglia, questo orientamento della giurisprudenza rappresenta un’indicazione importante: non è sufficiente che sia intervenuta, nel frattempo, una legge che modifica i limiti o le sanzioni, ma occorre verificare in modo puntuale se il nuovo regime sia effettivamente più favorevole rispetto a quello applicato al momento dei fatti. Questo tipo di valutazione richiede un’analisi tecnica delle norme succedutesi nel tempo, che non sempre è agevole da compiere senza un supporto qualificato.

Va inoltre ricordato che, nelle operazioni di importo rilevante, possono essere coinvolti anche professionisti e intermediari tenuti a segnalare le violazioni riscontrate: un tema che, come approfondito nell’articolo sulle sanzioni al commercialista e il concorso di responsabilità, può avere risvolti anche per chi assiste privati e imprese nella gestione delle proprie posizioni fiscali e finanziarie.

Domande frequenti sulla multa per uso di contante

Qual è oggi il limite all’uso del contante in Italia?
Dal 1° gennaio 2023 il limite ai trasferimenti in contanti tra privati è fissato a 5.000 euro. Per importi pari o superiori a tale soglia, il pagamento deve avvenire tramite intermediari abilitati.

Cosa significa che si applica la legge più favorevole?
Significa che, se dopo la violazione entra in vigore una normativa più vantaggiosa per il trasgressore, questa deve essere applicata al posto di quella vigente al momento del fatto, anche senza una richiesta esplicita della parte.

Basta confrontare gli importi minimi e massimi delle sanzioni per capire quale legge è più favorevole?
No. Secondo la Cassazione occorre una valutazione in concreto del regime sanzionatorio complessivamente più favorevole, considerando tutte le circostanze del caso, non solo il confronto astratto tra i valori edittali.

Chi decide l’importo della sanzione per uso di contante oltre soglia?
La sanzione viene determinata dall’autorità competente in base alla gravità della violazione, all’importo trasferito e alle circostanze concrete dell’operazione contestata.

Cosa fare se si riceve una contestazione per violazione del limite al contante?
È opportuno verificare con attenzione la normativa applicabile al momento della violazione e quella eventualmente sopravvenuta, per valutare se sussistono i presupposti per invocare il principio della legge più favorevole.

Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

Settembre 7, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-07 18:00:002026-09-04 16:40:29Multa sul contante: si applica sempre la legge più favorevole?

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