NOTIZIESanzioni al commercialista: quando scatta il concorso e la proposta AIDC per limitarne la responsabilitàIl tema della responsabilità del commercialista nelle sanzioni tributarie è al centro di un vivace dibattito normativo e professionale. L’Associazione Italiana Dottori Commercialisti (AIDC) ha recentemente avanzato una proposta per riformare l’articolo 9-bis del D.Lgs. 472/97, con l’obiettivo di limitare il cosiddetto concorso nella violazione e tutelare meglio i professionisti che operano in buona fede. Ecco cosa prevede l’attuale disciplina e quali sono le modifiche suggerite.Indice dei contenutiQuando scatta il concorso nelle sanzioni tributarieL’articolo 9-bis del D.Lgs. 472/97: il quadro normativoLa proposta AIDC: limitare la responsabilità del professionistaCosa cambia nella pratica per commercialisti e clientiDomande frequenti (FAQ)Quando scatta il concorso nelle sanzioni tributarieNel diritto tributario italiano, il concorso nella violazione si verifica quando più soggetti partecipano alla commissione di un illecito fiscale. Ai sensi dell’articolo 9 del D.Lgs. 472/97, quando più persone concorrono in una violazione, ciascuna di esse soggiace alla sanzione prevista per tale violazione.Per il commercialista, il rischio concreto si pone ogni volta che redige una dichiarazione fiscale, predispone atti contabili o fornisce consulenza su operazioni che successivamente l’Amministrazione finanziaria contesta come irregolari. La domanda cruciale è: quando il professionista è davvero corresponsabile della violazione del suo cliente?L’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza hanno in passato esteso in modo significativo il perimetro del concorso, applicandolo anche a professionisti che avevano agito sulla base delle informazioni fornite dal cliente, senza consapevolezza dell’irregolarità sottostante. Questa interpretazione espansiva ha generato grande incertezza nella categoria dei dottori commercialisti ed esperti contabili. L’articolo 9-bis del D.Lgs. 472/97: il quadro normativoL’articolo 9-bis del D.Lgs. 472/97 è stato introdotto per disciplinare specificamente la responsabilità dei soggetti che prestano assistenza fiscale — tra cui commercialisti, consulenti tributari e CAF — nella commissione di violazioni tributarie da parte dei loro clienti.La norma stabilisce che il professionista risponde in solido con il contribuente solo quando ha consapevolmente partecipato alla violazione, ovvero quando ha agito con dolo o colpa grave. Tuttavia, nella prassi applicativa, la distinzione tra colpa lieve e colpa grave non è sempre netta, e questo crea margini di incertezza che espongono i professionisti a rischi sanzionatori anche in situazioni limite.Secondo l’attuale formulazione normativa, il confine tra semplice errore professionale e partecipazione colpevole alla violazione dipende da valutazioni caso per caso, spesso rimesse alla discrezionalità degli uffici fiscali o dei giudici tributari. Questo genera un contenzioso numeroso e costoso, sia per i professionisti che per l’Erario. La proposta AIDC: limitare la responsabilità del professionistaL’AIDC — Associazione Italiana Dottori Commercialisti — ha elaborato una proposta di modifica dell’articolo 9-bis volta a circoscrivere con maggiore precisione i casi in cui il professionista può essere ritenuto corresponsabile delle sanzioni del cliente.I punti cardine della proposta AIDC riguardano:Esclusione della responsabilità per colpa lieve: il professionista non dovrebbe rispondere quando ha agito sulla base delle informazioni ricevute dal cliente, salvo che vi sia dolo o colpa grave provata.Presunzione di buona fede: quando il professionista ha documentato per iscritto le istruzioni ricevute dal cliente e ha segnalato eventuali rischi fiscali, dovrebbe essere presunto in buona fede.Onere della prova a carico dell’Amministrazione: spetterebbe all’Agenzia delle Entrate dimostrare la consapevolezza del professionista nella violazione, non al contrario.Limiti alla responsabilità solidale: la solidarietà nella sanzione dovrebbe essere circoscritta ai casi in cui esista un nesso causale diretto e provato tra la condotta del professionista e la violazione commessa.La proposta si inserisce in un quadro più ampio di riforma del sistema sanzionatorio tributario avviato con il D.Lgs. 87/2024, che ha già introdotto importanti modifiche in materia di riduzioni e cause di non punibilità per le violazioni formali. Cosa cambia nella pratica per commercialisti e clientiSe la proposta AIDC venisse recepita dal legislatore, le conseguenze pratiche sarebbero significative per tutti gli attori del rapporto tributario.Per i commercialisti e consulenti fiscali, una definizione più precisa dei presupposti del concorso ridurrebbe il rischio di essere coinvolti in contenziosi tributari per errori commessi in buona fede o sulla base di documentazione inesatta fornita dal cliente. Questo consentirebbe ai professionisti di operare con maggiore serenità, limitando anche i costi delle polizze di responsabilità civile professionale.Per i contribuenti-clienti, la riforma potrebbe avere l’effetto opposto: la maggiore tutela del professionista renderebbe più chiaro che la responsabilità delle scelte fiscali resta principalmente in capo al contribuente stesso. Questo incentiva una maggiore trasparenza nel rapporto con il proprio consulente, con la necessità di fornire informazioni complete e accurate.Sul piano del contenzioso tributario, una norma più precisa ridurrebbe il numero di liti oggi originate dall’incertezza interpretativa sull’estensione del concorso, con benefici per la durata e il costo dei procedimenti sia in sede amministrativa che davanti alle Corti di Giustizia Tributaria.Va ricordato che, ad oggi, la proposta AIDC non ha ancora trovato traduzione in un disegno di legge formalmente presentato in Parlamento. Il dibattito è aperto e coinvolge anche gli Ordini dei Dottori Commercialisti, il Consiglio Nazionale dei Commercialisti (CNDCEC) e le associazioni di categoria. L’evoluzione normativa in questo ambito merita un attento monitoraggio da parte di tutti i professionisti del settore fiscale. Domande frequenti (FAQ) Il commercialista può essere multato per gli errori del cliente?Sì, in base all’attuale normativa (art. 9 e 9-bis D.Lgs. 472/97), il commercialista può rispondere in solido delle sanzioni tributarie del cliente se ha partecipato alla violazione con dolo o colpa grave. Non risponde per semplici errori commessi in buona fede sulla base delle informazioni ricevute.Cosa si intende per «concorso nella violazione» tributaria?Il concorso nella violazione tributaria si verifica quando più soggetti partecipano alla commissione dello stesso illecito fiscale. Ai sensi dell’art. 9 D.Lgs. 472/97, ciascun concorrente risponde della sanzione prevista per la violazione.La proposta AIDC è già legge?No. Si tratta di una proposta elaborata dall’Associazione Italiana Dottori Commercialisti (AIDC) per modificare l’art. 9-bis del D.Lgs. 472/97. Non è ancora stata tradotta in un disegno di legge né approvata dal Parlamento. Il dibattito è in corso.Come può tutelarsi il professionista nel rapporto con il cliente?Le buone pratiche suggerite dagli esperti includono: documentare per iscritto le istruzioni ricevute dal cliente, segnalare formalmente eventuali rischi fiscali prima di procedere, verificare la completezza della documentazione fornita e stipulare una polizza di responsabilità civile professionale adeguata.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Agosto 24, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-08-24 08:50:002026-08-24 08:01:48Sanzioni al commercialista: quando scatta il concorso e la proposta AIDC per limitarne la responsabilità