Menu
CAF Centro Fiscale
  • SERVIZI FISCALI
        • Modello ISEE
        • Dichiarazione dei Redditi Modello 730 / Redditi
        • Dichiarazione dei Redditi per le Criptovalute
        • Pratica ENEA
        • Contratti di Locazione
        • Dichiarazione di Successione
        • Calcolo IMU
        • Cessione del Credito per Ristrutturazione
        • Gestione COLF e Badanti
        • Partita Iva Regime Forfettario
        • Modello 770 e Certificazioni Uniche
  • PATRONATO
        • NASPI / Disoccupazione
        • Richiesta NASpI Anticipata
        • Disoccupazione Agricola
        • Dimissioni Online
        • Elenco bonus Maternità INPS
          • Bonus Asilo Nido
        • Calcolo Pensione
        • Riscatto Anni Laurea: Agevolato e Ordinario
        • Invalidità Civile / Handicap (Legge 104) 
  • COLF E BADANTI
  • PARTITA IVA
        • Partita Iva Regime Forfettario
        • Gestione Partita IVA ordinaria
        • Gestione completa Partita IVA Agricola
  • BLOG
        • CAF – NOTIZIE FISCALI
        • PATRONATO
        • PARTITA IVA
        • NOTIZIE
  • Menu Menu
CAF Centro Fiscale

Tag Archivio per: fatturazione clienti esteri

PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

Partita IVA Sviluppatore e Programmatore 2026: Regime Forfettario, ATECO e Fatturazione Clienti Esteri

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Codice ATECO sviluppatore 2026: 62.01.00 e alternative

Il codice ATECO è la classificazione statistica dell’attività economica: serve all’Agenzia delle Entrate e all’INPS per inquadrare la tua attività e applicare la giusta tassazione. Per uno sviluppatore freelance la scelta è cruciale, perché determina il coefficiente di redditività nel forfettario (67% o 78%), e quindi quante tasse pagherai.

Il codice principale per chi scrive codice e produce software su commessa è il 62.01.00 – Produzione di software non connesso all’edizione. È quello scelto dalla maggior parte dei developer freelance, perché copre lo sviluppo di applicazioni, software gestionali, app mobile, siti web personalizzati, micro-servizi, librerie, plugin.

Codice ATECODescrizioneCoefficiente forfettario
62.01.00Produzione di software non connesso all’edizione67%
62.02.00Consulenza nel settore delle tecnologie dell’informatica78%
62.03.00Gestione di strutture e apparecchiature informatiche hardware – housing67%
62.09.09Altre attività dei servizi connessi alle tecnologie dell’informatica67%
63.11.30Hosting e fornitura di servizi applicativi (ASP)67%

62.01.00 vs 62.02.00: quale scegliere?

La differenza pratica è sostanziale, perché impatta direttamente sulle tasse pagate.

  • 62.01.00 (produzione di software): coefficiente di redditività 67%. Significa che il fisco considera reddito imponibile il 67% di quanto fatturi (il restante 33% è “spesa forfettaria” detratta in automatico). È il codice giusto se sviluppi software, app, siti, codice per i clienti.
  • 62.02.00 (consulenza informatica): coefficiente 78%. Significa imponibile più alto e quindi più tasse. È il codice corretto se la tua attività prevalente è consulenza, advisory, formazione tecnica e non lo sviluppo diretto di codice.

In dubbio? La maggior parte dei freelance sceglie il 62.01.00: anche se fai consulenza tecnica, finché il prodotto finale è codice o software questo è il codice corretto. La consulenza pura (62.02.00) si applica a chi vende solo expertise, audit di codice altrui, formazione, advisory strategico senza scrivere codice in prima persona.

Attenzione: il codice ATECO si può cambiare in seguito, ma comporta pratiche e variazioni di inquadramento. Meglio scegliere bene fin da subito. Se hai dubbi, contatta il CAF Centro Fiscale prima dell’apertura.

★ Scelta in evidenza · Sponsor

Qonto: il conto business per Partita IVA

Tra le opzioni piu complete sul mercato per liberi professionisti e PMI: IBAN italiano, fatturazione elettronica integrata, supporto in italiano e categorizzazione automatica delle spese.

  • ✓ Apertura 100% online in 10 minuti
  • ✓ Da 9 euro al mese – Prova gratuita disponibile
  • ✓ IBAN italiano (utile per F24 e Agenzia Entrate)
  • ✓ Integrazione con Fatture in Cloud, Aruba e altri software
Visita Qonto e prova gratis →

Link affiliato: aprendo il conto tramite questo link, il CAF puo ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per te.

Regime forfettario per programmatori: limiti, aliquote e coefficiente

Il regime forfettario è la scelta naturale per chi inizia, e nel 2026 conviene praticamente sempre fino a quando si resta sotto la soglia di 85.000 euro di ricavi annui. È un regime fiscale agevolato che sostituisce IRPEF, IRAP, addizionali regionali e comunali con un’unica imposta sostitutiva.

Aliquote forfettario 2026

  • 5%: per i primi 5 anni di attività, se è la tua prima partita IVA e rispetti i requisiti delle “nuove attività” (non hai esercitato attività analoga nei 3 anni precedenti, non sei mero prosecutore di attività di altro soggetto)
  • 15%: aliquota standard, dal sesto anno in poi oppure subito se non rispetti i requisiti per il 5%

Come si calcola il reddito imponibile

Il forfettario non considera le tue spese reali (computer, abbonamenti SaaS, formazione, server cloud): applica un coefficiente di redditività forfettario. Per uno sviluppatore con ATECO 62.01.00 il coefficiente è 67%:

Reddito imponibile = Fatturato × 67%
Imposta = Reddito imponibile × 5% (o 15%)

Esempio pratico: Marco fattura 40.000€ in un anno con ATECO 62.01.00.

  • Reddito imponibile: 40.000 × 67% = 26.800 €
  • Imposta sostitutiva (5%): 26.800 × 5% = 1.340 €
  • Imposta sostitutiva (15%): 26.800 × 15% = 4.020 €

Requisiti per restare in forfettario

  • Ricavi annui non superiori a 85.000 € (oltre 100.000 € si esce subito; tra 85.001 e 100.000 € si esce dall’anno successivo)
  • Spese per collaboratori e dipendenti non superiori a 20.000 € lordi annui
  • Non possesso di partecipazioni di controllo in società/SRL che svolgono attività riconducibili a quella in forfettario
  • Redditi da lavoro dipendente o pensione dell’anno precedente non superiori a 30.000 € (esclusa cessazione)

Gestione Separata INPS: aliquote 2026 e calcolo

Lo sviluppatore non ha una cassa previdenziale dedicata (come ENPACL per consulenti del lavoro o INARCASSA per architetti): versa quindi alla Gestione Separata INPS, la cassa per i lavoratori autonomi senza cassa di categoria.

Aliquote Gestione Separata 2026

  • 26,07% per lavoratori autonomi esclusivi (non iscritti ad altra forma previdenziale obbligatoria)
  • 24% per chi è iscritto ad altra forma previdenziale (es. lavoratore dipendente che apre partita IVA, pensionato)

I contributi si applicano sul reddito imponibile (cioè 67% del fatturato per ATECO 62.01.00, lo stesso usato per l’imposta).

Riprendendo l’esempio di Marco (40.000€ fatturati):

  • Imponibile previdenziale: 26.800 €
  • Contributi INPS Gestione Separata (26,07%): 6.987 €
  • Se è anche dipendente, scende a 24%: 6.432 €

Aprire la partita IVA come sviluppatore o programmatore nel 2026 è una scelta sempre più frequente: la professione tech è tra le più richieste al mondo, il lavoro remoto permette di collaborare con clienti italiani, europei e americani, e il regime forfettario offre vantaggi fiscali concreti per chi inizia. Tuttavia, per un developer freelance le insidie non mancano: scelta del codice ATECO corretto, fatturazione internazionale con reverse charge, registrazione VIES, gestione dei pagamenti via PayPal o Wise, dichiarazione dei compensi da Upwork o Fiverr, e tassazione internazionale per chi vive da nomade digitale.

In questa guida completa 2026 vedremo, passo dopo passo, come aprire la partita IVA da programmatore, quale codice ATECO scegliere tra il 62.01.00 e gli altri della famiglia 62, come funziona il forfettario al 67% o 78%, quanto costa la Gestione Separata INPS, come si fattura un cliente in Germania, negli USA o un cliente privato extra-UE, e come gestire le piattaforme freelance internazionali. Troverai esempi pratici di calcolo tasse per fatturati di 35.000, 55.000 e 80.000 euro, oltre alle FAQ più frequenti dei nostri clienti tech a Udine.

Hai bisogno di assistenza per aprire la partita IVA da sviluppatore? Il CAF Centro Fiscale di Udine ti segue passo dopo passo: scelta del codice ATECO, apertura, registrazione VIES, fatturazione clienti esteri e gestione contabile. Prenota un appuntamento o chiamaci al 0432 1638640.

Indice dei contenuti

  1. Profilo sviluppatore: chi può aprire partita IVA
  2. Codice ATECO sviluppatore 2026: 62.01.00 e alternative
  3. Regime forfettario per programmatori: limiti, aliquote e coefficiente
  4. Gestione Separata INPS: aliquote 2026 e calcolo
  5. Fatturazione clienti esteri: la guida operativa
  6. Identificativo VIES, esterometro e Intrastat
  7. Upwork, Fiverr e Toptal: come fatturare
  8. Pagamenti internazionali: bonifico SEPA, Wise, PayPal
  9. Cambio valuta: fatturare in USD, GBP, CHF
  10. Diritti d’autore sul software e licenze
  11. Smart working e residenza fiscale: regola dei 183 giorni
  12. Tariffe sviluppatori 2026: junior, senior, lead
  13. Contratti tipo: time & material vs progetto
  14. Esempi pratici di calcolo tasse
  15. Errori comuni dei dev freelance e come evitarli
  16. Documenti e procedura per aprire la partita IVA
  17. Perché affidarsi al CAF Centro Fiscale di Udine
  18. FAQ partita IVA sviluppatore 2026

Profilo sviluppatore: chi può aprire partita IVA

La partita IVA da sviluppatore non è riservata a una specifica figura professionale: rientrano tutti i profili tech che producono software, codice, applicazioni o servizi digitali a fronte di un compenso. Diversamente da avvocati, medici o ingegneri, lo sviluppatore non è una professione regolamentata: non serve laurea, non c’è un albo, non esistono cassa previdenziale dedicata né esami di Stato. Chiunque abbia le competenze tecniche può aprire una partita IVA tech.

I profili più diffusi che apriamo presso il CAF Centro Fiscale sono:

  • Sviluppatore software generico: realizza programmi, gestionali, software desktop su commessa
  • Programmatore web full-stack: gestisce sia frontend (React, Vue, Angular) sia backend (Node.js, Python, PHP)
  • Backend developer: API REST, microservizi, database, architetture cloud
  • Frontend developer: interfacce utente, single page application, UI/UX in codice
  • Mobile developer: app iOS (Swift), Android (Kotlin), cross-platform (Flutter, React Native)
  • DevOps engineer: CI/CD, infrastrutture cloud (AWS, Azure, GCP), Kubernetes, automazione
  • Data engineer / ML engineer: pipeline dati, machine learning, intelligenza artificiale applicata
  • QA / test engineer: test automation, quality assurance, sviluppo test in codice

Cosa serve davvero per iniziare

Sul piano burocratico non servono titoli: nessuna laurea in informatica, nessun esame, nessuna iscrizione a ordini professionali. Sul piano pratico, invece, contano enormemente le competenze tecniche dimostrabili. I clienti, soprattutto esteri, valutano il portfolio e la reputazione, non i titoli.

  • Profilo GitHub attivo: con repository pubblici, contributi a progetti open source, README curati
  • Portfolio personale: sito web con casi studio, progetti realizzati, demo live
  • LinkedIn aggiornato: con esperienze, certificazioni cloud (AWS Certified, Azure, GCP) e raccomandazioni
  • Profilo Stack Overflow (utile ma non indispensabile): risposte tecniche e reputazione
  • Conoscenza della lingua inglese: requisito di fatto per lavorare con clienti esteri o piattaforme internazionali

Codice ATECO sviluppatore 2026: 62.01.00 e alternative

Il codice ATECO è la classificazione statistica dell’attività economica: serve all’Agenzia delle Entrate e all’INPS per inquadrare la tua attività e applicare la giusta tassazione. Per uno sviluppatore freelance la scelta è cruciale, perché determina il coefficiente di redditività nel forfettario (67% o 78%), e quindi quante tasse pagherai.

Il codice principale per chi scrive codice e produce software su commessa è il 62.01.00 – Produzione di software non connesso all’edizione. È quello scelto dalla maggior parte dei developer freelance, perché copre lo sviluppo di applicazioni, software gestionali, app mobile, siti web personalizzati, micro-servizi, librerie, plugin.

Codice ATECODescrizioneCoefficiente forfettario
62.01.00Produzione di software non connesso all’edizione67%
62.02.00Consulenza nel settore delle tecnologie dell’informatica78%
62.03.00Gestione di strutture e apparecchiature informatiche hardware – housing67%
62.09.09Altre attività dei servizi connessi alle tecnologie dell’informatica67%
63.11.30Hosting e fornitura di servizi applicativi (ASP)67%

62.01.00 vs 62.02.00: quale scegliere?

La differenza pratica è sostanziale, perché impatta direttamente sulle tasse pagate.

  • 62.01.00 (produzione di software): coefficiente di redditività 67%. Significa che il fisco considera reddito imponibile il 67% di quanto fatturi (il restante 33% è “spesa forfettaria” detratta in automatico). È il codice giusto se sviluppi software, app, siti, codice per i clienti.
  • 62.02.00 (consulenza informatica): coefficiente 78%. Significa imponibile più alto e quindi più tasse. È il codice corretto se la tua attività prevalente è consulenza, advisory, formazione tecnica e non lo sviluppo diretto di codice.

In dubbio? La maggior parte dei freelance sceglie il 62.01.00: anche se fai consulenza tecnica, finché il prodotto finale è codice o software questo è il codice corretto. La consulenza pura (62.02.00) si applica a chi vende solo expertise, audit di codice altrui, formazione, advisory strategico senza scrivere codice in prima persona.

Attenzione: il codice ATECO si può cambiare in seguito, ma comporta pratiche e variazioni di inquadramento. Meglio scegliere bene fin da subito. Se hai dubbi, contatta il CAF Centro Fiscale prima dell’apertura.

Regime forfettario per programmatori: limiti, aliquote e coefficiente

Il regime forfettario è la scelta naturale per chi inizia, e nel 2026 conviene praticamente sempre fino a quando si resta sotto la soglia di 85.000 euro di ricavi annui. È un regime fiscale agevolato che sostituisce IRPEF, IRAP, addizionali regionali e comunali con un’unica imposta sostitutiva.

Aliquote forfettario 2026

  • 5%: per i primi 5 anni di attività, se è la tua prima partita IVA e rispetti i requisiti delle “nuove attività” (non hai esercitato attività analoga nei 3 anni precedenti, non sei mero prosecutore di attività di altro soggetto)
  • 15%: aliquota standard, dal sesto anno in poi oppure subito se non rispetti i requisiti per il 5%

Come si calcola il reddito imponibile

Il forfettario non considera le tue spese reali (computer, abbonamenti SaaS, formazione, server cloud): applica un coefficiente di redditività forfettario. Per uno sviluppatore con ATECO 62.01.00 il coefficiente è 67%:

Reddito imponibile = Fatturato × 67%
Imposta = Reddito imponibile × 5% (o 15%)

Esempio pratico: Marco fattura 40.000€ in un anno con ATECO 62.01.00.

  • Reddito imponibile: 40.000 × 67% = 26.800 €
  • Imposta sostitutiva (5%): 26.800 × 5% = 1.340 €
  • Imposta sostitutiva (15%): 26.800 × 15% = 4.020 €

Requisiti per restare in forfettario

  • Ricavi annui non superiori a 85.000 € (oltre 100.000 € si esce subito; tra 85.001 e 100.000 € si esce dall’anno successivo)
  • Spese per collaboratori e dipendenti non superiori a 20.000 € lordi annui
  • Non possesso di partecipazioni di controllo in società/SRL che svolgono attività riconducibili a quella in forfettario
  • Redditi da lavoro dipendente o pensione dell’anno precedente non superiori a 30.000 € (esclusa cessazione)

Gestione Separata INPS: aliquote 2026 e calcolo

Lo sviluppatore non ha una cassa previdenziale dedicata (come ENPACL per consulenti del lavoro o INARCASSA per architetti): versa quindi alla Gestione Separata INPS, la cassa per i lavoratori autonomi senza cassa di categoria.

Aliquote Gestione Separata 2026

  • 26,07% per lavoratori autonomi esclusivi (non iscritti ad altra forma previdenziale obbligatoria)
  • 24% per chi è iscritto ad altra forma previdenziale (es. lavoratore dipendente che apre partita IVA, pensionato)

I contributi si applicano sul reddito imponibile (cioè 67% del fatturato per ATECO 62.01.00, lo stesso usato per l’imposta).

Riprendendo l’esempio di Marco (40.000€ fatturati):

  • Imponibile previdenziale: 26.800 €
  • Contributi INPS Gestione Separata (26,07%): 6.987 €
  • Se è anche dipendente, scende a 24%: 6.432 €

La rivalsa del 4% in fattura

Lo sviluppatore può addebitare in fattura, ai clienti italiani titolari di partita IVA, una rivalsa del 4% a titolo di contributo INPS. È una sorta di “ricarico” sul compenso che recupera parte dei contributi versati. Concorre però alla base imponibile, quindi va dichiarato come ricavo. Verso clienti esteri o privati italiani la rivalsa di solito non si applica.

Fatturazione clienti esteri: la guida operativa

Questo è il capitolo cruciale per qualunque sviluppatore freelance: lavorare con clienti esteri è la norma, ma la fatturazione internazionale segue regole IVA molto diverse a seconda di chi sia il cliente (azienda o privato) e dove si trovi (UE o extra-UE). Vediamo i quattro scenari principali, dei quali il forfettario semplifica alcuni aspetti ma non tutti.

1) Cliente UE B2B (es. azienda tedesca, francese, spagnola)

Il principio generale è il reverse charge: la fattura si emette senza IVA, perché l’imposta sarà assolta dal cliente nel suo Paese. In pratica:

  • Devi essere iscritto al VIES (vedi sezione successiva)
  • Devi avere il VAT number del cliente, valido nel database VIES europeo
  • Sulla fattura indichi: “Operazione non soggetta a IVA – art. 7-ter DPR 633/72 – inversione contabile” oppure “Reverse charge”
  • Imposta di bollo da 2 euro se l’importo supera 77,47 € (anche per fatture estere)
  • Devi presentare il modello Intrastat / esterometro (da gennaio 2025 confluito nella fattura elettronica con codice destinatario XXXXXXX)

Il forfettario emette comunque fattura elettronica via SDI con codice destinatario XXXXXXX per le operazioni con l’estero (Tipo Documento TD17, TD18 o TD19 a seconda del caso, oppure TD01 con natura N2.1 / N6.x).

2) Cliente UE B2C (privato europeo)

Quando vendi servizi digitali (software scaricabile, app, abbonamenti SaaS, formazione online, e-book) a un privato di un altro Paese UE, l’IVA si applica nel Paese del cliente. Per non doverti registrare in ogni singolo Paese UE, esiste il regime OSS – One Stop Shop: una procedura semplificata che ti permette di versare l’IVA estera tramite un unico portale italiano (Agenzia delle Entrate), che poi la redistribuisce ai vari Stati.

Attenzione: i forfettari italiani non applicano IVA italiana, ma se cedono servizi digitali a privati UE oltre la soglia di 10.000 € annui devono valutare l’iscrizione all’OSS o ai regimi locali. Sotto i 10.000 € si applica l’IVA del Paese del prestatore (cioè non si applica, in forfettario). È un punto delicato: in caso di dubbi, fatti seguire da un commercialista o dal CAF.

3) Cliente extra-UE B2B (es. azienda USA, UK, Svizzera)

Per le aziende fuori dall’Unione Europea (USA, Regno Unito post-Brexit, Svizzera, Canada, Australia), la fattura si emette senza IVA ai sensi dell’articolo 7-ter del DPR 633/72. Non esiste reverse charge UE perché il cliente è in un altro sistema fiscale: la prestazione è semplicemente fuori campo IVA italiana.

  • Fattura elettronica via SDI con codice destinatario XXXXXXX
  • Indicazione: “Operazione non soggetta – art. 7-ter DPR 633/72”
  • Non serve VIES (riguarda solo l’UE)
  • Non serve Intrastat (riguarda solo l’UE)
  • Imposta di bollo 2 euro se importo > 77,47 €
  • Non serve VAT number USA o EIN, ma è buona prassi richiederlo per la propria documentazione

4) Cliente extra-UE B2C (privato extra-UE)

Per privati extra-UE che acquistano servizi digitali, la regola generale è di fuori campo IVA (art. 7-septies, lett. f e g, DPR 633/72): la prestazione si considera resa fuori dal territorio UE. Il forfettario emette fattura senza IVA con la stessa annotazione.

Tipo clienteIVA in fatturaNormaVIES
Privato ItaliaNo (forfettario)Comma 67 L. 190/2014No
Azienda ItaliaNo (forfettario)Comma 67 L. 190/2014No
Azienda UENo (reverse charge)Art. 7-ter DPR 633/72Sì obbligatorio
Privato UEDipende (OSS oltre 10K€)Reg. UE 282/2011No
Azienda extra-UENo (fuori campo)Art. 7-ter DPR 633/72No
Privato extra-UENo (fuori campo)Art. 7-septies DPR 633/72No

Identificativo VIES, esterometro e Intrastat

Il VIES (VAT Information Exchange System) è il database europeo dei soggetti IVA abilitati alle operazioni intracomunitarie. Per fatturare in reverse charge a un’azienda UE, lo sviluppatore italiano deve essere iscritto e il cliente deve avere un VAT number valido VIES.

Come iscriversi al VIES

  • Si può chiedere contestualmente all’apertura della partita IVA, barrando l’apposita casella nel modello AA9/12 (per persone fisiche)
  • Oppure successivamente, tramite servizio online dell’Agenzia delle Entrate (sezione “VIES”)
  • L’iscrizione è operativa dopo controlli dell’Agenzia, normalmente entro 30 giorni
  • Si può verificare il proprio o l’altrui status su VIES VAT number validation

Esterometro 2026

Dal 2022 l’esterometro non è più una comunicazione separata: è confluito nella fattura elettronica. Quando emetti una fattura verso un cliente estero (UE o extra-UE), basta inviarla allo SdI con codice destinatario “XXXXXXX”: l’Agenzia delle Entrate recupera così i dati senza ulteriori adempimenti.

Per le fatture passive (acquisti dall’estero), invece, devi inviare un’autofattura elettronica con tipo documento TD17, TD18 o TD19 a seconda della natura dell’operazione.

Intrastat: serve ancora?

I modelli Intrastat (Intra 1-quater per i servizi prestati, Intra 2-quater per quelli ricevuti) sono ancora obbligatori per gli scambi intracomunitari, anche per i forfettari, sopra determinate soglie. Dal 2022 le soglie sono state alzate (50.000 € trimestrali per servizi), e per la maggior parte dei freelance non sussiste l’obbligo. In dubbio, il CAF Centro Fiscale ti aiuta a valutarlo caso per caso.

Upwork, Fiverr e Toptal: come fatturare

Lavorare tramite piattaforme di freelancing internazionali è la nuova normalità per molti developer. Ma chi è il “cliente” da fatturare? Dipende dalla piattaforma:

Upwork (USA)

Upwork agisce di fatto come marketplace e processore di pagamento. La piattaforma trattiene una commissione (variabile, tipicamente 5-10%) e ti accredita il netto. Ai fini fiscali italiani, il cliente è l’azienda Upwork Inc. con sede in California: emetti quindi una fattura “extra-UE B2B” con annotazione art. 7-ter DPR 633/72, fuori campo IVA. Le commissioni Upwork sono costi (rilevanti solo nel regime ordinario; nel forfettario non si scaricano).

Per quanto riguarda la ritenuta US (1099/W-8BEN): in qualità di residente fiscale italiano dovrai compilare il modulo W-8BEN per evitare la ritenuta del 30% sui pagamenti, sfruttando il trattato Italia-USA contro le doppie imposizioni.

Fiverr (Israele/USA)

Fiverr funziona similmente: i pagamenti sono gestiti dalla piattaforma e il cliente fiscale è Fiverr International Ltd (sede a Tel Aviv) o Fiverr Inc. (USA), a seconda del rapporto contrattuale. Anche qui, fattura extra-UE B2B, fuori campo IVA. La commissione del 20% di Fiverr non è scaricabile in forfettario.

Toptal (USA)

Su Toptal il rapporto è solitamente di lavoro a tariffa oraria, con pagamenti settimanali via Wise o bonifico. Il cliente è Toptal LLC (USA): fatturazione extra-UE B2B, art. 7-ter, fuori campo IVA. Toptal non trattiene commissioni dirette al freelancer (il margine è già nel prezzo verso il cliente finale).

Importante: tutti i compensi ricevuti tramite piattaforma vanno fatturati per il lordo, e poi le commissioni sono “spese” della piattaforma. Nel forfettario non incide praticamente nulla (il coefficiente del 67% copre le spese), ma il fatturato dichiarato deve essere il lordo, non il netto bonificato.

Pagamenti internazionali: bonifico SEPA, Wise, PayPal

Ricevere pagamenti dall’estero ha implicazioni pratiche: commissioni, cambio valuta, tracciabilità, antiriciclaggio. Vediamo gli strumenti più usati dai dev freelance.

  • Bonifico SEPA: gratuito o a basso costo entro l’UE per pagamenti in euro. Tempi 1-2 giorni lavorativi. Per importi extra-SEPA o non in euro le commissioni salgono significativamente.
  • Wise (ex TransferWise): tra le soluzioni più usate dai freelance. Permette di avere conti multivaluta (EUR, USD, GBP, CHF, AUD), ricevere pagamenti come “locali” (es. ACH USA) e cambiare valuta a tassi reali (mid-market) con commissioni minime. Esistono conto Personal e Wise Business: per uso professionale è consigliato il Business.
  • PayPal Business: utile per piccoli importi e pagamenti rapidi, ma le commissioni sono alte (tipicamente 4-5% sui pagamenti internazionali, oltre allo spread sul cambio). Da considerare solo se richiesto dal cliente.
  • Stripe Connect / payment links: utile se hai un sito o vendi prodotti digitali, meno per consulenza pura.
  • Revolut Business: alternativa a Wise con conti multivaluta e cambio favorevole. Commissioni applicate sopra soglia.

Tracciabilità e antiriciclaggio

I pagamenti devono sempre essere tracciabili: bonifico, accredito su conto, carta. Pagamenti in contanti sopra 5.000 € sono vietati (limite 2026). Conserva sempre la copia della fattura emessa e la ricevuta del pagamento (estratto conto bancario o report Wise/PayPal): in caso di accertamento sono fondamentali.

Conto Wise: dichiarazione nel quadro RW?

Se usi Wise con saldi superiori a 15.000 € in qualunque momento dell’anno (saldo massimo) o con giacenza media oltre 5.000 €, hai obblighi di monitoraggio fiscale: il conto Wise va indicato nel quadro RW della dichiarazione dei redditi (e potresti dover pagare l’IVAFE, l’imposta sui prodotti finanziari esteri). Stesso discorso per PayPal Business e Revolut UK. Il CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nella compilazione del quadro RW per redditi e attività estere.

Cambio valuta: fatturare in USD, GBP, CHF

Puoi tranquillamente fatturare in valuta estera (USD, GBP, CHF, AUD), ma la fattura deve riportare anche il controvalore in euro calcolato al cambio del giorno di emissione. La regola di riferimento è il cambio BCE del giorno (oppure il cambio del giorno della cessione o del pagamento, secondo i casi).

  • Sulla fattura indica importo in valuta + controvalore EUR + tasso applicato
  • Per il forfettario, conta l’importo in euro al momento dell’incasso ai fini della soglia 85.000 €
  • Eventuali differenze cambio tra fattura e incasso sono irrilevanti (forfettario “per cassa”)
  • Conserva il documento di cambio (estratto Wise, PayPal) per giustificare il tasso applicato

Diritti d’autore sul software e licenze

Il software è opera dell’ingegno tutelata dal diritto d’autore (Legge 633/1941, modificata anche dal D.Lgs. 518/1992 e dalla Riforma 2017). Per i lavoratori autonomi che cedono diritti d’autore, esiste un regime fiscale agevolato (art. 53, comma 2 lett. b, TUIR): il 25% del compenso non concorre alla base imponibile per chi ha meno di 35 anni (40% per chi ha 35 o più), una sorta di “deduzione forfettaria” a copertura dei costi.

Attenzione: i diritti d’autore non si applicano in forfettario

Per uno sviluppatore in regime forfettario, i compensi per cessione di codice e licenze software rientrano nel reddito d’impresa/lavoro autonomo e sono tassati con il forfettario “ordinario” (coefficiente 67% + 5%/15%). Il regime agevolato dei diritti d’autore (con la deduzione del 25% / 40%) si applica solo se il software è qualificabile come “opera dell’ingegno” ceduta a titolo di diritti d’autore fuori dall’esercizio dell’attività di impresa: caso raro per il developer che lavora full time come freelance.

Software open source: come fatturare?

Se sviluppi codice open source per un cliente (es. plugin GPL, libreria MIT, contributo a progetto Apache), il rapporto fiscale è identico a un software proprietario: emetti fattura per il servizio di sviluppo. La licenza open source riguarda la distribuzione, non il pagamento. Se invece ricevi donazioni per progetti open source, vanno valutate caso per caso (sponsorizzazione, donazione, contributo): in dubbio, chiedi al CAF.

Software proprietario: cessione di codice o licenza?

Vendere a un cliente “il software” può significare due cose diverse:

  • Cessione di codice sorgente con tutti i diritti: il cliente diventa proprietario e può modificarlo. Fattura per “sviluppo software su misura”
  • Concessione di licenza d’uso: tu mantieni la proprietà del codice, il cliente lo usa. Fattura per “licenza d’uso software” o “abbonamento SaaS”

Sul piano IVA il regime è simile (servizi digitali), ma sul piano contrattuale è importante essere chiari nel contratto e nella descrizione fattura: questo influenza eventuali dispute e la titolarità del prodotto.

Smart working e residenza fiscale: regola dei 183 giorni

Sempre più developer italiani lavorano da nomadi digitali: 3 mesi a Lisbona, 4 a Bali, 2 a Berlino. La domanda fiscale è: dove si pagano le tasse? La risposta dipende dalla residenza fiscale, che secondo l’art. 2 TUIR si determina con criteri precisi.

Quando sei fiscalmente residente in Italia

Sei residente fiscale in Italia se per la maggior parte dell’anno (più di 183 giorni, anche non consecutivi) sussiste anche solo una di queste condizioni:

  • Sei iscritto all’anagrafe della popolazione residente in Italia
  • Hai il domicilio in Italia (centro principale degli affari e interessi)
  • Hai la residenza in Italia (dimora abituale)
  • Sei fisicamente presente sul territorio italiano per più di 183 giorni (criterio aggiunto dalla riforma 2024)

Se sei residente fiscale in Italia, paghi le tasse italiane sul reddito mondiale (worldwide taxation): tutti i compensi, anche da clienti USA o tedeschi, vanno dichiarati in Italia.

Trasferimento di residenza all’estero

Se ti trasferisci stabilmente all’estero (Portogallo, Estonia, Dubai, ecc.) puoi perdere la residenza fiscale italiana, ma servono alcune condizioni:

  • Iscrizione all’AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero) presso il consolato
  • Trasferimento effettivo della vita personale (famiglia, abitazione, conti bancari)
  • Permanenza all’estero per oltre 183 giorni l’anno
  • Documentazione (contratto di locazione, utenze, contributi previdenziali esteri)

Attenzione: l’iscrizione AIRE da sola non basta. L’Agenzia delle Entrate può contestare la residenza fiscale se gli interessi vitali (famiglia, beni, partecipazioni societarie) restano in Italia. Inoltre, il trasferimento in Paesi a fiscalità privilegiata (black list) inverte l’onere della prova: tocca a te dimostrare di essere effettivamente residente all’estero.

Nomadi digitali: il caso più complesso

Per chi viaggia continuamente senza una “base fissa”, il rischio è di restare residente fiscale in Italia (perché non si è acquisita altra residenza). Pianificare il proprio assetto fiscale prima di partire è fondamentale: il CAF Centro Fiscale può aiutarti a valutare lo scenario specifico.

Tariffe sviluppatori 2026: junior, senior, lead

Conoscere le tariffe di mercato è importante per posizionarsi correttamente. Ovviamente variano per stack tecnologico, dominio (fintech e healthcare pagano di più), seniority e mercato di riferimento (clienti italiani vs UE vs USA).

ProfiloTariffa orariaEsperienza tipica
Junior dev20-40 €/h0-2 anni
Mid-level dev40-65 €/h2-5 anni
Senior dev50-100 €/h5-10 anni
Full-stack lead / tech lead80-150 €/h10+ anni
Specialist (AI/ML, blockchain)100-200 €/h5-10 anni

Per i clienti USA le tariffe possono raddoppiare (un senior dev italiano in Toptal o Upwork facilmente fattura 80-120 €/h verso clienti americani). Per i clienti italiani PMI, invece, è più difficile superare i 50-60 €/h.

Contratti tipo: time & material vs progetto

Esistono due grandi modalità contrattuali per il developer freelance:

Time & material (T&M)

  • Si fattura sulla base delle ore effettivamente lavorate, a tariffa concordata
  • Tipico per sviluppo continuativo, mantenimento, evolutive
  • Si invia un timesheet mensile o quindicinale, con dettaglio attività
  • Vantaggio: il rischio di sforamento è del cliente, non tuo
  • Svantaggio: meno prevedibilità del fatturato

Fixed price / a progetto

  • Si concorda un prezzo forfettario per un deliverable definito (es. 8.000 € per sviluppo MVP)
  • Tipico per progetti chiavi in mano, MVP, redesign
  • Pagamento spesso in SAL (Stato Avanzamento Lavori): 30% all’avvio, 30% a metà, 40% alla consegna
  • Vantaggio: prevedibilità per entrambe le parti
  • Svantaggio: il rischio di sforamento è tuo (tipico errore: stimare male)

In entrambi i casi, è fondamentale firmare un contratto scritto (anche con scambio email o PDF firmato digitalmente) che chiarisca: oggetto, tempi, pagamenti, proprietà del codice, NDA, foro competente, gestione delle modifiche in corsa (change request).

Esempi pratici di calcolo tasse

Vediamo tre scenari realistici per uno sviluppatore in regime forfettario, ATECO 62.01.00, coefficiente 67%, lavoratore autonomo esclusivo (Gestione Separata 26,07%).

Esempio 1: Junior dev, 35.000 € fatturato annuo

  • Reddito imponibile: 35.000 × 67% = 23.450 €
  • Imposta sostitutiva 5% (start-up): 1.173 €
  • Imposta sostitutiva 15% (regime ordinario forfettario): 3.518 €
  • Contributi INPS Gestione Separata 26,07%: 6.114 €
  • Totale tasse + contributi (con 5%): 7.287 € (~21% del fatturato)
  • Totale tasse + contributi (con 15%): 9.632 € (~28% del fatturato)

Esempio 2: Mid-level dev, 55.000 € fatturato annuo

  • Reddito imponibile: 55.000 × 67% = 36.850 €
  • Imposta sostitutiva 5%: 1.843 €
  • Imposta sostitutiva 15%: 5.528 €
  • Contributi INPS Gestione Separata 26,07%: 9.609 €
  • Totale (5%): 11.452 € (~21% del fatturato)
  • Totale (15%): 15.137 € (~28% del fatturato)

Esempio 3: Senior dev, 80.000 € fatturato annuo

  • Reddito imponibile: 80.000 × 67% = 53.600 €
  • Imposta sostitutiva 5%: 2.680 €
  • Imposta sostitutiva 15%: 8.040 €
  • Contributi INPS Gestione Separata 26,07%: 13.974 €
  • Totale (5%): 16.654 € (~21% del fatturato)
  • Totale (15%): 22.014 € (~28% del fatturato)

Come vedi, il forfettario è estremamente vantaggioso per profili tech. Per fare un confronto, in regime ordinario o IRPEF lo stesso senior dev pagherebbe il 35-40% complessivo del fatturato. Il vantaggio si attenua però oltre gli 85.000 €, dove si esce obbligatoriamente.

Vuoi simulare il tuo caso specifico? Il CAF Centro Fiscale di Udine calcola gratuitamente il carico fiscale del tuo fatturato previsto, valutando regime ordinario vs forfettario. Prenota una consulenza.

Errori comuni dei dev freelance e come evitarli

  • Non iscriversi al VIES prima del primo cliente UE: la fattura senza VIES applica IVA italiana, e il cliente UE può rifiutarla
  • Confondere fatturato lordo e netto Upwork: dichiarare il netto bonificato è errore comune che porta ad accertamenti
  • Sforare gli 85.000 € senza accorgersene a fine anno: tieni un foglio Excel aggiornato del fatturato in tempo reale
  • Non dichiarare il conto Wise nel quadro RW: oltre la soglia 15.000 € è obbligatorio
  • Dimenticare l’imposta di bollo da 2 € sulle fatture a clienti esteri sopra 77,47 €
  • Scegliere il codice ATECO sbagliato (es. 62.02.00 quando si fa sviluppo, perdendo l’11% di vantaggio sul coefficiente)
  • Non firmare contratti: le mail sono valide, ma in caso di disputa un PDF firmato vale di più
  • Non valutare la convenienza del regime ordinario oltre certi fatturati con molte spese reali (server, licenze)

Documenti e procedura per aprire la partita IVA

L’apertura della partita IVA da sviluppatore richiede pochi passaggi, gestibili online o tramite il CAF in 24-48 ore.

  • Codice fiscale e documento d’identità in corso di validità
  • SPID o CIE per la procedura online (modulo AA9/12 telematico)
  • PEC personale (obbligatoria per ricevere comunicazioni dell’Agenzia delle Entrate)
  • Codice univoco o portale di fatturazione elettronica (puoi indicare 0000000 se userai un portale di fatturazione)
  • Casella per richiesta VIES da spuntare contestualmente, se prevedi clienti UE
  • IBAN del conto corrente (consigliato un conto dedicato all’attività, anche personale va bene per i forfettari)
  • Iscrizione INPS Gestione Separata (automatica dopo apertura, ma il CAF te la conferma)

Dal punto di vista operativo, ti servirà anche:

  • Un software di fatturazione elettronica (es. Fatture in Cloud, Aruba Fattura, FattureGo): nel forfettario la fattura elettronica è obbligatoria dal 2024 per tutti
  • Una firma digitale (utile ma non sempre obbligatoria) per firmare contratti e fatture PDF
  • Un commercialista o CAF di riferimento per la dichiarazione annuale e le scadenze (acconti, saldi, F24)

Perché affidarsi al CAF Centro Fiscale di Udine

Aprire una partita IVA è semplice. Gestirla bene, soprattutto se lavori con clienti esteri, no. Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste decine di developer e freelance digital, sia residenti in Friuli Venezia Giulia sia italiani che lavorano da remoto in tutto il mondo.

  • Apertura partita IVA con scelta ottimale del codice ATECO e iscrizione VIES
  • Gestione fatturazione internazionale, reverse charge, OSS, Intrastat
  • Quadro RW per conti esteri (Wise, PayPal, Revolut UK, broker stranieri)
  • IVAFE e tassazione redditi esteri: anche per developer che lavorano via Toptal, Upwork, contratti USA
  • Dichiarazione redditi annuale e gestione F24, acconti e saldi
  • Consulenza per nomadi digitali e trasferimento residenza fiscale all’estero
  • Specialisti del territorio friulano con sistema tavolare per chi ha proprietà immobiliari

Vuoi aprire la partita IVA da sviluppatore senza errori?

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti segue dalla scelta del codice ATECO alla prima fattura internazionale.

Prenota appuntamento   oppure chiamaci al 0432 1638640

FAQ partita IVA sviluppatore 2026

Posso aprire la partita IVA da sviluppatore senza laurea in informatica?

Sì. Lo sviluppatore non è una professione regolamentata: non serve laurea, esami di Stato o iscrizione ad albi. Bastano le competenze tecniche dimostrabili, generalmente attraverso portfolio GitHub, esperienze pregresse e progetti realizzati.

Qual è il codice ATECO migliore per uno sviluppatore freelance?

Per chi scrive codice e produce software, il codice corretto è il 62.01.00 (Produzione di software non connesso all’edizione), con coefficiente forfettario al 67%. Per chi fa solo consulenza tecnica senza sviluppare codice, il codice è 62.02.00 (consulenza informatica), con coefficiente al 78%.

Posso fatturare clienti USA con la partita IVA italiana in forfettario?

Sì, senza problemi. La fattura va emessa via SDI (codice destinatario XXXXXXX), in forfettario senza IVA, con annotazione “Operazione non soggetta – art. 7-ter DPR 633/72”. Per evitare la ritenuta US del 30%, devi compilare il modulo W-8BEN sfruttando il trattato Italia-USA contro le doppie imposizioni.

Devo iscrivermi al VIES per fatturare un cliente in Germania?

Sì, se il cliente è un’azienda (B2B) e vuoi applicare il reverse charge. Senza VIES, la fattura emessa applicherebbe IVA italiana, e il cliente UE potrebbe rifiutarla. L’iscrizione al VIES è gratuita e si fa contestualmente all’apertura partita IVA o successivamente online.

Come dichiaro i compensi di Upwork?

Devi fatturare il lordo ricevuto da Upwork (prima della commissione). Il cliente fiscale è Upwork Inc. (USA): operazione extra-UE B2B, fuori campo IVA, art. 7-ter. La commissione Upwork (5-10%) è una “spesa” della piattaforma che nel forfettario non incide. Conserva i report e gli estratti conto come documentazione.

Devo dichiarare il conto Wise nel quadro RW?

Sì, se in qualunque momento dell’anno il saldo del tuo conto Wise supera i 15.000 € oppure se la giacenza media è oltre i 5.000 €. In questo caso scatta anche l’IVAFE (imposta annuale sui prodotti finanziari esteri, 34,20 € fissi per conti correnti). Vale anche per PayPal Business e Revolut UK.

Quanto pago di tasse con 50.000 € fatturati come sviluppatore in forfettario?

Su 50.000 € con ATECO 62.01.00 (coefficiente 67%) il reddito imponibile è 33.500 €. Pagherai: imposta sostitutiva 5% = 1.675 € (oppure 15% = 5.025 € se non hai i requisiti start-up); contributi INPS Gestione Separata 26,07% = 8.734 €. Totale: circa 10.400 € (con 5%) o 13.760 € (con 15%), pari al 21-28% del fatturato.

Posso restare in forfettario se mi trasferisco all’estero?

Solo se mantieni la residenza fiscale in Italia. Se ti iscrivi all’AIRE e diventi residente fiscale di un altro Paese, perdi il regime forfettario italiano e dovrai aprire una partita IVA (o equivalente) nel nuovo Stato. La residenza fiscale dipende da molti fattori: meglio pianificare con il CAF prima di partire.

I diritti d’autore al 50% si applicano agli sviluppatori in forfettario?

No. Il regime agevolato dei diritti d’autore (con la deduzione del 25-40% per chi ha meno o più di 35 anni, modificata dalla riforma 2017) si applica ai compensi occasionali per cessione di opere dell’ingegno fuori dall’esercizio dell’attività di impresa. Il developer freelance in forfettario fattura sviluppi software come reddito d’impresa, applicando il coefficiente forfettario del 67%.

Quanto tempo ci vuole per aprire la partita IVA da sviluppatore?

Con il CAF Centro Fiscale, l’apertura richiede in media 24-48 ore (procedura telematica via modello AA9/12). Se richiedi anche l’iscrizione VIES, può servire qualche giorno in più per l’attivazione effettiva (l’Agenzia delle Entrate può svolgere controlli entro 30 giorni). Hai bisogno di una mano? Contattaci.

★ Scelta in evidenza · Sponsor

Apri un conto business con Qonto

Una soluzione completa per freelance, professionisti e PMI: gestisci fatturazione, spese e contabilita in un unico posto.

🇮🇹

IBAN italiano

⚡

Apertura in 10 min

📄

Fattura elettronica

💳

Carta Mastercard

🚀 Visita Qonto e apri il conto →

Link affiliato. Aprendo il conto tramite questo link, il CAF Centro Fiscale puo ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per te.

Giugno 30, 2026/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-30 08:00:002026-05-23 07:41:51Partita IVA Sviluppatore e Programmatore 2026: Regime Forfettario, ATECO e Fatturazione Clienti Esteri
Guide Fatturazione Elettronica

Fatturare all’Estero in Regime Forfettario 2026: UE, Extra-UE, OSS e Reverse Charge

regime forfettario partita iva

Sempre più freelance, consulenti digitali, sviluppatori e professionisti in regime forfettario lavorano con clienti esteri: aziende UE, startup americane, marketplace britannici, clienti privati che acquistano corsi online. La domanda ricorrente è semplice: si può fatturare all’estero in regime forfettario? La risposta è sì, ma le regole cambiano in base al cliente (azienda o privato) e al Paese (UE o extra-UE). Ogni scenario richiede una specifica gestione di IVA, dichiarazioni e adempimenti.

In questa guida completa 2026 analizziamo i 4 scenari possibili, gli adempimenti VIES, il regime OSS per i servizi digitali, il funzionamento del reverse charge, l’esonero dall’esterometro per i forfettari, gli strumenti di pagamento internazionali (Wise, PayPal, Stripe), il quadro RW per il monitoraggio dei conti esteri, oltre a esempi pratici di fatture compilate. Una guida pensata per chi vuole espandere il proprio business oltre i confini italiani senza errori.

In sintesi: il forfettario può fatturare clienti esteri senza addebitare IVA italiana nella maggior parte dei casi. Per i clienti UE B2B serve l’iscrizione al VIES e si applica il reverse charge. Per i clienti UE B2C contano la soglia di 10.000€ e il regime OSS. Per gli extra-UE l’operazione è fuori campo IVA. I forfettari sono esonerati dall’esterometro dal 2024.

Indice dei contenuti

  1. Fatturare all’estero in regime forfettario: si può?
  2. I 4 scenari di fatturazione estera
  3. Scenario 1: Cliente UE B2B (azienda con P.IVA)
  4. Scenario 2: Cliente UE B2C (privato consumatore)
  5. Scenario 3: Cliente extra-UE B2B
  6. Scenario 4: Cliente extra-UE B2C
  7. VIES: come iscriversi e perché serve
  8. Esterometro 2026: forfettari esonerati
  9. Strumenti di pagamento internazionali
  10. Gestione del cambio valuta
  11. Tassazione redditi esteri nel forfettario
  12. Quadro RW: monitoraggio conti esteri
  13. Esempi pratici di fatture estere
  14. Domande frequenti

★ Scelta in evidenza · Sponsor

Qonto: il conto business per Partita IVA

Tra le opzioni piu complete sul mercato per liberi professionisti e PMI: IBAN italiano, fatturazione elettronica integrata, supporto in italiano e categorizzazione automatica delle spese.

  • ✓ Apertura 100% online in 10 minuti
  • ✓ Da 9 euro al mese – Prova gratuita disponibile
  • ✓ IBAN italiano (utile per F24 e Agenzia Entrate)
  • ✓ Integrazione con Fatture in Cloud, Aruba e altri software
Visita Qonto e prova gratis →

Link affiliato: aprendo il conto tramite questo link, il CAF puo ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per te.

Fatturare all’estero in regime forfettario: si può?

Sì, il regime forfettario (Legge 190/2014) consente pienamente di emettere fatture verso clienti esteri, sia all’interno dell’Unione Europea sia fuori UE. Non esistono limiti specifici al fatturato estero: l’unico limite generale resta la soglia di 85.000 euro di ricavi annui complessivi (italiani + esteri sommati) per restare nel regime agevolato.

La particolarità riguarda l’IVA: il forfettario non addebita IVA in fattura ai clienti italiani (art. 1 c. 58 L. 190/2014) e, per le operazioni estere, generalmente continua a non addebitarla. Cambiano però le diciture obbligatorie, gli obblighi di registrazione e gli adempimenti dichiarativi a seconda del tipo di cliente e della sua localizzazione. Capire quale scenario applicare alla propria fattura è il punto di partenza per non commettere errori e per non incorrere in sanzioni dell’Agenzia delle Entrate.

I 4 scenari di fatturazione estera

Per stabilire come compilare una fattura estera in regime forfettario occorre rispondere a due domande:

  • Il cliente è un’azienda (B2B) o un privato consumatore (B2C)?
  • Il cliente ha sede in un Paese UE o extra-UE?

Combinando le due variabili otteniamo 4 scenari, ognuno con regole IVA, diciture e adempimenti diversi:

ScenarioClienteTrattamento IVAAdempimento principale
1UE B2B (azienda)Reverse charge (no IVA)VIES obbligatorio
2UE B2C (privato)IVA italiana o OSSSoglia 10.000€ e OSS
3Extra-UE B2B (azienda)Fuori campo IVA art. 7-terNessuno (no esterometro)
4Extra-UE B2C (privato)Dipende dal servizioVariabile

Scenario 1: Cliente UE B2B (azienda con P.IVA)

È il caso più comune per i freelance digitali italiani: un’agenzia tedesca, una software house olandese, una startup francese acquistano servizi di consulenza, sviluppo, design o marketing. Il cliente è un soggetto passivo IVA in un Paese UE, dotato di partita IVA comunitaria.

Reverse charge: l’inversione contabile

Per i servizi B2B intra-UE si applica l’art. 7-ter DPR 633/1972: la prestazione si considera effettuata nel Paese del committente (Germania, Francia, ecc.). Il forfettario emette la fattura senza addebitare IVA italiana, e il cliente UE assolve l’imposta nel proprio Paese tramite il meccanismo del reverse charge (inversione contabile).

Diciture obbligatorie

Una fattura B2B intra-UE emessa da un forfettario deve riportare due diciture distinte:

  • Dicitura forfettario: “Operazione senza applicazione dell’IVA effettuata ai sensi dell’articolo 1, commi da 54 a 89, della legge n. 190/2014 – Regime forfettario”
  • Dicitura reverse charge: “Operazione non soggetta a IVA – Reverse charge ex art. 7-ter DPR 633/1972”

Iscrizione al VIES: obbligatoria

Per emettere fatture intracomunitarie B2B occorre essere iscritti al VIES (VAT Information Exchange System), il sistema europeo che identifica i soggetti passivi IVA abilitati alle operazioni transfrontaliere. L’iscrizione si fa con il modulo AA9/12 (per le persone fisiche) presso l’Agenzia delle Entrate, oppure online tramite Fisconline/Entratel. È possibile richiederla anche al momento dell’apertura della partita IVA.

Attenzione: emettere fatture intra-UE B2B senza essere iscritti al VIES espone a sanzioni e fa considerare l’operazione come interna (con obbligo di IVA italiana). Verificare sempre la P.IVA del cliente sul portale ufficiale vies.europa.eu prima di emettere la fattura.

Codice destinatario per cliente UE

Per la fattura elettronica verso un cliente UE va indicato un codice destinatario convenzionale di 7 caratteri “X” (XXXXXXX). Lo SDI (Sistema di Interscambio) gestisce così le fatture intracomunitarie, distinguendole da quelle interne. Il file XML va comunque trasmesso allo SDI: dal 2024 il forfettario è obbligato alla fatturazione elettronica anche verso clienti esteri.

Modello Intrastat: esonero per i forfettari

I contribuenti in regime forfettario sono esonerati dalla presentazione del modello Intrastat per le prestazioni di servizi rese a soggetti UE. L’esonero deriva dal fatto che il forfettario non applica IVA e non ha obbligo di liquidazione periodica. Tuttavia, le operazioni intra-UE concorrono al limite di 85.000 euro annui per la permanenza nel regime.

Scenario 2: Cliente UE B2C (privato consumatore)

Quando il cliente è un consumatore finale residente in un altro Paese UE (un privato tedesco che compra un corso online, un cittadino francese che acquista un e-book), le regole cambiano profondamente rispetto al B2B. Bisogna distinguere tra servizi tradizionali e servizi digitali/elettronici.

Servizi tradizionali B2C

Per le prestazioni “tradizionali” (consulenze in presenza, prestazioni rese in loco, servizi alla persona) si applica generalmente l’art. 7-ter DPR 633/1972 che, per i servizi B2C, considera l’operazione effettuata nel Paese del prestatore. Il forfettario emette quindi una fattura ordinaria senza IVA, applicando solo la dicitura del regime forfettario (art. 1 c. 58 L. 190/2014). Esistono però eccezioni per servizi specifici (immobiliari, trasporti, ristorazione) regolati da norme speciali.

Servizi digitali ed elettronici (TBE/MOSS-OSS)

Per i servizi TBE (Telecommunications, Broadcasting, Electronic services) la regola è diversa: software scaricabili, e-book, corsi online registrati, app, hosting, streaming, accessi a piattaforme digitali. Questi servizi sono regolati dall’art. 7-octies DPR 633/1972: l’operazione si considera effettuata nel Paese del consumatore.

Per evitare a ogni venditore di doversi registrare in ognuno dei 27 Paesi UE, l’Unione Europea ha istituito il regime OSS (One Stop Shop), evoluzione del precedente MOSS. Con OSS si versa l’IVA del Paese del cliente attraverso un unico portale italiano (Agenzia delle Entrate), che ridistribuisce l’imposta agli Stati membri.

Soglia di 10.000 euro: il bivio

La soglia di 10.000 euro annui di vendite UE B2C complessive determina due strade:

  • Sotto i 10.000€ annui: il forfettario applica le regole italiane. Per i servizi digitali può fatturare con IVA italiana (anche se in forfettario non si addebita), oppure aderire facoltativamente all’OSS.
  • Sopra i 10.000€ annui: registrazione OSS obbligatoria. L’IVA va versata nei Paesi dei consumatori finali tramite l’unico portale OSS italiano.

Forfettari e OSS: i contribuenti in regime forfettario possono aderire al regime OSS pur restando nel regime agevolato. In questo specifico caso, e solo per le vendite estere B2C OSS, sono tenuti ad applicare e versare l’IVA del Paese del cliente. Il regime forfettario resta valido per la tassazione del reddito (5% o 15%).

Scenario 3: Cliente extra-UE B2B (USA, UK, Svizzera)

Quando il cliente è un’azienda con sede fuori dall’Unione Europea (USA, Regno Unito post-Brexit, Svizzera, Canada, Australia, Emirati Arabi, Singapore, ecc.) la fatturazione è più semplice. L’operazione è considerata fuori campo IVA ai sensi dell’art. 7-ter DPR 633/1972: la prestazione si considera effettuata nel Paese del committente, fuori dal perimetro IVA italiano.

Come si compila la fattura

La fattura per un cliente extra-UE B2B in regime forfettario riporta:

  • Nessuna IVA in fattura
  • Dicitura art. 7-ter: “Operazione non soggetta a IVA ai sensi dell’art. 7-ter DPR 633/1972”
  • Dicitura forfettario: “Operazione senza applicazione dell’IVA – Regime forfettario art. 1 c. 54-89 L. 190/2014”
  • Codice destinatario “XXXXXXX” per la trasmissione SDI
  • Tax ID/EIN del cliente USA (o equivalente per altro Paese) nel campo del codice fiscale

Niente VIES, niente esterometro

Per le operazioni con clienti extra-UE non serve l’iscrizione al VIES (è richiesta solo per le operazioni intra-UE). Inoltre, il forfettario è esonerato dall’esterometro (vedi sezione dedicata). L’unica trasmissione obbligatoria è quella elettronica via SDI, attiva dal 2024 per tutti i forfettari, anche per le operazioni con l’estero.

Scenario 4: Cliente extra-UE B2C (privato consumatore)

Quando un consumatore finale extra-UE acquista un servizio da un forfettario italiano (un cittadino americano che compra un corso online, un australiano che acquista una consulenza in videocall) la regola cambia in base alla natura del servizio.

Servizi tradizionali

Per i servizi B2C “tradizionali” (consulenza, formazione individuale, prestazioni intellettuali) prestati a privati extra-UE si applica generalmente la regola del Paese del prestatore (art. 7-ter): la fattura riporta la sola dicitura del regime forfettario, senza IVA italiana.

Servizi digitali

Per i servizi digitali/elettronici verso privati extra-UE si applica l’art. 7-octies DPR 633/1972: l’operazione è fuori campo IVA in Italia perché il consumo avviene fuori UE. Non si applica il regime OSS (limitato all’UE) e non è dovuta IVA italiana. Va inserita la dicitura: “Operazione non soggetta a IVA art. 7-octies DPR 633/1972”.

Casistiche specifiche: alcune categorie di servizi (immobiliari, trasporti, ristorazione, fiere) hanno regole speciali a prescindere dal Paese del cliente. In caso di dubbio è sempre consigliato un confronto con il proprio CAF o un commercialista, soprattutto per attività ricorrenti o di importo rilevante.

VIES: come iscriversi e perché serve

Il VIES (VAT Information Exchange System) è il sistema europeo che identifica i soggetti passivi IVA autorizzati alle operazioni intracomunitarie. Senza iscrizione, una partita IVA italiana viene considerata “interna” e non può effettuare operazioni intra-UE in reverse charge.

Quando è obbligatorio

  • Cessioni di beni o prestazioni di servizi a soggetti passivi UE (B2B intra-UE)
  • Acquisti di beni o servizi da soggetti passivi UE (per applicare il reverse charge sugli acquisti)

Come iscriversi

  1. In sede di apertura della partita IVA: spuntare la casella “Operazioni intracomunitarie” nel modello AA9/12 (persone fisiche) o AA7/10 (società)
  2. Successivamente: presentare il modello AA9/12 di variazione all’Agenzia delle Entrate, anche online via Fisconline/Entratel
  3. Tempi: l’iscrizione è generalmente immediata e visibile sul portale VIES entro pochi giorni lavorativi

Verifica della P.IVA del cliente

Prima di emettere una fattura intra-UE B2B occorre sempre verificare la partita IVA del cliente sul portale ufficiale vies.europa.eu. Una P.IVA non valida o non iscritta al VIES rende l’operazione interna, con obbligo di applicare IVA italiana e responsabilità del prestatore. Conviene salvare lo screenshot della verifica come prova in caso di controllo.

Esterometro 2026: forfettari esonerati

L’esterometro è la comunicazione delle operazioni transfrontaliere all’Agenzia delle Entrate. Dal 2022 viene assolto trasmettendo allo SDI i file XML delle fatture verso/da soggetti esteri. Per i contribuenti in regime forfettario, dal 2024 è prevista l’estensione dell’obbligo di fatturazione elettronica anche alle operazioni con l’estero.

Cosa è cambiato

Per i forfettari l’adempimento si concretizza nella trasmissione del file XML allo SDI con il codice destinatario “XXXXXXX” (per UE) o il codice estero del cliente, entro i termini ordinari. Non c’è più una comunicazione separata: è il flusso SDI a fungere da esterometro. Le sanzioni per omessa o tardiva trasmissione restano applicabili (2€ per fattura, fino a 400€ mensili).

Strumenti di pagamento internazionali

Lavorare con clienti esteri significa scegliere strumenti di incasso adatti, sicuri ed economici. Le principali alternative al bonifico tradizionale sono:

Bonifico SEPA

Per i pagamenti dall’area SEPA (UE + alcuni Paesi limitrofi) il bonifico bancario tradizionale resta la soluzione più semplice. Costi bassi, tempi 1-2 giorni lavorativi, nessuna commissione di cambio per pagamenti in euro. È la scelta consigliata per clienti UE in eurozona.

Wise (ex TransferWise)

Wise è la piattaforma di riferimento per professionisti con clienti internazionali. Offre conti multi-valuta (USD, GBP, EUR, AUD, CAD), IBAN locali in più Paesi, cambio valuta a costo reale (mid-market) e commissioni trasparenti. Ideale per ricevere pagamenti da USA, UK, Svizzera. Le movimentazioni vanno comunque dichiarate nel quadro RW se i saldi superano i limiti.

PayPal Business

Strumento storico per pagamenti internazionali, soprattutto B2C e per piccole somme. Costi più alti rispetto a Wise (commissioni di ricezione e cambio), ma riconoscibilità globale e protezione del venditore. Tutti gli incassi vanno comunque fatturati e dichiarati come ricavi forfettari.

Stripe

Soluzione professionale per chi vende servizi digitali, abbonamenti SaaS o e-commerce. Permette di accettare carte di credito da clienti di tutto il mondo, integrazione con software di fatturazione, gestione automatica delle ricorrenze. Commissioni standard: 1,5% + 0,25€ per carte UE, 3,25% + 0,25€ per carte extra-UE.

Revolut Business

Conto multi-valuta business con IBAN locali, cambio competitivo, integrazione contabile e API. Sempre più diffuso tra freelance e PMI italiane con esposizione estera. Anche in questo caso, attenzione al quadro RW per i saldi sui conti detenuti all’estero.

Gestione del cambio valuta

Quando il cliente paga in valuta diversa dall’euro (USD, GBP, CHF) si pongono due questioni: in che valuta emettere la fattura e come contabilizzare il cambio.

  • Valuta della fattura: è possibile emettere fattura sia in euro sia in valuta estera. Se in valuta estera, va indicato il tasso di cambio applicato e l’importo equivalente in euro alla data di emissione.
  • Cambio di riferimento: si utilizza il tasso BCE (Banca Centrale Europea) del giorno di effettuazione dell’operazione, oppure quello del giorno di emissione della fattura. Per il forfettario è prassi consolidata l’uso del cambio BCE.
  • Differenze di cambio: nel forfettario non si distingue tra ricavo nominale e differenze di cambio; conta il corrispettivo effettivamente incassato in euro.

Tassazione redditi esteri nel forfettario

Una domanda frequente: il reddito prodotto fatturando all’estero ha una tassazione diversa? No. I corrispettivi incassati da clienti esteri concorrono al fatturato del forfettario esattamente come quelli italiani:

  • Si applica il coefficiente di redditività previsto per il proprio codice ATECO (es. 78% per le professioni)
  • Sul reddito imponibile si versa l’imposta sostitutiva del 5% per i primi 5 anni (regime start-up) o del 15% a regime
  • I ricavi esteri concorrono al limite di 85.000 euro annui per restare nel regime
  • Sopra i 100.000€ in corso d’anno si esce immediatamente dal regime

Esempio: un consulente forfettario incassa 30.000€ dall’Italia e 25.000€ (in equivalente euro) da clienti USA e Germania. Totale: 55.000€. Coefficiente 78%: reddito 42.900€. Imposta sostitutiva 15%: 6.435€. Nessuna distinzione tra reddito italiano ed estero ai fini fiscali.

Quadro RW: monitoraggio dei conti esteri

Chi incassa pagamenti su conti esteri (Wise, Revolut, PayPal collegato a IBAN estero, conti bancari fuori Italia) deve compilare il quadro RW della dichiarazione dei redditi per il monitoraggio fiscale delle attività estere. Questo obbligo riguarda anche i forfettari: l’esonero IVA non incide sul monitoraggio.

Quando si compila il quadro RW

  • Conti correnti esteri con giacenza media superiore a 5.000€ o saldo a fine anno superiore a 15.000€
  • Conti Wise/Revolut/PayPal con IBAN non italiano: si valutano caso per caso. Wise e Revolut Business hanno spesso IBAN UE (Belgio, Lituania): obbligano al quadro RW
  • Crypto-asset detenuti su exchange esteri (regole specifiche)
  • Investimenti finanziari all’estero (azioni, obbligazioni, ETF)

IVAFE e IVIE

Sui conti esteri si applica anche l’IVAFE (Imposta sul Valore delle Attività Finanziarie all’Estero), pari a 34,20€ annui per ogni conto detenuto da persona fisica. Sugli immobili esteri si applica l’IVIE. Anche queste imposte vanno liquidate in dichiarazione.

Sanzioni quadro RW omesso: da 3% a 15% degli importi non dichiarati (raddoppiate per Paesi black list). Una sanzione minima fissa di 250€ si applica per ogni anno omesso. Considerato l’utilizzo crescente di Wise e Revolut, è cruciale verificare con il proprio CAF se i propri conti sono soggetti al monitoraggio.

Esempi pratici di fatture estere

Esempio 1: Fattura UE B2B (cliente tedesco)

Fattura n. 12/2026 del 10/04/2026

Cedente/Prestatore:
Mario Rossi – Consulente IT
Via Roma 10, 33100 Udine – Italia
P.IVA IT01234567890 (iscritto VIES)

Cessionario/Committente:
Müller GmbH
Hauptstraße 5, 10115 Berlin – Germania
USt-IdNr. DE123456789 (verificata VIES)

Codice destinatario: XXXXXXX

Descrizione: Consulenza sviluppo software marzo 2026
Imponibile: 3.500,00€
IVA: 0,00€
Totale fattura: 3.500,00€

Operazione senza applicazione dell’IVA effettuata ai sensi dell’art. 1 commi 54-89 L. 190/2014 – Regime forfettario.
Operazione non soggetta a IVA – Reverse charge ex art. 7-ter DPR 633/1972.

Esempio 2: Fattura extra-UE B2B (cliente USA)

Fattura n. 13/2026 del 12/04/2026

Cedente/Prestatore:
Mario Rossi – Consulente IT
Via Roma 10, 33100 Udine – Italia
P.IVA IT01234567890

Cessionario/Committente:
Acme Corp Inc.
500 Tech Avenue, San Francisco CA 94105 – USA
EIN: 12-3456789

Codice destinatario: XXXXXXX

Descrizione: Web design project – April 2026
Imponibile: USD 4.500,00 (cambio BCE 1,08 = 4.166,67€)
IVA: 0,00€
Totale fattura: USD 4.500,00 / 4.166,67€

Operazione senza applicazione dell’IVA effettuata ai sensi dell’art. 1 commi 54-89 L. 190/2014 – Regime forfettario.
Operazione non soggetta a IVA ai sensi dell’art. 7-ter DPR 633/1972.

Fatturi all’estero in regime forfettario? Non rischiare errori

Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste freelance e professionisti con clienti internazionali: iscrizione VIES, gestione fatture intra-UE, regime OSS, quadro RW e dichiarazione dei redditi forfettari.

Prenota una consulenza personalizzata.

Contatta il CAF Centro Fiscale

Domande frequenti sulla fatturazione estera in forfettario

Posso fatturare a un cliente USA in regime forfettario?

Sì. La fattura è fuori campo IVA art. 7-ter DPR 633/1972 e va emessa senza addebitare IVA, riportando le diciture del regime forfettario e dell’art. 7-ter. Non è richiesta l’iscrizione al VIES (necessaria solo per UE) e non c’è obbligo di esterometro separato: il file XML viene trasmesso allo SDI con codice destinatario XXXXXXX.

Devo iscrivermi al VIES anche se fatturo solo agli USA?

No. Il VIES è obbligatorio solo per le operazioni con soggetti passivi UE (B2B intra-UE). Se i tuoi clienti sono solo extra-UE (USA, UK post-Brexit, Svizzera, Australia, ecc.) non devi iscriverti al VIES. L’iscrizione diventa necessaria al primo cliente UE B2B.

Cosa succede se emetto fattura intra-UE senza VIES?

L’operazione viene riqualificata come interna: dovresti applicare IVA italiana. Per i forfettari, che non addebitano IVA, l’errore comporta la perdita della “non imponibilità” e possibili sanzioni amministrative. È fondamentale iscriversi al VIES prima di emettere la prima fattura UE B2B.

Il fatturato estero conta per il limite di 85.000 euro del forfettario?

Sì. I corrispettivi esteri (UE ed extra-UE) si sommano a quelli italiani per il calcolo del limite annuo di 85.000€ per la permanenza nel regime e dei 100.000€ per l’uscita immediata. La conversione in euro avviene al cambio BCE del giorno di effettuazione dell’operazione.

Devo aderire al regime OSS se vendo corsi online a privati UE?

Solo se superi i 10.000€ annui di vendite UE B2C complessive (tutti i Paesi sommati). Sotto soglia puoi applicare le regole italiane; sopra è obbligatoria la registrazione al portale OSS dell’Agenzia delle Entrate. L’adesione facoltativa è sempre possibile, anche sotto soglia, e talvolta conviene per semplicità gestionale.

I conti Wise e Revolut vanno dichiarati nel quadro RW?

Generalmente sì, perché Wise e Revolut Business operano con IBAN esteri (Belgio, Lituania, ecc.). Vanno indicati nel quadro RW per il monitoraggio fiscale e si applica l’IVAFE di 34,20€ annui. La giacenza media e il saldo a fine anno determinano l’eventuale superamento delle soglie minime di esonero.

Posso emettere fattura in dollari a un cliente USA?

Sì. La fattura può essere emessa in valuta estera, indicando il tasso di cambio applicato (cambio BCE del giorno) e l’equivalente in euro. La contabilità del forfettario va comunque tenuta in euro, e l’incasso effettivo (al cambio del giorno di accredito) determina il ricavo da computare nel limite di 85.000€.

I forfettari sono ancora obbligati all’esterometro?

Dal 2024 l’esterometro non è più una comunicazione separata: l’obbligo è assolto attraverso la trasmissione delle fatture estere allo SDI in formato XML, con codice destinatario “XXXXXXX”. I forfettari, divenuti obbligati alla fatturazione elettronica, rispettano l’adempimento semplicemente emettendo la fattura via SDI.

Posso fatturare a un cliente UK dopo la Brexit?

Sì. Dopo la Brexit il Regno Unito è considerato Paese extra-UE: si applicano le regole dello scenario 3 (B2B) o 4 (B2C). Fattura fuori campo IVA art. 7-ter, nessuna iscrizione VIES necessaria per i clienti UK, codice destinatario XXXXXXX per la trasmissione SDI.

Come gestisco le commissioni di Stripe o PayPal in fattura?

Le commissioni trattenute dalle piattaforme sono costi: nel forfettario non sono deducibili analiticamente (si applica il coefficiente di redditività), ma vanno comunque registrate. Il ricavo da fatturare è l’importo lordo concordato col cliente, non il netto accreditato. Le ricevute Stripe/PayPal sono utili come prova in caso di controllo.

Conclusione: l’estero è un’opportunità (gestita bene)

Fatturare all’estero in regime forfettario è non solo possibile, ma spesso vantaggioso: nessuna IVA da addebitare nella maggior parte degli scenari, accesso a mercati B2B più ricchi, possibilità di lavorare con startup e aziende internazionali. Le regole però cambiano in base al Paese e al cliente, e gli errori più comuni (VIES dimenticato, OSS non attivato, quadro RW omesso) possono costare caro in termini di sanzioni.

Una corretta gestione passa da quattro pilastri: iscrizione VIES per i clienti UE B2B, regime OSS per i servizi digitali B2C, fatturazione elettronica via SDI per ogni operazione (anche estera) e quadro RW per i conti detenuti all’estero. Se hai dubbi sulla tua specifica situazione, il CAF Centro Fiscale di Udine ti accompagna passo dopo passo, dalla pianificazione delle prime fatture alla dichiarazione dei redditi annuale.

★ Scelta in evidenza · Sponsor

Apri un conto business con Qonto

Una soluzione completa per freelance, professionisti e PMI: gestisci fatturazione, spese e contabilita in un unico posto.

🇮🇹

IBAN italiano

⚡

Apertura in 10 min

📄

Fattura elettronica

💳

Carta Mastercard

🚀 Visita Qonto e apri il conto →

Link affiliato. Aprendo il conto tramite questo link, il CAF Centro Fiscale puo ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per te.

Giugno 4, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-04 08:00:002026-05-24 09:37:02Fatturare all’Estero in Regime Forfettario 2026: UE, Extra-UE, OSS e Reverse Charge

Ultime notizie

  • fatturazione elettronica CAF Udine
    Fattura Elettronica Camera di Commercio 2026: Diritto Annuale, F24 e DetrazioneLuglio 23, 2026 - 2:00 pmin: Guide Fatturazione Elettronica
  • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
    Recensione BBVA 2026: conto privato, cashback Aqua e vantaggiLuglio 23, 2026 - 12:30 pmin: BBVA, Conti Correnti e Banche Online, Conti Privati e Cashback, Finanza & Servizi
  • Pensione 2026 INPS
    Cessione del Quinto della Pensione 2026: Cambiano le Regole INPSLuglio 23, 2026 - 12:08 pmin: Finanza & Servizi, FINANZIAMENTI, Prestiti Pensionati
Search Search

Seguici su Facebook

Categorie Articoli

Ultimi Articoli

  • Pensione 2026 INPS
    Pensione sospesa senza RED 2026: quando scatta la revoca e come evitare il recupero tardivoLuglio 23, 2026 - 11:08 am
  • Bonus mamma
    Bonus 500 Euro INPS: Date Pagamenti e Come Riceverlo nel 2026Luglio 23, 2026 - 10:08 am
  • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
    Fatturazione Osteopata 2026: Iscrizione Albo, Sistema TS e Inquadramento SanitarioLuglio 23, 2026 - 9:00 am
  • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
    Bonus 500 Euro SFL, INPS Dispone i Pagamenti: le Date di Uscita di Luglio 2026Luglio 23, 2026 - 9:00 am
  • Ricongiunzione tra Gestione Separata e Casse Professionali: le Nuove Regole INPS e Quando ConvieneLuglio 23, 2026 - 8:08 am
  • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
    Rimborso 730, ecco chi lo riceve ad agosto 2026Luglio 23, 2026 - 8:00 am
  • assistenza fiscale e legale superbonus e ristrutturazioni CAF Udine
    Pensione e Assistenza Domiciliare 2026: Detrazioni 730 e Bonus per AnzianiLuglio 23, 2026 - 7:00 am
  • Pensione 2026 INPS
    Pensione anticipata 2026: come lasciare il lavoro prima dei 67 anni e a chi conviene davveroLuglio 22, 2026 - 11:34 pm
CAF Udine Centro Assistenza Fiscale Udine

Contatti

Viale Giuseppe Tullio 13, scala B - Udine
Email: info@centrofiscale.com
Telefono: 0432 1638640
WhatsApp CAF Udine: 366 6018121
WhatsApp Patronato: 324 7411699

Ultimi Articoli

  • Pensione 2026 INPS
    Pensione sospesa senza RED 2026: quando scatta la revoca e come evitare il recupero tardivoLuglio 23, 2026 - 11:08 am
  • Bonus mamma
    Bonus 500 Euro INPS: Date Pagamenti e Come Riceverlo nel 2026Luglio 23, 2026 - 10:08 am
  • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
    Fatturazione Osteopata 2026: Iscrizione Albo, Sistema TS e Inquadramento SanitarioLuglio 23, 2026 - 9:00 am
© Copyright - CAF Centro Fiscale Udine è un brand di Be Smart srls | P.Iva: 03031220308 |Viale Giuseppe Tullio 13 scala B, 33100 Udine
mail: info@centrofiscale.com | Tel: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121 | Privacy Policy
  • Collegamento a Facebook
  • Collegamento a Instagram
  • Collegamento a Rss questo sito
Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto