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Tag Archivio per: esenzione IMU 2026

CAF, IMU, TASI E MODELLO F24

IMU Seconda Rata 2026: Scadenza 16 Dicembre, Calcolo Saldo e Come Pagare

calcolo imu CAF Udine

La IMU seconda rata 2026 scade il 16 dicembre 2026 e rappresenta il momento in cui i proprietari di immobili devono versare il saldo dell’Imposta Municipale Unica. A differenza dell’acconto di giugno, il saldo di dicembre potrebbe avere un importo diverso: se il tuo Comune ha modificato le aliquote IMU nel corso dell’anno, dovrai ricalcolare l’imposta e conguagliare la differenza. In questa guida ti spieghiamo passo dopo passo come calcolare il saldo IMU 2026, quali sono i codici tributo per il modello F24 e cosa fare se hai saltato l’acconto di giugno.

Indice dei contenuti

  1. Scadenza IMU seconda rata 2026
  2. Differenza tra acconto di giugno e saldo di dicembre
  3. Come calcolare il saldo IMU 2026
  4. Esempio pratico di calcolo saldo IMU
  5. Codici tributo IMU per il modello F24
  6. Come pagare l’IMU seconda rata
  7. Pagamento IMU online: F24 web e home banking
  8. Esenzioni IMU 2026: chi non deve pagare
  9. Cosa fare se non hai pagato l’acconto di giugno
  10. Ravvedimento operoso per IMU tardiva
  11. Domande frequenti

Scadenza IMU seconda rata 2026: quando si paga il saldo

La scadenza IMU seconda rata 2026 e fissata al mercoledi 16 dicembre 2026. Questa data e stabilita dall’articolo 1, comma 762, della Legge n. 160/2019 e non cambia di anno in anno: il saldo IMU si paga sempre entro il 16 dicembre.

Se il 16 dicembre cade di sabato o domenica, la scadenza slitta al primo giorno lavorativo successivo. Nel 2026, il 16 dicembre cade di mercoledi, quindi non ci sono proroghe automatiche.

Le due scadenze IMU dell’anno sono quindi:

  • Acconto (prima rata): entro il 16 giugno 2026 – pari al 50% dell’imposta calcolata con le aliquote dell’anno precedente
  • Saldo (seconda rata): entro il 16 dicembre 2026 – conguaglio a saldo con le aliquote definitive dell’anno in corso

In alternativa, il contribuente puo scegliere di pagare l’IMU in un’unica soluzione entro il 16 giugno, applicando direttamente le aliquote dell’anno in corso (se gia deliberate dal Comune).

Differenza tra acconto IMU di giugno e saldo di dicembre

Molti contribuenti pensano che la seconda rata IMU sia semplicemente una copia dell’acconto versato a giugno. In realta, le due rate possono avere importi diversi, e capire il perche e fondamentale per non sbagliare il pagamento.

L’acconto di giugno si calcola applicando le aliquote IMU dell’anno precedente (2025). Questo perche a giugno i Comuni potrebbero non aver ancora deliberato le nuove aliquote per l’anno in corso.

Il saldo di dicembre si calcola applicando le aliquote deliberate dal Comune per il 2026. Se le aliquote sono cambiate rispetto al 2025, il saldo serve anche da conguaglio: in pratica, paghi la differenza tra l’imposta totale 2026 e quanto gia versato a giugno.

Ecco cosa puo succedere concretamente:

SituazioneEffetto sul saldo di dicembre
Le aliquote 2026 sono uguali a quelle 2025Il saldo e uguale all’acconto di giugno
Il Comune ha aumentato le aliquote 2026Il saldo sara piu alto dell’acconto (devi pagare il conguaglio)
Il Comune ha ridotto le aliquote 2026Il saldo sara piu basso dell’acconto
Il Comune non ha deliberato nuove aliquote entro il 28 ottobreSi applicano le aliquote 2025: il saldo e uguale all’acconto

Dove verificare le aliquote: le delibere comunali IMU sono pubblicate sul sito del Dipartimento delle Finanze entro il 28 ottobre di ogni anno. Se il tuo Comune non ha pubblicato nuove aliquote entro questa data, valgono quelle dell’anno precedente.

Come calcolare il saldo IMU 2026: la formula passo dopo passo

Il calcolo del saldo IMU 2026 segue una formula precisa. Vediamola nel dettaglio, spiegando ogni passaggio in modo semplice.

Formula di base per l’IMU annua:

IMU annua = Rendita catastale x 1,05 x Moltiplicatore x Aliquota comunale

Formula per il saldo di dicembre:

Saldo IMU = IMU annua 2026 (con aliquote 2026) - Acconto versato a giugno

Ecco il significato di ogni elemento:

  • Rendita catastale: e il valore che trovi nella visura catastale dell’immobile. La puoi richiedere gratuitamente sul sito dell’Agenzia delle Entrate o presso il nostro CAF
  • Rivalutazione del 5% (x 1,05): la rendita catastale va sempre rivalutata del 5%, come previsto dalla legge
  • Moltiplicatore: dipende dalla categoria catastale dell’immobile (vedi tabella sotto)
  • Aliquota comunale: la percentuale stabilita dal Comune dove si trova l’immobile. Si esprime in millesimi (per esempio, 10,6 per mille = 1,06%)

Moltiplicatori IMU per categoria catastale

Categoria catastaleTipologiaMoltiplicatore
A/1, A/8, A/9Abitazioni di lusso, ville, castelli160
Da A/2 a A/7Abitazioni ordinarie (esenti se prima casa)160
BCollegi, ospedali, uffici pubblici140
C/1Negozi e botteghe55
C/2, C/6, C/7Magazzini, garage, tettoie160
C/3, C/4, C/5Laboratori, palestre, stabilimenti140
D (escluso D/5)Immobili produttivi (capannoni, hotel)65
D/5Istituti di credito80

Esempio pratico: calcolo saldo IMU seconda casa

Vediamo un esempio concreto di calcolo del saldo IMU per capire meglio come funziona. Supponiamo che Marco possieda un appartamento come seconda casa a Udine.

Dati dell’immobile di Marco:

  • Categoria catastale: A/3 (abitazione di tipo economico)
  • Rendita catastale: 650 euro
  • Aliquota IMU 2025 (usata per l’acconto): 10,6 per mille
  • Aliquota IMU 2026 (deliberata dal Comune): 10,8 per mille
  • Possesso: 100% per 12 mesi

Calcolo dell’acconto versato a giugno (con aliquote 2025)

Base imponibile = 650 x 1,05 x 160 = 109.200 euro
IMU annua 2025 = 109.200 x 10,6 / 1.000 = 1.157,52 euro
Acconto giugno = 1.157,52 / 2 = 578,76 euro (arrotondato a 579 euro)

Calcolo del saldo di dicembre (con aliquote 2026)

Base imponibile = 650 x 1,05 x 160 = 109.200 euro
IMU annua 2026 = 109.200 x 10,8 / 1.000 = 1.179,36 euro
Saldo dicembre = 1.179,36 - 579 = 600,36 euro (arrotondato a 600 euro)

Come puoi notare, Marco paga a dicembre 21 euro in piu rispetto all’acconto di giugno, proprio perche il Comune ha aumentato l’aliquota di 0,2 punti. Se le aliquote fossero rimaste invariate, il saldo sarebbe stato identico all’acconto (579 euro).

Nota sull’arrotondamento: l’importo IMU va arrotondato all’euro per difetto se i centesimi sono fino a 49, per eccesso se sono da 50 in su.

Codici tributo IMU 2026 per il modello F24

Per compilare correttamente il modello F24, devi utilizzare il codice tributo IMU corrispondente alla tipologia del tuo immobile. I codici sono diversi a seconda che si tratti di abitazione, terreno, area edificabile o immobile produttivo.

Codice tributoTipologia immobileDestinatario
3912Abitazione principale e pertinenze (solo A/1, A/8, A/9)Comune
3914Terreni agricoliComune
3916Aree fabbricabiliComune
3918Altri fabbricati (seconde case, negozi, uffici)Comune
3925Immobili categoria D – quota Stato (aliquota 0,76%)Stato
3930Immobili categoria D – quota Comune (eccedenza 0,76%)Comune

Attenzione agli immobili di categoria D (capannoni, hotel, centri commerciali): per questi immobili devi compilare due righe nel modello F24. Una con il codice 3925 (quota Stato, calcolata con aliquota fissa dello 0,76%) e una con il codice 3930 (quota Comune, calcolata sulla differenza tra aliquota comunale e 0,76%).

Nella sezione “IMU e altri tributi locali” del modello F24 dovrai indicare:

  • Il codice catastale del Comune dove si trova l’immobile (es. L483 per Udine)
  • La casella “Saldo” barrata (non “Acconto”)
  • Il numero degli immobili a cui si riferisce il pagamento
  • L’anno di riferimento: 2026
  • L’importo a debito da versare

Come pagare l’IMU seconda rata 2026

Il pagamento della IMU seconda rata 2026 puo avvenire attraverso diversi canali. Lo strumento principale e il modello F24, ma vediamo tutte le opzioni disponibili.

Modello F24 ordinario

E il metodo piu comune. Puoi compilare il modello F24 e presentarlo presso:

  • Banca: allo sportello o tramite home banking
  • Ufficio postale: allo sportello con il modello cartaceo
  • Intermediario abilitato: il tuo commercialista o il nostro CAF possono gestire il pagamento per te

Importante: i titolari di partita IVA sono obbligati a pagare il modello F24 esclusivamente per via telematica (home banking, Entratel o F24 web dell’Agenzia delle Entrate).

Bollettino postale

In alternativa al modello F24, puoi utilizzare il bollettino di conto corrente postale con numero di conto 1008857615, valido per tutti i Comuni d’Italia. Il bollettino e disponibile presso gli uffici postali e deve riportare i dati dell’immobile e l’importo del saldo.

Il bollettino postale non e pero disponibile per gli immobili di categoria D (per la quota Stato), per i quali devi obbligatoriamente usare il modello F24.

Pagamento IMU online: F24 web e home banking

Pagare l’IMU online e il modo piu comodo e veloce. Ecco le opzioni disponibili:

F24 web dell’Agenzia delle Entrate

Puoi compilare e inviare il modello F24 direttamente dal sito dell’Agenzia delle Entrate:

  1. Accedi a Fisconline con SPID, CIE o CNS
  2. Vai nella sezione “Pagamenti” > “F24 web”
  3. Compila la sezione “IMU e altri tributi locali” con codice tributo e importo
  4. Indica l’IBAN del conto corrente da addebitare
  5. Conferma e invia

Il pagamento viene addebitato il giorno della scadenza (16 dicembre), quindi puoi compilarlo anche con qualche giorno di anticipo.

Home banking

Quasi tutti gli istituti bancari offrono la possibilita di compilare e inviare il modello F24 dall’area riservata del conto online. La procedura e simile a quella dell’Agenzia delle Entrate: compili i campi del tributo, indichi l’importo e confermi il pagamento.

Se non ti senti sicuro nella compilazione del modello F24, puoi rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine: ti aiutiamo a calcolare l’importo corretto e a compilare il modello senza errori.

Esenzioni IMU 2026: chi non deve pagare

Non tutti i proprietari di immobili devono pagare l’IMU. Ecco le principali esenzioni IMU 2026 previste dalla legge:

Esenzione IMU prima casa

La prima casa (abitazione principale) e le relative pertinenze (un garage C/6, una cantina C/2, una tettoia C/7) sono esenti da IMU, a condizione che:

  • Il proprietario vi abbia la residenza anagrafica
  • Il proprietario vi abbia la dimora abituale (cioe ci viva effettivamente)
  • L’immobile non sia di categoria catastale A/1 (abitazioni signorili), A/8 (ville) o A/9 (castelli e palazzi storici)

Nota importante: dopo la sentenza della Corte Costituzionale n. 209/2022, l’esenzione spetta anche ai coniugi con residenze diverse nello stesso Comune. Ciascun coniuge puo scegliere una sola abitazione come principale e ottenere l’esenzione IMU su quella.

Altre esenzioni IMU

  • Terreni agricoli montani e collinari: i terreni ubicati nei Comuni classificati come montani dall’ISTAT sono totalmente esenti
  • Terreni agricoli posseduti e condotti da coltivatori diretti o IAP: esenti anche se non montani, purche il proprietario sia iscritto alla previdenza agricola
  • Immobili di categoria E: stazioni, ponti, fari
  • “Beni merce” delle imprese costruttrici: fabbricati costruiti e destinati alla vendita dall’impresa costruttrice, finche non sono locati (dal 2022 l’esenzione e piena)
  • Immobili inagibili o inabitabili: non sono esenti, ma hanno una riduzione del 50% della base imponibile. Serve perizia dell’ufficio tecnico comunale o dichiarazione sostitutiva
  • Immobili storici (categoria A/9): godono della riduzione del 50% della base imponibile
  • Immobili concessi in comodato ai figli: riduzione del 50% della base imponibile, a condizione che il comodante possieda al massimo due immobili nello stesso Comune e il contratto sia registrato

Cosa fare se non hai pagato l’acconto IMU di giugno

Se hai saltato il pagamento dell’acconto IMU di giugno 2026, non e il caso di farsi prendere dal panico. Hai due opzioni:

Opzione 1: ravvedimento operoso per l’acconto

Puoi versare l’acconto in ritardo utilizzando il ravvedimento operoso, pagando una sanzione ridotta e gli interessi legali. Prima lo fai, meno paghi di sanzione (vedi la sezione dedicata piu avanti).

Opzione 2: pagare tutto a dicembre

Puoi versare l’intero importo annuo con il saldo di dicembre. In questo caso, dovrai comunque regolarizzare il mancato acconto con il ravvedimento operoso (sanzione + interessi calcolati dal 17 giugno al giorno del pagamento).

Attenzione: non puoi semplicemente pagare tutto a dicembre senza sanzioni. Il mancato acconto e comunque un’omissione che va sanata. La buona notizia e che il ravvedimento operoso ti permette di farlo a costi molto contenuti rispetto alla sanzione piena del 30%.

Ravvedimento operoso per IMU tardiva: sanzioni e calcolo

Il ravvedimento operoso e lo strumento che ti permette di regolarizzare un pagamento IMU in ritardo pagando una sanzione ridotta, molto inferiore al 30% previsto in caso di accertamento da parte del Comune.

Le sanzioni ridotte del ravvedimento operoso dipendono da quanto tempo e passato dalla scadenza originaria:

RitardoTipo di ravvedimentoSanzione
Entro 14 giorniRavvedimento sprint0,1% per ogni giorno di ritardo (max 1,4%)
Dal 15esimo al 30esimo giornoRavvedimento breve1,5% dell’imposta
Dal 31esimo al 90esimo giornoRavvedimento intermedio1,67% dell’imposta
Entro 1 anno dalla scadenzaRavvedimento lungo3,75% dell’imposta
Oltre 1 anno e fino a 2 anniRavvedimento biennale4,29% dell’imposta
Oltre 2 anniRavvedimento ultrannuale5% dell’imposta

Oltre alla sanzione, devi versare anche gli interessi legali calcolati giorno per giorno dal giorno successivo alla scadenza fino al giorno del pagamento. Il tasso di interesse legale per il 2026 e stabilito con decreto del MEF (nel 2025 era il 2%).

Esempio: ravvedimento operoso IMU acconto non pagato

Supponiamo che Marco (dall’esempio precedente) non abbia pagato l’acconto di 579 euro entro il 16 giugno e decida di regolarizzare il 15 settembre (91 giorni di ritardo):

Imposta dovuta: 579 euro
Sanzione (3,75% - entro 1 anno): 579 x 3,75% = 21,71 euro (arrotondato a 22 euro)
Interessi legali (2% annuo per 91 giorni): 579 x 2% x 91/365 = 2,89 euro (arrotondato a 3 euro)

Totale ravvedimento: 579 + 22 + 3 = 604 euro

Marco paga 604 euro invece dei 579 originari: solo 25 euro in piu. Se invece avesse aspettato l’accertamento del Comune, la sanzione sarebbe stata del 30%, cioe 173,70 euro in piu.

Come compilare il modello F24 per il ravvedimento: usa lo stesso codice tributo dell’IMU ordinaria. La sanzione e gli interessi vanno sommati all’imposta. Nella casella “ravvedimento” del modello F24 barra la casella “Ravv.”.

Domande frequenti sull’IMU seconda rata 2026

Quando scade l’IMU seconda rata 2026?

La scadenza per il saldo IMU 2026 e fissata al 16 dicembre 2026 (mercoledi). Il pagamento deve essere effettuato entro questa data tramite modello F24 o bollettino postale.

Come faccio a sapere se il mio Comune ha cambiato le aliquote IMU?

Le delibere comunali sulle aliquote IMU devono essere pubblicate entro il 28 ottobre sul sito del Dipartimento delle Finanze. Puoi controllare direttamente sul sito finanze.gov.it oppure sul sito web del tuo Comune. Se entro il 28 ottobre il Comune non ha deliberato, valgono le aliquote dell’anno precedente.

La prima casa e esente da IMU?

Si, l’abitazione principale e le sue pertinenze sono esenti da IMU, a condizione che il proprietario vi risieda e ci abiti effettivamente. Fanno eccezione le abitazioni di lusso (categorie A/1, A/8 e A/9), che pagano l’IMU con aliquota ridotta e detrazione di 200 euro. Se hai dubbi sull’esenzione IMU prima casa, il nostro CAF puo verificare la tua situazione.

Posso pagare l’IMU in ritardo senza sanzioni?

No, il pagamento in ritardo comporta sempre una sanzione. Pero, con il ravvedimento operoso, la sanzione e molto ridotta: si va dallo 0,1% al giorno (nei primi 14 giorni) fino al 5% (oltre 2 anni). E molto piu conveniente regolarizzare subito piuttosto che aspettare un avviso di accertamento dal Comune, che comporta la sanzione piena del 30%.

Devo pagare l’IMU su un immobile ereditato?

Si, gli eredi devono pagare l’IMU dalla data di apertura della successione (cioe dalla data di decesso). L’imposta e dovuta in proporzione alla quota ereditaria e ai mesi di possesso. Se hai ereditato un immobile, puoi rivolgerti al nostro CAF per la dichiarazione di successione e per il calcolo dell’IMU dovuta.

Come si calcola l’IMU per i mesi di possesso parziale?

Se hai acquistato, venduto o ereditato un immobile nel corso dell’anno, l’IMU si calcola solo per i mesi di effettivo possesso. Il mese si conta per intero se il possesso si e protratto per piu di 15 giorni. Ad esempio, se hai acquistato il 20 marzo, marzo non si conta (solo 12 giorni); se hai acquistato il 10 marzo, marzo si conta (21 giorni).

Hai bisogno di aiuto con il calcolo IMU? Contatta il CAF Centro Fiscale

Il calcolo del saldo IMU puo sembrare complicato, soprattutto se possiedi piu immobili, hai ereditato una proprieta o il tuo Comune ha cambiato le aliquote. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti offre assistenza completa per:

  • Calcolo preciso dell’IMU su tutti i tuoi immobili
  • Compilazione del modello F24 con i codici tributo corretti
  • Verifica delle esenzioni e riduzioni a cui hai diritto
  • Ravvedimento operoso per pagamenti in ritardo
  • Visure catastali e controllo della rendita

Prenota il tuo appuntamento per il calcolo IMU

Non rischiare di sbagliare il pagamento o di perdere un’esenzione. I nostri consulenti verificano la tua situazione e ti preparano il modello F24 pronto da pagare.

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    Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

    Settembre 20, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/imu.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-09-20 08:00:002026-08-17 11:03:36IMU Seconda Rata 2026: Scadenza 16 Dicembre, Calcolo Saldo e Come Pagare
    IMU, TASI E MODELLO F24

    Dichiarazione IMU 2026 entro il 30 giugno: Guida Completa

    calcolo imu CAF Udine

    La dichiarazione IMU rappresenta uno degli adempimenti più sottovalutati dai contribuenti italiani, ma anche uno dei più pericolosi quando viene omesso. Entro il 30 giugno 2026 chi possiede immobili soggetti all’Imposta Municipale Propria deve verificare se rientra nei casi di obbligo dichiarativo per le variazioni intervenute durante il 2025. Si tratta di una scadenza fissata dall’articolo 1, comma 769, della Legge 160/2019, che molti proprietari ignorano fino al ricevimento di un avviso di accertamento.

    In questa guida completa il CAF Centro Fiscale di Udine spiega chi deve presentare la dichiarazione IMU 2026, quali sono i casi obbligatori, come si compila il modello, quali sanzioni si rischiano in caso di omissione e come gestire correttamente l’adempimento. Vedremo anche le particolarità del sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia, che rende la dichiarazione IMU ancora più delicata per chi possiede immobili in regione.

    La dichiarazione IMU entro il 30 giugno non è un’imposta da pagare, ma una comunicazione formale al Comune competente che certifica situazioni rilevanti ai fini del tributo. Capire quando è obbligatoria e quando invece non serve è il primo passo per evitare errori costosi.

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    Indice dei contenuti

    1. Cos’è la dichiarazione IMU e a cosa serve
    2. Scadenza dichiarazione IMU 2026: il 30 giugno
    3. Chi deve presentare la dichiarazione IMU
    4. I casi di obbligo dichiarativo
    5. Modello dichiarazione IMU 2026
    6. Come si compila il modello
    7. Modalità di presentazione e trasmissione
    8. Codici tributo IMU per il modello F24
    9. Sanzioni per omessa o infedele dichiarazione IMU
    10. Ravvedimento operoso per la dichiarazione IMU
    11. Dichiarazione IMU in FVG: il sistema tavolare
    12. Errori frequenti da evitare
    13. Domande frequenti

    Cos’è la dichiarazione IMU e a cosa serve

    La dichiarazione IMU è la comunicazione che il proprietario di un immobile (o il titolare di un diritto reale come usufrutto, uso o abitazione) presenta al Comune dove si trova l’immobile, per segnalare elementi rilevanti ai fini dell’Imposta Municipale Propria. Non è un modello in cui si calcola l’imposta da pagare, come accade per il Modello Redditi PF o il 730, ma uno strumento informativo che serve al Comune per accertare correttamente il tributo dovuto.

    La logica del sistema parte da un principio fondamentale: il Comune ha già a disposizione, tramite l’interscambio con il Catasto e l’Agenzia delle Entrate, i dati standard degli immobili. Per questo motivo la dichiarazione IMU 2026 va presentata solo nei casi in cui esistono situazioni particolari che il Comune non può conoscere autonomamente: un’esenzione, una riduzione, un comodato gratuito, un immobile dato in locazione a canone concordato.

    Il riferimento normativo principale è l’articolo 1, comma 769, della Legge 27 dicembre 2019, n. 160, che ha riformato l’IMU dal 2020 unificando le previgenti IMU e TASI. Il modello e le relative istruzioni sono stati aggiornati con il Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 29 luglio 2022, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 188 del 12 agosto 2022.

    La differenza con il pagamento dell’IMU

    È fondamentale non confondere la dichiarazione IMU con il pagamento dell’imposta. Si tratta di due adempimenti distinti, con scadenze diverse e finalità diverse. Il pagamento avviene tramite modello F24 in due rate: acconto entro il 16 giugno 2026 e saldo entro il 16 dicembre 2026. La dichiarazione, invece, riguarda solo le variazioni intervenute nel 2025 e va presentata entro il 30 giugno 2026. Per approfondire le date dei versamenti consulta la nostra guida sulle scadenze IMU 2026.

    Scadenza dichiarazione IMU 2026: il 30 giugno

    La scadenza della dichiarazione IMU è fissata al 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui si è verificata la variazione o si è iniziato il possesso dell’immobile. Per le variazioni intervenute nel corso del 2025 la dichiarazione va quindi presentata entro il 30 giugno 2026. Il termine è perentorio: una presentazione tardiva, anche di un solo giorno, comporta l’applicazione delle sanzioni previste per l’omessa dichiarazione.

    Attenzione: il 30 giugno 2026 cade di martedì, quindi non opera la proroga automatica al primo giorno lavorativo successivo prevista per le scadenze che cadono di sabato, domenica o festivo. Per chi presenta la dichiarazione IMU in modalità telematica fa fede la data di trasmissione; per chi la consegna a mano o la spedisce per raccomandata vale la data di consegna o di spedizione.

    Tabella riepilogativa delle scadenze IMU 2026

    AdempimentoScadenza 2026Riferimento normativo
    Acconto IMU 202616 giugno 2026L. 160/2019 art. 1 c. 762
    Dichiarazione IMU per variazioni 202530 giugno 2026L. 160/2019 art. 1 c. 769
    Saldo IMU 202616 dicembre 2026L. 160/2019 art. 1 c. 762

    Vale la pena ricordare che la dichiarazione IMU 2026 ha effetto anche per gli anni successivi, finché non intervengono ulteriori variazioni rilevanti. Una volta presentata correttamente, non va replicata ogni anno: il Comune la considera valida fino a quando la situazione dell’immobile non cambia.

    Chi deve presentare la dichiarazione IMU

    Sono tenuti a presentare la dichiarazione IMU i soggetti passivi dell’imposta, ossia coloro che possiedono immobili a titolo di proprietà o di altro diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie). Sono inoltre soggetti passivi il locatario di immobili in leasing, il concessionario di aree demaniali e l’amministratore di condominio per le parti comuni.

    Non tutti i possessori di immobili devono però presentare la dichiarazione IMU 2026. L’obbligo scatta solo quando si verifica una delle situazioni previste dalla normativa, che vedremo nel dettaglio nella prossima sezione. Per la casa di abitazione principale non di lusso (categorie diverse da A/1, A/8 e A/9) l’immobile è esente da IMU e non richiede dichiarazione, salvo casi particolari come la destinazione a comodato gratuito ai familiari.

    Pluralità di proprietari: chi presenta la dichiarazione

    In caso di immobili posseduti da più soggetti pro quota, ciascun comproprietario è tenuto a presentare una propria dichiarazione IMU per la quota di sua spettanza. Non esiste una dichiarazione “cumulativa” da parte di un solo comproprietario per conto degli altri: ogni soggetto passivo risponde autonomamente del proprio obbligo dichiarativo e dei relativi pagamenti.

    Lo stesso principio vale per gli eredi nel caso di successione: ciascun erede deve presentare la propria dichiarazione IMU per la quota ereditata, indicando la data di apertura della successione (giorno del decesso). Per gestire correttamente i passaggi successori, soprattutto in Friuli Venezia Giulia dove vige il sistema tavolare, è consigliabile rivolgersi al CAF Centro Fiscale che segue l’intera dichiarazione di successione e le conseguenze IMU.

    I casi di obbligo dichiarativo

    I casi obbligatori di dichiarazione IMU sono espressamente individuati dalle istruzioni ministeriali del DM 29 luglio 2022 e riguardano tutte quelle situazioni in cui il Comune non può venire a conoscenza dell’evento attraverso le banche dati a sua disposizione (Catasto, Anagrafe, Registro Imprese). Vediamo i principali.

    Riduzioni ed esenzioni

    La dichiarazione IMU 2026 è obbligatoria quando si vuole beneficiare di una riduzione o di un’esenzione non automaticamente riconosciuta. Tra le ipotesi più comuni:

    • Comodato gratuito a parente in linea retta entro il primo grado (genitori-figli) con riduzione del 50% della base imponibile, ai sensi dell’art. 1 c. 747 L. 160/2019
    • Immobile locato a canone concordato (legge 431/1998) con riduzione del 25% dell’imposta
    • Fabbricati di interesse storico o artistico riconosciuti ai sensi del D.Lgs. 42/2004, con riduzione del 50% della base imponibile
    • Fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili con riduzione del 50% della base imponibile
    • Immobili di proprietà di anziani o disabili residenti in istituti di ricovero, assimilati all’abitazione principale per delibera comunale
    • Pensionati esteri iscritti AIRE che possiedono in Italia una sola unità immobiliare non locata né data in comodato, con riduzione al 50%

    Variazioni rilevanti dell’immobile

    Va presentata la dichiarazione IMU anche per cambiamenti che incidono sul calcolo del tributo:

    • Acquisizione o cessazione del diritto di abitazione del coniuge superstite a seguito di decesso
    • Immobili che dal 1° gennaio 2025 hanno perso o acquisito il diritto all’esenzione
    • Aree edificabili che il proprietario coltiva direttamente come imprenditore agricolo professionale (IAP) o coltivatore diretto
    • Immobili oggetto di assegnazione ad uno dei coniugi a seguito di sentenza di separazione o divorzio
    • Variazioni del valore venale delle aree fabbricabili rispetto al valore in precedenza dichiarato
    • Immobili merce delle imprese costruttrici, destinati alla vendita e non locati
    • Immobili posseduti da enti non commerciali con destinazione mista (parte commerciale e parte istituzionale)

    Trasferimenti e atti non registrati al Catasto

    Un caso particolarmente insidioso riguarda gli atti che, pur essendo giuridicamente perfetti, non risultano nelle banche dati telematiche del Comune. È il caso, ad esempio, dei trasferimenti per usucapione riconosciuti con sentenza, dei contratti di leasing immobiliare stipulati prima dell’integrazione nei sistemi informatici comunali, o di alcune situazioni in regime di sistema tavolare tipiche del Friuli Venezia Giulia, dove le iscrizioni avvengono con modalità diverse rispetto al sistema della conservatoria.

    Modello dichiarazione IMU 2026

    Il modello di dichiarazione IMU 2026 in vigore è quello approvato con il Decreto MEF del 29 luglio 2022, articolato in più quadri che il contribuente deve compilare in base alla propria situazione. Esiste anche un modello speciale denominato IMU/IMPi (Imposta Immobiliare sulle Piattaforme Marine), pensato per le strutture installate offshore, e un modello specifico per gli enti non commerciali, che hanno scadenza diversa (entro il 30 giugno con presentazione esclusivamente telematica).

    Il modello standard è composto da: un frontespizio con i dati identificativi del contribuente; un quadro per ogni immobile dichiarato, con i dati catastali, la quota di possesso, il valore imponibile, l’eventuale riduzione o esenzione, e la causa della dichiarazione; le istruzioni allegate, che riportano l’elenco completo dei casi di obbligo.

    Dove scaricare il modello

    Il modello ufficiale è disponibile sul sito del Dipartimento delle Finanze all’indirizzo finanze.gov.it nella sezione “Imposta Municipale Propria (IMU)”. Alcuni Comuni offrono anche moduli compilabili online con il proprio software gestionale tributi. Tuttavia, la corretta compilazione richiede competenze specifiche su catasto, agevolazioni e aliquote: per evitare errori che potrebbero costare cari, ti consigliamo di rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine.

    Come si compila il modello

    La compilazione della dichiarazione IMU richiede attenzione ai dati catastali, alle quote di possesso e alle eventuali agevolazioni. Vediamo i passaggi principali, ricordando che ogni errore può tradursi in un accertamento da parte del Comune anche a distanza di anni.

    Frontespizio: i dati anagrafici

    Nel frontespizio vanno indicati i dati identificativi del contribuente: codice fiscale, cognome e nome (o denominazione sociale), data e luogo di nascita, residenza, recapiti. Per le persone fisiche è importante indicare il codice fiscale del soggetto passivo titolare dell’immobile, mentre per le società va riportata la partita IVA e la sede legale.

    Quadro descrittivo dell’immobile

    Per ogni immobile dichiarato vanno indicati: il Comune di ubicazione, l’indirizzo, i dati catastali (foglio, particella, subalterno, categoria, classe, rendita), la quota di possesso espressa in percentuale, la data di inizio o cessazione del possesso, il valore imponibile ai fini IMU. Per i fabbricati il valore imponibile si ottiene moltiplicando la rendita catastale rivalutata del 5% per il coefficiente di categoria (160 per abitazioni rivalutato a 168, 80 per banche e uffici, 65 per alberghi e categoria D, 55 per categoria C/1, 135 per terreni agricoli sul reddito dominicale rivalutato del 25%).

    Indicazione della causa della dichiarazione

    Va indicato il motivo per cui si presenta la dichiarazione IMU 2026: comodato gratuito, immobile inagibile, immobile storico, locazione a canone concordato, abitazione assimilata, eccetera. Le istruzioni del modello riportano l’elenco completo delle causali con il relativo codice numerico, da inserire negli appositi campi.

    Esempio pratico di calcolo della base imponibile

    Facciamo un esempio concreto. Marco possiede a Udine un appartamento di categoria A/3 con rendita catastale di 850 euro, dato in comodato gratuito al figlio dal 1° marzo 2025. La base imponibile IMU si calcola così: 850 × 1,05 (rivalutazione) × 168 (coefficiente A/3) = 149.940 euro. Avendo i requisiti per il comodato gratuito a parente in linea retta, la base imponibile si riduce del 50%, scendendo a 74.970 euro. Marco deve presentare la dichiarazione IMU entro il 30 giugno 2026 per comunicare al Comune l’attivazione del beneficio, allegando idonea documentazione (atto registrato di comodato, residenza del comodatario).

    Modalità di presentazione e trasmissione

    La dichiarazione IMU 2026 può essere presentata in modalità diverse a seconda della natura del soggetto passivo. Le possibilità ammesse dalla normativa sono tre: cartacea direttamente al Comune, raccomandata postale, telematica.

    Persone fisiche: cartacea o tramite intermediario

    Le persone fisiche possono presentare la dichiarazione IMU in formato cartaceo, consegnandola direttamente all’ufficio tributi del Comune dove è ubicato l’immobile oppure spedendola con raccomandata semplice senza ricevuta di ritorno. Fa fede la data del timbro postale di partenza o la data di protocollazione in caso di consegna a mano. In alternativa, possono avvalersi di un intermediario abilitato (commercialista, CAF, tributarista) che la trasmetterà telematicamente.

    Enti non commerciali e soggetti diversi: obbligo telematico

    Per gli enti non commerciali la dichiarazione IMU (modello “EN-C”) va trasmessa esclusivamente per via telematica tramite i servizi Entratel o Fisconline dell’Agenzia delle Entrate. Stesso obbligo per i soggetti tenuti alla trasmissione telematica dei modelli dichiarativi (società di capitali, soggetti IRES). Per chi non ha le credenziali Entratel, l’invio passa obbligatoriamente per un intermediario abilitato.

    Un Comune per ogni dichiarazione

    Va ricordato che la dichiarazione IMU si presenta al Comune dove è ubicato l’immobile, non al Comune di residenza del contribuente (se diversi). Chi possiede immobili in più Comuni deve quindi presentare una dichiarazione separata per ciascun Comune. Questo aspetto è particolarmente rilevante per chi ha case di vacanza in località diverse: ogni Comune ha le proprie aliquote, le proprie modalità operative e il proprio ufficio tributi.

    Codici tributo IMU per il modello F24

    Anche se la dichiarazione IMU 2026 non comporta un pagamento contestuale, è utile riepilogare i codici tributo IMU per il modello F24, perché molto spesso la dichiarazione segue (o anticipa) un versamento. Conoscere il codice giusto evita ravvedimenti complicati e errate imputazioni.

    Codice tributo F24Tipologia di immobileBeneficiario
    3912Abitazione principale (solo A/1, A/8, A/9) e relative pertinenzeComune
    3913Fabbricati rurali ad uso strumentaleComune
    3914Terreni agricoliComune
    3916Aree fabbricabiliComune
    3918Altri fabbricati (categorie diverse da A/10 e D)Comune
    3925Immobili categoria D – quota StatoStato
    3930Immobili categoria D – incremento ComuneComune

    I codici sono stati istituiti con la Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 35/E del 12 aprile 2012 e successive modifiche. Per gli immobili di categoria D è importante ricordare che l’aliquota base dello 0,76% è destinata allo Stato (codice 3925), mentre l’eventuale aliquota aggiuntiva deliberata dal Comune entro il limite massimo dell’1,06% va al Comune stesso (codice 3930). Una corretta separazione dei codici nel modello F24 è essenziale per evitare contestazioni.

    Sanzioni per omessa o infedele dichiarazione IMU

    L’omissione o la presentazione infedele della dichiarazione IMU espone il contribuente a sanzioni amministrative significative, regolate dall’articolo 1, comma 775, della Legge 160/2019 e dal D.Lgs. 471/1997. È un capitolo che molti proprietari sottovalutano, scoprendo solo a distanza di anni che l’omissione costa molto più di quanto avrebbero risparmiato evitando l’adempimento.

    Omessa dichiarazione IMU

    La sanzione per omessa dichiarazione IMU va dal 100% al 200% del tributo dovuto, con un minimo di 50 euro. Il Comune può inoltre richiedere il pagamento integrale dell’imposta non versata, gli interessi legali maturati dalla scadenza al momento dell’accertamento, e l’eventuale aggio della riscossione. Quando non è stato versato neanche il tributo, alle sanzioni della dichiarazione si sommano quelle del mancato versamento (30% dell’importo non pagato), per un esborso complessivo che può facilmente superare il doppio del tributo originario.

    Dichiarazione infedele

    La dichiarazione IMU infedele, ossia presentata con dati incompleti, sbagliati o tali da determinare un’imposta inferiore al dovuto, comporta una sanzione dal 50% al 100% della maggiore imposta accertata, con minimo di 50 euro. Rientrano in questa categoria gli errori sui dati catastali, sulle quote di possesso, sulle agevolazioni indebitamente fruite o sui valori delle aree edificabili sottostimati.

    Riduzioni e regolarizzazione

    Se la dichiarazione IMU viene presentata tardivamente entro 90 giorni dalla scadenza, la sanzione è ridotta a un decimo del minimo (10% del tributo, minimo 50 euro). Se l’errore è stato regolarizzato attraverso il ravvedimento operoso, prima di una contestazione formale del Comune, la sanzione può essere ulteriormente abbattuta in base ai termini di pentimento, come vedremo nella sezione dedicata.

    Ravvedimento operoso per la dichiarazione IMU

    Il ravvedimento operoso è lo strumento che permette al contribuente di sanare spontaneamente l’omissione o l’errore nella dichiarazione IMU, ottenendo sanzioni notevolmente ridotte rispetto a quelle applicate in caso di accertamento. La sua disciplina è contenuta nell’articolo 13 del D.Lgs. 472/1997 e si applica anche ai tributi locali come l’IMU.

    Le riduzioni del ravvedimento

    Le sanzioni si riducono in funzione di quanto tempo è passato dalla scadenza originaria:

    • Entro 30 giorni dalla scadenza: sanzione ridotta a 1/10 (3% del tributo non versato)
    • Entro 90 giorni: sanzione ridotta a 1/9 (circa 3,33%)
    • Entro 1 anno: sanzione ridotta a 1/8 (3,75%)
    • Entro 2 anni: sanzione ridotta a 1/7 (4,29%)
    • Oltre 2 anni: sanzione ridotta a 1/6 (5%)

    Vanno sempre versati anche gli interessi legali calcolati al tasso vigente (attualmente in valutazione la conferma del tasso del 2,5% in vigore dal 2024) sui giorni di ritardo. Per regolarizzare correttamente serve calcolare con precisione tributo, sanzione ridotta e interessi, oltre a presentare la dichiarazione omessa o corretta. Si tratta di un’operazione delicata che il CAF Centro Fiscale di Udine può gestire per conto del contribuente.

    Dichiarazione IMU in FVG: il sistema tavolare

    In Friuli Venezia Giulia, e in particolare nelle ex province di Gorizia, Trieste e in parte di quelle di Udine e Pordenone, vige il sistema tavolare, un sistema di pubblicità immobiliare diverso da quello della trascrizione in vigore nel resto d’Italia. Questa peculiarità ha conseguenze concrete anche sulla dichiarazione IMU 2026.

    Nel sistema tavolare l’acquisto della proprietà non si perfeziona con il rogito notarile ma con l’iscrizione nel Libro Fondiario. Questo significa che, in attesa dell’iscrizione tavolare, il nuovo acquirente non è ancora soggetto passivo IMU ai sensi dell’articolo 1 c. 743 L. 160/2019: il tributo resta a carico del venditore fino al perfezionamento dell’intavolazione. Una circostanza che può creare incertezze in caso di compravendite a cavallo tra due anni d’imposta.

    Successioni e voltura non automatica

    Lo stesso principio vale per le successioni: nelle zone tavolari la voltura catastale non avviene automaticamente dopo la presentazione della dichiarazione di successione, come accade nel resto d’Italia, ma richiede un’apposita istanza al giudice tavolare. Gli eredi devono comunque versare l’IMU dall’apertura della successione (giorno del decesso del de cuius), ma per molti Comuni FVG resta operativo solo dopo l’intavolazione. Per gestire correttamente queste situazioni il CAF Centro Fiscale di Udine ha sviluppato competenze specifiche, frutto di pluriennale esperienza locale.

    Errori frequenti da evitare

    Nella nostra esperienza con i contribuenti di Udine e provincia abbiamo individuato alcuni errori ricorrenti che portano a sanzioni anche pesanti. Conoscerli aiuta a non commetterli quando si gestisce la dichiarazione IMU 2026.

    • Confondere dichiarazione e versamento: in molti pensano che pagando l’F24 si “salti” la dichiarazione. Falso: sono due adempimenti distinti.
    • Non dichiarare il comodato gratuito attivato nel 2025 perdendo così il diritto alla riduzione del 50%.
    • Dichiarare un valore delle aree fabbricabili non aggiornato rispetto al valore venale di mercato.
    • Omettere la dichiarazione per immobili inagibili ritenendo che la sola perizia tecnica basti: serve la dichiarazione formale al Comune.
    • Presentare la dichiarazione al Comune di residenza invece che a quello dove si trova l’immobile.
    • Non aggiornare il valore catastale dopo lavori di ristrutturazione che cambiano la categoria.
    • Confondere abitazione principale e residenza fiscale: per l’IMU conta la dimora abituale e la residenza anagrafica del nucleo, non semplicemente l’iscrizione AIRE o la residenza in altro luogo.

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