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Tag Archivio per: dimissioni volontarie

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Dimissioni Volontarie 2026: Procedura Online e Preavviso

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Le dimissioni volontarie sono la decisione del lavoratore di interrompere il proprio rapporto di lavoro. Dal 2016, la procedura è esclusivamente telematica e deve essere inviata attraverso il portale ClicLavoro del Ministero del Lavoro. In questa guida vediamo nel dettaglio come funzionano le dimissioni volontarie 2026: dalla procedura online ai tempi di preavviso, dai casi di giusta causa fino ai diritti economici come TFR e ferie non godute. Se hai bisogno di supporto, il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti anche nella gestione della NASpI successiva.

Indice dei contenuti

  1. Procedura telematica su ClicLavoro
  2. SPID e CIE: come accedere al portale
  3. Tempi di preavviso per CCNL e livello
  4. Dimissioni per giusta causa
  5. Dimissioni in maternità e paternità
  6. Revoca entro 7 giorni
  7. TFR, ferie non godute e diritti economici
  8. NASpI e dimissioni: quando spetta
  9. Domande frequenti

Procedura telematica su ClicLavoro

Dal 12 marzo 2016, le dimissioni volontarie devono essere presentate esclusivamente in modalità telematica attraverso il portale ClicLavoro del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Questa procedura è stata introdotta per contrastare il fenomeno delle cosiddette “dimissioni in bianco”.

La procedura prevede la compilazione di un modulo online in cui il lavoratore indica i propri dati, quelli del datore di lavoro, la data di decorrenza delle dimissioni e la tipologia (volontarie, per giusta causa, durante il periodo di prova). Una volta compilato e inviato, il sistema genera un codice identificativo univoco e la comunicazione viene trasmessa automaticamente al datore di lavoro e all’Ispettorato Territoriale del Lavoro.

In alternativa, è possibile presentare le dimissioni tramite un soggetto abilitato: patronato, sindacato, consulente del lavoro, sede territoriale dell’Ispettorato del Lavoro oppure un CAF. Il tipo di contratto di lavoro influisce sulle modalità specifiche.

SPID e CIE: come accedere al portale

Per accedere al portale ClicLavoro e inviare le dimissioni telematiche servono le credenziali SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) oppure la CIE (Carta d’Identità Elettronica). Non è più possibile utilizzare il vecchio PIN INPS.

Ecco i passaggi da seguire:

  • Accedi al sito servizi.lavoro.gov.it con SPID o CIE
  • Seleziona la sezione “Dimissioni volontarie”
  • Compila il modulo con i dati del rapporto di lavoro (codice fiscale datore, data assunzione, CCNL applicato)
  • Indica la data di decorrenza (primo giorno in cui non lavorerai più)
  • Seleziona la tipologia di dimissioni
  • Conferma e invia: riceverai un codice identificativo e una ricevuta

Se non hai SPID o CIE, puoi rivolgerti a un patronato o al CAF Centro Fiscale di Udine che potrà inviare le dimissioni per tuo conto.

Tempi di preavviso per CCNL e livello

Il preavviso è il periodo che deve trascorrere tra la comunicazione delle dimissioni e l’ultimo giorno di lavoro effettivo. La sua durata non è fissa: dipende dal CCNL applicato, dal livello di inquadramento e dall’anzianità di servizio.

Ecco alcuni esempi pratici dei principali contratti collettivi:

  • CCNL Commercio: da 15 giorni (livello 6-7, fino a 5 anni di servizio) a 120 giorni (quadri, oltre 10 anni)
  • CCNL Metalmeccanici: da 10 giorni (operai, fino a 5 anni) a 3 mesi (impiegati di alto livello)
  • CCNL Turismo: da 15 giorni (livello base) a 60 giorni (quadri)
  • CCNL Studi professionali: da 15 a 90 giorni in base al livello
  • CCNL Pubblico impiego: generalmente 1-3 mesi in base alla qualifica

Se il lavoratore non rispetta il preavviso, il datore di lavoro può trattenere dalla busta paga finale l’indennità sostitutiva del preavviso, pari alla retribuzione che il dipendente avrebbe percepito durante il periodo di preavviso non lavorato. Verifica sempre il tuo CCNL e il tuo livello prima di presentare le dimissioni.

Dimissioni per giusta causa

Le dimissioni per giusta causa rappresentano un caso particolare: il lavoratore può interrompere il rapporto senza obbligo di preavviso quando si verifica un grave inadempimento del datore di lavoro che rende impossibile la prosecuzione del rapporto.

I casi più frequenti che giustificano le dimissioni per giusta causa includono:

  • Mancato pagamento dello stipendio (ritardo reiterato o totale omissione)
  • Mobbing o molestie sul luogo di lavoro documentate
  • Modifica unilaterale peggiorativa delle condizioni contrattuali (demansionamento)
  • Mancato versamento dei contributi previdenziali
  • Trasferimento della sede di lavoro senza giustificato motivo
  • Violazioni della sicurezza sul lavoro gravi e reiterate

Le dimissioni per giusta causa danno diritto alla NASpI (indennità di disoccupazione), a differenza delle dimissioni volontarie ordinarie. Per questo è fondamentale indicare correttamente la tipologia nel modulo telematico e conservare tutta la documentazione a supporto.

Dimissioni in maternità e paternità

Le dimissioni presentate durante il periodo di gravidanza o entro il primo anno di vita del bambino (o entro un anno dall’ingresso in famiglia per adozione/affidamento) richiedono una procedura aggiuntiva di tutela: la convalida presso l’Ispettorato Territoriale del Lavoro (ITL).

Questa tutela si applica sia alla madre lavoratrice sia al padre lavoratore e serve a verificare che le dimissioni siano effettivamente volontarie e non frutto di pressioni del datore di lavoro.

La procedura prevede:

  1. Presentazione delle dimissioni telematiche su ClicLavoro
  2. Richiesta di un appuntamento presso l’Ispettorato del Lavoro territoriale
  3. Colloquio personale per verificare la volontarietà delle dimissioni
  4. Rilascio della convalida che rende efficaci le dimissioni

Importante: le dimissioni in maternità non convalidate non producono effetto. Inoltre, chi si dimette durante la maternità ha diritto alla NASpI, a differenza delle dimissioni volontarie ordinarie.

Revoca entro 7 giorni

Hai cambiato idea dopo aver inviato le dimissioni? La legge prevede la possibilità di revocare le dimissioni entro 7 giorni dalla data di trasmissione del modulo telematico. La revoca si effettua sempre tramite il portale ClicLavoro, con la stessa procedura utilizzata per l’invio.

Cosa sapere sulla revoca:

  • Il termine di 7 giorni è perentorio: se scade, le dimissioni diventano definitive
  • La revoca ha effetto immediato e il rapporto di lavoro prosegue senza interruzioni
  • Non serve il consenso del datore di lavoro: è un diritto unilaterale del lavoratore
  • Se il datore nel frattempo ha già assunto un sostituto, il lavoratore ha comunque diritto alla prosecuzione del rapporto

Dopo i 7 giorni, l’unico modo per tornare a lavorare è che il datore accetti una nuova assunzione con un nuovo contratto.

TFR, ferie non godute e diritti economici

In caso di dimissioni volontarie, il lavoratore ha diritto a ricevere tutte le competenze di fine rapporto. Non importa se le dimissioni sono volontarie o per giusta causa: i diritti economici spettano sempre.

Ecco cosa ti spetta:

  • TFR (Trattamento di Fine Rapporto): maturato per tutto il periodo lavorato, calcolato dividendo la retribuzione annua per 13,5
  • Ferie non godute: le ferie maturate e non fruite vengono pagate in busta paga finale
  • Permessi non goduti: ROL (Riduzione Orario Lavoro) e permessi ex festività non utilizzati
  • Ratei di tredicesima (e quattordicesima se prevista dal CCNL) maturati
  • Ultima mensilità: retribuzione fino all’ultimo giorno di lavoro

Il datore di lavoro deve corrispondere queste somme nell’ultima busta paga, generalmente entro 30-45 giorni dalla cessazione del rapporto. Se il TFR è stato versato a un fondo pensione, la liquidazione segue le tempistiche del fondo.

NASpI e dimissioni: quando spetta

Una delle domande più frequenti riguarda il diritto alla NASpI in caso di dimissioni. La regola generale è chiara:

  • Dimissioni volontarie ordinarie: NON danno diritto alla NASpI, perché la disoccupazione non è involontaria
  • Dimissioni per giusta causa: SI, danno diritto alla NASpI perché equiparate a licenziamento
  • Dimissioni in maternità/paternità: SI, danno diritto alla NASpI (entro il primo anno del bambino)
  • Risoluzione consensuale presso ITL: SI, se avviene nell’ambito della procedura di conciliazione

Per presentare la domanda di NASpI hai 68 giorni dalla data di cessazione del rapporto. Puoi farlo online sul sito INPS con SPID, oppure rivolgendoti al CAF Centro Fiscale di Udine che ti assiste gratuitamente nella compilazione e nell’invio della domanda.

Domande frequenti sulle dimissioni volontarie 2026

Posso dare le dimissioni senza SPID?

Non direttamente: l’accesso al portale ClicLavoro richiede SPID o CIE. Tuttavia puoi rivolgerti a un patronato, un sindacato o il CAF che invierà le dimissioni per tuo conto utilizzando le proprie credenziali di soggetto abilitato.

Quanto dura il preavviso per un impiegato del commercio?

Dipende dal livello e dall’anzianità. Per un impiegato di IV livello CCNL Commercio: 15 giorni (fino a 5 anni di servizio), 30 giorni (da 5 a 10 anni) e 45 giorni (oltre 10 anni). Per livelli superiori i tempi si allungano.

Le dimissioni vanno date in un giorno specifico del mese?

No, non esiste un obbligo di data specifica. Tuttavia è consigliabile far decorrere il preavviso dal 1° o dal 16° del mese, come previsto da molti CCNL, per evitare complicazioni nel calcolo della retribuzione.

Cosa succede se non rispetto il preavviso?

Il datore di lavoro tratterrà dalla tua ultima busta paga l’indennità sostitutiva del preavviso, pari alla retribuzione che avresti percepito durante il periodo mancante. In alcuni casi, il datore può rinunciare al preavviso senza trattenute.

Posso dare le dimissioni durante la malattia?

Sì, puoi dare le dimissioni anche durante un periodo di malattia. Il preavviso decorre normalmente. Alcuni CCNL prevedono la sospensione del preavviso durante la malattia: verifica il tuo contratto collettivo.

Le dimissioni durante il periodo di prova vanno fatte online?

No, le dimissioni durante il periodo di prova sono escluse dall’obbligo della procedura telematica. È sufficiente una comunicazione scritta al datore di lavoro, senza obbligo di preavviso.


Hai bisogno di assistenza per le dimissioni o la NASpI?

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la procedura di dimissioni telematiche, la richiesta della NASpI e tutti gli adempimenti legati alla cessazione del rapporto di lavoro. Prenota un appuntamento:

Scrivici su WhatsApp: 366 6018121

Oppure compila il modulo per essere ricontattato:

    Il tuo nome (*)

    La tua email (*)

    Il tuo telefono (*)

    Richiesta (eventuale)

    Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.m

    CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine | Tel. 0432 1638640

    Aprile 26, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-26 09:00:002026-04-04 18:08:15Dimissioni Volontarie 2026: Procedura Online e Preavviso
    CAF

    TFR e Dimissioni Volontarie 2026: Quando Spetta e Tempi

    Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

    Le dimissioni volontarie sono una scelta importante e spesso accompagnata da molti dubbi, soprattutto quando si tratta del TFR (Trattamento di Fine Rapporto). La domanda più frequente è: se mi dimetto, perdo il TFR? La risposta è chiara: no, il TFR spetta sempre, indipendentemente dal motivo della cessazione del rapporto di lavoro. In questa guida ti spieghiamo tutto quello che devi sapere su TFR e dimissioni volontarie nel 2026: quando viene pagato, come si calcola l’ultima mensilità e cosa fare se l’azienda non paga.

    Indice dei contenuti

    1. Il TFR spetta con le dimissioni volontarie?
    2. Tempi di pagamento del TFR dopo le dimissioni
    3. Calcolo del TFR e ultima mensilità
    4. TFR e preavviso non lavorato
    5. Dimissioni online: la procedura telematica 2026
    6. Cosa fare se l’azienda non paga il TFR
    7. FAQ: Domande frequenti su TFR e dimissioni

    Il TFR spetta con le dimissioni volontarie?

    Sì, il TFR spetta sempre, anche in caso di dimissioni volontarie. Si tratta di un diritto maturato dal lavoratore durante tutto il rapporto di lavoro, previsto dall’articolo 2120 del Codice Civile. Il TFR non è un “premio” concesso dal datore di lavoro, ma una quota della retribuzione che viene accantonata ogni anno.

    Questo significa che il TFR ti spetta in ogni caso di cessazione del rapporto:

    • Dimissioni volontarie (scelta libera del lavoratore)
    • Dimissioni per giusta causa (gravi inadempienze del datore)
    • Licenziamento (anche per giusta causa o giustificato motivo)
    • Scadenza del contratto a termine
    • Pensionamento
    • Risoluzione consensuale

    In pratica, non esiste nessuna situazione in cui il lavoratore perde il diritto al TFR. L’unica differenza riguarda i tempi di pagamento, che possono variare.

    Tempi di pagamento del TFR dopo le dimissioni

    Uno degli aspetti più importanti da conoscere riguarda quando riceverai il TFR dopo le dimissioni. I tempi variano in base al settore:

    Settore privato

    Nel settore privato, la legge non fissa un termine preciso, ma la prassi consolidata e la maggior parte dei CCNL (Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro) prevedono il pagamento del TFR entro 30-45 giorni dall’ultimo giorno di lavoro. Molte aziende lo inseriscono nell’ultima busta paga o nel cedolino del mese successivo alla cessazione.

    Settore pubblico (Pubblica Amministrazione)

    Per i dipendenti pubblici, i tempi sono decisamente più lunghi e variano in base al motivo della cessazione:

    • Dimissioni volontarie: il TFR (o TFS, Trattamento di Fine Servizio) viene pagato entro 24 mesi dalla cessazione, più ulteriori 3 mesi per la liquidazione effettiva
    • Raggiungimento limiti di età: entro 12 mesi + 3 mesi
    • Cessazione per inabilità: entro 105 giorni

    Se il TFR supera i 50.000 euro, viene pagato in rate annuali (fino a 3 rate per importi superiori a 100.000 euro).

    Calcolo del TFR e ultima mensilità

    Il calcolo del TFR segue una formula precisa. Per ogni anno di lavoro, il datore accantona una quota pari alla retribuzione annua divisa per 13,5. Le quote accantonate vengono poi rivalutate ogni anno con un tasso composto da:

    • Tasso fisso: 1,5% annuo
    • Tasso variabile: 75% dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo

    Esempio pratico: Marco ha lavorato 5 anni con una retribuzione annua lorda di 30.000 euro. La quota annua di TFR è circa 30.000 / 13,5 = 2.222 euro. Dopo 5 anni, senza considerare la rivalutazione, il TFR lordo è di circa 11.110 euro. Il netto dipenderà dalla tassazione separata applicata.

    Nell’ultima busta paga troverai anche:

    • Ferie non godute: le ferie maturate ma non utilizzate vengono pagate
    • Ratei di tredicesima e quattordicesima (se prevista dal contratto)
    • Eventuali straordinari o competenze arretrate

    TFR e preavviso non lavorato

    Quando ti dimetti, il contratto collettivo prevede un periodo di preavviso che devi rispettare. Ma cosa succede se il datore di lavoro ti esonera dal preavviso?

    Esistono due scenari:

    • Il lavoratore non rispetta il preavviso: il datore può trattenere dalla busta paga finale l’indennità sostitutiva del preavviso, cioè l’equivalente della retribuzione per i giorni di preavviso non lavorati. Questo importo viene detratto dal TFR e dalle competenze finali
    • Il datore esonera dal preavviso: deve pagare al lavoratore l’indennità sostitutiva del preavviso. In questo caso, il periodo di preavviso non lavorato ma pagato incide sul calcolo del TFR, facendolo aumentare leggermente

    Attenzione: l’indennità sostitutiva del preavviso è soggetta a contributi previdenziali e va inclusa nella base di calcolo del TFR solo se è il datore a rinunciarvi.

    Dimissioni online: la procedura telematica 2026

    Dal 2016, le dimissioni volontarie devono essere presentate esclusivamente in modalità telematica attraverso il portale del Ministero del Lavoro. Questa procedura serve a prevenire le cosiddette “dimissioni in bianco”.

    Ecco i passaggi da seguire:

    1. Accedi al portale servizi.lavoro.gov.it con SPID o CIE
    2. Compila il modulo con i dati del rapporto di lavoro (codice fiscale datore, data assunzione, CCNL)
    3. Indica la data di decorrenza delle dimissioni (ultimo giorno di lavoro + 1)
    4. Invia il modulo: il sistema genera una ricevuta con marca temporale
    5. Puoi revocare le dimissioni entro 7 giorni dalla trasmissione

    In alternativa, puoi rivolgerti a un patronato o al CAF Centro Fiscale di Udine per assistenza nella compilazione. Il servizio presso il patronato è gratuito.

    Importante: le dimissioni non presentate in forma telematica sono considerate nulle e non producono effetti.

    Cosa fare se l’azienda non paga il TFR

    Se l’azienda non paga il TFR nei tempi previsti, hai diversi strumenti per tutelare i tuoi diritti:

    1. Sollecito formale: invia una raccomandata A/R o PEC al datore di lavoro, chiedendo il pagamento entro 15 giorni
    2. Tentativo di conciliazione: puoi rivolgerti all’Ispettorato del Lavoro per un tentativo di conciliazione stragiudiziale
    3. Decreto ingiuntivo: tramite un avvocato, puoi richiedere al Giudice del Lavoro un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo. I tempi sono generalmente rapidi (30-60 giorni)
    4. Fondo di Garanzia INPS: se l’azienda è insolvente o fallita, puoi richiedere il pagamento del TFR al Fondo di Garanzia INPS. Questo fondo copre il TFR maturato negli ultimi 12 mesi del rapporto di lavoro (e in molti casi l’intero importo)

    Il diritto al TFR si prescrive in 5 anni dalla data di cessazione del rapporto. Dopo questo termine, non puoi più richiederlo. Per questo è fondamentale agire tempestivamente.

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    FAQ: Domande frequenti su TFR e dimissioni

    Se mi dimetto perdo il TFR?

    No, il TFR spetta sempre, indipendentemente dal motivo delle dimissioni. È un diritto maturato durante il rapporto di lavoro e il datore è obbligato a pagarlo.

    Quanto tempo ha l’azienda per pagare il TFR dopo le dimissioni?

    Nel settore privato, generalmente 30-45 giorni (verifica il tuo CCNL). Nel settore pubblico, fino a 24 mesi + 3 mesi per le dimissioni volontarie.

    Il TFR viene pagato nell’ultima busta paga?

    Nella maggior parte dei casi nel settore privato, il TFR viene incluso nell’ultima busta paga o nel cedolino del mese successivo alla cessazione, insieme a ferie non godute e ratei.

    Posso chiedere un anticipo del TFR prima di dimettermi?

    Sì, se hai almeno 8 anni di servizio presso lo stesso datore. L’anticipo del TFR può essere richiesto per spese sanitarie, acquisto prima casa o congedo parentale, fino al 70% del TFR maturato.

    Le dimissioni durante il periodo di prova danno diritto al TFR?

    Sì, anche le dimissioni durante il periodo di prova danno diritto al TFR maturato, proporzionato ai giorni lavorati. Non è richiesto preavviso in questo caso.

    Hai bisogno di assistenza per il TFR o le dimissioni?

    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a verificare il calcolo del TFR e a presentare le dimissioni telematiche in modo corretto. Contattaci per una consulenza personalizzata.

    Scrivici su WhatsApp

    Oppure vieni a trovarci: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine | Tel: 0432 1638640

    Aprile 17, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-04-17 09:00:002026-05-31 17:13:03TFR e Dimissioni Volontarie 2026: Quando Spetta e Tempi

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