Logopedisti, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, Professionisti SanitariPartita IVA Logopedista e Dietista 2026: Guida Completa al Nuovo Codice ATECO 86.99.09Aprire la partita IVA come logopedista e dietista nel 2026 significa fare i conti con una novità che molti colleghi (e non pochi siti web) non hanno ancora recepito: il codice ATECO corretto oggi è 86.99.09, non più il vecchio 86.90.29. Dal 1° gennaio 2025 è infatti entrata in vigore la nuova classificazione ATECO 2025, operativa per gli adempimenti dell’Agenzia delle Entrate dal 1° aprile 2025.Non è un dettaglio burocratico da poco: il codice ATECO è la “carta d’identità fiscale” della tua attività e influenza il coefficiente di redditività nel regime forfettario, i controlli dell’Agenzia delle Entrate e la coerenza della tua posizione. In questa guida trovi tutto quello che serve sapere sulla partita IVA per logopedista e dietista: codice ATECO aggiornato, contributi in Gestione Separata INPS, esenzione IVA delle prestazioni sanitarie e obblighi verso il Sistema Tessera Sanitaria. Con parole semplici, esempi concreti e senza gergo inutile.Indice dei contenutiPartita IVA logopedista e dietista 2026: cosa cambia davveroIl codice ATECO 2025 per logopedista e dietista è 86.99.09Da 86.90.29 a 86.99.09: la differenza tra il precedente ATECO 2007 e l’ATECO 2025Regime forfettario per la partita IVA di logopedista e dietistaContributi: la Gestione Separata INPS per logopedisti e dietistiIVA esente: come si fatturano le prestazioni sanitarieSistema Tessera Sanitaria: invio annuale e divieto di fattura elettronicaCome aprire la partita IVA da logopedista o dietistaGli errori più comuni da evitareDomande frequentiPartita IVA logopedista e dietista 2026: cosa cambia davveroChi apre oggi la partita IVA come logopedista e dietista si muove in uno scenario diverso rispetto a due o tre anni fa. I cambiamenti principali sono tre e vale la pena metterli subito in fila, perché sono esattamente i punti su cui circolano le informazioni più datate.Nuova classificazione ATECO 2025: il codice da indicare all’apertura è 86.99.09, mentre il vecchio 86.90.29 appartiene alla classificazione ATECO 2007 (aggiornamento 2022) ormai superata.Sistema Tessera Sanitaria con invio annuale: dal periodo d’imposta 2025 i dati delle spese sanitarie si trasmettono una volta l’anno, non più con cadenza semestrale.Soglie del regime forfettario confermate: 85.000 euro di ricavi e 35.000 euro di redditi da lavoro dipendente dell’anno precedente (non più 30.000).Per il resto, l’impianto resta quello che conosci: regime forfettario con imposta sostitutiva agevolata, contributi in Gestione Separata INPS e prestazioni sanitarie esenti IVA. Ma è proprio sui dettagli che si giocano gli errori più costosi, e una partita IVA per logopedista e dietista impostata male oggi si traduce in correzioni, comunicazioni e perdite di tempo domani. Il codice ATECO 2025 per logopedista e dietista è 86.99.09Partiamo dal dato più importante. Il codice ATECO da utilizzare nel 2026 per l’attività libero-professionale di logopedista e di dietista è il 86.99.09 – Altre attività paramediche indipendenti n.c.a. (la sigla “n.c.a.” significa semplicemente “non classificate altrove”, cioè una categoria residuale che raccoglie le professioni sanitarie senza una voce dedicata).Il riferimento arriva dalla nota ISTAT trasmessa alla FNO TSRM-PSTRP e ripresa dalla circolare 12/2025 della Federazione, che ha ricostruito il raccordo tra la vecchia e la nuova classificazione per tutte le professioni sanitarie dell’albo. Lo stesso codice 86.99.09 vale anche per podologo, ortottista, igienista dentale, TSRM e audioprotesista: non è quindi un codice “generico”, ma la casella corretta in cui il legislatore statistico ha collocato queste figure. Perché il codice ATECO conta più di quanto sembriIl codice ATECO non è una formalità. Determina il coefficiente di redditività nel regime forfettario (cioè la percentuale di incassi su cui si pagano le tasse), condiziona i controlli incrociati dell’Agenzia delle Entrate e compare in ogni documento della tua posizione fiscale. Un codice sbagliato può generare richieste di chiarimenti, applicazione di un coefficiente errato e, nei casi peggiori, il ricalcolo dell’imposta dovuta.Per logopedisti e dietisti il coefficiente di redditività è pari al 78%. Un’avvertenza tecnica utile: l’allegato 4 della legge sul forfettario è ancora scritto in ATECO 2007, quindi il coefficiente si individua guardando il codice 2007 corrispondente (86.90.29) finché non uscirà il decreto con i nuovi coefficienti. Il codice da comunicare all’apertura resta comunque quello ATECO 2025, cioè 86.99.09.Da 86.90.29 a 86.99.09: la differenza tra il precedente ATECO 2007 e l’ATECO 2025Questa è la sezione che ti permette di distinguere un’informazione aggiornata da una copiata da vecchie guide. Fino al 2025 la classificazione in vigore era l’ATECO 2007 (nella versione aggiornata al 2022) e il codice usato da logopedisti e dietisti era il 86.90.29 – Altre attività paramediche indipendenti n.c.a.. Dal 1° gennaio 2025 quella classificazione è stata sostituita dall’ATECO 2025, con piena operatività negli adempimenti fiscali dal 1° aprile 2025.In pratica: il vecchio 86.90.29 oggi si cita solo come riferimento storico. Se leggi un articolo o un preventivo che lo presenta come il codice “attuale” per la partita IVA di logopedista e dietista, quel contenuto non è aggiornato. La corrispondenza corretta è questa:ATECO 2007 (classificazione precedente, superata): 86.90.29 – Altre attività paramediche indipendenti n.c.a.ATECO 2025 (in vigore): 86.99.09 – Altre attività paramediche indipendenti n.c.a.Coefficiente di redditività forfettario: 78% in entrambi i casiFonte: nota ISTAT alla FNO TSRM-PSTRP, circolare 12/2025 Ho già la partita IVA con il vecchio codice: devo fare qualcosa?Domanda frequentissima tra chi ha aperto prima del 2025. La buona notizia è che la riclassificazione delle posizioni già esistenti è avvenuta d’ufficio: non serve una corsa allo sportello. Resta però possibile (e in alcuni casi consigliabile) presentare una variazione dati se il codice attribuito automaticamente non rappresenta correttamente l’attività che svolgi, per esempio quando affianchi prestazioni di natura diversa.Capire se la tua posizione è coerente richiede di leggere il tuo certificato di attribuzione e confrontarlo con l’attività reale. È una verifica rapida ma delicata: il CAF Centro Fiscale di Udine la esegue insieme a te e, se serve, predispone la comunicazione di variazione, così eviti di muoverti a tentoni su un adempimento che lascia traccia nei registri dell’Agenzia delle Entrate.Regime forfettario per la partita IVA di logopedista e dietistaLa quasi totalità di chi apre una partita IVA come logopedista e dietista sceglie il regime forfettario. Funziona così: non si tiene la contabilità delle spese una per una, ma si applica agli incassi un coefficiente di redditività fisso (per queste professioni il 78%). Su quella quota si pagano i contributi e l’imposta sostitutiva, cioè un’unica tassa che prende il posto di IRPEF, addizionali regionali e comunali.L’aliquota dell’imposta sostitutiva è del 15%, che scende al 5% per i primi cinque anni di attività se si rispettano i requisiti delle nuove iniziative produttive (in sintesi: non aver esercitato la stessa attività nei tre anni precedenti e non proseguire un’attività altrui). Per un neolaureato che apre lo studio, è una differenza molto concreta sul portafoglio. Limiti e soglie del forfettario nel 202685.000 euro di ricavi o compensi incassati nell’anno: è il tetto per restare nel regime100.000 euro: superata questa soglia si esce dal forfettario immediatamente, già nell’anno in corso20.000 euro: limite massimo di spese per lavoro dipendente e collaboratori35.000 euro: limite dei redditi da lavoro dipendente o assimilati percepiti nell’anno precedente per poter accedere al regime (valore valido per 2025 e 2026)Attenzione proprio a quest’ultima soglia: molte guide riportano ancora 30.000 euro, valore ormai superato. Per chi lavora part-time in una struttura sanitaria e affianca l’attività privata, la differenza tra 30.000 e 35.000 euro può decidere l’accesso stesso al regime agevolato.Un esempio pratico: Giulia, logopedistaImmagina che Giulia, logopedista al terzo anno di attività, incassi 30.000 euro in un anno. Il coefficiente di redditività 78% porta il reddito imponibile a 23.400 euro. Su questa base si calcolano prima i contributi in Gestione Separata INPS, che sono interamente deducibili, e solo sulla differenza si applica l’imposta sostitutiva del 5% (essendo nei primi cinque anni).Il meccanismo è lo stesso per una dietista: cambia solo il volume degli incassi. Il punto da ricordare è che nel forfettario le spese reali (affitto dello studio, materiale, corsi di aggiornamento) non si deducono: sono già considerate in modo forfettario in quel 22% che il coefficiente lascia fuori dalla tassazione. Capire se ti conviene davvero dipende da quanto spendi realmente, ed è una valutazione da fare numeri alla mano.Contributi: la Gestione Separata INPS per logopedisti e dietistiQui si concentra il secondo grande equivoco sulla partita IVA di logopedista e dietista. Non esiste una cassa previdenziale privata dedicata a queste due professioni: chi esercita come libero professionista versa i contributi alla Gestione Separata INPS, il fondo previsto per i lavoratori autonomi privi di una cassa di categoria (art. 2 comma 26 della L. 335/1995).Il principio generale da fissare è questo: l’iscrizione a una cassa professionale o alla Gestione Separata dipende dall’albo di appartenenza (per logopedisti e dietisti l’albo TSRM-PSTRP) e dall’esistenza di una cassa di categoria, non dal codice ATECO. È una precisazione importante perché circolano schede che collegano il codice ATECO alla cassa, generando confusione con enti come ENPAPI, ENPAP o ENPAB che riguardano altre professioni sanitarie. Aliquote e soglie della Gestione Separata nel 202626,07%: aliquota piena per il professionista senza altra copertura previdenziale obbligatoria24%: aliquota ridotta per chi è già assicurato presso un’altra gestione obbligatoria (ad esempio un dipendente part-time) o è titolare di pensione18.808 euro: minimale di reddito per l’accredito dell’anno contributivo completo122.295 euro: massimale oltre il quale non si versano ulteriori contributiI valori sono quelli fissati dalla circolare INPS n. 8 del 3 febbraio 2026. I contributi si versano con F24 insieme alle imposte, secondo il classico meccanismo di saldo e acconti, e sono interamente deducibili dal reddito: è uno dei pochi “sconti” che il forfettario concede, e vale anche per te che applichi il coefficiente del 78%. Questi versamenti costruiscono nel tempo la tua futura pensione, quindi non vanno vissuti solo come un costo.La riduzione del 35% non esiste in Gestione SeparataÈ l’errore che vediamo più spesso, anche in consulenze ricevute altrove. La riduzione contributiva del 35% prevista per i forfettari (art. 1 comma 77 della L. 190/2014) è riservata esclusivamente ad artigiani e commercianti iscritti alle gestioni IVS dell’INPS. Chi versa alla Gestione Separata, come logopedisti e dietisti, non può richiederla: l’aliquota resta quella piena del 26,07% (o il 24% ridotto nei casi visti sopra).Perché è importante saperlo subito? Perché chi imposta il proprio budget contando su una riduzione inesistente si ritrova con acconti e saldi più pesanti del previsto. Meglio partire con numeri realistici: una partita IVA per logopedista e dietista ben pianificata mette da parte mese per mese la quota contributiva corretta.IVA esente: come si fatturano le prestazioni sanitarieLe prestazioni di logopedista e dietista rientrano tra le prestazioni sanitarie esenti IVA ai sensi dell’art. 10 n. 18 del DPR 633/1972, quando sono rese alla persona nell’esercizio della professione sanitaria e hanno finalità di diagnosi, cura o riabilitazione. In parole semplici: sulla parcella al paziente non si aggiunge il 22% di IVA, e in fattura si indica che l’operazione è esente ex art. 10 n. 18.L’esenzione IVA è pienamente compatibile con il regime forfettario: nel forfettario, infatti, l’IVA non si applica già per regola generale del regime. Il riferimento all’art. 10 n. 18 conserva però rilevanza pratica, per esempio quando si valuta l’assoggettamento a imposta di bollo sulle fatture di importo superiore a 77,47 euro e quando si documenta la natura sanitaria della prestazione ai fini della detrazione fiscale spettante al paziente.Un’attenzione in più merita l’attività del dietista: le prestazioni con finalità terapeutica e riabilitativa restano nel perimetro dell’esenzione, mentre attività diverse dalla cura della persona seguono regole proprie. Anche il logopedista deve prestare attenzione alle collaborazioni con enti e strutture, dove la fatturazione segue logiche differenti rispetto al privato. Sono i casi in cui conviene impostare correttamente il ciclo di fatturazione fin dal primo documento.Sistema Tessera Sanitaria: invio annuale e divieto di fattura elettronicaDietisti e logopedisti sono tra i soggetti tenuti all’invio dei dati al Sistema Tessera Sanitaria (il cosiddetto Sistema TS), l’archivio che alimenta la dichiarazione dei redditi precompilata dei pazienti e consente loro di portare in detrazione le spese sanitarie. L’elenco dei soggetti obbligati è definito dal DM 22 novembre 2019, che include espressamente anche altre figure come i biologi.La novità che devi conoscere riguarda la periodicità. Dal periodo d’imposta 2025 l’invio è diventato annuale ed entro il 31 gennaio dell’anno successivo (art. 5 del D.Lgs. 81/2025 e DM MEF del 29 ottobre 2025). Tradotto in pratica: per le prestazioni incassate nel 2026, la trasmissione va effettuata entro il 1° febbraio 2027, perché il 31 gennaio cade di domenica. Chi parla ancora di invio semestrale si riferisce a una regola superata. Perché non puoi emettere fattura elettronica ai pazientiIl secondo punto, spesso sottovalutato, è il divieto di fattura elettronica verso le persone fisiche per le prestazioni sanitarie. Non è più una proroga rinnovata di anno in anno: con l’art. 2 del D.Lgs. 81/2025 il divieto è diventato strutturale, a tutela della riservatezza dei dati sanitari. Verso i pazienti privati, quindi, si emette una fattura cartacea o in PDF fuori dal Sistema di Interscambio (SdI).È un errore che capita spesso a chi attiva un software di fatturazione senza configurarlo correttamente e inizia a inviare tutto allo SdI: le fatture sanitarie così trasmesse vanno gestite e sistemate, con un lavoro di rettifica che si poteva evitare. Ricorda invece che la fattura elettronica resta obbligatoria verso soggetti diversi dalle persone fisiche, ad esempio una struttura sanitaria o una società con cui collabori.Come aprire la partita IVA da logopedista o dietistaL’apertura della partita IVA per logopedista e dietista non prevede iscrizione alla Camera di Commercio, trattandosi di attività professionale e non d’impresa. I passaggi sostanziali sono comunque diversi e vanno eseguiti nell’ordine giusto, perché ogni scelta iniziale (codice ATECO, regime fiscale, data di inizio attività) condiziona gli anni successivi.Verifica dei requisiti per il regime forfettario, in particolare i redditi da lavoro dipendente dell’anno precedente e le eventuali cause ostativeAttribuzione del codice ATECO 2025 corretto, cioè 86.99.09 per entrambe le professioniPresentazione della dichiarazione di inizio attività all’Agenzia delle EntrateIscrizione alla Gestione Separata INPS, adempimento distinto e spesso dimenticatoAccreditamento al Sistema Tessera Sanitaria per la trasmissione annuale delle spese sanitarieImpostazione del ciclo di fatturazione corretto: esenzione art. 10 n. 18, imposta di bollo, nessun invio allo SdI verso i pazientiOgni passaggio richiede attenzione: un dato sbagliato nella dichiarazione di inizio attività o un’iscrizione previdenziale mancante producono conseguenze che emergono mesi dopo, tipicamente con una comunicazione dell’Agenzia delle Entrate o un avviso INPS. Per questo il CAF Centro Fiscale di Udine segue l’intera procedura di apertura della partita IVA per conto del professionista, dalla scelta del regime all’accreditamento al Sistema TS, con assistenza disponibile sia in ufficio sia online in tutta Italia.Gli errori più comuni da evitareNella gestione quotidiana di una partita IVA di logopedista e dietista ricorrono sempre gli stessi inciampi. Conoscerli in anticipo è il modo più semplice per non commetterli.Usare ancora il codice 86.90.29 come codice attuale: appartiene alla precedente classificazione ATECO 2007, superata dall’ATECO 2025Contare sulla riduzione contributiva del 35%: in Gestione Separata INPS non esisteInviare le fatture dei pazienti allo SdI: per le prestazioni sanitarie a persone fisiche è vietatoProgrammare invii semestrali al Sistema TS: dal 2025 la trasmissione è annualeDimenticare l’imposta di bollo da 2 euro sulle fatture esenti sopra 77,47 euroNon accantonare contributi e imposte mese per mese, ritrovandosi in difficoltà alle scadenze di giugno e novembreC’è poi un errore più sottile: scegliere il regime forfettario senza fare i conti. Per la maggior parte dei logopedisti e dei dietisti è la soluzione più vantaggiosa, perché le spese effettive sono contenute e il coefficiente 78% risulta sostenibile. Ma chi affitta uno studio ampio, assume collaboratori o investe molto in attrezzature potrebbe trovare più conveniente il regime ordinario semplificato, dove i costi si deducono per quanto realmente sostenuti. È una verifica che si fa sui numeri, non per abitudine. Domande frequenti sulla partita IVA di logopedista e dietistaQual è il codice ATECO 2026 per logopedista e dietista?Il codice corretto è 86.99.09 – Altre attività paramediche indipendenti n.c.a., previsto dalla classificazione ATECO 2025 in vigore dal 1° gennaio 2025. Il vecchio 86.90.29 apparteneva alla precedente ATECO 2007 e oggi si cita solo come riferimento storico. La corrispondenza è confermata dalla nota ISTAT ripresa dalla circolare 12/2025 della FNO TSRM-PSTRP.A quale cassa previdenziale si iscrive un logopedista o un dietista?Alla Gestione Separata INPS. Non esiste una cassa privata dedicata a queste professioni: l’iscrizione dipende dall’albo di appartenenza (TSRM-PSTRP) e dall’assenza di una cassa di categoria, non dal codice ATECO. Le aliquote 2026 sono 26,07% in via ordinaria e 24% per chi ha già un’altra copertura previdenziale obbligatoria.Posso chiedere la riduzione contributiva del 35% da forfettario?No. La riduzione del 35% prevista dall’art. 1 comma 77 della L. 190/2014 spetta solo ad artigiani e commercianti iscritti alle gestioni IVS INPS. Chi versa alla Gestione Separata, come logopedisti e dietisti, applica l’aliquota piena senza alcuno sconto.Le prestazioni di logopedia e dietistica sono soggette a IVA?No: sono esenti IVA ai sensi dell’art. 10 n. 18 del DPR 633/1972, trattandosi di prestazioni sanitarie rese alla persona con finalità di diagnosi, cura o riabilitazione. L’esenzione è compatibile con il regime forfettario. Sulle fatture esenti superiori a 77,47 euro va applicata l’imposta di bollo da 2 euro.Quando vanno inviati i dati al Sistema Tessera Sanitaria nel 2026?Dal periodo d’imposta 2025 l’invio è annuale, entro il 31 gennaio dell’anno successivo. Per le spese sanitarie del 2026 la scadenza è quindi il 1° febbraio 2027, perché il 31 gennaio cade di domenica. Il riferimento normativo è l’art. 5 del D.Lgs. 81/2025 insieme al DM MEF del 29 ottobre 2025.Devo emettere fattura elettronica ai pazienti?No. Per le prestazioni sanitarie rese a persone fisiche vige un divieto strutturale di fattura elettronica via SdI (art. 2 del D.Lgs. 81/2025): si emette fattura cartacea o in PDF. La fattura elettronica resta invece obbligatoria verso soggetti diversi dalle persone fisiche, come strutture sanitarie e società.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Apri la tua partita IVA da logopedista o dietista con il CAF Centro FiscaleImpostare correttamente la partita IVA di logopedista e dietista fin dal primo giorno ti evita anni di correzioni: codice ATECO 86.99.09, iscrizione alla Gestione Separata INPS, accreditamento al Sistema Tessera Sanitaria e un ciclo di fatturazione conforme all’esenzione IVA art. 10 n. 18. Il CAF Centro Fiscale di Udine si occupa di tutto: apertura, gestione annuale, calcolo di imposte e contributi, dichiarazione dei redditi. Assistenza disponibile sia in ufficio a Udine sia online in tutta Italia, con preventivo personalizzato in base alla tua situazione.Compila il modulo qui sotto per essere ricontattato, oppure prenota un appuntamento con i nostri operatori. Puoi anche scriverci su WhatsApp al 366 6018121 o chiamarci allo 0432 1638640.Il tuo nome (*)La tua email (*)Il tuo telefono (*)Richiesta (eventuale) Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.mΔ Settembre 28, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-28 18:00:002026-09-22 09:51:08Partita IVA Logopedista e Dietista 2026: Guida Completa al Nuovo Codice ATECO 86.99.09
PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIOPartita IVA Dietista 2026: Guida Completa Regime Forfettario, Contributi e FatturazioneAprire la partita IVA da dietista nel 2026 è la scelta giusta per chi vuole esercitare la libera professione in autonomia, gestire il proprio studio nutrizionale e seguire pazienti privati con piani alimentari personalizzati. Il dietista è un professionista sanitario riconosciuto dalla Legge 42/1999, distinto dal biologo nutrizionista e dal medico dietologo, e la sua attività gode di vantaggi fiscali importanti: regime forfettario al 5% per i primi 5 anni, coefficiente di redditività al 78%, e fatturazione esente IVA come prestazione sanitaria.In questa guida completa del CAF Centro Fiscale di Udine ti spieghiamo passo dopo passo come aprire la partita IVA dietista 2026: dai requisiti formativi all’iscrizione all’Albo TSRM-PSTRP, dal codice ATECO corretto alla scelta del regime fiscale, dalla Gestione Separata INPS al Sistema Tessera Sanitaria. Trovi anche esempi pratici di calcolo tasse e contributi su fatturati di 20.000, 40.000 e 60.000 euro.Indice dei contenutiChi è il dietista: profilo professionale sanitarioDifferenza tra dietista, biologo nutrizionista e medico dietologoRequisiti per aprire la partita IVA da dietistaIscrizione all’Albo TSRM-PSTRPCodice ATECO dietista 2026Regime forfettario dietista: vantaggi e limitiGestione Separata INPS: aliquote 2026Sistema Tessera Sanitaria e detraibilitàFatturazione elettronica del dietistaTariffe e prestazioni tipicheStudio professionale: requisiti igienico-sanitariConsulenza online e telemedicina nutrizionaleMarketing sanitario e Legge BoldiEsempi pratici: calcolo tasse e contributiSbocchi professionali del dietistaFAQ: domande frequenti★ Scelta in evidenza · SponsorQonto: il conto business per Partita IVATra le opzioni piu complete sul mercato per liberi professionisti e PMI: IBAN italiano, fatturazione elettronica integrata, supporto in italiano e categorizzazione automatica delle spese.✓ Apertura 100% online in 10 minuti✓ Da 9 euro al mese – Prova gratuita disponibile✓ IBAN italiano (utile per F24 e Agenzia Entrate)✓ Integrazione con Fatture in Cloud, Aruba e altri software Visita Qonto e prova gratis →Link affiliato: aprendo il conto tramite questo link, il CAF puo ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per te.Chi è il dietista: profilo professionale sanitarioIl dietista è un professionista sanitario riconosciuto dal Servizio Sanitario Nazionale, istituito formalmente con il Decreto Ministeriale 14 settembre 1994 n. 744 e disciplinato dalla Legge 26 febbraio 1999 n. 42 (la cosiddetta “Legge Bindi”) che ha equiparato le professioni sanitarie non mediche alle altre figure del comparto sanitario.Secondo il profilo professionale, il dietista è l’operatore sanitario competente per tutte le attività finalizzate alla corretta applicazione dell’alimentazione e della nutrizione, compresi gli aspetti educativi e di collaborazione all’attuazione delle politiche alimentari. In pratica, il dietista:Elabora piani alimentari personalizzati per soggetti sani e malatiCollabora con il medico per il trattamento dietetico di patologie specifiche (diabete, obesità, malattie cardiovascolari, oncologiche)Studia ed elabora la composizione di razioni alimentari per soddisfare i bisogni nutrizionali di gruppi di popolazioneSvolge attività didattico-educative di informazione finalizzate alla diffusione di principi di alimentazione correttaOrganizza e coordina attività specifiche relative all’alimentazione in genere e alla dietetica applicataLa Legge 42/1999 ha definitivamente sancito che il dietista non è un “ausiliario sanitario” ma un professionista sanitario autonomo, dotato di specifiche competenze e responsabilità professionali. Questo riconoscimento legale è fondamentale per la libera professione: significa che il dietista può aprire la partita IVA, iscriversi all’Albo professionale e fatturare in regime di esenzione IVA come prestazione sanitaria (art. 10, n. 18, DPR 633/1972). Differenza tra dietista, biologo nutrizionista e medico dietologoUna delle confusioni più frequenti riguarda la differenza tra dietista, biologo nutrizionista e medico dietologo. Si tratta di tre figure professionali diverse, con percorsi formativi distinti, competenze parzialmente sovrapposte ma poteri prescrittivi diversi. Capire queste differenze è essenziale sia per i pazienti che per chi vuole intraprendere la professione.Il dietista (Laurea L/SNT3)Il dietista possiede la Laurea triennale in Dietistica appartenente alla classe L/SNT3 (professioni sanitarie tecniche). È un professionista sanitario abilitato all’elaborazione di piani alimentari sia per soggetti sani sia per persone affette da patologie. Per i soggetti malati, però, il dietista opera su prescrizione medica: il medico effettua la diagnosi, il dietista elabora il piano dietetico in collaborazione.Il biologo nutrizionista (Laurea Magistrale in Biologia)Il biologo nutrizionista è un biologo iscritto all’Ordine Nazionale dei Biologi (ONB) che si è specializzato in nutrizione umana. Il percorso formativo è una Laurea Magistrale in Scienze Biologiche (LM-6) o equivalente, seguita dall’Esame di Stato e iscrizione all’Albo. Anche il biologo nutrizionista può elaborare diete e piani alimentari, ma non è un professionista sanitario ai sensi della Legge 42/1999. Versa i contributi all’ENPAB (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza dei Biologi) e non alla Gestione Separata INPS.Il medico dietologo (Specializzazione)Il medico dietologo è un laureato in Medicina e Chirurgia che ha completato una specializzazione in Scienza dell’Alimentazione o discipline affini. Essendo medico, ha poteri diagnostici e prescrittivi completi: può prescrivere farmaci, esami diagnostici, e ovviamente diete sia a soggetti sani sia a malati. Versa i contributi all’ENPAM.Tabella comparativaCaratteristicaDietistaBiologo NutrizionistaMedico DietologoTitoloLaurea triennale L/SNT3Laurea Magistrale BiologiaLaurea Medicina + SpecializzazioneAlboTSRM-PSTRPONBOMCeOCassaGestione Separata INPSENPABENPAMProf. sanitarioSìNo (biologo)Sì (medico)Prescrive farmaciNoNoSìDiete a saniSì autonomoSì autonomoSì autonomoDiete a malatiSu prescrizione medicaSu prescrizione medicaSì autonomoSistema TSObbligatorioObbligatorio (se sanitario)ObbligatorioDetraibilità 19%Sì spesa sanitariaSì spesa sanitariaSì spesa sanitaria Requisiti per aprire la partita IVA da dietistaPer aprire la partita IVA dietista nel 2026 servono alcuni requisiti formali e burocratici ben precisi. Vediamoli uno per uno.1. Laurea triennale in Dietistica (L/SNT3)Il primo requisito è il titolo di studio: Laurea triennale in Dietistica appartenente alla classe L/SNT3 (professioni sanitarie tecniche, area tecnico-assistenziale). Il corso ha durata di 3 anni (180 CFU) e si conclude con un esame finale che ha valore di esame di Stato abilitante all’esercizio della professione (ai sensi della Legge 8 gennaio 2002 n. 1).Sono validi anche i titoli equipollenti rilasciati prima del 1999, come il diploma universitario di Dietista o il diploma di Dietista regionale, purché riconosciuti ai sensi del DM 27 luglio 2000.2. Iscrizione all’Albo TSRM-PSTRPDopo la laurea, è obbligatoria l’iscrizione all’Albo professionale presso la Federazione Nazionale degli Ordini dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione (TSRM-PSTRP). L’iscrizione è territoriale, presso l’Ordine provinciale competente.3. Apertura partita IVAUna volta iscritto all’Albo, il dietista può aprire la partita IVA compilando il modello AA9/12 dell’Agenzia delle Entrate, indicando:Codice ATECO dell’attività (vedi sezione dedicata)Regime fiscale scelto (forfettario o ordinario)Sede dell’attività (anche presso l’abitazione)Data inizio attivitàL’apertura partita IVA è gratuita e può essere effettuata online tramite Fisconline/Entratel o tramite intermediario abilitato (CAF, commercialista).4. Iscrizione INPS Gestione SeparataContestualmente all’apertura della partita IVA, il dietista deve iscriversi alla Gestione Separata INPS. Non esistendo una cassa previdenziale specifica per i dietisti (a differenza di biologi, medici, avvocati, geometri), il dietista versa i contributi alla Gestione Separata.Iscrizione all’Albo TSRM-PSTRPL’Albo TSRM-PSTRP riunisce 19 professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione. La Federazione Nazionale è stata istituita con la Legge 11 gennaio 2018 n. 3 (cosiddetta “Legge Lorenzin”) che ha riformato gli ordini sanitari, trasformando i precedenti collegi in Ordini professionali a tutti gli effetti.Documenti necessari per l’iscrizioneDomanda di iscrizione (modulo scaricabile dal sito dell’Ordine provinciale)Diploma di laurea originale o copia autenticataCertificato di residenza o autocertificazioneCodice fiscale2 fotografie formato tesseraRicevuta versamento tassa di iscrizione (variabile per Ordine, indicativamente 168 euro tassa concessione governativa + quota Ordine)Marca da bollo da 16 euroQuota annualeLa quota annuale di iscrizione all’Ordine TSRM-PSTRP varia da Ordine a Ordine, ma indicativamente si attesta tra 80 e 130 euro l’anno. Questa spesa è interamente deducibile dal reddito professionale (per i contribuenti in regime ordinario) e non riduce il reddito per i forfettari, ma rimane un costo fisso da considerare.Obbligo formativo ECMCome tutti i professionisti sanitari, il dietista è soggetto all’obbligo di Educazione Continua in Medicina (ECM): deve acquisire 150 crediti ECM nel triennio. I corsi ECM sono spesso a pagamento e rappresentano un costo deducibile per chi è in regime ordinario. Codice ATECO dietista 2026La scelta del codice ATECO corretto è fondamentale perché determina il coefficiente di redditività in regime forfettario e classifica l’attività ai fini statistici e fiscali. Per il dietista libero professionista nel 2026, il codice di riferimento è:ATECO 86.90.29 – Altre attività paramediche indipendenti ncaQuesto codice ricomprende tutte le professioni sanitarie tecniche e della riabilitazione che non rientrano in categorie più specifiche, tra cui appunto i dietisti. È il codice più frequentemente attribuito dalle Camere di Commercio e dall’Agenzia delle Entrate per l’attività di dietista in libera professione.In alcuni casi viene utilizzato anche il codice 86.90.21 – Attività di fisioterapia, ma questo è formalmente riservato ai fisioterapisti. Verifica sempre con il tuo commercialista o presso il CAF Centro Fiscale di Udine quale codice sia più corretto in base alla tua attività prevalente.Coefficiente di redditività 78%Il codice ATECO 86.90.29 in regime forfettario applica un coefficiente di redditività del 78%. Questo significa che, ai fini fiscali, l’imponibile su cui calcolare l’imposta sostitutiva è il 78% del fatturato, mentre il restante 22% è considerato forfettariamente come “spese sostenute” (anche se non hai realmente sostenuto quelle spese).Esempio pratico: Marta è dietista in forfettario e fattura 30.000 euro nel 2026. Il suo reddito imponibile è 30.000 × 78% = 23.400 euro. Su questi 23.400 euro pagherà l’imposta sostitutiva (5% se nei primi 5 anni, 15% successivamente).Regime forfettario dietista: vantaggi e limitiIl regime forfettario è la scelta più conveniente per la stragrande maggioranza dei dietisti in libera professione, almeno nei primi anni di attività. Vediamo quali sono i requisiti, i vantaggi e i limiti.Requisiti per accedere al forfettario 2026Ricavi/compensi nell’anno precedente non superiori a 85.000 euroSpese per lavoro dipendente e collaborazioni non superiori a 20.000 euro lordiNon avere partecipazioni in società di persone, associazioni professionali o imprese familiariNon controllare srl o associazioni in partecipazione che svolgano attività riconducibiliNon aver percepito nell’anno precedente redditi da lavoro dipendente o assimilati superiori a 30.000 euroAliquote dell’imposta sostitutivaIl regime forfettario prevede un’imposta sostitutiva che sostituisce IRPEF, addizionali regionali/comunali e IRAP:5% per i primi 5 anni di attività (regime start-up), se sono soddisfatti i requisiti specifici (non aver svolto attività artistica, professionale o d’impresa nei 3 anni precedenti, non essere mera prosecuzione di attività precedente, ecc.)15% dal sesto anno in poi (o subito al 15% se non si hanno i requisiti start-up)Vantaggi del forfettario per il dietistaNiente IVA in fattura (oltre al fatto che le prestazioni sanitarie sono comunque esenti IVA art. 10)Niente ritenuta d’acconto (utile soprattutto per chi lavora con privati)Niente studi di settore o ISAEsonero registri IVA e dichiarazione IVA annualeContabilità semplificatissima: basta numerare e conservare le fatture emesseRiduzione contributi GS INPS del 35% facoltativa (ma non sempre conveniente, vedi sotto)Limiti e svantaggiNon puoi dedurre le spese reali: niente affitto studio, ECM, attrezzature dal reddito (la deduzione è già forfettaria al 22%)Niente detrazioni IRPEF per ristrutturazioni, ecobonus, spese mediche personali (perché non paghi IRPEF ma imposta sostitutiva)Limite 85.000 euro: superandolo, esci dal forfettario l’anno successivo (o subito se superi i 100.000 euro) Gestione Separata INPS: aliquote 2026A differenza di altri professionisti sanitari (medici con ENPAM, biologi con ENPAB, infermieri con ENPAPI), il dietista non ha una cassa previdenziale propria e versa i contributi alla Gestione Separata INPS istituita dall’art. 2, comma 26, della Legge 335/1995.Aliquote 2026Le aliquote contributive della Gestione Separata per il 2026 (in attesa di conferma dalla circolare INPS annuale) sono:26,07% per professionisti senza altra copertura previdenziale (quota IVS 25% + 1,07% maternità/malattia/ANF)24% per professionisti già iscritti ad altra forma previdenziale obbligatoria o pensionati (es. dietista che è anche dipendente part-time del SSN)Massimale e minimale 2026Massimale contributivo 2026: circa 119.650 euro (rivalutato annualmente)Minimale 2026: circa 18.555 euro (sotto questa soglia, comunque l’accredito contributivo è proporzionale al reddito effettivo)Come si calcolano e versanoI contributi GS INPS si calcolano sul reddito imponibile previdenziale, che per il forfettario coincide con il reddito imponibile fiscale (cioè fatturato × 78% per ATECO 86.90.29). Si versano con il modello F24 in 2 acconti (giugno e novembre) e saldo (giugno anno successivo).Esempio: Luca è dietista forfettario, ha fatturato 25.000 euro nel 2026. Imponibile = 25.000 × 78% = 19.500 euro. Contributi GS = 19.500 × 26,07% = 5.083,65 euro.Deducibilità dei contributiI contributi GS INPS versati sono interamente deducibili dal reddito imponibile dell’anno successivo, anche per i forfettari (è una delle poche deduzioni ammesse nel forfettario). Quindi se nel 2026 versi 5.000 euro di contributi GS, nel 2027 ridurrai il tuo reddito imponibile di 5.000 euro prima di applicare l’imposta sostitutiva.Sistema Tessera Sanitaria e detraibilitàIl Sistema Tessera Sanitaria (STS) è la piattaforma del Ministero dell’Economia che raccoglie tutte le spese sanitarie sostenute dai cittadini italiani per popolare automaticamente la dichiarazione dei redditi precompilata. Il dietista, in quanto professionista sanitario, è tenuto all’invio dei dati di tutte le fatture emesse a persone fisiche.Obbligo di invio dati al Sistema TSL’obbligo è disciplinato dal D.Lgs. 175/2014 e successive modifiche. Tutti i professionisti sanitari iscritti agli albi (incluso quindi il dietista iscritto al TSRM-PSTRP) devono trasmettere telematicamente al Sistema TS tutte le spese sanitarie pagate dai pazienti, con relativa indicazione del codice fiscale del paziente.Periodicità invioDal 2024 l’invio è diventato semestrale:Spese del primo semestre (gennaio-giugno) → entro il 30 settembreSpese del secondo semestre (luglio-dicembre) → entro il 31 gennaio dell’anno successivoDetraibilità del 19% per il pazienteLe prestazioni del dietista sono spese sanitarie detraibili al 19% ai fini IRPEF nella dichiarazione dei redditi del paziente (730 o Modello Redditi PF), come previsto dall’art. 15, comma 1, lett. c) del TUIR. La detrazione si applica sulla parte eccedente la franchigia di 129,11 euro complessivi annui di spese sanitarie. Per essere detraibili, le spese devono essere documentate da fattura e tracciate (bonifico, carta, POS), tranne che per i pagamenti a strutture pubbliche o convenzionate.Opposizione del pazienteIl paziente ha diritto di opporsi all’invio dei dati al Sistema TS. In quel caso, il dietista deve emettere fattura senza codice fiscale del paziente e annotare l’opposizione, e il paziente non vedrà la spesa nel 730 precompilato (ma potrà comunque detrarla manualmente). Fatturazione elettronica del dietistaLa fatturazione elettronica per il dietista presenta una particolarità importante che riguarda le fatture verso persone fisiche, in considerazione dell’invio dei dati al Sistema Tessera Sanitaria.Fatture verso pazienti privati (B2C)Per i dati trasmessi (o trasmissibili) al Sistema TS, c’è il divieto di fatturazione elettronica via SdI: il professionista sanitario emette fattura cartacea o PDF, ma non la trasmette al Sistema di Interscambio. Questo divieto serve a evitare duplicazioni con i dati inviati al Sistema TS.Quando emetti fattura a un paziente privato, indica:Dati anagrafici e codice fiscale del paziente (per detraibilità e Sistema TS)Tipologia prestazione (es. “visita dietistica”, “elaborazione piano alimentare”)Importo (esente IVA art. 10 n. 18 DPR 633/1972)Modalità di pagamento tracciato (bonifico, carta, POS) per la detraibilitàMarca da bollo da 2 euro se importo superiore a 77,47 euro (a carico del paziente o del professionista)Fatture verso aziende, ASL, cliniche (B2B)Verso aziende, cliniche, RSA, scuole o pubbliche amministrazioni il dietista emette fattura elettronica via SdI con il codice destinatario di 7 caratteri fornito dal cliente (o codice univoco IPA per la PA). In assenza di codice, si usa il codice convenzionale “0000000”.Esenzione IVA art. 10Le prestazioni sanitarie del dietista sono esenti IVA ai sensi dell’art. 10, comma 1, n. 18 del DPR 633/1972. In fattura va indicata la dicitura: “Operazione esente da IVA ai sensi dell’art. 10 comma 1 n. 18 DPR 633/1972”. Se sei in regime forfettario, aggiungi anche la dicitura: “Operazione in franchigia da IVA ai sensi dell’art. 1 commi 54-89 L. 190/2014”.Tariffe e prestazioni tipicheNon esiste un tariffario obbligatorio per i dietisti (i tariffari professionali sono stati aboliti con la Legge 248/2006), quindi ogni professionista è libero di definire le proprie tariffe. Tuttavia, esistono valori di mercato consolidati che possono fare da riferimento.Tariffe medie 2026Visita dietistica iniziale: 60-120 euro (anamnesi, valutazione, misurazioni antropometriche, bioimpedenziometria, prescrizione del piano alimentare)Controlli periodici: 40-70 euro (ogni 30-45 giorni circa)Pacchetto percorso completo (3-6 mesi): 250-600 euro (sconto rispetto a tariffe singole)Consulenza online (videoconsulto): 40-80 euroEducazione alimentare di gruppo (corsi/workshop): 30-50 euro a partecipanteConsulenza per disturbi alimentari (DCA): 70-100 euro a seduta (richiede competenze specifiche)Tipologie di prestazioniVisita dietistica con anamnesi alimentare e valutazione composizione corporeaPiano alimentare personalizzato per soggetti sani, sportivi, gravidanza, allattamentoConsulenza per obesità e sovrappeso in collaborazione con medico curanteSupporto nutrizionale per patologie (diabete, dislipidemie, intolleranze, celiachia, malattie infiammatorie intestinali) su prescrizione medicaEducazione alimentare in scuole, aziende, RSADisturbi del comportamento alimentare (DCA) in équipe con medico e psicologoNutrizione sportiva per atleti dilettanti e professionistiPianificazione menù collettivi per mense scolastiche, aziendali, ospedaliere Studio professionale: requisiti igienico-sanitariPer esercitare la professione di dietista in studio privato, è necessario rispettare alcuni requisiti igienico-sanitari e strutturali. La normativa di riferimento è regionale (DPR 14 gennaio 1997 e regolamenti regionali attuativi), quindi può variare da regione a regione.Studio professionale “semplice”Se eserciti come libero professionista in studio singolo (anche presso la tua abitazione), generalmente non serve l’autorizzazione sanitaria ma solo la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) al Comune e all’Azienda Sanitaria territorialmente competente. I requisiti tipici sono:Locale destinato all’attività con superficie minima (circa 9-12 mq)Bagno con antibagno e lavaboPavimenti e pareti facilmente lavabiliAerazione naturale o meccanicaSala d’attesa (anche piccola)Lettino o scrivania per la visitaBilancia professionale e altimetroStrumenti di misurazione (plicometro, metro, eventualmente bioimpedenziometro)Ambulatorio o poliambulatorioSe invece operi in un ambulatorio con più professionisti o in una struttura più complessa (es. centro di diagnostica), serve l’autorizzazione sanitaria rilasciata dalla Regione/ASL e l’eventuale accreditamento per convenzioni con il SSN. I requisiti sono più stringenti: spazi maggiori, dispositivi medici, direttore sanitario, ecc.Bilancia bioimpedenziometricaLa bilancia bioimpedenziometrica (BIA) è uno strumento utilissimo per il dietista: misura la composizione corporea (massa magra, massa grassa, acqua corporea totale) tramite un debole impulso elettrico. I modelli professionali hanno costi tra 1.500 e 5.000 euro. Per il forfettario, l’acquisto non genera deduzione (il regime è già forfettario al 22%), mentre per il regime ordinario è un bene strumentale ammortizzabile in 4-6 anni o, se di costo unitario inferiore a 516,46 euro, deducibile interamente nell’anno.Consulenza online e telemedicina nutrizionaleLa consulenza online e la telemedicina nutrizionale sono diventate prassi consolidate dopo il periodo pandemico, e le linee guida del Ministero della Salute (Decreto 30 settembre 2022) hanno regolamentato la telemedicina specialistica anche per le professioni sanitarie tecniche come il dietista.Cosa serve per la consulenza onlinePiattaforma sicura conforme al GDPR (Zoom Healthcare, Doxy.me, oppure piattaforme italiane come Paginemediche, MioDottore, ecc.)Consenso informato del paziente al trattamento dati e alla telemedicinaMisurazioni: il paziente effettua autonomamente peso e misure circonferenze (con istruzioni del dietista)Cartella clinica digitale conservata in conformità GDPRFatturazione consulenza onlineLa fatturazione della consulenza online segue le stesse regole della consulenza in presenza: invio al Sistema TS, esenzione IVA, marca da bollo se sopra 77,47 euro. La fattura va emessa anche se il paziente è residente all’estero, purché il servizio sia reso a un cittadino italiano. Per pazienti UE non italiani vale la regola del luogo di residenza del committente (B2C in UE: tassazione nel Paese del prestatore se professionale).Marketing sanitario e Legge BoldiLa pubblicità sanitaria è regolamentata dalla Legge 4 agosto 2017 n. 124 (modificata dalla Legge “Boldi” del 2018, art. 9-bis L. 145/2018) che pone vincoli stringenti per i professionisti sanitari, dietisti compresi.Cosa è permessoInformazioni veritiere e verificabili sulle prestazioni offerteIndicazione di titoli professionali e specializzazioni (con riferimento normativo)Tariffe (in modo trasparente)Sito web, social, biglietti da visitaInserzioni informative su giornali e onlineCosa è vietatoPubblicità comparativa (“io sono il migliore dietista di Udine”)Promesse di risultato (“perderai 10 kg in 30 giorni garantito”)Offerte tipo sconti, coupon, gruppi acquisto tipo GrouponTestimonianze “prima/dopo” di pazienti (se non in forma anonima e con consenso)Diciture ingannevoli o non verificabiliL’Ordine TSRM-PSTRP vigila sulla correttezza della pubblicità sanitaria e può comminare sanzioni disciplinari (richiamo, censura, sospensione, radiazione) in caso di violazioni gravi o reiterate. Esempi pratici: calcolo tasse e contributiVediamo ora tre esempi pratici di calcolo tasse e contributi per dietista in regime forfettario, con coefficiente di redditività 78% e Gestione Separata INPS al 26,07% (senza altra copertura).Esempio 1: Fatturato 20.000 euro (start-up, primo anno)Fatturato lordo: 20.000 €Coefficiente redditività 78% → Reddito imponibile: 15.600 €Aliquota forfettario start-up: 5% → Imposta sostitutiva: 780 €Contributi GS INPS 26,07% su 15.600 €: 4.066,92 €Totale tasse e contributi: 4.846,92 €Reddito netto: 15.153,08 € (76% del fatturato)Esempio 2: Fatturato 40.000 euro (forfettario start-up)Fatturato lordo: 40.000 €Reddito imponibile (78%): 31.200 €Imposta sostitutiva 5%: 1.560 €Contributi GS INPS 26,07% su 31.200 €: 8.133,84 €Totale tasse e contributi: 9.693,84 €Reddito netto: 30.306,16 € (76% del fatturato)Esempio 3: Fatturato 60.000 euro (forfettario regime ordinario 15%)Fatturato lordo: 60.000 €Reddito imponibile (78%): 46.800 €Imposta sostitutiva 15%: 7.020 €Contributi GS INPS 26,07% su 46.800 €: 12.200,76 €Totale tasse e contributi: 19.220,76 €Reddito netto: 40.779,24 € (68% del fatturato)Nota importante: i contributi GS INPS versati nell’anno precedente sono deducibili dal reddito imponibile dell’anno corrente. Quindi i calcoli a regime (dal secondo anno in poi) mostrano un netto leggermente più alto perché si deducono i contributi pagati l’anno prima.Vuoi un calcolo personalizzato sulla tua situazione specifica? Prenota un appuntamento presso il CAF Centro Fiscale di Udine: ti aiutiamo a valutare se il forfettario è la scelta migliore per te e a pianificare i versamenti F24.Sbocchi professionali del dietistaIl dietista può lavorare in molti contesti diversi, sia come libero professionista sia come dipendente (anche in modalità ibrida, con doppia attività). Vediamo i principali sbocchi professionali nel 2026.Studio privato (libera professione)Lo studio professionale privato è la modalità di esercizio principale per chi sceglie l’autonomia. Permette flessibilità di orari, gestione diretta dei pazienti, possibilità di specializzarsi in aree specifiche (sport, DCA, pediatria nutrizionale).Strutture sanitarie pubbliche e privateOspedali (servizio dietetico, reparti specialistici come oncologia, diabetologia, gastroenterologia)Cliniche private accreditate e centri di diagnosticaRSA (Residenze Sanitarie Assistenziali) per pianificazione menù e supporto nutrizionale anzianiCentri DCA (Disturbi del Comportamento Alimentare)Centri sportivi e di riabilitazioneSettore privato non sanitarioAziende di ristorazione collettiva (mense scolastiche, aziendali, ospedaliere)Industria alimentare (consulenza per sviluppo prodotti, etichettatura nutrizionale)Palestre e centri fitness (consulenza nutrizionale agli iscritti)Scuole (educazione alimentare, formazione personale mensa)Comunicazione e divulgazione (siti web, canali social, libri, riviste)Doppia attività dipendente + libero professionistaMolti dietisti combinano un part-time dipendente (es. ospedale, RSA) con la libera professione pomeridiana. In questo caso, l’aliquota Gestione Separata scende al 24% (perché c’è già copertura previdenziale dal lavoro dipendente). Attenzione però: se il reddito da dipendente nell’anno precedente supera 30.000 euro lordi, non si può accedere al forfettario. 📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.💼 Hai bisogno di gestire la tua Partita IVA forfettario?Il CAF Centro Fiscale è specializzato in apertura e gestione P.IVA forfettario per professionisti: medici, psicologi, fisioterapisti, infermieri, architetti, ingegneri, geometri e altre categorie. Servizio completo interamente online da tutta Italia o in sede a Udine/Cividale. 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Per pazienti affetti da patologie (diabete, malattie cardiovascolari, oncologiche, IBD, celiachia certificata, ecc.) il dietista elabora il piano alimentare su prescrizione del medico curante. Per soggetti sani (perdita peso, sport, gravidanza fisiologica), il dietista opera in piena autonomia.3. Devo iscrivermi all’Ordine dei Biologi?No. L’iscrizione all’Ordine Nazionale dei Biologi (ONB) riguarda solo i biologi nutrizionisti, che hanno laurea magistrale in Biologia. Il dietista si iscrive esclusivamente all’Albo TSRM-PSTRP della propria provincia.4. Quanto guadagna in media un dietista libero professionista?Il guadagno medio è molto variabile in base a esperienza, posizione geografica, tipologia di clientela e specializzazioni. Indicativamente: un dietista al primo anno fattura 15.000-25.000 euro; con 3-5 anni di esperienza si arriva a 30.000-45.000 euro; professionisti affermati (10+ anni, specializzazioni) possono superare i 60.000-80.000 euro annui. Il netto post-tasse, in forfettario start-up, è circa il 76% del fatturato.5. Posso aprire la partita IVA come dietista anche se lavoro come dipendente?Sì, ma con alcuni vincoli. Se sei dipendente pubblico (es. ASL, ospedale pubblico) hai bisogno dell’autorizzazione del datore di lavoro alla libera professione e di solito non puoi superare un certo monte ore extra. Se sei dipendente privato, verifica il contratto: alcuni CCNL pongono vincoli o richiedono comunicazione. Inoltre, se nell’anno precedente hai percepito redditi da dipendente superiori a 30.000 euro lordi, non puoi accedere al regime forfettario.6. La marca da bollo da 2 euro è obbligatoria su tutte le fatture?No, solo su fatture esenti IVA con importo superiore a 77,47 euro. Quindi le fatture del dietista, essendo esenti IVA art. 10, richiedono la marca da bollo da 2 euro quando l’importo supera 77,47 euro. La marca può essere a carico del paziente (riportata in fattura) o del professionista. Per i forfettari, l’imposta di bollo si versa cumulativamente in F24 (codice tributo 2505) ogni 3 mesi se ricorrono i requisiti.7. Cosa cambia se supero gli 85.000 euro di fatturato?Se nel 2026 superi gli 85.000 euro ma resti sotto 100.000, dal 2027 esci dal forfettario e passi al regime ordinario. Se invece superi i 100.000 euro, esci dal forfettario immediatamente nello stesso anno: dovrai applicare IVA dalle fatture successive al superamento (per le prestazioni sanitarie l’IVA resta esente art. 10, ma scattano gli adempimenti ordinari).8. Posso dedurre le spese dello studio dal forfettario?No, in regime forfettario non si deducono spese reali. La deduzione è già forfettaria al 22% (dato dal coefficiente di redditività 78%). Quindi affitto, utenze, acquisto bilancia, ECM, software gestionale non riducono il reddito imponibile. Le uniche somme deducibili sono i contributi previdenziali obbligatori (GS INPS). Se hai molte spese reali (oltre il 22% del fatturato), valuta con un commercialista la convenienza del regime ordinario semplificato.9. Quando posso fatturare come dietista? Subito dopo la laurea?Solo dopo l’iscrizione all’Albo TSRM-PSTRP. La laurea è abilitante (esame di Stato compreso nell’esame finale di laurea), ma per esercitare la libera professione e fatturare prestazioni sanitarie devi essere iscritto all’Ordine. Senza iscrizione, esercitare la professione costituisce esercizio abusivo della professione (reato ex art. 348 c.p.).10. Posso emettere fattura senza partita IVA per prestazioni occasionali?Sì, fino a 5.000 euro lordi annui (limite “prestazione occasionale”). Sopra questa soglia o se l’attività è abituale e continuativa, è obbligatoria l’apertura della partita IVA. Le prestazioni occasionali si fatturano con ricevuta di prestazione occasionale, marca da bollo 2 euro se sopra 77,47 euro, e tassazione IRPEF nel 730/Modello Redditi (con eventuali contributi GS INPS sopra i 5.000 euro).Conclusioni e supporto del CAF Centro Fiscale di UdineAprire la partita IVA da dietista nel 2026 è una scelta strategica che richiede attenzione a diversi aspetti: scelta del codice ATECO corretto (86.90.29), iscrizione all’Albo TSRM-PSTRP, regime forfettario con aliquota agevolata al 5%, contributi alla Gestione Separata INPS al 26,07%, obblighi del Sistema Tessera Sanitaria, fatturazione con esenzione IVA art. 10. Una corretta pianificazione iniziale ti permette di partire con il piede giusto e di concentrarti sulla tua attività clinica e di consulenza.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio completo per dietisti e professionisti sanitari libero-professionisti: apertura partita IVA, scelta del regime fiscale più conveniente, gestione fatturazione e Sistema TS, calcolo F24 per imposta sostitutiva e contributi, dichiarazione dei redditi annuale, adempimenti con l’Albo. Operiamo in Friuli Venezia Giulia e nel resto d’Italia anche in modalità online, con assistenza personalizzata.Prenota un appuntamento: chiamaci al 0432 1638640, scrivici su WhatsApp al 366 6018121 oppure invia una mail a info@centrofiscale.com. Siamo in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine. Ti aspettiamo per pianificare insieme l’avvio o l’ottimizzazione della tua attività di dietista libero professionista.★ Scelta in evidenza · SponsorApri un conto business con QontoUna soluzione completa per freelance, professionisti e PMI: gestisci fatturazione, spese e contabilita in un unico posto.🇮🇹IBAN italiano⚡Apertura in 10 min📄Fattura elettronica💳Carta Mastercard 🚀 Visita Qonto e apri il conto →Link affiliato. Aprendo il conto tramite questo link, il CAF Centro Fiscale puo ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per te.Maggio 17, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-17 08:00:002026-09-27 00:05:13Partita IVA Dietista 2026: Guida Completa Regime Forfettario, Contributi e Fatturazione