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Tag Archivio per: dichiarazione redditi defunto

CAF, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO, SUCCESSIONI

Successione della Partita IVA del Defunto: Cosa Devono Fare gli Eredi (Guida 2026)

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Successione della Partita IVA del Defunto: Cosa Devono Fare gli Eredi (Guida 2026)

Quando muore un contribuente titolare di partita IVA, gli eredi si trovano di fronte a una serie di adempimenti fiscali e burocratici che vanno gestiti in tempi precisi. La partita IVA del defunto non si estingue automaticamente con il decesso: spetta agli eredi decidere se chiuderla o continuare l’attività, e in entrambi i casi esistono obblighi precisi verso l’Agenzia delle Entrate, l’INPS e gli altri enti previdenziali. In questa guida trovi tutte le istruzioni aggiornate al 2026, con focus anche sulle specificità del Friuli Venezia Giulia (Tribunale di Udine, sistema tavolare).

Indice dei contenuti

  1. La partita IVA al momento del decesso: cosa succede automaticamente
  2. Adempimento immediato: comunicazione all’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni
  3. Scenario A: chiusura della partita IVA del defunto
  4. Scenario B: continuazione dell’impresa da parte degli eredi
  5. La dichiarazione dei redditi del defunto: chi la presenta e quando
  6. Fatture residue, crediti IVA e costi pendenti
  7. Beni strumentali nell’asse ereditario
  8. Dipendenti del defunto: TFR e obblighi verso i lavoratori
  9. Specificità FVG: Tribunale di Udine e sistema tavolare
  10. Riepilogo scadenze e adempimenti
  11. Domande frequenti
  12. Conclusione: affidati a un CAF per la gestione completa

La partita IVA al momento del decesso: cosa succede automaticamente

Con il decesso del titolare, la partita IVA non si sospende né si estingue automaticamente. Il codice fiscale del defunto e il numero di partita IVA restano formalmente attivi fino a quando gli eredi non procedono con la comunicazione all’Agenzia delle Entrate. Nel frattempo:

  • L’attività si considera interrotta di fatto dalla data del decesso
  • Le obbligazioni fiscali maturate fino al decesso ricadono sull’asse ereditario
  • Gli eredi che accettano l’eredità subentrano nelle posizioni tributarie del defunto (art. 65 DPR 600/1973)

Adempimento immediato: comunicazione all’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni

Gli eredi (o chi per loro, come il notaio incaricato della pratica successoria) devono comunicare il decesso all’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dalla data del decesso. Il documento da presentare è il modello AA9/12 (per imprenditori individuali e lavoratori autonomi), barrando la casella di cessazione dell’attività.

Esistono però due scenari distinti, ognuno con il proprio iter:

  • Scenario A — Cessazione definitiva: gli eredi non intendono continuare l’attività. Si chiude la partita IVA con modello AA9/12 entro 30 giorni dal decesso. Il numero di partita IVA viene cancellato.
  • Scenario B — Continuazione dell’attività: uno o più eredi vogliono continuare l’attività del defunto. In questo caso si presenta il modello AA7/10 (o AA9/12 per impresa individuale) per comunicare la comunione ereditaria (codice natura giuridica 23), e la partita IVA assume un nuovo soggetto giuridico.

Scenario A: chiusura della partita IVA del defunto

Se gli eredi decidono di non continuare l’attività, la procedura di chiusura prevede i seguenti passaggi:

  1. Modello AA9/12 — cessazione attività: da presentare all’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dal decesso. Indica la data di cessazione (coincide con la data del decesso).
  2. Liquidazione IVA finale: se il defunto era soggetto IVA, gli eredi devono presentare la dichiarazione IVA per l’anno in corso (periodo fino alla data del decesso) e versare l’eventuale IVA a debito. I crediti IVA maturati possono essere chiesti a rimborso dagli eredi.
  3. Fatture residue e crediti commerciali: le fatture emesse ma non ancora incassate e quelle ricevute ma non ancora pagate restano nell’asse ereditario. Gli eredi che accettano l’eredità subentrano nei relativi diritti e obblighi.
  4. Chiusura posizioni previdenziali: comunicazione all’INPS (per artigiani, commercianti, Gestione Separata) o alla cassa previdenziale di categoria. Il termine è di 30 giorni dal decesso.
  5. TFR ai familiari: se il defunto aveva dipendenti, il TFR va liquidato agli aventi diritto. In caso di eredi anche come familiari dei dipendenti, le procedure si sovrappongono e richiedono attenzione.

Scenario B: continuazione dell’impresa da parte degli eredi

Gli eredi possono decidere di continuare l’attività del defunto per un periodo massimo di 6 mesi dalla data del decesso (proroga possibile su autorizzazione). Durante questo periodo si parla di gestione in comunione ereditaria. Entro 6 mesi devono:

  • Comunicare all’Agenzia delle Entrate la continuazione dell’attività in forma di comunione ereditaria (modello AA7, codice natura giuridica 23)
  • Decidere se trasformare l’attività in una nuova impresa individuale (uno degli eredi subentra), in una società tra eredi, o procedere alla liquidazione entro i 6 mesi

Agevolazione fiscale importante: se gli eredi continuano l’attività per almeno 5 anni, l’azienda (o quota di azienda) trasferita per successione è esente dall’imposta di successione ai sensi dell’art. 3, comma 4-ter, del D.Lgs. 346/1990. Questa agevolazione si applica sia alle imprese individuali che alle quote societarie, a condizione che l’erede che subentra mantenga l’attività per il quinquennio e presenti apposita dichiarazione all’AdE.

La dichiarazione dei redditi del defunto: chi la presenta e quando

Uno degli adempimenti più importanti (e spesso trascurati) riguarda la dichiarazione dei redditi del defunto per l’anno in cui è avvenuto il decesso e per eventuali anni precedenti non ancora dichiarati.

La normativa di riferimento è l’art. 65 del DPR 600/1973, che stabilisce:

  • Gli eredi devono presentare la dichiarazione dei redditi del defunto per l’anno del decesso entro l’ultimo giorno del nono mese successivo alla data del decesso. Ad esempio, se il decesso avviene il 15 marzo 2026, la dichiarazione va presentata entro il 31 dicembre 2026.
  • Se il decesso avviene negli ultimi tre mesi dell’anno, il termine è prorogato al 30 giugno dell’anno successivo.
  • Gli eredi devono anche presentare le dichiarazioni degli anni precedenti non ancora presentate, con le relative scadenze ordinarie (o entro 1 anno dal decesso per le annualità omesse).

La dichiarazione del defunto va presentata dal coniuge superstite o, in mancanza, dagli altri eredi, utilizzando il Modello Redditi PF intestato al defunto. Gli eredi firmano il modello indicando la propria qualità di «erede» nell’apposita sezione.

Fatture residue, crediti IVA e costi pendenti

Al momento del decesso, il professionista o imprenditore potrebbe avere:

  • Fatture emesse ma non incassate: gli eredi hanno diritto a riscuoterle, ma devono poi dichiararle nei redditi del defunto (se riferite a prestazioni rese prima del decesso) o nella contabilità della comunione ereditaria
  • Fatture ricevute ma non pagate: i debiti del defunto verso fornitori sono passività dell’asse ereditario. Gli eredi che accettano l’eredità devono pagarle
  • Crediti IVA: il credito IVA maturato nella liquidazione periodica del defunto può essere chiesto a rimborso dagli eredi tramite il modello IVA 74-bis oppure portato in compensazione nella liquidazione della comunione ereditaria
  • Costi pendenti (rimanenze, ratei, ecc.): vanno inventariati e dichiarati correttamente nella dichiarazione finale del defunto

Beni strumentali nell’asse ereditario

I beni strumentali dell’impresa (macchinari, attrezzature, veicoli, immobili strumentali) entrano nell’asse ereditario al loro valore normale al momento del decesso. Per le imprese in contabilità ordinaria, il valore è quello risultante dall’ultimo bilancio. Per i professionisti e le imprese in contabilità semplificata, si fa riferimento al valore di mercato.

In FVG, se i beni strumentali comprendono immobili iscritti nel libro fondiario (sistema tavolare), la successione immobiliare richiede la procedura di intavolazione al Libro Fondiario presso la Conservatoria tavolare competente, secondo la legge 28 marzo 1929 n. 499. Questa procedura è distinta e aggiuntiva rispetto alla normale dichiarazione di successione e alla voltura catastale.

Dipendenti del defunto: TFR e obblighi verso i lavoratori

Se il defunto aveva dipendenti, il decesso configura una situazione analoga alla cessazione dell’attività. I lavoratori hanno diritto a:

  • TFR maturato fino alla data del decesso, da liquidare dagli eredi (o dal Fondo di Garanzia INPS se il datore di lavoro è insolvente)
  • Ultime retribuzioni spettanti fino al decesso
  • Eventuali ferie non godute e altre competenze contrattuali

Se gli eredi decidono di continuare l’attività assumendo i dipendenti, il contratto di lavoro prosegue senza interruzione (l’erede subentra nella posizione di datore di lavoro). Se invece decidono di chiudere, devono procedere con i licenziamenti per cessazione dell’attività, con preavviso contrattuale e pagamento di tutte le spettanze.

Specificità FVG: Tribunale di Udine e sistema tavolare

In Friuli Venezia Giulia, la successione di un’impresa individuale con beni immobili richiede attenzione particolare per via del sistema tavolare. A differenza delle regioni a regime catastale, in FVG:

  • La voltura catastale non è sufficiente: occorre l’intavolazione nel Libro Fondiario (registro tavolare)
  • La procedura si svolge davanti alla Conservatoria tavolare competente per il comune dove si trova l’immobile
  • Per Udine e provincia: Conservatoria tavolare di Udine (c/o Tribunale di Udine)
  • Per Pordenone: Conservatoria tavolare di Pordenone
  • Per Gorizia: Conservatoria tavolare di Gorizia
  • Per Trieste: Conservatoria tavolare di Trieste

Il Tribunale di Udine è competente per il rilascio del certificato di eredità (o atto notarile di accettazione) necessario per l’intavolazione. I tempi medi nel circondario di Udine vanno da 2 a 6 mesi dalla presentazione della domanda, salvo urgenze. Per approfondire consulta la nostra guida dedicata: Successioni in Friuli Venezia Giulia 2026 e Dichiarazione di Successione a Udine.

Riepilogo scadenze e adempimenti

AdempimentoScadenzaModello / Ufficio
Comunicazione cessazione P.IVA o comunione ereditariaEntro 30 giorni dal decessoModello AA9/12 o AA7 — AdE
Dichiarazione di successioneEntro 12 mesi dal decessoModello 4 — AdE online
Dichiarazione dei redditi del defunto (anno corrente)Ultimo giorno del 9° mese successivo al decesso (art. 65 DPR 600/73)Mod. Redditi PF del defunto
Liquidazione IVA e eventuale rimborso credito IVAContestuale alla dichiarazione IVA annuale o modello IVA 74-bisModello IVA / IVA 74-bis
Comunicazione INPS / cassa previdenzialeEntro 30 giorni dal decessoPortale INPS o cassa categoria
Liquidazione TFR dipendentiEntro i termini contrattuali (CCNL)Direttamente agli aventi diritto
Intavolazione beni immobili (solo FVG)Non esiste termine perentorio legale, ma prima è meglioConservatoria tavolare competente
Decisione su continuazione impresa (se si continua)Entro 6 mesi dal decessoAtto notarile + comunicazione AdE

Domande frequenti

Se non chiudo la partita IVA entro 30 giorni cosa rischio?

La mancata comunicazione entro 30 giorni è una violazione formale, sanzionabile con una sanzione amministrativa da 250 a 2.000 euro (art. 5 D.Lgs. 471/1997). Tuttavia, l’Agenzia delle Entrate può intervenire d’ufficio per chiudere la partita IVA dopo aver acquisito notizia del decesso. In ogni caso, è preferibile regolarizzare prima di incorrere in contestazioni.

Gli eredi sono responsabili dei debiti fiscali del defunto?

Sì, ma solo se accettano l’eredità (pura o con beneficio d’inventario). L’erede che accetta con beneficio d’inventario (art. 490 c.c.) risponde dei debiti del defunto solo nei limiti del patrimonio ereditato, proteggendo il proprio patrimonio personale. La rinuncia all’eredità esclude qualsiasi responsabilità tributaria.

Il regime forfettario del defunto si trasferisce agli eredi?

No. Il regime forfettario è strettamente personale. Gli eredi che continuano l’attività devono aprire una propria partita IVA e verificare autonomamente i requisiti per accedere al regime forfettario (soglia di 85.000 euro, assenza di cause ostative). Non è possibile ereditare il regime fiscale del defunto.

Cosa succede con i contratti in corso (locazione, utenze, fornitori)?

I contratti in essere al momento del decesso non si risolvono automaticamente. Gli eredi possono scegliere di subentrare nei contratti (continuando l’attività) o di disdirli (cessando l’attività). Per i contratti di locazione commerciale, il subentro degli eredi è regolato dall’art. 37 della L. 392/1978.

Conclusione: affidati a un CAF per la gestione completa

La gestione della partita IVA del defunto è una procedura complessa che coinvolge fiscalità, previdenza, diritto successorio e, in FVG, le specificità del sistema tavolare. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio completo per gli eredi di titolari di partita IVA: dalla comunicazione all’Agenzia delle Entrate alla dichiarazione dei redditi del defunto, dalla chiusura delle posizioni previdenziali alla consulenza sulla continuazione dell’attività.

Per un preventivo personalizzato sulla tua situazione specifica, contattaci: siamo disponibili online per tutto il territorio italiano, con particolare competenza nelle province di Udine, Pordenone, Gorizia e Trieste. Puoi anche approfondire la tematica successoria nella nostra guida: Successioni FVG 2026 e Procedura di Successione a Udine.

Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

Settembre 3, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-09-03 09:00:002026-08-17 11:02:47Successione della Partita IVA del Defunto: Cosa Devono Fare gli Eredi (Guida 2026)

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