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Tag Archivio per: detrazioni fiscali

CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

730/2026 Congiunto: Come Ottenere i Rimborsi Rapidamente e Gestire le Detrazioni

Dichiarazione dei redditi 730

Il 730 congiunto 2026 è uno strumento fiscale potente che molte coppie non sfruttano al massimo: presentare un’unica dichiarazione dei redditi per entrambi i coniugi non significa solo semplificare la burocrazia, ma può significare rimborsi più rapidi, detrazioni ottimizzate e un risparmio fiscale concreto. In questa guida completa trovi tutto quello che devi sapere sul 730 congiunto 2026: chi può presentarlo, come funzionano i rimborsi in busta paga, come ripartire correttamente le detrazioni tra i coniugi e quali sono le scadenze da rispettare per non perdere nemmeno un euro.

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Indice dei contenuti

  1. Cos’è il 730 congiunto 2026 e chi può presentarlo
  2. Vantaggi del 730 congiunto: perché conviene
  3. Rimborso 730 congiunto: come ottenerlo in busta paga rapidamente
  4. Cosa succede quando uno dei coniugi non ha il sostituto d’imposta
  5. Detrazioni nel 730 congiunto: come ripartirle correttamente
  6. Quali spese si possono detrarre nel 730 congiunto
  7. Errori comuni nel 730 congiunto e come evitarli
  8. Quando NON conviene il 730 congiunto
  9. Scadenze 730/2026: le date da non perdere
  10. Domande frequenti sul 730 congiunto

Cos’è il 730 congiunto 2026 e chi può presentarlo

Il 730 congiunto 2026 è la modalità di presentazione della dichiarazione dei redditi che consente a due coniugi o partner di un’unione civile di inviare un’unica dichiarazione per entrambi, anziché due separate. In pratica, uno dei due svolge il ruolo di dichiarante e l’altro quello di coniuge dichiarante: il dichiarante è il soggetto principale che firma la dichiarazione, mentre il coniuge dichiarante è colui i cui redditi e detrazioni confluiscono nella stessa dichiarazione.

Per poter presentare il 730/2026 in forma congiunta, devono essere soddisfatte alcune condizioni fondamentali. Prima di tutto, i coniugi non devono essere legalmente separati: le coppie con separazione legale o divorzio non possono utilizzare questa modalità, anche se continuano a vivere insieme. In secondo luogo, almeno uno dei due coniugi deve avere un sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico) che possa effettuare le operazioni di conguaglio. Infine, entrambi i coniugi devono rientrare tra i soggetti che possono presentare il modello 730 (lavoratori dipendenti, pensionati, collaboratori, percettori di redditi assimilati).

Un aspetto spesso ignorato riguarda le unioni civili: dal 2016, anche i partner uniti civilmente ai sensi della Legge Cirinnà (Legge 76/2016) hanno diritto a presentare il 730 congiunto, con le stesse modalità e gli stessi vantaggi riconosciuti ai coniugi. Non rientrano invece in questa categoria le coppie di fatto (conviventi non sposati e non uniti civilmente), che devono necessariamente presentare dichiarazioni separate.

Vantaggi del 730 congiunto: perché conviene

Scegliere il 730 congiunto 2026 offre una serie di vantaggi concreti che vanno ben oltre la semplice comodità di presentare un solo documento. Il beneficio più immediato è la semplificazione burocratica: una sola pratica, un solo appuntamento al CAF, un solo controllo finale. Ma i vantaggi reali riguardano soprattutto la gestione dei rimborsi e delle detrazioni.

Il primo grande vantaggio è la possibilità di trasferire le detrazioni che un coniuge non riesce a utilizzare completamente all’altro. Immaginiamo che Marco abbia spese mediche per 3.000 euro e un reddito molto basso: le detrazioni fiscali derivanti da queste spese potrebbero non essere completamente sfruttabili dalla sua dichiarazione individuale, perché l’imposta lorda risultante è troppo bassa. Con il 730 congiunto, quelle detrazioni possono essere attribuite in parte o integralmente a Lucia, il cui reddito più elevato permette di recuperare l’intero beneficio fiscale.

Un secondo vantaggio riguarda le spese sostenute in modo indiviso: con il 730 congiunto è più semplice gestire spese come la ristrutturazione edilizia, i pagamenti per il bonus mobili o le spese condominiali, che spesso sono intestate a uno solo dei coniugi ma sostenute da entrambi. Infine, in caso di rimborso fiscale, il meccanismo del conguaglio in busta paga garantisce tempi più rapidi rispetto al rimborso diretto da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Rimborso 730 congiunto: come ottenerlo in busta paga rapidamente

Uno degli aspetti più attesi dai contribuenti che presentano il 730 congiunto 2026 è il rimborso fiscale in busta paga. Questo meccanismo, detto conguaglio fiscale, è uno dei principali vantaggi del modello 730 rispetto al modello Redditi PF: invece di aspettare che l’Agenzia delle Entrate eroghi il rimborso direttamente sul conto corrente (operazione che può richiedere molti mesi), il rimborso viene anticipato dal sostituto d’imposta (cioè il datore di lavoro o l’ente pensionistico) direttamente nella busta paga o nel cedolino della pensione.

Ecco come funziona nel dettaglio: dopo la trasmissione della dichiarazione da parte del CAF o del sostituto d’imposta (entro il 30 settembre 2026 per il 730 ordinario), l’Agenzia delle Entrate elabora i dati e trasmette al sostituto d’imposta i risultati contabili. Il sostituto è poi obbligato a effettuare il conguaglio fiscale nel cedolino paga di luglio (per le dichiarazioni trasmesse entro il 30 giugno) o nel cedolino di settembre o ottobre (per le dichiarazioni trasmesse a luglio-settembre). I pensionati, invece, ricevono il rimborso nel cedolino della pensione solitamente nei mesi di agosto o settembre.

Nel caso del 730 congiunto, il rimborso o il debito vengono attribuiti esclusivamente al dichiarante principale (non al coniuge dichiarante), ed è il datore di lavoro o l’ente pensionistico del dichiarante che opera il conguaglio. Per questo motivo, nella scelta di chi deve fare da dichiarante è spesso conveniente indicare il coniuge che ha un reddito più elevato e stabile, in modo da garantire un conguaglio più rapido e sicuro. Un altro fattore da considerare è la capienza dell’imposta: se il rimborso atteso è molto elevato, è meglio che il dichiarante sia colui il cui sostituto d’imposta è in grado di gestire importi maggiori senza difficoltà di liquidità.

Se il conguaglio positivo (rimborso) non viene erogato entro il terzo mese successivo al termine di presentazione della dichiarazione, il contribuente può segnalare il ritardo al datore di lavoro e, in caso di persistente inadempienza, rivolgersi all’Agenzia delle Entrate. In ogni caso, l’intermediario (CAF o sostituto d’imposta) che ha trasmesso la dichiarazione può verificare lo stato di elaborazione attraverso i canali telematici dell’Agenzia.

Cosa succede quando uno dei coniugi non ha il sostituto d’imposta

Una situazione molto comune riguarda le coppie in cui uno dei due coniugi non ha un sostituto d’imposta: ad esempio, un lavoratore autonomo senza sostituto, un libero professionista, una persona che ha perso il lavoro di recente, oppure chi percepisce solo redditi fondiari o da capitale. In questi casi è comunque possibile presentare il 730 congiunto 2026, ma occorre fare attenzione alle regole specifiche che regolano i rimborsi.

Se il coniuge dichiarante (quello che affianca il dichiarante principale) non ha un sostituto d’imposta, non è un problema: il conguaglio fiscale viene comunque effettuato dal sostituto del dichiarante principale, che è l’unico soggetto da cui passa il flusso dei rimborsi e dei versamenti. Il reddito e le detrazioni del coniuge dichiarante senza sostituto confluiscono comunque nella dichiarazione unica, ma sono le operazioni di conguaglio del dichiarante principale a fare da “veicolo” per erogare o recuperare le somme.

Il discorso cambia, invece, se è il dichiarante principale a non avere un sostituto d’imposta. In questo caso, il 730 congiunto non può essere presentato nella forma ordinaria con conguaglio in busta paga: il contribuente dovrà presentare il modello Redditi PF (ex modello Unico) e il rimborso, se spettante, sarà erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate tramite bonifico sul conto corrente indicato nella dichiarazione. I tempi in questo caso sono più lunghi: mediamente dai 4 ai 12 mesi dalla trasmissione della dichiarazione, anche se l’Agenzia delle Entrate ha progressivamente accelerato i tempi di liquidazione grazie all’automazione dei controlli.

Un caso particolare riguarda i contribuenti che durante l’anno hanno perso il lavoro e non hanno un nuovo sostituto d’imposta al momento della presentazione della dichiarazione. In questa situazione, il 730 può comunque essere presentato tramite il CAF, ma l’eventuale rimborso non potrà essere erogato in busta paga: sarà necessario indicare un IBAN valido nel modello 730, e l’Agenzia delle Entrate provvederà al rimborso diretto. Il CAF Centro Fiscale segue ogni anno centinaia di contribuenti in questa situazione, garantendo la corretta compilazione della dichiarazione e il monitoraggio dei tempi di rimborso.

Detrazioni nel 730 congiunto: come ripartirle correttamente

La corretta gestione delle detrazioni fiscali è il cuore strategico del 730 congiunto 2026. La regola generale stabilita dall’Agenzia delle Entrate è che ogni detrazione spetta al coniuge che ha sostenuto effettivamente la spesa o al cui nome è intestata la fattura o il documento di spesa. Tuttavia, nella pratica esistono molte situazioni in cui la ripartizione può essere ottimizzata a favore di entrambi i coniugi.

Regola del sostenimento della spesa

La regola del sostenimento della spesa significa che la detrazione spetta a chi ha effettivamente pagato, indipendentemente dall’intestazione della ricevuta o della fattura. Se la ricevuta è intestata a uno dei coniugi ma il pagamento è stato effettuato dall’altro (ad esempio con il bancomat del partner), la detrazione in linea di principio spetta a chi ha sostenuto la spesa. In pratica, per le spese pagate con strumenti tracciabili (bonifico, carta di credito, bancomat), è possibile dimostrare chi ha effettivamente pagato e attribuire la detrazione alla persona corretta.

Per le spese mediche, la regola è che la detrazione del 19% spetta alla parte eccedente la franchigia di 129,11 euro. Se i due coniugi hanno spese sanitarie separate, ciascuno le porta in detrazione sulla propria quota del 730 congiunto. Se invece le spese mediche sono intestate a un familiare a carico (ad esempio un figlio), possono essere portate in detrazione dal coniuge con il reddito più alto, oppure ripartite tra entrambi nella percentuale più conveniente.

Detrazioni per i figli a carico

Un capitolo a parte meritano le detrazioni per figli a carico. A partire dal 2022, con l’introduzione dell’Assegno Unico Universale, le detrazioni IRPEF per figli fino a 21 anni sono state in gran parte sostituite dall’Assegno Unico. Restano tuttavia le detrazioni per figli da 21 anni in su (se a carico del nucleo familiare), che nel 730 congiunto 2026 si attribuiscono nella misura del 50% a ciascun coniuge oppure nella misura del 100% al coniuge con il reddito più elevato, se questo risulta più conveniente. La scelta va effettuata tenendo conto della capienza d’imposta di ciascun coniuge: se uno dei due ha un’imposta lorda molto bassa, potrebbe non riuscire a sfruttare completamente la propria quota di detrazione, e in quel caso è meglio concentrare tutto sul coniuge capiente.

Quali spese si possono detrarre nel 730 congiunto

Il 730/2026 congiunto permette di gestire una gamma molto ampia di spese detraibili. Vediamo le principali categorie, con le regole specifiche per la ripartizione tra i coniugi.

Spese sanitarie e mediche

Le spese sanitarie danno diritto a una detrazione del 19% sulla parte eccedente la franchigia di 129,11 euro (solo per le spese del contribuente; per le spese dei familiari a carico non si applica la franchigia, e la detrazione del 19% è piena). Rientrano nelle spese mediche detraibili: visite specialistiche, esami di laboratorio, farmaci con ricetta medica, acquisto di dispositivi medici (occhiali, protesi, apparecchi acustici), spese odontoiatriche, interventi chirurgici e degenze ospedaliere. Dal 2020, le spese sanitarie sono detraibili solo se pagate con strumenti tracciabili (bonifico, carta, bancomat), ad eccezione dei farmaci e dei ticket sanitari del SSN.

Mutuo per l’abitazione principale

Gli interessi passivi sul mutuo per l’acquisto dell’abitazione principale danno diritto a una detrazione del 19% su un importo massimo di 4.000 euro annui (detrazione massima: 760 euro l’anno). Nel 730 congiunto, questa detrazione spetta ai coniugi nella proporzione degli interessi effettivamente pagati da ciascuno: se il mutuo è intestato a entrambi, ciascuno detrae il 50%; se è intestato a uno solo (ma l’altro è proprietario dell’immobile), la detrazione spetta solo all’intestatario del mutuo. Fanno eccezione i coniugi in cui uno dei due è “fiscalmente a carico” dell’altro: in quel caso, l’intestatario del mutuo può detrarre anche la quota dell’altro.

Ristrutturazioni edilizie e Superbonus residui

Le spese per la ristrutturazione edilizia (bonus ristrutturazione al 50%) e i residui del Superbonus 110% ancora in detrazione sono tra le voci più significative del 730/2026. Per le ristrutturazioni, la detrazione del 50% (fino a un massimale di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare) va ripartita in 10 quote annuali di pari importo: se la spesa è stata sostenuta congiuntamente da entrambi i coniugi, ciascuno porta in detrazione la propria quota. Per il Superbonus, i lavori conclusi entro il 31 dicembre 2023 con SAL hanno consentito detrazioni ancora fruibili nel 730/2026 sotto forma di quote residue: è importante verificare con attenzione l’intestazione dei bonifici e delle fatture per attribuire correttamente le quote tra i coniugi.

Bonus mobili e grandi elettrodomestici

Il bonus mobili 2026 consente di detrarre il 50% delle spese per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici di classe energetica elevata (A o superiore per forni e lavastoviglie, E o superiore per lavatrice e frigorifero), a condizione che le spese siano collegate a un intervento di ristrutturazione edilizia iniziato nel 2025 o nel 2026. Il limite massimo di spesa detraibile per il 2026 è di 5.000 euro, con una detrazione massima di 2.500 euro, ripartita in 10 quote annuali. Nel 730 congiunto, la detrazione spetta al coniuge che ha sostenuto la spesa e che ha avviato i lavori di ristrutturazione.

Spese per l’istruzione dei figli

Le spese per l’istruzione (rette di asili nido, scuole dell’infanzia, scuole primarie e secondarie, università) danno diritto a detrazioni fiscali specifiche. Per gli asili nido, la detrazione è del 19% su un massimo di 632 euro per figlio. Per le scuole di ogni ordine e grado (pubbliche e private parificate), la detrazione è del 19% su un massimo di 800 euro per studente. Per le università, la detrazione riguarda le tasse di iscrizione, con un limite legato al corrispondente importo delle tasse universitarie statali. Nel 730 congiunto, queste spese si attribuiscono al coniuge che le ha effettivamente pagate, oppure vengono ripartite secondo la convenienza fiscale.

Errori comuni nel 730 congiunto e come evitarli

La complessità del 730 congiunto 2026 si traduce purtroppo in una serie di errori ricorrenti che possono costare rimborsi persi o, peggio, accertamenti da parte dell’Agenzia delle Entrate. Ecco gli errori più frequenti che i consulenti del CAF Centro Fiscale si trovano a correggere ogni anno.

Il primo e più comune errore è l’errata attribuzione delle detrazioni: molte coppie attribuiscono le spese mediche o le rate del mutuo al coniuge sbagliato, senza considerare quale dei due abbia la capienza fiscale sufficiente per sfruttarle completamente. Il risultato è che una parte delle detrazioni va sprecata, riducendo il rimborso finale. Un secondo errore frequente riguarda le spese non tracciabili: dal 2020, le spese sanitarie pagate in contanti (ad eccezione dei farmaci) non danno diritto alla detrazione del 19%. Molti contribuenti continuano a indicare queste spese in dichiarazione, esponendosi a contestazioni in sede di controllo formale.

Un terzo errore riguarda la dichiarazione del coniuge a carico: se uno dei coniugi ha un reddito complessivo non superiore a 2.840,51 euro (oppure 4.000 euro se ha meno di 24 anni), può essere considerato “a carico” dell’altro ai fini delle detrazioni per familiari a carico. In questo caso, il coniuge capiente può detrarre una quota aggiuntiva, ma l’importo varia in base al reddito del coniuge a carico e al reddito complessivo del dichiarante. Sbagliare questa compilazione porta a detrazioni non spettanti o, viceversa, a perdere detrazioni legittime. Infine, un errore molto frequente riguarda la scelta sbagliata di chi fa da dichiarante principale: se il dichiarante ha un reddito troppo basso per supportare il conguaglio del debito eventuale, il sostituto d’imposta potrebbe avere difficoltà a trattenere le somme dovute, con conseguenti irregolarità nel cedolino paga.

Quando NON conviene il 730 congiunto

Sebbene il 730 congiunto 2026 offra numerosi vantaggi, esistono situazioni in cui la scelta di presentare dichiarazioni separate risulta più conveniente o addirittura obbligatoria. Conoscere questi casi aiuta a fare la scelta giusta fin dall’inizio, evitando errori difficili da correggere.

Il caso più ovvio è quello della separazione legale o del divorzio: i coniugi separati legalmente non possono presentare il 730 congiunto, anche se la separazione è recente e i due continuano a vivere nello stesso domicilio. La data di riferimento per verificare lo stato civile è il 31 dicembre dell’anno di imposta (per il 730/2026 si fa riferimento al 31 dicembre 2025): se a quella data la separazione era già in atto, le dichiarazioni devono essere necessariamente separate.

Un secondo caso in cui il 730 congiunto non conviene riguarda le situazioni in cui entrambi i coniugi hanno debiti fiscali significativi: nel 730 congiunto, il debito complessivo viene addebitato al dichiarante principale tramite il suo sostituto d’imposta. Se il debito è molto elevato, potrebbe essere preferibile presentare dichiarazioni separate per diluire i versamenti. Analogamente, se uno dei coniugi ha crediti da precedenti dichiarazioni già in fase di rimborso, la presentazione del 730 congiunto potrebbe creare complicazioni nella gestione di quei crediti pregressi.

Infine, il 730 congiunto può non essere la scelta giusta quando uno dei coniugi è un lavoratore autonomo senza sostituto d’imposta e deve presentare il modello Redditi PF per altri redditi non compatibili con il modello 730 (ad esempio plusvalenze da cessione di partecipazioni qualificate, redditi da impresa, ecc.). In questi casi, anche l’altro coniuge che potrebbe presentare il 730 potrebbe valutare la convenienza di presentare il modello Redditi PF in forma congiunta, se disponibile, oppure separatamente.

Scadenze 730/2026: le date da non perdere

Rispettare le scadenze del 730/2026 è fondamentale per non perdere i rimborsi in busta paga a luglio e per evitare sanzioni. Il calendario fiscale 2026 prevede le seguenti date chiave per la presentazione della dichiarazione dei redditi.

Il 730 precompilato è reso disponibile dall’Agenzia delle Entrate sul portale online a partire dal 30 aprile 2026. Dalla stessa data, è possibile accettarlo senza modifiche, modificarlo oppure delegarne la gestione al CAF. La presentazione diretta del 730 precompilato da parte del contribuente (senza intermediari) è possibile fino al 30 settembre 2026.

Per chi si affida al CAF o al sostituto d’imposta per la presentazione del 730 ordinario (non precompilato), le scadenze sono le seguenti:

  • Entro il 30 giugno 2026: presentazione al CAF per garantire il conguaglio nel cedolino di luglio (la scadenza più conveniente per chi si aspetta un rimborso)
  • Dal 1° luglio al 31 agosto 2026: il sostituto d’imposta effettua il conguaglio nel cedolino di settembre o di ottobre
  • Entro il 30 settembre 2026: termine ultimo assoluto per la presentazione del 730 (sia precompilato che tramite CAF)

I pensionati che ricevono il rimborso tramite INPS seguono un calendario leggermente diverso: le dichiarazioni presentate entro fine giugno vengono conguagliate nel cedolino di agosto, mentre quelle presentate tra luglio e settembre vengono conguagliate a novembre-dicembre. Chi non presenta il 730 entro il 30 settembre 2026 perde la possibilità di utilizzare questo modello per l’anno di imposta 2025 e deve ricorrere alla dichiarazione dei redditi tramite modello Redditi PF, con scadenza al 31 ottobre 2026 (per la presentazione telematica).

Tabella riepilogativa scadenze 730/2026

DataEventoRimborso in busta paga
30 aprile 2026Disponibile il 730 precompilato–
30 giugno 2026Scadenza per rimborso a luglio (via CAF)Luglio 2026
31 agosto 2026Secondo termine intermedioSettembre/Ottobre 2026
30 settembre 2026Termine ultimo assoluto 730Novembre/Dicembre 2026
31 ottobre 2026Termine Modello Redditi PF (telematico)Rimborso diretto AdE

La raccomandazione del CAF Centro Fiscale è sempre quella di presentare la dichiarazione il prima possibile, idealmente entro fine giugno, per ricevere il conguaglio positivo già a luglio. Ogni mese di ritardo nella presentazione significa attendere un mese in più per il rimborso, che nel frattempo continua a giacere “congelato” senza interessi.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Conclusione: ottimizza il tuo 730 congiunto con il CAF

Il 730 congiunto 2026 è uno strumento potente nelle mani di chi lo sa usare correttamente. La corretta ripartizione delle detrazioni fiscali, la scelta ottimale del dichiarante principale, la gestione delle spese per figli a carico e il rispetto delle scadenze sono tutti elementi che possono fare la differenza di centinaia o addirittura di migliaia di euro nel rimborso finale. Affidarsi a professionisti esperti come quelli del CAF Centro Fiscale di Udine significa non lasciare nulla al caso: ogni detrazione viene verificata, ogni spesa analizzata per trovare la soluzione fiscalmente più conveniente per la tua famiglia, sia in ufficio che online da tutta Italia.

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Domande frequenti sul 730 congiunto 2026

Chi puo presentare il 730 congiunto 2026?

Il 730 congiunto puo essere presentato dai coniugi non legalmente separati e dai partner di unioni civili registrate (ai sensi della Legge 76/2016). Almeno uno dei due deve avere un sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico). Le coppie di fatto (conviventi non sposati) non possono presentare il 730 congiunto.

Quando arriva il rimborso del 730 congiunto?

Se la dichiarazione viene presentata entro il 30 giugno 2026, il rimborso (conguaglio positivo) arriva in busta paga a luglio 2026. Per le dichiarazioni presentate tra luglio e agosto, il rimborso arriva a settembre-ottobre. Per quelle di settembre, a novembre-dicembre. I pensionati ricevono il rimborso nel cedolino della pensione di agosto (per dichiarazioni entro giugno) o di novembre-dicembre (per dichiarazioni di luglio-settembre).

Come si ripartiscono le detrazioni tra i coniugi nel 730 congiunto?

Le detrazioni spettano al coniuge che ha effettivamente sostenuto la spesa. Per le spese dei figli a carico, la detrazione si attribuisce al 50% a ciascun coniuge oppure al 100% al coniuge con reddito piu elevato (se l’altro non ha capienza fiscale sufficiente). Per le spese mediche, spetta la detrazione del 19% sulla parte eccedente la franchigia di 129,11 euro. E sempre consigliabile affidarsi a un CAF per ottimizzare la ripartizione.

Cosa succede se uno dei coniugi non ha il sostituto d’imposta?

Se e il coniuge dichiarante (non il dichiarante principale) a non avere un sostituto d’imposta, non ci sono problemi: il conguaglio avviene comunque tramite il sostituto del dichiarante principale. Se invece e il dichiarante principale a non avere un sostituto d’imposta, il 730 congiunto non e applicabile: occorre presentare il Modello Redditi PF, e l’eventuale rimborso viene erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate.

E conveniente il 730 congiunto se entrambi i coniugi lavorano?

Generalmente si, perche permette di ottimizzare le detrazioni (attribuendole al coniuge con reddito maggiore), semplifica la burocrazia e garantisce rimborsi rapidi in busta paga. Tuttavia, e necessario valutare caso per caso: se entrambi hanno debiti fiscali elevati, potrebbe essere piu conveniente presentare dichiarazioni separate. Il CAF Centro Fiscale effettua sempre una verifica preventiva della convenienza.


Hai bisogno di assistenza per il 730 congiunto?

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a ottimizzare il tuo 730/2026 congiunto: massimizziamo le detrazioni, gestiamo la ripartizione delle spese e garantiamo il rimborso piu rapido possibile. Servizio disponibile sia in ufficio a Udine che online da tutta Italia.

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    CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

    730/2026 Congiunto: Come Ottenere i Rimborsi Rapidamente e Gestire le Detrazioni

    Dichiarazione dei redditi 730

    Il 730 congiunto 2026 è uno strumento fiscale potente che molte coppie non sfruttano al massimo: presentare un’unica dichiarazione dei redditi per entrambi i coniugi non significa solo semplificare la burocrazia, ma può significare rimborsi più rapidi, detrazioni ottimizzate e un risparmio fiscale concreto. In questa guida completa trovi tutto quello che devi sapere sul 730 congiunto 2026: chi può presentarlo, come funzionano i rimborsi in busta paga, come ripartire correttamente le detrazioni tra i coniugi e quali sono le scadenze da rispettare per non perdere nemmeno un euro.

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    Indice dei contenuti

    1. Cos’è il 730 congiunto 2026 e chi può presentarlo
    2. Vantaggi del 730 congiunto: perché conviene
    3. Rimborso 730 congiunto: come ottenerlo in busta paga rapidamente
    4. Cosa succede quando uno dei coniugi non ha il sostituto d’imposta
    5. Detrazioni nel 730 congiunto: come ripartirle correttamente
    6. Quali spese si possono detrarre nel 730 congiunto
    7. Errori comuni nel 730 congiunto e come evitarli
    8. Quando NON conviene il 730 congiunto
    9. Scadenze 730/2026: le date da non perdere
    10. Domande frequenti sul 730 congiunto

    Cos’è il 730 congiunto 2026 e chi può presentarlo

    Il 730 congiunto 2026 è la modalità di presentazione della dichiarazione dei redditi che consente a due coniugi o partner di un’unione civile di inviare un’unica dichiarazione per entrambi, anziché due separate. In pratica, uno dei due svolge il ruolo di dichiarante e l’altro quello di coniuge dichiarante: il dichiarante è il soggetto principale che firma la dichiarazione, mentre il coniuge dichiarante è colui i cui redditi e detrazioni confluiscono nella stessa dichiarazione.

    Per poter presentare il 730/2026 in forma congiunta, devono essere soddisfatte alcune condizioni fondamentali. Prima di tutto, i coniugi non devono essere legalmente separati: le coppie con separazione legale o divorzio non possono utilizzare questa modalità, anche se continuano a vivere insieme. In secondo luogo, almeno uno dei due coniugi deve avere un sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico) che possa effettuare le operazioni di conguaglio. Infine, entrambi i coniugi devono rientrare tra i soggetti che possono presentare il modello 730 (lavoratori dipendenti, pensionati, collaboratori, percettori di redditi assimilati).

    Un aspetto spesso ignorato riguarda le unioni civili: dal 2016, anche i partner uniti civilmente ai sensi della Legge Cirinnà (Legge 76/2016) hanno diritto a presentare il 730 congiunto, con le stesse modalità e gli stessi vantaggi riconosciuti ai coniugi. Non rientrano invece in questa categoria le coppie di fatto (conviventi non sposati e non uniti civilmente), che devono necessariamente presentare dichiarazioni separate.

    Vantaggi del 730 congiunto: perché conviene

    Scegliere il 730 congiunto 2026 offre una serie di vantaggi concreti che vanno ben oltre la semplice comodità di presentare un solo documento. Il beneficio più immediato è la semplificazione burocratica: una sola pratica, un solo appuntamento al CAF, un solo controllo finale. Ma i vantaggi reali riguardano soprattutto la gestione dei rimborsi e delle detrazioni.

    Il primo grande vantaggio è la possibilità di trasferire le detrazioni che un coniuge non riesce a utilizzare completamente all’altro. Immaginiamo che Marco abbia spese mediche per 3.000 euro e un reddito molto basso: le detrazioni fiscali derivanti da queste spese potrebbero non essere completamente sfruttabili dalla sua dichiarazione individuale, perché l’imposta lorda risultante è troppo bassa. Con il 730 congiunto, quelle detrazioni possono essere attribuite in parte o integralmente a Lucia, il cui reddito più elevato permette di recuperare l’intero beneficio fiscale.

    Un secondo vantaggio riguarda le spese sostenute in modo indiviso: con il 730 congiunto è più semplice gestire spese come la ristrutturazione edilizia, i pagamenti per il bonus mobili o le spese condominiali, che spesso sono intestate a uno solo dei coniugi ma sostenute da entrambi. Infine, in caso di rimborso fiscale, il meccanismo del conguaglio in busta paga garantisce tempi più rapidi rispetto al rimborso diretto da parte dell’Agenzia delle Entrate.

    Rimborso 730 congiunto: come ottenerlo in busta paga rapidamente

    Uno degli aspetti più attesi dai contribuenti che presentano il 730 congiunto 2026 è il rimborso fiscale in busta paga. Questo meccanismo, detto conguaglio fiscale, è uno dei principali vantaggi del modello 730 rispetto al modello Redditi PF: invece di aspettare che l’Agenzia delle Entrate eroghi il rimborso direttamente sul conto corrente (operazione che può richiedere molti mesi), il rimborso viene anticipato dal sostituto d’imposta (cioè il datore di lavoro o l’ente pensionistico) direttamente nella busta paga o nel cedolino della pensione.

    Ecco come funziona nel dettaglio: dopo la trasmissione della dichiarazione da parte del CAF o del sostituto d’imposta (entro il 30 settembre 2026 per il 730 ordinario), l’Agenzia delle Entrate elabora i dati e trasmette al sostituto d’imposta i risultati contabili. Il sostituto è poi obbligato a effettuare il conguaglio fiscale nel cedolino paga di luglio (per le dichiarazioni trasmesse entro il 30 giugno) o nel cedolino di settembre o ottobre (per le dichiarazioni trasmesse a luglio-settembre). I pensionati, invece, ricevono il rimborso nel cedolino della pensione solitamente nei mesi di agosto o settembre.

    Nel caso del 730 congiunto, il rimborso o il debito vengono attribuiti esclusivamente al dichiarante principale (non al coniuge dichiarante), ed è il datore di lavoro o l’ente pensionistico del dichiarante che opera il conguaglio. Per questo motivo, nella scelta di chi deve fare da dichiarante è spesso conveniente indicare il coniuge che ha un reddito più elevato e stabile, in modo da garantire un conguaglio più rapido e sicuro. Un altro fattore da considerare è la capienza dell’imposta: se il rimborso atteso è molto elevato, è meglio che il dichiarante sia colui il cui sostituto d’imposta è in grado di gestire importi maggiori senza difficoltà di liquidità.

    Se il conguaglio positivo (rimborso) non viene erogato entro il terzo mese successivo al termine di presentazione della dichiarazione, il contribuente può segnalare il ritardo al datore di lavoro e, in caso di persistente inadempienza, rivolgersi all’Agenzia delle Entrate. In ogni caso, l’intermediario (CAF o sostituto d’imposta) che ha trasmesso la dichiarazione può verificare lo stato di elaborazione attraverso i canali telematici dell’Agenzia.

    Cosa succede quando uno dei coniugi non ha il sostituto d’imposta

    Una situazione molto comune riguarda le coppie in cui uno dei due coniugi non ha un sostituto d’imposta: ad esempio, un lavoratore autonomo senza sostituto, un libero professionista, una persona che ha perso il lavoro di recente, oppure chi percepisce solo redditi fondiari o da capitale. In questi casi è comunque possibile presentare il 730 congiunto 2026, ma occorre fare attenzione alle regole specifiche che regolano i rimborsi.

    Se il coniuge dichiarante (quello che affianca il dichiarante principale) non ha un sostituto d’imposta, non è un problema: il conguaglio fiscale viene comunque effettuato dal sostituto del dichiarante principale, che è l’unico soggetto da cui passa il flusso dei rimborsi e dei versamenti. Il reddito e le detrazioni del coniuge dichiarante senza sostituto confluiscono comunque nella dichiarazione unica, ma sono le operazioni di conguaglio del dichiarante principale a fare da “veicolo” per erogare o recuperare le somme.

    Il discorso cambia, invece, se è il dichiarante principale a non avere un sostituto d’imposta. In questo caso, il 730 congiunto non può essere presentato nella forma ordinaria con conguaglio in busta paga: il contribuente dovrà presentare il modello Redditi PF (ex modello Unico) e il rimborso, se spettante, sarà erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate tramite bonifico sul conto corrente indicato nella dichiarazione. I tempi in questo caso sono più lunghi: mediamente dai 4 ai 12 mesi dalla trasmissione della dichiarazione, anche se l’Agenzia delle Entrate ha progressivamente accelerato i tempi di liquidazione grazie all’automazione dei controlli.

    Un caso particolare riguarda i contribuenti che durante l’anno hanno perso il lavoro e non hanno un nuovo sostituto d’imposta al momento della presentazione della dichiarazione. In questa situazione, il 730 può comunque essere presentato tramite il CAF, ma l’eventuale rimborso non potrà essere erogato in busta paga: sarà necessario indicare un IBAN valido nel modello 730, e l’Agenzia delle Entrate provvederà al rimborso diretto. Il CAF Centro Fiscale segue ogni anno centinaia di contribuenti in questa situazione, garantendo la corretta compilazione della dichiarazione e il monitoraggio dei tempi di rimborso.

    Detrazioni nel 730 congiunto: come ripartirle correttamente

    La corretta gestione delle detrazioni fiscali è il cuore strategico del 730 congiunto 2026. La regola generale stabilita dall’Agenzia delle Entrate è che ogni detrazione spetta al coniuge che ha sostenuto effettivamente la spesa o al cui nome è intestata la fattura o il documento di spesa. Tuttavia, nella pratica esistono molte situazioni in cui la ripartizione può essere ottimizzata a favore di entrambi i coniugi.

    Regola del sostenimento della spesa

    La regola del sostenimento della spesa significa che la detrazione spetta a chi ha effettivamente pagato, indipendentemente dall’intestazione della ricevuta o della fattura. Se la ricevuta è intestata a uno dei coniugi ma il pagamento è stato effettuato dall’altro (ad esempio con il bancomat del partner), la detrazione in linea di principio spetta a chi ha sostenuto la spesa. In pratica, per le spese pagate con strumenti tracciabili (bonifico, carta di credito, bancomat), è possibile dimostrare chi ha effettivamente pagato e attribuire la detrazione alla persona corretta.

    Per le spese mediche, la regola è che la detrazione del 19% spetta alla parte eccedente la franchigia di 129,11 euro. Se i due coniugi hanno spese sanitarie separate, ciascuno le porta in detrazione sulla propria quota del 730 congiunto. Se invece le spese mediche sono intestate a un familiare a carico (ad esempio un figlio), possono essere portate in detrazione dal coniuge con il reddito più alto, oppure ripartite tra entrambi nella percentuale più conveniente.

    Detrazioni per i figli a carico

    Un capitolo a parte meritano le detrazioni per figli a carico. A partire dal 2022, con l’introduzione dell’Assegno Unico Universale, le detrazioni IRPEF per figli fino a 21 anni sono state in gran parte sostituite dall’Assegno Unico. Restano tuttavia le detrazioni per figli da 21 anni in su (se a carico del nucleo familiare), che nel 730 congiunto 2026 si attribuiscono nella misura del 50% a ciascun coniuge oppure nella misura del 100% al coniuge con il reddito più elevato, se questo risulta più conveniente. La scelta va effettuata tenendo conto della capienza d’imposta di ciascun coniuge: se uno dei due ha un’imposta lorda molto bassa, potrebbe non riuscire a sfruttare completamente la propria quota di detrazione, e in quel caso è meglio concentrare tutto sul coniuge capiente.

    Quali spese si possono detrarre nel 730 congiunto

    Il 730/2026 congiunto permette di gestire una gamma molto ampia di spese detraibili. Vediamo le principali categorie, con le regole specifiche per la ripartizione tra i coniugi.

    Spese sanitarie e mediche

    Le spese sanitarie danno diritto a una detrazione del 19% sulla parte eccedente la franchigia di 129,11 euro (solo per le spese del contribuente; per le spese dei familiari a carico non si applica la franchigia, e la detrazione del 19% è piena). Rientrano nelle spese mediche detraibili: visite specialistiche, esami di laboratorio, farmaci con ricetta medica, acquisto di dispositivi medici (occhiali, protesi, apparecchi acustici), spese odontoiatriche, interventi chirurgici e degenze ospedaliere. Dal 2020, le spese sanitarie sono detraibili solo se pagate con strumenti tracciabili (bonifico, carta, bancomat), ad eccezione dei farmaci e dei ticket sanitari del SSN.

    Mutuo per l’abitazione principale

    Gli interessi passivi sul mutuo per l’acquisto dell’abitazione principale danno diritto a una detrazione del 19% su un importo massimo di 4.000 euro annui (detrazione massima: 760 euro l’anno). Nel 730 congiunto, questa detrazione spetta ai coniugi nella proporzione degli interessi effettivamente pagati da ciascuno: se il mutuo è intestato a entrambi, ciascuno detrae il 50%; se è intestato a uno solo (ma l’altro è proprietario dell’immobile), la detrazione spetta solo all’intestatario del mutuo. Fanno eccezione i coniugi in cui uno dei due è “fiscalmente a carico” dell’altro: in quel caso, l’intestatario del mutuo può detrarre anche la quota dell’altro.

    Ristrutturazioni edilizie e Superbonus residui

    Le spese per la ristrutturazione edilizia (bonus ristrutturazione al 50%) e i residui del Superbonus 110% ancora in detrazione sono tra le voci più significative del 730/2026. Per le ristrutturazioni, la detrazione del 50% (fino a un massimale di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare) va ripartita in 10 quote annuali di pari importo: se la spesa è stata sostenuta congiuntamente da entrambi i coniugi, ciascuno porta in detrazione la propria quota. Per il Superbonus, i lavori conclusi entro il 31 dicembre 2023 con SAL hanno consentito detrazioni ancora fruibili nel 730/2026 sotto forma di quote residue: è importante verificare con attenzione l’intestazione dei bonifici e delle fatture per attribuire correttamente le quote tra i coniugi.

    Bonus mobili e grandi elettrodomestici

    Il bonus mobili 2026 consente di detrarre il 50% delle spese per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici di classe energetica elevata (A o superiore per forni e lavastoviglie, E o superiore per lavatrice e frigorifero), a condizione che le spese siano collegate a un intervento di ristrutturazione edilizia iniziato nel 2025 o nel 2026. Il limite massimo di spesa detraibile per il 2026 è di 5.000 euro, con una detrazione massima di 2.500 euro, ripartita in 10 quote annuali. Nel 730 congiunto, la detrazione spetta al coniuge che ha sostenuto la spesa e che ha avviato i lavori di ristrutturazione.

    Spese per l’istruzione dei figli

    Le spese per l’istruzione (rette di asili nido, scuole dell’infanzia, scuole primarie e secondarie, università) danno diritto a detrazioni fiscali specifiche. Per gli asili nido, la detrazione è del 19% su un massimo di 632 euro per figlio. Per le scuole di ogni ordine e grado (pubbliche e private parificate), la detrazione è del 19% su un massimo di 800 euro per studente. Per le università, la detrazione riguarda le tasse di iscrizione, con un limite legato al corrispondente importo delle tasse universitarie statali. Nel 730 congiunto, queste spese si attribuiscono al coniuge che le ha effettivamente pagate, oppure vengono ripartite secondo la convenienza fiscale.

    Errori comuni nel 730 congiunto e come evitarli

    La complessità del 730 congiunto 2026 si traduce purtroppo in una serie di errori ricorrenti che possono costare rimborsi persi o, peggio, accertamenti da parte dell’Agenzia delle Entrate. Ecco gli errori più frequenti che i consulenti del CAF Centro Fiscale si trovano a correggere ogni anno.

    Il primo e più comune errore è l’errata attribuzione delle detrazioni: molte coppie attribuiscono le spese mediche o le rate del mutuo al coniuge sbagliato, senza considerare quale dei due abbia la capienza fiscale sufficiente per sfruttarle completamente. Il risultato è che una parte delle detrazioni va sprecata, riducendo il rimborso finale. Un secondo errore frequente riguarda le spese non tracciabili: dal 2020, le spese sanitarie pagate in contanti (ad eccezione dei farmaci) non danno diritto alla detrazione del 19%. Molti contribuenti continuano a indicare queste spese in dichiarazione, esponendosi a contestazioni in sede di controllo formale.

    Un terzo errore riguarda la dichiarazione del coniuge a carico: se uno dei coniugi ha un reddito complessivo non superiore a 2.840,51 euro (oppure 4.000 euro se ha meno di 24 anni), può essere considerato “a carico” dell’altro ai fini delle detrazioni per familiari a carico. In questo caso, il coniuge capiente può detrarre una quota aggiuntiva, ma l’importo varia in base al reddito del coniuge a carico e al reddito complessivo del dichiarante. Sbagliare questa compilazione porta a detrazioni non spettanti o, viceversa, a perdere detrazioni legittime. Infine, un errore molto frequente riguarda la scelta sbagliata di chi fa da dichiarante principale: se il dichiarante ha un reddito troppo basso per supportare il conguaglio del debito eventuale, il sostituto d’imposta potrebbe avere difficoltà a trattenere le somme dovute, con conseguenti irregolarità nel cedolino paga.

    Quando NON conviene il 730 congiunto

    Sebbene il 730 congiunto 2026 offra numerosi vantaggi, esistono situazioni in cui la scelta di presentare dichiarazioni separate risulta più conveniente o addirittura obbligatoria. Conoscere questi casi aiuta a fare la scelta giusta fin dall’inizio, evitando errori difficili da correggere.

    Il caso più ovvio è quello della separazione legale o del divorzio: i coniugi separati legalmente non possono presentare il 730 congiunto, anche se la separazione è recente e i due continuano a vivere nello stesso domicilio. La data di riferimento per verificare lo stato civile è il 31 dicembre dell’anno di imposta (per il 730/2026 si fa riferimento al 31 dicembre 2025): se a quella data la separazione era già in atto, le dichiarazioni devono essere necessariamente separate.

    Un secondo caso in cui il 730 congiunto non conviene riguarda le situazioni in cui entrambi i coniugi hanno debiti fiscali significativi: nel 730 congiunto, il debito complessivo viene addebitato al dichiarante principale tramite il suo sostituto d’imposta. Se il debito è molto elevato, potrebbe essere preferibile presentare dichiarazioni separate per diluire i versamenti. Analogamente, se uno dei coniugi ha crediti da precedenti dichiarazioni già in fase di rimborso, la presentazione del 730 congiunto potrebbe creare complicazioni nella gestione di quei crediti pregressi.

    Infine, il 730 congiunto può non essere la scelta giusta quando uno dei coniugi è un lavoratore autonomo senza sostituto d’imposta e deve presentare il modello Redditi PF per altri redditi non compatibili con il modello 730 (ad esempio plusvalenze da cessione di partecipazioni qualificate, redditi da impresa, ecc.). In questi casi, anche l’altro coniuge che potrebbe presentare il 730 potrebbe valutare la convenienza di presentare il modello Redditi PF in forma congiunta, se disponibile, oppure separatamente.

    Scadenze 730/2026: le date da non perdere

    Rispettare le scadenze del 730/2026 è fondamentale per non perdere i rimborsi in busta paga a luglio e per evitare sanzioni. Il calendario fiscale 2026 prevede le seguenti date chiave per la presentazione della dichiarazione dei redditi.

    Il 730 precompilato è reso disponibile dall’Agenzia delle Entrate sul portale online a partire dal 30 aprile 2026. Dalla stessa data, è possibile accettarlo senza modifiche, modificarlo oppure delegarne la gestione al CAF. La presentazione diretta del 730 precompilato da parte del contribuente (senza intermediari) è possibile fino al 30 settembre 2026.

    Per chi si affida al CAF o al sostituto d’imposta per la presentazione del 730 ordinario (non precompilato), le scadenze sono le seguenti:

    • Entro il 30 giugno 2026: presentazione al CAF per garantire il conguaglio nel cedolino di luglio (la scadenza più conveniente per chi si aspetta un rimborso)
    • Dal 1° luglio al 31 agosto 2026: il sostituto d’imposta effettua il conguaglio nel cedolino di settembre o di ottobre
    • Entro il 30 settembre 2026: termine ultimo assoluto per la presentazione del 730 (sia precompilato che tramite CAF)

    I pensionati che ricevono il rimborso tramite INPS seguono un calendario leggermente diverso: le dichiarazioni presentate entro fine giugno vengono conguagliate nel cedolino di agosto, mentre quelle presentate tra luglio e settembre vengono conguagliate a novembre-dicembre. Chi non presenta il 730 entro il 30 settembre 2026 perde la possibilità di utilizzare questo modello per l’anno di imposta 2025 e deve ricorrere alla dichiarazione dei redditi tramite modello Redditi PF, con scadenza al 31 ottobre 2026 (per la presentazione telematica).

    Tabella riepilogativa scadenze 730/2026

    DataEventoRimborso in busta paga
    30 aprile 2026Disponibile il 730 precompilato–
    30 giugno 2026Scadenza per rimborso a luglio (via CAF)Luglio 2026
    31 agosto 2026Secondo termine intermedioSettembre/Ottobre 2026
    30 settembre 2026Termine ultimo assoluto 730Novembre/Dicembre 2026
    31 ottobre 2026Termine Modello Redditi PF (telematico)Rimborso diretto AdE

    La raccomandazione del CAF Centro Fiscale è sempre quella di presentare la dichiarazione il prima possibile, idealmente entro fine giugno, per ricevere il conguaglio positivo già a luglio. Ogni mese di ritardo nella presentazione significa attendere un mese in più per il rimborso, che nel frattempo continua a giacere “congelato” senza interessi.

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    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Conclusione: ottimizza il tuo 730 congiunto con il CAF

    Il 730 congiunto 2026 è uno strumento potente nelle mani di chi lo sa usare correttamente. La corretta ripartizione delle detrazioni fiscali, la scelta ottimale del dichiarante principale, la gestione delle spese per figli a carico e il rispetto delle scadenze sono tutti elementi che possono fare la differenza di centinaia o addirittura di migliaia di euro nel rimborso finale. Affidarsi a professionisti esperti come quelli del CAF Centro Fiscale di Udine significa non lasciare nulla al caso: ogni detrazione viene verificata, ogni spesa analizzata per trovare la soluzione fiscalmente più conveniente per la tua famiglia, sia in ufficio che online da tutta Italia.

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    Domande frequenti sul 730 congiunto 2026

    Chi puo presentare il 730 congiunto 2026?

    Il 730 congiunto puo essere presentato dai coniugi non legalmente separati e dai partner di unioni civili registrate (ai sensi della Legge 76/2016). Almeno uno dei due deve avere un sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico). Le coppie di fatto (conviventi non sposati) non possono presentare il 730 congiunto.

    Quando arriva il rimborso del 730 congiunto?

    Se la dichiarazione viene presentata entro il 30 giugno 2026, il rimborso (conguaglio positivo) arriva in busta paga a luglio 2026. Per le dichiarazioni presentate tra luglio e agosto, il rimborso arriva a settembre-ottobre. Per quelle di settembre, a novembre-dicembre. I pensionati ricevono il rimborso nel cedolino della pensione di agosto (per dichiarazioni entro giugno) o di novembre-dicembre (per dichiarazioni di luglio-settembre).

    Come si ripartiscono le detrazioni tra i coniugi nel 730 congiunto?

    Le detrazioni spettano al coniuge che ha effettivamente sostenuto la spesa. Per le spese dei figli a carico, la detrazione si attribuisce al 50% a ciascun coniuge oppure al 100% al coniuge con reddito piu elevato (se l’altro non ha capienza fiscale sufficiente). Per le spese mediche, spetta la detrazione del 19% sulla parte eccedente la franchigia di 129,11 euro. E sempre consigliabile affidarsi a un CAF per ottimizzare la ripartizione.

    Cosa succede se uno dei coniugi non ha il sostituto d’imposta?

    Se e il coniuge dichiarante (non il dichiarante principale) a non avere un sostituto d’imposta, non ci sono problemi: il conguaglio avviene comunque tramite il sostituto del dichiarante principale. Se invece e il dichiarante principale a non avere un sostituto d’imposta, il 730 congiunto non e applicabile: occorre presentare il Modello Redditi PF, e l’eventuale rimborso viene erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate.

    E conveniente il 730 congiunto se entrambi i coniugi lavorano?

    Generalmente si, perche permette di ottimizzare le detrazioni (attribuendole al coniuge con reddito maggiore), semplifica la burocrazia e garantisce rimborsi rapidi in busta paga. Tuttavia, e necessario valutare caso per caso: se entrambi hanno debiti fiscali elevati, potrebbe essere piu conveniente presentare dichiarazioni separate. Il CAF Centro Fiscale effettua sempre una verifica preventiva della convenienza.


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    Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a ottimizzare il tuo 730/2026 congiunto: massimizziamo le detrazioni, gestiamo la ripartizione delle spese e garantiamo il rimborso piu rapido possibile. Servizio disponibile sia in ufficio a Udine che online da tutta Italia.

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      Modello Redditi PF 2026: calcolo del saldo 2025 e del primo acconto 2026 dei contributi INPS per artigiani e commercianti

      Ogni anno, con la presentazione del Modello Redditi PF, artigiani e commercianti devono fare i conti con il versamento dei contributi INPS alla Gestione IVS (Invalidità, Vecchiaia e Superstiti). Nel 2026, il Modello Redditi PF relativo all'anno…
      Luglio 5, 2026
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      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/03/contributi-INPS-artigiani-e-commercianti.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-05 08:26:322026-07-05 08:39:47Modello Redditi PF 2026: calcolo del saldo 2025 e del primo acconto 2026 dei contributi INPS per artigiani e commercianti

      CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

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      Maggio 4, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-04 07:42:582026-05-31 17:57:58730/2026 Congiunto: Come Ottenere i Rimborsi Rapidamente e Gestire le Detrazioni
      CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

      730/2026: Novità Familiari a Carico, Limiti Reddito e Detrazioni

      Dichiarazione dei redditi 730

      Indice dei contenuti

      1. 730/2026: Le Novità sui Familiari a Carico
      2. Nuovi Limiti di Reddito per Familiari a Carico 2026
      3. Coniuge a Carico: Requisiti e Detrazioni
      4. Figli a Carico: Età, Reddito e Detrazioni 2026
      5. Altri Familiari a Carico (Genitori, Fratelli, Suoceri)
      6. Assegno Unico e Impatto sulle Detrazioni
      7. Casi Particolari: Disabilità, Separazioni, Convivenza
      8. Esempi Pratici di Calcolo delle Detrazioni
      9. Scadenze 730/2026 e Adempimenti
      10. Domande Frequenti

      Stai per compilare il modello 730 per il 2026 e hai dubbi su quali familiari puoi inserire a carico? Quest’anno ci sono importanti novità normative che riguardano i limiti di reddito, le percentuali di detrazione e l’impatto dell’Assegno Unico Universale sui figli.

      In questa guida completa del CAF Centro Fiscale di Udine ti spieghiamo tutto quello che devi sapere per dichiarare correttamente i tuoi familiari a carico nel 730/2026: dai nuovi limiti di reddito alle detrazioni spettanti, dalle percentuali per i figli ai casi particolari (disabilità, genitori separati, convivenze).

      Scoprirai quali familiari danno diritto a detrazioni fiscali, quanto puoi risparmiare in tasse e quali documenti servono per non sbagliare la dichiarazione. Con esempi pratici, tabelle riassuntive e risposte alle domande più frequenti.

      730/2026: Le Novità sui Familiari a Carico

      Il modello 730 per l’anno d’imposta 2025 (da presentare nel 2026) introduce alcune modifiche importanti nella disciplina dei familiari a carico. Queste novità derivano principalmente dalla Legge di Bilancio 2025 (Legge 30 dicembre 2024, n. 207) e dalle circolari dell’Agenzia delle Entrate.

      Cosa Cambia nel 2026

      Le principali novità 2026 riguardano:

      • Rivalutazione ISTAT dei limiti di reddito: i limiti per considerare un familiare a carico sono stati aggiornati in base all’inflazione
      • Assegno Unico permanente: dal 1° marzo 2022 l’Assegno Unico Universale ha sostituito le detrazioni per figli fino a 21 anni, ma la normativa si consolida nel 2026 con nuove specifiche
      • Detrazioni per figli oltre 21 anni: restano in vigore le detrazioni ordinarie per figli a carico dai 21 anni in su
      • Nuove regole per convivenze: chiarimenti su familiari conviventi e non conviventi
      • Documentazione obbligatoria: maggiore attenzione ai documenti probatori del carico fiscale

      Chi Sono i Familiari a Carico

      Secondo l’articolo 12 del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi, DPR 917/86), sono considerati familiari fiscalmente a carico i membri della famiglia che nell’anno d’imposta hanno posseduto un reddito complessivo non superiore a determinati limiti.

      I familiari che possono essere considerati a carico sono:

      • Coniuge non legalmente ed effettivamente separato
      • Figli (legittimi, naturali riconosciuti, adottivi, affidati o affiliati)
      • Altri familiari (genitori, suoceri, fratelli/sorelle, nonni, nipoti, generi, nuore) a condizione che siano conviventi o ricevano assegni alimentari non risultanti da provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria

      Nuovi Limiti di Reddito per Familiari a Carico 2026

      Per essere considerato fiscalmente a carico, un familiare deve rispettare specifici limiti di reddito annuo. Questi limiti sono stati aggiornati per il 2026 e variano in base all’età del familiare.

      Limiti di Reddito Validi per il 2026

      Ecco i limiti di reddito complessivo che i familiari NON devono superare per essere considerati a carico:

      Tipo di FamiliareLimite di Reddito 2026
      Figli fino a 24 anni4.000 euro
      Tutti gli altri familiari (coniuge, figli oltre 24 anni, genitori, ecc.)2.840,51 euro

      ATTENZIONE: Il limite di 4.000 euro per i figli fino a 24 anni è stato introdotto dalla Legge di Bilancio 2018 e confermato per il 2026. Per tutti gli altri familiari resta il limite ordinario di 2.840,51 euro.

      Cosa si Intende per “Reddito Complessivo”

      Il reddito complessivo rilevante per verificare se un familiare è a carico comprende:

      • Redditi da lavoro dipendente e assimilati
      • Redditi da lavoro autonomo o professionale
      • Redditi da pensione
      • Redditi da fabbricati (compresi immobili locati)
      • Redditi di capitale (interessi, dividendi)
      • Redditi diversi (plusvalenze, affitti brevi, ecc.)
      • Redditi fondiari (terreni e fabbricati)

      SONO ESCLUSI dal calcolo:

      • Il reddito della prima casa (abitazione principale)
      • Gli assegni familiari (ANF)
      • Le pensioni di guerra
      • Le rendite INAIL per invalidità permanente
      • I trattamenti di fine rapporto (TFR) e le indennità di fine rapporto
      • L’Assegno Unico Universale per i figli

      Come Verificare se un Familiare è a Carico

      Per verificare se un tuo familiare può essere considerato a carico nel 730/2026:

      1. Calcola il suo reddito complessivo 2025 (anno d’imposta per il 730/2026)
      2. Escludi i redditi esenti (prima casa, ANF, Assegno Unico, ecc.)
      3. Confronta il reddito con i limiti:
        • Se il familiare ha meno di 24 anni → limite 4.000 euro
        • Se il familiare ha 24 anni o più → limite 2.840,51 euro
      4. Se il reddito è inferiore al limite → il familiare è fiscalmente a carico

      Esempio pratico:

      Tua figlia ha 22 anni e nel 2025 ha percepito:

      • Reddito da lavoro dipendente stagionale: 3.500 euro
      • Assegno Unico: 1.200 euro (NON si conta)

      Reddito complessivo rilevante: 3.500 euro
      Limite per figli fino a 24 anni: 4.000 euro
      Risultato: Tua figlia è a carico (3.500 < 4.000)

      Coniuge a Carico: Requisiti e Detrazioni

      Il coniuge può essere considerato fiscalmente a carico se nel 2025 ha posseduto un reddito complessivo non superiore a 2.840,51 euro.

      Requisiti per il Coniuge a Carico

      Per poter detrarre le spese per il coniuge a carico, devono essere rispettati i seguenti requisiti:

      • Vincolo matrimoniale valido: il coniuge deve essere legalmente sposato (matrimonio civile o concordatario)
      • NON separazione legale: i coniugi non devono essere legalmente ed effettivamente separati
      • Reddito entro il limite: il coniuge deve aver percepito nel 2025 un reddito complessivo non superiore a 2.840,51 euro
      • NON si richiede la convivenza: il coniuge può anche non convivere (es. lavora in altra città)

      ATTENZIONE: I conviventi more uxorio (coppie di fatto, unioni civili) NON danno diritto a detrazioni per coniuge a carico, ma solo i coniugi legalmente sposati.

      Calcolo della Detrazione per Coniuge a Carico

      La detrazione per coniuge a carico varia in base al reddito complessivo del dichiarante secondo questa formula:

      Reddito Complessivo DichiaranteDetrazione BaseFormula Calcolo
      Fino a 15.000 euro800 euroDetrazione fissa di 800 euro
      Da 15.001 a 40.000 euroVariabile800 × [(40.000 – reddito) / 25.000]
      Da 40.001 a 80.000 euroVariabile690 × [(80.000 – reddito) / 40.000]
      Oltre 80.000 euro0 euroNessuna detrazione

      Maggiorazioni previste:

      • +10 euro se il coniuge è portatore di handicap (Legge 104/92)

      Esempio calcolo detrazione coniuge:

      Mario ha un reddito complessivo di 30.000 euro e sua moglie è a carico (reddito 2.500 euro).

      Calcolo:
      Detrazione = 800 × [(40.000 – 30.000) / 25.000]
      Detrazione = 800 × [10.000 / 25.000]
      Detrazione = 800 × 0,4
      Detrazione spettante = 320 euro

      Coniuge con Redditi Esteri

      Se il coniuge ha percepito redditi all’estero, questi devono essere sommati al reddito prodotto in Italia per verificare il limite dei 2.840,51 euro. Il reddito estero deve essere convertito in euro secondo il cambio medio annuale pubblicato dall’Agenzia delle Entrate.

      Figli a Carico: Età, Reddito e Detrazioni 2026

      La disciplina delle detrazioni per figli a carico è stata profondamente modificata dall’introduzione dell’Assegno Unico Universale (marzo 2022). Dal 2026, la situazione è questa:

      Distinzione per Età dei Figli

      Le detrazioni per figli a carico si applicano in modo diverso a seconda dell’età:

      Età del FiglioDetrazioni 730/2026Assegno Unico
      0-20 anniNON spettano (sostituite da Assegno Unico)Sì, spetta
      21 anni e oltreSì, spettano (detrazioni ordinarie)No

      IMPORTANTE: Dal 1° marzo 2022, l’Assegno Unico Universale ha sostituito le detrazioni fiscali per i figli fino a 21 anni. Le detrazioni nel 730 restano valide solo per i figli dai 21 anni in su.

      Limiti di Reddito per Figli a Carico

      I limiti di reddito che i figli NON devono superare per essere considerati a carico sono:

      • Figli fino a 24 anni (compresi): reddito massimo 4.000 euro
      • Figli dai 25 anni in su: reddito massimo 2.840,51 euro

      Nota bene: Il limite più alto di 4.000 euro si applica ai figli fino al compimento dei 24 anni. Dal giorno del 25° compleanno, il limite scende a 2.840,51 euro.

      Detrazioni per Figli dai 21 Anni in Su

      Per i figli a carico dai 21 anni in su, le detrazioni ordinarie spettano secondo questa tabella:

      Reddito DichiaranteDetrazione Base per Figlio
      Fino a 15.000 euro950 euro
      Da 15.001 a 95.000 euro950 × [(95.000 – reddito) / 80.000]
      Oltre 95.000 euro0 euro

      Maggiorazioni previste:

      • +400 euro se il figlio ha meno di 3 anni
      • +200 euro per ogni figlio a partire dal terzo (famiglia numerosa)
      • +400 euro se il figlio è portatore di handicap (Legge 104/92)

      Ripartizione tra genitori:

      • La detrazione è ripartita al 50% tra i genitori non legalmente ed effettivamente separati
      • In caso di separazione o divorzio, la detrazione spetta al genitore affidatario (o al 50% in caso di affido congiunto)
      • È possibile attribuire la detrazione al 100% al genitore con reddito più alto, previo accordo scritto

      Altri Familiari a Carico (Genitori, Fratelli, Suoceri)

      Oltre a coniuge e figli, puoi portare in detrazione anche altri familiari a carico, a condizione che rispettino determinati requisiti di convivenza o mantenimento.

      Quali Altri Familiari Danno Diritto a Detrazione

      Possono essere considerati altri familiari a carico:

      • Genitori (anche adottivi)
      • Suoceri (genitori del coniuge)
      • Fratelli e sorelle (anche unilaterali)
      • Nonni e nonne
      • Nipoti (figli di fratelli/sorelle)
      • Generi e nuore

      Requisiti per Altri Familiari a Carico

      Per poter detrarre questi familiari, è necessario che:

      1. Reddito complessivo non superiore a 2.840,51 euro (nel 2025)
      2. Convivenza con il dichiarante OPPURE percezione di assegni alimentari non risultanti da provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria

      ATTENZIONE: Per gli “altri familiari” (diversi da coniuge e figli), la convivenza è obbligatoria, salvo il caso degli assegni alimentari volontari.

      Detrazione per Altri Familiari a Carico

      La detrazione spettante per “altri familiari a carico” è:

      Reddito DichiaranteDetrazione per Familiare
      Fino a 15.000 euro750 euro
      Da 15.001 a 95.000 euro750 × [(80.000 – reddito) / 65.000]
      Oltre 80.000 euro0 euro

      Maggiorazione per disabilità:

      • +400 euro se il familiare è portatore di handicap ai sensi della Legge 104/92

      Esempio: Genitori a Carico

      Lucia ha un reddito di 40.000 euro e mantiene la madre anziana convivente che percepisce una pensione di 2.500 euro annui.

      Verifica:

      • Reddito madre: 2.500 euro < 2.840,51 euro → è a carico
      • Convivenza: Sì

      Calcolo detrazione:
      Detrazione = 750 × [(80.000 – 40.000) / 65.000]
      Detrazione = 750 × [40.000 / 65.000]
      Detrazione = 750 × 0,615
      Detrazione spettante = 461 euro

      Assegno Unico e Impatto sulle Detrazioni

      L’Assegno Unico Universale per i Figli (AUU) è stato introdotto dal Decreto Legislativo n. 230/2021 ed è operativo dal 1° marzo 2022. Ha sostituito diverse misure precedenti, tra cui le detrazioni fiscali per figli a carico fino a 21 anni.

      Cosa Ha Sostituito l’Assegno Unico

      Dal marzo 2022, l’Assegno Unico ha sostituito:

      • Detrazioni fiscali per figli a carico fino a 21 anni (nel 730 e Modello Redditi)
      • Assegni familiari (ANF) per i nuclei con figli minori
      • Bonus bebè
      • Premio alla nascita (bonus mamma domani)
      • Detrazioni per famiglie numerose (oltre 3 figli)

      Quanto Spetta con l’Assegno Unico 2026

      L’Assegno Unico viene erogato mensilmente dall’INPS e il suo importo varia in base a:

      • ISEE del nucleo familiare
      • Numero di figli a carico
      • Presenza di disabilità
      • Età dei figli (maggiorazioni per figli sotto i 3 anni, oltre i 18 anni)

      Importi 2026 (con ISEE):

      ISEE FamiliareImporto Mensile per Figlio
      Fino a 17.090,61 euro199,40 euro
      Da 17.090,62 a 45.574,96 euroImporto decrescente da 199,40 a 57 euro
      Oltre 45.574,96 euro o SENZA ISEE57 euro (importo minimo)

      Maggiorazioni previste:

      • +105 euro/mese per ciascun figlio con disabilità
      • +96,90 euro/mese per il terzo figlio e successivi
      • +86,70 euro/mese per figli sotto i 3 anni (con ISEE basso)
      • +34,50 euro/mese per entrambi i genitori lavoratori
      • +22,50 euro/mese per madri under 21

      Assegno Unico e 730: Cosa Indicare

      L’Assegno Unico ricevuto nel 2025:

      • NON è reddito imponibile: non si dichiara nel 730
      • NON influisce sulle detrazioni per figli oltre i 21 anni
      • NON va restituito (salvo conguagli INPS per ISEE errato)

      Nel 730/2026 dovrai indicare:

      • Figli dai 21 anni in su come familiari a carico (se rispettano i limiti di reddito)
      • NON i figli fino a 20 anni (per loro c’è solo l’Assegno Unico, niente detrazioni)

      Casi Particolari: Disabilità, Separazioni, Convivenza

      Alcune situazioni familiari richiedono attenzioni particolari nella compilazione del 730. Vediamo i casi più frequenti.

      Figli con Disabilità

      I figli con disabilità certificata ai sensi della Legge 104/1992 danno diritto a:

      • Maggiorazione detrazione di 400 euro annui
      • Maggiorazione Assegno Unico di 105 euro/mese (per figli fino a 21 anni)
      • Detrazioni spese mediche specifiche (es. assistenza, terapie)

      La certificazione di handicap deve essere rilasciata dalla Commissione ASL ai sensi dell’art. 3 o 4 della L. 104/92.

      Genitori Separati o Divorziati

      In caso di separazione o divorzio, la detrazione per figli a carico spetta:

      • Al genitore affidatario (affido esclusivo): detrazione al 100%
      • A entrambi i genitori (affido congiunto): detrazione ripartita al 50%
      • Possibilità di accordo: i genitori possono concordare di attribuire la detrazione al 100% a un solo genitore (indicandolo nel 730)

      IMPORTANTE: Se un genitore versa assegno di mantenimento, questo:

      • NON è deducibile per chi lo paga
      • NON è reddito imponibile per chi lo riceve

      Figli Nati o Deceduti nel 2025

      Se un figlio è nato o deceduto durante il 2025:

      • La detrazione spetta per l’intero anno (non si calcola pro-rata)
      • L’Assegno Unico viene erogato dal mese di nascita fino al mese del decesso

      Familiari Non Conviventi ma a Carico

      Per coniuge e figli, la convivenza NON è obbligatoria per beneficiare delle detrazioni. Possono essere a carico anche se:

      • Vivono in un’altra città per motivi di studio o lavoro
      • Sono domiciliati all’estero

      Per altri familiari (genitori, fratelli, ecc.), invece, la convivenza è obbligatoria, salvo il caso degli assegni alimentari volontari.

      Familiari Residenti all’Estero

      Se un familiare risiede all’estero, può essere considerato a carico se:

      • Rispetta i limiti di reddito (2.840,51 euro o 4.000 euro)
      • È un cittadino italiano o di Stato UE
      • Per i redditi esteri, si applica il cambio medio annuale pubblicato dall’Agenzia delle Entrate

      Esempi Pratici di Calcolo delle Detrazioni

      Vediamo alcuni casi concreti per capire meglio come si calcolano le detrazioni per familiari a carico.

      Esempio 1: Famiglia con Due Figli Piccoli

      Situazione:

      • Paolo, reddito 35.000 euro
      • Moglie casalinga, reddito 0 euro
      • 2 figli: 5 anni e 8 anni

      730/2026:

      • Coniuge a carico: Sì (reddito 0 < 2.840,51 euro)
      • Figli a carico: NO detrazioni (hanno meno di 21 anni → solo Assegno Unico)

      Detrazioni spettanti:

      • Detrazione coniuge: 800 × [(40.000 – 35.000) / 25.000] = 800 × 0,2 = 160 euro
      • Detrazione figli: 0 euro (sostituita da Assegno Unico)

      Totale detrazioni familiari: 160 euro

      Esempio 2: Genitore con Figlio Universitario

      Situazione:

      • Carla, reddito 50.000 euro
      • Figlio di 23 anni, studente universitario
      • Reddito figlio: 3.200 euro (lavoro part-time)

      730/2026:

      • Figlio a carico: Sì (23 anni, reddito 3.200 < 4.000 euro)
      • Detrazione: NO (figlio ha meno di 21 anni → Assegno Unico)

      ATTENZIONE: Il figlio ha 23 anni ma riceve ancora Assegno Unico fino a 21 anni. Dal compimento dei 21 anni, NON riceve più Assegno Unico ma Carla può detrarlo nel 730.

      Se il figlio compie 21 anni nel 2025:

      • Detrazione (da 21 anni in su): 950 × [(95.000 – 50.000) / 80.000] = 950 × 0,5625 = 534 euro

      Esempio 3: Genitore con Madre Anziana a Carico

      Situazione:

      • Giovanni, reddito 28.000 euro
      • Madre convivente, pensione 2.200 euro/anno
      • Madre con handicap L. 104/92

      730/2026:

      • Madre a carico: Sì (reddito 2.200 < 2.840,51 euro + convivente)
      • Detrazione base: 750 × [(80.000 – 28.000) / 65.000] = 750 × 0,8 = 600 euro
      • Maggiorazione handicap: +400 euro

      Totale detrazione madre: 600 + 400 = 1.000 euro

      Esempio 4: Genitori Separati con Affido Congiunto

      Situazione:

      • Marco (padre), reddito 45.000 euro
      • Laura (madre), reddito 30.000 euro
      • Figlio di 25 anni, reddito 2.500 euro
      • Affido congiunto

      730/2026:

      • Figlio a carico: Sì (25 anni, reddito 2.500 < 2.840,51 euro)
      • Ripartizione detrazione: 50% Marco, 50% Laura (affido congiunto)

      Detrazione Marco (50%):
      950 × [(95.000 – 45.000) / 80.000] × 0,5 = 950 × 0,625 × 0,5 = 297 euro

      Detrazione Laura (50%):
      950 × [(95.000 – 30.000) / 80.000] × 0,5 = 950 × 0,8125 × 0,5 = 386 euro

      Alternativa: Marco e Laura possono concordare di attribuire la detrazione al 100% a Laura (reddito più basso), che otterrebbe 772 euro totali.

      Scadenze 730/2026 e Adempimenti

      Per il 730/2026 (dichiarazione redditi 2025), le scadenze da rispettare sono:

      Calendario 730/2026

      ScadenzaAdempimento
      Dal 30 aprile 2026Apertura invio 730 precompilato (via INPS/Agenzia Entrate)
      Entro 30 giugno 2026Invio 730 tramite CAF o professionista
      Entro 30 settembre 2026Invio 730 direttamente dall’Agenzia Entrate (online)
      Luglio-Novembre 2026Rimborsi o trattenute in busta paga/pensione

      Documenti Necessari per Familiari a Carico

      Per dichiarare correttamente i familiari a carico nel 730/2026, devi avere:

      • Codice fiscale di ciascun familiare a carico
      • Certificazione dei redditi del familiare (CU 2026, Modello Redditi, estratti conto banca/poste)
      • Documentazione convivenza (stato di famiglia, autocertificazione) per “altri familiari”
      • Certificato handicap L. 104/92 (se applicabile)
      • Provvedimento di separazione/divorzio (se genitori separati)
      • Accordo scritto ripartizione detrazioni (se diversa dal 50%)

      Come Compilare il 730 per Familiari a Carico

      Nel modello 730/2026, i familiari a carico vanno indicati nel:

      • Prospetto “Familiari a carico” (sezione dedicata nel frontespizio)
      • Indicare per ciascuno: codice fiscale, grado di parentela, mesi a carico, percentuale di ripartizione
      • Se il familiare ha disabilità, barrare la casella apposita

      IMPORTANTE: Se compili il 730 precompilato, l’Agenzia delle Entrate riporta automaticamente i familiari a carico dell’anno precedente. Verifica sempre che i dati siano corretti e aggiornati (es. redditi, nascite, maggiore età).

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Domande Frequenti

      Mio figlio ha 22 anni e ha guadagnato 3.800 euro nel 2025. È a mio carico?

      Sì, tuo figlio è a carico. Fino al compimento dei 24 anni, il limite di reddito è di 4.000 euro. Poiché ha 22 anni e ha guadagnato 3.800 euro (meno di 4.000), è fiscalmente a carico. Tuttavia, non potrai detrarlo nel 730/2026 perché ha meno di 21 anni e per lui spetta solo l’Assegno Unico Universale.

      Posso detrarre mia madre che vive in un’altra città?

      Dipende dal grado di parentela. Se tua madre è considerata “altro familiare” (non coniuge né figlio), la convivenza è obbligatoria per poterla detrarre, salvo il caso degli assegni alimentari volontari. Se non convive con te e non le versi assegni alimentari, non puoi portarla in detrazione nel 730.

      L’Assegno Unico va dichiarato nel 730?

      No, l’Assegno Unico Universale non è reddito imponibile e NON va dichiarato nel modello 730. Non influisce sul calcolo dell’IRPEF e non deve essere indicato tra i redditi. L’unica cosa da fare nel 730 è NON inserire come a carico i figli fino a 20 anni (per loro c’è l’Assegno Unico, non le detrazioni).

      Posso detrarre il mio compagno/convivente?

      No, i conviventi more uxorio (coppie di fatto) non danno diritto a detrazioni fiscali per familiari a carico. Solo il coniuge legalmente sposato può essere considerato fiscalmente a carico. Le unioni civili tra persone dello stesso sesso, invece, sono equiparate al matrimonio ai fini fiscali.

      Se mio figlio compie 25 anni nel 2025, quale limite di reddito vale?

      Dal giorno del 25° compleanno, il limite di reddito scende da 4.000 euro a 2.840,51 euro. Devi calcolare il reddito complessivo dell’intero anno 2025: se supera 2.840,51 euro, tuo figlio NON è più a carico. Se resta sotto questo limite, puoi continuare a detrarlo nel 730/2026 come figlio dai 21 anni in su.


      Hai Bisogno di Aiuto per il 730/2026?

      Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta a compilare il 730 senza errori, ottimizzando le detrazioni per i tuoi familiari a carico.

      I nostri servizi includono:

      • Compilazione completa del modello 730/2026
      • Verifica dei familiari a carico e calcolo delle detrazioni spettanti
      • Assistenza per Assegno Unico e integrazione con il 730
      • Gestione casi particolari (separazioni, disabilità, redditi esteri)
      • Invio telematico e assistenza post-dichiarazione
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        Tassazione Auto Aziendale: Come si Tassano i Rimborsi del Dipendente

        Dichiarazione dei redditi 730

        Indice dei contenuti

        1. Fringe Benefit Auto Aziendale: Richiamo Rapido
        2. Quando il Dipendente Paga Somme all’Azienda
        3. Come si Tassano le Somme Pagate dal Dipendente
        4. Esempi Pratici di Calcolo
        5. Domande Frequenti

        L’auto aziendale concessa in uso promiscuo al dipendente genera un fringe benefit tassato come reddito da lavoro dipendente. Ma cosa succede quando il dipendente paga delle somme all’azienda per l’utilizzo dell’auto oltre il benefit standard? Come vengono tassate queste somme pagate dal dipendente all’azienda? La questione è rilevante per migliaia di lavoratori dipendenti e per le aziende che gestiscono le auto aziendali.

        In questo articolo analizziamo il trattamento fiscale dei rimborsi auto aziendale pagati dal dipendente all’azienda, alla luce delle recenti circolari dell’Agenzia delle Entrate e della normativa vigente.

        Fringe Benefit Auto Aziendale: Richiamo Rapido

        Cos’è il fringe benefit auto aziendale

        Il fringe benefit per auto aziendale è il valore del benefit tassato come reddito da lavoro dipendente quando l’azienda concede al dipendente un’auto in uso promiscuo (uso aziendale e privato).

        Il calcolo del fringe benefit si basa sul:

        • 30% della percorrenza convenzionale di 15.000 km annui
        • Costo chilometrico ACI del veicolo
        • Emissioni CO2 del veicolo (dal 2020)

        Questo importo viene tassato come reddito da lavoro dipendente e soggetto a ritenute IRPEF e contributi INPS.

        Quando si applica il fringe benefit

        Il fringe benefit auto aziendale si applica quando:

        • L’auto è di proprietà o in leasing all’azienda
        • Il dipendente può utilizzarla anche per fini privati (uso promiscuo)
        • L’auto non è utilizzata esclusivamente per trasferte di lavoro

        L’importo del benefit viene indicato nella CU (Certificazione Unica) e concorre alla formazione del reddito imponibile del dipendente.

        Quando il Dipendente Paga Somme all’Azienda

        Casistiche di rimborsi auto aziendale

        Esistono diversi casi in cui il dipendente paga somme all’azienda per l’utilizzo dell’auto aziendale:

        1. Contributo mensile fisso per l’uso dell’auto (es. 100 euro/mese)
        2. Rimborso chilometrico per i km percorsi privatamente
        3. Rimborso carburante per uso privato
        4. Quota assicurazione o manutenzione straordinaria
        5. Penale per utilizzo improprio o danni all’auto

        Queste somme vengono versate dal dipendente all’azienda tramite:

        • Trattenute in busta paga
        • Bonifici diretti
        • Compensazione su rimborsi spese

        Perché il dipendente paga questi rimborsi

        Le aziende richiedono questi rimborsi per:

        • Coprire i costi reali dell’auto (carburante, manutenzione, assicurazione)
        • Limitare l’uso privato dell’auto aziendale
        • Responsabilizzare il dipendente sull’utilizzo del veicolo
        • Ridurre il costo fiscale del benefit per entrambe le parti

        Ma come si tassano fiscalmente queste somme?

        Come si Tassano le Somme Pagate dal Dipendente

        Principio fiscale fondamentale

        Secondo l’Agenzia delle Entrate (Circolare n. 326/E del 1997 e successive), le somme pagate dal dipendente all’azienda per l’utilizzo dell’auto aziendale:

        NON riducono il fringe benefit tassato, ma hanno un trattamento fiscale distinto:

        1. Le somme pagate dal dipendente NON sono deducibili dal suo reddito
        2. Il fringe benefit rimane invariato (calcolato con la formula standard ACI)
        3. Le somme pagate sono considerate corrispettivi per un servizio ricevuto

        Questo significa che il dipendente:

        • Paga il fringe benefit come reddito tassato (tassazione IRPEF + contributi)
        • Paga le somme all’azienda con reddito già tassato (no deducibilità)

        Risultato: Doppia tassazione economica (ma non fiscale in senso stretto).

        Posizione dell’Agenzia delle Entrate

        L’Agenzia delle Entrate ha chiarito nella Circolare 326/E/1997 che:

        “Le somme corrisposte dal dipendente al datore di lavoro a titolo di rimborso per l’uso privato dell’auto aziendale non riducono il valore del fringe benefit da assoggettare a tassazione.”

        La ratio di questa interpretazione è che:

        • Il fringe benefit è calcolato con criteri forfettari (tabelle ACI)
        • I rimborsi reali pagati dal dipendente sono indipendenti dal calcolo forfettario
        • Accettare la deducibilità creerebbe distorsioni e arbitraggi fiscali

        Quindi, anche se il dipendente paga 200 euro/mese all’azienda, il benefit tassato resta quello calcolato con le tabelle ACI.

        Esempi Pratici di Calcolo

        Esempio 1: Auto aziendale con contributo mensile

        Dati:

        • Auto aziendale: BMW Serie 3 (emissioni 120 g/km CO2)
        • Costo chilometrico ACI: 0,50 euro/km
        • Fringe benefit annuo: 0,50 x 15.000 x 30% = 2.250 euro
        • Contributo mensile pagato dal dipendente: 150 euro/mese (1.800 euro/anno)

        Tassazione:

        • Fringe benefit tassato: 2.250 euro (invariato)
        • IRPEF su benefit (aliquota 38%): 2.250 x 38% = 855 euro
        • Contributi INPS (9,19%): 2.250 x 9,19% = 207 euro
        • Somme pagate all’azienda: 1.800 euro (NO deducibili)

        Costo totale per il dipendente:

        • Tasse su benefit: 855 + 207 = 1.062 euro
        • Contributo azienda: 1.800 euro
        • TOTALE: 2.862 euro/anno

        Se il dipendente avesse potuto dedurre i 1.800 euro, avrebbe risparmiato circa 680 euro di IRPEF.

        Esempio 2: Rimborso carburante uso privato

        Dati:

        • Auto aziendale: Fiat 500 elettrica (emissioni 0 g/km CO2)
        • Fringe benefit annuo: ridotto del 50% = 1.125 euro
        • Rimborso carburante (ricariche private): 600 euro/anno

        Tassazione:

        • Fringe benefit tassato: 1.125 euro (invariato)
        • IRPEF + contributi (47,19%): 1.125 x 47,19% = 531 euro
        • Rimborso carburante: 600 euro (NO deducibili)

        Costo totale: 531 + 600 = 1.131 euro

        Anche in questo caso, il rimborso carburante non riduce il benefit.

        📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

        Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il controllo della tua busta paga, verifica contributi INPS, ferie e detrazioni. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

        Domande Frequenti sulla Tassazione Auto Aziendale

        Le somme pagate dal dipendente per l’auto aziendale sono deducibili?

        No, secondo l’Agenzia delle Entrate (Circolare 326/E/1997) le somme pagate dal dipendente all’azienda per l’utilizzo dell’auto aziendale NON sono deducibili dal reddito del dipendente e NON riducono il fringe benefit tassato.

        Posso chiedere all’azienda di ridurre il benefit se pago contributi mensili?

        No, il fringe benefit e calcolato con criteri forfettari (tabelle ACI) indipendentemente dai rimborsi effettivi pagati dal dipendente. L’importo del benefit non puo essere ridotto neanche se il dipendente paga somme all’azienda.

        Come vengono tassate le somme che pago all’azienda per l’auto?

        Le somme pagate dal dipendente all’azienda sono pagate con reddito gia tassato (netto in busta paga) e non sono deducibili. In pratica, rappresentano un costo aggiuntivo rispetto alle tasse sul fringe benefit.

        Conviene tenere l’auto aziendale se devo pagare contributi all’azienda?

        Dipende dall’importo totale (benefit tassato + contributi azienda). Bisogna fare un calcolo comparativo tra il costo dell’auto aziendale (tasse + contributi) e il costo di un’auto personale (rate leasing + assicurazione + carburante + manutenzione).

        Le somme pagate dal dipendente all’azienda per l’utilizzo dell’auto aziendale oltre il fringe benefit standard NON riducono il benefit tassato e NON sono deducibili dal reddito del dipendente. Questo comporta un doppio onere economico: tasse sul benefit forfettario + rimborsi reali all’azienda.

        Per i dipendenti con auto aziendale è fondamentale:

        • Calcolare il costo reale totale (benefit tassato + contributi azienda)
        • Confrontare con un’auto personale per valutare la convenienza
        • Verificare in busta paga che il benefit sia calcolato correttamente

        Per maggiori informazioni sulla tassazione delle auto aziendali e sui fringe benefit, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine per una consulenza personalizzata.


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        IVA 2026: Chi è Esonerato e Novità Normative

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        Indice dei contenuti

        1. Regime Forfettario: Esonero IVA Confermato
        2. Regime di Vantaggio per Giovani
        3. Agricoltori e Produttori Agricoli: Regime Speciale
        4. Prestazioni Sanitarie ed Educative Esenti da IVA

        L’IVA 2026 presenta importanti novità per chi opera in regime forfettario e per le piccole attività. La normativa italiana prevede specifici esoneri dall’IVA per determinate categorie di contribuenti che rispettano precise soglie di fatturato. Conoscere quando si è esonerati dall’IVA è fondamentale per gestire correttamente la propria posizione fiscale e evitare errori nella fatturazione. Vediamo nel dettaglio chi è esonerato dall’IVA nel 2026 e quali sono i requisiti da rispettare.

        Regime Forfettario: Esonero IVA Confermato

        Il regime forfettario resta la principale forma di esonero IVA per i contribuenti italiani nel 2026. Chi aderisce a questo regime agevolato non applica IVA sulle fatture emesse e, di conseguenza, non detrae l’IVA sugli acquisti.

        Soglia di accesso 2026: il limite di ricavi per accedere al regime forfettario rimane 85.000 euro annui. Superata questa soglia, si esce automaticamente dal regime e si diventa soggetti IVA ordinari dall’anno successivo.

        Vantaggi dell’esonero IVA:

        • Fatturazione semplificata (senza IVA)
        • Nessun obbligo di dichiarazione IVA trimestrale o annuale
        • Nessuna liquidazione periodica IVA
        • Tassazione sostitutiva al 5% (primi 5 anni) o 15%

        Le fatture dei forfettari devono riportare la dicitura “Operazione senza applicazione dell’IVA ai sensi dell’art. 1, comma 58, L. 190/2014”.

        Regime di Vantaggio per Giovani

        Il regime di vantaggio (o regime dei minimi) è stato abrogato dal 2016, ma chi ne beneficiava prima di quella data ha potuto mantenerlo fino al completamento dei 5 anni previsti. Dal 2026, questo regime non è più operativo.

        I giovani che avviano una nuova attività devono orientarsi sul regime forfettario, che prevede aliquota agevolata al 5% per i primi 5 anni se:

        • Non hanno svolto attività d’impresa/lavoro autonomo nei 3 anni precedenti
        • L’attività non costituisce mera prosecuzione di precedente attività
        • Hanno meno di 35 anni (requisito eliminato dal 2023)

        Anche in questo caso, si beneficia dell’esonero IVA previsto per i forfettari.

        Agricoltori e Produttori Agricoli: Regime Speciale

        Gli agricoltori e i produttori agricoli possono beneficiare di un regime IVA speciale che, di fatto, li esonera dagli adempimenti ordinari IVA. Si tratta del regime IVA agricolo previsto dall’art. 34 del DPR 633/72.

        Come funziona:

        • L’IVA è applicata in modo forfettario sulle cessioni di prodotti agricoli
        • Le percentuali di compensazione variano dal 4% al 10% a seconda del prodotto
        • Non è necessaria la liquidazione periodica IVA
        • La dichiarazione annuale IVA è semplificata

        Produttori agricoli esonerati completamente: chi realizza un volume d’affari inferiore a 7.000 euro può richiedere l’esonero totale dagli adempimenti IVA (art. 34-bis DPR 633/72).

        Prestazioni Sanitarie ed Educative Esenti da IVA

        Alcune categorie professionali sono esenti da IVA per natura dell’attività svolta. Non si tratta di un esonero volontario, ma di esenzione obbligatoria prevista dalla legge.

        Prestazioni sanitarie esenti (art. 10, DPR 633/72):

        • Medici, odontoiatri, veterinari
        • Psicologi, biologi, infermieri (se iscritti all’albo)
        • Fisioterapisti, ostetriche, laboratori di analisi

        Prestazioni educative e sociali esenti:

        • Insegnanti privati (lezioni individuali o di gruppo)
        • Educatori, formatori professionali
        • Servizi socio-assistenziali

        Anche chi è in regime ordinario, se svolge queste attività, non applica IVA sulle fatture. Tuttavia, non può detrarre l’IVA sugli acquisti relativi a tali prestazioni esenti.

        📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

        Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

        Domande Frequenti sull’IVA 2026

        Chi è esonerato dall’IVA nel 2026?

        Sono esonerati dall’IVA i contribuenti in regime forfettario (fino a 85.000 euro di ricavi annui), gli agricoltori con volume d’affari sotto 7.000 euro e i professionisti che svolgono attività esenti come prestazioni sanitarie o educative. L’esonero comporta l’impossibilità di detrarre l’IVA sugli acquisti.

        Qual è la soglia IVA per il regime forfettario 2026?

        La soglia di accesso al regime forfettario per il 2026 è di 85.000 euro di ricavi annui. Chi supera questo limite esce dal regime dall’anno successivo e diventa soggetto IVA ordinario, con obbligo di fatturazione con IVA e presentazione delle dichiarazioni periodiche.

        Chi è in regime forfettario deve fare la dichiarazione IVA?

        No, i contribuenti in regime forfettario sono esonerati dalla dichiarazione IVA annuale e dalle liquidazioni periodiche. Devono solo presentare la dichiarazione dei redditi (modello Redditi PF) con i ricavi conseguiti, ai quali si applica l’imposta sostitutiva del 5% o 15%.

        Gli agricoltori sono esonerati dall’IVA?

        Gli agricoltori possono beneficiare del regime IVA speciale agricolo (con compensazioni forfettarie) oppure, se il volume d’affari è inferiore a 7.000 euro annui, possono richiedere l’esonero totale dagli adempimenti IVA secondo l’art. 34-bis del DPR 633/72.


        L’esonero dall’IVA nel 2026 riguarda principalmente i contribuenti in regime forfettario, gli agricoltori sotto soglia e chi svolge attività esenti come prestazioni sanitarie ed educative. Conoscere questi meccanismi è fondamentale per evitare errori nella fatturazione e gestire correttamente la propria posizione fiscale. Per chi si trova vicino alle soglie di fatturato o vuole valutare il passaggio al regime ordinario, è consigliabile rivolgersi a un CAF o a un commercialista per una consulenza personalizzata.

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        Indice dei contenuti

        1. Cosa cambia per i professionisti
        2. La novità normativa nel dettaglio
        3. Vantaggi della nuova disciplina
        4. Domande frequenti

        Una importante novità normativa interessa i professionisti che lavorano con la Pubblica Amministrazione: è stata eliminata la soglia di 5.000 euro per i controlli sui pagamenti. Questa modifica, in vigore dal 2026, rappresenta una semplificazione burocratica significativa che accelera i tempi di liquidazione delle fatture.

        La soglia dei 5.000 euro era stata introdotta per distinguere i pagamenti che richiedevano verifiche più approfondite da quelli di importo inferiore. Con la sua eliminazione, tutti i pagamenti della PA ai professionisti seguono ora la stessa procedura semplificata, indipendentemente dall’importo.

        Vediamo nel dettaglio cosa cambia, quali sono i vantaggi concreti per i professionisti e come si applicano le nuove regole.

        Cosa cambia per i professionisti

        L’eliminazione della soglia di 5.000 euro per i pagamenti PA comporta diverse modifiche operative per i professionisti:

        • Uniformità dei controlli: non c’è più distinzione tra pagamenti sotto o sopra la soglia
        • Procedure semplificate: tutti i pagamenti seguono lo stesso iter amministrativo
        • Tempi ridotti: eliminati i controlli aggiuntivi che rallentavano i pagamenti oltre i 5.000 euro
        • Meno burocrazia: documentazione richiesta standardizzata per qualsiasi importo

        Prima della riforma, i pagamenti superiori a 5.000 euro richiedevano verifiche supplementari da parte degli uffici amministrativi della PA, con conseguenti rallentamenti nei tempi di liquidazione. Questa distinzione creava spesso disagi operativi e ritardi nei pagamenti, specialmente per fatture di importo appena superiore alla soglia.

        Con la nuova disciplina, la Pubblica Amministrazione applica la stessa procedura di verifica e pagamento indipendentemente dall’importo della fattura, garantendo maggiore prevedibilità dei tempi di incasso per i professionisti.

        La novità normativa nel dettaglio

        La modifica normativa che elimina la soglia di 5.000 euro si inserisce in un più ampio processo di semplificazione dei rapporti tra professionisti e Pubblica Amministrazione.

        Ambito di applicazione

        La nuova disciplina si applica a:

        • Prestazioni professionali rese da liberi professionisti alla PA
        • Consulenze e collaborazioni con enti pubblici
        • Servizi specialistici (legali, fiscali, tecnici, sanitari)
        • Incarichi professionali affidati tramite procedure pubbliche o dirette

        Cosa non cambia

        Restano invariati:

        • Gli obblighi di fatturazione elettronica verso la PA
        • I termini di pagamento previsti dal D.Lgs. 231/2002 (30-60 giorni)
        • Le verifiche antimafia e di regolarità contributiva (DURC)
        • Gli adempimenti fiscali e previdenziali del professionista

        L’eliminazione della soglia riguarda esclusivamente le procedure interne di controllo amministrativo e contabile della PA, non gli obblighi formali del professionista.

        Vantaggi della nuova disciplina

        La rimozione della soglia di 5.000 euro porta vantaggi concreti sia per i professionisti che per la Pubblica Amministrazione:

        Per i professionisti

        • Tempi di pagamento più rapidi: eliminati i controlli aggiuntivi che rallentavano l’iter
        • Maggiore liquidità: incassi più prevedibili e tempestivi
        • Semplificazione operativa: stessa procedura per tutti gli importi
        • Riduzione del contenzioso: meno contestazioni legate a ritardi di pagamento

        Per la Pubblica Amministrazione

        • Snellimento delle procedure: un solo iter amministrativo invece di due
        • Riduzione dei costi: meno risorse dedicate a controlli differenziati
        • Efficienza organizzativa: processi standardizzati e più rapidi
        • Migliori rapporti con i fornitori di servizi professionali

        Questa riforma si colloca nel solco delle semplificazioni amministrative avviate negli ultimi anni per migliorare i rapporti tra cittadini, imprese, professionisti e PA.

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        Domande Frequenti sulla Soglia 5.000 Euro PA

        Da quando è eliminata la soglia di 5.000 euro per i pagamenti PA?

        La modifica normativa è in vigore dal 2026. Tutti i pagamenti della Pubblica Amministrazione ai professionisti, indipendentemente dall importo, seguono ora la stessa procedura semplificata senza distinzione di soglia.

        La soglia di 5.000 euro riguarda anche i pagamenti dell Agenzia delle Entrate?

        No, la soglia eliminata riguarda i controlli amministrativi interni della PA per i pagamenti ai professionisti. Non ha nulla a che vedere con le soglie fiscali per tracciabilita o deducibilita delle spese, che restano invariate.

        Cambiano i tempi di pagamento delle fatture alla PA?

        I tempi massimi di pagamento (30-60 giorni) previsti dal D.Lgs. 231/2002 restano invariati. Tuttavia, l eliminazione dei controlli aggiuntivi per importi oltre i 5.000 euro puo accelerare l iter di liquidazione effettivo.

        Devo modificare qualcosa nella mia fatturazione elettronica?

        No, non cambiano gli obblighi di fatturazione elettronica verso la PA. La novita riguarda solo le procedure interne di controllo amministrativo della Pubblica Amministrazione, non gli adempimenti del professionista.


        L’eliminazione della soglia di 5.000 euro per i controlli sui pagamenti PA rappresenta un passo importante verso la semplificazione burocratica e il miglioramento dei rapporti tra professionisti e Pubblica Amministrazione.

        Per i professionisti, questa novita si traduce in tempi di pagamento più prevedibili, maggiore liquidita e meno burocrazia. Per la PA, significa procedure più snelle e costi amministrativi ridotti.

        Se sei un professionista che lavora con la PA e hai dubbi su questa o altre novita normative, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per consulenze personalizzate su regime fiscale, adempimenti e semplificazioni.


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        • l’abolizione dell’obbligo di invio della comunicazione di inizio lavori al Centro operativo di Pescara
        • la riduzione della percentuale (dal 10 al 4%) della ritenuta d’acconto sui bonifici che banche e Poste hanno l’obbligo di operare
        • l’eliminazione dell’obbligo di indicare il costo della manodopera, in maniera distinta, nella fattura emessa dall’impresa che esegue i lavori
        • la facoltà riconosciuta al venditore, nel caso in cui l’unità immobiliare sulla quale sono stati eseguiti i lavori sia ceduta prima che sia trascorso l’intero periodo di godimento della detrazione, di scegliere se continuare a usufruire delle detrazioni non ancora utilizzate o trasferire il diritto all’acquirente (persona fisica) dell’immobile
        • l’obbligo per tutti i contribuenti di ripartire l’importo detraibile in 10 quote annuali;  dal 2012 non è più prevista per i contribuenti di 75 e 80 anni la possibilità di ripartire la detrazione, rispettivamente, in 5 o 3 quote annuali
        • l’estensione dell’agevolazione agli interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi, se è stato dichiarato lo stato di emergenza.
         Concludendo possiamo sintetizzare le nuove normative, con attenzione alle date in cui hanno efficacia:Periodo d’imposta 2012
        • detrazione del 36% per le spese sostenute fino al 25 giugno 2012, per un ammontare massimo di 48.000 euro
        • detrazione del 50% per le spese sostenute dal 26 giugno 2012 al termine del periodo d’imposta, per un ammontare massimo di 96.000 euro, al netto delle spese già sostenute alla predetta data, comunque nei limiti di 48.000 euro, per le quali resta ferma la detrazione del 36%
        Periodo d’imposta 2013
        • detrazione del 50% per le spese sostenute dall’inizio del periodo d’imposta fino al 30 giugno 2013,  per un ammontare massimo di 96.000 euro,  tenendo conto – in caso di mera prosecuzione dei lavori – delle spese sostenute negli anni precedenti
        • detrazione del 36% per le spese sostenute dal 1° luglio 2013, per un ammontare massimo di 48.000 euro.

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        Domande Frequenti sui Bonus

        Come faccio a sapere quali bonus posso richiedere?

        I bonus disponibili dipendono dalla tua situazione economica (ISEE), composizione familiare e tipo di spesa. Il CAF Centro Fiscale analizza la tua situazione e individua tutte le agevolazioni spettanti.

        Quali documenti servono per richiedere i bonus?

        Generalmente servono: ISEE in corso di validita, documento d’identita, codice fiscale e documentazione specifica. Il nostro CAF ti indica esattamente cosa portare.

        Posso richiedere piu bonus contemporaneamente?

        Si, molti bonus sono cumulabili. Ad esempio puoi avere Assegno Unico, Bonus Nido e detrazioni per spese scolastiche. Il CAF verifica la compatibilita tra le diverse agevolazioni.

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        Marzo 4, 2013/0 Commenti/da Andrea Damiani
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