NOTIZIEManovra giovani under 30: mini Irpef o bonus, cosa si valutaSulla manovra giovani under 30 il Governo starebbe lavorando a una scelta: tra i quattro interventi messi sul tavolo per i lavoratori più giovani, soltanto uno dovrebbe trovare posto nella legge di bilancio. Lo riferisce, il 24 ottobre 2026, il quotidiano la Repubblica: l’identikit dei beneficiari sarebbe quello dei giovani under 30 alla prima assunzione, da aiutare con un taglio delle tasse oppure con un contributo, per ottenere un netto in busta paga più alto. Allo studio ci sarebbero anche sconti fiscali e la detassazione degli aumenti contrattuali.Attenzione: al momento si tratta di ipotesi in discussione, non di un provvedimento approvato. Non esiste ancora un testo ufficiale: secondo la stampa, il disegno di legge di bilancio non è ancora stato approvato dal Consiglio dei ministri, il cui esame è atteso indicativamente per il 28 ottobre. Nulla è stato deciso in via definitiva su chi ne beneficerebbe, da quando e con quali limiti. Vediamo che cosa si sa e che cosa resta aperto.Indice dei contenutiManovra giovani under 30: quattro interventi, ne entrerebbe unoMini Irpef per il primo impiego: come funzionerebbe l’ipotesiDetassazione degli aumenti o bonus in busta paga a fine annoCosa cambierebbe in busta paga e cosa non è ancora notoManovra giovani under 30: quattro interventi, ne entrerebbe unoSecondo quanto riportato, il Governo ha davanti diverse strade per sostenere i redditi dei giovani. Nella manovra giovani under 30 però non entrerebbero tutte: uno solo dei quattro interventi verrebbe inserito nella legge di bilancio. La ragione, in questi casi, è quasi sempre la stessa: le risorse disponibili sono limitate e ogni misura ha un costo per le casse pubbliche.Il dettaglio completo dei quattro interventi non è stato confermato da fonti ufficiali. Le due ipotesi che emergono con più chiarezza, e che riguardano direttamente la busta paga, sono la mini Irpef per il primo impiego e un bonus in busta paga a fine anno. Tra le misure allo studio, secondo lo stesso quotidiano, ci sarebbe anche la detassazione degli aumenti contrattuali. Non risultano al momento comunicazioni del Governo o del Ministero dell’Economia che fissino la scelta definitiva.Il tema non è nuovo. Nelle scorse settimane si era parlato di una flat tax sugli aumenti di stipendio ai giovani, idea attribuita al ministro Giorgetti per una fascia d’età che allora non era stata definita, e di altre proposte per i giovani del ceto medio. Mini Irpef per il primo impiego: come funzionerebbe l’ipotesiLa prima opzione è uno sconto fiscale pensato per chi entra nel mondo del lavoro. L’Irpef è l’imposta sul reddito delle persone fisiche: quella che viene trattenuta ogni mese dalla busta paga dei dipendenti. Una mini Irpef significherebbe pagare questa imposta in misura ridotta a partire dal primo impiego.In pratica, se un giovane venisse assunto per la prima volta, una parte maggiore dello stipendio lordo resterebbe in tasca come netto. È però solo uno schema generale: aliquota, durata e tetto di reddito non sono stati resi noti da fonti ufficiali e non vanno dati per acquisiti.Il dibattito sulle tasse dei giovani non è nuovo: ne avevamo parlato anche a proposito delle ipotesi di flat tax al 5% e bonus Isee per la Manovra 2027, rimaste finora a livello di proposta e senza un esito definito. Detassazione degli aumenti o bonus in busta paga a fine annoTra le misure allo studio Repubblica cita anche la detassazione degli aumenti contrattuali; non è chiaro se sarebbe riservata ai giovani. La detassazione consiste nel tassare meno, o con un’aliquota fissa più bassa, la parte di stipendio che deriva da un rinnovo del contratto. Il vantaggio per il lavoratore sarebbe immediato: l’aumento, una volta tassato meno, pesa di più sul netto.L’alternativa alla mini Irpef indicata nel titolo dell’articolo di Repubblica è invece un bonus in busta paga a fine anno. Sarebbe cioè un contributo accreditato in busta paga a fine anno, invece di uno sconto distribuito su ogni mensilità. Anche qui mancano i dettagli: importo, requisiti e modalità di erogazione non sono noti.Le differenze tra le due strade sono concrete:la mini Irpef ridurrebbe le tasse sullo stipendio del primo impiego;la detassazione degli aumenti riguarderebbe solo la quota aggiuntiva di stipendio;il bonus arriverebbe in un’unica soluzione a fine anno, anziché mese per mese;i costi per lo Stato cambierebbero in base alla platea scelta. Cosa cambierebbe in busta paga e cosa non è ancora notoPer un giovane lavoratore l’effetto dipenderebbe dalla misura scelta. Con la mini Irpef il vantaggio si vedrebbe mese dopo mese; con la detassazione degli aumenti si vedrebbe soltanto in presenza di un aumento; con il bonus a fine anno arriverebbe in un’unica soluzione. Non è possibile oggi stimare un risparmio in euro senza inventare dati.I punti ancora aperti sono molti:la platea: Repubblica parla di under 30 alla prima assunzione, ma il requisito andrà confermato nel testo (nelle ipotesi circolate a settembre si era parlato anche di 35 anni), così come il tipo di contratto richiesto;le soglie di reddito oltre le quali la misura non si applicherebbe;il costo per il bilancio dello Stato e le coperture;i tempi e la decorrenza, cioè da quando varrebbe;la scelta definitiva tra le opzioni, che spetta al Governo e poi al Parlamento.Va ricordato che la legge di bilancio viene discussa e modificata in Parlamento prima dell’approvazione definitiva, quindi anche una misura inserita nel testo iniziale può cambiare o saltare. La manovra giovani under 30 è dunque ancora in fase di definizione: una sola misura tra quattro, con la mini Irpef al primo impiego o il bonus in busta paga a fine anno come opzioni più citate per gli under 30 alla prima assunzione. Per capire quali giovani ne beneficeranno, e quanto, bisognerà attendere il testo della legge di bilancio e il percorso parlamentare. Per i dettagli faranno fede il Ministero dell’Economia e le fonti ufficiali.Domande frequenti sulla manovra giovani under 30La manovra giovani under 30 è già legge?No. Per ora sono ipotesi allo studio. Nessuna misura è stata approvata, il disegno di legge di bilancio non è ancora passato in Consiglio dei ministri e un intervento per i giovani entrerebbe nella legge di bilancio solo dopo il via libera del Parlamento.Quanti interventi per i giovani entreranno in manovra?Secondo quanto riportato dalla stampa, uno solo dei quattro interventi allo studio. Quale sia non è stato ancora deciso ufficialmente.Quali sono le due opzioni più discusse?Secondo Repubblica, la mini Irpef per il primo impiego oppure un bonus in busta paga a fine anno. Tra le misure allo studio c’è anche la detassazione degli aumenti contrattuali.Si conoscono importi, soglie e decorrenza?No. Secondo Repubblica i requisiti sarebbero l’età sotto i 30 anni e la prima assunzione, ma soglie di reddito, importi, costi e date di inizio non sono stati comunicati da fonti ufficiali. Conviene attendere il testo della legge di bilancio.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Ottobre 24, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-10-24 13:00:002026-10-24 13:00:00Manovra giovani under 30: mini Irpef o bonus, cosa si valuta