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Tag Archivio per: come leggere busta paga

CAF, CALCOLO E CONTROLLO BUSTE PAGHE

Quattordicesima in busta paga: a chi spetta e come si calcola

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

La quattordicesima mensilità è uno dei benefit più attesi dai lavoratori dipendenti durante l’estate. Si tratta di una somma aggiuntiva rispetto alla normale retribuzione mensile, erogata generalmente a giugno o luglio, che può arrivare a valere uno stipendio intero. Eppure, non tutti i lavoratori ne hanno diritto: spetta solo a chi è coperto da contratti collettivi nazionali di lavoro (CCNL) che la prevedono espressamente.

In questa guida completa spieghiamo chi ha diritto alla quattordicesima, quando viene pagata, come si calcola in base alle ore lavorate e al CCNL di riferimento, e cosa succede in caso di assunzione o cessazione del rapporto di lavoro nel corso dell’anno. Troverai anche tabelle riassuntive e esempi pratici di calcolo per capire subito quanto spetta.

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Che cos’è la quattordicesima mensilità

La quattordicesima mensilità è una retribuzione aggiuntiva prevista da alcuni contratti collettivi nazionali di lavoro a favore dei lavoratori dipendenti. Non è una prestazione obbligatoria per legge come la tredicesima (cosiddetta “gratifica natalizia”, introdotta in modo generale dal D.P.R. n. 1070/1960 per i lavoratori dell’industria e poi estesa dagli accordi collettivi), bensì un istituto contrattuale: spetta solo se il CCNL applicato al rapporto di lavoro la prevede.

In termini pratici, è come ricevere un quattordicesimo stipendio nell’arco dell’anno, in aggiunta ai dodici mensili ordinari e alla tredicesima. Il suo importo corrisponde di norma a una mensilità intera della retribuzione base (o di determinati istituti retributivi, a seconda del CCNL), proporzionata all’anzianità di servizio maturata nel periodo di riferimento.

Quattordicesima vs tredicesima: le differenze principali

CaratteristicaTredicesimaQuattordicesima
Obbligo di leggeSì (universale, D.P.R. 1070/1960 + CCNL)No (solo da CCNL che la prevede)
Periodo maturazioneGennaio–dicembreLuglio–giugno (di norma)
Data erogazione tipicaDicembreGiugno o luglio
Importo baseMensilità interaMensilità intera (o frazione, da CCNL)
TassazioneIRPEF ordinaria in busta pagaIRPEF ordinaria in busta paga

A chi spetta la quattordicesima: i settori coperti dai CCNL

Non tutti i lavoratori dipendenti hanno diritto alla quattordicesima. L’istituto è esclusivamente contrattuale: spetta unicamente ai lavoratori il cui contratto collettivo applicato la prevede. Ecco i principali settori in cui è garantita:

Commercio e terziario (CCNL Confcommercio)

Il CCNL Commercio (rinnovato con accordo del 22 marzo 2024 tra Confcommercio e Filcams-CGIL, Fisascat-CISL, Uiltucs-UIL) è uno dei contratti più diffusi e prevede espressamente la quattordicesima. Riguarda i lavoratori di:

  • Grande distribuzione organizzata (supermercati, ipermercati)
  • Negozi al dettaglio e all’ingrosso
  • Agenzie di viaggio e turismo
  • Servizi alla persona (lavanderie, estetisti, ecc.)
  • Intermediazione immobiliare e assicurativa

Periodo di maturazione: 1º luglio dell’anno precedente – 30 giugno dell’anno in corso.
Data di erogazione: luglio (con la busta paga del mese).

Turismo e pubblici esercizi (CCNL FIPE)

I lavoratori di bar, ristoranti, alberghi, hotel e strutture ricettive coperti dal CCNL FIPE (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) hanno diritto alla quattordicesima.

Periodo di maturazione: 1º luglio – 30 giugno.
Data di erogazione: luglio.

Artigianato (CCNL di settore)

Molti CCNL del settore artigiano (acconciatori, estetisti, autoriparatori, panificatori) prevedono la quattordicesima. I dettagli variano da contratto a contratto: alcuni la erogano a giugno, altri a luglio, e l’importo può differire da una mensilità intera.

Agricoltura (CCNL operai agricoli)

Il CCNL per gli operai agricoli e florovivaisti prevede la quattordicesima. Vengono coperte le figure di operaio a tempo indeterminato e determinato (stagionali). La data di erogazione varia per contratto provinciale.

Settori che non prevedono la quattordicesima

Attenzione: numerosi settori non prevedono la quattordicesima. Tra questi, in linea generale:

  • Industria manifatturiera (metalmeccanici, chimici, ecc.) — il CCNL Federmeccanica non la prevede
  • Edilizia (CCNL ANCE)
  • Credito e assicurazioni — salvo accordi aziendali integrativi
  • Pubblica Amministrazione — dipendenti statali e PA in genere non hanno la quattordicesima (alcune aziende pubbliche possono averla da accordi decentrati)

Per sapere con certezza se spetta, è sufficiente verificare il proprio CCNL indicato nel contratto di assunzione o nella busta paga alla voce “Contratto collettivo applicato”.

Quando viene pagata la quattordicesima nel 2026

La data di erogazione dipende dal contratto collettivo applicato. La regola generale è che la quattordicesima viene inclusa nella busta paga di giugno o di luglio:

CCNL / SettoreMese di erogazionePeriodo di maturazione
Commercio (Confcommercio)Luglio1º luglio – 30 giugno
Turismo e pubblici esercizi (FIPE)Luglio1º luglio – 30 giugno
Terziario distribuzione servizi (Confesercenti)Luglio1º luglio – 30 giugno
Artigianato (es. acconciatori)Giugno o luglioVariabile da CCNL
Agricoltura (operai)GiugnoVariabile da CCNL
Cooperative distribuzione (Coop)Luglio1º luglio – 30 giugno

La busta paga di luglio 2026 sarà quindi “doppia” per molti lavoratori del commercio e del turismo: conterrà sia la normale retribuzione di luglio sia l’importo della quattordicesima maturata dall’1 luglio 2025 al 30 giugno 2026.

Come si calcola la quattordicesima: formula e componenti

Il calcolo della quattordicesima segue una logica simile alla tredicesima: si prende la retribuzione di riferimento stabilita dal CCNL e si moltiplica per i mesi (o frazioni) di servizio effettuati nel periodo di maturazione.

La formula base

Quattordicesima = (Retribuzione mensile di riferimento ÷ 12) × Mesi maturati

Oppure, in modo equivalente:

Quattordicesima = Retribuzione mensile di riferimento × (Mesi maturati ÷ 12)

Se il lavoratore ha lavorato l’intero periodo di maturazione (12 mesi), riceve una mensilità intera. Se ha lavorato meno (per assunzione nel corso dell’anno, dimissioni, part-time, ecc.), riceve una frazione proporzionale.

Cosa comprende la “retribuzione di riferimento”

La base di calcolo può variare a seconda del CCNL. In linea generale comprende:

  • Minimo contrattuale (paga base)
  • Scatti di anzianità
  • Eventuali superminimi o indennità contrattuali consolidate

Di norma non rientrano nella base di calcolo: straordinari, rimborsi spese, provvigioni variabili, indennità di trasferta, premi di produzione non consolidati.

Consulta sempre il testo del tuo CCNL (disponibile sul sito del CNEL o del sindacato di riferimento) per conoscere esattamente quali voci retributive concorrono alla base di calcolo.

Proporzionamento per frazioni di mese

Molti CCNL prevedono che le frazioni di mese superiori o uguali a 15 giorni siano conteggiate come mese intero, mentre le frazioni inferiori a 15 giorni non vengano conteggiate. Alcuni contratti usano invece la proporzionalità esatta ai giorni lavorati.

La busta paga mostrerà la voce “quattordicesima” o “XIV mensilità” con l’importo lordo, dal quale verranno detratte le normali ritenute fiscali (IRPEF, addizionali regionali e comunali) e previdenziali (contributi INPS a carico del lavoratore).

Esempi pratici di calcolo della quattordicesima

Vediamo alcuni esempi concreti per capire come si calcola la quattordicesima in situazioni tipiche.

Esempio 1: lavoratrice a tempo pieno con 12 mesi interi

Situazione: Laura lavora in un supermercato (CCNL Commercio Confcommercio), livello D1, con una retribuzione mensile base + scatti di anzianità di 1.600 euro lordi. Ha lavorato tutto il periodo di maturazione (1 luglio 2025 – 30 giugno 2026), cioè 12 mesi interi.

Calcolo:
Quattordicesima = 1.600 euro × (12/12) = 1.600 euro lordi

Netto in busta paga (stima): Dopo le ritenute IRPEF (aliquota IRPEF del 23% per redditi fino a 28.000 euro (primo scaglione) o del 35% per redditi fino a 50.000 euro (secondo scaglione), secondo gli scaglioni in vigore dal 2024 (D.Lgs. 216/2023)), addizionali regionali/comunali (~1,5%) e contributi INPS a carico lavoratore (9,19% per i dipendenti del commercio), il netto percepito sarà orientativamente tra 1.100 e 1.200 euro.

Esempio 2: lavoratore assunto a metà periodo

Situazione: Marco è stato assunto il 1º gennaio 2026 in un bar (CCNL FIPE). La sua retribuzione mensile di riferimento è 1.400 euro lordi. Il periodo di maturazione va dal 1º luglio 2025 al 30 giugno 2026 (12 mesi totali), ma Marco ha lavorato solo da gennaio a giugno 2026, cioè 6 mesi.

Calcolo:
Quattordicesima = 1.400 euro × (6/12) = 700 euro lordi

Esempio 3: lavoratrice part-time

Situazione: Anna lavora part-time al 50% in un negozio di abbigliamento (CCNL Commercio). La retribuzione mensile a tempo pieno sarebbe 1.500 euro, ma con il part-time al 50% la sua retribuzione mensile è 750 euro. Ha lavorato tutto il periodo di maturazione.

Calcolo:
Quattordicesima = 750 euro × (12/12) = 750 euro lordi

Il part-time incide già sulla retribuzione mensile, che è la base di calcolo. Non c’è un ulteriore proporzionamento per il part-time, a meno che il CCNL non lo preveda diversamente.

Tabella riepilogativa importi indicativi (CCNL Commercio 2026)

Livello contrattualeRetribuzione base indicativaQuattordicesima lorda (12 mesi)
Quadro (Q)~2.600 euro~2.600 euro
1º livello~2.200 euro~2.200 euro
2º livello~1.900 euro~1.900 euro
3º livello~1.750 euro~1.750 euro
D1 (ex 4º)~1.600 euro~1.600 euro
D2 (ex 5º)~1.500 euro~1.500 euro
6º livello~1.350 euro~1.350 euro

Nota: i valori sono indicativi e si riferiscono ai minimi tabellari aggiornati dopo i rinnovi contrattuali. Verificare sempre il proprio cedolino e il CCNL applicato.

Quattordicesima e assenze: cosa riduce l’importo

Non tutte le assenze incidono sulla quattordicesima nello stesso modo. È importante sapere quali eventi durante il periodo di maturazione possono ridurre o azzerare l’importo spettante.

Assenze che non riducono la quattordicesima

  • Ferie: i periodi di ferie goduti sono considerati lavorati a tutti gli effetti per il calcolo della quattordicesima
  • Malattia (entro certi limiti contrattuali): di norma i periodi di malattia indennizzata non riducono la quattordicesima, ma ogni CCNL può prevedere regole specifiche
  • Maternità obbligatoria: il periodo di congedo di maternità obbligatoria (5 mesi) è considerato lavorato
  • Permessi per legge 104/1992: i permessi mensili (3 giorni) non incidono sulla maturazione della quattordicesima; vedi anche il nostro articolo su retribuzione permessi 104 e voci contrattuali
  • Cassa integrazione ordinaria: di norma non sospende la maturazione della quattordicesima

Assenze che possono ridurre la quattordicesima

  • Aspettativa non retribuita: i periodi di aspettativa senza retribuzione sospendono la maturazione
  • Congedo parentale facoltativo (ex maternità facoltativa): a seconda del CCNL, i periodi di congedo parentale retribuiti parzialmente possono ridurre proporzionalmente la quattordicesima
  • Sciopero: i giorni di sciopero non sono considerati giorni lavorati
  • Assenze ingiustificate: riducono i mesi lavorati ai fini del calcolo

Quattordicesima in caso di cessazione del rapporto di lavoro

Se il rapporto di lavoro termina prima della data di erogazione della quattordicesima, il lavoratore ha comunque diritto alla quota maturata fino alla data di cessazione. Questa somma viene liquidata insieme al TFR e alle altre competenze di fine rapporto.

Esempio: Carlo lavora nel commercio e si dimette il 31 marzo 2026. Il periodo di maturazione della quattordicesima va dal 1º luglio 2025 al 30 giugno 2026 (12 mesi). Carlo ha maturato 9 mesi (luglio 2025 – marzo 2026).

Con una retribuzione mensile di 1.500 euro:
Quattordicesima pro-rata = 1.500 × (9/12) = 1.125 euro lordi

Questo importo dovrà comparire nel conguaglio di fine rapporto (il cosiddetto “saldo” finale). Se il datore di lavoro non lo eroga, il lavoratore può reclamarlo, eventualmente con l’assistenza di un sindacato o del CAF.

Per approfondire la gestione del TFR e delle competenze di fine rapporto, leggi la nostra guida al TFR: calcolo, accantonamento e anticipo 2026.

Tassazione della quattordicesima: come viene tassata in busta paga

La quattordicesima mensilità non gode di alcuna tassazione agevolata: viene tassata con la normale aliquota IRPEF, esattamente come la retribuzione mensile ordinaria e la tredicesima.

Nella busta paga del mese di erogazione (luglio per la maggior parte dei contratti del commercio), la quattordicesima si somma alla retribuzione mensile. Ciò significa che nel mese di luglio il reddito imponibile sarà circa il doppio rispetto a un mese normale, con possibile applicazione di aliquote IRPEF più alte (effetto “scaglione superiore”).

Tuttavia, il sostituto d’imposta (il datore di lavoro) è tenuto a effettuare il conguaglio fiscale di fine anno (dicembre) che ridetermina l’IRPEF complessivamente dovuta sul reddito annuo: se nel mese di luglio sono state trattenute ritenute eccessive, verrà effettuato un rimborso a dicembre. Per capire come funziona il rimborso in busta paga, consulta il nostro articolo sul rimborso 730 in busta paga 2026.

Contributi previdenziali sulla quattordicesima

La quattordicesima è soggetta anche ai contributi previdenziali INPS, sia la quota a carico del lavoratore sia quella a carico del datore di lavoro. Per i lavoratori del commercio, la quota INPS a carico del lavoratore è pari al 9,19% (salvo variazioni introdotte da eventuali sgravi contributivi).

Vale la pena ricordare che il bonus IRPEF (ex bonus Renzi) di 100 euro mensili spettante ai lavoratori dipendenti con reddito complessivo fino a 15.000 euro (ovvero fino a 28.000 euro con particolari condizioni) viene applicato ogni mese in cui c’è una retribuzione, quindi anche sul cedolino di luglio in cui è inclusa la quattordicesima.

Quattordicesima e detrazioni: l’impatto sulle addizionali

Le addizionali regionali e comunali IRPEF vengono calcolate sul reddito complessivo annuo e trattenute dall’anno successivo (addizionali dell’anno precedente). Quindi la quattordicesima percepita nel 2026 incide sulle addizionali 2027, che verranno trattenute in busta paga nel corso del 2027.

Questo meccanismo significa che l’impatto fiscale della quattordicesima è differito di un anno per quanto riguarda le addizionali, mentre l’IRPEF viene applicata “in acconto” sul cedolino di luglio e poi conguagliata a dicembre.

Come verificare la quattordicesima in busta paga

Per controllare che l’importo della quattordicesima ricevuta sia corretto, segui questi passaggi:

  1. Identifica il tuo CCNL: guarda la busta paga e cerca la voce “Contratto collettivo applicato” o “CCNL”. Se non lo trovi, chiedi al tuo datore di lavoro o all’ufficio paghe.
  2. Verifica il periodo di maturazione: controlla quanti mesi hai lavorato nell’arco del periodo di riferimento (di solito 1º luglio – 30 giugno).
  3. Identifica la retribuzione di riferimento: dalla busta paga di giugno (o dall’ultimo cedolino prima dell’erogazione), somma le voci retributive che il CCNL include nel calcolo (minimo contrattuale + scatti di anzianità + eventuali superminimi).
  4. Applica la formula: Retribuzione di riferimento × (mesi maturati / 12).
  5. Confronta con il lordo indicato in busta paga alla voce “XIV mensilità” o “Quattordicesima”.

Se noti una discrepanza significativa, rivolgiti all’ufficio paghe, al sindacato di categoria o al CAF Centro Fiscale per un controllo dettagliato del cedolino. Il servizio di controllo buste paga è uno dei servizi più richiesti al CAF, soprattutto nel periodo estivo.

Quattordicesima ai pensionati INPS: un istituto diverso

Attenzione: esiste anche una quattordicesima per i pensionati INPS, ma si tratta di un istituto completamente diverso dalla quattordicesima dei lavoratori dipendenti. Non si deve fare confusione.

La quattordicesima pensionistica è una somma aggiuntiva alla pensione riconosciuta dall’INPS ai pensionati con redditi bassi, introdotta dalla Legge n. 127/2007. Viene erogata ogni anno con la rata di luglio ai pensionati che hanno compiuto 64 anni entro il 31 luglio dell’anno di erogazione.

Chi ha diritto alla quattordicesima pensionistica INPS

  • Pensionati con almeno 64 anni di età (compiuti entro il 31 luglio 2026)
  • Con reddito complessivo non superiore a 1,5 volte il trattamento minimo INPS per i pensionati con meno di 15 anni di contributi, oppure a 2 volte il trattamento minimo per chi ha più di 15 anni di contributi (e fino a 3 volte per chi ha più di 25 anni di contributi)

Gli importi della quattordicesima INPS variano in base agli anni di contribuzione versati:

Anzianità contributivaImporto quattordicesima INPS 2026 (indicativo)
Fino a 15 anni~437 euro
Da 15 a 25 anni~546 euro
Oltre 25 anni~655 euro

Nota: gli importi vengono aggiornati annualmente in base alla variazione ISTAT. Per i valori esatti del 2026, consulta il cedolino pensione giugno 2026 o il sito ufficiale INPS.

Per il pagamento della quattordicesima INPS di luglio 2026, consulta il calendario pagamenti INPS aggiornato.

Domande frequenti (FAQ)

La quattordicesima spetta a tutti i lavoratori dipendenti?

No. Spetta solo ai lavoratori il cui CCNL la prevede espressamente. Molti settori (industria manifatturiera, edilizia, PA) non la prevedono. Controlla il tuo contratto collettivo per sapere se ne hai diritto.

Quando viene pagata la quattordicesima 2026?

Per la maggior parte dei contratti del commercio e del turismo, viene erogata con la busta paga di luglio 2026. Alcuni CCNL dell’artigianato e dell’agricoltura la erogano a giugno. Verifica il tuo contratto collettivo.

Come si calcola la quattordicesima se sono stato assunto a metà anno?

Si calcola in proporzione ai mesi lavorati nel periodo di maturazione. Se il periodo è 12 mesi e ne hai lavorati 6, riceverai il 50% della mensilità intera. Le frazioni di mese superiori a 15 giorni vengono di norma conteggiate come mese intero.

La quattordicesima viene pagata anche in caso di dimissioni?

Sì. Hai diritto alla quota maturata fino alla data di cessazione del rapporto di lavoro. Verrà liquidata con le competenze di fine rapporto (TFR, ferie residue, ecc.).

La quattordicesima è tassata?

Sì, viene tassata con la normale aliquota IRPEF (tassazione ordinaria), esattamente come la retribuzione mensile. Non gode di regimi fiscali agevolati come, ad esempio, il TFR (tassazione separata).

Il part-time riduce la quattordicesima?

Sì, indirettamente. La quattordicesima si calcola sulla retribuzione mensile effettiva, che per un lavoratore part-time è già ridotta proporzionalmente rispetto al tempo pieno. Se lavori al 60%, la tua retribuzione mensile è il 60% di quella a tempo pieno, e di conseguenza anche la quattordicesima sarà il 60% di quella di un collega a tempo pieno con lo stesso livello contrattuale.

Cosa succede se il datore di lavoro non paga la quattordicesima?

Se il CCNL la prevede e il datore di lavoro non la eroga, il lavoratore può: rivolgersi all’ufficio paghe per verificare se c’è un errore, contattare il sindacato di categoria, o presentare un esposto all’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL). In ultima istanza, è possibile agire in via giudiziaria per il recupero delle somme non corrisposte.

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Giugno 12, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-12 14:08:442026-06-12 09:00:20Quattordicesima in busta paga: a chi spetta e come si calcola
CAF

Come Leggere la Busta Paga: Guida Completa 2026

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Capire come leggere la busta paga è fondamentale per ogni lavoratore dipendente. Quel foglio che ricevi ogni mese contiene informazioni importanti sul tuo stipendio, le trattenute e i contributi versati. Eppure, per molti resta un documento misterioso, pieno di sigle e numeri apparentemente incomprensibili.

In questa guida completa ti spieghiamo voce per voce come interpretare la busta paga nel 2026, con un esempio pratico commentato riga per riga. Se vuoi approfondire il calcolo dello stipendio netto, ti consigliamo di leggere anche la nostra guida al calcolo dello stipendio netto 2026.

Indice dei contenuti

  1. La struttura della busta paga: header, corpo e piede
  2. Le voci retributive: paga base, contingenza, scatti e superminimo
  3. Trattenute INPS: i contributi previdenziali
  4. Trattenute IRPEF e addizionali regionali e comunali
  5. Anticipi TFR e altre trattenute
  6. Competenze vs trattenute: il saldo della busta paga
  7. Come si arriva al netto in busta
  8. Esempio pratico: busta paga commentata riga per riga
  9. Il bonus 100 euro (ex bonus Renzi): dove si vede
  10. Errori comuni nella lettura della busta paga
  11. Domande frequenti

La struttura della busta paga: header, corpo e piede

La busta paga si divide in tre sezioni principali, ognuna con informazioni specifiche. Capire questa suddivisione è il primo passo per orientarsi nel documento.

Header (intestazione)

La parte superiore della busta paga contiene i dati identificativi di azienda e lavoratore:

  • Dati dell’azienda: ragione sociale, indirizzo, codice fiscale e partita IVA, posizione INPS e INAIL
  • Dati del lavoratore: nome e cognome, codice fiscale, data di assunzione, qualifica e livello contrattuale
  • CCNL applicato: il contratto collettivo nazionale (ad esempio Commercio, Metalmeccanico, Pubblico Impiego)
  • Periodo di riferimento: il mese e l’anno a cui si riferisce la busta paga

Questa sezione ti permette di verificare subito che i tuoi dati siano corretti. Controlla sempre il livello contrattuale: da esso dipende la tua paga base.

Corpo (parte centrale)

Il corpo della busta paga è la sezione più articolata. Qui trovi il dettaglio di tutte le voci retributive (quello che guadagni) e delle trattenute (quello che ti viene sottratto). Include ore lavorate, straordinari, ferie godute, permessi e assenze.

Piede (parte inferiore)

Il piede riassume i totali e riporta informazioni cumulative dall’inizio dell’anno:

  • Imponibile previdenziale: la base su cui si calcolano i contributi INPS
  • Imponibile fiscale: la base su cui si calcola l’IRPEF
  • TFR maturato: il trattamento di fine rapporto accantonato
  • Netto in busta: l’importo che effettivamente ricevi sul conto corrente
  • Progressivi annui: totali dall’inizio dell’anno per retribuzione, contributi e imposte

Le voci retributive: paga base, contingenza, scatti e superminimo

Le voci retributive sono gli elementi che compongono il tuo stipendio lordo mensile. Vediamole una per una.

Paga base (o minimo tabellare)

La paga base è l’importo minimo stabilito dal CCNL per il tuo livello di inquadramento. Ad esempio, un impiegato di 4° livello del Commercio nel 2026 ha una paga base di circa 1.092 euro mensili. Questo importo viene aggiornato periodicamente con i rinnovi contrattuali.

Indennità di contingenza

L’indennità di contingenza è un elemento retributivo storico, nato per adeguare gli stipendi all’inflazione. Oggi è un importo fisso (congelato dal 1992) che varia in base al livello contrattuale. Per il 4° livello del Commercio ammonta a circa 524 euro.

Scatti di anzianità

Gli scatti di anzianità sono aumenti automatici che maturano ogni 2-3 anni di servizio presso la stessa azienda (la cadenza dipende dal CCNL). Ogni scatto ha un valore fisso: ad esempio, nel Commercio ogni scatto del 4° livello vale circa 20 euro. Si possono accumulare fino a un massimo previsto dal contratto (generalmente 10 scatti).

Superminimo

Il superminimo è un importo aggiuntivo rispetto ai minimi contrattuali. Può essere:

  • Assorbibile: viene ridotto quando il CCNL aumenta la paga base
  • Non assorbibile (o ad personam): resta invariato anche dopo i rinnovi contrattuali

Verifica sempre nel tuo contratto individuale se il superminimo è assorbibile o meno: fa una grande differenza negli anni.

Altre voci retributive

In busta paga puoi trovare anche: elemento distinto della retribuzione (EDR) pari a 10,33 euro fissi, indennità di funzione, premio di produzione, straordinari (con maggiorazione dal 15% al 50% a seconda dell’orario), indennità di turno e trasferte.

Trattenute INPS: i contributi previdenziali

La prima grande voce di trattenuta nella busta paga è quella dei contributi INPS. Questi contributi servono a finanziare la tua pensione futura, la cassa integrazione, la disoccupazione (NASPI) e altre prestazioni sociali.

Come funzionano i contributi INPS

I contributi previdenziali si calcolano sull’imponibile previdenziale, che comprende praticamente tutte le voci retributive. L’aliquota totale per un dipendente del settore privato nel 2026 varia generalmente tra il 32% e il 33% del lordo.

Tuttavia, la parte che trovi nella tua busta paga come trattenuta è solo la quota a carico del lavoratore, pari al 9,19% dell’imponibile previdenziale. Il resto (circa il 23-24%) lo paga il datore di lavoro, ma non compare come trattenuta nella tua busta paga.

In pratica, se il tuo imponibile previdenziale mensile è di 1.800 euro, la trattenuta INPS sarà: 1.800 x 9,19% = 165,42 euro.

Riduzione contributiva 2026

Per il 2026 il Governo ha confermato un esonero contributivo parziale per i lavoratori con redditi fino a 35.000 euro annui. Questo significa che potresti vedere un’aliquota effettiva inferiore al 9,19% nella tua busta paga. L’esonero viene indicato come voce separata (ad esempio “esonero IVS L. 197/2022” o denominazione analoga).

Trattenute IRPEF e addizionali regionali e comunali

Dopo i contributi INPS, la trattenuta più significativa è l’IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche). Questa imposta si calcola sull’imponibile fiscale, che si ottiene sottraendo i contributi INPS dal lordo.

Come si calcola l’IRPEF in busta paga

Nel 2026 le aliquote IRPEF sono organizzate su tre scaglioni:

  • Fino a 28.000 euro: aliquota del 23%
  • Da 28.001 a 50.000 euro: aliquota del 35%
  • Oltre 50.000 euro: aliquota del 43%

Il datore di lavoro agisce come sostituto d’imposta: calcola ogni mese l’IRPEF stimata sul tuo reddito annuo presunto e la trattiene direttamente dallo stipendio. A fine anno (o con il 730), eventuali differenze vengono conguagliate.

Detrazioni da lavoro dipendente

Nella busta paga l’IRPEF lorda viene ridotta dalle detrazioni da lavoro dipendente. Per il 2026, la detrazione base ammonta a 1.955 euro annui per redditi fino a 15.000 euro, e decresce progressivamente fino ad azzerarsi a 50.000 euro. Queste detrazioni vengono distribuite mensilmente.

Addizionali regionali e comunali

Oltre all’IRPEF, in busta paga trovi due ulteriori trattenute fiscali:

  • Addizionale regionale IRPEF: varia da Regione a Regione (ad esempio, in Friuli Venezia Giulia l’aliquota base nel 2026 è dello 0,70% per i redditi fino a 15.000 euro). Viene trattenuta da gennaio a novembre dell’anno successivo a quello di riferimento
  • Addizionale comunale IRPEF: varia da Comune a Comune (a Udine, ad esempio, l’aliquota nel 2026 si aggira intorno allo 0,6-0,8%). Viene trattenuta in acconto e saldo

Queste addizionali non vengono trattenute tutte nello stesso mese: la regionale si distribuisce su 11 rate (gennaio-novembre), la comunale in acconto (9 rate da marzo a novembre) e saldo (11 rate l’anno successivo).

Anticipi TFR e altre trattenute

Nel piede della busta paga trovi anche informazioni sul TFR (Trattamento di Fine Rapporto), comunemente chiamato “liquidazione”.

TFR: come si calcola

Il TFR viene accantonato ogni mese dal datore di lavoro. Il calcolo base prevede che si accantoni 1/13,5 della retribuzione annua lorda (pari a circa il 7,41% del lordo). Non viene trattenuto dalla busta paga come le imposte: è un importo che il datore mette da parte per te.

Nella busta paga vedrai una voce che indica il TFR maturato nel mese e il TFR progressivo dall’inizio dell’anno o dall’inizio del rapporto di lavoro.

Destinazione del TFR

Il TFR può essere destinato a:

  • Azienda: resta in azienda fino alla cessazione del rapporto (per aziende sotto 50 dipendenti)
  • Fondo INPS: per aziende con oltre 50 dipendenti, il TFR viene versato al Fondo Tesoreria INPS
  • Fondo pensione: se hai scelto la previdenza complementare, il TFR va al tuo fondo pensione

Altre possibili trattenute

In busta paga puoi trovare anche: trattenute sindacali (se iscritto a un sindacato), cessione del quinto (rata di un prestito trattenuta dallo stipendio), pignoramenti, quote associative e rimborsi di anticipi ricevuti.

Competenze vs trattenute: il saldo della busta paga

Per capire come leggere la busta paga correttamente, devi avere chiara la distinzione tra competenze e trattenute.

Le competenze (quello che guadagni)

Le competenze sono tutte le voci positive, ovvero gli importi che ti spettano:

  • Paga base + contingenza + scatti + superminimo
  • Straordinari e maggiorazioni
  • Indennità varie (turno, trasferta, reperibilità)
  • Premio di produzione
  • Tredicesima e quattordicesima (nei mesi di erogazione)
  • Bonus 100 euro (trattamento integrativo)

Le trattenute (quello che ti viene sottratto)

Le trattenute sono le voci negative:

  • Contributi INPS (9,19% dell’imponibile previdenziale)
  • IRPEF (al netto delle detrazioni)
  • Addizionale regionale IRPEF
  • Addizionale comunale IRPEF
  • Eventuali altre trattenute (sindacali, cessione quinto, ecc.)

La formula base è semplice: Totale Competenze – Totale Trattenute = Netto in busta. Tuttavia, il calcolo effettivo è più articolato perché IRPEF e contributi si calcolano su basi imponibili diverse.

Come si arriva al netto in busta

Ecco il percorso completo dal lordo al netto, passo dopo passo:

  1. Retribuzione lorda mensile = somma di tutte le voci retributive
  2. Imponibile previdenziale = retribuzione lorda (quasi sempre coincide)
  3. Contributi INPS a carico lavoratore = imponibile previdenziale x 9,19% (meno eventuali esoneri)
  4. Imponibile fiscale = retribuzione lorda – contributi INPS
  5. IRPEF lorda = imponibile fiscale x aliquota per scaglione
  6. Detrazioni = detrazione lavoro dipendente + detrazioni per familiari a carico
  7. IRPEF netta = IRPEF lorda – detrazioni
  8. Addizionali = regionale + comunale (quote mensili)
  9. Netto in busta = retribuzione lorda – contributi INPS – IRPEF netta – addizionali + bonus 100 euro (se spettante) – altre trattenute

Per un approfondimento con tabelle e simulatore, leggi la nostra guida al calcolo dello stipendio netto 2026.

Esempio pratico: busta paga commentata riga per riga

Vediamo un esempio concreto. Marco è un impiegato di 4° livello del CCNL Commercio, assunto a tempo indeterminato, con 6 anni di anzianità. Lavora a Udine. Ecco la sua busta paga di marzo 2026, commentata voce per voce.

Sezione competenze di Marco

VoceImportoSpiegazione
Paga base1.092,46 euroMinimo tabellare 4° livello Commercio
Contingenza524,22 euroIndennità congelata dal 1992
Scatti anzianità (3)62,49 euro3 scatti x 20,83 euro (uno ogni 3 anni)
Superminimo non assorbibile150,00 euroImporto concordato all’assunzione
EDR10,33 euroElemento distinto della retribuzione
Totale competenze1.839,50 euroRetribuzione lorda mensile

Sezione trattenute di Marco

VoceImportoSpiegazione
Contributi INPS (9,19%)169,05 euro1.839,50 x 9,19%
Esonero contributivo-36,79 euroRiduzione 2 punti per redditi < 35.000 euro
INPS netta132,26 euroContributo effettivamente trattenuto
Imponibile fiscale1.707,24 euro1.839,50 – 132,26
IRPEF lorda392,66 euro1.707,24 x 12 mesi = 20.486,88 annui → aliquota 23%
Detrazione lavoro dipendente-123,17 euroQuota mensile della detrazione annua
IRPEF netta269,49 euroImposta effettivamente trattenuta
Addizionale regionale FVG11,24 euroRata mensile dell’anno precedente
Addizionale comunale Udine8,95 euroRata acconto + saldo
Totale trattenute421,94 euro

Il netto di Marco

1.839,50 – 421,94 + 100,00 (bonus) = 1.517,56 euro netti

Marco riceve 1.517,56 euro sul conto corrente. Il suo stipendio lordo di 1.839,50 euro si è ridotto del 23% circa tra contributi, imposte e addizionali, ma il bonus 100 euro ha parzialmente compensato le trattenute.

Il bonus 100 euro (ex bonus Renzi): dove si vede

Il trattamento integrativo, conosciuto come “bonus 100 euro” o “ex bonus Renzi”, è un’agevolazione che spetta ai lavoratori dipendenti con reddito complessivo annuo fino a 15.000 euro. Per redditi tra 15.001 e 28.000 euro, spetta solo se la somma delle detrazioni supera l’imposta lorda (una condizione piuttosto specifica).

Nella busta paga lo trovi indicato con diverse denominazioni a seconda del software paghe utilizzato dall’azienda:

  • “Trattamento integrativo L. 21/2020”
  • “Bonus DL 3/2020”
  • “Credito L. 21/2020” o semplicemente “Bonus 100”

L’importo massimo è di 100 euro al mese (1.200 euro annui). Si tratta di un credito che il datore anticipa e poi recupera in compensazione: per questo motivo appare come voce positiva nel calcolo del netto, dopo le trattenute fiscali.

Attenzione: se a fine anno il tuo reddito risulta superiore ai limiti, potresti dover restituire il bonus in sede di conguaglio (dicembre) o con il 730. Il datore di lavoro eroga il bonus mese per mese sulla base del reddito presunto, ma il calcolo definitivo avviene a fine anno.

Errori comuni nella lettura della busta paga

Ecco gli errori più frequenti che i lavoratori commettono quando leggono la busta paga:

  1. Confondere lordo e netto: quando ti viene proposto uno stipendio, chiedi sempre se è lordo o netto. La differenza può essere del 25-35%
  2. Ignorare il livello contrattuale: un errore nel livello significa una paga base sbagliata. Verifica sempre che corrisponda a quanto concordato
  3. Non controllare le ore: controlla che le ore lavorate, gli straordinari, le ferie e i permessi corrispondano alla realtà
  4. Dimenticare le addizionali: molti lavoratori si stupiscono delle trattenute di gennaio-febbraio senza sapere che sono le rate delle addizionali dell’anno precedente
  5. Non verificare il TFR: controlla periodicamente il progressivo TFR. Se hai scelto il fondo pensione, verifica che i versamenti siano effettivi

Se noti anomalie o errori nella busta paga, rivolgiti prima all’ufficio paghe della tua azienda. Se non ottieni chiarimenti, il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a verificare la correttezza dei calcoli.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il controllo della tua busta paga, verifica contributi INPS, ferie e detrazioni. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande frequenti sulla busta paga

Quanto tempo devo conservare le buste paga?

Le buste paga vanno conservate per almeno 5 anni dalla cessazione del rapporto di lavoro. Tuttavia, per motivi pensionistici, è consigliabile conservarle indefinitamente: in caso di errori nei contributi INPS, le buste paga sono la prova documentale per le rettifiche.

Il datore di lavoro è obbligato a consegnare la busta paga?

Sì. La Legge 5 gennaio 1953 n. 4 obbliga il datore di lavoro a consegnare al lavoratore un prospetto paga al momento del pagamento della retribuzione. La mancata consegna è punibile con una sanzione amministrativa da 150 a 900 euro per ogni lavoratore interessato.

Cosa significa “RAL” nella busta paga?

RAL sta per Retribuzione Annua Lorda. Non compare direttamente nella busta paga mensile, ma puoi calcolarla moltiplicando la retribuzione lorda mensile per il numero di mensilità (13 o 14 a seconda del CCNL). Nell’esempio di Marco: 1.839,50 x 14 = circa 25.753 euro di RAL.

Perché lo stipendio di gennaio è diverso dagli altri mesi?

A gennaio inizia il nuovo anno fiscale. Le detrazioni vengono ricalcolate, le addizionali dell’anno precedente iniziano a essere trattenute in rate, e l’esonero contributivo viene riapplicato da zero. Questo può causare variazioni di 50-100 euro rispetto ai mesi successivi.

Come posso verificare se i contributi INPS sono corretti?

Puoi controllare l’Estratto Conto Contributivo sul sito INPS (sezione “MyINPS”). Confronta i contributi versati con quelli indicati nelle buste paga. Se noti discrepanze, segnalale al datore di lavoro e, se necessario, al CAF Centro Fiscale per un’assistenza nella verifica.

La busta paga vale come documento di reddito?

La busta paga non è un documento ufficiale di reddito. Per certificare il reddito servono il CUD (Certificazione Unica) rilasciato dal datore di lavoro entro il 16 marzo di ogni anno, oppure il modello 730 o Redditi PF. Tuttavia, molti enti (banche, proprietari di immobili) accettano le ultime buste paga come prova di reddito corrente.


Hai bisogno di aiuto per verificare la tua busta paga o per il calcolo dello stipendio netto? Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza personalizzata per la verifica dei cedolini e per tutte le pratiche fiscali. Contattaci al 0432 1638640 oppure scrivici su WhatsApp al 366 6018121 per prenotare un appuntamento.

Aprile 6, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
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