Menu
CAF Centro Fiscale
  • SERVIZI FISCALI
        • Modello ISEE
        • Dichiarazione dei Redditi Modello 730 / Redditi
        • Dichiarazione dei Redditi per le Criptovalute
        • Pratica ENEA
        • Contratti di Locazione
        • Dichiarazione di Successione
        • Calcolo IMU
        • Cessione del Credito per Ristrutturazione
        • Gestione COLF e Badanti
        • Partita Iva Regime Forfettario
        • Modello 770 e Certificazioni Uniche
  • PATRONATO
        • NASPI / Disoccupazione
        • Richiesta NASpI Anticipata
        • Disoccupazione Agricola
        • Dimissioni Online
        • Elenco bonus Maternità INPS
          • Bonus Asilo Nido
        • Calcolo Pensione
        • Riscatto Anni Laurea: Agevolato e Ordinario
        • Invalidità Civile / Handicap (Legge 104) 
  • COLF E BADANTI
  • PARTITA IVA
        • Partita Iva Regime Forfettario
        • Gestione Partita IVA ordinaria
        • Gestione completa Partita IVA Agricola
  • BLOG
        • CAF – NOTIZIE FISCALI
        • PATRONATO
        • PARTITA IVA
        • NOTIZIE
  • Menu Menu
CAF Centro Fiscale

Tag Archivio per: codice ateco ingegnere 2025

Architetti e Ingegneri, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

Aprire Partita IVA Ingegnere 2026: Codice ATECO, Inarcassa, Forfettario e Costi di Gestione

regime forfettario partita iva

Aprire la partita IVA ingegnere 2026 è il passaggio che trasforma un titolo di studio e l’iscrizione all’Albo in una vera attività professionale autonoma. È un momento entusiasmante, ma anche pieno di dubbi: quale codice ATECO indicare, quanto si paga a Inarcassa, se conviene il regime forfettario, quanto costa davvero mantenere la posizione ogni anno.

In questa guida completa trovi tutto quello che serve sapere sulla partita IVA ingegnere 2026, spiegato con parole semplici e con esempi numerici concreti. Niente linguaggio burocratico: solo le informazioni che ti servono per capire cosa ti aspetta e quali scelte fare fin dal primo giorno. Il CAF Centro Fiscale di Udine segue ogni anno decine di professionisti tecnici nell’apertura e nella gestione della posizione fiscale, sia in ufficio che online in tutta Italia.

Indice dei contenuti

  1. Partita IVA Ingegnere 2026: chi puo aprirla e come funziona l’iter
  2. Codice ATECO Ingegnere 2025: qual e e cosa cambia rispetto al 2007
  3. Inarcassa per l’ingegnere: iscrizione, contributi e minimi 2026
  4. Regime forfettario per ingegneri: coefficiente 78% e limite 85.000 euro
  5. Quanto costa mantenere una partita IVA da ingegnere nel 2026
  6. Fatturazione elettronica per l’ingegnere: obblighi e strumenti
  7. Forfettario o regime ordinario: cosa conviene all’ingegnere
  8. Ingegnere dipendente con partita IVA: si puo? Il limite dei 35.000 euro
  9. Domande frequenti sulla partita IVA ingegnere 2026
  10. Apri la tua partita IVA da ingegnere con il CAF Centro Fiscale

Partita IVA Ingegnere 2026: chi può aprirla e come funziona l’iter

La partita IVA ingegnere 2026 può essere aperta da chi ha conseguito la laurea in ingegneria, ha superato l’Esame di Stato ed è iscritto all’Albo degli Ingegneri del proprio Ordine provinciale. L’iscrizione all’Albo non è un dettaglio formale: senza di essa non si possono firmare progetti, relazioni tecniche, collaudi e tutte le attività riservate per legge alla professione.

Una volta iscritto all’Ordine, il percorso per avviare l’attività autonoma si compone di tre passaggi fondamentali, che devono essere fatti nell’ordine giusto e con tempistiche precise. Vediamoli in sintesi.

  • Apertura della partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate, con l’indicazione del codice ATECO, del regime fiscale scelto e della data di inizio attività.
  • Iscrizione a Inarcassa, la cassa previdenziale obbligatoria degli ingegneri e architetti liberi professionisti, da effettuare entro i termini previsti dal regolamento.
  • Attivazione della fatturazione elettronica, con scelta del canale telematico (codice destinatario o PEC) e di un software di emissione.

Un aspetto che sorprende molti neo-professionisti: l’ingegnere libero professionista non deve iscriversi alla Camera di Commercio né pagare il diritto annuale, perché svolge un’attività professionale intellettuale e non un’attività d’impresa. Questo riduce sensibilmente i costi fissi rispetto a chi apre una ditta individuale.

Attenzione, però, a una scelta che pesa per anni: il regime fiscale indicato in fase di apertura. Sbagliare qui significa perdere agevolazioni importanti, come l’aliquota ridotta al 5% riservata alle nuove attività. Per questo la dichiarazione di inizio attività va preparata con un professionista: il CAF Centro Fiscale di Udine verifica i requisiti prima di trasmettere il modello e ti evita correzioni successive.

Codice ATECO Ingegnere 2025: qual è e cosa cambia rispetto al 2007

Il codice ATECO è la sigla numerica con cui lo Stato classifica l’attività economica che svolgi: serve a fini statistici, fiscali e previdenziali, e determina anche il coefficiente di redditività nel regime forfettario. Per l’ingegnere libero professionista il codice di riferimento è il 71.12.10 – Attività degli studi di ingegneria.

Qui arriva la buona notizia, e va detta con precisione perché in giro si legge di tutto. Dal 1° gennaio 2025 è entrata in vigore la nuova classificazione ATECO 2025, operativa per gli adempimenti dell’Agenzia delle Entrate dal 1° aprile 2025, e molte professioni hanno cambiato codice. Per l’ingegnere, invece, il codice ATECO 2025 è rimasto 71.12.10, identico a quello della precedente classificazione ATECO 2007, in vigore fino al 31 marzo 2025.

Non è così per tutti i tecnici: l’architetto, per esempio, è passato dal vecchio 71.11.00 al nuovo 71.11.09, mentre il geometra ha mantenuto il 71.12.30. Quindi, se sei ingegnere, diffida dei titoli allarmistici che parlano di “codice ATECO cambiato per tutti”: nel tuo caso non devi fare nulla, il codice resta lo stesso.

Come si comunica e si aggiorna il codice ATECO

Il codice si comunica all’Agenzia delle Entrate nel modello di inizio attività (AA9/12 per le persone fisiche). Se in seguito amplii i servizi — per esempio aggiungi consulenza in sicurezza, perizie o attività di formazione — serve una variazione dati con l’aggiunta di un codice secondario. Chi ha aperto la partita IVA ingegnere prima del 2025 è stato riclassificato d’ufficio nella nuova tabella, senza dover presentare alcuna domanda.

Un dettaglio tecnico utile: per stabilire il coefficiente di redditività del forfettario si guarda ancora all’allegato 4 della Legge 190/2014, che è tuttora costruito sui codici ATECO 2007. Fino all’emanazione del decreto attuativo previsto dall’art. 1 del D.Lgs. 81/2025 — non ancora pubblicato — si applica quindi il coefficiente del codice 2007 corrispondente. Per l’ingegnere il risultato non cambia comunque: 78%.

Inarcassa per l’ingegnere: iscrizione, contributi e minimi 2026

Chi apre la partita IVA ingegnere 2026 ed è iscritto all’Albo ha l’obbligo di iscriversi a Inarcassa, la Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza per gli Ingegneri e Architetti Liberi Professionisti. È lo stesso ente che accoglie gli architetti, e sostituisce integralmente l’INPS: l’ingegnere libero professionista non versa alla Gestione Separata INPS.

L’iscrizione scatta quando ricorrono insieme tre condizioni: iscrizione all’Albo, titolarità di partita IVA e svolgimento effettivo dell’attività libero-professionale. La contribuzione si articola su tre voci, che conviene conoscere bene perché incidono sul reddito netto finale.

Soggettivo, integrativo e maternità: le tre voci

  • Contributo soggettivo: è il vero contributo pensionistico, pari al 14,5% del reddito professionale netto. Per il 2026 il minimo dovuto è di 2.785,00 euro, anche se guadagni meno.
  • Contributo integrativo: è il 4% calcolato sul volume d’affari e si addebita in fattura al cliente, quindi non è un costo che esce dalle tue tasche. Il minimo 2026 è di 850,00 euro.
  • Contributo di maternità/paternità: quota fissa annuale di solidarietà, pari a 65,50 euro per il 2026, versata in due rate.

Traducendo in parole semplici: il contributo integrativo è una percentuale che aggiungi in fattura e che il cliente paga insieme al tuo compenso; tu la incassi e la giri a Inarcassa. Il contributo soggettivo, invece, è quello che finanzia la tua futura pensione e grava effettivamente su di te. I contributi minimi si versano in due rate, con scadenze fissate al 30 giugno e al 30 settembre di ogni anno.

Deroga ai minimi e agevolazioni per chi inizia

Un ingegnere che inizia oggi difficilmente fattura subito cifre alte, e pagare il minimo soggettivo pieno può pesare. Per questo Inarcassa prevede la deroga al contributo minimo soggettivo: presentando domanda entro il 1° giugno dell’anno di riferimento, chi prevede un reddito professionale contenuto versa il 14,5% del reddito effettivamente prodotto, invece del minimo fisso.

Esistono inoltre riduzioni e agevolazioni legate all’età o ai primi anni di iscrizione, i cui importi e requisiti vengono aggiornati periodicamente dal Consiglio di Amministrazione della Cassa. Proprio perché cambiano nel tempo, non affidarti a schede generiche trovate online: verifica sempre gli importi aggiornati e la tua posizione specifica con un operatore esperto prima di scegliere. Un errore qui si traduce in sanzioni e interessi difficili da recuperare.

Regime forfettario per ingegneri: coefficiente 78% e limite 85.000 euro

Il regime forfettario è la scelta più diffusa tra chi apre la partita IVA ingegnere 2026, perché semplifica moltissimo la gestione e riduce il carico fiscale. Il meccanismo è questo: lo Stato non guarda le spese reali che sostieni, ma stabilisce in modo forfettario quale parte dei tuoi incassi è considerata “reddito”. Per le attività professionali — ingegneri compresi — il coefficiente di redditività è il 78%.

Significa che, su 100 euro incassati, 78 sono considerati reddito imponibile e 22 sono riconosciuti come costi in modo automatico. Su quel reddito, dopo aver sottratto i contributi Inarcassa versati, si applica l’imposta sostitutiva: una tassa unica che sostituisce IRPEF, addizionali regionali e comunali. In pratica, invece di pagare più imposte separate, ne paghi una sola.

Requisiti e cause di esclusione

  • Ricavi e compensi non superiori a 85.000 euro nell’anno precedente (ragguagliati ad anno in caso di inizio attività in corso d’anno).
  • Uscita immediata dal regime, già in corso d’anno, se si superano i 100.000 euro di incassi: da quel momento si applicano IVA e tassazione ordinaria.
  • Spese per lavoro dipendente e collaboratori non superiori a 20.000 euro lordi annui.
  • Assenza di partecipazioni di controllo in S.r.l. o associazioni professionali che svolgono attività riconducibili alla tua.
  • Redditi da lavoro dipendente o pensione nell’anno precedente non superiori a 35.000 euro (limite valido per il 2025 e il 2026).

Chi inizia una nuova attività può beneficiare dell’imposta sostitutiva ridotta al 5% per i primi cinque anni, a patto di non aver esercitato la stessa professione nei tre anni precedenti e di non svolgere l’attività prevalentemente verso il proprio ex datore di lavoro. Superato il quinquennio, l’aliquota sale al 15%. È un’agevolazione preziosa: sbagliarne i requisiti in fase di apertura significa perderla del tutto.

Nel forfettario non si applica l’IVA in fattura, non si detrae l’IVA sugli acquisti e non si è soggetti a ritenuta d’acconto. Anche gli studi di settore e gli ISA non si applicano. In compenso, non essendoci costi deducibili analitici, chi ha spese elevate — studio, collaboratori, software professionali costosi — deve fare bene i conti prima di scegliere.

Quanto costa mantenere una partita IVA da ingegnere nel 2026

Questa è la domanda che ci sentiamo rivolgere più spesso: quanto si spende ogni anno per tenere in piedi la partita IVA ingegnere 2026? L’apertura in sé non ha costi statali: non ci sono bolli o diritti da versare all’Agenzia delle Entrate. I costi veri arrivano dopo, e sono essenzialmente tre: contributi Inarcassa, imposta sostitutiva e assistenza professionale.

Facciamo un esempio concreto. Supponiamo che l’ingegner Marco, iscritto all’Albo di Udine, apra la partita IVA in regime forfettario e incassi 40.000 euro di compensi nel 2026.

  • Reddito imponibile forfettario: 78% di 40.000 = 31.200 euro.
  • Contributo soggettivo Inarcassa: 14,5% di 31.200 = circa 4.524 euro (deducibile dal reddito).
  • Base imponibile netta: 31.200 − 4.524 = circa 26.676 euro.
  • Imposta sostitutiva al 5% (nuova attività): circa 1.334 euro. Con l’aliquota ordinaria al 15% sarebbero circa 4.001 euro.
  • Contributo integrativo 4%: 1.600 euro addebitati in fattura ai clienti, quindi non a carico di Marco.

Con questi numeri, l’esborso effettivo di Marco nel primo quinquennio si aggira intorno ai 5.900 euro tra contributi e imposta, su 40.000 euro incassati. Chi invece è al di sotto dei minimi Inarcassa deve mettere in conto almeno i contributi minimi (2.785 euro di soggettivo, 850 di integrativo e 65,50 di maternità), salvo ottenere la deroga di cui abbiamo parlato.

Resta il capitolo assistenza contabile. Il costo dipende dal volume di fatture, dal regime scelto e dai servizi richiesti — apertura, tenuta contabile, dichiarazione dei redditi, F24, adempimenti Inarcassa. Per questo non pubblichiamo tariffari standard: contattaci per un preventivo personalizzato costruito sulla tua reale attività, così sai esattamente quanto spenderai prima di iniziare.

Fatturazione elettronica per l’ingegnere: obblighi e strumenti

Nel 2026 la fatturazione elettronica è obbligatoria per tutti i titolari di partita IVA, forfettari compresi: non esistono più esenzioni strutturali rilevanti. Ogni fattura deve essere generata in formato XML e inviata al Sistema di Interscambio (SdI), la piattaforma dell’Agenzia delle Entrate che smista i documenti tra chi emette e chi riceve.

Per l’ingegnere ci sono alcune particolarità da gestire con attenzione, che i software generalisti spesso non impostano correttamente.

  • Il contributo integrativo Inarcassa al 4% va esposto in fattura con la corretta codifica: non concorre al reddito imponibile né al calcolo della soglia degli 85.000 euro.
  • Le fatture verso la Pubblica Amministrazione (Comuni, Province, enti) seguono il tracciato FatturaPA e spesso richiedono CIG e CUP.
  • Nel forfettario va indicato il corretto codice natura per l’operazione fuori campo IVA e applicata la marca da bollo digitale da 2 euro sopra i 77,47 euro.
  • Le fatture emesse e ricevute vanno conservate a norma per dieci anni.

Sul fronte degli strumenti, meglio scegliere un gestionale che permetta di impostare la cassa di previdenza in automatico, gestire preventivi e parcelle e archiviare a norma. Molti dei criteri che abbiamo raccolto nella nostra analisi dei software di fatturazione per architetti 2026 valgono identici per gli studi di ingegneria, visto che condividono la stessa cassa e le stesse logiche di parcellazione. Tra le soluzioni collegate al nostro network segnaliamo fatturazioneitalia.it di BeSmart, che propone la formula del prezzo bloccato per 5 anni: utile per chi vuole un costo prevedibile nei primi anni di attività.

Discorso a parte per la parcella. La professione tecnica è soggetta alle regole sull’equo compenso, che tutelano il professionista dai corrispettivi eccessivamente bassi imposti da committenti forti. I principi e i criteri di calcolo che abbiamo illustrato nella guida alla parcella dell’architetto 2026 e all’equo compenso si applicano anche all’ingegnere: vale la pena leggerla prima di firmare il primo incarico importante.

Forfettario o regime ordinario: cosa conviene all’ingegnere

Non esiste una risposta valida per tutti. La scelta tra forfettario e regime ordinario per la partita IVA ingegnere dipende da due variabili: quanto fatturi e quante spese reali sostieni. La regola pratica è semplice: il forfettario conviene quando le spese effettive sono inferiori al 22% degli incassi, cioè alla quota di costi già riconosciuta in automatico dal coefficiente del 78%.

Quando conviene il forfettario

Il forfettario è la scelta naturale per l’ingegnere che lavora prevalentemente in autonomia, magari da casa o in coworking, con pochi costi fissi: computer, software di calcolo, assicurazione professionale, formazione. In questo scenario l’aliquota unica del 15% — o del 5% nei primi cinque anni — batte nettamente la tassazione IRPEF progressiva, che parte dal 23% e sale rapidamente.

Quando conviene il regime ordinario

Il regime ordinario torna competitivo quando lo studio ha struttura: affitto di un ufficio, collaboratori, attrezzature costose, auto, strumentazione di rilievo topografico o software in licenza annuale. In quel caso i costi si deducono uno per uno e l’IVA sugli acquisti si detrae. Inoltre, solo nell’ordinario si possono sfruttare pienamente detrazioni e deduzioni personali — spese mediche, interessi sul mutuo, familiari a carico — che nel forfettario, salvo altri redditi, restano inutilizzate.

C’è poi un tema pratico spesso sottovalutato: lavorare con le imprese di costruzione o con la committenza pubblica su interventi agevolati significa confrontarsi con bonus edilizi e pratiche tecniche collegate. Se il tuo lavoro ruota attorno a riqualificazioni energetiche, conoscere i meccanismi dell’Ecobonus 2026 e delle detrazioni per il risparmio energetico ti rende molto più utile al cliente e ti apre un mercato preciso.

Il consiglio operativo è di fare una simulazione numerica sui tuoi dati reali prima di decidere. Il passaggio da un regime all’altro è possibile, ma segue regole e tempistiche vincolanti: meglio impostare subito la strada giusta che correggere in corsa. I nostri operatori mettono a confronto i due scenari e ti mostrano il risultato netto in entrambi i casi.

Ingegnere dipendente con partita IVA: si può? Il limite dei 35.000 euro

Molti ingegneri lavorano in azienda o in uno studio e vorrebbero affiancare qualche incarico in proprio. La risposta è sì, è possibile aprire la partita IVA ingegnere 2026 anche da lavoratore dipendente, ma bisogna rispettare tre livelli di regole: quelle del contratto di lavoro, quelle del regime fiscale e quelle previdenziali.

Sul piano fiscale, per accedere o restare nel regime forfettario i redditi da lavoro dipendente o da pensione percepiti nell’anno precedente non devono superare 35.000 euro. È il limite in vigore per il 2025 e il 2026 e ha sostituito il vecchio tetto di 30.000 euro: attenzione a non fidarsi di guide non aggiornate. Il limite non si applica se il rapporto di lavoro dipendente è cessato e non ne è iniziato un altro.

C’è poi una seconda regola da non dimenticare: non puoi fatturare in modo prevalente al tuo attuale datore di lavoro o a chi lo è stato nei due anni precedenti. È una clausola antielusiva pensata per evitare che un rapporto di lavoro dipendente venga trasformato artificialmente in una collaborazione a partita IVA.

Sul piano contrattuale, il dipendente pubblico ha vincoli stringenti di esclusività e deve chiedere l’autorizzazione all’amministrazione; il dipendente privato deve verificare eventuali patti di non concorrenza o clausole di esclusiva presenti nel contratto. Sul piano previdenziale, infine, l’attività autonoma comporta comunque la posizione presso Inarcassa, con regole specifiche per chi ha una copertura obbligatoria da lavoro dipendente.

Ogni situazione è diversa e le conseguenze di un errore possono essere serie, dalla perdita del regime agevolato a contestazioni disciplinari. Prima di aprire, fai valutare il tuo caso specifico dai nostri operatori: bastano pochi minuti per capire se la strada è percorribile e a quali condizioni.

Domande frequenti sulla partita IVA ingegnere 2026

Qual è il codice ATECO per la partita IVA ingegnere 2026?

Il codice è 71.12.10 – Attività degli studi di ingegneria. È rimasto identico nel passaggio dalla precedente classificazione ATECO 2007 alla nuova ATECO 2025, quindi gli ingegneri già attivi non devono presentare alcuna variazione. A cambiare è stato invece il codice dell’architetto, passato da 71.11.00 a 71.11.09.

Quanto si paga a Inarcassa il primo anno di attività?

Le voci base per il 2026 sono il contributo soggettivo (14,5% del reddito, minimo 2.785 euro), il contributo integrativo (4% del volume d’affari, minimo 850 euro, addebitato in fattura al cliente) e il contributo di maternità/paternità di 65,50 euro. Chi prevede redditi bassi può chiedere la deroga al minimo soggettivo entro il 1° giugno. Gli importi vengono aggiornati ogni anno: fai verificare la tua posizione prima di versare.

Un ingegnere forfettario paga l’IVA ai clienti?

No. Nel regime forfettario le fatture sono emesse senza IVA e senza ritenuta d’acconto, con l’indicazione del corretto codice natura. Resta però la marca da bollo digitale da 2 euro per gli importi superiori a 77,47 euro e va sempre esposto il contributo integrativo Inarcassa del 4%.

Posso aprire la partita IVA ingegnere se sono già dipendente?

Sì, a condizione che il contratto di lavoro lo consenta. Per il forfettario serve che i redditi da lavoro dipendente o pensione dell’anno precedente non superino 35.000 euro e che l’attività non sia svolta prevalentemente verso il datore di lavoro attuale o degli ultimi due anni. I dipendenti pubblici devono richiedere l’autorizzazione all’ente.

Cosa succede se supero gli 85.000 euro di compensi?

Se superi 85.000 euro ma resti sotto i 100.000, esci dal forfettario a partire dall’anno successivo. Se invece superi i 100.000 euro, l’uscita è immediata già nell’anno in corso: da quel momento devi applicare l’IVA in fattura e passare alla tassazione ordinaria. È una situazione da gestire tempestivamente con il supporto del CAF, per evitare errori di fatturazione.

L’ingegnere deve iscriversi alla Camera di Commercio?

No. L’ingegnere libero professionista svolge un’attività intellettuale, non d’impresa, quindi non si iscrive al Registro delle Imprese e non paga il diritto annuale camerale. L’obbligo scatta solo in caso di costituzione di una società di ingegneria o di una società tra professionisti, che seguono regole diverse.

Apri la tua partita IVA da ingegnere con il CAF Centro Fiscale

Aprire e gestire la partita IVA ingegnere 2026 non è complicato se ogni passaggio viene fatto nell’ordine giusto: codice ATECO corretto, regime fiscale scelto con cognizione, iscrizione a Inarcassa nei termini e fatturazione elettronica impostata bene fin dalla prima parcella. È l’accumularsi di piccoli errori iniziali a generare sanzioni e costi imprevisti negli anni successivi.

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti affianca in tutto il percorso: apertura della posizione, simulazione di convenienza tra forfettario e ordinario, gestione contabile annuale, adempimenti Inarcassa, dichiarazione dei redditi e F24. Lavoriamo sia in ufficio a Udine, in Viale Tullio 13, sia completamente online con professionisti di tutta Italia.

Vuoi sapere quanto ti costerebbe davvero la gestione della tua posizione? Contattaci per un preventivo personalizzato, costruito sul tuo volume di fatture e sui servizi che ti servono realmente, senza pacchetti standard.

Hai bisogno di assistenza per aprire la partita IVA da ingegnere o per gestire il regime forfettario? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online.
Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.


Richiedi Assistenza per l’Apertura della Partita IVA Ingegnere

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta ad aprire e gestire la tua partita IVA da ingegnere: scelta del regime fiscale, iscrizione a Inarcassa e fatturazione elettronica.

Contattaci su WhatsApp

Oppure compila il modulo qui sotto per essere ricontattato

    Il tuo nome (*)

    La tua email (*)

    Il tuo telefono (*)

    Richiesta (eventuale)

    Autorizzo al trattamento i miei dati personali ai sensi della legge D. Lgs 196/2003 e s.m

    CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640

    Settembre 18, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Partita-iva-regime-forfettario.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-18 11:00:002026-09-12 23:43:41Aprire Partita IVA Ingegnere 2026: Codice ATECO, Inarcassa, Forfettario e Costi di Gestione

    Ultime notizie

    • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
      Vincite al Casinò e Fisco Italiano: Quando (e Come) si DichiaranoSettembre 18, 2026 - 1:00 pmin: NOTIZIE
    • regime forfettario partita iva
      Aprire Partita IVA Ingegnere 2026: Codice ATECO, Inarcassa, Forfettario e Costi di GestioneSettembre 18, 2026 - 11:00 amin: Architetti e Ingegneri, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO
    • Bonus Mobili
      Vetrate Panoramiche sulla Veranda: Spetta il Bonus Mobili 2026? Cosa Dice Davvero l’Agenzia delle EntrateSettembre 18, 2026 - 10:00 amin: NOTIZIE
    Search Search

    Seguici su Facebook

    Categorie Articoli

    Ultimi Articoli

    • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
      Vincite al Casinò e Fisco Italiano: Quando (e Come) si DichiaranoSettembre 18, 2026 - 1:00 pm
    • regime forfettario partita iva
      Aprire Partita IVA Ingegnere 2026: Codice ATECO, Inarcassa, Forfettario e Costi di GestioneSettembre 18, 2026 - 11:00 am
    • Bonus Mobili
      Vetrate Panoramiche sulla Veranda: Spetta il Bonus Mobili 2026? Cosa Dice Davvero l’Agenzia delle EntrateSettembre 18, 2026 - 10:00 am
    • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
      Sede INPS Udine 2026: Orari, Prenotazione e Servizi (Quando Andare al Patronato)Settembre 18, 2026 - 9:00 am
    • Dichiarazione dei redditi 730
      Dichiarazione dei Redditi Tardiva 2026: Sanzioni Ridotte, Ravvedimento e Come PresentarlaSettembre 18, 2026 - 8:00 am
    • calcolo pensione CAF Udine
      Bonus Assunzioni 2026: Incentivi per Datori di LavoroSettembre 18, 2026 - 6:00 am
    • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
      Bonus Moda 2026: 100 milioni alle PMI a fondo perdutoSettembre 17, 2026 - 7:00 pm
    • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
      Debiti INPS: dal 16 settembre 2026 salgono interessi e sanzioni civiliSettembre 17, 2026 - 6:00 pm
    CAF Udine Centro Assistenza Fiscale Udine

    Contatti

    Viale Giuseppe Tullio 13, scala B - Udine
    Email: info@centrofiscale.com
    Telefono: 0432 1638640
    WhatsApp CAF Udine: 366 6018121
    WhatsApp Patronato: 324 7411699

    Ultimi Articoli

    • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
      Vincite al Casinò e Fisco Italiano: Quando (e Come) si DichiaranoSettembre 18, 2026 - 1:00 pm
    • regime forfettario partita iva
      Aprire Partita IVA Ingegnere 2026: Codice ATECO, Inarcassa, Forfettario e Costi di GestioneSettembre 18, 2026 - 11:00 am
    • Bonus Mobili
      Vetrate Panoramiche sulla Veranda: Spetta il Bonus Mobili 2026? Cosa Dice Davvero l’Agenzia delle EntrateSettembre 18, 2026 - 10:00 am
    © Copyright - CAF Centro Fiscale Udine è un brand di Be Smart srls | P.Iva: 03031220308 |Viale Giuseppe Tullio 13 scala B, 33100 Udine
    mail: info@centrofiscale.com | Tel: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121 | Privacy Policy
    • Collegamento a Facebook
    • Collegamento a Instagram
    • Collegamento a Rss questo sito
    Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto