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Tag Archivio per: cassa forense

PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

Quanto Guadagna un Avvocato in Regime Forfettario 2026: Simulazione Netto con Cassa Forense e Tasse

regime forfettario partita iva

Stai pensando di aprire la partita IVA come avvocato o sei già iscritto all’Albo e vuoi capire quanto ti rimane in tasca alla fine del mese? La domanda è legittima e la risposta dipende da un meccanismo fiscale che molti professionisti sottovalutano: il regime forfettario. In questo articolo analizziamo, con simulazioni numeriche concrete, quanto guadagna davvero un avvocato in regime forfettario nel 2026, tenendo conto di Cassa Forense, imposta sostitutiva e coefficiente di redditività.

I numeri che vedrai non sono teorici: sono calcolati sulle aliquote e sulle soglie vigenti nel 2026, verificate sulla normativa aggiornata (L. 190/2014 e successive modifiche).

Indice dei contenuti

  • Regime Forfettario per Avvocati 2026: Come Funziona
  • Il Coefficiente di Redditività al 78%: Cosa Significa
  • Cassa Forense 2026: Contributi Soggettivi e Integrativi
  • Simulazione Netto Avvocato Forfettario 2026 (Tabelle)
  • Imposta Sostitutiva: 5% o 15%? Quando si Applica Ciascuna
  • Forfettario vs Regime Ordinario: Quando Conviene?
  • Fatturazione Elettronica dell’Avvocato Forfettario
  • Domande Frequenti (FAQ)

Regime Forfettario per Avvocati 2026: Come Funziona

Il regime forfettario è il regime fiscale agevolato introdotto dalla Legge 190/2014, pensato per i professionisti e le piccole partite IVA con compensi annui che non superano 85.000 euro. Per un avvocato che rientra in questi limiti, rappresenta spesso la scelta fiscalmente più conveniente, soprattutto nei primi anni di attività.

Come funziona in concreto? Il meccanismo è diverso dall’ordinario e si basa su tre pilastri:

  • Nessuna IVA sulle fatture emesse (le parcelle non riportano IVA)
  • Reddito forfettizzato tramite un coefficiente fisso (il 78% per gli avvocati)
  • Imposta sostitutiva al 5% o al 15% invece dell’IRPEF ordinaria

Il grande vantaggio è la semplicità: non devi conservare le ricevute delle spese deducibili (a parte i contributi previdenziali), non calcoli l’IRAP e non presenti la dichiarazione IVA. La burocrazia si riduce sensibilmente. La controindicazione è che le spese reali sostenute non vengono dedotte: il fisco applica automaticamente il 78% come percentuale di reddito, indipendentemente da quanto hai speso in studio, cancelleria, software o formazione.

Per capire meglio i requisiti di accesso e le cause ostative, ti consigliamo la lettura della nostra guida completa: Partita IVA Avvocato Forfettario 2026: Guida Completa su ATECO 69.10.10, Cassa Forense e Contributi.

Requisiti principali 2026

  • Compensi annui sotto 85.000 euro (uscita immediata se si supera 100.000 euro)
  • Redditi da lavoro dipendente o pensione nell’anno precedente sotto 35.000 euro
  • Spese per lavoro accessorio/personale sotto 20.000 euro lordi
  • Nessuna partecipazione in società di persone, srl in trasparenza o associazioni professionali (cause ostative art. 1 c. 57 L. 190/2014)

Il Coefficiente di Redditività al 78%: Cosa Significa

Il coefficiente di redditività è il cuore del meccanismo forfettario. In parole semplici: il fisco assume che, su ogni euro incassato, tu ne spenda una quota fissa in costi d’esercizio. Il restante è considerato reddito su cui pagare le imposte.

Per gli avvocati (e in generale per le attività professionali, scientifiche, tecniche e sanitarie), il coefficiente è 78%. Significa che, su 100 euro incassati, il fisco considera 78 euro come reddito imponibile e presume che i restanti 22 euro siano andati in spese.

Compensi annui lordiReddito imponibile (78%)
20.000 euro15.600 euro
30.000 euro23.400 euro
40.000 euro31.200 euro
50.000 euro39.000 euro
70.000 euro54.600 euro
85.000 euro66.300 euro

Da questo reddito imponibile si deducono poi i contributi previdenziali versati a Cassa Forense, che abbassano ulteriormente la base su cui calcolare l’imposta sostitutiva. È uno dei pochi veri “sconti” rimasti nel forfettario.

Attenzione alla convenienza reale: se le tue spese effettive di studio superano il 22% dei compensi (cioè più di quanto il forfettario deduce forfettariamente), potresti pagare più tasse del necessario. In quel caso, il regime ordinario potrebbe essere più conveniente. Approfondisci questo confronto nella nostra guida su quando la tassazione ordinaria è più conveniente.

Cassa Forense 2026: Contributi Soggettivi e Integrativi

Gli avvocati iscritti all’Albo sono obbligatoriamente iscritti a Cassa Forense (la cassa previdenziale degli avvocati). I contributi versati a Cassa Forense non vengono versati all’INPS e hanno un meccanismo diverso rispetto alla Gestione Separata.

I due tipi di contributo Cassa Forense 2026

  • Contributo soggettivo: il 16% del reddito professionale netto (cioè il reddito imponibile forfettario). È la quota che costruisce la tua pensione futura.
  • Contributo integrativo: il 4% del volume d’affari (fatturato lordo). Tecnicamente dovrebbe essere rivalso sul cliente (addebitato in parcella come “contributo integrativo Cassa Forense”), ma in regime forfettario diventa un costo a carico del professionista in quanto non si applica l’IVA.
  • Contributo minimo annuo 2026: circa 2.875 euro (importo indicativo, da verificare sul portale Cassa Forense per l’anno di riferimento). Si paga comunque anche se i redditi sono molto bassi.

Per un approfondimento sulla compilazione del Modello 5 Cassa Forense (il modulo annuale di comunicazione redditi), leggi la nostra guida: Modello 5 2026 Cassa Forense: Guida Completa alla Compilazione.

Nota importante per il forfettario: i contributi soggettivi versati a Cassa Forense sono deducibili dal reddito forfettario prima del calcolo dell’imposta sostitutiva. Non così il contributo integrativo. Questo significa che la base imponibile per le imposte si riduce ulteriormente, a beneficio del professionista.

Simulazione Netto Avvocato Forfettario 2026 (Tabelle)

Vediamo ora delle simulazioni concrete. Le calcoliamo su tre scenari rappresentativi: avvocato che inizia (aliquota 5%), avvocato a regime (aliquota 15%), e avvocato con fatturato più alto.

Come si calcola il netto: la formula passo per passo

  1. Compensi lordi = quanto fatturi nell’anno
  2. Reddito imponibile forfettario = Compensi × 78%
  3. Contributo soggettivo Cassa Forense = Reddito imponibile × 16%
  4. Base imponibile imposta sostitutiva = Reddito imponibile − Contributo soggettivo
  5. Imposta sostitutiva = Base imponibile × 5% (o 15%)
  6. Contributo integrativo Cassa Forense = Compensi lordi × 4%
  7. Reddito netto disponibile = Compensi − Contributo soggettivo − Imposta sostitutiva − Contributo integrativo

Scenario A: Avvocato neo-iscritto con aliquota startup 5% — Compensi 30.000 euro

VoceImporto
Compensi lordi annui30.000 euro
Reddito imponibile forfettario (×78%)23.400 euro
Contributo soggettivo Cassa Forense (16%)3.744 euro
Base imponibile imposta sostitutiva19.656 euro
Imposta sostitutiva (5%)983 euro
Contributo integrativo Cassa Forense (4% su lordo)1.200 euro
Reddito netto disponibile24.073 euro/anno (≈ 2.006 euro/mese)

Scenario B: Avvocato a regime con aliquota 15% — Compensi 30.000 euro

VoceImporto
Compensi lordi annui30.000 euro
Reddito imponibile forfettario (×78%)23.400 euro
Contributo soggettivo Cassa Forense (16%)3.744 euro
Base imponibile imposta sostitutiva19.656 euro
Imposta sostitutiva (15%)2.948 euro
Contributo integrativo Cassa Forense (4% su lordo)1.200 euro
Reddito netto disponibile22.108 euro/anno (≈ 1.842 euro/mese)

Scenario C: Avvocato a regime con aliquota 15% — Compensi 50.000 euro

VoceImporto
Compensi lordi annui50.000 euro
Reddito imponibile forfettario (×78%)39.000 euro
Contributo soggettivo Cassa Forense (16%)6.240 euro
Base imponibile imposta sostitutiva32.760 euro
Imposta sostitutiva (15%)4.914 euro
Contributo integrativo Cassa Forense (4% su lordo)2.000 euro
Reddito netto disponibile36.846 euro/anno (≈ 3.071 euro/mese)

Scenario D: Avvocato a regime con aliquota 15% — Compensi 70.000 euro

VoceImporto
Compensi lordi annui70.000 euro
Reddito imponibile forfettario (×78%)54.600 euro
Contributo soggettivo Cassa Forense (16%)8.736 euro
Base imponibile imposta sostitutiva45.864 euro
Imposta sostitutiva (15%)6.880 euro
Contributo integrativo Cassa Forense (4% su lordo)2.800 euro
Reddito netto disponibile51.584 euro/anno (≈ 4.299 euro/mese)

Nota: i calcoli sopra non tengono conto di eventuali addizionali locali, ritenute o contributi minimi Cassa Forense. Le simulazioni hanno scopo informativo; per il calcolo personalizzato sulla tua situazione, consulta un esperto.

Imposta Sostitutiva: 5% o 15%? Quando si Applica Ciascuna

L’imposta sostitutiva è una tassa unica che sostituisce IRPEF, addizionali regionali e comunali, e IRAP. In pratica, invece di calcolare diversi tributi separati (che nel regime ordinario possono avere un impatto pesante), paghi una sola aliquota fissa sul reddito imponibile.

Esistono due aliquote:

  • Aliquota agevolata al 5% — si applica ai primi 5 anni di attività, a condizione che si tratti di una nuova attività e che nei 3 anni precedenti non si sia esercitata attività d’impresa, arte o professione in forma individuale, associata o familiare. È il cosiddetto regime startup.
  • Aliquota ordinaria al 15% — si applica a regime, cioè dopo i primi 5 anni o quando non si verificano i requisiti startup.

Il risparmio del 5% nei primi anni è considerevole. Riprendendo lo Scenario B (30.000 euro di compensi), la differenza tra il 5% e il 15% vale circa 1.965 euro all’anno (2.948 − 983). Su 5 anni, stiamo parlando di quasi 10.000 euro in più di netto per il professionista che parte con l’aliquota agevolata.

Attenzione ai requisiti startup: non basta aprire una nuova partita IVA. Se nei 3 anni precedenti hai già esercitato attività professionale (anche in forma di associazione professionale o come dipendente di studio legale con partita IVA), l’Agenzia delle Entrate potrebbe disconoscere il 5%. Verifica con il tuo consulente fiscale prima di applicare l’aliquota ridotta.

Forfettario vs Regime Ordinario: Quando Conviene?

Il forfettario non è sempre la scelta migliore. Vediamo i casi in cui il regime ordinario può essere più conveniente per un avvocato:

  • Spese di studio molto elevate: se l’avvocato sostiene costi reali superiori al 22% dei compensi (la quota che il forfettario presume come spese), nel regime ordinario deduce l’effettivo, risparmiando di più.
  • Acquisto di beni strumentali rilevanti: nel forfettario non puoi ammortizzare computer, attrezzature, arredi studio. Se hai investimenti importanti, il regime ordinario ti permette di dedurli.
  • Collaboratori e dipendenti oltre 20.000 euro: questa voce può far perdere il requisito del forfettario.
  • Clienti con IVA detraibile: se i tuoi clienti sono principalmente aziende, la mancata applicazione dell’IVA in parcella non è un vantaggio per loro e potrebbe ridurre la tua competitività.

In generale, il forfettario è conveniente per avvocati con compensi tra 20.000 e 60.000 euro annui, spese di esercizio contenute e clientela privata (persone fisiche). Per fatturati più alti, specialmente vicini agli 85.000 euro, è necessaria un’analisi personalizzata.

Fatturazione Elettronica dell’Avvocato Forfettario

Dal 2024, anche gli avvocati in regime forfettario sono obbligati alla fatturazione elettronica tramite il Sistema di Interscambio (SDI). Non ci sono più esoneri per i forfettari, indipendentemente dal fatturato.

Nella fattura elettronica dell’avvocato forfettario devono comparire obbligatoriamente:

  • Codice natura N2.2 (operazione fuori campo IVA regime forfettario)
  • Dicitura obbligatoria: “Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1 c. 58 L. 190/2014, regime forfettario — operazione senza applicazione di IVA”
  • Richiesta di non applicazione ritenuta d’acconto: “Si richiede di non applicare la ritenuta d’acconto ai sensi dell’art. 1 c. 67 L. 190/2014”
  • Marca da bollo da 2 euro se l’imponibile supera 77,47 euro (quasi sempre, per le parcelle legali)

Per gestire la fatturazione in modo semplice ed economico, molti avvocati forfettari scelgono soluzioni SaaS come Fatturazione Italia (disponibile su fatturazioneitalia.it), che offre il prezzo bloccato per 5 anni e gestisce automaticamente tutte le specifiche del regime forfettario (codice N2.2, bollo virtuale, dicitura di esonero IVA). Puoi approfondire anche le funzioni e i prezzi delle principali soluzioni nella nostra guida su Facile Fattura Elettronica: Recensione 2026.

Domande Frequenti (FAQ)

Quanto paga di tasse un avvocato forfettario nel 2026?

Dipende dal fatturato e dall’aliquota applicabile. Con 30.000 euro di compensi e aliquota al 15%, l’imposta sostitutiva è circa 2.948 euro. Con l’aliquota startup al 5%, scende a 983 euro. A questi si aggiungono i contributi Cassa Forense (soggettivo 16% + integrativo 4% del volume d’affari).

L’avvocato forfettario versa i contributi all’INPS?

No. Gli avvocati iscritti all’Albo versano i contributi previdenziali a Cassa Forense, non all’INPS Gestione Separata. Cassa Forense è la cassa previdenziale autonoma della categoria forense.

Il contributo integrativo Cassa Forense è deducibile nel forfettario?

No, solo il contributo soggettivo (il 16% del reddito professionale) è deducibile dal reddito imponibile forfettario. Il contributo integrativo (4% del volume d’affari) non è deducibile ai fini dell’imposta sostitutiva nel regime forfettario.

Il forfettario può emettere parcelle con il contributo integrativo Cassa Forense?

Sì. L’avvocato forfettario può (e spesso deve, per statuto Cassa Forense) addebitare il contributo integrativo del 4% in parcella. Tuttavia, non applicando l’IVA, la rivalsa non può essere maggiorata dell’IVA su quel 4%, diversamente da quanto avviene nel regime ordinario. Il 4% rimane un costo aggiuntivo che in molti casi finisce per incidere sul netto del professionista.

Cosa succede se supero i 85.000 euro di compensi?

Se superi la soglia di 85.000 euro nell’anno, esci dal regime forfettario dall’anno successivo. Se invece superi i 100.000 euro, l’uscita è immediata nello stesso anno e devi ricalcolare e applicare l’IVA sulle operazioni eccedenti.

Posso applicare l’aliquota al 5% se mi sono già iscritto all’Albo in passato?

Dipende. Il requisito per l’aliquota al 5% è che nei 3 anni precedenti non si sia esercitata un’attività d’impresa, arte o professione in forma individuale. La sola iscrizione all’Albo senza aver aperto partita IVA o esercitato in concreto l’attività potrebbe non essere ostativa, ma è un tema delicato che va verificato caso per caso con il consulente fiscale.


Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.


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Gestire Cassa Forense, l’imposta sostitutiva e la fatturazione elettronica non è complicato con il supporto giusto. Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste avvocati e professionisti nell’apertura della partita IVA forfettaria, nella verifica dei requisiti, nella predisposizione del Modello 5 Cassa Forense e nella dichiarazione annuale (Quadro LM).

Richiedi un preventivo personalizzato senza impegno: un esperto CAF analizzerà la tua situazione e ti indicherà se il forfettario è la scelta giusta per te, con simulazione del netto atteso.

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Agosto 26, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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Modello 5 2026 Cassa Forense: Guida Completa alla Compilazione

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Il Modello 5 2026 Cassa Forense e la comunicazione obbligatoria annuale che ogni avvocato iscritto alla Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza Forense deve presentare. Attraverso questo adempimento l’avvocato dichiara alla propria Cassa il reddito professionale IRPEF e il volume d’affari IVA prodotti nell’anno precedente. Si tratta di un passaggio decisivo: proprio sui dati indicati nel Modello 5 2026 Cassa Forense vengono calcolati i contributi previdenziali dovuti, ossia il contributo soggettivo e il contributo integrativo.

In questa guida completa spieghiamo, con un linguaggio accessibile ma tecnicamente preciso, chi e obbligato a presentare il modello, quali sono le scadenze, come si compila passo dopo passo e quali sono le sanzioni in caso di omessa o tardiva presentazione. Se sei un avvocato e vuoi evitare errori che possono generare avvisi di irregolarita e more, capire bene il funzionamento del Modello 5 2026 Cassa Forense e il primo passo. Al termine trovi anche una sezione di domande frequenti e le indicazioni per farti assistere dal nostro CAF nella compilazione.

Indice dei contenuti

  • Cos’e il Modello 5 2026 Cassa Forense
  • Chi e obbligato a presentare il Modello 5
  • Scadenze del Modello 5 Cassa Forense 2026
  • Come si compila il Modello 5 2026 Cassa Forense
  • Contributo soggettivo e integrativo
  • Modalita di presentazione telematica
  • Sanzioni per omessa o tardiva presentazione
  • Domande frequenti

Cos’e il Modello 5 2026 Cassa Forense

Il Modello 5 2026 Cassa Forense e la dichiarazione reddituale annuale con cui l’avvocato comunica alla Cassa Forense i dati economici della propria attivita professionale relativi all’anno precedente. In pratica, con il modello che si presenta nel 2026 si dichiarano i redditi e il volume d’affari prodotti nel 2025.

Attenzione a un punto che genera spesso confusione: il Modello 5 non e una dichiarazione dei redditi fiscale come il 730 o il Modello Redditi. E una comunicazione previdenziale diretta esclusivamente alla Cassa Forense. Serve a un unico scopo: permettere all’ente di calcolare correttamente i contributi previdenziali dovuti da ciascun iscritto. I due valori fondamentali che vengono comunicati sono:

  • il reddito professionale netto ai fini IRPEF (o l’imponibile per chi e in regime forfettario), sul quale si calcola il contributo soggettivo;
  • il volume d’affari IVA, sul quale si calcola il contributo integrativo.

Il termine “volume d’affari” indica semplicemente il totale delle operazioni fatturate nell’anno ai fini IVA. Il Modello 5 2026 Cassa Forense e quindi lo strumento con cui l’avvocato mette la Cassa nelle condizioni di sapere quanto ha prodotto, e di conseguenza quanto deve versare a titolo di previdenza obbligatoria di categoria.

Chi e obbligato a presentare il Modello 5

La regola generale e molto ampia: sono tenuti a presentare il Modello 5 2026 Cassa Forense tutti gli avvocati iscritti alla Cassa, anche se durante l’anno di riferimento non hanno prodotto reddito. E qui che molti professionisti sbagliano, pensando che senza redditi non ci sia nulla da comunicare. Non e cosi: la comunicazione va inviata comunque, dichiarando eventualmente valori pari a zero.

Vediamo nel dettaglio le principali categorie di soggetti obbligati alla presentazione del Modello 5 2026 Cassa Forense:

  • gli avvocati iscritti all’albo e alla Cassa Forense, a prescindere dall’importo del reddito;
  • chi ha avuto reddito pari a zero nell’anno di riferimento: l’obbligo resta e va dichiarato l’azzeramento;
  • i pensionati che proseguono l’attivita professionale e restano iscritti alla Cassa;
  • gli avvocati cancellati nel corso dell’anno, che devono comunque comunicare i dati relativi al periodo di iscrizione;
  • gli avvocati che si trovano in situazioni particolari, come sospensione o iscrizione parziale nell’anno.

Immagina che l’avvocato Marco si sia cancellato dall’albo a maggio 2025 per cambiare professione: dovra comunque presentare il Modello 5 2026 Cassa Forense per dichiarare i redditi e il volume d’affari prodotti nei mesi in cui e stato iscritto. L’obbligo riguarda anche chi svolge un doppio lavoro, ad esempio un avvocato che e anche dipendente: cio che conta e l’iscrizione alla Cassa Forense, non il fatto di avere altre fonti di reddito.

Un caso frequente e quello dell’avvocato in regime forfettario. Anche in questo caso l’obbligo di presentare il Modello 5 permane, con la particolarita che il reddito da dichiarare e quello determinato secondo le regole del forfettario. Se vuoi capire meglio la fiscalita del tuo regime, puoi consultare la nostra guida al calcolo delle tasse nel forfettario 2026 con simulatore online e l’approfondimento sulle novita del regime forfettario 2026.

Scadenze del Modello 5 Cassa Forense 2026

La scadenza e uno degli aspetti a cui prestare piu attenzione, perche il ritardo comporta sanzioni. La presentazione del Modello 5 2026 Cassa Forense deve avvenire entro il 30 settembre 2026 (termine confermato dalla Cassa per il Modello 5/2026 relativo ai redditi 2025). La procedura telematica e disponibile a partire dalla fine di luglio 2026. Ti consigliamo comunque di verificare sempre la data esatta sul sito ufficiale della Cassa, perche il termine viene confermato di anno in anno con apposita comunicazione dell’ente.

Accanto alla scadenza per la comunicazione dei dati, esistono le scadenze per il versamento dei contributi risultanti dall’autoliquidazione. In genere il pagamento avviene in due rate nel corso dell’anno, secondo il calendario fissato dalla Cassa. E importante non confondere i due momenti: la comunicazione (invio del modello) e il versamento (pagamento del dovuto) seguono termini distinti.

Il nostro consiglio pratico e di non ridurti all’ultimo giorno. Raccogliere per tempo i dati reddituali e di volume d’affari ti permette di compilare con calma il Modello 5 2026 Cassa Forense ed evitare errori dovuti alla fretta. Per verificare i termini aggiornati puoi consultare direttamente il portale della Cassa Forense – sezione Scadenze.

Come si compila il Modello 5 2026 Cassa Forense

La compilazione del Modello 5 2026 Cassa Forense richiede ordine e precisione. Il modello e strutturato in piu sezioni, ciascuna dedicata a un tipo di informazione. Prima di iniziare, e utile avere sotto mano la dichiarazione dei redditi presentata (Modello Redditi PF o 730) e i dati IVA relativi all’anno di riferimento, cosi da riportare valori coerenti con quanto gia dichiarato al Fisco.

In linea generale, le informazioni da riportare nel Modello 5 2026 Cassa Forense sono le seguenti:

  • i dati anagrafici e di iscrizione dell’avvocato (in gran parte gia precompilati nell’area riservata);
  • il reddito professionale netto derivante dall’esercizio della professione forense, ai fini IRPEF;
  • il volume d’affari IVA dichiarato nell’anno di riferimento;
  • eventuali redditi da collaborazione con altri studi o da attivita professionale associata;
  • eventuali situazioni particolari, come periodi di iscrizione parziale, sospensione o cancellazione.

Un punto tecnico importante riguarda la coerenza tra reddito e volume d’affari. Il reddito professionale (base del contributo soggettivo) e un valore netto, cioe al netto dei costi; il volume d’affari (base del contributo integrativo) e invece un valore lordo, cioe il totale fatturato. E normale che i due importi siano diversi tra loro. Chi svolge attivita in forma associata deve fare attenzione a riportare correttamente la quota di propria competenza.

Per gli avvocati in regime forfettario la logica di compilazione presenta alcune specificita, legate al modo in cui il reddito viene determinato forfettariamente. Se ti stai chiedendo quale regime contabile ti convenga, puo esserti utile il confronto tra contabilita semplificata e forfettario 2026. Data la delicatezza dell’incrocio tra dati fiscali e previdenziali, molti professionisti preferiscono affidare la compilazione del Modello 5 2026 Cassa Forense a un intermediario esperto.

Contributo soggettivo e integrativo

I dati comunicati con il Modello 5 2026 Cassa Forense servono a calcolare i due contributi previdenziali fondamentali dell’avvocato: il contributo soggettivo e il contributo integrativo. Capire la differenza tra i due e essenziale per leggere correttamente l’importo che ti verra richiesto.

Il contributo soggettivo

Il contributo soggettivo e il contributo previdenziale vero e proprio: e quello che alimenta la tua futura pensione. Viene calcolato in percentuale sul reddito professionale netto dichiarato nel Modello 5. E previsto un contributo minimo annuo dovuto anche da chi ha redditi bassi o nulli, oltre a un massimale di reddito oltre il quale si applica un’aliquota ridotta. Le aliquote e gli importi minimi vengono aggiornati periodicamente: per i valori esatti in vigore ti invitiamo a consultare la sezione Contribuzione del sito Cassa Forense.

Il contributo integrativo

Il contributo integrativo e invece calcolato in percentuale sul volume d’affari IVA. Si tratta della maggiorazione che l’avvocato applica in fattura ai propri clienti e che poi riversa alla Cassa. Anche per questo contributo e previsto un importo minimo annuo. Poiche viene addebitato al cliente, in genere non rappresenta un costo netto per il professionista, ma resta comunque un dato che deve essere comunicato e liquidato correttamente tramite il Modello 5 2026 Cassa Forense.

Accanto a questi due contributi puo essere previsto un contributo di maternita di importo fisso. Il meccanismo dell’autoliquidazione fa si che sia lo stesso avvocato, tramite i dati del modello, a determinare quanto deve versare. Per organizzare i pagamenti di imposte e contributi in modo efficiente, alcuni professionisti si affidano a strumenti dedicati come illustrato nella guida su Qonto, F24 e tasse 2026.

Modalita di presentazione telematica

La presentazione del Modello 5 2026 Cassa Forense avviene esclusivamente per via telematica. Non e piu ammessa la trasmissione cartacea: l’invio si effettua tramite l’area riservata del portale Cassa Forense, alla quale l’avvocato accede con le proprie credenziali personali.

All’interno dell’area riservata e disponibile la procedura online dedicata al Modello 5, che guida l’utente nella compilazione delle varie sezioni e, al termine, consente la trasmissione definitiva con rilascio di una ricevuta. Conservare la ricevuta di avvenuta presentazione e fondamentale: costituisce la prova dell’adempimento in caso di contestazioni.

La procedura, pur essendo strutturata, richiede attenzione: un errore nell’inserimento dei dati reddituali o del volume d’affari puo tradursi in un calcolo errato dei contributi e, in seguito, in avvisi di irregolarita. Per questo motivo, se hai dubbi sulla corretta compilazione del Modello 5 2026 Cassa Forense, e preferibile farti affiancare da un professionista. Il CAF Centro Fiscale di Udine puo occuparsi della raccolta dei dati e dell’intera procedura al posto tuo, garantendo la correttezza di ogni passaggio.

Sanzioni per omessa o tardiva presentazione

La mancata o tardiva presentazione del Modello 5 2026 Cassa Forense comporta l’applicazione di sanzioni pecuniarie da parte della Cassa. Il sistema sanzionatorio distingue in genere tra chi presenta il modello in ritardo e chi non lo presenta affatto (omessa comunicazione), con conseguenze piu gravi in quest’ultimo caso.

Le principali conseguenze di un adempimento irregolare sono:

  • sanzioni per tardiva presentazione, generalmente di importo crescente in funzione del ritardo;
  • sanzioni piu elevate per omessa presentazione, quando il modello non viene inviato affatto;
  • possibili sanzioni per dichiarazione infedele in caso di dati non veritieri o incompleti;
  • applicazione di interessi sui contributi versati in ritardo.

Gli importi esatti delle sanzioni sono stabiliti dal regolamento della Cassa e possono variare: per i valori aggiornati fai sempre riferimento alle disposizioni ufficiali dell’ente. Il modo migliore per evitare qualsiasi sanzione resta la presentazione puntuale e corretta del Modello 5 2026 Cassa Forense. In alcuni casi la Cassa prevede la possibilita di ravvedimento, ossia di regolarizzare spontaneamente la propria posizione con sanzioni ridotte: anche in questa ipotesi il supporto di un professionista aiuta a scegliere la strada corretta.

Domande frequenti sul Modello 5 Cassa Forense

Assistenza per il Modello 5 2026 Cassa Forense

Il Modello 5 2026 Cassa Forense e un adempimento apparentemente semplice ma pieno di insidie: dall’incrocio dei dati fiscali con quelli previdenziali, alla corretta indicazione di reddito e volume d’affari, fino al rispetto delle scadenze. Un errore, anche in buona fede, puo tradursi in un calcolo sbagliato dei contributi e in sanzioni. Affidarti a un professionista significa presentare il modello con serenita, sapendo che ogni dato e stato verificato.

Hai bisogno di assistenza per la compilazione del Modello 5 2026 Cassa Forense? Il CAF Centro Fiscale di Udine e a tua disposizione, sia in ufficio a Udine che online in tutta Italia. Ci occupiamo della raccolta dei dati, della compilazione e dell’invio telematico, offrendoti un preventivo personalizzato in base alla tua situazione. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121 per fissare un appuntamento e mettere in regola la tua posizione previdenziale senza pensieri.

Luglio 26, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-26 07:58:462026-07-26 07:58:46Modello 5 2026 Cassa Forense: Guida Completa alla Compilazione
PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIO

Calcolo Tasse Forfettario 2026: Simulatore Online con Esempi Pratici

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Il calcolo delle tasse del regime forfettario 2026 è molto più semplice di quanto si pensi: una volta capita la formula, in pochi minuti puoi sapere esattamente quanto pagherai allo Stato. In questa guida ti spieghiamo passo passo come funziona, ti mettiamo a disposizione un simulatore online gratuito e analizziamo 4 esempi pratici concreti per categorie diverse: psicologo, web designer, idraulico e architetto. Tutto aggiornato ai coefficienti 2026 e alle aliquote contributive vigenti.

Indice dei contenuti

  1. Come si calcolano le tasse del regime forfettario
  2. Formula base del calcolo: la regola in 2 passaggi
  3. Coefficienti di redditivita 2026: la tabella completa
  4. Contributi previdenziali: cosa pagare e quanto
  5. Aliquota agevolata 5%: i requisiti per la startup
  6. Aliquota standard 15%: quando si applica
  7. Acconti e saldo: come funzionano i versamenti
  8. Simulatore online: calcola le tue tasse forfettario 2026
  9. Esempi pratici di calcolo: 4 casi reali
  10. Cosa non si puo detrarre nel forfettario
  11. Cosa si detrae: solo i contributi previdenziali
  12. F24 e codici tributo: come pagare
  13. Ravvedimento operoso: hai pagato in ritardo?
  14. Domande frequenti sul calcolo tasse forfettario

Come si calcolano le tasse del regime forfettario

Il regime forfettario è un sistema fiscale agevolato che sostituisce IRPEF, addizionali regionali, IVA e IRAP con un’unica imposta sostitutiva. Il calcolo segue una logica forfettaria: non si detraggono le spese reali ma si applica un coefficiente di redditività ai compensi incassati.

La filosofia del forfettario è semplificare al massimo gli adempimenti: niente registri IVA, niente studi di settore, niente ISA, niente ritenuta d’acconto. Bastano la fattura elettronica e la dichiarazione dei redditi annuale.

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Formula base del calcolo: la regola in 2 passaggi

L’intero calcolo dell’imposta sostitutiva del forfettario si riassume in due semplici formule. Memorizzale: ti permetteranno di stimare le tasse in qualsiasi momento.

Formula 1 – Reddito imponibile

Compensi × Coefficiente redditività − Contributi versati = Reddito imponibile


Formula 2 – Imposta sostitutiva

Reddito imponibile × Aliquota (5% o 15%) = Imposta da pagare

I tre elementi chiave che entrano in gioco sono:

  • Compensi annui: il totale fatturato nell’anno (massimo 85.000€)
  • Coefficiente di redditività: percentuale fissata per legge in base al codice ATECO
  • Contributi previdenziali versati: l’unica voce deducibile dal reddito imponibile

Coefficienti di redditività 2026: la tabella completa

I coefficienti di redditività sono percentuali fisse stabilite dalla legge in base al gruppo ATECO. Più alto è il coefficiente, più alta è la base imponibile su cui si calcolano le tasse. Ecco la tabella aggiornata 2026:

CoefficienteCategoria attivitàEsempi tipici
40%Industrie alimentari e bevande, commercioBar, ristoranti take-away, negozi alimentari, e-commerce
54%Commercio ambulante prodotti alimentariVenditori ambulanti, mercatari food
62%Intermediari del commercioAgenti di commercio, procacciatori, mediatori
67%Alloggio e ristorazioneB&B, affittacamere, ristoranti tradizionali
78%Attività professionali e tecnicheAvvocati, commercialisti, consulenti, web designer, psicologi, ingegneri
86%Costruzioni e attività immobiliariIdraulici, elettricisti, edili, agenti immobiliari

Il coefficiente più diffuso è il 78%, perché copre tutta la macro-categoria delle attività professionali e tecniche: dai liberi professionisti iscritti agli albi (avvocati, ingegneri, commercialisti) ai consulenti senza albo (web designer, copywriter, social media manager, marketing specialist).

Attenzione: il coefficiente non riflette la redditività reale. Significa che se sei un professionista (78%), lo Stato presume che il 22% dei tuoi compensi siano spese: non importa se in realtà spendi di più o di meno. È il prezzo della semplificazione.

Contributi previdenziali: cosa pagare e quanto

Oltre all’imposta sostitutiva, ogni forfettario versa contributi previdenziali. Sono l’unica voce che si può dedurre dal reddito imponibile, quindi è fondamentale conoscere bene quanto si paga. La cassa di appartenenza dipende dall’attività svolta.

Gestione Separata INPS

È la cassa per i professionisti senza albo e collaboratori. Si applica al reddito imponibile (compensi × coefficiente):

  • 26,07%: aliquota piena (chi non ha altra copertura previdenziale)
  • 24%: aliquota ridotta (chi ha già un lavoro dipendente o pensione)

Non c’è minimale: si paga in proporzione a quanto si fattura. È adatta a chi inizia con compensi bassi.

INPS Artigiani e Commercianti

È la cassa per idraulici, elettricisti, parrucchieri, estetisti, negozianti, ristoratori. Funziona diversamente:

  • Minimale fisso 2026: circa 4.200€/anno (rateizzato in 4 rate trimestrali) anche con compensi zero
  • Aliquota: 24,48% sul reddito eccedente il minimale (17.504€)
  • Riduzione 35%: i forfettari possono richiedere lo sconto del 35% sui contributi

Riduzione 35% artigiani/commercianti: è facoltativa ma molto vantaggiosa nei primi anni. Va richiesta entro il 28 febbraio dell’anno per cui si vuole l’agevolazione tramite cassetto previdenziale INPS. Attenzione: riduce sia i contributi che la pensione futura.

Casse professionali (ENPAM, Cassa Forense, ENPAP, Inarcassa, ecc.)

Per i professionisti iscritti a un albo (medici, avvocati, psicologi, architetti, ingegneri, geometri, infermieri, commercialisti) c’è una cassa specifica. Le aliquote variano:

  • Cassa Forense (avvocati): 16% soggettivo + 4% integrativo, contributo minimo circa 3.500€
  • ENPAM (medici): 19,50% per quota A + B, contributo minimo variabile
  • ENPAP (psicologi): 10% soggettivo + 2% integrativo, contributo minimo 780€
  • Inarcassa (architetti/ingegneri): 14,5% soggettivo + 4% integrativo, minimo 2.555€
  • CIPAG (geometri): 14,5% soggettivo + 5% integrativo, minimo 2.940€
  • ENPAPI (infermieri): 16% soggettivo + 4% integrativo, minimo 1.515€

Le casse professionali sono obbligatorie e sostitutive della Gestione Separata: chi è iscritto a un albo non versa anche all’INPS.

Aliquota agevolata 5%: i requisiti per la startup

Nei primi 5 anni di attività l’aliquota può scendere dal 15% al 5%, un risparmio enorme. Ma l’agevolazione è soggetta a 3 requisiti precisi e non derogabili.

Requisiti per l’aliquota 5%

  1. Nuova attività: il contribuente non deve aver esercitato altra attività professionale o d’impresa nei 3 anni precedenti
  2. Non prosecuzione: l’attività non deve essere una semplice prosecuzione di una precedente, anche svolta come lavoro dipendente (con eccezione del praticantato obbligatorio)
  3. Limite compensi: in caso di prosecuzione di attività altrui, i compensi del cedente non devono superare 85.000€

L’aliquota agevolata dura 5 anni dall’apertura della partita IVA. Dal sesto anno in poi si torna automaticamente al 15%, anche se si rispettano tutti i requisiti del forfettario.

Aliquota standard 15%: quando si applica

Dopo il quinto anno (o se non si hanno i requisiti startup) si applica l’aliquota standard del 15%. Anche questa è comunque molto conveniente rispetto all’IRPEF ordinaria che, sui medesimi redditi, comporterebbe aliquote del 23-35%.

Il 15% è una flat tax sostitutiva: non ci sono scaglioni, non ci sono addizionali regionali e comunali. La percentuale è la stessa che si fatturino 15.000€ o 85.000€.

Acconti e saldo: come funzionano i versamenti

L’imposta sostitutiva si paga in 3 momenti dell’anno: il saldo dell’anno precedente più due acconti per l’anno in corso. Il meccanismo degli acconti è uguale all’IRPEF.

VersamentoScadenzaImporto
Saldo anno precedente30 giugnoImposta dovuta meno acconti già versati
Primo acconto30 giugno40% dell’imposta anno precedente
Secondo acconto30 novembre60% dell’imposta anno precedente

Gli acconti complessivi sono il 100% dell’imposta dell’anno precedente. Se l’imposta del 2025 è stata 3.000€, nel 2026 verseremo 1.200€ il 30 giugno (40%) e 1.800€ il 30 novembre (60%) come acconti, oltre al saldo 2025 di 3.000€ sempre il 30 giugno.

Soglia minimo acconto: non si versa l’acconto se l’imposta dell’anno precedente è inferiore a 51,65€. Se è inferiore a 257,52€ si versa l’acconto in un’unica soluzione il 30 novembre.

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Disclaimer simulatore: i risultati sono indicativi e basati su aliquote 2026. Per il calcolo definitivo considera anche eventuali deduzioni specifiche, conguagli e variazioni normative. Per una consulenza personalizzata, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine.

Esempi pratici di calcolo: 4 casi reali

Vediamo ora 4 casi pratici con calcoli completi: psicologo startup, web designer al secondo anno, idraulico artigiano e architetto vicino al limite. Numeri reali, formule esposte passo passo.

Esempio 1 – Psicologo startup, compensi 25.000€

Profilo: Maria, 28 anni, psicologa appena iscritta all’albo, apre P.IVA forfettaria nel 2026 e fattura 25.000€ nel primo anno.

Compensi25.000 €
Coefficiente professionale78%
Reddito lordo (25.000 × 78%)19.500 €
Contributi ENPAP (10% + 2% integrativo)~ 2.450 €
Reddito imponibile (19.500 − 2.450)17.050 €
Aliquota startup5%
Imposta sostitutiva~ 853 €
Netto in tasca (compensi − tasse − contributi)~ 21.700 €

Maria pagherà 853€ di imposta più 2.450€ di contributi: una pressione fiscale totale del 13% circa, contro il 30%+ di un dipendente con stesso lordo.

Esempio 2 – Web designer al 2° anno, compensi 45.000€

Profilo: Luca, web designer freelance senza albo, ha aperto P.IVA nel 2025 e nel 2026 (secondo anno) fattura 45.000€. Niente altro lavoro: paga Gestione Separata piena.

Compensi45.000 €
Coefficiente professionale78%
Reddito lordo (45.000 × 78%)35.100 €
Contributi Gestione Separata 26,07% su 35.100~ 9.150 €
Reddito imponibile25.950 €
Aliquota startup (2° anno)5%
Imposta sostitutiva~ 1.297 €
Netto in tasca~ 34.553 €

Nota: se Luca avesse già finito il quinquennio startup, l’aliquota sarebbe 15% e l’imposta salirebbe a circa 3.892€, con netto in tasca di ~31.958€.

Esempio 3 – Idraulico artigiano, compensi 65.000€

Profilo: Marco, idraulico in regime forfettario dal 2018 (oltre il quinquennio startup). Iscritto INPS Artigiani con riduzione 35%.

Compensi65.000 €
Coefficiente costruzioni86%
Reddito lordo (65.000 × 86%)55.900 €
Contributi INPS Artigiani con −35%~ 8.500 €
Reddito imponibile47.400 €
Aliquota standard15%
Imposta sostitutiva~ 7.110 €
Netto in tasca~ 49.390 €

La riduzione 35% sui contributi fa risparmiare ogni anno circa 4.500€ rispetto al pieno regime, ma riduce anche la pensione futura.

Esempio 4 – Architetto vicino al limite, compensi 80.000€

Profilo: Sofia, architetto Inarcassa, P.IVA forfettaria dal 2019 (oltre quinquennio). Compensi 80.000€: vicina al limite degli 85.000€.

Compensi80.000 €
Coefficiente professionale78%
Reddito lordo (80.000 × 78%)62.400 €
Contributi Inarcassa (14,5% + 4%)~ 11.000 €
Reddito imponibile51.400 €
Aliquota standard15%
Imposta sostitutiva~ 7.710 €
Netto in tasca~ 61.290 €

Sofia è a 5.000€ dal limite: deve fare attenzione perché superare 85.000€ nel 2026 fa uscire dal forfettario nel 2027 con conseguente aumento delle aliquote.

Cosa non si può detrarre nel forfettario

Il regime forfettario è semplificato proprio perché elimina la maggior parte delle detrazioni e deduzioni. Ecco la lista di ciò che NON si può scaricare:

  • Spese di gestione attività: affitto studio, bollette, materiali, attrezzature, software, cancelleria. Tutto sostituito dal coefficiente forfettario
  • Detrazioni IRPEF: spese mediche, ristrutturazioni, ecobonus, spese scolastiche, mutuo prima casa, oneri detraibili
  • Detrazione 19% per familiari a carico: il forfettario non beneficia delle detrazioni per coniuge e figli a carico
  • Investimenti aziendali: niente ammortamenti, niente super/iper-ammortamento
  • Perdite: anche in caso di anno con perdite, non si possono compensare con anni futuri
  • Spese di rappresentanza, formazione, viaggi: tutte coperte dal coefficiente

Conseguenza pratica: se hai molte spese mediche detraibili (ad esempio 5.000€ per cure dentistiche), nel forfettario perdi i 950€ di detrazione 19% che avresti nel regime ordinario. Valuta sempre con il CAF se il forfettario è davvero la scelta migliore.

Cosa si detrae: solo i contributi previdenziali

L’unica voce deducibile nel forfettario sono i contributi previdenziali obbligatori effettivamente versati. Sono deducibili dal reddito imponibile, abbattendo la base su cui si calcola l’imposta.

Cosa si include nei contributi deducibili:

  • Contributi Gestione Separata INPS
  • Contributi INPS Artigiani e Commercianti (anche minimale fisso)
  • Contributi alle casse professionali (ENPAM, Cassa Forense, ENPAP, Inarcassa, ecc.)
  • Eventuali contributi versati per riscatti, ricongiunzioni
  • Contributi versati ad enti previdenziali esteri equivalenti

Regola del cassa: i contributi sono deducibili nell’anno in cui sono effettivamente versati, non nell’anno di competenza. Se versi a gennaio 2027 i contributi del 2026, li dedurrai nella dichiarazione 2027 (anno fiscale 2026).

F24 e codici tributo: come pagare

I versamenti dell’imposta sostitutiva si effettuano tramite modello F24, lo stesso strumento usato per IRPEF e contributi. I codici tributo specifici per il forfettario sono 4 numeri facili da ricordare:

Codice tributoDescrizionePeriodo
1790Imposta sostitutiva forfettario – 1° acconto30 giugno
1791Imposta sostitutiva forfettario – 2° acconto30 novembre
1792Imposta sostitutiva forfettario – Saldo30 giugno
1668Interessi rateazione (se rateizzato)Mensile

Esempio di F24 compilato (saldo + acconto)

Vediamo come si compila l’F24 per il saldo 2025 + primo acconto 2026 di un forfettario con imposta annua 3.000€ (saldo da pagare 1.800€ perché ha già versato 1.200€ di acconti):

SEZIONE ERARIO – Modello F24 ordinario

Codice tributoRateazioneAnnoImporto a debito
1792010120251.800,00
1790010120261.200,00
TOTALE3.000,00

Il campo “Rateazione” si compila come 0101 se non si rateizza, oppure come 0106, 0206, … 0606 se si sceglie la rateazione mensile (massimo 6 rate fino a novembre).

Rateizzazione del saldo

Il saldo e il primo acconto possono essere rateizzati fino a 6 rate mensili (da giugno a novembre). Si applicano interessi dello 0,33% mensili (4% annuo). Il secondo acconto del 30 novembre invece deve essere versato in unica soluzione.

Quando conviene rateizzare? Se hai liquidità limitata e l’imposta è elevata (3.000€ o più), la rateizzazione è quasi indolore: gli interessi su 6 rate sono circa 50€ ogni 1.000€. Ma se puoi pagare in un’unica soluzione, risparmi.

Ravvedimento operoso: hai pagato in ritardo?

Se non hai versato in tempo l’imposta sostitutiva, puoi usare il ravvedimento operoso: paghi tu stesso una sanzione ridotta evitando l’accertamento. Le percentuali della sanzione dipendono dai giorni di ritardo:

Tipo ravvedimentoTermineSanzione
SprintEntro 14 giorni0,1% per ogni giorno (max 1,4%)
BreveDa 15 a 30 giorni1,5%
IntermedioDa 31 a 90 giorni1,67%
LungoEntro 1 anno3,75%
BiennaleEntro 2 anni4,29%

Oltre alla sanzione ridotta, vanno calcolati anche gli interessi legali al tasso vigente (per il 2026: 2%). Il codice tributo per la sanzione è 8911, per gli interessi 1989.

Esempio: hai dimenticato di versare 1.000€ entro il 30 giugno 2026 e ti accorgi a settembre. Sono passati ~75 giorni: ravvedimento intermedio 1,67% = 16,70€ di sanzione. Più ~4€ di interessi. Totale ravvedimento: ~20€.

Domande frequenti sul calcolo tasse forfettario

Quanto si paga di tasse con un fatturato di 30.000 euro?

Dipende da coefficiente, cassa e anno di apertura. Esempio professionista 78% in startup con Gestione Separata: reddito lordo 23.400€ meno 6.100€ di contributi = 17.300€ imponibile. Imposta 5% = 865€. Con aliquota 15% sale a 2.595€.

Quando si paga la tassa del forfettario?

L’imposta sostitutiva si paga il 30 giugno (saldo dell’anno precedente + primo acconto 40%) e il 30 novembre (secondo acconto 60%). È possibile rateizzare il saldo e il primo acconto fino a 6 rate mensili.

Qual è il coefficiente per i web designer e consulenti senza albo?

Il coefficiente è 78%, lo stesso dei professionisti iscritti agli albi. La macro-categoria delle “attività professionali e tecniche” copre tutti i lavori intellettuali: web designer, copywriter, social media manager, consulenti, traduttori.

Come funziona l’aliquota 5% per le startup?

Si applica per 5 anni dall’apertura della partita IVA se non hai esercitato altra attività nei 3 anni precedenti, se la nuova attività non è prosecuzione di una precedente (anche da dipendente) e se non superi i compensi del cedente. Dal 6° anno passi automaticamente al 15%.

Devo versare i contributi anche se non fatturo nulla?

Dipende dalla cassa: Gestione Separata INPS no (versamento proporzionale al reddito), INPS Artigiani/Commercianti sì (minimale 4.200€/anno indipendentemente dai compensi), casse professionali hanno minimali variabili (ENPAP 780€, Inarcassa 2.555€, ecc.).

Posso detrarre le spese mediche o le ristrutturazioni casa?

No, il regime forfettario non consente detrazioni IRPEF: niente spese mediche, ristrutturazioni, ecobonus, mutuo prima casa, spese scolastiche o altri oneri detraibili. L’unica deduzione ammessa sono i contributi previdenziali obbligatori versati.

Cosa succede se sbaglio il calcolo dell’acconto?

Se versi meno del dovuto, scatta una sanzione del 30% (riducibile con ravvedimento operoso). Se versi di più, l’eccedenza diventa credito d’imposta e si compensa nelle dichiarazioni successive. È sempre meglio usare il metodo storico (100% imposta anno precedente) che il previsionale.

Il CAF Centro Fiscale può aiutarmi a calcolare le tasse del forfettario?

Sì, il CAF Centro Fiscale di Udine assiste i contribuenti forfettari nell’apertura della partita IVA, nella tenuta degli adempimenti annuali (dichiarazione redditi, F24), nella scelta della cassa previdenziale e nel calcolo personalizzato di tasse e contributi. Contattaci al 0432 1638640 per un preventivo gratuito.

Affidati al CAF Centro Fiscale di Udine

Il calcolo delle tasse del forfettario è semplice in teoria, ma nella pratica ogni situazione ha le sue particolarità: la scelta della cassa, la verifica dei requisiti startup, la richiesta della riduzione 35%, la compilazione dell’F24. Sbagliare costa: dalle sanzioni alla perdita del regime agevolato.

Prenota una consulenza al CAF Centro Fiscale

I nostri consulenti ti aiutano a calcolare con precisione tasse e contributi, ottimizzare il regime forfettario e non pagare un euro in più del dovuto.

CAF Centro Fiscale – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine

Chiama: 0432 1638640 WhatsApp: 366 6018121

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Luglio 22, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-22 08:00:002026-05-24 09:54:31Calcolo Tasse Forfettario 2026: Simulatore Online con Esempi Pratici

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