NOTIZIEVincite al Casinò e Fisco Italiano: Quando (e Come) si DichiaranoUna serata fortunata al tavolo verde e la domanda arriva puntuale: le vincite al casinò si dichiarano al fisco italiano? La risposta non è uguale per tutti, perché dipende da dove è stata ottenuta la vincita e da come la legge italiana tratta quella somma ai fini IRPEF.In sintesi: se giochi in una casa da gioco italiana autorizzata la vincita non concorre a formare il reddito e non devi indicare nulla in dichiarazione; se giochi in un casinò estero occorre distinguere tra Paesi UE e SEE e Paesi extra-UE, perché nel secondo caso la somma vinta diventa un reddito da dichiarare. Vediamo con parole semplici come funzionano le tasse sulle vincite al casinò.Indice dei contenutiCasinò italiani: le vincite non concorrono al redditoVincite in casinò esteri UE e SEE: la sentenza che ha cambiato le regoleVincite in casinò extra-UE: si dichiarano come redditi diversiGioco online: la differenza fra siti ADM e piattaforme non autorizzateQuadro RW: la vincita no, il conto estero forse sìCosa rischia chi non dichiara le vincite al casinòCasinò, lotterie e Superenalotto: regimi diversiDomande frequenti sulle vincite al casinò e le tasseCasinò italiani: le vincite non concorrono al redditoLe case da gioco autorizzate in Italia — pensiamo al Casinò di Venezia, a quello di Sanremo, a Campione d’Italia e a Saint-Vincent — sono soggette a un prelievo fiscale sui proventi del gioco a carico del gestore. Per il giocatore la legge prevede però una regola diversa e più semplice: in base all’articolo 69, comma 1-bis, del TUIR, le vincite ottenute in queste case da gioco autorizzate non concorrono a formare il reddito imponibile di chi vince. Non si tratta quindi di un’imposta trattenuta sulla vincita, ma di un’esclusione da reddito prevista direttamente dalla norma.La conseguenza pratica è molto rassicurante per il giocatore: la vincita ottenuta in una casa da gioco italiana autorizzata è esclusa per legge dal reddito imponibile. Per questo motivo le vincite al casinò ottenute in Italia non vanno indicate né nel Modello Redditi PF né nel 730. Non esiste un quadro in cui riportarle, semplicemente perché la norma le esclude a monte dal reddito complessivo del contribuente.Immagina che Marco vinca 8.000 euro alla roulette a Sanremo: quella somma è netta dal punto di vista fiscale, senza imposte aggiuntive né righi da compilare. Vincite in casinò esteri UE e SEE: la sentenza che ha cambiato le regoleFino a pochi anni fa il trattamento delle vincite conseguite all’estero era penalizzante: chi giocava fuori dai confini nazionali doveva dichiarare tutto in Italia, anche se aveva già subito un prelievo nel Paese in cui si trovava la casa da gioco. Il risultato era una doppia imposizione, cioè pagare due volte sullo stesso importo.La Corte di Giustizia dell’Unione Europea, con la sentenza del 22 ottobre 2014 nelle cause riunite C-344/13 e C-367/13 (nota come Blanco e Fabretti), ha stabilito che questo trattamento differenziato è contrario alla libera prestazione dei servizi. Da qui la modifica dell’articolo 69 del TUIR, il Testo Unico delle Imposte sui Redditi, che ha esteso l’esenzione anche alle vincite realizzate nelle case da gioco di Stati membri dell’Unione Europea e di Paesi aderenti allo Spazio Economico Europeo (SEE).La condizione è una sola: la casa da gioco deve essere autorizzata nello Stato UE o SEE in cui opera. In quel caso la vincita è esclusa dal reddito imponibile esattamente come quelle italiane, e non va riportata in dichiarazione, come se fosse stata ottenuta a Venezia. Vincite in casinò extra-UE: si dichiarano come redditi diversiIl discorso cambia radicalmente quando la vincita arriva da una casa da gioco situata in un Paese extra-UE ed extra-SEE — come Stati Uniti, Regno Unito, Svizzera o Paesi asiatici — oppure comunque non autorizzata in Italia, nell’Unione Europea o nello Spazio Economico Europeo. In questi casi le vincite al casinò vanno dichiarate al fisco italiano.Il riferimento normativo è l’articolo 67, comma 1, lettera d) del TUIR, che inserisce le vincite dei giochi di abilità e delle case da gioco tra i cosiddetti redditi diversi. Con questa espressione il legislatore indica una categoria residuale di entrate che non rientrano nel lavoro dipendente, nel lavoro autonomo o nell’impresa, ma che restano comunque tassabili.Attenzione ad alcuni aspetti che sorprendono molti giocatori:la vincita si dichiara per intero, al lordo di tutto;non si possono dedurre le perdite subite negli altri tavoli o nelle altre serate;non sono scomputabili i costi sostenuti, come viaggio, soggiorno o quota di ingresso;l’importo concorre al reddito complessivo ed è tassato con le aliquote IRPEF progressive ordinarie.Un esempio: Laura vince 20.000 euro in un casinò extra-UE e nella stessa vacanza ne perde 6.000. Dovrà dichiarare comunque 20.000 euro, perché il fisco guarda solo la vincita, tassata poi con l’IRPEF insieme agli altri redditi dell’anno. Conoscere in anticipo le scadenze fiscali aiuta a non arrivare impreparati. Gioco online: la differenza fra siti ADM e piattaforme non autorizzateIl gioco a distanza segue la stessa logica. Le piattaforme che operano con concessione ADM — l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, l’ente che ha assorbito la vecchia AAMS — versano il prelievo previsto dalla legge italiana: il prelievo grava sul concessionario e non sulla singola vincita, quindi il giocatore non deve dichiarare le somme incassate.Diverso il caso delle piattaforme non autorizzate da ADM, spesso ospitate su server esteri e prive di concessione italiana. Le vincite ottenute su questi siti seguono lo stesso regime visto per i casinò extra-UE: sono redditi diversi ai sensi dell’art. 67 del TUIR, si dichiarano integralmente e concorrono al reddito complessivo IRPEF, sempre senza possibilità di dedurre perdite o costi. Quadro RW: la vincita no, il conto estero forse sìUn chiarimento utile: il quadro RW, dedicato al monitoraggio fiscale, non serve a dichiarare la vincita in sé, ma la detenzione di attività finanziarie o patrimoniali all’estero. Se il denaro vinto resta su un conto corrente estero o su uno strumento finanziario fuori dall’Italia, può scattare un obbligo di monitoraggio distinto dalla tassazione della vincita: due binari separati. Cosa rischia chi non dichiara le vincite al casinòOmettere una vincita che andava dichiarata espone alle conseguenze dell’infedele dichiarazione: recupero dell’imposta, sanzioni e interessi. Non è un rischio teorico: lo scambio automatico di informazioni finanziarie tra Stati rende oggi molto visibili i flussi di denaro dall’estero.Il consiglio pratico è conservare la documentazione della vincita: ricevute della casa da gioco, estratti conto, attestazioni dell’eventuale prelievo subito all’estero. Sono gli elementi che permettono di dimostrare se la somma rientra tra quelle escluse dal reddito perché ottenute in una casa da gioco autorizzata oppure tra quelle da inserire nella dichiarazione dei redditi.Casinò, lotterie e Superenalotto: regimi diversiLe regole viste finora riguardano le vincite al casinò e non si applicano automaticamente a lotterie, Superenalotto, Gratta e vinci e concorsi a premi, che seguono un regime fiscale autonomo con prelievi gestiti da chi eroga il premio. Confondere i due mondi è uno degli errori più frequenti. Domande frequenti sulle vincite al casinò e le tasseDevo dichiarare una vincita ottenuta al Casinò di Venezia?No. Le vincite ottenute in case da gioco italiane autorizzate sono escluse dal reddito imponibile in base all’art. 69, comma 1-bis, del TUIR, quindi non vanno indicate nel 730 né nel Modello Redditi.Le vincite in un casinò di un altro Paese europeo sono tassate in Italia?Se il casinò è autorizzato in uno Stato UE o SEE, la vincita è esclusa dal reddito imponibile in Italia per effetto delle cause riunite C-344/13 e C-367/13 della Corte di Giustizia UE e dell’art. 69, comma 1-bis, del TUIR.Posso sottrarre le perdite dalle vincite da dichiarare?No. Quando la vincita rientra tra i redditi diversi dell’art. 67, comma 1, lettera d) del TUIR, si dichiara l’importo integrale, senza dedurre perdite di gioco né spese sostenute.Le vincite sui siti di gioco online sono sempre esenti?Solo se la piattaforma è autorizzata da ADM. Le vincite su siti privi di concessione italiana vanno dichiarate come redditi diversi e concorrono al reddito complessivo con le aliquote IRPEF ordinarie.La vincita va indicata nel quadro RW?La vincita in sé no. Il quadro RW riguarda il monitoraggio fiscale di conti correnti e attività finanziarie detenute all’estero: se il denaro vinto resta su un conto estero, l’obbligo può scattare, ma è un adempimento separato.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Settembre 18, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-18 13:00:002026-09-13 10:11:23Vincite al Casinò e Fisco Italiano: Quando (e Come) si Dichiarano