CAF, COLF E BADANTIColf e Badanti, Messaggio INPS per 6.000 Famiglie: Contributi da Pagare in Maniera SemplificataIl 2026 porta una novità importante per i datori di lavoro domestico: l’INPS ha inviato un messaggio rivolto a circa 6.000 famiglie per comunicare la possibilità di pagare i contributi colf e badanti in maniera semplificata, attraverso le nuove modalità digitali messe a disposizione dall’istituto previdenziale. Una buona notizia per chi ha assunto una colf, una badante o una baby sitter e si trova ogni trimestre a dover adempiere all’obbligo contributivo verso l’INPS.Se anche tu hai una collaboratrice domestica o una badante che ti assiste nella cura di un familiare anziano, questa guida fa al caso tuo. Ti spieghiamo quanto si pagano i contributi INPS 2026, quando scadono, come si versano e soprattutto come il nuovo sistema semplificato rende tutto più facile. Perché gestire i contributi di colf e badanti non deve essere uno stress: con il supporto giusto, diventa un adempimento rapido e sicuro.👬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiIl Messaggio INPS alle 6.000 Famiglie: Di Cosa Si TrattaCos’è il Lavoro Domestico e Chi Sono i Lavoratori InteressatiQuanto Si Pagano i Contributi Colf e Badanti nel 2026Le Tabelle INPS 2026: Importi Contributi per Fascia OrariaCome Pagare i Contributi Colf e Badanti: Modalità Semplificate 2026Scadenze Trimestrali 2026: Quando Versare i Contributi Colf e BadantiCosa Succede se Non Si Pagano i Contributi: Sanzioni e RavvedimentoI Contributi Colf e Badanti si Detraggono nel 730?Il Ruolo del CAF: Come ti Aiutiamo con i Contributi DomesticiDomande Frequenti sui Contributi Colf e Badanti INPS 2026Il Messaggio INPS alle 6.000 Famiglie: Di Cosa Si Tratta L’INPS ha recentemente avviato una campagna informativa rivolta a una platea specifica di datori di lavoro domestico: circa 6.000 famiglie italiane che, per ragioni diverse, non risultavano in regola con i versamenti contributivi o non avevano ancora adottato le nuove modalità digitali di pagamento. Il messaggio istituzionale ha lo scopo di guidare questi datori di lavoro verso un sistema di versamento più semplice, trasparente e accessibile.L’iniziativa rientra in un più ampio progetto dell’INPS di digitalizzazione dei servizi per il lavoro domestico. L’obiettivo è duplice: da un lato, ridurre il numero di famiglie con posizioni contributive irregolari; dall’altro, semplificare concretamente gli adempimenti per chi ha una colf, una badante o un’assistente familiare regolarmente assunta. Il messaggio ha carattere informativo e non sanzionatorio: l’INPS vuole aiutare le famiglie a mettersi in regola, non punirle.La novità principale comunicata dall’istituto riguarda la possibilità di utilizzare il canale pagoPA per il versamento dei contributi, eliminando la dipendenza dal bollettino MAV postale tradizionale. Questo significa che i datori di lavoro domestico possono ora pagare i contributi INPS colf e badanti direttamente dall’app IO, dal proprio home banking o presso qualsiasi sportello abilitato, senza recarsi fisicamente in posta.Cos’è il Lavoro Domestico e Chi Sono i Lavoratori Interessati Per comprendere bene l’importanza del messaggio INPS, è utile chiarire chi rientra nella categoria del lavoro domestico e quali sono gli obblighi del datore di lavoro. Il lavoro domestico comprende tutte quelle attività svolte in forma continuativa all’interno dell’ambito familiare privato. Non si tratta solo di pulizie: la definizione è molto più ampia.Rientrano nel lavoro domestico le seguenti figure professionali:Colf (collaboratrici familiari): si occupano delle pulizie domestiche, del riordino della casa, del bucato e delle faccende quotidiane.Badanti (assistenti familiari): assistono persone anziane, malate o non autosufficienti, sia durante il giorno che con servizio notturno.Baby sitter: si occupano della cura e sorveglianza dei bambini.Cuochi e autisti privati: svolgono mansioni specifiche all’interno del nucleo familiare.Governanti e maggiordomi: gestiscono la casa a 360 gradi per famiglie strutturate.In tutti questi casi, il datore di lavoro è la famiglia privata che assume il lavoratore. Questo è un aspetto fondamentale: la famiglia non è un’azienda, ma assume comunque tutti gli obblighi di un datore di lavoro, incluso il versamento dei contributi INPS. Ignorare questo obbligo espone a sanzioni e a problemi previdenziali per il lavoratore, che non maturà i contributi necessari per la pensione.Il contratto di riferimento è il CCNL Lavoratori Domestici, stipulato tra le organizzazioni datoriali (Assindatcolf, Fidaldo, Domina) e le sigle sindacali (Filcams-CGIL, Fisascat-CISL, UILTuCS-UIL). Questo contratto stabilisce le retribuzioni minime, gli orari di lavoro, il trattamento di ferie, malattia, TFR e — appunto — le modalità di versamento dei contributi INPS per colf e badanti. Per assistenza nella gestione contrattuale, il CAF Centro Fiscale a Udine offre supporto completo alle famiglie datori di lavoro.Quanto Si Pagano i Contributi Colf e Badanti nel 2026 I contributi INPS per colf e badanti si calcolano in modo diverso rispetto ai normali rapporti di lavoro dipendente. Non si applicano percentuali sul reddito lordo annuo, ma si versano importi fissi per ogni ora di lavoro effettivamente prestata, determinati in base a tre fasce orarie e alla retribuzione percepita dal lavoratore. Ogni anno l’INPS aggiorna queste cifre in base all’inflazione e agli accordi contrattuali.Per il 2026, il sistema contributivo si articola su tre fasce principali, in base all’orario settimanale concordato tra datore e lavoratore:Fascia A — orario inferiore a 24 ore settimanali: il contributo orario è differenziato a seconda che la retribuzione oraria sia superiore o inferiore a una soglia stabilita dall’INPS. Questa fascia è tipica delle collaboratrici domestiche part-time.Fascia B — orario pari o superiore a 24 ore settimanali: si applica una contribuzione specifica perché il lavoratore, pur non essendo necessariamente convivente, svolge un orario equivalente a quello di un lavoratore a tempo pieno.Badanti con convivenza: è prevista una fascia specifica che tiene conto della presenza continuativa e della natura particolare del rapporto, con importi agevolati rispetto alla fascia oraria corrispondente.Un elemento importante: i contributi INPS per i lavoratori domestici sono divisi tra datore di lavoro e lavoratore. La quota a carico del datore di lavoro è generalmente più alta (circa i due terzi del totale), mentre il lavoratore contribuisce con una quota minore. Tuttavia, è il datore di lavoro che versa l’intero importo all’INPS ogni trimestre, trattenendo poi la quota del lavoratore dalla retribuzione mensile.Le Tabelle INPS 2026: Importi Contributi per Fascia Oraria Ogni anno, con apposita circolare, l’INPS pubblica la tabella aggiornata degli importi contributivi per il lavoro domestico. Per il 2026 i valori sono stati rivalutati rispetto all’anno precedente per tenere conto della variazione degli indici ISTAT. I contributi si calcolano per ogni ora lavorata e si differenziano in base all’orario settimanale e alla retribuzione contrattuale.Tipo di rapportoRetribuzione orariaQuota datore/oraQuota lavoratore/oraTotale/oraOrario < 24h/sett. — retrib. bassafino a soglia INPSquota datore (circa 2/3)quota lavoratore (circa 1/3)importo aggiornato circ. INPS 2026Orario < 24h/sett. — retrib. altaoltre soglia INPSquota datore (circa 2/3)quota lavoratore (circa 1/3)importo aggiornato circ. INPS 2026Orario ≥ 24h/sett. (non convivente)contrattualequota datore (circa 2/3)quota lavoratore (circa 1/3)importo aggiornato circ. INPS 2026Badante conviventecontrattualequota datore (circa 2/3)quota lavoratore (circa 1/3)importo aggiornato circ. INPS 2026Come leggere la tabella: gli importi esatti per il 2026 sono pubblicati dall’INPS con circolare annuale all’inizio di ogni anno. La struttura è sempre la stessa: quota datore + quota lavoratore = totale per ora lavorata. Il sistema tiene conto della fascia oraria settimanale (sopra o sotto le 24 ore) e del livello retributivo orario. Per conoscere l’importo preciso da versare per la tua situazione specifica, il CAF Centro Fiscale a Udine calcola per te il contributo esatto sulla base dei dati ufficiali INPS 2026.Facciamo un esempio pratico. Supponiamo che la signora Anna abbia assunto una colf che lavora 20 ore settimanali (fascia sotto le 24 ore). In un trimestre di 13 settimane, le ore lavorate sono circa 260. Il contributo totale da versare dipenderà dalla fascia applicabile: la quota a carico della colf verrà trattenuta dalle buste paga mensili, mentre il netto a carico di Anna saremo circa i due terzi del totale. Il servizio del CAF Centro Fiscale calcola automaticamente questi importi, evitando errori nel versamento.Come Pagare i Contributi Colf e Badanti: Modalità Semplificate 2026 Proprio qui entra in gioco il messaggio INPS destinato alle 6.000 famiglie: il cambiamento più significativo riguarda le modalità di pagamento semplificate per i contributi del lavoro domestico. L’INPS ha progressivamente abbandonato il vecchio sistema basato esclusivamente sul bollettino MAV da pagare in posta, introducendo canali più moderni e accessibili per il versamento dei contributi colf e badanti INPS.Le modalità disponibili nel 2026 per pagare i contributi colf e badanti sono le seguenti:pagoPA (modalità principale semplificata): è il sistema di pagamento elettronico verso la Pubblica Amministrazione. Puoi usarlo tramite l’app IO, il tuo internet banking, le app delle principali banche o presso tabaccherie e ricevitorie abilitate. È il metodo che l’INPS sta promuovendo attivamente nel 2026 proprio con il messaggio alle 6.000 famiglie.Portale INPS — Libretto Famiglia: se utilizzi il Libretto Famiglia per gestire il rapporto di lavoro (per prestazioni occasionali), i versamenti vengono gestiti direttamente in modo integrato dalla piattaforma INPS.MAV bancario/postale: il tradizionale bollettino MAV rimane disponibile, anche se sempre meno diffuso. Può essere pagato in banca o in posta con il codice identificativo del bollettino.Modello F24: per alcune situazioni specifiche (ad esempio, versamento di arretrati o regolarizzazioni), è possibile usare il modello F24 con i codici tributo specifici per il lavoro domestico.La novità introdotta dall’INPS è che il sistema pagoPA permette ora di generare automaticamente l’avviso di pagamento trimestrale direttamente dall’area riservata MyINPS, eliminando la necessità di calcolare manualmente l’importo dovuto. Il sistema calcola le ore, applica le aliquote corrette e genera un avviso pronto per essere pagato in pochi click. È questa la semplificazione concreta di cui il messaggio alle 6.000 famiglie vuole informare i destinatari. Chi preferisce delegare completamente la gestione può affidarsi al CAF Centro Fiscale di Udine, che gestisce i versamenti per conto dei propri assistiti.Scadenze Trimestrali 2026: Quando Versare i Contributi Colf e Badanti I contributi INPS per colf e badanti si versano con cadenza trimestrale. Non esiste un versamento mensile come per i normali dipendenti: il datore di lavoro domestico deve versare tutti insieme gli importi maturati nel trimestre, entro una scadenza precisa. Questo sistema richiede un minimo di pianificazione per non farsi trovare impreparati.Le scadenze trimestrali per il versamento dei contributi domestici nel 2026 sono fisse e stabilite dall’INPS:TrimestrePeriodo di competenzaScadenza versamento 20261° TrimestreGennaio – Marzo 202610 aprile 20262° TrimestreAprile – Giugno 202610 luglio 20263° TrimestreLuglio – Settembre 202610 ottobre 20264° TrimestreOttobre – Dicembre 202610 gennaio 2027È importante notare che la scadenza del secondo trimestre 2026 cade il 10 luglio 2026: questo significa che chi ha una colf o una badante deve provvedere al versamento entro questa data per il periodo aprile-giugno. Non è una coincidenza che l’INPS abbia scelto questo momento per inviare il messaggio alle 6.000 famiglie: avvicinarsi alla scadenza trimestrale è il momento ideale per ricordare l’obbligo e guidare verso le modalità semplificate.Una raccomandazione pratica: segna queste date sul calendario con qualche giorno di anticipo. Se utilizzi il sistema pagoPA, l’avviso di pagamento viene generato dall’INPS solitamente una settimana prima della scadenza, dandoti tempo sufficiente per procedere senza fretta. Per chi preferisce il supporto di un esperto, il CAF Centro Fiscale a Udine offre assistenza completa nella gestione dei contributi domestici, sia in ufficio che online. Consulta anche il nostro calendario delle scadenze fiscali luglio 2026 per avere una panoramica completa degli adempimenti del mese.Cosa Succede se Non Si Pagano i Contributi: Sanzioni e RavvedimentoMolte famiglie si chiedono cosa rischia chi non versa i contributi INPS per la colf o la badante. La risposta è chiara: il mancato versamento è una violazione degli obblighi previdenziali e comporta conseguenze concrete per il datore di lavoro. È proprio per questo che il messaggio INPS alle 6.000 famiglie ha un tono informativo e non punitivo: l’obiettivo è prevenire irregolarità, non sanzionare a posteriori.Le conseguenze del mancato o tardivo versamento dei contributi domestici comprendono:Sanzioni civili INPS: in caso di omesso versamento, l’INPS applica sanzioni civili calcolate in base alla normativa vigente (art. 116 della Legge n. 388/2000). L’importo delle sanzioni aumenta con il passare del tempo, quindi è sempre conveniente regolarizzare al più presto.Interessi di mora: agli importi non versati si sommano gli interessi calcolati giorno per giorno dalla scadenza fino al versamento effettivo.Problemi previdenziali per il lavoratore: se il datore non paga, il lavoratore non matura contributi utili per la pensione. Questo può diventare fonte di contenzioso legale nei confronti del datore di lavoro.Ispezioni del lavoro: in caso di segnalazione o controllo ispettivo, il mancato versamento dei contributi espone il datore a sanzioni amministrative aggiuntive e, nei casi più gravi, a responsabilità penale per omissione previdenziale.La buona notizia è che esiste sempre la possibilità di regolarizzare la propria posizione anche dopo la scadenza. Se ti accorgi di non aver versato i contributi in tempo, puoi farlo successivamente pagando l’importo dovuto più le sanzioni maturate. Quanto prima procedi con la regolarizzazione, tanto minori saranno gli importi aggiuntivi. Il CAF Centro Fiscale può aiutarti a calcolare esattamente quanto devi versare per metterti in regola e a gestire tutta la procedura, sia che si tratti di un singolo trimestre sia di periodi più estesi.I Contributi Colf e Badanti si Detraggono nel 730?Questa è una delle domande più frequenti che riceviamo al CAF: i contributi che pago per la mia colf o badante li posso recuperare nel 730? La risposta è sì, ma con alcune precisazioni importanti che è bene conoscere prima della dichiarazione dei redditi.La normativa fiscale prevede la detrazione del 19% sulle spese sostenute per i contributi previdenziali versati per gli addetti ai servizi domestici e all’assistenza personale o familiare. In pratica, puoi portare in detrazione una parte delle somme versate all’INPS ogni trimestre. Questo meccanismo è disciplinato dall’art. 15 del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi) e viene dichiarato nel modello 730 2026.Le regole da conoscere per la detrazione dei contributi colf e badanti nel 730:Detrazione del 19% sulla quota a carico del datore di lavoro dei contributi previdenziali obbligatori versati all’INPS per il lavoro domestico.Limite massimo detraibile: la detrazione si calcola su un importo massimo di 1.549,37 euro annui (limite stabilito dall’art. 15 TUIR).Solo i contributi obbligatori: non si detraggono i contributi volontari o aggiuntivi, ma solo quelli obbligatori previsti dalla normativa previdenziale.Documentazione necessaria: è necessario conservare le ricevute di pagamento INPS (pagoPA, MAV o F24) per giustificare la detrazione in caso di controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate.Oltre alla detrazione sui contributi, vale la pena ricordare che anche le spese per badante che assiste una persona non autosufficiente possono essere parzialmente detratte: le detrazioni spese assistenza anziani nel 730 2026 permettono di recuperare il 19% su importi fino a 2.100 euro annui (per non autosufficienti con reddito complessivo non superiore a 40.000 euro). Un doppio beneficio fiscale che molte famiglie non sfruttano appieno per mancanza di informazioni: i contributi da un lato, le spese per la badante dall’altro.Il Ruolo del CAF: Come ti Aiutiamo con i Contributi DomesticiGestire i contributi di colf e badanti può sembrare un labirinto burocratico, soprattutto per chi non ha familiarità con le procedure INPS. Il CAF Centro Fiscale a Udine offre un servizio completo per tutte le famiglie che hanno assunto lavoratori domestici, seguendole in ogni fase del rapporto di lavoro.I servizi che il nostro CAF offre per la gestione di colf e badanti comprendono:Calcolo trimestrale dei contributi: elaboriamo l’importo esatto da versare ogni trimestre in base alle ore lavorate e alla retribuzione, tenendo conto degli aggiornamenti INPS 2026.Assistenza nel pagamento semplificato: ti guidiamo nell’utilizzo del sistema pagoPA e nelle altre modalità di versamento, anche se non sei pratico di strumenti digitali.Buste paga mensili: elaboriamo il cedolino mensile per la tua colf o badante, garantendo la correttezza di tutti gli elementi (retribuzione, trattenute, TFR maturato).Iscrizione INPS: se hai appena assunto e non hai ancora provveduto alla comunicazione, gestiamo noi tutta la procedura di apertura della posizione domestica INPS.Detrazioni fiscali nel 730: in sede di dichiarazione dei redditi, ti aiutiamo a recuperare le detrazioni sui contributi versati e sulle spese di assistenza per non autosufficienti.Regolarizzazione posizioni irregolari: se hai ricevuto il messaggio INPS e non sei in regola con i versamenti, ti assistiamo nel calcolo degli arretrati e nella regolarizzazione della posizione.Il servizio è disponibile sia in ufficio a Udine che online, per garantire assistenza a tutte le famiglie, anche quelle che non possono recarsi di persona. Grazie al servizio online del CAF Centro Fiscale, puoi inviare i documenti comodamente da casa e ricevere assistenza professionale senza spostamenti. Per maggiori informazioni sui costi e sulle modalità di assistenza, ti invitiamo a richiedere un preventivo personalizzato.Hai bisogno di assistenza per i contributi della tua colf o badante? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121. I nostri operatori si occupano di tutto, dalla prima assunzione alla gestione contributiva ordinaria.👬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Domande Frequenti sui Contributi Colf e Badanti INPS 2026Hai bisogno di assistenza per la gestione dei contributi colf e badanti INPS? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online, per calcolare gli importi, gestire i versamenti e aiutarti a sfruttare tutte le detrazioni fiscali disponibili nel 730 2026. Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121. I nostri operatori si occupano di tutto: dalla prima assunzione alla gestione ordinaria dei contributi colf e badanti.Luglio 3, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/colf-e-badanti-2.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-03 02:04:252026-07-03 07:53:45Colf e Badanti, Messaggio INPS per 6.000 Famiglie: Contributi da Pagare in Maniera Semplificata
COLF E BADANTISpesa Badante nel 730/2026: Importo Deducibile, Detraibile e Guida CompletaLa spesa per la badante rappresenta una delle voci di costo più rilevanti per le famiglie italiane che assistono un familiare anziano o non autosufficiente. Fortunatamente, il sistema fiscale italiano consente di recuperare una parte significativa di queste spese attraverso il modello 730/2026 (relativo ai redditi 2025), prevedendo due distinti benefici fiscali: la deduzione dei contributi previdenziali fino a 1.549,37 euro e la detrazione del 19% sulle spese di assistenza per soggetti non autosufficienti fino a un massimo di 2.100 euro.In questa guida completa, aggiornata con le novità della Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) e le indicazioni dell’Agenzia delle Entrate, ti spieghiamo nel dettaglio come funzionano questi due benefici, quali sono i requisiti, quali documenti conservare, come compilare correttamente il quadro E del modello 730 e quanto puoi realmente risparmiare. Troverai esempi pratici, tabelle riassuntive e i riferimenti normativi ufficiali.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Spesa badante nel 730/2026: due benefici fiscali distintiPrima di entrare nei dettagli, è fondamentale comprendere che la normativa fiscale italiana distingue chiaramente due tipologie di agevolazioni per chi sostiene spese legate all’assistenza domiciliare. Si tratta di due benefici cumulabili tra loro che agiscono su voci di spesa differenti: i contributi previdenziali da un lato e la retribuzione netta dall’altro.1. Deduzione contributi previdenziali (art. 10, comma 2, TUIR)I contributi previdenziali e assistenziali obbligatori versati all’INPS per i lavoratori domestici (colf, badanti, baby-sitter) sono deducibili dal reddito complessivo fino a un importo massimo di 1.549,37 euro annui. Questa agevolazione è disciplinata dall’articolo 10, comma 2, del TUIR (D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917) e si applica a tutti i contribuenti, indipendentemente dallo stato di salute del soggetto assistito.2. Detrazione spese assistenza non autosufficienti (art. 15, comma 1, lett. i-septies, TUIR)Le spese sostenute per gli addetti all’assistenza personale di soggetti non autosufficienti nel compimento degli atti della vita quotidiana danno diritto a una detrazione IRPEF del 19% calcolata su un importo massimo di 2.100 euro, per un risparmio effettivo fino a 399 euro. Questa agevolazione, prevista dall’articolo 15, comma 1, lettera i-septies, del TUIR, è riservata a chi assiste persone con limitazioni delle capacità motorie o cognitive. Deduzione contributi badante: importo, requisiti e modalitàLa deduzione dei contributi previdenziali versati per la badante è una delle agevolazioni fiscali più importanti e meno conosciute dai contribuenti italiani. A differenza della detrazione (che riduce l’imposta), la deduzione abbassa il reddito imponibile, con un beneficio proporzionale all’aliquota marginale IRPEF del contribuente.Importo massimo deducibile: 1.549,37 euroL’importo massimo deducibile è pari a 1.549,37 euro all’anno (corrispondente alla vecchia conversione di 3 milioni di lire). Questo limite si riferisce ai contributi effettivamente versati nell’anno d’imposta 2025 (per il 730/2026), inclusa la quota a carico del lavoratore trattenuta in busta paga e successivamente versata all’INPS dal datore di lavoro.Cosa è deducibile e cosa noSono deducibili: contributi previdenziali INPS (quota datore di lavoro + quota lavoratore), contributi assistenziali obbligatori, contributi versati alla Cassa Colf (se previsti dal CCNL Lavoro Domestico)NON sono deducibili: la retribuzione netta della badante, la tredicesima mensilità, il TFR (Trattamento di Fine Rapporto), le spese di vitto e alloggioChi può beneficiare della deduzioneLa deduzione spetta al datore di lavoro domestico, ovvero alla persona che ha sottoscritto il contratto di assunzione con la badante e che effettua i versamenti contributivi all’INPS. Non è necessario che il soggetto assistito coincida con il datore di lavoro: ad esempio, un figlio può assumere una badante per il proprio genitore anziano e detrarre i contributi versati.Importante: la deduzione spetta una sola volta per ciascun contribuente, anche in presenza di più rapporti di lavoro domestico, e il limite di 1.549,37 euro è complessivo (non si moltiplica per il numero di lavoratori assunti).Esempio pratico: calcolo della deduzioneMaria assume una badante a tempo pieno (54 ore settimanali) per assistere la madre anziana. Nel 2025 versa contributi INPS per un totale di 2.300 euro. Nel 730/2026 può dedurre solo 1.549,37 euro (importo massimo). Con un’aliquota marginale del 35%, il risparmio fiscale è di circa 542 euro. Detrazione 19% per badante di persone non autosufficientiLa detrazione del 19% sulle spese sostenute per la badante è il secondo importante beneficio fiscale previsto dal nostro ordinamento e si aggiunge alla deduzione dei contributi previdenziali. A differenza della deduzione, questa agevolazione è subordinata a un requisito fondamentale: il soggetto assistito deve essere non autosufficiente nel compimento degli atti della vita quotidiana.Importo massimo detraibile: 2.100 euroLa detrazione si calcola sul 19% di un importo massimo di 2.100 euro di spese sostenute nell’anno d’imposta. Il risparmio fiscale massimo è quindi pari a 399 euro (2.100 × 19%). È fondamentale comprendere che il tetto di 2.100 euro si riferisce alle spese complessive, non alla detrazione: chi sostiene spese superiori non beneficia di alcun ulteriore vantaggio.Limite di reddito: 40.000 euroLa detrazione è riconosciuta solo se il reddito complessivo del contribuente non supera 40.000 euro. Superata questa soglia, il beneficio fiscale è completamente perduto. Nel computo del reddito complessivo va incluso anche il reddito derivante dalla cedolare secca sugli affitti, mentre non si considera il reddito dell’abitazione principale e relative pertinenze.Cosa significa “non autosufficiente”Secondo la Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 2/E del 3 gennaio 2005 e la Circolare 7/E del 25 giugno 2021, una persona si considera non autosufficiente quando non è in grado di svolgere autonomamente almeno una delle seguenti attività:Assunzione di alimentiEspletamento delle funzioni fisiologiche o dell’igiene personaleDeambulazioneIndossare gli indumentiÈ inoltre considerata non autosufficiente la persona che necessita di sorveglianza continuativa. Lo stato di non autosufficienza deve risultare da certificazione medica, mentre non rileva l’età anagrafica: anche un giovane disabile può rientrare nella casistica.Importante: non sono ricomprese nella detrazione le spese per i servizi forniti a persone non autosufficienti per cause derivanti esclusivamente dall’età anagrafica (es. semplice anzianità senza patologie invalidanti). Tabella riepilogativa: deduzione vs detrazione badantePer chiarire le differenze tra i due benefici fiscali, ecco una tabella riassuntiva con i principali parametri da considerare nel 730/2026:CaratteristicaDeduzione contributiDetrazione 19%Norma di riferimentoArt. 10 c. 2 TUIRArt. 15 c. 1 lett. i-septies TUIRImporto massimo1.549,37 euro2.100 euro (19% = 399 euro)Tipo di beneficioRiduce il reddito imponibileRiduce l’IRPEF lordaSpese ammesseSolo contributi INPSRetribuzione netta badanteRequisito non autosufficienzaNOSI (con certificato medico)Limite di redditoNessuno40.000 euroRigo 730/2026E23 (oneri deducibili)E8/E10 cod. 15 (oneri detraibili)Tracciabilità pagamentiObbligatoria (dal 2020)Obbligatoria (dal 2020)CumulabilitàSI, con detrazione 19%SI, con deduzione contributi Documenti da conservare per il 730/2026Per beneficiare correttamente di deduzione e detrazione, è essenziale conservare con cura tutta la documentazione probatoria. L’Agenzia delle Entrate può richiedere questi documenti anche a distanza di anni: la regola è conservare tutto fino al 31 dicembre del quinto anno successivo alla presentazione della dichiarazione (per il 730/2026 quindi fino al 31 dicembre 2031).Documenti per la deduzione contributi (1.549,37 euro)Bollettini MAV/PagoPA INPS dei contributi versati nei quattro trimestri (10 aprile, 10 luglio, 10 ottobre 2025 e 10 gennaio 2026)Comunicazione di assunzione del lavoratore domestico all’INPSEstratto conto INPS scaricabile dal Cassetto Previdenziale del LavoratoreBuste paga con evidenza della quota contributiva a carico del lavoratoreRicevute di pagamento tracciabile (bonifico, F24, addebito SEPA)Documenti per la detrazione 19% (non autosufficienti)Ricevute di pagamento firmate dalla badante (devono indicare: dati anagrafici e codice fiscale del lavoratore e del datore di lavoro, importo, data, causale)Certificato medico attestante lo stato di non autosufficienza del soggetto assistito (rilasciato da medico SSN o medico specialista)Documenti tracciabilità pagamenti: bonifico bancario, assegno, bancomat, carta di credito, app di pagamento (Satispay, PostePay, ecc.)Contratto di lavoro con specifica delle mansioni assistenzialiCodice fiscale del soggetto non autosufficiente (se diverso dal contribuente)Attenzione: dal 1° gennaio 2020, ai sensi dell’articolo 1, comma 679, della Legge 160/2019 (Legge di Bilancio 2020), la detrazione del 19% è subordinata all’effettuazione del pagamento con strumenti tracciabili. I pagamenti in contanti non danno diritto alla detrazione. Questa regola NON si applica invece ai contributi INPS (che sono già pagati tramite F24/MAV). Come compilare il quadro E del 730/2026La compilazione del modello 730/2026 per le spese badante interessa due righi distinti del Quadro E (Oneri e Spese). Vediamo nel dettaglio dove inserire ciascun importo, seguendo le istruzioni ufficiali dell’Agenzia delle Entrate.Rigo E23 – Contributi per addetti ai servizi domestici e familiariNel rigo E23 della Sezione II del Quadro E (“Spese e oneri per i quali spetta la deduzione dal reddito complessivo”) va indicato l’importo dei contributi previdenziali e assistenziali obbligatori versati per gli addetti ai servizi domestici e familiari, fino al limite massimo di 1.549,37 euro.Il software del 730 calcola automaticamente l’eventuale eccedenza non deducibile. Se hai versato più di 1.549,37 euro, indica comunque l’importo intero: il sistema applicherà automaticamente il tetto.Righi E8-E10 – Spese addetti assistenza personale (codice 15)Nei righi E8, E9 o E10 della Sezione I del Quadro E (“Spese per le quali spetta la detrazione d’imposta del 19%”) vanno indicate le spese sostenute per gli addetti all’assistenza personale dei soggetti non autosufficienti, utilizzando il codice 15.L’importo da inserire è quello effettivamente sostenuto, fino al massimo di 2.100 euro. Il software del 730 calcolerà automaticamente la detrazione del 19% e verificherà il rispetto del limite di reddito complessivo (40.000 euro).Casi particolari: più contribuenti che condividono la spesaQuando più familiari condividono la spesa per la badante di un genitore non autosufficiente, il limite di 2.100 euro deve essere ripartito tra tutti i soggetti che hanno sostenuto la spesa. Ad esempio, se due fratelli pagano insieme la badante della madre, ciascuno potrà detrarre il 19% su un importo massimo di 1.050 euro (la metà del tetto).Per la deduzione dei contributi, invece, il limite di 1.549,37 euro è personale del datore di lavoro: spetta esclusivamente al soggetto che ha sottoscritto il contratto di assunzione e che effettua i versamenti all’INPS.Esempi pratici di calcolo del risparmio fiscalePer comprendere meglio l’impatto reale di deduzione e detrazione, vediamo tre casi pratici con calcoli dettagliati del risparmio fiscale ottenibile nel 730/2026.Caso 1: Famiglia con genitore non autosufficienteScenario: Luigi (50 anni, reddito 35.000 euro) assume una badante convivente per il padre di 82 anni affetto da Alzheimer (non autosufficiente certificato). Nel 2025 versa:Contributi INPS: 1.800 euro totaliRetribuzione netta badante: 15.000 euro annuiCalcolo benefici fiscali nel 730/2026:Deduzione contributi (E23): 1.549,37 euro × aliquota marginale 35% = risparmio di circa 542 euroDetrazione 19% (E8-E10 cod. 15): 2.100 euro × 19% = 399 euro di risparmioRisparmio fiscale totale: circa 941 euroCaso 2: Anziana autosufficiente con badanteScenario: Anna (72 anni, pensionata con reddito 22.000 euro) assume una colf che fa anche da accompagnatrice. Anna è ancora autosufficiente e non ha certificato medico. Nel 2025 versa:Contributi INPS: 950 euroRetribuzione netta: 8.500 euroCalcolo benefici fiscali nel 730/2026:Deduzione contributi (E23): 950 euro × aliquota marginale 25% = risparmio di circa 237 euroDetrazione 19%: NON spettante (manca requisito non autosufficienza)Risparmio fiscale totale: circa 237 euroCaso 3: Due figli che assistono la madre non autosufficienteScenario: Marco e Sara (entrambi con redditi inferiori a 40.000 euro) sostengono insieme le spese per la badante della madre allettata. Marco è il datore di lavoro formale e versa i contributi.Contributi INPS versati da Marco: 1.700 euroRetribuzione netta condivisa: 12.000 euro (6.000 ciascuno)Calcolo benefici nel 730/2026:Marco – Deduzione contributi: 1.549,37 euro (limite massimo)Marco – Detrazione 19%: su 1.050 euro (metà del tetto) = 199,50 euroSara – Detrazione 19%: su 1.050 euro (metà del tetto) = 199,50 euro Novità 2026: cosa cambia per le spese badanteLa Legge di Bilancio 2025 (L. 30 dicembre 2024, n. 207) ha introdotto alcune modifiche al sistema delle detrazioni IRPEF che incidono indirettamente anche sulle spese per la badante. È importante conoscerle per pianificare correttamente la dichiarazione 730/2026.Riordino detrazioni per redditi sopra 75.000 euroDal 2025 è entrato in vigore un nuovo meccanismo di contenimento delle detrazioni per i contribuenti con reddito complessivo superiore a 75.000 euro. Le detrazioni totali sono parametrate al numero di figli a carico e al reddito. Tuttavia, per la detrazione badante non autosufficiente il problema non si pone, perché il limite di reddito di 40.000 euro è ben al di sotto della soglia dei 75.000 euro.Stop bollettini cartacei INPS dal 2026Dal 1° gennaio 2026, l’INPS ha abolito i bollettini MAV cartacei per il versamento dei contributi dei lavoratori domestici. I pagamenti si effettuano esclusivamente tramite PagoPA, app IO o bonifico bancario sul Cassetto Previdenziale online. Questa novità rafforza la tracciabilità dei versamenti e semplifica la documentazione ai fini fiscali.Nuove tabelle contributive INPS 2026L’INPS ha aggiornato con la Circolare n. 25 del 2026 le tabelle dei contributi orari per i lavoratori domestici, con incrementi medi del 2,3% rispetto al 2025. Per chi assume nel 2026, è quindi probabile superare il limite di 1.549,37 euro deducibile più facilmente rispetto agli anni precedenti. Errori comuni da evitare nella dichiarazioneL’esperienza maturata presso il CAF Centro Fiscale ci ha mostrato che molti contribuenti commettono errori ricorrenti nella compilazione del 730 per le spese badante. Ecco i principali errori da evitare, che possono comportare richieste di documenti integrativi, sanzioni o perdita del beneficio fiscale.1. Confondere deduzione e detrazioneL’errore più comune è inserire la retribuzione netta della badante nel rigo E23 (oneri deducibili) o, viceversa, indicare i contributi INPS tra le spese detraibili al 19%. Ricorda: i contributi vanno solo in E23, lo stipendio netto solo in E8-E10 con codice 15 (e solo se il soggetto è non autosufficiente).2. Detrarre senza certificato medicoLa detrazione del 19% richiede tassativamente un certificato medico attestante lo stato di non autosufficienza. Non basta una generica certificazione di invalidità: deve essere specifico sulle attività della vita quotidiana che il soggetto non riesce a svolgere. Il certificato può essere rilasciato dal medico di base, da un medico specialista SSN o da una commissione medica.3. Pagare in contantiDal 2020, i pagamenti in contanti alla badante non danno diritto alla detrazione 19%. Utilizza sempre strumenti tracciabili: bonifico bancario, assegno non trasferibile, carta di credito/bancomat o app di pagamento. Conserva sempre le ricevute firmate dalla badante.4. Dimenticare la quota a carico del lavoratoreNei contributi deducibili rientra anche la quota INPS a carico del lavoratore (circa il 30% del totale), trattenuta in busta paga e versata all’INPS dal datore di lavoro. Molti contribuenti dimenticano questa quota, riducendo il beneficio fiscale.5. Superare il limite di reddito senza accorgerseneSe il tuo reddito complessivo supera 40.000 euro, perdi completamente il diritto alla detrazione 19%. Attenzione perché nel calcolo entrano anche redditi diversi (cedolare secca, redditi fondiari, ecc.). La deduzione contributi, invece, è sempre spettante a prescindere dal reddito. Altre agevolazioni cumulabili con la spesa badanteOltre a deduzione e detrazione sopra descritte, le famiglie che assumono una badante possono accedere ad altre agevolazioni previste a livello statale, regionale e locale. Ecco le principali da conoscere.Bonus Anziani 850 euro (Prestazione Universale)Dal 1° gennaio 2025 è attiva la Prestazione Universale, una nuova misura sperimentale (D.Lgs. 29/2024) destinata agli over 80 non autosufficienti con ISEE sociosanitario fino a 6.000 euro e indennità di accompagnamento. Si tratta di un contributo di 850 euro mensili finalizzato a remunerare i lavoratori domestici impiegati nell’assistenza, da utilizzare in aggiunta alla pensione di accompagnamento.Indennità di accompagnamento INPSL’indennità di accompagnamento INPS è una prestazione esente da IRPEF erogata mensilmente alle persone con invalidità civile al 100% e impossibilità di deambulare autonomamente o necessità di assistenza continua. Per il 2026 l’importo è di 542,02 euro mensili erogati per 12 mensilità. È compatibile sia con il lavoro che con altri redditi.Contributi regionali e comunaliMolte Regioni (tra cui il Friuli Venezia Giulia) prevedono contributi specifici per le famiglie che assumono una badante regolare. In FVG è attivo il FAP (Fondo per l’Autonomia Possibile) e il contributo regionale per la badante, gestito tramite i Servizi Sociali del Comune di residenza. Anche numerosi Comuni erogano voucher o bonus dedicati, soprattutto per anziani con ISEE basso.Detrazioni per persone con disabilitàSe la persona assistita ha una disabilità riconosciuta (Legge 104/1992), si possono cumulare anche le detrazioni per familiari a carico, le spese mediche specialistiche (anch’esse al 19%), gli ausili tecnici e i mezzi di trasporto (con IVA agevolata al 4%). Scadenze 730/2026 per le spese badantePer non perdere il diritto a deduzione e detrazione, è fondamentale rispettare le scadenze fiscali previste per il modello 730/2026 (riferito ai redditi 2025).ScadenzaAdempimento30 aprile 2026Disponibilità 730 precompilato sul portale Agenzia Entrate15 maggio 2026Possibilità di accettare/modificare/inviare il 730 precompilato30 settembre 2026Termine ordinario invio 730/2026 tramite CAF o intermediari abilitati25 ottobre 2026Termine ultimo per 730 integrativo31 dicembre 2031Conservazione documenti spese badante (5 anni dopo presentazione)Affidandoti al CAF Centro Fiscale di Udine, oltre alla compilazione corretta del 730, ricevi assistenza completa per individuare tutte le agevolazioni cumulabili e raccogliere correttamente la documentazione necessaria. Il CAF effettua anche il visto di conformità, che protegge il contribuente in caso di controlli successivi.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la gestione contratto colf e badanti: assunzione, busta paga, contributi INPS, ferie e TFR. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande frequenti (FAQ)Posso dedurre i contributi della badante anche se non sono il soggetto assistito?Sì. La deduzione spetta al datore di lavoro domestico, ovvero a chi ha sottoscritto il contratto e versa i contributi all’INPS. Non è necessario che coincida con il soggetto assistito. Ad esempio, un figlio può assumere la badante per il padre e dedurre i contributi nel proprio 730.La detrazione 19% spetta anche se il soggetto non autosufficiente non è un familiare?Sì. La detrazione del 19% per spese di assistenza non autosufficienti spetta a chi sostiene la spesa, indipendentemente dal rapporto di parentela con il soggetto assistito. Anche un vicino di casa o un amico che paga la badante per un anziano solo può detrarre.Cosa succede se supero i 40.000 euro di reddito?Se il reddito complessivo supera 40.000 euro, perdi completamente il diritto alla detrazione 19% sulle spese badante. Mantieni invece la deduzione dei contributi (1.549,37 euro), che non ha limiti di reddito.Il bonus 850 euro per anziani è cumulabile con detrazione e deduzione?Sì. La Prestazione Universale 850 euro non è considerata reddito ai fini IRPEF e non incide sulle agevolazioni fiscali per le spese badante. È cumulabile sia con la deduzione contributi sia con la detrazione 19%, purché vengano rispettati tutti i requisiti previsti.Posso detrarre le spese badante se pago in contanti?No, dal 1° gennaio 2020 la detrazione del 19% è subordinata al pagamento tracciabile (bonifico, bancomat, carta, app). I pagamenti in contanti non danno diritto alla detrazione. Per i contributi INPS il discorso è diverso: vengono pagati tramite F24/PagoPA, quindi sono sempre tracciati.La detrazione 19% spetta anche se la badante è in nero?Assolutamente no. Il lavoro in nero è illegale e non dà diritto ad alcuna agevolazione fiscale. La detrazione richiede ricevute firmate, contratto regolare e tracciabilità dei pagamenti. Inoltre, l’assunzione regolare tutela anche il datore di lavoro da rischi legali e infortunistici.Posso recuperare le spese badante se presento il modello Redditi PF anziché il 730?Sì. Le stesse agevolazioni sono previste anche nel modello Redditi Persone Fisiche, con righi diversi (rispettivamente RP21 per i contributi deducibili e RP8-RP14 con codice 15 per la detrazione). I limiti e i requisiti sono identici.Affidati al CAF Centro Fiscale di UdineCalcolare correttamente le spese badante deducibili e detraibili nel 730/2026 richiede attenzione: confondere i due benefici, dimenticare la documentazione o errare nei calcoli può costare centinaia di euro. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti offre:Compilazione completa del 730/2026 con calcolo ottimizzato di tutte le agevolazioni spettantiVerifica documentazione e segnalazione di eventuali carenze prima dell’invioGestione completa del lavoro domestico: contratti, buste paga, contributi INPS, TFRConsulenza personalizzata su agevolazioni regionali (FAP, contributo badante FVG) e nazionali (Prestazione Universale 850 euro)Visto di conformità per la protezione in caso di controlliAssistenza post-invio per eventuali comunicazioni dell’Agenzia delle EntrateContattaci per fissare un appuntamento presso la nostra sede di Udine: i nostri consulenti specializzati in lavoro domestico ti seguiranno passo dopo passo per ottenere il massimo beneficio fiscale possibile.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Fonti normative ufficiali consultate:D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR) – art. 10 c. 2 e art. 15 c. 1 lett. i-septiesLegge 27 dicembre 2019, n. 160 (Legge di Bilancio 2020) – art. 1 c. 679Legge 30 dicembre 2024, n. 207 (Legge di Bilancio 2025)D.Lgs. 15 marzo 2024, n. 29 (Prestazione Universale anziani)Circolare Agenzia Entrate n. 2/E del 3 gennaio 2005Circolare Agenzia Entrate n. 7/E del 25 giugno 2021Istruzioni Modello 730/2026 (Agenzia delle Entrate)CCNL Lavoro Domestico in vigore dal 1° ottobre 2020Circolare INPS n. 25 del 2026 (tabelle contributive lavoratori domestici)Maggio 19, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-19 07:28:382026-05-31 17:03:51Spesa Badante nel 730/2026: Importo Deducibile, Detraibile e Guida Completa