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Tag Archivio per: attestato di rischio

NOTIZIE

Bonus malus auto: conta la colpa o l’importo del danno causato?

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Quando capita un sinistro stradale, la prima domanda che molti automobilisti si pongono riguarda le conseguenze sulla propria assicurazione. Nel meccanismo del bonus malus colpa danno è uno dei dubbi più diffusi: la classe di merito peggiora in base a quanto ha pagato la compagnia per risarcire il danno, oppure dipende soltanto dal grado di responsabilità accertato nel sinistro? La risposta, spesso fraintesa, è importante perché incide direttamente sul premio che si pagherà negli anni successivi.

In questo articolo vediamo come funziona davvero il sistema bonus malus, il ruolo dell’attestato di rischio e perché, nella maggior parte dei casi, non è l’importo del risarcimento a determinare lo scatto di classe, ma l’esito della responsabilità.

Indice dei contenuti

  1. Come funziona il bonus malus in Italia
  2. Bonus malus: conta la colpa o l’importo del danno?
  3. Responsabilità paritaria e concorso di colpa: cosa cambia
  4. Attestato di rischio e classe di merito interna della compagnia
  5. Domande frequenti sul bonus malus

Come funziona il bonus malus in Italia

Il sistema bonus malus è il meccanismo con cui le compagnie assicurative italiane premiano gli automobilisti che non causano sinistri e penalizzano chi invece ne è responsabile. Ogni assicurato viene collocato in una classe di merito: più la classe è bassa, minore è il premio; più è alta, maggiore è il costo della polizza RC auto.

Il documento ufficiale che raccoglie la storia assicurativa di un veicolo è l’attestato di rischio, oggi denominato attestazione di sinistralità pregressa e disponibile in formato elettronico. Vi è riportata una tabella con i sinistri pagati nei dieci anni anteriori alla scadenza del contratto, con distinta indicazione dei sinistri con responsabilità principale e di quelli con responsabilità paritaria (per questi ultimi con la relativa percentuale di responsabilità), oltre alle classi di merito di provenienza e di assegnazione. Ai fini dell’evoluzione della classe di merito, però, si considerano soltanto gli ultimi cinque anni completi della tabella. Grazie alla cosiddetta classe universale (classe di CU), questo dato viene riconosciuto da tutte le compagnie, anche cambiando assicuratore.

Chi vuole comprendere meglio il funzionamento generale delle coperture obbligatorie può leggere il nostro approfondimento su RC auto 2026: scadenze, sconti e franchigie, utile anche per capire come le classi di merito incidono sul costo della polizza.

Bonus malus: conta la colpa o l’importo del danno?

Qui arriviamo al punto centrale del dubbio sul bonus malus colpa danno. Molti automobilisti immaginano che un incidente con un risarcimento elevato comporti automaticamente un malus più pesante rispetto a un sinistro di lieve entità. Non è così: il meccanismo del malus si basa sulla responsabilità principale accertata nel sinistro, non sull’ammontare del danno liquidato dalla compagnia.

In altre parole, ciò che fa scattare il peggioramento della classe di merito è l’esito della valutazione di responsabilità, cioè chi ha causato il sinistro e in quale misura. Un tamponamento con un risarcimento contenuto, se la responsabilità è accertata come principale, produce comunque lo scatto di malus. Al contrario, un danno economicamente rilevante non aggrava ulteriormente la classe di merito solo perché il risarcimento è stato più alto.

  • Il malus scatta quando viene accertata una responsabilità principale nel sinistro, non in base all’importo pagato dalla compagnia.
  • Si ha responsabilità principale quando al veicolo è attribuito un grado di responsabilità superiore a quello degli altri veicoli coinvolti (nei sinistri fra due veicoli, quindi, oltre il 50%): la quota di responsabilità non principale accertata a carico dell’altro veicolo non viene annotata nell’attestato e non comporta malus.
  • L’entità economica del danno resta invece rilevante per altri aspetti del contratto, come eventuali franchigie o clausole specifiche previste dalla singola polizza.

Questa distinzione è fondamentale perché aiuta a capire che non sempre un sinistro costoso è quello che pesa di più sulla propria storia assicurativa: quello che conta davvero è la valutazione di chi ha sbagliato, e in quale misura.

Responsabilità paritaria e concorso di colpa: cosa cambia

Un caso particolare è quello della cosiddetta responsabilità paritaria, detta anche concorso di colpa: si verifica quando entrambi i conducenti coinvolti nel sinistro vengono ritenuti corresponsabili in eguale misura, tipicamente al 50%. In questa situazione, secondo le regole IVASS (provvedimento IVASS n. 72 del 16 aprile 2018) sull’attestato di rischio, il sinistro viene comunque annotato nella documentazione assicurativa con la relativa percentuale di corresponsabilità, ma nessuno dei contratti relativi ai veicoli coinvolti subisce l’applicazione immediata del malus, proprio perché non c’è una responsabilità principale accertata a carico di un solo conducente.

Attenzione però: l’assenza di un malus immediato non significa che il sinistro sia irrilevante. La percentuale di corresponsabilità viene annotata nell’attestato di rischio perché, se con più sinistri pagati nell’ultimo quinquennio di osservazione si raggiunge una percentuale di responsabilità cumulata pari almeno al 51%, si può dar luogo all’applicazione del malus. Se invece entro cinque anni dalla prima annotazione il cumulo delle quote non raggiunge il 51%, il periodo di osservazione si conclude senza penalizzazioni.

Per questo motivo, quando si è coinvolti in un sinistro con dinamica incerta, è importante prestare attenzione alla compilazione del modulo di constatazione amichevole di incidente (il modulo CAI, comunemente chiamato CID), perché è da quel documento che spesso dipende l’attribuzione delle responsabilità e, di conseguenza, le eventuali conseguenze sul bonus malus.

Attestato di rischio e classe di merito interna della compagnia

Un aspetto che genera spesso confusione è la differenza tra l’attestato di rischio ufficiale, uguale per tutte le compagnie grazie alla classe universale, e la classe di merito interna che ogni assicurazione può applicare in autonomia per calcolare il premio. Le compagnie, infatti, possono utilizzare proprie formule commerciali (talvolta chiamate con nomi diversi a seconda dell’assicuratore) che tengono conto della classe di merito universale ma la combinano con altri parametri, come l’anzianità di patente, la tipologia di veicolo o la zona di residenza.

Questo significa che, a parità di attestato di rischio, due automobilisti potrebbero ricevere preventivi diversi da due compagnie differenti, perché ciascun assicuratore applica la propria griglia interna di calcolo del premio. Alcune compagnie, inoltre, prevedono forme di tolleranza commerciale per sinistri di modesta entità, ma si tratta di scelte specifiche di ogni singola polizza e non di una regola generale valida per tutto il mercato: per questo è sempre utile leggere con attenzione le condizioni contrattuali prima di sottoscrivere o rinnovare una RC auto.

In sintesi, quando si parla di bonus malus colpa danno, la regola di fondo resta questa: a incidere sulla classe di merito ufficiale è l’esito della responsabilità nel sinistro, non l’importo economico del risarcimento. La componente economica del danno può invece influire su altri aspetti del rapporto assicurativo, come le condizioni commerciali proposte dalla singola compagnia in fase di rinnovo.

Fonti

  • Codice delle assicurazioni private (D.Lgs. 7 settembre 2005, n. 209), art. 134 “Attestazione sullo stato del rischio” (Normattiva, testo vigente)
  • Provvedimento IVASS n. 72 del 16 aprile 2018, criteri di individuazione e regole evolutive della classe di merito di conversione universale (Gazzetta Ufficiale n. 100 del 2 maggio 2018)
  • Regolamento IVASS n. 9 del 19 maggio 2015, banca dati attestati di rischio e attestazione sullo stato del rischio

Domande frequenti sul bonus malus

Un sinistro con danno molto alto fa peggiorare di più la classe di merito rispetto a uno con danno lieve?
No. Ciò che determina lo scatto di malus è l’accertamento della responsabilità principale nel sinistro, non l’importo del risarcimento pagato dalla compagnia.

Se la responsabilità è paritaria (50 e 50), scatta comunque il malus?
No: in caso di responsabilità paritaria nessuno dei contratti dei veicoli coinvolti subisce l’applicazione del malus. Il sinistro viene comunque annotato nell’attestato di rischio con la relativa percentuale di corresponsabilità, che può rilevare in caso di sinistri successivi.

Cosa succede se accumulo più sinistri con responsabilità paritaria negli anni?
Le percentuali di corresponsabilità annotate si sommano: se con più sinistri pagati nell’ultimo quinquennio di osservazione il cumulo raggiunge almeno il 51%, il malus può essere applicato. Se entro cinque anni dalla prima annotazione la soglia non viene raggiunta, non scatta alcuna penalizzazione.

La classe di merito è uguale per tutte le compagnie?
L’attestato di rischio e la classe universale sono comuni a tutte le compagnie, ma ogni assicuratore può applicare una propria formula commerciale interna che combina la classe di merito con altri parametri di valutazione.

Conviene contestare l’attribuzione di responsabilità in un sinistro?
Se si ritiene che la responsabilità sia stata attribuita in modo errato, è possibile segnalarlo alla propria compagnia e, nei casi più complessi, rivolgersi a un legale, perché la corretta attribuzione delle responsabilità incide direttamente sulla propria storia assicurativa futura.

Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

Ottobre 3, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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