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Tag Archivio per: assistenza domiciliare pensionati 2026 detrazioni

CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Pensione e Assistenza Domiciliare 2026: Detrazioni 730 e Bonus per Anziani

assistenza fiscale e legale superbonus e ristrutturazioni CAF Udine

I pensionati che si avvalgono di assistenza domiciliare (badanti, colf, infermieri) hanno diritto a detrazioni e deduzioni importanti nel 730 e nel Modello Redditi PF 2026. Le principali: deduzione contributi colf/badanti fino a 1.549,37 € annui, detrazione 19% spese assistenza non autosufficienti fino a 2.100 €, bonus sociale luce/gas, assegno di accompagnamento INVCIV. Vediamo come ottimizzare le agevolazioni.

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Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con cedolini, calcoli, ricorsi e domande INPS. Chiama 0432 1638640 o scrivi su WhatsApp al 366 6018121.

Spese assistenza pensionati: panoramica 2026

  • Contributi previdenziali colf/badanti: deduzione dal reddito.
  • Compensi colf/badanti: NON detraibili come spesa lavoro, ma deducibili come contributi.
  • Spese badante per non autosufficienti: detrazione 19% fino 2.100 €.
  • Bonus sociale luce/gas per pensionati con ISEE basso.
  • Assegno accompagnamento INVCIV: prestazione assistenziale (no IRPEF).

Detrazione contributi colf/badanti

I contributi previdenziali versati per colf, badanti e baby-sitter sono deducibili dal reddito complessivo fino a 1.549,37 € annui. La deduzione si applica anche se il pensionato è il datore di lavoro principale.

  • Documenti necessari: bollettini INPS pagati.
  • Si deduce solo la quota versata, non quella trattenuta al lavoratore.
  • Va inserita nel quadro RP del Modello Redditi PF o nel relativo rigo 730.

Limite 2.100 euro per non autosufficienza

Per le spese di assistenza personale a persone non autosufficienti spetta:

  • Detrazione del 19% sulle spese sostenute, fino a un massimo di 2.100 € per soggetto non autosufficiente assistito.
  • Riguarda compensi corrisposti a badanti per persone che non possono compiere atti quotidiani senza aiuto.
  • Spetta solo se il reddito complessivo non supera 40.000 €.
  • Documenti: contratto colf/badante, ricevute pagamento.
  • Certificazione medica di non autosufficienza.

Assegno di accompagnamento INVCIV

L’assegno di accompagnamento è una prestazione assistenziale (non previdenziale) per invalidi civili totali (100% con riconoscimento accompagnamento). Caratteristiche 2026:

  • Importo mensile 2026 ~545 € (importo soggetto a rivalutazione ISTAT).
  • Erogato per 12 mensilità (no tredicesima).
  • NON soggetto a IRPEF (non concorre al reddito).
  • NON soggetto a limiti reddituali (universale).
  • Si cumula con pensione INPS, reversibilità, lavoro.

Bonus sociale luce/gas pensionati

Il bonus sociale ARERA per luce/gas viene applicato automaticamente in bolletta in base all’ISEE:

  • ISEE fino 9.530 €: bonus pieno (importi variabili per stagione e regione).
  • ISEE 9.530-20.000 €: bonus ridotto.
  • Per famiglie con 4+ figli: soglia ISEE elevata a 20.000 €.
  • Non serve domanda: viene applicato automaticamente via DSU.

Documenti per 730/Redditi PF

  • Bollettini INPS contributi colf/badanti.
  • Ricevute compensi badante/colf.
  • Certificazione medica di non autosufficienza.
  • Eventuale contratto di lavoro domestico.
  • CU pensionato (incluso eventuale assegno accompagnamento).

CAF: come ottimizzare detrazioni

Il CAF Centro Fiscale di Udine aiuta a:

  • Identificare tutte le detrazioni/deduzioni applicabili.
  • Coordinare detrazioni e deduzioni per massimizzare il vantaggio fiscale.
  • Compilare correttamente i quadri RP/RC del 730.
  • Conservare la documentazione obbligatoria per i controlli.

Vedi anche la guida rimborso 730 pensionati e la guida detrazioni 730 2026.

FAQ

Quanto si detrae per badante?

Detrazione 19% fino a 2.100 € (massimo detrazione 399 €) per assistenza a non autosufficiente. Solo se reddito complessivo entro 40.000 €.

Assegno accompagnamento si cumula con pensione?

Sì, l’assegno di accompagnamento si cumula con qualsiasi pensione (vecchiaia, anticipata, reversibilità) e anche con redditi da lavoro.

Bonus sociale tariffe agevolate?

Sì, bonus luce/gas/acqua applicato in bolletta in base all’ISEE 2026 (fino 9.530 € pieno, 9.530-20.000 ridotto). Va presentata DSU.

Spese non autosufficienza limite?

Limite di spesa 2.100 € per soggetto non autosufficiente. Detrazione 19% = massimo 399 € recuperati in dichiarazione.

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Luglio 23, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2022/11/Progetto-senza-titolo.png 500 2000 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-07-23 07:00:002026-07-23 07:00:00Pensione e Assistenza Domiciliare 2026: Detrazioni 730 e Bonus per Anziani
CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Detrazione spese assistenza anziani 2026: guida completa per il 730

Dichiarazione dei redditi 730

La detrazione spese assistenza anziani 2026 è un beneficio fiscale che permette di recuperare il 19% delle spese sostenute per pagare una badante o un addetto all’assistenza personale, fino a un massimo di 2.100 euro. Puoi beneficiarne se hai un anziano non autosufficiente in famiglia e un reddito complessivo non superiore a 40.000 euro. In questa guida trovi tutto quello che devi sapere per compilare correttamente il modello 730 2026 e ottenere il rimborso IRPEF spettante.

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Indice dei contenuti

  1. Cos’è la detrazione spese assistenza anziani 2026
  2. Requisiti per accedere alla detrazione
  3. Importo e calcolo della detrazione
  4. Chi è considerato non autosufficiente
  5. Spese ammesse e documenti necessari
  6. Come compilare il 730: istruzioni pratiche
  7. Tetto detrazioni 2026 per redditi sopra 75.000 euro
  8. Detrazione se l’anziano non è a carico fiscalmente
  9. Tabella riassuntiva: i numeri chiave
  10. Domande frequenti (FAQ)

Cos’è la detrazione spese assistenza anziani 2026

La detrazione spese assistenza anziani 2026 è disciplinata dall’articolo 15, comma 1, lettera i-septies del TUIR (DPR 917/1986). Si tratta di una detrazione IRPEF del 19% sulle spese sostenute per retribuire gli addetti all’assistenza personale di soggetti che non sono in grado di svolgere autonomamente le attività quotidiane di base.

In parole semplici: se hai pagato una badante per assistere un anziano non autosufficiente — che sia un genitore, un nonno, o un altro familiare — puoi portare quella spesa in detrazione nella dichiarazione dei redditi. Il Fisco ti restituisce il 19% delle spese, fino a un massimo calcolato su 2.100 euro. Significa che il rimborso massimo ottenibile è di 399 euro (19% × 2.100 euro).

Questa agevolazione si inserisce nel quadro delle detrazioni fiscali previste per le spese che le famiglie italiane sostengono per far fronte a bisogni essenziali. L’obiettivo del legislatore è alleviare il peso economico di chi si prende cura di un anziano non autosufficiente, una spesa spesso molto elevata e difficilmente evitabile.

Requisiti per accedere alla detrazione

Per poter fruire della detrazione assistenza anziani nel 730 2026, devono ricorrere contemporaneamente alcune condizioni essenziali. Vediamole nel dettaglio.

Il primo requisito riguarda il reddito complessivo del dichiarante. La legge stabilisce che la detrazione spetta soltanto se il reddito complessivo non supera 40.000 euro. Si tratta del reddito complessivo del soggetto che sostiene la spesa, non dell’anziano assistito. Superato questo limite, il beneficio non è accessibile.

Il secondo requisito riguarda la condizione dell’assistito: la persona che riceve le cure deve essere non autosufficiente nel compimento degli atti della vita quotidiana. Non basta una generica difficoltà: occorre che la non autosufficienza sia documentata (vedi sezione dedicata più avanti). L’assistito può essere il dichiarante stesso oppure un familiare — anche non fiscalmente a carico.

Il terzo requisito riguarda la natura delle spese: devono trattarsi di compensi pagati ad addetti all’assistenza personale. Rientrano quindi le retribuzioni pagate alla badante, all’assistente familiare o a qualsiasi altro operatore che svolga concretamente l’assistenza alla persona. Non rientrano, invece, le spese per il ricovero in strutture residenziali (RSA, case di riposo), né i costi per farmaci o visite mediche, che seguono regole diverse.

In sintesi, i requisiti sono:

  • Reddito complessivo del dichiarante: non superiore a 40.000 euro
  • Condizione dell’assistito: non autosufficienza certificata negli atti quotidiani
  • Natura della spesa: compensi per addetti all’assistenza personale (badante, assistente)
  • Tracciabilità del pagamento: le spese devono essere documentate e tracciabili

Importo e calcolo della detrazione

L’art. 15 c. 1 lett. i-septies TUIR stabilisce che la detrazione è pari al 19% delle spese sostenute, calcolata su un importo massimo di 2.100 euro. Questo significa che il risparmio fiscale massimo ottenibile è di 399 euro (calcolato come 19% × 2.100 euro).

Il limite di 2.100 euro è complessivo per l’intero nucleo familiare, non per ogni singola persona assistita. Ciò vuol dire che, anche se in famiglia ci sono due anziani non autosufficienti, la soglia massima su cui calcolare la detrazione rimane 2.100 euro in totale.

Un aspetto importante riguarda la ripartizione della detrazione tra più dichiaranti. Se le spese per la badante vengono sostenute da più familiari (ad esempio, due figli che dividono il costo), ognuno può detrarre la propria quota, ma sempre nel rispetto del limite complessivo di 2.100 euro. In pratica:

  • Fratello A paga 1.000 euro → detrae 19% di 1.000 = 190 euro
  • Fratella B paga 1.100 euro → detrae 19% di 1.100 = 209 euro
  • Totale detratto: 399 euro (il massimo consentito, poiché 1.000 + 1.100 = 2.100 euro)

Se invece uno dei due fratelli pagasse da solo 3.000 euro, potrebbe detrarre solo il 19% di 2.100 euro = 399 euro. La parte eccedente (900 euro) non è detraibile in questa voce. Facciamo un esempio pratico completo:

Esempio pratico: Mario ha un reddito complessivo di 28.000 euro e ha pagato la badante per la madre non autosufficiente 4.800 euro nell’anno 2025. Nel modello 730 2026, Mario può inserire nella riga E41 del quadro E un importo massimo di 2.100 euro. La detrazione spettante sarà 399 euro (2.100 × 19%), che verrà direttamente scalata dall’IRPEF dovuta o rimborsata nel cedolino stipendio di luglio (per i lavoratori dipendenti con sostituto d’imposta).

Chi è considerato non autosufficiente

La normativa fiscale definisce non autosufficiente la persona che non è in grado di compiere autonomamente gli atti della vita quotidiana. Non è richiesta necessariamente una disabilità riconosciuta ai sensi della Legge 104/1992, anche se spesso le due condizioni si sovrappongono.

Le istruzioni ministeriali al modello 730 precisano che la non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana si riferisce all’incapacità di svolgere almeno alcune delle seguenti attività in modo autonomo:

  • Assunzione degli alimenti (alimentarsi da soli)
  • Deambulazione (muoversi autonomamente)
  • Vestirsi e svestirsi
  • Igiene personale (lavarsi, curare la propria persona)
  • Espletamento delle funzioni fisiologiche
  • Interazioni cognitive essenziali

La non autosufficienza deve essere attestata da un medico. Nella pratica, è sufficiente una certificazione medica rilasciata dal medico curante (medico di medicina generale) o da un medico specialista che attesti lo stato di non autosufficienza. Non è necessaria una specifica commissione INPS o ASL, anche se l’eventuale verbale di invalidità civile o la certificazione di handicap grave ex Legge 104 sono certamente documenti validi e facilmente spendibili.

Un punto spesso frainteso: non è necessario che l’anziano abbia un’età minima. La detrazione spetta per qualsiasi persona non autosufficiente, indipendentemente dall’età. Un adulto di 50 anni con grave malattia degenerativa che necessita di assistenza h24 può rientrare nella fattispecie tanto quanto un ultraottantenne.

Analogamente, non è richiesto che l’assistito sia fiscalmente a carico del dichiarante. Anche se l’anziano ha una propria pensione e non risulta fiscalmente a carico del figlio che paga la badante, quest’ultimo può comunque detrarre le spese sostenute. Questo è un aspetto molto importante che spesso le famiglie ignorano.

Spese ammesse e documenti necessari

Non tutte le spese legate alla cura di un anziano sono detraibili con questa voce specifica. È fondamentale capire cosa rientra e cosa no nella detrazione per spese di assistenza personale.

Spese ammesse: rientrano nella detrazione le retribuzioni corrisposte alla badante o all’assistente familiare, compresi i contributi previdenziali INPS pagati dalla famiglia. In particolare sono detraibili:

  • Stipendio netto corrisposto alla badante
  • Contributi INPS per lavoro domestico (quota a carico del datore di lavoro)
  • Compensi ad agenzie di assistenza che forniscono il personale
  • Retribuzioni per assistenti familiari iscritti all’INPS come lavoratori domestici

Spese NON ammesse in questa voce: non rientrano nella detrazione i-septies le spese per:

  • Ricovero in RSA o casa di riposo (segue regole diverse)
  • Farmaci e medicinali (detraibili come spese sanitarie nella lett. c)
  • Visite mediche e specialistiche (lett. c)
  • Protesi e ausili (lett. c)
  • Spese per la casa (adattamenti, ascensori, ecc. — seguono bonus edilizi)

Per quanto riguarda i documenti da conservare, l’Agenzia delle Entrate richiede che il contribuente sia in grado di dimostrare la spesa sostenuta e la condizione di non autosufficienza dell’assistito. In particolare è necessario conservare:

  • Ricevute di pagamento (bonifico bancario, assegno, ricevuta firmata dalla badante)
  • Buste paga della lavoratrice domestica
  • Ricevuta versamento contributi INPS (il bollettino PagoPA/MAV)
  • Certificazione medica attestante la non autosufficienza dell’assistito
  • Contratto di lavoro con la badante (CCNL Lavoro Domestico)

Attenzione alla tracciabilità del pagamento: sebbene la normativa non imponga in modo assoluto il pagamento tracciabile per questa specifica detrazione (a differenza delle spese edilizie e di alcune spese sanitarie), è fortemente consigliato pagare la badante con bonifico bancario o assegno. I pagamenti in contanti, pur non esplicitamente vietati, sono più difficili da documentare in caso di controllo fiscale.

Le spese per colf e badanti hanno un trattamento fiscale complesso. Il CAF Centro Fiscale a Udine è specializzato nella gestione di queste pratiche: dalla stipula del contratto al versamento dei contributi INPS, fino alla corretta compilazione della dichiarazione dei redditi.

Come compilare il 730: istruzioni pratiche

Nella dichiarazione dei redditi 2026 (modello 730/2026 per l’anno d’imposta 2025), la detrazione spese assistenza anziani va inserita nel Quadro E — Oneri e spese, precisamente nella sezione dedicata alle spese per le quali spetta la detrazione del 19%.

La voce specifica è la riga E41 del modello 730, codice spesa 30. In questa riga dovrai indicare:

  • Colonna 1: il codice 30 (spese per addetti all’assistenza personale)
  • Colonna 2: l’importo della spesa sostenuta, fino a un massimo di 2.100 euro

Attenzione: l’importo da inserire è la spesa effettivamente sostenuta, non la detrazione. Il software della dichiarazione precompilata o del CAF calcolerà automaticamente il 19% da applicare. Se hai speso 3.500 euro per la badante, inserisci comunque 2.100 euro (il massimo detraibile).

Un aspetto fondamentale: nel quadro E dovrai anche dichiarare il codice fiscale della persona non autosufficiente assistita. Questa informazione è obbligatoria e permette all’Agenzia delle Entrate di verificare la spettanza della detrazione. Ricorda di averlo pronto al momento della compilazione.

Riguardo al 730 precompilato 2026: dal 30 aprile 2026 (data anticipata rispetto al passato) l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione il modello precompilato. Le spese per la badante potrebbero non essere già presenti nel precompilato, soprattutto se il pagamento è avvenuto in contanti o tramite modalità non comunicata al Fisco. In questo caso dovrai integrare manualmente il dato. Rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine per la compilazione corretta del modello 730: i nostri operatori verificano che tutte le detrazioni spettanti siano inserite correttamente.

La scadenza per presentare il 730 2026 è il 30 settembre 2026. Per i lavoratori dipendenti con sostituto d’imposta, il rimborso eventuale viene erogato direttamente nella busta paga (di norma a partire da luglio/agosto). Per i pensionati il rimborso arriva nel cedolino pensione.

Tetto detrazioni 2026 per redditi sopra 75.000 euro

Una novità importante introdotta dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) riguarda il tetto massimo alle detrazioni fiscali per i contribuenti con redditi elevati. A partire dall’anno d’imposta 2025 (dichiarazione 2026), chi ha un reddito complessivo superiore a 75.000 euro non può più detrarre liberamente tutte le spese: subisce un limite.

In base al nuovo art. 16-ter TUIR introdotto dalla L. 207/2024, il totale delle detrazioni ammissibili viene limitato a un importo base moltiplicato per un coefficiente familiare:

  • Reddito tra 75.001 e 100.000 euro → importo base 14.000 euro
  • Reddito superiore a 100.000 euro → importo base 8.000 euro

L’importo base viene poi moltiplicato per un coefficiente che dipende dal numero di figli a carico:

  • Nessun figlio a carico → coefficiente 0,50
  • 1 figlio a carico → coefficiente 0,70
  • 2 figli a carico → coefficiente 0,85
  • Più di 2 figli o almeno 1 figlio disabile → coefficiente 1,00

Esempio pratico: Lucia ha un reddito di 90.000 euro e nessun figlio a carico. L’importo base è 14.000 euro, moltiplicato per 0,50 = 7.000 euro. Questo è il massimo totale di detrazioni (al netto degli oneri esclusi) che Lucia può far valere nella dichiarazione 2026.

Attenzione: la detrazione per spese di assistenza personale (lett. i-septies) è inclusa nel computo del tetto. A differenza delle spese sanitarie (lett. c) che sono esplicitamente escluse dal tetto, le spese per la badante rientrano nel calcolo. Questo significa che un contribuente con reddito superiore a 75.000 euro dovrà tenere conto di questo limite anche per la detrazione dell’assistenza anziani.

Va comunque ricordato che la detrazione i-septies ha già un suo requisito di reddito massimo: non spetta a chi supera 40.000 euro. Per questa ragione, il tetto da 75.000 euro nella maggior parte dei casi non interferisce con la detrazione per assistenza anziani, poiché chi ha redditi sopra 40.000 euro già non può fruire di questa voce specifica. Il problema del tetto si pone solo in situazioni marginali (ad esempio, se la detrazione viene fruita da un soggetto che ha un reddito intorno a 40.000 euro in un anno e supera 75.000 in un altro).

Hai dubbi su come interagiscono le diverse detrazioni con il tetto del reddito? Il team del CAF Centro Fiscale di Udine può verificare la tua situazione specifica e ottimizzare la dichiarazione dei redditi.

Detrazione se l’anziano non è a carico fiscalmente

Uno degli aspetti più interessanti e meno noti della detrazione per spese di assistenza personale è che la legge non richiede che l’anziano assistito sia fiscalmente a carico del dichiarante. La norma (art. 15 c. 1 lett. i-septies TUIR) non pone questa condizione.

Questo significa che il figlio che paga la badante per il padre pensionato può detrarre la spesa anche se il padre ha una pensione propria e quindi non è considerato fiscalmente a carico (ricordiamo che si è fiscalmente a carico se il reddito annuo non supera 2.840,51 euro, o 4.000 euro per i figli under 24). Nella pratica, quasi nessun anziano che riceve pensione è fiscalmente a carico del figlio, ma questo non impedisce la detrazione delle spese di assistenza.

In questo scenario il dichiarante deve verificare solo il proprio reddito complessivo (non deve superare 40.000 euro) e le spese sostenute devono essere effettivamente a carico suo — cioè deve essere lui/lei a pagare la badante, non l’anziano stesso.

Un caso frequente: la pensione del padre non autosufficiente non è sufficiente per pagare la badante. I figli integrano la somma mancante. In questo caso, ciascun figlio può detrarre la quota di spesa che ha effettivamente sostenuto (sempre nel rispetto del limite complessivo di 2.100 euro). L’importante è avere la documentazione (bonifici, ricevute) che dimostri chi ha pagato e quanto.

Esistono inoltre deduzioni INPS specifiche per i contributi versati per colf e badanti: si tratta della deduzione dal reddito complessivo dei contributi previdenziali e assistenziali versati per gli addetti ai servizi domestici. Questa deduzione è distinta dalla detrazione i-septies ed è fruibile anche quando il reddito supera 40.000 euro. Il CAF Centro Fiscale a Udine ti aiuta a sfruttare entrambe le agevolazioni.

Tabella riassuntiva: i numeri chiave

Ecco una tabella con tutti i dati essenziali sulla detrazione spese assistenza anziani 2026 da tenere sempre a portata di mano durante la compilazione del 730.

ParametroValore 2026Note
Norma di riferimentoArt. 15 c. 1 lett. i-septies TUIRDPR 917/1986
Aliquota detrazione19%Standard art. 15 TUIR
Spesa massima detraibile2.100 euroLimite complessivo per nucleo
Risparmio fiscale massimo399 euro19% × 2.100 euro
Limite reddito dichiaranteNon superiore a 40.000 euroReddito complessivo annuo
Condizione dell’assistitoNon autosufficiente certificatoCertificazione medica obbligatoria
Anziano a carico?Non richiestoDetrae anche il figlio con padre pensionato
Riga del 730Quadro E, riga E41, codice 30Modello 730/2026
Scadenza 730 202630 settembre 2026Proroga possibile con +0,40%
Tetto redditi > 75.000Si applica (art. 16-ter TUIR)Ma raramente interagisce con questa voce

Domande frequenti (FAQ)

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Conclusione

La detrazione spese assistenza anziani 2026 è un’agevolazione importante per le famiglie che sostengono il costo di una badante per un familiare non autosufficiente. Con un risparmio fiscale massimo di 399 euro e la possibilità di cumulare questa voce con la deduzione dei contributi INPS, si tratta di un beneficio che vale la pena non perdere.

I punti chiave da ricordare: reddito massimo 40.000 euro, spesa massima 2.100 euro, certificazione medica obbligatoria, inserimento in Quadro E riga E41 codice 30 del modello 730. Le spese vanno documentate e, preferibilmente, pagate in modo tracciabile.

Hai bisogno di assistenza per la dichiarazione dei redditi? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online. I nostri esperti verificano che tutte le detrazioni spettanti — compresa quella per la badante — siano correttamente inserite nel tuo 730.
Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121. Trovi il nostro ufficio in Viale Tullio 13, Udine. Il servizio è disponibile sia in presenza che online in tutta Italia.

Luglio 2, 2026/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-02 03:31:352026-07-02 00:22:09Detrazione spese assistenza anziani 2026: guida completa per il 730

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