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Tag Archivio per: arretrati assegno unico

NOTIZIE

Assegno Unico, Arriva Prima e Può Essere Più Alto: Chi Prende la Maggiorazione a Settembre

ASSEGNO UNICO UNIVERSALEASSEGNO UNICO UNIVERSALE

Settembre 2026 porta buone notizie per molte famiglie italiane: l’assegno unico arriva con qualche giorno di anticipo per chi già lo percepisce senza variazioni, e può risultare più alto per i nuclei che rientrano in una delle maggiorazioni previste dalla normativa. La combinazione tra assegno unico maggiorazione settembre 2026 e un calendario di accredito più rapido sta facendo parlare molte famiglie in questi giorni, soprattutto chi ha aggiornato l’ISEE o ha avuto un nuovo figlio nel corso dell’anno.

Vediamo nel dettaglio cosa cambia con il pagamento di settembre, quali famiglie possono ottenere un importo maggiorato e quando arriva concretamente l’accredito da parte dell’INPS.

Indice dei contenuti

  1. Cosa cambia nel pagamento dell’assegno unico a settembre 2026
  2. Assegno unico maggiorazione settembre 2026: chi ne ha diritto
  3. Quando arriva il pagamento: calendario INPS e conguagli
  4. Domande frequenti sulla maggiorazione assegno unico di settembre

Cosa cambia nel pagamento dell’assegno unico a settembre 2026

L’assegno unico universale è la prestazione INPS che sostiene le famiglie con figli a carico, dalla nascita fino ai 21 anni (senza limiti di età per i figli con disabilità). Ogni mese l’INPS eroga l’importo spettante secondo l’ISEE del nucleo familiare, ma il calendario di accredito non è sempre lo stesso per tutti: dipende dalla situazione di ciascuna domanda.

Per settembre 2026, come già accaduto in altri mesi dell’anno, l’INPS ha confermato che i beneficiari già in pagamento, senza alcuna variazione rispetto ai mesi precedenti, ricevono l’accredito in anticipo rispetto a chi ha presentato una nuova domanda o ha aggiornato l’ISEE. Per un calendario dettagliato con tutte le date aggiornate, puoi consultare il nostro approfondimento su pagamento assegno unico settembre 2026: date INPS, importi e calendario, oppure la panoramica completa dei pagamenti INPS di settembre 2026 per pensioni, assegno unico, NASpI e ADI.

Chi invece ha presentato la domanda da poco, ha modificato il proprio nucleo familiare (ad esempio per la nascita di un figlio) oppure ha una pratica ancora in fase di verifica, riceve il pagamento più avanti nel mese, generalmente nell’ultima decade di settembre. Non si tratta quindi di un ritardo ingiustificato, ma della normale tempistica di lavorazione delle pratiche più recenti da parte dell’INPS.

Assegno unico maggiorazione settembre 2026: chi ne ha diritto

Il punto più interessante riguarda proprio la possibile maggiorazione dell’assegno unico. L’importo base varia in funzione dell’ISEE: per i nuclei con ISEE fino a circa 17.468 euro l’importo mensile per figlio può arrivare fino a 203,80 euro, mentre per chi ha un ISEE oltre la soglia massima o non presenta l’indicatore l’importo minimo è di 58,30 euro per figlio. Tra queste due soglie l’assegno diminuisce in modo progressivo.

Oltre alla quota base, esistono diverse maggiorazioni che si aggiungono all’importo ordinario e che possono far salire sensibilmente la cifra accreditata ogni mese. In particolare hanno diritto a un importo più alto:

  • i nuclei familiari con almeno quattro figli, per i quali è prevista una maggiorazione forfettaria per nucleo, non calcolata sul singolo figlio;
  • le famiglie in cui entrambi i genitori lavorano, che ricevono un incremento per ogni figlio minorenne;
  • le madri under 21, che percepiscono una maggiorazione dedicata per ciascun figlio;
  • i nuclei con figli con disabilità a carico, per i quali è prevista una maggiorazione specifica che si somma all’importo ordinario;
  • chi ha aggiornato l’ISEE nel corso dell’anno e rientra così in una fascia di reddito più bassa, con conseguente importo mensile più alto rispetto ai mesi precedenti.

È bene ricordare che l’ISEE è l’indicatore che fotografa la situazione economica del nucleo familiare, tenendo conto di redditi e patrimonio. Aggiornarlo per tempo è fondamentale: un ISEE più basso rispetto a quello utilizzato in precedenza può far scattare automaticamente un importo di assegno unico più alto, con eventuali arretrati per i mesi già trascorsi se il nuovo ISEE viene presentato entro i termini previsti (di norma entro il 30 giugno per non perdere le mensilità arretrate dell’anno).

Chi ha dubbi sul proprio importo, e non è sicuro di rientrare o meno in una delle maggiorazioni, può verificare direttamente sul portale INPS, accedendo con SPID, CIE o CNS, lo stato della propria domanda e il dettaglio del calcolo applicato in base all’ISEE e alla composizione del nucleo familiare.

Quando arriva il pagamento: calendario INPS e conguagli

Per quanto riguarda le date, l’INPS conferma la logica ormai consolidata negli ultimi mesi: i pagamenti per i beneficiari già in carico, senza variazioni, arrivano nella parte centrale del mese, mentre le nuove domande e le pratiche con variazioni vengono liquidate verso la fine di settembre. Chi nota un ritardo rispetto ai vicini di casa o ad altri genitori non deve preoccuparsi: nella maggior parte dei casi si tratta semplicemente di una pratica ancora in lavorazione, non di un problema con la domanda.

Un altro elemento da tenere presente riguarda i conguagli e gli arretrati. Quando l’INPS aggiorna l’ISEE di un nucleo, o riceve con ritardo una domanda relativa a un figlio nato mesi prima, l’ente ricalcola l’importo dovuto per i mesi già trascorsi e liquida la differenza insieme alla mensilità corrente. Per questo motivo, in alcuni casi l’accredito di settembre può risultare più alto del solito: non si tratta di un errore, ma del pagamento delle differenze maturate nei mesi precedenti.

Per non perdere queste somme è importante presentare le variazioni all’INPS con tempestività, evitando di rimandare l’aggiornamento della propria situazione.

Domande frequenti sulla maggiorazione assegno unico di settembre

Perché a settembre l’assegno unico arriva prima per alcune famiglie?
Perché l’INPS liquida per primi i pagamenti dei beneficiari già in carico e senza variazioni, mentre le nuove domande o le pratiche con modifiche vengono lavorate successivamente e pagate verso fine mese.

Chi ha diritto alla maggiorazione dell’assegno unico?
Le famiglie con almeno quattro figli, i nuclei in cui entrambi i genitori lavorano, le madri under 21, le famiglie con figli con disabilità e chi ha un ISEE più basso rispetto ai mesi precedenti.

Cosa succede se aggiorno l’ISEE a settembre?
L’importo dell’assegno unico viene ricalcolato in base al nuovo ISEE. Se l’aggiornamento avviene entro i termini previsti, l’INPS può riconoscere anche gli arretrati relativi ai mesi precedenti dell’anno.

L’assegno unico riduce la pensione o incide sull’IRPEF?
No, l’assegno unico non concorre a formare il reddito imponibile IRPEF e non riduce altre prestazioni come la pensione o l’indennità di disoccupazione.

Cosa fare se il pagamento non arriva nei tempi previsti?
Prima di allarmarsi conviene verificare lo stato della propria pratica: spesso il ritardo dipende da una domanda recente o da una variazione ISEE ancora in fase di elaborazione da parte dell’INPS.

In sintesi, il pagamento dell’assegno unico di settembre 2026 conferma uno schema ormai noto: accredito anticipato per chi non ha variazioni, importi più alti per le famiglie che rientrano nelle diverse maggiorazioni previste dalla normativa, e liquidazione degli arretrati per chi ha aggiornato l’ISEE o segnalato variazioni al nucleo familiare.

Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

Settembre 24, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-24 10:00:002026-09-17 16:38:36Assegno Unico, Arriva Prima e Può Essere Più Alto: Chi Prende la Maggiorazione a Settembre
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NASpI e Assegno Unico, Quanto Può Prendere a Settembre una Famiglia Disoccupata?

Naspi disoccupazione CAF UdineNaspi

Quando in una famiglia un genitore perde il lavoro, la domanda più immediata è sempre la stessa: quanto entrerà davvero in casa questo mese? A settembre 2026, tra NASpI e Assegno Unico, molti nuclei con figli a carico si trovano a fare i conti con due prestazioni INPS che si sommano, ma che si calcolano con criteri completamente diversi. Come riportato da Tutto Lavoro 24, sempre più famiglie italiane in cui un genitore è rimasto senza lavoro chiedono come orientarsi tra indennità di disoccupazione e assegno per i figli, due sostegni che insieme possono fare la differenza sul bilancio familiare, ma che vanno calcolati caso per caso.

Non esiste una cifra unica valida per tutti: l’importo della NASpI dipende dalla retribuzione degli ultimi anni di lavoro, mentre l’Assegno Unico varia in base all’ISEE del nucleo e al numero di figli. Proviamo a fare chiarezza su come funzionano i due strumenti e su quale possa essere, in concreto, il sostegno mensile per una famiglia con un genitore disoccupato a settembre.

Indice dei contenuti

  1. NASpI a settembre 2026: come funziona il calcolo per chi ha perso il lavoro
  2. Assegno Unico settembre 2026: importi, maggiorazioni e ISEE
  3. NASpI più Assegno Unico: quanto può arrivare a una famiglia con un genitore disoccupato
  4. Domande frequenti su NASpI e Assegno Unico a settembre 2026

NASpI a settembre 2026: come funziona il calcolo per chi ha perso il lavoro

La NASpI, la Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego, è l’indennità di disoccupazione erogata dall’INPS a chi perde involontariamente il lavoro. Per accedervi servono almeno 13 settimane di contributi nei quattro anni precedenti la disoccupazione e almeno 30 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi che precedono la cessazione del rapporto. La domanda va presentata entro 68 giorni dalla fine del lavoro, pena la perdita del diritto alle mensilità arretrate.

L’importo si calcola sulla retribuzione media degli ultimi quattro anni: si applica il 75% fino a una soglia di riferimento di 1.480,30 euro mensili, mentre sulla parte di stipendio che supera questa soglia si aggiunge il 25% della differenza. Il risultato non può comunque superare un massimale mensile di circa 1.575,42 euro. Un aspetto che molti disoccupati scoprono solo dopo qualche mese è la cosiddetta decurtazione: dal sesto mese di percezione, l’assegno si riduce del 3% ogni mese, quindi chi riceve la NASpI da tempo vede l’importo scendere gradualmente. La durata massima della prestazione è pari alla metà delle settimane lavorate nei quattro anni precedenti, con un tetto di 24 mesi.

Per chi sta seguendo il calendario dei pagamenti di questo mese, può essere utile consultare la guida dedicata al pagamento NASpI di settembre 2026, così come il calendario completo dei pagamenti INPS di settembre 2026, che riepiloga le date di accredito di tutte le principali prestazioni.

Assegno Unico settembre 2026: importi, maggiorazioni e ISEE

Mentre la NASpI sostiene il reddito di chi ha perso il lavoro, l’Assegno Unico e Universale accompagna le famiglie con figli a carico indipendentemente dalla condizione lavorativa dei genitori. L’importo è strettamente legato all’ISEE in corso di validità: con un ISEE fino a 17.468,51 euro spetta l’importo massimo, pari a 203,80 euro al mese per ogni figlio minorenne. Man mano che l’ISEE sale, la cifra scende progressivamente fino a un ISEE di 46.582,71 euro, oltre il quale (o in assenza di ISEE presentato) l’importo minimo garantito è di 58,30 euro mensili per figlio minorenne (valori 2026, Circolare INPS n. 7/2026, Allegato 1).

A questi importi base si aggiungono diverse maggiorazioni, pensate proprio per le situazioni più delicate, come quella di una famiglia che perde una fonte di reddito. Tra le principali:

  • Figli con disabilità under 21: maggiorazione di 99,10 euro mensili per disabilità media, 110,60 euro per disabilità grave e 122,30 euro per non autosufficienza, indipendentemente dall’ISEE;
  • Famiglie con 4 o più figli: maggiorazione forfettaria di 150 euro al mese per l’intero nucleo, non per singolo figlio;
  • Entrambi i genitori lavoratori: maggiorazione fino a 34,90 euro per ogni figlio minorenne con ISEE fino a 17.468,51 euro, poi decrescente e pari a zero oltre 46.582,71 euro (non spetta per i figli tra 18 e 21 anni);
  • Madri under 21: maggiorazione di 23,30 euro per figlio.

A settembre i pagamenti dell’Assegno Unico ai beneficiari in corso, senza variazioni, arrivano il 21 e 22 settembre, secondo il calendario INPS 2026 (messaggio n. 3931 del 24 dicembre 2025), mentre per le nuove domande la prima rata arriva di norma nell’ultima settimana del mese successivo a quello di presentazione. Tutti i dettagli sulle date di questo mese sono raccolti nella pagina dedicata al pagamento dell’Assegno Unico di settembre 2026.

NASpI più Assegno Unico: quanto può arrivare a una famiglia con un genitore disoccupato

Le due prestazioni, NASpI e Assegno Unico, sono pienamente cumulabili: non esiste alcuna incompatibilità tra l’indennità di disoccupazione e il sostegno per i figli a carico. Questo significa che in una famiglia dove un genitore percepisce la NASpI e l’altro continua a lavorare (o entrambi sono senza occupazione), l’importo complessivo che arriva ogni mese è dato dalla somma dei due assegni, calcolati però su basi completamente diverse.

Facciamo un esempio realistico, senza pretesa di validità generale visto che ogni situazione va calcolata caso per caso. Immaginiamo una famiglia con due figli minori, in cui un genitore ha perso il lavoro dopo una retribuzione media di circa 1.400 euro mensili: la NASpI lorda si aggirerebbe intorno ai 1.000-1.050 euro al mese nei primi cinque mesi, per poi ridursi gradualmente con il meccanismo del 3%. Se il nucleo ha un ISEE contenuto, entro la soglia dei 17.468,51 euro, l’Assegno Unico per i due figli porterebbe in più 407,60 euro mensili (2 x 203,80), che possono salire con eventuali maggiorazioni. Il totale, in questo scenario, si collocherebbe orientativamente tra i 1.300 e i 1.500 euro mensili, ma si tratta di un range indicativo: ogni famiglia ha una situazione contributiva e reddituale diversa.

Un aspetto da non sottovalutare riguarda proprio l’ISEE: chi perde il lavoro spesso vede calare il reddito familiare, ma l’ISEE in corso di validità continua a basarsi sui redditi dell’anno precedente, finché non viene aggiornato. Presentare un nuovo ISEE corrente, che tiene conto della variazione di reddito degli ultimi mesi, può quindi far salire sensibilmente l’importo dell’Assegno Unico, avvicinandolo alla soglia massima di 203,80 euro per figlio. È uno dei motivi per cui, dopo la perdita del lavoro, vale la pena verificare tempestivamente la propria posizione ISEE, anche in vista dei conguagli e degli arretrati che l’INPS eroga nei mesi successivi.

Fonti

  • Circolare INPS n. 7 del 30 gennaio 2026 (importi e soglie ISEE dell’Assegno Unico 2026)
  • Allegato 1 alla Circolare INPS n. 7/2026 (tabella degli importi mensili 2026 per fascia ISEE)
  • D.Lgs. 29 dicembre 2021, n. 230 (istituzione dell’Assegno Unico e Universale)
  • Messaggio INPS n. 3931 del 24 dicembre 2025 (calendario dei pagamenti dell’Assegno Unico 2026)

Domande frequenti su NASpI e Assegno Unico a settembre 2026

NASpI e Assegno Unico si possono percepire insieme?

Sì, le due prestazioni sono pienamente cumulabili. La NASpI sostiene il reddito del genitore disoccupato, mentre l’Assegno Unico spetta indipendentemente dalla condizione lavorativa, purché ci siano figli a carico.

La NASpI incide sull’importo dell’Assegno Unico?

La NASpI non è esclusa dal calcolo dell’ISEE, quindi rientra tra i redditi considerati per determinare l’indicatore. Tuttavia, la perdita del lavoro spesso comporta una riduzione complessiva del reddito familiare, motivo per cui aggiornare l’ISEE con la situazione corrente può far aumentare l’importo dell’Assegno Unico.

Quanto dura la NASpI nel 2026?

La durata massima è di 24 mesi e corrisponde alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni. L’importo si riduce del 3% ogni mese a partire dal sesto mese di percezione (dall’ottavo mese per chi ha almeno 55 anni alla data della domanda).

Quando arriva il pagamento dell’Assegno Unico a settembre 2026?

Per i beneficiari già in pagamento senza variazioni, l’accredito avviene il 21 e 22 settembre, secondo il calendario INPS 2026. Per le nuove domande presentate ad agosto, la prima rata arriva di norma nell’ultima settimana di settembre.

Come si calcola l’importo esatto spettante a una famiglia?

Non esiste una cifra fissa valida per tutti: l’importo dipende dalla retribuzione degli ultimi quattro anni per la NASpI e dall’ISEE aggiornato del nucleo per l’Assegno Unico. Il calcolo preciso va effettuato caso per caso sulla base della posizione contributiva e reddituale della famiglia.

Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

Settembre 21, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/NASPI-Pagina-web.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-21 10:00:002026-09-29 10:25:59NASpI e Assegno Unico, Quanto Può Prendere a Settembre una Famiglia Disoccupata?
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Assegno unico a luglio 2026: perché l’importo può cambiare, arretrati e ISEE

ASSEGNO UNICO UNIVERSALEASSEGNO UNICO UNIVERSALE

A luglio 2026 l’Assegno Unico può cambiare per molte famiglie, ma non per un nuovo aumento: gli importi 2026 sono stati rivalutati già dal 1° gennaio (Circolare INPS n. 7/2026). Cambia per chi aggiorna l’ISEE. La scadenza è il 30 giugno. Se non presenti la DSU in tempo, perdi gli arretrati da marzo e continui a ricevere l’importo minimo di 58,30 euro al mese per ogni figlio minorenne.

In questo articolo ti spieghiamo tutto: chi prende di più, a quanto ammontano i nuovi importi e cosa fare subito.

Indice dei contenuti

  1. Perché a luglio 2026 l’importo può cambiare
  2. Importi assegno unico luglio 2026
  3. Chi riceve di più da luglio 2026
  4. Scadenza ISEE 30 giugno: cosa succede se non rinnovi
  5. Come aggiornare l’ISEE entro il 30 giugno
  6. Quando viene pagato l’Assegno Unico
  7. Hai ancora dubbi? Il CAF ti aiuta

Perché a luglio 2026 l’importo può cambiare

L’Assegno Unico Universale viene rivalutato ogni anno in base all’inflazione ISTAT. Per il 2026 l’adeguamento automatico previsto dal D.Lgs. 230/2021 (+1,4%) è scattato dal 1° gennaio, con nuove soglie ISEE e nuovi importi base (Circolare INPS n. 7 del 30 gennaio 2026): a luglio non arriva un ulteriore aumento.

In pratica, più l’ISEE è basso, più l’importo mensile per ogni figlio sale. Ma l’INPS non aggiorna l’assegno da solo: sei tu che devi presentare la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) aggiornata per far valere la situazione economica corretta.

Importi assegno unico luglio 2026

Ecco gli importi mensili per figlio in vigore dal 1° gennaio 2026, validi anche per la rata di luglio:

Situazione ISEEImporto mensile per figlio minorenneFiglio 18-20 anni
ISEE fino a 17.468,51 euro203,80 euro99,10 euro
ISEE da 17.468,52 a 46.582,71 euroImporto progressivo (scala decrescente)Importo progressivo
ISEE oltre 46.582,71 euro o senza ISEE58,30 euro29,10 euro

Maggiorazioni previste

Oltre all’importo base, esistono maggiorazioni che si sommano:

  • Figli con disabilità (under 21): +99,10 euro al mese per disabilità media, +110,60 per disabilità grave, +122,30 per non autosufficienza (importo fisso, non dipende dall’ISEE)
  • Famiglie con almeno 4 figli: +150 euro al mese forfettari per nucleo (non per figlio)
  • Entrambi i genitori lavoratori: fino a +34,90 euro al mese per ogni figlio minorenne con ISEE fino a 17.468,51 euro, poi l’importo scende e si azzera oltre 46.582,71 euro (non spetta per i figli tra 18 e 21 anni)
  • Madri under 21: +23,30 euro al mese per figlio

Queste maggiorazioni si sommano all’importo base. Una famiglia con ISEE fino a 17.468,51 euro, due figli minorenni ed entrambi i genitori che lavorano arriva a 238,70 euro al mese per figlio (203,80 + 34,90).

Chi riceve di più da luglio 2026

  1. Le famiglie con ISEE basso o medio-basso — che presentano la DSU aggiornata entro il 30 giugno
  2. Le famiglie con figli disabili — la maggiorazione è confermata e rivalutata dal 1° gennaio 2026
  3. Le famiglie numerose (4+ figli) — spetta la maggiorazione forfettaria di 150 euro al mese per nucleo
  4. I nuclei con entrambi i genitori occupati — la maggiorazione lavoratori è rivalutata dal 1° gennaio 2026

Chi NON presenta la DSU aggiornata riceve l’importo minimo (58,30 euro per ogni figlio minorenne), anche se potrebbe avere diritto a molto di più; chi la presenta dopo il 30 giugno perde gli arretrati da marzo.

Scadenza ISEE 30 giugno: cosa succede se non rinnovi

L’ISEE ha validità annuale: dal 1 gennaio al 31 dicembre di ogni anno. Se l’ISEE scade o non è mai stato presentato, per continuare a ricevere l’Assegno Unico con gli importi corretti devi presentare una nuova DSU.

La scadenza per non perdere gli arretrati da marzo è il 30 giugno 2026.

  • DSU presentata entro il 30 giugno: l’importo viene ricalcolato a partire da marzo 2026 e gli arretrati vengono pagati
  • DSU presentata dopo il 30 giugno: l’importo aggiornato non recupera i mesi precedenti, quindi niente arretrati da marzo
  • Nessuna DSU: l’INPS eroga l’importo minimo di 58,30 euro per ogni figlio minorenne, indipendentemente dalla situazione reale

Come aggiornare l’ISEE entro il 30 giugno

  1. Raccogliere i documenti del nucleo familiare (redditi 2024, patrimoni, conti correnti al 31/12/2024)
  2. Presentare la DSU tramite CAF, Patronato, o direttamente sul sito INPS
  3. Verificare che l’ISEE sia stato elaborato correttamente prima della scadenza

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza per la presentazione della DSU e il calcolo dell’ISEE. Puoi prenotare un appuntamento contattandoci prima del 30 giugno.

Quando viene pagato l’Assegno Unico

  • Per i beneficiari già in corso senza variazioni: in date diverse ogni mese, fissate dal calendario INPS 2026 (messaggio n. 3931 del 24 dicembre 2025); a luglio il 20 e 21
  • Per le nuove domande: la prima rata arriva, di norma, nell’ultima settimana del mese successivo a quello di presentazione

Se aggiorni la DSU entro il 30 giugno, l’INPS ricalcola l’importo e paga gli arretrati da marzo con le rate successive al ricalcolo.

Fonti

  • Circolare INPS n. 7 del 30 gennaio 2026 (importi e soglie ISEE dell’Assegno Unico 2026)
  • Allegato 1 alla Circolare INPS n. 7/2026 (tabella degli importi mensili 2026 per fascia ISEE)
  • D.Lgs. 29 dicembre 2021, n. 230 (istituzione dell’Assegno Unico e Universale)
  • Messaggio INPS n. 3931 del 24 dicembre 2025 (calendario dei pagamenti dell’Assegno Unico 2026)

Hai ancora dubbi? Il CAF ti aiuta

Se non sai se il tuo ISEE è aggiornato, se hai diritto alle maggiorazioni o come fare la DSU, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine. Ti assistiamo dalla raccolta documenti alla presentazione della DSU, in tempo per non perdere gli arretrati.

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    Giugno 28, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-28 10:00:002026-09-29 10:28:38Assegno unico a luglio 2026: perché l’importo può cambiare, arretrati e ISEE
    ASSEGNO UNICO

    Assegno unico maggio 2026: date pagamenti INPS e scadenze per gli arretrati

    ASSEGNO UNICO UNIVERSALEASSEGNO UNICO UNIVERSALE

    L’Assegno Unico Universale rappresenta, anche nel 2026, il principale strumento di sostegno economico per le famiglie italiane con figli a carico. Per il mese di maggio 2026 l’INPS conferma il consueto calendario di pagamenti, con accrediti distribuiti su una finestra temporale precisa per i beneficiari gia in corso di erogazione e modalita differenziate per le nuove domande accolte. In questa guida analizziamo nel dettaglio le date dei pagamenti di maggio 2026, gli importi aggiornati, le maggiorazioni previste e — punto cruciale — le scadenze per richiedere gli arretrati, tema che ogni anno genera grande attenzione tra le famiglie con ISEE in aggiornamento o domande presentate in ritardo.

    Comprendere il meccanismo dei pagamenti e dei recuperi retroattivi e essenziale per non perdere somme spesso significative: l’Assegno Unico, infatti, puo arrivare a superare i 199 euro mensili per figlio nelle fasce ISEE piu basse, con maggiorazioni che cumulate possono raggiungere cifre molto rilevanti. Il termine del 30 giugno 2026 per la presentazione dell’ISEE rappresenta la scadenza piu importante dell’anno per chi intende ricevere l’integrale degli arretrati spettanti da marzo 2026.

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    Date pagamento Assegno Unico maggio 2026: il calendario INPS

    L’INPS conferma anche per maggio 2026 lo schema di pagamento ormai consolidato per l’Assegno Unico Universale, basato su due regole principali a seconda della situazione del beneficiario.

    Per i nuclei familiari gia beneficiari dell’assegno (cioe quelli che hanno ricevuto l’erogazione almeno una volta in precedenza e non hanno subito sospensioni o variazioni significative), i pagamenti di maggio 2026 sono accreditati nella finestra compresa tra il 17 e il 19 maggio 2026. In particolare:

    • Domenica 17 maggio 2026 — primo giorno utile della finestra di pagamento; tuttavia, trattandosi di domenica, gli accrediti sui conti correnti potrebbero essere visibili nei giorni feriali successivi a seconda della banca
    • Lunedi 18 maggio 2026 — giornata di accredito principale per la maggior parte dei beneficiari
    • Martedi 19 maggio 2026 — completamento della finestra di pagamento per i beneficiari in corso

    Per chi ha presentato una nuova domanda o ha subito una variazione nella situazione familiare (nascita di un figlio, modifica nucleo, primo accoglimento), il pagamento avviene nell’ultimo giorno lavorabile del mese di accoglimento della domanda. Per maggio 2026, considerando il calendario, l’ultimo giorno lavorativo utile e venerdi 29 maggio 2026.

    L’INPS non comunica il dettaglio esatto del singolo accredito tramite SMS o email: per verificare la propria situazione e necessario accedere all’area riservata del portale INPS (sezione “Assegno Unico e Universale”) con SPID, CIE o CNS, oppure usare l’app INPS Mobile.

    Importi Assegno Unico 2026: valori per fascia ISEE

    Per il 2026 l’INPS ha confermato la struttura di importi basata sulla fascia ISEE del nucleo familiare, con la consueta rivalutazione annuale collegata al tasso di variazione dei prezzi al consumo (perequazione ISTAT). Gli importi base per ciascun figlio minore a carico sono i seguenti:

    Fascia ISEE 2026Importo mensile per figlio minore
    Fino a 17.090,61 euro199,40 euro
    Tra 17.090,61 e 45.574,96 euroImporto decrescente in scala progressiva
    Oltre 45.574,96 euro o ISEE non presentato57,00 euro (importo minimo)

    L’importo massimo di 199,40 euro al mese per ciascun figlio spetta esclusivamente alle famiglie con ISEE pari o inferiore a 17.090,61 euro. Per ISEE compresi tra questa soglia e i 45.574,96 euro, l’importo decresce gradualmente seguendo una curva progressiva calcolata automaticamente dall’INPS sulla base del valore ISEE comunicato. Oltre i 45.574,96 euro (oppure in totale assenza di ISEE valido), spetta l’importo minimo di 57 euro al mese per figlio.

    Per i figli maggiorenni fino a 21 anni (purche studenti, tirocinanti, disoccupati registrati al Centro per l’Impiego, impegnati in servizio civile o lavoratori con reddito complessivo inferiore a 8.000 euro annui), gli importi sono ridotti: si va da un massimo di 96,90 euro mensili nella fascia ISEE piu bassa fino a un minimo di 28,50 euro oltre i 45.574,96 euro.

    Maggiorazioni Assegno Unico 2026: tutte le integrazioni

    Oltre all’importo base, l’Assegno Unico prevede diverse maggiorazioni cumulabili, che possono aumentare in modo molto significativo la somma effettivamente percepita. Vediamole in dettaglio.

    Maggiorazione per figli con disabilita

    Per ogni figlio con disabilita riconosciuta e prevista una maggiorazione che, indipendentemente dall’eta del figlio, viene calcolata in funzione del grado di disabilita. L’importo standard di riferimento e di 91,42 euro mensili ed e modulato secondo le seguenti soglie:

    • Disabilita non autosufficiente: maggiorazione massima
    • Disabilita grave: importo intermedio
    • Disabilita media: importo ridotto rispetto alle precedenti due categorie

    Per i figli maggiorenni con disabilita non c’e limite di eta per percepire l’assegno, mentre per quelli di eta inferiore a 21 anni gli importi seguono comunque la scala ISEE.

    Maggiorazione famiglie numerose (4 o piu figli)

    Per i nuclei familiari con 4 o piu figli a carico, e prevista una maggiorazione forfettaria di 150 euro mensili per l’intero nucleo, riconosciuta a prescindere dal numero esatto di figli oltre il quarto.

    Maggiorazione entrambi genitori lavoratori

    Se entrambi i genitori sono titolari di reddito da lavoro (dipendente, autonomo o assimilato), e prevista una maggiorazione per ciascun figlio fino a 21 anni. L’importo massimo e di 35,68 euro mensili per figlio, riconosciuto per ISEE fino a 17.090,61 euro, e decresce progressivamente azzerandosi a 45.574,96 euro.

    Maggiorazione madri under 21

    Per le madri di eta inferiore ai 21 anni e prevista una maggiorazione di 23,68 euro mensili per ciascun figlio, indipendentemente dalla fascia ISEE.

    Maggiorazione transitoria

    La maggiorazione transitoria, prevista per i nuclei che percepivano l’assegno al nucleo familiare (ANF) prima della riforma del 2022, e stata progressivamente ridotta negli anni successivi. Per il 2026 risulta ulteriormente attenuata e in molte casistiche non e piu applicabile: occorre verificare il proprio caso specifico tramite il simulatore INPS.

    Arretrati Assegno Unico 2026: scadenze e termini fondamentali

    Il tema degli arretrati e probabilmente il piu delicato dell’intera disciplina dell’Assegno Unico, perche legato a una serie di scadenze inderogabili che, se non rispettate, comportano la perdita definitiva delle somme arretrate. Vediamo nel dettaglio le date da segnare in calendario.

    Scadenza ISEE: 30 giugno 2026

    La data fondamentale e il 30 giugno 2026. Chi presenta o aggiorna la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) entro questo termine ha diritto a ricevere gli arretrati spettanti a partire da marzo 2026, mese di inizio annualita per l’Assegno Unico. Questo significa che, in caso di ISEE presentato entro fine giugno con valori che danno diritto a un importo piu alto rispetto a quello erogato fino a quel momento, l’INPS provvede a conguagliare le mensilita gia pagate con la differenza dovuta.

    Esempio pratico: una famiglia con due figli minori che non aveva presentato ISEE all’inizio del 2026 percepisce, da marzo, l’importo minimo di 57 euro per figlio, ovvero 114 euro mensili totali. Se a giugno 2026 presenta un ISEE pari a 15.000 euro, ha diritto all’importo massimo di 199,40 euro per figlio (398,80 euro totali). L’INPS conguaglia gli arretrati di marzo, aprile, maggio e giugno: la differenza mensile e di 284,80 euro, per un totale di arretrati di circa 1.139 euro erogati in un’unica soluzione.

    ISEE presentato dopo il 30 giugno 2026

    Se l’ISEE viene presentato dopo il 30 giugno 2026, gli importi maggiorati spettano solo a partire dal mese di presentazione, senza diritto agli arretrati delle mensilita precedenti. Restando sull’esempio sopra: se la stessa famiglia presenta l’ISEE a settembre 2026, percepira l’importo pieno solo da settembre in poi, perdendo definitivamente circa 1.700 euro di arretrati per i mesi da marzo ad agosto.

    Termine di decadenza per nuove domande

    Per chi non ha mai presentato domanda di Assegno Unico per il 2026, la presentazione resta possibile in qualunque momento dell’anno, ma con effetti diversi:

    • Domanda presentata entro il 30 giugno 2026: arretrati spettanti da marzo 2026
    • Domanda presentata dopo il 30 giugno 2026: spettanza solo dal mese di presentazione
    • Domanda presentata per figli nati o adottati nel 2026: spettanza dal mese di nascita/adozione, purche la domanda sia presentata entro 120 giorni dall’evento

    Per le nuove nascite, il termine di 120 giorni e particolarmente importante: presentando la domanda oltre questo termine, si perdono gli arretrati relativi ai mesi successivi alla nascita.

    Domande rinnovate automaticamente per il 2026

    Dal 2023 le domande di Assegno Unico sono rinnovate d’ufficio dall’INPS senza necessita di ripresentarle ogni anno. Tuttavia, occorre comunque aggiornare l’ISEE: senza una DSU 2026 valida l’erogazione prosegue con l’importo minimo di 57 euro per figlio. Per recuperare gli importi pieni occorre presentare l’ISEE entro il 30 giugno.

    Come presentare l’ISEE 2026 per l’Assegno Unico

    La presentazione della DSU 2026 e il passaggio chiave per ottenere l’Assegno Unico nella misura piena. Esistono tre modalita principali:

    1. Tramite CAF (Centro di Assistenza Fiscale): modalita assistita, l’operatore raccoglie tutti i documenti, compila la DSU e la trasmette all’INPS. Servizio generalmente gratuito per il cittadino
    2. Tramite portale INPS (servizio DSU precompilata): accesso con SPID/CIE/CNS, la DSU viene precompilata con dati di Agenzia delle Entrate, INPS e altri enti. Necessita di verifica e integrazione
    3. Tramite professionista abilitato (commercialista, consulente del lavoro)

    Documenti necessari per la DSU 2026

    Per la presentazione della DSU 2026 servono:

    • Documento di identita e codice fiscale di tutti i componenti del nucleo familiare
    • Redditi anno 2024: Modello 730/2025, Modello Redditi PF 2025, CU 2025
    • Patrimonio immobiliare al 31/12/2024: visure catastali, atti di proprieta
    • Patrimonio mobiliare al 31/12/2024: saldo e giacenza media di conti correnti, deposito titoli, libretti postali e bancari, conti deposito, polizze vita, fondi comuni
    • Crypto-attivita: valore al 31/12/2024 di portafogli digitali (obbligo dichiarativo introdotto dal 2024)
    • Targhe veicoli intestati ai membri del nucleo (oltre i 500 cc per motocicli o oltre i 250 cc per auto, con eccezioni)
    • Per nuclei con membri disabili: certificazione di invalidita
    • Per nuclei con immobili in locazione: contratto registrato

    ISEE corrente: alternativa in caso di variazione reddituale

    Se la situazione reddituale o lavorativa del nucleo e significativamente peggiorata rispetto al biennio di riferimento (2024), e possibile presentare un ISEE corrente, che considera i redditi degli ultimi 12 mesi. La condizione di accesso e una variazione del reddito superiore al 25% oppure la perdita del lavoro di un componente del nucleo. L’ISEE corrente ha validita di 6 mesi e va rinnovato per mantenere il diritto agli importi aggiornati.

    Modalita di pagamento e canali di accredito

    L’Assegno Unico Universale viene erogato attraverso il canale di pagamento indicato dal richiedente al momento della domanda. Le modalita disponibili sono:

    • Accredito su conto corrente bancario o postale intestato o cointestato al richiedente — modalita prevalente, l’IBAN deve essere valido e accettato dal sistema INPS
    • Accredito su carta prepagata con IBAN (es. Postepay Evolution, carte di pagamento dei principali operatori)
    • Accredito su libretto postale
    • Bonifico domiciliato presso ufficio postale (utilizzato per importi inferiori a 1.000 euro e in mancanza di IBAN)

    E fondamentale verificare che l’IBAN indicato sia ancora valido: in caso di chiusura del conto, gli accrediti vanno in sospeso e occorre comunicare il nuovo IBAN tramite il portale INPS (modello SR163) per sbloccare i pagamenti, inclusi gli eventuali arretrati gia maturati. La comunicazione tardiva non comporta perdita degli importi, ma puo causare significativi ritardi negli accrediti.

    Genitori separati o divorziati: ripartizione dell’assegno

    Per i genitori separati, divorziati o non conviventi, la regola generale prevede la ripartizione al 50% dell’Assegno Unico tra entrambi i genitori, salvo diverso accordo o provvedimento del giudice. La modalita di erogazione si configura quindi come segue:

    • In presenza di affidamento condiviso: l’assegno e ripartito automaticamente al 50% tra i due genitori, ciascuno dei quali deve presentare domanda
    • In caso di affidamento esclusivo: l’intero importo viene erogato al genitore affidatario
    • In caso di diverso accordo: i genitori possono scegliere un diverso criterio di ripartizione, che deve essere comunicato all’INPS

    L’ISEE di riferimento per il calcolo dell’importo e quello del nucleo familiare di ciascun genitore: questo significa che, se i due nuclei hanno ISEE molto differenti, gli importi percepiti dai due genitori per lo stesso figlio possono essere diversi. Ogni genitore percepira il 50% dell’importo calcolato sulla base del proprio ISEE.

    Sospensioni, decadenze e ricorsi

    L’erogazione dell’Assegno Unico puo essere sospesa in diverse situazioni che e bene conoscere per evitare interruzioni inattese.

    Cause di sospensione

    • ISEE difforme: se l’INPS riscontra incongruenze tra i dati DSU e quelli risultanti dalle banche dati (Agenzia Entrate, Anagrafe Tributaria), il pagamento viene sospeso in attesa di regolarizzazione
    • Errori sui dati anagrafici: cambi di residenza non aggiornati, errori sul codice fiscale
    • IBAN non valido: chiusura conto, IBAN errato, IBAN intestato a soggetto diverso dal richiedente
    • Variazioni del nucleo familiare non comunicate (matrimonio, separazione, decesso)
    • Cessazione del diritto: figli che compiono 21 anni senza requisiti di mantenimento, perdita della residenza in Italia

    Come presentare ricorso

    In caso di diniego, sospensione o importo ridotto ritenuto non corretto, il beneficiario puo presentare ricorso amministrativo entro 90 giorni dalla comunicazione del provvedimento, tramite il portale INPS o un Patronato. Decorsi i 90 giorni senza esito favorevole, e possibile ricorrere al Giudice del Lavoro entro l’ulteriore termine di 90 giorni.

    Particolarmente importante e il ricorso per riesame quando il diniego deriva da incongruenze ISEE: in molti casi, l’integrazione documentale risolve il problema senza necessita di procedure formali.

    Cumulabilita con altri bonus famiglia

    L’Assegno Unico Universale e cumulabile con la maggior parte degli altri sostegni alle famiglie, ma con alcune importanti eccezioni che e fondamentale conoscere per pianificare correttamente le richieste.

    Bonus cumulabili con l’Assegno Unico

    • Bonus asilo nido: pienamente cumulabile, prevede importi fino a 3.000 euro annui per ISEE fino a 25.000 euro
    • Carta “Dedicata a te”: cumulabile per ISEE fino a 15.000 euro
    • Bonus bollette (luce, gas, acqua): cumulabile per ISEE fino a 9.530 euro (20.000 euro per famiglie con almeno 4 figli)
    • Bonus nascita / bonus mamma: cumulabile
    • Maternita comunale: cumulabile
    • Assegno di inclusione (ADI): cumulabile con calcolo specifico

    Sostegni NON cumulabili (sostituiti dall’Assegno Unico)

    • Assegno al Nucleo Familiare (ANF): abolito per i nuclei con figli a carico dal 1 marzo 2022 (resta solo per nuclei senza figli)
    • Assegno per il terzo figlio (Comuni): assorbito nell’Assegno Unico
    • Premio alla nascita / bonus mamma “domani”: abrogato
    • Detrazioni IRPEF per figli a carico fino a 21 anni: non spettano, sostituite dall’Assegno Unico (restano dai 21 anni in poi)

    Simulazione e calcolo: come stimare l’importo

    Per stimare l’importo spettante a maggio 2026, l’INPS mette a disposizione un simulatore online accessibile dal portale (anche senza autenticazione). Il calcolo richiede l’inserimento di:

    • Valore ISEE 2026 (o stima)
    • Numero figli a carico, distinti per fasce di eta (minori, 18-21 anni, oltre 21)
    • Eventuali figli con disabilita e relativo grado
    • Indicazione se entrambi i genitori sono lavoratori
    • Indicazione se la madre ha meno di 21 anni

    Esempio di calcolo: famiglia con due figli

    VoceImporto mensile
    Famiglia con ISEE 15.000 euro, 2 figli minori, entrambi genitori lavoratori 
    Importo base (199,40 x 2)398,80 euro
    Maggiorazione entrambi lavoratori (35,68 x 2)71,36 euro
    TOTALE MENSILE470,16 euro
    TOTALE ANNUO5.641,92 euro

    Esempio di calcolo: famiglia numerosa

    VoceImporto mensile
    Famiglia con ISEE 16.000 euro, 4 figli minori, entrambi genitori lavoratori 
    Importo base (199,40 x 4)797,60 euro
    Maggiorazione entrambi lavoratori (35,68 x 4)142,72 euro
    Maggiorazione famiglie 4 o piu figli (forfettaria)150,00 euro
    TOTALE MENSILE1.090,32 euro
    TOTALE ANNUO13.083,84 euro

    Errori comuni e come evitarli

    Nella nostra esperienza presso il CAF Centro Fiscale di Udine, alcuni errori si ripetono con frequenza tra i contribuenti che si rivolgono al servizio per problemi relativi all’Assegno Unico. Vediamo i piu importanti:

    1. Ritardare l’ISEE oltre il 30 giugno: e l’errore piu costoso, comporta la perdita di mesi di arretrati senza possibilita di recupero
    2. Non aggiornare l’IBAN dopo cambio banca: blocca completamente l’erogazione
    3. Dimenticare di comunicare nuove nascite: la domanda integrativa va presentata entro 120 giorni
    4. Errori sui dati anagrafici dei figli: codici fiscali errati o nomi scritti male generano sospensioni
    5. Non dichiarare correttamente le crypto-attivita: dal 2024 e obbligatorio nella DSU; l’omissione genera ISEE difforme con conseguente blocco
    6. Non comunicare la separazione: porta a sovrapposizioni di pagamenti che vanno restituiti
    7. Confondere il calendario di erogazione: gli accrediti si concentrano nella finestra 17-19, non sono “tardivi” se arrivano il 19 invece del 17

    Novita 2026 e prospettive future

    Per il 2026, l’INPS ha confermato la rivalutazione ISTAT applicata agli importi base e alle maggiorazioni, con incrementi del +0,8% rispetto al 2025 in linea con l’inflazione registrata nel periodo di riferimento. Le fasce ISEE di accesso ai diversi scaglioni sono state anch’esse adeguate per evitare di penalizzare le famiglie con redditi nominalmente cresciuti per effetto dell’inflazione.

    Tra le novita procedurali piu rilevanti:

    • Integrazione con PagoPA potenziata per la gestione di ricorsi e richieste di chiarimento
    • App INPS Mobile con nuova sezione dedicata al monitoraggio in tempo reale dello stato dei pagamenti
    • DSU precompilata con maggior copertura di dati patrimoniali e finanziari, riducendo il tempo di compilazione
    • Comunicazione preventiva via app/email del rischio di scadenza ISEE per evitare perdita di arretrati

    Sul fronte normativo, restano in discussione possibili modifiche alla struttura delle maggiorazioni, con particolare attenzione al rafforzamento del sostegno alle famiglie numerose e a quelle con figli disabili. Eventuali aggiornamenti saranno introdotti con la Legge di Bilancio 2027.

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Conclusioni: cosa fare a maggio 2026

    Maggio 2026 rappresenta un mese chiave per l’Assegno Unico Universale: l’erogazione regolare si concentra nella finestra 17-19 maggio per i beneficiari in corso, mentre per le nuove domande accolte l’accredito avviene entro il 29 maggio. Ma soprattutto, il mese di maggio e l’ultimo “promemoria” prima della scadenza fondamentale del 30 giugno 2026, oltre la quale si perdono in modo definitivo gli arretrati maturati dall’inizio dell’anno per chi non ha ancora aggiornato l’ISEE.

    Per non incorrere in perdite economiche significative — che, come abbiamo visto, possono superare facilmente i 1.000-2.000 euro per nucleo familiare — e fondamentale:

    • Verificare la validita dell’ISEE 2026 nella propria area riservata INPS
    • Se l’ISEE non e stato ancora aggiornato, prenotare immediatamente un appuntamento al CAF per la compilazione della DSU
    • Controllare che l’IBAN comunicato sia attivo
    • Per nuove nascite, presentare domanda entro 120 giorni
    • Per situazioni di reddito peggiorate, valutare l’ISEE corrente

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio completo di assistenza per la compilazione e trasmissione della DSU, la presentazione delle domande di Assegno Unico, la gestione di eventuali ricorsi e la consulenza sulla cumulabilita con altri bonus famiglia. Contattaci per fissare un appuntamento e mettere in sicurezza il tuo diritto all’Assegno Unico per il 2026.

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    FAQ – Domande frequenti sull’Assegno Unico maggio 2026

    Quando arriva l’Assegno Unico a maggio 2026?

    Per i beneficiari gia in corso, il pagamento e accreditato tra il 17 e il 19 maggio 2026. Per chi ha presentato una nuova domanda o ha avuto variazioni, l’accredito avviene entro l’ultimo giorno lavorabile del mese, ovvero venerdi 29 maggio 2026.

    Qual e l’importo massimo dell’Assegno Unico nel 2026?

    L’importo base massimo e di 199,40 euro mensili per ciascun figlio minore, riconosciuto alle famiglie con ISEE fino a 17.090,61 euro. Con le maggiorazioni (figli disabili, famiglie numerose, entrambi genitori lavoratori), il totale per nucleo puo superare significativamente questa cifra.

    Entro quando bisogna presentare l’ISEE per gli arretrati?

    L’ISEE deve essere presentato entro il 30 giugno 2026 per avere diritto agli arretrati spettanti da marzo 2026. Dopo questa data, gli importi maggiorati spettano solo dal mese di presentazione, senza recupero dei mesi precedenti.

    Bisogna rifare la domanda di Assegno Unico ogni anno?

    No, dal 2023 le domande sono rinnovate d’ufficio dall’INPS. E pero indispensabile aggiornare annualmente l’ISEE per mantenere l’importo pieno: senza una DSU valida 2026, l’erogazione prosegue al minimo di 57 euro per figlio.

    Cosa succede se non presento l’ISEE?

    In assenza di ISEE valido per il 2026, si percepisce l’importo minimo di 57 euro mensili per figlio. La differenza rispetto all’importo spettante in base alla reale situazione economica e definitivamente persa se l’ISEE non viene presentato entro il 30 giugno 2026.

    Come funziona l’Assegno Unico per genitori separati?

    In caso di affidamento condiviso, l’assegno e ripartito al 50% tra i due genitori, calcolato sulla base dell’ISEE di ciascun nucleo. In caso di affidamento esclusivo, l’intero importo spetta al genitore affidatario. I genitori possono concordare diversamente comunicandolo all’INPS.

    L’Assegno Unico e cumulabile con il bonus asilo nido?

    Si, l’Assegno Unico e pienamente cumulabile con il bonus asilo nido, che prevede contributi fino a 3.000 euro annui per ISEE fino a 25.000 euro. Anche carta “Dedicata a te”, bonus bollette e bonus nascita sono cumulabili con l’Assegno Unico.

    Maggio 19, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-19 13:28:382026-05-31 17:49:26Assegno unico maggio 2026: date pagamenti INPS e scadenze per gli arretrati
    ASSEGNO UNICO

    Assegno unico maggio 2026, le date dei pagamenti e le scadenze per gli arretrati

    ASSEGNO UNICO UNIVERSALEASSEGNO UNICO UNIVERSALE

    L’Assegno Unico Universale per i figli a carico continua a rappresentare nel 2026 il principale sostegno economico erogato dall’INPS alle famiglie italiane. Anche per il mese di maggio 2026, milioni di nuclei familiari attendono l’accredito dell’importo, che varia in base all’ISEE e alla composizione del nucleo. In questo articolo trovi tutte le date dei pagamenti di maggio 2026, le indicazioni per le nuove domande, le scadenze per gli arretrati e le maggiorazioni previste dal D.Lgs. 230/2021.

    Indice dei contenuti

    1. Date pagamenti Assegno Unico maggio 2026
    2. Nuove domande: quando arriva il pagamento
    3. Arretrati Assegno Unico: scadenze e diritto al recupero
    4. Importi 2026: dalla soglia minima al massimo
    5. Maggiorazioni 2026: disabilità, famiglie numerose, madri under 21
    6. ISEE 2026: rinnovo entro il 30 giugno per non perdere arretrati
    7. Come verificare il pagamento sul portale INPS
    8. Cosa fare in caso di mancato pagamento
    9. FAQ – Domande frequenti

    Date pagamenti Assegno Unico maggio 2026

    L’INPS ha confermato il consueto calendario dei pagamenti per l’Assegno Unico Universale anche per il mese di maggio 2026. Per i nuclei familiari che percepiscono già la prestazione e che hanno un’ISEE valido, l’accredito avviene tra il 17 e il 19 di ogni mese. Tuttavia, nel mese di maggio 2026 il 17 cade di domenica: per questo motivo, i pagamenti saranno effettuati nei giorni lavorativi immediatamente successivi.

    Le date di pagamento previste per maggio 2026 sono dunque:

    • Lunedì 18 maggio 2026 – primo giorno utile di pagamento per i beneficiari in corso
    • Martedì 19 maggio 2026 – secondo giorno di accrediti
    • Mercoledì 20 maggio 2026 – completamento dei pagamenti per i beneficiari “storici”

    Il pagamento avviene tramite bonifico sull’IBAN comunicato all’INPS dal genitore o tutore richiedente. È bene ricordare che, in caso di IBAN cointestato, è necessario che sia indicato anche il genitore richiedente come intestatario, altrimenti l’importo viene sospeso.

    Nuove domande: quando arriva il pagamento

    Discorso diverso per chi ha presentato la domanda di Assegno Unico nel mese di maggio 2026 o nei mesi immediatamente precedenti senza essere ancora entrato a regime. In questi casi il pagamento non segue il calendario 17-19, ma viene effettuato nell’ultimo giorno lavorativo del mese di accoglimento della domanda.

    Per maggio 2026 l’ultimo giorno lavorativo è venerdì 29 maggio 2026: chi vede la propria domanda accolta entro questa data riceverà l’accredito proprio in quella giornata. Dal mese successivo, una volta diventato “beneficiario in corso”, il pagamento rientrerà nel calendario ordinario 17-19.

    È importante sottolineare un aspetto pratico: tra la data di protocollazione della domanda e la data di accoglimento da parte dell’INPS possono passare alcune settimane. Per questo motivo, se la domanda è stata presentata negli ultimi giorni di aprile o nei primi giorni di maggio, è possibile che il primo accredito arrivi solo a fine maggio o, in alcuni casi, a giugno 2026, con gli arretrati delle mensilità maturate.

    Arretrati Assegno Unico: scadenze e diritto al recupero

    Uno dei dubbi più frequenti riguarda gli arretrati dell’Assegno Unico. La regola generale stabilita dal D.Lgs. 230/2021 è chiara: le famiglie possono richiedere l’AUC anche dopo l’inizio del periodo di competenza, ma esistono scadenze precise da rispettare per non perdere parte degli importi.

    • Domanda presentata entro il 30 giugno 2026: la famiglia ha diritto a tutti gli arretrati a partire da marzo 2026 (mese di inizio del periodo di competenza che va da marzo 2026 a febbraio 2027).
    • Domanda presentata dopo il 30 giugno 2026: l’assegno spetta solo a partire dal mese successivo alla presentazione della domanda. Si perdono quindi le mensilità precedenti.

    Questa regola si applica sia alle nuove domande, sia ai nuclei che non hanno presentato l’ISEE entro il 30 giugno: come vedremo nella sezione dedicata, anche il rinnovo della DSU rispetta lo stesso termine per garantire gli arretrati.

    Importi 2026: dalla soglia minima al massimo

    Gli importi dell’Assegno Unico 2026 dipendono direttamente dall’ISEE in corso di validità. Si va da un minimo per le famiglie con ISEE alto (o senza ISEE) a un massimo per le famiglie a basso reddito.

    • ISEE fino a 17.090 euro: 199,40 euro mensili per ogni figlio minore (importo massimo)
    • ISEE tra 17.090 e 45.574 euro: importo decrescente secondo scala progressiva
    • ISEE oltre 45.574 euro o ISEE assente: 57 euro mensili per ogni figlio minore (importo minimo)

    Per i figli maggiorenni tra i 18 e i 21 anni che studiano, fanno tirocinio, sono disoccupati registrati o svolgono servizio civile universale, gli importi sono ridotti rispetto a quelli dei figli minori, sempre secondo la stessa logica ISEE. Per il dato esatto è consigliabile consultare la circolare INPS in vigore o rivolgersi al CAF.

    È utile ricordare che, se la famiglia non presenta l’ISEE, riceverà comunque l’importo minimo di 57 euro per figlio: nessuna famiglia con domanda accolta resta a “zero”, ma per ottenere l’importo pieno è indispensabile avere una DSU/ISEE valida e aggiornata.

    Maggiorazioni 2026: disabilità, famiglie numerose, madri under 21

    Sull’importo base dell’Assegno Unico si possono cumulare diverse maggiorazioni, espressamente previste dal D.Lgs. 230/2021 e dai successivi aggiornamenti dell’INPS:

    • Figli con disabilità: maggiorazione di 91,42 euro mensili (importo standard, modulato in base alla gravità della disabilità – non autosufficienza, grave o media)
    • Famiglie con 4 o più figli: maggiorazione forfettaria di 18 euro al mese per ciascun figlio
    • Entrambi i genitori lavoratori: maggiorazione di 35,68 euro al mese per ogni figlio fino a 21 anni
    • Madri di età inferiore ai 21 anni: maggiorazione di 23,68 euro mensili per ciascun figlio

    Le maggiorazioni vengono riconosciute automaticamente dall’INPS sulla base dei dati presenti nella domanda e nella DSU/ISEE. Per la disabilità è necessario che il verbale di invalidità sia stato trasmesso correttamente all’INPS; se il riconoscimento arriva successivamente, si possono richiedere gli arretrati a decorrere dalla data di efficacia del verbale.

    ISEE 2026: rinnovo entro il 30 giugno per non perdere arretrati

    L’ISEE ha validità dal 1° gennaio al 31 dicembre dell’anno di rilascio. Per non perdere gli importi pieni dell’Assegno Unico, ogni famiglia deve rinnovare la DSU entro il 30 giugno 2026.

    Cosa succede se l’ISEE viene rinnovato in ritardo?

    • DSU presentata entro il 30 giugno 2026: l’importo viene ricalcolato retroattivamente da marzo 2026 e i nuclei ricevono eventuali arretrati sulle mensilità precedenti.
    • DSU presentata dopo il 30 giugno 2026: l’importo aggiornato decorre solo dal mese successivo alla presentazione. Le mensilità di marzo, aprile, maggio e giugno restano calcolate con l’importo minimo (57 euro), perdendo eventuali maggiorazioni.

    Per le famiglie che hanno percepito l’importo minimo nei primi mesi del 2026 in attesa del rinnovo, il conguaglio arriva tipicamente nel mese successivo alla presentazione della DSU, in un’unica soluzione insieme alla mensilità ordinaria.

    Come verificare il pagamento sul portale INPS

    Per verificare l’effettivo accredito dell’Assegno Unico di maggio 2026, l’INPS mette a disposizione il servizio “Assegno Unico e Universale per i figli a carico” sul portale ufficiale. Per accedere è necessario disporre di credenziali SPID, CIE o CNS.

    I passaggi per consultare il dettaglio dei pagamenti sono i seguenti:

    1. Accedere a inps.it con SPID/CIE/CNS
    2. Aprire la sezione “Assegno Unico e Universale per i figli a carico”
    3. Cliccare su “Consultazione domanda”
    4. Selezionare la domanda attiva e aprire il dettaglio dei pagamenti mensili

    In questa sezione è possibile verificare l’importo erogato per ogni mese, lo stato del pagamento, l’IBAN su cui è avvenuto l’accredito ed eventuali sospensioni o rigetti di mensilità, con la relativa motivazione. È buona norma controllare il dettaglio anche per individuare eventuali conguagli a debito generati da ISEE rettificati.

    Cosa fare in caso di mancato pagamento

    Se entro il 21 maggio 2026 non hai ancora ricevuto l’accredito (per i beneficiari in corso) o se la domanda accolta non risulta liquidata entro fine mese, è opportuno seguire questi passaggi:

    • Verifica IBAN: assicurati che l’IBAN comunicato all’INPS sia attivo e che il richiedente sia intestatario o cointestatario.
    • Stato ISEE: controlla che la DSU sia in corso di validità e che non sia uscita “omissioni/difformità”.
    • Posizione anagrafica: verifica che i dati del nucleo familiare siano allineati tra Anagrafe Comunale e INPS.
    • Variazioni nucleo: comunica eventuali nuove nascite, separazioni o cambi di residenza tramite il modulo “Variazione nucleo” sul portale INPS.

    In caso di problemi persistenti, il CAF Centro Fiscale di Udine assiste le famiglie nella verifica della domanda, nel rinnovo della DSU/ISEE e nella presentazione di eventuali ricorsi amministrativi in caso di rigetto o sospensione ingiustificata della prestazione.

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    FAQ – Domande frequenti su Assegno Unico maggio 2026

    Quando viene pagato l’Assegno Unico a maggio 2026?

    Per i beneficiari in corso, i pagamenti di maggio 2026 sono previsti dal 18 al 20 maggio 2026, dato che il 17 cade di domenica. Per le nuove domande accolte nel mese, il pagamento avviene il 29 maggio 2026, ultimo giorno lavorativo del mese.

    Entro quando devo presentare la domanda per avere gli arretrati?

    Per avere diritto agli arretrati a partire da marzo 2026, la domanda deve essere presentata entro il 30 giugno 2026. Dopo questa data, l’assegno decorre dal mese successivo alla presentazione.

    Se non ho ISEE, ricevo comunque l’Assegno Unico?

    Sì, ma riceverai l’importo minimo di 57 euro mensili per ogni figlio. Per ottenere l’importo pieno (fino a 199,40 euro) è necessario presentare una DSU/ISEE valida.

    Devo rifare la domanda ogni anno?

    No. La domanda di Assegno Unico, una volta presentata, è valida fino a revoca o cessazione dei requisiti. Va però aggiornata la DSU/ISEE ogni anno entro il 30 giugno per non perdere maggiorazioni e arretrati.

    Il pagamento è cumulabile con altri sostegni?

    Sì, l’Assegno Unico è compatibile con altre prestazioni assistenziali (Assegno di Inclusione, bonus asilo nido, indennità di accompagnamento per figli disabili), salvo eccezioni specifiche. Non è invece più cumulabile con le vecchie detrazioni IRPEF per figli a carico minori di 21 anni.

    Hai bisogno di assistenza? Contatta il CAF Centro Fiscale di Udine

    Il calendario di maggio 2026 dell’Assegno Unico conferma il consueto schema: pagamenti dal 18 al 20 maggio per chi è già beneficiario, accredito il 29 maggio per le nuove domande, e termine ultimo del 30 giugno 2026 per garantire gli arretrati e l’importo pieno tramite ISEE aggiornata.

    Se non hai ancora presentato la DSU 2026, se devi aggiornare il nucleo familiare o se vuoi verificare con un professionista la correttezza dell’importo che ricevi mensilmente, puoi rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine. I nostri operatori ti aiutano a presentare la domanda, calcolare l’ISEE, gestire eventuali maggiorazioni per disabilità e seguire l’iter completo, incluso il recupero degli arretrati.

    Riferimenti normativi: D.Lgs. 230/2021; circolari INPS in materia di Assegno Unico e Universale.

    Maggio 19, 2026/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-19 10:53:422026-05-31 17:50:02Assegno unico maggio 2026, le date dei pagamenti e le scadenze per gli arretrati
    CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

    Detrazioni Familiari a Carico 2025: Guida Completa con Limiti, Importi e 10 Novità Fiscali

    detrazioni fiscali per ristrutturazione edilizia

    Le detrazioni familiari a carico 2025 rappresentano uno degli strumenti fiscali più importanti per le famiglie italiane, permettendo di ridurre significativamente l’IRPEF dovuta. Quest’anno, però, le regole sono cambiate in modo sostanziale: la Legge di Bilancio 2025 ha introdotto un nuovo limite di età per i figli e ha ridefinito quali familiari possono essere considerati a carico. Comprendere queste novità è fondamentale per non perdere benefici fiscali a cui si ha diritto, o per evitare errori che potrebbero costare caro in sede di controllo.

    In questa guida completa analizzeremo nel dettaglio chi sono i familiari a carico nel 2025, quali sono i limiti di reddito aggiornati, come si calcolano le detrazioni per figli e coniuge, e cosa cambia rispetto agli anni precedenti. Vedremo anche il rapporto tra Assegno Unico e detrazioni IRPEF, con esempi pratici di calcolo e indicazioni precise su come compilare correttamente il modello 730/2025. Se hai dubbi sulla tua situazione familiare o vuoi essere certo di ottenere tutte le detrazioni spettanti, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per un’assistenza personalizzata.

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    Indice dei contenuti

    1. Chi Sono i Familiari a Carico nel 2025
    2. Limiti di Reddito per Essere a Carico nel 2025
    3. Le Novità 2025: Il Limite dei 30 Anni per i Figli
    4. Detrazioni per Figli a Carico 2025: Importi e Calcolo
    5. Detrazione per Coniuge a Carico 2025
    6. Detrazioni per Altri Familiari: Genitori e Ascendenti
    7. Assegno Unico e Detrazioni Figli: Cosa Resta nel 2025
    8. Come Compilare il 730/2025 per i Familiari a Carico
    9. Spese Detraibili per Figli Over 30
    10. Errori Comuni da Evitare
    11. Quando Rivolgersi al CAF
    12. Domande Frequenti

    Chi Sono i Familiari a Carico nel 2025

    Prima di addentrarci negli importi e nei calcoli, è essenziale capire chi può essere considerato familiare fiscalmente a carico. Non tutti i parenti rientrano in questa categoria, e dal 2025 le regole sono diventate più restrittive.

    Un familiare è considerato a carico quando possiede un reddito complessivo annuo inferiore a determinate soglie e appartiene a specifiche categorie di parentela. Il concetto di “a carico” indica che quel familiare dipende economicamente dal contribuente, il quale può quindi beneficiare di una riduzione delle imposte per il sostegno che fornisce.

    I familiari che possono essere considerati a carico nel 2025 sono:

    • Il coniuge non legalmente ed effettivamente separato (o la parte dell’unione civile)
    • I figli, compresi quelli naturali riconosciuti, adottivi, affidati o affiliati
    • Gli ascendenti conviventi: genitori, nonni e bisnonni che vivono con il contribuente

    Una novità importante introdotta dalla Legge di Bilancio 2025 riguarda l’eliminazione di alcune categorie che in precedenza potevano essere considerate a carico. Dal 2025, non danno più diritto a detrazioni:

    • Generi e nuore
    • Suoceri (a meno che non rientrino come ascendenti conviventi del coniuge)
    • Fratelli e sorelle

    Questa restrizione ha un impatto significativo per molte famiglie che in passato beneficiavano delle detrazioni per questi parenti. Se hai un fratello disoccupato o una sorella senza reddito che vive con te, dal 2025 non potrai più considerarli fiscalmente a carico, indipendentemente dalla loro situazione economica.

    Limiti di Reddito per Essere a Carico nel 2025

    Il requisito fondamentale per essere considerati familiari a carico è non superare determinati limiti di reddito nell’anno fiscale. Questi limiti sono rimasti invariati rispetto agli anni precedenti, ma è cruciale conoscerli con precisione.

    Le soglie di reddito per essere considerati a carico nel 2025 sono:

    CategoriaLimite di Reddito Annuo
    Familiari in generale (coniuge, ascendenti, figli over 24)2.840,51 euro
    Figli fino a 24 anni4.000 euro

    È importante sottolineare alcuni aspetti cruciali di questi limiti:

    Il reddito è al lordo degli oneri deducibili. Questo significa che si considera il reddito complessivo prima di sottrarre eventuali deduzioni come contributi previdenziali o assegni di mantenimento. Molti contribuenti commettono l’errore di calcolare il reddito netto invece di quello lordo.

    Il limite è annuale e non frazionabile. Se tuo figlio inizia a lavorare a ottobre e guadagna 3.000 euro in tre mesi, perde lo status di familiare a carico per l’intero anno, non solo per i mesi in cui ha lavorato. Non esiste la possibilità di avere la detrazione proporzionale.

    Anche un solo euro in più fa perdere la detrazione. Se il limite è 2.840,51 euro e il familiare ne guadagna 2.841, decade completamente il diritto alla detrazione. Non esistono zone grigie o tolleranze.

    Facciamo un esempio pratico: Marco ha 23 anni e durante l’estate 2025 lavora come cameriere, guadagnando 3.800 euro. Poiché ha meno di 24 anni, il limite per lui è 4.000 euro. Essendo sotto questa soglia, Marco resta fiscalmente a carico dei genitori per tutto il 2025. Se invece avesse guadagnato 4.100 euro, avrebbe perso completamente lo status di familiare a carico.

    Le Novità 2025: Il Limite dei 30 Anni per i Figli

    La novità più rilevante delle detrazioni familiari a carico 2025 riguarda l’introduzione di un limite di età per i figli. Questa modifica, introdotta dalla Legge di Bilancio 2025 (Legge n. 207/2024), ridefinisce completamente il diritto alle detrazioni IRPEF per i figli maggiorenni.

    Dal 1° gennaio 2025, le detrazioni per figli a carico spettano esclusivamente per:

    • Figli di età compresa tra 21 e 29 anni (fino al giorno prima del compimento dei 30 anni)
    • Figli di qualsiasi età con disabilità accertata ai sensi della Legge 104/1992

    Questo significa che se hai un figlio di 30 anni o più che vive ancora con te e non ha redditi propri, non puoi più beneficiare della detrazione IRPEF per carichi di famiglia, a meno che non sia portatore di handicap riconosciuto.

    Secondo le stime del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), questa modifica impatterà circa 350.000 nuclei familiari italiani, con una perdita media compresa tra 400 e 700 euro annui di benefici fiscali.

    Vediamo la situazione con una tabella riassuntiva:

    Età del FiglioTipo di BeneficioNote
    0-20 anniAssegno Unico UniversaleNessuna detrazione IRPEF (sostituita dall’AUU)
    21-29 anniDetrazione IRPEF 950 euroCumulabile con eventuale Assegno Unico
    30+ anni (senza disabilità)Nessun beneficioPerdita completa delle detrazioni per carichi di famiglia
    30+ anni (con disabilità L.104)Detrazione IRPEF 1.350 euroNessun limite di età

    Esempio pratico: Lucia ha un figlio, Andrea, che compie 30 anni il 15 marzo 2025. Andrea non lavora e vive ancora con i genitori. Fino al 14 marzo 2025, i genitori possono teoricamente considerarlo a carico. Dal 15 marzo 2025, perdono il diritto alla detrazione per carichi di famiglia. Tuttavia, poiché il requisito dell’età si verifica alla fine del periodo d’imposta, per l’anno 2025 Andrea non sarà più considerabile come figlio a carico ai fini delle detrazioni IRPEF previste dall’art. 12 del TUIR.

    Detrazioni per Figli a Carico 2025: Importi e Calcolo

    Veniamo ora agli importi concreti delle detrazioni per figli a carico nel 2025. Queste detrazioni si applicano ai figli di età compresa tra 21 e 29 anni che rispettano i limiti di reddito.

    Gli importi teorici delle detrazioni sono:

    • 950 euro per ogni figlio a carico (di età 21-29 anni)
    • 1.350 euro per ogni figlio con disabilità accertata (Legge 104/1992), senza limiti di età

    Tuttavia, questi importi sono teorici. L’importo effettivo dipende dal reddito complessivo del contribuente e si calcola con una specifica formula.

    Formula di Calcolo della Detrazione Figli

    La detrazione effettiva si calcola così:

    Detrazione = 950 × (95.000 – Reddito Complessivo) / 95.000

    Dove:

    • 950 euro è la detrazione teorica (1.350 per figli disabili)
    • 95.000 euro è la soglia di reddito oltre la quale la detrazione si azzera
    • Reddito Complessivo è il reddito lordo del contribuente

    Se hai più figli a carico, la soglia di 95.000 euro aumenta di 15.000 euro per ogni figlio successivo al primo. Quindi:

    • 1 figlio: soglia 95.000 euro
    • 2 figli: soglia 110.000 euro
    • 3 figli: soglia 125.000 euro
    • 4 figli: soglia 140.000 euro

    Esempio di calcolo: Giovanni ha un reddito di 35.000 euro e un figlio di 25 anni a carico. La detrazione spettante è:

    950 × (95.000 – 35.000) / 95.000 = 950 × 60.000 / 95.000 = 950 × 0,6316 = 600 euro circa

    Se Giovanni avesse un reddito di 80.000 euro, la detrazione sarebbe molto più bassa:

    950 × (95.000 – 80.000) / 95.000 = 950 × 15.000 / 95.000 = 950 × 0,158 = 150 euro circa

    Bonus Famiglie Numerose

    Per le famiglie con quattro o più figli a carico, è previsto un ulteriore beneficio: una detrazione aggiuntiva di 1.200 euro, introdotta dall’articolo 16-ter del TUIR. Questo bonus si somma alle detrazioni ordinarie per ciascun figlio e può essere riconosciuto anche direttamente in busta paga dal datore di lavoro.

    Detrazione per Coniuge a Carico 2025

    La detrazione per il coniuge a carico segue regole diverse rispetto a quella per i figli. Non è previsto alcun limite di età, ma valgono i limiti di reddito standard (2.840,51 euro annui).

    Gli importi della detrazione per coniuge variano in base al reddito del contribuente:

    Reddito ComplessivoDetrazione Coniuge
    Fino a 15.000 euro800 euro, diminuiti di [110 × (reddito / 15.000)]
    Da 15.001 a 40.000 euro690 euro
    Da 40.001 a 80.000 euro690 × (80.000 – reddito) / 40.000
    Oltre 80.000 euroZero

    Esempio pratico: Maria ha un reddito di 28.000 euro e il marito non lavora. La detrazione per coniuge a carico è di 690 euro fissi, poiché il suo reddito rientra nella fascia 15.001-40.000 euro.

    Se invece Maria avesse un reddito di 60.000 euro, la detrazione sarebbe:

    690 × (80.000 – 60.000) / 40.000 = 690 × 20.000 / 40.000 = 690 × 0,5 = 345 euro

    È importante ricordare che la detrazione per il coniuge non spetta in caso di separazione legale ed effettiva, anche se si continuasse a convivere sotto lo stesso tetto per motivi economici.

    Detrazioni per Altri Familiari: Genitori e Ascendenti

    Come anticipato, dal 2025 le detrazioni per altri familiari sono state significativamente ridimensionate. L’unica categoria rimasta, oltre a coniuge e figli, è quella degli ascendenti conviventi.

    Per ascendenti si intendono:

    • Genitori (madre e padre)
    • Nonni
    • Bisnonni

    Per poter beneficiare della detrazione, è necessario che:

    1. L’ascendente abbia un reddito inferiore a 2.840,51 euro annui
    2. L’ascendente sia convivente con il contribuente (stessa residenza anagrafica)

    L’importo della detrazione per ascendenti conviventi è di 750 euro, anch’essa decrescente al crescere del reddito del contribuente, con la formula:

    Detrazione = 750 × (80.000 – Reddito Complessivo) / 80.000

    Esempio: Paolo ha la madre di 78 anni che vive con lui. La madre percepisce solo una piccola pensione di reversibilità di 2.400 euro annui. Paolo, che ha un reddito di 40.000 euro, può detrarre:

    750 × (80.000 – 40.000) / 80.000 = 750 × 0,5 = 375 euro

    Attenzione: Se i genitori non sono conviventi (ad esempio vivono in una casa propria, anche se nello stesso comune), la detrazione non spetta, anche se il figlio li sostiene economicamente.

    Assegno Unico e Detrazioni Figli: Cosa Resta nel 2025

    Una delle domande più frequenti riguarda il rapporto tra Assegno Unico Universale (AUU) e detrazioni IRPEF per figli a carico. Facciamo chiarezza definitiva su cosa spetta e a chi.

    Dal 1° marzo 2022, l’Assegno Unico ha sostituito le precedenti detrazioni per figli a carico per i figli fino a 21 anni. Questo significa che:

    Età del FiglioAssegno UnicoDetrazione IRPEFCumulabilità
    0-17 anniSì (importo pieno)No–
    18-20 anniSì (importo ridotto)No–
    21-29 anniPossibile (se studente o disoccupato)Sì (950 euro)Sì, cumulabili
    30+ anniNoNo (salvo disabilità)–

    Il punto chiave è che per i figli dai 21 ai 29 anni, le detrazioni IRPEF si cumulano con l’eventuale Assegno Unico. Questo crea un vantaggio economico significativo per le famiglie con figli maggiorenni studenti universitari o in cerca di prima occupazione.

    Esempio pratico: La famiglia Rossi ha un figlio di 22 anni che frequenta l’università e non ha redditi propri. La famiglia ha ISEE di 25.000 euro. Nel 2025 ricevono:

    • Assegno Unico: circa 80-100 euro mensili (dipende dall’ISEE)
    • Detrazione IRPEF: fino a 950 euro annui (dipende dal reddito del genitore)

    Il totale del beneficio può superare i 2.000 euro annui considerando entrambe le misure.

    Come Compilare il 730/2025 per i Familiari a Carico

    La corretta compilazione del modello 730/2025 è fondamentale per ottenere tutte le detrazioni familiari spettanti. Vediamo come procedere sezione per sezione.

    Il Prospetto dei Familiari a Carico (Righi da 1 a 5)

    Nel modello 730/2025, i familiari a carico vanno indicati nel Prospetto dei familiari a carico, che si trova nella prima parte della dichiarazione. Per ogni familiare dovrai indicare:

    • Codice fiscale del familiare
    • Tipo di parentela (C = coniuge, F1 = primo figlio, F = altri figli, A = altro familiare/ascendente)
    • Mesi a carico (da 1 a 12)
    • Percentuale di detrazione (100% se sei l’unico a beneficiarne, 50% se ripartita con l’altro genitore)
    • Minore di 3 anni (solo per figli, barrare se applicabile)
    • Disabilità (barrare se il familiare ha disabilità L.104)

    Attenzione alla Percentuale di Ripartizione

    Per i figli a carico, la detrazione può essere ripartita tra i genitori. Le opzioni sono:

    • 50% e 50%: ciascun genitore detrae metà dell’importo
    • 100% a un solo genitore: se l’altro genitore è incapiente (non ha imposte da pagare)

    La scelta della ripartizione deve essere concordata tra i genitori e mantenuta per l’intero anno fiscale. Non è possibile cambiare percentuale durante l’anno.

    Cosa Indicare per gli Ascendenti

    Per i genitori o altri ascendenti conviventi, dovrai:

    1. Indicare il codice “A” nella colonna tipo parentela
    2. Verificare che risultino conviventi all’anagrafe
    3. Conservare documentazione che attesti la convivenza

    Il CAF Centro Fiscale verifica sempre la correttezza di questi dati per evitare contestazioni future da parte dell’Agenzia delle Entrate.

    Spese Detraibili per Figli Over 30: Il Chiarimento dell’Agenzia Entrate

    Un aspetto importante chiarito dall’Agenzia delle Entrate con la Circolare n. 4/2025 riguarda la possibilità di detrarre le spese sostenute per figli over 30.

    Anche se dal 2025 non spettano più le detrazioni per carichi di famiglia per i figli che hanno compiuto 30 anni, resta comunque possibile detrarre determinate spese sostenute per loro, a condizione che:

    • Il figlio abbia un reddito inferiore alle soglie previste (2.840,51 euro)
    • Le spese siano state effettivamente sostenute dal genitore

    Le spese detraibili anche per figli over 30 includono:

    • Spese sanitarie (visite, farmaci, esami, interventi)
    • Spese universitarie (tasse, libri, master)
    • Spese per attività sportive (fino a 210 euro per figli 5-18 anni, non applicabile over 30)
    • Premi assicurativi intestati al figlio ma pagati dal genitore

    Questo significa che se hai un figlio di 32 anni senza lavoro che vive con te e lo porti dal medico pagando tu la visita, potrai inserire quella spesa nel tuo 730 come spesa sanitaria detraibile al 19%.

    Esempio: Roberto ha un figlio di 35 anni che non lavora. Nel 2025 paga per lui visite mediche e analisi per un totale di 800 euro. Roberto può detrarre il 19% di (800 – 129) = 19% di 671 = 127 euro nella sua dichiarazione.

    Errori Comuni da Evitare nelle Detrazioni Familiari

    Nella nostra esperienza al CAF Centro Fiscale, riscontriamo frequentemente alcuni errori ricorrenti nelle dichiarazioni relative ai familiari a carico. Conoscerli ti aiuterà a evitarli.

    1. Superare il Limite di Reddito Senza Accorgersene

    Molti contribuenti dimenticano di considerare tutti i redditi del familiare a carico. Nel calcolo della soglia (2.840,51 o 4.000 euro) rientrano:

    • Redditi da lavoro dipendente e autonomo
    • Redditi da locazione (anche in cedolare secca)
    • Redditi di capitale e diversi
    • Indennità di disoccupazione (NASpI)
    • Borse di studio tassate

    Attenzione: Alcune somme non concorrono al limite, come le rendite INAIL, le pensioni di guerra e le borse di studio esenti.

    2. Non Aggiornare la Situazione Familiare

    Se durante l’anno il familiare ha trovato lavoro, si è sposato, o ha superato l’età limite, è necessario aggiornare il prospetto familiari. Molti lasciano invariati i dati dell’anno precedente, commettendo un errore che può portare a sanzioni.

    3. Doppia Detrazione tra Coniugi

    Un errore grave è quando entrambi i genitori indicano il figlio a carico al 100%. La somma delle percentuali deve sempre essere 100%, non di più. L’Agenzia delle Entrate incrocia i dati e sanziona queste irregolarità.

    4. Confondere la Convivenza con il Mantenimento

    Per gli ascendenti (genitori, nonni), la convivenza è obbligatoria. Non basta mantenerli economicamente: devono risultare residenti allo stesso indirizzo. Se il genitore vive in una RSA o in un’altra abitazione, non può essere considerato a carico ai fini della detrazione.

    5. Non Conservare la Documentazione

    L’Agenzia delle Entrate può richiedere prove della situazione dichiarata anche anni dopo. Conserva sempre:

    • Certificazione Unica del familiare (o dichiarazione di assenza di redditi)
    • Stato di famiglia aggiornato
    • Documentazione medica per figli disabili (verbale L.104)

    Quando Rivolgersi al CAF per le Detrazioni Familiari

    Le detrazioni familiari a carico possono sembrare semplici, ma nascondono molte insidie. Ecco quando è particolarmente consigliabile affidarsi a un professionista.

    Situazioni Complesse che Richiedono Assistenza

    • Separazione o divorzio: La ripartizione delle detrazioni tra ex coniugi richiede attenzione. Chi ha l’affidamento? Chi può detrarre cosa? Il CAF ti guida nella scelta più conveniente.
    • Figli con disabilità: Le agevolazioni sono maggiori, ma serve documentazione specifica e la compilazione è più complessa.
    • Familiari con redditi esteri: Se il familiare ha redditi prodotti all’estero, il calcolo del limite diventa complesso.
    • Genitori anziani conviventi: Verificare la convivenza effettiva e l’assenza di altri redditi (pensioni integrative, rendite) richiede un’analisi accurata.
    • Figli che compiono 30 anni durante l’anno: Le regole transitorie per il 2025 richiedono una valutazione caso per caso.

    I Vantaggi di Affidarsi al CAF Centro Fiscale

    Rivolgendoti al CAF Centro Fiscale di Udine per la compilazione del 730/2025 avrai:

    • Verifica preventiva della situazione familiare
    • Calcolo ottimizzato della ripartizione delle detrazioni tra coniugi
    • Controllo incrociato dei redditi dei familiari
    • Assistenza in caso di controlli dell’Agenzia delle Entrate
    • Visto di conformità sulla dichiarazione presentata

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande Frequenti sulle Detrazioni Familiari 2025

    Qual è il limite di reddito per essere considerati a carico nel 2025?

    Il limite di reddito per essere considerati familiari a carico nel 2025 è di 2.840,51 euro annui lordi. Per i figli fino a 24 anni di età, la soglia sale a 4.000 euro. Superando anche di un solo euro questi limiti, si perde lo status di familiare fiscalmente a carico.

    Fino a che età spettano le detrazioni per i figli a carico nel 2025?

    Dal 2025, le detrazioni IRPEF per figli a carico spettano solo per i figli di età compresa tra 21 e 29 anni. Dal compimento dei 30 anni, il diritto alla detrazione decade, salvo che il figlio abbia una disabilità accertata ai sensi della Legge 104/1992, nel qual caso non esiste alcun limite di età.

    Posso avere sia l’Assegno Unico che le detrazioni per lo stesso figlio?

    Dipende dall’età del figlio. Per i figli fino a 21 anni, l’Assegno Unico ha sostituito le detrazioni IRPEF. Per i figli dai 21 ai 29 anni, invece, le detrazioni sono cumulabili con l’eventuale Assegno Unico percepito, creando un doppio beneficio fiscale.

    Mio figlio ha 32 anni e non lavora: posso detrarre le sue spese mediche?

    Sì. Anche se non spettano più le detrazioni per carichi di famiglia dopo i 30 anni, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito (Circolare n. 4/2025) che puoi comunque detrarre le spese sostenute per il figlio (sanitarie, universitarie, ecc.) se il suo reddito resta sotto le soglie previste (2.840,51 euro). La condizione di familiare a carico ai fini delle spese detraibili resta valida.

    Come si calcola la detrazione per figli a carico nel 2025?

    La detrazione teorica è di 950 euro per figlio (1.350 euro per figli disabili). L’importo effettivo si calcola con la formula: 950 × (95.000 – reddito complessivo) / 95.000. Con redditi superiori a 95.000 euro la detrazione si azzera. Per chi ha più figli, la soglia aumenta di 15.000 euro per ogni figlio dopo il primo.

    I genitori anziani possono essere considerati a carico?

    Sì, dal 2025 gli ascendenti (genitori, nonni, bisnonni) conviventi con il contribuente possono essere considerati a carico se hanno un reddito inferiore a 2.840,51 euro. La detrazione è di 750 euro, decrescente al crescere del reddito del contribuente. È richiesta la convivenza effettiva (stessa residenza anagrafica).

    Cosa succede se mio figlio supera il limite di reddito durante l’anno?

    Se il figlio supera il limite di reddito (2.840,51 o 4.000 euro per under 24) anche di un solo euro nell’intero anno, perde completamente lo status di familiare a carico per tutto l’anno fiscale. Non è possibile avere la detrazione proporzionale ai mesi in cui era a carico.

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    Conclusione: Non Perdere le Detrazioni che Ti Spettano

    Le detrazioni familiari a carico 2025 sono un’opportunità importante per ridurre il carico fiscale della tua famiglia. Tuttavia, le novità introdotte quest’anno, in particolare il limite dei 30 anni per i figli e la restrizione sulle categorie di familiari ammessi, rendono più complessa la corretta compilazione della dichiarazione dei redditi.

    Un errore può costarti centinaia di euro di detrazioni perse, oppure esporti a sanzioni in caso di controlli. Per questo è fondamentale affidarsi a professionisti esperti che conoscono ogni dettaglio della normativa.

    Hai bisogno di assistenza per le detrazioni familiari o per la compilazione del modello 730/2025? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online per assistenza in tutta Italia.

    Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

    Aprile 13, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/03/detrazioni-fiscali-per-ristrutturazione-edilizia.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-04-13 19:54:552026-05-31 14:08:05Detrazioni Familiari a Carico 2025: Guida Completa con Limiti, Importi e 10 Novità Fiscali
    ASSEGNO UNICO, MATERNITA'

    Assegno Unico Bloccato: Cosa Fare e Come Risolvere Subito

    ASSEGNO UNICO UNIVERSALEASSEGNO UNICO UNIVERSALE

    L’assegno unico universale è diventato il sostegno economico principale per le famiglie con figli, ma non sempre il pagamento arriva puntualmente. Se hai notato che l’assegno unico è bloccato e non riesci a capire il motivo, non sei solo: ogni mese migliaia di famiglie si trovano nella stessa situazione. Le cause del blocco dell’assegno unico INPS possono essere diverse, ma nella maggior parte dei casi si tratta di problemi risolvibili con pochi passaggi.

    Tra le motivazioni più comuni del blocco troviamo l’ISEE scaduto o non presentato, un IBAN errato o non correttamente aggiornato, documentazione incompleta sui figli a carico, o anche semplici errori nei dati anagrafici inseriti nella domanda. L’INPS effettua controlli periodici automatici e, quando rileva anomalie, sospende temporaneamente il pagamento fino alla regolarizzazione della posizione.

    La buona notizia è che nella maggior parte dei casi il blocco dell’assegno unico può essere risolto rapidamente una volta individuata la causa. In questa guida completa ti spieghiamo perché l’assegno unico viene bloccato, come verificare lo stato della tua domanda attraverso il portale MyINPS, quali documenti servono per sbloccare il pagamento e quanto tempo ci vuole per ricevere anche gli arretrati. Se hai urgenza di risolvere la situazione, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine: i nostri esperti ti aiutano a sbloccare l’assegno unico in tempi rapidi e a recuperare tutti gli importi dovuti.

    Indice dei contenuti

    1. Perché l’assegno unico viene bloccato – principali cause
    2. ISEE mancante o scaduto: come risolvere
    3. IBAN errato o non intestato al richiedente
    4. Documentazione incompleta o dati non aggiornati
    5. Come verificare lo stato della domanda su MyINPS
    6. Tempi di sblocco e pagamento arretrati
    7. Domande Frequenti

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    Perché l’assegno unico viene bloccato – principali cause

    Il blocco dell’assegno unico universale è una situazione frustrante per molte famiglie, ma nella maggior parte dei casi dipende da anomalie rilevate automaticamente dai sistemi INPS durante i controlli periodici. L’Istituto effettua verifiche costanti sulle domande attive per garantire che i requisiti continuino a essere rispettati e che i dati siano corretti e aggiornati.

    Le cause più frequenti del blocco dell’assegno unico nel 2026 sono:

    • ISEE scaduto o non presentato – La Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) ha validità annuale e scade il 31 dicembre. Se non presenti un nuovo ISEE entro i termini, l’INPS eroga l’assegno nella misura minima (circa 57 euro per figlio minorenne) oppure lo sospende completamente in attesa della regolarizzazione
    • IBAN errato, non attivo o non intestato – Se l’IBAN comunicato nella domanda non è corretto, risulta chiuso o non è intestato al richiedente (o al coniuge/convivente per nuclei familiari), i pagamenti non possono essere accreditati e vengono bloccati
    • Documentazione incompleta sui figli – Mancanza di certificati di nascita, codice fiscale non aggiornato per i neonati, mancata comunicazione di affidamento o disabilità
    • Dati anagrafici non aggiornati – Variazioni di residenza, stato civile, composizione del nucleo familiare non comunicate all’INPS
    • Domanda con errori formali – Compilazione incompleta o con incongruenze che richiedono rettifica
    • Doppia domanda attiva – Se due genitori hanno presentato domanda separatamente senza coordinarsi, l’INPS blocca entrambe in attesa di chiarimenti
    • Controlli antifrode – In casi più rari, verifiche su requisiti di residenza, cittadinanza o permessi di soggiorno

    È importante sottolineare che il blocco non è definitivo: una volta identificata la causa e fornita la documentazione corretta, l’INPS sblocca il pagamento e accredita anche gli arretrati maturati durante il periodo di sospensione. La tempestività nell’intervenire è fondamentale per ridurre al minimo i disagi economici per la famiglia.

    ISEE mancante o scaduto: come risolvere

    L’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) è il documento chiave per determinare l’importo dell’assegno unico spettante. Senza un ISEE valido, l’INPS eroga l’assegno nella misura minima prevista per legge, pari a circa 57 euro mensili per figlio minorenne e 28 euro per figlio maggiorenne (fino ai 21 anni, se in possesso dei requisiti). Con un ISEE basso, invece, l’importo può arrivare fino a 199,40 euro per figlio minorenne con maggiorazioni per famiglie numerose, figli disabili e madri under 21.

    Il problema più comune è che molte famiglie dimenticano di rinnovare l’ISEE ogni anno. La Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) ha infatti validità fino al 31 dicembre dell’anno di presentazione. Dal 1° gennaio successivo, l’ISEE risulta scaduto e l’INPS inizia a erogare l’assegno nella misura minima, oppure lo blocca in attesa della presentazione del nuovo documento.

    Come risolvere il problema dell’ISEE scaduto

    Se il tuo assegno unico è bloccato o è stato ridotto all’importo minimo per mancanza di ISEE, devi agire rapidamente:

    1. Presenta la DSU aggiornata – Puoi farlo autonomamente sul sito INPS (area “ISEE precompilato”), tramite un CAF patronato (consigliato per evitare errori), o tramite commercialista. Il CAF Centro Fiscale di Udine elabora l’ISEE in giornata per situazioni urgenti
    2. Raccogli i documenti necessari – Servono: carte d’identità e codici fiscali di tutti i componenti del nucleo, redditi (CU, dichiarazione dei redditi), patrimonio immobiliare (visure catastali) e mobiliare (saldi conti correnti, depositi, azioni al 31 dicembre), targa auto/moto, contratto di affitto se in locazione
    3. Verifica la correttezza dei dati – Un errore nell’ISEE può causare un nuovo blocco. Controlla che tutti i membri del nucleo familiare siano inclusi e che i redditi siano corretti
    4. Attendi l’elaborazione INPS – L’ISEE è disponibile entro 2-3 giorni lavorativi dalla presentazione della DSU. L’Attestazione ISEE viene caricata automaticamente nel sistema INPS
    5. Non serve rifare la domanda di assegno unico – L’INPS acquisisce automaticamente il nuovo ISEE e ricalcola l’importo spettante. Gli arretrati dalla scadenza del vecchio ISEE vengono erogati nei mesi successivi

    Attenzione alla scadenza del 28 febbraio: per ricevere gli arretrati dell’assegno unico da gennaio, l’ISEE deve essere presentato entro il 28 febbraio di ogni anno. Se lo presenti dopo questa data, il ricalcolo parte dal mese di presentazione, perdendo gli arretrati dei mesi precedenti.

    IBAN errato o non intestato al richiedente

    Un’altra causa molto comune del blocco dell’assegno unico è la presenza di un IBAN errato, non attivo o non intestato correttamente nella domanda. L’INPS effettua rigorosi controlli sui conti correnti di destinazione e, se rileva anomalie, blocca immediatamente l’accredito per prevenire frodi o errori di pagamento.

    Problemi più frequenti con l’IBAN

    • IBAN digitato in modo errato – Basta un carattere sbagliato (una lettera o un numero) per rendere l’IBAN invalido. L’INPS non riesce a effettuare il bonifico e blocca il pagamento
    • Conto corrente chiuso – Se hai chiuso il conto bancario o postale comunicato nella domanda, l’INPS non può accreditare l’assegno
    • IBAN non intestato al richiedente – L’assegno unico può essere accreditato solo su un conto intestato o cointestato al richiedente. Non puoi indicare l’IBAN di un genitore, di un amico o di terze persone
    • IBAN cointestato non dichiarato – Se il conto è cointestato con il coniuge/convivente facente parte dello stesso nucleo familiare, va bene. Ma se è cointestato con una persona esterna al nucleo, l’INPS lo blocca
    • IBAN estero non supportato – Alcuni IBAN di banche estere possono dare problemi. L’INPS preferisce IBAN italiani (codice paese IT)

    Come correggere l’IBAN nella domanda

    Se hai capito che il problema del blocco dell’assegno unico dipende dall’IBAN, puoi modificarlo autonomamente seguendo questa procedura:

    1. Accedi a MyINPS con SPID, CIE o CNS
    2. Vai nella sezione “Assegno Unico Universale”
    3. Seleziona “Modifica domanda” o “Gestisci domanda”
    4. Aggiorna il campo “Modalità di pagamento” inserendo il nuovo IBAN
    5. Controlla attentamente che l’IBAN sia corretto (puoi copiarlo dall’home banking o dall’app della banca)
    6. Conferma e salva le modifiche

    La modifica dell’IBAN ha effetto immediato: dal mese successivo l’assegno verrà accreditato sul nuovo conto corrente. Se ci sono arretrati da pagare, l’INPS li accredita sul nuovo IBAN non appena la modifica viene registrata nel sistema.

    Consiglio pratico: prima di modificare l’IBAN su MyINPS, verifica che il nuovo conto corrente sia effettivamente attivo e che tu possa ricevere bonifici SEPA. Fai una prova facendoti inviare un bonifico di pochi euro da un familiare.

    Documentazione incompleta o dati non aggiornati

    Il blocco dell’assegno unico può dipendere anche da documentazione mancante o dati anagrafici non aggiornati nella domanda. L’INPS richiede che tutte le informazioni relative ai figli a carico e alla composizione del nucleo familiare siano complete, corrette e costantemente aggiornate. Se rileva incongruenze o mancanza di documenti, sospende l’erogazione fino alla regolarizzazione.

    Documenti mancanti più comuni

    • Codice fiscale del neonato – Per i figli nati da poco, il codice fiscale viene emesso dall’Agenzia delle Entrate entro pochi giorni dalla denuncia di nascita. Se non lo comunichi tempestivamente all’INPS, l’assegno per quel figlio viene bloccato
    • Certificato di nascita o adozione – In alcuni casi l’INPS richiede documentazione aggiuntiva per verificare la presenza del figlio nel nucleo familiare
    • Certificazione di disabilità – Se hai richiesto le maggiorazioni per figli con disabilità (fino a 119 euro in più al mese), devi allegare il verbale INPS di accertamento dell’invalidità civile o della Legge 104. Senza questa certificazione, la maggiorazione non viene riconosciuta e la domanda può essere bloccata per verifica
    • Documenti per figli maggiorenni (18-21 anni) – Per continuare a percepire l’assegno oltre i 18 anni del figlio, devi dimostrare che frequenta scuola/università, svolge tirocinio curriculare, è registrato come disoccupato al Centro per l’Impiego, o svolge servizio civile universale. Serve l’autocertificazione o la documentazione specifica
    • Provvedimenti di affidamento – In caso di separazione, divorzio o affidamento esclusivo/condiviso, l’INPS può richiedere copia del provvedimento del giudice

    Variazioni non comunicate che bloccano l’assegno

    Oltre alla documentazione mancante, il blocco dell’assegno unico può scattare se non hai comunicato all’INPS variazioni nella composizione del nucleo familiare:

    • Nascita di un figlio – Va comunicata entro 120 giorni per avere diritto agli arretrati dalla nascita. Dopo questo termine, l’assegno decorre dal mese della comunicazione
    • Separazione o divorzio – Cambia la composizione del nucleo e può cambiare il genitore beneficiario dell’assegno
    • Cambio di residenza – Soprattutto se comporta il passaggio da un nucleo all’altro (es. figlio maggiorenne che si trasferisce)
    • Decesso di un figlio (situazione tragica ma che va comunicata per evitare richieste di restituzione)
    • Raggiungimento dei 21 anni – L’assegno per i figli maggiorenni cessa automaticamente al compimento dei 21 anni, ma va verificato che non ci siano importi erogati per errore da restituire

    Per sbloccare l’assegno unico in caso di documentazione incompleta, accedi a MyINPS, vai nella sezione della domanda e carica i documenti mancanti. In alternativa, puoi recarti presso un CAF patronato che provvede all’integrazione documentale per tuo conto. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa: verifichiamo quali documenti mancano e li inviamo all’INPS in giornata.

    Come verificare lo stato della domanda su MyINPS

    Prima di procedere con qualsiasi azione correttiva, è fondamentale verificare lo stato della domanda di assegno unico per capire se è effettivamente bloccata e per quale motivo. Il modo più semplice e veloce è consultare il portale MyINPS, dove puoi vedere in tempo reale lo stato della tua pratica, eventuali messaggi dell’Istituto e i prossimi pagamenti previsti.

    Procedura per verificare lo stato su MyINPS

    1. Accedi a MyINPS – Vai su www.inps.it e clicca su “Accedi ai servizi”. Puoi autenticarti con SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi)
    2. Cerca “Assegno Unico Universale” – Usa la barra di ricerca in alto o vai direttamente nella sezione “Prestazioni e servizi” → “Assegno Unico e Universale per i figli a carico”
    3. Consulta “Le tue domande” – Qui trovi l’elenco di tutte le domande presentate (attive, in lavorazione, respinte). Clicca sulla domanda attiva per visualizzare i dettagli
    4. Controlla lo stato – Gli stati possibili sono:
      • “In lavorazione” – La domanda è stata ricevuta ma non ancora elaborata completamente
      • “Accolta” – La domanda è stata approvata e i pagamenti sono regolari
      • “Sospesa” – Il pagamento è bloccato. Leggi attentamente il motivo indicato nella sezione “Comunicazioni”
      • “Respinta” – La domanda non è stata accolta (mancano requisiti essenziali)
    5. Leggi le comunicazioni INPS – Nella sezione “Comunicazioni” o “Avvisi” trovi i messaggi dell’INPS che spiegano il motivo del blocco e cosa devi fare per risolvere
    6. Verifica il calendario pagamenti – MyINPS mostra anche il calendario dei pagamenti previsti. Se non vedi pagamenti futuri programmati, significa che c’è un blocco attivo

    Messaggi INPS più comuni in caso di blocco

    • “ISEE non presente o scaduto” – Devi presentare o rinnovare l’ISEE
    • “IBAN non valido” – Devi correggere l’IBAN nella domanda
    • “Documentazione incompleta” – Devi caricare i documenti richiesti
    • “Verifica in corso” – L’INPS sta effettuando controlli (es. su residenza, cittadinanza, composizione nucleo). Può durare da pochi giorni a qualche settimana
    • “Domanda duplicata” – Hai presentato più domande per lo stesso figlio. Devi annullarne una

    Se non riesci ad accedere a MyINPS o hai difficoltà a interpretare lo stato della domanda, puoi chiamare il Contact Center INPS al numero 803 164 (gratuito da fisso) o 06 164 164 (da cellulare, a pagamento). Gli operatori possono fornirti informazioni dettagliate sullo stato della pratica.

    Alternativa più semplice: rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine. Verifichiamo per te lo stato della domanda, identifichiamo il problema e procediamo immediatamente con la regolarizzazione. Evitiamo code al telefono INPS e complicazioni burocratiche.

    Tempi di sblocco e pagamento arretrati

    Una delle domande più frequenti quando l’assegno unico è bloccato riguarda i tempi di sblocco e la possibilità di recuperare gli importi arretrati non percepiti durante il periodo di sospensione. La buona notizia è che, una volta risolto il problema che ha causato il blocco, l’INPS procede con il pagamento di tutti gli arretrati spettanti.

    Tempi di elaborazione INPS

    I tempi di sblocco dell’assegno unico dipendono dalla causa del blocco e dalla velocità con cui fornisci la documentazione o le correzioni richieste:

    • IBAN errato corretto su MyINPS – La modifica è immediata e il pagamento riprende dal mese successivo. Tempo medio: entro il pagamento del mese corrente o successivo
    • ISEE presentato dopo scadenza – L’INPS acquisisce automaticamente l’Attestazione ISEE entro 2-3 giorni lavorativi dalla sua emissione. Il ricalcolo e il pagamento degli arretrati avvengono solitamente entro 30-60 giorni dalla presentazione del nuovo ISEE
    • Documentazione integrativa caricata – Se hai inviato documenti mancanti (es. certificato di nascita, disabilità), l’INPS impiega mediamente 15-30 giorni per verificarli e sbloccare il pagamento
    • Controlli antifrode o verifiche complesse – In casi più rari (es. verifica residenza, cittadinanza extra-UE), i tempi possono allungarsi fino a 60-90 giorni

    Pagamento degli arretrati: come funziona

    Gli arretrati dell’assegno unico vengono pagati dall’INPS in un’unica soluzione non appena la domanda viene sbloccata. Non devi presentare alcuna richiesta specifica: è automatico. L’importo arretrato comprende tutte le mensilità non erogate durante il periodo di blocco, calcolate con l’importo spettante in base all’ISEE e alla composizione del nucleo familiare.

    Esempio pratico: se il tuo assegno unico è stato bloccato da gennaio a marzo 2026 per ISEE scaduto, e presenti il nuovo ISEE a fine marzo, l’INPS ti accrediterà:

    • Aprile – Assegno di aprile (regolare)
    • Maggio/Giugno – Arretrati di gennaio, febbraio e marzo in un’unica soluzione

    Gli arretrati vengono accreditati sullo stesso IBAN indicato nella domanda. Se hai modificato l’IBAN nel frattempo, verranno versati sul nuovo conto corrente.

    Prescrizione: quanto tempo hai per recuperare gli arretrati

    Gli arretrati dell’assegno unico si prescrivono dopo 5 anni dalla maturazione del diritto. Questo significa che hai tempo fino a 5 anni per regolarizzare la situazione e recuperare le somme non percepite. Tuttavia, è sempre consigliabile intervenire il prima possibile per evitare ulteriori complicazioni.

    Attenzione alla scadenza del 28 febbraio: se presenti l’ISEE dopo il 28 febbraio, perdi gli arretrati dei mesi precedenti (da gennaio alla data di presentazione). Per questo motivo, è fondamentale rinnovare l’ISEE entro gennaio o al massimo entro febbraio di ogni anno.

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    Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande Frequenti sull’Assegno Unico Bloccato

    Quanto tempo ci vuole per sbloccare l’assegno unico dopo aver presentato l’ISEE?

    L’INPS acquisisce automaticamente il nuovo ISEE entro 2-3 giorni lavorativi dalla sua emissione. Il ricalcolo dell’importo e il pagamento degli arretrati avvengono solitamente entro 30-60 giorni dalla presentazione. Se presenti l’ISEE entro il 28 febbraio, ricevi anche gli arretrati da gennaio.

    Come faccio a sapere se il mio assegno unico e bloccato?

    Accedi a MyINPS con SPID, CIE o CNS e vai nella sezione Assegno Unico Universale. Consulta le tue domande: se lo stato e Sospesa o non vedi pagamenti futuri nel calendario, significa che c’e un blocco attivo. Leggi le comunicazioni INPS per capire il motivo specifico.

    Posso recuperare gli arretrati dell’assegno unico se era bloccato?

    Si, l’INPS paga automaticamente tutti gli arretrati una volta sbloccata la domanda. Gli importi non percepiti durante il blocco vengono accreditati in un’unica soluzione nei mesi successivi alla regolarizzazione, senza bisogno di richieste aggiuntive.

    L’assegno unico e bloccato per IBAN errato: come lo correggo?

    Accedi a MyINPS, vai in Assegno Unico Universale, seleziona Modifica domanda e aggiorna il campo Modalita di pagamento inserendo il nuovo IBAN corretto. La modifica ha effetto immediato e dal mese successivo l’assegno verra accreditato sul nuovo conto corrente.

    Se non presento l’ISEE l’assegno unico viene bloccato completamente?

    No, senza ISEE valido l’INPS continua a erogare l’assegno unico ma nella misura minima prevista per legge: circa 57 euro mensili per figlio minorenne e 28 euro per figlio maggiorenne (18-21 anni). Per ricevere l’importo pieno devi presentare l’ISEE aggiornato.

    Posso modificare l’IBAN dell’assegno unico piu volte?

    Si, puoi modificare l’IBAN tutte le volte che vuoi attraverso MyINPS nella sezione Gestisci domanda. Ogni modifica ha effetto immediato e i pagamenti futuri verranno accreditati sul nuovo conto corrente indicato, compresi gli eventuali arretrati.

    Quanto tempo ho per recuperare gli arretrati dell’assegno unico bloccato?

    Gli arretrati dell’assegno unico si prescrivono dopo 5 anni dalla maturazione del diritto. Hai quindi tempo fino a 5 anni per regolarizzare la situazione e recuperare le somme non percepite, ma e sempre consigliabile intervenire tempestivamente per evitare complicazioni.


    Assegno Unico Bloccato? Ti Aiutiamo a Sbloccarlo

    Se il tuo assegno unico è bloccato e non sai come risolvere, il CAF Centro Fiscale di Udine ti offre assistenza completa e immediata:

    • Verifica dello stato della domanda su MyINPS
    • Presentazione o rinnovo ISEE in giornata
    • Correzione IBAN e dati anagrafici
    • Integrazione documentazione mancante
    • Recupero arretrati non percepiti

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      CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


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      CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

      ECCELLENTE
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      In base a 920 recensioni
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      Alexandra Bala
      04/09/2026
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      ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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      paolino servidio
      03/09/2026
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      Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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      Lady
      01/09/2026
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      Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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      Giulia Guida
      25/08/2026
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      Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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      Paola Zilli
      07/08/2026
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      Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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      Jacqueline B.
      06/08/2026
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      Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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      Maura Masutto
      06/08/2026
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      Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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      Issam Elhefnawi
      31/07/2026
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      Molto gentile
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      Sibongile Moyana
      30/07/2026
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      Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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      Sabrina Cirina
      23/07/2026
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      Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
       

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      Marzo 19, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-19 11:31:252026-05-31 09:55:26Assegno Unico Bloccato: Cosa Fare e Come Risolvere Subito
      ASSEGNO UNICO, MATERNITA'

      Assegno Unico con ISEE Scaduto: Cosa Succede e Come Rinnovare

      ASSEGNO UNICO UNIVERSALEASSEGNO UNICO UNIVERSALE

      Se il tuo ISEE è scaduto e non l’hai ancora rinnovato per il 2026, l’Assegno Unico Universale che ricevi mensilmente potrebbe essersi ridotto drasticamente all’importo minimo di 57 euro per figlio.

      In questa guida completa ti spieghiamo cosa succede quando l’ISEE scade, quanto perdi economicamente ogni mese, come rinnovare l’ISEE rapidamente al CAF e come recuperare gli arretrati.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio gratuito e veloce per il rinnovo ISEE. Chiamaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Marzo 13, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
      https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-13 08:00:002026-05-31 17:08:00Assegno Unico con ISEE Scaduto: Cosa Succede e Come Rinnovare
      CAF

      Pagamenti INPS Marzo 2026: Calendario Completo Assegno Unico, NASPI e Pensioni

      Pensione 2026 INPS

      Marzo 2026 è alle porte e milioni di italiani attendono i pagamenti delle prestazioni INPS: dall’Assegno unico universale alle pensioni, dalla NASPI ai vari bonus e indennità. Conoscere con precisione le date di accredito è fondamentale per organizzare le proprie finanze familiari.

      In questa guida completa troverai il calendario aggiornato di tutti i pagamenti INPS di marzo 2026, con le date esatte per ogni prestazione, le modalità di erogazione e i consigli per verificare in tempo reale lo stato dei tuoi accrediti.

      Se hai dubbi sui tuoi pagamenti INPS o necessiti di assistenza per pratiche previdenziali, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione: chiamaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

      Come Leggere il Calendario

      Le prestazioni INPS non vengono tutte pagate nello stesso giorno. L’Istituto segue una logica di priorità:

      • Le pensioni sono sempre pagate per prime, all’inizio del mese
      • L’Assegno unico arriva nella seconda metà del mese precedente o nei primi giorni del mese di competenza
      • Le prestazioni a sostegno del reddito (NASPI, CIGS, ecc.) vengono erogate a metà mese
      • Le indennità occasionali (malattia, maternità) seguono tempistiche legate alla data di presentazione della domanda

      Conoscere queste logiche ti aiuta a pianificare meglio le tue spese mensili.

      Differenze tra Bonifico Domiciliato e Accredito su Conto

      Esistono due modalità principali di pagamento delle pensioni:

      1. Accredito su conto corrente/libretto
      Se hai indicato un IBAN, la pensione viene accreditata automaticamente il primo giorno bancabile del mese. Per marzo 2026, essendo il 1° marzo un domenica, l’accredito avverrà lunedì 3 marzo.

      2. Bonifico domiciliato (ritiro in contanti)
      Se ritiri la pensione in contanti presso un ufficio postale, devi rispettare un calendario alfabetico per evitare assembramenti:

      • A-B: martedì 3 marzo
      • C-D: mercoledì 4 marzo
      • E-K: giovedì 5 marzo
      • L-O: venerdì 6 marzo
      • P-R: sabato mattina 7 marzo
      • S-Z: lunedì 9 marzo (se non ritiri nei giorni precedenti)

      Puoi comunque ritirare la pensione in qualsiasi momento successivo alla tua lettera alfabetica, ma non prima.

      Consiglio del CAF: Se possibile, scegli l’accredito su conto corrente. È più sicuro, immediato e ti evita code in posta.

      Assegno Unico Universale Marzo 2026: Date e Importi

      L’Assegno unico universale è il sostegno economico per le famiglie con figli a carico, che ha sostituito dal 2022 gli assegni familiari e le detrazioni per figli.

      Data di pagamento marzo 2026: dal 17 al 19 marzo 2026, con la maggior parte degli accrediti prevista per mercoledì 18 marzo.

      Importi 2026

      Gli importi dell’Assegno unico variano in base all’ISEE e al numero di figli:

      • Importo base per figlio minore (ISEE sotto 17.090,61 euro): 199,40 euro/mese
      • Importo minimo (ISEE oltre 45.574,96 euro o senza ISEE): 57 euro/mese
      • Maggiorazioni previste per: figli con disabilità, nuclei numerosi (dal 3° figlio), madri under 21, entrambi genitori lavoratori

      Esempio pratico:
      Famiglia con 2 figli minori e ISEE di 25.000 euro:

      • Figlio 1: circa 150 euro/mese
      • Figlio 2: circa 150 euro/mese
      • Maggiorazione entrambi genitori lavoratori: 30 euro/mese
      • Totale mensile: 330 euro circa

      Come Verificare l’Importo dell’Assegno Unico

      Per sapere con esattezza quando e quanto riceverai, accedi al tuo Fascicolo previdenziale sul sito INPS:

      1. Vai su www.inps.it e accedi con SPID, CIE o CNS
      2. Cerca “Assegno unico universale” nel motore di ricerca
      3. Clicca su “Pagamenti” per vedere lo storico e i prossimi accrediti
      4. Verifica l’importo previsto per marzo 2026

      Se noti importi inferiori al previsto, potrebbe essere necessario aggiornare l’ISEE o verificare la composizione del nucleo familiare.

      Il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a:

      • Fare o rinnovare l’ISEE per massimizzare l’Assegno unico
      • Presentare domanda di Assegno unico se non l’hai ancora fatto
      • Verificare eventuali anomalie nei pagamenti

      Contattaci al 0432 1638640.

      ISEE Scaduto? Assegno Unico Ridotto

      Attenzione: se il tuo ISEE 2025 è scaduto (valido fino al 31 dicembre 2025), dal gennaio 2026 l’INPS eroga l’Assegno unico nell’importo minimo (57 euro per figlio).

      Per ripristinare l’importo pieno devi:

      1. Presentare il nuovo ISEE 2026 al CAF entro il 28 febbraio 2026
      2. L’INPS ricalcolerà gli importi con gli arretrati da gennaio a partire dal pagamento di marzo/aprile

      Se non hai ancora fatto l’ISEE 2026, contattaci subito: il CAF Centro Fiscale lo prepara in giornata. Chiamaci al 0432 1638640 o vieni presso la nostra sede in Viale Giuseppe Tullio 13, Udine.

      NASPI Marzo 2026: Quando Arriva la Disoccupazione

      La NASPI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) è l’indennità di disoccupazione che spetta ai lavoratori dipendenti che hanno perso involontariamente il lavoro.

      Data di pagamento marzo 2026: tra il 10 e il 15 marzo, con la maggior parte degli accrediti tra mercoledì 11 e giovedì 12 marzo.

      La data esatta dipende da:

      • Giorno di presentazione della domanda
      • Completezza della documentazione
      • Tempi di elaborazione INPS della tua posizione

      Come Funziona il Pagamento della NASPI

      Il pagamento della NASPI avviene mensilmente, sempre posticipato. Significa che:

      • La NASPI di marzo 2026 viene pagata a metà marzo per il periodo dal 1° al 31 marzo
      • Se hai iniziato a percepirla a metà mese, riceverai un pagamento proporzionale ai giorni spettanti

      Esempio:
      Mario ha presentato domanda di NASPI il 15 febbraio 2026 dopo aver perso il lavoro il 31 gennaio. L’INPS ha accolto la domanda il 28 febbraio.

      • Primo pagamento (marzo 2026): riceverà la NASPI per i giorni dal 1° febbraio al 28 febbraio = circa 950 euro (importo ridotto)
      • Secondo pagamento (aprile 2026): riceverà la NASPI intera per marzo = circa 1.200 euro

      La NASPI viene ridotta del 3% ogni mese a partire dal sesto mese, per incentivare la ricerca di un nuovo lavoro.

      Importo NASPI 2026: Quanto Spetta

      L’importo della NASPI dipende dalla tua retribuzione media degli ultimi 4 anni di lavoro.

      Calcolo NASPI 2026:

      1. Si calcola la retribuzione media mensile degli ultimi 4 anni
      2. Se la retribuzione media è inferiore a 1.352,19 euro: NASPI = 75% della retribuzione
      3. Se superiore a 1.352,19 euro: NASPI = 75% di 1.352,19 + 25% della parte eccedente
      4. Tetto massimo: 1.550,42 euro/mese (importo 2026)

      Esempio pratico:
      Giulia guadagnava 1.800 euro/mese lordi.

      NASPI di Giulia:

      • 75% di 1.352,19 = 1.014,14 euro
      • 25% di (1.800 – 1.352,19) = 25% di 447,81 = 111,95 euro
      • Totale NASPI mensile: 1.014,14 + 111,95 = 1.126,09 euro netti

      Dal 7° mese, questo importo si riduce del 3% ogni mese.

      Controllare il Pagamento NASPI Online

      Per verificare quando e quanto riceverai di NASPI:

      1. Accedi al sito INPS.it con SPID/CIE
      2. Cerca “Fascicolo previdenziale del cittadino“
      3. Vai su “Prestazioni” → “Pagamenti“
      4. Troverai l’elenco di tutti i pagamenti NASPI con:
        • Data prevista di accredito
        • Importo netto
        • Stato (in lavorazione, pagato, sospeso)

      Se vedi lo stato “Sospeso” o non trovi pagamenti previsti, potrebbe esserci un problema. Le cause più comuni:

      • Non hai presentato la DID (Dichiarazione Immediata Disponibilità) al Centro per l’Impiego
      • Hai rifiutato un’offerta di lavoro congrua
      • Hai iniziato un lavoro senza comunicarlo all’INPS
      • Documenti mancanti nella domanda

      In questi casi, contatta subito il CAF Centro Fiscale di Udine al 0432 1638640: ti aiutiamo a verificare la situazione e a sbloccare il pagamento.

      Pensioni Marzo 2026: Cedolino e Date di Pagamento

      Le pensioni sono le prime prestazioni INPS a essere pagate ogni mese.

      Data di pagamento marzo 2026:

      • Accredito su conto: lunedì 3 marzo 2026 (il 1° marzo cade di domenica)
      • Bonifico domiciliato (ritiro in contanti): dal 3 al 7 marzo 2026 con calendario alfabetico

      Il cedolino pensione di marzo 2026 è disponibile online dal 24 febbraio 2026 circa nell’area personale INPS.

      Cosa Cambia nel Cedolino di Marzo 2026

      Il cedolino di marzo può presentare alcune variazioni rispetto ai mesi precedenti:

      1. Conguaglio fiscale 730/2025
      Se hai presentato il 730/2025, a marzo 2026 potrebbero esserci:

      • Rimborsi IRPEF (se hai crediti)
      • Trattenute fiscali (se devi pagare imposte)

      Questi importi sono visibili nel cedolino alla voce “Credito/Debito fiscale”.

      2. Perequazione automatica
      Le pensioni vengono adeguate all’inflazione con la perequazione. Per il 2026, l’aumento previsto è dello 0,8% (stima provvisoria, da confermare con decreto ministeriale).

      3. Recupero somme non dovute
      Se hai percepito importi non spettanti, l’INPS può avviare un piano di rateizzazione con trattenute mensili sul cedolino.

      Esempio:
      Pensione netta febbraio: 1.200 euro
      Pensione netta marzo con perequazione +0,8%: 1.209,60 euro
      Rimborso 730 da ricevere: +300 euro
      Pensione marzo totale: 1.509,60 euro

      Come Scaricare il Cedolino Pensione

      Per visualizzare e scaricare il tuo cedolino pensione di marzo 2026:

      1. Accedi a www.inps.it con SPID, CIE o CNS
      2. Cerca “Cedolino pensione” nella barra di ricerca
      3. Seleziona il mese “Marzo 2026“
      4. Clicca su “Visualizza/Stampa” per scaricare il PDF

      Il cedolino contiene:

      • Importo lordo della pensione
      • Trattenute fiscali (IRPEF, addizionali regionali/comunali)
      • Trattenute previdenziali (se hai altre pensioni)
      • Importo netto che riceverai
      • Eventuali arretrati o conguagli

      Se hai difficoltà a interpretare il cedolino o noti importi anomali, il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio gratuito di controllo cedolino pensione. Portaci il tuo cedolino in sede o invialo via email a info@centrofiscale.com, lo analizziamo insieme.

      Tredicesima Mensilità e Quattordicesima

      Oltre alla pensione mensile, esistono due mensilità aggiuntive:

      Tredicesima (Dicembre)
      Tutti i pensionati ricevono la tredicesima a dicembre, pari a una mensilità intera di pensione.

      Quattordicesima (Luglio)
      È un bonus per i pensionati con reddito basso, erogato a luglio insieme alla pensione. Spetta se:

      • Hai compiuto 64 anni entro il 31 luglio
      • Il tuo reddito annuo è sotto i 15.563 euro (limite 2026)

      Importi quattordicesima 2026:

      • Fino a 11.672,89 euro di reddito: da 437 a 655 euro
      • Tra 11.672,90 e 15.562,86 euro: da 336 a 504 euro

      Nota: marzo non prevede mensilità aggiuntive, solo l’importo ordinario (eventualmente con i conguagli fiscali).

      Bonus e Altre Prestazioni INPS di Marzo 2026

      Oltre alle prestazioni principali, l’INPS eroga anche una serie di indennità, bonus e prestazioni a sostegno di lavoratori e famiglie.

      Indennità di Maternità e Paternità

      Se sei in congedo di maternità o paternità, l’INPS eroga l’indennità sostitutiva dello stipendio.

      Data pagamento marzo 2026: circa 15 marzo, dopo che l’INPS ha elaborato la tua domanda e ricevuto la certificazione dal datore di lavoro.

      Importo: 80% della retribuzione media giornaliera degli ultimi mesi lavorati.

      Durata:

      • Maternità obbligatoria: 5 mesi (2 prima del parto + 3 dopo, oppure 1+4 o 0+5 con flessibilità)
      • Congedo parentale facoltativo: fino a 10 mesi totali (6+4 tra i genitori), ma pagato solo parzialmente

      Come verificare: Accedi al Fascicolo previdenziale INPS → Domande → Maternità → Stato della domanda.

      Se hai dubbi sulla domanda o sui requisiti, il CAF Centro Fiscale ti assiste gratuitamente: chiamaci al 0432 1638640.

      Indennità di Malattia

      Se sei un lavoratore dipendente in malattia, l’INPS ti paga l’indennità (per i primi 3 giorni paga il datore di lavoro, dal 4° giorno l’INPS).

      Data pagamento marzo 2026: tra il 15 e il 20 marzo, a seconda di quando il tuo datore ha trasmesso all’INPS il certificato di malattia.

      Importo:

      • 50% della retribuzione dal 4° al 20° giorno
      • 66,66% della retribuzione dal 21° giorno in poi

      Durata massima: 180 giorni per anno solare.

      Cosa fare:

      1. Il medico invia il certificato telematico all’INPS
      2. Tu comunichi al datore di lavoro il numero di protocollo
      3. Il datore trasmette all’INPS i dati per il calcolo
      4. L’INPS paga direttamente sul tuo conto

      Se non ricevi il pagamento entro la fine del mese, verifica con il tuo datore che abbia trasmesso correttamente i dati.

      Cassa Integrazione (CIGS, CIGD, Assegno di Integrazione Salariale)

      Se sei un lavoratore in cassa integrazione, l’INPS eroga un’indennità sostitutiva dello stipendio pari a circa il 60-80% della retribuzione.

      Data pagamento marzo 2026: tra il 15 e il 25 marzo, ma dipende molto da:

      • Tipologia di CIG (ordinaria, straordinaria, in deroga)
      • Quando l’azienda ha presentato la domanda
      • Completezza della documentazione

      Come viene pagata:

      • Pagamento diretto INPS: l’INPS ti accredita direttamente l’importo sul conto
      • Pagamento tramite azienda: l’azienda anticipa la CIG e poi recupera dall’INPS

      Per sapere quale modalità si applica a te, controlla la busta paga o chiedi al tuo datore.

      Verifica online:
      Accedi al Fascicolo previdenziale INPS → Prestazioni → Cassa Integrazione → Pagamenti previsti.

      Se ci sono ritardi o problemi, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine: possiamo aiutarti a sollecitare l’INPS e verificare lo stato della pratica.

      Bonus Bebè e Altre Prestazioni Familiari

      Dal 2022, la maggior parte delle prestazioni per famiglie con figli sono confluite nell’Assegno unico universale. Tuttavia, restano ancora alcune prestazioni separate:

      Bonus Asilo Nido
      Se hai figli sotto i 3 anni e li iscrivi all’asilo nido, puoi richiedere un bonus fino a 3.600 euro/anno per coprire le rette.

      Data pagamento: a rimborso, dopo che presenti le ricevute di pagamento della retta. Di solito entro 30-60 giorni dalla domanda.

      Importi 2026 (in base all’ISEE):

      • ISEE fino a 25.000 euro: 3.600 euro/anno (300 euro/mese)
      • ISEE tra 25.001 e 40.000 euro: 2.500 euro/anno
      • ISEE oltre 40.000 euro o senza ISEE: 1.500 euro/anno

      Come richiederlo: Domanda online sul sito INPS entro il 31 dicembre 2026. Devi allegare le ricevute di pagamento della retta.

      Il CAF Centro Fiscale ti assiste gratuitamente nella compilazione della domanda: chiamaci al 0432 1638640.

      Come Verificare i Pagamenti INPS Online

      Non vuoi aspettare l’accredito senza sapere quando arriverà? L’INPS offre diversi strumenti per controllare in tempo reale lo stato dei tuoi pagamenti.

      Fascicolo Previdenziale del Cittadino

      Il Fascicolo previdenziale è l’area personale INPS dove trovi tutte le informazioni su prestazioni, contributi e pagamenti.

      Come accedere:

      1. Vai su www.inps.it
      2. Clicca su “Accedi ai servizi” in alto a destra
      3. Scegli il metodo di accesso: SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale Servizi)
      4. Cerca “Fascicolo previdenziale del cittadino” nella barra di ricerca
      5. Clicca su “Pagamenti” nel menu laterale

      Cosa trovi nel Fascicolo:

      • Elenco di tutti i pagamenti ricevuti (storico completo)
      • Pagamenti in lavorazione con data prevista di accredito
      • Importo netto che riceverai
      • Modalità di pagamento (bonifico, accredito su conto, libretto)
      • Stato della domanda (accolta, in istruttoria, respinta)

      Se non trovi pagamenti previsti per marzo 2026, potrebbe significare:

      • La domanda non è ancora stata elaborata
      • Ci sono documenti mancanti
      • La prestazione è stata sospesa o revocata

      App INPS Mobile

      L’INPS ha anche un’app mobile gratuita per smartphone (iOS e Android) che ti permette di controllare i pagamenti ovunque tu sia.

      Come funziona:

      1. Scarica l’app “INPS Mobile” da App Store o Google Play
      2. Accedi con SPID o CIE
      3. Vai su “Prestazioni e pagamenti“
      4. Seleziona la prestazione (es. “NASPI”, “Pensione”, “Assegno unico”)
      5. Consulta i pagamenti in arrivo

      Vantaggi dell’app:

      • Ricevi notifiche push quando un pagamento viene erogato
      • Controlli velocemente da smartphone
      • Scarichi i cedolini in PDF

      L’app è particolarmente utile per chi percepisce più prestazioni contemporaneamente (es. pensione + Assegno unico).

      SMS e Email dall’INPS

      L’INPS può inviarti SMS e email per avvisarti di:

      • Pagamenti in arrivo
      • Domande accolte o respinte
      • Documenti da integrare

      Per attivare le notifiche:

      1. Accedi al sito INPS con SPID/CIE
      2. Vai su “Profilo” in alto a destra
      3. Clicca su “Preferenze“
      4. Attiva le notifiche via SMS e/o email
      5. Inserisci il tuo numero di cellulare e indirizzo email

      Attenzione alle truffe: L’INPS non ti chiede mai dati personali, codici PIN o password via SMS o email. Se ricevi messaggi sospetti, non cliccare sui link e segnalali alla Polizia Postale.

      Assistenza del CAF per Problemi di Pagamento

      Se hai controllato online e:

      • Non vedi pagamenti previsti per marzo
      • Vedi la scritta “Sospeso” o “Respinto“
      • L’importo è inferiore al previsto
      • Hai ricevuto una comunicazione incomprensibile dall’INPS

      …non preoccuparti! Il CAF Centro Fiscale di Udine è qui per aiutarti.

      Cosa possiamo fare per te:

      • Verificare lo stato della pratica INPS
      • Controllare se mancano documenti
      • Sbloccare pagamenti sospesi
      • Presentare ricorsi o istanze di riesame
      • Spiegare le comunicazioni INPS in modo chiaro

      Contattaci subito:

      • Telefono: 0432 1638640
      • WhatsApp: 366 6018121
      • Email: info@centrofiscale.com
      • Sede: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine

      La consulenza è gratuita per i nostri assistiti. Vieni a trovarci o chiamaci: risolviamo insieme il problema.

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      Resta aggiornato sulle novità fiscali

      Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

      🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

      📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

      Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre tutte le pratiche INPS: NASPI, pensione, maternità, invalidità 104 e bonus famiglia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

      Domande Frequenti sui Pagamenti INPS

      Quando arriva l’Assegno unico di marzo 2026?

      L’Assegno unico universale di marzo 2026 viene accreditato tra il 17 e il 19 marzo, con la maggior parte dei pagamenti prevista per mercoledì 18 marzo. Puoi verificare la data esatta accedendo al tuo Fascicolo previdenziale INPS.

      La pensione di marzo quando viene pagata?

      Le pensioni di marzo 2026 vengono pagate lunedì 3 marzo per chi ha l’accredito su conto corrente (il 1° marzo cade di domenica). Per il bonifico domiciliato (ritiro in contanti alle Poste), il calendario alfabetico va dal 3 al 7 marzo 2026.

      Come faccio a sapere quando mi pagano la NASPI?

      La NASPI di marzo viene pagata tra il 10 e il 15 marzo 2026, di solito l’11 o il 12. Per conoscere la data esatta, accedi al Fascicolo previdenziale INPS con SPID e controlla la sezione Pagamenti. Troverai la data prevista di accredito e l’importo netto.

      Perché l’Assegno unico è diminuito rispetto ai mesi scorsi?

      Se l’Assegno unico è diminuito, le cause possono essere: ISEE scaduto (devi rinnovarlo entro febbraio per non perdere l’importo pieno), cambiamenti nel nucleo familiare, figli che hanno compiuto 18 anni, oppure redditi aumentati. Contatta il CAF Centro Fiscale al 0432 1638640 per verificare la tua situazione.

      Dove posso controllare il cedolino della pensione di marzo?

      Il cedolino pensione di marzo 2026 è disponibile dal 24 febbraio circa sul sito INPS. Accedi con SPID, cerca Cedolino pensione, seleziona Marzo 2026 e scarica il PDF. Se hai difficoltà a interpretarlo, il CAF Centro Fiscale offre assistenza gratuita.

      Cosa devo fare se la NASPI è sospesa?

      Se la NASPI risulta sospesa, le cause principali sono: mancata presentazione della DID al Centro per l’Impiego, rifiuto di un’offerta di lavoro congrua, inizio di un lavoro non comunicato all’INPS, oppure documenti mancanti. Contatta subito il CAF Centro Fiscale al 0432 1638640: ti aiutiamo a verificare il problema e a sbloccare il pagamento.

      L’INPS mi deve arretrati: quando li pagano?

      Gli arretrati INPS vengono pagati di solito entro 60-90 giorni dall’accoglimento della domanda o dalla correzione del problema. Trovi l’importo e la data prevista nel Fascicolo previdenziale, sezione Pagamenti. Se i tempi si allungano, il CAF può sollecitare l’INPS per velocizzare l’erogazione.

      Conoscere il calendario dei pagamenti INPS di marzo 2026 ti permette di pianificare al meglio le spese familiari e di verificare tempestivamente eventuali anomalie.

      Ricorda di controllare sempre il tuo Fascicolo previdenziale INPS per avere informazioni aggiornate in tempo reale. E se hai dubbi, problemi con i pagamenti o necessiti di assistenza per pratiche INPS, il CAF Centro Fiscale di Udine è sempre a tua disposizione.

      Non lasciare che ritardi o errori INPS ti creino difficoltà economiche: contattaci subito e risolviamo insieme ogni problema.


      Hai Problemi con i Pagamenti INPS?

      Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste gratuitamente per verificare lo stato delle tue prestazioni INPS, sbloccare pagamenti sospesi e risolvere ogni problema previdenziale.

      • Verifica stato domande INPS (NASPI, pensioni, Assegno unico)
      • Controllo cedolini pensione e individuazione anomalie
      • Rinnovo ISEE per massimizzare Assegno unico e bonus
      • Assistenza per ricorsi e istanze INPS
      • Compilazione domande bonus (asilo nido, maternità, congedi)
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        CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


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        Alexandra Bala
        04/09/2026
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        ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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        paolino servidio
        03/09/2026
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        Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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        Lady
        01/09/2026
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        Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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        Giulia Guida
        25/08/2026
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        Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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        Paola Zilli
        07/08/2026
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        Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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        Jacqueline B.
        06/08/2026
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        Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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        Maura Masutto
        06/08/2026
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        Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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        31/07/2026
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        Molto gentile
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        Sibongile Moyana
        30/07/2026
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        Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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        Sabrina Cirina
        23/07/2026
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        Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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        Settembre 24, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-11 10:00:002026-05-31 13:07:29Pagamenti INPS Marzo 2026: Calendario Completo Assegno Unico, NASPI e Pensioni
        NOTIZIE

        Assegno Unico, Arriva Prima e Può Essere Più Alto: Chi Prende la Maggiorazione a Settembre

        ASSEGNO UNICO UNIVERSALEASSEGNO UNICO UNIVERSALE

        Settembre 2026 porta buone notizie per molte famiglie italiane: l’assegno unico arriva con qualche giorno di anticipo per chi già lo percepisce senza variazioni, e può risultare più alto per i nuclei che rientrano in una delle maggiorazioni previste dalla normativa. La combinazione tra assegno unico maggiorazione settembre 2026 e un calendario di accredito più rapido sta facendo parlare molte famiglie in questi giorni, soprattutto chi ha aggiornato l’ISEE o ha avuto un nuovo figlio nel corso dell’anno.

        Vediamo nel dettaglio cosa cambia con il pagamento di settembre, quali famiglie possono ottenere un importo maggiorato e quando arriva concretamente l’accredito da parte dell’INPS.

        Indice dei contenuti

        1. Cosa cambia nel pagamento dell’assegno unico a settembre 2026
        2. Assegno unico maggiorazione settembre 2026: chi ne ha diritto
        3. Quando arriva il pagamento: calendario INPS e conguagli
        4. Domande frequenti sulla maggiorazione assegno unico di settembre

        Cosa cambia nel pagamento dell’assegno unico a settembre 2026

        L’assegno unico universale è la prestazione INPS che sostiene le famiglie con figli a carico, dalla nascita fino ai 21 anni (senza limiti di età per i figli con disabilità). Ogni mese l’INPS eroga l’importo spettante secondo l’ISEE del nucleo familiare, ma il calendario di accredito non è sempre lo stesso per tutti: dipende dalla situazione di ciascuna domanda.

        Per settembre 2026, come già accaduto in altri mesi dell’anno, l’INPS ha confermato che i beneficiari già in pagamento, senza alcuna variazione rispetto ai mesi precedenti, ricevono l’accredito in anticipo rispetto a chi ha presentato una nuova domanda o ha aggiornato l’ISEE. Per un calendario dettagliato con tutte le date aggiornate, puoi consultare il nostro approfondimento su pagamento assegno unico settembre 2026: date INPS, importi e calendario, oppure la panoramica completa dei pagamenti INPS di settembre 2026 per pensioni, assegno unico, NASpI e ADI.

        Chi invece ha presentato la domanda da poco, ha modificato il proprio nucleo familiare (ad esempio per la nascita di un figlio) oppure ha una pratica ancora in fase di verifica, riceve il pagamento più avanti nel mese, generalmente nell’ultima decade di settembre. Non si tratta quindi di un ritardo ingiustificato, ma della normale tempistica di lavorazione delle pratiche più recenti da parte dell’INPS.

        Assegno unico maggiorazione settembre 2026: chi ne ha diritto

        Il punto più interessante riguarda proprio la possibile maggiorazione dell’assegno unico. L’importo base varia in funzione dell’ISEE: per i nuclei con ISEE fino a circa 17.468 euro l’importo mensile per figlio può arrivare fino a 203,80 euro, mentre per chi ha un ISEE oltre la soglia massima o non presenta l’indicatore l’importo minimo è di 58,30 euro per figlio. Tra queste due soglie l’assegno diminuisce in modo progressivo.

        Oltre alla quota base, esistono diverse maggiorazioni che si aggiungono all’importo ordinario e che possono far salire sensibilmente la cifra accreditata ogni mese. In particolare hanno diritto a un importo più alto:

        • i nuclei familiari con almeno quattro figli, per i quali è prevista una maggiorazione forfettaria per nucleo, non calcolata sul singolo figlio;
        • le famiglie in cui entrambi i genitori lavorano, che ricevono un incremento per ogni figlio minorenne;
        • le madri under 21, che percepiscono una maggiorazione dedicata per ciascun figlio;
        • i nuclei con figli con disabilità a carico, per i quali è prevista una maggiorazione specifica che si somma all’importo ordinario;
        • chi ha aggiornato l’ISEE nel corso dell’anno e rientra così in una fascia di reddito più bassa, con conseguente importo mensile più alto rispetto ai mesi precedenti.

        È bene ricordare che l’ISEE è l’indicatore che fotografa la situazione economica del nucleo familiare, tenendo conto di redditi e patrimonio. Aggiornarlo per tempo è fondamentale: un ISEE più basso rispetto a quello utilizzato in precedenza può far scattare automaticamente un importo di assegno unico più alto, con eventuali arretrati per i mesi già trascorsi se il nuovo ISEE viene presentato entro i termini previsti (di norma entro il 30 giugno per non perdere le mensilità arretrate dell’anno).

        Chi ha dubbi sul proprio importo, e non è sicuro di rientrare o meno in una delle maggiorazioni, può verificare direttamente sul portale INPS, accedendo con SPID, CIE o CNS, lo stato della propria domanda e il dettaglio del calcolo applicato in base all’ISEE e alla composizione del nucleo familiare.

        Quando arriva il pagamento: calendario INPS e conguagli

        Per quanto riguarda le date, l’INPS conferma la logica ormai consolidata negli ultimi mesi: i pagamenti per i beneficiari già in carico, senza variazioni, arrivano nella parte centrale del mese, mentre le nuove domande e le pratiche con variazioni vengono liquidate verso la fine di settembre. Chi nota un ritardo rispetto ai vicini di casa o ad altri genitori non deve preoccuparsi: nella maggior parte dei casi si tratta semplicemente di una pratica ancora in lavorazione, non di un problema con la domanda.

        Un altro elemento da tenere presente riguarda i conguagli e gli arretrati. Quando l’INPS aggiorna l’ISEE di un nucleo, o riceve con ritardo una domanda relativa a un figlio nato mesi prima, l’ente ricalcola l’importo dovuto per i mesi già trascorsi e liquida la differenza insieme alla mensilità corrente. Per questo motivo, in alcuni casi l’accredito di settembre può risultare più alto del solito: non si tratta di un errore, ma del pagamento delle differenze maturate nei mesi precedenti.

        Per non perdere queste somme è importante presentare le variazioni all’INPS con tempestività, evitando di rimandare l’aggiornamento della propria situazione.

        Domande frequenti sulla maggiorazione assegno unico di settembre

        Perché a settembre l’assegno unico arriva prima per alcune famiglie?
        Perché l’INPS liquida per primi i pagamenti dei beneficiari già in carico e senza variazioni, mentre le nuove domande o le pratiche con modifiche vengono lavorate successivamente e pagate verso fine mese.

        Chi ha diritto alla maggiorazione dell’assegno unico?
        Le famiglie con almeno quattro figli, i nuclei in cui entrambi i genitori lavorano, le madri under 21, le famiglie con figli con disabilità e chi ha un ISEE più basso rispetto ai mesi precedenti.

        Cosa succede se aggiorno l’ISEE a settembre?
        L’importo dell’assegno unico viene ricalcolato in base al nuovo ISEE. Se l’aggiornamento avviene entro i termini previsti, l’INPS può riconoscere anche gli arretrati relativi ai mesi precedenti dell’anno.

        L’assegno unico riduce la pensione o incide sull’IRPEF?
        No, l’assegno unico non concorre a formare il reddito imponibile IRPEF e non riduce altre prestazioni come la pensione o l’indennità di disoccupazione.

        Cosa fare se il pagamento non arriva nei tempi previsti?
        Prima di allarmarsi conviene verificare lo stato della propria pratica: spesso il ritardo dipende da una domanda recente o da una variazione ISEE ancora in fase di elaborazione da parte dell’INPS.

        In sintesi, il pagamento dell’assegno unico di settembre 2026 conferma uno schema ormai noto: accredito anticipato per chi non ha variazioni, importi più alti per le famiglie che rientrano nelle diverse maggiorazioni previste dalla normativa, e liquidazione degli arretrati per chi ha aggiornato l’ISEE o segnalato variazioni al nucleo familiare.

        Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

        Settembre 24, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-24 10:00:002026-09-17 16:38:36Assegno Unico, Arriva Prima e Può Essere Più Alto: Chi Prende la Maggiorazione a Settembre
        NOTIZIE

        NASpI e Assegno Unico, Quanto Può Prendere a Settembre una Famiglia Disoccupata?

        Naspi disoccupazione CAF UdineNaspi

        Quando in una famiglia un genitore perde il lavoro, la domanda più immediata è sempre la stessa: quanto entrerà davvero in casa questo mese? A settembre 2026, tra NASpI e Assegno Unico, molti nuclei con figli a carico si trovano a fare i conti con due prestazioni INPS che si sommano, ma che si calcolano con criteri completamente diversi. Come riportato da Tutto Lavoro 24, sempre più famiglie italiane in cui un genitore è rimasto senza lavoro chiedono come orientarsi tra indennità di disoccupazione e assegno per i figli, due sostegni che insieme possono fare la differenza sul bilancio familiare, ma che vanno calcolati caso per caso.

        Non esiste una cifra unica valida per tutti: l’importo della NASpI dipende dalla retribuzione degli ultimi anni di lavoro, mentre l’Assegno Unico varia in base all’ISEE del nucleo e al numero di figli. Proviamo a fare chiarezza su come funzionano i due strumenti e su quale possa essere, in concreto, il sostegno mensile per una famiglia con un genitore disoccupato a settembre.

        Indice dei contenuti

        1. NASpI a settembre 2026: come funziona il calcolo per chi ha perso il lavoro
        2. Assegno Unico settembre 2026: importi, maggiorazioni e ISEE
        3. NASpI più Assegno Unico: quanto può arrivare a una famiglia con un genitore disoccupato
        4. Domande frequenti su NASpI e Assegno Unico a settembre 2026

        NASpI a settembre 2026: come funziona il calcolo per chi ha perso il lavoro

        La NASpI, la Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego, è l’indennità di disoccupazione erogata dall’INPS a chi perde involontariamente il lavoro. Per accedervi servono almeno 13 settimane di contributi nei quattro anni precedenti la disoccupazione e almeno 30 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi che precedono la cessazione del rapporto. La domanda va presentata entro 68 giorni dalla fine del lavoro, pena la perdita del diritto alle mensilità arretrate.

        L’importo si calcola sulla retribuzione media degli ultimi quattro anni: si applica il 75% fino a una soglia di riferimento di 1.480,30 euro mensili, mentre sulla parte di stipendio che supera questa soglia si aggiunge il 25% della differenza. Il risultato non può comunque superare un massimale mensile di circa 1.575,42 euro. Un aspetto che molti disoccupati scoprono solo dopo qualche mese è la cosiddetta decurtazione: dal sesto mese di percezione, l’assegno si riduce del 3% ogni mese, quindi chi riceve la NASpI da tempo vede l’importo scendere gradualmente. La durata massima della prestazione è pari alla metà delle settimane lavorate nei quattro anni precedenti, con un tetto di 24 mesi.

        Per chi sta seguendo il calendario dei pagamenti di questo mese, può essere utile consultare la guida dedicata al pagamento NASpI di settembre 2026, così come il calendario completo dei pagamenti INPS di settembre 2026, che riepiloga le date di accredito di tutte le principali prestazioni.

        Assegno Unico settembre 2026: importi, maggiorazioni e ISEE

        Mentre la NASpI sostiene il reddito di chi ha perso il lavoro, l’Assegno Unico e Universale accompagna le famiglie con figli a carico indipendentemente dalla condizione lavorativa dei genitori. L’importo è strettamente legato all’ISEE in corso di validità: con un ISEE fino a 17.468,51 euro spetta l’importo massimo, pari a 203,80 euro al mese per ogni figlio minorenne. Man mano che l’ISEE sale, la cifra scende progressivamente fino a un ISEE di 46.582,71 euro, oltre il quale (o in assenza di ISEE presentato) l’importo minimo garantito è di 58,30 euro mensili per figlio minorenne (valori 2026, Circolare INPS n. 7/2026, Allegato 1).

        A questi importi base si aggiungono diverse maggiorazioni, pensate proprio per le situazioni più delicate, come quella di una famiglia che perde una fonte di reddito. Tra le principali:

        • Figli con disabilità under 21: maggiorazione di 99,10 euro mensili per disabilità media, 110,60 euro per disabilità grave e 122,30 euro per non autosufficienza, indipendentemente dall’ISEE;
        • Famiglie con 4 o più figli: maggiorazione forfettaria di 150 euro al mese per l’intero nucleo, non per singolo figlio;
        • Entrambi i genitori lavoratori: maggiorazione fino a 34,90 euro per ogni figlio minorenne con ISEE fino a 17.468,51 euro, poi decrescente e pari a zero oltre 46.582,71 euro (non spetta per i figli tra 18 e 21 anni);
        • Madri under 21: maggiorazione di 23,30 euro per figlio.

        A settembre i pagamenti dell’Assegno Unico ai beneficiari in corso, senza variazioni, arrivano il 21 e 22 settembre, secondo il calendario INPS 2026 (messaggio n. 3931 del 24 dicembre 2025), mentre per le nuove domande la prima rata arriva di norma nell’ultima settimana del mese successivo a quello di presentazione. Tutti i dettagli sulle date di questo mese sono raccolti nella pagina dedicata al pagamento dell’Assegno Unico di settembre 2026.

        NASpI più Assegno Unico: quanto può arrivare a una famiglia con un genitore disoccupato

        Le due prestazioni, NASpI e Assegno Unico, sono pienamente cumulabili: non esiste alcuna incompatibilità tra l’indennità di disoccupazione e il sostegno per i figli a carico. Questo significa che in una famiglia dove un genitore percepisce la NASpI e l’altro continua a lavorare (o entrambi sono senza occupazione), l’importo complessivo che arriva ogni mese è dato dalla somma dei due assegni, calcolati però su basi completamente diverse.

        Facciamo un esempio realistico, senza pretesa di validità generale visto che ogni situazione va calcolata caso per caso. Immaginiamo una famiglia con due figli minori, in cui un genitore ha perso il lavoro dopo una retribuzione media di circa 1.400 euro mensili: la NASpI lorda si aggirerebbe intorno ai 1.000-1.050 euro al mese nei primi cinque mesi, per poi ridursi gradualmente con il meccanismo del 3%. Se il nucleo ha un ISEE contenuto, entro la soglia dei 17.468,51 euro, l’Assegno Unico per i due figli porterebbe in più 407,60 euro mensili (2 x 203,80), che possono salire con eventuali maggiorazioni. Il totale, in questo scenario, si collocherebbe orientativamente tra i 1.300 e i 1.500 euro mensili, ma si tratta di un range indicativo: ogni famiglia ha una situazione contributiva e reddituale diversa.

        Un aspetto da non sottovalutare riguarda proprio l’ISEE: chi perde il lavoro spesso vede calare il reddito familiare, ma l’ISEE in corso di validità continua a basarsi sui redditi dell’anno precedente, finché non viene aggiornato. Presentare un nuovo ISEE corrente, che tiene conto della variazione di reddito degli ultimi mesi, può quindi far salire sensibilmente l’importo dell’Assegno Unico, avvicinandolo alla soglia massima di 203,80 euro per figlio. È uno dei motivi per cui, dopo la perdita del lavoro, vale la pena verificare tempestivamente la propria posizione ISEE, anche in vista dei conguagli e degli arretrati che l’INPS eroga nei mesi successivi.

        Fonti

        • Circolare INPS n. 7 del 30 gennaio 2026 (importi e soglie ISEE dell’Assegno Unico 2026)
        • Allegato 1 alla Circolare INPS n. 7/2026 (tabella degli importi mensili 2026 per fascia ISEE)
        • D.Lgs. 29 dicembre 2021, n. 230 (istituzione dell’Assegno Unico e Universale)
        • Messaggio INPS n. 3931 del 24 dicembre 2025 (calendario dei pagamenti dell’Assegno Unico 2026)

        Domande frequenti su NASpI e Assegno Unico a settembre 2026

        NASpI e Assegno Unico si possono percepire insieme?

        Sì, le due prestazioni sono pienamente cumulabili. La NASpI sostiene il reddito del genitore disoccupato, mentre l’Assegno Unico spetta indipendentemente dalla condizione lavorativa, purché ci siano figli a carico.

        La NASpI incide sull’importo dell’Assegno Unico?

        La NASpI non è esclusa dal calcolo dell’ISEE, quindi rientra tra i redditi considerati per determinare l’indicatore. Tuttavia, la perdita del lavoro spesso comporta una riduzione complessiva del reddito familiare, motivo per cui aggiornare l’ISEE con la situazione corrente può far aumentare l’importo dell’Assegno Unico.

        Quanto dura la NASpI nel 2026?

        La durata massima è di 24 mesi e corrisponde alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni. L’importo si riduce del 3% ogni mese a partire dal sesto mese di percezione (dall’ottavo mese per chi ha almeno 55 anni alla data della domanda).

        Quando arriva il pagamento dell’Assegno Unico a settembre 2026?

        Per i beneficiari già in pagamento senza variazioni, l’accredito avviene il 21 e 22 settembre, secondo il calendario INPS 2026. Per le nuove domande presentate ad agosto, la prima rata arriva di norma nell’ultima settimana di settembre.

        Come si calcola l’importo esatto spettante a una famiglia?

        Non esiste una cifra fissa valida per tutti: l’importo dipende dalla retribuzione degli ultimi quattro anni per la NASpI e dall’ISEE aggiornato del nucleo per l’Assegno Unico. Il calcolo preciso va effettuato caso per caso sulla base della posizione contributiva e reddituale della famiglia.

        Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

        Settembre 21, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
        https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/NASPI-Pagina-web.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-21 10:00:002026-09-29 10:25:59NASpI e Assegno Unico, Quanto Può Prendere a Settembre una Famiglia Disoccupata?
        ASSEGNO UNICO, MATERNITA', PATRONATO

        Assegno unico a luglio 2026: perché l’importo può cambiare, arretrati e ISEE

        ASSEGNO UNICO UNIVERSALEASSEGNO UNICO UNIVERSALE

        A luglio 2026 l’Assegno Unico può cambiare per molte famiglie, ma non per un nuovo aumento: gli importi 2026 sono stati rivalutati già dal 1° gennaio (Circolare INPS n. 7/2026). Cambia per chi aggiorna l’ISEE. La scadenza è il 30 giugno. Se non presenti la DSU in tempo, perdi gli arretrati da marzo e continui a ricevere l’importo minimo di 58,30 euro al mese per ogni figlio minorenne.

        In questo articolo ti spieghiamo tutto: chi prende di più, a quanto ammontano i nuovi importi e cosa fare subito.

        Indice dei contenuti

        1. Perché a luglio 2026 l’importo può cambiare
        2. Importi assegno unico luglio 2026
        3. Chi riceve di più da luglio 2026
        4. Scadenza ISEE 30 giugno: cosa succede se non rinnovi
        5. Come aggiornare l’ISEE entro il 30 giugno
        6. Quando viene pagato l’Assegno Unico
        7. Hai ancora dubbi? Il CAF ti aiuta

        Perché a luglio 2026 l’importo può cambiare

        L’Assegno Unico Universale viene rivalutato ogni anno in base all’inflazione ISTAT. Per il 2026 l’adeguamento automatico previsto dal D.Lgs. 230/2021 (+1,4%) è scattato dal 1° gennaio, con nuove soglie ISEE e nuovi importi base (Circolare INPS n. 7 del 30 gennaio 2026): a luglio non arriva un ulteriore aumento.

        In pratica, più l’ISEE è basso, più l’importo mensile per ogni figlio sale. Ma l’INPS non aggiorna l’assegno da solo: sei tu che devi presentare la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) aggiornata per far valere la situazione economica corretta.

        Importi assegno unico luglio 2026

        Ecco gli importi mensili per figlio in vigore dal 1° gennaio 2026, validi anche per la rata di luglio:

        Situazione ISEEImporto mensile per figlio minorenneFiglio 18-20 anni
        ISEE fino a 17.468,51 euro203,80 euro99,10 euro
        ISEE da 17.468,52 a 46.582,71 euroImporto progressivo (scala decrescente)Importo progressivo
        ISEE oltre 46.582,71 euro o senza ISEE58,30 euro29,10 euro

        Maggiorazioni previste

        Oltre all’importo base, esistono maggiorazioni che si sommano:

        • Figli con disabilità (under 21): +99,10 euro al mese per disabilità media, +110,60 per disabilità grave, +122,30 per non autosufficienza (importo fisso, non dipende dall’ISEE)
        • Famiglie con almeno 4 figli: +150 euro al mese forfettari per nucleo (non per figlio)
        • Entrambi i genitori lavoratori: fino a +34,90 euro al mese per ogni figlio minorenne con ISEE fino a 17.468,51 euro, poi l’importo scende e si azzera oltre 46.582,71 euro (non spetta per i figli tra 18 e 21 anni)
        • Madri under 21: +23,30 euro al mese per figlio

        Queste maggiorazioni si sommano all’importo base. Una famiglia con ISEE fino a 17.468,51 euro, due figli minorenni ed entrambi i genitori che lavorano arriva a 238,70 euro al mese per figlio (203,80 + 34,90).

        Chi riceve di più da luglio 2026

        1. Le famiglie con ISEE basso o medio-basso — che presentano la DSU aggiornata entro il 30 giugno
        2. Le famiglie con figli disabili — la maggiorazione è confermata e rivalutata dal 1° gennaio 2026
        3. Le famiglie numerose (4+ figli) — spetta la maggiorazione forfettaria di 150 euro al mese per nucleo
        4. I nuclei con entrambi i genitori occupati — la maggiorazione lavoratori è rivalutata dal 1° gennaio 2026

        Chi NON presenta la DSU aggiornata riceve l’importo minimo (58,30 euro per ogni figlio minorenne), anche se potrebbe avere diritto a molto di più; chi la presenta dopo il 30 giugno perde gli arretrati da marzo.

        Scadenza ISEE 30 giugno: cosa succede se non rinnovi

        L’ISEE ha validità annuale: dal 1 gennaio al 31 dicembre di ogni anno. Se l’ISEE scade o non è mai stato presentato, per continuare a ricevere l’Assegno Unico con gli importi corretti devi presentare una nuova DSU.

        La scadenza per non perdere gli arretrati da marzo è il 30 giugno 2026.

        • DSU presentata entro il 30 giugno: l’importo viene ricalcolato a partire da marzo 2026 e gli arretrati vengono pagati
        • DSU presentata dopo il 30 giugno: l’importo aggiornato non recupera i mesi precedenti, quindi niente arretrati da marzo
        • Nessuna DSU: l’INPS eroga l’importo minimo di 58,30 euro per ogni figlio minorenne, indipendentemente dalla situazione reale

        Come aggiornare l’ISEE entro il 30 giugno

        1. Raccogliere i documenti del nucleo familiare (redditi 2024, patrimoni, conti correnti al 31/12/2024)
        2. Presentare la DSU tramite CAF, Patronato, o direttamente sul sito INPS
        3. Verificare che l’ISEE sia stato elaborato correttamente prima della scadenza

        Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza per la presentazione della DSU e il calcolo dell’ISEE. Puoi prenotare un appuntamento contattandoci prima del 30 giugno.

        Quando viene pagato l’Assegno Unico

        • Per i beneficiari già in corso senza variazioni: in date diverse ogni mese, fissate dal calendario INPS 2026 (messaggio n. 3931 del 24 dicembre 2025); a luglio il 20 e 21
        • Per le nuove domande: la prima rata arriva, di norma, nell’ultima settimana del mese successivo a quello di presentazione

        Se aggiorni la DSU entro il 30 giugno, l’INPS ricalcola l’importo e paga gli arretrati da marzo con le rate successive al ricalcolo.

        Fonti

        • Circolare INPS n. 7 del 30 gennaio 2026 (importi e soglie ISEE dell’Assegno Unico 2026)
        • Allegato 1 alla Circolare INPS n. 7/2026 (tabella degli importi mensili 2026 per fascia ISEE)
        • D.Lgs. 29 dicembre 2021, n. 230 (istituzione dell’Assegno Unico e Universale)
        • Messaggio INPS n. 3931 del 24 dicembre 2025 (calendario dei pagamenti dell’Assegno Unico 2026)

        Hai ancora dubbi? Il CAF ti aiuta

        Se non sai se il tuo ISEE è aggiornato, se hai diritto alle maggiorazioni o come fare la DSU, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine. Ti assistiamo dalla raccolta documenti alla presentazione della DSU, in tempo per non perdere gli arretrati.

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          CAF Centro Fiscale — Viale Giuseppe Tullio 13, scala B — Udine | Tel. 0432 1638640

          Giugno 28, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-28 10:00:002026-09-29 10:28:38Assegno unico a luglio 2026: perché l’importo può cambiare, arretrati e ISEE
          ASSEGNO UNICO

          Assegno unico maggio 2026: date pagamenti INPS e scadenze per gli arretrati

          ASSEGNO UNICO UNIVERSALEASSEGNO UNICO UNIVERSALE

          L’Assegno Unico Universale rappresenta, anche nel 2026, il principale strumento di sostegno economico per le famiglie italiane con figli a carico. Per il mese di maggio 2026 l’INPS conferma il consueto calendario di pagamenti, con accrediti distribuiti su una finestra temporale precisa per i beneficiari gia in corso di erogazione e modalita differenziate per le nuove domande accolte. In questa guida analizziamo nel dettaglio le date dei pagamenti di maggio 2026, gli importi aggiornati, le maggiorazioni previste e — punto cruciale — le scadenze per richiedere gli arretrati, tema che ogni anno genera grande attenzione tra le famiglie con ISEE in aggiornamento o domande presentate in ritardo.

          Comprendere il meccanismo dei pagamenti e dei recuperi retroattivi e essenziale per non perdere somme spesso significative: l’Assegno Unico, infatti, puo arrivare a superare i 199 euro mensili per figlio nelle fasce ISEE piu basse, con maggiorazioni che cumulate possono raggiungere cifre molto rilevanti. Il termine del 30 giugno 2026 per la presentazione dell’ISEE rappresenta la scadenza piu importante dell’anno per chi intende ricevere l’integrale degli arretrati spettanti da marzo 2026.

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          Date pagamento Assegno Unico maggio 2026: il calendario INPS

          L’INPS conferma anche per maggio 2026 lo schema di pagamento ormai consolidato per l’Assegno Unico Universale, basato su due regole principali a seconda della situazione del beneficiario.

          Per i nuclei familiari gia beneficiari dell’assegno (cioe quelli che hanno ricevuto l’erogazione almeno una volta in precedenza e non hanno subito sospensioni o variazioni significative), i pagamenti di maggio 2026 sono accreditati nella finestra compresa tra il 17 e il 19 maggio 2026. In particolare:

          • Domenica 17 maggio 2026 — primo giorno utile della finestra di pagamento; tuttavia, trattandosi di domenica, gli accrediti sui conti correnti potrebbero essere visibili nei giorni feriali successivi a seconda della banca
          • Lunedi 18 maggio 2026 — giornata di accredito principale per la maggior parte dei beneficiari
          • Martedi 19 maggio 2026 — completamento della finestra di pagamento per i beneficiari in corso

          Per chi ha presentato una nuova domanda o ha subito una variazione nella situazione familiare (nascita di un figlio, modifica nucleo, primo accoglimento), il pagamento avviene nell’ultimo giorno lavorabile del mese di accoglimento della domanda. Per maggio 2026, considerando il calendario, l’ultimo giorno lavorativo utile e venerdi 29 maggio 2026.

          L’INPS non comunica il dettaglio esatto del singolo accredito tramite SMS o email: per verificare la propria situazione e necessario accedere all’area riservata del portale INPS (sezione “Assegno Unico e Universale”) con SPID, CIE o CNS, oppure usare l’app INPS Mobile.

          Importi Assegno Unico 2026: valori per fascia ISEE

          Per il 2026 l’INPS ha confermato la struttura di importi basata sulla fascia ISEE del nucleo familiare, con la consueta rivalutazione annuale collegata al tasso di variazione dei prezzi al consumo (perequazione ISTAT). Gli importi base per ciascun figlio minore a carico sono i seguenti:

          Fascia ISEE 2026Importo mensile per figlio minore
          Fino a 17.090,61 euro199,40 euro
          Tra 17.090,61 e 45.574,96 euroImporto decrescente in scala progressiva
          Oltre 45.574,96 euro o ISEE non presentato57,00 euro (importo minimo)

          L’importo massimo di 199,40 euro al mese per ciascun figlio spetta esclusivamente alle famiglie con ISEE pari o inferiore a 17.090,61 euro. Per ISEE compresi tra questa soglia e i 45.574,96 euro, l’importo decresce gradualmente seguendo una curva progressiva calcolata automaticamente dall’INPS sulla base del valore ISEE comunicato. Oltre i 45.574,96 euro (oppure in totale assenza di ISEE valido), spetta l’importo minimo di 57 euro al mese per figlio.

          Per i figli maggiorenni fino a 21 anni (purche studenti, tirocinanti, disoccupati registrati al Centro per l’Impiego, impegnati in servizio civile o lavoratori con reddito complessivo inferiore a 8.000 euro annui), gli importi sono ridotti: si va da un massimo di 96,90 euro mensili nella fascia ISEE piu bassa fino a un minimo di 28,50 euro oltre i 45.574,96 euro.

          Maggiorazioni Assegno Unico 2026: tutte le integrazioni

          Oltre all’importo base, l’Assegno Unico prevede diverse maggiorazioni cumulabili, che possono aumentare in modo molto significativo la somma effettivamente percepita. Vediamole in dettaglio.

          Maggiorazione per figli con disabilita

          Per ogni figlio con disabilita riconosciuta e prevista una maggiorazione che, indipendentemente dall’eta del figlio, viene calcolata in funzione del grado di disabilita. L’importo standard di riferimento e di 91,42 euro mensili ed e modulato secondo le seguenti soglie:

          • Disabilita non autosufficiente: maggiorazione massima
          • Disabilita grave: importo intermedio
          • Disabilita media: importo ridotto rispetto alle precedenti due categorie

          Per i figli maggiorenni con disabilita non c’e limite di eta per percepire l’assegno, mentre per quelli di eta inferiore a 21 anni gli importi seguono comunque la scala ISEE.

          Maggiorazione famiglie numerose (4 o piu figli)

          Per i nuclei familiari con 4 o piu figli a carico, e prevista una maggiorazione forfettaria di 150 euro mensili per l’intero nucleo, riconosciuta a prescindere dal numero esatto di figli oltre il quarto.

          Maggiorazione entrambi genitori lavoratori

          Se entrambi i genitori sono titolari di reddito da lavoro (dipendente, autonomo o assimilato), e prevista una maggiorazione per ciascun figlio fino a 21 anni. L’importo massimo e di 35,68 euro mensili per figlio, riconosciuto per ISEE fino a 17.090,61 euro, e decresce progressivamente azzerandosi a 45.574,96 euro.

          Maggiorazione madri under 21

          Per le madri di eta inferiore ai 21 anni e prevista una maggiorazione di 23,68 euro mensili per ciascun figlio, indipendentemente dalla fascia ISEE.

          Maggiorazione transitoria

          La maggiorazione transitoria, prevista per i nuclei che percepivano l’assegno al nucleo familiare (ANF) prima della riforma del 2022, e stata progressivamente ridotta negli anni successivi. Per il 2026 risulta ulteriormente attenuata e in molte casistiche non e piu applicabile: occorre verificare il proprio caso specifico tramite il simulatore INPS.

          Arretrati Assegno Unico 2026: scadenze e termini fondamentali

          Il tema degli arretrati e probabilmente il piu delicato dell’intera disciplina dell’Assegno Unico, perche legato a una serie di scadenze inderogabili che, se non rispettate, comportano la perdita definitiva delle somme arretrate. Vediamo nel dettaglio le date da segnare in calendario.

          Scadenza ISEE: 30 giugno 2026

          La data fondamentale e il 30 giugno 2026. Chi presenta o aggiorna la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) entro questo termine ha diritto a ricevere gli arretrati spettanti a partire da marzo 2026, mese di inizio annualita per l’Assegno Unico. Questo significa che, in caso di ISEE presentato entro fine giugno con valori che danno diritto a un importo piu alto rispetto a quello erogato fino a quel momento, l’INPS provvede a conguagliare le mensilita gia pagate con la differenza dovuta.

          Esempio pratico: una famiglia con due figli minori che non aveva presentato ISEE all’inizio del 2026 percepisce, da marzo, l’importo minimo di 57 euro per figlio, ovvero 114 euro mensili totali. Se a giugno 2026 presenta un ISEE pari a 15.000 euro, ha diritto all’importo massimo di 199,40 euro per figlio (398,80 euro totali). L’INPS conguaglia gli arretrati di marzo, aprile, maggio e giugno: la differenza mensile e di 284,80 euro, per un totale di arretrati di circa 1.139 euro erogati in un’unica soluzione.

          ISEE presentato dopo il 30 giugno 2026

          Se l’ISEE viene presentato dopo il 30 giugno 2026, gli importi maggiorati spettano solo a partire dal mese di presentazione, senza diritto agli arretrati delle mensilita precedenti. Restando sull’esempio sopra: se la stessa famiglia presenta l’ISEE a settembre 2026, percepira l’importo pieno solo da settembre in poi, perdendo definitivamente circa 1.700 euro di arretrati per i mesi da marzo ad agosto.

          Termine di decadenza per nuove domande

          Per chi non ha mai presentato domanda di Assegno Unico per il 2026, la presentazione resta possibile in qualunque momento dell’anno, ma con effetti diversi:

          • Domanda presentata entro il 30 giugno 2026: arretrati spettanti da marzo 2026
          • Domanda presentata dopo il 30 giugno 2026: spettanza solo dal mese di presentazione
          • Domanda presentata per figli nati o adottati nel 2026: spettanza dal mese di nascita/adozione, purche la domanda sia presentata entro 120 giorni dall’evento

          Per le nuove nascite, il termine di 120 giorni e particolarmente importante: presentando la domanda oltre questo termine, si perdono gli arretrati relativi ai mesi successivi alla nascita.

          Domande rinnovate automaticamente per il 2026

          Dal 2023 le domande di Assegno Unico sono rinnovate d’ufficio dall’INPS senza necessita di ripresentarle ogni anno. Tuttavia, occorre comunque aggiornare l’ISEE: senza una DSU 2026 valida l’erogazione prosegue con l’importo minimo di 57 euro per figlio. Per recuperare gli importi pieni occorre presentare l’ISEE entro il 30 giugno.

          Come presentare l’ISEE 2026 per l’Assegno Unico

          La presentazione della DSU 2026 e il passaggio chiave per ottenere l’Assegno Unico nella misura piena. Esistono tre modalita principali:

          1. Tramite CAF (Centro di Assistenza Fiscale): modalita assistita, l’operatore raccoglie tutti i documenti, compila la DSU e la trasmette all’INPS. Servizio generalmente gratuito per il cittadino
          2. Tramite portale INPS (servizio DSU precompilata): accesso con SPID/CIE/CNS, la DSU viene precompilata con dati di Agenzia delle Entrate, INPS e altri enti. Necessita di verifica e integrazione
          3. Tramite professionista abilitato (commercialista, consulente del lavoro)

          Documenti necessari per la DSU 2026

          Per la presentazione della DSU 2026 servono:

          • Documento di identita e codice fiscale di tutti i componenti del nucleo familiare
          • Redditi anno 2024: Modello 730/2025, Modello Redditi PF 2025, CU 2025
          • Patrimonio immobiliare al 31/12/2024: visure catastali, atti di proprieta
          • Patrimonio mobiliare al 31/12/2024: saldo e giacenza media di conti correnti, deposito titoli, libretti postali e bancari, conti deposito, polizze vita, fondi comuni
          • Crypto-attivita: valore al 31/12/2024 di portafogli digitali (obbligo dichiarativo introdotto dal 2024)
          • Targhe veicoli intestati ai membri del nucleo (oltre i 500 cc per motocicli o oltre i 250 cc per auto, con eccezioni)
          • Per nuclei con membri disabili: certificazione di invalidita
          • Per nuclei con immobili in locazione: contratto registrato

          ISEE corrente: alternativa in caso di variazione reddituale

          Se la situazione reddituale o lavorativa del nucleo e significativamente peggiorata rispetto al biennio di riferimento (2024), e possibile presentare un ISEE corrente, che considera i redditi degli ultimi 12 mesi. La condizione di accesso e una variazione del reddito superiore al 25% oppure la perdita del lavoro di un componente del nucleo. L’ISEE corrente ha validita di 6 mesi e va rinnovato per mantenere il diritto agli importi aggiornati.

          Modalita di pagamento e canali di accredito

          L’Assegno Unico Universale viene erogato attraverso il canale di pagamento indicato dal richiedente al momento della domanda. Le modalita disponibili sono:

          • Accredito su conto corrente bancario o postale intestato o cointestato al richiedente — modalita prevalente, l’IBAN deve essere valido e accettato dal sistema INPS
          • Accredito su carta prepagata con IBAN (es. Postepay Evolution, carte di pagamento dei principali operatori)
          • Accredito su libretto postale
          • Bonifico domiciliato presso ufficio postale (utilizzato per importi inferiori a 1.000 euro e in mancanza di IBAN)

          E fondamentale verificare che l’IBAN indicato sia ancora valido: in caso di chiusura del conto, gli accrediti vanno in sospeso e occorre comunicare il nuovo IBAN tramite il portale INPS (modello SR163) per sbloccare i pagamenti, inclusi gli eventuali arretrati gia maturati. La comunicazione tardiva non comporta perdita degli importi, ma puo causare significativi ritardi negli accrediti.

          Genitori separati o divorziati: ripartizione dell’assegno

          Per i genitori separati, divorziati o non conviventi, la regola generale prevede la ripartizione al 50% dell’Assegno Unico tra entrambi i genitori, salvo diverso accordo o provvedimento del giudice. La modalita di erogazione si configura quindi come segue:

          • In presenza di affidamento condiviso: l’assegno e ripartito automaticamente al 50% tra i due genitori, ciascuno dei quali deve presentare domanda
          • In caso di affidamento esclusivo: l’intero importo viene erogato al genitore affidatario
          • In caso di diverso accordo: i genitori possono scegliere un diverso criterio di ripartizione, che deve essere comunicato all’INPS

          L’ISEE di riferimento per il calcolo dell’importo e quello del nucleo familiare di ciascun genitore: questo significa che, se i due nuclei hanno ISEE molto differenti, gli importi percepiti dai due genitori per lo stesso figlio possono essere diversi. Ogni genitore percepira il 50% dell’importo calcolato sulla base del proprio ISEE.

          Sospensioni, decadenze e ricorsi

          L’erogazione dell’Assegno Unico puo essere sospesa in diverse situazioni che e bene conoscere per evitare interruzioni inattese.

          Cause di sospensione

          • ISEE difforme: se l’INPS riscontra incongruenze tra i dati DSU e quelli risultanti dalle banche dati (Agenzia Entrate, Anagrafe Tributaria), il pagamento viene sospeso in attesa di regolarizzazione
          • Errori sui dati anagrafici: cambi di residenza non aggiornati, errori sul codice fiscale
          • IBAN non valido: chiusura conto, IBAN errato, IBAN intestato a soggetto diverso dal richiedente
          • Variazioni del nucleo familiare non comunicate (matrimonio, separazione, decesso)
          • Cessazione del diritto: figli che compiono 21 anni senza requisiti di mantenimento, perdita della residenza in Italia

          Come presentare ricorso

          In caso di diniego, sospensione o importo ridotto ritenuto non corretto, il beneficiario puo presentare ricorso amministrativo entro 90 giorni dalla comunicazione del provvedimento, tramite il portale INPS o un Patronato. Decorsi i 90 giorni senza esito favorevole, e possibile ricorrere al Giudice del Lavoro entro l’ulteriore termine di 90 giorni.

          Particolarmente importante e il ricorso per riesame quando il diniego deriva da incongruenze ISEE: in molti casi, l’integrazione documentale risolve il problema senza necessita di procedure formali.

          Cumulabilita con altri bonus famiglia

          L’Assegno Unico Universale e cumulabile con la maggior parte degli altri sostegni alle famiglie, ma con alcune importanti eccezioni che e fondamentale conoscere per pianificare correttamente le richieste.

          Bonus cumulabili con l’Assegno Unico

          • Bonus asilo nido: pienamente cumulabile, prevede importi fino a 3.000 euro annui per ISEE fino a 25.000 euro
          • Carta “Dedicata a te”: cumulabile per ISEE fino a 15.000 euro
          • Bonus bollette (luce, gas, acqua): cumulabile per ISEE fino a 9.530 euro (20.000 euro per famiglie con almeno 4 figli)
          • Bonus nascita / bonus mamma: cumulabile
          • Maternita comunale: cumulabile
          • Assegno di inclusione (ADI): cumulabile con calcolo specifico

          Sostegni NON cumulabili (sostituiti dall’Assegno Unico)

          • Assegno al Nucleo Familiare (ANF): abolito per i nuclei con figli a carico dal 1 marzo 2022 (resta solo per nuclei senza figli)
          • Assegno per il terzo figlio (Comuni): assorbito nell’Assegno Unico
          • Premio alla nascita / bonus mamma “domani”: abrogato
          • Detrazioni IRPEF per figli a carico fino a 21 anni: non spettano, sostituite dall’Assegno Unico (restano dai 21 anni in poi)

          Simulazione e calcolo: come stimare l’importo

          Per stimare l’importo spettante a maggio 2026, l’INPS mette a disposizione un simulatore online accessibile dal portale (anche senza autenticazione). Il calcolo richiede l’inserimento di:

          • Valore ISEE 2026 (o stima)
          • Numero figli a carico, distinti per fasce di eta (minori, 18-21 anni, oltre 21)
          • Eventuali figli con disabilita e relativo grado
          • Indicazione se entrambi i genitori sono lavoratori
          • Indicazione se la madre ha meno di 21 anni

          Esempio di calcolo: famiglia con due figli

          VoceImporto mensile
          Famiglia con ISEE 15.000 euro, 2 figli minori, entrambi genitori lavoratori 
          Importo base (199,40 x 2)398,80 euro
          Maggiorazione entrambi lavoratori (35,68 x 2)71,36 euro
          TOTALE MENSILE470,16 euro
          TOTALE ANNUO5.641,92 euro

          Esempio di calcolo: famiglia numerosa

          VoceImporto mensile
          Famiglia con ISEE 16.000 euro, 4 figli minori, entrambi genitori lavoratori 
          Importo base (199,40 x 4)797,60 euro
          Maggiorazione entrambi lavoratori (35,68 x 4)142,72 euro
          Maggiorazione famiglie 4 o piu figli (forfettaria)150,00 euro
          TOTALE MENSILE1.090,32 euro
          TOTALE ANNUO13.083,84 euro

          Errori comuni e come evitarli

          Nella nostra esperienza presso il CAF Centro Fiscale di Udine, alcuni errori si ripetono con frequenza tra i contribuenti che si rivolgono al servizio per problemi relativi all’Assegno Unico. Vediamo i piu importanti:

          1. Ritardare l’ISEE oltre il 30 giugno: e l’errore piu costoso, comporta la perdita di mesi di arretrati senza possibilita di recupero
          2. Non aggiornare l’IBAN dopo cambio banca: blocca completamente l’erogazione
          3. Dimenticare di comunicare nuove nascite: la domanda integrativa va presentata entro 120 giorni
          4. Errori sui dati anagrafici dei figli: codici fiscali errati o nomi scritti male generano sospensioni
          5. Non dichiarare correttamente le crypto-attivita: dal 2024 e obbligatorio nella DSU; l’omissione genera ISEE difforme con conseguente blocco
          6. Non comunicare la separazione: porta a sovrapposizioni di pagamenti che vanno restituiti
          7. Confondere il calendario di erogazione: gli accrediti si concentrano nella finestra 17-19, non sono “tardivi” se arrivano il 19 invece del 17

          Novita 2026 e prospettive future

          Per il 2026, l’INPS ha confermato la rivalutazione ISTAT applicata agli importi base e alle maggiorazioni, con incrementi del +0,8% rispetto al 2025 in linea con l’inflazione registrata nel periodo di riferimento. Le fasce ISEE di accesso ai diversi scaglioni sono state anch’esse adeguate per evitare di penalizzare le famiglie con redditi nominalmente cresciuti per effetto dell’inflazione.

          Tra le novita procedurali piu rilevanti:

          • Integrazione con PagoPA potenziata per la gestione di ricorsi e richieste di chiarimento
          • App INPS Mobile con nuova sezione dedicata al monitoraggio in tempo reale dello stato dei pagamenti
          • DSU precompilata con maggior copertura di dati patrimoniali e finanziari, riducendo il tempo di compilazione
          • Comunicazione preventiva via app/email del rischio di scadenza ISEE per evitare perdita di arretrati

          Sul fronte normativo, restano in discussione possibili modifiche alla struttura delle maggiorazioni, con particolare attenzione al rafforzamento del sostegno alle famiglie numerose e a quelle con figli disabili. Eventuali aggiornamenti saranno introdotti con la Legge di Bilancio 2027.

          📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

          Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

          Conclusioni: cosa fare a maggio 2026

          Maggio 2026 rappresenta un mese chiave per l’Assegno Unico Universale: l’erogazione regolare si concentra nella finestra 17-19 maggio per i beneficiari in corso, mentre per le nuove domande accolte l’accredito avviene entro il 29 maggio. Ma soprattutto, il mese di maggio e l’ultimo “promemoria” prima della scadenza fondamentale del 30 giugno 2026, oltre la quale si perdono in modo definitivo gli arretrati maturati dall’inizio dell’anno per chi non ha ancora aggiornato l’ISEE.

          Per non incorrere in perdite economiche significative — che, come abbiamo visto, possono superare facilmente i 1.000-2.000 euro per nucleo familiare — e fondamentale:

          • Verificare la validita dell’ISEE 2026 nella propria area riservata INPS
          • Se l’ISEE non e stato ancora aggiornato, prenotare immediatamente un appuntamento al CAF per la compilazione della DSU
          • Controllare che l’IBAN comunicato sia attivo
          • Per nuove nascite, presentare domanda entro 120 giorni
          • Per situazioni di reddito peggiorate, valutare l’ISEE corrente

          Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio completo di assistenza per la compilazione e trasmissione della DSU, la presentazione delle domande di Assegno Unico, la gestione di eventuali ricorsi e la consulenza sulla cumulabilita con altri bonus famiglia. Contattaci per fissare un appuntamento e mettere in sicurezza il tuo diritto all’Assegno Unico per il 2026.

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          FAQ – Domande frequenti sull’Assegno Unico maggio 2026

          Quando arriva l’Assegno Unico a maggio 2026?

          Per i beneficiari gia in corso, il pagamento e accreditato tra il 17 e il 19 maggio 2026. Per chi ha presentato una nuova domanda o ha avuto variazioni, l’accredito avviene entro l’ultimo giorno lavorabile del mese, ovvero venerdi 29 maggio 2026.

          Qual e l’importo massimo dell’Assegno Unico nel 2026?

          L’importo base massimo e di 199,40 euro mensili per ciascun figlio minore, riconosciuto alle famiglie con ISEE fino a 17.090,61 euro. Con le maggiorazioni (figli disabili, famiglie numerose, entrambi genitori lavoratori), il totale per nucleo puo superare significativamente questa cifra.

          Entro quando bisogna presentare l’ISEE per gli arretrati?

          L’ISEE deve essere presentato entro il 30 giugno 2026 per avere diritto agli arretrati spettanti da marzo 2026. Dopo questa data, gli importi maggiorati spettano solo dal mese di presentazione, senza recupero dei mesi precedenti.

          Bisogna rifare la domanda di Assegno Unico ogni anno?

          No, dal 2023 le domande sono rinnovate d’ufficio dall’INPS. E pero indispensabile aggiornare annualmente l’ISEE per mantenere l’importo pieno: senza una DSU valida 2026, l’erogazione prosegue al minimo di 57 euro per figlio.

          Cosa succede se non presento l’ISEE?

          In assenza di ISEE valido per il 2026, si percepisce l’importo minimo di 57 euro mensili per figlio. La differenza rispetto all’importo spettante in base alla reale situazione economica e definitivamente persa se l’ISEE non viene presentato entro il 30 giugno 2026.

          Come funziona l’Assegno Unico per genitori separati?

          In caso di affidamento condiviso, l’assegno e ripartito al 50% tra i due genitori, calcolato sulla base dell’ISEE di ciascun nucleo. In caso di affidamento esclusivo, l’intero importo spetta al genitore affidatario. I genitori possono concordare diversamente comunicandolo all’INPS.

          L’Assegno Unico e cumulabile con il bonus asilo nido?

          Si, l’Assegno Unico e pienamente cumulabile con il bonus asilo nido, che prevede contributi fino a 3.000 euro annui per ISEE fino a 25.000 euro. Anche carta “Dedicata a te”, bonus bollette e bonus nascita sono cumulabili con l’Assegno Unico.

          Maggio 19, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-19 13:28:382026-05-31 17:49:26Assegno unico maggio 2026: date pagamenti INPS e scadenze per gli arretrati
          ASSEGNO UNICO

          Assegno unico maggio 2026, le date dei pagamenti e le scadenze per gli arretrati

          ASSEGNO UNICO UNIVERSALEASSEGNO UNICO UNIVERSALE

          L’Assegno Unico Universale per i figli a carico continua a rappresentare nel 2026 il principale sostegno economico erogato dall’INPS alle famiglie italiane. Anche per il mese di maggio 2026, milioni di nuclei familiari attendono l’accredito dell’importo, che varia in base all’ISEE e alla composizione del nucleo. In questo articolo trovi tutte le date dei pagamenti di maggio 2026, le indicazioni per le nuove domande, le scadenze per gli arretrati e le maggiorazioni previste dal D.Lgs. 230/2021.

          Indice dei contenuti

          1. Date pagamenti Assegno Unico maggio 2026
          2. Nuove domande: quando arriva il pagamento
          3. Arretrati Assegno Unico: scadenze e diritto al recupero
          4. Importi 2026: dalla soglia minima al massimo
          5. Maggiorazioni 2026: disabilità, famiglie numerose, madri under 21
          6. ISEE 2026: rinnovo entro il 30 giugno per non perdere arretrati
          7. Come verificare il pagamento sul portale INPS
          8. Cosa fare in caso di mancato pagamento
          9. FAQ – Domande frequenti

          Date pagamenti Assegno Unico maggio 2026

          L’INPS ha confermato il consueto calendario dei pagamenti per l’Assegno Unico Universale anche per il mese di maggio 2026. Per i nuclei familiari che percepiscono già la prestazione e che hanno un’ISEE valido, l’accredito avviene tra il 17 e il 19 di ogni mese. Tuttavia, nel mese di maggio 2026 il 17 cade di domenica: per questo motivo, i pagamenti saranno effettuati nei giorni lavorativi immediatamente successivi.

          Le date di pagamento previste per maggio 2026 sono dunque:

          • Lunedì 18 maggio 2026 – primo giorno utile di pagamento per i beneficiari in corso
          • Martedì 19 maggio 2026 – secondo giorno di accrediti
          • Mercoledì 20 maggio 2026 – completamento dei pagamenti per i beneficiari “storici”

          Il pagamento avviene tramite bonifico sull’IBAN comunicato all’INPS dal genitore o tutore richiedente. È bene ricordare che, in caso di IBAN cointestato, è necessario che sia indicato anche il genitore richiedente come intestatario, altrimenti l’importo viene sospeso.

          Nuove domande: quando arriva il pagamento

          Discorso diverso per chi ha presentato la domanda di Assegno Unico nel mese di maggio 2026 o nei mesi immediatamente precedenti senza essere ancora entrato a regime. In questi casi il pagamento non segue il calendario 17-19, ma viene effettuato nell’ultimo giorno lavorativo del mese di accoglimento della domanda.

          Per maggio 2026 l’ultimo giorno lavorativo è venerdì 29 maggio 2026: chi vede la propria domanda accolta entro questa data riceverà l’accredito proprio in quella giornata. Dal mese successivo, una volta diventato “beneficiario in corso”, il pagamento rientrerà nel calendario ordinario 17-19.

          È importante sottolineare un aspetto pratico: tra la data di protocollazione della domanda e la data di accoglimento da parte dell’INPS possono passare alcune settimane. Per questo motivo, se la domanda è stata presentata negli ultimi giorni di aprile o nei primi giorni di maggio, è possibile che il primo accredito arrivi solo a fine maggio o, in alcuni casi, a giugno 2026, con gli arretrati delle mensilità maturate.

          Arretrati Assegno Unico: scadenze e diritto al recupero

          Uno dei dubbi più frequenti riguarda gli arretrati dell’Assegno Unico. La regola generale stabilita dal D.Lgs. 230/2021 è chiara: le famiglie possono richiedere l’AUC anche dopo l’inizio del periodo di competenza, ma esistono scadenze precise da rispettare per non perdere parte degli importi.

          • Domanda presentata entro il 30 giugno 2026: la famiglia ha diritto a tutti gli arretrati a partire da marzo 2026 (mese di inizio del periodo di competenza che va da marzo 2026 a febbraio 2027).
          • Domanda presentata dopo il 30 giugno 2026: l’assegno spetta solo a partire dal mese successivo alla presentazione della domanda. Si perdono quindi le mensilità precedenti.

          Questa regola si applica sia alle nuove domande, sia ai nuclei che non hanno presentato l’ISEE entro il 30 giugno: come vedremo nella sezione dedicata, anche il rinnovo della DSU rispetta lo stesso termine per garantire gli arretrati.

          Importi 2026: dalla soglia minima al massimo

          Gli importi dell’Assegno Unico 2026 dipendono direttamente dall’ISEE in corso di validità. Si va da un minimo per le famiglie con ISEE alto (o senza ISEE) a un massimo per le famiglie a basso reddito.

          • ISEE fino a 17.090 euro: 199,40 euro mensili per ogni figlio minore (importo massimo)
          • ISEE tra 17.090 e 45.574 euro: importo decrescente secondo scala progressiva
          • ISEE oltre 45.574 euro o ISEE assente: 57 euro mensili per ogni figlio minore (importo minimo)

          Per i figli maggiorenni tra i 18 e i 21 anni che studiano, fanno tirocinio, sono disoccupati registrati o svolgono servizio civile universale, gli importi sono ridotti rispetto a quelli dei figli minori, sempre secondo la stessa logica ISEE. Per il dato esatto è consigliabile consultare la circolare INPS in vigore o rivolgersi al CAF.

          È utile ricordare che, se la famiglia non presenta l’ISEE, riceverà comunque l’importo minimo di 57 euro per figlio: nessuna famiglia con domanda accolta resta a “zero”, ma per ottenere l’importo pieno è indispensabile avere una DSU/ISEE valida e aggiornata.

          Maggiorazioni 2026: disabilità, famiglie numerose, madri under 21

          Sull’importo base dell’Assegno Unico si possono cumulare diverse maggiorazioni, espressamente previste dal D.Lgs. 230/2021 e dai successivi aggiornamenti dell’INPS:

          • Figli con disabilità: maggiorazione di 91,42 euro mensili (importo standard, modulato in base alla gravità della disabilità – non autosufficienza, grave o media)
          • Famiglie con 4 o più figli: maggiorazione forfettaria di 18 euro al mese per ciascun figlio
          • Entrambi i genitori lavoratori: maggiorazione di 35,68 euro al mese per ogni figlio fino a 21 anni
          • Madri di età inferiore ai 21 anni: maggiorazione di 23,68 euro mensili per ciascun figlio

          Le maggiorazioni vengono riconosciute automaticamente dall’INPS sulla base dei dati presenti nella domanda e nella DSU/ISEE. Per la disabilità è necessario che il verbale di invalidità sia stato trasmesso correttamente all’INPS; se il riconoscimento arriva successivamente, si possono richiedere gli arretrati a decorrere dalla data di efficacia del verbale.

          ISEE 2026: rinnovo entro il 30 giugno per non perdere arretrati

          L’ISEE ha validità dal 1° gennaio al 31 dicembre dell’anno di rilascio. Per non perdere gli importi pieni dell’Assegno Unico, ogni famiglia deve rinnovare la DSU entro il 30 giugno 2026.

          Cosa succede se l’ISEE viene rinnovato in ritardo?

          • DSU presentata entro il 30 giugno 2026: l’importo viene ricalcolato retroattivamente da marzo 2026 e i nuclei ricevono eventuali arretrati sulle mensilità precedenti.
          • DSU presentata dopo il 30 giugno 2026: l’importo aggiornato decorre solo dal mese successivo alla presentazione. Le mensilità di marzo, aprile, maggio e giugno restano calcolate con l’importo minimo (57 euro), perdendo eventuali maggiorazioni.

          Per le famiglie che hanno percepito l’importo minimo nei primi mesi del 2026 in attesa del rinnovo, il conguaglio arriva tipicamente nel mese successivo alla presentazione della DSU, in un’unica soluzione insieme alla mensilità ordinaria.

          Come verificare il pagamento sul portale INPS

          Per verificare l’effettivo accredito dell’Assegno Unico di maggio 2026, l’INPS mette a disposizione il servizio “Assegno Unico e Universale per i figli a carico” sul portale ufficiale. Per accedere è necessario disporre di credenziali SPID, CIE o CNS.

          I passaggi per consultare il dettaglio dei pagamenti sono i seguenti:

          1. Accedere a inps.it con SPID/CIE/CNS
          2. Aprire la sezione “Assegno Unico e Universale per i figli a carico”
          3. Cliccare su “Consultazione domanda”
          4. Selezionare la domanda attiva e aprire il dettaglio dei pagamenti mensili

          In questa sezione è possibile verificare l’importo erogato per ogni mese, lo stato del pagamento, l’IBAN su cui è avvenuto l’accredito ed eventuali sospensioni o rigetti di mensilità, con la relativa motivazione. È buona norma controllare il dettaglio anche per individuare eventuali conguagli a debito generati da ISEE rettificati.

          Cosa fare in caso di mancato pagamento

          Se entro il 21 maggio 2026 non hai ancora ricevuto l’accredito (per i beneficiari in corso) o se la domanda accolta non risulta liquidata entro fine mese, è opportuno seguire questi passaggi:

          • Verifica IBAN: assicurati che l’IBAN comunicato all’INPS sia attivo e che il richiedente sia intestatario o cointestatario.
          • Stato ISEE: controlla che la DSU sia in corso di validità e che non sia uscita “omissioni/difformità”.
          • Posizione anagrafica: verifica che i dati del nucleo familiare siano allineati tra Anagrafe Comunale e INPS.
          • Variazioni nucleo: comunica eventuali nuove nascite, separazioni o cambi di residenza tramite il modulo “Variazione nucleo” sul portale INPS.

          In caso di problemi persistenti, il CAF Centro Fiscale di Udine assiste le famiglie nella verifica della domanda, nel rinnovo della DSU/ISEE e nella presentazione di eventuali ricorsi amministrativi in caso di rigetto o sospensione ingiustificata della prestazione.

          📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

          Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

          FAQ – Domande frequenti su Assegno Unico maggio 2026

          Quando viene pagato l’Assegno Unico a maggio 2026?

          Per i beneficiari in corso, i pagamenti di maggio 2026 sono previsti dal 18 al 20 maggio 2026, dato che il 17 cade di domenica. Per le nuove domande accolte nel mese, il pagamento avviene il 29 maggio 2026, ultimo giorno lavorativo del mese.

          Entro quando devo presentare la domanda per avere gli arretrati?

          Per avere diritto agli arretrati a partire da marzo 2026, la domanda deve essere presentata entro il 30 giugno 2026. Dopo questa data, l’assegno decorre dal mese successivo alla presentazione.

          Se non ho ISEE, ricevo comunque l’Assegno Unico?

          Sì, ma riceverai l’importo minimo di 57 euro mensili per ogni figlio. Per ottenere l’importo pieno (fino a 199,40 euro) è necessario presentare una DSU/ISEE valida.

          Devo rifare la domanda ogni anno?

          No. La domanda di Assegno Unico, una volta presentata, è valida fino a revoca o cessazione dei requisiti. Va però aggiornata la DSU/ISEE ogni anno entro il 30 giugno per non perdere maggiorazioni e arretrati.

          Il pagamento è cumulabile con altri sostegni?

          Sì, l’Assegno Unico è compatibile con altre prestazioni assistenziali (Assegno di Inclusione, bonus asilo nido, indennità di accompagnamento per figli disabili), salvo eccezioni specifiche. Non è invece più cumulabile con le vecchie detrazioni IRPEF per figli a carico minori di 21 anni.

          Hai bisogno di assistenza? Contatta il CAF Centro Fiscale di Udine

          Il calendario di maggio 2026 dell’Assegno Unico conferma il consueto schema: pagamenti dal 18 al 20 maggio per chi è già beneficiario, accredito il 29 maggio per le nuove domande, e termine ultimo del 30 giugno 2026 per garantire gli arretrati e l’importo pieno tramite ISEE aggiornata.

          Se non hai ancora presentato la DSU 2026, se devi aggiornare il nucleo familiare o se vuoi verificare con un professionista la correttezza dell’importo che ricevi mensilmente, puoi rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine. I nostri operatori ti aiutano a presentare la domanda, calcolare l’ISEE, gestire eventuali maggiorazioni per disabilità e seguire l’iter completo, incluso il recupero degli arretrati.

          Riferimenti normativi: D.Lgs. 230/2021; circolari INPS in materia di Assegno Unico e Universale.

          Maggio 19, 2026/da Team CAF Centro Fiscale
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-19 10:53:422026-05-31 17:50:02Assegno unico maggio 2026, le date dei pagamenti e le scadenze per gli arretrati
          CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

          Detrazioni Familiari a Carico 2025: Guida Completa con Limiti, Importi e 10 Novità Fiscali

          detrazioni fiscali per ristrutturazione edilizia

          Le detrazioni familiari a carico 2025 rappresentano uno degli strumenti fiscali più importanti per le famiglie italiane, permettendo di ridurre significativamente l’IRPEF dovuta. Quest’anno, però, le regole sono cambiate in modo sostanziale: la Legge di Bilancio 2025 ha introdotto un nuovo limite di età per i figli e ha ridefinito quali familiari possono essere considerati a carico. Comprendere queste novità è fondamentale per non perdere benefici fiscali a cui si ha diritto, o per evitare errori che potrebbero costare caro in sede di controllo.

          In questa guida completa analizzeremo nel dettaglio chi sono i familiari a carico nel 2025, quali sono i limiti di reddito aggiornati, come si calcolano le detrazioni per figli e coniuge, e cosa cambia rispetto agli anni precedenti. Vedremo anche il rapporto tra Assegno Unico e detrazioni IRPEF, con esempi pratici di calcolo e indicazioni precise su come compilare correttamente il modello 730/2025. Se hai dubbi sulla tua situazione familiare o vuoi essere certo di ottenere tutte le detrazioni spettanti, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per un’assistenza personalizzata.

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          Indice dei contenuti

          1. Chi Sono i Familiari a Carico nel 2025
          2. Limiti di Reddito per Essere a Carico nel 2025
          3. Le Novità 2025: Il Limite dei 30 Anni per i Figli
          4. Detrazioni per Figli a Carico 2025: Importi e Calcolo
          5. Detrazione per Coniuge a Carico 2025
          6. Detrazioni per Altri Familiari: Genitori e Ascendenti
          7. Assegno Unico e Detrazioni Figli: Cosa Resta nel 2025
          8. Come Compilare il 730/2025 per i Familiari a Carico
          9. Spese Detraibili per Figli Over 30
          10. Errori Comuni da Evitare
          11. Quando Rivolgersi al CAF
          12. Domande Frequenti

          Chi Sono i Familiari a Carico nel 2025

          Prima di addentrarci negli importi e nei calcoli, è essenziale capire chi può essere considerato familiare fiscalmente a carico. Non tutti i parenti rientrano in questa categoria, e dal 2025 le regole sono diventate più restrittive.

          Un familiare è considerato a carico quando possiede un reddito complessivo annuo inferiore a determinate soglie e appartiene a specifiche categorie di parentela. Il concetto di “a carico” indica che quel familiare dipende economicamente dal contribuente, il quale può quindi beneficiare di una riduzione delle imposte per il sostegno che fornisce.

          I familiari che possono essere considerati a carico nel 2025 sono:

          • Il coniuge non legalmente ed effettivamente separato (o la parte dell’unione civile)
          • I figli, compresi quelli naturali riconosciuti, adottivi, affidati o affiliati
          • Gli ascendenti conviventi: genitori, nonni e bisnonni che vivono con il contribuente

          Una novità importante introdotta dalla Legge di Bilancio 2025 riguarda l’eliminazione di alcune categorie che in precedenza potevano essere considerate a carico. Dal 2025, non danno più diritto a detrazioni:

          • Generi e nuore
          • Suoceri (a meno che non rientrino come ascendenti conviventi del coniuge)
          • Fratelli e sorelle

          Questa restrizione ha un impatto significativo per molte famiglie che in passato beneficiavano delle detrazioni per questi parenti. Se hai un fratello disoccupato o una sorella senza reddito che vive con te, dal 2025 non potrai più considerarli fiscalmente a carico, indipendentemente dalla loro situazione economica.

          Limiti di Reddito per Essere a Carico nel 2025

          Il requisito fondamentale per essere considerati familiari a carico è non superare determinati limiti di reddito nell’anno fiscale. Questi limiti sono rimasti invariati rispetto agli anni precedenti, ma è cruciale conoscerli con precisione.

          Le soglie di reddito per essere considerati a carico nel 2025 sono:

          CategoriaLimite di Reddito Annuo
          Familiari in generale (coniuge, ascendenti, figli over 24)2.840,51 euro
          Figli fino a 24 anni4.000 euro

          È importante sottolineare alcuni aspetti cruciali di questi limiti:

          Il reddito è al lordo degli oneri deducibili. Questo significa che si considera il reddito complessivo prima di sottrarre eventuali deduzioni come contributi previdenziali o assegni di mantenimento. Molti contribuenti commettono l’errore di calcolare il reddito netto invece di quello lordo.

          Il limite è annuale e non frazionabile. Se tuo figlio inizia a lavorare a ottobre e guadagna 3.000 euro in tre mesi, perde lo status di familiare a carico per l’intero anno, non solo per i mesi in cui ha lavorato. Non esiste la possibilità di avere la detrazione proporzionale.

          Anche un solo euro in più fa perdere la detrazione. Se il limite è 2.840,51 euro e il familiare ne guadagna 2.841, decade completamente il diritto alla detrazione. Non esistono zone grigie o tolleranze.

          Facciamo un esempio pratico: Marco ha 23 anni e durante l’estate 2025 lavora come cameriere, guadagnando 3.800 euro. Poiché ha meno di 24 anni, il limite per lui è 4.000 euro. Essendo sotto questa soglia, Marco resta fiscalmente a carico dei genitori per tutto il 2025. Se invece avesse guadagnato 4.100 euro, avrebbe perso completamente lo status di familiare a carico.

          Le Novità 2025: Il Limite dei 30 Anni per i Figli

          La novità più rilevante delle detrazioni familiari a carico 2025 riguarda l’introduzione di un limite di età per i figli. Questa modifica, introdotta dalla Legge di Bilancio 2025 (Legge n. 207/2024), ridefinisce completamente il diritto alle detrazioni IRPEF per i figli maggiorenni.

          Dal 1° gennaio 2025, le detrazioni per figli a carico spettano esclusivamente per:

          • Figli di età compresa tra 21 e 29 anni (fino al giorno prima del compimento dei 30 anni)
          • Figli di qualsiasi età con disabilità accertata ai sensi della Legge 104/1992

          Questo significa che se hai un figlio di 30 anni o più che vive ancora con te e non ha redditi propri, non puoi più beneficiare della detrazione IRPEF per carichi di famiglia, a meno che non sia portatore di handicap riconosciuto.

          Secondo le stime del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), questa modifica impatterà circa 350.000 nuclei familiari italiani, con una perdita media compresa tra 400 e 700 euro annui di benefici fiscali.

          Vediamo la situazione con una tabella riassuntiva:

          Età del FiglioTipo di BeneficioNote
          0-20 anniAssegno Unico UniversaleNessuna detrazione IRPEF (sostituita dall’AUU)
          21-29 anniDetrazione IRPEF 950 euroCumulabile con eventuale Assegno Unico
          30+ anni (senza disabilità)Nessun beneficioPerdita completa delle detrazioni per carichi di famiglia
          30+ anni (con disabilità L.104)Detrazione IRPEF 1.350 euroNessun limite di età

          Esempio pratico: Lucia ha un figlio, Andrea, che compie 30 anni il 15 marzo 2025. Andrea non lavora e vive ancora con i genitori. Fino al 14 marzo 2025, i genitori possono teoricamente considerarlo a carico. Dal 15 marzo 2025, perdono il diritto alla detrazione per carichi di famiglia. Tuttavia, poiché il requisito dell’età si verifica alla fine del periodo d’imposta, per l’anno 2025 Andrea non sarà più considerabile come figlio a carico ai fini delle detrazioni IRPEF previste dall’art. 12 del TUIR.

          Detrazioni per Figli a Carico 2025: Importi e Calcolo

          Veniamo ora agli importi concreti delle detrazioni per figli a carico nel 2025. Queste detrazioni si applicano ai figli di età compresa tra 21 e 29 anni che rispettano i limiti di reddito.

          Gli importi teorici delle detrazioni sono:

          • 950 euro per ogni figlio a carico (di età 21-29 anni)
          • 1.350 euro per ogni figlio con disabilità accertata (Legge 104/1992), senza limiti di età

          Tuttavia, questi importi sono teorici. L’importo effettivo dipende dal reddito complessivo del contribuente e si calcola con una specifica formula.

          Formula di Calcolo della Detrazione Figli

          La detrazione effettiva si calcola così:

          Detrazione = 950 × (95.000 – Reddito Complessivo) / 95.000

          Dove:

          • 950 euro è la detrazione teorica (1.350 per figli disabili)
          • 95.000 euro è la soglia di reddito oltre la quale la detrazione si azzera
          • Reddito Complessivo è il reddito lordo del contribuente

          Se hai più figli a carico, la soglia di 95.000 euro aumenta di 15.000 euro per ogni figlio successivo al primo. Quindi:

          • 1 figlio: soglia 95.000 euro
          • 2 figli: soglia 110.000 euro
          • 3 figli: soglia 125.000 euro
          • 4 figli: soglia 140.000 euro

          Esempio di calcolo: Giovanni ha un reddito di 35.000 euro e un figlio di 25 anni a carico. La detrazione spettante è:

          950 × (95.000 – 35.000) / 95.000 = 950 × 60.000 / 95.000 = 950 × 0,6316 = 600 euro circa

          Se Giovanni avesse un reddito di 80.000 euro, la detrazione sarebbe molto più bassa:

          950 × (95.000 – 80.000) / 95.000 = 950 × 15.000 / 95.000 = 950 × 0,158 = 150 euro circa

          Bonus Famiglie Numerose

          Per le famiglie con quattro o più figli a carico, è previsto un ulteriore beneficio: una detrazione aggiuntiva di 1.200 euro, introdotta dall’articolo 16-ter del TUIR. Questo bonus si somma alle detrazioni ordinarie per ciascun figlio e può essere riconosciuto anche direttamente in busta paga dal datore di lavoro.

          Detrazione per Coniuge a Carico 2025

          La detrazione per il coniuge a carico segue regole diverse rispetto a quella per i figli. Non è previsto alcun limite di età, ma valgono i limiti di reddito standard (2.840,51 euro annui).

          Gli importi della detrazione per coniuge variano in base al reddito del contribuente:

          Reddito ComplessivoDetrazione Coniuge
          Fino a 15.000 euro800 euro, diminuiti di [110 × (reddito / 15.000)]
          Da 15.001 a 40.000 euro690 euro
          Da 40.001 a 80.000 euro690 × (80.000 – reddito) / 40.000
          Oltre 80.000 euroZero

          Esempio pratico: Maria ha un reddito di 28.000 euro e il marito non lavora. La detrazione per coniuge a carico è di 690 euro fissi, poiché il suo reddito rientra nella fascia 15.001-40.000 euro.

          Se invece Maria avesse un reddito di 60.000 euro, la detrazione sarebbe:

          690 × (80.000 – 60.000) / 40.000 = 690 × 20.000 / 40.000 = 690 × 0,5 = 345 euro

          È importante ricordare che la detrazione per il coniuge non spetta in caso di separazione legale ed effettiva, anche se si continuasse a convivere sotto lo stesso tetto per motivi economici.

          Detrazioni per Altri Familiari: Genitori e Ascendenti

          Come anticipato, dal 2025 le detrazioni per altri familiari sono state significativamente ridimensionate. L’unica categoria rimasta, oltre a coniuge e figli, è quella degli ascendenti conviventi.

          Per ascendenti si intendono:

          • Genitori (madre e padre)
          • Nonni
          • Bisnonni

          Per poter beneficiare della detrazione, è necessario che:

          1. L’ascendente abbia un reddito inferiore a 2.840,51 euro annui
          2. L’ascendente sia convivente con il contribuente (stessa residenza anagrafica)

          L’importo della detrazione per ascendenti conviventi è di 750 euro, anch’essa decrescente al crescere del reddito del contribuente, con la formula:

          Detrazione = 750 × (80.000 – Reddito Complessivo) / 80.000

          Esempio: Paolo ha la madre di 78 anni che vive con lui. La madre percepisce solo una piccola pensione di reversibilità di 2.400 euro annui. Paolo, che ha un reddito di 40.000 euro, può detrarre:

          750 × (80.000 – 40.000) / 80.000 = 750 × 0,5 = 375 euro

          Attenzione: Se i genitori non sono conviventi (ad esempio vivono in una casa propria, anche se nello stesso comune), la detrazione non spetta, anche se il figlio li sostiene economicamente.

          Assegno Unico e Detrazioni Figli: Cosa Resta nel 2025

          Una delle domande più frequenti riguarda il rapporto tra Assegno Unico Universale (AUU) e detrazioni IRPEF per figli a carico. Facciamo chiarezza definitiva su cosa spetta e a chi.

          Dal 1° marzo 2022, l’Assegno Unico ha sostituito le precedenti detrazioni per figli a carico per i figli fino a 21 anni. Questo significa che:

          Età del FiglioAssegno UnicoDetrazione IRPEFCumulabilità
          0-17 anniSì (importo pieno)No–
          18-20 anniSì (importo ridotto)No–
          21-29 anniPossibile (se studente o disoccupato)Sì (950 euro)Sì, cumulabili
          30+ anniNoNo (salvo disabilità)–

          Il punto chiave è che per i figli dai 21 ai 29 anni, le detrazioni IRPEF si cumulano con l’eventuale Assegno Unico. Questo crea un vantaggio economico significativo per le famiglie con figli maggiorenni studenti universitari o in cerca di prima occupazione.

          Esempio pratico: La famiglia Rossi ha un figlio di 22 anni che frequenta l’università e non ha redditi propri. La famiglia ha ISEE di 25.000 euro. Nel 2025 ricevono:

          • Assegno Unico: circa 80-100 euro mensili (dipende dall’ISEE)
          • Detrazione IRPEF: fino a 950 euro annui (dipende dal reddito del genitore)

          Il totale del beneficio può superare i 2.000 euro annui considerando entrambe le misure.

          Come Compilare il 730/2025 per i Familiari a Carico

          La corretta compilazione del modello 730/2025 è fondamentale per ottenere tutte le detrazioni familiari spettanti. Vediamo come procedere sezione per sezione.

          Il Prospetto dei Familiari a Carico (Righi da 1 a 5)

          Nel modello 730/2025, i familiari a carico vanno indicati nel Prospetto dei familiari a carico, che si trova nella prima parte della dichiarazione. Per ogni familiare dovrai indicare:

          • Codice fiscale del familiare
          • Tipo di parentela (C = coniuge, F1 = primo figlio, F = altri figli, A = altro familiare/ascendente)
          • Mesi a carico (da 1 a 12)
          • Percentuale di detrazione (100% se sei l’unico a beneficiarne, 50% se ripartita con l’altro genitore)
          • Minore di 3 anni (solo per figli, barrare se applicabile)
          • Disabilità (barrare se il familiare ha disabilità L.104)

          Attenzione alla Percentuale di Ripartizione

          Per i figli a carico, la detrazione può essere ripartita tra i genitori. Le opzioni sono:

          • 50% e 50%: ciascun genitore detrae metà dell’importo
          • 100% a un solo genitore: se l’altro genitore è incapiente (non ha imposte da pagare)

          La scelta della ripartizione deve essere concordata tra i genitori e mantenuta per l’intero anno fiscale. Non è possibile cambiare percentuale durante l’anno.

          Cosa Indicare per gli Ascendenti

          Per i genitori o altri ascendenti conviventi, dovrai:

          1. Indicare il codice “A” nella colonna tipo parentela
          2. Verificare che risultino conviventi all’anagrafe
          3. Conservare documentazione che attesti la convivenza

          Il CAF Centro Fiscale verifica sempre la correttezza di questi dati per evitare contestazioni future da parte dell’Agenzia delle Entrate.

          Spese Detraibili per Figli Over 30: Il Chiarimento dell’Agenzia Entrate

          Un aspetto importante chiarito dall’Agenzia delle Entrate con la Circolare n. 4/2025 riguarda la possibilità di detrarre le spese sostenute per figli over 30.

          Anche se dal 2025 non spettano più le detrazioni per carichi di famiglia per i figli che hanno compiuto 30 anni, resta comunque possibile detrarre determinate spese sostenute per loro, a condizione che:

          • Il figlio abbia un reddito inferiore alle soglie previste (2.840,51 euro)
          • Le spese siano state effettivamente sostenute dal genitore

          Le spese detraibili anche per figli over 30 includono:

          • Spese sanitarie (visite, farmaci, esami, interventi)
          • Spese universitarie (tasse, libri, master)
          • Spese per attività sportive (fino a 210 euro per figli 5-18 anni, non applicabile over 30)
          • Premi assicurativi intestati al figlio ma pagati dal genitore

          Questo significa che se hai un figlio di 32 anni senza lavoro che vive con te e lo porti dal medico pagando tu la visita, potrai inserire quella spesa nel tuo 730 come spesa sanitaria detraibile al 19%.

          Esempio: Roberto ha un figlio di 35 anni che non lavora. Nel 2025 paga per lui visite mediche e analisi per un totale di 800 euro. Roberto può detrarre il 19% di (800 – 129) = 19% di 671 = 127 euro nella sua dichiarazione.

          Errori Comuni da Evitare nelle Detrazioni Familiari

          Nella nostra esperienza al CAF Centro Fiscale, riscontriamo frequentemente alcuni errori ricorrenti nelle dichiarazioni relative ai familiari a carico. Conoscerli ti aiuterà a evitarli.

          1. Superare il Limite di Reddito Senza Accorgersene

          Molti contribuenti dimenticano di considerare tutti i redditi del familiare a carico. Nel calcolo della soglia (2.840,51 o 4.000 euro) rientrano:

          • Redditi da lavoro dipendente e autonomo
          • Redditi da locazione (anche in cedolare secca)
          • Redditi di capitale e diversi
          • Indennità di disoccupazione (NASpI)
          • Borse di studio tassate

          Attenzione: Alcune somme non concorrono al limite, come le rendite INAIL, le pensioni di guerra e le borse di studio esenti.

          2. Non Aggiornare la Situazione Familiare

          Se durante l’anno il familiare ha trovato lavoro, si è sposato, o ha superato l’età limite, è necessario aggiornare il prospetto familiari. Molti lasciano invariati i dati dell’anno precedente, commettendo un errore che può portare a sanzioni.

          3. Doppia Detrazione tra Coniugi

          Un errore grave è quando entrambi i genitori indicano il figlio a carico al 100%. La somma delle percentuali deve sempre essere 100%, non di più. L’Agenzia delle Entrate incrocia i dati e sanziona queste irregolarità.

          4. Confondere la Convivenza con il Mantenimento

          Per gli ascendenti (genitori, nonni), la convivenza è obbligatoria. Non basta mantenerli economicamente: devono risultare residenti allo stesso indirizzo. Se il genitore vive in una RSA o in un’altra abitazione, non può essere considerato a carico ai fini della detrazione.

          5. Non Conservare la Documentazione

          L’Agenzia delle Entrate può richiedere prove della situazione dichiarata anche anni dopo. Conserva sempre:

          • Certificazione Unica del familiare (o dichiarazione di assenza di redditi)
          • Stato di famiglia aggiornato
          • Documentazione medica per figli disabili (verbale L.104)

          Quando Rivolgersi al CAF per le Detrazioni Familiari

          Le detrazioni familiari a carico possono sembrare semplici, ma nascondono molte insidie. Ecco quando è particolarmente consigliabile affidarsi a un professionista.

          Situazioni Complesse che Richiedono Assistenza

          • Separazione o divorzio: La ripartizione delle detrazioni tra ex coniugi richiede attenzione. Chi ha l’affidamento? Chi può detrarre cosa? Il CAF ti guida nella scelta più conveniente.
          • Figli con disabilità: Le agevolazioni sono maggiori, ma serve documentazione specifica e la compilazione è più complessa.
          • Familiari con redditi esteri: Se il familiare ha redditi prodotti all’estero, il calcolo del limite diventa complesso.
          • Genitori anziani conviventi: Verificare la convivenza effettiva e l’assenza di altri redditi (pensioni integrative, rendite) richiede un’analisi accurata.
          • Figli che compiono 30 anni durante l’anno: Le regole transitorie per il 2025 richiedono una valutazione caso per caso.

          I Vantaggi di Affidarsi al CAF Centro Fiscale

          Rivolgendoti al CAF Centro Fiscale di Udine per la compilazione del 730/2025 avrai:

          • Verifica preventiva della situazione familiare
          • Calcolo ottimizzato della ripartizione delle detrazioni tra coniugi
          • Controllo incrociato dei redditi dei familiari
          • Assistenza in caso di controlli dell’Agenzia delle Entrate
          • Visto di conformità sulla dichiarazione presentata

          📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

          Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

          Domande Frequenti sulle Detrazioni Familiari 2025

          Qual è il limite di reddito per essere considerati a carico nel 2025?

          Il limite di reddito per essere considerati familiari a carico nel 2025 è di 2.840,51 euro annui lordi. Per i figli fino a 24 anni di età, la soglia sale a 4.000 euro. Superando anche di un solo euro questi limiti, si perde lo status di familiare fiscalmente a carico.

          Fino a che età spettano le detrazioni per i figli a carico nel 2025?

          Dal 2025, le detrazioni IRPEF per figli a carico spettano solo per i figli di età compresa tra 21 e 29 anni. Dal compimento dei 30 anni, il diritto alla detrazione decade, salvo che il figlio abbia una disabilità accertata ai sensi della Legge 104/1992, nel qual caso non esiste alcun limite di età.

          Posso avere sia l’Assegno Unico che le detrazioni per lo stesso figlio?

          Dipende dall’età del figlio. Per i figli fino a 21 anni, l’Assegno Unico ha sostituito le detrazioni IRPEF. Per i figli dai 21 ai 29 anni, invece, le detrazioni sono cumulabili con l’eventuale Assegno Unico percepito, creando un doppio beneficio fiscale.

          Mio figlio ha 32 anni e non lavora: posso detrarre le sue spese mediche?

          Sì. Anche se non spettano più le detrazioni per carichi di famiglia dopo i 30 anni, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito (Circolare n. 4/2025) che puoi comunque detrarre le spese sostenute per il figlio (sanitarie, universitarie, ecc.) se il suo reddito resta sotto le soglie previste (2.840,51 euro). La condizione di familiare a carico ai fini delle spese detraibili resta valida.

          Come si calcola la detrazione per figli a carico nel 2025?

          La detrazione teorica è di 950 euro per figlio (1.350 euro per figli disabili). L’importo effettivo si calcola con la formula: 950 × (95.000 – reddito complessivo) / 95.000. Con redditi superiori a 95.000 euro la detrazione si azzera. Per chi ha più figli, la soglia aumenta di 15.000 euro per ogni figlio dopo il primo.

          I genitori anziani possono essere considerati a carico?

          Sì, dal 2025 gli ascendenti (genitori, nonni, bisnonni) conviventi con il contribuente possono essere considerati a carico se hanno un reddito inferiore a 2.840,51 euro. La detrazione è di 750 euro, decrescente al crescere del reddito del contribuente. È richiesta la convivenza effettiva (stessa residenza anagrafica).

          Cosa succede se mio figlio supera il limite di reddito durante l’anno?

          Se il figlio supera il limite di reddito (2.840,51 o 4.000 euro per under 24) anche di un solo euro nell’intero anno, perde completamente lo status di familiare a carico per tutto l’anno fiscale. Non è possibile avere la detrazione proporzionale ai mesi in cui era a carico.

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          Conclusione: Non Perdere le Detrazioni che Ti Spettano

          Le detrazioni familiari a carico 2025 sono un’opportunità importante per ridurre il carico fiscale della tua famiglia. Tuttavia, le novità introdotte quest’anno, in particolare il limite dei 30 anni per i figli e la restrizione sulle categorie di familiari ammessi, rendono più complessa la corretta compilazione della dichiarazione dei redditi.

          Un errore può costarti centinaia di euro di detrazioni perse, oppure esporti a sanzioni in caso di controlli. Per questo è fondamentale affidarsi a professionisti esperti che conoscono ogni dettaglio della normativa.

          Hai bisogno di assistenza per le detrazioni familiari o per la compilazione del modello 730/2025? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online per assistenza in tutta Italia.

          Contattaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

          Aprile 13, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
          https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/03/detrazioni-fiscali-per-ristrutturazione-edilizia.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-04-13 19:54:552026-05-31 14:08:05Detrazioni Familiari a Carico 2025: Guida Completa con Limiti, Importi e 10 Novità Fiscali
          ASSEGNO UNICO, MATERNITA'

          Assegno Unico Bloccato: Cosa Fare e Come Risolvere Subito

          ASSEGNO UNICO UNIVERSALEASSEGNO UNICO UNIVERSALE

          L’assegno unico universale è diventato il sostegno economico principale per le famiglie con figli, ma non sempre il pagamento arriva puntualmente. Se hai notato che l’assegno unico è bloccato e non riesci a capire il motivo, non sei solo: ogni mese migliaia di famiglie si trovano nella stessa situazione. Le cause del blocco dell’assegno unico INPS possono essere diverse, ma nella maggior parte dei casi si tratta di problemi risolvibili con pochi passaggi.

          Tra le motivazioni più comuni del blocco troviamo l’ISEE scaduto o non presentato, un IBAN errato o non correttamente aggiornato, documentazione incompleta sui figli a carico, o anche semplici errori nei dati anagrafici inseriti nella domanda. L’INPS effettua controlli periodici automatici e, quando rileva anomalie, sospende temporaneamente il pagamento fino alla regolarizzazione della posizione.

          La buona notizia è che nella maggior parte dei casi il blocco dell’assegno unico può essere risolto rapidamente una volta individuata la causa. In questa guida completa ti spieghiamo perché l’assegno unico viene bloccato, come verificare lo stato della tua domanda attraverso il portale MyINPS, quali documenti servono per sbloccare il pagamento e quanto tempo ci vuole per ricevere anche gli arretrati. Se hai urgenza di risolvere la situazione, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine: i nostri esperti ti aiutano a sbloccare l’assegno unico in tempi rapidi e a recuperare tutti gli importi dovuti.

          Indice dei contenuti

          1. Perché l’assegno unico viene bloccato – principali cause
          2. ISEE mancante o scaduto: come risolvere
          3. IBAN errato o non intestato al richiedente
          4. Documentazione incompleta o dati non aggiornati
          5. Come verificare lo stato della domanda su MyINPS
          6. Tempi di sblocco e pagamento arretrati
          7. Domande Frequenti

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          Perché l’assegno unico viene bloccato – principali cause

          Il blocco dell’assegno unico universale è una situazione frustrante per molte famiglie, ma nella maggior parte dei casi dipende da anomalie rilevate automaticamente dai sistemi INPS durante i controlli periodici. L’Istituto effettua verifiche costanti sulle domande attive per garantire che i requisiti continuino a essere rispettati e che i dati siano corretti e aggiornati.

          Le cause più frequenti del blocco dell’assegno unico nel 2026 sono:

          • ISEE scaduto o non presentato – La Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) ha validità annuale e scade il 31 dicembre. Se non presenti un nuovo ISEE entro i termini, l’INPS eroga l’assegno nella misura minima (circa 57 euro per figlio minorenne) oppure lo sospende completamente in attesa della regolarizzazione
          • IBAN errato, non attivo o non intestato – Se l’IBAN comunicato nella domanda non è corretto, risulta chiuso o non è intestato al richiedente (o al coniuge/convivente per nuclei familiari), i pagamenti non possono essere accreditati e vengono bloccati
          • Documentazione incompleta sui figli – Mancanza di certificati di nascita, codice fiscale non aggiornato per i neonati, mancata comunicazione di affidamento o disabilità
          • Dati anagrafici non aggiornati – Variazioni di residenza, stato civile, composizione del nucleo familiare non comunicate all’INPS
          • Domanda con errori formali – Compilazione incompleta o con incongruenze che richiedono rettifica
          • Doppia domanda attiva – Se due genitori hanno presentato domanda separatamente senza coordinarsi, l’INPS blocca entrambe in attesa di chiarimenti
          • Controlli antifrode – In casi più rari, verifiche su requisiti di residenza, cittadinanza o permessi di soggiorno

          È importante sottolineare che il blocco non è definitivo: una volta identificata la causa e fornita la documentazione corretta, l’INPS sblocca il pagamento e accredita anche gli arretrati maturati durante il periodo di sospensione. La tempestività nell’intervenire è fondamentale per ridurre al minimo i disagi economici per la famiglia.

          ISEE mancante o scaduto: come risolvere

          L’ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) è il documento chiave per determinare l’importo dell’assegno unico spettante. Senza un ISEE valido, l’INPS eroga l’assegno nella misura minima prevista per legge, pari a circa 57 euro mensili per figlio minorenne e 28 euro per figlio maggiorenne (fino ai 21 anni, se in possesso dei requisiti). Con un ISEE basso, invece, l’importo può arrivare fino a 199,40 euro per figlio minorenne con maggiorazioni per famiglie numerose, figli disabili e madri under 21.

          Il problema più comune è che molte famiglie dimenticano di rinnovare l’ISEE ogni anno. La Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) ha infatti validità fino al 31 dicembre dell’anno di presentazione. Dal 1° gennaio successivo, l’ISEE risulta scaduto e l’INPS inizia a erogare l’assegno nella misura minima, oppure lo blocca in attesa della presentazione del nuovo documento.

          Come risolvere il problema dell’ISEE scaduto

          Se il tuo assegno unico è bloccato o è stato ridotto all’importo minimo per mancanza di ISEE, devi agire rapidamente:

          1. Presenta la DSU aggiornata – Puoi farlo autonomamente sul sito INPS (area “ISEE precompilato”), tramite un CAF patronato (consigliato per evitare errori), o tramite commercialista. Il CAF Centro Fiscale di Udine elabora l’ISEE in giornata per situazioni urgenti
          2. Raccogli i documenti necessari – Servono: carte d’identità e codici fiscali di tutti i componenti del nucleo, redditi (CU, dichiarazione dei redditi), patrimonio immobiliare (visure catastali) e mobiliare (saldi conti correnti, depositi, azioni al 31 dicembre), targa auto/moto, contratto di affitto se in locazione
          3. Verifica la correttezza dei dati – Un errore nell’ISEE può causare un nuovo blocco. Controlla che tutti i membri del nucleo familiare siano inclusi e che i redditi siano corretti
          4. Attendi l’elaborazione INPS – L’ISEE è disponibile entro 2-3 giorni lavorativi dalla presentazione della DSU. L’Attestazione ISEE viene caricata automaticamente nel sistema INPS
          5. Non serve rifare la domanda di assegno unico – L’INPS acquisisce automaticamente il nuovo ISEE e ricalcola l’importo spettante. Gli arretrati dalla scadenza del vecchio ISEE vengono erogati nei mesi successivi

          Attenzione alla scadenza del 28 febbraio: per ricevere gli arretrati dell’assegno unico da gennaio, l’ISEE deve essere presentato entro il 28 febbraio di ogni anno. Se lo presenti dopo questa data, il ricalcolo parte dal mese di presentazione, perdendo gli arretrati dei mesi precedenti.

          IBAN errato o non intestato al richiedente

          Un’altra causa molto comune del blocco dell’assegno unico è la presenza di un IBAN errato, non attivo o non intestato correttamente nella domanda. L’INPS effettua rigorosi controlli sui conti correnti di destinazione e, se rileva anomalie, blocca immediatamente l’accredito per prevenire frodi o errori di pagamento.

          Problemi più frequenti con l’IBAN

          • IBAN digitato in modo errato – Basta un carattere sbagliato (una lettera o un numero) per rendere l’IBAN invalido. L’INPS non riesce a effettuare il bonifico e blocca il pagamento
          • Conto corrente chiuso – Se hai chiuso il conto bancario o postale comunicato nella domanda, l’INPS non può accreditare l’assegno
          • IBAN non intestato al richiedente – L’assegno unico può essere accreditato solo su un conto intestato o cointestato al richiedente. Non puoi indicare l’IBAN di un genitore, di un amico o di terze persone
          • IBAN cointestato non dichiarato – Se il conto è cointestato con il coniuge/convivente facente parte dello stesso nucleo familiare, va bene. Ma se è cointestato con una persona esterna al nucleo, l’INPS lo blocca
          • IBAN estero non supportato – Alcuni IBAN di banche estere possono dare problemi. L’INPS preferisce IBAN italiani (codice paese IT)

          Come correggere l’IBAN nella domanda

          Se hai capito che il problema del blocco dell’assegno unico dipende dall’IBAN, puoi modificarlo autonomamente seguendo questa procedura:

          1. Accedi a MyINPS con SPID, CIE o CNS
          2. Vai nella sezione “Assegno Unico Universale”
          3. Seleziona “Modifica domanda” o “Gestisci domanda”
          4. Aggiorna il campo “Modalità di pagamento” inserendo il nuovo IBAN
          5. Controlla attentamente che l’IBAN sia corretto (puoi copiarlo dall’home banking o dall’app della banca)
          6. Conferma e salva le modifiche

          La modifica dell’IBAN ha effetto immediato: dal mese successivo l’assegno verrà accreditato sul nuovo conto corrente. Se ci sono arretrati da pagare, l’INPS li accredita sul nuovo IBAN non appena la modifica viene registrata nel sistema.

          Consiglio pratico: prima di modificare l’IBAN su MyINPS, verifica che il nuovo conto corrente sia effettivamente attivo e che tu possa ricevere bonifici SEPA. Fai una prova facendoti inviare un bonifico di pochi euro da un familiare.

          Documentazione incompleta o dati non aggiornati

          Il blocco dell’assegno unico può dipendere anche da documentazione mancante o dati anagrafici non aggiornati nella domanda. L’INPS richiede che tutte le informazioni relative ai figli a carico e alla composizione del nucleo familiare siano complete, corrette e costantemente aggiornate. Se rileva incongruenze o mancanza di documenti, sospende l’erogazione fino alla regolarizzazione.

          Documenti mancanti più comuni

          • Codice fiscale del neonato – Per i figli nati da poco, il codice fiscale viene emesso dall’Agenzia delle Entrate entro pochi giorni dalla denuncia di nascita. Se non lo comunichi tempestivamente all’INPS, l’assegno per quel figlio viene bloccato
          • Certificato di nascita o adozione – In alcuni casi l’INPS richiede documentazione aggiuntiva per verificare la presenza del figlio nel nucleo familiare
          • Certificazione di disabilità – Se hai richiesto le maggiorazioni per figli con disabilità (fino a 119 euro in più al mese), devi allegare il verbale INPS di accertamento dell’invalidità civile o della Legge 104. Senza questa certificazione, la maggiorazione non viene riconosciuta e la domanda può essere bloccata per verifica
          • Documenti per figli maggiorenni (18-21 anni) – Per continuare a percepire l’assegno oltre i 18 anni del figlio, devi dimostrare che frequenta scuola/università, svolge tirocinio curriculare, è registrato come disoccupato al Centro per l’Impiego, o svolge servizio civile universale. Serve l’autocertificazione o la documentazione specifica
          • Provvedimenti di affidamento – In caso di separazione, divorzio o affidamento esclusivo/condiviso, l’INPS può richiedere copia del provvedimento del giudice

          Variazioni non comunicate che bloccano l’assegno

          Oltre alla documentazione mancante, il blocco dell’assegno unico può scattare se non hai comunicato all’INPS variazioni nella composizione del nucleo familiare:

          • Nascita di un figlio – Va comunicata entro 120 giorni per avere diritto agli arretrati dalla nascita. Dopo questo termine, l’assegno decorre dal mese della comunicazione
          • Separazione o divorzio – Cambia la composizione del nucleo e può cambiare il genitore beneficiario dell’assegno
          • Cambio di residenza – Soprattutto se comporta il passaggio da un nucleo all’altro (es. figlio maggiorenne che si trasferisce)
          • Decesso di un figlio (situazione tragica ma che va comunicata per evitare richieste di restituzione)
          • Raggiungimento dei 21 anni – L’assegno per i figli maggiorenni cessa automaticamente al compimento dei 21 anni, ma va verificato che non ci siano importi erogati per errore da restituire

          Per sbloccare l’assegno unico in caso di documentazione incompleta, accedi a MyINPS, vai nella sezione della domanda e carica i documenti mancanti. In alternativa, puoi recarti presso un CAF patronato che provvede all’integrazione documentale per tuo conto. Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa: verifichiamo quali documenti mancano e li inviamo all’INPS in giornata.

          Come verificare lo stato della domanda su MyINPS

          Prima di procedere con qualsiasi azione correttiva, è fondamentale verificare lo stato della domanda di assegno unico per capire se è effettivamente bloccata e per quale motivo. Il modo più semplice e veloce è consultare il portale MyINPS, dove puoi vedere in tempo reale lo stato della tua pratica, eventuali messaggi dell’Istituto e i prossimi pagamenti previsti.

          Procedura per verificare lo stato su MyINPS

          1. Accedi a MyINPS – Vai su www.inps.it e clicca su “Accedi ai servizi”. Puoi autenticarti con SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi)
          2. Cerca “Assegno Unico Universale” – Usa la barra di ricerca in alto o vai direttamente nella sezione “Prestazioni e servizi” → “Assegno Unico e Universale per i figli a carico”
          3. Consulta “Le tue domande” – Qui trovi l’elenco di tutte le domande presentate (attive, in lavorazione, respinte). Clicca sulla domanda attiva per visualizzare i dettagli
          4. Controlla lo stato – Gli stati possibili sono:
            • “In lavorazione” – La domanda è stata ricevuta ma non ancora elaborata completamente
            • “Accolta” – La domanda è stata approvata e i pagamenti sono regolari
            • “Sospesa” – Il pagamento è bloccato. Leggi attentamente il motivo indicato nella sezione “Comunicazioni”
            • “Respinta” – La domanda non è stata accolta (mancano requisiti essenziali)
          5. Leggi le comunicazioni INPS – Nella sezione “Comunicazioni” o “Avvisi” trovi i messaggi dell’INPS che spiegano il motivo del blocco e cosa devi fare per risolvere
          6. Verifica il calendario pagamenti – MyINPS mostra anche il calendario dei pagamenti previsti. Se non vedi pagamenti futuri programmati, significa che c’è un blocco attivo

          Messaggi INPS più comuni in caso di blocco

          • “ISEE non presente o scaduto” – Devi presentare o rinnovare l’ISEE
          • “IBAN non valido” – Devi correggere l’IBAN nella domanda
          • “Documentazione incompleta” – Devi caricare i documenti richiesti
          • “Verifica in corso” – L’INPS sta effettuando controlli (es. su residenza, cittadinanza, composizione nucleo). Può durare da pochi giorni a qualche settimana
          • “Domanda duplicata” – Hai presentato più domande per lo stesso figlio. Devi annullarne una

          Se non riesci ad accedere a MyINPS o hai difficoltà a interpretare lo stato della domanda, puoi chiamare il Contact Center INPS al numero 803 164 (gratuito da fisso) o 06 164 164 (da cellulare, a pagamento). Gli operatori possono fornirti informazioni dettagliate sullo stato della pratica.

          Alternativa più semplice: rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine. Verifichiamo per te lo stato della domanda, identifichiamo il problema e procediamo immediatamente con la regolarizzazione. Evitiamo code al telefono INPS e complicazioni burocratiche.

          Tempi di sblocco e pagamento arretrati

          Una delle domande più frequenti quando l’assegno unico è bloccato riguarda i tempi di sblocco e la possibilità di recuperare gli importi arretrati non percepiti durante il periodo di sospensione. La buona notizia è che, una volta risolto il problema che ha causato il blocco, l’INPS procede con il pagamento di tutti gli arretrati spettanti.

          Tempi di elaborazione INPS

          I tempi di sblocco dell’assegno unico dipendono dalla causa del blocco e dalla velocità con cui fornisci la documentazione o le correzioni richieste:

          • IBAN errato corretto su MyINPS – La modifica è immediata e il pagamento riprende dal mese successivo. Tempo medio: entro il pagamento del mese corrente o successivo
          • ISEE presentato dopo scadenza – L’INPS acquisisce automaticamente l’Attestazione ISEE entro 2-3 giorni lavorativi dalla sua emissione. Il ricalcolo e il pagamento degli arretrati avvengono solitamente entro 30-60 giorni dalla presentazione del nuovo ISEE
          • Documentazione integrativa caricata – Se hai inviato documenti mancanti (es. certificato di nascita, disabilità), l’INPS impiega mediamente 15-30 giorni per verificarli e sbloccare il pagamento
          • Controlli antifrode o verifiche complesse – In casi più rari (es. verifica residenza, cittadinanza extra-UE), i tempi possono allungarsi fino a 60-90 giorni

          Pagamento degli arretrati: come funziona

          Gli arretrati dell’assegno unico vengono pagati dall’INPS in un’unica soluzione non appena la domanda viene sbloccata. Non devi presentare alcuna richiesta specifica: è automatico. L’importo arretrato comprende tutte le mensilità non erogate durante il periodo di blocco, calcolate con l’importo spettante in base all’ISEE e alla composizione del nucleo familiare.

          Esempio pratico: se il tuo assegno unico è stato bloccato da gennaio a marzo 2026 per ISEE scaduto, e presenti il nuovo ISEE a fine marzo, l’INPS ti accrediterà:

          • Aprile – Assegno di aprile (regolare)
          • Maggio/Giugno – Arretrati di gennaio, febbraio e marzo in un’unica soluzione

          Gli arretrati vengono accreditati sullo stesso IBAN indicato nella domanda. Se hai modificato l’IBAN nel frattempo, verranno versati sul nuovo conto corrente.

          Prescrizione: quanto tempo hai per recuperare gli arretrati

          Gli arretrati dell’assegno unico si prescrivono dopo 5 anni dalla maturazione del diritto. Questo significa che hai tempo fino a 5 anni per regolarizzare la situazione e recuperare le somme non percepite. Tuttavia, è sempre consigliabile intervenire il prima possibile per evitare ulteriori complicazioni.

          Attenzione alla scadenza del 28 febbraio: se presenti l’ISEE dopo il 28 febbraio, perdi gli arretrati dei mesi precedenti (da gennaio alla data di presentazione). Per questo motivo, è fondamentale rinnovare l’ISEE entro gennaio o al massimo entro febbraio di ogni anno.

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          Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

          Domande Frequenti sull’Assegno Unico Bloccato

          Quanto tempo ci vuole per sbloccare l’assegno unico dopo aver presentato l’ISEE?

          L’INPS acquisisce automaticamente il nuovo ISEE entro 2-3 giorni lavorativi dalla sua emissione. Il ricalcolo dell’importo e il pagamento degli arretrati avvengono solitamente entro 30-60 giorni dalla presentazione. Se presenti l’ISEE entro il 28 febbraio, ricevi anche gli arretrati da gennaio.

          Come faccio a sapere se il mio assegno unico e bloccato?

          Accedi a MyINPS con SPID, CIE o CNS e vai nella sezione Assegno Unico Universale. Consulta le tue domande: se lo stato e Sospesa o non vedi pagamenti futuri nel calendario, significa che c’e un blocco attivo. Leggi le comunicazioni INPS per capire il motivo specifico.

          Posso recuperare gli arretrati dell’assegno unico se era bloccato?

          Si, l’INPS paga automaticamente tutti gli arretrati una volta sbloccata la domanda. Gli importi non percepiti durante il blocco vengono accreditati in un’unica soluzione nei mesi successivi alla regolarizzazione, senza bisogno di richieste aggiuntive.

          L’assegno unico e bloccato per IBAN errato: come lo correggo?

          Accedi a MyINPS, vai in Assegno Unico Universale, seleziona Modifica domanda e aggiorna il campo Modalita di pagamento inserendo il nuovo IBAN corretto. La modifica ha effetto immediato e dal mese successivo l’assegno verra accreditato sul nuovo conto corrente.

          Se non presento l’ISEE l’assegno unico viene bloccato completamente?

          No, senza ISEE valido l’INPS continua a erogare l’assegno unico ma nella misura minima prevista per legge: circa 57 euro mensili per figlio minorenne e 28 euro per figlio maggiorenne (18-21 anni). Per ricevere l’importo pieno devi presentare l’ISEE aggiornato.

          Posso modificare l’IBAN dell’assegno unico piu volte?

          Si, puoi modificare l’IBAN tutte le volte che vuoi attraverso MyINPS nella sezione Gestisci domanda. Ogni modifica ha effetto immediato e i pagamenti futuri verranno accreditati sul nuovo conto corrente indicato, compresi gli eventuali arretrati.

          Quanto tempo ho per recuperare gli arretrati dell’assegno unico bloccato?

          Gli arretrati dell’assegno unico si prescrivono dopo 5 anni dalla maturazione del diritto. Hai quindi tempo fino a 5 anni per regolarizzare la situazione e recuperare le somme non percepite, ma e sempre consigliabile intervenire tempestivamente per evitare complicazioni.


          Assegno Unico Bloccato? Ti Aiutiamo a Sbloccarlo

          Se il tuo assegno unico è bloccato e non sai come risolvere, il CAF Centro Fiscale di Udine ti offre assistenza completa e immediata:

          • Verifica dello stato della domanda su MyINPS
          • Presentazione o rinnovo ISEE in giornata
          • Correzione IBAN e dati anagrafici
          • Integrazione documentazione mancante
          • Recupero arretrati non percepiti

          Non perdere altri mesi di assegno: contattaci oggi stesso e risolviamo insieme il problema!

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            CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


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            04/09/2026
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            ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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            paolino servidio
            03/09/2026
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            Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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            Lady
            01/09/2026
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            Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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            Giulia Guida
            25/08/2026
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            Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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            Paola Zilli
            07/08/2026
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            Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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            Jacqueline B.
            06/08/2026
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            Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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            Maura Masutto
            06/08/2026
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            Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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            Issam Elhefnawi
            31/07/2026
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            Molto gentile
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            Sibongile Moyana
            30/07/2026
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            Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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            Sabrina Cirina
            23/07/2026
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            Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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            Marzo 19, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-19 11:31:252026-05-31 09:55:26Assegno Unico Bloccato: Cosa Fare e Come Risolvere Subito
            ASSEGNO UNICO, MATERNITA'

            Assegno Unico con ISEE Scaduto: Cosa Succede e Come Rinnovare

            ASSEGNO UNICO UNIVERSALEASSEGNO UNICO UNIVERSALE

            Se il tuo ISEE è scaduto e non l’hai ancora rinnovato per il 2026, l’Assegno Unico Universale che ricevi mensilmente potrebbe essersi ridotto drasticamente all’importo minimo di 57 euro per figlio.

            In questa guida completa ti spieghiamo cosa succede quando l’ISEE scade, quanto perdi economicamente ogni mese, come rinnovare l’ISEE rapidamente al CAF e come recuperare gli arretrati.

            Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio gratuito e veloce per il rinnovo ISEE. Chiamaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

            📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

            Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

            Marzo 13, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
            https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2024/12/ASSEGNO-UNICO-2023.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-13 08:00:002026-05-31 17:08:00Assegno Unico con ISEE Scaduto: Cosa Succede e Come Rinnovare
            CAF

            Pagamenti INPS Marzo 2026: Calendario Completo Assegno Unico, NASPI e Pensioni

            Pensione 2026 INPS

            Marzo 2026 è alle porte e milioni di italiani attendono i pagamenti delle prestazioni INPS: dall’Assegno unico universale alle pensioni, dalla NASPI ai vari bonus e indennità. Conoscere con precisione le date di accredito è fondamentale per organizzare le proprie finanze familiari.

            In questa guida completa troverai il calendario aggiornato di tutti i pagamenti INPS di marzo 2026, con le date esatte per ogni prestazione, le modalità di erogazione e i consigli per verificare in tempo reale lo stato dei tuoi accrediti.

            Se hai dubbi sui tuoi pagamenti INPS o necessiti di assistenza per pratiche previdenziali, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione: chiamaci al 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

            Come Leggere il Calendario

            Le prestazioni INPS non vengono tutte pagate nello stesso giorno. L’Istituto segue una logica di priorità:

            • Le pensioni sono sempre pagate per prime, all’inizio del mese
            • L’Assegno unico arriva nella seconda metà del mese precedente o nei primi giorni del mese di competenza
            • Le prestazioni a sostegno del reddito (NASPI, CIGS, ecc.) vengono erogate a metà mese
            • Le indennità occasionali (malattia, maternità) seguono tempistiche legate alla data di presentazione della domanda

            Conoscere queste logiche ti aiuta a pianificare meglio le tue spese mensili.

            Differenze tra Bonifico Domiciliato e Accredito su Conto

            Esistono due modalità principali di pagamento delle pensioni:

            1. Accredito su conto corrente/libretto
            Se hai indicato un IBAN, la pensione viene accreditata automaticamente il primo giorno bancabile del mese. Per marzo 2026, essendo il 1° marzo un domenica, l’accredito avverrà lunedì 3 marzo.

            2. Bonifico domiciliato (ritiro in contanti)
            Se ritiri la pensione in contanti presso un ufficio postale, devi rispettare un calendario alfabetico per evitare assembramenti:

            • A-B: martedì 3 marzo
            • C-D: mercoledì 4 marzo
            • E-K: giovedì 5 marzo
            • L-O: venerdì 6 marzo
            • P-R: sabato mattina 7 marzo
            • S-Z: lunedì 9 marzo (se non ritiri nei giorni precedenti)

            Puoi comunque ritirare la pensione in qualsiasi momento successivo alla tua lettera alfabetica, ma non prima.

            Consiglio del CAF: Se possibile, scegli l’accredito su conto corrente. È più sicuro, immediato e ti evita code in posta.

            Assegno Unico Universale Marzo 2026: Date e Importi

            L’Assegno unico universale è il sostegno economico per le famiglie con figli a carico, che ha sostituito dal 2022 gli assegni familiari e le detrazioni per figli.

            Data di pagamento marzo 2026: dal 17 al 19 marzo 2026, con la maggior parte degli accrediti prevista per mercoledì 18 marzo.

            Importi 2026

            Gli importi dell’Assegno unico variano in base all’ISEE e al numero di figli:

            • Importo base per figlio minore (ISEE sotto 17.090,61 euro): 199,40 euro/mese
            • Importo minimo (ISEE oltre 45.574,96 euro o senza ISEE): 57 euro/mese
            • Maggiorazioni previste per: figli con disabilità, nuclei numerosi (dal 3° figlio), madri under 21, entrambi genitori lavoratori

            Esempio pratico:
            Famiglia con 2 figli minori e ISEE di 25.000 euro:

            • Figlio 1: circa 150 euro/mese
            • Figlio 2: circa 150 euro/mese
            • Maggiorazione entrambi genitori lavoratori: 30 euro/mese
            • Totale mensile: 330 euro circa

            Come Verificare l’Importo dell’Assegno Unico

            Per sapere con esattezza quando e quanto riceverai, accedi al tuo Fascicolo previdenziale sul sito INPS:

            1. Vai su www.inps.it e accedi con SPID, CIE o CNS
            2. Cerca “Assegno unico universale” nel motore di ricerca
            3. Clicca su “Pagamenti” per vedere lo storico e i prossimi accrediti
            4. Verifica l’importo previsto per marzo 2026

            Se noti importi inferiori al previsto, potrebbe essere necessario aggiornare l’ISEE o verificare la composizione del nucleo familiare.

            Il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a:

            • Fare o rinnovare l’ISEE per massimizzare l’Assegno unico
            • Presentare domanda di Assegno unico se non l’hai ancora fatto
            • Verificare eventuali anomalie nei pagamenti

            Contattaci al 0432 1638640.

            ISEE Scaduto? Assegno Unico Ridotto

            Attenzione: se il tuo ISEE 2025 è scaduto (valido fino al 31 dicembre 2025), dal gennaio 2026 l’INPS eroga l’Assegno unico nell’importo minimo (57 euro per figlio).

            Per ripristinare l’importo pieno devi:

            1. Presentare il nuovo ISEE 2026 al CAF entro il 28 febbraio 2026
            2. L’INPS ricalcolerà gli importi con gli arretrati da gennaio a partire dal pagamento di marzo/aprile

            Se non hai ancora fatto l’ISEE 2026, contattaci subito: il CAF Centro Fiscale lo prepara in giornata. Chiamaci al 0432 1638640 o vieni presso la nostra sede in Viale Giuseppe Tullio 13, Udine.

            NASPI Marzo 2026: Quando Arriva la Disoccupazione

            La NASPI (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) è l’indennità di disoccupazione che spetta ai lavoratori dipendenti che hanno perso involontariamente il lavoro.

            Data di pagamento marzo 2026: tra il 10 e il 15 marzo, con la maggior parte degli accrediti tra mercoledì 11 e giovedì 12 marzo.

            La data esatta dipende da:

            • Giorno di presentazione della domanda
            • Completezza della documentazione
            • Tempi di elaborazione INPS della tua posizione

            Come Funziona il Pagamento della NASPI

            Il pagamento della NASPI avviene mensilmente, sempre posticipato. Significa che:

            • La NASPI di marzo 2026 viene pagata a metà marzo per il periodo dal 1° al 31 marzo
            • Se hai iniziato a percepirla a metà mese, riceverai un pagamento proporzionale ai giorni spettanti

            Esempio:
            Mario ha presentato domanda di NASPI il 15 febbraio 2026 dopo aver perso il lavoro il 31 gennaio. L’INPS ha accolto la domanda il 28 febbraio.

            • Primo pagamento (marzo 2026): riceverà la NASPI per i giorni dal 1° febbraio al 28 febbraio = circa 950 euro (importo ridotto)
            • Secondo pagamento (aprile 2026): riceverà la NASPI intera per marzo = circa 1.200 euro

            La NASPI viene ridotta del 3% ogni mese a partire dal sesto mese, per incentivare la ricerca di un nuovo lavoro.

            Importo NASPI 2026: Quanto Spetta

            L’importo della NASPI dipende dalla tua retribuzione media degli ultimi 4 anni di lavoro.

            Calcolo NASPI 2026:

            1. Si calcola la retribuzione media mensile degli ultimi 4 anni
            2. Se la retribuzione media è inferiore a 1.352,19 euro: NASPI = 75% della retribuzione
            3. Se superiore a 1.352,19 euro: NASPI = 75% di 1.352,19 + 25% della parte eccedente
            4. Tetto massimo: 1.550,42 euro/mese (importo 2026)

            Esempio pratico:
            Giulia guadagnava 1.800 euro/mese lordi.

            NASPI di Giulia:

            • 75% di 1.352,19 = 1.014,14 euro
            • 25% di (1.800 – 1.352,19) = 25% di 447,81 = 111,95 euro
            • Totale NASPI mensile: 1.014,14 + 111,95 = 1.126,09 euro netti

            Dal 7° mese, questo importo si riduce del 3% ogni mese.

            Controllare il Pagamento NASPI Online

            Per verificare quando e quanto riceverai di NASPI:

            1. Accedi al sito INPS.it con SPID/CIE
            2. Cerca “Fascicolo previdenziale del cittadino“
            3. Vai su “Prestazioni” → “Pagamenti“
            4. Troverai l’elenco di tutti i pagamenti NASPI con:
              • Data prevista di accredito
              • Importo netto
              • Stato (in lavorazione, pagato, sospeso)

            Se vedi lo stato “Sospeso” o non trovi pagamenti previsti, potrebbe esserci un problema. Le cause più comuni:

            • Non hai presentato la DID (Dichiarazione Immediata Disponibilità) al Centro per l’Impiego
            • Hai rifiutato un’offerta di lavoro congrua
            • Hai iniziato un lavoro senza comunicarlo all’INPS
            • Documenti mancanti nella domanda

            In questi casi, contatta subito il CAF Centro Fiscale di Udine al 0432 1638640: ti aiutiamo a verificare la situazione e a sbloccare il pagamento.

            Pensioni Marzo 2026: Cedolino e Date di Pagamento

            Le pensioni sono le prime prestazioni INPS a essere pagate ogni mese.

            Data di pagamento marzo 2026:

            • Accredito su conto: lunedì 3 marzo 2026 (il 1° marzo cade di domenica)
            • Bonifico domiciliato (ritiro in contanti): dal 3 al 7 marzo 2026 con calendario alfabetico

            Il cedolino pensione di marzo 2026 è disponibile online dal 24 febbraio 2026 circa nell’area personale INPS.

            Cosa Cambia nel Cedolino di Marzo 2026

            Il cedolino di marzo può presentare alcune variazioni rispetto ai mesi precedenti:

            1. Conguaglio fiscale 730/2025
            Se hai presentato il 730/2025, a marzo 2026 potrebbero esserci:

            • Rimborsi IRPEF (se hai crediti)
            • Trattenute fiscali (se devi pagare imposte)

            Questi importi sono visibili nel cedolino alla voce “Credito/Debito fiscale”.

            2. Perequazione automatica
            Le pensioni vengono adeguate all’inflazione con la perequazione. Per il 2026, l’aumento previsto è dello 0,8% (stima provvisoria, da confermare con decreto ministeriale).

            3. Recupero somme non dovute
            Se hai percepito importi non spettanti, l’INPS può avviare un piano di rateizzazione con trattenute mensili sul cedolino.

            Esempio:
            Pensione netta febbraio: 1.200 euro
            Pensione netta marzo con perequazione +0,8%: 1.209,60 euro
            Rimborso 730 da ricevere: +300 euro
            Pensione marzo totale: 1.509,60 euro

            Come Scaricare il Cedolino Pensione

            Per visualizzare e scaricare il tuo cedolino pensione di marzo 2026:

            1. Accedi a www.inps.it con SPID, CIE o CNS
            2. Cerca “Cedolino pensione” nella barra di ricerca
            3. Seleziona il mese “Marzo 2026“
            4. Clicca su “Visualizza/Stampa” per scaricare il PDF

            Il cedolino contiene:

            • Importo lordo della pensione
            • Trattenute fiscali (IRPEF, addizionali regionali/comunali)
            • Trattenute previdenziali (se hai altre pensioni)
            • Importo netto che riceverai
            • Eventuali arretrati o conguagli

            Se hai difficoltà a interpretare il cedolino o noti importi anomali, il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio gratuito di controllo cedolino pensione. Portaci il tuo cedolino in sede o invialo via email a info@centrofiscale.com, lo analizziamo insieme.

            Tredicesima Mensilità e Quattordicesima

            Oltre alla pensione mensile, esistono due mensilità aggiuntive:

            Tredicesima (Dicembre)
            Tutti i pensionati ricevono la tredicesima a dicembre, pari a una mensilità intera di pensione.

            Quattordicesima (Luglio)
            È un bonus per i pensionati con reddito basso, erogato a luglio insieme alla pensione. Spetta se:

            • Hai compiuto 64 anni entro il 31 luglio
            • Il tuo reddito annuo è sotto i 15.563 euro (limite 2026)

            Importi quattordicesima 2026:

            • Fino a 11.672,89 euro di reddito: da 437 a 655 euro
            • Tra 11.672,90 e 15.562,86 euro: da 336 a 504 euro

            Nota: marzo non prevede mensilità aggiuntive, solo l’importo ordinario (eventualmente con i conguagli fiscali).

            Bonus e Altre Prestazioni INPS di Marzo 2026

            Oltre alle prestazioni principali, l’INPS eroga anche una serie di indennità, bonus e prestazioni a sostegno di lavoratori e famiglie.

            Indennità di Maternità e Paternità

            Se sei in congedo di maternità o paternità, l’INPS eroga l’indennità sostitutiva dello stipendio.

            Data pagamento marzo 2026: circa 15 marzo, dopo che l’INPS ha elaborato la tua domanda e ricevuto la certificazione dal datore di lavoro.

            Importo: 80% della retribuzione media giornaliera degli ultimi mesi lavorati.

            Durata:

            • Maternità obbligatoria: 5 mesi (2 prima del parto + 3 dopo, oppure 1+4 o 0+5 con flessibilità)
            • Congedo parentale facoltativo: fino a 10 mesi totali (6+4 tra i genitori), ma pagato solo parzialmente

            Come verificare: Accedi al Fascicolo previdenziale INPS → Domande → Maternità → Stato della domanda.

            Se hai dubbi sulla domanda o sui requisiti, il CAF Centro Fiscale ti assiste gratuitamente: chiamaci al 0432 1638640.

            Indennità di Malattia

            Se sei un lavoratore dipendente in malattia, l’INPS ti paga l’indennità (per i primi 3 giorni paga il datore di lavoro, dal 4° giorno l’INPS).

            Data pagamento marzo 2026: tra il 15 e il 20 marzo, a seconda di quando il tuo datore ha trasmesso all’INPS il certificato di malattia.

            Importo:

            • 50% della retribuzione dal 4° al 20° giorno
            • 66,66% della retribuzione dal 21° giorno in poi

            Durata massima: 180 giorni per anno solare.

            Cosa fare:

            1. Il medico invia il certificato telematico all’INPS
            2. Tu comunichi al datore di lavoro il numero di protocollo
            3. Il datore trasmette all’INPS i dati per il calcolo
            4. L’INPS paga direttamente sul tuo conto

            Se non ricevi il pagamento entro la fine del mese, verifica con il tuo datore che abbia trasmesso correttamente i dati.

            Cassa Integrazione (CIGS, CIGD, Assegno di Integrazione Salariale)

            Se sei un lavoratore in cassa integrazione, l’INPS eroga un’indennità sostitutiva dello stipendio pari a circa il 60-80% della retribuzione.

            Data pagamento marzo 2026: tra il 15 e il 25 marzo, ma dipende molto da:

            • Tipologia di CIG (ordinaria, straordinaria, in deroga)
            • Quando l’azienda ha presentato la domanda
            • Completezza della documentazione

            Come viene pagata:

            • Pagamento diretto INPS: l’INPS ti accredita direttamente l’importo sul conto
            • Pagamento tramite azienda: l’azienda anticipa la CIG e poi recupera dall’INPS

            Per sapere quale modalità si applica a te, controlla la busta paga o chiedi al tuo datore.

            Verifica online:
            Accedi al Fascicolo previdenziale INPS → Prestazioni → Cassa Integrazione → Pagamenti previsti.

            Se ci sono ritardi o problemi, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine: possiamo aiutarti a sollecitare l’INPS e verificare lo stato della pratica.

            Bonus Bebè e Altre Prestazioni Familiari

            Dal 2022, la maggior parte delle prestazioni per famiglie con figli sono confluite nell’Assegno unico universale. Tuttavia, restano ancora alcune prestazioni separate:

            Bonus Asilo Nido
            Se hai figli sotto i 3 anni e li iscrivi all’asilo nido, puoi richiedere un bonus fino a 3.600 euro/anno per coprire le rette.

            Data pagamento: a rimborso, dopo che presenti le ricevute di pagamento della retta. Di solito entro 30-60 giorni dalla domanda.

            Importi 2026 (in base all’ISEE):

            • ISEE fino a 25.000 euro: 3.600 euro/anno (300 euro/mese)
            • ISEE tra 25.001 e 40.000 euro: 2.500 euro/anno
            • ISEE oltre 40.000 euro o senza ISEE: 1.500 euro/anno

            Come richiederlo: Domanda online sul sito INPS entro il 31 dicembre 2026. Devi allegare le ricevute di pagamento della retta.

            Il CAF Centro Fiscale ti assiste gratuitamente nella compilazione della domanda: chiamaci al 0432 1638640.

            Come Verificare i Pagamenti INPS Online

            Non vuoi aspettare l’accredito senza sapere quando arriverà? L’INPS offre diversi strumenti per controllare in tempo reale lo stato dei tuoi pagamenti.

            Fascicolo Previdenziale del Cittadino

            Il Fascicolo previdenziale è l’area personale INPS dove trovi tutte le informazioni su prestazioni, contributi e pagamenti.

            Come accedere:

            1. Vai su www.inps.it
            2. Clicca su “Accedi ai servizi” in alto a destra
            3. Scegli il metodo di accesso: SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale Servizi)
            4. Cerca “Fascicolo previdenziale del cittadino” nella barra di ricerca
            5. Clicca su “Pagamenti” nel menu laterale

            Cosa trovi nel Fascicolo:

            • Elenco di tutti i pagamenti ricevuti (storico completo)
            • Pagamenti in lavorazione con data prevista di accredito
            • Importo netto che riceverai
            • Modalità di pagamento (bonifico, accredito su conto, libretto)
            • Stato della domanda (accolta, in istruttoria, respinta)

            Se non trovi pagamenti previsti per marzo 2026, potrebbe significare:

            • La domanda non è ancora stata elaborata
            • Ci sono documenti mancanti
            • La prestazione è stata sospesa o revocata

            App INPS Mobile

            L’INPS ha anche un’app mobile gratuita per smartphone (iOS e Android) che ti permette di controllare i pagamenti ovunque tu sia.

            Come funziona:

            1. Scarica l’app “INPS Mobile” da App Store o Google Play
            2. Accedi con SPID o CIE
            3. Vai su “Prestazioni e pagamenti“
            4. Seleziona la prestazione (es. “NASPI”, “Pensione”, “Assegno unico”)
            5. Consulta i pagamenti in arrivo

            Vantaggi dell’app:

            • Ricevi notifiche push quando un pagamento viene erogato
            • Controlli velocemente da smartphone
            • Scarichi i cedolini in PDF

            L’app è particolarmente utile per chi percepisce più prestazioni contemporaneamente (es. pensione + Assegno unico).

            SMS e Email dall’INPS

            L’INPS può inviarti SMS e email per avvisarti di:

            • Pagamenti in arrivo
            • Domande accolte o respinte
            • Documenti da integrare

            Per attivare le notifiche:

            1. Accedi al sito INPS con SPID/CIE
            2. Vai su “Profilo” in alto a destra
            3. Clicca su “Preferenze“
            4. Attiva le notifiche via SMS e/o email
            5. Inserisci il tuo numero di cellulare e indirizzo email

            Attenzione alle truffe: L’INPS non ti chiede mai dati personali, codici PIN o password via SMS o email. Se ricevi messaggi sospetti, non cliccare sui link e segnalali alla Polizia Postale.

            Assistenza del CAF per Problemi di Pagamento

            Se hai controllato online e:

            • Non vedi pagamenti previsti per marzo
            • Vedi la scritta “Sospeso” o “Respinto“
            • L’importo è inferiore al previsto
            • Hai ricevuto una comunicazione incomprensibile dall’INPS

            …non preoccuparti! Il CAF Centro Fiscale di Udine è qui per aiutarti.

            Cosa possiamo fare per te:

            • Verificare lo stato della pratica INPS
            • Controllare se mancano documenti
            • Sbloccare pagamenti sospesi
            • Presentare ricorsi o istanze di riesame
            • Spiegare le comunicazioni INPS in modo chiaro

            Contattaci subito:

            • Telefono: 0432 1638640
            • WhatsApp: 366 6018121
            • Email: info@centrofiscale.com
            • Sede: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine

            La consulenza è gratuita per i nostri assistiti. Vieni a trovarci o chiamaci: risolviamo insieme il problema.

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            Bonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email.

            🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.

            📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

            Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre tutte le pratiche INPS: NASPI, pensione, maternità, invalidità 104 e bonus famiglia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

            Domande Frequenti sui Pagamenti INPS

            Quando arriva l’Assegno unico di marzo 2026?

            L’Assegno unico universale di marzo 2026 viene accreditato tra il 17 e il 19 marzo, con la maggior parte dei pagamenti prevista per mercoledì 18 marzo. Puoi verificare la data esatta accedendo al tuo Fascicolo previdenziale INPS.

            La pensione di marzo quando viene pagata?

            Le pensioni di marzo 2026 vengono pagate lunedì 3 marzo per chi ha l’accredito su conto corrente (il 1° marzo cade di domenica). Per il bonifico domiciliato (ritiro in contanti alle Poste), il calendario alfabetico va dal 3 al 7 marzo 2026.

            Come faccio a sapere quando mi pagano la NASPI?

            La NASPI di marzo viene pagata tra il 10 e il 15 marzo 2026, di solito l’11 o il 12. Per conoscere la data esatta, accedi al Fascicolo previdenziale INPS con SPID e controlla la sezione Pagamenti. Troverai la data prevista di accredito e l’importo netto.

            Perché l’Assegno unico è diminuito rispetto ai mesi scorsi?

            Se l’Assegno unico è diminuito, le cause possono essere: ISEE scaduto (devi rinnovarlo entro febbraio per non perdere l’importo pieno), cambiamenti nel nucleo familiare, figli che hanno compiuto 18 anni, oppure redditi aumentati. Contatta il CAF Centro Fiscale al 0432 1638640 per verificare la tua situazione.

            Dove posso controllare il cedolino della pensione di marzo?

            Il cedolino pensione di marzo 2026 è disponibile dal 24 febbraio circa sul sito INPS. Accedi con SPID, cerca Cedolino pensione, seleziona Marzo 2026 e scarica il PDF. Se hai difficoltà a interpretarlo, il CAF Centro Fiscale offre assistenza gratuita.

            Cosa devo fare se la NASPI è sospesa?

            Se la NASPI risulta sospesa, le cause principali sono: mancata presentazione della DID al Centro per l’Impiego, rifiuto di un’offerta di lavoro congrua, inizio di un lavoro non comunicato all’INPS, oppure documenti mancanti. Contatta subito il CAF Centro Fiscale al 0432 1638640: ti aiutiamo a verificare il problema e a sbloccare il pagamento.

            L’INPS mi deve arretrati: quando li pagano?

            Gli arretrati INPS vengono pagati di solito entro 60-90 giorni dall’accoglimento della domanda o dalla correzione del problema. Trovi l’importo e la data prevista nel Fascicolo previdenziale, sezione Pagamenti. Se i tempi si allungano, il CAF può sollecitare l’INPS per velocizzare l’erogazione.

            Conoscere il calendario dei pagamenti INPS di marzo 2026 ti permette di pianificare al meglio le spese familiari e di verificare tempestivamente eventuali anomalie.

            Ricorda di controllare sempre il tuo Fascicolo previdenziale INPS per avere informazioni aggiornate in tempo reale. E se hai dubbi, problemi con i pagamenti o necessiti di assistenza per pratiche INPS, il CAF Centro Fiscale di Udine è sempre a tua disposizione.

            Non lasciare che ritardi o errori INPS ti creino difficoltà economiche: contattaci subito e risolviamo insieme ogni problema.


            Hai Problemi con i Pagamenti INPS?

            Il CAF Centro Fiscale di Udine ti assiste gratuitamente per verificare lo stato delle tue prestazioni INPS, sbloccare pagamenti sospesi e risolvere ogni problema previdenziale.

            • Verifica stato domande INPS (NASPI, pensioni, Assegno unico)
            • Controllo cedolini pensione e individuazione anomalie
            • Rinnovo ISEE per massimizzare Assegno unico e bonus
            • Assistenza per ricorsi e istanze INPS
            • Compilazione domande bonus (asilo nido, maternità, congedi)
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              CAF Centro Fiscale Udine – Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Tel: 0432 1638640


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              CAF CENTRO FISCALE UDINE: DICONO DI NOI

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              04/09/2026
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              ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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              paolino servidio
              03/09/2026
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              Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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              01/09/2026
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              Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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              Giulia Guida
              25/08/2026
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              Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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              Paola Zilli
              07/08/2026
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              Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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              Jacqueline B.
              06/08/2026
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              Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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              Maura Masutto
              06/08/2026
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              Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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              Issam Elhefnawi
              31/07/2026
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              Molto gentile
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              Sibongile Moyana
              30/07/2026
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              Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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              Sabrina Cirina
              23/07/2026
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              Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison

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              Marzo 11, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-03-11 10:00:002026-05-31 13:07:29Pagamenti INPS Marzo 2026: Calendario Completo Assegno Unico, NASPI e Pensioni
              ASSEGNO UNICO, MATERNITA', PATRONATO

              Assegno Unico Marzo 2026: Quando Arriva, Nuovi Importi e Arretrati ISEE

              Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

              Assegno unico marzo 2026: quando arriva il pagamento? Le famiglie italiane con figli a carico attendono con ansia l’accredito di questo mese, che porta con sé una novità importante: gli importi rivalutati del +1,4% in base all’adeguamento ISTAT all’inflazione. Le date di pagamento dell’assegno unico marzo 2026 sono già state confermate dall’INPS: il 19 e 20 marzo per chi non ha variazioni nella domanda, mentre per le nuove istanze e i ricalcoli si dovrà attendere la fine del mese. In questa guida trovi tutti i dettagli su quando arriva l’accredito, i nuovi importi per fascia ISEE e cosa fare se non hai ancora rinnovato la DSU per ottenere gli arretrati.

              Indice dei contenuti

              1. Quando Arriva l’Assegno Unico a Marzo 2026
              2. Date di Pagamento Assegno Unico Marzo 2026
              3. Nuovi Importi Assegno Unico 2026: Tabella per Fascia ISEE
              4. Maggiorazioni Assegno Unico Marzo 2026
              5. ISEE e Arretrati: Cosa Fare se Non Hai Rinnovato
              6. Domande Frequenti sull’Assegno Unico Marzo 2026

              Quando Arriva l’Assegno Unico a Marzo 2026

              La domanda più cercata in queste settimane è chiara: quando arriva l’assegno unico a marzo 2026? La risposta dell’INPS non lascia dubbi. Per la maggior parte delle famiglie, l’accredito è previsto tra il 19 e il 20 marzo 2026. Questa finestra di pagamento riguarda tutti i beneficiari che non hanno effettuato variazioni alla propria domanda e che percepiscono l’assegno unico universale in continuità rispetto ai mesi precedenti.

              Il mese di marzo è particolarmente significativo perché segna il passaggio al nuovo ISEE 2026. Dall’accredito di marzo, infatti, l’INPS ricalcola automaticamente gli importi sulla base della DSU aggiornata. Chi ha già presentato il nuovo ISEE entro la scadenza del 28 febbraio riceverà l’importo corretto fin da subito. Chi invece non lo ha ancora fatto, percepirà temporaneamente l’importo minimo di 58,30 euro al mese per figlio, salvo recuperare gli arretrati successivamente.

              Date di Pagamento Assegno Unico Marzo 2026

              Le date di pagamento dell’assegno unico marzo 2026 seguono il consueto schema dell’INPS, che distingue tra beneficiari senza variazioni e coloro che hanno presentato nuove domande o modifiche. Ecco il calendario completo dei pagamenti INPS di marzo 2026:

              SituazioneDate pagamento marzo 2026
              Domanda invariata (continuità dai mesi precedenti)19-20 marzo 2026
              Nuove domande presentate a febbraio-marzoFine marzo 2026 (ultimi giorni del mese)
              Domanda con variazioni (cambio IBAN, nucleo familiare, ecc.)Fine marzo 2026
              Ricalcolo con nuovo ISEE 2026Fine marzo 2026 (con eventuali conguagli)

              È importante ricordare che l’accredito dell’assegno unico marzo 2026 avviene direttamente sul conto corrente indicato nella domanda. Se hai cambiato IBAN di recente, verifica che la modifica sia stata recepita dall’INPS per evitare ritardi nel pagamento. In caso di problemi con l’accredito, il CAF Centro Fiscale di Udine può verificare lo stato della tua pratica e intervenire tempestivamente.

              Nuovi Importi Assegno Unico 2026: Tabella per Fascia ISEE

              Con l’assegno unico marzo 2026 entrano in vigore i nuovi importi rivalutati. L’adeguamento all’inflazione ISTAT del +1,4% comporta un leggero aumento di tutte le soglie e degli importi rispetto al 2025. Questo significa qualche euro in più al mese per ogni figlio a carico, una rivalutazione automatica che non richiede alcuna azione da parte delle famiglie.

              Ecco la tabella aggiornata degli importi dell’assegno unico 2026 per figlio minorenne, suddivisa per fascia ISEE:

              Fascia ISEEImporto mensile per figlio (2026)Importo annuale per figlio
              Fino a 17.444,61 euro203,80 euro2.445,60 euro
              Da 17.444,62 a 20.000 euroDa 203,80 a 185 euro circaCirca 2.220 euro
              Da 20.001 a 25.000 euroDa 185 a 155 euro circaCirca 1.860 euro
              Da 25.001 a 30.000 euroDa 155 a 130 euro circaCirca 1.560 euro
              Da 30.001 a 35.000 euroDa 130 a 110 euro circaCirca 1.320 euro
              Da 35.001 a 40.000 euroDa 110 a 90 euro circaCirca 1.080 euro
              Oltre 46.582,71 euro (o senza ISEE)58,30 euro699,60 euro

              Come puoi notare, la differenza tra l’importo massimo e quello minimo è molto significativa: ben 145,50 euro al mese per figlio. Per una famiglia con due figli minorenni e un ISEE basso, questo significa percepire fino a 407,60 euro al mese invece di soli 116,60 euro. Ecco perché è fondamentale presentare l’ISEE aggiornato: senza la DSU in corso di validità, l’INPS eroga solo l’importo minimo.

              Maggiorazioni Assegno Unico Marzo 2026

              Oltre all’importo base, l’assegno unico marzo 2026 prevede una serie di maggiorazioni che possono aumentare sensibilmente la cifra percepita dalle famiglie. Anche queste maggiorazioni sono state rivalutate del +1,4%. Vediamo quali sono le principali:

              • Figli con disabilità: maggiorazione da 113,50 euro (disabilità media) a 122,90 euro (non autosufficienza) al mese per figlio minorenne. Per i figli maggiorenni disabili, la maggiorazione va da 96,90 a 102,70 euro
              • Madri under 21: maggiorazione di 23,60 euro al mese per ogni figlio, destinata alle giovani mamme
              • Nuclei con 4 o più figli: maggiorazione forfettaria di 155,30 euro al mese per il nucleo familiare, indipendentemente dal numero di figli
              • Entrambi i genitori lavoratori: maggiorazione fino a 35,40 euro al mese per figlio minorenne (solo per ISEE fino a 46.582,71 euro)
              • Figli dal secondo in poi (famiglie numerose): maggiorazione di 17,10 euro al mese a partire dal terzo figlio per ISEE basso

              Le maggiorazioni si cumulano tra loro. Ad esempio, una famiglia con ISEE basso, un figlio con disabilità e una madre under 21 potrebbe percepire oltre 340 euro al mese per quel figlio. Il CAF Centro Fiscale ti aiuta a verificare tutte le maggiorazioni a cui hai diritto, spesso le famiglie non le conoscono e perdono cifre importanti ogni mese. In merito alle agevolazioni per le mamme lavoratrici, ti consigliamo di approfondire anche il bonus mamme, una misura complementare che prevede l’esonero contributivo.

              ISEE e Arretrati: Cosa Fare se Non Hai Rinnovato

              Se non hai rinnovato l’ISEE entro la scadenza del 28 febbraio 2026, non preoccuparti: non perdi il diritto all’assegno unico marzo 2026, ma riceverai temporaneamente l’importo minimo di 58,30 euro per figlio. La buona notizia è che hai tempo per recuperare gli arretrati, a patto di presentare la nuova DSU entro i termini previsti.

              Ecco come funziona il meccanismo degli arretrati ISEE per l’assegno unico:

              1. Da marzo 2026: senza ISEE aggiornato, l’INPS eroga l’importo minimo (58,30 euro/mese per figlio)
              2. Presenti l’ISEE entro il 30 giugno 2026: l’INPS ricalcola l’importo corretto e ti versa gli arretrati di tutti i mesi in cui hai percepito meno del dovuto (da marzo in poi)
              3. Presenti l’ISEE dopo il 30 giugno 2026: gli importi vengono adeguati solo dal mese successivo alla presentazione, senza arretrati

              In pratica, se hai un ISEE basso (sotto i 17.444 euro) e presenti la DSU ad aprile, riceverai con il pagamento di maggio anche gli arretrati di marzo e aprile, cioè la differenza tra i 203,80 euro a cui avevi diritto e i 58,30 euro effettivamente percepiti. Per due figli, parliamo di un conguaglio di quasi 600 euro.

              Come ha evidenziato anche l’Osservatorio INPS sulle DSU, il numero di dichiarazioni ISEE legate all’assegno unico è raddoppiato negli ultimi anni. Questo dimostra quanto sia cruciale rinnovare la DSU per ottenere l’importo pieno. Se devi ancora presentare l’ISEE 2026, rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine: i nostri operatori si occupano di tutto, dalla raccolta dei documenti alla trasmissione telematica, garantendo la correttezza della pratica e i tempi rapidi di lavorazione.

              📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

              Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre la presentazione di tutti i bonus famiglia (asilo nido, assegno unico, premio nascita) tramite il nostro Patronato. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

              Domande Frequenti sull’Assegno Unico Marzo 2026

              Quando viene pagato l’assegno unico a marzo 2026?

              L’assegno unico marzo 2026 viene pagato il 19-20 marzo per chi ha una domanda in continuità senza variazioni. Per le nuove domande, le domande con variazioni e i ricalcoli legati al nuovo ISEE 2026, il pagamento avviene negli ultimi giorni di marzo.

              Quanto prendo di assegno unico senza ISEE a marzo 2026?

              Senza ISEE in corso di validità, l’importo dell’assegno unico marzo 2026 è pari al minimo di 58,30 euro al mese per figlio. Presentando la DSU aggiornata entro giugno, è possibile recuperare gli arretrati con il conguaglio.

              Gli importi dell’assegno unico 2026 sono aumentati?

              Sì, gli importi dell’assegno unico 2026 sono stati rivalutati del +1,4% per effetto dell’adeguamento ISTAT all’inflazione. L’importo massimo è passato a 203,80 euro al mese per figlio (con ISEE fino a 17.444,61 euro), mentre il minimo è salito a 58,30 euro.

              Posso ancora presentare l’ISEE per l’assegno unico di marzo?

              La scadenza del 28 febbraio è passata, ma puoi ancora presentare l’ISEE. Se lo fai entro il 30 giugno 2026, riceverai tutti gli arretrati da marzo in poi. Rivolgiti al CAF Centro Fiscale per presentare la DSU il prima possibile e recuperare le somme spettanti.

              Come verifico se il mio assegno unico marzo 2026 è stato ricalcolato?

              Per verificare se l’INPS ha ricalcolato il tuo assegno unico marzo 2026 con il nuovo ISEE, il CAF Centro Fiscale di Udine può accedere al fascicolo previdenziale e controllare lo stato della pratica, gli importi aggiornati e le eventuali maggiorazioni a cui hai diritto.

              Assegno Unico Marzo 2026: Non Perdere gli Arretrati

              L’assegno unico marzo 2026 arriva con i nuovi importi rivalutati e il ricalcolo basato sull’ISEE 2026. Le date di pagamento sono confermate: 19-20 marzo per la maggior parte delle famiglie, fine mese per nuove domande e ricalcoli. Se non hai ancora rinnovato l’ISEE, hai tempo fino al 30 giugno per presentare la DSU e recuperare tutti gli arretrati a partire da marzo. Non aspettare oltre: ogni mese senza ISEE aggiornato significa percepire solo 58,30 euro invece dell’importo pieno fino a 203,80 euro per figlio.

              Hai bisogno di assistenza per l’assegno unico o per presentare l’ISEE 2026? Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione, sia in ufficio che online in tutta Italia. I nostri operatori si occupano di tutto: dalla compilazione della DSU alla verifica delle maggiorazioni spettanti, fino al controllo degli arretrati.
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              Alexandra Bala
              04/09/2026
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              ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️ Ho avuto il piacere di essere seguita da Sara e mi sono trovata davvero benissimo! È una ragazza dolcissima, gentilissima e super disponibile. Mi ha seguito con tanta pazienza, attenzione e professionalità, spiegandomi tutto con calma e facendomi sentire subito a mio agio. Si vede davvero che ci mette il cuore in quello che fa. ❤️ Grazie mille Sara per la tua disponibilità e gentilezza, sei stata davvero fantastica! Consigliatissima! 🥰
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              paolino servidio
              03/09/2026
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              Esperienza più che positiva, puntualità e professionalità, in particolare un grazie a Edison per la sua competenza e gentilezza. Lo consiglio.
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              Lady
              01/09/2026
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              Prima volta e mi sono trovata molto bene personale gentile ed efficiente Grazie
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              Giulia Guida
              25/08/2026
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              Ogni volta che vengo a svolgere le mie pratiche qua trovo sempre personale disponibile e gentile. Sono pratici non ti fanno tornare svariate volte (come negli altri caf) se si riesce a trovare dei documenti velocemente. La cosa che apprezzo di più è la gentilezza dei professionisti.
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              Paola Zilli
              07/08/2026
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              Ottima esperienza col signor Edison che mi ha seguita nelle pratiche per bonus edilizi con competenza e cortesia.
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              Jacqueline B.
              06/08/2026
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              Parlo per la mia esperienza nella sede di Cividale, seguita da Sara. Mi sono rivolta a questo CAF più volte per pratiche diverse (con ottime tempistiche), e tutte le volte Sara è stata gentilissima, disponibile, precisa, chiara e paziente nello spiegarmi le varie procedure. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora, e consiglio assolutamente questo ufficio a chi avesse bisogno d’aiuto per pratiche di loro competenza!
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              Maura Masutto
              06/08/2026
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              Cortesia e tempo rapidi Giovani e bravi!
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              Issam Elhefnawi profile picture
              Issam Elhefnawi
              31/07/2026
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              Molto gentile
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              Sibongile Moyana
              30/07/2026
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              Quella che era iniziata come un'esperienza terribile si è trasformata in un'esperienza davvero positiva. Sono felice dell'ottimo servizio che ho ricevuto per la dichiarazione dei redditi. Grazie a Edison per la sua ottima comunicazione e professionalità.
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              Sabrina Cirina profile picture
              Sabrina Cirina
              23/07/2026
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              Caf gestito da giovani fantastici, preparati e competenti. Voto 10 per Edison
              Marzo 5, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
              https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-03-05 09:52:422026-05-31 14:07:21Assegno Unico Marzo 2026: Quando Arriva, Nuovi Importi e Arretrati ISEE

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