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Tag Archivio per: aliquote IMU

NOTIZIE

IMU e TARI, sanzioni soft dal 2027: avvisi bonari e multe ridotte prima del ravvedimento

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Dal 2027 pagare in ritardo IMU e TARI costeà meno. Una riforma in corso di approvazione introduce sanzioni ridotte per i tributi locali e, soprattutto, una novità attesa da anni: l’avviso bonario preventivo prima che scatti l’iter sanzionatorio ordinario. La notizia segna un cambio di rotta significativo nel rapporto tra contribuenti e Comuni: prima di applicare le multe massime, l’ente locale dovrà avvertire il cittadino e dargli la possibilità di regolarizzare la propria posizione. Il focus keyword IMU TARI sanzioni 2027 è al centro di questa riforma attesa.

Indice dei contenuti

  • Cosa cambia con la riforma delle sanzioni IMU e TARI
  • Avvisi bonari: come funziona il nuovo meccanismo
  • Le sanzioni attuali per IMU e TARI: il quadro vigente
  • Cosa cambia per IMU e TARI dal 2027: le sanzioni ridotte
  • Quando entra in vigore e come prepararsi
  • Domande frequenti

Cosa cambia con la riforma delle sanzioni IMU e TARI

La riforma in discussione prevede una riorganizzazione della disciplina sanzionatoria per i tributi comunali, con particolare riguardo all’IMU (Imposta Municipale Propria) e alla TARI (Tassa Rifiuti). Due delle voci più comuni nelle bollette e nelle scadenze fiscali degli italiani, spesso fonte di errori e dimenticanze.

Il cuore della novità è l’introduzione di un doppio binario: da un lato sanzioni base più contenute rispetto all’attuale regime, dall’altro la previsione obbligatoria dell’avviso bonario come passaggio intermedio tra l’omissione del pagamento e l’attivazione della piena procedura sanzionatoria.

In pratica, il Comune che rileva un mancato o insufficiente versamento di IMU e TARI sanzioni 2027 dovrà notificare al contribuente un avviso soft, con la possibilità di sanare la posizione pagando una sanzione ridotta. Solo in caso di mancata risposta a questo avviso scatterà la procedura ordinaria con le sanzioni più elevate.

Si tratta di un modello già consolidato per le imposte erariali (come avviene per l’Agenzia delle Entrate con le comunicazioni automatizzate da controllo formale), che ora viene esteso ai tributi locali.

Avvisi bonari: come funziona il nuovo meccanismo

L’avviso bonario è uno strumento già noto ai contribuenti italiani nell’ambito delle imposte sui redditi. Si tratta di una comunicazione inviata dall’ente impositore per segnalare una possibile irregolarità, prima ancora di emettere un accertamento formale. Il contribuente che riceve l’avviso ha la possibilità di pagare l’importo indicato con la sanzione ridotta, fornire chiarimenti documentali se ritiene l’avviso infondato, oppure avvalersi del ravvedimento operoso per ridurre ulteriormente le sanzioni.

Con l’estensione ai tributi locali, anche per IMU e TARI sarà possibile ricevere questo tipo di comunicazione prima di trovarsi con un accertamento pieno o una cartella di pagamento. Il meccanismo è pensato per ridurre il contenzioso e favorire la compliance spontanea dei contribuenti.

La riforma prevede che i Comuni abbiano l’obbligo di emettere l’avviso bonario prima di procedere con la notifica degli avvisi di accertamento, almeno per le irregolarità di minor entità. Si tratta di una tutela importante, perché l’accertamento IMU porta con sé sanzioni ben più pesanti rispetto alla regolarizzazione spontanea.

Le sanzioni attuali per IMU e TARI: il quadro vigente

Per capire la portata della riforma, è utile ricordare come funziona oggi la disciplina sanzionatoria per i tributi locali. In caso di omesso o insufficiente versamento si applicano sanzioni che variano in base al comportamento del contribuente. Il ravvedimento operoso entro 14 giorni comporta una sanzione dello 0,0833% per giorno (aggiornata post D.Lgs. 87/2024); entro 30 giorni la sanzione è del 1,25%; entro 90 giorni dell’1,39%; entro 1 anno del 3,125%. In caso di accertamento pieno, la sanzione ordinaria era del 30% dell’importo non versato, ridotta al 25% con la riforma del D.Lgs. 87/2024 per violazioni commesse dal 1° settembre 2024.

Il ravvedimento operoso IMU consente già oggi di sanare spontaneamente la propria posizione con importi molto contenuti. La novità del 2027 è che, prima ancora che il contribuente debba attivarsi autonomamente, il Comune gli invierà un avviso che segnala l’irregolarità e indica come regolarizzare.

Cosa cambia per IMU e TARI dal 2027: le sanzioni ridotte

La riforma punta a introdurre un regime sanzionatorio più favorevole rispetto all’attuale, con sanzioni base inferiori rispetto al 25% previsto in caso di accertamento (sanzione già ridotta dal 30% originario con il D.Lgs. 87/2024). L’obiettivo è quello di allineare la disciplina dei tributi comunali alla logica della recente riforma delle sanzioni tributarie erariali.

Per la TARI, la riforma prevede un intervento specifico sulle sanzioni per omessa o infedele dichiarazione, spesso più frequenti rispetto all’IMU: la tassa sui rifiuti dipende da dichiarazioni del contribuente (superficie, categoria d’uso, ecc.) più soggette a errori involontari.

Le nuove aliquote sanzionatorie definitive saranno stabilite con il decreto attuativo, ma l’orientamento è quello di un abbassamento generalizzato che rende la regolarizzazione spontanea ancora più conveniente rispetto al rischio di subire un accertamento pieno. Per i proprietari di immobili e per chi paga la TARI ogni anno, la novità più concreta è questa: se si commette un errore nel versamento, ci sarà una seconda possibilità a costo ridotto prima che scatti la sanzione piena.

Quando entra in vigore e come prepararsi

La riforma delle sanzioni IMU e TARI è prevista per l’entrata in vigore dal 2027. I decreti attuativi devono ancora essere pubblicati, quindi i dettagli operativi (importi esatti delle sanzioni ridotte, modalità di notifica degli avvisi bonari, termini di risposta) saranno definiti nei prossimi mesi.

Nel frattempo, per chi ha pendenze relative a IMU e TARI degli anni precedenti, il consiglio è di non attendere la nuova normativa: il ravvedimento operoso è già disponibile e consente di regolarizzare pagando sanzioni molto ridotte. Più si aspetta, più la sanzione cresce.

Se non si è sicuri di aver pagato correttamente l’IMU sugli immobili di propria proprietà, o si hanno dubbi sulla superficie dichiarata per la TARI, è il momento giusto per verificare la propria posizione. Ricorda che le scadenze ordinarie 2026 per l’IMU sono il 16 giugno (acconto) e il 16 dicembre (saldo). L’CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti a verificare il corretto calcolo dell’IMU e a capire se la tua posizione è regolare, prima che arrivino comunicazioni dal Comune.

Domande frequenti

Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.


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Agosto 27, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-08-27 18:18:352026-08-27 18:20:26IMU e TARI, sanzioni soft dal 2027: avvisi bonari e multe ridotte prima del ravvedimento
CAF, IMU, TASI E MODELLO F24

Come si calcola l’IMU 2026: formula, moltiplicatori, aliquote e acconto del 16 giugno

calcolo imu CAF Udine

L’IMU 2026 (Imposta Municipale Propria) è uno degli adempimenti fiscali più attesi dell’anno: la prima rata, il cosiddetto acconto del 16 giugno 2026, si avvicina rapidamente e milioni di proprietari immobiliari devono sapere esattamente quanto versare. Ma come si calcola l’IMU? La formula può sembrare complicata a prima vista, eppure seguendo i passaggi giusti è assolutamente alla portata di tutti.

In questa guida troverai la formula IMU passo per passo, i moltiplicatori catastali per ogni tipo di immobile, le aliquote di riferimento 2026, e due esempi pratici di calcolo. Saprai anche come pagare con il modello F24 e quali immobili sono esenti.

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Che cos’è l’IMU e chi la deve pagare

L’IMU è l’Imposta Municipale Propria istituita dalla Legge 160/2019 (art. 1, commi 738–783). Si tratta di un’imposta patrimoniale locale che colpisce il possesso di immobili: fabbricati, aree edificabili e terreni agricoli situati in Italia.

Chi deve pagarla? Il soggetto passivo è chiunque possieda — a titolo di proprietà, usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi o superficie — un immobile in Italia. In caso di comproprietà, ciascun comproprietario versa la propria quota in proporzione alla quota di possesso. In caso di decesso del proprietario, gli eredi sono tenuti al pagamento fin dalla data di apertura della successione (questo vale anche in Friuli Venezia Giulia, dove l’intavolazione catastale non è automatica).

Chi NON la deve pagare? Il caso più importante è quello dell’abitazione principale non di lusso: se abiti nell’immobile di tua proprietà e non appartiene alle categorie catastali A/1, A/8 o A/9 (ville, castelli e abitazioni signorili), sei completamente esente IMU. Stessa esenzione per le pertinenze dell’abitazione principale (una per categoria: C/2, C/6, C/7). Sono inoltre esenti i terreni agricoli in zone montane o collinari classificate svantaggiate, e gli immobili di interesse culturale o artistico inagibili.

La formula IMU 2026: come si calcola passo per passo

La formula per calcolare l’IMU si compone di tre ingredienti fondamentali: la rendita catastale rivalutata, il moltiplicatore catastale e l’aliquota. Vediamoli uno per uno.

Formula IMU 2026

IMU = Rendita catastale × 1,05 × Moltiplicatore × Aliquota

Poi si divide per i mesi di possesso (se < 12) e per la quota di proprietà (se < 100%)

Analizziamo ogni termine:

  • Rendita catastale: il valore attribuito al tuo immobile dall’Agenzia delle Entrate. La trovi sulla visura catastale o sul sito dell’Agenzia delle Entrate inserendo i dati dell’immobile.
  • Rivalutazione del 5% (×1,05): per legge, la rendita catastale va sempre aumentata del 5% prima di qualsiasi altro calcolo. Se la tua rendita è 800 euro, la base di partenza diventa 840 euro.
  • Moltiplicatore catastale: un coefficiente fisso che varia in base alla categoria catastale dell’immobile (vedi tabella sotto). Per le abitazioni ordinarie (A/2, A/3, A/4, A/5, A/6, A/7) il moltiplicatore è 160, che incluso già nella rivalutazione del 5% porta al valore finale di 168.
  • Aliquota: la percentuale fissata dal Comune dove si trova l’immobile. Ogni Comune può scostarsi dall’aliquota base del 7,6 per mille (0,76%) entro i limiti di legge.

Tabella moltiplicatori catastali IMU 2026

Categoria catastaleTipologia immobileMoltiplicatore baseCon rivalutazione 5%
A (eccetto A/10), C/2, C/6, C/7Abitazioni, cantine, garages160168
A/10Uffici e studi privati8084
BCollegi, conventi, ospizi, scuole140147
C/1Negozi e botteghe5557,75
C/3, C/4, C/5Laboratori, stabilimenti, magazzini140147
D (eccetto D/5)Immobili industriali, alberghi, teatri6568,25
D/5Istituti di credito, cambio, assicurazione8084
Terreni agricoliReddito dominicale × 1,25135—

Nota: per i terreni agricoli la rivalutazione del 5% si applica al reddito dominicale, e poi si moltiplica per 135.

Aliquote IMU 2026: base e variazioni comunali

Le aliquote IMU 2026 sono stabilite annualmente da ciascun Comune entro i limiti fissati dalla Legge 160/2019. Se il Comune non delibera nuove aliquote entro i termini di legge, si applicano quelle dell’anno precedente. I limiti nazionali sono:

Tipologia immobileAliquota base (per mille)Minimo consentitoMassimo consentito
Fabbricati diversi dall’abitazione principale7,6 ‰ (0,76%)4,6 ‰11,4 ‰
Abitazione principale di lusso (A/1, A/8, A/9)4 ‰—6 ‰
Aree edificabili7,6 ‰—11,4 ‰
Terreni agricoli (zone non montane)7,6 ‰—11,4 ‰

Come verificare l’aliquota del tuo Comune? Il Dipartimento delle Finanze del MEF pubblica le delibere comunali sul portale www.finanze.gov.it nella sezione “Fiscalità locale – IMU”. In alternativa, consulta il sito del tuo Comune o contatta il CAF. L’aliquota deliberata per il 2026 deve essere pubblicata entro il 28 ottobre 2025 per essere applicabile all’acconto di giugno 2026; in assenza di delibera, si usa quella 2025.

Detrazione per abitazione principale di lusso: se la tua prima casa rientra nelle categorie A/1, A/8 o A/9, hai diritto a una detrazione fissa di 200 euro dall’IMU dovuta. L’imposta non può mai diventare negativa: se il calcolo dà un importo inferiore a 200 euro, l’IMU è pari a zero.

Esempi pratici di calcolo IMU 2026

Vediamo come funziona la formula con due scenari reali, usando le aliquote base del 7,6 per mille (come riferimento — verifica sempre quella del tuo Comune).

Esempio 1 — Appartamento A/3 in affitto (seconda casa)

Marco possiede un appartamento in categoria A/3 (abitazione di tipo economico) che affitta come seconda casa. La rendita catastale è di 450 euro. Il Comune ha deliberato l’aliquota standard del 7,6 per mille. Marco è proprietario al 100% e possiede l’immobile per tutti e 12 i mesi.

Passaggio 1 — Rivalutazione 5%:

450 × 1,05 = 472,50 euro

Passaggio 2 — Moltiplicatore A/3 (abitazioni):

472,50 × 160 = 75.600 euro (base imponibile)

Passaggio 3 — Applicazione aliquota 7,6‰:

75.600 × 0,0076 = 574,56 euro (IMU annuale)

Acconto 16 giugno 2026 (50%):

574,56 / 2 = 287,28 euro (arrotondato a 287 euro)

Esempio 2 — Garage C/6 di proprietà (pertinenza non collegata ad abitazione principale)

Giulia ha un garage in categoria C/6 con rendita catastale di 120 euro. Non è pertinenza dell’abitazione principale (che è in affitto), quindi è soggetto a IMU. Il Comune ha deliberato un’aliquota del 8,6 per mille per i fabbricati diversi dall’abitazione principale. Giulia è proprietaria al 50% (l’altra metà è del marito).

Passaggio 1 — Rivalutazione 5%:

120 × 1,05 = 126 euro

Passaggio 2 — Moltiplicatore C/6 (pertinenze/garages, stesso gruppo A):

126 × 160 = 20.160 euro (base imponibile)

Passaggio 3 — Applicazione aliquota 8,6‰:

20.160 × 0,0086 = 173,38 euro (IMU annuale piena)

Quota Giulia (50%):

173,38 × 0,50 = 86,69 euro

Acconto 16 giugno 2026 (50% della quota):

86,69 / 2 = 43,34 euro (arrotondato a 43 euro)

Arrotondamento: l’IMU si arrotonda all’euro per difetto se i centesimi sono inferiori a 0,50 e per eccesso se superiori o uguali a 0,50. Se l’importo dovuto è inferiore a 12 euro, non si versa (il Comune può alzare questa soglia minima).

Acconto IMU 16 giugno 2026: come funziona il calcolo a metà anno

L’IMU si paga in due rate:

  • Acconto: entro il 16 giugno 2026 (lunedì — la data non cade di sabato/domenica quindi rimane ferma)
  • Saldo: entro il 16 dicembre 2026

Come si calcola l’acconto? La regola generale è semplice: l’acconto è pari al 50% dell’IMU calcolata con le aliquote deliberate dal Comune per l’anno precedente (2025). Il saldo di dicembre è la differenza tra l’IMU totale dovuta per il 2026 (calcolata con le nuove aliquote, se modificate) e l’acconto già versato.

In pratica: se il tuo Comune non ha cambiato le aliquote dal 2025, l’acconto di giugno e il saldo di dicembre saranno entrambi il 50% dell’IMU annuale (cifre identiche). Se invece il Comune ha alzato o abbassato le aliquote per il 2026, la differenza emerge solo al saldo di dicembre.

Possesso per meno di 12 mesi: se hai acquistato l’immobile durante l’anno, l’IMU si calcola solo per i mesi effettivi di possesso. Il mese conta intero se il possesso dura almeno 15 giorni. Formula: IMU annuale × (mesi di possesso / 12). Ad esempio, se acquisti il 20 aprile 2026, il mese di aprile conta (15 o più giorni), e pagherai l’IMU per 9 mesi (aprile–dicembre). L’acconto di giugno coprirà i mesi gennaio–giugno calcolati sulla situazione 2025.

Puoi consultare anche il nostro articolo sulle scadenze fiscali di giugno 2026 per un calendario completo di tutti gli adempimenti del mese.

Come pagare l’IMU: modello F24 e codici tributo

Il pagamento dell’IMU avviene esclusivamente tramite modello F24, disponibile presso qualsiasi banca, ufficio postale, CAF o compilabile direttamente online sul sito dell’Agenzia delle Entrate (servizio F24 web) o tramite home banking.

Sezione da compilare: la sezione IMU e altri tributi locali. I campi principali sono: codice tributo, codice Comune (codice catastale a 4 caratteri), se si tratta di acconto o saldo, il numero di immobili, l’anno di riferimento e l’importo.

Tabella codici tributo IMU 2026

Codice tributoTipologia immobile
3912Abitazione principale e pertinenze (categorie A/1, A/8, A/9)
3918Altri fabbricati (seconda casa, affitti brevi, ecc.)
3913Fabbricati rurali strumentali
3914Terreni agricoli
3916Aree fabbricabili
3925Immobili categoria D — quota Stato
3930Immobili categoria D — quota Comune

Attenzione agli immobili di categoria D (capannoni, alberghi, centri commerciali): il gettito si divide tra Stato e Comune. La quota Stato (7,6 per mille, codice 3925) va alla colonna “importi a debito versati allo Stato”; la quota Comune (eventuale maggiorazione deliberata dal Comune, codice 3930) va alla colonna “Sezione IMU e altri tributi locali”. Se il Comune non ha deliberato aumenti, si versa solo la quota Stato.

Compensazione: l’IMU non può essere compensata con altri crediti fiscali (ad esempio crediti IRPEF) nel modello F24. Va versata per intero.

Esenzioni e casi speciali IMU 2026

Oltre all’esenzione per l’abitazione principale non di lusso, esistono altri casi in cui l’IMU non si deve o si riduce:

  • Immobili concessi in comodato d’uso gratuito a figli o genitori: riduzione del 50% della base imponibile, a condizione che il contratto sia registrato, il comodante non possieda altri immobili nello stesso Comune e abbia la residenza anagrafica nello stesso Comune.
  • Immobili locati con contratto a canone concordato: riduzione del 25% dell’IMU dovuta (non della base imponibile, ma dell’imposta calcolata).
  • Immobili inagibili o inabitabili: riduzione del 50% della base imponibile, previa dichiarazione del Comune o perizia giurata.
  • Immobili di interesse storico-artistico: riduzione del 50% della base imponibile (art. 10 D.Lgs. 42/2004).
  • Terreni agricoli in zone montane: esenzione totale per i terreni ubicati in Comuni montani o parzialmente montani indicati nella Circolare MEF del 14 giugno 1993.
  • IACP e cooperative edilizie a proprietà indivisa: esenzione per gli alloggi assegnati ai soci.

IMU e affitti brevi (Airbnb, case vacanze)

Un immobile destinato agli affitti brevi (Airbnb, Booking, ecc.) è considerato a tutti gli effetti una “seconda casa” ai fini IMU: si paga l’aliquota ordinaria deliberata dal Comune per i fabbricati diversi dall’abitazione principale. Non è possibile fruire delle riduzioni per canone concordato (riservate ai contratti a uso abitativo con affitti 4+4 anni o 3+2 anni a canone concordato).

IMU e coniugi con residenze separate

Dopo la sentenza della Corte Costituzionale n. 209/2022, in caso di coniugi con residenze anagrafiche in immobili diversi, l’esenzione per abitazione principale spetta a ciascun coniuge per il proprio immobile, purché entrambi vi risiedano effettivamente e abitualmente. Non è più necessario che la famiglia risieda nello stesso comune.

La dichiarazione IMU: quando si presenta

Il pagamento dell’IMU e la presentazione della dichiarazione IMU sono due adempimenti distinti. La dichiarazione non è obbligatoria ogni anno: va presentata solo quando si verificano variazioni che il Comune non può conoscere autonomamente dai dati in suo possesso. Ecco i casi principali:

  • Acquisto o vendita di un immobile (di solito il Comune lo viene a sapere dalla voltura catastale, ma è buona norma verificare)
  • Inizio o fine di un contratto di comodato d’uso gratuito
  • Inizio o fine di un contratto di locazione a canone concordato
  • Immobile dichiarato inagibile o inabitabile
  • Variazione di destinazione d’uso dell’immobile
  • Acquisizione per successione (specialmente in Friuli Venezia Giulia dove l’intavolazione nel Libro Fondiario non è automatica)

La scadenza per la dichiarazione IMU relativa all’anno 2025 è il 30 giugno 2026. Si presenta al Comune dove è situato l’immobile, utilizzando il modello approvato dal MEF con D.M. 29 luglio 2022.

In Friuli Venezia Giulia, dove vige il sistema tavolare, chi eredita un immobile deve prestare particolare attenzione: la variazione di proprietà nel Libro Fondiario non avviene automaticamente come nel catasto ordinario. Gli eredi sono soggetti passivi IMU fin dalla data di apertura della successione, anche prima che l’intavolazione sia completata. Il CAF Centro Fiscale di Udine, con la sua esperienza specifica nel sistema tavolare, può assisterti nella corretta gestione di questi adempimenti.

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Domande frequenti sul calcolo IMU 2026

Come trovo la rendita catastale del mio immobile?

La rendita catastale è indicata nella visura catastale, ottenibile gratuitamente sul sito dell’Agenzia delle Entrate (servizio “Consultazione Catasto” con SPID, CIE o CNS) oppure presso qualsiasi CAF o ufficio dell’Agenzia. In alternativa, si trova nell’atto notarile di acquisto dell’immobile.

Se ho acquistato casa a maggio 2026, pago l’acconto di giugno?

Dipende dalla data esatta. Se hai acquistato prima del 16 giugno 2026, in linea teorica dovresti versare l’acconto per i mesi di possesso nel 2026 (da aprile o maggio in poi). Tuttavia, poiché l’acconto si calcola sulla base delle aliquote 2025 e del 50% dell’IMU annuale, molti contribuenti che acquistano nel corso dell’anno preferiscono effettuare un unico versamento a saldo a dicembre. Questa scelta è possibile se non si ritiene di dover versare un acconto specifico: la legge non prevede sanzioni per chi versa tutta l’IMU di un nuovo acquisto nel saldo di dicembre, purché l’importo totale sia corretto. Consigliamo di verificare con il vostro CAF la situazione specifica.

L’IMU sulla seconda casa è detraibile in dichiarazione dei redditi?

No. L’IMU sugli immobili non è detraibile dall’IRPEF nel modello 730 o Redditi PF. Fa eccezione l’IMU pagata su immobili che producono reddito d’impresa (per gli imprenditori). L’IRPEF sui fabbricati non locati non è più dovuta dal 2022 (era già ridotta al 50% nel biennio 2020-2021), confermando che l’IMU è l’unica imposizione patrimoniale su questi immobili.

Cosa succede se non pago l’acconto IMU del 16 giugno?

Il mancato pagamento nei termini comporta sanzioni e interessi. È possibile regolarizzare spontaneamente tramite il ravvedimento operoso: entro 14 giorni dalla scadenza la sanzione è solo dell’1,5% (0,1% per giorno di ritardo fino a 14 gg); entro 30 giorni è del 3%. Più passa il tempo, più la sanzione aumenta. Prima di arrivare alle sanzioni d’ufficio (dal 30% in su), è sempre meglio regolarizzare autonomamente.

Il box auto è soggetto a IMU anche se è pertinenza dell’abitazione principale?

Se il box (categoria C/6) è pertinenza della tua abitazione principale non di lusso, è esente IMU come l’abitazione principale, ma solo entro il limite di una pertinenza per categoria catastale. Quindi se hai un solo box auto, è esente. Se ne hai due (entrambi C/6), uno è esente e l’altro paga l’IMU come fabbricato ordinario.

Come funziona il calcolo IMU per un immobile ereditato nel 2026?

Gli eredi diventano soggetti passivi IMU dalla data di apertura della successione (data del decesso). L’imposta si calcola in proporzione ai mesi di possesso successivi al decesso. Se la successione si è aperta, per esempio, il 10 marzo 2026, marzo conta intero (più di 15 giorni) e l’IMU annuale si moltiplica per 10/12. L’acconto di giugno 2026 va versato se ci si trova già in una posizione di possesso a quella data. In FVG, non aspettare il completamento dell’intavolazione: il debito IMU decorre dalla data del decesso.

Hai bisogno di aiuto con il calcolo IMU? Contatta il CAF

Il calcolo IMU 2026 non è difficile una volta compresa la formula, ma ci sono molte variabili che possono complicare la situazione: aliquote comunali aggiornate, comproprietà, immobili ereditati, comodati d’uso, riduzioni per affitti concordati. Se vuoi essere sicuro di pagare l’importo giusto — né troppo né troppo poco — il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione.

Il nostro team può verificare la tua situazione, calcolare con precisione l’IMU dovuta per ogni immobile, compilare il modello F24 e assicurarsi che tutte le esenzioni e riduzioni a cui hai diritto siano applicate correttamente.

Prenota una consulenza IMU al CAF Centro Fiscale

Sede: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine

Telefono: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121

Fonte normativa: Legge 27 dicembre 2019, n. 160 (Legge di Bilancio 2020), art. 1 commi 738–783; Dipartimento delle Finanze MEF – www.finanze.gov.it/it/fiscalita-locale/imposta-municipale-propria-imu/. Dati aggiornati a giugno 2026.

Giugno 4, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/imu.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-06-04 11:16:102026-06-04 11:24:08Come si calcola l’IMU 2026: formula, moltiplicatori, aliquote e acconto del 16 giugno
CAF, CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, IMU, TASI E MODELLO F24

IMU 2026 Pensionati: Acconto Giugno, Esenzioni e Casi Particolari

calcolo imu CAF Udine

L’IMU 2026 per pensionati ha l’acconto in scadenza martedì 16 giugno 2026: il pagamento riguarda chi possiede seconde case, fabbricati commerciali, terreni o aree edificabili. La prima casa di abitazione è esente (eccetto le categorie di lusso A/1, A/8, A/9), ma i pensionati AIRE residenti all’estero pagano il 50% dell’imposta sulla loro abitazione in Italia. In questa guida trovi scadenze, regole su prima casa e comodato, aliquote dei principali Comuni FVG, codici tributo F24 e suggerimenti su come gestire correttamente l’adempimento.

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Indice dei contenuti

  1. Scadenza acconto IMU 2026: 16 giugno
  2. IMU prima casa: quando si paga e quando no
  3. Pensionati AIRE all’estero: regola del 50%
  4. Comodato d’uso a parenti
  5. Casa affittata: aliquote e calcolo
  6. Come pagare: F24 e codici tributo
  7. Calcolo IMU al CAF Centro Fiscale
  8. Domande frequenti

Scadenza acconto IMU 2026: 16 giugno

L’acconto IMU 2026 deve essere versato entro martedì 16 giugno 2026. La quota da pagare è il 50% dell’imposta annua calcolata applicando le aliquote vigenti al 31 dicembre 2025. Il saldo si pagherà entro il 16 dicembre 2026, conteggiando eventuali variazioni di aliquota deliberate dai Comuni nei termini di legge.

Riepilogo scadenze IMU 2026:

  • 16 giugno 2026: acconto (50% dell’imposta annua)
  • 16 dicembre 2026: saldo (con eventuale conguaglio)
  • 30 giugno 2027: termine per la dichiarazione IMU 2026 (in caso di variazioni)

Per inquadrare l’IMU nel calendario complessivo dei pagamenti dei pensionati di giugno, leggi anche la nostra guida al pagamento delle pensioni di giugno 2026: trovi tutte le scadenze del mese in un unico posto.

IMU prima casa: quando si paga e quando no

La regola generale dal 2014 è chiara: la prima casa di abitazione con relative pertinenze è esente da IMU. Per “prima casa” si intende l’unità immobiliare in cui il proprietario e il suo nucleo familiare hanno la residenza anagrafica e dimorano abitualmente.

Pertinenze esenti: massimo una per categoria catastale C/2 (cantine, soffitte), C/6 (box auto, posti auto), C/7 (tettoie). Se si possiedono più pertinenze della stessa categoria, l’IMU si paga su quelle eccedenti.

Eccezioni: case di lusso

L’esenzione non si applica alle abitazioni accatastate nelle categorie:

  • A/1: abitazioni di tipo signorile
  • A/8: abitazioni in ville
  • A/9: castelli e palazzi di pregio

Per queste tipologie, la prima casa è soggetta a IMU con aliquota base ridotta dello 0,5% (con possibilità per i Comuni di aumentare fino allo 0,6%) e una detrazione di 200 €.

Coniugi separati

In caso di separazione legale, l’esenzione IMU spetta al coniuge assegnatario della casa coniugale, anche se non è proprietario o lo è solo in parte. Il coniuge non assegnatario non paga l’IMU su quella casa, anche se ha quote di proprietà.

Pensionati AIRE all’estero: regola del 50%

Una novità rilevante per molti pensionati italiani residenti all’estero (iscritti AIRE) è la riduzione del 50% dell’IMU sull’abitazione in Italia, prevista dalla Legge di Bilancio 2021. La regola è confermata anche per il 2026.

Requisiti per beneficiare del 50%:

  • Essere iscritti all’AIRE (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero)
  • Essere titolari di pensione estera maturata in regime di convenzione internazionale
  • Possedere in Italia una sola unità immobiliare ad uso abitativo
  • L’immobile non deve essere locato né concesso in comodato

Esempio: Giorgio è un pensionato italiano residente in Germania, iscritto AIRE, percepisce pensione tedesca. Possiede una casa a Udine: paga il 50% dell’IMU normalmente dovuta. Stesso discorso per TARI (Tassa Rifiuti), che è ridotta a 1/3.

Comodato d’uso a parenti

Se concedi una seconda casa in comodato d’uso gratuito a un parente di primo grado (genitore o figlio), puoi beneficiare di una riduzione del 50% della base imponibile IMU, dimezzando di fatto l’imposta dovuta.

Condizioni per il comodato agevolato:

  • Contratto di comodato registrato all’Agenzia delle Entrate
  • Comodatario residente nello stesso Comune dell’immobile
  • Comodatario possessore di una sola altra abitazione (non di lusso) sul territorio nazionale
  • Comodante (proprietario) con un solo altro immobile abitativo sul territorio
  • Immobile non di categoria A/1, A/8, A/9

Il pensionato che concede in comodato la casa al figlio, e che a sua volta vive nella propria prima casa, può quindi pagare metà IMU sull’immobile dato in comodato. È una soluzione frequente per i genitori che aiutano i figli a costruire una stabilità abitativa.

Casa affittata: aliquote e calcolo

Se la seconda casa viene affittata, l’IMU si paga interamente, ma con aliquote differenziate stabilite dai Comuni. Vediamo le aliquote di alcuni Comuni di riferimento del Friuli Venezia Giulia (valori indicativi 2026).

ComuneSeconde case (‰)Affitto canone concordato (‰)Aree edificabili (‰)
Udine10,67,610,6
Pordenone9,87,69,8
Trieste10,68,610,6
Codroipo (UD)10,67,610,6

Esempio di calcolo: seconda casa a Udine, rendita catastale 600 €. La base imponibile IMU si ottiene rivalutando la rendita del 5% e moltiplicando per 160 (coefficiente per categoria A): 600 × 1,05 × 160 = 100.800 €.

  • IMU annua a 10,6 ‰: 100.800 × 0,0106 = 1.068,48 €
  • Acconto giugno (50%): 534,24 €
  • Saldo dicembre (50%): 534,24 €

Importante: per i contratti di affitto a canone concordato (legge 431/98), molti Comuni applicano un’aliquota agevolata. Verifica sempre con il sito ufficiale del tuo Comune o richiedi il calcolo al CAF.

Come pagare: F24 e codici tributo

Il pagamento dell’IMU si effettua tramite modello F24, sezione “IMU e altri tributi locali”. I codici tributo da utilizzare sono:

Codice tributoDescrizione
3912IMU abitazione principale di lusso (A/1, A/8, A/9)
3914IMU terreni
3916IMU aree fabbricabili
3918IMU altri fabbricati (seconde case)
3925IMU fabbricati uso strumentale (capannoni, opifici)

Dove pagare l’F24:

  • Banche e Poste con servizio F24 cartaceo
  • Home banking (modello F24 telematico)
  • Servizio “F24 web” sul sito Agenzia delle Entrate
  • Tramite intermediario (CAF, commercialista)

Per importi superiori a 1.000 € il pagamento può avvenire solo in modalità telematica (no F24 cartaceo allo sportello). Per i pensionati che non utilizzano l’home banking, il CAF Centro Fiscale esegue il pagamento via canale telematico per loro conto.

Calcolo IMU 2026 al CAF Centro Fiscale

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio completo di calcolo IMU 2026 per pensionati e proprietari di immobili:

  • Verifica visure catastali e individuazione corretta dell’aliquota
  • Calcolo IMU per ogni unità immobiliare
  • Predisposizione del modello F24 (acconto e saldo)
  • Pagamento telematico per conto del cliente (per importi >1.000 €)
  • Predisposizione della dichiarazione IMU per casi particolari (eredità, comodati, ristrutturazioni)
  • Verifica avvisi di accertamento ricevuti dal Comune

Il servizio ha tariffe convenzionate per i clienti CAF e Patronato. Conviene prenotare con qualche giorno di anticipo rispetto alla scadenza del 16 giugno.

Calcolo IMU al CAF Centro Fiscale di Udine

Calcolo IMU 2026, predisposizione F24 e pagamento telematico. Servizio per tutte le tipologie di immobile.

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Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande frequenti

Quando si paga l’acconto IMU 2026?

L’acconto IMU 2026 va versato entro martedì 16 giugno 2026, pari al 50% dell’imposta annua calcolata con le aliquote vigenti al 31 dicembre 2025. Il saldo si paga entro il 16 dicembre 2026.

I pensionati pagano l’IMU sulla prima casa?

No, salvo che l’abitazione sia di lusso (categorie A/1, A/8, A/9). Per la prima casa di lusso si paga IMU con aliquota base dello 0,5% e detrazione di 200 €.

Pensionati italiani all’estero: quanto pagano di IMU?

I pensionati AIRE titolari di pensione estera che possiedono una sola abitazione in Italia (non locata né in comodato) pagano l’IMU ridotta al 50%. La TARI è ridotta a 1/3.

Posso dimezzare l’IMU dando casa in comodato a mio figlio?

Sì, con un contratto di comodato registrato e rispetto delle condizioni: stesso Comune, comodatario con al massimo un’altra abitazione, comodante con al massimo due immobili abitativi totali, immobile non di lusso.

Quale codice tributo per IMU seconde case?

Il codice tributo F24 per IMU seconde case (e in generale “altri fabbricati”) è 3918. Per terreni agricoli si usa il 3914, per aree edificabili il 3916.

Cosa succede se pago l’IMU in ritardo?

Si applica il ravvedimento operoso con sanzioni ridotte: 0,1% per giorno di ritardo nei primi 14 giorni, poi 1,5% entro 30 giorni, 1,67% entro 90 giorni, fino al 3,75% entro un anno. Più gli interessi legali.

Maggio 25, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/imu.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-25 08:00:002026-05-31 17:44:52IMU 2026 Pensionati: Acconto Giugno, Esenzioni e Casi Particolari
IMU, TASI E MODELLO F24

Tributi locali tra modifiche attuate e prospettive di riforma

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Il sistema dei tributi locali in Italia sta vivendo una stagione di profondo cambiamento. Tra modifiche già attuate con la riforma fiscale (Legge delega n. 111/2023) e prospettive di riforma ancora aperte, l’intero impianto delle entrate comunali e regionali e sotto la lente del legislatore. IMU, TARI, addizionali IRPEF, imposta di soggiorno e canone unico patrimoniale: ognuno di questi tributi e oggi al centro di un dibattito che intreccia esigenze di gettito, semplificazione amministrativa e tutela del contribuente.

In questa guida aggiornata al 2026 analizziamo lo stato dell’arte: cosa è già cambiato, cosa sta per cambiare e quali sono i nodi ancora da sciogliere. Un quadro indispensabile per cittadini, professionisti, amministratori e operatori CAF che ogni giorno si confrontano con la fiscalità locale.

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Indice dei contenuti

  1. Il quadro generale dei tributi locali nel 2026
  2. IMU 2026: aliquote, scadenze e novità
  3. TARI 2026: il nuovo metodo ARERA (MTR-2)
  4. Addizionale comunale e regionale IRPEF
  5. Imposta di soggiorno: novità 2026
  6. Canone unico patrimoniale (ex TOSAP/COSAP)
  7. La riforma fiscale dei tributi locali (L. 111/2023)
  8. Prospettive: super-IMU, IRPEF locale e nuova riscossione
  9. Tabella riassuntiva scadenze 2026
  10. Caso pratico: calcolo IMU + TARI per famiglia tipo
  11. Domande frequenti

Il quadro generale dei tributi locali nel 2026

I tributi locali rappresentano la principale fonte di finanziamento autonomo di Comuni, Province e Regioni. Secondo i dati IFEL-ANCI relativi all’ultimo monitoraggio della finanza locale, le entrate tributarie comunali superano i 40 miliardi di euro annui, con IMU e TARI che insieme coprono oltre il 60% del gettito.

I principali tributi locali vigenti nel 2026 sono:

  • IMU (Imposta Municipale Propria) – L. 160/2019 art. 1 c. 738-783
  • TARI (Tassa sui Rifiuti) – L. 147/2013 art. 1 c. 639 e ss.
  • Addizionale comunale IRPEF – D.Lgs. 360/1998
  • Addizionale regionale IRPEF – D.Lgs. 446/1997 art. 50
  • Imposta di soggiorno – D.Lgs. 23/2011 art. 4
  • Canone unico patrimoniale – L. 160/2019 art. 1 c. 816-836 (ha sostituito TOSAP, COSAP, ICP, CIMP)
  • IRAP (per le Regioni) – D.Lgs. 446/1997
  • IPT (Imposta Provinciale di Trascrizione)
  • RC Auto provinciale

L’asse portante della riforma fiscale 2023-2026 e la Legge delega 9 agosto 2023, n. 111, pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 189 del 14 agosto 2023. L’articolo 14 della legge delega contiene i principi e i criteri direttivi specifici per i tributi regionali e locali. I decreti attuativi sono in corso di emanazione e quelli relativi alla riscossione hanno trovato concretizzazione nel D.Lgs. 29 luglio 2024, n. 110.

IMU 2026: aliquote, scadenze e novità

L’IMU resta il tributo locale per eccellenza e nel 2026 conferma il suo impianto consolidato con la Legge 160/2019 (commi 738-783). Si tratta di un’imposta patrimoniale dovuta da proprietari di immobili (e titolari di diritti reali) sul valore catastale rivalutato moltiplicato per i coefficienti di legge.

Aliquote IMU 2026

Tipologia immobileAliquota baseAliquota massima comunale
Fabbricati ordinari (no abit. principale)0,86%1,14% (con maggiorazione 0,08%)
Abitazione principale lusso (A/1, A/8, A/9)0,50%0,60%
Fabbricati rurali strumentali0,10%azzerabile dai Comuni
Immobili categoria D0,86% (quota Stato 0,76%)1,06%
Terreni agricoli (non esenti)0,76%1,06%
Aree fabbricabili0,86%1,06%

Scadenze IMU 2026

  • Acconto IMU 2026: 16 giugno 2026 (50% imposta annua calcolata con aliquote 2025)
  • Saldo IMU 2026: 16 dicembre 2026 (conguaglio sulla base delle aliquote deliberate dal Comune per il 2026)
  • Dichiarazione IMU 2026: entro il 30 giugno 2027 per le variazioni intervenute nel 2026

Esenzioni e principali agevolazioni

  • Abitazione principale non di lusso: esente
  • Terreni agricoli ubicati in Comuni montani e parzialmente montani (circolare MEF n. 9/1993): esenti
  • Coltivatori diretti e IAP iscritti alla previdenza agricola: esenti per i terreni di loro proprietà
  • Immobili in comodato gratuito a genitori/figli: riduzione 50% base imponibile (con condizioni)
  • Immobili a canone concordato (L. 431/1998): riduzione 25% dell’imposta
  • Pensionati esteri (AIRE) titolari di pensione estera: nel 2026 non e prevista la riduzione del 50% (abrogata dal 2023)

Codici tributo F24 per IMU

  • 3912 – Abitazione principale (categorie di lusso)
  • 3913 – Fabbricati rurali strumentali
  • 3914 – Terreni agricoli
  • 3916 – Aree fabbricabili
  • 3918 – Altri fabbricati
  • 3925 – Immobili categoria D (quota Stato)
  • 3930 – Immobili categoria D (quota Comune)

Novità IMU 2026

Tra le novità rilevanti per il 2026 segnaliamo l’obbligo per i Comuni di pubblicare le delibere sulle aliquote IMU entro il 14 ottobre 2026 sul Portale del Federalismo Fiscale del MEF, con efficacia retroattiva al 1° gennaio. Se la delibera non viene pubblicata entro tale termine, si applicano le aliquote dell’anno precedente. Resta confermato anche l’obbligo di compilazione del prospetto delle aliquote secondo il decreto MEF 7 luglio 2023, requisito sostanziale per la validita della delibera.

TARI 2026: il nuovo metodo ARERA (MTR-2)

La TARI (Tassa sui Rifiuti) finanzia integralmente il servizio di gestione dei rifiuti urbani. Dal 2020 e l’ARERA (Autorita di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) a fissare il Metodo Tariffario Rifiuti. Nel 2026 e pienamente operativo il MTR-2 (Metodo Tariffario per il secondo periodo regolatorio 2022-2025, con proroga e aggiornamento al 2026 ai sensi della deliberazione ARERA 389/2023/R/rif).

Cos’e il MTR-2 e cosa cambia

  • PEF (Piano Economico Finanziario) pluriennale: l’ente territorialmente competente (di norma l’Ente di Governo dell’Ambito – EGA) approva un PEF su base pluriennale
  • Limite alla crescita tariffaria: parametro di contenimento basato su inflazione + recupero produttivita + qualita
  • Qualita del servizio: con la deliberazione ARERA 15/2022/R/rif (TQRIF) sono fissati standard qualitativi vincolanti su reclami, sportello, raccolta
  • Trasparenza tariffaria: con la deliberazione 444/2019/R/rif sono obbligatori contenuti minimi del documento di riscossione (avviso TARI)

Calcolo TARI: parte fissa e parte variabile

La TARI si compone di:

  • Parte fissa: copre costi del servizio (spazzamento, lavaggio strade, costi generali). Parametro: superficie calpestabile in mq.
  • Parte variabile: copre costi di raccolta e smaltimento. Parametro: numero componenti nucleo familiare (utenze domestiche) o coefficienti potenziali di produzione (utenze non domestiche)
  • Tributo provinciale: 5% (modificabile dalla Provincia, da 1% a 5%) della TARI base, art. 19 D.Lgs. 504/1992

Scadenze TARI 2026

Le scadenze TARI non sono fissate per legge a livello nazionale: ogni Comune (con regolamento) decide il numero e la cadenza delle rate. Tipicamente si articolano in 2-4 rate con prima scadenza tra aprile e maggio e ultima a novembre/dicembre 2026. La normativa nazionale (art. 15-bis D.L. 34/2019) impone almeno due rate annuali a scadenza semestrale.

Riduzioni TARI ricorrenti

  • Compostaggio domestico: riduzione fino al 30% della parte variabile
  • Abitazione tenuta a disposizione (non residenza): riduzione a quota fissa unica (varia per Comune)
  • Distanza dal punto di raccolta > 1 km: riduzione tra 30% e 60%
  • Famiglie disagiate (bonus sociale rifiuti): introdotto con DPCM 21/2023, riconosciuto in automatico tramite ISEE entro la soglia stabilita

Bonus sociale rifiuti 2026

Il bonus sociale rifiuti e riconosciuto in automatico ai nuclei familiari con ISEE non superiore a 9.530 euro (o 20.000 euro con almeno 4 figli a carico). L’agevolazione consiste in una riduzione tariffaria del 25% ed e gestita dal SGAte (Sistema di Gestione delle Agevolazioni sulle Tariffe Energetiche) integrato con ARERA. Per riceverlo basta presentare la DSU ISEE aggiornata: i CAF come Centro Fiscale di Udine seguono la procedura completa.

Addizionale comunale e regionale IRPEF

Le addizionali IRPEF (comunale e regionale) costituiscono una quota di prelievo aggiuntiva sul reddito complessivo IRPEF di residenti in un determinato territorio. Sono dovute da tutti i contribuenti tenuti a presentare la dichiarazione dei redditi o titolari di reddito di lavoro dipendente/pensione (trattenuta direttamente dal sostituto d’imposta).

Addizionale regionale IRPEF 2026

  • Aliquota base: 1,23% (D.Lgs. 446/1997 art. 50)
  • Aliquota massima: 3,33% (sino al 2026), con possibilita di differenziazione per scaglioni
  • Friuli Venezia Giulia: aliquota ridotta per i redditi piu bassi (variabile per scaglione), 1,23% sugli scaglioni superiori, secondo legge regionale di stabilita aggiornata annualmente

La Legge di Bilancio 2024 (L. 213/2023, art. 1 c. 7-bis) ha introdotto il riallineamento degli scaglioni dell’addizionale regionale ai nuovi scaglioni IRPEF nazionali (3 scaglioni: 23%, 35%, 43%). Le Regioni hanno tempo fino al 15 maggio 2026 per allineare le proprie aliquote agli scaglioni nazionali, pena il ricorso allo scaglione di salvaguardia.

Addizionale comunale IRPEF 2026

  • Aliquota massima: 0,8% (D.Lgs. 360/1998 art. 1 c. 3-bis)
  • Soglia esenzione: i Comuni possono stabilire una soglia di reddito al di sotto della quale l’addizionale non si applica
  • Acconto: 30% dell’addizionale dovuta sull’anno precedente, versato entro il termine del saldo IRPEF (30 giugno o 16 luglio con maggiorazione 0,40%)
  • Saldo: versato in 9 rate da marzo a novembre dell’anno successivo (per dipendenti e pensionati)

Codici tributo F24 addizionali

  • 3801 – Addizionale regionale (autoliquidazione)
  • 3844 – Addizionale comunale (saldo)
  • 3843 – Addizionale comunale (acconto)

Imposta di soggiorno: novità 2026

L’imposta di soggiorno e disciplinata dall’art. 4 del D.Lgs. 23/2011. Possono istituirla i Comuni capoluogo di Provincia, le Unioni di Comuni e i Comuni inclusi negli elenchi regionali delle localita turistiche o citta d’arte. L’importo varia tra 0 e 5 euro per persona/notte, modulato in base alla categoria della struttura ricettiva.

Comuni con tassi più elevati nel 2026

I Comuni a maggior pressione turistica (Roma, Venezia, Firenze, Milano) hanno strutturato tariffe articolate fino al massimale di 5 euro/notte per le strutture di lusso (con maggiorazioni straordinarie a Roma per il Giubileo 2025 e per Venezia con il contributo di accesso di 5 euro/giorno per turisti pendolari (in via sperimentale), introdotto con deliberazione del Consiglio Comunale n. 11/2024 e confermato nel 2026).

Obblighi del gestore della struttura

  • Riscossione: il gestore della struttura agisce come responsabile d’imposta (D.L. 34/2020, art. 180)
  • Dichiarazione: presentazione telematica entro il 30 giugno dell’anno successivo (Modello 21)
  • Versamento: solitamente trimestrale o quadrimestrale, varia per Comune
  • Sanzioni: in caso di omessa riscossione, sanzione amministrativa pari al 30% dell’imposta non versata (art. 13 D.Lgs. 471/1997)

Riforma in corso: ipotesi tetti differenziati

Nell’ambito della riforma fiscale e in discussione l’introduzione di tetti massimi differenziati per categoria di Comune (con un range fino a 25 euro/notte per le citta ad altissima pressione turistica) e l’obbligo di destinazione vincolata del gettito a infrastrutture turistiche, mobilita sostenibile e tutela del patrimonio. Il decreto attuativo e atteso entro fine 2026 secondo il calendario indicato dal MEF.

Canone unico patrimoniale (ex TOSAP/COSAP)

Il canone unico patrimoniale, introdotto dall’art. 1 c. 816-836 della Legge 160/2019 e operativo dal 1° gennaio 2021, ha unificato in un unico prelievo:

  • TOSAP (Tassa per l’Occupazione di Spazi e Aree Pubbliche)
  • COSAP (Canone per l’Occupazione di Spazi e Aree Pubbliche)
  • Imposta Comunale sulla Pubblicita (ICP)
  • Canone per l’Installazione dei Mezzi Pubblicitari (CIMP)
  • Canone per le concessioni nei mercati (canone mercatale)

Chi paga il canone unico

Sono soggetti al canone unico:

  • Esercenti che occupano suolo pubblico (dehors, plateatici, tavolini, espositori)
  • Soggetti che effettuano scavi su suolo pubblico (utility, telecom)
  • Soggetti che installano insegne, manifesti, cartelloni pubblicitari
  • Operatori dei mercati e fiere
  • Operatori delle attivita ambulanti

Tariffe e modalita di calcolo

Le tariffe del canone unico sono stabilite con regolamento comunale e si articolano in:

  • Tariffa standard annua: parametrata in euro/mq per le occupazioni permanenti
  • Tariffa standard giornaliera: per occupazioni temporanee (mercati, eventi)
  • Coefficiente di valutazione economica della disponibilita del bene pubblico
  • Coefficiente di tipologia di attivita svolta

Per il 2026, secondo i dati IFEL aggiornati, le tariffe medie comunali oscillano tra 30 e 70 euro/mq/anno per occupazioni permanenti in zone centrali di Comuni capoluogo, con maggiorazioni per le aree di pregio storico-artistico.

La riforma fiscale dei tributi locali (L. 111/2023)

La Legge delega 9 agosto 2023, n. 111 (Delega al Governo per la riforma fiscale) all’articolo 14 contiene principi e criteri direttivi per la riforma dei tributi regionali, provinciali e comunali. Il termine per l’esercizio della delega e stato prorogato dalla Legge 213/2023 (Legge di Bilancio 2024) e successivamente esteso.

Principi guida della riforma

  • Semplificazione e razionalizzazione del sistema dei tributi locali, con accorpamento di prelievi sovrapposti
  • Maggiore autonomia tributaria degli enti locali nel rispetto della Costituzione
  • Codificazione in un unico Testo Unico dei tributi locali, da emanarsi nei prossimi anni
  • Tutela del contribuente con riduzione degli adempimenti e contenzioso
  • Razionalizzazione del catasto (rinviata a successiva riforma)
  • Riforma della riscossione locale (gia attuata in parte dal D.Lgs. 110/2024)

Decreti attuativi gia emanati o in cantiere

  • D.Lgs. 209/2023: Fiscalita internazionale
  • D.Lgs. 219/2023: Statuto del contribuente
  • D.Lgs. 220/2023: Contenzioso tributario
  • D.Lgs. 110/2024: Riforma della riscossione (incluso il riordino dell’agente nazionale)
  • Decreto attuativo tributi locali: in fase di approvazione finale presso il Consiglio dei Ministri

Cosa cambia subito per i contribuenti

Sebbene il Testo Unico dei tributi locali sia ancora in itinere, alcune modifiche operative sono gia state attuate:

  • Dilazione fino a 84 rate per debiti tributari locali iscritti a ruolo e affidati ad Agenzia delle Entrate-Riscossione (D.Lgs. 110/2024)
  • Termine unico per il versamento delle entrate locali con F24
  • Riduzione termini di prescrizione per alcuni tributi accessori
  • Maggiore trasparenza degli atti di accertamento
  • Compensazione automatica tra debiti e crediti dello stesso ente

Prospettive: super-IMU, IRPEF locale e nuova riscossione

Sul tavolo della riforma fiscale ci sono ancora diverse ipotesi che potrebbero cambiare radicalmente il volto dei tributi locali nei prossimi anni:

1. Super-IMU (o IMU unica)

Si tratta dell’ipotesi – allo studio in sede tecnica – di accorpare in un unico prelievo immobiliare l’IMU e l’eventuale residuo di altri prelievi su immobili (con la possibile inclusione di una quota TARI per la parte fissa). L’obiettivo dichiarato sarebbe la semplificazione della tassazione patrimoniale con un unico avviso bonario annuale. La proposta e oggetto di confronto con ANCI e IFEL e non ha ancora forma di disegno di legge.

2. IRPEF locale unificata

Alcuni studi tecnici (Banca d’Italia, Ufficio Parlamentare di Bilancio) hanno proposto l’unificazione delle due addizionali IRPEF (comunale e regionale) in un’unica “sovrimposta locale”, semplificando il calcolo per il contribuente e razionalizzando la riscossione. Si tratta tuttavia di un’ipotesi tecnica, non ancora tradotta in atti normativi.

3. Nuova riscossione enti locali

Il D.Lgs. 110/2024 ha gettato le basi per un sistema di riscossione piu efficiente. Sono attesi ulteriori decreti correttivi nel 2026 per:

  • Discarico automatico dopo 5 anni delle cartelle non riscosse (in via sperimentale gia avviato)
  • Sistema unico di gestione delle entrate locali tramite piattaforma nazionale
  • Strumenti deflattivi potenziati (accertamento con adesione, conciliazione)
  • Notifica digitale obbligatoria tramite SEND (Servizio Notifiche Digitali) per privati che hanno aderito

4. Riforma del catasto

La riforma del catasto, pilastro storico della tassazione immobiliare, e stata rinviata a successivi interventi normativi. Resta tuttavia un nodo aperto: gli attuali valori catastali sono in molti casi disallineati rispetto ai valori di mercato. Una loro revisione comporterebbe effetti significativi su IMU, imposte di registro, ipotecaria, catastale, ISEE e altre prestazioni assistenziali.

Tabella riassuntiva scadenze 2026

TributoAdempimentoScadenza 2026
IMUAcconto16 giugno 2026
IMUSaldo16 dicembre 2026
IMUDichiarazione variazioni 202530 giugno 2026
TARIRate (variabili per Comune)2-4 rate aprile-dicembre 2026
Addizionale comunale IRPEFAcconto 30% (autonomi)30 giugno 2026 (o 16 luglio +0,40%)
Addizionale regionale IRPEFSaldo (autonomi)30 giugno 2026
Imposta di soggiornoDichiarazione annuale30 giugno 2026 (per anno 2025)
Canone unicoVersamento (variabile per Comune)31 marzo 2026 (in linea di massima)
Delibere comunali aliquotePubblicazione MEF14 ottobre 2026

Caso pratico: calcolo IMU + TARI per famiglia tipo

Scenario: famiglia di 4 componenti residente a Udine, proprietaria della prima casa (categoria A/3, rendita catastale 600 euro) e di una seconda casa al mare (A/3, rendita 450 euro), entrambe in Friuli Venezia Giulia.

IMU prima casa (Udine)

L’abitazione principale categoria A/3 e esente IMU (non e di lusso). IMU dovuta: 0 euro.

IMU seconda casa

  • Base imponibile: 450 × 1,05 (rivalutazione) × 160 (coeff. A/3) = 75.600 euro
  • Aliquota Comune (ipotesi 1,06%): 75.600 × 1,06% = 801,36 euro
  • Acconto 16/06/2026 (50%): 400,68 euro
  • Saldo 16/12/2026 (50%): 400,68 euro

TARI prima casa (Udine, ipotesi 90 mq)

  • Parte fissa: 90 mq × tariffa fissa 1,15 euro/mq = 103,50 euro
  • Parte variabile (4 componenti): 235,00 euro (tariffa indicativa)
  • Totale TARI base: 338,50 euro
  • Tributo provinciale 5%: 16,93 euro
  • TARI 2026 totale: circa 355,43 euro

Addizionali IRPEF (ipotesi reddito complessivo 30.000 euro)

  • Addizionale regionale FVG (aliquota 1,23%): 30.000 × 1,23% = 369,00 euro
  • Addizionale comunale Udine (aliquota 0,8% ipotetica): 30.000 × 0,8% = 240,00 euro

TOTALE tributi locali stimato per la famiglia: circa 1.765 euro/anno. Si ricordi che le aliquote sono indicative: per il calcolo reale sono necessarie le delibere comunali aggiornate (pubblicate sul Portale del Federalismo Fiscale del MEF).

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Domande frequenti

1. Quando scadono IMU e TARI nel 2026?

L’acconto IMU scade il 16 giugno 2026 e il saldo il 16 dicembre 2026. La TARI non ha scadenze fisse nazionali: dipende dal regolamento comunale, con almeno due rate semestrali (D.L. 34/2019).

2. Cosa cambia con la riforma fiscale dei tributi locali?

La Legge delega 111/2023 e i decreti attuativi (D.Lgs. 110/2024 per la riscossione) introducono semplificazione, dilazione fino a 84 rate, termine unico di versamento con F24 e maggiore trasparenza degli atti. Il Testo Unico dei tributi locali e in fase di approvazione.

3. L’abitazione principale paga IMU nel 2026?

No, l’abitazione principale non di lusso (cioe diversa dalle categorie A/1, A/8, A/9) e esente IMU. Per gli immobili A/1, A/8, A/9 si applica l’aliquota base dello 0,50% (modificabile dai Comuni fino allo 0,60%) con detrazione di 200 euro.

4. Cos’e il MTR-2 e cosa cambia per la TARI?

Il MTR-2 e il Metodo Tariffario Rifiuti definito da ARERA che disciplina la determinazione della TARI nel periodo 2022-2025, con proroga al 2026 (Deliberazione ARERA 389/2023/R/rif). Introduce PEF pluriennale, limiti alla crescita tariffaria e standard di qualita del servizio (TQRIF, Delibera 15/2022/R/rif).

5. Si possono dilazionare i debiti per tributi locali?

Si. Con il D.Lgs. 110/2024 e possibile chiedere la dilazione fino a 84 rate mensili (7 anni) per debiti tributari locali iscritti a ruolo e affidati ad Agenzia delle Entrate-Riscossione, in linea con le nuove regole della riscossione nazionale. La rateazione e concessa in via amministrativa, senza necessita di documentare la difficolta economica fino a soglie definite.

6. Cos’e il canone unico patrimoniale e chi lo paga?

Il canone unico patrimoniale (L. 160/2019 c. 816-836) ha sostituito dal 2021 TOSAP, COSAP, ICP e CIMP. E dovuto da chi occupa suolo pubblico (dehors, plateatici, scavi), installa pubblicita (insegne, cartelloni) o opera nei mercati.

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Fonti normative e ufficiali consultate: Legge 160/2019; Legge 147/2013; Legge 111/2023 (Gazz. Uff. n. 189/2023); D.Lgs. 110/2024; D.Lgs. 446/1997; D.Lgs. 360/1998; D.Lgs. 23/2011; Deliberazione ARERA 389/2023/R/rif; Deliberazione ARERA 15/2022/R/rif; Deliberazione ARERA 444/2019/R/rif; Portale del Federalismo Fiscale MEF (finanze.gov.it); IFEL-ANCI (fondazioneifel.it); circolare MEF n. 9/1993.

Maggio 22, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/12/imu.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-22 18:44:562026-05-31 17:46:21Tributi locali tra modifiche attuate e prospettive di riforma
IMU, TASI E MODELLO F24

Dichiarazione IMU 2026 entro il 30 giugno: Guida Completa

calcolo imu CAF Udine

La dichiarazione IMU rappresenta uno degli adempimenti più sottovalutati dai contribuenti italiani, ma anche uno dei più pericolosi quando viene omesso. Entro il 30 giugno 2026 chi possiede immobili soggetti all’Imposta Municipale Propria deve verificare se rientra nei casi di obbligo dichiarativo per le variazioni intervenute durante il 2025. Si tratta di una scadenza fissata dall’articolo 1, comma 769, della Legge 160/2019, che molti proprietari ignorano fino al ricevimento di un avviso di accertamento.

In questa guida completa il CAF Centro Fiscale di Udine spiega chi deve presentare la dichiarazione IMU 2026, quali sono i casi obbligatori, come si compila il modello, quali sanzioni si rischiano in caso di omissione e come gestire correttamente l’adempimento. Vedremo anche le particolarità del sistema tavolare del Friuli Venezia Giulia, che rende la dichiarazione IMU ancora più delicata per chi possiede immobili in regione.

La dichiarazione IMU entro il 30 giugno non è un’imposta da pagare, ma una comunicazione formale al Comune competente che certifica situazioni rilevanti ai fini del tributo. Capire quando è obbligatoria e quando invece non serve è il primo passo per evitare errori costosi.

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Indice dei contenuti

  1. Cos’è la dichiarazione IMU e a cosa serve
  2. Scadenza dichiarazione IMU 2026: il 30 giugno
  3. Chi deve presentare la dichiarazione IMU
  4. I casi di obbligo dichiarativo
  5. Modello dichiarazione IMU 2026
  6. Come si compila il modello
  7. Modalità di presentazione e trasmissione
  8. Codici tributo IMU per il modello F24
  9. Sanzioni per omessa o infedele dichiarazione IMU
  10. Ravvedimento operoso per la dichiarazione IMU
  11. Dichiarazione IMU in FVG: il sistema tavolare
  12. Errori frequenti da evitare
  13. Domande frequenti

Cos’è la dichiarazione IMU e a cosa serve

La dichiarazione IMU è la comunicazione che il proprietario di un immobile (o il titolare di un diritto reale come usufrutto, uso o abitazione) presenta al Comune dove si trova l’immobile, per segnalare elementi rilevanti ai fini dell’Imposta Municipale Propria. Non è un modello in cui si calcola l’imposta da pagare, come accade per il Modello Redditi PF o il 730, ma uno strumento informativo che serve al Comune per accertare correttamente il tributo dovuto.

La logica del sistema parte da un principio fondamentale: il Comune ha già a disposizione, tramite l’interscambio con il Catasto e l’Agenzia delle Entrate, i dati standard degli immobili. Per questo motivo la dichiarazione IMU 2026 va presentata solo nei casi in cui esistono situazioni particolari che il Comune non può conoscere autonomamente: un’esenzione, una riduzione, un comodato gratuito, un immobile dato in locazione a canone concordato.

Il riferimento normativo principale è l’articolo 1, comma 769, della Legge 27 dicembre 2019, n. 160, che ha riformato l’IMU dal 2020 unificando le previgenti IMU e TASI. Il modello e le relative istruzioni sono stati aggiornati con il Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 29 luglio 2022, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 188 del 12 agosto 2022.

La differenza con il pagamento dell’IMU

È fondamentale non confondere la dichiarazione IMU con il pagamento dell’imposta. Si tratta di due adempimenti distinti, con scadenze diverse e finalità diverse. Il pagamento avviene tramite modello F24 in due rate: acconto entro il 16 giugno 2026 e saldo entro il 16 dicembre 2026. La dichiarazione, invece, riguarda solo le variazioni intervenute nel 2025 e va presentata entro il 30 giugno 2026. Per approfondire le date dei versamenti consulta la nostra guida sulle scadenze IMU 2026.

Scadenza dichiarazione IMU 2026: il 30 giugno

La scadenza della dichiarazione IMU è fissata al 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui si è verificata la variazione o si è iniziato il possesso dell’immobile. Per le variazioni intervenute nel corso del 2025 la dichiarazione va quindi presentata entro il 30 giugno 2026. Il termine è perentorio: una presentazione tardiva, anche di un solo giorno, comporta l’applicazione delle sanzioni previste per l’omessa dichiarazione.

Attenzione: il 30 giugno 2026 cade di martedì, quindi non opera la proroga automatica al primo giorno lavorativo successivo prevista per le scadenze che cadono di sabato, domenica o festivo. Per chi presenta la dichiarazione IMU in modalità telematica fa fede la data di trasmissione; per chi la consegna a mano o la spedisce per raccomandata vale la data di consegna o di spedizione.

Tabella riepilogativa delle scadenze IMU 2026

AdempimentoScadenza 2026Riferimento normativo
Acconto IMU 202616 giugno 2026L. 160/2019 art. 1 c. 762
Dichiarazione IMU per variazioni 202530 giugno 2026L. 160/2019 art. 1 c. 769
Saldo IMU 202616 dicembre 2026L. 160/2019 art. 1 c. 762

Vale la pena ricordare che la dichiarazione IMU 2026 ha effetto anche per gli anni successivi, finché non intervengono ulteriori variazioni rilevanti. Una volta presentata correttamente, non va replicata ogni anno: il Comune la considera valida fino a quando la situazione dell’immobile non cambia.

Chi deve presentare la dichiarazione IMU

Sono tenuti a presentare la dichiarazione IMU i soggetti passivi dell’imposta, ossia coloro che possiedono immobili a titolo di proprietà o di altro diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie). Sono inoltre soggetti passivi il locatario di immobili in leasing, il concessionario di aree demaniali e l’amministratore di condominio per le parti comuni.

Non tutti i possessori di immobili devono però presentare la dichiarazione IMU 2026. L’obbligo scatta solo quando si verifica una delle situazioni previste dalla normativa, che vedremo nel dettaglio nella prossima sezione. Per la casa di abitazione principale non di lusso (categorie diverse da A/1, A/8 e A/9) l’immobile è esente da IMU e non richiede dichiarazione, salvo casi particolari come la destinazione a comodato gratuito ai familiari.

Pluralità di proprietari: chi presenta la dichiarazione

In caso di immobili posseduti da più soggetti pro quota, ciascun comproprietario è tenuto a presentare una propria dichiarazione IMU per la quota di sua spettanza. Non esiste una dichiarazione “cumulativa” da parte di un solo comproprietario per conto degli altri: ogni soggetto passivo risponde autonomamente del proprio obbligo dichiarativo e dei relativi pagamenti.

Lo stesso principio vale per gli eredi nel caso di successione: ciascun erede deve presentare la propria dichiarazione IMU per la quota ereditata, indicando la data di apertura della successione (giorno del decesso). Per gestire correttamente i passaggi successori, soprattutto in Friuli Venezia Giulia dove vige il sistema tavolare, è consigliabile rivolgersi al CAF Centro Fiscale che segue l’intera dichiarazione di successione e le conseguenze IMU.

I casi di obbligo dichiarativo

I casi obbligatori di dichiarazione IMU sono espressamente individuati dalle istruzioni ministeriali del DM 29 luglio 2022 e riguardano tutte quelle situazioni in cui il Comune non può venire a conoscenza dell’evento attraverso le banche dati a sua disposizione (Catasto, Anagrafe, Registro Imprese). Vediamo i principali.

Riduzioni ed esenzioni

La dichiarazione IMU 2026 è obbligatoria quando si vuole beneficiare di una riduzione o di un’esenzione non automaticamente riconosciuta. Tra le ipotesi più comuni:

  • Comodato gratuito a parente in linea retta entro il primo grado (genitori-figli) con riduzione del 50% della base imponibile, ai sensi dell’art. 1 c. 747 L. 160/2019
  • Immobile locato a canone concordato (legge 431/1998) con riduzione del 25% dell’imposta
  • Fabbricati di interesse storico o artistico riconosciuti ai sensi del D.Lgs. 42/2004, con riduzione del 50% della base imponibile
  • Fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili con riduzione del 50% della base imponibile
  • Immobili di proprietà di anziani o disabili residenti in istituti di ricovero, assimilati all’abitazione principale per delibera comunale
  • Pensionati esteri iscritti AIRE che possiedono in Italia una sola unità immobiliare non locata né data in comodato, con riduzione al 50%

Variazioni rilevanti dell’immobile

Va presentata la dichiarazione IMU anche per cambiamenti che incidono sul calcolo del tributo:

  • Acquisizione o cessazione del diritto di abitazione del coniuge superstite a seguito di decesso
  • Immobili che dal 1° gennaio 2025 hanno perso o acquisito il diritto all’esenzione
  • Aree edificabili che il proprietario coltiva direttamente come imprenditore agricolo professionale (IAP) o coltivatore diretto
  • Immobili oggetto di assegnazione ad uno dei coniugi a seguito di sentenza di separazione o divorzio
  • Variazioni del valore venale delle aree fabbricabili rispetto al valore in precedenza dichiarato
  • Immobili merce delle imprese costruttrici, destinati alla vendita e non locati
  • Immobili posseduti da enti non commerciali con destinazione mista (parte commerciale e parte istituzionale)

Trasferimenti e atti non registrati al Catasto

Un caso particolarmente insidioso riguarda gli atti che, pur essendo giuridicamente perfetti, non risultano nelle banche dati telematiche del Comune. È il caso, ad esempio, dei trasferimenti per usucapione riconosciuti con sentenza, dei contratti di leasing immobiliare stipulati prima dell’integrazione nei sistemi informatici comunali, o di alcune situazioni in regime di sistema tavolare tipiche del Friuli Venezia Giulia, dove le iscrizioni avvengono con modalità diverse rispetto al sistema della conservatoria.

Modello dichiarazione IMU 2026

Il modello di dichiarazione IMU 2026 in vigore è quello approvato con il Decreto MEF del 29 luglio 2022, articolato in più quadri che il contribuente deve compilare in base alla propria situazione. Esiste anche un modello speciale denominato IMU/IMPi (Imposta Immobiliare sulle Piattaforme Marine), pensato per le strutture installate offshore, e un modello specifico per gli enti non commerciali, che hanno scadenza diversa (entro il 30 giugno con presentazione esclusivamente telematica).

Il modello standard è composto da: un frontespizio con i dati identificativi del contribuente; un quadro per ogni immobile dichiarato, con i dati catastali, la quota di possesso, il valore imponibile, l’eventuale riduzione o esenzione, e la causa della dichiarazione; le istruzioni allegate, che riportano l’elenco completo dei casi di obbligo.

Dove scaricare il modello

Il modello ufficiale è disponibile sul sito del Dipartimento delle Finanze all’indirizzo finanze.gov.it nella sezione “Imposta Municipale Propria (IMU)”. Alcuni Comuni offrono anche moduli compilabili online con il proprio software gestionale tributi. Tuttavia, la corretta compilazione richiede competenze specifiche su catasto, agevolazioni e aliquote: per evitare errori che potrebbero costare cari, ti consigliamo di rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine.

Come si compila il modello

La compilazione della dichiarazione IMU richiede attenzione ai dati catastali, alle quote di possesso e alle eventuali agevolazioni. Vediamo i passaggi principali, ricordando che ogni errore può tradursi in un accertamento da parte del Comune anche a distanza di anni.

Frontespizio: i dati anagrafici

Nel frontespizio vanno indicati i dati identificativi del contribuente: codice fiscale, cognome e nome (o denominazione sociale), data e luogo di nascita, residenza, recapiti. Per le persone fisiche è importante indicare il codice fiscale del soggetto passivo titolare dell’immobile, mentre per le società va riportata la partita IVA e la sede legale.

Quadro descrittivo dell’immobile

Per ogni immobile dichiarato vanno indicati: il Comune di ubicazione, l’indirizzo, i dati catastali (foglio, particella, subalterno, categoria, classe, rendita), la quota di possesso espressa in percentuale, la data di inizio o cessazione del possesso, il valore imponibile ai fini IMU. Per i fabbricati il valore imponibile si ottiene moltiplicando la rendita catastale rivalutata del 5% per il coefficiente di categoria (160 per abitazioni rivalutato a 168, 80 per banche e uffici, 65 per alberghi e categoria D, 55 per categoria C/1, 135 per terreni agricoli sul reddito dominicale rivalutato del 25%).

Indicazione della causa della dichiarazione

Va indicato il motivo per cui si presenta la dichiarazione IMU 2026: comodato gratuito, immobile inagibile, immobile storico, locazione a canone concordato, abitazione assimilata, eccetera. Le istruzioni del modello riportano l’elenco completo delle causali con il relativo codice numerico, da inserire negli appositi campi.

Esempio pratico di calcolo della base imponibile

Facciamo un esempio concreto. Marco possiede a Udine un appartamento di categoria A/3 con rendita catastale di 850 euro, dato in comodato gratuito al figlio dal 1° marzo 2025. La base imponibile IMU si calcola così: 850 × 1,05 (rivalutazione) × 168 (coefficiente A/3) = 149.940 euro. Avendo i requisiti per il comodato gratuito a parente in linea retta, la base imponibile si riduce del 50%, scendendo a 74.970 euro. Marco deve presentare la dichiarazione IMU entro il 30 giugno 2026 per comunicare al Comune l’attivazione del beneficio, allegando idonea documentazione (atto registrato di comodato, residenza del comodatario).

Modalità di presentazione e trasmissione

La dichiarazione IMU 2026 può essere presentata in modalità diverse a seconda della natura del soggetto passivo. Le possibilità ammesse dalla normativa sono tre: cartacea direttamente al Comune, raccomandata postale, telematica.

Persone fisiche: cartacea o tramite intermediario

Le persone fisiche possono presentare la dichiarazione IMU in formato cartaceo, consegnandola direttamente all’ufficio tributi del Comune dove è ubicato l’immobile oppure spedendola con raccomandata semplice senza ricevuta di ritorno. Fa fede la data del timbro postale di partenza o la data di protocollazione in caso di consegna a mano. In alternativa, possono avvalersi di un intermediario abilitato (commercialista, CAF, tributarista) che la trasmetterà telematicamente.

Enti non commerciali e soggetti diversi: obbligo telematico

Per gli enti non commerciali la dichiarazione IMU (modello “EN-C”) va trasmessa esclusivamente per via telematica tramite i servizi Entratel o Fisconline dell’Agenzia delle Entrate. Stesso obbligo per i soggetti tenuti alla trasmissione telematica dei modelli dichiarativi (società di capitali, soggetti IRES). Per chi non ha le credenziali Entratel, l’invio passa obbligatoriamente per un intermediario abilitato.

Un Comune per ogni dichiarazione

Va ricordato che la dichiarazione IMU si presenta al Comune dove è ubicato l’immobile, non al Comune di residenza del contribuente (se diversi). Chi possiede immobili in più Comuni deve quindi presentare una dichiarazione separata per ciascun Comune. Questo aspetto è particolarmente rilevante per chi ha case di vacanza in località diverse: ogni Comune ha le proprie aliquote, le proprie modalità operative e il proprio ufficio tributi.

Codici tributo IMU per il modello F24

Anche se la dichiarazione IMU 2026 non comporta un pagamento contestuale, è utile riepilogare i codici tributo IMU per il modello F24, perché molto spesso la dichiarazione segue (o anticipa) un versamento. Conoscere il codice giusto evita ravvedimenti complicati e errate imputazioni.

Codice tributo F24Tipologia di immobileBeneficiario
3912Abitazione principale (solo A/1, A/8, A/9) e relative pertinenzeComune
3913Fabbricati rurali ad uso strumentaleComune
3914Terreni agricoliComune
3916Aree fabbricabiliComune
3918Altri fabbricati (categorie diverse da A/10 e D)Comune
3925Immobili categoria D – quota StatoStato
3930Immobili categoria D – incremento ComuneComune

I codici sono stati istituiti con la Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 35/E del 12 aprile 2012 e successive modifiche. Per gli immobili di categoria D è importante ricordare che l’aliquota base dello 0,76% è destinata allo Stato (codice 3925), mentre l’eventuale aliquota aggiuntiva deliberata dal Comune entro il limite massimo dell’1,06% va al Comune stesso (codice 3930). Una corretta separazione dei codici nel modello F24 è essenziale per evitare contestazioni.

Sanzioni per omessa o infedele dichiarazione IMU

L’omissione o la presentazione infedele della dichiarazione IMU espone il contribuente a sanzioni amministrative significative, regolate dall’articolo 1, comma 775, della Legge 160/2019 e dal D.Lgs. 471/1997. È un capitolo che molti proprietari sottovalutano, scoprendo solo a distanza di anni che l’omissione costa molto più di quanto avrebbero risparmiato evitando l’adempimento.

Omessa dichiarazione IMU

La sanzione per omessa dichiarazione IMU va dal 100% al 200% del tributo dovuto, con un minimo di 50 euro. Il Comune può inoltre richiedere il pagamento integrale dell’imposta non versata, gli interessi legali maturati dalla scadenza al momento dell’accertamento, e l’eventuale aggio della riscossione. Quando non è stato versato neanche il tributo, alle sanzioni della dichiarazione si sommano quelle del mancato versamento (30% dell’importo non pagato), per un esborso complessivo che può facilmente superare il doppio del tributo originario.

Dichiarazione infedele

La dichiarazione IMU infedele, ossia presentata con dati incompleti, sbagliati o tali da determinare un’imposta inferiore al dovuto, comporta una sanzione dal 50% al 100% della maggiore imposta accertata, con minimo di 50 euro. Rientrano in questa categoria gli errori sui dati catastali, sulle quote di possesso, sulle agevolazioni indebitamente fruite o sui valori delle aree edificabili sottostimati.

Riduzioni e regolarizzazione

Se la dichiarazione IMU viene presentata tardivamente entro 90 giorni dalla scadenza, la sanzione è ridotta a un decimo del minimo (10% del tributo, minimo 50 euro). Se l’errore è stato regolarizzato attraverso il ravvedimento operoso, prima di una contestazione formale del Comune, la sanzione può essere ulteriormente abbattuta in base ai termini di pentimento, come vedremo nella sezione dedicata.

Ravvedimento operoso per la dichiarazione IMU

Il ravvedimento operoso è lo strumento che permette al contribuente di sanare spontaneamente l’omissione o l’errore nella dichiarazione IMU, ottenendo sanzioni notevolmente ridotte rispetto a quelle applicate in caso di accertamento. La sua disciplina è contenuta nell’articolo 13 del D.Lgs. 472/1997 e si applica anche ai tributi locali come l’IMU.

Le riduzioni del ravvedimento

Le sanzioni si riducono in funzione di quanto tempo è passato dalla scadenza originaria:

  • Entro 30 giorni dalla scadenza: sanzione ridotta a 1/10 (3% del tributo non versato)
  • Entro 90 giorni: sanzione ridotta a 1/9 (circa 3,33%)
  • Entro 1 anno: sanzione ridotta a 1/8 (3,75%)
  • Entro 2 anni: sanzione ridotta a 1/7 (4,29%)
  • Oltre 2 anni: sanzione ridotta a 1/6 (5%)

Vanno sempre versati anche gli interessi legali calcolati al tasso vigente (attualmente in valutazione la conferma del tasso del 2,5% in vigore dal 2024) sui giorni di ritardo. Per regolarizzare correttamente serve calcolare con precisione tributo, sanzione ridotta e interessi, oltre a presentare la dichiarazione omessa o corretta. Si tratta di un’operazione delicata che il CAF Centro Fiscale di Udine può gestire per conto del contribuente.

Dichiarazione IMU in FVG: il sistema tavolare

In Friuli Venezia Giulia, e in particolare nelle ex province di Gorizia, Trieste e in parte di quelle di Udine e Pordenone, vige il sistema tavolare, un sistema di pubblicità immobiliare diverso da quello della trascrizione in vigore nel resto d’Italia. Questa peculiarità ha conseguenze concrete anche sulla dichiarazione IMU 2026.

Nel sistema tavolare l’acquisto della proprietà non si perfeziona con il rogito notarile ma con l’iscrizione nel Libro Fondiario. Questo significa che, in attesa dell’iscrizione tavolare, il nuovo acquirente non è ancora soggetto passivo IMU ai sensi dell’articolo 1 c. 743 L. 160/2019: il tributo resta a carico del venditore fino al perfezionamento dell’intavolazione. Una circostanza che può creare incertezze in caso di compravendite a cavallo tra due anni d’imposta.

Successioni e voltura non automatica

Lo stesso principio vale per le successioni: nelle zone tavolari la voltura catastale non avviene automaticamente dopo la presentazione della dichiarazione di successione, come accade nel resto d’Italia, ma richiede un’apposita istanza al giudice tavolare. Gli eredi devono comunque versare l’IMU dall’apertura della successione (giorno del decesso del de cuius), ma per molti Comuni FVG resta operativo solo dopo l’intavolazione. Per gestire correttamente queste situazioni il CAF Centro Fiscale di Udine ha sviluppato competenze specifiche, frutto di pluriennale esperienza locale.

Errori frequenti da evitare

Nella nostra esperienza con i contribuenti di Udine e provincia abbiamo individuato alcuni errori ricorrenti che portano a sanzioni anche pesanti. Conoscerli aiuta a non commetterli quando si gestisce la dichiarazione IMU 2026.

  • Confondere dichiarazione e versamento: in molti pensano che pagando l’F24 si “salti” la dichiarazione. Falso: sono due adempimenti distinti.
  • Non dichiarare il comodato gratuito attivato nel 2025 perdendo così il diritto alla riduzione del 50%.
  • Dichiarare un valore delle aree fabbricabili non aggiornato rispetto al valore venale di mercato.
  • Omettere la dichiarazione per immobili inagibili ritenendo che la sola perizia tecnica basti: serve la dichiarazione formale al Comune.
  • Presentare la dichiarazione al Comune di residenza invece che a quello dove si trova l’immobile.
  • Non aggiornare il valore catastale dopo lavori di ristrutturazione che cambiano la categoria.
  • Confondere abitazione principale e residenza fiscale: per l’IMU conta la dimora abituale e la residenza anagrafica del nucleo, non semplicemente l’iscrizione AIRE o la residenza in altro luogo.

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