Logopedisti, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIOPartita IVA Logopedista 2026: Guida Completa Regime Forfettario, Tasse e ContributiAprire la partita IVA come logopedista nel 2026 significa intraprendere una libera professione sanitaria regolamentata, con regole fiscali specifiche e vantaggi importanti grazie al regime forfettario. Il logopedista è infatti un professionista sanitario riconosciuto dalla Legge 42/1999 e dal D.M. 14/09/1994 n. 742, iscritto all’Albo TSRM-PSTRP, che si occupa della prevenzione, valutazione e trattamento dei disturbi della voce, del linguaggio, della comunicazione, della deglutizione e dell’apprendimento.In questa guida completa, aggiornata al 2026, spiegheremo passo dopo passo come aprire partita IVA, quale codice ATECO utilizzare, come funziona il regime forfettario al 5% o 15%, quali sono i contributi alla Gestione Separata INPS, come emettere fatture esenti IVA detraibili al 19%, e quanto si paga di tasse con esempi pratici a 25.000 €, 40.000 € e 55.000 € di fatturato.Indice dei contenutiChi è il logopedista: profilo professionale sanitarioAree di intervento del logopedistaRequisiti per esercitare: laurea e Albo TSRM-PSTRPCodice ATECO logopedista: 86.90.29Regime forfettario logopedista: limiti e aliquoteGestione Separata INPS: aliquote 26,07% e 24%Sistema Tessera Sanitaria e detraibilità 19%Esenzione IVA art. 10 DPR 633/1972Fatturazione elettronica logopedista B2CPrestazioni tipiche e tariffe di riferimentoAprire studio professionale: SCIA, RC e materialiLogopedia pediatrica vs logopedia adultiTeleriabilitazione e online consulting 2026Compatibilità dipendente ASL e P.IVA forfettariaEsempi calcolo tasse: 25K, 40K, 55KCome trovare i primi pazientiFAQ Partita IVA Logopedista 2026★ Scelta in evidenza · SponsorQonto: il conto business per Partita IVATra le opzioni piu complete sul mercato per liberi professionisti e PMI: IBAN italiano, fatturazione elettronica integrata, supporto in italiano e categorizzazione automatica delle spese.✓ Apertura 100% online in 10 minuti✓ Da 9 euro al mese – Prova gratuita disponibile✓ IBAN italiano (utile per F24 e Agenzia Entrate)✓ Integrazione con Fatture in Cloud, Aruba e altri software Visita Qonto e prova gratis →Link affiliato: aprendo il conto tramite questo link, il CAF puo ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per te.Chi è il logopedista: profilo professionale sanitarioIl logopedista è un professionista sanitario il cui profilo è stato istituito con il D.M. 14 settembre 1994, n. 742 e successivamente inquadrato dalla Legge 26 febbraio 1999, n. 42, che ha eliminato la dicitura “ausiliaria” e riconosciuto piena autonomia professionale alle professioni sanitarie tecnico-riabilitative. La Legge 11 gennaio 2018, n. 3 ha completato il quadro normativo istituendo gli Ordini delle Professioni Sanitarie e l’Albo della Federazione Nazionale TSRM-PSTRP.In termini operativi, il logopedista svolge la propria attività in autonomia o in équipe con medici (foniatri, neurologi, neuropsichiatri infantili, otorinolaringoiatri), psicologi, fisioterapisti, neuropsicomotricisti dell’età evolutiva e insegnanti. Non si tratta di un “tecnico” subordinato al medico, ma di un professionista che, sulla base della prescrizione medica, elabora autonomamente il piano di trattamento riabilitativo. Aree di intervento del logopedistaIl D.M. 742/1994 individua quattro grandi aree di intervento del logopedista:Disturbi del linguaggio e della comunicazione: ritardi del linguaggio, disturbi specifici del linguaggio (DSL), disfasie, afasie post-ictus o post-trauma, disartrie nelle malattie neurodegenerative (Parkinson, SLA, sclerosi multipla).Disturbi della voce: disfonie funzionali e organiche, noduli e polipi delle corde vocali, riabilitazione vocale post-chirurgica, voice training per professionisti della voce (insegnanti, cantanti, attori).Disturbi della deglutizione: disfagie nei pazienti neurologici, oncologici (post-radioterapia testa-collo), pediatrici e geriatrici; disturbi della suzione e dell’alimentazione nel neonato e nel bambino.Disturbi dell’apprendimento: disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) come dislessia, disortografia, disgrafia e discalculia, ai sensi della Legge 170/2010.A queste si aggiungono interventi su balbuzie e disfluenze, disturbi della comunicazione nello spettro autistico, sordità infantile (con riabilitazione protesica e impianto cocleare), deglutizione deviata e ortognatica in collaborazione con ortodontisti, e counseling familiare per supportare genitori e caregiver. Requisiti per esercitare: laurea e Albo TSRM-PSTRPPer esercitare la professione di logopedista in Italia nel 2026 sono richiesti due requisiti fondamentali:Laurea triennale in Logopedia (Classe L/SNT2 – Professioni sanitarie della riabilitazione), abilitante alla professione. Il corso prevede 180 CFU, di cui circa 60 di tirocinio pratico nelle strutture sanitarie convenzionate. L’esame finale ha valore di esame di Stato abilitante.Iscrizione all’Albo della professione di Logopedista presso l’Ordine TSRM-PSTRP territoriale di competenza. L’iscrizione è obbligatoria per esercitare sia come dipendente sia come libero professionista, ai sensi della Legge 3/2018.Per chi desidera proseguire gli studi sono disponibili la Laurea Magistrale in Scienze Riabilitative delle Professioni Sanitarie (LM/SNT2), utile per ruoli di coordinamento, didattica e ricerca, oltre a master universitari di I e II livello in aree specialistiche (logopedia in età evolutiva, disfagia, voce artistica, neuroriabilitazione cognitiva, DSA).L’iscrizione all’Albo comporta il pagamento di una quota annuale (mediamente 100-150 euro) e l’obbligo di formazione continua ECM (50 crediti annui, 150 nel triennio) ai sensi del D.lgs. 502/1992. Codice ATECO logopedista: 86.90.29Il codice ATECO 2025 (in vigore dal 1° gennaio 2025 e applicato anche nel 2026) corretto per il logopedista che apre partita IVA è il 86.90.29 – Altri servizi di assistenza sanitaria n.c.a. (non classificati altrove). Questo codice raggruppa le professioni sanitarie tecnico-riabilitative diverse dai medici, infermieri, fisioterapisti e psicologi.In sede di apertura partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate (modello AA9/12 telematico o tramite intermediario CAF), occorre indicare:Codice ATECO primario: 86.90.29Descrizione attività: “Servizi di logopedia – prestazioni sanitarie di valutazione e trattamento riabilitativo dei disturbi della voce, del linguaggio, della comunicazione, della deglutizione e dell’apprendimento”Natura giuridica: persona fisica (lavoratore autonomo / libero professionista)Regime fiscale: forfettario (codice “CM”) se si rispettano i requisitiCassa previdenziale: Gestione Separata INPS (non esiste cassa autonoma per logopedisti)L’apertura della partita IVA è gratuita e immediata. Tramite il CAF Centro Fiscale di Udine è possibile ottenere assistenza completa nella compilazione del modello AA9/12 e nella pianificazione fiscale e previdenziale dell’attività. Regime forfettario logopedista: limiti e aliquoteIl regime forfettario introdotto dalla Legge 190/2014 e modificato dalla Legge di Bilancio 2023 (L. 197/2022) è la scelta più conveniente per la maggior parte dei logopedisti, soprattutto nei primi anni di attività. Le caratteristiche per il 2026 sono:Limite di ricavi: 85.000 euro annui (sopra i 100.000 euro decadenza immediata in corso d’anno)Coefficiente di redditività per ATECO 86.90.29: 78% (gruppo “altre attività”)Imposta sostitutiva: 5% per i primi 5 anni (regime “start-up” se rispettati i requisiti); 15% dal sesto anno o se non si rispettano i requisiti start-upEsenzione IVA: nessun obbligo di addebito IVA in fattura (a doppio titolo: regime forfettario + esenzione sanitaria art. 10)Niente IRAP e niente studi di settore / ISAContabilità semplificata: solo registro cronologico delle fatture emesse (con software gestionale o anche in Excel)Per accedere al regime start-up al 5% sono richiesti tre requisiti cumulativi:Non aver esercitato attività professionale o di impresa nei 3 anni precedenti l’apertura partita IVAL’attività non deve essere mera prosecuzione di un’altra attività precedentemente svolta come lavoratore dipendente o autonomo (eccetto pratica obbligatoria)Se si prosegue un’attività altrui, i ricavi del cedente nel periodo d’imposta precedente non devono superare 85.000 euroIl tirocinio universitario svolto durante il corso di laurea in Logopedia non è considerato “attività professionale precedente” e quindi non preclude l’accesso al regime start-up al 5%. Gestione Separata INPS: aliquote 26,07% e 24%Il logopedista libero professionista, non avendo una cassa di previdenza autonoma, è obbligatoriamente iscritto alla Gestione Separata INPS ai sensi dell’art. 2, comma 26, della Legge 335/1995. L’iscrizione è gratuita e si effettua online sul portale INPS entro 30 giorni dall’inizio dell’attività.Le aliquote contributive 2026 della Gestione Separata si applicano al reddito imponibile previdenziale (nel forfettario: ricavi × 78%):26,07%: per professionisti senza altra copertura previdenziale obbligatoria (è la situazione standard del logopedista libero professionista a tempo pieno)24%: per professionisti già iscritti ad altra forma previdenziale obbligatoria (es. lavoratori dipendenti che esercitano in P.IVA in regime di doppio lavoro) o pensionatiIl massimale contributivo 2026 è di circa 119.650 euro (rivalutato annualmente). I contributi si versano tramite modello F24 con due saldi (giugno e novembre) e si calcolano in dichiarazione dei redditi (modello Redditi PF, quadro RR sezione II). I contributi versati sono integralmente deducibili dal reddito ai fini IRPEF (anche nel forfettario, dove riducono direttamente l’imponibile dell’imposta sostitutiva).Importante: il logopedista in P.IVA può addebitare in fattura al cliente la rivalsa INPS del 4% (art. 1, comma 212, L. 662/1996). Questa rivalsa concorre a formare il reddito imponibile IRPEF/sostitutiva ma non è soggetta a ritenuta. Sistema Tessera Sanitaria e detraibilità 19%Il logopedista è obbligato a trasmettere i dati delle prestazioni sanitarie al Sistema Tessera Sanitaria (STS) ai sensi del D.lgs. 175/2014 e del D.M. 19 ottobre 2020 (che ha inserito gli iscritti agli Albi delle professioni sanitarie tra i soggetti tenuti all’invio).L’invio dei dati al Sistema TS produce due effetti pratici fondamentali:Detraibilità 19%: il paziente può detrarre le spese sostenute per prestazioni logopediche come spese sanitarie ex art. 15, comma 1, lett. c) TUIR, sopra la franchigia di 129,11 euro, nel modello 730 o Redditi PF. La detrazione è confermata anche per il 2026 (con il limite di reddito complessivo introdotto dalla Manovra per i redditi sopra 75.000 euro).Precompilata: i dati trasmessi confluiscono automaticamente nella dichiarazione dei redditi precompilata del paziente, semplificandone la compilazione.Le scadenze 2026 per l’invio al Sistema TS sono semestrali (entro il 30 settembre per il primo semestre, entro il 31 gennaio dell’anno successivo per il secondo semestre), come stabilito dal D.M. 8 febbraio 2024. Per ogni prestazione il logopedista deve indicare data, importo, tipologia (TK = “altre spese sanitarie”), modalità di pagamento e codice fiscale del paziente.Il paziente ha sempre diritto al diritto di opposizione alla trasmissione dei propri dati al STS: in tal caso il logopedista non invia i dati di quella prestazione e annota l’opposizione sul registro.Per beneficiare della detrazione il pagamento deve essere tracciabile (bonifico, carta di credito/debito, bancomat, app di pagamento) ai sensi della Legge 160/2019, art. 1, c. 679-680. È quindi sconsigliato il pagamento in contanti. Esenzione IVA art. 10 DPR 633/1972Le prestazioni rese dal logopedista sono esenti da IVA ai sensi dell’art. 10, comma 1, n. 18, del DPR 633/1972, che esonera le “prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione rese alla persona nell’esercizio delle professioni e arti sanitarie soggette a vigilanza”.L’esenzione si applica indipendentemente dal regime fiscale (ordinario, semplificato o forfettario) e si fonda sul fatto che il logopedista è una professione sanitaria iscritta a un Albo. In fattura va indicata la dicitura: “Operazione esente IVA art. 10, n. 18, DPR 633/1972” e, se in regime forfettario, anche “Operazione effettuata in regime forfettario ai sensi dell’art. 1, commi 54-89, L. 190/2014”.Importante: anche in caso di esenzione IVA, sulle fatture in regime forfettario di importo superiore a 77,47 euro va apposta una marca da bollo da 2 euro (art. 13 Tariffa allegata al DPR 642/1972). La marca può essere a carico del cliente (se indicata in fattura) e va versata cumulativamente entro 120 giorni dalla chiusura dell’anno tramite F24 (codice tributo 2505).Per le prestazioni rese a strutture sanitarie pubbliche o private accreditate (es. ASL, cliniche), è opportuno verificare con il committente se la fattura debba riportare anche il riferimento al D.M. 17 maggio 2002 sull’esenzione delle prestazioni sanitarie rese in regime di accreditamento. Fatturazione elettronica logopedista B2CDal 1° gennaio 2024, con l’entrata a regime della fatturazione elettronica per tutti i forfettari (D.L. 36/2022, art. 18), anche il logopedista deve emettere fatture elettroniche tramite Sistema di Interscambio (SdI). Tuttavia, esiste una regola specifica per le prestazioni sanitarie rese a privati:Le fatture per prestazioni sanitarie verso persone fisiche (B2C) i cui dati sono inviati al Sistema TS NON devono essere trasmesse via SdI in formato elettronico, ma vanno emesse in formato cartaceo o PDF e consegnate al paziente. Lo stabilisce l’art. 10-bis del D.L. 119/2018, prorogato fino al 31 dicembre 2025 (e con tutta probabilità prorogato anche per il 2026 con la Legge di Bilancio).Le fatture verso aziende, enti, ASL, studi medici (B2B) vanno invece emesse tramite SdI in formato XML, indicando il codice destinatario o la PEC del committente. In questo caso il codice destinatario “0000000” si usa solo se il committente non lo ha comunicato.In pratica, il logopedista che lavora prevalentemente con privati (B2C) non emette fatture elettroniche via SdI, ma cartacee o PDF, e si limita a inviare i dati al Sistema TS. Questo semplifica enormemente la gestione amministrativa.Elementi obbligatori della fattura del logopedista (anche se cartacea):Numerazione progressiva e dataDati anagrafici e P.IVA del logopedistaCodice fiscale del paziente (obbligatorio per il Sistema TS)Descrizione della prestazione (es. “valutazione logopedica”, “trattamento riabilitativo”)Importo della prestazioneDicitura esenzione IVA art. 10 n. 18 DPR 633/1972Dicitura regime forfettario art. 1 c. 54-89 L. 190/2014Eventuale marca da bollo da 2 euro (sopra 77,47 euro)Modalità di pagamento (preferibilmente tracciabile) Prestazioni tipiche e tariffe di riferimentoLe tariffe del logopedista libero professionista sono liberamente determinate dal singolo professionista (non esistono più tariffari minimi obbligatori dopo la Legge Bersani 248/2006). Tuttavia, sulla base dei tariffari indicativi della Federazione Logopedisti Italiani (FLI) e di rilevazioni di mercato 2025-2026, le tariffe più diffuse sono:Valutazione logopedica iniziale (60-90 minuti, anamnesi, somministrazione test standardizzati, stesura relazione): 80-120 euroSeduta di trattamento individuale (45-50 minuti): 40-70 euro in base alla città e all’esperienzaBilancio periodico / aggiornamento valutazione: 50-90 euroCounseling familiare (50 minuti): 50-80 euroRelazione clinica per pediatra, scuola o altri specialisti: 40-80 euroTrattamento di gruppo (es. gruppi DSA o di voice training): 20-35 euro a partecipanteTeleriabilitazione (videochiamata 30-45 minuti): 35-60 euroLe tariffe variano sensibilmente in base alla città (Milano, Roma e Bologna sono mediamente più alte di 15-25%), all’esperienza, alla specializzazione (es. disfagia oncologica e voce artistica hanno tariffe più alte) e al tipo di paziente (le sedute di logopedia pediatrica sono mediamente più richieste).Un logopedista libero professionista a tempo pieno con 25-30 ore settimanali di lavoro clinico (lasciando tempo per refertazione, formazione, counseling) può raggiungere un fatturato annuo di 35.000-55.000 euro, perfettamente compatibile con il regime forfettario. Aprire studio professionale: SCIA, RC e materialiAprire uno studio professionale di logopedia richiede alcuni adempimenti, semplificati rispetto alle strutture sanitarie ambulatoriali ma non assenti:SCIA sanitaria al Comune o alla ASL territoriale (a seconda della normativa regionale): è una segnalazione certificata di inizio attività che attesta il rispetto dei requisiti igienico-sanitari, di sicurezza e di idoneità dei locali. Per gli studi professionali “monoprofessionali” la procedura è generalmente semplificata e non richiede autorizzazione preventiva.Requisiti dei locali: superficie minima dello studio (10-12 mq utili), bagno con antibagno, areazione e illuminazione naturale, climatizzazione, accessibilità per persone con disabilità (se nuova costruzione/ristrutturazione), insonorizzazione adeguata per le sedute di voice training e teleriabilitazione.Destinazione d’uso: lo studio professionale può essere ubicato anche in unità immobiliari residenziali (categoria A/2, A/3) come “studio professionale” senza necessità di cambio d’uso, ai sensi della Legge 392/1978 art. 27 e della giurisprudenza consolidata.RC professionale: la polizza di responsabilità civile professionale è obbligatoria ai sensi della Legge 24/2017 (Legge Gelli-Bianco) per tutti i professionisti sanitari, con massimali tipicamente di 1-3 milioni di euro. Il costo annuo per logopedisti varia da 150 a 400 euro.Privacy e GDPR: nomina del DPO se si trattano dati di particolari categorie su larga scala, registro dei trattamenti, informativa privacy specifica per dati sanitari.Sicurezza sul lavoro: D.lgs. 81/2008 anche per studi professionali (DVR, formazione, primo soccorso e antincendio se ci sono dipendenti o collaboratori).Per i materiali professionali, l’investimento iniziale tipico include:Test standardizzati e batterie diagnostiche: PVCL, BVL 4-12, TROG-2, CMF, BVN 5-11, BVN 12-18, ABCA, MT, prove di lettura e scrittura DDE-2, ecc. (1.500-3.500 euro)Strumentazione audio: registratore digitale di alta qualità, cuffie professionali, microfoni, software di analisi spettrografica della voce (Praat è gratuito, software specifici 200-800 euro)Materiali per terapia: schede operative, libri specialistici, giochi terapeutici, software per CAA, app per riabilitazione (300-1.000 euro iniziali)Arredamento: scrivania, sedie ergonomiche, lettino o poltrona pediatrica, armadi chiusi (per privacy dei materiali clinici), specchio da parete (utile per voice training e articolazione)Strumentazione sanitaria di base: abbassalingua monouso, guanti, mascherine, gel disinfettante, cestini differenziatiInvestimento iniziale complessivo: circa 3.000-7.000 euro per uno studio piccolo, fino a 15.000 euro per uno studio attrezzato con cabina insonorizzata e strumentazione avanzata. Logopedia pediatrica vs logopedia adultiLa libera professione del logopedista si articola tipicamente in due grandi filoni, che richiedono competenze, materiali e approcci differenti:Logopedia pediatrica (0-18 anni): rappresenta il segmento più richiesto del mercato libero professionale. Comprende:Disturbi del linguaggio in età evolutiva (ritardi semplici, DSL, disturbi fonetico-fonologici)Disturbi specifici dell’apprendimento (DSA): dislessia, disortografia, disgrafia, discalculiaSordità infantile e riabilitazione protesica/cocleareBalbuzie evolutiva e in età scolareDisturbi della deglutizione neonatale e svezzamento difficileComunicazione nei disturbi dello spettro autisticoDeglutizione deviata e ortognatica (in collaborazione con ortodontisti)Il logopedista pediatrico lavora prevalentemente con genitori paganti privati (la richiesta di valutazioni e trattamenti DSA è in continua crescita), in collaborazione con pediatri di libera scelta, neuropsichiatri infantili e centri di neuropsichiatria. Le tariffe medie sono leggermente più alte e la frequenza delle sedute è generalmente bisettimanale.Logopedia adulti e geriatrica: comprende:Afasie post-ictus o post-trauma cranicoDisartrie nelle malattie neurodegenerative (Parkinson, SLA, sclerosi multipla, Alzheimer)Disfagia neurologica, oncologica e geriatricaDisfonie funzionali e organiche, voice training per professionisti della voceRiabilitazione post-laringectomia e post-chirurgia testa-colloBalbuzie persistente nell’adultoIl logopedista per adulti collabora frequentemente con neurologi, otorinolaringoiatri, foniatri, fisiatri, oncologi, geriatri e RSA. Una parte significativa del lavoro può svolgersi a domicilio del paziente (afasie, SLA, esiti di ictus), con tariffe maggiorate per il trasferimento.Molti logopedisti scelgono di specializzarsi in una nicchia specifica (es. solo DSA, solo voce, solo disfagia oncologica) per posizionarsi come riferimento territoriale e applicare tariffe più alte. Teleriabilitazione e online consulting 2026La teleriabilitazione logopedica, esplosa durante la pandemia, è ormai una modalità consolidata e regolamentata anche per il 2026. Le linee guida di riferimento sono:Linee di indirizzo nazionali sulla telemedicina (Conferenza Stato-Regioni 17 dicembre 2020 e successivi aggiornamenti del Ministero della Salute), che includono espressamente la teleriabilitazione tra le prestazioni erogabiliD.M. 30 settembre 2022 sui requisiti delle piattaforme di telemedicina e i flussi informativi del FSE 2.0Position paper della Federazione Logopedisti Italiani (FLI) sulle buone pratiche della teleriabilitazione logopedicaDal punto di vista pratico, il logopedista può erogare in modalità telematica:Teleconsulto e counseling familiare (sempre possibile)Trattamento riabilitativo: consigliato dopo una prima valutazione in presenza, per pazienti collaboranti, con setup tecnologico adeguato e supporto del caregiver per i bambiniBilanci periodici e supervisione di programmi di lavoro a casaFormazione e parent trainingAspetti fiscali della teleriabilitazione: la prestazione resta una prestazione sanitaria a tutti gli effetti, esente IVA art. 10, soggetta a invio al Sistema TS e detraibile al 19%. La fattura va emessa con la stessa modalità delle prestazioni in presenza. È buona pratica indicare in fattura la dicitura aggiuntiva “Prestazione erogata in modalità di teleriabilitazione”.Aspetti tecnologici minimi: piattaforma di videoconferenza GDPR-compliant (Doxee, GoToMeeting Health, Microsoft Teams in versione sanitaria, ecc.), connessione stabile, webcam HD, microfono di buona qualità (essenziale per i disturbi della voce e dell’articolazione), illuminazione adeguata. Compatibilità dipendente ASL e P.IVA forfettariaUna situazione molto frequente è quella del logopedista dipendente di ASL o struttura sanitaria pubblica che vuole integrare il proprio reddito con un’attività libero professionale in regime forfettario. La compatibilità è possibile ma con regole specifiche:Autorizzazione del datore di lavoro: il dipendente pubblico deve presentare istanza di autorizzazione all’esercizio della libera professione (D.lgs. 165/2001, art. 53). L’autorizzazione viene concessa salvo conflitti di interesse o incompatibilità con l’orario di servizio.Regime intramoenia o extramoenia: il logopedista dipendente del SSN può aderire al regime intramoenia (con visite a tariffe regolate dal contratto) oppure svolgere la libera professione extramoenia, ma deve sceglierne uno solo per ogni Azienda.Limite reddituale per il forfettario: chi nel 2025 ha avuto redditi da lavoro dipendente o assimilato superiori a 30.000 euro NON può accedere al regime forfettario nel 2026, salvo che il rapporto di lavoro dipendente sia cessato (art. 1 comma 57 lett. d-ter, L. 190/2014). Questo è un punto cruciale: molti logopedisti dipendenti ASL superano questa soglia e devono valutare il regime ordinario o semplificato.Aliquota Gestione Separata: il dipendente che apre P.IVA paga la Gestione Separata INPS al 24% (e non al 26,07%) perché ha già altra copertura previdenziale obbligatoriaNiente regime start-up al 5%: la prosecuzione di un’attività di logopedia già svolta come dipendente preclude di norma l’aliquota agevolata (salvo eccezioni motivate)Per il logopedista dipendente privato (es. cliniche, centri convenzionati) le regole sono più morbide: di norma è sufficiente verificare il contratto di lavoro per eventuali clausole di esclusiva e ottenere il consenso scritto del datore. Il limite dei 30.000 euro di reddito da lavoro dipendente per il forfettario si applica comunque. Esempi calcolo tasse: 25K, 40K, 55KVediamo concretamente quanto paga di tasse e contributi un logopedista in regime forfettario, con tre scenari realistici. Le formule sono:Reddito imponibile = Ricavi × 78% (coefficiente redditività ATECO 86.90.29)Contributi INPS Gestione Separata = Reddito imponibile × 26,07% (senza altra copertura)Imposta sostitutiva = (Reddito imponibile − Contributi INPS) × 5% (start-up) o 15%Carico fiscale totale = Imposta sostitutiva + Contributi INPSNetto in tasca = Ricavi − Carico fiscale totaleScenario 1: Fatturato 25.000 euro (logopedista neolaureata, primi anni)Ricavi: 25.000 €Reddito imponibile (×78%): 19.500 €Contributi INPS (26,07% di 19.500): 5.084 €Imponibile per imposta sostitutiva (19.500 − 5.084): 14.416 €Imposta sostitutiva 5% (start-up): 721 €Imposta sostitutiva 15% (regime ordinario forfettario): 2.162 €Netto in tasca con 5%: 25.000 − 5.084 − 721 = 19.195 € (76,8%)Netto in tasca con 15%: 25.000 − 5.084 − 2.162 = 17.754 € (71,0%)Scenario 2: Fatturato 40.000 euro (logopedista 3-4 anni di attività)Ricavi: 40.000 €Reddito imponibile (×78%): 31.200 €Contributi INPS (26,07% di 31.200): 8.134 €Imponibile per imposta sostitutiva (31.200 − 8.134): 23.066 €Imposta sostitutiva 5%: 1.153 €Imposta sostitutiva 15%: 3.460 €Netto in tasca con 5%: 40.000 − 8.134 − 1.153 = 30.713 € (76,8%)Netto in tasca con 15%: 40.000 − 8.134 − 3.460 = 28.406 € (71,0%)Scenario 3: Fatturato 55.000 euro (logopedista esperto, studio strutturato)Ricavi: 55.000 €Reddito imponibile (×78%): 42.900 €Contributi INPS (26,07% di 42.900): 11.184 €Imponibile per imposta sostitutiva (42.900 − 11.184): 31.716 €Imposta sostitutiva 5%: 1.586 €Imposta sostitutiva 15%: 4.757 €Netto in tasca con 5%: 55.000 − 11.184 − 1.586 = 42.230 € (76,8%)Netto in tasca con 15%: 55.000 − 11.184 − 4.757 = 39.059 € (71,0%)Come si vede, il regime forfettario consente al logopedista di trattenere il 71-77% del fatturato, decisamente più del regime ordinario (dove l’IRPEF a scaglioni più contributi può portare il carico fiscale al 38-43%). Il salto da 5% a 15% al sesto anno di attività comporta una “perdita” di circa il 5,8% del fatturato, da pianificare con attenzione. Come trovare i primi pazientiUna volta aperta la partita IVA e allestito lo studio, la sfida principale del logopedista neoprofessionista è costruire la propria clientela. Le strategie più efficaci nel 2026 sono:Convenzioni con studi medici e poliambulatori: contattare otorinolaringoiatri, foniatri, neurologi, neuropsichiatri infantili, dentisti/ortodontisti, geriatri della propria zona e proporre collaborazioni a tariffa concordata o invii reciproci. Questo è il canale storicamente più produttivo.Referral con pediatri di libera scelta: per chi si occupa di logopedia pediatrica, costruire un rapporto solido con 4-5 pediatri della zona può portare 30-50 valutazioni l’anno. È utile preparare brochure informative e presentazioni di 30 minuti su DSA, ritardi del linguaggio o disfagia neonatale.Convenzioni con scuole, asili e nidi: proporsi per screening del linguaggio nelle scuole materne (in collaborazione con i pediatri di comunità), per formazione agli insegnanti su DSA e per consulenze al doposcuola specializzato.Convenzioni ASL per liste d’attesa: alcune ASL stipulano convenzioni con liberi professionisti per smaltire le liste d’attesa, soprattutto per DSA e ritardi del linguaggio. Le tariffe sono regolate ma il volume è significativo.Google Business Profile: una scheda Google ottimizzata con foto dello studio, recensioni dei pazienti (richieste con tatto e privacy), orari, mappa e categorie corrette (“Logopedista”, “Speech Therapist”) porta in media il 30-40% dei nuovi pazienti privati.Sito web professionale e SEO locale: anche un sito di 5-6 pagine ottimizzato per “logopedista [città]”, “trattamento DSA [città]”, “balbuzie bambini [città]” è un investimento di 800-1.500 euro che genera contatti per anni.Social media specializzati: Instagram e TikTok funzionano bene per logopedia pediatrica e voice training (contenuti educativi per genitori), LinkedIn per il networking professionale con altri sanitari.Iscrizione a piattaforme: MioDottore, Pagine Bianche Salute, Doctolib aumentano la visibilità (ma comportano costi mensili o commissioni).Eventi formativi e divulgativi: organizzare incontri gratuiti su DSA per genitori, screening gratuiti nelle scuole o conferenze per insegnanti è un ottimo modo per farsi conoscere.Tipicamente serve circa 1 anno di attività per raggiungere un volume di lavoro stabile (15-20 pazienti settimanali) e 2-3 anni per un’agenda completa. Per accelerare, può essere utile partire affittando ore in uno studio già avviato o lavorando come collaboratore in un poliambulatorio nei primi 12-18 mesi. 📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.💼 Hai bisogno di gestire la tua Partita IVA forfettario?Il CAF Centro Fiscale è specializzato in apertura e gestione P.IVA forfettario per professionisti: medici, psicologi, fisioterapisti, infermieri, architetti, ingegneri, geometri e altre categorie. Servizio completo interamente online da tutta Italia o in sede a Udine/Cividale. 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Inoltre serve l’autorizzazione del datore di lavoro (D.lgs. 165/2001) e l’aliquota Gestione Separata sarà del 24% (non 26,07%) perché si ha già altra copertura previdenziale.Le mie prestazioni di logopedia sono detraibili al 19%?Sì. Le prestazioni del logopedista sono spese sanitarie detraibili al 19% (oltre la franchigia di 129,11 euro complessivi), trasmesse automaticamente al Sistema Tessera Sanitaria e precaricate nella dichiarazione precompilata del paziente. Il pagamento deve essere tracciabile (no contanti).Devo fatturare con IVA al 22%?No. Le prestazioni sanitarie del logopedista sono esenti IVA ai sensi dell’art. 10, n. 18, del DPR 633/1972, indipendentemente dal regime fiscale (forfettario o ordinario). In fattura va indicata la dicitura di esenzione e, sopra 77,47 euro, applicata la marca da bollo da 2 euro.Devo iscrivermi a una cassa professionale specifica?No. I logopedisti non hanno una cassa di previdenza autonoma e si iscrivono obbligatoriamente alla Gestione Separata INPS (Legge 335/1995). L’aliquota è del 26,07% per chi non ha altra copertura previdenziale, del 24% per chi è già coperto altrove.Posso fare teleriabilitazione e fatturarla come prestazione sanitaria?Sì. La teleriabilitazione è espressamente prevista dalle Linee guida nazionali sulla telemedicina (Conferenza Stato-Regioni 2020) e dal D.M. 30 settembre 2022. È una prestazione sanitaria a tutti gli effetti: esente IVA, soggetta a invio Sistema TS, detraibile al 19%. È buona pratica indicare in fattura la modalità “teleriabilitazione”.Quanto guadagna un logopedista in regime forfettario?Con il regime forfettario start-up al 5%, un logopedista trattiene circa il 76-77% del fatturato. Esempi: 25.000 € fatturato → ~19.200 € netti; 40.000 € fatturato → ~30.700 € netti; 55.000 € fatturato → ~42.200 € netti. Con aliquota al 15% (dal sesto anno) la percentuale netta scende a circa il 71%.Devo fare fattura elettronica via SdI ai privati?No. Le fatture per prestazioni sanitarie verso persone fisiche i cui dati sono inviati al Sistema TS non vanno trasmesse via SdI (art. 10-bis D.L. 119/2018). Si emettono in cartaceo o PDF e si consegnano al paziente. La fatturazione elettronica via SdI resta obbligatoria solo per le prestazioni B2B (verso aziende, ASL, studi medici).Serve la SCIA per aprire uno studio di logopedia?Sì, è generalmente richiesta una SCIA sanitaria al Comune o alla ASL territoriale, con regole che variano da Regione a Regione. Per gli studi monoprofessionali la procedura è semplificata. Vanno rispettati requisiti di idoneità dei locali, igiene, sicurezza e accessibilità. Lo studio può essere ubicato anche in immobile residenziale come “studio professionale” senza cambio d’uso.Il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarmi?Sì. Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste i logopedisti nella scelta del regime fiscale, nell’apertura della partita IVA, nella gestione delle dichiarazioni dei redditi (modello Redditi PF), nell’invio al Sistema Tessera Sanitaria, nel calcolo dei contributi INPS Gestione Separata e nella pianificazione fiscale per ottimizzare il carico tributario. Contattaci per una consulenza personalizzata.Conclusioni: aprire P.IVA logopedista nel 2026 convieneAprire la partita IVA come logopedista nel 2026 rappresenta una scelta professionale e fiscale conveniente per molti motivi: il regime forfettario al 5% per i primi 5 anni consente di trattenere oltre tre quarti del fatturato; l’esenzione IVA art. 10 e la detraibilità 19% rendono le prestazioni più appetibili per i pazienti; la teleriabilitazione apre nuovi mercati anche oltre la propria città; il crescente bisogno di interventi su DSA, balbuzie, disfagia geriatrica e voice training garantisce una domanda sostenuta.Le criticità da pianificare con attenzione sono il limite di 30.000 euro di reddito da lavoro dipendente (cruciale per chi è già dipendente ASL), la corretta gestione del Sistema TS, la marca da bollo sulle fatture e il salto da 5% a 15% al sesto anno di attività.Per ricevere assistenza completa nell’apertura della partita IVA, nella scelta del regime fiscale e nella gestione fiscale e previdenziale annuale, il CAF Centro Fiscale di Udine mette a disposizione consulenti specializzati nelle professioni sanitarie. Prenota una consulenza online o in sede.★ Scelta in evidenza · SponsorApri un conto business con QontoUna soluzione completa per freelance, professionisti e PMI: gestisci fatturazione, spese e contabilita in un unico posto.🇮🇹IBAN italiano⚡Apertura in 10 min📄Fattura elettronica💳Carta Mastercard 🚀 Visita Qonto e apri il conto →Link affiliato. Aprendo il conto tramite questo link, il CAF Centro Fiscale puo ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per te.Maggio 25, 2026/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-25 14:00:002026-05-31 22:23:06Partita IVA Logopedista 2026: Guida Completa Regime Forfettario, Tasse e Contributi
Osteopati, PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIOPartita IVA Osteopata 2026: Apertura, Regime Forfettario, Ruolo Sanitario e FatturazioneAprire la partita IVA come osteopata nel 2026 significa entrare a pieno titolo in una professione sanitaria riconosciuta dallo Stato italiano. Dal 2017, con la Legge 3/2018 (Legge Lorenzin) e successivamente con il DPCM 7 luglio 2021, l’osteopatia è stata istituita come professione sanitaria autonoma, con percorso universitario dedicato (Laurea L/SNT in Osteopatia) e iscrizione obbligatoria all’elenco speciale TSRM-PSTRP.Questa guida affronta in modo completo tutti gli aspetti fiscali, previdenziali e operativi che riguardano l’osteopata libero professionista: codice ATECO 86.90.29, regime forfettario al 5% o 15%, Gestione Separata INPS, Sistema Tessera Sanitaria, esenzione IVA art. 10 DPR 633/1972, fatturazione elettronica e calcoli pratici delle tasse.Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste osteopati su tutto il territorio nazionale nell’apertura della partita IVA, nella scelta del regime fiscale più conveniente e nella gestione completa di fatturazione e dichiarazione redditi.Osteopata: professione sanitaria riconosciuta dal 2017L’osteopatia è una professione sanitaria autonoma riconosciuta in Italia con l’articolo 7 della Legge n. 3 dell’11 gennaio 2018 (cosiddetta “Legge Lorenzin”), che ha modificato il D.lgs. 502/1992 istituendo nuove professioni sanitarie. Successivamente, il DPCM 7 luglio 2021 ha definito ufficialmente il profilo dell’osteopata, le competenze professionali e l’ordinamento didattico universitario.L’osteopata è il professionista sanitario che, con autonomia di giudizio e responsabilità diretta, applica la manipolazione osteopatica finalizzata al trattamento delle disfunzioni di carattere muscolo-scheletrico, viscerale e cranio-sacrale. L’osteopata non somministra farmaci, non esegue diagnosi mediche e non sostituisce la figura del medico, ma opera come professionista sanitario complementare nel campo del benessere muscolo-scheletrico.Tappe principali del riconoscimento2017: la Legge 3/2018 istituisce l’osteopatia tra le professioni sanitarie2020: avvio del percorso transitorio con il Decreto interministeriale 7 luglio 20202021: DPCM 7 luglio 2021 individua il profilo professionale dell’osteopata2023: avviati i corsi di laurea triennale e magistrale in Osteopatia2024: prime lauree, ingresso nel Sistema Tessera Sanitaria e detraibilità delle prestazioni come spese sanitarie ★ Scelta in evidenza · SponsorQonto: il conto business per Partita IVATra le opzioni piu complete sul mercato per liberi professionisti e PMI: IBAN italiano, fatturazione elettronica integrata, supporto in italiano e categorizzazione automatica delle spese.✓ Apertura 100% online in 10 minuti✓ Da 9 euro al mese – Prova gratuita disponibile✓ IBAN italiano (utile per F24 e Agenzia Entrate)✓ Integrazione con Fatture in Cloud, Aruba e altri software Visita Qonto e prova gratis →Link affiliato: aprendo il conto tramite questo link, il CAF puo ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per te.Differenze tra osteopata, fisioterapista, chiropratico e massofisioterapistaUna delle confusioni più frequenti riguarda le differenze tra l’osteopata e altre figure professionali che operano sul corpo. Ecco un confronto chiaro:FiguraRiconoscimentoPercorso formativoAmbitoOsteopataProfessione sanitaria (Legge 3/2018)Laurea L/SNT Osteopatia o percorso transitorio ESO+EPManipolazione osteopatica muscolo-scheletrica, viscerale e cranio-sacraleFisioterapistaProfessione sanitaria (D.M. 741/1994)Laurea L/SNT2 FisioterapiaRiabilitazione motoria su prescrizione medicaChiropraticoRiconosciuto dalla Legge 244/2007 ma senza ordinamento didatticoLaurea estera (es. UK, USA)Manipolazioni vertebraliMassofisioterapistaOperatore sanitario (anteriore al 1999)Diploma triennale regionaleMassaggio terapeuticoL’osteopata, a differenza del fisioterapista, non opera necessariamente su prescrizione medica ed è abilitato alla valutazione osteopatica autonoma. Rispetto al chiropratico, gode di un percorso universitario italiano strutturato. Rispetto al massofisioterapista, ha un riconoscimento sanitario pieno con elenco speciale presso l’ordine TSRM-PSTRP.Requisiti formativi: laurea o percorso transitorioPer esercitare la professione di osteopata in Italia con partita IVA è necessario possedere uno dei seguenti titoli:Percorso ordinario: laurea L/SNT OsteopatiaDal 2024 è attivo il Corso di Laurea triennale in Osteopatia (Classe L/SNT – Professioni sanitarie) presso varie università italiane, con accesso a numero programmato. Il percorso prevede:3 anni di laurea triennale (180 CFU) con esame finale abilitantePossibilità di proseguire con laurea magistrale L/SNT2/MAG (2 anni, 120 CFU)Tirocinio clinico obbligatorio in strutture convenzionateEsame di Stato abilitante alla professionePercorso transitorio (ad esaurimento)Per chi ha conseguito il diploma osteopatico prima dell’entrata in vigore del DPCM 2021, è previsto un percorso transitorio con doppio canale:Canale A: laureati in professioni sanitarie (es. fisioterapisti) con diploma osteopatico ESO o equivalente di scuola privata accreditataCanale B: diplomati osteopati con percorso di studio T1 (a tempo pieno, 5 anni) o T2 (part-time, 6 anni) presso scuole riconosciute (ESO, EP, AIMO, ecc.)I professionisti del percorso transitorio devono superare una prova di valutazione nazionale per essere inseriti nell’elenco speciale ad esaurimento dell’albo TSRM-PSTRP. Iscrizione all’elenco speciale TSRM-PSTRPTutti gli osteopati abilitati devono iscriversi all’Ordine dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione (TSRM-PSTRP) presso l’ordine territoriale della provincia di residenza o di esercizio.Documenti necessari per l’iscrizioneDomanda di iscrizione (modulo dell’ordine territoriale)Titolo di studio in originale o copia autenticataDocumento di identità e codice fiscaleCertificato di residenza o domicilio professionaleQuietanza di pagamento tassa di concessione governativa (€ 168) e quota di iscrizioneDue fototessereLa quota annuale è variabile per ordine territoriale ma generalmente si attesta tra 120 e 180 euro all’anno. È integralmente deducibile come spesa professionale (anche per i forfettari, in modo indiretto tramite coefficiente di redditività).Obbligo ECMCome professione sanitaria, l’osteopata è soggetto all’obbligo formativo ECM (Educazione Continua in Medicina): 150 crediti ogni triennio (50 crediti l’anno). I corsi ECM sono interamente deducibili come spese di aggiornamento professionale.Codice ATECO osteopata 2026: 86.90.29Il codice ATECO da utilizzare in fase di apertura partita IVA per l’osteopata è:86.90.29 — Altri servizi di assistenza sanitaria n.c.a. (non classificati altrove)Questo codice include le prestazioni sanitarie erogate da professionisti abilitati al di fuori delle categorie specifiche (medici, infermieri, fisioterapisti, ecc.). È lo stesso codice ATECO utilizzato per altri professionisti sanitari come dietisti, podologi e logopedisti.Coefficiente di redditività e regime forfettarioNel regime forfettario, il codice ATECO 86.90.29 ha un coefficiente di redditività del 78% (settore “Servizi professionali e sanitari”). Questo significa che, sul fatturato lordo, il 78% è considerato reddito imponibile e il restante 22% è la quota forfettaria di costi deducibili.Esempio: se l’osteopata fattura 30.000 € in un anno, il reddito imponibile sarà 30.000 × 78% = 23.400 €, su cui si calcolano sia le tasse che i contributi INPS Gestione Separata. Regime forfettario per osteopata: aliquote e limitiIl regime forfettario è la scelta più conveniente per la maggior parte degli osteopati che avviano l’attività. Le condizioni per il 2026 sono:Limite di ricavi: 85.000 € annuiAliquota imposta sostitutiva: 5% per i primi 5 anni di attività (start-up), poi 15%Coefficiente di redditività: 78% (ATECO 86.90.29)No IRPEF, no addizionali, no IRAP: tutto sostituito dall’imposta sostitutivaNo IVA: nessun obbligo di applicazione, nessuna detrazioneNo studi di settore / ISARequisiti per l’aliquota agevolata al 5%Per accedere all’aliquota ridotta al 5% (start-up), l’osteopata deve:Non aver esercitato attività artistica, professionale o d’impresa nei 3 anni precedentiNon proseguire un’attività precedentemente svolta come dipendente o collaboratore (con limitate eccezioni per il tirocinio)Se prosegue un’attività esistente, i ricavi del periodo precedente non devono superare il limite forfettarioCause di esclusioneReddito da lavoro dipendente o pensione superiore a 30.000 € nell’anno precedenteSpese per personale dipendente superiori a 20.000 €Partecipazione in società di persone, SRL trasparenti o associazioni professionaliFatturazione prevalente verso ex datore di lavoro (o aziende collegate) negli ultimi 2 anniContributi INPS: Gestione Separata 2026L’osteopata non ha una cassa previdenziale dedicata (a differenza di medici-ENPAM, infermieri-ENPAPI, psicologi-ENPAP, biologi-ENPAB). Deve quindi iscriversi alla Gestione Separata INPS, ai sensi della Legge 335/1995.Aliquote Gestione Separata 202626,07%: aliquota piena per professionisti senza altra copertura previdenziale (25% IVS + 1,07% maternità/malattia/ANF)24%: aliquota ridotta per professionisti già iscritti ad altra forma pensionistica obbligatoria (es. lavoratori dipendenti) o titolari di pensioneMassimale e minimaleMassimale 2026: circa 119.650 € (oltre questa soglia non si versano contributi)Minimale: la Gestione Separata NON ha contributi minimi obbligatori; si paga in proporzione al reddito effettivoIscrizione alla Gestione SeparataL’iscrizione si effettua online sul portale INPS (con SPID/CIE) entro il primo pagamento dei contributi. È contestuale all’apertura della partita IVA e non prevede oneri di iscrizione iniziali.Versamento contributiI contributi si versano con F24, calcolati sul reddito dichiarato (per i forfettari sul 78% del fatturato). Le scadenze coincidono con quelle delle imposte:30 giugno: saldo anno precedente + primo acconto (50% del dovuto)30 novembre: secondo acconto (50% del dovuto) Sistema Tessera Sanitaria: obbligo dal 2024Dal 1° gennaio 2024, in seguito al riconoscimento dell’osteopatia come professione sanitaria, l’osteopata è obbligato all’invio dei dati delle proprie fatture al Sistema Tessera Sanitaria (STS), ai sensi dell’articolo 3, comma 3 del DPR 600/1973 e successivi provvedimenti del Ministero dell’Economia e delle Finanze.Cosa prevede l’obbligo STSTrasmissione di tutte le fatture emesse a persone fisiche residenti in ItaliaFrequenza: mensile o semestrale a scelta del professionistaInformazioni richieste: codice fiscale del paziente, importo, data, tipologia di spesaSanzioni in caso di omissione: da 100 a 50.000 € in base alla gravitàDetraibilità per il pazienteLe prestazioni dell’osteopata, inviate al Sistema TS, sono detraibili al 19% come spese sanitarie ex articolo 15 del TUIR per il paziente, sempre che siano superiori alla franchigia di 129,11 € annui complessivi e siano pagate con strumenti tracciabili (bancomat, carta di credito, bonifico, app di pagamento).Questa novità rappresenta un vantaggio competitivo enorme per gli osteopati: le prestazioni costano “meno” al paziente grazie alla detrazione, fidelizzando la clientela.Diritto di opposizione del pazienteIl paziente può opporsi all’invio dei dati al Sistema TS. In questo caso, l’osteopata indica nella fattura “Paziente che si oppone all’invio dei dati al Sistema TS” e la fattura non viene trasmessa, ma il paziente perde il diritto alla detrazione automatica nella precompilata (può comunque dichiararla manualmente).Esenzione IVA art. 10 DPR 633/1972 e fatturazioneLe prestazioni dell’osteopata, in quanto erogate da professionista sanitario, beneficiano dell’esenzione IVA prevista dall’articolo 10, comma 1, n. 18 del DPR 633/1972, che esenta da IVA le “prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione rese alla persona” da parte di professionisti sanitari abilitati.Conseguenze dell’esenzione IVANO addebito IVA al paziente (la fattura non riporta IVA)L’osteopata non può detrarre l’IVA sugli acquisti professionaliImposta di bollo di 2 € per fatture di importo superiore a 77,47 € (carico legale del cliente, ma in genere a carico dell’osteopata per prassi commerciale)In fattura va indicata la dicitura: “Operazione esente da IVA art. 10, comma 1, n. 18 DPR 633/1972”Fatturazione elettronica B2CPer le prestazioni sanitarie a privati cittadini, è previsto un regime particolare:I forfettari sotto la soglia di 25.000 € di fatturato sono esenti dall’obbligo di fatturazione elettronica fino al 31 dicembre 2024 (dal 2025 obbligo per tutti)Per le prestazioni inviate al Sistema TS, vige il divieto di fatturazione elettronica via SDI per motivi di privacy: la fattura va emessa solo in formato cartaceo o PDF al paziente, e i dati trasmessi al portale STSCodice destinatario: “0000000” (sette zeri) per cliente privato senza PECEsempio fattura osteopata (forfettario)Trattamento osteopatico: 70,00 € Operazione esente IVA art. 10, c. 1, n. 18 DPR 633/1972 Operazione effettuata da soggetto in regime forfettario art. 1 c. 54-89 L. 190/2014 Imposta di bollo: 2,00 € (assolta in modo virtuale) Totale fattura: 72,00 € Prestazioni tipiche e tariffe medieLe tariffe dell’osteopata sono libere (non esiste un tariffario nazionale), ma in Italia si attestano su valori abbastanza standard:PrestazioneDurataTariffa mediaPrima visita osteopatica + valutazione posturale60-75 min70 – 100 €Trattamento osteopatico standard (follow-up)45-60 min60 – 80 €Trattamento pediatrico (neonati / bambini)30-45 min60 – 90 €Trattamento sportivo specifico45-60 min70 – 100 €Visita osteopatica donna in gravidanza45-60 min70 – 90 €Pacchetto 5 sedute—250 – 400 €Le tariffe variano considerevolmente per area geografica: nelle grandi città del Nord (Milano, Torino, Bologna) si arriva facilmente a 90-110 € a seduta, mentre nelle zone del Sud Italia si parte spesso da 50-60 €.Studio professionale: SCIA, assicurazione e attrezzatureSCIA sanitariaL’osteopata che apre uno studio professionale autonomo deve presentare la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) sanitaria al Comune di riferimento. La SCIA attesta:Idoneità dei locali (superficie minima, areazione, illuminazione, servizi igienici)Rispetto delle norme igienico-sanitarie (DPR 14 gennaio 1997)Possesso del titolo abilitanteDirettore sanitario (può essere lo stesso osteopata)I requisiti dei locali sono dettati dalla normativa regionale: in genere si richiedono almeno 12-15 mq per la sala trattamenti, sala d’attesa e bagno separato.Assicurazione RC professionale obbligatoriaIn quanto professionista sanitario, l’osteopata deve sottoscrivere un’assicurazione di responsabilità civile professionale ai sensi della Legge 24/2017 (Legge Gelli-Bianco). Costi indicativi:Polizza base: 180-300 € all’anno per coperture fino a 1.000.000 €Polizza professionale completa: 300-500 € all’anno con tutela legaleAttrezzature: lettino osteopatico e altri strumentiL’investimento iniziale tipico di uno studio osteopatico include:Lettino osteopatico elettrico professionale: 1.200 – 3.500 €Lettino osteopatico portatile (per visite domiciliari): 400 – 800 €Negativoscopio per lettura RX: 100 – 250 €Pedana propriocettiva e materiale per valutazione posturale: 200 – 600 €Software gestionale per appuntamenti e fatturazione: 200 – 500 € l’annoAttenzione: nel regime forfettario non si deducono analiticamente le spese, perché il coefficiente del 78% include forfettariamente i costi. Il 22% del fatturato è già la quota di costi presunti. Pertanto, le spese del lettino e degli arredi non sono ulteriormente deducibili in regime forfettario.Solo passando al regime ordinario (semplificato o ordinario con contabilità) è possibile dedurre analiticamente le spese e ammortizzare i beni strumentali (lettino al 12,5% all’anno). Esempi di calcolo tasse osteopata in regime forfettarioVediamo tre scenari pratici di osteopata in regime forfettario, con coefficiente di redditività del 78% e aliquota Gestione Separata 26,07% (professionista senza altra copertura).Scenario 1: fatturato 25.000 € (start-up)Reddito imponibile: 25.000 × 78% = 19.500 €Imposta sostitutiva 5% (start-up): 19.500 × 5% = 975 €Contributi INPS Gestione Separata: 19.500 × 26,07% = 5.083,65 €Totale tasse + contributi: 6.058,65 € (24,2% del fatturato)Netto in tasca: 25.000 – 6.058,65 = 18.941,35 €Scenario 2: fatturato 40.000 € (consolidato)Reddito imponibile: 40.000 × 78% = 31.200 €Imposta sostitutiva 15% (oltre 5° anno): 31.200 × 15% = 4.680 €Contributi INPS Gestione Separata: 31.200 × 26,07% = 8.133,84 €Totale tasse + contributi: 12.813,84 € (32,0% del fatturato)Netto in tasca: 40.000 – 12.813,84 = 27.186,16 €Scenario 3: fatturato 60.000 € (professionista esperto)Reddito imponibile: 60.000 × 78% = 46.800 €Imposta sostitutiva 15%: 46.800 × 15% = 7.020 €Contributi INPS Gestione Separata: 46.800 × 26,07% = 12.200,76 €Totale tasse + contributi: 19.220,76 € (32,0% del fatturato)Netto in tasca: 60.000 – 19.220,76 = 40.779,24 €Nota: i contributi INPS versati nell’anno sono integralmente deducibili dal reddito imponibile dell’anno successivo (per chi è in forfettario, riducono la base imponibile dell’imposta sostitutiva).Osteopata dipendente con partita IVA: si può?Sì, è perfettamente compatibile essere lavoratore dipendente e avere partita IVA come osteopata, sia in regime forfettario che ordinario, purché:Il contratto di lavoro dipendente non vieti espressamente la libera professione (verificare clausole di esclusiva)Per il pubblico impiego vige il regime di esclusiva (occorre passare a part-time o richiedere autorizzazione)Se il reddito da lavoro dipendente è superiore a 30.000 €, scatta l’esclusione dal regime forfettarioPer la Gestione Separata si applica l’aliquota ridotta 24% (anziché 26,07%) perché già coperti previdenzialmenteTipica situazione: osteopata assunto in una clinica come fisioterapista o operatore sanitario e contemporaneamente libero professionista nel proprio studio. È una soluzione molto diffusa nei primi anni di attività.Collaborazioni con medici, fisioterapisti e centriL’osteopata può collaborare con altri professionisti sanitari attraverso diverse forme contrattuali:Affitto di camera all’interno di studi medici o poliambulatori (con regolare contratto di locazione e suddivisione spese)Contratto di prestazione professionale con clinica/poliambulatorio (l’osteopata fattura direttamente alla struttura)Collaborazione con fisioterapisti per casi che richiedono sia trattamento osteopatico sia riabilitativoConvenzioni con assicurazioni sanitarie integrative (UniSalute, RBM, FASI, ecc.)Le strutture sanitarie convenzionate possono fatturare direttamente al paziente e poi liquidare l’osteopata con compenso netto, oppure l’osteopata fattura direttamente al paziente e versa una quota fissa di affitto alla clinica. La seconda opzione è generalmente più conveniente fiscalmente. Pubblicità sanitaria: limiti della Legge Boldi (Boldi-Lorenzin)La Legge 145/2018 (Legge di Bilancio 2019), articolo 1, commi 525-526, ha introdotto severe limitazioni alla pubblicità sanitaria, applicabili anche all’osteopata in quanto professionista sanitario.Cosa è permessoComunicazioni informative funzionali alla scelta consapevole del pazienteIndicazione di prestazioni, qualifiche, titoli di studioRecapiti, orari e tariffeSito web e pagina social a contenuto informativoCosa è vietatoPromesse di guarigione o risultati garantitiSconti e promozioni di tipo commerciale (es. “2×1”, “porta un amico”, “scontistica del 50%”)Testimonianze cliniche di pazienti con immagini “before/after”Pubblicità ingannevole o suggestivaL’ordine TSRM-PSTRP vigila sul rispetto delle norme deontologiche pubblicitarie e può applicare sanzioni disciplinari in caso di violazione, fino alla sospensione dall’albo.Apertura partita IVA osteopata: passo per passoEcco la sequenza ottimale per aprire la partita IVA come osteopata:Iscrizione all’albo TSRM-PSTRP: prerequisito indispensabileApertura partita IVA: invio modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate (online tramite intermediario abilitato come il CAF, o tramite il proprio cassetto fiscale). ATECO 86.90.29, regime forfettarioIscrizione Gestione Separata INPS: tramite il portale INPS con SPID/CIEIscrizione al Sistema Tessera Sanitaria: via SPID, profilo “operatore sanitario” sul portale STSSCIA sanitaria: per chi apre uno studio (al SUAP del Comune)Sottoscrizione assicurazione RC professionale obbligatoriaAcquisto software gestionale per fatturazione e gestione appuntamentiComunicazione del codice destinatario e indirizzo PEC all’Agenzia delle EntrateIl tempo medio per completare l’intero iter è di 15-30 giorni. Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste in tutti i passaggi, dalla compilazione del modello AA9/12 fino alla registrazione al Sistema TS.📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. 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Solo prestazioni del tutto occasionali (limite 5.000 € lordi anno) possono essere svolte con prestazione occasionale, ma di fatto l’osteopata non può rientrare in questo regime perché si tratta di attività professionale continuativa.Quanto guadagna in media un osteopata?Le statistiche del Registro Italiano Osteopati (ROI) e del comitato professione osteopatica indicano un fatturato medio di 35.000 – 50.000 € lordi per osteopata libero professionista, con un netto medio in tasca tra 24.000 e 34.000 €. I professionisti più affermati nelle grandi città superano i 70.000 € di fatturato.L’osteopata può fare diagnosi mediche?No, l’osteopata non è un medico e non può fare diagnosi mediche né prescrivere farmaci. L’osteopata effettua una valutazione osteopatica finalizzata al trattamento manipolativo e, se necessario, indirizza il paziente al medico per accertamenti diagnostici.Le prestazioni dell’osteopata sono detraibili al 19%?Sì, dal 2024 le prestazioni dell’osteopata iscritto all’albo TSRM-PSTRP sono detraibili al 19% come spese sanitarie ai fini IRPEF, purché pagate con strumenti tracciabili e superiori complessivamente alla franchigia di 129,11 € annui.Quali sono i costi annuali fissi per un osteopata libero professionista?Quota albo TSRM-PSTRP: 120 – 180 €Assicurazione RC professionale: 200 – 400 €Software gestionale: 200 – 500 €Affitto studio o quota struttura: 3.000 – 12.000 €Aggiornamento ECM: 200 – 800 €Totale costi fissi: 4.000 – 14.000 € l’annoL’osteopata può lavorare anche a domicilio?Sì, l’osteopata può effettuare visite a domicilio del paziente. Per le visite domiciliari non è necessaria SCIA del Comune (perché lo studio è il domicilio professionale dell’osteopata), ma vige sempre l’obbligo di assicurazione RC e l’invio fattura al Sistema TS.Posso lavorare con minori e neonati?Sì, l’osteopata può trattare anche neonati, bambini e adolescenti, previa autorizzazione e firma del consenso informato da parte di entrambi i genitori (o tutore legale). I trattamenti pediatrici richiedono però una formazione specifica post-laurea, oggi prevista nei master di II livello.Cosa succede se supero gli 85.000 € di fatturato?Se nel corso dell’anno l’osteopata supera 85.000 € di fatturato ma resta entro 100.000 €, conclude l’anno in regime forfettario e dal 1° gennaio successivo passa al regime ordinario. Se invece supera i 100.000 € in corso d’anno, esce immediatamente dal forfettario e deve applicare l’IVA dal momento del superamento (con conseguente obbligo di rifatturazione delle operazioni successive con IVA).Il CAF Centro Fiscale assiste gli osteopati di tutta ItaliaIl CAF Centro Fiscale di Udine è specializzato nell’assistenza fiscale ai professionisti sanitari e assiste osteopati in tutta Italia, sia in presenza presso le sedi di Udine, sia online. I servizi includono:Apertura partita IVA con scelta del regime fiscale ottimaleGestione fatturazione elettronica e invio dati al Sistema TSVersamento contributi INPS Gestione Separata e calcolo F24Dichiarazione redditi annuale (Modello Redditi PF)Consulenza per il passaggio dal forfettario al regime ordinarioTenuta contabilità per chi sceglie il regime ordinarioConsulenza su SCIA sanitaria e adempimenti studioPer una consulenza personalizzata gratuita sull’apertura della tua partita IVA da osteopata, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine: 0432 1845053 oppure via email a info@centrofiscale.com.Nota legale: questo articolo ha finalità divulgative. Le aliquote, i limiti e le scadenze possono variare in base alle disposizioni dell’Agenzia delle Entrate, dell’INPS e della normativa vigente al momento. Per situazioni personali specifiche, è sempre consigliato rivolgersi al CAF di fiducia o a un commercialista abilitato.★ Scelta in evidenza · SponsorApri un conto business con QontoUna soluzione completa per freelance, professionisti e PMI: gestisci fatturazione, spese e contabilita in un unico posto.🇮🇹IBAN italiano⚡Apertura in 10 min📄Fattura elettronica💳Carta Mastercard 🚀 Visita Qonto e apri il conto →Link affiliato. Aprendo il conto tramite questo link, il CAF Centro Fiscale puo ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per te.Maggio 21, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-21 08:00:002026-05-31 22:23:31Partita IVA Osteopata 2026: Apertura, Regime Forfettario, Ruolo Sanitario e Fatturazione
PARTITA IVA, PARTITA IVA CON REGIME FORFETTARIOPartita IVA Dietista 2026: Guida Completa Regime Forfettario, Contributi e FatturazioneAprire la partita IVA da dietista nel 2026 è la scelta giusta per chi vuole esercitare la libera professione in autonomia, gestire il proprio studio nutrizionale e seguire pazienti privati con piani alimentari personalizzati. Il dietista è un professionista sanitario riconosciuto dalla Legge 42/1999, distinto dal biologo nutrizionista e dal medico dietologo, e la sua attività gode di vantaggi fiscali importanti: regime forfettario al 5% per i primi 5 anni, coefficiente di redditività al 78%, e fatturazione esente IVA come prestazione sanitaria.In questa guida completa del CAF Centro Fiscale di Udine ti spieghiamo passo dopo passo come aprire la partita IVA dietista 2026: dai requisiti formativi all’iscrizione all’Albo TSRM-PSTRP, dal codice ATECO corretto alla scelta del regime fiscale, dalla Gestione Separata INPS al Sistema Tessera Sanitaria. Trovi anche esempi pratici di calcolo tasse e contributi su fatturati di 20.000, 40.000 e 60.000 euro.Indice dei contenutiChi è il dietista: profilo professionale sanitarioDifferenza tra dietista, biologo nutrizionista e medico dietologoRequisiti per aprire la partita IVA da dietistaIscrizione all’Albo TSRM-PSTRPCodice ATECO dietista 2026Regime forfettario dietista: vantaggi e limitiGestione Separata INPS: aliquote 2026Sistema Tessera Sanitaria e detraibilitàFatturazione elettronica del dietistaTariffe e prestazioni tipicheStudio professionale: requisiti igienico-sanitariConsulenza online e telemedicina nutrizionaleMarketing sanitario e Legge BoldiEsempi pratici: calcolo tasse e contributiSbocchi professionali del dietistaFAQ: domande frequenti★ Scelta in evidenza · SponsorQonto: il conto business per Partita IVATra le opzioni piu complete sul mercato per liberi professionisti e PMI: IBAN italiano, fatturazione elettronica integrata, supporto in italiano e categorizzazione automatica delle spese.✓ Apertura 100% online in 10 minuti✓ Da 9 euro al mese – Prova gratuita disponibile✓ IBAN italiano (utile per F24 e Agenzia Entrate)✓ Integrazione con Fatture in Cloud, Aruba e altri software Visita Qonto e prova gratis →Link affiliato: aprendo il conto tramite questo link, il CAF puo ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per te.Chi è il dietista: profilo professionale sanitarioIl dietista è un professionista sanitario riconosciuto dal Servizio Sanitario Nazionale, istituito formalmente con il Decreto Ministeriale 14 settembre 1994 n. 744 e disciplinato dalla Legge 26 febbraio 1999 n. 42 (la cosiddetta “Legge Bindi”) che ha equiparato le professioni sanitarie non mediche alle altre figure del comparto sanitario.Secondo il profilo professionale, il dietista è l’operatore sanitario competente per tutte le attività finalizzate alla corretta applicazione dell’alimentazione e della nutrizione, compresi gli aspetti educativi e di collaborazione all’attuazione delle politiche alimentari. In pratica, il dietista:Elabora piani alimentari personalizzati per soggetti sani e malatiCollabora con il medico per il trattamento dietetico di patologie specifiche (diabete, obesità, malattie cardiovascolari, oncologiche)Studia ed elabora la composizione di razioni alimentari per soddisfare i bisogni nutrizionali di gruppi di popolazioneSvolge attività didattico-educative di informazione finalizzate alla diffusione di principi di alimentazione correttaOrganizza e coordina attività specifiche relative all’alimentazione in genere e alla dietetica applicataLa Legge 42/1999 ha definitivamente sancito che il dietista non è un “ausiliario sanitario” ma un professionista sanitario autonomo, dotato di specifiche competenze e responsabilità professionali. Questo riconoscimento legale è fondamentale per la libera professione: significa che il dietista può aprire la partita IVA, iscriversi all’Albo professionale e fatturare in regime di esenzione IVA come prestazione sanitaria (art. 10, n. 18, DPR 633/1972). Differenza tra dietista, biologo nutrizionista e medico dietologoUna delle confusioni più frequenti riguarda la differenza tra dietista, biologo nutrizionista e medico dietologo. Si tratta di tre figure professionali diverse, con percorsi formativi distinti, competenze parzialmente sovrapposte ma poteri prescrittivi diversi. Capire queste differenze è essenziale sia per i pazienti che per chi vuole intraprendere la professione.Il dietista (Laurea L/SNT3)Il dietista possiede la Laurea triennale in Dietistica appartenente alla classe L/SNT3 (professioni sanitarie tecniche). È un professionista sanitario abilitato all’elaborazione di piani alimentari sia per soggetti sani sia per persone affette da patologie. Per i soggetti malati, però, il dietista opera su prescrizione medica: il medico effettua la diagnosi, il dietista elabora il piano dietetico in collaborazione.Il biologo nutrizionista (Laurea Magistrale in Biologia)Il biologo nutrizionista è un biologo iscritto all’Ordine Nazionale dei Biologi (ONB) che si è specializzato in nutrizione umana. Il percorso formativo è una Laurea Magistrale in Scienze Biologiche (LM-6) o equivalente, seguita dall’Esame di Stato e iscrizione all’Albo. Anche il biologo nutrizionista può elaborare diete e piani alimentari, ma non è un professionista sanitario ai sensi della Legge 42/1999. Versa i contributi all’ENPAB (Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza dei Biologi) e non alla Gestione Separata INPS.Il medico dietologo (Specializzazione)Il medico dietologo è un laureato in Medicina e Chirurgia che ha completato una specializzazione in Scienza dell’Alimentazione o discipline affini. Essendo medico, ha poteri diagnostici e prescrittivi completi: può prescrivere farmaci, esami diagnostici, e ovviamente diete sia a soggetti sani sia a malati. Versa i contributi all’ENPAM.Tabella comparativaCaratteristicaDietistaBiologo NutrizionistaMedico DietologoTitoloLaurea triennale L/SNT3Laurea Magistrale BiologiaLaurea Medicina + SpecializzazioneAlboTSRM-PSTRPONBOMCeOCassaGestione Separata INPSENPABENPAMProf. sanitarioSìNo (biologo)Sì (medico)Prescrive farmaciNoNoSìDiete a saniSì autonomoSì autonomoSì autonomoDiete a malatiSu prescrizione medicaSu prescrizione medicaSì autonomoSistema TSObbligatorioObbligatorio (se sanitario)ObbligatorioDetraibilità 19%Sì spesa sanitariaSì spesa sanitariaSì spesa sanitaria Requisiti per aprire la partita IVA da dietistaPer aprire la partita IVA dietista nel 2026 servono alcuni requisiti formali e burocratici ben precisi. Vediamoli uno per uno.1. Laurea triennale in Dietistica (L/SNT3)Il primo requisito è il titolo di studio: Laurea triennale in Dietistica appartenente alla classe L/SNT3 (professioni sanitarie tecniche, area tecnico-assistenziale). Il corso ha durata di 3 anni (180 CFU) e si conclude con un esame finale che ha valore di esame di Stato abilitante all’esercizio della professione (ai sensi della Legge 8 gennaio 2002 n. 1).Sono validi anche i titoli equipollenti rilasciati prima del 1999, come il diploma universitario di Dietista o il diploma di Dietista regionale, purché riconosciuti ai sensi del DM 27 luglio 2000.2. Iscrizione all’Albo TSRM-PSTRPDopo la laurea, è obbligatoria l’iscrizione all’Albo professionale presso la Federazione Nazionale degli Ordini dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione (TSRM-PSTRP). L’iscrizione è territoriale, presso l’Ordine provinciale competente.3. Apertura partita IVAUna volta iscritto all’Albo, il dietista può aprire la partita IVA compilando il modello AA9/12 dell’Agenzia delle Entrate, indicando:Codice ATECO dell’attività (vedi sezione dedicata)Regime fiscale scelto (forfettario o ordinario)Sede dell’attività (anche presso l’abitazione)Data inizio attivitàL’apertura partita IVA è gratuita e può essere effettuata online tramite Fisconline/Entratel o tramite intermediario abilitato (CAF, commercialista).4. Iscrizione INPS Gestione SeparataContestualmente all’apertura della partita IVA, il dietista deve iscriversi alla Gestione Separata INPS. Non esistendo una cassa previdenziale specifica per i dietisti (a differenza di biologi, medici, avvocati, geometri), il dietista versa i contributi alla Gestione Separata.Iscrizione all’Albo TSRM-PSTRPL’Albo TSRM-PSTRP riunisce 19 professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione. La Federazione Nazionale è stata istituita con la Legge 11 gennaio 2018 n. 3 (cosiddetta “Legge Lorenzin”) che ha riformato gli ordini sanitari, trasformando i precedenti collegi in Ordini professionali a tutti gli effetti.Documenti necessari per l’iscrizioneDomanda di iscrizione (modulo scaricabile dal sito dell’Ordine provinciale)Diploma di laurea originale o copia autenticataCertificato di residenza o autocertificazioneCodice fiscale2 fotografie formato tesseraRicevuta versamento tassa di iscrizione (variabile per Ordine, indicativamente 168 euro tassa concessione governativa + quota Ordine)Marca da bollo da 16 euroQuota annualeLa quota annuale di iscrizione all’Ordine TSRM-PSTRP varia da Ordine a Ordine, ma indicativamente si attesta tra 80 e 130 euro l’anno. Questa spesa è interamente deducibile dal reddito professionale (per i contribuenti in regime ordinario) e non riduce il reddito per i forfettari, ma rimane un costo fisso da considerare.Obbligo formativo ECMCome tutti i professionisti sanitari, il dietista è soggetto all’obbligo di Educazione Continua in Medicina (ECM): deve acquisire 150 crediti ECM nel triennio. I corsi ECM sono spesso a pagamento e rappresentano un costo deducibile per chi è in regime ordinario. Codice ATECO dietista 2026La scelta del codice ATECO corretto è fondamentale perché determina il coefficiente di redditività in regime forfettario e classifica l’attività ai fini statistici e fiscali. Per il dietista libero professionista nel 2026, il codice di riferimento è:ATECO 86.90.29 – Altre attività paramediche indipendenti ncaQuesto codice ricomprende tutte le professioni sanitarie tecniche e della riabilitazione che non rientrano in categorie più specifiche, tra cui appunto i dietisti. È il codice più frequentemente attribuito dalle Camere di Commercio e dall’Agenzia delle Entrate per l’attività di dietista in libera professione.In alcuni casi viene utilizzato anche il codice 86.90.21 – Attività di fisioterapia, ma questo è formalmente riservato ai fisioterapisti. Verifica sempre con il tuo commercialista o presso il CAF Centro Fiscale di Udine quale codice sia più corretto in base alla tua attività prevalente.Coefficiente di redditività 78%Il codice ATECO 86.90.29 in regime forfettario applica un coefficiente di redditività del 78%. Questo significa che, ai fini fiscali, l’imponibile su cui calcolare l’imposta sostitutiva è il 78% del fatturato, mentre il restante 22% è considerato forfettariamente come “spese sostenute” (anche se non hai realmente sostenuto quelle spese).Esempio pratico: Marta è dietista in forfettario e fattura 30.000 euro nel 2026. Il suo reddito imponibile è 30.000 × 78% = 23.400 euro. Su questi 23.400 euro pagherà l’imposta sostitutiva (5% se nei primi 5 anni, 15% successivamente).Regime forfettario dietista: vantaggi e limitiIl regime forfettario è la scelta più conveniente per la stragrande maggioranza dei dietisti in libera professione, almeno nei primi anni di attività. Vediamo quali sono i requisiti, i vantaggi e i limiti.Requisiti per accedere al forfettario 2026Ricavi/compensi nell’anno precedente non superiori a 85.000 euroSpese per lavoro dipendente e collaborazioni non superiori a 20.000 euro lordiNon avere partecipazioni in società di persone, associazioni professionali o imprese familiariNon controllare srl o associazioni in partecipazione che svolgano attività riconducibiliNon aver percepito nell’anno precedente redditi da lavoro dipendente o assimilati superiori a 30.000 euroAliquote dell’imposta sostitutivaIl regime forfettario prevede un’imposta sostitutiva che sostituisce IRPEF, addizionali regionali/comunali e IRAP:5% per i primi 5 anni di attività (regime start-up), se sono soddisfatti i requisiti specifici (non aver svolto attività artistica, professionale o d’impresa nei 3 anni precedenti, non essere mera prosecuzione di attività precedente, ecc.)15% dal sesto anno in poi (o subito al 15% se non si hanno i requisiti start-up)Vantaggi del forfettario per il dietistaNiente IVA in fattura (oltre al fatto che le prestazioni sanitarie sono comunque esenti IVA art. 10)Niente ritenuta d’acconto (utile soprattutto per chi lavora con privati)Niente studi di settore o ISAEsonero registri IVA e dichiarazione IVA annualeContabilità semplificatissima: basta numerare e conservare le fatture emesseRiduzione contributi GS INPS del 35% facoltativa (ma non sempre conveniente, vedi sotto)Limiti e svantaggiNon puoi dedurre le spese reali: niente affitto studio, ECM, attrezzature dal reddito (la deduzione è già forfettaria al 22%)Niente detrazioni IRPEF per ristrutturazioni, ecobonus, spese mediche personali (perché non paghi IRPEF ma imposta sostitutiva)Limite 85.000 euro: superandolo, esci dal forfettario l’anno successivo (o subito se superi i 100.000 euro) Gestione Separata INPS: aliquote 2026A differenza di altri professionisti sanitari (medici con ENPAM, biologi con ENPAB, infermieri con ENPAPI), il dietista non ha una cassa previdenziale propria e versa i contributi alla Gestione Separata INPS istituita dall’art. 2, comma 26, della Legge 335/1995.Aliquote 2026Le aliquote contributive della Gestione Separata per il 2026 (in attesa di conferma dalla circolare INPS annuale) sono:26,07% per professionisti senza altra copertura previdenziale (quota IVS 25% + 1,07% maternità/malattia/ANF)24% per professionisti già iscritti ad altra forma previdenziale obbligatoria o pensionati (es. dietista che è anche dipendente part-time del SSN)Massimale e minimale 2026Massimale contributivo 2026: circa 119.650 euro (rivalutato annualmente)Minimale 2026: circa 18.555 euro (sotto questa soglia, comunque l’accredito contributivo è proporzionale al reddito effettivo)Come si calcolano e versanoI contributi GS INPS si calcolano sul reddito imponibile previdenziale, che per il forfettario coincide con il reddito imponibile fiscale (cioè fatturato × 78% per ATECO 86.90.29). Si versano con il modello F24 in 2 acconti (giugno e novembre) e saldo (giugno anno successivo).Esempio: Luca è dietista forfettario, ha fatturato 25.000 euro nel 2026. Imponibile = 25.000 × 78% = 19.500 euro. Contributi GS = 19.500 × 26,07% = 5.083,65 euro.Deducibilità dei contributiI contributi GS INPS versati sono interamente deducibili dal reddito imponibile dell’anno successivo, anche per i forfettari (è una delle poche deduzioni ammesse nel forfettario). Quindi se nel 2026 versi 5.000 euro di contributi GS, nel 2027 ridurrai il tuo reddito imponibile di 5.000 euro prima di applicare l’imposta sostitutiva.Sistema Tessera Sanitaria e detraibilitàIl Sistema Tessera Sanitaria (STS) è la piattaforma del Ministero dell’Economia che raccoglie tutte le spese sanitarie sostenute dai cittadini italiani per popolare automaticamente la dichiarazione dei redditi precompilata. Il dietista, in quanto professionista sanitario, è tenuto all’invio dei dati di tutte le fatture emesse a persone fisiche.Obbligo di invio dati al Sistema TSL’obbligo è disciplinato dal D.Lgs. 175/2014 e successive modifiche. Tutti i professionisti sanitari iscritti agli albi (incluso quindi il dietista iscritto al TSRM-PSTRP) devono trasmettere telematicamente al Sistema TS tutte le spese sanitarie pagate dai pazienti, con relativa indicazione del codice fiscale del paziente.Periodicità invioDal 2024 l’invio è diventato semestrale:Spese del primo semestre (gennaio-giugno) → entro il 30 settembreSpese del secondo semestre (luglio-dicembre) → entro il 31 gennaio dell’anno successivoDetraibilità del 19% per il pazienteLe prestazioni del dietista sono spese sanitarie detraibili al 19% ai fini IRPEF nella dichiarazione dei redditi del paziente (730 o Modello Redditi PF), come previsto dall’art. 15, comma 1, lett. c) del TUIR. La detrazione si applica sulla parte eccedente la franchigia di 129,11 euro complessivi annui di spese sanitarie. Per essere detraibili, le spese devono essere documentate da fattura e tracciate (bonifico, carta, POS), tranne che per i pagamenti a strutture pubbliche o convenzionate.Opposizione del pazienteIl paziente ha diritto di opporsi all’invio dei dati al Sistema TS. In quel caso, il dietista deve emettere fattura senza codice fiscale del paziente e annotare l’opposizione, e il paziente non vedrà la spesa nel 730 precompilato (ma potrà comunque detrarla manualmente). Fatturazione elettronica del dietistaLa fatturazione elettronica per il dietista presenta una particolarità importante che riguarda le fatture verso persone fisiche, in considerazione dell’invio dei dati al Sistema Tessera Sanitaria.Fatture verso pazienti privati (B2C)Per i dati trasmessi (o trasmissibili) al Sistema TS, c’è il divieto di fatturazione elettronica via SdI: il professionista sanitario emette fattura cartacea o PDF, ma non la trasmette al Sistema di Interscambio. Questo divieto serve a evitare duplicazioni con i dati inviati al Sistema TS.Quando emetti fattura a un paziente privato, indica:Dati anagrafici e codice fiscale del paziente (per detraibilità e Sistema TS)Tipologia prestazione (es. “visita dietistica”, “elaborazione piano alimentare”)Importo (esente IVA art. 10 n. 18 DPR 633/1972)Modalità di pagamento tracciato (bonifico, carta, POS) per la detraibilitàMarca da bollo da 2 euro se importo superiore a 77,47 euro (a carico del paziente o del professionista)Fatture verso aziende, ASL, cliniche (B2B)Verso aziende, cliniche, RSA, scuole o pubbliche amministrazioni il dietista emette fattura elettronica via SdI con il codice destinatario di 7 caratteri fornito dal cliente (o codice univoco IPA per la PA). In assenza di codice, si usa il codice convenzionale “0000000”.Esenzione IVA art. 10Le prestazioni sanitarie del dietista sono esenti IVA ai sensi dell’art. 10, comma 1, n. 18 del DPR 633/1972. In fattura va indicata la dicitura: “Operazione esente da IVA ai sensi dell’art. 10 comma 1 n. 18 DPR 633/1972”. Se sei in regime forfettario, aggiungi anche la dicitura: “Operazione in franchigia da IVA ai sensi dell’art. 1 commi 54-89 L. 190/2014”.Tariffe e prestazioni tipicheNon esiste un tariffario obbligatorio per i dietisti (i tariffari professionali sono stati aboliti con la Legge 248/2006), quindi ogni professionista è libero di definire le proprie tariffe. Tuttavia, esistono valori di mercato consolidati che possono fare da riferimento.Tariffe medie 2026Visita dietistica iniziale: 60-120 euro (anamnesi, valutazione, misurazioni antropometriche, bioimpedenziometria, prescrizione del piano alimentare)Controlli periodici: 40-70 euro (ogni 30-45 giorni circa)Pacchetto percorso completo (3-6 mesi): 250-600 euro (sconto rispetto a tariffe singole)Consulenza online (videoconsulto): 40-80 euroEducazione alimentare di gruppo (corsi/workshop): 30-50 euro a partecipanteConsulenza per disturbi alimentari (DCA): 70-100 euro a seduta (richiede competenze specifiche)Tipologie di prestazioniVisita dietistica con anamnesi alimentare e valutazione composizione corporeaPiano alimentare personalizzato per soggetti sani, sportivi, gravidanza, allattamentoConsulenza per obesità e sovrappeso in collaborazione con medico curanteSupporto nutrizionale per patologie (diabete, dislipidemie, intolleranze, celiachia, malattie infiammatorie intestinali) su prescrizione medicaEducazione alimentare in scuole, aziende, RSADisturbi del comportamento alimentare (DCA) in équipe con medico e psicologoNutrizione sportiva per atleti dilettanti e professionistiPianificazione menù collettivi per mense scolastiche, aziendali, ospedaliere Studio professionale: requisiti igienico-sanitariPer esercitare la professione di dietista in studio privato, è necessario rispettare alcuni requisiti igienico-sanitari e strutturali. La normativa di riferimento è regionale (DPR 14 gennaio 1997 e regolamenti regionali attuativi), quindi può variare da regione a regione.Studio professionale “semplice”Se eserciti come libero professionista in studio singolo (anche presso la tua abitazione), generalmente non serve l’autorizzazione sanitaria ma solo la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) al Comune e all’Azienda Sanitaria territorialmente competente. I requisiti tipici sono:Locale destinato all’attività con superficie minima (circa 9-12 mq)Bagno con antibagno e lavaboPavimenti e pareti facilmente lavabiliAerazione naturale o meccanicaSala d’attesa (anche piccola)Lettino o scrivania per la visitaBilancia professionale e altimetroStrumenti di misurazione (plicometro, metro, eventualmente bioimpedenziometro)Ambulatorio o poliambulatorioSe invece operi in un ambulatorio con più professionisti o in una struttura più complessa (es. centro di diagnostica), serve l’autorizzazione sanitaria rilasciata dalla Regione/ASL e l’eventuale accreditamento per convenzioni con il SSN. I requisiti sono più stringenti: spazi maggiori, dispositivi medici, direttore sanitario, ecc.Bilancia bioimpedenziometricaLa bilancia bioimpedenziometrica (BIA) è uno strumento utilissimo per il dietista: misura la composizione corporea (massa magra, massa grassa, acqua corporea totale) tramite un debole impulso elettrico. I modelli professionali hanno costi tra 1.500 e 5.000 euro. Per il forfettario, l’acquisto non genera deduzione (il regime è già forfettario al 22%), mentre per il regime ordinario è un bene strumentale ammortizzabile in 4-6 anni o, se di costo unitario inferiore a 516,46 euro, deducibile interamente nell’anno.Consulenza online e telemedicina nutrizionaleLa consulenza online e la telemedicina nutrizionale sono diventate prassi consolidate dopo il periodo pandemico, e le linee guida del Ministero della Salute (Decreto 30 settembre 2022) hanno regolamentato la telemedicina specialistica anche per le professioni sanitarie tecniche come il dietista.Cosa serve per la consulenza onlinePiattaforma sicura conforme al GDPR (Zoom Healthcare, Doxy.me, oppure piattaforme italiane come Paginemediche, MioDottore, ecc.)Consenso informato del paziente al trattamento dati e alla telemedicinaMisurazioni: il paziente effettua autonomamente peso e misure circonferenze (con istruzioni del dietista)Cartella clinica digitale conservata in conformità GDPRFatturazione consulenza onlineLa fatturazione della consulenza online segue le stesse regole della consulenza in presenza: invio al Sistema TS, esenzione IVA, marca da bollo se sopra 77,47 euro. La fattura va emessa anche se il paziente è residente all’estero, purché il servizio sia reso a un cittadino italiano. Per pazienti UE non italiani vale la regola del luogo di residenza del committente (B2C in UE: tassazione nel Paese del prestatore se professionale).Marketing sanitario e Legge BoldiLa pubblicità sanitaria è regolamentata dalla Legge 4 agosto 2017 n. 124 (modificata dalla Legge “Boldi” del 2018, art. 9-bis L. 145/2018) che pone vincoli stringenti per i professionisti sanitari, dietisti compresi.Cosa è permessoInformazioni veritiere e verificabili sulle prestazioni offerteIndicazione di titoli professionali e specializzazioni (con riferimento normativo)Tariffe (in modo trasparente)Sito web, social, biglietti da visitaInserzioni informative su giornali e onlineCosa è vietatoPubblicità comparativa (“io sono il migliore dietista di Udine”)Promesse di risultato (“perderai 10 kg in 30 giorni garantito”)Offerte tipo sconti, coupon, gruppi acquisto tipo GrouponTestimonianze “prima/dopo” di pazienti (se non in forma anonima e con consenso)Diciture ingannevoli o non verificabiliL’Ordine TSRM-PSTRP vigila sulla correttezza della pubblicità sanitaria e può comminare sanzioni disciplinari (richiamo, censura, sospensione, radiazione) in caso di violazioni gravi o reiterate. Esempi pratici: calcolo tasse e contributiVediamo ora tre esempi pratici di calcolo tasse e contributi per dietista in regime forfettario, con coefficiente di redditività 78% e Gestione Separata INPS al 26,07% (senza altra copertura).Esempio 1: Fatturato 20.000 euro (start-up, primo anno)Fatturato lordo: 20.000 €Coefficiente redditività 78% → Reddito imponibile: 15.600 €Aliquota forfettario start-up: 5% → Imposta sostitutiva: 780 €Contributi GS INPS 26,07% su 15.600 €: 4.066,92 €Totale tasse e contributi: 4.846,92 €Reddito netto: 15.153,08 € (76% del fatturato)Esempio 2: Fatturato 40.000 euro (forfettario start-up)Fatturato lordo: 40.000 €Reddito imponibile (78%): 31.200 €Imposta sostitutiva 5%: 1.560 €Contributi GS INPS 26,07% su 31.200 €: 8.133,84 €Totale tasse e contributi: 9.693,84 €Reddito netto: 30.306,16 € (76% del fatturato)Esempio 3: Fatturato 60.000 euro (forfettario regime ordinario 15%)Fatturato lordo: 60.000 €Reddito imponibile (78%): 46.800 €Imposta sostitutiva 15%: 7.020 €Contributi GS INPS 26,07% su 46.800 €: 12.200,76 €Totale tasse e contributi: 19.220,76 €Reddito netto: 40.779,24 € (68% del fatturato)Nota importante: i contributi GS INPS versati nell’anno precedente sono deducibili dal reddito imponibile dell’anno corrente. Quindi i calcoli a regime (dal secondo anno in poi) mostrano un netto leggermente più alto perché si deducono i contributi pagati l’anno prima.Vuoi un calcolo personalizzato sulla tua situazione specifica? Prenota un appuntamento presso il CAF Centro Fiscale di Udine: ti aiutiamo a valutare se il forfettario è la scelta migliore per te e a pianificare i versamenti F24.Sbocchi professionali del dietistaIl dietista può lavorare in molti contesti diversi, sia come libero professionista sia come dipendente (anche in modalità ibrida, con doppia attività). Vediamo i principali sbocchi professionali nel 2026.Studio privato (libera professione)Lo studio professionale privato è la modalità di esercizio principale per chi sceglie l’autonomia. Permette flessibilità di orari, gestione diretta dei pazienti, possibilità di specializzarsi in aree specifiche (sport, DCA, pediatria nutrizionale).Strutture sanitarie pubbliche e privateOspedali (servizio dietetico, reparti specialistici come oncologia, diabetologia, gastroenterologia)Cliniche private accreditate e centri di diagnosticaRSA (Residenze Sanitarie Assistenziali) per pianificazione menù e supporto nutrizionale anzianiCentri DCA (Disturbi del Comportamento Alimentare)Centri sportivi e di riabilitazioneSettore privato non sanitarioAziende di ristorazione collettiva (mense scolastiche, aziendali, ospedaliere)Industria alimentare (consulenza per sviluppo prodotti, etichettatura nutrizionale)Palestre e centri fitness (consulenza nutrizionale agli iscritti)Scuole (educazione alimentare, formazione personale mensa)Comunicazione e divulgazione (siti web, canali social, libri, riviste)Doppia attività dipendente + libero professionistaMolti dietisti combinano un part-time dipendente (es. ospedale, RSA) con la libera professione pomeridiana. In questo caso, l’aliquota Gestione Separata scende al 24% (perché c’è già copertura previdenziale dal lavoro dipendente). Attenzione però: se il reddito da dipendente nell’anno precedente supera 30.000 euro lordi, non si può accedere al forfettario. 📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre l’apertura e gestione della partita IVA in regime forfettario o ordinario. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.💼 Hai bisogno di gestire la tua Partita IVA forfettario?Il CAF Centro Fiscale è specializzato in apertura e gestione P.IVA forfettario per professionisti: medici, psicologi, fisioterapisti, infermieri, architetti, ingegneri, geometri e altre categorie. Servizio completo interamente online da tutta Italia o in sede a Udine/Cividale. Include il software di fatturazione elettronica fatturazioneitalia.it con prezzo bloccato 5 anni. 📋 Scopri il servizio 💬 Scrivici su WhatsApp 🧾 Fatturazione elettronicaFAQ: domande frequenti sulla partita IVA del dietista1. Il dietista può prescrivere farmaci?No. Il dietista non può prescrivere farmaci. La prescrizione farmacologica è un atto esclusivo del medico (laurea in Medicina e Chirurgia + abilitazione). Il dietista può consigliare integratori alimentari (in vendita libera) e formulare piani alimentari, ma non può prescrivere terapie farmacologiche neppure di tipo nutrizionale (es. integratori di vitamina D ad alto dosaggio).2. Il dietista può seguire pazienti diabetici o oncologici da solo?No, deve operare con prescrizione medica. Per pazienti affetti da patologie (diabete, malattie cardiovascolari, oncologiche, IBD, celiachia certificata, ecc.) il dietista elabora il piano alimentare su prescrizione del medico curante. Per soggetti sani (perdita peso, sport, gravidanza fisiologica), il dietista opera in piena autonomia.3. Devo iscrivermi all’Ordine dei Biologi?No. L’iscrizione all’Ordine Nazionale dei Biologi (ONB) riguarda solo i biologi nutrizionisti, che hanno laurea magistrale in Biologia. Il dietista si iscrive esclusivamente all’Albo TSRM-PSTRP della propria provincia.4. Quanto guadagna in media un dietista libero professionista?Il guadagno medio è molto variabile in base a esperienza, posizione geografica, tipologia di clientela e specializzazioni. Indicativamente: un dietista al primo anno fattura 15.000-25.000 euro; con 3-5 anni di esperienza si arriva a 30.000-45.000 euro; professionisti affermati (10+ anni, specializzazioni) possono superare i 60.000-80.000 euro annui. Il netto post-tasse, in forfettario start-up, è circa il 76% del fatturato.5. Posso aprire la partita IVA come dietista anche se lavoro come dipendente?Sì, ma con alcuni vincoli. Se sei dipendente pubblico (es. ASL, ospedale pubblico) hai bisogno dell’autorizzazione del datore di lavoro alla libera professione e di solito non puoi superare un certo monte ore extra. Se sei dipendente privato, verifica il contratto: alcuni CCNL pongono vincoli o richiedono comunicazione. Inoltre, se nell’anno precedente hai percepito redditi da dipendente superiori a 30.000 euro lordi, non puoi accedere al regime forfettario.6. La marca da bollo da 2 euro è obbligatoria su tutte le fatture?No, solo su fatture esenti IVA con importo superiore a 77,47 euro. Quindi le fatture del dietista, essendo esenti IVA art. 10, richiedono la marca da bollo da 2 euro quando l’importo supera 77,47 euro. La marca può essere a carico del paziente (riportata in fattura) o del professionista. Per i forfettari, l’imposta di bollo si versa cumulativamente in F24 (codice tributo 2505) ogni 3 mesi se ricorrono i requisiti.7. Cosa cambia se supero gli 85.000 euro di fatturato?Se nel 2026 superi gli 85.000 euro ma resti sotto 100.000, dal 2027 esci dal forfettario e passi al regime ordinario. Se invece superi i 100.000 euro, esci dal forfettario immediatamente nello stesso anno: dovrai applicare IVA dalle fatture successive al superamento (per le prestazioni sanitarie l’IVA resta esente art. 10, ma scattano gli adempimenti ordinari).8. Posso dedurre le spese dello studio dal forfettario?No, in regime forfettario non si deducono spese reali. La deduzione è già forfettaria al 22% (dato dal coefficiente di redditività 78%). Quindi affitto, utenze, acquisto bilancia, ECM, software gestionale non riducono il reddito imponibile. Le uniche somme deducibili sono i contributi previdenziali obbligatori (GS INPS). Se hai molte spese reali (oltre il 22% del fatturato), valuta con un commercialista la convenienza del regime ordinario semplificato.9. Quando posso fatturare come dietista? Subito dopo la laurea?Solo dopo l’iscrizione all’Albo TSRM-PSTRP. La laurea è abilitante (esame di Stato compreso nell’esame finale di laurea), ma per esercitare la libera professione e fatturare prestazioni sanitarie devi essere iscritto all’Ordine. Senza iscrizione, esercitare la professione costituisce esercizio abusivo della professione (reato ex art. 348 c.p.).10. Posso emettere fattura senza partita IVA per prestazioni occasionali?Sì, fino a 5.000 euro lordi annui (limite “prestazione occasionale”). Sopra questa soglia o se l’attività è abituale e continuativa, è obbligatoria l’apertura della partita IVA. Le prestazioni occasionali si fatturano con ricevuta di prestazione occasionale, marca da bollo 2 euro se sopra 77,47 euro, e tassazione IRPEF nel 730/Modello Redditi (con eventuali contributi GS INPS sopra i 5.000 euro).Conclusioni e supporto del CAF Centro Fiscale di UdineAprire la partita IVA da dietista nel 2026 è una scelta strategica che richiede attenzione a diversi aspetti: scelta del codice ATECO corretto (86.90.29), iscrizione all’Albo TSRM-PSTRP, regime forfettario con aliquota agevolata al 5%, contributi alla Gestione Separata INPS al 26,07%, obblighi del Sistema Tessera Sanitaria, fatturazione con esenzione IVA art. 10. Una corretta pianificazione iniziale ti permette di partire con il piede giusto e di concentrarti sulla tua attività clinica e di consulenza.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre un servizio completo per dietisti e professionisti sanitari libero-professionisti: apertura partita IVA, scelta del regime fiscale più conveniente, gestione fatturazione e Sistema TS, calcolo F24 per imposta sostitutiva e contributi, dichiarazione dei redditi annuale, adempimenti con l’Albo. Operiamo in Friuli Venezia Giulia e nel resto d’Italia anche in modalità online, con assistenza personalizzata.Prenota un appuntamento: chiamaci al 0432 1638640, scrivici su WhatsApp al 366 6018121 oppure invia una mail a info@centrofiscale.com. Siamo in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine. Ti aspettiamo per pianificare insieme l’avvio o l’ottimizzazione della tua attività di dietista libero professionista.★ Scelta in evidenza · SponsorApri un conto business con QontoUna soluzione completa per freelance, professionisti e PMI: gestisci fatturazione, spese e contabilita in un unico posto.🇮🇹IBAN italiano⚡Apertura in 10 min📄Fattura elettronica💳Carta Mastercard 🚀 Visita Qonto e apri il conto →Link affiliato. Aprendo il conto tramite questo link, il CAF Centro Fiscale puo ricevere una commissione, senza costi aggiuntivi per te.Maggio 17, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-17 08:00:002026-05-31 22:24:06Partita IVA Dietista 2026: Guida Completa Regime Forfettario, Contributi e Fatturazione