NOTIZIEPagamento NASpI ottobre 2026: quando arriva l’accredito e come verificarloIl pagamento NASpI ottobre 2026 non ha una data unica nazionale: l’accredito dipende dalla singola pratica e dalla data in cui l’INPS dispone il bonifico. Alla data del 9 ottobre 2026 non risulta un comunicato INPS che fissi un giorno comune per tutti i beneficiari della NASpI, l’indennità mensile di disoccupazione. Per sapere quando arriva il tuo accredito devi controllare la tua posizione personale.Il 10 ottobre 2026, giorno in cui molti si aspettano il bonifico, cade di sabato. È una ragione in più per non dare per scontata una data precisa e per verificare lo stato del pagamento nel proprio fascicolo.In sintesiPer il pagamento NASpI di ottobre 2026 non c’è una data unica nazionale comunicata dall’INPS.La data dipende da decorrenza, lavorazione della domanda ed eventuali sospensioni o comunicazioni di reddito.Lo stato si controlla nel Fascicolo previdenziale del cittadino (MyINPS), con SPID, CIE o CNS.Se il bonifico tarda, verifica IBAN, stato della domanda e comunicazioni INPS prima di segnalare il problema.Il vecchio requisito dei 30 giorni di lavoro effettivo non è più vigente dal 2022.Indice dei contenutiQuando arriva il pagamento NASpI di ottobre 2026?L’INPS ha comunicato anticipi o ritardi per ottobre 2026?Come verificare il pagamento NASpI nel Fascicolo previdenziale?Cosa fare se la NASpI di ottobre non arriva?Quali sono i requisiti NASpI ancora vigenti?Quali sono le domande frequenti sul pagamento NASpI di ottobre 2026?FontiQuando arriva il pagamento NASpI di ottobre 2026? La risposta onesta è che dipende da te. L’INPS eroga la NASpI con pagamenti mensili posticipati, cioè relativi al mese già trascorso. Il giorno esatto in cui il bonifico viene disposto non è uguale per tutti: pesano la data di decorrenza della prestazione, il momento in cui la domanda è stata lavorata, eventuali sospensioni e la presenza di comunicazioni sul reddito.Le date che circolano online variano da fonte a fonte e restano stime: nessuna norma o comunicato INPS garantisce un giorno fisso di accredito. Per questo ti consigliamo di non fissare scadenze personali (affitto, rate, bollette) su una data “presunta”. Il quadro generale delle uscite del mese è nel nostro calendario dei pagamenti INPS di ottobre 2026, dove trovi anche pensioni e Assegno Unico.Chi riceve il primo pagamento deve mettere in conto tempi più lunghi: l’INPS deve prima completare l’istruttoria della domanda e calcolare l’importo. Anche il mese precedente può offrire un riferimento utile: puoi rileggere come sono andate le cose nel calendario dei pagamenti INPS di settembre 2026.L’INPS ha comunicato anticipi o ritardi per ottobre 2026? Al 9 ottobre 2026 non abbiamo trovato, tra le fonti istituzionali consultate, un comunicato INPS che annunci anticipi o ritardi generalizzati sul pagamento della NASpI di ottobre. Se l’Istituto dovesse pubblicare avvisi specifici, compariranno nella sezione “INPS comunica” del sito inps.it. Finché non c’è un avviso ufficiale, qualunque “data certa” riportata online va considerata una stima.La scheda informativa dell’INPS dedicata alla prestazione descrive le regole di erogazione, ma non fissa un giorno di accredito uguale per tutti. È un dato che conviene tenere a mente quando leggi calendari e tabelle: servono a orientarsi, non a sostituire il controllo sulla propria posizione.Come verificare il pagamento NASpI nel Fascicolo previdenziale? Il modo più affidabile per controllare il pagamento NASpI è consultare il Fascicolo previdenziale del cittadino sul portale INPS (area MyINPS), oppure l’app INPS Mobile. L’accesso richiede un’identità digitale: SPID, CIE (carta d’identità elettronica) o CNS (carta nazionale dei servizi).Nella sezione dedicata alla prestazione, di norma, puoi trovare:l’esito della domanda e la sua data di presentazione;lo stato dei pagamenti e l’eventuale data di disposizione del bonifico;l’importo mensile e la durata della prestazione;eventuali trattenute e le comunicazioni dell’INPS.Ricorda che la “data di disposizione” è il giorno in cui l’INPS dà l’ordine di pagare. L’accredito sul conto può comparire con qualche giorno di scarto, a seconda della banca o dell’ufficio postale. Se il pagamento risulta disposto, in genere basta attendere.Cosa fare se la NASpI di ottobre non arriva? Prima di allarmarti, procedi per ordine. Se la NASpI non arriva nei tempi che ti aspettavi, ci sono alcune cause frequenti da escludere, perché la maggior parte dei ritardi dipende da un dettaglio della pratica e non da un blocco generale.Stato del pagamento: controlla se nel fascicolo il bonifico risulta già disposto o ancora in lavorazione.IBAN: verifica che quello comunicato all’INPS sia corretto, attivo e intestato (o cointestato) a te.Sospensioni o anomalie: una nuova assunzione, anche breve, può sospendere la prestazione d’ufficio.Comunicazioni di reddito: chi svolge attività autonoma o occasionale deve inviare il modello NASpI-Com entro 30 giorni dall’inizio dell’attività, anche se il reddito previsto è pari a zero; l’omissione può comportare la decadenza.Messaggi dell’INPS: leggi eventuali richieste di documenti o integrazioni nel fascicolo.Se, dopo questi controlli, il pagamento risulta fermo senza una ragione chiara, il passo successivo è una segnalazione formale all’INPS tramite i canali ufficiali dell’Istituto, indicando i dati della domanda e le verifiche già svolte.Quali sono i requisiti NASpI ancora vigenti? Capita spesso di leggere requisiti ormai superati. Oggi per la NASpI serve la disoccupazione involontaria e almeno 13 settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti l’evento. Il requisito dei 30 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti non si applica più agli eventi di disoccupazione dal 1° gennaio 2022 (art. 3, comma 1-bis, D.Lgs. 22/2015, introdotto dalla L. 234/2021).La domanda va presentata entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro. Per un approfondimento su durata e calcolo puoi leggere la nostra guida alla NASpI 2026.Quali sono le domande frequenti sul pagamento NASpI di ottobre 2026?Esiste una data ufficiale per il pagamento NASpI di ottobre 2026?No. Al 9 ottobre 2026 non risulta una data unica nazionale comunicata dall’INPS. La data dipende dalla singola pratica e va controllata nel Fascicolo previdenziale.Il 10 ottobre 2026 arriva la NASpI?Non è garantito. Il 10 ottobre 2026 è un sabato e l’accredito può comparire prima o dopo, in base alla disposizione del bonifico e ai tempi della banca.Il primo pagamento della NASpI arriva con le stesse tempistiche?Di solito no. Il primo pagamento richiede che l’INPS concluda l’istruttoria della domanda, quindi i tempi possono essere più lunghi rispetto ai pagamenti successivi.Quanto dura la NASpI?La durata massima è di 24 mesi e corrisponde alla metà delle settimane contribuite nei quattro anni precedenti. L’importo si riduce del 3% al mese a partire dal primo giorno del sesto mese di fruizione, oppure dell’ottavo mese per chi ha compiuto 55 anni alla data di presentazione della domanda (art. 4, comma 3, D.Lgs. 22/2015).Fonti INPS, scheda di servizio “NASpI – Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego”, consultata il 9 ottobre 2026: inps.itD.Lgs. 4 marzo 2015, n. 22, art. 3, comma 1-bis (introdotto dalla L. 30 dicembre 2021, n. 234): requisiti di accesso alla NASpIINPS, Circolare n. 4 del 28 gennaio 2026: massimale e soglie NASpI 2026: inps.itQuesto articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Ottobre 10, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/NASPI.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-10-10 09:00:002026-10-10 07:38:56Pagamento NASpI ottobre 2026: quando arriva l’accredito e come verificarlo
NOTIZIENASpI e Reintegra: la Cassazione Chiarisce Quando Decade il Sussidio con le 15 MensilitàNaspiLa Corte di Cassazione è tornata a pronunciarsi sul rapporto tra NASpI e reintegra dopo un licenziamento dichiarato illegittimo, con la sentenza n. 24981/2026. Al centro della vicenda due lavoratori licenziati nel 2016 nell’ambito di una procedura collettiva: il Tribunale di Milano aveva annullato il licenziamento e ordinato la reintegra, ma i due, invece di rientrare in azienda, avevano scelto di incassare le 15 mensilità di indennità sostitutiva previste dall’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori. Come abbiamo già approfondito, chi rinuncia alla reintegra e opta per l’indennità sostitutiva perde il diritto alla NASpI. La vera novità di questa pronuncia riguarda però un aspetto più tecnico e concreto: da quando scatta esattamente la decadenza della NASpI? La Cassazione chiarisce che non si tratta di un effetto retroattivo, e per i lavoratori coinvolti la differenza vale diversi mesi di sussidio legittimamente incassato.Indice dei contenutiCos’è l’Indennità Sostitutiva delle 15 MensilitàPerché la Reintegra da Sola non Fa Perdere la NASpIQuando Decade Davvero la NASpI: la Linea del Tempo della CassazioneCosa Deve Sapere chi Vince una Causa di Licenziamento IllegittimoCos’è l’Indennità Sostitutiva delle 15 MensilitàL’indennità sostitutiva della reintegrazione è disciplinata dall’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori. Quando un giudice dichiara illegittimo un licenziamento e ordina al datore di lavoro di riprendere il dipendente, quest’ultimo ha comunque la possibilità di scegliere un’alternativa: invece di tornare al proprio posto, può chiedere il pagamento di 15 mensilità di retribuzione globale di fatto, a carico del datore di lavoro. Si tratta di una somma consistente, pensata per compensare chi preferisce chiudere definitivamente il rapporto piuttosto che rientrare in un’azienda che lo ha licenziato. La scelta è libera e personale: nessuno può imporla al lavoratore, ma una volta esercitata produce un effetto preciso e irreversibile, quello di sciogliere il rapporto di lavoro per volontà dello stesso dipendente. Proprio questo aspetto, come vedremo, è decisivo per capire cosa succede al diritto alla NASpI. Perché la Reintegra da Sola non Fa Perdere la NASpIUn primo punto, già fissato dalle Sezioni Unite della Cassazione, riguarda la sentenza che ordina la reintegra. Contrariamente a quanto sostenuto in passato dall’INPS, la sola sentenza che dichiara illegittimo il licenziamento e dispone il rientro in azienda non fa decadere automaticamente il diritto alla NASpI. Il sussidio, disciplinato in via generale dalle regole che trovi nella nostra guida sulla NASpI 2026, resta dovuto finché il rapporto di lavoro non viene ripristinato in modo concreto ed effettivo. In pratica serve che il datore di lavoro richiami davvero il dipendente in servizio e riprenda a corrispondere lo stipendio. Fino a quel momento, anche se il lavoratore non si attiva per sollecitare il rientro, resta formalmente disoccupato in modo involontario e può continuare a percepire l’indennità. Per un quadro più ampio sulle tutele previste in caso di licenziamento illegittimo, si può consultare il nostro approfondimento sulle tutele che spettano al lavoratore. Quando Decade Davvero la NASpI: la Linea del Tempo della CassazioneIl cuore della sentenza n. 24981/2026 riguarda proprio la decorrenza della decadenza. Nel caso esaminato, l’INPS aveva chiesto ai due lavoratori la restituzione integrale della NASpI percepita da dicembre 2016 ad aprile 2018, oltre un anno di sussidio, e aveva bloccato i pagamenti successivi. La tesi dell’Istituto era che la scelta dell’indennità sostitutiva facesse perdere retroattivamente i requisiti per la NASpI, cancellando il diritto fin dall’inizio del periodo di disoccupazione. La Cassazione ha respinto questa impostazione. I giudici hanno chiarito che la decadenza non opera né dall’inizio della disoccupazione né dalla data della sentenza di reintegra, ma soltanto dal giorno in cui il lavoratore esercita formalmente la scelta per le 15 mensilità al posto del rientro. Fino a quel momento la disoccupazione resta involontaria e la NASpI percepita è pienamente legittima: l’INPS non può pretenderne la restituzione. Solo i ratei maturati dopo l’esercizio dell’opzione devono essere restituiti o vengono bloccati, perché da quel preciso istante il rapporto di lavoro si scioglie per una decisione autonoma del lavoratore e viene meno il presupposto della disoccupazione involontaria. Cosa Deve Sapere chi Vince una Causa di Licenziamento IllegittimoLa sentenza offre un’indicazione pratica molto utile a chi si trova ad affrontare una causa di questo tipo. Chi ottiene una pronuncia favorevole su un licenziamento illegittimo e nel frattempo ha percepito la NASpI può scegliere liberamente le 15 mensilità di indennità sostitutiva invece di tornare al lavoro. Deve però essere consapevole che da quel preciso momento perde il diritto al sussidio, perché la scelta interrompe volontariamente lo stato di disoccupazione involontaria. Quanto già incassato prima di esercitare l’opzione, però, resta acquisito e non è soggetto a restituzione, anche se si tratta di un periodo lungo diversi mesi. Vale la pena ricordare che il diritto alla NASpI può venire meno anche in altre situazioni, non collegate a una causa di lavoro: ne è un esempio il caso delle dimissioni in maternità non convalidate, che comportano la perdita del sussidio per un motivo diverso ma altrettanto rilevante. ConclusioneLa sentenza n. 24981/2026 della Cassazione fissa un punto di equilibrio importante tra le esigenze dell’INPS e la tutela dei lavoratori coinvolti in cause di licenziamento illegittimo. Da un lato conferma che scegliere le 15 mensilità al posto della reintegra fa perdere il diritto alla NASpI; dall’altro chiarisce che questa perdita decorre solo dal momento della scelta, senza effetti retroattivi sulle somme già percepite. Una precisazione che, nei casi concreti, può fare la differenza di molti mesi di sussidio legittimamente incassato. Domande Frequenti su NASpI e ReintegraChi sceglie le 15 mensilità perde subito tutta la NASpI già incassata?No. Secondo la Cassazione la NASpI percepita prima di esercitare formalmente la scelta per l’indennità sostitutiva resta legittima e non va restituita. Decadono solo i ratei successivi al momento in cui il lavoratore comunica l’opzione per le 15 mensilità.La sola sentenza che ordina la reintegra fa perdere il diritto alla NASpI?No. Il diritto alla NASpI resta fino a quando il rapporto di lavoro non viene ripristinato in modo concreto, con il richiamo effettivo in servizio da parte del datore di lavoro e la ripresa del pagamento dello stipendio, oppure fino a quando il lavoratore non opta per l’indennità sostitutiva.L’INPS può chiedere la restituzione retroattiva della NASpI in questi casi?No. La Cassazione ha escluso la retroattività: l’INPS può chiedere la restituzione solo delle somme percepite dopo la data in cui il lavoratore ha esercitato la scelta per le 15 mensilità di indennità sostitutiva, non di quelle incassate in precedenza.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Settembre 25, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/NASPI-Pagina-web.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-25 19:00:002026-09-19 10:43:50NASpI e Reintegra: la Cassazione Chiarisce Quando Decade il Sussidio con le 15 Mensilità
NOTIZIENASpI e Assegno Unico, Quanto Può Prendere a Settembre una Famiglia Disoccupata?NaspiQuando in una famiglia un genitore perde il lavoro, la domanda più immediata è sempre la stessa: quanto entrerà davvero in casa questo mese? A settembre 2026, tra NASpI e Assegno Unico, molti nuclei con figli a carico si trovano a fare i conti con due prestazioni INPS che si sommano, ma che si calcolano con criteri completamente diversi. Come riportato da Tutto Lavoro 24, sempre più famiglie italiane in cui un genitore è rimasto senza lavoro chiedono come orientarsi tra indennità di disoccupazione e assegno per i figli, due sostegni che insieme possono fare la differenza sul bilancio familiare, ma che vanno calcolati caso per caso.Non esiste una cifra unica valida per tutti: l’importo della NASpI dipende dalla retribuzione degli ultimi anni di lavoro, mentre l’Assegno Unico varia in base all’ISEE del nucleo e al numero di figli. Proviamo a fare chiarezza su come funzionano i due strumenti e su quale possa essere, in concreto, il sostegno mensile per una famiglia con un genitore disoccupato a settembre.Indice dei contenutiNASpI a settembre 2026: come funziona il calcolo per chi ha perso il lavoroAssegno Unico settembre 2026: importi, maggiorazioni e ISEENASpI più Assegno Unico: quanto può arrivare a una famiglia con un genitore disoccupatoDomande frequenti su NASpI e Assegno Unico a settembre 2026NASpI a settembre 2026: come funziona il calcolo per chi ha perso il lavoroLa NASpI, la Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego, è l’indennità di disoccupazione erogata dall’INPS a chi perde involontariamente il lavoro. Per accedervi servono almeno 13 settimane di contributi nei quattro anni precedenti la disoccupazione e almeno 30 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi che precedono la cessazione del rapporto. La domanda va presentata entro 68 giorni dalla fine del lavoro, pena la perdita del diritto alle mensilità arretrate.L’importo si calcola sulla retribuzione media degli ultimi quattro anni: si applica il 75% fino a una soglia di riferimento di 1.480,30 euro mensili, mentre sulla parte di stipendio che supera questa soglia si aggiunge il 25% della differenza. Il risultato non può comunque superare un massimale mensile di circa 1.575,42 euro. Un aspetto che molti disoccupati scoprono solo dopo qualche mese è la cosiddetta decurtazione: dal sesto mese di percezione, l’assegno si riduce del 3% ogni mese, quindi chi riceve la NASpI da tempo vede l’importo scendere gradualmente. La durata massima della prestazione è pari alla metà delle settimane lavorate nei quattro anni precedenti, con un tetto di 24 mesi.Per chi sta seguendo il calendario dei pagamenti di questo mese, può essere utile consultare la guida dedicata al pagamento NASpI di settembre 2026, così come il calendario completo dei pagamenti INPS di settembre 2026, che riepiloga le date di accredito di tutte le principali prestazioni. Assegno Unico settembre 2026: importi, maggiorazioni e ISEEMentre la NASpI sostiene il reddito di chi ha perso il lavoro, l’Assegno Unico e Universale accompagna le famiglie con figli a carico indipendentemente dalla condizione lavorativa dei genitori. L’importo è strettamente legato all’ISEE in corso di validità: con un ISEE fino a 17.468,51 euro spetta l’importo massimo, pari a 203,80 euro al mese per ogni figlio minorenne. Man mano che l’ISEE sale, la cifra scende progressivamente fino a un ISEE di 46.582,71 euro, oltre il quale (o in assenza di ISEE presentato) l’importo minimo garantito è di 58,30 euro mensili per figlio minorenne (valori 2026, Circolare INPS n. 7/2026, Allegato 1).A questi importi base si aggiungono diverse maggiorazioni, pensate proprio per le situazioni più delicate, come quella di una famiglia che perde una fonte di reddito. Tra le principali:Figli con disabilità under 21: maggiorazione di 99,10 euro mensili per disabilità media, 110,60 euro per disabilità grave e 122,30 euro per non autosufficienza, indipendentemente dall’ISEE;Famiglie con 4 o più figli: maggiorazione forfettaria di 150 euro al mese per l’intero nucleo, non per singolo figlio;Entrambi i genitori lavoratori: maggiorazione fino a 34,90 euro per ogni figlio minorenne con ISEE fino a 17.468,51 euro, poi decrescente e pari a zero oltre 46.582,71 euro (non spetta per i figli tra 18 e 21 anni);Madri under 21: maggiorazione di 23,30 euro per figlio.A settembre i pagamenti dell’Assegno Unico ai beneficiari in corso, senza variazioni, arrivano il 21 e 22 settembre, secondo il calendario INPS 2026 (messaggio n. 3931 del 24 dicembre 2025), mentre per le nuove domande la prima rata arriva di norma nell’ultima settimana del mese successivo a quello di presentazione. Tutti i dettagli sulle date di questo mese sono raccolti nella pagina dedicata al pagamento dell’Assegno Unico di settembre 2026. NASpI più Assegno Unico: quanto può arrivare a una famiglia con un genitore disoccupatoLe due prestazioni, NASpI e Assegno Unico, sono pienamente cumulabili: non esiste alcuna incompatibilità tra l’indennità di disoccupazione e il sostegno per i figli a carico. Questo significa che in una famiglia dove un genitore percepisce la NASpI e l’altro continua a lavorare (o entrambi sono senza occupazione), l’importo complessivo che arriva ogni mese è dato dalla somma dei due assegni, calcolati però su basi completamente diverse.Facciamo un esempio realistico, senza pretesa di validità generale visto che ogni situazione va calcolata caso per caso. Immaginiamo una famiglia con due figli minori, in cui un genitore ha perso il lavoro dopo una retribuzione media di circa 1.400 euro mensili: la NASpI lorda si aggirerebbe intorno ai 1.000-1.050 euro al mese nei primi cinque mesi, per poi ridursi gradualmente con il meccanismo del 3%. Se il nucleo ha un ISEE contenuto, entro la soglia dei 17.468,51 euro, l’Assegno Unico per i due figli porterebbe in più 407,60 euro mensili (2 x 203,80), che possono salire con eventuali maggiorazioni. Il totale, in questo scenario, si collocherebbe orientativamente tra i 1.300 e i 1.500 euro mensili, ma si tratta di un range indicativo: ogni famiglia ha una situazione contributiva e reddituale diversa.Un aspetto da non sottovalutare riguarda proprio l’ISEE: chi perde il lavoro spesso vede calare il reddito familiare, ma l’ISEE in corso di validità continua a basarsi sui redditi dell’anno precedente, finché non viene aggiornato. Presentare un nuovo ISEE corrente, che tiene conto della variazione di reddito degli ultimi mesi, può quindi far salire sensibilmente l’importo dell’Assegno Unico, avvicinandolo alla soglia massima di 203,80 euro per figlio. È uno dei motivi per cui, dopo la perdita del lavoro, vale la pena verificare tempestivamente la propria posizione ISEE, anche in vista dei conguagli e degli arretrati che l’INPS eroga nei mesi successivi. FontiCircolare INPS n. 7 del 30 gennaio 2026 (importi e soglie ISEE dell’Assegno Unico 2026)Allegato 1 alla Circolare INPS n. 7/2026 (tabella degli importi mensili 2026 per fascia ISEE)D.Lgs. 29 dicembre 2021, n. 230 (istituzione dell’Assegno Unico e Universale)Messaggio INPS n. 3931 del 24 dicembre 2025 (calendario dei pagamenti dell’Assegno Unico 2026)Domande frequenti su NASpI e Assegno Unico a settembre 2026 NASpI e Assegno Unico si possono percepire insieme?Sì, le due prestazioni sono pienamente cumulabili. La NASpI sostiene il reddito del genitore disoccupato, mentre l’Assegno Unico spetta indipendentemente dalla condizione lavorativa, purché ci siano figli a carico.La NASpI incide sull’importo dell’Assegno Unico?La NASpI non è esclusa dal calcolo dell’ISEE, quindi rientra tra i redditi considerati per determinare l’indicatore. Tuttavia, la perdita del lavoro spesso comporta una riduzione complessiva del reddito familiare, motivo per cui aggiornare l’ISEE con la situazione corrente può far aumentare l’importo dell’Assegno Unico.Quanto dura la NASpI nel 2026?La durata massima è di 24 mesi e corrisponde alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni. L’importo si riduce del 3% ogni mese a partire dal sesto mese di percezione (dall’ottavo mese per chi ha almeno 55 anni alla data della domanda).Quando arriva il pagamento dell’Assegno Unico a settembre 2026?Per i beneficiari già in pagamento senza variazioni, l’accredito avviene il 21 e 22 settembre, secondo il calendario INPS 2026. Per le nuove domande presentate ad agosto, la prima rata arriva di norma nell’ultima settimana di settembre.Come si calcola l’importo esatto spettante a una famiglia?Non esiste una cifra fissa valida per tutti: l’importo dipende dalla retribuzione degli ultimi quattro anni per la NASpI e dall’ISEE aggiornato del nucleo per l’Assegno Unico. Il calcolo preciso va effettuato caso per caso sulla base della posizione contributiva e reddituale della famiglia.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Settembre 21, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/11/NASPI-Pagina-web.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-21 10:00:002026-09-29 10:25:59NASpI e Assegno Unico, Quanto Può Prendere a Settembre una Famiglia Disoccupata?
NOTIZIEPagamento NASpI settembre 2026: quando arriva l’accredito e come verificarloIl pagamento NASpI di settembre 2026 è atteso in questi giorni da migliaia di persone in tutta Italia che percepiscono l’indennità di disoccupazione erogata dall’INPS. Come ogni mese, però, non esiste una data unica valida per tutti: l’accredito NASpI dipende dalla singola pratica, dalla data di decorrenza della prestazione e dai tempi tecnici della banca o di Poste Italiane. In questo articolo vediamo qual è la finestra indicativa del pagamento NASpI settembre 2026, come controllare lo stato dell’accredito tramite il fascicolo previdenziale online MyINPS e cosa fare se il bonifico tarda ad arrivare rispetto alle attese.Indice dei contenutiQuando arriva il pagamento NASpI a settembre 2026Come verificare l’accredito su MyINPSIl calendario INPS di settembre 2026: NASpI e altre prestazioniCosa fare se il pagamento NASpI non arriva in tempo Quando arriva il pagamento NASpI a settembre 2026Secondo le prime indicazioni circolate in questi giorni, la finestra di accredito per il pagamento NASpI di settembre 2026 si concentra indicativamente nella parte centrale del mese, senza che sia possibile indicare un giorno puntuale valido per tutti: l’INPS non pubblica infatti un calendario ufficiale degli accrediti NASpI. È bene però ricordare che l’INPS non fissa mai una data ufficiale unica valida per tutti i beneficiari della NASpI: si tratta sempre di una finestra indicativa, non di un calendario fisso come avviene invece per le pensioni.Il motivo è semplice. A differenza della pensione, che segue un circuito di pagamento standardizzato, la NASpI viene erogata in base alla data di decorrenza della singola prestazione, alla data di presentazione della domanda e ai tempi di lavorazione della sede INPS territorialmente competente. Chi ha una domanda più recente, o una posizione che ha richiesto verifiche aggiuntive, può ricevere l’accredito qualche giorno dopo rispetto a chi percepisce la prestazione da più mensilità. Chi ha già ricevuto il pagamento NASpI di agosto 2026 avrà probabilmente notato una dinamica simile: la data può variare anche di diversi giorni da un beneficiario all’altro.Per questo motivo, più che affidarsi a una data precisa, conviene sapere come controllare direttamente lo stato del proprio pagamento, argomento che approfondiamo nel prossimo paragrafo. Come verificare l’accredito su MyINPSIl modo più affidabile per sapere se il pagamento NASpI di settembre 2026 è già stato disposto è consultare il proprio fascicolo previdenziale attraverso il portale MyINPS o l’app INPS Mobile. L’accesso avviene tramite SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi): una volta effettuato il login, la procedura per controllare l’accredito è abbastanza intuitiva.Nella sezione dedicata alla NASpI, in particolare nella sottosezione relativa ai pagamenti, il sistema mostra la data in cui l’INPS ha disposto il bonifico e l’importo della mensilità. È importante sapere che questa informazione compare solo dopo che l’ente ha effettivamente disposto il pagamento: se la pratica non è ancora stata lavorata, la sezione può restare vuota o priva di dettagli anche a ridosso della finestra indicativa di accredito.Accedi a MyINPS con SPID, CIE o CNSVai alla sezione dedicata alla NASpI e ai pagamentiControlla data disposizione e importo della mensilitàVerifica che non ci siano segnalazioni di sospensione o anomaliaSe la data del pagamento NASpI settembre 2026 non è ancora visibile, non significa automaticamente un ritardo: in molti casi la disposizione del bonifico viene registrata solo pochi giorni prima dell’accredito effettivo sul conto. Il calendario INPS di settembre 2026: NASpI e altre prestazioniIl mese di settembre porta con sé anche altri appuntamenti importanti per chi riceve prestazioni dall’INPS. Nello stesso periodo vengono infatti erogate le pensioni, l’Assegno di Inclusione e altre indennità, ciascuna con tempistiche e circuiti di pagamento differenti rispetto alla NASpI. Per un quadro completo di tutte le date, può essere utile consultare il nostro approfondimento sui pagamenti INPS di settembre 2026: calendario completo, che riepiloga tutte le prestazioni in erogazione nel mese.Chi in famiglia percepisce anche una pensione può inoltre trovare utile il nostro articolo dedicato al pagamento delle pensioni di settembre 2026, dato che le due prestazioni seguono calendari indipendenti: la pensione ha infatti una data di accredito più standardizzata rispetto alla NASpI, che invece resta legata alla singola pratica. Cosa fare se il pagamento NASpI non arriva in tempoSe il pagamento NASpI di settembre 2026 non risulta accreditato entro la finestra indicativa, la prima cosa da fare è avere un po’ di pazienza: i tempi tecnici bancari possono aggiungere qualche giorno rispetto alla data di disposizione da parte dell’INPS, soprattutto per i bonifici su Poste Italiane o su conti di banche diverse dall’istituto di appoggio principale.Se dopo alcuni giorni di attesa il pagamento continua a non comparire, conviene controllare alcuni aspetti specifici prima di allarmarsi eccessivamente:Verificare che l’IBAN comunicato all’INPS sia corretto e ancora attivoControllare lo stato della domanda NASpI sul fascicolo previdenziale, per escludere sospensioni o richieste di integrazione documentaleAssicurarsi di aver mantenuto i requisiti previsti, comprese eventuali comunicazioni relative allo stato di disoccupazioneVerificare se sono arrivate comunicazioni INPS che segnalano anomalie sulla praticaSe, nonostante questi controlli, il ritardo persiste, è possibile contattare il Contact Center INPS al numero verde 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure al numero 06 164 164 da telefono cellulare, per avere informazioni puntuali sullo stato della propria pratica di NASpI. Restare aggiornati sul fascicolo previdenziale resta comunque il modo più rapido per capire a che punto è la lavorazione del pagamento. Domande frequenti sul pagamento NASpI settembre 2026Quando arriva il pagamento NASpI di settembre 2026?Non esiste una data unica: l’INPS non pubblica un calendario ufficiale degli accrediti NASpI. L’erogazione si concentra indicativamente nella parte centrale del mese, ma la data esatta varia da beneficiario a beneficiario in base alla singola pratica.Perché il pagamento NASpI non è uguale per tutti i beneficiari?Perché l’INPS non applica un calendario unico come per le pensioni: la data dipende dalla decorrenza della prestazione, dalla data di presentazione della domanda e dai tempi di lavorazione della sede competente.Come si vede se l’INPS ha già disposto il pagamento NASpI?Accedendo a MyINPS con SPID, CIE o CNS e consultando la sezione pagamenti del fascicolo previdenziale, dove compaiono data di disposizione e importo della mensilità.Cosa succede se manca la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro?La mancata regolarità della propria posizione, comprese le dichiarazioni previste per mantenere lo stato di disoccupazione, può causare sospensioni nell’erogazione della NASpI: per questo è utile controllare periodicamente eventuali comunicazioni INPS.Chi contattare se il pagamento NASpI di settembre non arriva?Dopo aver verificato IBAN e stato della domanda sul fascicolo previdenziale, è possibile contattare il Contact Center INPS al numero 803 164 (da rete fissa) o 06 164 164 (da cellulare).Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Settembre 8, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/02/Naspi-Anticipata.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-08 09:00:002026-09-05 08:38:25Pagamento NASpI settembre 2026: quando arriva l’accredito e come verificarlo