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Tag Archivio per: 730 pensionati 2026

CAF, DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Rimborso 730 Pensionati 2026: Quando Arriva sulla Pensione e Come Verificare

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Il rimborso 730 per i pensionati 2026 funziona in modo diverso rispetto a quello dei lavoratori dipendenti. Se hai presentato il 730 precompilato 2026 e risulta un credito IRPEF, il rimborso non arriva in busta paga ma direttamente sulla pensione INPS. In questa guida ti spieghiamo quando arriva il rimborso 730 sulla pensione, come verificarlo sul cedolino pensione, cosa succede in caso di importi elevati e come controllare lo stato del rimborso su MyINPS e Cassetto Fiscale.

Indice dei contenuti

  1. Come funziona il rimborso 730 per i pensionati
  2. INPS come sostituto d’imposta: cosa significa
  3. Quando arriva il rimborso 730 sulla pensione 2026
  4. Tempistiche pensionati vs dipendenti: le differenze
  5. Come si vede il rimborso sul cedolino pensione
  6. Rimborso incapiente: cosa succede se supera la pensione
  7. Trattenute IRPEF da 730 sulla pensione: quando c’è debito
  8. Rimborso superiore a 4.000 euro: tempi più lunghi
  9. Come verificare lo stato del rimborso su MyINPS e Cassetto Fiscale
  10. Rimborso diretto da Agenzia delle Entrate: quando si applica
  11. Domande frequenti

Come funziona il rimborso 730 per i pensionati

Quando un pensionato presenta il Modello 730 e dalla dichiarazione dei redditi emerge un credito IRPEF (cioè ha pagato più tasse di quelle dovute), ha diritto a un rimborso. A differenza dei lavoratori dipendenti che ricevono il rimborso dal datore di lavoro tramite la busta paga, per i pensionati il rimborso viene erogato direttamente dall’INPS sulla pensione mensile.

In pratica, il meccanismo è semplice: l’Agenzia delle Entrate comunica all’INPS l’esito del 730 del pensionato. Se risulta un credito, l’INPS lo accredita sulla rata di pensione successiva. Se invece risulta un debito (cioè il pensionato deve pagare un’imposta aggiuntiva), l’INPS trattiene l’importo dovuto dalla pensione.

Il credito può derivare da diverse situazioni:

  • Detrazioni per spese mediche sostenute durante l’anno
  • Detrazioni per ristrutturazioni edilizie o bonus casa
  • Detrazioni per familiari a carico non correttamente applicate
  • Deduzioni per contributi previdenziali versati volontariamente
  • Ritenute IRPEF in eccesso applicate sulla pensione durante l’anno

INPS come sostituto d’imposta: cosa significa

Il termine sostituto d’imposta indica il soggetto che, per conto del contribuente, trattiene e versa le imposte allo Stato. Per i lavoratori dipendenti il sostituto è il datore di lavoro; per i pensionati il sostituto d’imposta è l’INPS (o l’ente previdenziale che eroga la pensione).

Quando compili il 730, nella sezione del sostituto d’imposta devi indicare l’INPS. Se utilizzi il 730 precompilato, questo dato è già inserito automaticamente dall’Agenzia delle Entrate. L’INPS riceve quindi dall’Agenzia delle Entrate il risultato della dichiarazione e provvede a:

  • Accreditare il rimborso se risulta un credito IRPEF
  • Trattenere l’importo se risulta un debito IRPEF
  • Applicare le addizionali regionali e comunali dovute

Questo vale per tutte le pensioni erogate dall’INPS, comprese le pensioni di vecchiaia, le pensioni anticipate, le pensioni di reversibilità e le pensioni di invalidità civile. Se la tua pensione è erogata da una cassa professionale (INARCASSA, Cassa Forense, ecc.), il sostituto sarà la cassa stessa e non l’INPS.

Quando arriva il rimborso 730 sulla pensione 2026

Le tempistiche del rimborso 730 sulla pensione dipendono dalla data in cui hai inviato la dichiarazione. Per il 2026 il calendario di massima è il seguente:

Invio 730Rimborso sulla pensione
Entro il 31 maggio 2026Agosto-Settembre 2026
Entro il 30 giugno 2026Settembre-Ottobre 2026
Entro il 31 luglio 2026Ottobre-Novembre 2026
Entro il 30 settembre 2026Novembre-Dicembre 2026

Attenzione: queste sono date indicative. L’INPS elabora i conguagli seguendo un proprio calendario interno che può variare. In genere, chi presenta il 730 nei primi giorni di disponibilità del precompilato (fine aprile-maggio) riceve il rimborso già con la rata di pensione di agosto o settembre 2026.

Tempistiche pensionati vs dipendenti: le differenze

Una delle domande più frequenti riguarda il motivo per cui i pensionati ricevono il rimborso 730 più tardi rispetto ai lavoratori dipendenti. La differenza è di circa 1-2 mesi e dipende da fattori organizzativi:

  • Lavoratori dipendenti: il rimborso arriva nella busta paga di luglio (per chi invia entro maggio-giugno). Il datore di lavoro può elaborarlo rapidamente perché gestisce direttamente le buste paga
  • Pensionati: il rimborso arriva sulla pensione di agosto-settembre (per lo stesso periodo di invio). L’INPS deve ricevere i dati dall’Agenzia delle Entrate, elaborarli centralmente per milioni di pensionati e poi accreditarli

Questo ritardo non dipende da te e non c’è modo di accelerarlo. L’unica cosa che puoi fare è inviare il 730 il prima possibile per essere tra i primi a ricevere il rimborso. Se vuoi approfondire come funziona per i dipendenti, leggi la nostra guida sul rimborso 730 in busta paga 2026.

Come si vede il rimborso sul cedolino pensione

Quando l’INPS elabora il rimborso 730, la voce compare nel cedolino pensione del mese in cui avviene l’accredito. Per verificarlo, accedi al servizio cedolino pensione INPS tramite MyINPS. Ecco cosa cercare:

Nel cedolino troverai una o più voci specifiche relative al conguaglio fiscale:

  • “Conguaglio 730 – Credito IRPEF”: è l’importo del rimborso che ti viene accreditato. Comparirà come voce positiva che si somma all’importo netto della pensione
  • “Conguaglio 730 – Addizionale regionale”: eventuale rimborso delle addizionali regionali e comunali pagate in eccesso
  • “Conguaglio 730 – Addizionale comunale”: come sopra, per la componente comunale

Se il rimborso è di importo contenuto, lo vedrai in un’unica soluzione nella rata di pensione. Se invece l’importo è elevato rispetto alla tua pensione mensile, potrebbe essere suddiviso in più rate (vedi la sezione sul rimborso incapiente più avanti).

Consiglio pratico: controlla il cedolino pensione del mese in cui ti aspetti il rimborso (agosto-settembre per chi ha inviato il 730 entro maggio). Se non vedi la voce di conguaglio, attendi il mese successivo prima di contattare l’INPS.

Rimborso incapiente: cosa succede se supera la pensione

Il rimborso incapiente è una situazione che si verifica quando l’importo del rimborso 730 è superiore alla pensione netta mensile del pensionato. In questo caso, l’INPS non può erogare tutto il credito in un’unica soluzione.

Facciamo un esempio concreto. Supponiamo che Mario percepisce una pensione netta di 1.200 euro al mese e che dal 730 risulta un credito IRPEF di 2.500 euro. L’INPS non può accreditare 2.500 euro in una volta perché supererebbe la pensione. Ecco cosa succede:

  • Prima rata (es. agosto): l’INPS accredita una parte del rimborso, tipicamente fino alla capienza della pensione netta
  • Rate successive (settembre, ottobre, ecc.): l’INPS continua ad accreditare il residuo nelle rate successive, fino all’esaurimento del credito
  • Entro dicembre: tutto il rimborso deve essere erogato entro la fine dell’anno fiscale

Se entro dicembre l’INPS non riesce a completare il rimborso (situazione rara, che può capitare con pensioni molto basse e rimborsi molto alti), l’importo residuo viene erogato nei primi mesi dell’anno successivo.

Trattenute IRPEF da 730 sulla pensione: quando c’è debito

Non sempre dal 730 emerge un credito. In alcuni casi, il risultato della dichiarazione è un debito IRPEF, cioè il pensionato ha pagato meno tasse di quelle effettivamente dovute. Questo può accadere quando:

  • Cumulo di più redditi: chi percepisce due pensioni, oppure pensione più redditi da affitto, potrebbe avere un conguaglio a debito per effetto delle aliquote IRPEF progressive
  • Redditi da locazione non soggetti a cedolare secca
  • Collaborazioni occasionali o altri redditi non correttamente tassati alla fonte
  • Ritenute insufficienti applicate durante l’anno dall’INPS

In caso di debito, l’INPS trattiene l’importo dovuto dalla pensione. Se il debito è elevato, anche le trattenute possono essere dilazionate su più rate. Il pensionato può anche scegliere di rateizzare il debito direttamente nel 730, indicando il numero di rate desiderato (massimo 5 rate, da luglio a novembre).

Importante: se hai dubbi sul risultato del tuo 730 e temi un conguaglio a debito elevato, ti consigliamo di rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine prima di inviare la dichiarazione. I nostri operatori possono simulare il risultato e consigliarti la strategia migliore.

Rimborso superiore a 4.000 euro: tempi più lunghi

Se dal tuo 730 risulta un rimborso IRPEF superiore a 4.000 euro, i tempi di erogazione si allungano notevolmente. L’Agenzia delle Entrate, infatti, effettua dei controlli preventivi sulla dichiarazione prima di autorizzare il rimborso.

Questi controlli sono previsti dall’art. 5, comma 3-bis del D.Lgs. 175/2014 e riguardano specificamente le dichiarazioni che presentano elementi di incoerenza o rimborsi di importo rilevante. I controlli possono durare fino a 4 mesi dalla presentazione del 730.

Ecco cosa succede in pratica:

  1. Invio del 730: presenti la dichiarazione normalmente
  2. Segnalazione automatica: il sistema rileva il rimborso superiore a 4.000 euro
  3. Controllo dell’Agenzia delle Entrate: verifica la documentazione (spese mediche, detrazioni, ecc.). L’AdE può richiedere documenti aggiuntivi
  4. Esito del controllo: se tutto è regolare, l’Agenzia autorizza il rimborso
  5. Erogazione INPS: l’INPS accredita il rimborso sulla pensione, di solito entro il sesto mese dalla presentazione

Consiglio: se prevedi un rimborso superiore a 4.000 euro, conserva tutta la documentazione relativa alle spese dichiarate (checklist documenti 730). Potresti ricevere la richiesta di presentare i giustificativi all’Agenzia delle Entrate. Presentare il 730 tramite un CAF abilitato come il CAF Centro Fiscale di Udine può facilitare questo processo, perché il CAF appone il visto di conformità che riduce la probabilità di controlli.

Come verificare lo stato del rimborso su MyINPS e Cassetto Fiscale

Se hai inviato il 730 e vuoi sapere a che punto è il tuo rimborso, hai due strumenti principali a disposizione:

Verifica su MyINPS

Il portale MyINPS (myinps.inps.it) ti permette di controllare il cedolino pensione e verificare se il conguaglio 730 è stato applicato. Ecco come procedere:

  1. Accedi a myinps.inps.it con SPID, CIE o CNS
  2. Vai alla sezione “Cedolino pensione e servizi collegati”
  3. Seleziona il mese in cui ti aspetti il rimborso (agosto o settembre)
  4. Cerca la voce “Conguaglio 730” o “Conguaglio fiscale”
  5. Se la voce non compare, controlla il mese successivo

Verifica sul Cassetto Fiscale

Il Cassetto Fiscale dell’Agenzia delle Entrate ti mostra lo stato della tua dichiarazione e dei rimborsi. Per accedere:

  1. Vai su agenziaentrate.gov.it e accedi con SPID, CIE o CNS
  2. Seleziona “Cassetto Fiscale” dal menu
  3. Nella sezione “Dichiarazioni fiscali” trovi il tuo 730
  4. Controlla lo stato del rimborso: può essere “in lavorazione”, “in erogazione” o “erogato”
  5. Se il rimborso è superiore a 4.000 euro, potresti vedere lo stato “in verifica”

Alternativa telefonica: se non riesci ad accedere ai portali online, puoi chiamare il Contact Center INPS al numero 803.164 (da fisso, gratuito) o 06.164.164 (da mobile, a pagamento) per chiedere informazioni sullo stato del conguaglio 730 sulla tua pensione.

Rimborso diretto da Agenzia delle Entrate: quando si applica

Esiste un caso in cui il rimborso 730 non passa dall’INPS ma viene erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate. Questo accade quando il pensionato presenta il 730 senza sostituto d’imposta (cosiddetto “730 senza sostituto”).

Il 730 senza sostituto si utilizza quando:

  • Il pensionato non vuole che il rimborso o la trattenuta passi dalla pensione
  • Ci sono situazioni particolari che impediscono di indicare un sostituto d’imposta
  • Il contribuente preferisce ricevere il rimborso direttamente sul conto corrente dall’AdE

In questo caso, i tempi sono generalmente più lunghi. Il rimborso dell’Agenzia delle Entrate può arrivare da dicembre dell’anno di presentazione fino a marzo dell’anno successivo, quindi con un ritardo di diversi mesi rispetto al rimborso tramite INPS.

Per ricevere il rimborso diretto, devi aver comunicato il tuo IBAN all’Agenzia delle Entrate. Puoi farlo online dal sito dell’AdE, oppure recandoti presso un qualsiasi ufficio territoriale.

Il nostro consiglio: salvo situazioni particolari, è sempre preferibile indicare l’INPS come sostituto d’imposta nel 730. Il rimborso arriva prima e la procedura è più semplice.

Domande frequenti sul rimborso 730 pensionati

Quando arriva il rimborso 730 sulla pensione?

Per chi invia il 730 entro maggio-giugno, il rimborso arriva generalmente con la rata di pensione di agosto o settembre 2026. Per invii successivi, i tempi si allungano proporzionalmente. Il rimborso viene accreditato come voce “Conguaglio 730” nel cedolino pensione.

Come faccio a sapere se ho diritto al rimborso 730?

Il diritto al rimborso dipende dal risultato della tua dichiarazione dei redditi. Se le imposte trattenute durante l’anno superano quelle effettivamente dovute, hai diritto al rimborso. Per saperlo con certezza prima di inviare il 730, puoi rivolgerti al CAF Centro Fiscale di Udine per una simulazione gratuita.

Il rimborso 730 viene tassato?

No, il rimborso 730 non è soggetto a tassazione. Si tratta di un credito IRPEF, cioè di imposte che hai già pagato in eccesso e che ti vengono restituite. L’importo che vedi nel cedolino pensione come “Conguaglio 730” viene accreditato al netto, senza ulteriori trattenute.

Cosa succede se non presento il 730?

Se non presenti il 730 e hai diritto a un rimborso, perdi il credito IRPEF. L’INPS applica le ritenute standard sulla pensione, ma non può rimborsarti le eventuali detrazioni o deduzioni a cui avresti diritto (spese mediche, ristrutturazioni, ecc.). Per questo è importante presentare il 730 anche se sei pensionato.

Posso presentare il 730 se percepisco solo la pensione?

Sì, puoi presentare il 730 anche se il tuo unico reddito è la pensione. Anzi, è spesso conveniente farlo, soprattutto se hai sostenuto spese detraibili (mediche, farmaci, interessi del mutuo, ristrutturazioni). Il 730 ti permette di recuperare le imposte pagate in eccesso attraverso le detrazioni.

Il rimborso arriva anche su pensioni minime?

Sì, il rimborso 730 viene erogato indipendentemente dall’importo della pensione. Se percepisci una pensione minima e dal 730 emerge un credito, l’INPS lo accredita sulla pensione. In caso di importo elevato rispetto alla rata mensile, il rimborso sarà dilazionato su più mesi.

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Se sei un pensionato e vuoi essere sicuro di ottenere il massimo rimborso possibile dal 730, affidati al CAF Centro Fiscale di Udine. I nostri operatori verificano tutte le detrazioni e deduzioni a cui hai diritto, compilano il 730 per te e ti assistono in caso di controlli dell’Agenzia delle Entrate.

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    Giugno 15, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-06-15 14:00:002026-04-18 14:26:41Rimborso 730 Pensionati 2026: Quando Arriva sulla Pensione e Come Verificare
    DICHIARAZIONE DEI REDDITI

    Esonero dalla dichiarazione dei redditi 2026: chi non deve presentare il modello 730

    Dichiarazione dei redditi 730

    Ogni anno la stessa domanda: devo presentare il 730 anche quest’anno? Per milioni di italiani la risposta è “no”. L’esonero dalla dichiarazione dei redditi 2026 riguarda chi, per la propria situazione reddituale e contributiva, non è tenuto a inviare alcun modello dichiarativo all’Agenzia delle Entrate. Si tratta di un istituto previsto dal Testo Unico delle Imposte sui Redditi (DPR 917/1986, TUIR) e ribadito ogni anno dalle istruzioni ministeriali al modello 730 e al Modello Redditi PF.

    In questa guida aggiornata al 730/2026 (relativo ai redditi 2025) il CAF Centro Fiscale di Udine spiega in modo chiaro chi è esonerato, quali sono le soglie di reddito da non superare, quando conviene comunque presentare la dichiarazione anche se non obbligati e come evitare errori che possono costare sanzioni. Affronteremo casi pratici per pensionati, lavoratori dipendenti, partite IVA forfettarie, contribuenti minimi e percettori di indennità INPS.

    Attenzione: l’esonero non significa che non si è “soggetti fiscali”. Significa solo che non occorre presentare la dichiarazione perché le imposte risultano già trattenute alla fonte o perché il reddito è sotto le soglie di esenzione. Vediamo nel dettaglio tutte le casistiche previste per il 2026.

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    Cosa significa esonero dalla dichiarazione dei redditi 2026

    L’esonero dalla presentazione della dichiarazione dei redditi è una facoltà riconosciuta dall’ordinamento tributario a determinate categorie di contribuenti che, pur producendo redditi nel corso dell’anno d’imposta, non sono tenuti a presentare il modello 730 o il Modello Redditi Persone Fisiche. Il principio cardine è semplice: se l’imposta dovuta è già stata interamente trattenuta dal sostituto d’imposta (datore di lavoro, ente pensionistico, INPS) e non vi sono altri redditi da dichiarare, lo Stato non chiede al cittadino di “ricapitolare” la propria posizione.

    L’istituto trova fondamento normativo principalmente nell’art. 1 del DPR 600/1973 (“Disposizioni comuni in materia di accertamento delle imposte sui redditi”) e nelle istruzioni annuali dell’Agenzia delle Entrate al modello 730. Le tabelle ufficiali di esonero sono pubblicate ogni primavera con il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate che approva i modelli dichiarativi: per il 2026 il riferimento è il provvedimento di approvazione del modello 730/2026.

    Esonero vs. semplice non obbligo

    È importante distinguere due concetti spesso confusi:

    • Esonero totale: il contribuente non è obbligato a presentare alcun modello dichiarativo e non subisce conseguenze.
    • Esonero con facoltà: il contribuente non è obbligato, ma può scegliere di presentare comunque la dichiarazione, ad esempio per ottenere il rimborso di detrazioni non riconosciute dal sostituto.
    • Esclusione soggettiva: alcune categorie (es. soggetti minimi cessati, eredi del de cuius) seguono regole specifiche che derogano allo schema ordinario.

    Soglie di reddito per l’esonero dichiarazione redditi 2026

    La normativa fiscale italiana prevede soglie di reddito al di sotto delle quali il contribuente non è tenuto a presentare la dichiarazione. Tali soglie variano in funzione della tipologia di reddito posseduto e della categoria del contribuente. Ecco le principali soglie aggiornate per il modello 730/2026:

    Tipologia di redditoSoglia di esoneroNote
    Reddito complessivo generalefino a 2.840,51 eurolimite generale art. 11 TUIR
    Pensione + abitazione principalefino a 8.500 euro (con almeno 75 anni) o 7.500 eurono-tax area pensionati
    Lavoro dipendente + abitazione principalefino a 8.500 euronuova no-tax area dipendenti dal 2025 (DLgs 216/2023)
    Compensi sportivi dilettantisticifino a 15.000 eurofranchigia art. 36 D.Lgs 36/2021
    Assegno periodico ex coniugefino a 7.500 eurose unico reddito, con abitazione principale
    Redditi assoggettati a ritenuta a titolo d’impostaEsenti dall’obbligocedolare secca, interessi titoli, dividendi qualif.

    Queste soglie tengono conto delle detrazioni d’imposta previste dagli artt. 12, 13, 15 e 16 del TUIR. In sostanza, sotto questi importi l’imposta dovuta risulta pari a zero per effetto delle detrazioni stesse, rendendo superflua la dichiarazione.

    La soglia generale di 2.840,51 euro

    Storica soglia di esonero (corrispondente a 5,5 milioni di lire del 1996, mai aggiornata), riguarda chi ha solamente redditi residuali (es. piccolo lavoro autonomo occasionale, redditi diversi) per importi complessivi sotto questo limite. Restano comunque obbligati alla dichiarazione coloro che, pur sotto soglia, hanno crediti d’imposta da utilizzare o redditi soggetti a tassazione separata.

    Esonero per lavoratori dipendenti e assimilati

    Il lavoratore dipendente è la figura più tutelata dal sistema di esoneri, perché il datore di lavoro opera già come sostituto d’imposta, trattenendo mensilmente l’IRPEF e applicando il conguaglio a fine anno tramite la Certificazione Unica (CU). Se il rapporto di lavoro copre l’intero anno e non vi sono altri redditi, la posizione fiscale è già “chiusa” e non occorre dichiarare nulla.

    Sono esonerati dalla presentazione del 730/2026 i lavoratori dipendenti che si trovano in tutte queste condizioni:

    • hanno percepito redditi da lavoro dipendente o assimilato (es. co.co.co., borse di studio, gettoni di presenza) da un solo datore di lavoro;
    • il sostituto ha effettuato correttamente le ritenute d’acconto IRPEF e applicato le addizionali regionali e comunali;
    • non possiedono altri redditi da dichiarare (esclusi quelli soggetti a ritenuta secca o cedolare);
    • il reddito da abitazione principale (rendita catastale) non è soggetto a IRPEF;
    • non hanno spese detraibili o deducibili che vogliono recuperare.

    Caso pratico: Marco, impiegato a tempo indeterminato

    Marco lavora come impiegato dal 2020 nella stessa azienda. Nel 2025 ha guadagnato 28.000 euro lordi, il datore ha effettuato le ritenute mensili e a dicembre ha consegnato la CU. Marco vive nella propria abitazione principale e non ha altri redditi. Conclusione: Marco è esonerato dal 730/2026. Tuttavia, se ha sostenuto spese mediche per 1.200 euro o ha pagato un mutuo prima casa, gli conviene presentare comunque il 730 per recuperare le detrazioni del 19%.

    Lavoratori con due o più CU: cosa cambia

    Se un lavoratore ha avuto più datori di lavoro nel 2025 e non ha chiesto il conguaglio all’ultimo sostituto, è generalmente obbligato a presentare la dichiarazione, salvo che l’imposta complessiva non superi l’importo di 10,33 euro. Il motivo: ciascun datore applica le aliquote partendo dal primo scaglione, senza considerare gli altri redditi, e questo provoca un’IRPEF a debito da regolarizzare.

    Esonero per pensionati 2026

    I pensionati rappresentano la categoria più numerosa di soggetti esonerati. L’INPS opera come sostituto d’imposta, trattenendo l’IRPEF dalla pensione e gestendo automaticamente le addizionali. Per la maggior parte dei pensionati italiani, soprattutto chi percepisce trattamenti minimi o pensioni medio-basse, la dichiarazione dei redditi non è necessaria.

    I requisiti per l’esonero dei pensionati dal 730/2026 sono:

    • pensione erogata da un unico ente (INPS, ex INPDAP, casse previdenziali) per l’intero anno;
    • importo complessivo non superiore a 7.500 euro per i pensionati sotto i 75 anni, elevato a 8.500 euro per i pensionati con almeno 75 anni di età;
    • eventuale reddito aggiuntivo dall’abitazione principale e relative pertinenze (escluso da IRPEF);
    • nessun altro reddito imponibile, salvo quelli soggetti a ritenuta a titolo definitivo;
    • periodo di pensione di almeno 365 giorni (anno intero).

    Pensione minima e integrazione al trattamento

    I percettori della pensione minima INPS (per il 2026 attestata, salvo conferme con perequazione, intorno ai 615-620 euro mensili per 13 mensilità) ricadono pienamente nella fascia di esonero, salvo abbiano altre fonti di reddito. Anche l’integrazione al trattamento minimo e la maggiorazione sociale non incidono sul calcolo del reddito ai fini dell’esonero, purché restino sotto soglia.

    Pensionati con più trattamenti

    Chi percepisce due o più pensioni (ad esempio una pensione INPS lavoro dipendente più una pensione di reversibilità) deve sommare gli importi e verificare la posizione complessiva. Se la somma è superiore alla soglia di esonero e nessuno dei due enti ha effettuato il conguaglio cumulativo, è opportuno presentare il 730 per evitare richieste future da parte dell’Agenzia delle Entrate. Il CAF Centro Fiscale di Udine esegue gratuitamente la verifica per i pensionati friulani.

    Esonero per partite IVA: forfettari e minimi

    Per le partite IVA il discorso è più articolato. La regola generale è che chi possiede partita IVA deve presentare il Modello Redditi PF (non il 730), perché il 730 non ammette redditi d’impresa o di lavoro autonomo abituale. Tuttavia, anche per i contribuenti in regime forfettario e regime di vantaggio (ex minimi) esistono casi di esonero o adempimenti semplificati.

    Regime forfettario: nessun esonero dichiarativo

    I contribuenti in regime forfettario (Legge 190/2014, art. 1 c. 54-89) non sono mai esonerati dalla presentazione del Modello Redditi PF, neanche se nell’anno non hanno emesso fatture. Devono compilare il quadro LM indicando ricavi/compensi e applicare il coefficiente di redditività (variabile dal 40% al 86% in base al codice ATECO). L’imposta sostitutiva del 15% (ridotta al 5% per le startup nei primi 5 anni) si applica al reddito imponibile così calcolato.

    Il “coefficiente di redditività” è una percentuale stabilita per legge che indica quanta parte dei ricavi viene considerata reddito (il resto è considerato costi forfettari). Ad esempio, per i professionisti il coefficiente è del 78%: significa che il 78% dei compensi è reddito tassabile, il restante 22% è “costo forfettario” già scontato.

    Soggetti con sola partita IVA chiusa nell’anno

    Chi ha chiuso la partita IVA nel 2025 deve comunque presentare la dichiarazione relativa al periodo d’imposta in cui ha operato, anche se per pochi mesi. L’unica eccezione riguarda chi ha avuto ricavi pari a zero e nessun costo deducibile: in questo caso, comunque, si raccomanda la dichiarazione “a zero” per fini di tracciabilità.

    Lavoratori autonomi occasionali sotto 2.840,51 euro

    Il lavoro autonomo occasionale (art. 67 c. 1 lett. l TUIR) non richiede l’apertura della partita IVA fino a 5.000 euro annui per committente. Se il contribuente ha percepito esclusivamente compensi occasionali per un totale non superiore a 2.840,51 euro nel 2025, può rientrare nell’esonero generale. Sopra tale soglia, occorre dichiarare nel quadro RL del Modello Redditi PF.

    Redditi esenti e soggetti a ritenuta a titolo d’imposta

    Una vasta gamma di redditi è esclusa dall’obbligo dichiarativo perché soggetti a tassazione “alla fonte” oppure perché del tutto esenti. Conoscere queste categorie aiuta a verificare se si rientra nell’esonero. Ecco le principali:

    • Interessi su titoli di Stato (BOT, BTP, CCT) e su conti correnti, soggetti a ritenuta del 12,50% o 26%;
    • Dividendi su partecipazioni non qualificate assoggettati a ritenuta del 26%;
    • Redditi da locazione in cedolare secca (21% o 10% canone concordato): vanno comunque dichiarati nel quadro B del 730 se altri redditi richiedono dichiarazione;
    • Pensioni di guerra e indennità correlate (totalmente esenti);
    • Borse di studio universitarie erogate da università, INPS, regioni (esenti);
    • Sussidi di natura assistenziale erogati da enti pubblici (es. assegno sociale);
    • Indennità di maternità e congedo parentale (concorrono come redditi assimilati ma INPS è sostituto);
    • Rendite INAIL per invalidità permanente e altre rendite assistenziali specifiche.

    Cedolare secca: attenzione alla regola

    Chi percepisce redditi da locazione in regime di cedolare secca (21% per contratto a canone libero o 10% per contratto a canone concordato in comuni ad alta tensione abitativa) non è automaticamente esonerato. La cedolare secca sostituisce IRPEF e addizionali, ma il reddito deve essere comunque dichiarato nel quadro B del 730 o nel quadro RB del Modello Redditi PF. L’esonero opera solo se questo è l’unico reddito e l’imposta sostitutiva è stata regolarmente versata in F24 entro le scadenze previste.

    NASPI, CIG, indennità INPS: come incidono sull’esonero

    Molti contribuenti chiedono se le indennità di disoccupazione (NASPI), la Cassa Integrazione Guadagni (CIG) e altre prestazioni INPS comportino l’obbligo di dichiarazione. La risposta è articolata, ma utile per valutare la propria posizione.

    NASPI

    La NASPI è un reddito assimilato al lavoro dipendente e l’INPS opera come sostituto d’imposta, applicando direttamente le ritenute IRPEF. Se il percettore ha avuto solo NASPI nel 2025 e l’INPS ha eseguito il conguaglio finale, il lavoratore è esonerato. Diversamente, se nello stesso anno ha avuto anche redditi da lavoro dipendente da altri datori, scatta l’obbligo dichiarativo per il conguaglio cumulativo.

    Cassa Integrazione Guadagni

    La CIG ordinaria, straordinaria, in deroga e la NASPI agricola sono trattate come redditi da lavoro dipendente. Se erogate dal datore di lavoro (per anticipo) o direttamente dall’INPS, le ritenute vengono operate dal soggetto erogatore. Per il 2026, il principio resta invariato: se il rapporto di lavoro è continuativo e il conguaglio è stato eseguito, non occorre dichiarare.

    Assegno di Inclusione e Supporto Formazione Lavoro

    L’Assegno di Inclusione (ADI) (subentrato al Reddito di Cittadinanza dal 1° gennaio 2024) e il Supporto Formazione Lavoro (SFL) non concorrono alla formazione del reddito imponibile IRPEF, in quanto sussidi di natura assistenziale. Chi percepisce esclusivamente queste indennità non ha obbligo di presentare il 730/2026, salvo voglia recuperare detrazioni per altre spese (ad es. spese mediche, in casi specifici).

    Quando conviene presentare il 730 anche se esonerati

    Anche se rientri in una delle categorie di esonero, presentare comunque il 730/2026 può convenire in molte situazioni. La regola d’oro: presenta la dichiarazione ogniqualvolta hai pagato (tramite ritenute alla fonte) più imposte di quanto effettivamente dovuto, oppure hai diritto a detrazioni o crediti d’imposta che il sostituto non ha riconosciuto.

    • Spese mediche superiori alla franchigia di 129,11 euro (detrazione 19%);
    • Spese di istruzione universitaria e scolastica (limiti per ordine di scuola);
    • Mutuo prima casa: interessi passivi detraibili al 19% fino a 4.000 euro (760 euro annui di risparmio);
    • Bonus edilizi (Ecobonus, Sismabonus, Bonus ristrutturazione 50%): tornano nella dichiarazione in 10 rate annuali;
    • Erogazioni liberali a ONLUS, ASD, partiti politici, scuole;
    • Spese funebri per defunto familiare (fino a 1.550 euro per evento);
    • Premi assicurativi vita, invalidità e infortuni (detrazione 19% nei limiti previsti);
    • Detrazione canoni di locazione per studenti universitari fuori sede o lavoratori dipendenti che hanno trasferito la residenza per motivi di lavoro;
    • Bonus mobili e elettrodomestici: detraibile al 50% se collegato a ristrutturazione.

    Esempio numerico: Giulia, pensionata 73enne

    Giulia ha una pensione INPS di 7.200 euro annui. Tecnicamente sarebbe esonerata. Tuttavia, nel 2025 ha sostenuto 1.800 euro di spese mediche specialistiche e ha pagato 600 euro per la badante (per assistenza a sé stessa, in quanto non autosufficiente). Presentando il 730/2026 può recuperare:

    • Spese mediche: (1.800 – 129,11) × 19% = 317 euro
    • Spese addetti assistenza: 600 × 19% (entro 2.100 euro) = 114 euro
    • Rimborso atteso: 431 euro

    Per Giulia, dunque, presentare il 730 conviene fortemente. Il CAF Centro Fiscale offre l’assistenza gratuita per la dichiarazione 730 a pensionati con ISEE basso.

    730 precompilato 2026 ed esonero

    Una novità importante per il 2026: la dichiarazione precompilata è disponibile dal 30 aprile 2026 (e non più dal 15 aprile come negli anni precedenti). Il cambio di data è stato disposto dall’Agenzia delle Entrate per garantire una maggiore affidabilità dei dati pre-inseriti, in particolare per Certificazioni Uniche, oneri detraibili e dati immobiliari.

    Anche i contribuenti esonerati possono accedere al 730 precompilato tramite SPID, CIE o CNS sul portale dell’Agenzia delle Entrate. È un’ottima occasione per verificare se il proprio profilo fiscale è correttamente registrato e per scoprire eventuali detrazioni dimenticate. La precompilata aggrega automaticamente:

    • CU lavoro dipendente, pensione, lavoro autonomo;
    • spese sanitarie comunicate dal Sistema Tessera Sanitaria;
    • spese universitarie comunicate dalle università;
    • interessi mutui dalle banche;
    • oneri assicurativi comunicati dalle assicurazioni;
    • contributi previdenziali e assistenziali obbligatori.

    Scadenze 730/2026 da ricordare

    ScadenzaAdempimento
    30 aprile 2026Disponibilità del 730 precompilato
    16 giugno 2026Saldo IRPEF e primo acconto (per chi presenta Redditi PF)
    30 settembre 2026Termine ultimo per invio definitivo 730/2026
    25 ottobre 2026Termine per il 730 integrativo
    30 novembre 2026Termine per Modello Redditi PF
    1 dicembre 2026Secondo acconto IRPEF

    Rimborso e crediti d’imposta: come ottenerli

    Per gli esonerati che decidono di presentare comunque il 730 al fine di ottenere un rimborso, è importante sapere come funziona il meccanismo. Il rimborso può essere ottenuto in due modalità:

    • Tramite sostituto d’imposta (datore di lavoro o ente pensionistico): il rimborso compare nella busta paga o nel cedolino di pensione del mese di luglio (per dichiarazioni presentate entro giugno) o dei mesi successivi;
    • Direttamente dall’Agenzia delle Entrate per chi non ha sostituto (è il caso tipico dei pensionati con sola pensione INPS, ma il rimborso può essere richiesto in busta paga indicando l’INPS come sostituto): il rimborso viene accreditato sul conto corrente tramite il codice IBAN indicato in dichiarazione, di norma entro 6 mesi.

    Crediti d’imposta che richiedono comunque la dichiarazione

    Alcuni crediti d’imposta richiedono obbligatoriamente la dichiarazione per essere utilizzati, anche se sotto soglia. Ad esempio:

    • Trattamento integrativo (ex bonus Renzi/80 euro) – oggi ridenominato e modulato in base al reddito;
    • Bonus prima casa under 36 (per acquisti effettuati nei termini di vigenza);
    • Crediti d’imposta canoni di locazione per immobili a uso non abitativo;
    • Bonus colonnine elettriche per installazione di infrastrutture di ricarica;
    • Sport bonus e altre agevolazioni territoriali.

    Errori da evitare sull’esonero dichiarativo

    L’esonero è una facoltà, ma presumere di esserne titolari quando non lo si è può costare caro. Le sanzioni per omessa dichiarazione previste dal D.Lgs. 471/1997 sono pesanti: dal 120% al 240% delle imposte dovute con un minimo di 250 euro (importo che scende a 200 euro se non risultano imposte dovute). Ecco gli errori più frequenti:

    • Pensionati che ricevono due cedolini pensione da enti diversi (es. INPS + ex INPDAP, oppure INPS + Cassa Forense) e ritengono di essere esonerati senza verificare il cumulo;
    • Lavoratori che hanno avuto un secondo lavoro a chiamata o stagionale nello stesso anno;
    • Eredi che incassano arretrati di pensione del de cuius e non li dichiarano;
    • Contribuenti con redditi da locazione (anche brevi tipo Airbnb) che ritengono di essere esonerati solo perché in cedolare secca;
    • Percettori di compensi sportivi dilettantistici sopra la soglia di 15.000 euro che non dichiarano nulla;
    • Soggetti con conti correnti all’estero o investimenti finanziari all’estero (anche cripto): obbligo di quadro W indipendentemente dalle altre condizioni.

    Sanzioni e ravvedimento operoso

    Chi si accorge di aver erroneamente ritenuto di rientrare nell’esonero può sanare la propria posizione tramite ravvedimento operoso. Se la regolarizzazione avviene entro 90 giorni dalla scadenza, la sanzione fissa per la tardiva presentazione è di soli 25 euro (1/10 di 250 euro). Oltre i 90 giorni, la dichiarazione si considera omessa e le sanzioni sono molto più gravose.

    Cripto e redditi esteri: l’esonero non vale

    Una delle aree dove l’esonero non opera mai riguarda i redditi esteri e gli investimenti finanziari all’estero, inclusi i conti su fintech estere (Revolut, N26, Wise, PayPal con conto operativo all’estero) e le criptovalute. La normativa sul monitoraggio fiscale (D.L. 167/1990 e successive modifiche) impone l’obbligo di compilazione del quadro W nel Modello Redditi PF per chiunque detenga attività finanziarie estere superiori ai limiti previsti.

    • IVIE 1,06% per immobili all’estero (aliquota in vigore dal 2024 ex L. 213/2023);
    • IVAFE 2 per mille (0,20%) su attività finanziarie estere, elevata al 4 per mille (0,40%) per stati black-list;
    • Imposta fissa di 34,20 euro per conto corrente o libretto estero (persona fisica);
    • Tassazione plusvalenze cripto al 26% (in caso di realizzo) per importi superiori a 2.000 euro;
    • Anche con imposta dovuta inferiore a 200 euro, il quadro W va comunque compilato.

    Se possiedi attività estere (anche solo un conto corrente da pochi euro presso una fintech estera) sei obbligato a presentare il Modello Redditi PF, indipendentemente dalle altre condizioni di esonero. Il CAF Centro Fiscale di Udine ha competenza specifica nel monitoraggio fiscale e nella tassazione delle criptovalute.

    Successioni ed eredi: la dichiarazione del de cuius

    In caso di decesso, gli eredi devono presentare la dichiarazione dei redditi del defunto (de cuius) relativa all’anno del decesso e, se non presentata, anche all’anno precedente. La scadenza ordinaria del 730/2026 (30 settembre 2026) per il de cuius è prorogata al 30 novembre 2026 tramite presentazione del Modello Redditi PF, esclusivamente in via telematica. Gli eredi non possono avvalersi del 730 per il defunto.

    In Friuli Venezia Giulia, il sistema tavolare rappresenta una specificità importante anche dal punto di vista fiscale per le successioni: l’efficacia costitutiva dell’iscrizione nel Libro Fondiario richiede l’intavolazione separata dopo la dichiarazione di successione. Il CAF Centro Fiscale ha competenza ultradecennale nella gestione delle pratiche di successione nel sistema tavolare di Udine, Gorizia, Trieste e parte di Pordenone.

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Conclusioni: come capire se sei davvero esonerato

    L’esonero dalla dichiarazione dei redditi 2026 è un’opportunità per molti contribuenti italiani, ma non va presunto: occorre verificare con attenzione la propria situazione personale, sommare tutti i redditi percepiti nel 2025, controllare le ritenute applicate dai sostituti d’imposta e valutare l’esistenza di spese detraibili che potrebbero generare un rimborso.

    Le tre regole d’oro da ricordare:

    1. Verifica sempre la tua CU o il cedolino INPS: sono il punto di partenza per capire quanto reddito hai prodotto e quanto IRPEF ti è stato trattenuto.
    2. Non confondere “non obbligato” con “non conviene”: spesso presentare il 730 anche da esonerati significa recuperare centinaia di euro di rimborsi.
    3. Attenzione ai redditi esteri e cripto: l’esonero non vale mai. Quadro W obbligatorio.

    Per una verifica gratuita della tua posizione fiscale 2026, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione. Il nostro team ti assiste nell’analisi della CU, nella ricostruzione delle spese detraibili e, se conviene, nella compilazione e invio del modello 730/2026 senza costi per pensionati con ISEE basso e lavoratori dipendenti con redditi medi. Prenota un appuntamento chiamando il numero 0432 1638640 o scrivendo su WhatsApp al 366 6018121.

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    FAQ – Domande frequenti sull’esonero 730/2026

    1. Se sono esonerato e non presento il 730, posso comunque accedere ai bonus?

    Sì, l’esonero dalla dichiarazione non esclude dai bonus statali (Assegno Unico, Bonus bollette, Carta Acquisti, ecc.). Tali misure si basano sull’ISEE, calcolato sui dati reddituali comunicati direttamente da INPS e Agenzia delle Entrate. Per ottenere o aggiornare l’ISEE, contatta il CAF Centro Fiscale.

    2. Se ho ricevuto un’eredità nel 2025 devo presentare la dichiarazione?

    L’eredità in sé (il patrimonio ricevuto) non è soggetta a IRPEF ma all’imposta di successione (con franchigie diverse a seconda del grado di parentela). Tuttavia, se l’eredità include immobili che producono reddito o investimenti che generano interessi, dovrai dichiarare tali redditi dal momento dell’apertura della successione. Il defunto, da parte sua, ha sempre l’obbligo della dichiarazione finale tramite gli eredi.

    3. Ho cambiato lavoro a metà 2025: sono esonerato?

    Se hai chiesto al nuovo datore di operare il conguaglio cumulativo (presentando la CU del precedente lavoro), e il conguaglio è stato effettuato correttamente, sei esonerato. In caso contrario sei obbligato alla dichiarazione, perché ciascun datore avrà applicato le aliquote dal primo scaglione, generando quasi certamente un debito IRPEF.

    4. La pensione di reversibilità conta per l’esonero?

    Sì, la pensione di reversibilità è reddito a tutti gli effetti. Se sommata alla pensione diretta supera la soglia di esonero (7.500 euro o 8.500 euro per gli ultra 75enni), occorre presentare la dichiarazione. L’INPS, se eroga entrambe le pensioni, opera il conguaglio cumulativo automaticamente.

    5. Ho un conto Revolut con 500 euro: devo dichiarare?

    Sì. Anche con saldi minimi, il possesso di un conto corrente all’estero (anche fintech) attiva l’obbligo di compilazione del quadro W per il monitoraggio fiscale. L’imposta IVAFE non è dovuta se il valore medio del conto è inferiore a 5.000 euro, ma la comunicazione resta obbligatoria. L’esonero ordinario dalla dichiarazione viene meno.

    6. Posso recuperare le spese mediche del 2024 nel 730/2026?

    No, il 730/2026 si riferisce ai redditi e alle spese sostenute nel 2025. Per le spese mediche del 2024 dovevi presentare il 730/2025 (entro il 30 settembre 2025). È possibile, tuttavia, presentare una dichiarazione integrativa entro i termini ordinari di accertamento (5 anni), rivolgendosi al CAF.

    7. Sono pensionato all’estero in convenzione: devo dichiarare in Italia?

    Dipende dalla residenza fiscale e dalla convenzione bilaterale contro le doppie imposizioni in vigore con il Paese di pagamento della pensione. In genere, i pensionati AIRE residenti all’estero non sono tassati in Italia, salvo specifiche eccezioni. La verifica è caso per caso: contatta il CAF Centro Fiscale per un’analisi personalizzata.

    Maggio 22, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/01/730.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-22 23:55:042026-05-31 17:46:04Esonero dalla dichiarazione dei redditi 2026: chi non deve presentare il modello 730
    CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, DICHIARAZIONE DEI REDDITI, Modello 770 e Certificazione Unica

    CU INPS Errate 2026: Scadenze per Correggere il 730 dei Pensionati

    Pensione 2026 INPS

    Le CU INPS errate 2026 sono il nuovo grattacapo della stagione dichiarativa: secondo le segnalazioni emerse a partire da maggio 2026, circa 270mila pensionati si sono visti recapitare una Certificazione Unica con dati incompleti o non corretti. Il problema riguarda soprattutto chi nel 2025 ha ricevuto trattamenti integrativi, conguagli o arretrati: in molti casi le somme risultano calcolate male, con effetti diretti sulla dichiarazione dei redditi. La conseguenza pratica è semplice da capire e fastidiosa da affrontare: senza una CU corretta, il 730 2026 precompilato può presentare un debito o un credito sbagliato.

    In questa guida del CAF Centro Fiscale di Udine spieghiamo cosa fare se sei tra i pensionati coinvolti, come verificare la Certificazione Unica INPS sul portale, quali sono le scadenze 730 2026 per intervenire e come il CAF può aiutarti a presentare un 730 integrativo o un modello correttivo. L’obiettivo è uno solo: evitare che un errore di INPS si traduca in tasse pagate in più o, peggio, in rimborsi sbagliati che poi vanno restituiti.

    Indice dei contenuti

    1. Cosa è Successo: le CU INPS Errate per 270mila Pensionati
    2. Perché la CU INPS Sbagliata Manda in Tilt il 730
    3. Come Verificare la Tua CU INPS 2026
    4. Scadenze 730 2026: le Date da Tenere a Mente
    5. Hai Già Inviato il 730 con Dati Sbagliati? Cosa Fare
    6. Rettifica della CU: i Tempi di INPS
    7. Il Ruolo del CAF nella Correzione del 730
    8. Domande Frequenti

    Cosa è Successo: le CU INPS Errate per 270mila Pensionati

    Le CU INPS errate 2026 sono emerse durante la prima fase di consultazione del 730 precompilato, disponibile dal 30 aprile 2026. Numerosi pensionati hanno notato discrepanze tra gli importi indicati nella Certificazione Unica rilasciata da INPS e quanto effettivamente percepito nel 2025. Le segnalazioni riguardano sia pensioni di vecchiaia e pensioni anticipate, sia trattamenti come NASpI, integrazioni al minimo, tredicesima e arretrati.

    Le cause segnalate sono diverse, ma ricorrono soprattutto due tipologie di errore. La prima riguarda l’imposta lorda IRPEF, che in alcuni casi non considera correttamente la rimodulazione degli scaglioni introdotta dalla riforma fiscale (oggi a tre aliquote: 23% fino a 28.000 euro, 35% fino a 50.000 euro, 43% oltre). La seconda riguarda i conguagli di fine 2025: importi rimborsati o trattenuti che non risultano correttamente attribuiti nei righi della CU. In entrambi i casi, l’effetto è un’imposta netta diversa da quella reale.

    Il dato di circa 270mila pensionati coinvolti, riportato dalle prime ricostruzioni di stampa, è importante ma va contestualizzato: l’INPS è il sostituto d’imposta di milioni di pensionati italiani, e una percentuale ridotta di anomalie può comunque produrre un numero assoluto rilevante. La buona notizia è che gli errori della CU INPS sono in larga parte correggibili, sia attraverso una rettifica della Certificazione da parte dell’Istituto, sia tramite la presentazione di un 730 corretto con i dati reali.

    Perché la CU INPS Sbagliata Manda in Tilt il 730

    Per capire l’impatto delle CU INPS errate 2026 serve ricordare cos’è e a cosa serve la Certificazione Unica. È il documento con cui il sostituto d’imposta (INPS, datore di lavoro, ente erogatore) certifica i redditi erogati al contribuente nell’anno solare precedente e le ritenute già versate. Per i pensionati, la CU 2026 riassume tutta la pensione percepita nel 2025: imponibile, ritenute IRPEF, addizionali regionali e comunali, eventuali detrazioni applicate in busta.

    Questi dati confluiscono automaticamente nella dichiarazione precompilata messa a disposizione dall’Agenzia delle Entrate. Significa che, se la CU INPS contiene un errore, anche il 730 2026 nasce sbagliato. Il rischio concreto è doppio. Da un lato, potresti vederti recapitare un rimborso superiore a quello dovuto, e l’Agenzia chiederà la restituzione con interessi nei controlli successivi. Dall’altro, potresti pagare un conguaglio a debito più alto del necessario, con un esborso ingiustificato.

    Per i pensionati, l’effetto è ancora più diretto. Quando si invia il 730 con sostituto d’imposta, gli eventuali conguagli vengono applicati direttamente sulla rata della pensione di agosto, settembre o ottobre. Un errore sulla CU si traduce quindi in trattenute o rimborsi mensili calcolati su una base imponibile sbagliata, con effetti che si trascinano fino a fine anno. Per questo è fondamentale intervenire prima dell’invio del modello 730.

    • Imponibile errato: cambia il reddito complessivo e quindi l’aliquota IRPEF effettiva.
    • Ritenute errate: l’importo che risulta “già pagato” allo Stato non corrisponde al reale.
    • Detrazioni applicate in busta diverse dal dovuto: errore tipico sulle detrazioni per pensione e familiari a carico.
    • Addizionali regionali e comunali calcolate su una base errata.

    Come Verificare la Tua CU INPS 2026

    Il primo passo per difendersi dalle CU INPS errate 2026 è verificare la propria Certificazione Unica. Non aspettare il commercialista o il CAF: con pochi minuti puoi fare un controllo preliminare confrontando i dati della CU con quelli che già conosci (ad esempio l’importo netto della pensione ricevuto ogni mese, gli arretrati incassati e il modello ObisM).

    Dove scaricare la CU INPS

    La CU INPS 2026 è scaricabile gratuitamente in tre modi:

    • Dal portale INPS (sezione “MyINPS > Servizi al cittadino > Certificazione Unica”) con SPID, CIE o CNS.
    • Tramite l’app INPS Mobile, nella sezione “Cassetto previdenziale del cittadino”.
    • Al CAF Centro Fiscale di Udine, dove possiamo recuperarla per te con delega.

    Cosa controllare nella Certificazione Unica

    Una volta scaricata, concentra l’attenzione sui righi più sensibili. Per i pensionati i punti chiave sono i righi del quadro lavoro dipendente, assimilati e assistenza fiscale, in particolare i punti relativi al reddito di pensione, al periodo di lavoro/pensione, all’imposta lorda, all’imposta netta e alle detrazioni applicate. Confronta queste cifre con il modello ObisM 2026 (il certificato di pensione INPS) e con il riepilogo dei cedolini dell’anno precedente: la somma dei netti mensili più ritenute e addizionali dovrebbe corrispondere al lordo certificato.

    Se trovi differenze sospette, non è detto sia un errore di INPS: a volte la stranezza dipende da arretrati a tassazione separata, recuperi di pensioni indebite o variazioni dell’addizionale comunale. Per questo prima di gridare allo scandalo è utile rivolgersi al CAF o al patronato, che possono leggere insieme a te la Certificazione Unica e dirti se la differenza è giustificata o se va richiesta una rettifica.

    Scadenze 730 2026: le Date da Tenere a Mente

    Capire le scadenze del 730 2026 è essenziale quando si ha a che fare con CU INPS errate 2026: ogni data limite ti dà un’opportunità di rimediare, e perderla significa restare con un errore in dichiarazione. La dichiarazione precompilata è disponibile sul portale dell’Agenzia delle Entrate dal 30 aprile 2026 (una novità del calendario fiscale, che fino al 2025 partiva il 15 aprile).

    • 30 aprile 2026: disponibilità del 730 precompilato sul sito dell’Agenzia delle Entrate.
    • 30 settembre 2026: termine ultimo per l’invio definitivo del 730 2026 (ordinario o tramite CAF/professionista).
    • 25 ottobre 2026: scadenza per la presentazione del 730 integrativo, da usare se ti accorgi di errori a tuo favore (maggior credito o minor debito) dopo aver già inviato il modello.
    • 30 novembre 2026: invio del Modello Redditi PF 2026, alternativa al 730 per chi non può usare il modello semplificato.

    Per chi è alle prese con una CU INPS sbagliata, la priorità è non superare il 30 settembre 2026 senza aver chiarito la propria posizione: significa scegliere se inviare un 730 modificato rispetto al precompilato (sostituendo i dati errati con quelli corretti) o, in alternativa, attendere la rettifica della Certificazione Unica da parte di INPS e poi presentare il modello 730. La seconda strada è più sicura, ma vincolata ai tempi di lavorazione dell’Istituto. Per questo molti pensionati scelgono di affidarsi al CAF, che può modificare la dichiarazione precompilata con i dati reali ricostruiti dai cedolini.

    Hai Già Inviato il 730 con Dati Sbagliati? Cosa Fare

    Una delle domande più frequenti che ci arrivano allo sportello del CAF Centro Fiscale riguarda i pensionati che hanno già inviato il 730 2026 accettando il precompilato senza modifiche e che solo dopo scoprono la CU INPS errata. La buona notizia è che il sistema 730 prevede strumenti appositi per correggere la dichiarazione dei redditi già inviata. La scelta dello strumento giusto dipende da due variabili: quando ti accorgi dell’errore e a favore di chi è la correzione.

    Errore a tuo favore: il 730 integrativo entro il 25 ottobre

    Se la CU sbagliata ti ha fatto pagare più tasse del dovuto o ridotto il rimborso che ti spettava, puoi presentare un 730 integrativo. Si tratta di una nuova dichiarazione che sostituisce la precedente solo per gli aspetti corretti a tuo vantaggio. Il termine è il 25 ottobre 2026. Il 730 integrativo va presentato esclusivamente tramite CAF o professionista abilitato, anche se la dichiarazione originaria era stata fatta in autonomia.

    Errore a debito: dichiarazione correttiva o Redditi PF

    Se invece, una volta corretta la CU INPS, risulta che hai dichiarato meno del dovuto (e quindi devi pagare di più allo Stato), il 730 integrativo non basta. In questo caso si presenta il Modello Redditi PF 2026 entro il 30 novembre 2026, indicando il debito aggiuntivo e versando la differenza con eventuali sanzioni e interessi ridotti applicando il ravvedimento operoso. Anche qui, l’assistenza del CAF aiuta a calcolare correttamente l’importo da versare ed evitare ulteriori errori.

    Rettifica della CU: i Tempi di INPS

    Parallelamente alla correzione del 730, è importante che anche la Certificazione Unica INPS venga rettificata. L’INPS, quando individua o riceve segnalazione di un errore, emette una CU rettificata che viene trasmessa sia al contribuente sia all’Agenzia delle Entrate. Questo passaggio è cruciale perché allinea i dati della dichiarazione precompilata degli anni successivi e gli archivi fiscali del sostituto d’imposta.

    Per chiedere la rettifica della CU sbagliata, il pensionato ha diverse strade. Può inoltrare la segnalazione tramite il portale INPS (servizio “Inoltro telematico di istanze, segnalazioni, comunicazioni”), oppure tramite il numero verde 803 164 da rete fissa, o ancora rivolgendosi a un patronato per la trasmissione assistita. Nella richiesta è utile allegare cedolini di pensione e, se disponibile, una ricostruzione del lordo annuo per facilitare la verifica all’Istituto.

    I tempi di rettifica non sono normati in modo rigido, ma di solito INPS lavora le richieste in alcune settimane. Per questo, in vista delle scadenze 730 2026, conviene attivarsi subito: aspettare la CU rettificata e poi correre con l’invio della dichiarazione rischia di mettere fretta su un adempimento delicato. La strategia migliore è chiedere la rettifica e, in parallelo, predisporre un 730 corretto con il CAF, da inviare nei tempi previsti.

    Il Ruolo del CAF nella Correzione del 730

    Quando si parla di CU INPS errate 2026, il CAF non è solo un punto di assistenza tecnica: diventa una vera e propria garanzia di tutela per il pensionato. Il CAF Centro Fiscale di Udine, in particolare, ha sviluppato negli anni un’esperienza specifica nella lettura della Certificazione Unica e nella ricostruzione del reddito di pensione partendo dai cedolini e dal modello ObisM. Questo approccio è prezioso proprio nei casi in cui la CU INPS presenta incongruenze rispetto al percepito.

    Operativamente, il CAF svolge tre attività complementari. Per prima cosa, verifica insieme al pensionato la CU e individua gli eventuali errori, segnalandoli per iscritto. In secondo luogo, predispone la dichiarazione 730 2026 modificando i dati del precompilato con quelli reali e applicando correttamente detrazioni, oneri deducibili e bonus pensionati. Infine, supporta la richiesta di rettifica della Certificazione Unica all’INPS, per chiudere il cerchio anche dal punto di vista del sostituto d’imposta.

    Un valore aggiunto non trascurabile riguarda la responsabilità del visto di conformità. Quando il 730 viene predisposto dal CAF, è il CAF stesso a rispondere di eventuali errori formali della dichiarazione, sollevando il contribuente da gran parte dei rischi di sanzione. È una protezione concreta che, soprattutto per i pensionati con redditi medi e detrazioni multiple, fa la differenza.

    Per saperne di più sulle nostre attività, puoi consultare le pagine dedicate a 730 e dichiarazione dei redditi, al calcolo della pensione e alla Certificazione Unica e Modello 770. Se invece preferisci ricevere un’analisi personalizzata della tua CU INPS, prenota un appuntamento direttamente in sede a Udine o richiedici un primo riscontro telefonico.

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande Frequenti

    Come capisco se la mia CU INPS è tra quelle errate?

    Non esiste un elenco pubblico dei pensionati coinvolti. L’unico modo per scoprirlo è scaricare la Certificazione Unica dal portale INPS e confrontare il reddito di pensione, l’imposta lorda e le ritenute con i tuoi cedolini del 2025 e con il modello ObisM. Se la somma dei netti mensili più ritenute e addizionali non quadra con il lordo certificato, è molto probabile che ci sia un errore. Il CAF Centro Fiscale può fare questa verifica per te in pochi minuti.

    Posso modificare il 730 precompilato anche se la CU INPS è sbagliata?

    Sì. Il 730 precompilato può essere modificato dal contribuente o, meglio, dal CAF, sostituendo i dati provenienti dalla CU INPS errata con quelli ricostruiti correttamente. In questo caso si perde la “garanzia da controlli formali” sui dati modificati, ma si evita di consolidare un errore. Per i pensionati con CU sospette è quasi sempre la scelta più prudente.

    Quanto tempo ho per chiedere a INPS la rettifica della CU 2026?

    Non c’è una scadenza perentoria fissata per chiedere la rettifica della Certificazione Unica: puoi farlo anche dopo l’invio del 730. Conviene però attivarsi entro l’estate, sia per avere la CU corretta in tempo utile per il 730 integrativo (scadenza 25 ottobre 2026) sia perché archivi e flussi di precompilato si stabilizzano più rapidamente se la segnalazione arriva nei mesi della campagna dichiarativa.

    Se ho già ricevuto un rimborso sbagliato in pensione, cosa succede?

    Se hai inviato un 730 2026 con dati della CU INPS errati e hai ricevuto in pensione un rimborso più alto del dovuto, l’Agenzia delle Entrate, una volta ricevuta la CU rettificata o effettuati i controlli, può chiedere la restituzione della differenza, con interessi. Per ridurre il rischio, il CAF può aiutarti a inviare un Modello Redditi PF integrativo in cui regolarizzi spontaneamente la posizione, applicando il ravvedimento operoso e pagando sanzioni e interessi in misura ridotta.

    Posso evitare di fare il 730 e aspettare la CU corretta nel 2027?

    No. La dichiarazione dei redditi 2026 va presentata comunque entro le scadenze previste (30 settembre 2026 per il 730, 30 novembre 2026 per il Modello Redditi PF). Saltarla per attendere una CU INPS rettificata ti esporrebbe a sanzioni per omessa dichiarazione. La strada giusta è inviare nei tempi un 730 con dati corretti e, in parallelo, chiedere a INPS la rettifica della Certificazione Unica.

    Conclusione: Affronta la CU Errata con il CAF Centro Fiscale

    Le CU INPS errate 2026 sono un problema che riguarda potenzialmente fino a 270mila pensionati ma che, con i giusti accorgimenti, si risolve. La regola d’oro è non aspettare: scarica la Certificazione Unica, confrontala con i tuoi cedolini, e se hai dubbi rivolgiti al CAF. Le scadenze del 730 2026 – 30 settembre 2026 per l’invio definitivo e 25 ottobre 2026 per l’integrativo – sono i punti fermi attorno ai quali costruire la strategia di correzione.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine assiste ogni anno migliaia di pensionati nella verifica della CU, nella predisposizione del 730 e nei rapporti con INPS per la rettifica delle Certificazioni Uniche. Prenota un appuntamento per portarci la tua CU 2026: un nostro operatore la analizza con te, ti dice subito se ci sono anomalie e ti spiega passo passo come rimettere a posto la tua dichiarazione dei redditi.

    Maggio 21, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-21 22:39:342026-05-31 17:47:26CU INPS Errate 2026: Scadenze per Correggere il 730 dei Pensionati
    CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, DICHIARAZIONE DEI REDDITI, Modello 770 e Certificazione Unica

    CU INPS errate per 270mila pensionati: scadenze per correggere il 730

    Pensione 2026 INPS

    A maggio 2026 l’INPS ha riconosciuto un errore di grande portata: circa 270.000 Certificazioni Uniche (CU) inviate ai pensionati risultano errate. Il problema riguarda principalmente l’esposizione delle ritenute IRPEF e dei conguagli, e impatta direttamente la dichiarazione dei redditi 2026 (Modello 730 o Redditi PF) relativa all’anno d’imposta 2025. Per chi ha già scaricato la precompilata o trasmesso il 730, è cruciale conoscere le scadenze per intervenire in tempo, evitando errori di liquidazione, rimborsi mancati o avvisi di pagamento successivi.

    In questa guida ti spieghiamo, in modo semplice e operativo, cosa è successo, come capire se la tua CU è tra quelle errate, quali sono le scadenze tassative per correggere il 730 nel 2026 e come il CAF Centro Fiscale di Udine può seguirti passo passo, anche in modalità integrativa o sostitutiva.

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    Indice dei contenuti

    1. CU INPS errate per 270mila pensionati: che cosa è successo
    2. Come capire se la tua CU INPS è tra quelle errate
    3. Impatto sulla dichiarazione precompilata 2026
    4. Scadenze tassative per correggere il 730 nel 2026
    5. 730 integrativo, sostitutivo o Modello Redditi PF
    6. Come richiedere all’INPS la CU corretta
    7. Esempi pratici di correzione
    8. Rischi di non correggere la dichiarazione
    9. Il ruolo del CAF nella correzione del 730
    10. Cosa fare subito: la checklist operativa
    11. Affidati al CAF Centro Fiscale di Udine
    12. Domande frequenti
    13. Conclusioni: muoviti per tempo

    CU INPS errate per 270mila pensionati: che cosa è successo

    La Certificazione Unica è il documento che il sostituto d’imposta – in questo caso l’INPS, in qualità di sostituto per le pensioni – rilascia ogni anno per certificare i redditi corrisposti e le ritenute fiscali operate. Per i pensionati italiani, è il documento centrale per la dichiarazione dei redditi, perché alimenta automaticamente la dichiarazione precompilata messa a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.

    Nel 2026 l’INPS ha trasmesso oltre 16 milioni di CU per pensionati. Di queste, secondo la comunicazione ufficiale dell’Istituto pubblicata nelle ultime settimane, circa 270.000 risultano errate: il problema riguarda in particolare il calcolo delle ritenute IRPEF, l’esposizione delle addizionali regionali e comunali e, in alcuni casi, la corretta indicazione del cosiddetto bonus IRPEF o del trattamento integrativo.

    Le cause tecniche dell’errore

    Le cause individuate dall’INPS sono essenzialmente tre:

    • Migrazione di sistema: nel corso del 2025 l’Istituto ha completato il passaggio a un nuovo applicativo per la gestione fiscale dei pensionati, con possibili disallineamenti sulle posizioni di chi ha più trattamenti pensionistici (ad esempio una pensione diretta e una di reversibilità).
    • Conguagli di fine anno non recepiti: per alcuni pensionati gli arretrati e i conguagli operati a dicembre 2025 non sarebbero confluiti correttamente nella CU 2026.
    • Aliquote IRPEF 2025: gli scaglioni IRPEF in vigore dall’1 gennaio 2024 (tre scaglioni: 23% fino a 28.000 euro, 35% fino a 50.000 euro, 43% oltre) hanno modificato i calcoli; gli aggiornamenti dei parametri sui software del sostituto d’imposta possono aver generato errori in alcune posizioni complesse.

    Come capire se la tua CU INPS è tra quelle errate

    Il primo passo è controllare la CU 2026 ricevuta dall’INPS o scaricabile dal sito istituzionale tramite SPID, CIE o CNS. La CU per i pensionati è disponibile dal cassetto previdenziale online (sezione “Certificazione Unica”) oppure tramite il servizio “Certificazione Unica 2026” del portale INPS.

    I 4 controlli essenziali

    Quando hai in mano la CU, verifica con attenzione questi quattro elementi:

    1. Reddito di pensione (punto 1 – somme corrisposte): deve corrispondere al totale lordo percepito nel 2025. Confrontalo con i cedolini di pensione mensili (scaricabili dal cassetto previdenziale).
    2. Ritenute IRPEF (punto 21): l’importo deve essere coerente con gli scaglioni IRPEF 2025 (23% / 35% / 43%). Calcolo di massima: per una pensione lorda di 18.000 euro annui, l’IRPEF lorda è 18.000 × 23% = 4.140 euro, da cui si sottraggono detrazioni per redditi da pensione e altre detrazioni spettanti.
    3. Addizionali regionali e comunali (punti 22-27): devono essere calcolate sull’aliquota della regione e del comune di residenza al 1° gennaio 2025 e indicate sia come saldo 2024 sia come acconto 2025 dove dovuto.
    4. Detrazioni applicate: in particolare la detrazione per redditi da pensione e quelle per familiari a carico. La detrazione per coniuge a carico è pari a un massimo di 950 euro (modulata in base al reddito complessivo).

    Tabella di confronto rapido

    Voce CUPunto/SezioneCosa controllare
    Reddito pensionePunto 1 – Parte BTotale dei cedolini mensili 2025
    Ritenute IRPEFPunto 21Coerenza con scaglioni 23%/35%/43%
    Addizionale regionalePunto 22Saldo 2024 + acconto 2025
    Addizionale comunalePunto 25-27Saldo + acconto comune di residenza
    Detrazioni pensionePunti 361-365Detrazione redditi pensione + familiari
    Bonus IRPEF/Trattamento integrativoPunti 391-395Spettanza ed effettiva erogazione

    Se ti accorgi che uno o più valori non corrispondono a quanto effettivamente percepito, la tua CU potrebbe essere tra quelle errate.

    L’impatto sulla dichiarazione precompilata 2026

    La CU non è solo un documento da conservare: rappresenta la fonte principale dei dati inseriti nella dichiarazione precompilata 2026, messa a disposizione dall’Agenzia delle Entrate. Nel 2026, infatti, la precompilata 730/Redditi PF è disponibile dal 30 aprile 2026 (data anticipata di 15 giorni: fino al 2025 la disponibilità era il 15 aprile).

    Questo significa che chi ha già scaricato e accettato (o trasmesso) la precompilata tra fine aprile e maggio 2026 potrebbe trovarsi con una dichiarazione basata su una CU errata. Le conseguenze possono essere di due tipi:

    • Liquidazione errata in eccesso: il pensionato risulta a debito o riceve un rimborso inferiore a quello spettante (situazione frequente).
    • Liquidazione errata in difetto: la dichiarazione mostra un credito o un rimborso superiore al dovuto, con il rischio di un futuro avviso bonario o accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate.

    Cosa succede se la CU viene corretta dopo l’invio del 730

    L’INPS, dopo aver individuato l’errore, è tenuto a trasmettere all’Agenzia delle Entrate una CU sostitutiva (o annullata) entro i termini di legge. Quando questo avviene, la dichiarazione precompilata viene aggiornata, ma se il contribuente ha già accettato e inviato il 730, è necessario presentare una dichiarazione integrativa o, in alcuni casi, una dichiarazione sostitutiva.

    Le scadenze tassative per correggere il 730 nel 2026

    Il calendario fiscale 2026 prevede diverse finestre temporali per intervenire sul 730. È fondamentale conoscerle per scegliere lo strumento giusto.

    Tabella scadenze 2026 – Dichiarazione dei redditi

    ScadenzaAdempimentoCosa fare
    30 aprile 2026Disponibilità precompilata 2026Inizia consultazione e verifica dati CU
    20 maggio 2026Possibilità invio 730Invio precompilata accettata o modificata
    30 settembre 2026Termine ordinario invio 730/2026Termine ultimo per dichiarazione ordinaria
    25 ottobre 2026Termine 730 integrativoCorrezioni a favore tramite 730 integrativo tipo 1
    30 novembre 2026Termine invio Modello Redditi PFAlternativa al 730 integrativo per correzioni complete
    31 dicembre 2030Termine dichiarazione integrativa tardivaIntegrativa entro 5° anno successivo

    Le date chiave da segnare in agenda

    • 30 aprile 2026: data in cui la precompilata viene messa a disposizione. È la prima data utile per scaricarla e iniziare il controllo.
    • 30 settembre 2026: scadenza ordinaria per la trasmissione del 730/2026.
    • 25 ottobre 2026: ultimo giorno per inviare un 730 integrativo (modello correttivo a favore del contribuente).
    • 30 novembre 2026: termine per presentare il Modello Redditi PF, anche come strumento correttivo del 730 già inviato.

    730 integrativo, sostitutivo o Modello Redditi PF: quale scegliere

    La normativa offre più strumenti per correggere una dichiarazione già presentata. La scelta dipende dal momento in cui ti accorgi dell’errore e dal tipo di errore.

    730 integrativo (tipo 1, tipo 2, tipo 3)

    Il 730 integrativo è lo strumento più rapido e si presenta entro il 25 ottobre 2026. Si distingue in tre tipologie:

    • Tipo 1: rettifica errori che hanno determinato un minor credito, un maggior debito o un maggior rimborso non spettante. È quello tipico per correggere CU INPS errate quando il pensionato risulta a debito eccessivo.
    • Tipo 2: modifica solo i dati del sostituto d’imposta (es. cambio del datore di lavoro o pensione).
    • Tipo 3: rettifica contemporaneamente dati patrimoniali del sostituto e i dati della liquidazione.

    Modello Redditi PF correttivo (entro 30 novembre 2026)

    Se l’errore viene scoperto dopo il 25 ottobre 2026 ma entro il 30 novembre 2026, è possibile presentare il Modello Redditi PF in alternativa o a integrazione del 730 già inviato. Questa scelta è obbligatoria quando le correzioni riguardano quadri non presenti nel 730 (es. quadro RW per attività estere).

    Dichiarazione integrativa “ultratardiva” (entro 5 anni)

    Oltre il 30 novembre 2026, è possibile presentare una dichiarazione integrativa tardiva entro il termine ordinario di accertamento (in genere il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione originaria). Per il 730/2026 il termine ultimo è il 31 dicembre 2030.

    Tabella riassuntiva degli strumenti

    StrumentoTermine ultimo 2026Quando usarloSanzioni
    730 integrativo Tipo 125 ottobre 2026Errori a favore del contribuenteNessuna
    730 integrativo Tipo 225 ottobre 2026Modifica sostituto d’impostaNessuna
    Modello Redditi PF correttivo30 novembre 2026Correzioni complete o quadri non in 730Nessuna se entro termine ordinario
    Integrativa tardiva (a favore)31 dicembre 2030Errori a favore scoperti tardiSolo se a debito: ravvedimento operoso
    Integrativa tardiva (a sfavore)31 dicembre 2030Errori a sfavore dell’erarioSanzioni + ravvedimento operoso

    Come richiedere all’INPS la CU corretta

    Per ottenere una CU rettificata da parte dell’INPS, hai diverse strade:

    Canali ufficiali per la richiesta di rettifica

    • Portale INPS online: nel cassetto previdenziale, sezione “Certificazione Unica”, è disponibile un servizio di “Segnalazione errori CU” con form dedicato. Accesso con SPID, CIE o CNS.
    • Contact Center INPS: numero verde 803.164 (da rete fissa) o 06.164.164 (da mobile). Operatore disponibile dal lunedì al venerdì, 8:00-20:00.
    • Patronato: ogni patronato (incluso quello convenzionato con il CAF Centro Fiscale di Udine) può inoltrare la richiesta di rettifica direttamente per via telematica tramite gli applicativi dedicati.
    • Sede INPS territoriale: presentando la richiesta in modalità sportellistica, su prenotazione.

    Tempistiche di emissione della CU rettificata

    L’INPS, una volta accertato l’errore, è tenuto a emettere la CU rettificata o sostitutiva in tempi normalmente compresi tra 15 e 45 giorni. La CU corretta è poi trasmessa automaticamente all’Agenzia delle Entrate, che la integra nella precompilata (se ancora non inviata) o la rende disponibile per la dichiarazione integrativa.

    Esempi pratici di correzione

    Per rendere più concreto il discorso, ecco due esempi reali (con dati di fantasia ma realistici).

    Esempio 1: pensionato con CU errata a debito

    Mario, 68 anni, pensione lorda annua 22.000 euro. La CU INPS 2026 espone ritenute IRPEF per 3.500 euro, ma in realtà sui cedolini mensili Mario ha effettivamente versato 4.300 euro. Differenza: 800 euro non riconosciuti.

    Se Mario presenta il 730 con i dati della CU errata, risulterà a debito per circa 800 euro (perché l’IRPEF dovuta calcolata in dichiarazione sarà maggiore delle ritenute esposte). Soluzione:

    1. Mario si rivolge al CAF Centro Fiscale.
    2. Il CAF verifica la discrepanza confrontando CU e cedolini.
    3. Si attende la CU sostitutiva (o si invia comunque il 730 corretto inserendo i valori reali).
    4. Se il 730 ordinario è già stato trasmesso, si presenta un 730 integrativo Tipo 1 entro il 25 ottobre 2026.

    Esempio 2: pensionato con due pensioni e CU non consolidata

    Anna, 72 anni, percepisce una pensione diretta di 14.000 euro lordi annui e una di reversibilità di 8.000 euro. La CU 2026 espone solo la pensione diretta. La precompilata, di conseguenza, calcola le imposte solo su 14.000 euro, mostrando un rimborso che in realtà non spetta.

    Soluzione: Anna deve attendere la CU integrativa per la reversibilità oppure, se i tempi non lo consentono, integrare il reddito mancante direttamente nel 730 (quadro C – redditi da lavoro dipendente e assimilati). Il CAF gestisce questa integrazione manuale verificando la coerenza fiscale complessiva.

    I rischi di non correggere la dichiarazione

    Non intervenire su una CU errata può comportare diversi rischi fiscali, anche a distanza di anni.

    Avvisi bonari e cartelle di pagamento

    Se la dichiarazione risulta a credito non spettante (perché la CU sottostimava il reddito), l’Agenzia delle Entrate può inviare un avviso bonario ai sensi dell’art. 36-bis DPR 600/1973, chiedendo il pagamento dell’imposta non versata con sanzioni ridotte (10%) e interessi.

    Se l’avviso bonario non viene saldato entro 30 giorni, parte la cartella di pagamento con sanzioni piene (fino al 30%) e ulteriori interessi.

    Mancato rimborso

    Al contrario, se la CU sovrastimava le ritenute (quindi avresti diritto a un rimborso maggiore), non correggere significa perdere quel rimborso. Il termine per recuperarlo è 5 anni: oltre, il diritto si prescrive.

    Sanzioni per dichiarazione infedele

    In casi gravi, una dichiarazione palesemente infedele può comportare sanzioni dal 90% al 180% dell’imposta non dichiarata, ridotte tramite ravvedimento operoso (a seconda dei tempi di regolarizzazione).

    Il ruolo del CAF nella correzione del 730

    I CAF (Centri di Assistenza Fiscale) sono il canale più diffuso per la presentazione del 730 in Italia. Quando si parla di CU errate, il loro ruolo diventa ancora più strategico, perché:

    • Verificano la coerenza tra CU, cedolini e altri redditi del contribuente.
    • Possono presentare il 730 con i dati corretti, scostandosi dalla precompilata e assumendo il visto di conformità.
    • Gestiscono l’integrativa Tipo 1, 2 o 3 entro il 25 ottobre.
    • Inoltrano segnalazioni all’INPS tramite patronato collegato.
    • Si fanno carico degli eventuali errori dichiarativi: con il visto di conformità, il CAF risponde fiscalmente per gli errori formali commessi nella liquidazione.

    Il visto di conformità: una garanzia per il contribuente

    Il visto di conformità apposto dal CAF (o da un professionista abilitato) attesta la corrispondenza dei dati esposti in dichiarazione con la documentazione e con le risultanze contabili. È una garanzia non solo per l’Agenzia delle Entrate ma anche per il contribuente, perché trasferisce sul CAF la responsabilità per errori di natura formale.

    Cosa fare subito: la checklist operativa

    Ecco la sequenza di azioni da seguire oggi stesso se sei un pensionato o se accompagni un familiare in pensione nella dichiarazione 2026:

    1. Scarica la CU 2026 dal portale INPS (cassetto previdenziale) o dall’app INPS.
    2. Recupera i cedolini di pensione 2025 (sempre dal portale INPS o dalle copie cartacee).
    3. Confronta i totali: somma dei lordi mensili vs. punto 1 CU; somma delle ritenute mensili vs. punto 21 CU.
    4. Se trovi discrepanze: segna gli importi corretti e contatta il CAF prima di accettare/inviare la precompilata.
    5. Se hai già inviato il 730: contatta subito il CAF per valutare l’integrativa Tipo 1 (termine: 25 ottobre 2026).
    6. Se sei un familiare/caregiver: porta in CAF la documentazione del pensionato con delega scritta o procura.
    7. Conserva tutta la documentazione (CU, cedolini, eventuali rettifiche INPS) per almeno 5 anni.

    Affidati al CAF Centro Fiscale di Udine

    Il CAF Centro Fiscale di Udine, con sede in Viale Giuseppe Tullio 13 (scala B), assiste ogni anno migliaia di pensionati friulani nella dichiarazione dei redditi e nella gestione delle pratiche INPS. Il nostro patronato convenzionato ti permette di gestire in un solo appuntamento sia la correzione della CU sia la presentazione del 730, integrativa compresa.

    Per i pensionati che hanno ricevuto una CU sospetta o errata, offriamo un controllo gratuito di pre-diagnosi: in meno di 30 minuti verifichiamo la coerenza tra CU, cedolini e precompilata. Se trovi errori, ti aiutiamo a inoltrare la rettifica all’INPS e a chiudere correttamente la dichiarazione 2026.

    Prenota un appuntamento:

    • 📞 Telefono: 0432 1638640
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    • 📍 Sede: Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine

    📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

    Il CAF Centro Fiscale di Udine offre la compilazione e l’invio del Modello 730 e del Modello Redditi PF. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

    Domande frequenti

    Come faccio a sapere se la mia CU INPS è tra le 270mila errate?

    Non c’è un elenco pubblico. Il modo più sicuro è controllare manualmente i dati: confronta il totale lordo dei cedolini di pensione 2025 con il punto 1 della CU e la somma delle ritenute mensili con il punto 21. Se ci sono discrepanze, è probabile che la tua CU sia tra quelle errate.

    Se la CU viene corretta dopo l’invio del 730, devo rifare tutto?

    Non devi rifare tutto, ma devi presentare una dichiarazione integrativa. Se l’errore è a favore del contribuente e l’integrativa è entro il 25 ottobre 2026, è sufficiente un 730 integrativo Tipo 1. Se i tempi sono superati, si usa il Modello Redditi PF correttivo entro il 30 novembre 2026.

    Posso modificare la precompilata prima di inviarla?

    Sì. La precompilata accettata “in blocco” si limita a confermare i dati pre-inseriti dall’Agenzia. Se la modifichi (anche solo un dato), perdi l’esonero dai controlli formali ma puoi inserire i valori corretti. La modifica è la strada consigliata se hai dubbi sulla CU.

    Quanto tempo ho per chiedere il rimborso di un’imposta pagata in più?

    Il termine ordinario per la dichiarazione integrativa “a favore” è il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione originaria. Per la dichiarazione 2026 (relativa al 2025), il termine ultimo è quindi il 31 dicembre 2030.

    Quali sono i rischi se non correggo una CU errata?

    I rischi dipendono dal tipo di errore. Se la CU sottostimava il reddito, rischi un avviso bonario o una cartella di pagamento dall’Agenzia delle Entrate (anche dopo anni). Se la CU sovrastimava le ritenute, perdi il diritto al rimborso (prescrizione 5 anni). In casi gravi, possono scattare sanzioni per dichiarazione infedele (90-180% dell’imposta non dichiarata).

    Posso ricevere assistenza gratuita dal CAF?

    Sì. La presentazione del 730 al CAF è gratuita per la maggioranza dei contribuenti (servizio convenzionato con l’Agenzia delle Entrate). Anche il controllo della CU e la gestione delle correzioni rientrano nei servizi base. Per pratiche più complesse (es. Modello Redditi PF, integrative tardive) può essere prevista una tariffa contenuta. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti illustra in modo trasparente i costi prima di ogni attività.

    Il CAF può gestire anche la rettifica della CU presso l’INPS?

    Sì, tramite il patronato convenzionato. La richiesta di rettifica viene inoltrata telematicamente, con monitoraggio dell’iter fino all’emissione della CU corretta. Questo permette di gestire in un unico contesto sia l’aspetto previdenziale (INPS) sia quello fiscale (dichiarazione e integrativa).

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    Conclusioni: muoviti per tempo

    L’errore INPS sulle 270mila CU non è solo una notizia: è un problema che può tradursi in imposte non dovute, rimborsi mancati o avvisi a distanza di anni. La buona notizia è che la normativa italiana offre strumenti chiari per intervenire: il 730 integrativo entro il 25 ottobre 2026, il Modello Redditi PF entro il 30 novembre 2026, l’integrativa tardiva fino al 2030.

    La differenza la fa il tempo e il controllo a monte. Verifica oggi la tua CU, confrontala con i cedolini, e se hai anche un solo dubbio rivolgiti al CAF. Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per una diagnosi gratuita della tua CU 2026 e per accompagnarti in tutto il percorso, dalla rettifica INPS alla chiusura del 730 corretto.

    Non rimandare: ogni mese che passa avvicina le scadenze. Prenota subito una consulenza al numero 0432 1638640 o su WhatsApp 366 6018121.

    Maggio 21, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
    https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-21 17:10:562026-05-31 17:47:35CU INPS errate per 270mila pensionati: scadenze per correggere il 730

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