DICHIARAZIONE DEI REDDITISaldo e Acconto IRPEF 2026: Calendario Scadenze e Come Calcolare i VersamentiUltimo aggiornamento: 22 maggio 2026Il saldo e acconto IRPEF 2026 rappresenta uno degli appuntamenti fiscali piu’ importanti dell’anno per milioni di contribuenti italiani. Entro il 30 giugno 2026 (o entro il 30 luglio 2026 con la maggiorazione dello 0,40%) e’ necessario versare il saldo IRPEF relativo all’anno d’imposta 2025 e il primo acconto IRPEF per il 2026. Il secondo acconto IRPEF ha invece scadenza al 30 novembre 2026.In questa guida completa al saldo e acconto IRPEF 2026 trovi il calendario delle scadenze aggiornato, le aliquote IRPEF 2026 ridotte a tre scaglioni dopo la riforma fiscale, il metodo per calcolare i versamenti sia con il metodo storico sia con quello previsionale, i codici tributo F24 da utilizzare e tutti gli esempi pratici per capire quanto pagare. Il CAF Centro Fiscale di Udine ti supporta nella compilazione del modello 730 e del modello Redditi PF, calcolando con precisione il saldo e l’acconto IRPEF dovuti.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiSaldo e acconto IRPEF 2026: quadro generaleCalendario delle scadenze IRPEF 2026Aliquote IRPEF 2026 e scaglioni in vigoreCome calcolare il saldo IRPEF 2026Come calcolare l’acconto IRPEF: metodo storico vs previsionalePrimo e secondo acconto IRPEF 2026: importi e rateMaggiorazione dello 0,40% per pagamento differitoSoglie minime per i versamenti IRPEFCodici tributo F24 per saldo e acconto IRPEFRateizzazione dei versamenti IRPEFErrori e ritardi: ravvedimento operosoEsempi pratici di calcolo IRPEF 2026Domande frequenti sul saldo e acconto IRPEF 2026Saldo e acconto IRPEF 2026: quadro generaleIl saldo e acconto IRPEF 2026 e’ un meccanismo di versamento che funziona in due tempi. Da un lato si paga il saldo IRPEF, ovvero la differenza tra l’imposta effettivamente dovuta per l’anno appena trascorso (il 2025) e quanto e’ gia’ stato versato durante l’anno tramite ritenute, acconti e crediti d’imposta. Dall’altro lato si versano gli acconti IRPEF per l’anno in corso (il 2026), che anticipano l’imposta che si stima di dover pagare l’anno successivo sulla base dei redditi attuali.Questo sistema, regolato dall’art. 17 della Legge 97/1977 e dal DPR 322/1998, riguarda tutte le persone fisiche che presentano la dichiarazione dei redditi (modello 730 o modello Redditi PF), quindi lavoratori autonomi, partite IVA in regime ordinario, professionisti, imprenditori, ma anche lavoratori dipendenti e pensionati che hanno redditi ulteriori (locazioni, attivita’ occasionali, dividendi) e che non utilizzano il sostituto d’imposta come tramite per i conguagli.Per chi presenta il modello 730 dipendente o pensionato, il saldo e l’acconto IRPEF vengono trattenuti automaticamente dal datore di lavoro o dall’INPS in busta paga o nella rata di pensione, senza bisogno di compilare un F24. Per chi presenta il modello Redditi PF (titolari di partita IVA in regime ordinario, contribuenti senza sostituto, soggetti con redditi particolari) il versamento avviene tramite F24 telematico entro le scadenze fissate dall’Agenzia delle Entrate.La distinzione tra saldo e acconto IRPEF e’ fondamentale. Il saldo chiude i conti dell’anno precedente: se hai versato meno di quanto dovuto, paghi la differenza; se hai versato di piu’, maturi un credito che puoi compensare. L’acconto, invece, e’ un’anticipazione dell’imposta futura: serve allo Stato per incassare gradualmente le imposte durante l’anno, senza aspettare la dichiarazione successiva. Per un approfondimento completo sui versamenti, consulta la nostra guida ai codici tributo F24 2026. Calendario delle scadenze IRPEF 2026Il calendario delle scadenze IRPEF 2026 e’ definito dall’Agenzia delle Entrate sulla base del DPR 322/1998 e tiene conto sia della dichiarazione dei redditi anno d’imposta 2025 sia degli adempimenti per i versamenti. Ecco le date chiave da tenere a mente per non incorrere in sanzioni o ritardi.ScadenzaAdempimentoNote30 aprile 2026Apertura 730 precompilatoDal 2026 anticipata dal 15 al 30 aprile30 giugno 2026Saldo IRPEF 2025 + 1° acconto IRPEF 2026Termine ordinario (senza maggiorazione)30 luglio 2026Saldo IRPEF + 1° acconto con maggiorazione 0,40%Differimento di 30 giorni30 settembre 2026Invio definitivo modello 730/2026Scadenza dichiarazione25 ottobre 2026730 integrativoCorrezioni a favore30 novembre 20262° acconto IRPEF 2026Rata unica30 novembre 2026Invio modello Redditi PF 2026Dichiarazione titolari P.IVALa data piu’ importante e’ senza dubbio il 30 giugno 2026, scadenza ordinaria per il saldo IRPEF 2025 e il primo acconto IRPEF 2026. Chi non riesce a versare entro questa data ha la possibilita’ di differire di 30 giorni, fino al 30 luglio 2026, pagando pero’ una maggiorazione dello 0,40% sull’importo dovuto. Si tratta di un interesse forfettario, non di una sanzione: il contribuente che sceglie questa opzione non commette alcun illecito, semplicemente paga una piccola somma in piu’ per avere 30 giorni di tempo aggiuntivo.Il 30 novembre 2026 e’ invece la scadenza per il secondo acconto IRPEF, che si paga in un’unica soluzione senza possibilita’ di differimento. Per chi presenta il modello Redditi PF, il 30 novembre coincide anche con la data ultima per l’invio telematico della dichiarazione. Per gli adempimenti relativi al modello 730 a debito, leggi la guida su come pagare il 730 a debito a rate. Aliquote IRPEF 2026 e scaglioni in vigorePer calcolare il saldo e l’acconto IRPEF 2026 e’ necessario partire dalle aliquote IRPEF attualmente in vigore. Dal 2024, con il DLgs 216/2023, e’ stata introdotta una riforma che ha ridotto da quattro a tre gli scaglioni IRPEF. Questa struttura e’ confermata anche per il 2026 ed e’ la base per calcolare l’imposta dovuta sui redditi del 2025 (saldo) e per stimare quella del 2026 (acconto).Scaglione di redditoAliquota IRPEF 2026Imposta dovutaFino a 28.000 euro23%23% del reddito imponibileOltre 28.000 fino a 50.000 euro35%6.440 euro + 35% sulla parte eccedente 28.000Oltre 50.000 euro43%14.140 euro + 43% sulla parte eccedente 50.000Rispetto al sistema in vigore fino al 2023 (quattro scaglioni: 23% / 25% / 35% / 43%), la riforma ha unito i primi due scaglioni applicando l’aliquota del 23% fino a 28.000 euro di reddito. Questo significa un beneficio fiscale per chi ha redditi tra 15.000 e 28.000 euro, che prima erano tassati al 25% e ora scendono al 23%. La terza aliquota del 35% resta in vigore per i redditi tra 28.000 e 50.000 euro, mentre la quarta aliquota del 43% si applica oltre i 50.000 euro.Oltre all’IRPEF nazionale, sui redditi delle persone fisiche gravano anche le addizionali regionali (variano da regione a regione, generalmente tra l’1,23% e il 3,33%) e le addizionali comunali (definite dal singolo Comune, fino allo 0,8%). Le addizionali si pagano separatamente, con codici tributo specifici, ma seguono lo stesso calendario del saldo IRPEF: entro il 30 giugno 2026 per il saldo dell’anno precedente. Per approfondire le detrazioni fiscali che riducono l’IRPEF dovuta, consulta la nostra sezione dedicata. Come calcolare il saldo IRPEF 2026Il calcolo del saldo IRPEF 2026 riguarda l’imposta dovuta sui redditi prodotti nel 2025. La procedura prevede diversi passaggi, che il modello 730 o il modello Redditi PF eseguono automaticamente, ma che e’ utile conoscere per capire come si arriva all’importo finale da versare il 30 giugno.Passaggi per il calcolo del saldo IRPEF1. Determinazione del reddito complessivo: somma di tutti i redditi del 2025 (lavoro dipendente, autonomo, fabbricati, capitale, diversi).2. Calcolo del reddito imponibile: reddito complessivo meno deduzioni (es. contributi previdenziali, assegni al coniuge, rendita catastale abitazione principale).3. Applicazione delle aliquote IRPEF 2026: 23% fino a 28.000 euro, 35% tra 28.000 e 50.000, 43% oltre 50.000.4. Calcolo dell’IRPEF lorda: imposta risultante dall’applicazione delle aliquote agli scaglioni.5. Scomputo delle detrazioni d’imposta: detrazioni per lavoro dipendente (fino a 1.955 euro), per familiari a carico, per oneri (spese mediche, ristrutturazioni, mutuo).6. Calcolo dell’IRPEF netta: IRPEF lorda meno detrazioni.7. Sottrazione di ritenute e acconti gia’ versati: ritenute IRPEF subite, acconti versati nel novembre 2025.8. Risultato finale: se positivo, e’ il saldo IRPEF a debito; se negativo, e’ un credito da compensare o rimborsare.Il saldo IRPEF e’ quindi una differenza algebrica tra cio’ che si dovrebbe pagare e cio’ che si e’ gia’ pagato durante l’anno tramite ritenute alla fonte e acconti. Per un lavoratore dipendente con un solo reddito, in genere il sostituto d’imposta (datore di lavoro) trattiene gia’ tutta l’IRPEF dovuta in busta paga, quindi il saldo a giugno e’ spesso pari a zero o addirittura a credito. Per un autonomo o un titolare di partita IVA in regime ordinario, invece, il saldo IRPEF e’ quasi sempre a debito, perche’ l’imposta sui compensi non e’ trattenuta alla fonte (salvo eccezioni come la ritenuta d’acconto del 20% per professionisti).Un esempio concreto: Marco, libero professionista, nel 2025 ha avuto un reddito imponibile di 45.000 euro. L’IRPEF lorda si calcola cosi’: 23% su 28.000 = 6.440 euro, piu’ 35% su (45.000 – 28.000) = 35% su 17.000 = 5.950 euro. Totale IRPEF lorda: 12.390 euro. Supponendo detrazioni per 1.500 euro e ritenute d’acconto subite per 3.000 euro, l’IRPEF netta e’ 12.390 – 1.500 = 10.890 euro. Sottraendo le ritenute (3.000) e il primo e secondo acconto versati nel 2025 (poniamo 5.000 euro totali), il saldo IRPEF da versare entro il 30 giugno 2026 e’: 10.890 – 3.000 – 5.000 = 2.890 euro. Come calcolare l’acconto IRPEF: metodo storico vs previsionaleL’acconto IRPEF 2026 e’ un’anticipazione dell’imposta che si presume di dover pagare l’anno prossimo (il 2027) sui redditi del 2026. Il contribuente puo’ scegliere tra due metodi di calcolo: il metodo storico, basato sull’imposta dell’anno precedente, e il metodo previsionale, basato su una stima dei redditi attuali. La scelta tra i due metodi e’ libera e ognuno ha vantaggi e rischi.Metodo storico: calcolo automatico sul 2025Il metodo storico e’ il piu’ semplice e il piu’ usato. L’acconto IRPEF si calcola in misura pari al 100% dell’imposta netta dell’anno precedente (anno d’imposta 2025), risultante dalla dichiarazione dei redditi. Si prende quindi l’IRPEF netta indicata nel rigo dichiarativo del modello 730 o del modello Redditi PF 2026 e si versa quella cifra (al netto delle riduzioni previste). Il vantaggio del metodo storico e’ che non comporta rischi: se applichi correttamente la regola del 100%, non rischi sanzioni per insufficiente versamento. Lo svantaggio e’ che, se nel 2026 i redditi sono nettamente inferiori al 2025, potresti versare un acconto piu’ alto del dovuto.Metodo previsionale: stima sui redditi 2026Il metodo previsionale permette di versare un acconto piu’ basso (o anche nessun acconto) se si prevede che il reddito 2026 sara’ inferiore a quello del 2025. In pratica, il contribuente calcola in via previsionale l’IRPEF che dovra’ pagare nel 2027 sui redditi del 2026 e versa il 100% di quella cifra come acconto. Il vantaggio e’ un risparmio finanziario nell’immediato. Il rischio, pero’, e’ importante: se la stima si rivela sbagliata e l’imposta effettiva 2026 supera l’acconto versato di oltre il 20%, scatta una sanzione del 25% sull’importo non versato (oltre agli interessi), salva la possibilita’ di ravvedimento operoso.La scelta tra metodo storico e previsionale deve essere ragionata. Il metodo previsionale conviene quando si ha la quasi certezza di un calo di reddito (ad esempio per cessazione di un’attivita’, per riduzione del fatturato gia’ confermata, per passaggio al regime forfettario). In tutti gli altri casi, il metodo storico e’ piu’ prudente. Il CAF Centro Fiscale aiuta i clienti a valutare quale metodo sia piu’ conveniente in base alla situazione personale. Primo e secondo acconto IRPEF 2026: importi e rateL’acconto IRPEF 2026, calcolato con metodo storico o previsionale, va versato in due rate distinte secondo le regole stabilite dal DPR 322/1998 e dalle disposizioni dell’Agenzia delle Entrate. La ripartizione e gli importi delle rate dipendono dal valore complessivo dell’acconto dovuto.Acconto totale dovuto1° rata2° rataScadenzeFino a 257,52 euroNon dovuta100% in unica soluzione30 novembre 2026Oltre 257,52 euro40% dell’acconto totale60% dell’acconto totale30 giugno e 30 novembre 2026La soglia di 257,52 euro e’ il punto di discrimine tra rata unica e doppia rata. Se l’acconto IRPEF complessivo dovuto e’ inferiore o uguale a 257,52 euro, non si paga la prima rata di giugno: tutto l’importo si versa in unica soluzione entro il 30 novembre 2026. Se invece l’acconto supera 257,52 euro, si divide in due tranche: il 40% entro il 30 giugno 2026 (insieme al saldo IRPEF) e il restante 60% entro il 30 novembre 2026.Continuando l’esempio di Marco visto sopra: la sua IRPEF netta 2025 era di 10.890 euro. Applicando il metodo storico, l’acconto totale 2026 e’ pari al 100% di questa cifra, quindi 10.890 euro. Suddividendo in rate: 4.356 euro (40%) da versare entro il 30 giugno 2026 insieme al saldo, e 6.534 euro (60%) entro il 30 novembre 2026. Quindi a giugno Marco dovra’ pagare in totale: saldo IRPEF 2.890 + primo acconto 4.356 = 7.246 euro; a novembre versera’ il secondo acconto di 6.534 euro.E’ importante sottolineare che la prima rata d’acconto si paga insieme al saldo: entrambi entro il 30 giugno (o il 30 luglio con maggiorazione). Il secondo acconto, invece, e’ un versamento autonomo da fare entro il 30 novembre, senza possibilita’ di differimento ne’ di rateizzazione (salvo che per i forfettari, che hanno regole specifiche in alcune annualita’).Maggiorazione dello 0,40% per pagamento differitoLa maggiorazione dello 0,40% e’ una facolta’ prevista dalla normativa fiscale che permette al contribuente di posticipare di 30 giorni il pagamento del saldo IRPEF e del primo acconto IRPEF. Anziche’ versare entro il 30 giugno 2026 (scadenza ordinaria), si puo’ versare entro il 30 luglio 2026 applicando un interesse forfettario dello 0,40% sull’imposta dovuta.Per applicare la maggiorazione, basta moltiplicare l’importo dell’IRPEF dovuta per 1,004. Ad esempio, se devi versare 5.000 euro entro il 30 giugno, posticipando al 30 luglio dovrai pagare 5.000 x 1,004 = 5.020 euro. La maggiorazione non e’ una sanzione, ma un costo finanziario opzionale: il contribuente non commette alcuna irregolarita’ scegliendo di pagare con i 30 giorni di differimento. La condizione e’ che il versamento avvenga entro il 30 luglio 2026 con la maggiorazione gia’ inclusa nell’importo versato sul codice tributo corrispondente.Attenzione: la maggiorazione dello 0,40% non si applica al secondo acconto IRPEF in scadenza il 30 novembre. Per quella data non e’ previsto alcun differimento ordinario: chi paga in ritardo deve ricorrere al ravvedimento operoso, che comporta sanzioni piu’ alte. Inoltre, la maggiorazione non e’ deducibile come interesse passivo: e’ un costo finale per il contribuente.Soglie minime per i versamenti IRPEFNon sempre il saldo e acconto IRPEF vanno versati: la normativa fiscale prevede infatti soglie minime al di sotto delle quali il versamento non e’ dovuto. Queste soglie servono a evitare versamenti minimi che genererebbero piu’ costi amministrativi che gettito fiscale.Tipologia versamentoSoglia minimaConseguenzaSaldo IRPEF12 euroSotto soglia: non dovutoAcconto IRPEF totale51,65 euroSotto soglia: nessun acconto dovuto1° rata acconto (in due rate)40% di 257,52 = 103,01 euroSotto soglia: prima rata non dovuta, tutto in seconda rataAddizionale regionale12 euroSotto soglia: non dovutaAddizionale comunale12 euroSotto soglia: non dovutaLa soglia di 51,65 euro per l’acconto IRPEF totale e’ particolarmente rilevante per i piccoli contribuenti. Se l’IRPEF netta 2025 e’ inferiore a 51,65 euro, non si paga alcun acconto per il 2026. Sopra questa soglia, scatta l’obbligo di versamento con le regole gia’ viste (rata unica o doppia rata in base alla soglia di 257,52 euro).Per il saldo IRPEF la soglia e’ invece di 12 euro: se l’imposta a debito risultante dalla dichiarazione e’ inferiore a questo importo, non si versa nulla. La stessa soglia di 12 euro vale per le addizionali regionale e comunale, calcolate separatamente dall’IRPEF nazionale. Queste soglie minime semplificano la vita ai contribuenti e all’amministrazione fiscale, evitando versamenti irrisori. Codici tributo F24 per saldo e acconto IRPEFPer versare il saldo e acconto IRPEF 2026 tramite modello F24 telematico, e’ fondamentale utilizzare i codici tributo corretti. L’Agenzia delle Entrate ha definito codici specifici per ciascun tipo di versamento, distinguendo tra saldo, primo acconto, secondo acconto e addizionali. Un errore nei codici tributo puo’ rendere il versamento inefficace e generare sanzioni.Codice tributoDescrizioneAnno di riferimento (rateo)4001Saldo IRPEF20254033Primo acconto IRPEF20264034Secondo acconto IRPEF20263801Addizionale regionale IRPEF20253844Addizionale comunale IRPEF – saldo20253843Addizionale comunale IRPEF – acconto2026Nel modello F24 ogni codice tributo va compilato con il relativo anno di riferimento (es. 2025 per il saldo, 2026 per gli acconti) e con l’importo a debito. E’ possibile compensare crediti d’imposta (es. crediti IRPEF di anni precedenti, crediti IVA) con i versamenti dovuti, riducendo l’esborso effettivo. La compensazione orizzontale fino a 5.000 euro non richiede visto di conformita’; oltre questa soglia, e’ necessario il visto del professionista abilitato (commercialista, CAF) sulla dichiarazione.I versamenti tramite F24 devono essere effettuati esclusivamente in via telematica per i titolari di partita IVA. I privati possono utilizzare il F24 ordinario cartaceo presso banche, poste o agenti della riscossione, oppure il F24 online tramite home banking o servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate. Per la lista completa dei codici tributo, consulta la nostra guida ai codici tributo F24 2026.Rateizzazione dei versamenti IRPEFIl saldo IRPEF e il primo acconto IRPEF 2026 possono essere rateizzati, distribuendo l’importo in piu’ versamenti mensili. Questa possibilita’ e’ particolarmente utile per chi ha importi elevati da pagare e preferisce diluire l’esborso nell’arco di alcuni mesi. La normativa di riferimento e’ l’art. 20 DLgs 241/1997, modificato dalla L. 122/2010.Privati (non titolari di P.IVA): possono rateizzare in massimo 7 rate mensili di pari importo. Le rate scadono il 16 di ogni mese, da giugno a dicembre.Titolari di partita IVA: possono rateizzare in massimo 6 rate mensili. Le rate scadono il 16 di ogni mese, da giugno a novembre.Interessi: sulle rate successive alla prima si applica un tasso annuo del 4%, calcolato in misura giornaliera.Secondo acconto: non e’ rateizzabile, si paga in unica soluzione entro il 30 novembre 2026.La rateizzazione si comunica direttamente nel modello F24, indicando nella colonna “rateazione/regione” il numero della rata in pagamento e il numero totale di rate scelte (es. “0107” per la prima rata su sette). E’ importante mantenere la stessa rateazione per tutta la durata: se si saltano rate o si modificano gli importi, l’amministrazione fiscale considera l’intero importo come non versato e applica sanzioni. Errori e ritardi: ravvedimento operosoSe non si versa il saldo o l’acconto IRPEF entro le scadenze previste, e’ possibile sanare il ritardo tramite ravvedimento operoso, regolato dall’art. 13 DLgs 472/1997. Il ravvedimento riduce le sanzioni in proporzione alla rapidita’ con cui si regolarizza la posizione. La riforma sanzioni entrata in vigore con il DLgs 87/2024 ha rivisto al ribasso le sanzioni base, rendendo il ravvedimento ancora piu’ conveniente.Tempo di ravvedimentoSanzione ridottaInteressiEntro 14 giorni dalla scadenza0,083% per ogni giorno di ritardoTasso legale annuoDa 15 a 30 giorni1,25% (1/10 del 12,5%)Tasso legale annuoDa 31 a 90 giorni1,39% (1/9 del 12,5%)Tasso legale annuoEntro il termine dichiarazione anno successivo3,125% (1/8 del 25%)Tasso legale annuoOltre, ma entro 2 anni3,57% (1/7 del 25%)Tasso legale annuoIl ravvedimento operoso e’ particolarmente vantaggioso se applicato nei primi 30 giorni dalla scadenza. Per regolarizzare, si versa con F24 l’imposta originariamente dovuta, la sanzione ridotta (codice tributo 8901 per IRPEF) e gli interessi legali (codice tributo 1989). E’ una procedura accessibile anche senza l’aiuto di un professionista, ma se hai dubbi sui calcoli e’ bene rivolgersi a un CAF o a un commercialista per evitare errori che potrebbero invalidare il ravvedimento.Esempi pratici di calcolo IRPEF 2026Per fissare i concetti, vediamo tre esempi pratici di calcolo del saldo e acconto IRPEF 2026 in situazioni diverse: lavoratore dipendente con redditi aggiuntivi, professionista in regime ordinario, e pensionato con seconda casa.Esempio 1: dipendente con redditi da locazioneAnna e’ dipendente di una grande azienda, reddito 2025 di 32.000 euro lordi (CU rilasciata dal datore di lavoro). Ha anche un appartamento in affitto con cedolare secca al 21% che produce un reddito di 7.200 euro annui. Il sostituto d’imposta ha gia’ trattenuto in busta paga l’IRPEF sul reddito da lavoro. L’IRPEF residua dovuta riguarda quindi la sola sezione ordinaria del reddito complessivo (la cedolare e’ tassazione separata). Calcolando: 23% su 28.000 + 35% su (32.000-28.000) = 6.440 + 1.400 = 7.840 euro di IRPEF lorda. Detrazione lavoro dipendente per 32.000 euro: circa 1.910 euro. IRPEF netta: 7.840 – 1.910 = 5.930 euro. Trattenute dal datore: 5.930 euro (ipotesi conguaglio in busta). Saldo IRPEF da versare: 0 euro. Acconto IRPEF 2026: 100% di 5.930 = 5.930 euro, di cui prima rata 40% = 2.372 entro il 30/06/2026, seconda rata 60% = 3.558 entro il 30/11/2026.Esempio 2: professionista in regime ordinarioLuca, avvocato, reddito imponibile 2025 di 60.000 euro (compensi al netto dei costi). IRPEF lorda: 23% su 28.000 + 35% su 22.000 + 43% su 10.000 = 6.440 + 7.700 + 4.300 = 18.440 euro. Detrazioni varie: 1.200 euro. IRPEF netta: 17.240 euro. Ritenute d’acconto subite sui compensi: 4.800 euro. Acconti gia’ versati nel 2025: 10.000 euro (40% + 60% sul 2024). Saldo IRPEF 2026: 17.240 – 4.800 – 10.000 = 2.440 euro. Acconto 2026 (metodo storico, 100% di 17.240): 17.240 euro, di cui prima rata 40% = 6.896 euro + saldo 2.440 = 9.336 euro entro il 30/06/2026, seconda rata 60% = 10.344 euro entro il 30/11/2026.Esempio 3: pensionato con seconda casaGiuseppe, pensionato INPS, pensione 2025 di 18.000 euro annui. Possiede una seconda casa che usa come dimora secondaria (rendita catastale rivalutata: 800 euro). Reddito complessivo: 18.000 + 800 = 18.800 euro. IRPEF lorda: 23% su 18.800 = 4.324 euro. Detrazione pensione: circa 1.880 euro. IRPEF netta: 4.324 – 1.880 = 2.444 euro. L’INPS ha trattenuto in pensione l’IRPEF sui 18.000 euro di pensione, circa 2.260 euro (pari al 23% al netto delle detrazioni pro-quota). Saldo IRPEF da versare per la seconda casa: circa 184 euro. Acconto 2026: 100% di 2.444 = 2.444 euro, di cui prima rata 40% = 977,60 euro (sopra soglia 257,52, quindi divisibile in due) + saldo 184 = 1.162 euro circa entro il 30/06/2026, seconda rata 60% = 1.466 euro entro il 30/11/2026.Questi esempi mostrano come il saldo e acconto IRPEF 2026 possa variare sensibilmente in base alla tipologia di reddito e alla presenza o meno di un sostituto d’imposta. In casi complessi (redditi misti, partita IVA, immobili) e’ fondamentale rivolgersi a un CAF o a un commercialista per evitare errori che possono costare in termini di sanzioni. Il CAF Centro Fiscale di Udine e’ specializzato nella compilazione del modello 730 e del modello Redditi PF, con particolare attenzione alle esigenze dei contribuenti del Friuli Venezia Giulia, dove il sistema tavolare richiede competenze specifiche per la gestione degli immobili nelle dichiarazioni dei redditi. Domande frequenti sul saldo e acconto IRPEF 2026Quando scade il saldo IRPEF 2026?Il saldo IRPEF 2026 (relativo ai redditi 2025) scade il 30 giugno 2026. E’ possibile differire il versamento al 30 luglio 2026 applicando la maggiorazione dello 0,40% sull’imposta dovuta.Quanto si paga di acconto IRPEF nel 2026?L’acconto IRPEF 2026 e’ pari al 100% dell’IRPEF netta dovuta per l’anno d’imposta 2025 (metodo storico). In alternativa, si puo’ utilizzare il metodo previsionale, basato sulla stima del reddito 2026. L’acconto si versa in due rate: 40% entro il 30 giugno e 60% entro il 30 novembre 2026, se l’acconto totale supera 257,52 euro.Quali sono le aliquote IRPEF 2026?Le aliquote IRPEF 2026 sono articolate in tre scaglioni: 23% fino a 28.000 euro, 35% da 28.000 a 50.000 euro, 43% oltre 50.000 euro. La riforma del DLgs 216/2023 ha ridotto da quattro a tre gli scaglioni IRPEF a partire dal 2024.Cosa succede se non pago il saldo IRPEF entro il 30 giugno 2026?Se non versi entro il 30 giugno 2026, hai due opzioni: pagare entro il 30 luglio 2026 con la maggiorazione dello 0,40%, oppure ricorrere al ravvedimento operoso per regolarizzare il ritardo con sanzioni ridotte. Piu’ tardi paghi, piu’ alta sara’ la sanzione.Posso rateizzare il saldo IRPEF 2026?Si’, il saldo IRPEF e il primo acconto IRPEF possono essere rateizzati. I privati possono dividere il versamento in massimo 7 rate mensili (con interessi del 4% annuo sulle rate successive alla prima), mentre i titolari di partita IVA in massimo 6 rate. Il secondo acconto non e’ rateizzabile.Quando il secondo acconto IRPEF non si paga?Il secondo acconto IRPEF 2026 (scadenza 30 novembre) non e’ dovuto quando l’imposta netta dell’anno precedente e’ inferiore a 51,65 euro. Inoltre, quando l’acconto totale e’ inferiore a 257,52 euro, non si paga la prima rata di giugno e l’intero importo viene versato in unica soluzione il 30 novembre.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Conclusione: gestire il saldo e acconto IRPEF 2026 con il CAFIl saldo e acconto IRPEF 2026 e’ un adempimento articolato che richiede attenzione su scadenze, calcoli e codici tributo. Le date fondamentali da memorizzare sono il 30 giugno 2026 per saldo e primo acconto (o 30 luglio con maggiorazione 0,40%) e il 30 novembre 2026 per il secondo acconto. Le aliquote IRPEF 2026 restano confermate a tre scaglioni (23% / 35% / 43%) come stabilito dal DLgs 216/2023.Se vuoi essere certo di calcolare correttamente il saldo e acconto IRPEF 2026, evitare sanzioni e cogliere tutte le opportunita’ di risparmio fiscale (detrazioni, deduzioni, compensazioni), affidati al CAF Centro Fiscale di Udine. I nostri operatori sono specializzati in dichiarazione dei redditi, sia con modello 730 sia con modello Redditi PF, e ti supportano in ogni fase: dalla raccolta documenti al calcolo dell’imposta, dalla compilazione del modello al versamento tramite F24. Prenota un appuntamento chiamando il nostro centralino o tramite il sito centrofiscale.com.Maggio 22, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-22 08:44:012026-05-22 08:09:57Saldo e Acconto IRPEF 2026: Calendario Scadenze e Come Calcolare i Versamenti
DICHIARAZIONE DEI REDDITI, IMU, TASI E MODELLO F24Saldo e Acconto Irpef 2026: Calendario Scadenze e Calcolo VersamentiIl saldo e acconto IRPEF 2026 rappresentano due dei momenti fiscali più importanti dell’anno per milioni di contribuenti italiani: dipendenti senza sostituto, lavoratori autonomi, partite IVA in regime ordinario e forfettario, pensionati con redditi ulteriori e tutti coloro che dichiarano con il Modello Redditi PF. Nel 2026 (anno d’imposta 2025) le scadenze restano scolpite in tre date chiave: 30 giugno 2026 per il saldo IRPEF 2025 e il primo acconto 2026, 30 luglio 2026 come finestra di proroga con maggiorazione dello 0,40%, e 30 novembre 2026 per il versamento del secondo acconto. In questa guida, aggiornata alle disposizioni vigenti del DPR 917/1986 (TUIR), del DLgs 216/2023 (riforma scaglioni a tre aliquote) e del calendario fiscale dell’Agenzia delle Entrate, troverai il calendario completo, le aliquote IRPEF 2026, gli esempi di calcolo passo per passo per saldo, primo e secondo acconto, le regole di rateizzazione, i codici tributo F24 e i casi di esonero dal versamento.Comprendere correttamente quando, quanto e come pagare l’IRPEF è fondamentale per evitare sanzioni che, in caso di omesso o tardivo versamento, possono arrivare fino al 25% dell’imposta dovuta (DLgs 471/1997 e modifiche del DLgs 87/2024). Il CAF Centro Fiscale di Udine offre supporto completo nella compilazione del Modello 730/Redditi PF, nel calcolo degli acconti e nella predisposizione dei modelli F24, ma in questa guida ti diamo tutti gli strumenti per orientarti autonomamente.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Indice dei contenutiCosa sono saldo e acconto IRPEF: definizioni e logica del meccanismoChi deve versare saldo e acconto IRPEF 2026Calendario scadenze IRPEF 2026: tutte le date da segnareAliquote IRPEF 2026: i tre scaglioni vigentiCome si calcola il saldo IRPEF 2025Come si calcolano gli acconti IRPEF 2026Esempi pratici di calcolo: dipendente, autonomo, forfettarioMetodo storico e metodo previsionale per gli accontiRateizzazione: come dilazionare i versamentiCodici tributo F24 IRPEF: la lista completaSanzioni e ravvedimento operoso in caso di omesso versamentoErrori frequenti da evitareDomande frequenti (FAQ)Cosa sono saldo e acconto IRPEF: definizioni e logica del meccanismoL’IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche), disciplinata dal DPR 22 dicembre 1986 n. 917 (TUIR), funziona con un sistema di versamento “anticipato”: il contribuente paga l’imposta dovuta per l’anno in corso non a consuntivo, ma in parte già durante l’anno stesso. Questo si traduce in tre tipologie di versamento:Saldo IRPEF: è il conguaglio tra l’imposta effettivamente dovuta per l’anno precedente (es. 2025) e gli acconti versati nello stesso anno. Se gli acconti versati nel 2025 sono inferiori al dovuto, il saldo è “a debito”; se sono superiori, il saldo è “a credito” (rimborsabile o compensabile).Primo acconto: è una percentuale dell’imposta dovuta per l’anno precedente, anticipata a giugno dell’anno successivo. Per l’IRPEF 2026 l’acconto è pari al 40% del 100% dell’imposta storica.Secondo acconto: è la quota restante (60%) dell’acconto sull’imposta presunta dell’anno in corso, da versare entro novembre.La logica è che l’Erario incassi parte dell’imposta gradualmente, riducendo l’esposizione fiscale del contribuente al momento del saldo finale. Il meccanismo è regolato dalla L. 23 marzo 1977 n. 97 per il principio generale dell’acconto e dal DPR 600/1973 art. 17 per le modalità di versamento tramite F24.Acconto al 100% o al 40%/60%?L’acconto complessivo IRPEF è pari al 100% dell’imposta storica dell’anno precedente (riga “differenza” del modello), suddiviso in due rate:40% entro il 30 giugno (insieme al saldo);60% entro il 30 novembre.Tuttavia, se l’imposta storica non supera 51,65 euro, l’acconto non è dovuto. Se è compresa tra 51,65 e 257,52 euro, si versa in unica soluzione il 30 novembre (100% in un’unica rata). Sopra i 257,52 euro, si versano le due rate del 40% e del 60% (riferimento: art. 17 L. 97/1977). Chi deve versare saldo e acconto IRPEF 2026L’obbligo di versare saldo e acconto IRPEF riguarda tutti i soggetti tenuti a presentare la dichiarazione dei redditi (Modello 730 con sostituto, 730 senza sostituto o Modello Redditi PF) con imposta a debito. In particolare:Lavoratori autonomi e professionisti con o senza partita IVA (regime ordinario, semplificato, forfettario).Titolari di partita IVA in regime forfettario, soggetti a imposta sostitutiva del 15% (o 5% per i primi 5 anni di nuova attività), che segue le stesse scadenze IRPEF (codici tributo 1790 per saldo, 1791 e 1792 per acconti).Imprese individuali e soci di società di persone.Lavoratori dipendenti senza sostituto d’imposta (es. colf, badanti, lavoratori in cassa integrazione che non hanno potuto chiudere il 730 con il datore di lavoro).Pensionati con redditi ulteriori (locazioni, attività occasionali, redditi esteri) non assoggettati a ritenuta integrale.Soggetti con redditi diversi: locazioni cedolare secca esclusa, plusvalenze finanziarie da gestione amministrata esclusa, redditi da lavoro autonomo occasionale oltre 5.000 euro.I lavoratori dipendenti e pensionati con sostituto d’imposta che presentano il 730 ordinario NON versano direttamente: il conguaglio (saldo + acconti) viene operato dal sostituto in busta paga/cedolino tra luglio e novembre 2026.Casi di esonero dal versamentoSono esonerati dal versamento del saldo o degli acconti i contribuenti nei seguenti casi:Imposta a debito non superiore a 12 euro (saldo): non si versa (art. 1 c. 137 L. 266/2005).Acconto IRPEF inferiore a 51,65 euro: non dovuto.Contribuenti che hanno cessato l’attività nel 2025 senza redditi prodotti nel 2026 (acconto previsionale a zero).Soggetti che, per il 2026, prevedono un’imposta inferiore a quella del 2025 (possono ridurre o azzerare l’acconto con il metodo previsionale, vedi sezione dedicata). Calendario scadenze IRPEF 2026: tutte le date da segnareIl calendario fiscale 2026 (anno d’imposta 2025) per saldo e acconti IRPEF è il seguente. Tutte le date si riferiscono al versamento tramite Modello F24 telematico:ScadenzaAdempimentoNote30 aprile 2026Disponibilità Modello 730 precompilatoNovità 2026: posticipo da 15 aprile a 30 aprile30 giugno 2026Saldo IRPEF 2025 + primo acconto 2026 (40%)Versamento ordinario senza maggiorazione30 luglio 2026Saldo IRPEF 2025 + primo acconto 2026 con maggiorazione 0,40%Finestra di proroga per chi non ha versato entro il 30 giugno30 settembre 2026Termine invio 730 ordinarioRilevante per chi compila il 730 senza sostituto25 ottobre 2026Termine invio 730 integrativoPer correggere errori a favore del contribuente30 novembre 2026Secondo acconto IRPEF 2026 (60%)Da versare a saldo della quota acconti30 novembre 2026Invio Modello Redditi PF 2026Per chi non presenta il 730Maggiorazione 0,40% per slittamento al 30 luglioI contribuenti che non riescono a versare entro il 30 giugno 2026 possono usufruire di una finestra di trenta giorni (fino al 30 luglio 2026) versando l’importo dovuto maggiorato dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo (non sanzione). La maggiorazione si applica sull’intero importo (saldo + primo acconto) e si versa sommando la quota dello 0,40% al totale, sempre tramite F24. Riferimento normativo: art. 17 c. 2 DPR 435/2001.Soglia 51,65 euro e versamento unico a novembreCome anticipato, se l’imposta IRPEF dovuta dell’anno precedente è compresa tra 51,65 e 257,52 euro, l’acconto si versa in unica soluzione il 30 novembre. Se supera 257,52 euro, scatta la suddivisione 40% (30 giugno) + 60% (30 novembre). Aliquote IRPEF 2026: i tre scaglioni vigentiDal 1° gennaio 2024, per effetto del DLgs 30 dicembre 2023 n. 216, l’IRPEF è strutturata su tre scaglioni (in luogo dei precedenti quattro). La struttura è confermata anche per il 2026 (anno d’imposta 2025) ed è la seguente:Scaglione di redditoAliquota IRPEFImposta cumulata massimaFino a 28.000 euro23%6.440 euroDa 28.000,01 a 50.000 euro35%14.140 euro (6.440 + 7.700)Oltre 50.000 euro43%14.140 + 43% sull’eccedenzaIl calcolo è progressivo: ciascuno scaglione si applica solo alla quota di reddito che ricade in quella fascia. Esempio rapido: su un reddito di 40.000 euro, l’IRPEF lorda è pari a 6.440 + 35% × (40.000 − 28.000) = 6.440 + 4.200 = 10.640 euro (prima delle detrazioni).Confronto con i vecchi 4 scaglioni (deprecati)Fino al 31 dicembre 2023, la struttura IRPEF era a 4 scaglioni: 23% (fino 15.000), 25% (15.000-28.000), 35% (28.000-50.000), 43% (oltre 50.000). L’aliquota intermedia del 25% è stata eliminata dal DLgs 216/2023 ed estesa al 23%, portando un beneficio annuo massimo di 260 euro per i redditi sopra i 15.000 euro.Detrazioni IRPEF 2026Le aliquote sono ridotte dalle detrazioni d’imposta spettanti per tipologia di reddito (lavoro dipendente, pensione, autonomo) e per oneri (art. 13 e art. 15 TUIR). Tra le principali confermate per il 2026:Detrazione lavoro dipendente fino a 15.000 euro: 1.955 euro;No-tax area dipendenti (reddito complessivo): 8.500 euro;Detrazione coniuge a carico: fino a 950 euro (modulato per reddito);Detrazione figli a carico oltre 21 anni: 950 euro per figlio;Figli fino a 21 anni: detrazione azzerata, sostituita dall’Assegno Unico. Come si calcola il saldo IRPEF 2025Il saldo IRPEF 2025 è il differenziale tra l’imposta netta effettivamente dovuta per il 2025 e gli acconti già versati nel corso del 2025 (primo acconto a giugno 2025 + secondo acconto a novembre 2025), nonché le ritenute d’acconto subite.Formula sintetica:Saldo IRPEF 2025 = IRPEF netta 2025 − Acconti versati 2025 − Ritenute d'acconto subite − Crediti d'impostaSe il risultato è positivo (a debito), si versa il 30 giugno 2026; se negativo (a credito), si può scegliere tra:Rimborso diretto da parte dell’Agenzia delle Entrate (tempi 12-24 mesi);Compensazione in F24 di altri tributi (anche acconto IRPEF 2026 stesso) ex DLgs 241/1997 art. 17.Passaggi del calcoloReddito complessivo 2025: somma dei redditi di lavoro dipendente, pensione, autonomo, fabbricati (esclusa cedolare), capitale tassati in dichiarazione, redditi diversi.Sottrazione oneri deducibili (contributi previdenziali, assegno al coniuge separato, ecc.) → Reddito imponibile.Applicazione aliquote IRPEF (23%/35%/43%) per scaglioni → IRPEF lorda.Sottrazione detrazioni (lavoro, familiari, oneri detraibili al 19%, ristrutturazioni, ecc.) → IRPEF netta.Sottrazione ritenute e acconti → Saldo IRPEF 2025.Come si calcolano gli acconti IRPEF 2026Gli acconti IRPEF 2026 si calcolano sulla base dell’imposta storica 2025 (riga “differenza” del Modello 730/Redditi PF), salvo opzione per il metodo previsionale.Formula:Acconto IRPEF 2026 = 100% × IRPEF storica 2025 (riga "Differenza")Suddivisione delle rate:1ª rata: 40% dell’acconto totale, da versare entro il 30 giugno 2026 (o 30 luglio con +0,40%).2ª rata: 60% dell’acconto totale, da versare entro il 30 novembre 2026.Casi particolariForfettari: l’imposta sostitutiva del 15% (o 5% startup) segue lo stesso meccanismo dell’IRPEF (codici 1790 saldo, 1791 1° acconto, 1792 2° acconto). L’acconto è pari al 100% dell’imposta storica.Cedolare secca: anch’essa soggetta a acconto al 100%, in due rate o unica (codici 1840 e 1841).Imposta sostitutiva IRPEF lavoratori autonomi (regime forfettario): identica metodologia, scadenze sovrapposte.Esempi pratici di calcolo: dipendente, autonomo, forfettarioEsempio 1: Lavoratore dipendente senza sostituto (730 senza datore)Dati: Reddito 2025 = 32.000 euro, ritenute subite = 5.500 euro, acconti versati 2025 = 200 euro, nessun coniuge a carico, detrazione lavoro dipendente standard.IRPEF lorda: 23% × 28.000 + 35% × 4.000 = 6.440 + 1.400 = 7.840 euroDetrazione lavoro dipendente (approssimata): 1.500 euroIRPEF netta 2025: 7.840 − 1.500 = 6.340 euroSaldo IRPEF 2025: 6.340 − 5.500 − 200 = 640 euro a debito (da versare 30/06/2026, codice 4001)Acconto IRPEF 2026 (100% dell’imposta storica = 6.340): 40% = 2.536 euro al 30/06/2026, 60% = 3.804 euro al 30/11/2026Totale F24 30/06/2026: 640 (saldo) + 2.536 (1° acconto) = 3.176 euroEsempio 2: Partita IVA forfettario startup (5%)Dati: Compensi 2025 = 40.000 euro, coefficiente redditività 78% (servizi professionali), 2° anno attività (5%), contributi INPS gestione separata pagati = 2.500 euro.Reddito imponibile: 40.000 × 78% = 31.200 euroReddito imponibile dopo deduzione contributi: 31.200 − 2.500 = 28.700 euroImposta sostitutiva 5%: 28.700 × 5% = 1.435 euroSaldo (nessun acconto versato per startup primo anno fiscale rilevante): 1.435 euro al 30/06/2026 (codice 1790)Acconto 2026: 100% di 1.435 = 1.435 euro → 1ª rata 40% = 574 euro (30/06, cod. 1791), 2ª rata 60% = 861 euro (30/11, cod. 1792)Totale F24 30/06/2026: 1.435 + 574 = 2.009 euroEsempio 3: Pensionato con redditi da locazioneDati: Pensione 2025 = 22.000 euro (con ritenuta INPS), affitto immobile (no cedolare) = 6.000 euro, già pagati 250 euro di acconto 2025.Reddito complessivo: 22.000 + 6.000 (al netto deduzione 5% canone = 5.700) = 27.700 euroIRPEF lorda 23%: 6.371 euroDetrazione pensione (stima): 1.880 euroIRPEF netta: 6.371 − 1.880 = 4.491 euroSaldo IRPEF: 4.491 − ritenute INPS già operate (es. 4.200) − 250 acconto = 41 euro a debitoAcconto 2026: 100% di 4.491 = 4.491 euro → 1ª rata 1.796 euro, 2ª rata 2.695 euro Metodo storico e metodo previsionale per gli accontiIl contribuente può scegliere tra due metodi per il calcolo dell’acconto:Metodo storicoÈ il metodo “automatico” e più sicuro: si versa il 100% dell’imposta dell’anno precedente. Non comporta rischi di sanzioni anche se l’imposta effettiva del 2026 sarà superiore (eventuale conguaglio a saldo nel 2027).Metodo previsionaleConsente di versare un acconto inferiore (o nullo) se si prevede un’imposta 2026 minore rispetto al 2025 (es. calo di fatturato, perdita lavoro, riduzione redditi). Attenzione: se la previsione si rivela errata e l’imposta effettiva supera quella versata in acconto, si applica una sanzione del 25% sull’importo non versato (art. 13 c. 1 DLgs 471/1997, come modificato dal DLgs 87/2024 con effetto dal 01/09/2024 – prima era 30%), oltre agli interessi legali.Quando conviene il previsionale?Cessazione attività nel 2026: acconto = 0;Drastico calo dei ricavi (es. -40% rispetto al 2025);Passaggio a regime fiscale meno oneroso (es. uscita dal forfettario);Perdita lavoro dipendente o riduzione orario.In tutti gli altri casi, si consiglia il metodo storico.Rateizzazione: come dilazionare i versamentiIl saldo IRPEF e il primo acconto possono essere rateizzati in più rate mensili, di pari importo, con interesse pari al 4% annuo (interesse legale ai fini fiscali ex DM 21/05/2009). Le regole, disciplinate dall’art. 20 DLgs 241/1997, prevedono:Massimo 6 rate: da giugno (1ª) a novembre 2026 (6ª);Ogni rata in scadenza il giorno 16 del mese (16 luglio, 16 agosto, ecc.) per titolari di partita IVA; fine mese per i non titolari;Interessi calcolati sulla singola rata in base al numero di mesi di differimento;La rateizzazione NON si applica al 2° acconto IRPEF (30 novembre): va versato in unica soluzione.Per calcolare gli interessi: interesse = rata × 4% × (mesi di differimento / 12). Esempio: rata di 1.000 euro versata 3 mesi dopo la 1ª → interesse = 1.000 × 4% × 3/12 = 10 euro.Rateizzazione con maggiorazione 0,40%Chi sceglie di versare entro il 30 luglio 2026 (+0,40%) può ulteriormente rateizzare da luglio a novembre (5 rate). L’interesse del 4% si applica alle rate successive alla prima.Codici tributo F24 IRPEF: la lista completaIl versamento avviene esclusivamente tramite Modello F24 telematico (servizi Agenzia Entrate, home banking convenzionato, intermediari abilitati). Per i titolari di partita IVA, l’invio telematico è obbligatorio (art. 37 c. 49 DL 223/2006).Codice tributoDescrizioneAnno di riferimento4001IRPEF saldo20254033IRPEF acconto prima rata20264034IRPEF acconto seconda rata o unica soluzione20261790Imposta sostitutiva forfettario – saldo20251791Imposta sostitutiva forfettario – 1° acconto20261792Imposta sostitutiva forfettario – 2° acconto20261842Cedolare secca affitti – saldo20251840Cedolare secca – 1° acconto20261841Cedolare secca – 2° acconto20263801Addizionale regionale IRPEF – saldo20253844Addizionale comunale IRPEF – saldo20253843Addizionale comunale IRPEF – acconto2026Sanzioni e ravvedimento operoso in caso di omesso versamentoL’omesso o tardivo versamento del saldo o degli acconti IRPEF comporta sanzioni amministrative previste dall’art. 13 DLgs 471/1997, modificato dal DLgs 87/2024 in vigore dal 1° settembre 2024:Sanzione ordinaria: 25% dell’importo non versato (prima era 30%);Sanzione ridotta per versamenti tardivi entro 90 giorni: 12,5% (metà della sanzione ordinaria);Sanzione ridotta per ritardi fino a 15 giorni: 1/15 della sanzione ridotta per ogni giorno (es. 1 giorno di ritardo = 0,083% × importo).Ravvedimento operoso (art. 13 DLgs 472/1997)Il contribuente che si “autodenuncia” prima di accertamenti può beneficiare di forti riduzioni:Termine ravvedimentoSanzione applicataEntro 14 giorni dalla scadenza0,083% per ogni giorno (sprint)Da 15 a 30 giorni1/10 di 12,5% = 1,25%Da 31 a 90 giorni1/9 di 12,5% = 1,389%Entro 1 anno (dichiarazione)1/8 di 25% = 3,125%Entro 2 anni1/7 di 25% = 3,571%Oltre 2 anni1/6 di 25% = 4,167%Va inoltre versato interesse legale (al 2,5% annuo per il 2026, salvo aggiornamento DM MEF). Il tutto tramite F24 con codice 8901 (sanzione) e 1989 (interessi). Errori frequenti da evitareConfondere imposta lorda e netta: l’acconto si calcola sull’imposta NETTA dopo detrazioni (riga “differenza” del modello, non IRPEF lorda).Dimenticare l’addizionale regionale e comunale: vanno versate con codici dedicati (3801, 3844), spesso in unica rata a saldo.Sbagliare l’anno di riferimento sul F24: per il saldo IRPEF 2025 va indicato “2025” anche se il versamento è nel 2026.Versare l’acconto con il vecchio metodo 40/60 anche sotto soglia: se l’imposta storica è tra 51,65 e 257,52 euro, si versa in unica soluzione a novembre.Non considerare la compensazione orizzontale: crediti IVA, INPS, IRPEF e bonus possono essere compensati in F24 nello stesso modello (art. 17 DLgs 241/1997).Saltare il ravvedimento operoso: dopo la scadenza, il ravvedimento riduce drasticamente la sanzione.Domande frequenti (FAQ)Cosa succede se l’imposta a saldo è inferiore a 12 euro?Non si versa nulla (art. 1 c. 137 L. 266/2005). L’importo resta indicato in dichiarazione ma non genera obbligo.Posso versare il saldo IRPEF in ritardo senza sanzioni?No, ma con il ravvedimento operoso entro 14 giorni la sanzione è dello 0,083% giornaliero. Conviene sempre regolarizzare prima di un accertamento.Il primo acconto IRPEF si può rateizzare?Sì, fino a 6 rate mensili (titolari P.IVA: 16 luglio, 16 agosto, ecc.) con interesse del 4% annuo sulla rata differita.Forfettari pagano saldo e acconto IRPEF?No, pagano l’imposta sostitutiva del 15% (o 5% startup primi 5 anni), ma seguono le stesse scadenze del 30 giugno e 30 novembre. Codici tributo: 1790 (saldo), 1791 (1° acconto), 1792 (2° acconto).Come posso pagare l’F24 IRPEF?Solo telematicamente: servizio “F24 web” Agenzia Entrate (Fisconline/Entratel), home banking convenzionato, oppure tramite un intermediario abilitato (commercialista, CAF). Per i titolari di partita IVA l’invio telematico è obbligatorio.Cosa scelgo: metodo storico o previsionale?Se prevedi redditi simili o superiori al 2025, usa il metodo storico (più sicuro). Se hai cessato l’attività o subito un calo importante, il previsionale ti consente di ridurre o azzerare l’acconto, ma attenzione alla sanzione del 25% se la previsione è errata in difetto.Quando arriva l’F24 precompilato?Per chi compila il 730 ordinario, le rate di acconto sono già caricate dal sostituto d’imposta. Per chi presenta il Modello Redditi PF o il 730 senza sostituto, il F24 va compilato in autonomia: l’Agenzia Entrate mette a disposizione il modello F24 elaborato all’interno della precompilata 2026 dal 30 aprile 2026.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Conclusioni e supporto del CAF Centro FiscaleLe scadenze IRPEF 2026 – 30 giugno per saldo e primo acconto, 30 luglio per la finestra con maggiorazione 0,40%, 30 novembre per il secondo acconto – rappresentano momenti chiave del calendario fiscale italiano. La complessità del calcolo (aliquote progressive, detrazioni, rateizzazione, compensazioni) può portare a errori costosi: un acconto sbagliato o un omesso versamento generano sanzioni fino al 25% dell’imposta, ravvedimenti onerosi e, nei casi peggiori, accertamenti.Il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione per il calcolo del saldo, la predisposizione degli F24, la valutazione della convenienza tra metodo storico e previsionale, la rateizzazione e la compensazione di eventuali crediti. Operiamo su Udine e provincia, con servizi telematici per tutto il Friuli Venezia Giulia. Affidati a professionisti per evitare errori e ottimizzare il tuo carico fiscale.Fonti normative principali: DPR 917/1986 (TUIR), DLgs 216/2023 (riforma scaglioni IRPEF), DPR 600/1973 art. 17 (versamenti), DPR 435/2001 art. 17 c. 2 (maggiorazione 0,40%), L. 97/1977 (acconto), DLgs 241/1997 art. 17 (compensazioni F24), DLgs 471/1997 art. 13 (sanzioni), DLgs 87/2024 (riduzione sanzione a 25%), DLgs 472/1997 art. 13 (ravvedimento operoso), L. 266/2005 art. 1 c. 137 (soglia 12 euro). Fonti ufficiali: Agenzia delle Entrate (calendario contribuente), MEF (decreti perequazione e interessi legali).Maggio 21, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-21 18:10:562026-05-30 00:20:32Saldo e Acconto Irpef 2026: Calendario Scadenze e Calcolo Versamenti