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Tag Archivio per: RITA pensione

CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

Pensione anticipata 2026: come lasciare il lavoro prima dei 67 anni e a chi conviene davvero

Pensione 2026 INPS

Raggiungere i 67 anni di eta per andare in pensione non e l’unica strada. Nel 2026 esistono diversi strumenti che permettono di lasciare il lavoro in anticipo, a volte anche di molti anni. Ma attenzione: non tutti i canali di uscita anticipata sono uguali, e non sempre convengono davvero. Alcuni comportano penalizzazioni permanenti sull’importo della pensione, altri hanno requisiti molto selettivi, altri ancora dipendono dalla situazione lavorativa o personale specifica di ciascuno.

In questa guida aggiornata al 2026 analizziamo tutti i percorsi disponibili: Quota 103, Ape Sociale, Opzione Donna, pensione anticipata ordinaria, lavoratori precoci e RITA. Per ognuno spieghiamo i requisiti, le penalizzazioni, i vantaggi e, soprattutto, a chi conviene davvero fare questa scelta.

Perche il sistema pensionistico italiano prevede piu vie d’uscita

Il sistema previdenziale italiano e stato riformato piu volte negli ultimi decenni. La riforma Fornero del 2011 ha innalzato significativamente i requisiti pensionistici, portando l’eta ordinaria di vecchiaia a 67 anni (con almeno 20 anni di contributi). Da allora, il dibattito politico e sociale non si e mai fermato: ogni anno, con la Legge di Bilancio, vengono introdotti o prorogati strumenti di flessibilita pensionistica che permettono uscite anticipate.

Il motivo e semplice: non tutti i lavoratori sono nelle stesse condizioni. Un operaio che ha iniziato a lavorare a 18 anni, un disoccupato over 60 che non riesce a trovare lavoro, una donna con carichi familiari, un lavoratore con invalidita: situazioni diverse che richiedono risposte diverse dal sistema.

Entriamo nel dettaglio di ogni opzione disponibile nel 2026.

1. Pensione anticipata ordinaria: la via piu diffusa

La pensione anticipata ordinaria e il canale piu utilizzato dagli italiani che vogliono lasciare il lavoro prima dei 67 anni. Non richiede un’eta minima specifica, ma un numero elevato di anni di contributi.

Requisiti 2026

  • Uomini: 42 anni e 10 mesi di contributi (indipendentemente dall’eta)
  • Donne: 41 anni e 10 mesi di contributi (indipendentemente dall’eta)

Questi requisiti sono stati confermati anche per il 2026 e sono soggetti all’adeguamento alla speranza di vita ogni due anni (il prossimo scatto e previsto nel 2027). C’e una finestra di attesa di 3 mesi dalla maturazione del diritto alla pensione prima di poter effettivamente percepire il primo assegno (cosiddetta “finestra mobile”).

Penalizzazioni

La buona notizia e che la pensione anticipata ordinaria non prevede penalizzazioni sull’importo per chi ha compiuto almeno 62 anni. Tuttavia, chi ha meno di 62 anni e un assegno superiore a tre volte il minimo INPS vede la quota contributiva calcolata integralmente con il metodo contributivo, che in genere e meno generoso del retributivo.

A chi conviene

Conviene a chi ha iniziato a lavorare giovane e ha maturato molti anni di contributi. Ad esempio, un lavoratore dipendente che ha cominciato a 20 anni puo raggiungere i 42 anni e 10 mesi di contributi a 62-63 anni, guadagnando quasi 5 anni rispetto alla pensione di vecchiaia.

2. Quota 103: il canale per chi vuole uscire prima con meno contributi

Quota 103 e uno degli strumenti di flessibilita pensionistica piu discussi degli ultimi anni. Il nome deriva dalla somma tra eta anagrafica e anni di contributi richiesti: 103 appunto.

Requisiti 2026

  • Eta minima: 62 anni
  • Contributi minimi: 41 anni
  • Somma richiesta: almeno 103 (62 + 41)
  • Finestra di attesa: 3 mesi per i privati, 6 mesi per i dipendenti pubblici

La penalizzazione del ricalcolo contributivo

Questo e il punto cruciale che molti sottovalutano. Quota 103 calcola la pensione interamente con il metodo contributivo, anche per i periodi lavorativi precedenti al 1996, che normalmente sarebbero calcolati con il piu vantaggioso metodo retributivo.

In parole semplici: se hai lavorato negli anni ’80 e ’90, quei contributi valgono di piu con il metodo retributivo. Con Quota 103, invece, vengono ricalcolati con il metodo contributivo, che da un assegno piu basso. La riduzione puo essere anche del 20-25% rispetto alla pensione ordinaria che avresti ottenuto aspettando.

C’e anche un tetto massimo dell’assegno: la pensione percepita con Quota 103 non puo superare cinque volte il trattamento minimo INPS (circa 2.990 euro lordi al mese nel 2026, calcolato su un trattamento minimo di circa 598 euro mensili).

A chi conviene Quota 103

Conviene principalmente a chi:

  • Ha una pensione attesa relativamente bassa (e quindi il ricalcolo contributivo pesa poco)
  • Ha urgente necessita di smettere di lavorare (motivi di salute, carichi familiari)
  • Svolge mansioni usuranti fisicamente e fatica a reggere altri anni di lavoro
  • Ha un’aspettativa di vita ridotta per ragioni di salute (la perdita si ammortizza piu rapidamente)

Non conviene a chi ha lavorato a lungo prima del 1996 e ha accumulato molti anni con il retributivo: il ricalcolo contributivo sarebbe troppo penalizzante.

3. Ape Sociale: per chi e in difficolta economica o fisica

L’Ape Sociale (Anticipo Pensionistico Sociale) e uno strumento di sostegno al reddito finanziato dallo Stato che permette di ricevere un assegno mensile dalla cessazione dell’attivita lavorativa fino al raggiungimento della pensione di vecchiaia a 67 anni. Non e tecnicamente una pensione, ma ha effetti simili.

Requisiti 2026

  • Eta minima: 63 anni e 5 mesi (requisito introdotto dalla Legge di Bilancio 2024 e confermato per il 2026)
  • Contributi minimi: 30 anni (aumentati a 36 per i lavoratori edili e lavori gravosi)

Ma non basta: bisogna rientrare in una delle quattro categorie specifiche previste dalla legge:

  • Disoccupati: chi ha perso il lavoro involontariamente e ha esaurito la NASPI o altri ammortizzatori sociali da almeno 3 mesi
  • Caregiver: chi assiste da almeno 6 mesi un familiare convivente con disabilita grave (ai sensi della L. 104/1992)
  • Invalidi: chi ha un’invalidita civile pari o superiore al 74%
  • Lavoratori gravosi: chi svolge o ha svolto una delle mansioni inserite nelle categorie “gravose” (edilizia, cura, trasporti pesanti, agricoltura, pescatori, ecc.)

Importo dell’Ape Sociale

L’assegno mensile dell’Ape Sociale corrisponde all’importo della pensione maturata al momento della domanda, ma con un tetto massimo di 1.500 euro lordi al mese. Non e rivalutato all’inflazione durante il periodo di erogazione. Viene erogato per 12 mensilita (senza tredicesima) e non spetta ai superstiti in caso di decesso del beneficiario.

A chi conviene l’Ape Sociale

L’Ape Sociale e una misura di protezione sociale, non uno strumento di ottimizzazione pensionistica. Conviene a chi:

  • Non riesce a trovare lavoro e ha finito gli ammortizzatori sociali
  • Deve assistere un familiare disabile e non puo lavorare
  • Ha un’invalidita che rende il lavoro impossibile o molto difficile
  • Ha svolto lavori fisicamente pesanti per tutta la vita

4. Opzione Donna: il canale per le lavoratrici

Opzione Donna e riservata esclusivamente alle lavoratrici e permette di andare in pensione prima, ma con una penalizzazione sull’importo legata al ricalcolo contributivo integrale.

Requisiti 2026

  • Eta minima: 61 anni per le donne senza figli (60 anni con 1 figlio, 59 anni con 2 o piu figli). La riduzione di 1 anno per figlio e un incentivo alla natalita introdotto dalla Legge di Bilancio 2023
  • Contributi minimi: 35 anni
  • Categorie ammesse: caregiver (assiste da almeno 6 mesi un familiare con disabilita grave), invalide (invalidita civile >= 74%), lavoratrici dipendenti da imprese in crisi (con tavolo aperto al MIMIT)
  • Finestra di attesa: 12 mesi per le dipendenti, 18 mesi per le autonome

La penalizzazione di Opzione Donna

Scegliere Opzione Donna significa accettare che tutta la pensione venga ricalcolata con il metodo contributivo puro, anche per i periodi lavorativi ante 1996. In termini pratici, l’assegno mensile puo ridursi del 25-35% rispetto alla pensione che si percepirebbe aspettando i 67 anni. E una penalizzazione permanente: non viene mai recuperata negli anni successivi.

A chi conviene Opzione Donna

Conviene solo in presenza di situazioni di reale difficolta (disabilita, cura di familiari, crisi aziendale) oppure a lavoratrici con pensione attesa gia bassa, per cui il ricalcolo contributivo pesa in termini assoluti solo poche decine di euro al mese.

5. Pensione per lavoratori precoci

I lavoratori precoci sono coloro che hanno versato almeno 12 mesi di contributi prima dei 19 anni di eta. Per questi lavoratori, la legge prevede un canale di accesso privilegiato alla pensione anticipata.

Requisiti 2026

  • Contributi ante-19 anni: almeno 12 mesi di contributi effettivi versati prima del 19 compleanno
  • Contributi totali: 41 anni (sia uomini che donne, a differenza dei 42 anni e 10 mesi dell’ordinaria per gli uomini)
  • Condizione aggiuntiva: deve rientrare in una delle categorie tutelate (disoccupato, caregiver, invalido, lavori gravosi)
  • Finestra di attesa: 3 mesi

Il vantaggio principale

A differenza di Quota 103, la pensione per lavoratori precoci non prevede ricalcolo contributivo: viene calcolata con le stesse regole della pensione anticipata ordinaria. Questo la rende molto piu vantaggiosa in termini di importo dell’assegno.

A chi conviene

Conviene a chi ha iniziato a lavorare presto (tipicamente figlio di artigiani o agricoltori, o chi ha cominciato il tirocinio professionale in giovane eta), ha maturato molti anni di contributi e si trova in una delle condizioni di difficolta previste dalla legge. E potenzialmente il canale piu vantaggioso tra quelli con requisiti contributivi ridotti, proprio perche non penalizza l’importo.

6. RITA: la pensione anticipata per chi ha fondi pensione

La RITA (Rendita Integrativa Temporanea Anticipata) e uno strumento completamente diverso dagli altri: non riguarda la pensione INPS, ma la previdenza complementare. Se hai aderito a un fondo pensione (ad esempio tramite il versamento del TFR), puoi richiedere una rendita mensile che copra il periodo tra la cessazione del lavoro e il raggiungimento della pensione INPS.

Requisiti RITA 2026

  • Eta minima: almeno 62 anni oppure essere inoccupato da piu di 24 mesi
  • Distanza dalla pensione: non piu di 10 anni (o 5 anni se inoccupato) dal diritto alla pensione INPS
  • Anzianita contributiva nel fondo: almeno 5 anni di partecipazione alla previdenza complementare

Come funziona la RITA

La RITA si puo ottenere in due modi:

  • Liquidazione totale del montante accumulato nel fondo pensione, erogato in rate mensili fino alla pensione INPS
  • Liquidazione parziale: usi parte del montante per la RITA e lasci il resto investito fino alla pensione

L’importo mensile dipende da quanto hai accumulato nel fondo e dal numero di anni che mancano alla pensione INPS. La tassazione e agevolata: si applica una ritenuta a titolo d’imposta del 15% (riducibile fino al 9% se hai partecipato al fondo da piu di 15 anni).

A chi conviene la RITA

Conviene a chi ha costruito un significativo montante nella previdenza complementare e vuole anticipare la propria uscita dal lavoro senza penalizzare la pensione INPS. E uno strumento complementare, non alternativo: idealmente si usa la RITA per coprire il gap tra la cessazione del lavoro e il momento in cui matura la pensione INPS. Puoi quindi usare la RITA insieme, ad esempio, alla pensione anticipata ordinaria (se mancano pochi anni ai requisiti) o come “ponte” verso i 67 anni.

Tabella comparativa: tutti i canali di uscita anticipata 2026

StrumentoEta minimaContributi richiestiPenalizzazione importoCategorie ammesse
Pensione anticipata ordinariaNessuna42 anni e 10 mesi (uomini) / 41 anni e 10 mesi (donne)Nessuna (per over 62)Tutti i lavoratori
Quota 10362 anni41 anniRicalcolo contributivo integrale (penalizzazione fino al 25%)Tutti i lavoratori
Ape Sociale63 anni e 5 mesi30 anni (36 per gravosi)Tetto 1.500 euro/meseDisoccupati, caregiver, invalidi, lavoratori gravosi
Opzione Donna59-61 anni (varia per figli)35 anniRicalcolo contributivo integrale (fino al 35%)Caregiver, invalide, dipendenti aziende in crisi
Lavoratori precociNessuna41 anniNessunaChi ha 12 mesi contributi ante-19 anni + categoria tutelata
RITA62 anni (o inoccupato)5 anni fondo pensioneDipende dal montanteIscritti previdenza complementare

Esempi pratici: a chi conviene ogni opzione

I numeri astratti spesso non bastano. Vediamo tre esempi concreti per capire meglio chi dovrebbe considerare quale strumento.

Esempio 1: Marco, 62 anni, dipendente con 41 anni di contributi

Marco ha iniziato a lavorare a 21 anni come impiegato. Oggi ha 62 anni e 41 anni di contributi. La sua pensione stimata con il metodo misto (retributivo ante 1996 + contributivo post 1996) e di 2.400 euro lordi al mese.

Opzione A – Attende i 67 anni: ricevera circa 2.400 euro al mese con 46 anni di contributi. Ha lavorato 5 anni in piu.

Opzione B – Quota 103 a 62 anni: ricalcolo contributivo completo. La pensione scende a circa 1.750-1.850 euro lordi al mese. Risparmia 5 anni di lavoro ma perde circa 550-650 euro al mese per sempre.

Opzione C – Attende 63 anni per pensione anticipata ordinaria: con 42 anni e 10 mesi raggiunge la pensione anticipata ordinaria. Stima: circa 2.500 euro lordi al mese (1 anno in piu di contributi rispetto a oggi). Perde 1 anno ma non subisce penalizzazioni.

Conclusione per Marco: Quota 103 gli costerebbe 550+ euro al mese per sempre. Meglio aspettare ancora 1-2 anni per la pensione anticipata ordinaria senza penalizzazioni, se la sua situazione lavorativa lo permette.

Esempio 2: Giulia, 60 anni, caregiver con 35 anni di contributi

Giulia ha 60 anni, 35 anni di contributi e da 8 mesi assiste il marito con disabilita grave. Non riesce a conciliare lavoro e cura familiare. La sua pensione stimata ordinaria sarebbe di 1.200 euro lordi al mese.

Opzione A – Opzione Donna: con 60 anni (caregiver con 1 figlio) e 35 anni di contributi ha i requisiti. Ricalcolo contributivo: pensione stimata di circa 870-900 euro lordi. Finestra di 12 mesi (il primo assegno arriva a 61 anni). Perdita: circa 300 euro al mese.

Opzione B – Aspetta i 63 anni e 5 mesi per l’Ape Sociale: ha i requisiti (caregiver, 30+ anni di contributi). L’Ape Sociale le garantisce fino a 1.200 euro al mese (il tetto e 1.500 euro) senza penalizzazioni sull’importo definitivo della pensione. A 67 anni percepira la pensione piena.

Conclusione per Giulia: se puo reggere economicamente fino ai 63 anni e 5 mesi, l’Ape Sociale e molto piu vantaggiosa di Opzione Donna nel lungo termine. La differenza di 300 euro al mese per tutta la vita e significativa.

Esempio 3: Roberto, 61 anni, con fondo pensione consistente

Roberto ha 61 anni, lavora come commerciale e ha aderito al fondo pensione aziendale per 20 anni. Ha accumulato un montante di 120.000 euro. Prevede di raggiungere i 42 anni e 10 mesi di contributi a 64 anni e vuole capire se puo anticipare la sua uscita.

Strategia combinata: Roberto smette di lavorare a 62 anni (con 41 anni di contributi). Non ha ancora i requisiti per la pensione INPS. Richiede la RITA: il suo montante di 120.000 euro, distribuito su 5 anni (fino ai 67 anni), gli garantisce circa 2.000 euro lordi al mese. La tassazione agevolata (15%) riduce il prelievo fiscale rispetto al reddito da lavoro.

Conclusione per Roberto: la RITA gli permette di smettere di lavorare 2-3 anni prima della pensione INPS con un reddito dignitoso, senza penalizzare la pensione INPS futura. Una soluzione elegante per chi ha investito nella previdenza complementare.

Le finestre di decorrenza: attenzione ai tempi di attesa

Uno degli aspetti piu pratici da tenere presente e la finestra mobile: il periodo che intercorre tra la maturazione del diritto alla pensione e l’effettivo inizio dell’erogazione dell’assegno. Molti lavoratori si sorprendono di dover aspettare mesi dopo aver smesso di lavorare prima di ricevere il primo pagamento.

Tipo di pensioneFinestra di attesa (dipendenti)Finestra di attesa (autonomi)
Pensione anticipata ordinaria3 mesi3 mesi
Quota 1033 mesi3 mesi
Quota 103 (dipendenti pubblici)6 mesinon applicabile
Opzione Donna (dipendenti)12 mesi18 mesi
Ape SocialeNessuna (erogazione immediata)non applicabile

Per sapere esattamente quando decorre la tua pensione, puoi consultare la tabella aggiornata con tutte le finestre e i requisiti sul nostro articolo dedicato: Requisiti Pensione 2027 e 2028: Tabelle INPS, Eta e Finestre di Decorrenza.

Come verificare i propri contributi e simulare la pensione

Prima di prendere qualsiasi decisione, e fondamentale conoscere la propria posizione contributiva esatta. Ecco gli strumenti ufficiali a tua disposizione:

  • INPS – Il mio fascicolo previdenziale: sul portale myINPS puoi vedere tutti i contributi versati, le settimane accreditate anno per anno, e i contributi figurativi. Accesso con SPID, CIE o CNS.
  • La Mia Pensione Future (simulatore INPS): permette di simulare l’importo stimato della pensione in base alle diverse date di uscita. E indicativo ma utile per capire l’ordine di grandezza degli importi.
  • Pace contributiva: se hai periodi scoperti (studi, periodi di inattivita, lavoro in nero che poi e stato regolarizzato), potresti avere diritto a riscattarli. Leggi il nostro approfondimento sulla Pace Contributiva 2026.
  • Totalizzazione dei contributi: se hai lavorato in piu gestioni previdenziali diverse (ad esempio INPS e una cassa professionale), puoi sommare i periodi. Approfondisci la Totalizzazione dei Contributi 2026.

I contributi figurativi: un aiuto spesso dimenticato

I contributi figurativi sono periodi accreditati automaticamente dall’INPS senza che il lavoratore abbia effettivamente versato contributi. Possono essere fondamentali per raggiungere prima i requisiti di uscita anticipata.

I principali periodi che danno diritto a contributi figurativi includono:

  • Cassa integrazione (CIG ordinaria e straordinaria): i periodi in CIG vengono accreditati come contributi figurativi
  • NASPI e disoccupazione: i periodi di percezione di indennita di disoccupazione generano contributi figurativi
  • Malattia e infortunio: i periodi di malattia con indennita INPS vengono accreditati
  • Maternita obbligatoria: i mesi di congedo di maternita obbligatoria generano contributi figurativi anche se il datore non ha versato
  • Servizio militare: per chi ha prestato servizio militare obbligatorio, il periodo e accreditato come contributivo

Per verificare se hai contributi figurativi non ancora accreditati nella tua posizione INPS, o per richiedere il riconoscimento di periodi che non compaiono, e utile rivolgersi a un patronato. Il patronato del CAF Centro Fiscale supporta i cittadini in queste verifiche.

FAQ: le domande piu frequenti sulla pensione anticipata

Posso lavorare dopo aver richiesto la pensione anticipata?

Dipende dalla tipologia di pensione. Con la pensione anticipata ordinaria e la pensione per lavoratori precoci puoi riprendere qualsiasi attivita lavorativa senza limitazioni. Con Quota 103, invece, vige il divieto di cumulo con redditi da lavoro dipendente e autonomo superiori ai 5.000 euro annui (fino al raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia). Con l’Ape Sociale e possibile svolgere lavori occasionali entro determinate soglie.

Posso cambiare idea dopo aver fatto domanda?

Prima che la pensione sia liquidata puoi revocare la domanda. Una volta che l’assegno ha iniziato a essere erogato, la revoca non e piu possibile. Fai sempre una simulazione accurata prima di presentare la domanda.

Come si calcolano le penalizzazioni di Quota 103 e Opzione Donna?

Il calcolo dipende dalla composizione della tua pensione. Se hai lavorato prima del 1996, hai una parte di pensione calcolata con il retributivo (generalmente piu generoso) e una parte con il contributivo. Con Quota 103 e Opzione Donna, tutta la pensione viene ricalcolata con il contributivo. La differenza dipende dalla tua storia lavorativa specifica: in media si parla di una riduzione del 20-30%, ma puo variare significativamente.

Quota 103 e confermata per tutto il 2026?

Si, la Legge di Bilancio 2026 ha prorogato Quota 103 per tutto l’anno 2026. I requisiti restano 62 anni di eta e 41 anni di contributi. Non ci sono certezze su una sua conferma per il 2027: la questione sara affrontata nella prossima Legge di Bilancio.

Cosa succede all’Ape Sociale quando raggiungo i 67 anni?

L’Ape Sociale cessa automaticamente al compimento dei 67 anni. A quel punto si trasforma nella pensione di vecchiaia INPS, calcolata su tutti i contributi maturati (compresi quelli maturati mentre percepivi l’Ape Sociale, se hai continuato a lavorare part-time). L’assegno definitivo sara quindi piu alto dell’Ape Sociale percepita nel periodo transitorio.

Posso usare piu strumenti contemporaneamente?

In generale no: i canali di uscita anticipata sono alternativi tra loro. L’eccezione e la RITA, che non e una pensione INPS ma una prestazione della previdenza complementare: puo essere combinata con qualsiasi altra misura di sostegno al reddito. La strategia RITA + pensione INPS (o Ape Sociale in attesa della pensione) e perfettamente lecita.

Come scegliere: una guida pratica in 5 passi

Di fronte a tante opzioni, come orientarsi? Ecco un percorso pratico in cinque passi:

  1. Verifica la tua posizione contributiva: accedi a myINPS e controlla quanti anni di contributi hai accumulato, in quale gestione e se ci sono periodi non accreditati. Chiedi al patronato di aiutarti a interpretare il tuo estratto contributivo.
  2. Identifica i canali a cui hai diritto: in base a eta, contributi e situazione personale, filtra le opzioni disponibili per te. Non tutti i canali sono accessibili a tutti.
  3. Simula gli importi: usa il simulatore INPS “La Mia Pensione Future” per confrontare l’importo che percepiresti con diversi anni di uscita. Confronta l’importo con e senza penalizzazione.
  4. Calcola il punto di pareggio: se esci in anticipo con una penalizzazione, calcola quanti anni ci vogliono perche i soldi “persi” con la penalizzazione vengano recuperati dagli anni in piu di pensione. In genere, se il punto di pareggio supera i 15-20 anni, conviene aspettare.
  5. Consulta un esperto prima di decidere: le implicazioni di una scelta pensionistica sono permanenti e difficilmente reversibili. Il patronato del CAF Centro Fiscale e a disposizione per analizzare la tua situazione specifica e aiutarti a scegliere l’opzione migliore per te.

Conclusione

Andare in pensione prima dei 67 anni e possibile nel 2026, ma non e sempre conveniente. La pensione anticipata ordinaria e il canale piu vantaggioso in termini di importo, ma richiede molti anni di contributi. Quota 103 e Opzione Donna permettono di uscire prima, ma con penalizzazioni permanenti che possono essere molto significative. L’Ape Sociale e un’ancora di salvezza per chi e in difficolta reale, ma con un tetto all’importo. I lavoratori precoci hanno un’opzione privilegiata. La RITA e uno strumento complementare prezioso per chi ha investito nella previdenza complementare.

La chiave e non decidere di fretta e farsi aiutare da esperti. Un errore nella scelta pensionistica puo costare centinaia di euro al mese per decenni. Il patronato del CAF Centro Fiscale offre consulenze previdenziali per analizzare la tua situazione specifica: contattaci per un appuntamento e scopri qual e il percorso pensionistico migliore per te.

Leggi anche: Requisiti Pensione 2027 e 2028: Tabelle INPS, Eta e Finestre di Decorrenza | Cedolino pensione agosto 2026 | Assegno Ordinario di Invalidita 2026

Luglio 22, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
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CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

Riscatto Fondo Pensione 2026: Guida Completa alle Opzioni

calcolo pensione CAF Udine

Il riscatto del fondo pensione è la possibilità di recuperare, in tutto o in parte, il capitale accumulato nella previdenza complementare prima del pensionamento o al termine dell’attività lavorativa. Con le novità introdotte nel 2026, le opzioni di riscatto si sono ampliate, offrendo maggiore flessibilità ai lavoratori. Capire quando e come richiedere il riscatto è fondamentale per ottimizzare la propria posizione previdenziale e fiscale.

Indice dei contenuti

  1. Cos’è il Riscatto del Fondo Pensione
  2. Opzioni di Riscatto Disponibili
  3. Riscatto Totale: Requisiti e Casistiche
  4. Riscatto Parziale e Anticipazioni
  5. RITA e FIP: Alternative al Riscatto
  6. Novità Normative 2026
  7. Tassazione del Riscatto
  8. Quando Conviene Riscattare
  9. Procedura per Richiedere il Riscatto
  10. Domande Frequenti

Cos’è il Riscatto del Fondo Pensione

Il riscatto del fondo pensione consente di recuperare il capitale maturato nella previdenza complementare (fondi pensione aperti, chiusi, PIP) in forma di capitale anziché di rendita. Si tratta di una facoltà riconosciuta dalla normativa in specifiche situazioni personali o lavorative.

La previdenza complementare è nata per integrare la pensione pubblica INPS. I lavoratori versano contributi volontari che, insieme ai contributi del datore di lavoro (nel caso di fondi negoziali), formano un montante rivalutato nel tempo. Al pensionamento, il lavoratore può scegliere tra:

  • Rendita vitalizia: una pensione mensile aggiuntiva a quella INPS
  • Capitale: fino al 50% del montante in unica soluzione (o 100% in casi particolari)
  • Riscatto: recupero totale o parziale del capitale prima del pensionamento

Il riscatto si differenzia dall’erogazione pensionistica perché avviene prima del pensionamento o in situazioni eccezionali che impediscono di attendere la maturazione dei requisiti pensionistici.

Opzioni di Riscatto Disponibili

La normativa sulla previdenza complementare (D.Lgs. 252/2005) prevede diverse opzioni di riscatto, ciascuna legata a specifici requisiti:

1. Riscatto Totale

Recupero del 100% del capitale maturato. È possibile nei seguenti casi:

  • Perdita dei requisiti di partecipazione (es. cambio settore senza fondo pensione)
  • Cessazione attività lavorativa con disoccupazione superiore a 12 mesi (o 48 mesi se per pensionamento)
  • Invalidità permanente con riduzione capacità lavorativa superiore al 66%
  • Morte dell’iscritto (il capitale va agli eredi)

2. Riscatto Parziale

Recupero del 50% del capitale per esigenze personali straordinarie:

  • Spese sanitarie per terapie e interventi straordinari (entro 5 anni dall’iscrizione)
  • Acquisto prima casa per sé o per i figli (entro 8 anni dall’iscrizione)
  • Ristrutturazione prima casa (entro 8 anni dall’iscrizione)

Il riscatto parziale può essere richiesto una sola volta nella vita del fondo.

3. Anticipazioni (FIP)

Diversamente dal riscatto, le anticipazioni (chiamate anche FIP – Forme di Impiego Parziale) consentono di prelevare parte del capitale mantenendo attiva la posizione:

  • Fino al 75% per acquisto/ristrutturazione prima casa
  • Fino al 75% per spese sanitarie
  • Fino al 30% per altre esigenze personali (dopo 8 anni di iscrizione)

Le anticipazioni sono più flessibili del riscatto parziale e possono essere richieste più volte, ma riducono il montante finale.

Riscatto Totale: Requisiti e Casistiche

Il riscatto totale del fondo pensione è ammesso solo in casi tassativi previsti dalla legge. Vediamo nel dettaglio:

Perdita dei Requisiti di Partecipazione

Si verifica quando il lavoratore cambia settore o tipologia contrattuale e non ha più accesso al fondo pensione di categoria. Ad esempio:

  • Passaggio da lavoro dipendente a autonomo
  • Cambio settore con fondo negoziale diverso
  • Uscita da albo professionale con fondo dedicato

In questi casi, l’iscritto può riscattare il 100% del capitale oppure trasferirlo a un altro fondo compatibile.

Disoccupazione Prolungata

Se l’iscritto perde il lavoro e rimane disoccupato per oltre 12 mesi continuativi, può richiedere il riscatto totale. Requisiti:

  • Stato di disoccupazione certificato (NASpI, DID Plus)
  • Assenza di reddito da lavoro per almeno 12 mesi
  • Possibilità di attendere 48 mesi se la disoccupazione precede il pensionamento (in questo caso il riscatto è più vantaggioso fiscalmente)

Invalidità Permanente

In caso di invalidità permanente con riduzione della capacità lavorativa superiore al 66%, l’iscritto può riscattare l’intero capitale. Serve:

  • Certificazione medico-legale INPS o ASL
  • Riconoscimento invalidità con percentuale ≥ 66%

Morte dell’Iscritto

Alla morte dell’iscritto, il capitale del fondo pensione viene riscattato dagli eredi legittimi o dai beneficiari designati. Il capitale non rientra nell’eredità (non serve successione) ma viene erogato direttamente dal fondo.

Riscatto Parziale e Anticipazioni

Il riscatto parziale consente di recuperare fino al 50% del montante per esigenze straordinarie, senza chiudere la posizione previdenziale.

Spese Sanitarie

Il riscatto parziale per spese sanitarie è ammesso per:

  • Terapie e interventi straordinari riconosciuti dalle competenti strutture pubbliche
  • Entro 5 anni dall’iscrizione al fondo
  • Documentazione medica attestante la necessità

Esempi: interventi chirurgici non coperti da SSN, terapie oncologiche, riabilitazione post-trauma.

Acquisto Prima Casa

Il riscatto parziale per acquisto prima casa è consentito:

  • Per sé o per i figli fiscalmente a carico
  • Entro 8 anni dall’iscrizione al fondo
  • Solo per prima casa (requisiti ex legge 104/92)

Serve il compromesso o il contratto preliminare di acquisto.

Ristrutturazione Prima Casa

Anche per la ristrutturazione (manutenzione straordinaria, restauro) della prima casa è possibile il riscatto parziale, con stessi limiti temporali (8 anni).

Differenza con le Anticipazioni (FIP)

Mentre il riscatto parziale è limitato al 50% e può essere richiesto una sola volta, le anticipazioni FIP offrono maggiore flessibilità:

  • 75% per casa e sanità
  • 30% per altre esigenze (dopo 8 anni)
  • Richiedibili più volte

Molti fondi preferiscono regolamentare le anticipazioni piuttosto che i riscatti parziali.

RITA e FIP: Alternative al Riscatto

Oltre al riscatto classico, la normativa prevede due strumenti alternativi che consentono di utilizzare il capitale del fondo pensione senza chiudere definitivamente la posizione.

RITA – Rendita Integrativa Temporanea Anticipata

La RITA è una rendita erogata dal fondo pensione a lavoratori che hanno cessato l’attività lavorativa ma non hanno ancora maturato i requisiti per la pensione pubblica. Requisiti:

  • Almeno 20 anni di contribuzione nella previdenza obbligatoria
  • Almeno 5 anni al pensionamento di vecchiaia
  • Cessazione attività lavorativa
  • Iscrizione al fondo da almeno 5 anni

La RITA consente di trasformare il capitale in rendita mensile per il periodo che manca alla pensione (massimo 10 anni). Vantaggi fiscali: tassazione agevolata al 15% (ridotta dello 0,30% per ogni anno oltre il 15°, fino al 9%).

FIP – Forme di Impiego Parziale (Anticipazioni)

Le FIP sono anticipazioni sul capitale che il lavoratore può richiedere durante la fase di accumulo, mantenendo attiva la posizione. Come già visto:

  • 75% per prima casa e sanità
  • 30% per altre esigenze (dopo 8 anni)

Le FIP sono più convenienti del riscatto parziale perché:

  • Percentuali più alte (75% vs 50%)
  • Richiedibili più volte
  • Tassazione separata (non si somma al reddito annuale)

Novità Normative 2026 sulla Previdenza Complementare

La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto alcune novità rilevanti per la previdenza complementare e il riscatto dei fondi pensione.

1. Estensione RITA ai Lavoratori Autonomi

Dal 2026, anche i lavoratori autonomi e liberi professionisti possono accedere alla RITA, purché abbiano cessato l’attività e maturato i requisiti contributivi. Prima la RITA era riservata ai soli dipendenti.

2. Semplificazione Anticipazioni per Prima Casa

È stato semplificato l’iter per richiedere anticipazioni FIP per acquisto prima casa: non serve più il vincolo degli 8 anni di iscrizione se l’iscritto ha almeno 3 anni di contribuzione effettiva.

3. Tassazione Agevolata su RITA per Over 65

Per chi accede alla RITA dopo i 65 anni, la tassazione scende ulteriormente: aliquota base al 12% (invece del 15%), sempre con riduzione progressiva fino al 9%.

4. Riscatto in Caso di Mobilità Lavorativa

Viene introdotto un riscatto agevolato (50% del capitale, tassazione ordinaria) per chi cambia settore lavorativo e non può trasferire la posizione in un fondo compatibile, senza attendere i 12 mesi di disoccupazione.

5. Incremento Deducibilità Contributi Volontari

Il limite di deducibilità fiscale dei contributi volontari ai fondi pensione sale da 5.164,57 euro a 5.500 euro annui, incentivando l’adesione alla previdenza complementare.

Tassazione del Riscatto del Fondo Pensione

La tassazione del riscatto dipende dalla motivazione e dalla tempistica. Esistono due regimi fiscali:

Tassazione Agevolata (15% – 9%)

Si applica quando il riscatto avviene per:

  • Pensionamento (erogazione in capitale fino al 50%)
  • RITA (rendita integrativa temporanea)
  • Invalidità permanente ≥ 66%
  • Disoccupazione da 48 mesi (prossimi al pensionamento)

L’aliquota base è del 15%, ridotta dello 0,30% per ogni anno oltre il 15° di partecipazione al fondo, fino a un minimo del 9%. Esempio:

  • 20 anni di fondo → 15% – (5 × 0,30%) = 13,50%
  • 35 anni di fondo → 15% – (20 × 0,30%) = 9%

Tassazione Ordinaria (23% – 43%)

Si applica nei riscatti per:

  • Perdita requisiti di partecipazione
  • Disoccupazione 12-47 mesi
  • Riscatto parziale (spese sanitarie, prima casa)
  • Anticipazioni FIP

In questi casi, il capitale riscattato viene tassato come reddito da lavoro, con aliquote IRPEF progressive (23% – 43%). La tassazione è applicata con ritenuta a titolo d’imposta (il fondo trattiene direttamente l’imposta).

Tassazione su Quote Versate Pre-2007

Le quote di capitale maturate prima del 1° gennaio 2007 (data di entrata in vigore del D.Lgs. 252/2005) sono esenti da tassazione in caso di riscatto totale. Serve un conteggio separato del montante pre e post 2007.

Tassazione Rendita Vitalizia

Se invece del riscatto si sceglie la rendita vitalizia, la tassazione è del 15% – 9% (come sopra) applicata direttamente su ogni rata mensile.

Quando Conviene Riscattare il Fondo Pensione

La decisione di riscattare il fondo pensione deve essere valutata attentamente, considerando sia aspetti fiscali che previdenziali.

Conviene Riscattare SE:

  • Necessità economica urgente: spese mediche, perdita lavoro, difficoltà finanziarie
  • Cambio settore lavorativo: se non è possibile trasferire il capitale in un nuovo fondo
  • Prossimità al pensionamento con tassazione agevolata: disoccupazione da 48 mesi → tassazione 15%-9%
  • Rendimenti bassi del fondo: se il fondo ha performance negative, può convenire riscattare e investire altrove
  • Accesso a RITA: se mancano pochi anni al pensionamento, la RITA offre liquidità immediata con tassazione agevolata

NON Conviene Riscattare SE:

  • Tassazione ordinaria elevata: con IRPEF al 38-43%, il riscatto è molto oneroso
  • Pochi anni al pensionamento: meglio attendere e ottenere la tassazione agevolata (15%-9%)
  • Fondo con buoni rendimenti: se il fondo rende il 4-6% annuo, conviene lasciare il capitale investito
  • Assenza di necessità urgenti: il capitale nel fondo è “protetto” da pignoramenti e offre vantaggi fiscali

Alternative da Valutare

Prima di riscattare, considera:

  • Anticipazioni FIP: se serve liquidità parziale, le FIP sono più flessibili
  • RITA: se hai cessato l’attività, la RITA offre una rendita con tassazione agevolata
  • Trasferimento fondo: se cambi settore, verifica se puoi trasferire la posizione
  • Sospensione contributi: se hai difficoltà economiche, molti fondi consentono di sospendere i versamenti senza riscattare

Consulenza Personalizzata

Ogni situazione è diversa: età, reddito, anzianità contributiva, aliquota IRPEF, rendimento del fondo. Una simulazione fiscale personalizzata è fondamentale per capire se conviene riscattare o attendere.

Procedura per Richiedere il Riscatto del Fondo Pensione

La procedura di riscatto varia leggermente da fondo a fondo, ma segue uno schema comune:

Step 1: Verifica Requisiti

Controlla di rientrare in una delle casistiche previste (disoccupazione, invalidità, perdita requisiti, ecc.). Consulta il regolamento del fondo per confermare.

Step 2: Raccogli Documentazione

A seconda della motivazione, serve:

  • Disoccupazione: certificato NASpI, DID Plus, ultima busta paga
  • Invalidità: verbale invalidità INPS/ASL con percentuale ≥ 66%
  • Spese sanitarie: documentazione medica, preventivi, fatture
  • Prima casa: compromesso, atto di acquisto, certificato residenza
  • Perdita requisiti: certificazione cambio settore/contratto

Step 3: Compila Modulo Richiesta

Scarica il modulo di richiesta riscatto dal sito del fondo pensione o richiedilo al CAF. Compila tutti i campi obbligatori:

  • Dati anagrafici e codice fiscale
  • Tipo di riscatto (totale/parziale/anticipazione)
  • Motivazione e allegati
  • Modalità di erogazione (bonifico, assegno)

Step 4: Invia Richiesta

Invia il modulo al fondo tramite:

  • Area riservata online (se disponibile)
  • PEC (posta certificata)
  • Raccomandata A/R
  • CAF/Patronato: se preferisci assistenza, il CAF può gestire l’intera pratica

Step 5: Attendi Istruttoria

Il fondo ha 30-60 giorni per verificare la documentazione e comunicare l’esito. Se mancano documenti, ti contatteranno per integrazioni.

Step 6: Erogazione

Se la richiesta è accolta, il fondo liquida il capitale entro 90 giorni dalla comunicazione. L’importo netto (al netto delle imposte trattenute) viene accreditato sul conto corrente indicato.

Assistenza CAF Centro Fiscale

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per il riscatto del fondo pensione:

  • Verifica requisiti e documentazione
  • Simulazione fiscale per calcolare la convenienza
  • Compilazione modulistica
  • Invio pratica al fondo
  • Monitoraggio fino all’erogazione

Evita errori e ritardi: affidati a professionisti esperti.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande Frequenti sul Riscatto Fondo Pensione

Quanto tempo ci vuole per riscattare il fondo pensione?

Il fondo pensione ha 30-60 giorni per l istruttoria della domanda e altri 90 giorni per erogare il capitale, quindi mediamente 4-5 mesi dal momento della richiesta. I tempi possono allungarsi se manca documentazione.

Posso riscattare il fondo pensione se sono ancora occupato?

No, il riscatto totale richiede disoccupazione di almeno 12 mesi o perdita dei requisiti di partecipazione. Se sei occupato, puoi richiedere solo anticipazioni FIP (30-75% del capitale) per spese sanitarie, prima casa o altre esigenze dopo 8 anni.

Il capitale del fondo pensione rientra nell eredita?

No, il capitale del fondo pensione non rientra nell eredita e non serve dichiarazione di successione. Viene erogato direttamente dal fondo agli eredi legittimi o ai beneficiari designati dall iscritto.

Posso trasferire il fondo pensione invece di riscattarlo?

Si, se cambi settore lavorativo puoi trasferire la posizione in un fondo compatibile (aperto, chiuso, PIP) senza riscattare, mantenendo l anzianita contributiva e i vantaggi fiscali maturati.

La RITA e piu conveniente del riscatto totale?

Dipende dalla situazione. La RITA offre tassazione agevolata (15%-9%) e liquidita graduale, ma richiede almeno 20 anni di contributi INPS e 5 anni al pensionamento. Se hai urgenza di liquidita totale, il riscatto puo essere l unica opzione.


Il riscatto del fondo pensione è uno strumento importante per recuperare liquidità in situazioni di necessità, ma richiede una valutazione attenta degli aspetti fiscali e previdenziali. Le novità 2026 hanno ampliato le opzioni disponibili, offrendo maggiore flessibilità ai lavoratori. Capire quando conviene riscattare, utilizzare la RITA o richiedere anticipazioni FIP è fondamentale per ottimizzare la propria posizione. Una consulenza personalizzata può fare la differenza tra una scelta vantaggiosa e un errore costoso.


Richiedi Assistenza per il Riscatto del Fondo Pensione

Il CAF Centro Fiscale di Udine ti aiuta con la pratica di riscatto del fondo pensione: verifica requisiti, simulazione fiscale, compilazione modulistica e invio domanda.

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