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Tag Archivio per: pensione reversibilità

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Domanda Reversibilità INPS: Procedura e Documenti 2026

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Presentare la domanda di reversibilità INPS è il passaggio obbligatorio per ottenere la pensione ai superstiti. In questa guida spieghiamo passo dopo passo la procedura, i documenti necessari e i tempi di lavorazione nel 2026. Per la guida generale sulla reversibilità, consulta il nostro articolo sulla pensione di reversibilità 2026.

Indice dei contenuti

  1. Quando presentare la domanda
  2. Documenti necessari
  3. Come presentare la domanda online
  4. Domanda tramite patronato o CAF
  5. Tempi di lavorazione
  6. Cosa fare in caso di rigetto
  7. Domande frequenti

Quando presentare la domanda

La domanda di reversibilità può essere presentata in qualsiasi momento dopo il decesso del pensionato o del lavoratore. Non esiste un termine di decadenza per il diritto alla pensione ai superstiti: il diritto non si prescrive.

Tuttavia, è consigliabile presentarla il prima possibile per due motivi:

  • Gli arretrati (ratei maturati dal mese successivo al decesso) si prescrivono dopo 5 anni
  • Più si aspetta, più complessa può diventare la raccolta dei documenti

La pensione decorre sempre dal primo giorno del mese successivo al decesso, indipendentemente dalla data della domanda. Se il decesso avviene il 10 maggio 2026 e la domanda viene presentata a settembre 2026, gli arretrati da giugno a settembre verranno comunque riconosciuti.

Documenti necessari

Per presentare la domanda di reversibilità servono i seguenti documenti:

Documenti del defunto

  • Certificato di morte (o autocertificazione)
  • Codice fiscale del defunto
  • Ultimo cedolino della pensione (se era pensionato)
  • Documentazione contributiva (se era lavoratore, per la pensione indiretta)

Documenti del richiedente

  • Documento di identità valido
  • Codice fiscale
  • Certificato di matrimonio (o stato di famiglia storico)
  • Dichiarazione dei redditi dell’ultimo anno (per il calcolo delle decurtazioni)
  • IBAN del conto corrente su cui accreditare la pensione
  • Sentenza di separazione/divorzio (se applicabile)

Documenti aggiuntivi per i figli

  • Certificato di iscrizione scolastica/universitaria (per figli studenti)
  • Verbale di invalidità (per figli inabili)
  • Stato di famiglia che dimostri la convivenza e il carico

Come presentare la domanda online

Per presentare la domanda di reversibilità direttamente sul sito INPS, segui questi passaggi:

  1. Accedi al portale www.inps.it con SPID, CIE o CNS
  2. Cerca il servizio “Domanda di pensione ai superstiti” nella barra di ricerca
  3. Seleziona il tipo di prestazione: reversibilità (se il defunto era pensionato) o pensione indiretta (se era lavoratore)
  4. Compila i dati anagrafici del defunto e del richiedente
  5. Inserisci le informazioni su reddito, situazione familiare e coordinate bancarie
  6. Allega i documenti richiesti in formato PDF
  7. Verifica il riepilogo e invia la domanda
  8. Conserva il numero di protocollo per monitorare lo stato della pratica

Lo stato della domanda può essere monitorato nella sezione “Le mie domande” del portale INPS.

Domanda tramite patronato o CAF

Se la procedura online risulta complessa, è possibile rivolgersi a un patronato o CAF che presenterà la domanda per conto del cittadino. Il servizio è completamente gratuito per il richiedente (il costo viene sostenuto dallo Stato).

I vantaggi di rivolgersi a un intermediario:

  • Assistenza nella raccolta documenti: l’operatore verifica che tutta la documentazione sia completa e corretta
  • Compilazione guidata: evita errori nella domanda che potrebbero causare ritardi o rigetti
  • Monitoraggio della pratica: il patronato segue l’iter fino alla conclusione
  • Assistenza in caso di problemi: se la domanda viene respinta, il patronato può presentare ricorso

Il CAF Centro Fiscale di Udine offre assistenza completa per la domanda di reversibilità. I nostri operatori ti accompagnano dalla raccolta dei documenti fino all’erogazione della pensione.

Tempi di lavorazione

I tempi medi di lavorazione della domanda di reversibilità variano:

  • 30-60 giorni per le domande complete e senza criticità
  • 60-90 giorni in caso di documentazione integrativa richiesta
  • 90-120 giorni per situazioni complesse (pensione indiretta, ripartizione tra coniuge ed ex coniuge)

Se la domanda resta in lavorazione oltre i 120 giorni, è possibile:

  • Sollecitare tramite il Contact Center INPS (803.164)
  • Presentare un’istanza di autotutela tramite il patronato
  • In ultima istanza, presentare ricorso amministrativo

Cosa fare in caso di rigetto

Se la domanda viene respinta, l’INPS comunica le motivazioni per iscritto. Le cause più comuni di rigetto sono:

  • Requisiti contributivi non raggiunti (per la pensione indiretta)
  • Documentazione incompleta o errata
  • Mancanza del requisito di “a carico” per figli o altri familiari
  • Ex coniuge divorziato senza assegno divorzile

In caso di rigetto, si può presentare:

  • Ricorso amministrativo al Comitato Provinciale INPS, entro 90 giorni dalla notifica del rigetto
  • Ricorso giudiziario al Tribunale del Lavoro, entro 3 anni

È fortemente consigliato farsi assistere da un patronato o da un avvocato per la presentazione del ricorso.

Domande frequenti

Posso presentare la domanda anche dopo anni dal decesso?

Sì, il diritto alla reversibilità non ha scadenza. Però gli arretrati si prescrivono dopo 5 anni, quindi prima si presenta la domanda, meglio è.

La domanda è gratuita?

Sì, sia la domanda online che quella tramite patronato/CAF sono completamente gratuite.

Devo comunicare le variazioni di reddito?

L’INPS acquisisce automaticamente i dati reddituali dall’Agenzia delle Entrate. Tuttavia, è buona norma comunicare tempestivamente variazioni significative (nuovo lavoro, cessazione, ecc.).

Per presentare la domanda di reversibilità con assistenza professionale, rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine. Contattaci al 0432 1638640 o su WhatsApp al 366 6018121. Ti aspettiamo in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine.

Maggio 30, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-30 09:00:002026-05-30 09:00:00Domanda Reversibilità INPS: Procedura e Documenti 2026
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Reversibilità Convivente e Unione Civile: Chi Ha Diritto

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Il diritto alla pensione di reversibilità per il convivente di fatto e il partner di unione civile è un tema molto dibattuto. Mentre le unioni civili garantiscono gli stessi diritti del matrimonio, la convivenza di fatto presenta ancora forti limitazioni. Vediamo cosa prevede la legge nel 2026. Per la guida generale, leggi l’articolo sulla pensione di reversibilità 2026.

Indice dei contenuti

  1. Unione civile e reversibilità
  2. Convivente di fatto: quali diritti
  3. Differenze tra convivenza e unione civile
  4. Sentenze e orientamenti giurisprudenziali
  5. Come tutelarsi come convivente
  6. Domande frequenti

Unione civile e reversibilità

La Legge Cirinnà (L. 76/2016) ha equiparato le unioni civili al matrimonio per quanto riguarda i diritti previdenziali. Il partner di un’unione civile ha pertanto pieno diritto alla pensione di reversibilità, con le stesse percentuali e le stesse regole previste per il coniuge.

In concreto, il partner superstite di un’unione civile riceve il 60% della pensione del defunto (solo partner), l’80% se ci sono anche figli aventi diritto, e il 100% con due o più figli. Le decurtazioni per reddito si applicano con le stesse modalità previste per il coniuge.

Convivente di fatto: quali diritti

La situazione per il convivente di fatto è molto diversa. Attualmente, la legge italiana non riconosce al convivente il diritto alla pensione di reversibilità, nemmeno se la convivenza è stata registrata in Comune ai sensi della Legge Cirinnà.

Questa esclusione vale sia per le coppie eterosessuali che per le coppie dello stesso sesso che non hanno formalizzato l’unione civile. La convivenza, anche se pluridecennale e documentata, non dà accesso alla reversibilità.

Perché questa differenza? Il legislatore ha ritenuto che solo il vincolo formale (matrimonio o unione civile) crei quei diritti e doveri reciproci che giustificano la tutela previdenziale ai superstiti. La convivenza, per quanto stabile, resta una scelta che non comporta gli stessi obblighi legali.

Differenze tra convivenza e unione civile

AspettoConvivenza di fattoUnione civile
Pensione reversibilitàNoSì
TFR in caso di decessoNoSì
Diritti successoriSolo con testamentoSì, come coniuge
Assegno mantenimentoSolo con contrattoSì
Diritto di abitazioneSì (2-5 anni)Sì (vitalizia)

Come si vede dalla tabella, l’unione civile offre una protezione molto più ampia rispetto alla semplice convivenza, soprattutto in ambito previdenziale e successorio.

Sentenze e orientamenti giurisprudenziali

Negli ultimi anni ci sono state alcune pronunce giudiziarie che hanno sollevato il tema dell’estensione della reversibilità ai conviventi. La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 461/2000, ha dichiarato inammissibile la questione, ritenendo che spetti al Parlamento decidere sull’eventuale estensione.

La Corte di Cassazione ha confermato più volte che, allo stato attuale della legislazione, il convivente non ha diritto alla reversibilità. Tuttavia, alcuni giudici di merito hanno sollevato questioni di legittimità costituzionale, ritenendo la norma discriminatoria.

A livello europeo, la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo non ha imposto agli Stati membri di equiparare convivenza e matrimonio ai fini previdenziali, lasciando un margine di discrezionalità nazionale.

Come tutelarsi come convivente

Se sei un convivente e vuoi tutelarti in caso di decesso del partner, ecco le opzioni disponibili:

  • Formalizzare l’unione civile (per coppie dello stesso sesso) o sposarsi (per coppie eterosessuali): è l’unico modo per avere diritto alla reversibilità
  • Polizza vita: stipulare un’assicurazione sulla vita con il partner come beneficiario
  • Testamento: disporre per testamento a favore del convivente (nei limiti delle quote disponibili)
  • Contratto di convivenza: regolamentare almeno gli aspetti patrimoniali della convivenza

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande frequenti

Convivo da 30 anni: ho diritto alla reversibilità?

Purtroppo no. Indipendentemente dalla durata della convivenza, senza matrimonio o unione civile non si ha diritto alla pensione ai superstiti.

L’unione civile dà diritto anche alla pensione indiretta?

Sì. Il partner di unione civile ha diritto sia alla reversibilità (se il defunto era pensionato) sia alla pensione indiretta (se era lavoratore con i requisiti contributivi).

Il convivente registrato in Comune ha più diritti?

La registrazione della convivenza in Comune dà alcuni diritti (come il diritto di abitazione per 2-5 anni in caso di decesso), ma non dà diritto alla reversibilità.

Per capire quale forma di tutela sia più adatta alla tua situazione, rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine. Contattaci al 0432 1638640 o su WhatsApp al 366 6018121.

Maggio 29, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-29 09:00:002026-05-31 17:40:45Reversibilità Convivente e Unione Civile: Chi Ha Diritto
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Reversibilità e Nuovo Matrimonio: Si Perde la Pensione?

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

Se il coniuge superstite che percepisce la pensione di reversibilità decide di risposarsi, cosa succede alla pensione? La risposta è netta: si perde. Ma con alcune importanti tutele economiche. Vediamo nel dettaglio come funziona il rapporto tra reversibilità e nuovo matrimonio nel 2026. Per il quadro completo, consulta la guida alla pensione di reversibilità.

Indice dei contenuti

  1. Cosa dice la legge
  2. La doppia annualità: indennità una tantum
  3. Convivenza senza matrimonio
  4. Unione civile dopo la reversibilità
  5. Effetti sui figli
  6. Domande frequenti

Cosa dice la legge

L’articolo 3 del D.Lgs. n. 39/1945 e la successiva normativa stabiliscono che il coniuge superstite perde il diritto alla reversibilità se contrae un nuovo matrimonio. La cessazione della pensione decorre dal primo giorno del mese successivo al nuovo matrimonio.

Questa regola si applica sia al matrimonio civile che a quello religioso con effetti civili. La ratio della norma è che, con il nuovo matrimonio, il coniuge superstite acquisisce un nuovo nucleo familiare e, potenzialmente, un nuovo sostegno economico.

La doppia annualità: indennità una tantum

Per compensare la perdita della pensione, la legge prevede il riconoscimento di una doppia annualità. Si tratta di un’indennità una tantum pari a 26 mensilità della pensione di reversibilità percepita, calcolata sull’importo in pagamento alla data del nuovo matrimonio (comprensiva della tredicesima).

Esempio: se Anna percepisce una reversibilità di 800 euro al mese e si risposa, riceverà un’indennità una tantum di 800 x 26 = 20.800 euro. Dopo di che, la pensione di reversibilità cesserà definitivamente.

La doppia annualità va richiesta all’INPS con apposita domanda. Non è automatica.

Convivenza senza matrimonio

Questo è un punto cruciale: la convivenza di fatto (anche more uxorio) non fa perdere la reversibilità. Solo il matrimonio formale (civile o concordatario) comporta la cessazione del diritto.

Pertanto, il coniuge superstite che inizia una nuova convivenza senza sposarsi continua a percepire regolarmente la pensione di reversibilità. Non esiste alcun obbligo di comunicare la convivenza all’INPS ai fini della reversibilità.

Questa distinzione tra matrimonio e convivenza è stata confermata da numerose sentenze della Corte di Cassazione.

Unione civile dopo la reversibilità

Con la Legge Cirinnà (L. 76/2016), l’unione civile è equiparata al matrimonio per molti aspetti, compresa la reversibilità. Di conseguenza, se il coniuge superstite costituisce una nuova unione civile, perde il diritto alla pensione di reversibilità, con le stesse regole previste per il nuovo matrimonio (inclusa la doppia annualità).

Effetti sui figli

Il nuovo matrimonio del coniuge superstite non influisce sulla quota dei figli. Se i figli avevano diritto alla reversibilità (perché minorenni, studenti o inabili), continuano a percepirla anche dopo il nuovo matrimonio del genitore.

La quota viene semplicemente ricalcolata: la parte del coniuge viene meno, ma quella dei figli resta invariata. Ad esempio, se la famiglia percepiva l’80% (60% coniuge + 20% figlio), dopo il nuovo matrimonio del genitore il figlio continuerà a percepire la sua quota del 70% (un figlio solo, senza coniuge).

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande frequenti

Se mi risposo e poi divorzio, posso riavere la reversibilità?

No. Una volta perso il diritto alla reversibilità per nuovo matrimonio, non si può più riacquistare, nemmeno in caso di successivo divorzio o vedovanza dal secondo coniuge.

La convivenza certificata è come il matrimonio?

No. Anche la convivenza registrata in Comune (ai sensi della Legge Cirinnà) non fa perdere la reversibilità. Solo il matrimonio o l’unione civile formale comportano la cessazione.

La doppia annualità è tassata?

Sì, la doppia annualità è soggetta a tassazione ordinaria IRPEF, come la pensione da cui deriva.

Se stai valutando un nuovo matrimonio e vuoi capire le conseguenze sulla tua reversibilità, il CAF Centro Fiscale di Udine può aiutarti con una consulenza personalizzata. Contattaci al 0432 1638640 o su WhatsApp al 366 6018121.

Maggio 28, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-28 09:00:002026-05-31 17:42:02Reversibilità e Nuovo Matrimonio: Si Perde la Pensione?
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Reversibilità ai Figli: Quando Spetta e Fino a Che Età

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

La pensione di reversibilità ai figli è una prestazione INPS che tutela i figli rimasti orfani di un genitore pensionato o lavoratore. Ma fino a che età spetta? Quali sono le percentuali? E cosa cambia per i figli studenti o inabili? Scopriamo tutte le regole aggiornate al 2026. Per la guida completa, leggi il nostro articolo sulla pensione di reversibilità 2026.

Indice dei contenuti

  1. Quali figli hanno diritto alla reversibilità
  2. Limiti di età per i figli
  3. Percentuali spettanti ai figli
  4. Figli studenti: requisiti specifici
  5. Figli inabili al lavoro
  6. Orfani di entrambi i genitori
  7. Domande frequenti

Quali figli hanno diritto alla reversibilità

Hanno diritto alla pensione ai superstiti tutti i figli del defunto, compresi:

  • Figli legittimi (nati nel matrimonio)
  • Figli naturali (riconosciuti)
  • Figli adottivi e affiliati
  • Figli legittimati
  • Figli nati da precedente matrimonio del defunto

Il diritto spetta se i figli sono a carico del genitore deceduto al momento della morte e rientrano in una delle categorie previste dalla legge per età e condizione.

Limiti di età per i figli

La reversibilità ai figli è legata all’età e alla condizione del figlio:

Condizione del figlioLimite di età
Figlio minorenneFino a 18 anni
Figlio studente scuola superioreFino a 21 anni
Figlio studente universitarioFino a 26 anni
Figlio inabile al lavoroSenza limite di età

Al compimento dell’età limite (o al termine degli studi), il figlio perde il diritto e la quota viene ricalcolata. Se c’è anche il coniuge superstite, la pensione continua con la percentuale ridotta spettante al solo coniuge.

Percentuali spettanti ai figli

L’importo della reversibilità per i figli dipende dalla presenza o meno del coniuge:

  • Con coniuge superstite: 20% per ciascun figlio (coniuge 60% + figlio 20% = 80%; coniuge + 2 figli = 100%)
  • Senza coniuge (orfani totali): 70% per un solo figlio, 80% per due figli, 100% per tre o più figli

Esempio: se la pensione del genitore defunto era di 1.500 euro al mese e rimangono due figli orfani senza l’altro genitore, riceveranno l’80% cioè 1.200 euro al mese da dividere tra loro.

Importante: le decurtazioni per reddito non si applicano ai figli, ma solo al coniuge. Inoltre, la presenza di figli minori o studenti esclude le decurtazioni anche per il coniuge.

Figli studenti: requisiti specifici

Per i figli studenti, la legge prevede condizioni precise:

  • Studenti di scuola superiore (fino a 21 anni): devono frequentare regolarmente e non lavorare. Se il figlio interrompe gli studi o inizia a lavorare con reddito superiore al trattamento minimo, perde il diritto.
  • Studenti universitari (fino a 26 anni): devono essere iscritti regolarmente e non fuori corso da troppo tempo. L’INPS verifica la continuità degli studi.

Il requisito fondamentale è che il figlio fosse a carico del genitore al momento del decesso, ovvero non avesse un reddito proprio significativo. La soglia di reddito per essere considerato “a carico” segue i parametri fiscali (circa 2.840,51 euro annui, elevati a 4.000 euro per i figli sotto i 24 anni).

Figli inabili al lavoro

I figli riconosciuti inabili al lavoro (con invalidità al 100%) hanno diritto alla reversibilità senza limiti di età, purché:

  • L’inabilità sia stata accertata da commissione medica
  • Fossero a carico del genitore defunto al momento del decesso
  • Non siano titolari di pensione propria

La pensione dura finché persiste lo stato di inabilità. Se il figlio inabile guarisce o trova un’occupazione compatibile, il diritto cessa. L’INPS può disporre visite di revisione periodiche.

Orfani di entrambi i genitori

I figli che perdono entrambi i genitori hanno diritto a una maggiorazione. Se l’unico figlio superstite è orfano di entrambi, la quota sale al 70% (rispetto al 20% che avrebbe percepito con il coniuge). Se l’altro genitore percepiva una propria pensione, i figli possono avere diritto a due pensioni ai superstiti distinte.

Questa situazione richiede un’attenzione particolare nella presentazione delle domande. Il CAF Centro Fiscale di Udine può assisterti nella gestione di pratiche complesse come queste.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande frequenti

Se mio figlio lavora part-time, perde la reversibilità?

Dipende dal reddito. Se il figlio studente ha un lavoretto con reddito annuo superiore al trattamento minimo INPS, potrebbe perdere il requisito di “a carico” e quindi il diritto alla reversibilità.

Mio figlio si è laureato a 24 anni. Perde subito la reversibilità?

Sì, il diritto cessa alla data di conseguimento della laurea. Se si iscrive a un corso di laurea magistrale, può continuare a percepirla fino a 26 anni.

I figli del coniuge superstite (non del defunto) hanno diritto?

No, la reversibilità spetta solo ai figli del defunto. I figli del coniuge superstite nati da un’altra relazione non hanno diritto.

Hai dubbi sulla reversibilità per i tuoi figli? Contatta il CAF Centro Fiscale di Udine al 0432 1638640 o su WhatsApp al 366 6018121.

Maggio 27, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-27 09:00:002026-05-31 17:43:33Reversibilità ai Figli: Quando Spetta e Fino a Che Età
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Reversibilità e Limiti di Reddito 2026: Tabella Aggiornata

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

La pensione di reversibilità può essere ridotta se il beneficiario possiede redditi propri oltre certe soglie. In questa guida analizziamo nel dettaglio i limiti di reddito 2026 per la reversibilità, con la tabella aggiornata delle decurtazioni e gli esempi pratici di calcolo. Per una panoramica completa sulla pensione ai superstiti, consulta la nostra guida alla pensione di reversibilità 2026.

Indice dei contenuti

  1. Come funzionano le decurtazioni
  2. Tabella limiti di reddito 2026
  3. Quali redditi contano nel calcolo
  4. Quando non si applicano le riduzioni
  5. Esempi pratici di calcolo
  6. La clausola di salvaguardia
  7. Domande frequenti

Come funzionano le decurtazioni

Le decurtazioni sulla pensione di reversibilità sono state introdotte dalla Legge n. 335/1995 (Tabella F) e si applicano esclusivamente al coniuge superstite (o all’ex coniuge divorziato titolare di assegno). Non riguardano figli, genitori o fratelli/sorelle.

Il meccanismo è semplice: si confronta il reddito personale del beneficiario con multipli del trattamento minimo INPS. Più alto è il reddito, maggiore è la percentuale di riduzione applicata alla pensione di reversibilità. Il trattamento minimo INPS per il 2026 è pari a circa 7.844,20 euro annui (611,85 euro mensili).

Tabella limiti di reddito 2026

Ecco la tabella completa con le fasce di reddito e le corrispondenti riduzioni sulla reversibilità per il 2026:

Fascia di reddito annuoMultiplo del minimoRiduzioneQuota effettiva
Fino a 23.532,60 euroEntro 3 volte0%60% pieno
Da 23.532,61 a 31.376,80 euroDa 3 a 4 volte25%45% della pensione
Da 31.376,81 a 39.221,00 euroDa 4 a 5 volte40%36% della pensione
Oltre 39.221,00 euroOltre 5 volte50%30% della pensione

Come leggere la tabella: la riduzione si applica alla quota di reversibilità (normalmente il 60% per il solo coniuge). Quindi, se la riduzione è del 25%, il coniuge riceverà il 60% meno il 25% del 60%, cioè il 45% della pensione originaria del defunto.

Quali redditi contano nel calcolo

Non tutti i redditi vengono considerati ai fini della verifica dei limiti. Ecco cosa conta e cosa no:

Redditi che contano:

  • Redditi da lavoro dipendente e autonomo
  • Redditi da pensione propria (diretta)
  • Redditi da fabbricati (affitti)
  • Redditi da capitale e partecipazioni
  • Redditi diversi (collaborazioni, lavoro occasionale)

Redditi esclusi dal calcolo:

  • La stessa pensione di reversibilità
  • Reddito della casa di abitazione
  • TFR e competenze arretrate soggette a tassazione separata
  • Arretrati sottoposti a tassazione separata
  • Assegni familiari e assegno unico

Quando non si applicano le riduzioni

Esiste un’importante eccezione: le decurtazioni non si applicano quando nel nucleo familiare del titolare della reversibilità sono presenti:

  • Figli minori del defunto
  • Figli studenti (fino a 21 anni per scuole superiori, fino a 26 per università)
  • Figli inabili al lavoro

In pratica, se il coniuge superstite convive con un figlio minorenne o studente a carico del defunto, percepirà la reversibilità piena (80% con un figlio) senza alcuna riduzione per reddito, indipendentemente dal proprio reddito personale. Questo è un punto molto importante e spesso sottovalutato.

Esempi pratici di calcolo

Vediamo alcuni esempi concreti per capire come si calcolano le decurtazioni:

Esempio 1: Coniuge senza altri redditi

Maria è vedova e non ha altri redditi. La pensione del marito era di 1.800 euro al mese. Maria riceve il 60% di 1.800 = 1.080 euro al mese, senza alcuna decurtazione perché il suo reddito è zero (ben sotto i 23.532,60 euro annui).

Esempio 2: Coniuge con reddito da lavoro medio

Giuseppe è vedovo e ha un reddito da lavoro di 28.000 euro annui. Rientra nella fascia 3-4 volte il minimo, quindi la reversibilità subisce una riduzione del 25%. Se la pensione della moglie era di 1.200 euro, la reversibilità piena sarebbe 720 euro (60%), ridotta del 25% diventa 540 euro al mese.

Esempio 3: Coniuge con figlio minore

Laura è vedova con un figlio di 10 anni e un reddito da lavoro di 45.000 euro annui. Nonostante il reddito elevato (oltre 5 volte il minimo), non subisce alcuna decurtazione perché ha un figlio minore. Riceve l’80% pieno (coniuge + 1 figlio) della pensione del marito.

La clausola di salvaguardia

La legge prevede una clausola di salvaguardia (o “clausola di cristallizzazione”): l’importo della pensione di reversibilità, sommato al reddito personale, non può essere inferiore a quello che il beneficiario avrebbe percepito se il reddito fosse pari al limite massimo della fascia precedente.

In termini semplici: se il tuo reddito supera di poco una soglia, la riduzione non può penalizzarti al punto da farti guadagnare complessivamente meno di chi sta appena sotto la soglia. L’INPS effettua questo controllo in automatico e applica l’importo più favorevole.

📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.

Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande frequenti

Ogni anno devo dichiarare il reddito all’INPS?

Sì, ogni anno l’INPS verifica i redditi attraverso i dati fiscali. Se ci sono variazioni significative, l’importo della reversibilità può essere ricalcolato con conguagli a debito o a credito.

La pensione propria viene conteggiata come reddito?

Sì, se percepisci una tua pensione diretta (ad esempio pensione di vecchiaia), questo reddito rientra nel calcolo delle fasce per le decurtazioni sulla reversibilità.

Se il mio reddito cambia, cambia anche la reversibilità?

Sì. Le decurtazioni vengono ricalcolate ogni anno in base al reddito effettivo. Se il tuo reddito diminuisce (ad esempio perdi il lavoro), la reversibilità può aumentare; se il reddito aumenta, può diminuire.

Per un’assistenza personalizzata sul calcolo della reversibilità in base al tuo reddito, rivolgiti al CAF Centro Fiscale di Udine. Chiama il 0432 1638640 o scrivici su WhatsApp al 366 6018121.

Maggio 26, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-26 09:00:002026-05-31 17:43:56Reversibilità e Limiti di Reddito 2026: Tabella Aggiornata
CAF

Pensione Reversibilità 2026: Requisiti, Importi e Domanda

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

La pensione di reversibilità è una prestazione economica erogata dall’INPS ai familiari superstiti di un pensionato o di un lavoratore deceduto. Nel 2026, le regole per accedere a questa forma di tutela restano sostanzialmente invariate, ma è fondamentale conoscere requisiti, percentuali e limiti di reddito aggiornati. In questa guida completa analizziamo tutto ciò che serve sapere sulla pensione ai superstiti 2026.

Indice dei contenuti

  1. Cos’è la pensione di reversibilità
  2. Differenza tra reversibilità e pensione indiretta
  3. Chi ha diritto alla reversibilità
  4. Percentuali e importi 2026
  5. Limiti di reddito e decurtazioni
  6. Requisiti contributivi per la pensione indiretta
  7. Come fare domanda INPS
  8. Decorrenza e tempi di erogazione
  9. Reversibilità e altri redditi
  10. Casi particolari
  11. Domande frequenti (FAQ)

Cos’è la pensione di reversibilità

La pensione di reversibilità è una prestazione previdenziale che l’INPS riconosce ai familiari superstiti quando muore una persona che già percepiva la pensione (di vecchiaia, anticipata, di invalidità o di inabilità). In pratica, una parte della pensione del defunto viene trasferita ai suoi familiari più stretti.

Questa tutela nasce dall’esigenza di garantire un sostegno economico a chi dipendeva dal reddito del pensionato venuto a mancare. La reversibilità non è automatica: bisogna presentare apposita domanda all’INPS e possedere determinati requisiti.

La normativa di riferimento è la Legge n. 335/1995 (Riforma Dini) e successive modifiche, che disciplina le percentuali di spettanza e i limiti reddituali per i beneficiari.

Differenza tra reversibilità e pensione indiretta

Spesso si confondono due termini che, pur essendo simili, indicano situazioni diverse:

  • Pensione di reversibilità: spetta quando il defunto era già pensionato. I familiari ricevono una quota della pensione che percepiva.
  • Pensione indiretta: spetta quando il defunto era un lavoratore (non ancora pensionato) che aveva versato un certo numero di contributi. In questo caso, la pensione viene calcolata sulla base dei contributi accumulati.

In entrambi i casi si parla genericamente di pensione ai superstiti, ma i requisiti contributivi sono diversi. Per la reversibilità non servono requisiti contributivi aggiuntivi (basta che il defunto fosse pensionato), mentre per la pensione indiretta il lavoratore deceduto deve aver maturato almeno 15 anni di contributi oppure 5 anni di contributi di cui almeno 3 nel quinquennio precedente la data del decesso.

Chi ha diritto alla reversibilità

La legge stabilisce un ordine preciso di beneficiari della pensione di reversibilità. Hanno diritto, in ordine di priorità:

Il coniuge superstite

Il coniuge (marito o moglie) ha sempre diritto alla reversibilità, a prescindere dall’età e dalla durata del matrimonio. Il diritto spetta anche al coniuge separato. Il coniuge divorziato ha diritto solo se percepiva l’assegno di divorzio, non si è risposato e il rapporto da cui trae origine il diritto alla pensione è anteriore alla sentenza di divorzio.

I figli

Hanno diritto alla reversibilità i figli minorenni alla data del decesso, i figli studenti (fino a 21 anni se frequentano scuola superiore, fino a 26 anni se universitari) a carico del genitore deceduto e i figli inabili al lavoro a prescindere dall’età, purché a carico del genitore al momento del decesso. Per un approfondimento, leggi la nostra guida sulla reversibilità ai figli.

Genitori e fratelli/sorelle

In assenza di coniuge e figli aventi diritto, possono accedere alla pensione i genitori del defunto (se ultra 65enni, non titolari di pensione e a carico) e, in ultima istanza, i fratelli e le sorelle non sposati, inabili al lavoro, non titolari di pensione e a carico del defunto.

Percentuali e importi 2026

L’importo della pensione di reversibilità è calcolato come percentuale della pensione del defunto. Le aliquote variano in base al nucleo familiare superstite:

BeneficiariPercentuale
Solo coniuge60%
Coniuge + 1 figlio80%
Coniuge + 2 o più figli100%
1 figlio (senza coniuge)70%
2 figli (senza coniuge)80%
3 o più figli (senza coniuge)100%
1 genitore15%
2 genitori30%
1 fratello/sorella15%
2 o più fratelli/sorelle30%

Esempio pratico: supponiamo che Mario, pensionato con un assegno di 1.500 euro al mese, venga a mancare lasciando la moglie Anna e un figlio minorenne. Anna e il figlio riceveranno l’80% di 1.500 euro, ovvero 1.200 euro al mese. Quando il figlio perderà il diritto (ad esempio compiendo 18 anni senza proseguire gli studi), la quota scenderà al 60%, cioè 900 euro mensili per la sola Anna.

Limiti di reddito e decurtazioni

Attenzione: la pensione di reversibilità può subire delle riduzioni se il beneficiario possiede altri redditi personali. Questo vale solo per il coniuge (o l’ex coniuge divorziato), non per i figli. Le decurtazioni sono state introdotte dalla Legge 335/1995 e si applicano in base al rapporto tra il reddito del superstite e il trattamento minimo INPS (che nel 2026 è pari a circa 603,40 euro al mese, ovvero 7.844,20 euro annui).

Ecco la tabella decurtazioni 2026 aggiornata:

Reddito annuo del beneficiarioRiduzione sulla reversibilità
Fino a 23.532,60 euro (3 volte il minimo)Nessuna riduzione
Da 23.532,61 a 31.376,80 euro (4 volte il minimo)-25%
Da 31.376,81 a 39.221,00 euro (5 volte il minimo)-40%
Oltre 39.221,00 euro-50%

Esempio pratico: se il coniuge superstite ha un reddito personale da lavoro di 35.000 euro annui (compreso nella fascia 4-5 volte il minimo), la reversibilità verrà ridotta del 40%. Se la pensione del defunto era di 1.500 euro e la quota di reversibilità al 60% sarebbe di 900 euro, con la decurtazione del 40% scende a 540 euro al mese.

Importante: le decurtazioni non si applicano se nel nucleo familiare ci sono figli minori, studenti o inabili. Per un’analisi dettagliata, consulta il nostro approfondimento su reversibilità e limiti di reddito 2026.

Requisiti contributivi per la pensione indiretta

Come anticipato, se il defunto non era ancora pensionato ma era un lavoratore, i familiari possono richiedere la pensione indiretta. In questo caso, il lavoratore deceduto deve aver maturato uno dei seguenti requisiti:

  • Almeno 15 anni di contributi (780 settimane) versati nell’intera vita lavorativa;
  • Almeno 5 anni di contributi (260 settimane), di cui almeno 3 anni (156 settimane) versati nei 5 anni precedenti la data del decesso.

Questi requisiti alternativi significano che anche un lavoratore giovane, con pochi anni di contributi, può garantire la pensione indiretta ai superstiti, a patto che abbia lavorato con continuità negli ultimi anni. Ad esempio, un lavoratore di 30 anni con soli 4 anni di contributi, di cui 3 negli ultimi 5 anni, soddisfa il secondo requisito.

Per i lavoratori iscritti alla Gestione Separata INPS (collaboratori, partite IVA), valgono le stesse regole contributive. La pensione indiretta viene calcolata interamente con il sistema contributivo.

Come fare domanda INPS

La domanda di pensione di reversibilità va presentata all’INPS. Ecco i canali disponibili:

  • Online: tramite il sito www.inps.it, accedendo con SPID, CIE o CNS alla sezione “Prestazioni e servizi” > “Pensione ai superstiti”
  • Contact Center INPS: chiamando il numero verde 803.164 da rete fissa o 06.164.164 da cellulare
  • Patronato o CAF: rivolgendosi a un intermediario abilitato come il CAF Centro Fiscale di Udine, che presenta la domanda gratuitamente per conto del cittadino

Per la procedura completa e la lista dei documenti necessari, leggi la guida dedicata alla domanda di reversibilità INPS.

Decorrenza e tempi di erogazione

La pensione di reversibilità decorre dal primo giorno del mese successivo al decesso del pensionato (o del lavoratore, nel caso della pensione indiretta). Questo indipendentemente dalla data in cui viene presentata la domanda.

Esempio: se il decesso avviene il 15 marzo 2026, la reversibilità decorre dal 1 aprile 2026. Anche se la domanda viene presentata a giugno, verranno riconosciuti e pagati gli arretrati da aprile.

I tempi di lavorazione dell’INPS variano generalmente tra 30 e 90 giorni dalla presentazione della domanda completa. In caso di ritardo, è possibile sollecitare tramite il patronato o presentare istanza di autotutela.

Prescrizione: il diritto alla pensione ai superstiti non si prescrive (non ha scadenza), ma gli arretrati si prescrivono dopo 5 anni. Per questo è consigliabile presentare la domanda il prima possibile.

Reversibilità e altri redditi

Una domanda frequente riguarda la compatibilità della reversibilità con altri redditi. Ecco le principali casistiche:

  • Reddito da lavoro dipendente o autonomo: la reversibilità è compatibile, ma può subire le decurtazioni già descritte nella tabella sopra
  • Altra pensione: se il coniuge superstite percepisce già una propria pensione (diretta), la reversibilità è comunque spettante, ma i redditi da pensione propria rientrano nel calcolo per le fasce di decurtazione
  • NASPI: l’indennità di disoccupazione è compatibile con la reversibilità
  • Assegno sociale: chi percepisce l’assegno sociale potrebbe vederlo ridotto o revocato se ottiene la reversibilità, poiché questa viene conteggiata come reddito
  • Reddito da affitto: anche i redditi da locazione vengono considerati nel calcolo delle fasce di reddito per le decurtazioni

Le decurtazioni si applicano confrontando il reddito complessivo del beneficiario con le soglie del trattamento minimo INPS, come indicato nella tabella precedente. È fondamentale dichiarare correttamente tutti i redditi per evitare contestazioni o richieste di restituzione da parte dell’INPS.

Casi particolari

Alcune situazioni meritano un approfondimento specifico perché presentano regole particolari:

Reversibilità e nuovo matrimonio

Se il coniuge superstite si risposa, perde il diritto alla reversibilità. Tuttavia, ha diritto a una doppia annualità (pari a 26 mensilità della pensione percepita) come liquidazione una tantum. Per tutti i dettagli, consulta il nostro articolo su reversibilità e nuovo matrimonio.

Conviventi e unioni civili

Dal 2016, con la Legge Cirinnà (L. 76/2016), il partner di un’unione civile ha gli stessi diritti del coniuge ai fini della reversibilità. Il convivente di fatto, invece, attualmente non ha diritto alla pensione ai superstiti, salvo specifiche sentenze giudiziarie. Approfondisci nella guida su reversibilità e convivente.

Ex coniuge divorziato

L’ex coniuge divorziato ha diritto alla reversibilità a tre condizioni: deve percepire l’assegno divorzile, non deve essersi risposato e il rapporto di lavoro da cui origina la pensione deve essere anteriore alla sentenza di divorzio. Se il defunto si era risposato, la reversibilità viene ripartita dal Tribunale tra coniuge superstite ed ex coniuge.

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Il Patronato CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo della pensione, la simulazione della data di pensionamento e la gestione di Quota 103, anticipata e vecchiaia. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.

Domande frequenti (FAQ)

Quanto dura la pensione di reversibilità?

Per il coniuge, la reversibilità è vitalizia (dura tutta la vita), a meno che non si risposi. Per i figli, dura fino al compimento dei 18 anni (o 21 se studenti di scuola superiore, 26 se universitari). Per i figli inabili, dura finché permane lo stato di inabilità.

La reversibilità spetta anche al coniuge separato?

Sì, il coniuge separato ha diritto alla pensione di reversibilità alle stesse condizioni del coniuge convivente, indipendentemente dalla separazione consensuale o giudiziale e dall’eventuale addebito.

Posso lavorare e percepire la reversibilità?

Sì, la reversibilità è compatibile con il reddito da lavoro. Tuttavia, se il reddito supera determinate soglie (legate al trattamento minimo INPS), l’importo della reversibilità viene ridotto del 25%, 40% o 50%.

Se mi risposo perdo la reversibilità?

Sì, il nuovo matrimonio comporta la cessazione della reversibilità. Però si ha diritto a un’indennità una tantum pari a 26 mensilità della pensione. La convivenza di fatto, invece, non fa perdere il diritto.

Quanto tempo ci vuole per ottenere la reversibilità?

I tempi medi sono di 30-90 giorni dalla presentazione della domanda completa. Gli arretrati vengono comunque riconosciuti dal mese successivo al decesso, indipendentemente da quando si presenta la domanda.

Il convivente ha diritto alla reversibilità?

Il convivente di fatto attualmente non ha diritto alla pensione di reversibilità. Il diritto spetta invece al partner di un’unione civile registrata, equiparato al coniuge dalla Legge Cirinnà del 2016.

Conclusione

La pensione di reversibilità 2026 rappresenta una tutela fondamentale per i familiari superstiti. Conoscere i requisiti, le percentuali e i limiti di reddito è essenziale per far valere i propri diritti e ottenere l’importo corretto.

Se hai bisogno di assistenza per la domanda di reversibilità, per verificare i limiti di reddito o per qualsiasi dubbio sulla tua situazione, il CAF Centro Fiscale di Udine è a tua disposizione. I nostri operatori ti guideranno in ogni fase della pratica, dalla raccolta dei documenti alla presentazione della domanda INPS.

Contattaci: chiama il 0432 1638640 oppure scrivici su WhatsApp al 366 6018121 per prenotare un appuntamento. Puoi anche inviarci una email a info@centrofiscale.com. Ti aspettiamo in Viale Giuseppe Tullio 13, scala B – Udine.

Maggio 25, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-05-25 09:00:002026-05-31 17:44:36Pensione Reversibilità 2026: Requisiti, Importi e Domanda

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