Menu
CAF Centro Fiscale
  • SERVIZI FISCALI
        • Modello ISEE
        • Dichiarazione dei Redditi Modello 730 / Redditi
        • Dichiarazione dei Redditi per le Criptovalute
        • Pratica ENEA
        • Contratti di Locazione
        • Dichiarazione di Successione
        • Calcolo IMU
        • Cessione del Credito per Ristrutturazione
        • Gestione COLF e Badanti
        • Partita Iva Regime Forfettario
        • Modello 770 e Certificazioni Uniche
  • PATRONATO
        • NASPI / Disoccupazione
        • Richiesta NASpI Anticipata
        • Disoccupazione Agricola
        • Dimissioni Online
        • Elenco bonus Maternità INPS
          • Bonus Asilo Nido
        • Calcolo Pensione
        • Riscatto Anni Laurea: Agevolato e Ordinario
        • Invalidità Civile / Handicap (Legge 104) 
  • COLF E BADANTI
  • PARTITA IVA
        • Partita Iva Regime Forfettario
        • Gestione Partita IVA ordinaria
        • Gestione completa Partita IVA Agricola
  • BLOG
        • CAF – NOTIZIE FISCALI
        • PATRONATO
        • PARTITA IVA
        • NOTIZIE
  • Menu Menu
CAF Centro Fiscale

Tag Archivio per: nuove nozze e assegno divorzile

NOTIZIE

Assegno di Divorzio: Quando si Perde il Diritto?

Notizie fiscali CAF Centro Fiscale

L’assegno di divorzio non è per sempre. Molti pensano che, una volta ottenuto dal giudice, resti dovuto a vita, ma non è così. La legge italiana prevede diverse situazioni in cui il diritto a percepire l’assegno divorzile viene meno, in tutto o in parte. Come riportato da La Legge per Tutti in un recente approfondimento, le cause principali di perdita del diritto sono le nuove nozze, la convivenza stabile con un nuovo partner, il raggiungimento dell’autosufficienza economica e il mutamento delle condizioni patrimoniali dell’ex coniuge obbligato. Vediamo nel dettaglio cosa prevede la normativa e cosa ha chiarito la Cassazione con una pronuncia diventata un punto di riferimento per tutti gli avvocati matrimonialisti.

Indice dei contenuti

  1. Quando si perde il diritto all’assegno di divorzio
  2. Nuove nozze: la perdita automatica per legge
  3. Convivenza more uxorio: nessun automatismo
  4. Autosufficienza economica e mutamento delle condizioni economiche
  5. La differenza con l’assegno di mantenimento per i figli
  6. Domande frequenti sull’assegno di divorzio

Quando si perde il diritto all’assegno di divorzio

L’articolo 5 della legge 898/1970, più volte modificata nel corso degli anni, disciplina i presupposti dell’assegno di divorzio. Si tratta di una somma che un ex coniuge può essere tenuto a versare all’altro quando quest’ultimo non ha mezzi adeguati per vivere in autonomia e non può procurarseli per ragioni oggettive. Proprio perché legato a una condizione di squilibrio economico, l’assegno non è immutabile nel tempo: se cambiano le circostanze che lo hanno giustificato, può essere ridotto, sospeso o revocato del tutto.

Le situazioni che, secondo la giurisprudenza più recente, incidono sul diritto all’assegno divorzile sono sostanzialmente quattro: le nuove nozze del beneficiario, l’instaurazione di una convivenza di fatto stabile, il raggiungimento di una condizione di autosufficienza economica e un peggioramento significativo della situazione economica dell’ex coniuge obbligato a versarlo. A queste si aggiunge il caso, meno discusso ma rilevante, del decesso di una delle parti.

Nuove nozze: la perdita automatica per legge

Il caso più chiaro, e su cui la legge non lascia margini di interpretazione, riguarda le nuove nozze dell’ex coniuge beneficiario. Se la persona che riceve l’assegno si risposa, perde automaticamente il diritto a percepirlo. Non si tratta di un principio elaborato dalla giurisprudenza, ma di una regola scritta direttamente nella legge: l’articolo 5, comma 10, della legge 898/1970 stabilisce che “l’obbligo di corresponsione dell’assegno cessa se il coniuge, al quale deve essere corrisposto, passa a nuove nozze”.

Questa cessazione è automatica, integrale e definitiva: decorre dal giorno stesso in cui vengono celebrate le nuove nozze, senza che sia necessaria una sentenza del giudice che la dichiari. Il tribunale, se interpellato, si limita ad accertare il nuovo matrimonio già avvenuto, ma non serve una pronuncia costitutiva perché l’effetto si produce già per legge. In pratica, dal giorno delle nuove nozze l’ex coniuge obbligato può smettere di versare l’assegno, fermo restando l’onere di provare, in caso di contestazione, che il nuovo matrimonio è stato effettivamente celebrato.

È importante chiarire un punto spesso frainteso: una volta cessato l’assegno per nuove nozze, la legge non prevede alcun rimedio successivo come una “liquidazione una tantum” a favore del beneficiario. L’unica somma una tantum ammessa dalla normativa (articolo 5, comma 8, della legge 898/1970) è un’opzione che i due ex coniugi possono concordare al momento stesso del divorzio, in alternativa all’assegno periodico e soggetta al controllo di equità del tribunale. Non si tratta quindi di un beneficio richiedibile dopo le nuove nozze, ma di una modalità di liquidazione alternativa decisa una volta per tutte in sede di divorzio.

Convivenza more uxorio: nessun automatismo

Diverso, e più delicato, è il caso della convivenza more uxorio, cioè una convivenza stabile e continuativa con un nuovo partner senza un vero e proprio matrimonio. È proprio su questo tema che è intervenuta la Cassazione a Sezioni Unite con la sentenza n. 32198 del 5 novembre 2021, chiarendo che l’assegno di divorzio è in realtà composto da due componenti distinte, che seguono regole diverse quando il beneficiario avvia una nuova convivenza.

La componente assistenziale dell’assegno, quella legata al bisogno di sostentamento del beneficiario, si estingue quando viene accertata giudizialmente una convivenza di fatto stabile e continuativa: il nuovo assetto di vita, infatti, è considerato di per sé indice di un raggiunto equilibrio economico e di un progetto esistenziale alternativo al precedente matrimonio. La componente compensativa-perequativa, invece, quella che riconosce il contributo dato dall’ex coniuge alla vita familiare e alla costruzione del patrimonio comune durante il matrimonio, non si estingue automaticamente con la nuova convivenza.

Chi convive con un nuovo partner può quindi continuare a percepire, o chiederne il riconoscimento, la quota compensativa dell’assegno, ma deve dimostrare, con l’onere della prova a proprio carico, di aver dato un contributo significativo alla vita familiare e al patrimonio comune durante il matrimonio, anche sacrificando aspettative professionali o di carriera per dedicarsi alla famiglia. Questa impostazione ha superato un precedente orientamento (Cassazione n. 6855/2015) che trattava la nuova convivenza come causa di estinzione automatica e integrale dell’intero assegno, sullo stesso piano delle nuove nozze: oggi, invece, la Cassazione richiede una valutazione distinta per ciascuna delle due componenti dell’assegno divorzile.

Autosufficienza economica e mutamento delle condizioni economiche

Un’altra causa frequente di revisione dell’assegno di divorzio riguarda il raggiungimento dell’autosufficienza economica da parte del beneficiario. Se la persona che riceve l’assegno trova un lavoro stabile, riceve un’eredità consistente o comunque migliora la propria condizione patrimoniale al punto da non avere più bisogno di sostegno economico, l’ex coniuge obbligato può chiedere al giudice la revisione o la revoca dell’assegno.

Vale anche il percorso opposto: se è l’ex coniuge obbligato a versare l’assegno ad avere un peggioramento significativo della propria situazione economica, ad esempio a causa della perdita del lavoro o di un grave problema di salute, può chiedere una riduzione dell’importo dovuto. In entrambi i casi occorre presentare una domanda di modifica delle condizioni di divorzio, supportata da prove concrete sulla nuova situazione reddituale e patrimoniale.

È utile ricordare che situazioni di questo tipo, legate a cambiamenti di reddito o all’ingresso di nuove entrate patrimoniali, possono avere effetti anche su altre prestazioni economiche legate all’ISEE o al reddito familiare complessivo. Chi si trova a valutare la propria posizione dopo un divorzio può approfondire, ad esempio, come viene considerato il mantenimento nel calcolo dell’assegno sociale e nel reddito rilevante ai fini del mantenimento.

La differenza con l’assegno di mantenimento per i figli

È importante non confondere l’assegno di divorzio, destinato all’ex coniuge, con l’assegno di mantenimento per i figli, che segue regole completamente diverse. Il mantenimento dei figli minori o non ancora economicamente autosufficienti non si estingue per effetto delle nuove nozze o della nuova convivenza del genitore che li ha in affidamento prevalente. Il dovere di mantenere i figli, infatti, discende dalla responsabilità genitoriale e prescinde dalla situazione sentimentale dei genitori.

Anche in questi casi, comunque, possono cambiare gli importi dovuti se cambiano le esigenze dei figli o le condizioni economiche dei genitori. Chi gestisce figli a carico dopo una separazione o un divorzio può inoltre avere diritto a specifiche detrazioni per i familiari a carico, un aspetto fiscale spesso sottovalutato ma rilevante nella gestione economica post-divorzio.

Un ultimo aspetto riguarda il decesso di una delle parti. In linea generale l’assegno di divorzio si estingue con la morte di chi lo percepisce o di chi lo versa, ma possono sussistere diritti di reversibilità disciplinati da norme specifiche, oppure questioni legate alla successione dei beni, comprese le vicende della casa coniugale nelle famiglie separate o divorziate, un tema che in Friuli Venezia Giulia presenta ulteriori particolarità legate al sistema tavolare nella successione della casa coniugale.

Domande frequenti sull’assegno di divorzio

Le nuove nozze fanno perdere sempre l’assegno di divorzio?

Sì, ma il fondamento è nella legge, non in una pronuncia della Cassazione: l’articolo 5, comma 10, della legge 898/1970 stabilisce che l’obbligo di versare l’assegno di divorzio cessa in modo automatico e integrale dal giorno delle nuove nozze del beneficiario, senza bisogno di una sentenza costitutiva del giudice. Non è previsto alcun rimedio successivo come una liquidazione una tantum: l’unica una tantum ammessa dalla legge può essere concordata soltanto in sede di divorzio, come alternativa all’assegno periodico.

La convivenza con un nuovo compagno fa perdere l’assegno divorzile?

Dipende dalla componente dell’assegno. Secondo la Cassazione a Sezioni Unite n. 32198/2021, la componente assistenziale si estingue quando viene accertata giudizialmente una convivenza di fatto stabile e continuativa. La componente compensativa, invece, non si perde automaticamente: il beneficiario può continuare a percepirla se dimostra di aver dato un contributo significativo alla vita familiare, anche sacrificando aspettative professionali, durante il matrimonio.

Chi deve dimostrare l’autosufficienza economica dell’ex coniuge?

In genere è l’ex coniuge obbligato a versare l’assegno a dover fornire al giudice le prove del raggiunto benessere economico dell’altra parte, ad esempio un nuovo impiego stabile o un’eredità, per chiedere la revisione o la revoca dell’assegno di divorzio.

L’assegno di mantenimento per i figli si perde con le nuove nozze?

No. L’assegno di mantenimento per i figli è indipendente dall’assegno di divorzio e non si estingue per effetto delle nuove nozze o della nuova convivenza del genitore, perché discende dalla responsabilità genitoriale verso i figli.

Cosa succede all’assegno di divorzio in caso di decesso?

In linea generale l’assegno di divorzio si estingue con il decesso di una delle parti, salvi eventuali diritti di reversibilità riconosciuti dalla legge a chi ne aveva diritto, disciplinati da norme specifiche distinte da quelle sull’assegno divorzile in vita.

Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.

Settembre 9, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-09 10:00:002026-09-05 20:06:06Assegno di Divorzio: Quando si Perde il Diritto?

Ultime notizie

  • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
    Risarcimento al figlio abbandonato dal padre: quando spetta e come funzionaSettembre 9, 2026 - 11:00 amin: NOTIZIE
  • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
    Assegno di Divorzio: Quando si Perde il Diritto?Settembre 9, 2026 - 10:00 amin: NOTIZIE
  • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
    Avvocati Low Cost, Abbonamenti Vietati: la Stangata del CNF su Sconti e Tariffe BasseSettembre 9, 2026 - 9:00 amin: NOTIZIE
Search Search

Seguici su Facebook

Categorie Articoli

Ultimi Articoli

  • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
    Risarcimento al figlio abbandonato dal padre: quando spetta e come funzionaSettembre 9, 2026 - 11:00 am
  • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
    Assegno di Divorzio: Quando si Perde il Diritto?Settembre 9, 2026 - 10:00 am
  • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
    Avvocati Low Cost, Abbonamenti Vietati: la Stangata del CNF su Sconti e Tariffe BasseSettembre 9, 2026 - 9:00 am
  • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
    Concorso Aeronautica Militare 2026: 50 posti da Ufficiale, per tutti basta il diplomaSettembre 9, 2026 - 8:00 am
  • Bonus Energia
    Bonus energia macchinari salvavita: come funziona e come ottenerloSettembre 8, 2026 - 7:00 pm
  • Condominio Amico Online
    Condominio, addio poteri: l’amministratore scaduto non può operareSettembre 8, 2026 - 6:00 pm
  • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
    Malattia INPS: la circolare 92/2026 paga anche il giorno prima del certificatoSettembre 8, 2026 - 5:00 pm
  • associazioni sportive dilettantistiche
    Sport Dilettantistico, Tornano i Premi Esenti fino a 300 EuroSettembre 8, 2026 - 2:00 pm
CAF Udine Centro Assistenza Fiscale Udine

Contatti

Viale Giuseppe Tullio 13, scala B - Udine
Email: info@centrofiscale.com
Telefono: 0432 1638640
WhatsApp CAF Udine: 366 6018121
WhatsApp Patronato: 324 7411699

Ultimi Articoli

  • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
    Risarcimento al figlio abbandonato dal padre: quando spetta e come funzionaSettembre 9, 2026 - 11:00 am
  • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
    Assegno di Divorzio: Quando si Perde il Diritto?Settembre 9, 2026 - 10:00 am
  • Notizie fiscali CAF Centro Fiscale
    Avvocati Low Cost, Abbonamenti Vietati: la Stangata del CNF su Sconti e Tariffe BasseSettembre 9, 2026 - 9:00 am
© Copyright - CAF Centro Fiscale Udine è un brand di Be Smart srls | P.Iva: 03031220308 |Viale Giuseppe Tullio 13 scala B, 33100 Udine
mail: info@centrofiscale.com | Tel: 0432 1638640 | WhatsApp: 366 6018121 | Privacy Policy
  • Collegamento a Facebook
  • Collegamento a Instagram
  • Collegamento a Rss questo sito
Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto