NOTIZIEMulte monopattini 2026: da 41 a 800 euro, ecco i casi a rischioLe multe monopattini 2026 cambiano volto: con l’aggiornamento del Codice della Strada sono arrivate regole più severe per chi usa i monopattini elettrici, con sanzioni che vanno da un minimo di 41 euro fino a 800 euro nei casi più gravi. Il pacchetto di norme riguarda l’obbligo di assicurazione RC, il contrassegno identificativo (una sorta di targa), l’uso del casco, obbligatorio per tutti i conducenti, e il rispetto delle regole di circolazione su strade e marciapiedi. Le autorità competenti hanno diffuso indicazioni operative alle polizie locali, per uniformare i controlli su tutto il territorio nazionale. Vediamo nel dettaglio quali sono le violazioni più comuni e a quanto ammontano le multe monopattini 2026 previste per ciascuna di esse.Indice dei contenutiCosa cambia per i monopattini elettrici nel 2026Intralcio ai pedoni: multe da 41 a 168 euroCasco, targa e assicurazione: le altre sanzioniChi controlla e come avvengono le verificheConsigli pratici per evitare le multe monopattini 2026Domande frequentiCosa cambia per i monopattini elettrici nel 2026Il nuovo Codice della Strada 2026 ha introdotto una serie di adempimenti pensati per rendere più sicura la circolazione dei monopattini elettrici, mezzi ormai diffusissimi nelle grandi città e utilizzati sia in proprietà privata sia in modalità sharing. Tra le principali novità c’è l’obbligo del contrassegno identificativo, diventato necessario dal 16 maggio 2026, e l’obbligo di stipulare una polizza di responsabilità civile, richiesta dal 16 luglio 2026, proprio come avviene già per ciclomotori e automobili.Le multe monopattini 2026 nascono da un duplice obiettivo: responsabilizzare chi guida questi mezzi, spesso privi di formazione specifica, e tutelare pedoni, anziani e persone con disabilità, che negli ultimi anni hanno più volte segnalato disagi legati all’abbandono scorretto dei monopattini in condivisione sui marciapiedi cittadini. Intralcio ai pedoni: multe da 41 a 168 euroUna delle novità più concrete riguarda proprio l’intralcio ai pedoni, il caso che ha dato origine alla nuova ondata di controlli. Chi abbandona il monopattino elettrico fuori dalle aree autorizzate, magari dopo aver terminato una corsa in sharing, rischia una sanzione compresa tra 41 e 168 euro. Lo stesso importo si applica quando il mezzo viene lasciato in punti particolarmente delicati per la mobilità delle persone.Le situazioni più frequentemente sanzionate con questo importo comprendono:Monopattino lasciato in sosta selvaggia fuori dagli stalli o dalle aree dedicate al parcheggio;Mezzo posizionato davanti a scivoli o rampe per disabili, impedendone l’utilizzo;Monopattino abbandonato sopra i percorsi tattili per non vedenti;Blocco totale o parziale della carreggiata pedonale, che costringe i passanti a scendere in strada.Per chi utilizza monopattini a noleggio, spesso è la stessa società di sharing a farsi carico della sanzione, salvo poi rivalersi sull’utente responsabile dell’infrazione. Casco, targa e assicurazione: le altre sanzioniOltre all’intralcio ai pedoni, le multe monopattini 2026 coprono anche altri ambiti, con importi che possono essere decisamente più alti rispetto ai 41-168 euro previsti per l’abbandono scorretto del mezzo. Vale un principio di gradualità: più la violazione riguarda la sicurezza di chi guida e di chi cammina, più la sanzione si fa pesante.Mancato utilizzo del casco, obbligatorio per tutti i conducenti di monopattini elettrici (con particolare attenzione ai minorenni), oppure luci e catarifrangenti mancanti o non funzionanti: sanzione da 50 a 250 euro;Assenza del contrassegno identificativo (la targa del monopattino): sanzione da 100 a 400 euro;Mancanza della polizza assicurativa RC obbligatoria: sanzione da 100 a 400 euro;Requisiti costruttivi e tecnici non conformi (potenza massima, segnalatore acustico, regolatore di velocità, marcatura CE, indicatori luminosi di svolta e frenata): sanzione da 200 a 800 euro.L’obbligo assicurativo per i monopattini richiama da vicino quanto già previsto per le automobili: chi circola senza copertura è comunque sanzionabile, pur con importi molto più contenuti rispetto a quelli descritti nel nostro approfondimento sulle multe per auto senza assicurazione, con la differenza che per i monopattini la normativa è entrata in vigore solo di recente e molti utenti non ne sono ancora pienamente a conoscenza.Va inoltre ricordato che, come per tutte le sanzioni del Codice della Strada, gli importi possono variare in base a sconti per pagamento entro determinati termini o aumenti in caso di ritardo: un meccanismo descritto più nel dettaglio nel nostro articolo sulle nuove multe a importi variabili introdotte dal Codice della Strada 2026. Chi controlla e come avvengono le verificheI controlli sulle multe monopattini 2026 spettano principalmente alla polizia locale, che opera sia con pattuglie a piedi sia con veicoli dedicati, soprattutto nelle zone a più alta densità di traffico pedonale e nei centri storici. Per uniformare i comportamenti sanzionatori su tutto il territorio, le autorità competenti hanno diffuso indicazioni operative sulle violazioni e sui relativi importi, così da ridurre le differenze applicative da comune a comune.Un ruolo importante viene svolto anche dagli operatori di sharing, che monitorano tramite GPS la posizione dei mezzi a noleggio e possono intervenire in caso di parcheggio scorretto, spesso applicando penali contrattuali che si sommano alle eventuali sanzioni amministrative. Le segnalazioni dei cittadini, in particolare da parte di associazioni per la disabilità, hanno inoltre contribuito a mettere sotto i riflettori il problema dell’abbandono selvaggio dei monopattini. Consigli pratici per evitare le multe monopattini 2026Evitare le multe monopattini 2026 richiede attenzione più che particolari competenze tecniche: nella maggior parte dei casi basta rispettare poche regole di buon senso, oltre agli adempimenti amministrativi ormai obbligatori. Ecco alcuni accorgimenti utili:Verificare sempre di avere una polizza assicurativa RC attiva e in regola, sia per i monopattini di proprietà sia, quando previsto, per quelli a noleggio;Controllare che il contrassegno identificativo sia esposto correttamente e ben visibile sul mezzo;Indossare sempre il casco durante la guida, un obbligo che vale per tutti i conducenti e non solo per i minorenni;Parcheggiare il monopattino esclusivamente negli stalli o nelle aree autorizzate, evitando marciapiedi, rampe per disabili e percorsi tattili;Mantenere luci, catarifrangenti e segnalatori sempre funzionanti, soprattutto per chi si sposta nelle ore serali.Piccole attenzioni quotidiane permettono di evitare non solo le sanzioni economiche, ma anche situazioni di pericolo per sé stessi e per gli altri utenti della strada, in particolare pedoni e persone con disabilità motoria o visiva. Domande frequentiQuanto costano le multe monopattini 2026 per intralcio ai pedoni?Per l’abbandono scorretto del monopattino, ad esempio su marciapiedi, rampe per disabili o percorsi tattili, la sanzione va da 41 a 168 euro.È obbligatoria l’assicurazione per i monopattini elettrici?Sì, dal 2026 è richiesta una polizza di responsabilità civile. Chi circola senza copertura rischia una sanzione da 100 a 400 euro.Cos’è il contrassegno identificativo del monopattino?È una sorta di targa che identifica il monopattino elettrico e ne consente il riconoscimento in caso di controllo o di infrazione. La sua assenza è punita con una sanzione da 100 a 400 euro.Il casco è obbligatorio per tutti i conducenti di monopattini?Sì, l’obbligo del casco riguarda tutti i conducenti di monopattini elettrici, senza distinzione di età, anche se resta comunque opportuna una particolare attenzione per i minorenni. Chi non lo rispetta rischia una sanzione da 50 a 250 euro.Chi effettua i controlli sulle multe monopattini 2026?I controlli sono affidati principalmente alla polizia locale, che segue le indicazioni operative diffuse dalle autorità competenti per uniformare le verifiche su tutto il territorio nazionale.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Settembre 13, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-09-13 12:00:002026-09-09 09:33:07Multe monopattini 2026: da 41 a 800 euro, ecco i casi a rischio
NOTIZIENuove multe a importi variabili: possibili sconti fino al 50% e aumenti del 100%Indice dei contenutiCos’è la riforma delle sanzioni stradaliCome funzionano gli aumenti fino al 100%Gli sconti fino al 50%: chi ne ha dirittoIl vantaggio inedito per i motociclistiChi applica le variazioni: organo procedente o interessatoQuando entra in vigore la riformaDomande frequentiChi credeva che il sistema delle sanzioni stradali fosse già abbastanza complicato potrebbe ricredersi leggendo la bozza del decreto legislativo di riforma del Codice della Strada. Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, la nuova normativa abbandona il principio della multa uguale per tutti e introduce un meccanismo personalizzato, ispirato al sistema penale, con aggravi fino al 100% e sconti fino al 50% dell’importo base.In questa notizia spieghiamo in modo chiaro come funzionerà il nuovo sistema, chi potrà beneficiare degli sconti e quando le nuove regole potrebbero entrare in vigore.Cos’è la riforma delle sanzioni stradaliLa bozza del decreto legislativo di riforma del Codice della Strada prevede un sistema sanzionatorio radicalmente diverso da quello attuale. Invece di applicare una sanzione fissa uguale per tutti coloro che commettono la stessa infrazione, il nuovo impianto normativo introduce criteri simili alle aggravanti e attenuanti del diritto penale.In pratica, l’importo della multa non sarà quasi mai quello base stampato sul verbale: dipenderà da una serie di fattori che l’organo di polizia procedente dovrà valutare caso per caso. Tra questi:la pericolosità della condottail tipo di trasgressore (recidivo, neopatentato, ecc.)il tipo di veicolo (motociclo, autocarro, vettura privata)le modalità della violazione (ora, luogo, circostanze)Il sistema, secondo Il Sole 24 Ore, sarà esteso a ogni violazione amministrativa stradale, salvo disposizioni specifiche contrarie. Come funzionano gli aumenti fino al 100%Gli aumenti saranno applicati d’ufficio dall’organo di polizia, senza che il cittadino debba fare nulla. Potranno arrivare fino al doppio dell’importo base, cioè un aumento del 100%.Tra i fattori che potrebbero determinare un aggravio della sanzione:infrazione commessa nelle ore notturne (dalle 22 alle 6), già prevista in alcuni casi dalla normativa attualeviolazione che ha causato un incidentecomportamento che presenta un elevato grado di pericolosità per sé e per gli altritrasgressore già recidivo o con precedenti specificiVa sottolineato che la bozza presentata da Il Sole 24 Ore contiene alcune incongruenze che, secondo gli esperti, saranno quasi certamente corrette prima dell’entrata in vigore della norma. Gli sconti fino al 50%: chi ne ha dirittoAnche gli sconti possono essere significativi: la riduzione massima prevista dalla bozza è del 50% sull’importo base. Tuttavia, a differenza degli aumenti, alcune riduzioni devono essere richieste espressamente dal destinatario del verbale, poiché si tratta di adempimenti che avvengono dopo la contestazione o la notifica della multa.Tra i casi che potrebbero dare diritto a una riduzione:pagamento della multa entro un breve termine (attualmente 5 giorni per la riduzione al terzo, che potrebbe essere rivista)condotta successiva particolarmente virtuosacircostanze attenuanti legate al tipo di trasgressore o al contesto della violazioneIl nuovo sistema è quindi molto più articolato rispetto all’attuale, dove la riduzione più nota è quella del pagamento in misura ridotta entro 5 giorni dalla contestazione immediata.Articoli correlati: Nuovo codice stradale 2026: novità, consultazione e quando entra in vigore | Rottamazione Quinquies: Proroga, Estensione a IMU, TARI e Multe Il vantaggio inedito per i motociclistiUna delle novità più singolari della bozza è la previsione di sconti dedicati ai motociclisti che indossano determinati equipaggiamenti protettivi. Si tratta di un incentivo del tutto inedito nel panorama normativo italiano, che premia chi sceglie di circolare con protezioni omologate.Il dettaglio degli equipaggiamenti che daranno diritto alla riduzione non è ancora definitivo nella bozza, ma il principio è chiaro: chi si protegge di più potrà pagare meno in caso di infrazione. Una logica coerente con l’obiettivo di ridurre la mortalità sulle strade, in particolare tra i conducenti di due ruote a motore. Chi applica le variazioni: organo procedente o interessatoLa bozza distingue chiaramente tra variazioni automatiche e variazioni su richiesta:Aumenti e alcune riduzioni: applicati d’ufficio dall’organo di polizia procedente, con una procedura specifica che dovrà essere seguita al momento della contestazione o della notifica.Altre riduzioni: devono essere richieste dal destinatario del verbale, perché legate ad adempimenti successivi alla multa (come il pagamento anticipato o la regolarizzazione della situazione).Questa distinzione è importante: il cittadino che riceve una multa dovrà leggere attentamente il verbale e capire se ha diritto a richiedere una riduzione, senza aspettarsi che sia l’agente ad avvisarlo automaticamente. Quando entra in vigore la riformaAl momento si tratta ancora di una bozza di decreto legislativo. Il testo è in fase di elaborazione e, come sottolinea Il Sole 24 Ore, presenta alcune incongruenze che verranno probabilmente corrette prima dell’approvazione definitiva. Non è ancora stata fissata una data ufficiale di entrata in vigore.La riforma si inserisce nel più ampio cantiere del Nuovo Codice della Strada 2026, di cui abbiamo già parlato in questo articolo sulle possibili multe ai pedoni con il telefono. Seguiremo gli aggiornamenti man mano che il testo si consolida.Domande frequenti Le nuove regole sulle multe sono già in vigore?No. Si tratta ancora di una bozza di decreto legislativo non ancora approvata. Le regole attuali rimangono in vigore fino all’entrata in vigore del decreto definitivo.Quanto potrebbe aumentare una multa con il nuovo sistema?Secondo la bozza, l’aumento massimo è del 100% rispetto all’importo base. Quindi una multa da 100 euro potrebbe arrivare a 200 euro in presenza di aggravanti.Quanto potrebbe scendere una multa con il nuovo sistema?La riduzione massima prevista è del 50%. Una multa da 100 euro potrebbe quindi scendere a 50 euro in presenza delle condizioni di sconto previste dalla norma.I motociclisti avranno sconti automatici sulle multe?La bozza prevede sconti per i motociclisti che indossano determinati equipaggiamenti protettivi omologati. I dettagli specifici (tipo di protezioni richieste e percentuale di sconto) non sono ancora definitivi.Chi applica gli aumenti e gli sconti sulle nuove multe?Gli aumenti e alcune riduzioni saranno applicati d’ufficio dall’organo di polizia procedente. Altre riduzioni dovranno essere richieste espressamente dal destinatario del verbale, perché legate ad adempimenti successivi alla contestazione.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Settembre 3, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-09-03 14:00:002026-09-01 11:21:45Nuove multe a importi variabili: possibili sconti fino al 50% e aumenti del 100%
NOTIZIENuovo Codice della Strada: ipotesi multa ai pedoni che usano il telefono mentre attraversanoIl Codice della Strada torna al centro del dibattito normativo: tra le proposte in discussione c’è anche l’introduzione di sanzioni per i pedoni che utilizzano il telefono cellulare mentre attraversano la strada. Una misura che punta a ridurre gli incidenti legati alla distrazione, fenomeno in costante aumento nelle aree urbane.Indice dei contenutiCosa prevede l’ipotesi di modificaA chi si applicherebbe la multaQuanto si rischiaCosa dice il Codice della Strada attualeLa distrazione stradale in ItaliaDomande frequenti (FAQ) Cosa prevede l’ipotesi di modificaLa proposta emerge nell’ambito del dibattito sul nuovo Codice della Strada, il cui impianto normativo è stato aggiornato con il decreto legislativo approvato a fine 2024 ed entrato progressivamente in vigore nel 2025. Ora si discute di un ulteriore passo: sanzionare i pedoni distratti dal cellulare, in particolare durante l’attraversamento dei passaggi pedonali.L’ipotesi, riportata da fonti come QuiFinanza, prevede che chi attraversa la strada con il telefono in mano e lo sguardo sullo schermo possa essere soggetto a una sanzione amministrativa. Il ragionamento alla base è semplice: il pedone distratto rappresenta un pericolo non solo per sé stesso, ma anche per gli altri utenti della strada, in primo luogo i conducenti che potrebbero essere costretti a frenate improvvise. A chi si applicherebbe la multaStando alle ipotesi circolate, la sanzione si applicherebbe specificamente ai pedoni che:Utilizzano il telefono cellulare (chiamate, messaggi, social media) durante l’attraversamento;Non prestano attenzione al traffico veicolare;Vengono sorpresi dalle forze dell’ordine in flagrante violazione.Non è ancora chiaro se la norma si applicherebbe solo ai passaggi pedonali regolamentati (strisce, semafori) oppure anche in altri punti di attraversamento. Questo è uno degli aspetti tecnici ancora in discussione tra i proponenti.Va sottolineato che si tratta ancora di una proposta in fase di discussione, non di una norma già approvata. Il percorso legislativo per trasformarla in legge richiede passaggi parlamentari e potrebbe subire modifiche significative. Quanto si rischiaGli importi delle sanzioni ipotizzate non sono ancora stati ufficializzati, poiché la proposta è ancora in fase embrionale. Si parla di sanzioni amministrative pecuniarie, ovvero delle comuni multe, sul modello di quelle già previste per i conducenti di veicoli che usano il cellulare alla guida.Per fare un confronto, le sanzioni per i conducenti che utilizzano il cellulare durante la guida sono state inasprite con le ultime modifiche al Codice: si va da 250 a 1.000 euro per la prima infrazione, con sospensione della patente nei casi di recidiva. Per i pedoni, ovviamente, non è prevista sospensione della patente, ma si parla di importi nell’ordine di qualche decina o centinaio di euro.Anche le modalità di accertamento della violazione rimangono da definire: la verifica in tempo reale da parte delle forze dell’ordine non è sempre agevole, e questo rappresenta uno dei nodi critici della proposta. Cosa dice il Codice della Strada attuale sui pedoniIl Codice della Strada italiano (D.Lgs. 285/1992) e le sue successive modifiche disciplinano il comportamento dei pedoni all’art. 190. La norma prevede già oggi che i pedoni:Debbano attraversare sugli appositi passaggi pedonali;Non debbano sostare sulla carreggiata;Debbano prestare attenzione al traffico prima di attraversare.Tuttavia, la norma attuale non prevede sanzioni specifiche per l’uso del cellulare da parte dei pedoni durante l’attraversamento. La proposta in discussione andrebbe quindi ad integrare e modificare l’articolo 190, aggiungendo un divieto esplicito all’uso di dispositivi elettronici durante l’attraversamento della carreggiata.In Italia, al momento, le sanzioni per i pedoni sono già previste per comportamenti scorretti come l’attraversamento fuori dalle strisce o il transito in carreggiata, ma gli importi sono generalmente contenuti e le verifiche sono rare nella pratica. La distrazione stradale in Italia: un fenomeno in crescitaLa proposta nasce in un contesto di crescente preoccupazione per la distrazione stradale. I dati ISTAT sugli incidenti stradali evidenziano come la distrazione sia tra le prime cause di sinistri, sia per i conducenti che per i pedoni. L’uso massiccio degli smartphone ha aggravato questo fenomeno negli ultimi anni.Alcuni Paesi europei hanno già adottato misure simili: in Germania e in alcuni cantoni della Svizzera esistono normative che scoraggiano o sanzionano l’uso del cellulare da parte dei pedoni in determinate situazioni. La proposta italiana si inserirebbe dunque in un trend normativo più ampio a livello continentale.I sostenitori della misura sottolineano che la sicurezza stradale è una responsabilità condivisa: non solo i conducenti, ma anche i pedoni devono contribuire a rendere la strada più sicura. I critici, invece, temono che si tratti di una norma difficilmente applicabile e che rischi di essere percepita come un ulteriore elemento di burocrazia sanzionatoria piuttosto che come strumento reale di prevenzione.Domande frequenti (FAQ) La multa ai pedoni col telefono è già in vigore?No. Si tratta di una proposta in fase di discussione, non ancora approvata né entrata in vigore. Prima di diventare legge, dovrà completare l’iter parlamentare.A quanto ammonterebbe la multa per il pedone distratto?Gli importi non sono stati ancora ufficializzati. Le ipotesi circolate parlano di sanzioni pecuniarie (multe), ma senza cifre definitive fino all’eventuale approvazione della norma.Vale anche per gli auricolari e i lettori musicali?Non è ancora chiaro. La proposta attuale si concentra sull’uso del cellulare, ma non è specificato se si estenderebbe anche all’uso di auricolari o cuffie che limitano la percezione dei suoni ambientali.Cosa dice la legge attuale sui pedoni?L’art. 190 del D.Lgs. 285/1992 (Codice della Strada) regola il comportamento dei pedoni: devono attraversare sulle strisce, non sostare in carreggiata e prestare attenzione al traffico. Non esiste ancora un divieto esplicito all’uso del cellulare per i pedoni.Quando potrebbe entrare in vigore questa norma?Non c’è ancora una data certa. L’iter legislativo potrebbe richiedere mesi, e la proposta potrebbe subire modifiche sostanziali prima di essere eventualmente approvata.Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.Agosto 25, 2026/0 Commenti/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/Notizia-fiscali-.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-08-25 20:42:002026-08-26 07:35:56Nuovo Codice della Strada: ipotesi multa ai pedoni che usano il telefono mentre attraversano
CAF, IMU, TASI E MODELLO F24, NOTIZIERottamazione IMU, TARI e multe locali al via: domanda online da settembreLa rottamazione dei tributi locali entra nella sua fase operativa: dal mese di settembre 2026 i contribuenti potranno presentare la domanda online per definire in modo agevolato cartelle, ingiunzioni e avvisi di accertamento relativi a IMU, TARI, addizionali comunali e multe del Codice della Strada notificate dai Comuni e dagli enti locali. Si tratta di un’opportunità storica – paragonabile alla “rottamazione quinquies” gestita dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione, ma applicata stavolta direttamente ai tributi comunali – che consente di pagare il solo importo dovuto a titolo di tributo, eliminando sanzioni, interessi di mora e oneri di riscossione.In questa guida completa e aggiornata trovi tutto ciò che serve sapere per accedere alla definizione agevolata 2026: chi può presentare la domanda, quali tributi rientrano, come si presenta l’istanza online dal portale del Comune o di Agenzia delle Entrate-Riscossione, quanti soldi si possono risparmiare, quando arrivano le scadenze, come si rateizzano gli importi e cosa succede se si salta una rata. Trovi anche tabelle riassuntive, esempi numerici concreti, riferimenti normativi puntuali (Legge di Bilancio 2026, art. 3-bis D.L. n. 119/2018, regolamenti comunali) e tutti i codici tributo per il pagamento con F24.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Cos’è la rottamazione dei tributi locali e come funzionaLa rottamazione dei tributi locali – tecnicamente definita “definizione agevolata delle entrate degli enti territoriali” – è una procedura straordinaria con cui il debitore può estinguere posizioni debitorie nei confronti del proprio Comune (o Provincia/Città metropolitana) pagando il solo importo del tributo, oltre alle eventuali spese di notifica e di esecuzione, senza dover versare sanzioni, interessi di mora e somme aggiuntive a titolo di aggio.L’impalcatura normativa di riferimento è l’art. 3-bis del D.L. 23 ottobre 2018 n. 119, convertito con modificazioni dalla L. 17 dicembre 2018 n. 136, che ha attribuito ai Comuni la facoltà – tramite delibera del Consiglio comunale – di estendere la definizione agevolata alle entrate proprie, sia tributarie sia patrimoniali. La Legge di Bilancio 2026 ha riaperto e rafforzato questa possibilità in coerenza con la “rottamazione quinquies” prevista per i carichi affidati ad Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdER): l’obiettivo è ridurre la mole di crediti deteriorati degli enti locali e dare ai cittadini un’ultima opportunità di pace fiscale.Le differenze fondamentali rispetto alla rottamazione “tradizionale” gestita da AdER sono tre:Adesione facoltativa del Comune: ogni ente deve approvare il regolamento di adesione con apposita delibera, di norma entro il 31 maggio 2026 (termine ordinatorio fissato dalla legge per le entrate proprie);Doppio canale di presentazione: a seconda di chi gestisce la riscossione (concessionario interno, società in house oppure AdER), la domanda si presenta sul portale del Comune oppure sul portale di Agenzia delle Entrate-Riscossione;Inclusione di entrate non tributarie: la definizione può riguardare anche entrate patrimoniali quali i canoni di occupazione del suolo pubblico e – soprattutto – le multe del Codice della Strada, sebbene con regole particolari sull’abbuono. Quali tributi locali rientrano nella definizione agevolataNon tutte le entrate degli enti locali sono “rottamabili”: la definizione agevolata si applica alle posizioni affidate al concessionario della riscossione (o iscritte a ruolo) in un arco temporale definito dalla delibera comunale, di norma compreso tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023 (termine in linea con la rottamazione quinquies di AdER). Vediamo nel dettaglio quali sono i tributi e le entrate che possono essere oggetto di sanatoria. IMU, TASI residua e altre imposte patrimonialiRientrano nella definizione gli avvisi di accertamento per IMU – Imposta Municipale Propria notificati negli anni precedenti e non ancora pagati, comprese le posizioni iscritte a ruolo. L’aliquota base legale IMU resta lo 0,76% (7,6 per mille) con possibilità di variazione comunale tra lo 0,46% e l’1,14% (art. 1 c. 738-783 L. 160/2019). La rottamazione consente di pagare il solo tributo dovuto, eliminando le sanzioni che ordinariamente vanno dal 30% (omesso versamento, art. 13 D.Lgs. 471/1997) al 100-200% (omessa o infedele dichiarazione IMU). Stesso discorso per la TASI residua (abolita nel 2020 ma con accertamenti ancora in essere per le annualità 2014-2019), per l’IMI della Provincia autonoma di Bolzano e per l’IMIS della Provincia autonoma di Trento.TARI e tassa sui rifiutiLa TARI – Tassa sui Rifiuti (istituita dall’art. 1 c. 639-668 L. 147/2013) rappresenta una delle voci più consistenti tra i debiti locali rottamabili. Sono inclusi gli avvisi di pagamento ordinari non onorati, gli accertamenti per omessa o infedele dichiarazione, le maggiorazioni TEFA (tributo provinciale per l’esercizio delle funzioni ambientali) e gli interessi maturati. Anche i tributi precedenti la TARI – ovvero TARSU, TIA1 e TIA2 – per le posizioni ancora aperte rientrano nella definizione.Multe del Codice della StradaLe sanzioni amministrative per violazioni del Codice della Strada notificate dalla Polizia Municipale (o da altri organi accertatori che riversino il provento al Comune) possono essere oggetto di definizione agevolata, ma con una regola importante: per le multe stradali la rottamazione NON include la cancellazione integrale della sanzione, ma solo l’abbattimento degli interessi e delle maggiorazioni (in particolare la maggiorazione semestrale del 10% prevista dall’art. 27 L. 689/1981). Resta quindi dovuta l’intera sanzione originaria, mentre vengono cancellati gli interessi e le spese di esecuzione: il risparmio, per multe vecchie di 10-15 anni, può comunque raggiungere il 100-150% dell’importo iniziale.Addizionale comunale IRPEF, COSAP, TOSAP e altre entrateSono incluse anche:l’addizionale comunale IRPEF non versata (anche se l’accertamento viene di norma effettuato dall’Agenzia delle Entrate);il Canone Unico Patrimoniale (CUP) introdotto dall’art. 1 c. 816-836 L. 160/2019, che ha sostituito TOSAP, COSAP, ICP, DPA e canoni pubblicitari dal 1° gennaio 2021;le precedenti TOSAP/COSAP (occupazione suolo pubblico) e ICP/DPA (imposta comunale sulla pubblicità e diritti sulle pubbliche affissioni) ancora non riscosse;i canoni di concessione di beni immobili comunali, mensa scolastica, trasporto scolastico e altre entrate patrimoniali, qualora previste dal regolamento comunale di adesione.⚠️ Importante: non rientrano nella definizione agevolata le somme dovute a titolo di recupero di aiuti di Stato, le condanne della Corte dei Conti, le multe penali e le sanzioni pecuniarie connesse a sentenze. Restano inoltre esclusi i crediti vantati dall’INPS (anche se affidati a un concessionario locale).Chi può presentare la domanda e a quali condizioniLa definizione agevolata può essere richiesta da qualsiasi soggetto debitore nei confronti del Comune o dell’ente locale: persone fisiche, imprese, professionisti, enti non commerciali, condomini, eredi che subentrano nelle posizioni del defunto. Non occorrono particolari requisiti reddituali né ISEE: l’unica condizione sostanziale è che il Comune del proprio Comune di residenza/ubicazione dell’immobile abbia aderito alla definizione agevolata con apposita delibera del Consiglio comunale.Le condizioni di ammissibilità si articolano su tre piani:Tipologia del carico: deve trattarsi di un avviso/accertamento già notificato (non basta un semplice avviso bonario) e affidato al concessionario della riscossione (ruolo, ingiunzione fiscale ex R.D. 639/1910 o ruolo coattivo);Periodo di affidamento: il carico deve essere stato consegnato all’agente della riscossione entro il termine fissato dalla delibera comunale, in genere il 31 dicembre 2023;Assenza di sentenze passate in giudicato a sfavore del Comune: se è stato chiuso un contenzioso con sentenza definitiva, la posizione non è più “rottamabile” per il principio del giudicato. Posizioni con contenzioso in corsoSe il debitore ha in corso un ricorso davanti alle Corti di Giustizia Tributaria (ex CTP e CTR), può comunque aderire alla rottamazione: l’adesione comporta l’obbligo di rinuncia al giudizio. Con il pagamento integrale delle rate, il processo si estingue per cessata materia del contendere; il Comune restituirà eventuali somme già pagate in eccedenza rispetto a quanto dovuto per la definizione. Attenzione però: se anche una sola rata viene saltata, il giudizio NON riparte e il debito originario, sanzioni e interessi compresi, torna integralmente esigibile.Debitori già falliti, in concordato o sovraindebitatiI soggetti destinatari di procedure concorsuali (fallimento, oggi “liquidazione giudiziale” ex D.Lgs. 14/2019, concordato preventivo, liquidazione controllata) possono aderire alla definizione agevolata limitatamente ai debiti non ricompresi nella procedura. Per le situazioni di sovraindebitamento ex L. 3/2012 (oggi rifluita nel Codice della crisi), la rottamazione può integrarsi con il piano di ristrutturazione del debito, previa autorizzazione del giudice.Come presentare la domanda online da settembre 2026A partire dal mese di settembre 2026, secondo quanto previsto dalla normativa di attuazione e dai regolamenti comunali approvati, la domanda di adesione alla definizione agevolata si potrà presentare esclusivamente per via telematica. Il canale corretto dipende da chi gestisce la riscossione dei tributi del proprio Comune. Domanda tramite portale di Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdER)Per i Comuni che hanno affidato la riscossione coattiva ad Agenzia delle Entrate-Riscossione (la maggioranza dei Comuni medio-grandi), la domanda si presenta sul sito agenziaentrateriscossione.gov.it tramite la sezione dedicata “Definizione agevolata enti locali”. L’accesso avviene con SPID, CIE o CNS. Il sistema consente di:consultare la propria posizione debitoria nei confronti del Comune;selezionare quali carichi includere nella domanda (è possibile sceglierne solo alcuni, non è obbligatorio rottamare tutto);scegliere se pagare in unica soluzione oppure in rate fino a un massimo di 10 in 5 anni;scaricare il prospetto degli importi dovuti e i bollettini PagoPA/F24 per il pagamento.Domanda tramite portale del Comune o del concessionario localePer i Comuni che gestiscono la riscossione in proprio oppure tramite società in house o concessionari privati iscritti all’albo ex art. 53 D.Lgs. 446/1997 (Municipia, Abaco, ICA, Andreani, ecc.), la domanda si presenta sul portale dedicato del Comune o del concessionario. È sempre disponibile la modulistica anche in formato PDF, da inviare via PEC all’indirizzo istituzionale dell’ente o consegnare a mano presso l’ufficio tributi.I documenti necessari per la domanda sono:Codice fiscale o partita IVA del debitore;Documento di identità in corso di validità;Estremi del carico (numero avviso, numero ruolo, anno di iscrizione) – facoltativo se la consultazione avviene tramite il portale telematico, che restituisce automaticamente la lista;per gli eredi: dichiarazione di successione e codice fiscale del defunto;per le società/enti: visura camerale aggiornata e procura del legale rappresentante.Scadenze 2026: il calendario completoIl calendario operativo della definizione agevolata dei tributi locali è scandito da diverse tappe, alcune delle quali variano in base alla data di approvazione del regolamento comunale di adesione. Di seguito le scadenze di riferimento per il 2026.ScadenzaAdempimentoSoggetto31 maggio 2026Delibera consiliare di adesione del Comune (termine ordinatorio)Comune1° settembre 2026Apertura dei portali telematici per la presentazione delle domandeAdER / Comune30 settembre 2026Termine ordinario di presentazione della domanda (in alcuni Comuni 30 novembre)DebitoreEntro 31 dicembre 2026Comunicazione AdER/Comune dell’importo dovuto e del piano di pagamentoEnte28 febbraio 2027Scadenza prima rata (o pagamento in unica soluzione)DebitoreSuccessive scadenzeRate semestrali (31 maggio e 30 novembre di ciascun anno) fino al 2031DebitoreAttenzione: le date di apertura e chiusura del portale possono variare di qualche giorno in base alle delibere dei singoli Comuni; verifica sempre il calendario ufficiale del tuo ente di residenza prima di procedere. Quanto si risparmia: esempi pratici e simulazioniIl vantaggio economico della rottamazione dei tributi locali è particolarmente significativo perché – come per la rottamazione gestita da AdER – consente di tagliare integralmente le componenti accessorie del debito. Vediamo tre esempi concreti per capire l’ordine di grandezza del risparmio.Esempio 1: avviso di accertamento IMU 2019Tizio ha ricevuto un accertamento per omessa dichiarazione IMU 2019 su un immobile di categoria A/2:IMU dovuta: 1.500 €Sanzione 100% (omessa dichiarazione, art. 13 D.Lgs. 471/1997): 1.500 €Interessi al tasso legale per 5 anni: circa 180 €Spese di notifica: 9 €Totale dovuto senza rottamazione: 3.189 €Totale dovuto con rottamazione: 1.509 € (IMU + spese)Risparmio: 1.680 € (52,7%)Esempio 2: TARI non pagata anni 2020-2022Caia ha ricevuto tre avvisi TARI per gli anni 2020-2022 mai pagati, riscossi coattivamente da AdER:TARI dovuta (3 annualità): 900 €Sanzione 30% per omesso versamento: 270 €Interessi di mora, oneri e aggio storico (~22%): 258 €Totale dovuto senza rottamazione: 1.428 €Totale dovuto con rottamazione: 900 €Risparmio: 528 € (37%)Esempio 3: multa Codice della Strada del 2017Sempronio ha una multa per eccesso di velocità del 2017 mai pagata:Sanzione originaria: 173 €Maggiorazione semestrale 10% per 8 anni (art. 27 L. 689/1981): +138 €Aggio e interessi di mora: +60 €Totale dovuto senza rottamazione: 371 €Totale dovuto con rottamazione: 173 €Risparmio: 198 € (53%)💡 In sintesi: il risparmio medio per i tributi locali si colloca tra il 30% e il 55% dell’importo originario, ma aumenta sensibilmente per debiti molto vecchi a causa della crescita esponenziale degli interessi e dell’aggio.Rateizzazione e modalità di pagamentoUna volta accolta la domanda, il debitore riceve dal Comune (o da AdER) la comunicazione dell’importo dovuto con il dettaglio delle scadenze. Le modalità di pagamento previste dalla normativa attuativa 2026 sono due:Pagamento in unica soluzione entro il 28 febbraio 2027: in questo caso non si applicano interessi di dilazione;Pagamento rateale: massimo 10 rate semestrali in 5 anni (2027-2031), con applicazione di un tasso di interesse pari al 2% annuo a partire dalla seconda rata; la prima rata, di importo pari almeno al 10% del totale, scade il 28 febbraio 2027.I pagamenti si effettuano tramite F24 con i codici tributo del Comune di riferimento (gli stessi utilizzati ordinariamente per IMU – 3912, 3918, 3914, 3916 – e TARI – varia per Comune), oppure tramite bollettini PagoPA generati dal portale telematico. Per le multe del Codice della Strada e le entrate patrimoniali è generalmente prevista solo la modalità PagoPA.Codice F24Tributo3912IMU abitazione principale (cat. A/1, A/8, A/9) e relative pertinenze3913IMU fabbricati rurali ad uso strumentale3914IMU terreni agricoli3916IMU aree fabbricabili3918IMU altri fabbricati (categorie A diversa da abitazione principale, B, C)3925IMU immobili categoria D – quota Stato3930IMU immobili categoria D – quota Comune3944TARI – Tassa sui Rifiuti Effetti dell’adesione e conseguenze del mancato pagamentoLa presentazione della domanda produce effetti immediati, anche prima della comunicazione dell’importo dovuto da parte del Comune. In particolare:vengono sospese le procedure esecutive in corso (pignoramento presso terzi, fermi amministrativi, ipoteche) limitatamente ai carichi inclusi nella domanda;non vengono iscritti nuovi fermi amministrativi sui veicoli per gli stessi carichi;non maturano ulteriori interessi di mora e aggio dalla data di presentazione della domanda;rilascio del DURC regolare (per imprese): la presentazione della domanda equivale a “posizione in regolarizzazione” e consente il rilascio del DURC.Cosa succede se salti una rataIl punto più delicato della rottamazione è il rigore sul rispetto delle scadenze. La normativa prevede:Tolleranza di 5 giorni: il pagamento entro i 5 giorni successivi alla scadenza ufficiale (esclusi i festivi) è considerato tempestivo;Decadenza automatica in caso di omesso, insufficiente o tardivo pagamento di anche solo una rata oltre il quinto giorno: il debito originario viene integralmente ripristinato (sanzioni, interessi e aggio compresi), al netto delle somme già versate, che vengono imputate al debito a titolo di acconto;impossibilità di “riammissione” alla definizione dopo la decadenza (la rottamazione è “una tantum”);ripresa immediata delle procedure esecutive e iscrizione di nuovi pignoramenti, fermi e ipoteche.🚨 Attenzione: a differenza delle precedenti rottamazioni, in caso di decadenza le somme versate NON sono perdute ma vengono imputate al debito complessivo. Il rischio reale è perdere il beneficio dell’abbuono di sanzioni e interessi e tornare a pagare l’importo pieno.Il ruolo del CAF nella rottamazione dei tributi localiUn Centro di Assistenza Fiscale (CAF) può fornire un supporto operativo decisivo nella gestione della rottamazione dei tributi locali, soprattutto per chi non ha dimestichezza con i portali telematici, con la consultazione delle banche dati o con la lettura degli avvisi di accertamento. I principali servizi offerti riguardano:Estrazione della posizione debitoria sui portali AdER, dei Comuni e dei concessionari, con quantificazione preventiva del risparmio ottenibile;Predisposizione della domanda di definizione agevolata, con scelta ottimale di quali carichi rottamare e in quante rate;Verifica del calcolo degli importi comunicati dal Comune o da AdER e contestazione di eventuali errori (sanzioni accessorie indebitamente applicate, doppia imposizione, ecc.);compilazione e invio degli F24 e dei bollettini PagoPA;Tracciamento delle scadenze tramite agenda fiscale e promemoria, per evitare il rischio della decadenza;assistenza per chi ha un ricorso pendente e deve valutare se rinunciare al giudizio per aderire alla rottamazione.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre questo servizio sia per i Comuni del Friuli-Venezia Giulia – dove, oltre alla rottamazione, è opportuno tenere conto delle peculiarità del sistema tavolare per gli immobili in successione – sia per le posizioni gestite da AdER in tutto il territorio nazionale. La consulenza preliminare consente di capire, prima ancora di presentare domanda, qual è il risparmio effettivo nel proprio caso specifico e se conviene rottamare tutti i carichi o soltanto alcuni. Gli errori più frequenti da evitareL’esperienza maturata con le precedenti rottamazioni (la “rottamazione-quater” e gli analoghi provvedimenti comunali del 2018-2019) ha messo in evidenza alcuni errori ricorrenti che vale la pena conoscere in anticipo per non vanificare i benefici della definizione agevolata.Non verificare se il proprio Comune ha aderito: la definizione agevolata 2026 sui tributi locali NON è automatica. Senza delibera del Consiglio comunale, la domanda è inammissibile;Confondere “avviso bonario” con “accertamento”: solo gli atti già notificati e affidati al concessionario sono rottamabili. Un semplice avviso di pagamento non lo è;Includere nella domanda carichi non rottamabili (es. multe penali, condanne corte dei conti): il sistema rigetta la posizione complessiva, con perdita di tempo;Non rinunciare formalmente al ricorso pendente entro i termini stabiliti, anche se si è aderito alla rottamazione: in tal caso il giudice procede comunque e l’eventuale soccombenza vanifica il beneficio;Confondere F24 e PagoPA: alcuni tributi (es. TARI di Comuni minori) non accettano F24 ma solo PagoPA; il pagamento con codice errato si considera non avvenuto;Pagare in ritardo anche di un solo giorno oltre la tolleranza: la decadenza è automatica;Aderire senza calcolare la convenienza: se il debito è prescritto (per legge in 5 anni per IMU e TARI, ex art. 1 c. 161 L. 296/2006 e art. 2948 c.c.), conviene eccepire la prescrizione anziché pagare.Prescrizione vs rottamazione: quale conviene?Una questione fondamentale prima di aderire alla definizione agevolata è verificare se il debito non sia già prescritto. Per i tributi locali (IMU, TARI, addizionale comunale IRPEF), la prescrizione ordinaria è di 5 anni ex art. 2948 n. 4 del Codice civile, mentre per le multe del Codice della Strada è di 5 anni dalla notifica del verbale (art. 209 D.Lgs. 285/1992).Se il debito è prescritto, il contribuente ha diritto a non pagare nulla: in tal caso conviene presentare un atto di autotutela al Comune e, in caso di mancato accoglimento, ricorrere alle Corti di Giustizia Tributaria. Aderire alla rottamazione equivale invece a rinunciare all’eccezione di prescrizione e a pagare comunque l’importo del tributo. La scelta migliore va valutata caso per caso, perché:la prescrizione può essere stata interrotta da un atto di costituzione in mora (raccomandata, PEC) o dalla notifica di un sollecito o di un atto esecutivo: in tal caso il termine riparte da zero;per i debiti iscritti a ruolo presso AdER esistono orientamenti giurisprudenziali diversificati sulla prescrizione “lunga” (decennale) o “breve” (quinquennale), specialmente dopo la Cass. SS.UU. n. 23397/2016;il contenzioso, anche se vincente, ha costi e tempi (in media 2-3 anni in primo grado, oltre l’eventuale appello) di cui tenere conto. 📍 Sei a Udine o in Friuli Venezia Giulia? Possiamo aiutarti.Il CAF Centro Fiscale di Udine offre il calcolo IMU e ILIA per immobili a Udine e provincia, compreso il modello F24. Riceviamo su appuntamento nelle nostre sedi di Udine e Cividale del Friuli oppure interamente online via WhatsApp. Contattaci per una consulenza o chiama il 0432 1638640.Domande frequenti sulla rottamazione dei tributi locali 2026Posso aderire alla rottamazione se ho già una rateizzazione in corso?Sì. Le rateizzazioni precedentemente concesse dal Comune o da AdER vengono sospese al momento della presentazione della domanda. Le rate scadute e non versate confluiscono nella definizione agevolata; quelle già pagate sono imputate al debito complessivo come acconto. Se l’importo già versato eccede quello dovuto per la rottamazione, il debitore può chiedere il rimborso.La rottamazione cancella anche il fermo amministrativo sull’auto?Il fermo amministrativo (ex art. 86 DPR 602/1973) viene sospeso al momento della presentazione della domanda e cancellato al pagamento integrale di tutte le rate (o dell’unica soluzione). Non c’è cancellazione immediata: per ritirare il fermo serve attendere la conclusione del piano di pagamento.Cosa succede se il mio Comune non aderisce alla rottamazione?Se entro la scadenza ordinatoria il Consiglio comunale non delibera l’adesione, i tributi locali del Comune non sono rottamabili. Restano comunque rottamabili gli eventuali carichi affidati ad AdER per il recupero coattivo, se rientrano nella rottamazione quinquies “nazionale”. È utile contattare l’ufficio tributi del proprio Comune o consultare le delibere pubblicate sull’Albo Pretorio online.Posso rottamare solo alcuni avvisi e non tutti?Sì, la definizione è “a la carte”: il debitore può selezionare nella domanda quali singoli carichi includere e quali no. Questa flessibilità è utile per chi vuole concentrare il pagamento sui debiti più onerosi (IMU di anni vecchi con maxi-sanzioni) ed escludere magari i carichi prescritti, per i quali eccepire la prescrizione conviene di più.Le posizioni di un parente defunto si possono rottamare?Sì. Gli eredi che hanno accettato l’eredità (anche tacitamente) possono presentare domanda di rottamazione per i debiti del de cuius, allegando la dichiarazione di successione e il proprio codice fiscale. Attenzione però: aderire alla rottamazione equivale a un atto di accettazione di eredità (art. 476 c.c.). Chi ha già rinunciato all’eredità o intende rinunciarvi NON deve presentare la domanda.Posso pagare la rottamazione con il bonifico bancario invece che con F24?Solo se è espressamente previsto nella comunicazione del Comune. Di norma il pagamento avviene con F24 (per i tributi) o PagoPA (per multe e canoni). Il bonifico diretto al tesoriere comunale è ammesso solo in casi residuali ed è sempre opportuno richiedere preventivamente le coordinate IBAN ufficiali.📬Resta aggiornato sulle novità fiscaliBonus, scadenze, detrazioni: ricevi gli aggiornamenti direttamente nella tua email. Iscriviti Gratis →🔒 Niente spam. Cancellati quando vuoi.Conclusione e prossimi passiLa rottamazione dei tributi locali 2026 rappresenta un’opportunità concreta per migliaia di contribuenti che hanno cartelle, ingiunzioni o accertamenti non pagati per IMU, TARI, multe e altre entrate comunali. Con un risparmio medio del 30-55% e fino a 10 rate semestrali per il pagamento, è uno strumento che può ridurre significativamente l’esposizione debitoria nei confronti del proprio Comune.I tre passaggi essenziali per accedere correttamente alla definizione agevolata sono:Verificare l’adesione del Comune consultando l’Albo Pretorio online o l’ufficio tributi;Estrarre la posizione debitoria dal portale AdER (con SPID/CIE/CNS) o dal portale del concessionario locale, e quantificare il risparmio;Presentare la domanda entro il 30 settembre 2026 (o 30 novembre nei Comuni che hanno prorogato il termine), scegliendo con attenzione carichi da includere e numero di rate.Se hai cartelle o avvisi locali da gestire e vuoi capire quanto puoi risparmiare nel tuo caso specifico, contatta il CAF Centro Fiscale di Udine: in un’unica consulenza analizziamo la tua posizione, ti spieghiamo i vantaggi reali (ed eventuali svantaggi) della rottamazione e ti seguiamo fino alla conclusione del piano di pagamento. Una decisione informata oggi può evitarti anni di interessi e procedure esecutive domani. Maggio 27, 2026/da Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2025/12/ROTTAMAZIONE-QUINQUIES-2026.png 924 1640 Team CAF Centro Fiscale https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Team CAF Centro Fiscale2026-05-27 19:08:382026-05-31 17:42:32Rottamazione IMU, TARI e multe locali al via: domanda online da settembre