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Tag Archivio per: invalidita pensione

CALCOLO DELLA PENSIONE E PENSIONAMENTO, PATRONATO

Assegno di Invalidità INPS: come funziona il passaggio alla pensione

Pensione 2026 INPS

Il passaggio dall’assegno ordinario di invalidità alla pensione è un momento cruciale nella vita previdenziale di chi soffre di una riduzione permanente della capacità lavorativa. L’INPS ha chiarito nel tempo le modalità, i requisiti e le procedure che regolano questa transizione, che non è automatica e richiede un’attenta valutazione delle condizioni del beneficiario. In questa guida aggiornata al 2026 esaminiamo nel dettaglio tutto quello che c’è da sapere: dalle differenze tra i due istituti previdenziali, fino agli aspetti pratici della domanda e al calcolo dell’importo.

Che cos’è l’assegno ordinario di invalidità INPS

L’assegno ordinario di invalidità (AOI) è una prestazione previdenziale erogata dall’INPS a favore dei lavoratori che, a causa di infermità fisica o mentale, abbiano visto ridursi la propria capacità lavorativa a meno di un terzo in modo permanente. Questa prestazione è disciplinata dalla Legge 222 del 12 giugno 1984, che costituisce ancora oggi il riferimento normativo principale.

A differenza della pensione di inabilità assoluta e permanente, l’assegno di invalidità presuppone che la riduzione della capacità lavorativa sia significativa ma non totale: il beneficiario può quindi, in linea teorica, svolgere ancora un’attività lavorativa, anche se ridotta rispetto a quella precedente.

Requisiti contributivi per l’assegno di invalidità

Per ottenere l’assegno ordinario di invalidità è necessario soddisfare due condizioni fondamentali:

  • Requisito sanitario: riduzione della capacità lavorativa a meno di un terzo in modo permanente, accertata dalla commissione medica dell’INPS.
  • Requisito contributivo: almeno 5 anni di contribuzione complessivi, di cui almeno 3 anni negli ultimi 5 che precedono la domanda (260 settimane totali, 156 settimane nel quinquennio).

L’assegno ha durata triennale e viene rinnovato su domanda dell’interessato. Dopo tre riconoscimenti consecutivi (ovvero dopo 9 anni), diventa definitivo e non è più soggetto a revisione sanitaria periodica.

Differenza tra assegno di invalidità e pensione di inabilità

È fondamentale non confondere l’assegno ordinario di invalidità con la pensione di inabilità. Si tratta di due prestazioni distinte con presupposti e importi diversi.

CaratteristicaAssegno di invaliditàPensione di inabilità
Riduzione capacità lavorativaPiù di 2/3 (inferiore a 1/3 residua)Totale e permanente (100%)
DurataTriennale (rinnovabile)Definitiva
Compatibilità con lavoroSì (con eventuali riduzioni)No (incompatibile)
Contributi richiesti5 anni (3 nel quinquennio)5 anni (3 nel quinquennio)
Integrazione al minimoSì, se redditi bassiSì, se redditi bassi

La pensione di inabilità assoluta e permanente spetta invece a chi non possa svolgere alcuna attività lavorativa, indipendentemente dalle mansioni: è quindi una condizione molto più grave che esclude qualsiasi forma di occupazione.

Il passaggio dall’assegno di invalidità alla pensione: quando avviene

Il passaggio dall’assegno ordinario di invalidità alla pensione rappresenta uno degli aspetti più delicati e spesso fraintesi del sistema previdenziale italiano. L’INPS ha chiarito più volte, attraverso circolari e messaggi ufficiali, le regole che governano questa transizione.

Esistono due tipologie principali di passaggio che possono riguardare il beneficiario dell’assegno di invalidità:

  1. Passaggio alla pensione di vecchiaia: avviene al compimento dell’età pensionabile (67 anni nel 2026), se sussistono i requisiti contributivi minimi.
  2. Passaggio alla pensione di inabilità assoluta: avviene qualora le condizioni di salute peggiorino ulteriormente e la capacità lavorativa si azzeri completamente.

Il chiarimento INPS sul meccanismo di trasformazione

L’INPS ha ribadito che il passaggio dall’assegno ordinario di invalidità alla pensione di vecchiaia non è automatico. Il beneficiario deve presentare apposita domanda, e il cambio di prestazione avviene solo dopo verifica dei requisiti.

In particolare, l’INPS ha chiarito i seguenti punti fondamentali:

  • L’assegno di invalidità non si trasforma automaticamente in pensione al raggiungimento dei 67 anni.
  • Il beneficiario deve presentare domanda di pensione di vecchiaia attraverso i canali INPS (portale web, patronato, CAF).
  • Se i contributi accumulati durante la percezione dell’assegno sono sufficienti, il calcolo della pensione di vecchiaia includerà anche questi periodi.
  • In caso di peggioramento delle condizioni di salute, è possibile presentare domanda di pensione di inabilità in qualsiasi momento, indipendentemente dall’età anagrafica.

Requisiti per il passaggio alla pensione di vecchiaia nel 2026

Per accedere alla pensione di vecchiaia nel 2026, anche partendo dall’assegno ordinario di invalidità, è necessario soddisfare i seguenti requisiti previsti dalla Legge 214/2011 (Riforma Fornero) come aggiornata dalle successive leggi di bilancio:

  • Età anagrafica: 67 anni (sia per uomini che per donne nel 2026).
  • Contribuzione minima: 20 anni di contributi versati.
  • Soglia di importo (solo sistema contributivo puro): l’assegno risultante deve essere pari almeno a 1,5 volte l’assegno sociale (nel 2026 circa 808-830 euro mensili, da verificare sulla circolare INPS annuale) per chi è privo di contribuzione ante 1996; tale soglia non si applica a chi ha contributi ante 1996.

Un aspetto importante: i periodi durante i quali è stato percepito l’assegno ordinario di invalidità sono comunque utili ai fini del calcolo della pensione. L’INPS valorizza questi periodi come se il lavoratore avesse continuato a versare contributi, sulla base della retribuzione percepita nei 12 mesi precedenti l’insorgenza dell’invalidità.

L’accredito figurativo durante la percezione dell’assegno

Uno degli aspetti più rilevanti chiariti dall’INPS riguarda il cosiddetto accredito figurativo. Durante il periodo di godimento dell’assegno di invalidità, l’INPS accredita al lavoratore una contribuzione figurativa che va a integrare la contribuzione reale versata in precedenza.

Questo meccanismo è fondamentale perché:

  • Consente al beneficiario di maturare il requisito contributivo di 20 anni necessario per la pensione di vecchiaia.
  • Influenza positivamente il calcolo dell’importo della futura pensione.
  • Permette di raggiungere anche i requisiti per la pensione anticipata, se combinati con contributi effettivi sufficienti.

Compatibilità dell’assegno di invalidità con il lavoro

L’assegno di invalidità è in linea di principio compatibile con lo svolgimento di un’attività lavorativa. Tuttavia, la legge prevede alcune limitazioni importanti che dipendono dal reddito conseguito (art. 1 L. 222/1984):

  • Se il reddito da lavoro supera il quattro volte il trattamento minimo INPS (nel 2025-2026 circa 2.414 euro mensili lordi), l’assegno viene ridotto del 25%.
  • Se il reddito supera il cinque volte il trattamento minimo (circa 3.017 euro mensili lordi), l’assegno viene ridotto del 50%.

Questa compatibilità rappresenta una differenza sostanziale rispetto alla pensione di inabilità, che è invece incompatibile con qualsiasi forma di attività lavorativa. Chi continua a lavorare percependo l’assegno di invalidità accumula ulteriori contributi che potranno poi essere valorizzati al momento del pensionamento definitivo.

Tabella riepilogativa: riduzione assegno per reddito da lavoro 2026

Reddito da lavoro mensile (lordo)Riduzione assegno
Fino a circa 2.414 euroNessuna riduzione
Da circa 2.414 a 3.017 euroRiduzione del 25%
Oltre circa 3.017 euroRiduzione del 50%

Nota: gli importi indicati sono calcolati sul trattamento minimo INPS 2025 (circa 603 euro mensili, Circolare INPS n. 1/2025). Verificare con l’INPS o un patronato il valore aggiornato per il 2026, che viene rivalutato annualmente in base all’indice ISTAT.

Come presentare la domanda di passaggio alla pensione

Raggiunto il requisito anagrafico (67 anni) o verificatosi il peggioramento delle condizioni di salute, il beneficiario dell’assegno di invalidità deve seguire un iter preciso per il passaggio alla pensione.

Canali di presentazione della domanda

La domanda di pensione può essere presentata attraverso i seguenti canali ufficiali:

  1. Portale INPS (myINPS): accedendo con SPID, CIE o CNS alla sezione “Domande di prestazioni previdenziali”.
  2. Patronato: rivolgendosi a un patronato riconosciuto (INCA, ACLI, CGIL, CISL, UIL, ecc.) che assiste gratuitamente il lavoratore nella compilazione e presentazione della domanda.
  3. CAF abilitati: alcuni CAF, come il Centro Fiscale, offrono assistenza anche per le pratiche previdenziali INPS in collaborazione con i patronati convenzionati.

Documentazione necessaria

Per la presentazione della domanda di pensione è generalmente necessario predisporre:

  • Documento di identità in corso di validità.
  • Codice fiscale.
  • Estratto conto contributivo INPS (verificabile tramite myINPS).
  • Documentazione sanitaria attestante lo stato di invalidità (utile in caso di peggioramento per domanda di inabilità).
  • Coordinate bancarie (IBAN) per l’accredito della pensione.

Decorrenza della pensione

La decorrenza della pensione di vecchiaia segue regole precise anche per chi proviene dall’assegno di invalidità:

  • La pensione decorre dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda, se i requisiti sono già maturati.
  • Se la domanda viene presentata prima del compimento dei 67 anni, la pensione decorre comunque dal primo giorno del mese successivo al raggiungimento dell’età.
  • Non è possibile ottenere arretrati per periodi precedenti la domanda, salvo casi eccezionali previsti dalla legge.

Come si calcola la pensione per chi ha percepito l’assegno di invalidità

Il calcolo della pensione per chi ha beneficiato dell’assegno di invalidità segue le regole generali del sistema previdenziale italiano, con alcune specificità legate alla presenza della contribuzione figurativa.

Il sistema di calcolo applicabile

A seconda dell’anzianità contributiva al 31 dicembre 1995, si applicano sistemi di calcolo differenti:

  • Sistema retributivo: per chi aveva almeno 18 anni di contributi al 31/12/1995 (calcolo sulla retribuzione media degli ultimi anni di lavoro).
  • Sistema misto: per chi aveva contributi ante 1996 ma meno di 18 anni al 31/12/1995.
  • Sistema contributivo puro: per chi ha iniziato a lavorare dal 1° gennaio 1996 in poi (calcolo sui contributi effettivamente versati).

Per la quota di pensione calcolata con il metodo contributivo, anche i contributi figurativi accreditati durante l’assegno di invalidità entrano nel montante contributivo e concorrono alla formazione dell’importo pensionistico.

L’importo minimo garantito

Chi percepisce l’assegno di invalidità con redditi bassi ha diritto all’integrazione al trattamento minimo. Anche la pensione risultante dal passaggio, se di importo inferiore al minimo, può essere integrata, a condizione che il pensionato non superi determinati limiti di reddito complessivo.

Per il 2025, il trattamento minimo INPS è di circa 603 euro mensili (per tredici mensilità, confermato dalla Circolare INPS n. 1/2025). Il valore 2026 verrà aggiornato con rivalutazione ISTAT. L’integrazione al minimo spetta se il reddito personale non supera determinati limiti stabiliti annualmente dall’INPS con propria circolare.

Cosa succede se le condizioni peggiorano: il passaggio alla pensione di inabilità

Se durante la percezione dell’assegno ordinario di invalidità le condizioni di salute peggiorano al punto da rendere il lavoratore assolutamente e permanentemente inabile a qualsiasi attività lavorativa, è possibile richiedere la trasformazione in pensione di inabilità.

Procedura per la domanda di inabilità assoluta

In questo caso il percorso è il seguente:

  1. Presentazione della domanda di pensione di inabilità tramite patronato o portale INPS.
  2. Visita medica da parte della commissione medica INPS per l’accertamento dell’inabilità assoluta.
  3. In caso di esito positivo, liquidazione della pensione di inabilità con decorrenza dal mese successivo alla domanda.

La pensione di inabilità assoluta ha il vantaggio di non essere soggetta a revisione sanitaria periodica (una volta riconosciuta in via definitiva) e di essere incompatibile con qualsiasi attività lavorativa, il che comporta però anche la perdita del diritto a percepire redditi da lavoro.

Il requisito dell’anzianità contributiva per la pensione di inabilità

Per la pensione di inabilità assoluta e permanente sono richiesti gli stessi requisiti contributivi dell’assegno di invalidità:

  • Almeno 5 anni di contribuzione totale.
  • Di cui almeno 3 anni nell’ultimo quinquennio.

In questo caso, i contributi figurativi accreditati durante la percezione dell’assegno di invalidità concorrono al raggiungimento di questi requisiti, facilitando l’accesso alla pensione di inabilità anche per chi ha poche annualità di contribuzione effettiva.

Cumulabilità e altri aspetti pratici

Oltre ai temi già trattati, esistono altri aspetti pratici rilevanti per il beneficiario dell’assegno di invalidità che si avvicina al pensionamento.

L’assegno di invalidità e la pensione anticipata

Il beneficiario dell’assegno di invalidità può, se ha maturato sufficienti anni di contribuzione (inclusi quelli figurativi), accedere anche alla pensione anticipata prima dei 67 anni. Nel 2026 i requisiti per la pensione anticipata sono:

  • Pensione anticipata ordinaria: 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne (indipendentemente dall’età anagrafica).
  • Quota 103: 62 anni di età + 41 anni di contributi (prorogata dalla Legge di Bilancio 2025 con importo massimo di 4 volte il trattamento minimo fino ai 67 anni).
  • APE Sociale: 63 anni e 5 mesi di età + 30 anni di contributi per i soggetti in condizioni di disabilità grave (almeno il 74% di invalidità civile riconosciuta).

Per gli invalidi con percentuale riconosciuta pari ad almeno il 74%, l’APE Sociale rappresenta spesso la via di uscita anticipata più conveniente, permettendo di accedere alla pensione già a 63 anni e 5 mesi con soli 30 anni di contributi. È importante verificare con un patronato la compatibilità tra assegno di invalidità e APE Sociale, in quanto le due prestazioni non sono cumulabili.

Successione delle prestazioni: cosa fare in pratica

Il beneficiario dell’assegno di invalidità che si avvicina al pensionamento dovrebbe seguire questo schema pratico:

  1. Verificare l’estratto conto contributivo su myINPS per conoscere gli anni di contribuzione effettiva e figurativa accumulata.
  2. Calcolare l’età pensionabile più conveniente (vecchiaia a 67 anni, anticipata se si hanno i requisiti, APE Sociale se si rientra nelle categorie).
  3. Presentare domanda con congruo anticipo (almeno 3 mesi prima della decorrenza prevista) tramite patronato o portale INPS.
  4. Verificare la posizione medica: se le condizioni sono peggiorate significativamente, valutare la domanda di pensione di inabilità anziché di vecchiaia.

Le posizioni dell’INPS: circolari e messaggi di chiarimento

L’INPS ha emanato nel corso degli anni diversi documenti ufficiali per chiarire il funzionamento del passaggio dall’assegno di invalidità alla pensione. Tra i più rilevanti:

  • Legge 222/1984: disciplina organica dell’assegno ordinario di invalidità e della pensione di inabilità, ancora oggi riferimento normativo principale.
  • Circolare INPS n. 90/1993: ha chiarito i criteri di calcolo della contribuzione figurativa durante il periodo di godimento dell’assegno di invalidità.
  • Circolare INPS n. 35/2012: ha precisato le modalità di applicazione del sistema contributivo ai titolari di assegno di invalidità nell’ambito della riforma Fornero.
  • Circolare INPS n. 1/2025: ha definito gli importi aggiornati del trattamento minimo (603 euro) e le soglie reddituali per la compatibilità con il lavoro.

È consigliabile consultare il sito ufficiale dell’INPS (www.inps.it) o rivolgersi a un patronato per avere accesso ai documenti ufficiali più aggiornati, poiché le circolari vengono periodicamente integrate e modificate.

Esempi pratici di passaggio dall’assegno di invalidità alla pensione

Per rendere più concreto il funzionamento del meccanismo, presentiamo due esempi tipici.

Esempio 1: Marco, 67 anni, assegno di invalidità da 10 anni

Marco ha iniziato a lavorare a 22 anni e ha ricevuto l’assegno ordinario di invalidità a 57 anni, dopo aver maturato 35 anni di contribuzione effettiva. Durante i 10 anni di percezione dell’assegno ha accumulato ulteriori 10 anni di contribuzione figurativa, portando il totale a 45 anni.

Al compimento dei 67 anni, Marco deve presentare domanda di pensione di vecchiaia. Essendo nel sistema misto (aveva contributi ante 1996 ma meno di 18 anni al 31/12/1995, avendo iniziato a lavorare nel 1981), la pensione verrà calcolata in parte con il sistema retributivo e in parte con il contributivo. I 10 anni di contribuzione figurativa contribuiscono positivamente alla quota contributiva.

Esempio 2: Giulia, 65 anni, disabilità all’80% con possibilità APE Sociale

Giulia ha percepito l’assegno di invalidità per 8 anni e la sua percentuale di invalidità riconosciuta è aumentata all’80%. Con 33 anni di contribuzione totale (25 effettivi + 8 figurativi) e 65 anni di età, Giulia non ha ancora i requisiti per la pensione di vecchiaia (mancano 2 anni) né per la pensione anticipata ordinaria (mancherebbero anni di contributi).

Tuttavia, essendo la disabilità superiore al 74% e avendo più di 30 anni di contributi, Giulia avrebbe potuto accedere all’APE Sociale già a 63 anni e 5 mesi, se le condizioni di salute certificate fossero state compatibili con la categoria specifica. In alternativa, se l’inabilità fosse diventata assoluta, può presentare domanda di pensione di inabilità senza attendere i 67 anni.

Domande frequenti (FAQ)

Il passaggio dall’assegno di invalidità alla pensione di vecchiaia è automatico?

No. L’INPS ha chiarito esplicitamente che il passaggio non avviene in modo automatico al compimento dei 67 anni. Il beneficiario deve presentare apposita domanda di pensione di vecchiaia attraverso il portale INPS o tramite patronato/CAF. Se non si presenta domanda, l’assegno di invalidità continua ad essere erogato, ma il beneficiario non inizia a ricevere la pensione di vecchiaia.

I contributi figurativi dell’assegno di invalidità servono per la pensione?

Sì. L’INPS accredita contribuzione figurativa per tutto il periodo di percezione dell’assegno di invalidità. Questa contribuzione è utile sia per raggiungere il requisito dei 20 anni necessari per la pensione di vecchiaia, sia per incrementare il montante contributivo su cui viene calcolata la quota contributiva della pensione.

L’assegno di invalidità è compatibile con il lavoro?

Sì, ma con limitazioni. Se si superano determinati limiti di reddito da lavoro (pari a 4 o 5 volte il trattamento minimo INPS), l’assegno viene ridotto del 25% o del 50%. Qualora le condizioni di salute migliorassero, la commissione medica in sede di revisione potrebbe anche revocare l’assegno.

Posso percepire sia l’assegno di invalidità che la pensione anticipata?

Non è possibile percepire contemporaneamente l’assegno di invalidità e una pensione INPS. Quando si ottiene la pensione (di qualsiasi tipo), l’assegno cessa. La pensione rappresenta la prestazione definitiva che sostituisce l’assegno temporaneo.

Cosa succede se l’assegno di invalidità non viene rinnovato?

L’assegno di invalidità ha durata triennale e deve essere rinnovato su domanda. Se la commissione medica in sede di revisione accerta che le condizioni di salute sono migliorate e la capacità lavorativa è tornata a livelli superiori a un terzo, l’assegno non viene rinnovato e cessa l’erogazione. In questo caso, il lavoratore torna a versare contributi previdenziali normali.

Chi assiste il beneficiario nella transizione alla pensione?

I patronati (INCA, ACLI, ENAS, ecc.) offrono assistenza gratuita per la presentazione della domanda di pensione e per tutti gli adempimenti connessi. I CAF come il Centro Fiscale possono affiancarsi ai patronati per la parte documentale e per la verifica della posizione contributiva.

Come il CAF Centro Fiscale può aiutarti

Il passaggio dall’assegno di invalidità alla pensione è una procedura che richiede attenzione ai dettagli e conoscenza delle normative previdenziali vigenti. Il CAF Centro Fiscale collabora con patronati convenzionati per offrire assistenza completa ai propri assistiti in queste delicate situazioni:

  • Verifica della posizione contributiva tramite estratto conto INPS.
  • Analisi della situazione previdenziale individuale e scelta della tipologia di pensione più conveniente.
  • Supporto nella raccolta della documentazione necessaria.
  • Assistenza nella presentazione della domanda in coordinamento con il patronato.

Puoi anche leggere le nostre guide correlate per approfondire:

  • Pensione Anticipata 2026: Guida Completa a Quota 103, Opzione Donna, APE Sociale
  • Pensione in Cumulo tra Gestione Separata e Commercianti INPS: Guida Completa 2026
  • Quattordicesima Pensionati 2026: Quando Arriva, Importo e Chi Ne Ha Diritto
  • Domanda Reversibilità INPS: Procedura e Documenti 2026

Per un appuntamento o una consulenza, contattaci tramite i canali ufficiali del Centro Fiscale.

Luglio 11, 2026/0 Commenti/da Andrea Damiani
https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2026/02/Pensione-INPS-1.png 924 1640 Andrea Damiani https://centrofiscale.com/wp-content/uploads/2023/04/logo-sito.png Andrea Damiani2026-07-11 16:23:222026-07-11 15:49:36Assegno di Invalidità INPS: come funziona il passaggio alla pensione

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